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							Per conoscere la mafia. Una bibliografia, a cura di G. R. Lanfranchini e B. Marin, Milano,
Strumenti editoriali, 1993.

Nata da un'iniziativa de "La Rivisteria", e' la piu' completa bibliografia sulla mafia - sia pure limitata agli scritti in
volume - che sia stata edita in Italia negli ultimi anni. Comincia inevitabilmente ad invecchiare, ma è utilissima per la
conoscenza di tutto ciò che è stato scritto sull'argomento fino al 1993.




La mafia. Economia politica società, a cura di E. Morosini e F. Brambilla, Torino, Einaudi
Scuola, 1995.

Antologia molto ben curata di scritti sulla mafia, corredata da un'ottima bibliografia e da una completa filmografia.

Di particolare interesse gli ampi brani tratti dal libro di Diego Gambetta, La mafia siciliana. Un'industra della
protezione privata, Torino, Einaudi, 1992.




Umberto Santino, La mafia interpretata, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 1996.

L'autore, un sociologo dell'Università della Calabria, ha cercato di fare il punto sui diversi approcci al fenomeno
mafioso presenti nella letteratura scientifica. Lo scopo dichiarato del libro è quello di creare un maggiore collgamento
tra studi di discipline diverse (sociologici, economici, politici, giuridici, criminologici).

Molto utile per le indicazioni bibliografiche, estese anche a quanto è stato scritto in altri paesi sull'argomento. Ad
esempio, è possibile farsi una bibliografia essenziale sugli approcci all'economia criminale che sono stati tentati nei
paesi anglosassoni.




Marcelle Padovani e Giovanni Falcone, Cose di cosa nostra, Milano, Rizzoli, 1991, anche in
edizione economica BUR (Milano, 1993) e in edizione annotata per le scuole (Bompiani, 19..)

E' il libro ideale per iniziare delle letture sulla mafia. E' composto di una lunga intervista che M. Padovani, una
giornalista francese, ha fatto al giudice Falcone poco tempo prima della sua morte. Viene considerato come il
testamento politico e culturale del coraggioso magistrato siciliano.

Il quadro di Cosa Nostra negli anni Settanta e Ottanta è delineato con straordinaria lucidità, e con benemerita facilità di
lettura.




Antonino Caponnetto, I miei giorni a Palermo, Milano, Garzanti, 1993.

Scritto da un magistrato di prima linea, racconta, con un equilibrio davvero sorprendente per chi è così direttamente
coinvolto nei fatti, l'esperienza vissuta a fianco di Falcone e Borsellino, nel ruolo di Capo dell'Ufficio Istruzione del
Tribunale di Palermo.

Il libro arriva fino alle stragi di Capaci e di via D'Amelio e le pagine sui funerali di Borsellino sono così vive da
risultare strazianti anche per il lettore più indifferente.




Nando Dalla Chiesa, Storie di boss ministri tribunali giornali intellettuali, Torino, Einaudi, 1990
Nando Dalla Chiesa, Il giudice ragazzino, Torino, Einaudi, 1992

La facilità di scrittura, la lucidità dell'analisi ed il trasporto di chi ha vissuto direttamente certe pesantissime situazioni
sono anche le caratteristiche più evidenti di questi due libri.

Il primo racconta alcune significative storie di quella che siamo oggi abituati a chiamare Prima Repubblica. Interessanti,
per quel che ci riguarda, la testimonianza sui "Carusi di Fava" (un gruppo di giovani che ha raccolto l'eredità di Pippo
Fava, giornalista catanese ucciso dalla mafia) ed il racconto diretto del processo per la morte del generale Dalla Chiesa
(padre dell'autore), con l'episodio molto significativo della testimonianza di Andreotti.

Il giudice ragazzino ricostruisce invece la carriera - anch'essa finita con la morte - del giudice Rosario Livatino,
sostituto procuratore di Agrigento che cercava di fare seriamente, e senza compromessi, il proprio dovere.

Da quest'ultimo libro è stato tratto un omonimo film - di Alessandro di Robilant, con ... (1993) - piuttosto ben fatto, ma
che si scontra con il fatto che la vicenda è più legata al lavoro sulle carte dei processi che non all'azione: il libro finisce
così per essere ben più appassionante.




Corrado Stajano, Un eroe borghese, Torino, Einaudi, 1991

Riferito ad una mafia di alto livello, quella legata a Sindona e alla grande finanza internazionale, il libro racconta la
storia di uno dei tanti morti di mafia che conta l'Italia, e tra i più dimenticati: l'avvocato milanese Giorgio Ambrosoli,
incaricato di fare da curatore fallimentare della banca privata di Michele Sindona e scontratosi prima con le furbizie dei
politici collusi, e poi con il piombo dei sicari venuti dagli USA.

