(Allegato 1) Allegato 1

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					              SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
                        SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
       Ente proponente il progetto:

  1)
       Azienda per i Servizi Sanitari N°3 Alto Friuli – ASS N° 3

       2) Codice di accreditamento: NZ 03246

       Classe di iscrizione all’albo:

  3)      4^ Classe



CARATTERISTICHE PROGETTO


       4) Titolo del progetto:


        Accoglienza e accompagnamento nei percorsi di salute



       5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):

                    Assistenza – Salute 16
6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con
riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili:

Il territorio in cui si realizza il progetto coinvolge le strutture ospedaliere dell’ambito dell’ Alto Friuli. In questo
territorio (cui afferiscono 43 Comuni, per un totale di circa 78.000 abitanti), il crescente invecchiamento della
popolazione unitamente ad un aumento degli immigrati, a cui si aggiungono anche utenti con disabilità,
rappresentano una percentuale considerevole della popolazione che accede ai servizi sanitari.
L’ Alto Friuli è caratterizzato da un crescente invecchiamento della popolazione; elevata è la quota di anziani
soli e da ciò è anche elevato il ricorso a servizi sanitari, spesso in “sostituzione” di mancate relazioni sociali. A
ciò è bene aggiungere gli utenti con disabilità e/o invalidanti, che pongono l’individuo in difficoltà ed in
posizione di fragilità ed inoltre gli immigrati, che rappresentano una categoria in aumento.
A queste situazioni di carattere generale, si collegano situazioni particolari di utenti temporaneamente in
difficoltà che possono esprimersi nel reperimento dei servizi sanitari, in momentanee difficoltà nell’accesso, ed
altro ancora.
Il sostegno del volontario può esprimersi sotto forma di erogazione di informazioni, o accoglienza oppure
attività di accompagnamento nell’ambito dell’assistenza sanitaria ospedaliera e distrettuale, nei percorsi di
fruizione dei servizi aziendali.


Composizione della popolazione per classi d’età

La piramide di età che si ottiene scomponendo la popolazione per classi quinquennali, ha l’aspetto “a mitria” con
base stretta e parte centrale ampia sino alle classi anziane, tipica di tutta la società nordeuropea, in cui la
diminuita propensione ad avere figli comporta che le classi oggi genitoriali non hanno alle spalle un ricambio
generazionale di pari numerosità, bensì di numero quasi dimezzato. Contemporaneamente la salute delle classi
più anziane e la loro speranza di vita risultano migliorate rispetto al passato, perciò sta crescendo il numero degli
anziani e dei grandi anziani, e ciò in particolare per le donne, che dopo i 65 anni dimostrano una sopravvivenza
nettamente superiore agli uomini.


Indici di invecchiamento e di dipendenza

Dall’esame dei due classici indicatori di struttura della popolazione si ricava che in generale l’Alto Friuli si
colloca nei valori medi regionali.
Tuttavia, nel tempo, questo territorio è l’unico in Regione, con la Bassa Friulana, a vedere un continuo
incremento dell’indice di invecchiamento (rapporto tra anziani >65 anni e bambini sotto i 14 anni).
La popolazione sta cioè progressivamente squilibrandosi a svantaggio delle classi più giovani, che dovranno
sostenere gli oneri produttivi ed assistenziali nel futuro.
Osservando la situazione all’interno del territorio, si può verificare che il maggiore squilibrio si registra nei
Comuni di Alta montagna, mentre le situazioni migliori appartengono ai Comuni più popolosi e di fondovalle.
L’indice di dipendenza, specialmente quello relativo alla componente “senile”, ovvero il numero di anziani (>65
anni) rapportato al numero delle persone “in età lavorativa” (15-64 anni) è invece un sensibile indicatore del
“carico assistenziale e sociale” che la popolazione attiva si trova a sostenere.

Anche questo parametro, pur essendo l’Alto Friuli in media regionale, presenta una distribuzione di valori
direttamente proporzionale alla perifericità e al grado di svantaggio del Comune. Se la media regionale e
Aziendale dell’indice di dipendenza senile è di circa il 32%, ovvero di un anziano ogni tre adulti, si osserva
come in Comuni come Tolmezzo, Gemona, Tarvisio, Villa Santina, Sutrio, Osoppo…, esso è anche di molto
inferiore al 30%, mentre, all’opposto, in Comuni come Cavazzo, Cercivento, Paluzza, Forni di Sotto,
Comeglians, Prato Carnico, Socchieve, Resiutta… esso supera il 40%, per arrivare a oltre il 50% (un anziano
ogni 2 adulti) a Dogna, Preone e Rigolato. E’ evidente la disparità di condizione, che, viste le dinamiche
migratorie e naturali già esaminate, tende ad accentuarsi nel tempo.

Epidemiologia

Dopo anni in cui la mortalità generale per tutte le cause per età superiore ai 75 anni si attestava su livelli
superiori ai valori medi regionali, negli ultimi due anni mortalità anche nelle fasce di popolazione anziana ha
subito un’inversione di tendenza, scendendo al di sotto della media regionale.

