distorsione del rachide cervicale by WZv3K4

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									            ADDETTO TAGLIO BARRE/MOLATURA-PATOLOGIA ARTO INFERIORE

SOGGETTO DI SESSO MASCHILE, ETÀ: 28 ANNI
INVIATO DA: DITTA ***
PER: VISITA D’IDONEITA’ EX ART. 5 LEGGE 300/70.
ACCERTAMENTI ESEGUITI NEL PERIODO: MARZO - AGOSTO 2003

ANAMNESI LAVORATIVA: dal ’90 al ’96 muratore; dal ’96 al gennaio ’98 operaio metalmeccanico, addetto alla catena
di montaggio, dal gennaio al maggio ’98 è stato addetto, presso la stessa ditta, all’assemblaggio; dal settembre ’98 al dicembre
’99 ha lavorato per un’impresa di pulizie addetto alla pulizia manuale dello stabilimento con scopa e strofinacci; dal dicembre
’99 al giugno ’00 ha lavorato come guardia notturna presso una ditta; dal giugno all’ottobre ’00 operaio, addetto presse,
presso ditta produttrice di tubetti in alluminio per conserve.
Dall’8 novembre ’00 ad oggi lavora presso la ditta ***, produttrice di matrici per stampaggio in alluminio, come addetto al
taglio barre; tale attività che viene svolta in continua posizione eretta e prevede lo scarico delle barre tagliate in parte
manualmente (fino ad un peso di 15-20 Kg ciascuna) ed in parte con paranco. Riferisce inoltre circa 2 volte/settimana
l’effettuazione del cambio lama della taglierina: tale operazione avviene in due operatori, a circa 50 cm d’altezza e richiede
movimenti estremi di rotazione e flessione del tronco, avendo la lama un diametro variabile da un minimo di 1.70mt ad un
massimo di 4.70 mt.
Viene inviato dalla ditta *** con richiesta di giudizio d’idoneità all’ attività delle mansioni sotto descritte, la cui ultima
definizione è pervenuta in data 07/08/03:
Addetto al taglio barre : prevede l’effettuazione delle seguenti attività
   - Scarico delle barre d’acciaio dagli autocarri mediante gru a ponte con comando a pulsantiera e stoccaggio delle stesse
        nel magazzioni barre; tale operazione viene abitualmente effettuata 2-3 volte/settimana e non riguarda necessariamente
        ogni operatore; la durata complessiva di tale operazione è di circa 1 ora;
   - Movimentazione mediante gru a ponte delle barre da tagliare dal magazzino barre alle vie a rulli delle troncatrici a
        controllo numerico installate nel reparto e carico sulle stesse;
   - Programmazione dei parametri di taglio delle macchine troncatrici;
   - Sostituzione delle lame delle troncatrici quando esse sono usurate; tale operazione viene effettuata in media ogni 2-3
        giorni ma l’intervallo può essere anche maggiore e dipende dall’usura della lama;
   - Sorveglianza della lavorazione delle troncatrici;
   - Scarico dei dischi di acciaio tagliati dalle troncatrici; per tale operazione viene utilizzata gru a ponte quando lo scarico
        riguarda dischi di grosse dimensioni.
   Le attività sopra descritte richiedono la stazione eretta dell’operatore e il suo spostamento nell’area del reparto taglio barre.
   La movimentazione dei dischi di acciaio può essere effettuata con un paranco elettrico a catena installato su una gru a ponte
   a traslazione manuale.
   Addetto alla molatura : prevede l’effettuazione delle seguenti attività
      - Trasferimento del mandrino da lavorare dal carrello a spinta utilizzato per il loro trasporto fino al reparto al banco su
           cui viene effettuata la lavorazione e suo posizionamento nella morsa presente su quest’ultimo;
      - Lavorazione del mandrino mediante smerigliatrici ad aria compressa attrezzata con mole in corindone, utensili in
           Widia, rullini ricoperti di carta abrasiva, punte con avvolte strisce di carta abrasiva;
      - Trasferimento del mandrino lavorato dal banco su cui è stata effettuata la lavorazione al carrello a spinta. Sia
           l’operazione di trasferimento del mandrino dal carrello al banco e viceversa, può essere effettuata dall’operatore (sua
           discrezione in dipendenza dal peso del mandrino) utilizzando paranco a catena.
Tutte le postazioni di lavoro sono dotate di sgabello ad altezza regolabile con basamento a 5 razze. La lavorazione dei pezzi al
banco può essere effettuata a scelta dell’operatore in posizione seduta o in piedi. Da informazioni acquisite dal medico
competente, il carrello carico di mandrini viene trasportato al banco di lavoro da altri operatori; viene scaricato e ricaricato a
lavoro ultimato con paranco; viene allontanato, per una distanza di circa 15 mt, non obbligatoriamente dal lavoratore, al
massimo 4-5 volte per turno lavorativo; inoltre il caricamento avviene esclusivamente con mandrini di peso non elevato e la
quantità da caricare è a discrezione del lavoratore. Il carrello ha dimensioni di circa 1 mt x 60 cm.
ABITUDINI DI VITA: non fumatore, astemio, non beve caffè.
ANAMNESI PATOLOGICA: nel 1980 “frattura esposta tibia sinistra con angolatura dei frammenti e mortificazione
cutanea”, trattata con apparecchio gessato; nell ’81 “osteotomia trasversale per esiti di frattura gamba sinistra associata ad
osteosintesi con placca”; nell ’82 “rimozione di placca”; nell’83 nuova frattura di tibia sinistra, trattata con apparecchio
gessato; nell’85 nuova frattura tibia e perone sinistro, trattata con apparecchio gessato. In data 27/12/96 infortunio “in itinere”
in autoveicolo che ha comportato lussazione dell’articolazione coxo-femorale sinistra e frattura dell’acetabolo sinistro, per cui
è stato assente dal lavoro fino a fine dicembre ’97; l’INAIL ha riconosciuto un punteggio di invalidità pari al 30%. Nel marzo
’98, riferisce distorsione dell’articolazione coxo-femorale sinistra durante l’esecuzione di un movimento del bacino in catena
di montaggio, per cui ha effettuato un nuovo periodo di assenza dall’attività lavorativa. Nell’agosto ’00 infortunio “in itinere”