Dal libro è stato tratto un film, di Michele Placido, con ... (1995). Gli autori hanno dovuto raccontare una storia molto
centrata su documenti (i conti della banca, gli esposti, le lettere...).

La visione del film è soprattutto l'occasione per rileggere il libro, che è molto bello.




Marco Bettini, Pentito. Una storia di mafia, Torino, Bollati Boringhieri, 1994

L'autore è un giornalista del "Resto del Carlino", ed è dotato di naturali doti di narratore, tanto che il libro si legge come
un appassionante giallo. Racconta la vita di un pentito di mafia dall'infanzia alla decisione di collaborare con la
giustizia.

L'interesse è tutto sul personaggio, su come abbia vissuto le vicende italiane da una visuale distorta che lo ha condotto
ad aderirea Cosa Nostra. Si tratta di una figura di secondo piano nella gerarchia mafiosa, divenuta però importante nel
momento in cui la Commissione gli ha affidato l'incarico di uggidere il giudice Borsellino. Una volta arrestato, egli
comincerà a collaborare proprio con Borsellino, instaurando con lui un rapporto umano molto intenso, intriso di sensi di
colpa e di sentimenti di ammirazione.




Pino Arlacchi, Gli uomini del disonore. La mafia siciliana nella vita del grande pentito
Antonino Calderone, Milano, Mondadori, 1992, ora anche in edizione economica Oscar
Mondadori, 1994

Resoconto della vita di uno dei primi e più importanti pentiti di mafia, dà un quadro significativo di Cosa Nostra fino
all'inizio degli anni Ottanta. L'importanza di Calderone nella gerarchia mafiosa (il fratello Pippo fu negli anni Settanta
segretario della Commissione regionale di Cosa Nostra), i suoi rapporti con l'imprenditoria e la politica catanese, sono
elementi che rendono il libro molto significativo.
L'autore, docente di sociologia all'Università di Firenze, deputato progressista e membro della Commissione
Parlamentare Antimafia, consulente della DIA, è uno dei massimi studiosi di cose di mafia in Italia.




Salvo Vitale, Nel cuore dei coralli. Peppino Impastato, una vita contro la mafia, Soveria
Mannelli (CZ), Rubbettino, 1995.

La vita di Peppino Impastato, una vittima della mafia spesso dimenticata, è raccontata con dovizia di particolari da un
giornalista che gli fu amico.

Il protagonista era un giovane di Terrasini, militante della sinistra extraparlamentare, ucciso su ordine del boss Tano
Badalamenti, infastidito dalle cose che aveva il coraggio di dire dai microfoni di una radio locale. La storia è molto
significativa, in quanto racconta anche dell'isolamento nel quale si veniva a trovare chi lottava contro la mafia. Tanto è
vero che al momento dell'omicidio l'autorità giudiziaria stava archiviando il caso sostenendo che Impastato era morto
mentre preparava un attentato ad una linea ferroviaria, e solo l'intervento volontario di un gruppo di suoi giovani amici,
che andò sul posto a raccogliere le prove dell'accaduto che le forze dell'ordine avevano incredibilmente trascurato, fece
riaprire il caso.




Claudio Fava, Nel nome del padre, Milano, Baldini & Castoldi, 1996.

Un figlio parla al padre ucciso dalla mafia a distanza di 12 anni dal delitto, e cerca di raccontargli ciò che è accaduto nel
frattempo, come egli abbia continuato le sue lotte, con gli stessi mezzi (il giornalismo e la politica).

Claudio Fava riesce a muoversi sempre con equilibrio tra la passione (civile e personale) e l'intelligenza nel capire. In
questo libro l'equilibrio è ancora più difficile, perché la storia investe rapporti umani difficili, lacerati da un evento
esterno terribile ed irrimediabile come l'assassinio.

Il lettore vi troverà una storia avvincente, lo studioso annoterà alcuni elementi da non dimenticare: tra gli altri, che la
procura di Catania, dopo la morte di Pippo Fava, giornalista che tutta la città conosceva per il suo impegno contro la
mafia, abbia indagato soprattutto sulla sua vita privata, sui suoi poveri conti bancari, sulla sua famiglia (l'unico telefono
messo sotto controllo fu quello del figlio Claudio); e che il sindaco della città, al termine del funerale - nel 1984 e non
nella preistoria - si affannava a ripetere che non si trattava di mafia....

.


Enrico Deaglio, Raccolto rosso. La mafia, l'Italia, Milano, Feltrinelli, 1993, ora anche in edizione
economica, 1995.