La mortalità per grandi gruppi di cause risente in maniera significativa dell’influsso dell’età avanzata: nell’età
adulta la prima causa di morte è rappresentata dalle neoplasie, seguite dalle malattie cardiovascolari e dai
traumatismi; per l’età più avanzata le malattie cardiovascolari sono le più rappresentate, seguite dai tumori e
quindi dalle patologie dell’apparato respiratorio.

I dati di incidenza del Registro Tumori Regionale ci permettono di stimare tutti i nuovi casi di malattia insorti
nel periodo considerato, risulta evidente come la somma dei casi insorti dopo i 65 anni rappresenti per
numerosità quasi il doppio di tutti i tumori insorti prima dei 65 anni. Ciò avviene non tanto perché l’età
costituisca un importante determinante del cancro, piuttosto essa evidenzia il risultato di una prolungata
esposizione ai cancerogeni, considerato anche che il tempo di latenza medio dall’inizio dell’esposizione alla
diagnosi è, per la maggior parte dei tumori solidi, di almeno 20-30 anni. Le sedi maggiormente colpite per i
maschi anziani sono rappresentate da bronchi e polmoni, prostata e colon; per le femmine mammelle, colon,
utero, bronchi e polmoni.

Lo studio longitudinale sull’invecchiamento ILSA coordinato dal CNR e dall’ISS a partire dal 1995, rappresenta
la prima iniziativa nazionale in grado di fornire tassi di prevalenza e di incidenza delle patologie più gravi
dell’anziano (demenza, parkinsonismo, ictus, sintomatologia depressiva, polineuropatia periferica, cardiopatia
ischemica, scompenso cardiaco, aritmia, arteriopatia periferica, ipertensione, diabete, artrosi e
broncopneumopatia cronica).

Si tratta di uno studio multicentrico condotto in un campione casuale di oltre 5.000 individui di 65-84 anni d’età,
il cui unico limite è rappresentato dalla assenza nel campione di soggetti ultra 84enni. Tra i risultati ottenuti va
segnalata l’alta prevalenza di ipertensione arteriosa, presente in più del 60% degli anziani italiani. L’ipertensione
è uno dei più importanti fattori di rischio per le patologie vascolari, che rappresentano la principale causa di
morte e importanti cause di disabilità. Pure elevata è la prevalenza di osteoartrosi, che va dal 50,7% nei maschi
al 68% nelle femmine. La prevalenza di cardiopatia ischemica è, invece, inferiore a quella riportata in studi
analoghi in altri paesi anglosassoni. I dati relativi all’ictus cerebrale mostrano un’elevata prevalenza di questa
patologia: 7,4% negli uomini e 5,9% nelle donne. La prevalenza della demenza è del 5,3% negli uomini e del
7,2% nelle donne, con punte intorno al 20% nei soggetti più anziani. La prevalenza delle neuropatie degli arti
inferiori interessa circa il 6,5% dei soggetti anziani, comportando importanti problemi nella deambulazione. Le
neuropatie infatti, sono ai primi posti quali cause di disturbi della marcia dell’anziano e possono essere causa di
cadute e fratture di femore, una delle maggiori cause di disabilità dell’anziano.

In base ai dati dello studio ILSA, circa il 25% dei maschi ed il 34% delle femmine ultra65enni risulta affetto da
qualche forma di disabilità nelle attività quotidiane: la percentuale di totalmente autosufficienti nella
popolazione tra i 65 e gli 84 anni è del 70%, circa il 23% ha una disabilità lieve, mentre circa il 3% non è
autosufficiente.

Sempre nel campione analizzato, circa il 23% degli uomini ed il 25% delle donne che vivono soli presentano
qualche grado di disabilità nelle comuni attività quotidiane. Il 40% dei maschi ed il 32% delle donne vivono con
un’altra persona ultra65enne e, tra questi, circa il 30% ha limitazioni funzionali che ne condizionano
l’autonomia.

Importante sottolineare comunque che – in base ai risultati del follow-up – la disabilità fisica non è
necessariamente una condizione che porta ad un progressivo declino, ma in una certa percentuale ci può essere
un recupero importante della funzionalità fisica, se adeguatamente assistita con programmi di riabilitazione (dal
20 al 40% a seconda del grado di disabilità).

