LEGGE 214 DEL 22/12/2011 ARTICOLO 24 by gcVRYVj

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									LEGGE 214 DEL 22/12/2011
    ARTICOLO 24




                           1
L’art. 24 del D.L. 201/2011, convertito con
modificazioni nella Legge 214/2011, prevede una
complessiva revisione del sistema pensionistico
obbligatorio a decorrere dall’anno 2012.
Le numerose novità riguardano:
1. L’estensione, dal 01.01.2012, del sistema di
calcolo contributivo, con il metodo pro-rata, anche ai
lavoratori che avevano almeno 18 anni di anzianità
contributiva alla data del 31.12.1995 (ex sistema
retributivo l. 335/95).
(comma 2)


                                                     2
2. Riconoscimento della certezza dei diritti ai
lavoratori che, alla data del 31.12.2011, hanno già
maturato il diritto a pensione secondo la normativa
previgente.
(commi 3, parte prima - 14)
3. Abolizione della pensione di anzianità determinata
con il sistema della c.d. “quota previdenziale”.
(comma 3, parte seconda)
4. Incremento dei requisiti anagrafici e contributivi
per il conseguimento del diritto a pensione, con
contestuale soppressione del regime delle decorrenze
posticipate (c.d. finestre mobile).
(commi 4 – 5 - 6 – 7 – 9 – 10, parte prima)

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5. Nuove modalità del diritto a pensione anticipata
per i lavoratori del sistema contributivo.
(comma 11)
6. Incentivi e disincentivi per favorire il
proseguimento dell’attività lavorativa oltre i
previgenti ed i nuovi limiti anagrafici e contributivi
per il diritto a pensione.
(commi 4, parte seconda – comma 10, seconda parte
– comma 16, parte prima)
7. Deroghe ai nuovi requisiti per il diritto a pensione
a favore dei lavoratori del settore privato.
(comma 15-bis)


                                                      4
8. Speciali esenzioni dal nuovo diritto a pensione per
particolari categorie di lavoratori, come gli addetti
alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti,
donne optanti per il sistema contributivo, lavoratori
collocati in mobilità.
(commi 14 – 17 – 17-bis)
9. Estensione, dal 01.01.2013, dell’adeguamento agli
incrementi della speranza di vita anche al requisito
contributivo per il diritto a pensione anticipato
indipendentemente dall’età anagrafica.
(comma 12)


                                                     5
10. Variazione cadenza temporale (da triennale a
biennale), dal 01.01.2019, dell’adeguamento dei
limiti anagrafici e contributivi per il diritto a pensione
agli incrementi della speranza di vita.
(comma 13)
11. Estensione della possibilità di totalizzazione dei
periodi assicurativi, con l’eliminazione del limite
minimo di tre anni presso ciascuna gestione
previdenziale.
(comma 19)



                                                         6
12. Variazione cadenza temporale (da triennale a
biennale), dal 01.01.2019, di aggiornamento dei
coefficienti di trasformazione per il sistema di calcolo
contributivo della pensione.
(comma 16, parte seconda)
13. Previsione di forme di decontribuzione parziale
dell’aliquota contributiva obbligatoria a favore della
Previdenza complementare.
(comma 28, parte seconda)




                                                       7
Regimi pensionistici




                       8
Le regole della legge 335/1995
In base alla anzianità contributiva, posseduta alla data
del 31.12.1995, i lavoratori vengono inseriti in tre
diversi sistemi pensionistici (art. 1, c. 12 e 13):
- Sistema retributivo: lavoratori con anzianità
contributiva di almeno 18 anni;
- Sistema misto: lavoratori con anzianità contributiva
inferiore a 18 anni;
- Sistema contributivo: lavoratori che non
possiedono anzianità contributiva e lavoratori del
sistema misto che si avvalgono della facoltà di optare
per il sistema contributivo.
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Facoltà dell’opzione al sistema contributivo
Inizialmente era stata prevista per tutti i lavoratori in
possesso dei anzianità contributiva al 31.12.95 (art. 1,
c. 23 secondo periodo, l. 335/95); successivamente è
stata limitata ai soli lavoratori appartenenti al sistema
misto (art. 2, DL. 335/01 convertito in l. 417/01 e
nota informativa Inpdap 65 del 30.11.01).
Ai sensi del comma 23, art. 1, l. 335/95, la facoltà
dell’opzione può essere esercitata da coloro che
abbiano maturato una anz. contr. pari o superiore a 15
anni, di cui almeno 5 nel sistema contributivo.


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                 Anzianità contributiva
E’ costituita dalla sommatoria di tutti i periodi e/o
servizi comunque utili ai fini pensionistici. Quindi
comprende:
1) servizio effettivo;
2) servizi e periodi ricongiunti o ricongiungibili;
3) servizi e periodi totalizzati, in alternativa alla
ricongiunzione;
4) servizi e periodi riscattati o riscattabili;
5) servizi resi in paesi esteri;
6) periodi di prosecuzione volontaria della
contribuzione;
7) maggiorazione dei servizi.

                                                   11
I tre sistemi pensionistici, oltre alla discriminante
legata alla diversa anzianità contributiva, sono
caratterizzati da regole differenti ai fini sia del diritto
a pensione che del trattamento di pensione.
Diritto a pensione:
- il sistema retributivo e quello misto prevedono
regole comuni;
- il sistema contributivo prevedeva inizialmente
regole diverse che, nel corso degli anni, si sono quasi
del tutto uniformate a quelle dei sistemi retributivo e
misto;


                                                         12
Trattamento di pensione
- il sistema retributivo prevede una modalità di
calcolo totalmente retributiva;
- il sistema misto prevede una doppia modalità di
calcolo: retributiva per l’anzianità contributiva
maturata fino al 31.12.1995; contributiva per
l’anzianità contributiva maturata a decorrere dal
01.01.1996;
- il sistema contributivo prevede una modalità di
calcolo totalmente contributiva.



                                               13
Le regole della legge 214/2011
Viene apportata una revisione dei sistemi
pensionistici.
Infatti, in base al disposto del comma 2, che prevede
l’estensione del metodo di calcolo contributivo a tutti
i lavoratori, con riferimento all’anzianità contributiva
maturata a decorrere dal 01.01.2012, viene di fatto
cancellato il sistema pensionistico retributivo previsto
dalla legge 335/95.




                                                      14
I lavoratori vengono quindi inquadrati in due nuovi
sistemi pensionistici:
- Sistema contributivo: comprende i lavoratori con
riferimento ai quali il primo accredito contributivo
decorre successivamente al 1° gennaio 1996.
Si tratta dei lavoratori già appartenenti al sistema
contributivo, come individuato dalla legge 335/95;
- Sistema misto: comprende i lavoratori con
riferimento ai quali il primo accredito contributivo
decorre antecedentemente al 1° gennaio 1996.
Si tratta dei lavoratori appartenenti ai sistemi
retributivo e misto, come individuati dalla legge
335/95.

                                                  15
I due “nuovi” sistemi pensionistici, oltre alla
discriminante legata alla diversa anzianità
contributiva, sono caratterizzati da regole comuni e
differenti ai fini sia del diritto a pensione che del
trattamento di pensione.
Diritto a pensione:
Sono previste sia regole comuni che particolari regole
valevoli per il solo sistema contributivo;




                                                    16
Trattamento di pensione
E’ prevista la regola comune del calcolo, secondo il
metodo contributivo, della quota di pensione riferita
all’anzianità contributiva maturata a decorrere dal
01.01.2012.
Rimangono le differenti modalità di calcolo, di cui
alla legge 335/95, per quanto riguarda la quota di
pensione riferita all’anzianità contributiva maturata
fino al 31.12.2011.




                                                   17
Facoltà dell’opzione al sistema contributivo
Il comma 7, parte seconda, nel confermare la
previgente normativa (facoltà di opzione limitata ai
soli lavoratori appartenenti all’ex sistema misto), con
la soppressione di parte dell’art. 1, c. 23, l. 335/95,
stabilisce che coloro che esercitano la facoltà di
opzione non sono soggetti alle nuove regole, valevoli
solo per il sistema contributivo, in materia di diritto a
pensione, sia di vecchiaia che anticipata.
Quindi, coloro che esercitano la facoltà di opzione
adottano soltanto le regole di calcolo del trattamento
di pensione del sistema contributivo.

                                                       18
 Diritto a pensione e decorrenza del
       trattamento pensionistico

Il quadro normativo fino al 31.12.211




                                        19
Tipologie di pensione
- Pensione di vecchiaia;
- Pensione di anzianità;
- Pensione di inabilità (non derivante da causa di
servizio);
- Pensione di privilegio;
- Pensione indiretta.




                                               20
 DIRITTO A PENSIONE NEL SISTEMA
      RETRIBUTIVO E MISTO
PENSIONE DI VECCHIAIA
Trattamento di quiescenza spettante a seguito di
collocamento a riposo d’ufficio.
Il diritto si consegue:
1) Per limiti di età (Dlgs 503/92);
2) Per limiti di servizio (se previsti da norme
regolamentari dell’ Ente datore di lavoro).



                                              21
1) Limiti di età
Prevede il possesso congiunto di due requisiti:
- Età anagrafica;
- Requisito contributivo minimo.




                                                  22
Età anagrafica
In base al disposto degli artt. 1 e 5 del Dlgs 503/92, a
decorrere dal 01.01.2000, sono stati previsti i seguenti
limiti di età:
Uomini: 65 anni;
Donne: 60 anni, oppure, 65 anni se previsto dalle
norme regolamentari dell’Ente.
Per la seconda fattispecie relativa alle donne (65 anni)
trova applicazione la norma di deroga dell’art. 2,c.
21, l. 335/95, che prevede la possibilità di conseguire
il diritto alla pensione di vecchiaia al compimento di
60 anni di età a domanda (dimissioni volontarie)
dell’interessata.

                                                      23
All’impianto normativo, come sopra definito, sono
state apportate delle sostanziali modifiche in ordine a:
- elevazione dell’età pensionabile delle donne;
- adeguamento periodico dell’età pensionabile.




                                                      24
Elevazione dell’età pensionabile delle donne
Con il comma 1 dell’art. 22-ter della l. 102/09, così
come sostituito dal comma 12-sexies, art. 12, l.
122/10, adottato in attuazione della sentenza della
Corte di Giustizia Europea del 13.11.2008, l’età
anagrafica per il diritto alla pensione di vecchiaia per
le lavoratrici donne del pubblico impiego è stata
innalzata nella seguente misura:
1 anno per il biennio 2010 – 2011;
4 anni dal 2012.



                                                      25
Adeguamento periodico dell’età pensionabile agli
incrementi della speranza di vita
La materia è disciplinata dai commi 12-bis, 12-ter e
12-quinques dell’art. 12 della legge 122/10, così
come modificati dall’art. 18, comma 4, della legge
111/11.
I commi in oggetto rappresentano la disciplina
attuativa del principio enunciato con l’art. 22-ter,
comma 2, della legge 102/09.
Principio: adeguamento, agli incrementi della
speranza di vita, dei requisiti di età anagrafica per il
diritto a pensione a decorrere dal 01.01.2013.

                                                      26
Per requisiti di età anagrafica si intendono (c. 12-bis):
- requisito di età per la pensione di vecchiaia: 65 anni
uomini e donne del pubblico impiego; 65 anni uomini
e 60 anni donne del settore privato.
- requisito di età e valore della somma di età e anz.
contr. (cd “quota previdenziale”) per le pensioni di
anzianità.
Viene previsto un sistema di revisione triennale del
requisito dell’età anagrafica (c. 12-bis) legato alla
variazione, nel triennio precedente a quello
interessato, della speranza di vita all’età
corrispondente a 65 anni in riferimento alla media
della popolazione residente in Italia (c. 12-ter).

                                                       27
L’aggiornamento viene disposto con decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze da adottarsi
almeno 12 mesi prima della data di decorrenza di
ogni aggiornamento, sulla base dei dati forniti
dall’Istat (c. 12-bis).

Per il primo triennio (2013-2015) l’aggiornamento
non può essere superiore a 3 mesi e lo stesso non
viene effettuato nel caso di diminuzione della
speranza di vita come sopra definita (comma 12-ter,
lett. a)).


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Requisiti di età anagrafica – pensione di vecchiaia

Uomini
fino al 2012: 65 anni;
dal 2013: 65 anni e 3 mesi;
dal 2016: possibile incremento, con periodicità
triennale, legato all’incremento della speranza di vita.