Volume ricco di testimoniante interessanti, di storie minori ma ugualmente significative, che descrivono molto bene il
clima politico e culturale siciliano - e per molti aspetti italiano - degli anni Settanta e Ottanta.

L'autore, un affermato giornalista, ha il dono di una scrittura molto scorrevole ed affascinante.




Renate Siebert, La mafia, la morte il ricordo, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 1995.

Il libro legge in una prospettiva particolare, attenta agli aspetti antropologici della mafia, alcune esperienze di donne
coinvolte in vicende di mafia. L'importanza della memoria, il rapporto con la paura della morte e con il lutto sono
descritti con molto acutezza.
L'autrice, nata in Germania, allieva di Adorno, da molti anni residente in Italia, è docente all'Università della Calabria,
ed attualmente anche assessore alla cultura della provincia di Cosenza.




Giancarlo Caselli, Luigi Ciotti, Gherardo Colombo, Maurizio De Luca, Giancarlo Lombardi,
Luciano Violante, Dalla parte di libera, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 1955.

Libro presentazione di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, di cui contiene in allegato lo statuto e gli
organi.

Il libro è composto dei seguenti articoli:

Libera significa liberi, di don Luigi Ciotti

Le regole della libertà, Intervista a Giancarlo Caselli

Realizzare la legalità, Intervista a Gherardo Colombo

Per una scuola di consapevolezza, Intervista a Giancarlo Lombardi

La sfida dei valori, Luciano Violante

L'acquisto del volume, dal prezzo di L. 10.000, costituisce una forma di contribuzione a Libera. E' possibile ordinarlo
via Internet, inviando un e-mail a Libera.



Nonostante donna. Storie civili al femminile, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 1996. Introduzione
di Maurizio De Luca. Prefazione di Sandra Bonsanti.

Sei giornalisti hanno raccolto le storie di sei donne impegnate contro la mafia. Le prime cinque storie sono sotto frutto
di un'intervista, esposta sotto forma di breve monologo della protagonista.

Tina Anselmi, Una solitudine ostinata (testo raccolto da Sandra Bonsanti) è la storia della commissione P2 vista
attraverso gli occhi della sua presidente;

Saveria Antiochia, Senza mai lacrime (testo raccolto da Giuliano Gallo) narra di come una donna ha vissuto la morte
del proprio figlio poliziotto e ha iniziato una nuova vita alla ricerca di una giustizia per troppo tempo negata;

Rita Borsellino, A testa alta (testo raccolto da Maurizio De Luca) è ancora la vicenda di una parente di una vittima,
strappata ad una vita "normale" per dedicarsi con impegno incessante alla sensibilizzazione dei giovani;

Doris Lo Moro, Una normale rivoluzione (testo raccolto da Antonio Roccuzzo) racconta di un magistrato calabrese che
sceglie la strada dell'impegno politico per combattere la mafia;

Nora Rizzi, Voglia di vivere (testo raccolto da Guido Ruotolo) è la storia di una preside di scuola media che - tra mille
difficoltà, minacce, attentati alle sue scuole - cerca di instaurare con i giovani un rapporto nuovo, che consenta loro di
prendere coscienza delle opportunità della propria vita, al di là della camorra. E' forse la storia più interessante, in un
contesto scolastico.

L'ultima storia non poteva essere raccontata direttamente dalla protagonista, perché Maria Consuelo Suarez Abriego,
giovane magistrato di Bogotà, è morta sotto i colpi dei sicari mafiosi. Eppure Claudio Fava ne "raccoglie" lo stesso il
testo, facendo parlare la protagonista in prima persona, dopo morta, in un racconto bellissimo, commovente ma scritto
con perfetta misura. Il titolo del racconto è Fiori di Bogotà. Abbiamo sperimentato la lettura in classe ad alta voce di
questo testo (dura circa 20 minuti) e forse mai avevamo sentito un così nitido silenzio, una così partecipe attenzione.
Riportiamo l'incipit del racconto, per convincere chi legge queste righe a comprare il libro, leggerlo, e rileggerlo più
volte in classe, o altrove:
"Il primo colpo è un pugno che spezza il fiato nei polmoni e schiaccia le spalle contro il sedile e ti sembra che sia uno
scherzo, un brutto scherzo e hai voglia di dire qualcosa, di fare qualcosa ma senti che le braccia si fanno torpide e le
parole ti muoiono in bocca. Il secondo colpo è un chiodo che si conficca dentro il petto e lo ascolti che scava, rompe,
piega, frantuma senza fermarsi più. Il terzo colpo è come un ago di ferro: spacca il cuore, dritto, affilato. Poi arriva il
quarto colpo. Poi il quinto e tutti gli altri: ma io non ci sono più. Sono morta, ormai. Perduta. Stupita per quelle raffiche
che si accaniscono invano sul mio corpo e intanto si alza un ruggito di schegge di vetro e l'urlo delle lamiere che si
accartocciano sotto le pallottole e gli sguardi della gente attorno a noi, gli sguardi muti che si riempiono di orrore..."