in autoveicolo, con distorsione del rachide cervicale, a seguito del quale il punteggio di invalidità è pari al 34%. Nell’agosto
’02, trauma distorsivo del piede destro accidentale, per cui esegue Rx che evidenziava “sottile rima di frattura del III
prossimale del IV metatarso, in ottimo allineamento”. In data 5/11/02 infortunio “in itinere” in motoveicolo, con trauma
contusivo alla caviglia destra e al ginocchio sinistro. Il giorno dell’infortunio ha eseguito Rx del ginocchio sinistro e del piede
destro: “non evidenti lesioni traumatiche ossee a carattere attuale”; infortunio chiuso dall’INAIL il 04/07/03, la pratica per
invalidità permanente è tuttora in corso.
In data 03/12/02 RM ginocchio sinistro: “non significative falde di versamento articolare. Alterazione strutturale, a significato
degenerativo, in corrispondenza del piatto tibiale interno, con diametro massimo di circa 0.8 cm. Regolare morfologia e
segnale del legamento crociato posteriore; legamento crociato anteriore non correttamente valutabile (esito di lesione
traumatica?). Nulla da segnalare a carico dei legamenti collaterali e della bandelletta ilero-tibiale. Menischi indenni da
alterazioni morfo-strutturali significative, in specie a carattere traumatico. Congruità dei rapporti femoro-rotulei; regolare
aspetto del tendine quadricipitale e rotuleo. Presenza di piccola immagine di aspetto cistico, in prossimità del corno anteriore
del menisco mediale (diametro massimo cm 0.4), con aspetto riconducibile a cisti para-meniscale.”
In data 08/01/03, su consiglio dello specialista ortopedico, ha eseguito mineralometria ossea che ha evidenziato una condizione
di osteopenia in sede vertebrale e normalità nelle sedi femorale e radiale.
In data 23/01/03 ricovero nel corso del quale ha subito intervento di ricostruzione legamentosa artoscopica del legamento
crociato anteriore del ginocchio sinistro, con meniscectomia laterale e mediale e resezione della plica sinoviale e plastica
condrale del piatto tibiale laterale; nella cartella anestesiologica si segnalava in anamnesi presenza di lassità anteriore del
ginocchio sinistro dal 2001.
Esegue inoltre periodiche visite specialistiche presso un ortopedico di fiducia.
Riferisce circa 2 episodi al mese di dolore al rachide, in tutti i suoi segmenti, per cui nel Dicembre ’02 ha eseguito Rx del
rachide dorso-lombo-sacrale: “modesta curva scoliotica destro-convessa medio-dorsale a fulcro D5-D6 verosimile sede di
alterazioni osteo-condrosiche. Vertebra di transizione con tendenza alla lombarizzazione di S1”; assume Fans al bisogno ed
esegue cicli di FKT.
Attualmente lamenta dolore e limitazione funzionale a carico del bacino e dell’arto inferiore sinistro, sta eseguendo cicli di
FKT.
Da circa 1 anno inoltre riferisce disturbi del comportamento alimentare, con oscillazioni rilevanti del peso corporeo, da 104 Kg
nel gennaio ’02, a 73 Kg nell’agosto dello stesso anno.
ESAME OBIETTIVO: altezza 172 cm, peso 85 Kg, P.A. 120/80 mmHg. Obiettività cardiaca, toracica e addominale nella
norma. Digitopressione del rachide dolente lungo il tratto cervicale e lombare. Ipotrofia marcata del quadricipite della coscia
sinistra. Cicatrice chirurgica alla superficie anteriore del ginocchio e della gamba sinistra. Dismetria degli arti inferiori (indossa
plantari).
VISITA FISIATRICA (17/04/03): all’esame obiettivo dismetria arti inferiori con sn > dx di circa 2 cm; netta ipotrofia
muscolare della coscia sinistra; cicatrice alla superficie anteriore del ginocchio sn e alla superficie anteriore della gamba con
alterazione del profilo della tibia. Escursione articolare leggermente limitata all’anca sn con reazione antalgica (flessione 90°,
rotazioni ed abduzione nella norma); buona la flesso-estensione del ginocchio. Non lassità alla prova di Lachman e al cassetto
anteriore e posteriore; netta instabilità nel varo-valgo stress; marcata ipovalidità del medio gluteo e del quadricipite (3);
anestesia alla superficie laterale del ginocchio. Deficit di forza dell’EPA ed ECD di sn; in stazione eretta si apprezza scoliosi
rigida con squilibrio del tronco e sopraelevazione della spalla sn, con netta deviazione del tronco nella flessione. Impossibile
l’accosciata. Deambula con un bastone sfuggendo il carico a sinistra.
Conclusioni: quadro clinico compatibile con postumi di fratture recidivanti arto inferiore sinistro con limitazione funzionale
della coxo-femorale ed alterazione posturale globale secondaria. Si consiglia rialzo al tallone destro di 1,5 cm e prosecuzione
della FKT finalizzata soprattutto al recupero muscolare del medio gluteo e del quadricipite, oltre che al ripristino di una
corretta deambulazione.
VISITA FISIATRICA (25/07/03): sostanzialmente invariata l’obiettività dell’anca sinistra, con escursione articolare
leggermente limitata per reazione antalgica a 90-100° di flessione; buona l’escursione articolare passiva del ginocchio con
marcata ipovalidità del quadricipite (3) e dolore posteriore ai gradi massimi di estensione. Non lassità alla prova di Lachman e
al cassetto anteriore e posteriore; netta instabilità nel varo-valgo stress; anestesia alla superficie laterale del ginocchio. Lieve
deficit di forza dell’EPA ed ECD di sn. Persiste la scoliosi rigida già segnalata, con lieve riduzione dello squilibrio del tronco e
sopraelevazione della spalla sinistra. Deambula senza appoggi, con tempo di carico ridotto a sinistra, lieve iperestensione del
ginocchio ed evidente zoppia.
Conclusioni: sensibilmente migliorato appare anche l’assetto posturale globale. Consiglierei di proseguire nella ginnastica di
potenziamento muscolare della coscia ed utilizzare una ginocchiera corta, articolata, con blocco dell’iperestensione fin che non
si raggiunga un corretto controllo del ginocchio sotto carico.