I dati locali sull’esenzione del ticket per patologia e sulle principali cause di ospedalizzazione non fanno che
confermare le stime dello studio ILSA. Per quanto riguarda le ospedalizzazioni si rileva come, per questa fascia
d’età, (ultra 65-enni), il numero di ricoveri ospedalieri è inferiore all’atteso sulla base dei dati regionali (-1053
per il 2004) e che i DRG più numerosi sono quelli di tipo medico; inoltre i ricoveri per alcune patologie croniche
(insuff. cardiaca e shock, polmonite e pleurite, BPCO) quando inferiori all’atteso, possono deporre per una
elevata efficacia delle cure extraospedaliere

Rispetto alla frequenza di incidenti domestici l’indagine multiscopo ISTAT del 2001 evidenzia come fra gli
anziani questo tipo di incidenti siano molto più frequenti rispetto alle altre età della vita, anche ad un confronto
di tipo territoriale la nostra regione appare più soggetta a questo tipo di eventi rispetto alla media nazionale. Lo
stesso studio permette anche di evidenziare come il consumo di farmaci negli anziani sia direttamente correlato
all’età (come anche la presenza di una o più malattie croniche). A livello regionale il consumo di farmaci per
tutte le età inoltre risulta superiore alla media nazionale.
Obiettivi del progetto:
7) La finalità del progetto è quella di creare un moderno sistema di accoglienza e di orientamento nelle
strutture dell’ASS.

L’obiettivo generale è quello di umanizzare l’assistenza ospedaliera nell’area dell’accoglienza per i
cittadini che accedono alle strutture sia territoriali che ospedaliere e alle diverse unità operative che
erogano le prestazioni sanitarie.
Il significato del concetto di accoglienza in ospedale è mutato radicalmente negli ultimi decenni in
relazione al peso che il comfort e la relazione interpersonale hanno assunto nella qualità della vita della
società moderna. In passato “accogliere” in ospedale significava controllare gli accessi o fornire ai
cittadini un luogo di sosta temporanea, oggi l’accoglienza comprende il servizio informazioni,
l’orientamento e l’accompagnamento dei cittadini per la fruizione dei servizi e spesso, in una costante
interrelazione fornitore cliente, il concetto di accoglienza travalica i limiti temporali e strutturali.
Un ospedale orientato alle esigenze dei cittadini si pone costantemente in modo interattivo, disponibile
in modo permanente, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie e di mezzi multimediali.

L’obiettivo specifico del progetto è quello di:
    o Fornire informazioni corrette ai cittadini che accedono alle strutture ospedaliere sulle
      prestazioni erogate, sulle modalità di fruizione e sull’unità operativa di ricovero dei
      pazienti;
    o Accompagnare gli assistiti dall’ingresso dell’ospedale al luogo di fruizione delle
      prestazioni;

Inoltre, una adeguata accoglienza comprende anche ascolto, solidarietà e comprensione per alleviare l’impatto e
l’ansia, specie nelle sale d’attesa delle strutture ospedaliere ed ambulatoriali.
 L’utente può, con un migliore stato d’animo, affrontare l’imminenza di essere sottoposto a prestazioni sanitarie,
trasmettendo beneficio anche all’operatore sanitario che così lavora in un clima più sereno e disteso.



Obiettivi del progetto nei confronti dei volontari
Far conoscere dall’interno l’organizzazione del sistema ospedale, i professionisti che vi operano, le procedure ed
i processi che determinano il risultato finale, le modalità di ricovero e di cura dei malati.
Motivare i giovani al volontariato nei confronti di coloro che vivono in una condizione di disagio temporaneo o
permanente.
 Acquisire competenze nella gestione delle relazioni pubbliche, nello sviluppo della capacità d’ascolto e
relazionale, nella conoscenza delle problematiche relative agli anziani ed alle persone svantaggiate e/o disabili,
stimolandone la sensibilità e avvicinandoli ad una visione sociale che li avii ad essere cittadini attivi nel proprio
contesto di vita e di relazioni.

Obiettivi specifici verso gli operatori sanitari

Rivalutare il ruolo della relazione interpersonale nel rapporto con gli assistiti.
Avviare un costante confronto con i giovani volontari portatori di entusiasmo e motivazione.
Destinatari principali del progetto sono evidentemente coloro che fruiscono delle prestazioni sanitarie
ospedaliere, sia in regime di ricovero che ambulatorialmente, ovvero distrettuali.
A questa categoria principale vanno però aggiunti anche i familiari che accompagnano i pazienti o che
si recano in ospedale per rendere visita a un proprio congiunto.

Indicatori misurabili:
quantitativi:

numero di anziani e persone svantaggiate coinvolte negli interventi del nascente servizio;

altri utenti


qualitativi:

livello di soddisfazione degli utenti che beneficiano del servizio;

livello di soddisfazione e partecipazione dei volontari in servizio civile in riferimento alle mansioni a loro
affidate, alla formazione specifica ricevuta e alla loro partecipazione nell’attività dell’Azienda;

livello di acquisizione da parte dei volontari in servizio civile delle competenze offerte dal progetto.
       8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca dal punto di vista sia
qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al
ruolo dei volontari in servizio civile:

L’attività fondamentale di tutto il personale (personale dipendente e futuri volontari di servizio civile) si svolgerà
all’interno delle strutture dell’Azienda, negli spazi comuni interni ed esterni dell’area.