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Requisiti di età anagrafica – pensione di vecchiaia

Donne
fino al 2009: 60 anni;
2010 – 2011: 61 anni;
2012: 65 anni.
dal 2013: 65 anni e 3 mesi;
dal 2016: possibile incremento, con periodicità
triennale, legato all’incremento della speranza di vita.




                                                      30
Requisito contributivo:
20 anni di anzianità contributiva (artt. 2 e 6, Dlgs
503/92)

Clausola di salvaguardia:
15 anni di anzianità contributiva se, al 31.12.1992, il
lavoratore era in possesso di anzianità contributiva
accreditata presso una delle gestioni Inpdap (art. 2, c.
3, lett. c), Dlgs 503/92).




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2) Limiti di servizio
E’ una forma di pensione non contemplata dalla
legge, ma eventualmente prevista da regolamenti o
norme interne dell’Ente datore di lavoro.
Per le Amministrazioni Comunali la fonte normativa
è costituita dall’articolo, dell’ex Regolamento
Organico, in cui vengono indicate le cause di
cessazione del rapporto di lavoro.
Nonostante che il R.O. sia stato disapplicato dal
nuovo “Regolamento degli uffici e dei servizi”, la
norma è tutt’ora in vigore, così come previsto dall’art.
27-ter del CCNL 94/97, nella modificata apportata
dall’art. 21 del CCNL del 21.01.2004.
Requisito: 40 anni di servizio utile a pensione (da
interpretarsi come 40 anni di anzianità contributiva).
                                                      32
PENSIONE DI ANZIANITA’
Trattamento di quiescenza spettante a seguito di
cessazione del rapporto di lavoro, per dimissioni
volontarie.
A decorrere dal 01.01.2008 la previgente normativa
(art. 59, c. 6, l. 449/97) è stata sostituita dall’art. 1,
c. 6, lett. a), l. 243/04, così come modificato
dall’art. 1, commi 1 e 2, della l. 247/07.
Il diritto alla pensione di anzianità si consegue
attraverso due modalità:



                                                        33
a) Con il possesso del requisito di anzianità
contributiva     non     inferiore     a   40     anni,
indipendentemente dall’età anagrafica.
b) Con il possesso congiunto:
- del requisito di almeno 35 anni di anzianità
contributiva;
- di una determinata età anagrafica, che aumenta
gradualmente nel corso degli anni;
Dal 01.07.2009 deve essere obbligatoriamente
posseduto un ulteriore requisito:
la maturazione della cosiddetta “quota previdenziale”,
mix tra anzianità contributiva ed età anagrafica.
                                                     34
 Adeguamento periodico dell’età pensionabile agli
incrementi della speranza di vita
A decorrere dal 01.01.2013, così come previsto per la
pensione di vecchiaia per limiti di età, i requisiti di
età anagrafica sono adeguati, con cadenza triennale,
agli incrementi della speranza di vita.
L’adeguamento riguarda sia il requisito dell’età che il
valore della quota previdenziale.




                                                     35
       Tabella diritto a pensione di anzianità
      Anno             Età anagrafica e quota ()
                      Almeno 35 anni anz. contr.
       2008                   58 – (==)
01.01.09 – 30.06.09           58 – (==)
01.07.09 – 31.12.09            59 – (95)
       2010                    59 – (95)
    2011 - 2012                60 – (96)
    2013 - 2015          61a, 3m – (97a, 3m)
     Dal 2016          Possibile incremento triennale
                      dell’età anagrafica e della quota

                                                          36
PENSIONE DI ANZIANITA’ DONNE
La legge 243/2004 prevede all’art. 1, c. 9, un regime
sperimentale per le donne lavoratrici.
Fino al 31.12.2015 le lavoratrici dipendenti possono
conseguire, in alternativa ai maggiori requisiti previsti
a partire dal 2008, il diritto a pensione di anzianità
con i requisiti in vigore al 31.12.2007 (almeno 35
anni di anz. contr. e 57 anni di età anagrafica), a
condizione che optino per la liquidazione del relativo
trattamento pensionistico secondo le norme del
sistema contributivo.


                                                       37
PENSIONE DIFFERITA DI VECCHIAIA E DI
ANZIANITA’
E’ una particolare forma di pensione che non era
presente nell’ordinamento previdenziale Inpdap.
La sua nascita trova fondamento nella abrogazione
della legge 322/58 disposta dall’ art. 12, c. 12-
undecies, l. 122/2010.
Questa legge consentiva, agli iscritti all’Inpdap che
cessavano dal servizio senza diritto a pensione e non
erano titolari di una posizione assicurativa attiva
presso l’Inps, il trasferimento gratuito dei contributi
all’Inps. In questo modo veniva acquisito il diritto a
ricevere comunque una prestazione previdenziale.
                                                     38
L’abrogazione della norma ha comportato, per i
lavoratori iscritti all’Inpdap, la perdita di un
importante strumento di tutela previdenziale.
Per sopperire a questa carenza è stata prevista (circ.
Inpdap 17/2010) la possibilità di attribuire il diritto a
pensione di anzianità o di vecchiaia, in presenza dei
requisiti contributivi minimi prescritti, anche al
lavoratore che, al raggiungimento del requisito
anagrafico minimo previsto dalla legge, sia già
cessato dal servizio e non stia procedendo alla
contribuzione volontaria.


                                                       39
PENSIONE DI ANZIANITA’ CON BENEFICI
D.M. 331/97 (PENSIONE PART-TIME)
E’ una particolare forma di pensione di anzianità che
permette al lavoratore, al conseguimento dei requisiti
per il diritto a pensione di anzianità:
- di proseguire il rapporto di lavoro trasformandolo da
tempo pieno a part-time;
- di conseguire lo status di pensionato con diritto ad
un trattamento pensionistico ridotto in misura
inversamente        proporzionale     alla   prestazione
lavorativa part-time.


                                                      40
PENSIONE DI INABILITA’

Trattamento di quiescenza spettante a seguito di
sopravvenuta inidoneità, parziale o totale, alla attività
lavorativa, non dipendente da causa di servizio.

Esistono tre diverse tipologie di pensione di inabilità:




                                                       41
1) Per inidoneità alla mansione svolta:
con requisito di almeno 20 anni di anz. contr.,
indipendentemente dall’età anagrafica (art. 7, lett. b),
l. 379/55);

2) Per inidoneità assoluta e permanente a qualsiasi
proficuo lavoro:
con requisito di almeno 15 anni di anz. contr.,
indipendentemente dall’età anagrafica (art. 7, lett. a),
l. 379/55);


                                                      42
3) Per inidoneità assoluta e permanente a qualsiasi
attività lavorativa:
con il requisito di almeno 5 anni di anz. contr., di cui
almeno 3 di contribuzione effettiva nell’ultimo
quinquennio, indipendentemente dall’età anagrafica
(art. 2, c. 12, l. 335/95).
Le anzianità contributive di cui ai punto 1) e 2) sono
arrotondate con il criterio: 11 mesi e 16 giorni = 1
anno (art. 59, c. 1, lett. b), l. 449/97).
Ai sensi del Dlgs 461/01 la commissione medica
deputata alla valutazione di tutte le inidoneità sopra
dette è stata individuata nella Commissione Medica di
Verifica (ex C.M.O.).

                                                      43
PENSIONE DI PRIVILEGIO
Il diritto alla pensione si consegue, per inidoneità
assoluta e permanente alla attività lavorativa in
dipendenza di causa di servizio, con qualsiasi anz.
contr. (anche un solo giorno), indipendentemente
dall’età anagrafica (art. 33, R.D.L. 680/38).




                                                  44
PENSIONE INDIRETTA
E’ la pensione che spetta ai superstiti del lavoratore
deceduto. Il diritto viene conseguito:
- se il lavoratore alla data del decesso, non dipendente
da cause di servizio, possedeva almeno 5 anni di anz.
contr., di cui almeno 3 nell’ultimo quinquennio (art.
1, c. 41, l. 335/95); oppure almeno 15 anni di anz.
contr., qualunque sia il periodo temporale nel quale
siano stati maturati; (pens. indiretta ordinaria)
- qualunque sia l’anz. contr. posseduta dal lavoratore
in caso di decesso dipendente da causa di servizio
(art. 33, R.D.L. 680/38). (pens. indiretta di privilegio)

                                                       45
DECORRENZA DELLA PENSIONE NEL
 SISTEMA RETRIBUTIVO E MISTO
I commi 1, 2 e 3, dell’art. 12, legge 122/2010 hanno
modificato completamente il regime della decorrenza
dei trattamenti pensionistici introducendo il criterio
della cd. “finestra mobile”
Per le pensioni il cui diritto viene maturato a
decorrere dal 01.01.2011 è previsto, infatti, il
differimento di 12 mesi (oppure di 18 mesi per le
pensioni in totalizzazione) della data di decorrenza
del trattamento rispetto alla data di maturazione del
relativo diritto.


                                                    46
Nel caso in cui il diritto a pensione sia stato maturato
alla data del 31.12.2010 continua, invece, a trovare
applicazione la previgente normativa basata su un
sistema di scaglionamento delle uscite (trimestrale e
semestrale) in funzione della data di maturazione del
requisito pensionistico.




                                                      47
Ulteriore modifica decorrenza pensione con 40
anni di anzianità contributiva
L’art. 18, c. 22-ter, della legge 111 del 15.07.2011
modifica il termine di decorrenza del trattamento
pensionistico delle pensioni con 40 anni di anzianità
contributiva, maturate a decorrere dal 01.01.2012.
Infatti con l’aggiunta apportata al comma 2, art. 12,
legge 122/10 viene disposto che:




                                                   48
- per le pensioni il cui diritto viene maturato nel corso
dell’anno 2012 il temine di decorrenza è fissato al
compimento di 1 anno ed 1 mese dalla data di
maturazione del diritto;
- per le pensioni il cui diritto viene maturato nel corso
dell’anno 2013 il temine di decorrenza è fissato al
compimento di 1 anno e 2 mesi dalla data di
maturazione del diritto;
- per le pensioni il cui diritto viene maturato a
decorrere dal 01.01.2014 il temine di decorrenza è
fissato al compimento di 1 anno e 3 mesi dalla data di
maturazione del diritto.

                                                       49
Prolungamento del servizio fino alla data di
decorrenza della pensione
L’Inpdap, con circolare 18/2010, ha disposto che “al
fine di garantire una adeguata tutela previdenziale, in
osservanza degli artt. 3 e 38 della costituzione,
evitando soluzioni di continuità tra stipendio e
pensione, le amministrazioni e gli enti datori di lavoro
mantengono in servizio i dipendenti che cessano per
limiti di età ovvero di servizio fino alla data di
decorrenza del trattamento pensionistico”



                                                      50
Si tratta, chiaramente, di una disposizione finalizzata
a garantire una continuità economica al lavoratore,
evitando che lo stesso possa trovarsi per un certo
periodo di tempo senza stipendio, essendo cessato dal
servizio, e senza pensione, non avendo ancora
raggiunto la data di decorrenza del trattamento
pensionistico.
Il mantenimento in servizio è limitato al solo periodo
intercorrente tra il limite di età o di servizio e la data
di decorrenza della pensione.



                                                        51
Poiché il prolungamento del servizio, fino alla data di
decorrenza della pensione, si configura come
mantenimento e non trattenimento in servizio ed è
previsto da specifica disposizione normativa Inpdap,
non trova applicazione la disposizione che prevede il
calcolo della quota A) di pensione con la media
ponderata di cui all’art. 29 della l. 183/81, che,
invece, è applicabile ai casi di trattenimento in
servizio di fatto oltre i limiti di età o di servizio.




                                                     52
Trattamenti pensionistici esclusi dalla disciplina della
legge 122/2010
Rimangono esclusi dalla nuova disciplina i
trattamenti pensionistici: per inabilità non derivante
da causa di servizio (decorrenza immediata), di
privilegio (decorrenza immediata), indiretti a seguito
di decesso del lavoratore (decorrenza dal mese
successivo al verificarsi dell’evento).
La ragione è da ricercarsi nel fatto che questi
trattamenti pensionistici sono riconosciuti a seguito di
acquisizione di particolari “stati fisici” o di eventi
traumatici     che     comportano       la     necessità
dell’erogazione di una prestazione previdenziale
immediata di sostegno al lavoratore od ai superstiti.
                                                      53
 DIRITTO A PENSIONE NEL SISTEMA
         CONTRIBUTIVO
E’ il nuovo sistema pensionistico introdotto dalla
legge 335/95.
I destinatari della norma, come già ricordato, sono:
- lavoratori che alla data del 31.12.1995 non
possiedono anzianità contributiva;
- lavoratori che alla data del 31.12.1995 possiedono
una anzianità contributiva inferiore a 18 anni ed
esercitano la facoltà di opzione al nuovo sistema.