Dossier Libera n. 1, Il caso Mandalari, a cura di Sandra Bonsanti, Maurizio De Luca, Corrado
Stajano, Roma, 1995, dattiloscritto.

Fascicolo edito da Libera in cui sono raccolti documenti e dati sul caso del commercialista palermitano Giuseppe
Mandalari, consulente di Riina e di altri boss mafiosi, grande riciclatore di denaro sporco, massone, tessitore di
campagne elettorali per alcuni parlamentari di Alleanza Nazionale e Forza Italia alle elezioni del 1994.

Molti documenti e pochi commenti. Utile per aggiornare il capitolo sui rapporti tra mafia e politica.




L'alfabeto del cittadino, Firenze, Fatatrac, 1996. Testi di Gastone Tassinari, Mariangela Giusti,
Rosaria Bortolone, Vanna Cercerà. Introduzione di Luciano Violante.

Con questo volume l'editore Fatatrac inaugura la collana per una educazione alla legalità "Contromafia". Il primo
volume è diretto ai bambini della scuola elementare ed è composto da 21 filastrocche sulle lettere dell'alfabeto che
suggeriscono i valori di cittadinanza e di legalità.



Commissione Parlamentare Antimafia

Le relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia sono numerose e disponibili in diverse edizioni. Vanno in
particolare segnalate quelle del periodo in cui la Commissione era presieduta da Luciano Violante, approvate per altro
con il concorso di quasi tutti i parlamentari presenti.

Si tratta di documenti tra i più significativi recentemente pubblicati, proprio perché hanno il tenore dell'ufficialità e
denuncianoun sistema di rapporti tra mafia e potere politico che è singolare trovare così ben descritto in un documento
parlamentare.

Esistono delle versioni Internet delle relazioni della Commissione. Chi invece preferisse averle in volume, può trovare
un'edizione molto economica Laterza sia della relazione sui rapporti tra mafia e politica del 1993 sia di quella sulla
camorra dello stesso anno.

Ne esiste un'altra versione, per entrambe, dell'editore Rubbettino (Soveria Mannelli, 1993 e 1994), curate da Orazio
Barrese, con i titoli: Mafia politica pentiti e Camorra politica pentiti. Si tratta di volumi decisamente più cari, il che è
giustificato dal fatto che ripotano anche le testimonianze dei pentiti di mafia e camorra fatte direttamente alla
Commissione, le quali consentono di prendere contatto diretto con un mondo molto lontano dalla nostra comune
mentalità.

L'editore Rubbettino ha pubblicato nell'autunno 1994 anche gli atti della relazione della Commissione sulla Mafia al
Nord, dalla quale è possibile prendere molte informazioni utili a comprendere come il fenomeno mafioso non sia una
caratteristica soltanto delle regioni meridionali.
Commissione Parlamentare Antimafia, Dossier mafia per le scuole. Documenti e materiali
raccolti dalla Commissione Parlamentare Antimafia. XI Legislatura, Roma, Camera dei
Deputati, 1994.

Interessantissimo volume nel quale sono riportati:

- Ampi brani per delle Relazioni della Commissione su Cosa Nostra (approvata il 6-4-93), la Camorra (del 21-12-93), la
'Ndrangheta (del 12-10-93), Sacra Corona Unita (del 5-10-93) e sulla Presenza della mafia nelle aree di non tradizionale
insediamento (del (13-1-94).

- Alcune importanti relazioni delle autorità di polizia preposte alla lotta contro la mafia;

- Alcuni interventi illustri sul problema dei rapporti tra mafia ed economia, ed in particolare quello di Guido Rey (allora
presidente dell'Istat) ad un convegno su Mercati illegali e mafie del 1993 (i cui atti sono editi da Il Mulino, Bologna,
1993) e quelli di Carlo Azeglio Ciampi e Antonio Fazio al Forum Economia e criminalità tenutosi presso la Camera
dei Deputati il 14 e 15 maggio 1993.

- Alcuni documenti su Edilizia scolastica e questione minorile, tratti dalla relazione della Commissione sulla
delinquenza minorile (del 4 agosto 1993) e su atti del Ministero della Pubblica Istruzione e dell'Associazione Italiana
dei Giudici per i Minorenni.