E’ importante accogliere l’utente in difficoltà (anziani o altre persone svantaggiate), aiutandolo ed
accompagnandolo concretamente, dato che le strutture ospedaliere e distrettuali sono complesse (molte volte, il
reperimento di un ambulatorio per una persona in difficoltà può risultare logisticamente difficile). L’utente
disorientato o in difficoltà quando accede alle strutture dell’ASS, può richiedere informazioni sulla ubicazione
dei servizi, sulle modalità di accesso, nonché essere materialmente accompagnato, se svantaggiato. Il volontario
può agevolare la camminata o spingere la carrozzina, nel caso di persone non deambulanti, fornire aiuto nella
salita e nella discesa dell’automezzo.

Le persone hanno l’opportunità, in tal modo, di utilizzare le strutture sanitarie, sempre meglio accolti, orientati
ed accompagnati per raggiungere nei tempi più brevi il servizio desiderato.

8.1 Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi

    1. Nelle prime tre/quattro settimane di frequenza, i Volontari saranno sottoposti ad un programma di
       formazione che comprenderà sia lezioni teoriche sia di affiancamento pratico, svolto dal personale
       docente esperto, opportunamente supportato dal personale tecnico-amministrativo. A fianco della
       formazione teorica, i Volontari prenderanno conoscenza del progetto, degli obiettivi, degli operatori
       direttamente coinvolti nel progetto e delle strutture in cui esso si realizzerà..

    2. Dal secondo mese presteranno servizio nei luoghi in cui potranno espletare le attività previste. Ai
       volontari verranno forniti gli strumenti idonei per operare all’interno delle strutture nelle attività e per la
       gestione quotidiana del progetto. Verrà fornito, in modo condiviso, il calendario delle attività.



8.2 Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.

8.2.1 Formazione generale e specifica con affiancamento

8.2.2 Predisposizione materiale informativo

8.2.3 Organizzazione del punto di accoglimento (con P.C., accesso in rete, ecc…)

8.2.4 Diffusione informativa sul progetto accoglienza presso servizi e rete alle associazioni, comuni,

ecc.
8.2.5 Attivazione servizio

8.2.6 Monitoraggio a 4 e 8 mesi attività e valutazione con eventuali modifiche organizzative

8.2.7 Comunicazione esterna, organizzazione convegno


8.3 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se
volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente.
           - N. 1 Responsabile del progetto
           - N. 2 Operatori locali di progetto (dipendenti) che coordineranno i volontari di Servizio
           civile con il Servizio di portineria e di informazioni nelle strutture ospedaliere e distrettuali;
           - N. 6 Operatori del Servizio di portineria e di informazioni per favorire lo svolgimento
           delle funzioni dei volontari e per interagire utilmente con i volontari stessi, fornendo
           adeguato supporto durante lo svolgimento delle loro mansioni;
           - Formatori per la formazione generale
           - Formatori per la formazione specifica
           - N. 4 Volontari in servizio civile.

8.4 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto.
     Erogare informazioni ed indicazioni sulla ubicazione dei servizi e modalità di accesso;
     Accompagnare gli utenti, deambulanti e in carrozzina all’interno delle strutture, da e per i locali
       e ambulatori, dove lo richiede l’assistenza alla persona seguita, agevolando la camminata o
       spingendo la carrozzina nel caso di non deambulanti;
     Fornire aiuto nella salita e discesa dall’automezzo nell’ambito della struttura ospedaliera e
       distrettuale;
 Disponibilità all’ascolto ed alla compagna per alleviare situazioni d’ansia, collegate a prestazioni
    sanitarie, specie nelle attese presso gli ambulatori medici


   9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 4

       12) Numero posti con solo vitto (pranzo) : 4 (mensa aziendale presso Ospedale di Gemona del Friuli)

       13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:

                             30 ore settimanali

       14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :

                                      5 giorni

   15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
Ottemperanza alle disposizioni legislative vigenti in materia di trattamento dei dati personali, di riservatezza,
di segreto d’ ufficio
Rispetto del codice di Comportamento dei dipendenti della pubblica Amministrazione
rispetto delle indicazioni fornite dal responsabile
rispetto degli orari indicati dal responsabile
rispetto delle vigenti norme in materia di igiene, sicurezza e salute sui luoghi di lavoro
CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE
        16) Sede/i di attuazione del progetto ed Operatori Locali di Progetto:

N.        Ente       Comune    Indirizzo     Cod.      N.    Telefo    Fax      Personale    Nominativi degli Operatori Locali
        presso il                           ident.    vol.     no      sede         di                  di Progetto
        quale si                             Sede      per    sede             riferimento   Cognome Data di Cf
       realizza il                                    sede                      (cognome      e nome     nascita
        progetto                                                                 e nome)
        ed a cui
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1      domande         del     Portuzza     60966      2     0432      0432-      Olga         Olga      14.3.19    PSSLGO6
                      Friuli       2       Ospedale          98935    989407     Passera      Passera      61       1C54E820
       Azienda                                di               3                                                    E
         per i                             Gemona
       servizi
      Sanitari n.                           60968      2     0433      0432-     Luigino     Luigino     18.11.1    MRALGN
        3 Alto                             Ospedale          48835    989407     Mauro       Mauro         945      45S18L48
        Friuli                                di               3                                                    3A
                                           Tolmezzo