                                                  54
La legge 335/95 ha previsto per il sistema
contributivo regole completamente diverse rispetto al
sistema retributivo, sia ai fini del conseguimento del
diritto a pensione che della misura dell’importo della
prestazione pensionistica.
Successive disposizioni normative (l. 243/04, l.
247/07, l. 122/10) hanno, però, modificato le
originarie regole per il diritto a pensione fino a farle
coincidere, quasi esattamente, con quelle che
disciplinano il sistema retributivo-misto.
pertanto, le differenze tra i due sistemi riguardano,
quasi esclusivamente, le modalità di calcolo del
trattamento di pensione.

                                                      55
Prestazione pensionistica unica
Nell’ambito del sistema contributivo le pensioni di
vecchiaia e di anzianità sono sostituite da un unico
tipo di prestazione denominata “pensione di
vecchiaia” (art. 1, c. 19, l. 335/95).




                                                  56
PENSIONE DI VECCHIAIA
L’originaria normativa (art. 1, commi 7 e 20, l.
335/95) prevedeva che il diritto a pensione veniva
conseguito:
- con almeno 57 anni di età anagrafica, a condizione
che risultino versati almeno 5 anni di contribuzione
effettiva e che l’importo della pensione non risulti
inferiore ad 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale.
Si prescinde dal predetto importo dal 65° anno di età;
- con almeno 40 anni di anz. contr., a prescindere dal
requisito anagrafico.
Ai fini del computo di tale anzianità non concorrono
il riscatto dei periodi di studio ed i periodi di
prosecuzione volontaria.
                                                    57
La normativa dal 01.01.2008
Dal 01.01.2008 le regole per il conseguimento del
diritto a pensione sono state totalmente rideterminate
dall’art. 1, c. 6, lett. b), l. 243/04, così come
modificato dall’art. 1, c. 2, l. 247/07.
Pur continuando a mantenere formalmente un unico
tipo di pensione, sono state introdotte, di fatto, le
tipologie pensionistiche di vecchiaia e di anzianità già
in vigore per il sistema retributivo-misto.




                                                      58
Il diritto a pensione si consegue:
1) Con una età anagrafica di almeno 60 anni per le
donne e di 65 per gli uomini, a condizione che
risultino versati almeno 5 anni di contribuzione e che
l’importo della prestazione non risulti inferiore ad 1,2
volte l’assegno sociale. Si prescinde dal predetto
importo dal 65° anno di età (art. 1, c. 6, lett. b) prima
parte, l. 243/04).
Questa tipologia di pensione è l’equivalente della
pensione di vecchiaia del sistema retributivo – misto.
L’unica       differenza    riguarda   gli     anni     di
contribuzione/anzianità contributiva.

                                                        59
Come per la pensione di vecchiaia del sistema
retributivo – misto, anche questa tipologia di
pensione è interessata dalle modifiche apportate dalla
legge in ordine a:
- elevazione dell’età pensionabile delle donne;
- adeguamento periodico dell’età pensionabile.




                                                    60
2) Con il possesso di un requisito di anz. contr. pari
ad almeno 40 anni, indipendentemente dal requisito
anagrafico (art. 1, c. 6, lett. b) seconda parte, n. 1, l.
243/04).
Ai fini del computo di tale anzianità concorre anche il
riscatto dei periodi di studio ed i periodi di
prosecuzione volontaria (c. 5-ter, art. 2, Dlgs 184/97,
così come introdotto dal c. 77, art. 1, l. 247/07).
3) Con il possesso congiunto:
- del requisito di almeno 35 anni di anzianità
contributiva;
- di una determinata età anagrafica, che aumenta
gradualmente nel corso degli anni.

                                                        61
Dal 01.07.2009 deve essere obbligatoriamente
posseduto un ulteriore requisito: la maturazione della
cosiddetta “quota previdenziale”, mix tra anzianità
contributiva ed età anagrafica (art. 1, c. 6, lett. b)
seconda parte, n. 2, l. 243/04, come modificato
dall’art. 1, c. 2, l. 247/07).

I punti 2) e 3) altro non sono che la pensione di
anzianità del sistema retributivo – misto, avendo gli
stessi identici requisiti.



                                                    62
Come per la pensione di anzianità del sistema
retributivo – misto, conseguita con il requisito
congiunto di età, anz. contr. e quota, anche l’omologa
tipologia di pensione del sistema contributivo è
interessata dalle modifiche apportate dalla legge in
ordine     all’adeguamento        periodico     dell’età
pensionabile.




                                                      63
ALTRE TIPOLOGIE DI PENSIONE
Per i lavoratori assoggettati al regime contributivo
vengono confermate le altre tipologie di pensione già
previste per il sistema retributivo-misto.
Vengono, altresì, confermati anche i relativi requisiti
pensionistici di età anagrafica e anzianità
contributiva.




                                                     64
Si tratta dei seguenti tipi di pensione:
- Pensione differita (di vecchiaia e di anzianità);
- Pensione di anzianità con benefici DM 331/97
(pensione part-time);
- Pensione di inabilità;
- Pensione di privilegio;
- Pensione indiretta.




                                                 65
DECORRENZA DELLA PENSIONE NEL
    SISTEMA CONTRIBUTIVO
Anche le pensioni del sistema contributivo, maturate
a decorrere dal 01.01.2011, sono soggette alla
disciplina della decorrenza del trattamento
pensionistico di cui all’art. 12 della l. 122/2010, in
quanto rientranti nella disposizione prevista dal
comma 2 del medesimo articolo 12.
Si ricorda che le pensioni del sistema contributivo
sono definite nell’art. 1, c. 6, della l. 243/04
richiamato dal suddetto comma.

                                                    66
Viene prevista una unica data di decorrenza del
trattamento pensionistico, collocata temporalmente al
compimento di dodici mesi dalla data di maturazione
dei requisiti per il diritto a pensione.
Le pensioni con 40 anni di anz. contr. , il cui diritto
viene maturato a decorrere dal 01.01.2012 sono
soggette all’ulteriore differimento della decorrenza,
così come previsto per il sistema retributivo – misto.




                                                     67
  Diritto a pensione e decorrenza del
        trattamento pensionistico

La legge di riforma 214/2011 e le novità
                 dal 2012




                                        68
RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI ACQUISITI
Comma 3, parte prima e Comma 14 – Art. 24

I lavoratori che hanno maturato, entro il 31.12.2011, i
requisiti per il diritto a pensione (diritto all’accesso)
di vecchiaia o di anzianità in base alla normativa
vigente prima della data di entrata in vigore della
legge di riforma, conseguono il diritto alla
prestazione pensionistica secondo tale normativa.




                                                       69
Quindi, i soggetti che hanno maturato uno dei diritti a
pensione previsti dalla normativa previgente
(pensione di vecchiaia; pensione di anzianità per
quota; pensione anticipata con 40 anni di anz. contr.)
entro la data del 31.12.2011:
- mantengono il diritto a pensione acquisito;
- mantengono il precedente regime di decorrenza del
trattamento di pensione (c.d. finestre mobili);
- sono riguardati dalla nuova disciplina per il sistema
di calcolo della pensione, per l’anz. contr. maturata a
decorrere dal 01.01.2012, se trattasi di lavoratori
appartenenti al regime retributivo ex l. 335/95.

                                                     70
I lavoratori che hanno maturato il diritto a pensione
entro il 31.12.2011 possono chiedere all’Ente di
appartenenza la certificazione di tale diritto.
Ricordiamo che, per i lavoratori del Pubblico
Impiego, l’”Ente di appartenenza” non è il datore di
lavoro ma l’ex Inpdap (confluita nell’Inps dal
01.01.2012), in quanto la titolarità del rapporto
previdenziale intercorre tra il lavoratore e l’Istituto
previdenziale a cui per legge vengono versati i
contributi previdenziali.




                                                     71
LE NUOVE PENSIONI
Comma 3, parte seconda – Art. 24
A decorrere dal 01.01.2012 la pensione di vecchiaia,
la pensione di anzianità e la pensione anticipata con
40 anni di anzianità contributiva sono sostituite dalle
seguenti prestazioni:
a) Pensione di vecchiaia;
b) Pensione anticipata.




                                                     72
Considerazioni:
1) La nuova disposizione si applica unicamente ai
lavoratori che, alla data del 31.12.2011, non hanno
maturato alcun diritto a pensione secondo la
previgente normativa;
2) La nuova disposizione si applica, altresì, a tutti i
lavoratori, di cui al precedente punto, prescindendo
dal regime pensionistico di appartenenza.
I destinatari, richiamati nel testo letterale della norma,
sono, infatti, i lavoratori dei nuovi regimi misto e
contributivo;


                                                        73
3) Da una analisi dei commi che disciplinano i
requisiti per il conseguimento del diritto a pensione
delle nuove prestazioni pensionistiche emerge che:
- la “nuova” pensione di vecchiaia si identifica con la
precedente pensione di vecchiaia, con un incremento
dell’originario requisito dell’età anagrafica;
- la “nuova” pensione anticipata si identifica con la
precedente pensione anticipata di anzianità conseguita
con 40 anni di anzianità contributiva, con un
incremento dell’originario requisito contributivo.



                                                     74
La diretta conseguenza, di quanto disposto dal
comma 3, parte seconda, è che, a decorrere dal
01.01.2012, viene abrogata, perché non più prevista,
la precedente pensione di anzianità che veniva
conseguita con il sistema della c.d. “quota
previdenziale”.




                                                  75
PENSIONE DI VECCHIAIA
Commi 4, 6, 7, 9 – Art. 24
Il diritto a pensione di vecchiaia si consegue con il
possesso congiunto dei seguenti requisiti (c. 4, parte
prima):
- Età anagrafica minima;
- anzianità contributiva minima;
- Importo minimo della pensione (solo per i lavoratori
del regime contributivo)




                                                    76
Età anagrafica
I requisiti di età anagrafica per l’accesso alla pensione
di vecchiaia sono definiti dai commi 6 e 9 dell’art. 24.
Il comma 6 prevede:
- l’accellerazione del processo di allineamento del
requisito anagrafico delle lavoratrici del settore
privato a quello della generalità dei lavoratori.
L’allineamento viene anticipato a decorrere dal
01.01.2018 anziché dal 01.01.2026 come previsto
dall’ordinamento previgente;



                                                       77
- l’incremento di un anno del requisito anagrafico,
rispetto a quanto stabilito dall’ordinamento
previgente, per:
 • i lavoratori uomini del settore privato;
  • per i lavoratori e per le lavoratrici del pubblico
impiego (lett. c)).
Il nuovo requisito è, quindi, rideterminato in 66 anni
di età anagrafica a decorrere dal 01.01.2012.




                                                    78
Il comma 9 prevede che i requisiti anagrafici per
l’accesso alla pensione di vecchiaia, così come
definiti dal comma 6 ed incrementati periodicamente
ai sensi dei commi 12 e 13, devono essere tali da
garantire un’età minima non inferiore a 67 anni a
decorrere dal 01.01.2021.




                                                 79
Adeguamento periodico dell’età anagrafica agli
incrementi della speranza di vita
Il comma 12 della nuova norma, confermando quanto
già previsto dalla previgente disciplina, dispone che il
requisito dell’età anagrafica sia adeguato, dall’anno
2013, agli incrementi della speranza di vita di cui
all’art. 12 della legge 122/10 e successive
modificazioni.
Il successivo comma 13 indica, però, una diversa
scansione temporale dei predetti adeguamenti.
Infatti, a decorrere dal 01.01.2019, la cadenza degli
adeguamenti da triennale diventa biennale.

                                                      80
Requisiti di età anagrafica – pensione di vecchiaia
Lavoratrici donne e lavoratori uomini:
dal 2012: 66 anni;
dal 2013: 66 anni e 3 mesi;
dal 2016: possibile incremento;
dal 2019: possibile incremento;
dal 2021: 67 anni con possibile incremento;
dal 2023: possibile incremento, con periodicità
biennale.