Considerazioni:
 - il Sig. *** è affetto da esiti di intervento di ricostruzione legamentosa del legamento crociato anteriore del ginocchio
 sinistro, con meniscectomia laterale e mediale e resezione della plica sinoviale e plastica condrale del piatto tibiale laterale, e
 da postumi di fratture all’arto inferiore sinistro; ciò comporta limitazione funzionale dell’articolazione coxo-femorale,
 ipovalidità del quadricipite, alterazione posturale globale secondaria con zoppia;
 - l'attività di addetto al taglio barre viene svolta in stazione eretta, richiede spostamenti all’interno del reparto, comporta un
 sovraccarico a carico degli arti inferiori; pertanto la mansione di “addetto al taglio barre” risulta controindicata;
 - l’attività di addetto alla molatura può essere effettuata, a scelta del lavoratore, anche in posizione seduta, e non comporta
 sovraccarico a carico degli arti inferiori; non risulta pertanto controindicata;
 - caso da rivedere dopo aver eseguito le terapie consigliate dallo specialista fisiatra.

Si conclude pertanto con il seguente giudizio diagnostico:
Non tecnopatia. Esiti di intervento di ricostruzione legamentosa artoscopica del legamento crociato anteriore del
ginocchio sinistro, di meniscectomia laterale e mediale e di resezione della plica sinoviale e plastica condrale del piatto
tibiale laterale. Postumi di fratture recidivanti all’arto inferiore sinistro.
Opportuno proseguire fisioterapia e l’uso del tutore, come prescritto dal fisiatra.

GIUDIZIO DI IDONEITÀ:
Non idoneo all’attività di addetto al taglio barre.
Idoneo all’attività di addetto alla molatura .
Opportuno rivalutare il caso tra 3-4 mesi.

								
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