     17) Altre figure impiegate nel Progetto:

No

     18) Strumenti e modalità di pubblicizzazione del progetto:

Nella pagina web dedicata al SCN, allestita nel sito internet www.ass3.sanita.fvg.it dell’Azienda per i Servizi
Sanitari N.3 Alto Friuli, saranno pubblicate tutte le notizie utili sui progetti, i progetti stessi, bandi. Il sito
principale dell’Azienda evidenzierà la pagina dedicata al SCN particolarmente in prossimità di bandi o news di
rilevanza. (1 ora / mese per un tot. di 12 ore/anno).
L’Azienda chiederà all’Università di Udine, ai Comuni, ai comprensori scolastici ed altri siti visitati da utenza
giovanile della zona, di installare relativi link nei loro portali. (2 ore)
Notizie inerente il SCN saranno diffuse su quotidiani, radio e tv locali e provinciali attraverso l’ Ufficio Stampa
dell’ ASS3. (2 ore / mese per un tot. di 24 ore/anno).
In prossimità di bandi di selezione sarà data diffusione capillare nei ambiti territoriali ristretti di attuazione dei
progetti, tenendo conto in particolare di ambienti giovanili (organizzati e non). (2 ore/anno)
Durante l’ attuazione dei progetti, i volontari potranno usufruire di una password di accesso alla sezione del sito
web aziendale, ove comunicare lo stato di avanzamento dei progetti stessi; si valuterà l’ opportunità di mettere
a disposizione un forum e/o un Blog ove i volontari possano comunicare con i loro coetanei o comunque con i
giovani, anche al fine di promuovere l’ immagine del SCN. (Stima: 1 ora / mese per un tot. di 12 ore/anno)
Verrà inviata una comunicazione ai dirigenti scolastici di tutti gli Istituti Medi Superiori del’ Alto Friuli,
proponendo un breve intervento formativo da parte di personale dell’ ASS3 e dei volontari del SCN, al fine di
pubblicizzare i progetti in corso e il ruolo dei volontari del SCN al loro interno. (Stima: 6 ore/anno)
Il Convegno conclusivo del progetto qui presentato potrà rappresentare un’ importante occasione di
pubblicizzazione sia del progetto, che degli scopi e delle attività del SCN e dei volontari specificamente
impiegati nel progetto. ( 7 ore)

Totale ore: 65 ore /anno
      19) Eventuali autonomi criteri e modalità di selezione dei volontari:

Attraverso colloquio con personale esperto verranno verificate le conoscenze in merito a :
cenni di epidemiologia (criterio si-no)
conoscenza della lingua friulana (criterio si-no)
conoscenza della lingua inglese (criterio si-no)
conoscenza della lingua tedesca (criterio si-no)
la comunicazione sociale (criterio si-no)
strumenti e metodi della comunicazione di massa (criterio si-no)

Attraverso colloquio con personale esperto verranno verificate le competenze in merito a :
capacità relazionali (criterio si-no)
capacità di utilizzo di semplici strumenti informatici:
editor di testi (criterio si-no)
foglio di calcolo (criterio si-no)
internet (criterio si-no)
posta elettronica (criterio si-no)

Ne risulta una scala 1-11 sulla quale verrà articolata l’ eventuale graduatoria dei candidati, qualora il numero
delle richieste eccedesse i posti a disposizione, e fermi restando i requisiti di cui al punto 23


      20) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
      dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):

                    UNSC - Determinazione del Direttore Generale 30.5.2002


      21) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto:

Nel momento di start del progetto verrà predisposto un piano di monitoraggio dettagliato, che si baserà su di
un’ articolazione strutturale (diagramma di flusso del progetto, monitoraggio mensile dello stato di
avanzamento del progetto) e su una articolazione temporizzata a scadenza fissa (riunione quindicinale di tutto il
personale impiegato nel progetto).
La valutazione conclusiva sarà attuata secondo 4 modalità , che verranno poi confrontate anche con
metodologie quantitative:
     qualità organizzativa (realizzazione delle attività previste – valutazione a breve termine)
     qualità autopercepita ( debriefing degli operatori che hanno partecipato al progetto – a breve termine)
     qualità eteropercepita (da parte degli stakeholders interni ed esterni- a breve termine)



      22) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
      indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):

                    No
       23) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
       richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:

Possesso del Diploma di Maturità superiore

Conoscenza – parlata – di almeno una delle lingue ammesse a tutela nel territorio dell’ Alto Friuli, ai sensi della
L. 482/99 (friulano o sloveno o tedesco), oppure della lingua inglese; la valutazione avverrà tramite colloquio
con personale traduttore- interprete , utilizzando i criteri docimologici di valutazione della conoscenza
linguistica. In caso di conoscenza di due o più lingue i punteggi riportati in ogni singola prova di conoscenza
verranno sommati.