                                                 81
Considerazioni:
Poiché la nuova normativa nulla dispone in merito,
rimane confermata la pensione differita di vecchiaia,
introdotta con la circolare Inpdap 17/2010 a seguito
dell’abrogazione della Legge 322/58.
Pertanto il diritto a pensione di vecchiaia viene
conseguito, a decorrere dal 01.01.2012, in presenza
del nuovo requisito contributivo, anche dal lavoratore
che, al raggiungimento del nuovo requisito anagrafico
previsto dalla legge, sia già cessato dal servizio e non
stia procedendo alla contribuzione volontaria.
Per i lavoratori del sistema contributivo deve essere
soddisfatto anche il requisito dell’importo minimo di
pensione.
                                                      82
Anzianità contributiva e importo minimo pensione
Il comma 7, dell’art. 24, prevede un requisito
contributivo di carattere generale per tutti i lavoratori
ed un requisito aggiuntivo valevole solo per i
lavoratori appartenenti al sistema pensionistico
contributivo (lavoratori che non possiedono anzianità
contributiva al 31.12.95):
Requisito contributivo generale
possesso di una anzianità contributiva minima pari a
20 anni;



                                                       83
Ulteriore requisito per il sistema contributivo
l’importo della pensione deve essere non inferiore ad
1,5 volte l’importo dell’assegno sociale di cui all’art.
3, comma 6, della legge 335/95.
Il predetto importo soglia, pari, per l’anno 2012 ad
1,5 volte l’importo dell’assegno sociale, viene
annualmente rivalutato sulla base della variazione
media quinquennale del PIL nominale.
L’ importo soglia non può, in ogni caso, essere
inferiore, per un dato anno, ad 1,5 volte l’importo
mensile dell’assegno sociale stabilito per il medesimo
anno.

                                                      84
Si prescinde dal possesso del requisito di importo
minimo della pensione se il lavoratore ha una
anzianità anagrafica pari a 70 anni, ferma restando il
requisito di una anzianità contributiva minima
effettiva di 5 anni.
Per anzianità contr. effettiva si intende la
contribuzione, sia obbligatoria che volontaria che da
riscatto, effettivamente versata con esclusione,
quindi, della contribuzione figurativa (circolare Inps
n. 37 del 14.02.2012).



                                                    85
Considerazioni:
1) L’assegno sociale, di cui all’art. 3, comma 6, della
legge 335/95, è una prestazione di carattere
assistenziale erogata dall’Inps, che spetta ai cittadini
in condizioni economiche disagiate e che non dipende
dal versamento dei contributi.
L’assegno ha un carattere transitorio: viene liquidato
solamente finchè sussistono i requisiti.
Non è soggetto a trattenuta Irpef e non è reversibile ai
familiari superstiti.



                                                      86
Hanno diritto all’assegno sociale i cittadini che:
- abbiano compiuto 65 anni di età. Tale requisito,
adeguato agli incrementi della speranza di vita, è
elevato a 66 anni a decorrere dal 01.01.2018 (comma
8, dell’art. 24, legge 214/11) ;
- non possiedano reddito o dispongano di un reddito
di importo inferiore all’importo dell’assegno sociale.
Il valore dell’importo dell’assegno sociale viene
annualmente rivalutato.
Per l’anno 2012 l’importo annuo dell’assegno sociale
è di € 5.577,00, pari ad un importo mensile di €
429,00 da erogare per 13 mensilità.
                                                    87
2) La determinazione, per un dato anno, dell’importo
soglia della pensione di vecchiaia non risulta di
semplice applicazione, in quanto il meccanismo di
calcolo comporta:
a) determinazione dell’importo soglia mensile
iniziale, pari ad 1,5 volte l’importo mensile
dell’assegno sociale dell’anno 2012;
b) rivalutazione, per ogni anno successivo al 2012,
dell’importo soglia mensile dell’anno precedente
sulla base della variazione media quinquennale del
PIL nominale;


                                                  88
c) confronto, per ogni anno, dell’importo soglia
mensile rivalutato con l’importo di riferimento
dell’anno, costituito da 1,5 volte l’importo mensile
dell’assegno sociale dello stesso anno;
d) eventuale integrazione dell’importo soglia mensile
al valore dell’importo di riferimento, se il valore
dell’importo soglia è inferiore al valore dell’importo
di riferimento.
3) poiché il valore dell’importo soglia mensile della
pensione può essere conosciuto solo all’inizio di ogni
anno, non si possono fare previsioni precise
sull’eventuale maturazione del diritto a pensione per
anni successivi a quello considerato.

                                                    89
Decorrenza del trattamento pensionistico
Il comma 5 dispone, per i lavoratori che maturano il
diritto a pensione a decorrere dal 01.01.2012, la
soppressione del regime di decorrenza del trattamento
di pensione (c.d. finestre mobili) previsto
dall’ordinamento previgente.
Pertanto la decorrenza del trattamento pensionistico
diventa immediata rispetto alla maturazione dei
requisiti di accesso alle nuove tipologie di pensione.
La decorrenza del trattamento pensionistico è
comunque sempre collegata alla cessazione del
rapporto di lavoro.

                                                    90
Considerazioni:
1) Nell’intento del legislatore questa disposizione,
valevole per entrambe le nuove tipologie di pensione,
assolve la funzione di mitigare, in tutto ed in parte, gli
effetti derivanti dall’innalzamento dei requisiti
anagrafici, per la pensione di vecchiaia, e dei requisiti
contributivi, per la pensione anticipata;
Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, gli
effetti derivanti dall’innalzamento dei requisiti
anagrafici per il diritto a pensione risultano, almeno
fino al 31.12.2020, totalmente compensati dal nuovo
regime della decorrenza del trattamento pensionistico.

                                                        91
E’ del tutto evidente, però, che le nuove disposizioni
obbligano, comunque, il lavoratore a proseguire
l’attività lavorativa per un anno rispetto alla
previgente normativa, che concedeva la facoltà di
concludere il rapporto lavorativo, una volta
conseguito il diritto a pensione, anticipatamente
rispetto alla data di decorrenza del relativo
trattamento pensionistico.




                                                    92
Incentivi alla prosecuzione dell’attività lavorativa
Il comma 4, parte seconda, dell’art. 24, propone un
meccanismo di incentivo alla prosecuzione
dell’attività lavorativa, oltre i previgenti ed i nuovi
limiti anagrafici per il diritto a pensione di vecchiaia,
collegato al sistema di calcolo della quota
contributiva del trattamento di pensione.
Viene, infatti, previsto, in raccordo con il comma 16,
parte prima, l’estensione dei coefficienti di
trasformazione dall’età di 65 anni (normativa
previgente) fino all’età di 70 anni.


                                                       93
La prosecuzione dell’attività lavorativa, oltre i
previgenti ed i nuovi limiti anagrafici per il diritto a
pensione di vecchiaia, comporta un duplice effetto
positivo sul calcolo della quota contributiva della
pensione:
- aumento del valore del montante contributivo
accantonato, in considerazione dell’allungamento del
periodo lavorativo;
- applicazione, al montante contributivo accantonato,
di un coefficiente di trasformazione più elevato
collegato alla maggiore età anagrafica posseduta alla
data di cessazione dell’attività lavorativa.

                                                      94
Prosecuzione attività lavorativa nel Pubblico Impiego
Il principio dell’incentivazione alla prosecuzione
dell’attività lavorativa sino a 70 anni non è
applicabile al Pubblico Impiego.
Infatti, come desumibile dalla norma e come chiarito
dal Dipartimento della Funzione Pubblica con
circolare n. 2 del 08.03.2012, i lavoratori pubblici
rimangono soggetti ai limiti ordinamentali vigenti nei
vari settori di appartenenza, che prevedono il loro
collocamento a riposo d’ufficio, al conseguimento del
limite di età previsto dai regolamenti interni, nel caso
in cui abbiano già maturato il diritto a pensione.

                                                      95
Limiti di età
Secondo quanto disposto dalla circolare n. 2 del
08.03.2012 del Dipartimento della Funzione
Pubblica, la normativa sui limiti di età vigenti per le
Pubbliche Amministrazioni viene ridefinita nel
seguente modo:
1) Lavoratori con diritto a pensione al 31.12.2011
In base ai commi 3 e 14 dell’art. 24 questi lavoratori
mantengono il previgente regime per il diritto a
pensione (diritto all’accesso), compreso il limite di
età per il collocamento a riposo d’ufficio.


                                                     96
Pertanto, l’amministrazione datore di lavoro,
nell’anno 2012 o negli anni successivi dovrà
collocare a riposo, al compimento di 65 anni di età
anagrafica (salvo trattenimento in servizio), quei
lavoratori che al 31.12.2011 hanno maturato
l’anzianità massima contributiva (40 anni) oppure la
pensione di anzianità per quota.
In base al comma 20 dell’art. 24 è fatta salva la
possibilità di disporre il trattenimento in servizio nei
limiti massimi di un biennio, ai sensi dell’art. 16 del
Dlgs 503/92.


                                                      97
2) Lavoratori senza diritto a pensione al 31.12.2011
La nuova disciplina riguardante il diritto a pensione
non ha modificato il regime dei limiti di età per il
collocamento a riposo, la cui vigenza, anzi, è stata
espressamente confermata dal comma 4 dell’art. 24.
Rimangono così vincolanti, per tutti i lavoratori
pubblici, i limiti di età previsti dalle norme
regolamentarie, come integrati dalla normativa
generale:
2012: 66 anni di età
2013 – 2016: 66 anni e 3 mesi di età
2016 e seguenti: 66 anni, 3 mesi + incr. speranza vita
                                                    98
Pertanto:
a) Se, al compimento del limite ordinamentale
dell’età per il collocamento a riposo (che coincide
con il requisito dell’età anagrafica per il diritto a
pensione di vecchiaia), il lavoratore non ha maturato i
requisiti per il diritto a pensione, l’Amministrazione è
tenuta a proseguire il rapporto di lavoro fino al
conseguimento del limite minimo per il diritto a
pensione;
Al conseguimento del diritto a pensione il lavoratore
non può richiedere il trattenimento in servizio ex art.
16 Dlgs 503/92, poiché è già stato trattenuto in
servizio oltre i limiti ordinamentali.
                                                      99
b) Se, al compimento del limite ordinamentale
dell’età per il collocamento a riposo (che coincide
con il requisito dell’età anagrafica per il diritto a
pensione di vecchiaia), il lavoratore ha maturato i
requisiti per il diritto a pensione, l’Amministrazione è
tenuta a procedere al collocamento a riposo.
In base al comma 20 dell’art. 24 è fatta salva la
possibilità di disporre il trattenimento in servizio nei
limiti massimi di un biennio, ai sensi dell’art. 16 del
Dlgs 503/92.




                                                     100
Limiti di servizio
I limiti ordinamentali che prevedono il collocamento
a riposo del lavoratore che raggiunge il limite
massimo di anzianità contributiva risultano abrogati
dal 01.01.2012.
Infatti, secondo quanto precisato dalla circolare
2/2012 del Dip. della Funzione Pubblica “poiché
l’art. 24 ha generalizzato l’applicazione del sistema
contributivo pro-rata per le anzianità maturate a
decorrere dal 01.01.2012 , viene meno il concetto di
massima anzianità contributiva e, quindi, la modifica
del sistema rende inapplicabili dal 01.01.2012 tutte le
disposizioni che fanno riferimento a tale condizione”.
                                                    101
PENSIONE ANTICIPATA
Commi 10, 11 – Art.24
Il diritto alla pensione anticipata si consegue:
- per tutti i lavoratori secondo le modalità previste dal
comma 10;
- per i lavoratori appartenenti al sistema contributivo
anche con le modalità previste dal comma 11.




                                                      102
PENSIONE ANTICIPATA RIFERITA ALLA
TOTALITA’ DEI LAVORATORI
Ai sensi del comma 10, parte prima, a decorrere dal
01.01.2012, il diritto alla pensione anticipata, ad età
inferiori rispetto ai requisiti anagrafici previsti per la
pensione di vecchiaia, si consegue, esclusivamente,
con il possesso di una anzianità contributiva non
inferiore a 42 anni ed 1 mese per gli uomini e 41 anni
ed 1 mese per le donne.
Tali requisiti sono aumentati di un mese per l’anno
2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall’anno
2014.