Mafia, politica e affari. 1943-91, a cura di Nicola Tranfaglia, Bari, Laterza, 1992

La Commissione Antimafia ha una storia molto lunga, essendo stata istituita per la prima volta nel 1963. Questo libro
raccoglie una selezione dei brani più significativi delle sue relazioni e di altri documenti ufficiali (rapporti di polizia,
estratti di sentenze). Si tratta di una lettura di un certo impegno (anche economico), che può essere affrontata in
biblioteca, magari selezionando solo alcuni dei documenti raccolti, o limitandosi all'introduzione, dello stesso
Tranfaglia, dal titolo Maria, politica e affari: una pagina oscura nell'Italia repubblicana, che è molto ben fatta.
Lettura faticosa ma utile, per capire come una maggiore attenzione dell'opinione pubblica avrebbe smascherato le
responsabilità politiche di alcuni personaggi anche molto in vista nel nostro paese con una ventina d'annidi anticipo, se
solo ci si fosse spinti a leggere i documenti ufficiali del Parlamento.

Il volume e' essenziale per la ricostruzione di alcune fasi della storia italiana, a partire dal Dopoguerra.




Luciano Violante, Non è la piovra, Torino, Einaudi, 1994.

Nato dall'esperienza della presidenza della commissione antimafia, il volume si presenta come un manuale completo e
molto chiaro per comprendere i vari aspetti del fenomeno mafioso. E' un libro da consigliare se si è alla ricerca di un
testo base sul quale studiare.

I suoi pregi migliori sono la chiarezza dell'esposizione e la completezza.

Il libro è costruito intorno a 12 tesi, che costituiscono altrettanti capitoli. Vale la pena di trascriverli: Tesi 1: La mafia è
un insieme di organizzazioni con caratteri criminali e politici; Tesi 2: La principale organizzazione mafiosa è Cosa
Nostra; Tesi 3: La camorra: un'organizzazione prevalentemente mercenaria; Tesi 4: La 'ndrangheta: una mafia anomala;
Tesi 5: La Sacra Corona Unita: una mafia minore e feroce; Tesi 6: Il carcere è il prolungamento naturale del territorio
mafioso; Tesi 7: L'intervento statale nello sviluppo delle mafie moderne; Tesi 8: Logge massoniche come tramite del
rapporto tra mafia e istituzioni; Tesi 9: Non servono nuove leggi; Tesi 10: La mafia russa, rischi inediti; Tesi 11: La
mafia-azienda, un giro d'affari di 69 mila miliardi; Tesi 12: L'antimafia dei diritti.
Luciano Violante, Mafie e antimafia. Rapporto '96, Bari, Laterza, 1996.

Volume molto ricco che raccoglie saggi, articoli di taglio più giornalistico, dati ufficiali e materiale di documentazione.
Un utilissimo strumento di lavoro, dunque, che affronta temi emergenti, a volte nuovi anche per chi si occupa da tempo
di questi problemi. Per lo studioso, fondamentale la bibliografia molto dettagliata del 1995.

Un avvertenza: non abbiamo ancora aggiornato tutto il nostro materiale con il contenuto del libro (ad es. con le
statistiche aggiornate). Lo stiamo facendo.

Riportiamo l'indice del volume:

Introduzione di Luciano Violante;

1. Le strategie mafiose nelle fasi di transizione politica
Leonid Fituni, I padrini della nazione. Il ruolo delle mafie nella crisi russa;
David Scanlan, I narcos e la politica in America Latina: il caso della Colombia;
Massimo Brutti, Cosa Nostra nella crisi del sistema politico italiano;
Attilio Bolzoni e Giuseppe D'Avanzo, I processi a Giulio Andreotti: Palermo;
Carlo Bonini, I processi a Giulio Andreotti: Perugia;
Piero Luigi Vigna, Le tracce di chi ordinò le stragi;
Aldo Varano, 'Ndrangheta, neofascismo e massoneria deviata.

2. Le questioni del 1996
Giulio Turone, La lotta contro il riciclaggio;
Vittorio Borraccetti, Indagini e procure antimafia. Un coordinamento difficile;
Gaetano Pecorella, Diritto di difesa e ruolo degli avvocati nei processi di mafia;
Enrico Fontana, Le ecomafie;
Carlo Smuraglia, La mafia al Nord;

Dati e documenti
Statistiche della mafia e dell'antimafia;
Cronologia 1995;
ONU, Conferenza mondiale sul crimine organizzato internazionale, Napoli, 21-23 nov. 1994: Dichiarazione politica e
Piano globale di intervento
GAFI (Gruppo di Azione Finanziaria sul Riciclaggio, Rapporto annuale 1994-1995 (Estratti)
Principali leggi in tema di mafia e di criminalità organizzata approvate nel corso della XII legislatura
Principali proposte di legge in tema di mafia e di criminalità organizzata presentate nel corso della XII legislatura
Scheda di presentazione e Statuto dell'associazione <<Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie>>
Bibliografia 1995;
Gli autori;
Indice dei nomi.




