OCCIDENTE N°2 (IV) 3/05/2012

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OCCIDENTE N°2 (IV) 3/05/2012 Powered By Docstoc
					    Prepariamoci a dare un addio finale alle Forze Armate “Italiane”. (Pag 2)


    ò




    /informazioni- commenti-opinioni –immagini /
    / informazioni - commenti- opinioni –immagini /
    “

    “Occidente non è solo storia e geografia. E’ Tradizione, è Pensiero e capacità di lotta
     tenace, è Legge e sguardo rivolto al Cielo. E’ insegnamento al mondo. E’ Civiltà”.

    Palermo-------------------n°               2---------------3 Maggio 2012
                                                                                              Per aggredire il moloch della spesa
                                                                                              pubblica, il Governo non si affiderà
                                                                                              solo a Enrico Bondi, l’ex commissario
                                                                                              straordinario della Parmalat. A
                                                                                              scendere in campo con lui ci saranno
                                                                                              infatti anche l’ex premier Giuliano
                                                                                              Amato e l’economista Francesco
                                                                                              Giavazzi…Il ricorso ad Amato in
                                                                                              particolare permette però due
                                                                                              osservazioni di base: stavolta la
                                                                                              favoletta di facciata del “tecnico” non
                                                                                              regge perché il buon “dottor sottile”
                                                                                              tutti lo ricordano paladino del
                                                                                              craxismo, Capo d’un Governo tutto
                                                                                              sinistro, spregiudicato prelevatore
                                                                                              d el famoso 6 per mille sottratto
                                                                                              proditoriamente dai conti correnti
                                                                                              degli Italiani ed adesso uomo
                                                                                              apertamente schierato col PD; la sua
                                                                                              nomina tragicomica come “tecnico
                                                                                              dei tecnici” incrina l’immagine finto-
                                                                                              neutra del Governo ed arriva in
                                                                                              contemporanea ad un nuovo
                                                                                              raggelamento dei rapporti tra il
                                                                                              Governo ed il PdL confermato dalla
                                                                                              sortita di Monti che, con una forza
                                                                                              inconsueta, ha bollato l’abolizione
                                                                                              dell’ICI operata dal Governo del
                                                                                              Cavaliere né più né meno come di
                                                                                              una stramberia, un lusso che “si
                                                                                              sapeva” non potevamo permetterci,
                                                                                              dunque come un’operazione di pura
*   Sbando di fine-Regime. Siamo ormai al voto amministrativo, primo test                     facciata, del tutto demagogica. Una
elettorale nell’era governo tecnico. In queste ore le ormai esigue parole della               “uscita” schiettamente aggressiva e
politica sono inquinate dalla campagna elettorale, affrontata senza entusiasmo da             di pubblica condanna per quello che
partiti provati dall’anomalia della situazione nazionale. Non sempre si dice ciò              Berlusconi ed il PdL presentarono
che si pensa e si tace sulle reali intenzioni. La madre di tutte le domande, cioè se il       come uno degli atti qualificanti e
governo cadrà a ottobre o se si arriverà a fine legislatura, resta senza risposte             memorabili del proprio Governo.
certe. Silvio Berlusconi ha rinnovato a Giorgio Napolitano la lealtà del Pdl al               Una stoccata dura ed un colpo basso,
governo del presidente non senza ribadire alcuni paletti: stop a nuove tasse                  indice, a sua volta, di conflitti più
innanzitutto. Ma puzza a un miglio di campagna elettorale “indiretta”. Silvio poi             velati ma sostanziali sul tema della
sostiene che si dovrebbe poi mettere un argine all’ennesima offensiva politica dei            Rai, dell’Emittenza e su quello,
pm (Lui è sempre aggiornatissimo e attento su “quel” fronte)). Si dice che al                 caldissimo, della Giustizia ove
                                                                                              sembrano tornare in campo tesi che
Quirinale non tiri una bell’aria e che Napolitano sia molto nervoso. Il governo dei
                                                                                              parevano abbandonate sul terreno
miracoli si sta impantanando, Monti appare personalmente stanco, l’ingloriosa
                                                                                              specifico delle intercettazioni
bocciatura dei mercati e della finanza al suo (non) operato gli brucia più di una
                                                                                              telefoniche. Per questo Berlusconi
sfiducia parlamentare, la sua iniziale forza propulsiva è al lumicino. La fiducia
                                                                                              mugugna,per questo torna a parlare
iniziale degli Italiani scende coi ritmi di un ruzzolone sulla neve.
                                                                                              di elezioni anticipate, per questo
Il presidente della Repubblica, dopo gli osanna di novembre, si è ridotto a litigare
                                                                                              Monti, apparentemente più sicuro di
con il comico Grillo, segno che le cose proprio non girano come il Colle aveva                sé, quasi leader dell’Antipolitica,
immaginato. Più che antipolitica servirebbe ora un ritorno di politica. Ma nessuno            rilancia con nuove infornate la sua
s’azzarda a proporre una soluzione qualsiasi, pena pagare dazio per aver                      squadra con aggiunte che possono far
sostenuto l’insostenibile. Con la Lega quasi dimezzata da scandali veri o presunti,           sorridere ma che invece delineano
con Bossi sempre più isolato e in difficoltà («lui sapeva tutto» dichiarazione                meglio i connotati di un Governo che,
attribuita al cassiere Belsito), l’asse del Nord, architrave del centrodestra, è ormai        basandosi su debolezze altrui, si sente
un ricordo. L’Italia sembra destinata, di nuovo, ad esser consegnata alla Sinistra.           oggi di sfidare in campo aperto
Che alla sola idea sbianca per il terror panico. Proprio un bel quadretto da “ultimi          l’intero popolo italiano.
giorni di Pompei”.Manca solo l’eruzione del Vesuvio.
Il Super                                   Il Governo si prepara a licenziare almeno
Soldato                                     40.000 Soldati, per un nuovo “Modello”
    di
Domani
                                           pensato per ”interventi di pace” all’estero