                                                       103
Adeguamento periodico dell’anzianità contributiva
agli incrementi della speranza di vita
Il comma 12 estende, dall’anno 2013, l’adeguamento
agli incrementi della speranza di vita di cui all’art. 12
della legge 122/10, già previsto dall’ordinamento per
i requisiti anagrafici, anche al requisito contributivo
per il diritto alla pensione anticipata.
Anche in questo caso, in base al disposto del comma
13, la cadenza temporale dei predetti adeguamenti, a
decorrere dal 01.01.2019, da triennale diventa
biennale.


                                                      104
Requisiti anzianità contributiva – pensione anticipata
Lavoratrici donne:
dal 2012: 41 anni ed 1 mese;
dal 2013: 41 anni e 5 mesi (2m + 3m di speranza di
vita);
dal 2014: 41 anni e 6 mesi (3m + 3m di speranza di
vita);
dal 2016: possibile incremento;
dal 2019: possibile incremento;
dal 2021: possibile incremento, con periodicità
biennale;


                                                   105
Requisiti anzianità contributiva – pensione anticipata
Lavoratori uomini:
dal 2012: 42 anni ed 1 mese;
dal 2013: 42 anni e 5 mesi (2m + 3m di speranza di
vita);
dal 2014: 42 anni e 6 mesi (3m + 3m di speranza di
vita);
dal 2016: possibile incremento;
dal 2019: possibile incremento;
dal 2021: possibile incremento, con periodicità
biennale;

                                                   106
Decorrenza del trattamento pensionistico
Ricollegandosi a quanto già esposto per la pensione
di vecchiaia, anche nel caso della pensione anticipata
la decorrenza del trattamento pensionistico, ai sensi
del comma 5, è immediata rispetto alla maturazione
dei requisiti di accesso.
La decorrenza del trattamento pensionistico è
comunque sempre collegata alla cessazione del
rapporto di lavoro.




                                                   107
Considerazioni:
1) Come già rilevato per la pensione di vecchiaia, il
nuovo regime della decorrenza del trattamento di
pensione assolve la funzione di mitigare, in tutto ed in
parte, gli effetti derivanti dall’innalzamento dei
requisiti di anzianità contributiva necessari per il
conseguimento del diritto a pensione.
Per quanto riguarda la pensione anticipata, gli effetti
derivanti dall’innalzamento dei requisiti contributivi
per il diritto a pensione risultano diversi per le
lavoratrici donne e per i lavoratori uomini.


                                                     108
Infatti:
- per le lavoratrici i predetti effetti sono totalmente
compensati: all’incremento di un anno dei requisiti
corrisponde l’abrogazione dell’anno di differimento
del trattamento pensionistico;
- per gli uomini i predetti effetti sono compensati in
parte: all’incremento di due anni dei requisiti
corrisponde l’abrogazione dell’anno di differimento
del trattamento pensionistico.




                                                    109
Rimane, comunque, l’obbligo per il lavoratore, come
già evidenziato per la pensione di vecchiaia, di
proseguire l’attività lavorativa per un anno rispetto
alla previgente normativa, che concedeva la facoltà di
concludere il rapporto lavorativo, una volta
conseguito il diritto a pensione, anticipatamente
rispetto alla data di decorrenza del relativo
trattamento pensionistico.




                                                    110
Penalizzazioni
La parte seconda del comma 10 introduce un sistema
di disincentivi economici teso a favorire la
prosecuzione dell’attività lavorativa nel caso in cui, al
momento del conseguimento del diritto a pensione
anticipata, il lavoratore possieda una età anagrafica
inferiore all’età limite, individuata, inizialmente, in
62 anni.




                                                      111
Sulla quota del trattamento pensionistico, relativa
all’anzianità contributiva maturata antecedentemente
al 01.01.2012, è applicata una riduzione dell’1% per
ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento
rispetto all’età di 62 anni.
La riduzione è elevata al 2% per ogni anno ulteriore
di anticipo rispetto ai primi due anni.
Nel caso in cui l’età al pensionamento non sia intera
la riduzione percentuale è proporzionale al numero di
mesi.



                                                   112
Secondo quanto indicato nella circolare Inps 37/2012
e meglio specificato nella circolare Inps 35/2012
(relativa ai lavoratori iscritti all’Ago-Inps), la
penalizzazione si applica solamente sulla quota di
trattamento pensionistico calcolata secondo il sistema
di calcolo retributivo.
Pertanto:
- per i lavoratori che hanno una anzianità contributiva
di almeno 18 anni al 31.12.1995 (ex sistema
retributivo), la riduzione si applica sulla quota di
pensione relativa alla anzianità contributiva maturata
al 31.12.2011;

                                                    113
- per i lavoratori che hanno una anzianità contributiva
di inferiore a 18 anni al 31.12.1995 (ex sistema
misto), la riduzione si applica sulla quota di pensione
relativa alla anzianità contributiva maturata al
31.12.1995;
- per i lavoratori che non possiedono anzianità
contributiva al 31.12.1995 (sistema contributivo), la
riduzione del trattamento pensionistico non opera.




                                                    114
Deroga al sistema della penalizzazione
Con la Legge 14 del 24.02.2012, di conversione del
D.L. 216/11 (cd. “Decreto milleproroghe”), la norma
sulla penalizzazione è stata parzialmente modificata.
Infatti, l’art. 6, c. 2-quater, secondo periodo, dispone
che la penalizzazione non trova applicazione nei
confronti dei soggetti che maturino il previsto
requisito di anzianità contributiva entro il 31.12.2017,
qualora la predetta anzianità contributiva derivi
esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro,
includendo i periodi di astensione obbligatoria per
maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva
militare, per infortunio, per malattia e di cassa
integrazione guadagni ordinaria.
                                                     115
PENSIONE ANTICIPATA LAVORATORI DEL
SISTEMA CONTRIBUTIVO
Il comma 11 prevede che, in alternativa a quanto
stabilito dal comma 10, i lavoratori appartenenti al
sistema contributivo possono conseguire il diritto alla
pensione anticipata con il possesso congiunto dei
seguenti requisiti:
- Età anagrafica di almeno 63 anni;
- possesso di almeno 20 anni di contribuzione
effettiva;
- ammontare mensile della prima rata di pensione non
inferiore ad un predeterminato importo soglia
mensile.
                                                    116
Adeguamento periodico dell’età anagrafica agli
incrementi della speranza di vita
Ai sensi dei commi 12 e 13 anche il requisito dell’età
anagrafica per il conseguimento del diritto a pensione
anticipata nel sistema contributivo viene adeguato
agli incrementi della speranza di vita con le cadenze
temporali previste.
Anzianità contributiva effettiva
Si intende la contribuzione, sia obbligatoria che
volontaria che da riscatto, effettivamente versata con
esclusione, quindi, della contribuzione figurativa
(circolare Inps n. 37 del 14.02.2012).

                                                    117
Importo soglia mensile
Uno dei requisiti che deve essere posseduto per il
conseguimento del diritto a pensione anticipata nel
sistema contributivo è che l’ammontare mensile della
prima rata di pensione non sia inferiore ad un importo
soglia mensile, pari, per l’anno 2012, a 2,8 volte
l’importo mensile dell’assegno sociale di cui all’art.
3, comma 6, della legge 335/95.
L’importo soglia mensile viene annualmente
rivalutato sulla base della variazione media
quinquennale del PIL nominale.


                                                    118
Il predetto importo soglia mensile non può in ogni
caso essere inferiore, per un dato anno, a 2,8 volte
l’importo mensile dell’assegno sociale stabilito per il
medesimo anno.
Considerazioni:
Sull’argomento valgono le considerazioni già
espresse per l’importo soglia relativo al requisito
aggiuntivo, valevole per il sistema contributivo, per il
diritto a pensione di vecchiaia (slides 86 – 89).




                                                     119
Decorrenza del trattamento pensionistico
Anche nel caso della pensione anticipata per il
sistema contributivo la decorrenza del trattamento
pensionistico, ai sensi del comma 5, è immediata
rispetto alla maturazione dei requisiti di accesso.
La decorrenza del trattamento pensionistico è
comunque sempre collegata alla cessazione del
rapporto di lavoro.




                                                 120
APPLICAZIONE DISPOSIZIONI RIFERITE
ALLE PREVIGENTE NORMATIVA
Comma 14 – Art. 24
Le disposizioni in materia di requisiti di accesso
(diritto a pensione) e di regime delle decorrenze
vigenti prima della data di entrata in vigore della
nuova normativa continuano ad applicarsi ad alcune
categorie di lavoratori.
Quelle che interessano il pubblico impiego sono:




                                                 121
- lavoratori che maturano i requisiti pensionistici
entro il 31.12.2011;
- lavoratrici donne che maturano i requisiti
pensionistici di cui all’art. 1, comma 9, della legge
243/2004 (opzione contributivo donne),
- lavoratori che, antecedentemente alla data del
05.12.2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione
volontaria della contribuzione;




                                                  122
- i lavoratori che alla data del 31.10.2011 risultano
essere in congedo per assistere figli con disabilità
grave ai sensi dell’art. 42, c. 5, Dlgs 151/01 e che
maturino, entro 24 mesi dalla data di inizio del
predetto congedo, il requisito contributivo per
l’accesso al pensionamento indipendentemente
dall’età anagrafica di cui all’art. 1, c. 6, della legge
243/04 (cioè 40 anni di anzianità contributiva).
Questa categoria di lavoratori è stata inclusa nel
comma 14 dall’art. 6, c. 2-septies, della legge 14 del
24.02.2012 di conversione del D.L. 261/11 (cd.
decreto milleproroghe)

                                                     123
Le ultime due categorie di lavoratori precedentemente
indicate (lavoratori ammessi alla prosecuzione
volontaria entro il 05.12.11 e lavoratori che alla data
del 31.10.11 risultano essere in congedo per
assistenza ai figli ai sensi dell’art. 42, c. 5. Dlgs
151/01), in concorso con le altre categorie di
lavoratori del settore privato indicate nel comma 14,
hanno diritto alla concessione dei benefici di cui al
comma 14 nei limiti del contingente annuale
determinato in base alle risorse stabilite nel comma
15 e secondo le procedure ivi disciplinate.



                                                    124
Opzione contributivo donne
Per le lavoratrici interessate dal regime sperimentale
di cui all’art. 1, c. 9, della legge 243/03, la circolare
Inps. n. 37 del 14.03.2012 precisa che:
- il requisito anagrafico si adegua, a decorrere dal
01.01.2013, agli incrementi della speranza di vita (3
mesi);
- il regime sperimentale trova applicazione solo per le
pensioni decorrenti entro il 31.12.2015. Quindi,
tenuto conto del regime delle decorrenze (finestra
mobile di un anno), il diritto a pensione deve essere
maturato entro il 30.12.2014.

                                                      125
DEROGHE AI NUOVI REQUISITI PER IL
DIRITTO A PENSIONE
(Comma 15-bis – Art. 24)
Anche se le disposizioni contenute nel comma 15-bis
riguardano i soli lavoratori del settore privato risulta
interessante una loro disamina, al fine di valutare le
condizioni di miglior favore che il legislatore ha
voluto accordare a tali lavoratori rispetto a quelli del
pubblico impiego.




                                                     126
le deroghe ai nuovi requisiti per il diritto a pensione
riguardano:
a) i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità
contributiva di almeno 35 anni entro il 31.12.2012 e
che, entro tale data, avrebbero maturato, in base alla
previgente normativa, i requisiti per il diritto alla
pensione di anzianità con il sistema della c.d. “quota
previdenziale”.
Questi lavoratori possono conseguire il trattamento
della pensione anticipata al compimento di un’età
anagrafica non inferiore a 64 anni;


                                                    127
b) le lavoratrici che abbiano maturato un’anzianità
contributiva di almeno 20 anni entro il 31.12.2012 e
che, entro tale data, conseguano un’età anagrafica di
almeno 60 anni di età.
Queste lavoratrici possono conseguire il trattamento
della pensione di vecchiaia al compimento di un’età
anagrafica non inferiore a 64 anni, se più favorevole
rispetto ai requisiti anagrafici per la pensione di
vecchiaia di cui alla nuova normativa.