Mafia. L'atto d'accusa dei giudici di Palermo, a cura di Corrado Stajano, Roma, Editori Riuniti,
1986, anche in edizione economica (1992)

Il libro è un'ampia selezione di brani della sentenza ordinanza con la quale il pool antimafia di Palermo, nel 1984, rinviò
a giudizio ben 707 presunti mafiosi, in quello che viene definito il "primo maxiprocesso di Palermo", e che rappresenta
un punto di riferimento fondamentale nella storia dell'antimafia in Italia.

La lettura consente di capire in modo approfondito da un lato il funzionamento di Cosa Nostra negli anni Settanta, e
dall'altro il metodo di lavoro del pool antimafia, il modo con il quale venivano usate le testimonianze dei pentiti, la
ricerca dei riscontri, ecc.
Andreotti e Riina: Il patto. Vent'anni di mafia e delitti nell'atto d'accusa della Procura di
Palermo, Roma, Edizioni dell'Altritalia,1995.

Breve volumetto di scottante attualità, raccoglie i punti salienti della richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del
Senatore Andreotti formulata dalla procura di Palermo. Il libro è edito dalla rivista "Avvenimenti", distribuito in edicola
ed oggi non più facilmente reperibile. Probabilmente si può ancora avere richiedendolo direttamente alla rivista.

Il titolo indica da quale parte stiano i curatori del volume, decisamente colpevolisti. Tuttavia nel libro è contenuto
semplicemente l'atto di accusa dei giudici, senza altri commenti, il che consente di farsi un'idea più diretta del modo di
lavorare della procura di Palermo.




Pino Arlacchi, Il processo. Giulio Andreotti sotto accusa a Palermo, Milano, Rizzoli, 1995.

Il libro riassume le tesi dell'accusa contenute nella richiesta di rinvio a giudizio della procura di Palermo nei confronti
del senatore Andreotti.

Il lavoro dell'autore è stato anche quello di cercare di inserire le carte del processo nel contesto storico all'interno del
quale le diverse vicende sono nate e si sono sviluppate.




Antonio Nicaso, Io e la mafia. Le verità di Giulio Andreotti, Vibo Valentia, Monteleone, 1995.

Il libro, dopo una breve introduzione dell'autore, contiene una lunga intervista al senatore Andreotti sul procedimento
giudiziario che lo riguarda. Scritto poco prima dell'inizio del processo di Palermo, consente di chiarire le posizioni della
difesa di Andreotti.

Contiene una post-fazione dello stesso Andreotti, nella quale il senatore a vita riassume la sua posizione difensiva.




Emanuele Macaluso, Giulio Andreotti tra Stato e mafia, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino,
1995.

Il libro prende lo spunto dall'inizio del processo Andreotti per ripercorrere la storia dei rapporti tra mafia e politica in
Sicilia nel dopoguerra. L'autore - sostanzialmente innocentista in relazione alle accuse penali rivolte ad Andreotti -
insiste sulle responsabilità politiche tanto di Andreotti quanto del resto della classe politica siciliana.




Salvatore Lupo, Andreotti, la mafia, la storia d'Italia , Roma, Donzelli, 1996.

L'autore sfugge al dilemma tra colpevolezza o innocenza di Andreotti, che è compito dei processi e dei giudici risolvere,
e si sofferma sul ruolo storico e politico di Andreotti in relazione alla politica siciliana e quindi alla mafia. Un libro
prezioso per la lucidità e la competenza con cui affronta problemi complessi.




Felice Cavallaro, Il caso Contrada (fra Stato e Cosa Nostra), Soveria Mannelli, Rubbettino,
1996. Prefazione di Emanuele Macaluso.

Il libro ricostruisce, con dovizia di particolari, l'andamento del processo Contrada, il vice-questore di Palermo
condannato in primo grado a 10 anni di carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso.
L'autore, giornalista siciliano del Corriere della Sera che da molti anni si occupa di fatti di mafia, è innocentista: ritiene
che non vi fossero prove sufficienti per condannare Contrada. Espone la sua tesi con serietà e passione, e non fa
discendere da ciò alcuna delegittimazione della procura di Palermo, che ha sostenuto l'accusa in quel processo.