       24) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del
       progetto:

Il finanziamento aggiuntivo dell’ Ass3 al progetto descritto può essere quantificata in circa 10.000 Euro,
comprendenti le spese per il materiale di uso corrente destinato al progetto (cancelleria, stampati, materiale di
consumo per l’ informatica), le spese di tipografia e redazionali, i costi relativi al webmaster del sito Internet
istituzionale, le spese per le ore aggiuntive richieste al personale che affianca i volontari del SNC, i costi delle
attrezzature informatiche che verranno destinate ai volontari, le spese per i trasporti necessari agli accessi ai
vari Comuni ed alle varie sedi aziendali.



       25) Eventuali copromotori e partners del progetto con la specifica del ruolo concreto rivestito
       dagli stessi all’interno del progetto:

Azienda per i servizi Sanitari n. 2 Isontina - Azienda Ospedaliero- Universitaria di Udine
(allegate lettere di partnership)

Azienda per i servizi Sanitari n. 2 Isontina
Parte della formazione dei volontari verrà attuata congiuntamente, ottimizzando le risorse e utilizzando le
competenze professionali rispettive (consentendo quindi un’ elevata qualità della formazione a fronte di una
riduzione dei costi); verranno attuati degli scambi in stage di approfondimento linguistico; alcuni strumenti di
comunicazione sociale potranno essere co – progettati e realizzati, consentendo notevoli economie di scala

Azienda Ospedaliero- Universitaria di Udine
Collaborazione alla formazione specifica, con personale di comprovata esperienza
Visite documentative dei volontari SNC presso la struttura, in particolare in concomitanza con particolari eventi
(frequenti in tale tipo di struttura), o di costruzione di strumenti informativi specifici e/o particolarmente all’
avanguardia
          26) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:

       N. 2 Postazioni informatiche( pc, stampante, accesso rete) attrezzate con il pacchetto Office;
       Materiali informativi divulgativi;
       Moduli prestampati di richiesta interventi vari;
       N. 2 postazioni attrezzate con telefono, fax, fotocopiatrice;
       N. sufficiente (da valutare ) di carrozzine per utente con difficoltà di deambulazione.




CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI

     27) Eventuali crediti formativi riconosciuti:

PRESENTE
Il tirocinio viene accreditato dall’ ASS3 quale formazione sul campo, ai fini dell’ accreditamento ECM
(Educazione Continua in Medicina) di cui è provider. La definizione precisa dei crediti avverrà nel momento in
cui saranno definiti i numeri effettivi e le caratteristiche (scolarità, competenze) dei volontari del SCN
partecipanti al progetto; sulla base dell’ esperienza maturata e dei criteri deliberati dalla giunta regionale, saranno
concessi ai volontari in media 1 credito ogni 10 ore di attività, e ai formatori , accompagnatori, operatori circa 0,4
crediti ogni ora di attività.

La maggior parte delle Università su cui insistono i giovani dell’ Alto Friuli riconosce crediti formativi per lo
svolgimento del Servizio Civile.
Di volta in volta si assegneranno i crediti, riferiti alla sede Universitaria eventualmente frequentata.




          28) Eventuali tirocini riconosciuti:
PRESENTE
Il tirocinio viene accreditato dall’ ASS3 quale formazione sul campo, ai fini dell’ accreditamento ECM
(Educazione Continua in Medicina) di cui è provider. La definizione precisa dei crediti avverrà nel momento in
cui saranno definiti i numeri effettivi e le caratteristiche (scolarità, competenze) dei volontari del SCN
partecipanti al progetto; sulla base dell’ esperienza maturata e dei criteri deliberati dalla giunta regionale, saranno
concessi ai volontari in media 1 credito ogni 10 ore di attività, e ai formatori , accompagnatori, operatori circa 0,4
crediti ogni ora di attività.

Le ore di tirocinio vengono altresì certificate dall’ ASS3 , come frequenza presso struttura pubblica accreditata.

         29) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio,
         certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:

Certificate da ASS3 e riconosciute da Enti terzi

Le competenze e professionalità acquisite saranno certificate dal Centro di Formazione Aziendale dell’ASS n° 3
(Provider Nazionale e Regionale per l’ Educazione Continua in Medicina). L’ASS3 ha in atto convenzioni per
tirocini con le Università di Udine, Trieste e Padova, e possiede numerose professionalità interne (psicologi,
sociologi, pedagogisti, riabilitatori, assistenti sociali, infermieri, terapisti della riabilitazione, medici…)
accreditate a fungere da tutor dei tirocini. Tanto di più le certificazioni rilasciate ai volontari saranno valide ai
fini del CV anche nei confronti di Enti terzi.