                                                  128
NORME PER IL PUBBLICO IMPIEGO
(Comma 20 – Art. 24)
Il comma in oggetto contiene due disposizioni che
riguardano il pubblico impiego:
- Ai lavoratori che maturano i requisiti per il diritto a
pensione a decorrere dal 01.01.2012 continuano ad
applicarsi le disposizioni di cui all’art. 72 della legge
133/2008, così come integrate dalla presente legge
per quanto riguarda i requisiti per il diritto a
pensione;



                                                      129
- Al fine di agevolare il processo di riduzione degli
assetti organizzativi delle pubbliche amministrazioni,
restano salvi i provvedimenti di collocamento a
riposo per raggiungimento del limite di età adottati,
entro la data del 05.12.2011 (giorno precedente la
data di entrata in vigore della nuova norma), nei
confronti dei dipendenti pubblici, anche se aventi
effetto successivamente al 01.01.2012.




                                                   130
Comma 20, parte prima
La norma richiama alcuni istituti disciplinati o
modificati dall’art. 72 della legge 133/2008.
In particolare si tratta:
- del trattenimento in servizio oltre i limiti di età di
cui all’art. 16 del Dlgs 503/92 (comma 7);
- della possibilità della risoluzione unilaterale del
rapporto di lavoro da parte delle amministrazioni
Pubbliche datrici di lavoro (comma 11);
- dell’istituto dell’esonero dal servizio, per i
lavoratori statali (comma 1), che viene soppresso
dalla legge 214/11.
                                                     131
Come chiarito dalla circolare 2 del 08.03.2012 del
Dipartimento della Funzione Pubblica dalla
disposizione in oggetto discendono due effetti:
- anche a seguito dell’entrata in vigore della riforma
sono applicabili gli istituti previsti nell’art. 72 della
legge 133/2008;
- i presupposti per l’applicazione degli istituti nei
confronti di coloro che maturano i requisiti a
decorrere dal 01.01.2012 devono essere rimodulati in
base ai nuovi requisiti di accesso al pensionamento.



                                                      132
Trattenimento in servizio
Viene prevista la possibilità, per i lavoratori che non
hanno raggiunto il diritto a pensione entro il
31.12.2011, di richiedere, al momento del
conseguimento del nuovo requisito anagrafico
necessario per la pensione di vecchiaia, il
trattenimento in servizio ai sensi dell’art. 16 del Dlgs
503/92, semprechè sia stato maturato il diritto alla
pensione di vecchiaia.
Rimane fermo che il trattenimento in servizio non si
costituisce come un diritto potestativo in capo
all’interessato, ma come un diritto condizionato
soggetto ad autorizzazione della Amministrazione
datore di lavoro.
                                                     133
Risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro
L’art. 72, comma 11, della legge 133/2008 (nella
formulazione introdotta dall’art. 17, comma 35-
novies, della legge 102/2009), concede la possibilità
al datore di lavoro pubblico di risolvere
unilateralmente il rapporto di lavoro, con un
preavviso di 6 mesi, a decorrere dal compimento
dell’anzianità massima contributiva di 40 anni del
lavoratore.
La norma inizialmente limitata al triennio 2009/2011
è stata prorogata per il triennio 2012/2014 dall’art. 1,
comma 16, della legge 148/2011.

                                                     134
Lavoratori senza diritto a pensione al 31.12.2011
Con la disposizione in oggetto viene previsto che il
presupposto per l’esercizio del potere unilaterale di
risoluzione del rapporto di lavoro, sia adeguato agli
anni di anzianità contributiva necessari per la
maturazione del diritto alla pensione anticipata, così
come previsti dal comma 10.




                                                    135
Poiché la norma sulla pensione anticipata prevede la
possibilità di una penalizzazione nel trattamento per i
lavoratori che sono in possesso di una età inferiore a
62 anni al momento della cessazione del rapporto di
lavoro, la circolare 2/12 del Dip. della Funzione
Pubblica raccomanda, alle Amministrazioni, di non
esercitare la risoluzione nei confronti dei soggetti per
i quali potrebbe operare tale penalizzazione.




                                                     136
Lavoratori con diritto a pensione al 31.12.2011
Il presupposto per l’esercizio del potere unilaterale di
risoluzione del rapporto di lavoro rimane quello
previsto dall’art. 72 della legge 133/2008: a decorrere
dal compimento dell’anzianità massima contributiva
di 40 anni del personale dipendente.




                                                     137
Comma 20, parte seconda
Si tratta di una norma transitoria in base alla quale
sono fatti salvi gli effetti degli atti di collocamento a
riposo per raggiunti limiti di età adottati dalle
Amministrazioni prima del 6.12.2011, anche se aventi
decorrenza successiva al 01.01.2012, a prescindere
dal conseguimento dei nuovi requisiti previsti per la
pensione di vecchiaia.




                                                      138
Le diverse tipologie di provvedimenti amministrativi
interessate dalla norma sono:
a) provvedimento, adottato nel 2011, di
mantenimento in servizio, fino alla data di decorrenza
della pensione (ai sensi della circolare Inpdap 18/10),
del lavoratore che nel corso dell’anno ha raggiunto
nel 2011 il limite di età per il collocamento a riposo
(65 anni), semprechè tale limite abbia costituito il
primo diritto a pensione;




                                                    139
b) provvedimento, adottato nel 2010 o nel 2011, di
trattenimento in servizio oltre i limiti di età per il
collocamento a riposo (65 anni) del lavoratore che,
avendo già raggiunto il diritto a pensione prima di 65
anni di età, ha chiesto il trattenimento, per un periodo
massimo di 2 anni, ai sensi dell’art. 16, Dlgs 503/92;




                                                     140
c) provvedimento, adottato nel 2011, di
mantenimento in servizio, fino alla data di decorrenza
della pensione (ai sensi della circolare Inpdap 18/10),
del lavoratore che nel corso dell’anno 2012 raggiunga
il limite di età per il collocamento a riposo (65 anni),
in base alla normativa in vigore al momento
dell’adozione del provvedimento, semprechè tale
limite costituisca il primo diritto a pensione;




                                                     141
d)     provvedimento,      adottato    nel    2011      o
precedentemente, di trattenimento in servizio oltre i
limiti di servizio (40 anni anz. contr.) e fino al limite
massimo di età (65 anni) del lavoratore ai sensi
dell’art. 27-quater del Ccnl 94/97.




                                                      142
FUTURE NORME
(Comma 28 – Art.24)
Viene disposta la costituzione di una commissione
che, entro la data del 31.12.2012, verifichi la
possibilità di:
- introdurre possibili ed ulteriori forme di gradualità
nell’accesso al trattamento pensionistico determinato
secondo il metodo contributivo rispetto a quelle
previste dalla presente legge;




                                                    143
- adottare forme di decontribuzione parziale
dell’aliquota contributiva obbligatoria verso schemi
previdenziali integrativi in particolare a favore delle
giovani generazioni.




                                                    144
ALTRE TIPOLOGIE DI PENSIONE

- Pensione di anzianità con benefici D.M. 331/97
(Pensione part time)
Viene abrogata a decorrere dal 01.01.2012 perché
rientrante nella tipologia della pensione di anzianità
conseguita con il sistema della c.d. “quota
previdenziale”, che non è più prevista dalla nuova
normativa.




                                                   145
- Pensione di anzianità anticipata donne
Il comma 14 dell’art. 24 della nuova disciplina
conferma il regime pensionistico sperimentale per le
lavoratrici donne, previsto dall’art. 1, c. 9, della legge
243/04, secondo le modalità previgenti, sia per i
requisiti per il diritto a pensione che per il regime
della decorrenza.




                                                       146
- Pensione di inabilità
Poiché la nuova disciplina nulla dispone in merito, la
pensione di inabilità, nelle sue varie casistiche, viene
confermata secondo le modalità previgenti, sia per i
requisiti per il diritto a pensione che per il regime
della decorrenza.
Viene, invece, modificato il sistema di calcolo della
pensione relativa alla inabilità assoluta e permanente
a qualsiasi attività lavorativa (art. 2, c. 12, legge
335/95), riferita ai lavoratori appartenenti all’ex
sistema retributivo.



                                                     147
- Pensione di privilegio
L’art. 6 della legge 214/2011 abroga, a decorrere dal
06.12.2011 (data di entrata in vigore della norma), la
pensione di privilegio e gli istituti dell’accertamento
della dipendenza dell’infermità da causa di servizio e
dell’equo indennizzo.
Sono fatti salvi:
- i procedimenti in corso alla data 05.12.2011;
- i procedimenti per i quali, alla medesima data, non
sia ancora scaduto il termine di presentazione della
domanda;
- i procedimenti instaurabili d’ufficio per eventi
occorsi prima della predetta data.
                                                    148
- Pensione indiretta
Poiché la nuova disciplina nulla dispone in merito, la
pensione indiretta ordinaria viene confermata secondo
le modalità previgenti, sia per i requisiti per il diritto a
pensione che per il regime della decorrenza.
Viene, invece, abrogata, ai sensi dell’art. 6, la
pensione indiretta di privilegio.




                                                         149
BENEFICI LAVORI USURANTI
(Commi 17, 17-bis – Art. 24)
A decorrere dal 01.01.2012 vengono introdotte alcune
modifiche alla disciplina dei benefici per il
conseguimento anticipato del diritto a pensione per
gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e
pesanti (c.d. lavori usuranti) di cui al Dlgs 67/2011.




                                                    150
Le categorie dei lavoratori degli Enti Locali soggetti
ai benefici pensionistici sono:

- conducenti di veicoli, di capienza complessiva non
inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di
trasporto collettivo (art.1, c. 1, lett. d), Dlgs 67/11).
In particolare si ricordano gli autisti scuolabus e gli
autisti addetti al trasporto pubblico urbano.




                                                       151
- lavoratori a turni che prestano la loro attività nel
periodo notturno per almeno 6 ore consecutive
comprendenti l’intervallo tra mezzanotte e le cinque
del mattino, per un numero minimo di giorni
lavorativi nell’anno non inferiore a 64 (art. 1, c. 1,
lett. b), Dlgs 67/11).
Questa categoria di lavoratori riguarda solo
particolari servizi gestiti dagli Enti Locali.




                                                   152
Benefici pensionistici fino al 31.12.2011
L’art. 1, c. 5, del Dlgs 67/11 collega i benefici
pensionistici ai requisiti per il diritto a pensione di
anzianità conseguita con il sistema della c.d. “quota
previdenziale”, indicati nella tab. B) allegata alla
legge 247/07):
fermo restando il requisito dell’anzianità contributiva
non inferiore a 35 anni, vengono previste riduzioni
del requisito dell’età anagrafica e della quota
previdenziale.




                                                    153
Per i lavoratori a turni, che prestano la loro attività nel
periodo notturno per un numero di giorni lavorativi
nell’anno compresi tra 64 e 77, la riduzione del
requisito dell’età anagrafica è più contenuto rispetto a
quello delle altre categorie di lavoratori addetti alle
attività usuranti (art. 1, c. 6, Dlgs 67/11).




                                                        154
Benefici pensionistici dal 01.01.2012
In base al disposto del comma 4, art. 1, Dlgs 67/11,
come modificato dal comma 17 dell’art 24 della legge
214/11:
a decorrere dal 01.01.2012, in deroga ai nuovi
requisiti per il diritto a pensione, i lavoratori addetti
alle attività usuranti possono conseguire il diritto a
pensione con i requisiti previsti dalla tab. B) allegata
alla legge 247/07, come adeguati agli incrementi della
speranza di vita di cui all’art. 12 della legge 122/10.



                                                      155
Tabella diritto a pensione lavorazioni usuranti
          ANNO                  Età anagrafica e quota
                              Almeno 35 anni anz. contr
            2012                  60 anni - quota 96
           2013                  61 anni e 3 mesi –
                                 quota 97 e tre mesi
           2016              possibile incremento che
                             dal 2019 diventa biennale




                                                     156
Il testo originario del citato comma 4 prevedeva,
invece, a decorrere dal 01.01.2013, una riduzione del
requisito di età anagrafica di 3 anni ed una riduzione
della quota previdenziale di 3 unità rispetto ai
requisiti della tab. B) allegata alla legge 247/07.