Il libro è interessante proprio per questo: perché dimostra che si può criticare la procura di Palermo senza denigrarla, ci
si può preoccupare con giusta passione dei diritti degli imputati senza ritenere che i magistrati siano degli aguzzini, si
può non essere d'accordo con i pubblici ministeri in un processo e rimanere grati al lavoro che per nostro conto
svolgono al rischio della loro vita.




Salvatore Lupo, Storia della mafia, Roma, Donzelli, 1994.

Si tratta del volume più completo e documentato sulla storia della mafia dall'Unità d'Italia ad oggi. E un po' arduo da
leggere, ma è sicuramente prezioso per chi voglia davvero approfondire l'argomento: con impegno, ma con notevole
soddisfazione.




Christopher Duggan, La mafia durante il Fascismo, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 19..

Volume essenziale per capire i diversi aspetti dell'intervento del prefetto Mori in Sicilia e la politica del Fascismo
contro la mafia. Scritto da un giovane (all'epoca) ricercatore inglese è frutto di un lavoro molto serio e di lunga durata.

Con un introduzione di Dennis Mack Smith.

Proprio recensendo questo libro, Leonardo Sciascia lanciò l'infelice polemica sui "Professionisti dell'antimafia". Di
quella polemica, a distanza di anni, si potrà tuttavia salvare un punto: che la lotta alla mafia non può che essere
combattuta nel rispetto dello stato di diritto, senza alcuna scorciatoia autoritaria, come la storia del rapporto tra mafia e
Fascismo - così ben delineata da questo libro - ampiamente dimostra.




Pino Arlacchi, La mafia imprenditrice, Bologna, Il Mulino, 1983

Il libro cerca di ripercorrere la storia della mafia dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. E' oggi un po' datato, ed in
parte lo stesso autore ha cambiato posizione su alcuni punti.

Risente in particolare del fatto di essere stato scritto prima del maxiprocesso di Palermo e quindi delle testimonianze di
Buscetta e di altri pentiti che hanno consentito di riscrivere la storia della mafia su basi informative molto più robuste.

Tuttavia resta prezioso per alcuni passaggi chiave, ed in particolare per i rapporti con il potere politico siciliano negli
anni Cinquanta e Sessanta, per la definizione di "mafia imprenditrice" che molto successo ha avuto in seguito, per
l'accuratezza con la quale vengono per la prima volta in Italia delineati alcuni aspetti economici del potere mafioso.




Luciano Violante, I corleonesi. Mafia e sistema eversivo, Roma, L'Unità, 1994.

Libro - scritto sotto forma di intervista a Giuseppe Caldarola - e' molto documentato sulla mafia degli anni Settanta e
Ottanta, ed in particolare - come suggerisce il titolo - sull'ascesa al potere in Cosa Nostra delle famiglie corleonesi di
Liggio e Riina.

E' di difficile reperimento in quanto è stato pubblicato come supplemento economico al quotidiano "L'Unità".
Fabrizio Calvi, La vita quotidiana della mafia dal 1950 ad oggi, Milano, Rizzoli, 198.

Il volume, non straordinario sul piano scientifico ma di piacevole lettura, cerca di ricostruire le carriere di alcuni boss,
anche minori, per entrare nella mentalità e nella vita di tutti i giorni degli uomini di Cosa Nostra. La principale fonte
utilizzata da Calvi è la testimonianza di Buscetta, pubblicata in occasione del maxiprocesso.

L'autore è un giornalista francese, di chiara origine italiana.




Mario Centorrino, L'economia mafiosa, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 1986

Mario Centorrino, I conti della mafia, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 1993

Mario Centorrino, Economia assistita da mafia, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 1995

L'autore è un professore di economia dell'Università di Messina, che si dedica da molti anni al tema dei rapporti tra
mafia ed economia. Dei tre libri, il primo pone le basi di un'analisi economica della mafia, il secondo fa il punto e un po'
di necessaria chiarezza sulle cifre che diverse fonti producono relativamente all'ammontare dell'economia criminale in
Italia, il terzo infine propone alcuni aggiornamenti dei discorsi già sviluppati in precedenza e soprattutto cerca di
definire gli effetti della mafia sull'economia locale.

La tesi fondamentale di Economia assistita da mafia è che il sottosviluppo economico va considerato più un effetto
della mafia che non la sua causa.




Ada Becchi, Guido Rey, L'economia criminale, Bari, Laterza, 1994

Scritto in forma di dialogo intervista, necessita di qualche conoscenza di base di economia per essere letto con profitto,
ma è molto chiaro e interessante. Ha anche il pregio di affrontare i problemi dei rapporti tra mafia ed economia a 360
gradi.