In particolare potranno essere certificati:

Acquisizione di competenze informatiche base (Pacchetto completo Office)
Acquisizione di competenze informatiche avanzate (Pacchetto completo Office, Internet, Posta elettronica)
Acquisizione di conoscenze giuridiche (area della comunicazione, legislazione sociale e sanitaria)
Acquisizione di conoscenze e competenze nell’ ambito della comunicazione sociale.
Acquisizione di una approfondita conoscenza del sistema socio-sanitario nazionale e locale.

La formazione specifica per la comunicazione di massa e le attività di relazione con i mass media saranno seguiti
da una giornalista iscritta all’ Ordine Nazionale, che potrà attestare in tal senso la formazione e le attività.
Formazione generale dei volontari
        30) Sedi di realizzazione:

Centro di Formazione dell’ ASS3 Alto Friuli – Piazzetta Portuzza 2 Gemona del Friuli (UD)
Centro di Formazione dell’ ASS2 Isontina – Via V. Veneto 174 Gorizia


        31) Modalità di attuazione:

          In proprio: corso propedeutico organizzato dal Centro di Formazione Aziendale che si avvarrà di
          formatori esperti nelle differenti problematiche e discipline.
          Docenti:
          Esperto giurista Legge 64/2001
          Personale dirigente dell’ASS
          Docenti universitari



        32) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
        indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:

                       No



    33) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:

Per raggiungere gli obiettivi formativi previsti dalla Formazione Generale dei Volontari del Servizio Civile, si
intende fornire dapprima informazioni e conoscenze di base propedeutiche, sviluppando poi abilità operative e
metodologiche.

Le metodologie utilizzate saranno:
lezioni magistrali, lezioni frontali, dibattiti condotti da esperto, lavori di gruppo guidati, esercitazioni individuali,
situazioni esperienziali con affiancamento

Gli strumenti didattici saranno: lavagna luminosa, videoregistratore, strumenti informatici (pc e videoproiettore).
La formazione all’ informatica e la formazione alle lingue sarà effettuata in aula multimediale specificamente
attrezzata con 16 postazioni presso ASS3.

Supporti alla formazione: dispense, bibliografia mirata, sitografia
        34) Contenuti della formazione:

La Formazione Generale dei Volontari in Servizio Civile, propedeutica alla formazione specifica ed al
successivo inserimento nei singoli progetti della Azienda Sanitaria, vuole sviluppare competenze caratteristiche
a cui fa riferimento l’ordinamento del Servizio Civile Nazionale (Circolare 4-9-2003, prot. N. UNSC 807/II/I),
caratteristiche fondamentali per le diverse forme di partecipazione attiva alla vita della società civile.

       Il SCN: caratteristiche, ordinamento, significati.
       Lo Stato italiano: ordinamento, principi fondanti, Carta Costituzionale
       Internazionalità, globalizzazione: riflessioni sugli intrecci della moderna società civile; ruolo del SCN.
       Aspetti giuridici, economici, sociali ed etici dal punto di vista degli operatori sociosanitarie e dal punto
        di vista delle istituzioni (ivi compreso il SCN)
       Elementi di organizzazione sanitaria: SSN- SSR- Aziende territoriali, aziende Ospedaliere
       L’attuale programmazione ed organizzazione sanitaria e sociale della Regione Friuli Venezia Giulia.
        Organigrammi e funzionigrammi delle aziende Sanitarie.
       I servizi sociali dei Comuni; i servizi delegati.
       Concetti e logiche alla base del lavoro integrato. La legge 328/2000 sull’integrazione socio-sanitaria
       Legislazione essenziale: privacy, riservatezza, responsabilità, segreto d’ ufficio.
       Alto Friuli: caratteristiche territoriali, demografiche, epidemiologiche, sociali, culturali.


        35) Durata:

 48 ore. 8 giornate di formazione di 6 ore ciascuno prima della formazione specifica e prima dell’inserimento
 dei volontari nella sede di attuazione del progetto.



Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari


    36) Sedi di realizzazione:

Centro di Formazione dell’ ASS3 Alto Friuli – Piazzetta Portuzza 2 Gemona del Friuli (UD)
Aula Multimediale dell’ ASS3 Alto Friuli – presso Ospedale di Gemona del Friuli
Centro di Formazione dell’ ASS2 Isontina – Via V. Veneto 174 Gorizia

    37) Modalità di attuazione:

In proprio, con formatori dell’ Ente e con ricorso a esperti della materia di cui di volta in volta trattasi.
Il Centro di Formazione Aziendale ha costruito un progetto didattico (ulteriormente personalizzabile in base alle
caratteristiche specifiche dei discenti) in che si avvarrà di formatori esperti nelle differenti tematiche e
discipline. Il pool di formatori è composto da personale particolarmente qualificato appartenente al Servizio
Sanitario regionale, da esperti esterni e da docenti universitari.
        38) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:

        Beppino Colle       Nato a Udine il 9 settembre 1949, medico
        Francesca De Luca Nata a Udine il 20 maggio 1980, Laurea in relazioni Pubbliche
        Mario Casini        Nato a Trieste il 23 agosto 1951, medico
        Olga Passera        Nata a Magnano in Riviera (UD) il 14 marzo 1961, sociologo
        Antonia Sorbello    Nata a Messina il 6 febbraio 1945
        Giovanni Bladelli Nato a Viadana (MN) il 10 giugno 1961
        Luigino Mauro       Nato a Udine il 18.11.1945, teologo
        Oriana Actis        Nata a Torino il 1 ottobre 1962
        Sergio Grillone     Nato a Firenze il 21.12.1944
        Lucio Luison        Nato a Venezia il 13 luglio 1949
        Mirella Campagnolo Nata a Resana (TV) il 21 maggio 1954
        Gabriella Gabrielli Nata a Torino il 16 novembre 1966


        39) Competenze specifiche del/i formatore/i: vedi punto 41

        40) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:

Dopo le conoscenze di base fornite dal percorso di formazione generale e per raggiungere gli obiettivi specifici
del presente progetto, sono necessarie per il gruppo dei volontari di SCN:
        • Approfondire le conoscenze relative alle finalità ed alle attività specifiche del progetto
                 In tale ambito sono previste:
                 Visite guidate ai reparti e servizi;
                 Esercitazioni pratiche con affiancamento degli operatori del servizio.

        • Sviluppare abilità operative e metodologiche per un ruolo attivo negli interventi previsti

Verranno privilegiate le metodologie andragogiche più adatte, in particolare metodologie di apprendimento
attivo.

Le metodologie utilizzate saranno:
lezioni magistrali, lezioni frontali, dibattiti condotti da esperto, lavori di gruppo guidati, esercitazioni individuali,
situazioni esperienziali con affiancamento, visualizzazione di materiali multimediali, ricerche mirate.

Gli strumenti didattici saranno: lavagna luminosa, videoregistratore, strumenti informatici (pc e videoproiettore).
La formazione all’ informatica e la formazione alle lingue sarà effettuata in aula multimediale specificamente
attrezzata con 16 postazioni presso ASS3.

Supporti alla formazione: dispense, bibliografia mirata, sitografia
       41) Contenuti della formazione:

          Sanità pubblica: profili istituzionali e organizzativi;
          Sistema di protezione sociale in Italia. Normative nazionali e regionali;
          I compiti dei Comuni: struttura organizzativa e ambiti socio-assistenziali;
          La legge regionale sull’integrazione socio-sanitaria e sul reddito di cittadinanza;
          Concetti e logiche alla base del lavoro integrato;
          La legge 328/2000 sull’integrazione socio-sanitaria;
          L’approccio globale alla persona. Per una rilevazione dei bisogni che rispetti le diversità dei
           soggetti e dei territori,
          I programmi nazionali e regionali sulla Carta dei Servizi; le norme sulla riservatezza;
          Organizzazione dei servizi dell’ASS 3;
          Elementi di statistica ed epidemiologia;
          Aspetti teorici ricerca sociale;
          La qualità: tecnica, organizzativa,percepita;
          Friulano base e avanzato;
          Teoria della comunicazione sociale;
          Informatica di base e avanzata;
          Metodologia per la ricerca sociale;
          Il monitoraggio e la valutazione;
          Tecniche: problem solving, team building, time management;
          etica per la comunicazione ;
          etica per la comunicazione sociale;
          codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni;
          il diritto-dovere di cittadinanza.



       42) Durata:

   1. competenze legate all’ area cognitiva (sapere): 30 ore

   2. competenze legate all’ area operativa (saper fare): 50 ore

   3. competenze legate all’ area affettivo-relazionale (saper essere): 20 ore

Totale : 100 ore di formazione specifica
Altri elementi della formazione
        43) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:

Il progetto formativo complessivo viene strutturato in unità didattiche, al termine di ognuna delle quali è prevista
una verifica oggettiva dell’ apprendimento. Utilizzando gli ormai validati e consolidati sistemi ECM, la
valutazione di ogni Unità didattica comprenderà 3 elementi:
     1. la verifica formativa attraverso test, questionari, elaborati, produzione di relazioni e similari
     2. la verifica sommativa, attraverso la supervisione degli affiancatori nell’ attività del progetto
     3. la valutazione della formazione da parte del discente comprendente la valutazione di contenuti,
         metodologie, docenti)
Si prevede anche un lavoro di gruppo finale che, attraverso una elaborazione collettiva, partendo da spunti ed
osservazioni individuali, possa rilanciare indicazioni per il lavoro pratico del progetto. Una specie di valutazione
collettiva e condivisa dell’intero percorso di formazione.




Data 25 ottobre 2005

Il Progettista
                                        Il Responsabile legale dell’ente

				
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