                                                   157
In base al nuovo comma 6-bis dell’art. 1, Dlgs 67/11,
introdotto dal comma 17 dell’art. 24, legge 214/11:
a decorrere dal 01.01.2012 per i lavoratori a turni, che
prestano la loro attività nel periodo notturno per un
numero di giorni lavorativi nell’anno compresi tra 64
e 77, il requisito anagrafico ed il valore della quota
previdenziale di cui alla tab. B) della legge 247/07:
- sono incrementati rispettivamente di due anni e di
due unità per coloro che svolgono turni per un
numero di giorni all’anno da 67 a 71;
- sono incrementati rispettivamente di un anno e di
una unità per coloro che svolgono turni per un
numero di giorni all’annoda 72 a77.
                                                     158
Decorrenza del trattamento pensionistico
Il comma 17-bis, dell’art. 24, stabilisce che ai
lavoratori addetti alle attività usuranti si continui ad
applicare il regime della decorrenza previsto dall’art.
12, comma 2, legge 122/2010 (regime delle c.d.
finestre mobili).
Quindi è previsto il differimento di 12 mesi della data
di decorrenza del trattamento di pensione rispetto alla
data di maturazione del diritto a pensione.




                                                     159
NORME SULLA TOTALIZZAZIONE
(Comma 19 – Art. 24)
Il presente comma apporta una significativa modifica
al Dlgs 42/2006 che disciplina le modalità di
attuazione della totalizzazione relativa ai lavoratori
appartenenti all’attuale sistema pensionistico misto
(ex sistema retributivo ed ex sistema misto di cui alla
legge 335/95).




                                                    160
Tra i requisiti, elencati all’art. 1, comma 1, del Dlgs
42/2006, che devono essere posseduti dal lavoratore
per poter richiedere la totalizzazione di periodi e
servizi, accreditati       presso      diverse  gestioni
previdenziali, viene soppressa la condizione che la
contribuzione accreditata presso ogni singola gestione
previdenziale non sia inferiore a tre anni.
Pertanto, a decorrere dal 01.01.2012, è possibile
totalizzare periodi e servizi accreditati presso diverse
gestioni previdenziali indipendentemente dalla loro
entità temporale.


                                                     161
La pensione in regime di totalizzazione Dlgs 42/06
In quanto normativa di carattere speciale non
espressamente modificata dall’art. 24 della legge
214/11, restano ferme le disposizioni vigenti per la
pensione in regime di totalizzazione in materia di
requisiti di accesso e regime della decorrenza.
Pertanto, come precisato dalla circolare Inps 37/2012:
Requisiti di accesso
- Pensione di vecchiaia, con 65 anni di età anagrafica
e 20 anni di anzianità contributiva.
Al requisito dell’età si applica l’adeguamento alla
speranza di vita di cui all’art. 12 della legge 122/10.
                                                    162
- Pensione con 40 anni di anzianità contributiva
indipendentemente dall’età anagrafica.
Regime della decorrenza
Continua a trovare applicazione la disposizione di cui
all’art. 12, c. 3, della legge 122/08 che prevede la
decorrenza del trattamento pensionistico posticipata
di 18 mesi rispetto alla data di maturazione dei
requisiti per l’accesso (finestra mobile).
Si ricorda, infatti, che l’art. 24, c. 5, della legge
214/11 abroga solamente il regime delle finestre
mobili previsto dall’art. 12, commi 1 e 2, della legge
122/08.

                                                   163
TERMINI PER IL PAGAMENTO DEL TFS/TFR
Le modifiche al sistema pensionistico, introdotte
dall’art. 24 della legge 214/11, trovano riflesso anche
sui termini di pagamento della prestazione di fine
servizio dei dipendenti pubblici, disciplinati dall’art. 3
della legge 140/97, come modificato dall’art. 1, commi
22 e 23, della legge 148/2011.




                                                      164
Infatti, come precisato dalla circolare Inps 37/12, per
i lavoratori che non hanno maturato il diritto a
pensione entro il 31.12.2011, la prestazione di fine
servizio (Tfs/Tfr) collegata alla pensione anticipata
non potrà essere erogata nei termini in precedenza
previsti per la pensione con 40 anni di anzianità
contributiva (6 mesi oppure 105 giorni) ma nel
termine di 24 mesi dalla cessazione del rapporto di
lavoro.




                                                    165
La disposizione è la diretta conseguenza, con le
nuove regole che estendono l’applicazione del
sistema di calcolo contributivo pro-rata per le
anzianità maturate a decorrere dal 01.01.2012, del
venire meno del concetto di anzianità massima
contributiva, tipico del sistema di calcolo retributivo.

Pertanto, a decorrere dal 01.01.2012, i termini per la
erogazione della prestazione di fine servizio (Tfs/Tfr)
sono cosi ridefiniti:



                                                     166
Diritto a pensione maturato entro il 12/08/2011
1) Termine di 105 giorni dalla cessazione del
rapporto di lavoro per coloro che alla data del
12.08.2011 hanno maturato il diritto a pensione per
limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di
appartenenza oppure per 40 anni di anzianità
contributiva indipendentemente dall’età anagrafica;
 2) Termine di 6 mesi (oltre tempo tecnico di 3 mesi)
dalla cessazione del rapporto di lavoro per coloro che
alla data del 12/08/2012 hanno maturato il diritto a
pensione di anzianità per quota previdenziale, anche
nel caso in cui, successivamente, cessino per limiti di
età o per anzianità contributiva massima.
                                                      167
Diritto a pensione maturato entro il 31/12/2011
1) Termine di 6 mesi (oltre tempo tecnico di 3 mesi)
dalla cessazione del rapporto di lavoro per coloro che
alla data del 31.12.2011 hanno maturato il diritto a
pensione per limiti di età o di servizio previsti dagli
ordinamenti di appartenenza oppure per 40 anni di
anzianità contributiva indipendentemente dall’età
anagrafica;
2) Termine di 24 mesi (oltre tempo tecnico di 3 mesi)
dalla cessazione del rapporto di lavoro per coloro che
alla data del 31.12.2012 hanno maturato il diritto a
pensione di anzianità per quota previdenziale, anche
nel caso in cui, successivamente, cessino per limiti di
età.                                                 168
Diritto a pensione maturato dal 01.01.2012
1) Termine di 6 mesi (oltre tempo tecnico di 3 mesi)
dalla cessazione del rapporto di lavoro per raggiunti
limiti di età previsti dagli ordinamenti di
appartenenza;
 2) Termine di 24 mesi (oltre tempo tecnico di 3
mesi) dalla cessazione del rapporto di lavoro per
coloro che cessano dal servizio senza aver raggiunto i
limiti di età previsti dagli ordinamenti di
appartenenza (pensione anticipata oppure cessazione
senza diritto a pensione).


                                                   169
       Trattamento di pensione

Il quadro normativo fino al 31.12.211




                                        170
    CALCOLO DELLA PENSIONE CON IL
        SISTEMA RETRIBUTIVO
L’art.1, c. 13, della legge 335/95 prevede che il
trattamento di pensione, per i lavoratori che al
31.12.95 possono far valere una anzianità
contributiva pari o superiore a 18 anni, continua ad
essere determinato secondo la previgente normativa:
cioè con il sistema retributivo.
Pertanto, in base a quanto disposto dall’art. 13 del
Dlgs 503/92, l’importo della pensione è costituito
dalla somma di due quote: quota A) e quota B)

                                                 171
Quota A)
Si ottiene moltiplicando la retribuzione fissa percepita
o spettante, in ragione annua, all’ultimo giorno di
servizio per l’aliquota di rendimento pensionistico
determinata in base all’anzianità contributiva
posseduta alla data del 31.12.1992.
Quota A) = Rpf * A¹
Rpf = Retribuzione pensionabile fissa annua;
A¹ = Aliq. pens. anz. contr. 31.12.92;




                                                     172
L’aliquota di rendimento pensionistico (A¹) si ottiene
utilizzando i valori riportati nella tab. A) allegata alla
legge 965/95.
La tabella associa ad ogni anno e mese di anz. contr.
un coefficiente che assume valori crescenti
all’aumentare della anz. contr..
La tabella presenta tre particolarità:
- il valore iniziale non è pari a zero; infatti ad una anz.
contr. di zero anni e zero mesi viene associato il
valore 0,23865;



                                                        173
- i coefficienti crescono in misura non proporzionale
all’aumentare della anz. contr.. Infatti, per i primi
anni, ad un incremento di un anno dell’anz. contr.
corrisponde un incremento molto contenuto dei
coefficienti; mentre, per gli anni successivi,
l’incremento annuo dei coefficienti aumenta in
misura sempre maggiore.

Vediamo degli esempi:




                                                  174
1) anz. contr.: anni 3, mesi 0 – coeff. 0,25775
   anz. contr.: anni 4, mesi 0 – coeff. 0,26502
   diff. coefficienti: 0,0073 – pari a 0,73%;
2) anz. contr.: anni 20, mesi 0 – coeff. 0,45000
   anz. contr.: anni 21, mesi 0 – coeff. 0,46800
   diff. coefficienti: 0,01800 – pari a 1,80%;
3) anz. contr.: anni 38, mesi 0 – coeff. 0,92700
   anz. contr.: anni 39, mesi 0 – coeff. 0,96300
   diff. coefficienti: 0,03600 – pari a 3,60%;
- il valore massimo, pari ad 1 (100%), è raggiunto con
quaranta anni di anz. contr..
                                                   175
Quota B)
Si ottiene moltiplicando la retribuzione media
pensionabile per la differenza tra l’aliquota di
rendimento pensionistico relativa alla anz. contr.
complessiva (data di cessazione dal servizio) e quella
al 31.12.1992 (già utilizzata per la Quota A):
Quota B) = Rmp * (A - A¹)
Rmp = Retribuzione media pensionabile
A = Aliq. pens. anz. contr. complessiva;
A¹ = Aliq. pens. anz. contr. 31.12.92;


                                                   176
Per quanto riguarda l’aliquota di rendimento
pensionistico relativa alla anz. contr. complessiva
(A), bisogna ricordare che per le anz. contr. maturate
a decorrere dal 01.01.1995 non si usano più i
coefficienti della tabella A) l. 965/65, ma il
coefficiente di rendimento fisso annuo del 2%, già
utilizzato nel regime pensionistico Ago-Inps (art. 17,
c. 1, l. 724/94).
Per determinare il valore dell’aliquota pensionistica
complessiva si dovrà, quindi, procedere nel seguente
modo:


                                                   177
1) individuare l’anz. contr. alla data del 31.12.1994 e
quantificare la relativa aliq. pens. in base ai valori
riportati nella tabella A) della legge 965/65;
2) calcolare gli anni e mesi di anz. contr. maturati dal
01.01.1995 alla data di cessazione e:
- moltiplicare il numero degli anni per il coefficiente
fisso, pari a 2;
- moltiplicare il numero dei mesi per il coefficiente
0,16667, pari ad un dodicesimo del coefficiente fisso
2;
- sommare i coefficienti di cui ai punti 1) e 2).

                                                     178
La retribuzione media pensionabile
E’ la media ponderata delle retribuzioni fisse e delle
retribuzioni accessorie percepite o spettanti del
periodo di riferimento.
Il periodo di riferimento è un periodo, determinato in
anni, mesi e giorni, che viene collocato
temporalmente a ritroso dalla data di cessazione.
Attualmente è pari a 10 anni (art. 7, c. 2, Dlgs.
503/92) essendo terminata la fase transitoria prevista
dal comma 3, art. 7, Dlgs 503/92.



                                                   179
Ai fini del calcolo della retribuzione media
pensionabile le retribuzioni dei singoli anni del
periodo di riferimento sono rivalutate (ponderate), per
renderle omogenee tra loro, tramite l’utilizzo di due
diversi parametri che tengono conto della
svalutazione monetaria delle retribuzioni (art. 7, c. 4,
Dlgs 503/92):




                                                     180
- l’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie
di operai e impiegati:
le retribuzioni dei singoli anni sono rivalutate in
misura corrispondente alla variazione dell’indice Istat
tra l’anno a cui si riferiscono e quello dell’anno
precedente      la     decorrenza   del    trattamento
pensionistico (Id-1 / Ia);
- il punto percentuale:
le retribuzioni dei singoli anni sono rivalutate di un
punto percentuale per ogni anno mancante all’anno
precedente la decorrenza della pensione, che è preso
come base della rivalutazione.