Gianni Piazza, La città degli affari, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 1994

Interessante studio sui rapporti tra mafia e politica in un'amministrazione locale. L'autore ha infatti studiato gli appalti
gestiti dal Comune di Catania per venti anni, cercando di vedere quante e quali imprese sono state più spesso affidatarie
di lavori, quali tecniche amministrative sono state adottate dalle diverse giunte comunali, quali personaggi politici e
uomini d'affari sono stati coinvolti in questa gestione. Ne esce un quadro molto preciso, utile per chiunque si voglia
occupare di amministrazione locale anche in regioni di non tradizionale insediamento mafioso. Richiede discrete
competenze giuridiche per essere letto.




Isaia Sales, Leghisti e sudisti, Bari, Laterza, 1993

Il libro non ha come tema centrale quello della mafia, ma trattando di problemi più generali della politica del Sud, si
sofferma anche sul problema della criminalità organizzata. Viene qui segnalato perché è tra i libri più acuti nel mettere
in evidenza certe abitudini politiche che oggi definiremmo da "Prima repubblica", ma la cui conoscenza è essenziale per
gettare le basi di un nuovomodo di far politica in Italia.

Presentazione di Nicola Tranfaglia
Fabio Castillo, I cavalieri della cocaina, Castrovillari (CS), Teda Edizioni, 1992 (ed. originalne,
1987)

Il libro ha avuto in Italia poca diffusione, ed è un peccato perché racconta con dovizia di particolari ed uno spessore
narrativo notevole la storia del narcotraffico colombiano dalle origini (quando riguardava soprattutto le droghe leggere)
alla metà degli anni Ottanta.

Per noi questa storia è doppiamente utile: perché oggi i narcos colombiani hanno stretti rapporti con la criminalità
italiana, ed in particolare con la 'ndrangheta, e perché alcuni momenti della storia colombiana, con la loro tragicità, sono
molto vicini a quanto anche in Italia abbiamo vissuto.




Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta, Torino, Einaudi, 1961, in edizione economica Einaudi
Tascabili, Torino, 1990.

E' il più classico romanzo sulla mafia scritto in Italia, ed è anche una storia appassionante ed una lettura piacevole,
come quasi sempre i libri di Sciascia.

Narra la storia di un omicidio irrisolto, del conflitto di un carabiniere venuto dal Nord con la mafia in un piccolo centro
della Sicilia, delle difficoltà che esistevano nel fare indagini di mafia in Sicilia negli anni Cinquanta.

Recentemente è stato criticato da Pino Arlacchi, perché, a suo dire, dà un'immagine quasi "mitica", e dunque "positiva"
del boss mafioso protagonista. Una rilettura del libro, tuttavia, ha confermato i nostri ricordi: il romanzo non solo è
bello, ma anche ben fatto sul piano della ricostruzione storica e politica.

Dal romanzo e' stato tratto un film (nel 1968) di Damiano Damiani, con Giuliano Gemma e Claudia Cardinale, che e'
uno dei piu' classici film sulla mafia italiani.




Leonardo Sciascia, A ciascuno il suo, Torino, Einaudi, 1966, riedito a Milano, Adelphi, 1988

Ha la struttura classica del giallo. Scritto in modo magistrale, narra dell'omicidio di due notabili in un piccolo comune
siciliano. La trama, cosi' come ne Il giorno della civetta, si sviluppa tra due chiavi diverse di interpretazioni del delitto:
l'onore ferito di un marito tradito, o gli interessi mafiosi?

Dal romanzo e' stato tratto nel 1967 un bellissimo film di Elio Petri, con un'interpretazione impareggiabile di Gian
Maria Volonte'.




Leonardo Sciascia, Il mare color del vino, Torino, Einaudi, 19..

Raccolta di racconti ambientati in Sicilia, dove spesso si trovano delle tracce di un ambiente permeato da elementi
mafiosi. Di particolare interesse il breve racconto intitolato Filologia, nel quale due personaggi - che si scoprirà essere
due appartenenti alla mafia - discutono sull'origine della parola mafia.




Sebastiano Vassalli, Il cigno, Torino, Einaudi, 1993.
Il libro ricostruisce il caso dell'omicidio Notarbartolo, forse il primo "omicidio eccellente" della storia della mafia,
avvenuto nel 1893. Si tratta di un libro coraggioso, se non altro perche' scritto da un autore piemontese, alla ricerca -
secondo quanto piu' volte ha dichiarato - delle origini storiche del carattere degli italiani.

Sul piano letterario, probabilmente non è tra le prove migliori di Vassalli (è un romanzo solo bello, mentre altri suoi
sono straordinari), ma sul piano della ricostruzione della storia politica e sociale siciliana e' molto convincente,
mostrando come il problema dei rapporti tra mafia e politica abbia radici molto antiche.

						
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