                                                    181
Procedura per il calcolo di Rmp:
1) per ogni anno del periodo di riferimento:
a) indicare le retribuzioni fisse, espresse in ragione
annua, spettanti al lavoratore sulla base delle
scadenze contrattuali e delle variazioni retributive
individuali (ad es.: per progr. economica orizzontale o
verticale, per concessione o privazione della retr. di
posizione) che si sono verificate nell’anno.
Per la 13° mensilità si ricorda che deve essere sempre
indicato il valore annuo determinato in relazione allo
stipendio del mese di dicembre o dell’ultimo mese
retribuito nel caso in cui il periodo di servizio non
comprenda il mese di dicembre;

                                                    182
b) indicare la sommatoria delle voci accessorie
effettivamente percepite dal lavoratore. Nel caso in
cui il periodo di servizio non copra l’intero anno, il
valore della retribuzione accessoria deve essere
ragguagliato ad importo annuo nel seguente modo:
dividere quanto percepito per il numero dei giorni
lavorati e moltiplicare il risultato per 360.
Si precisa, al riguardo, che l’Inpdap utilizza il criterio
commerciale secondo cui l’anno è composto di dodici
mesi della durata di trenta giorni ciascuno;



                                                       183
2) le retribuzioni, come quantificate al punto 1),
vanno rivalutate secondo i parametrici descritti in
precedenza (indice Istat e punto percentuale);
3) per ogni anno del periodo di riferimento le
retribuzioni rivalutate, di cui al punto 2), devono
essere moltiplicate per il numero dei giorni (criterio
commerciale) di effettivo godimento;
4) si sommano gli importi ottenuti al punto 3) e si
divide il risultato per il numero dei giorni che
costituiscono il periodo di riferimento (attualmente
3600).


                                                   184
      CALCOLO DELLA PENSIONE CON IL
                 SISTEMA MISTO
L’art.1, c. 12, della legge 335/95 prevede che il
trattamento di pensione, per i lavoratori che al
31.12.95 possono far valere una anzianità
contributiva inferiore a 18 anni, è determinato dalla
somma:
- della quota di pensione corrispondente alla anz.
contr. acquisita al 31.12.1995, calcolata, secondo la
previgente normativa, con il sistema retributivo;
- della quota di pensione relativa all’anz. contr.
maturata dal 01.01.1996, calcolata, secondo la nuova
normativa, con il sistema contributivo.

                                                  185
L’importo della pensione risulta, quindi, essere
costituito dalla somma di tre quote:
- Quota A) e Quota B) calcolate con le regole del
sistema retributivo;
- Quota C) calcolata con le regole del sistema
contributivo.




                                               186
Quota A)
Le modalità di determinazione di questa quota di
pensione sono identiche a quelle descritte per il
sistema retributivo.

Quota B)
Le modalità di determinazione di questa quota di
pensione sono identiche a quelle descritte per il
sistema retributivo con due modifiche:




                                               187
1) la retribuzione media pensionabile deve essere
moltiplicata per la differenza tra l’aliquota di
rendimento pensionistico relativa all’anz. contr.
posseduta al 31.12.1995 (e non all’anz. contr.
complessiva) e quella al 31.12.1992;
2) il periodo di riferimento non è limitato a 10 anni,
ma è formato dall’intero periodo intercorrente tra il
01.01.1993 e la data di cessazione (art. 7, c. 1, Dlgs
503/92).
Quota C)
Le modalità di determinazione di questa quota di
pensione sono identiche a quelle descritte nella parte
relativa al sistema contributivo.

                                                   188
      CALCOLO DELLA PENSIONE CON IL
            SISTEMA CONTRIBUTIVO
Modalità di calcolo
Le norme di riferimento sono costituite dai commi 6,
8, 9, 10 e 11 dell’art. 1della legge 335/95.

Pensione:     montante contr. totale * coeff. di
trasformazione in rendita.
Montante contributivo totale: sommatoria dei singoli
montanti contributivi annuali, rivalutati su base
composta al tasso di capitalizzazione.

                                                  189
Montante contributivo annuale: accantonamento
annuo del 33% (aliquota di computo) della
retribuzione imponibile (o base imponibile).
Il valore così ottenuto si rivaluta, su base composta, al
31 dicembre di ogni anno, con esclusione
dell’accantonamento relativo allo stesso anno, al tasso
di capitalizzazione.
Tasso di capitalizzazione: variazione media
quinquennale del PIL nominale, con riferimento al
quinquennio precedente l’anno da rivalutare.



                                                      190
Retribuzione imponibile: è costituita da tutto ciò che
il lavoratore riceve, in dipendenza del rapporto di
lavoro, in denaro od in natura, al lordo di qualsiasi
ritenuta (art. 2, c. 9, l. 335/95).

Coefficiente di trasformazione: è collegato all’età
anagrafica posseduta dal lavoratore al momento del
pensionamento.
I valori dei coefficienti sono riportati nella tab. A)
allegata alla legge 335/95.



                                                   191
In base a quanto disposto dall’art. 1, commi 14 e 15,
l. 247/07:
- con effetto dal 01.01.2010 vengono fissati nuovi
coefficienti di trasformazione;
- i coefficienti sono aggiornati ogni 3 anni e non più
ogni 10 anni, come previsto dal comma 11 dell’art. 1,
legge 335/95.




                                                   192
Adeguamento periodico dell’età anagrafica
Il comma 12-quinques, art. 12, legge 122/10 dispone
che, quando, per effetto degli adeguamenti dell’età
anagrafica agli incrementi della speranza di vita
previsti dai commi 12-bis e 12-ter del medesimo
articolo, l’età anagrafica per il diritto a pensione di
vecchiaia supera, di una o più unità, l’originaria età
anagrafica di 65 anni, siano introdotti nuovi
coefficienti di trasformazione relativi alle nuove età
anagrafiche raggiunte.



                                                    193
            Coefficienti di trasformazione
Età anagrafica Fino al 31.12.2009 Dal 01.01.2010
                     Valori %            Valori %
      57               4,720               4,419
      58               4,860               4,538
      59               5,006               4,664
      60               5,163               4,798
      61               5,334               4,940
      62               5,514               5,093
      63               5,706               5,257
      64               5,911               5,432
      65               6,136               5,620
                                                194
       Trattamento di pensione

La legge di riforma 214/2011 e le novità
                 dal 2012




                                       195
I principi che hanno ispirato la nuova norma in
materia di trattamento di pensione sono:
- uniformità della modalità di calcolo della pensione
per tutti i lavoratori a decorrere dal 01.01.2012;
- correlazione, sempre più accentuata, tra età
anagrafica del lavoratore ed importo della pensione.




                                                  196
Nello specifico le novità introdotte dall’art. 24 della
legge 214/2011 riguardano:
- l’estensione del sistema di calcolo contributivo, a
decorrere dal 01.01.2012, alla quota di pensione
corrispondente all’anzianità contributiva maturata da
tale data (comma 2);
- le modifiche apportate al sistema dei coefficienti di
trasformazione per la determinazione della quota
contributiva della pensione (comma 16).




                                                    197
ESTENZIONE DEL SISTEMA DI CALCOLO
CONTRIBUTIVO
(Comma 2 – art. 24)
La disposizione, relativa all’estensione del sistema di
calcolo contributivo alla quota di pensione
corrispondente all’anzianità contributiva maturata a
decorrere dal 01.01.2012, riguarda unicamente i
lavoratori appartenenti all’ex sistema retributivo di
cui alla legge 335/95.
Infatti per essi l’importo della pensione, in base alla
previgente normativa, era interamente calcolato con
le regole del sistema retributivo.

                                                    198
Sono, invece, esclusi dalla nuova disposizione i
lavoratori appartenenti agli altri due sistemi
pensionistici perché, in base alla previgente
normativa, erano già riguardati dal sistema di calcolo
contributivo:
- ex sistema misto, per la quota di pensione afferente
all’anzianità contributiva maturata a decorrere dal
01.01.1996;
- sistema contributivo, per l’intera quota di pensione.




                                                    199
Ex sistema retributivo - nuove modalità di calcolo
della pensione
A decorrere dal 01.01.2012 l’importo della pensione
è costituito dalla somma di tre quote:
- Quota A) e Quota B) calcolate con le regole del
sistema retributivo;
- Quota C) calcolata con le regole del sistema
contributivo.




                                                 200
Quota A)
Le modalità di determinazione di questa quota di
pensione sono quelle stabilite dalla previgente
normativa per il sistema retributivo:
Retribuzione fissa percepita o spettante, in ragione
annua, all’ultimo giorno di servizio per l’aliquota di
rendimento pensionistico determinata in base
all’anzianità contributiva posseduta alla data del
31.12.1992.
Quota A) = Rpf * A¹
Rpf = Retribuzione pensionabile fissa annua;
A¹ = Aliq. pens. anz. contr. 31.12.1992;

                                                   201
Quota B)
Le modalità di determinazione di questa quota di
pensione sono quelle stabilite dalla previgente
normativa per il sistema retributivo, con una
modifica:
La retribuzione media pensionabile deve essere
moltiplicata per la differenza tra l’aliquota di
rendimento pensionistico relativa all’anz. contr.
posseduta al 31.12.2011 (e non all’anz. contr.
complessiva posseduta alla data di cessazione dal
servizio) e quella al 31.12.1992;


                                               202
Quota B) = Rmp * (A - A¹)
Rmp = Retribuzione media pensionabile
A = Aliq. pens. anz. contr. 31.12.2011 (*);
A¹ = Aliq. pens. anz. contr. 31.12.1992;



(*) Il comma 2 dell’art. 24, infatti, salvaguarda il
sistema di calcolo retributivo limitandolo, però,
all’anzianità contributiva maturata fino al 31.12.2011.




                                                    203
Quota C)
Il comma 2 dell’art. 24 introduce una nuova quota di
pensione, calcolata con il sistema contributivo e, in
base al metodo c.d. pro-rata, limitata alla sola
anzianità contributiva maturata a decorrere dal
01.01.2012.
Le modalità di determinazione di questa quota di
pensione sono quelle stabilite dalla previgente
normativa per il sistema contributivo, integrate con le
modifiche apportate, dal comma 16 dell’art. 24, al
sistema dei coefficienti di trasformazione.
Quota C) = montante contr. * coeff. di trasformazione

                                                    204
MODIFICHE SISTEMA DEI COEFFICIENTI
DI TRASFORMAZIONE
(Comma 16 – Art. 24)
La parte prima del presente comma dispone, con
effetto dal 01.01.2013, l’estensione dei coefficienti di
trasformazione dall’età di 65 anni (età limite stabilita
dalla normativa previgente) fino all’età di 70 anni.
La nuova età limite di 70 anni è adeguata agli
incrementi della speranza di vita con le medesime
modalità previste per i requisiti pensionistici.



                                                     205
Quando, per effetto degli adeguamenti agli incrementi
della speranza di vita, l’originario limite di 70 anni
venga superato, di una o più unità, viene prevista
l’introduzione di coefficienti di trasformazione
relativi alle nuove età anagrafiche raggiunte.




                                                   206
Al fine di uniformare la periodicità temporale della
procedura di aggiornamento dei coefficienti di
trasformazione alla procedura di adeguamento dei
requisiti pensionistici agli incrementi della speranza
di vita, gli aggiornamenti dei coefficienti di
trasformazione in rendita, successivi a quello
decorrente dal 01.01.2019, sono effettuati con
periodicità biennale (comma 16, parte seconda).




                                                   207
MODIFICHE AL SISTEMA DI CALCOLO
DELLA PENSIONE DI INABILITA’
L’estensione del sistema di calcolo contributivo alla
quota di pensione corrispondente all’anzianità
contributiva maturata a decorrere dal 01.01.2012
comporta una modifica anche alle modalità di
determinazione della pensione relativa alla inabilità
assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa
(art. 2, c. 12, legge 335/95), riferita ai lavoratori
appartenenti all’ex sistema retributivo.




                                                  208
Infatti, come indicato dalla circolare Inps 37/2012,
per le pensioni di inabilità con decorrenza dal
01.01.2012 la maggiorazione del trattamento
pensionistico (cd “bonus”) si calcola secondo le
regole del sistema contributivo, ossia nei limiti di
un’anzianità contributiva complessiva non superiore a
40 anni e riferita al periodo mancante al
raggiungimento del 60° anno di età (art. 1, c. 15,
legge 335/95).




                                                  209

								
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