                                          ° Monti si prepara a "tagliare" le nostre Forze Armate.
                                          Dovremmo passare da 190.000 effettivi a meno di 150.000.
                                          Dunque rimanderemo a casa circa 40.000 giovani. Che il
                                          Governo considera evidentemente solo "bocche da
                                          sfamare"."Dice" che risparmieremo così circa 2,2
                                          miliardi di euro all’anno
                                            I soldi risparmiati, tuttavia, saranno reinvestiti in
armamenti più sofisticati, "avanzati", più vicini allo standard "atlantico".Tutto il nostro sistema
di difesa, insomma, NON è più visto in chiave "nazionale" ma in dimensione euro     euro-atlantica. La
tesi sarebbe "CHI CI DOVREBBE ATTACCARE ?" ed ancora "DOBBIAMO INVECE
ESSERE UTILI AGLI ALLEATI PER MISSIONI INTERNAZIONALI I CUI NOI SI POSSA        IN
ESSERE ALLA PARI".
                                                       Internazionale,
L'Esercito italiano come PARTE di un Esercito Internazionale dunque....Chissà agli ordini veri
di CHI .....Nessuno sottovaluti La Questione è GROSSA e FONDAMENTALE.
                                                                       s'è
S'è già visto che NESSUNO HA VOLUTO AIUTARCI quando s trattato (e...SI TRATTERA'!)
di sorvegliare le nostre coste...però NOI ITALIANI DOVREMO CORRERE DI QUA E DI LA'
per esser solidali coi Piani e le Visioni Strategiche di CHI,di Quale Comando ??
                                                                   ci
Certo a tagliare i Commessi delle Regioni o dei Comuni non c pensa nessuno....Come farebbero i
nostri politici se qualcuno non gli portasse un bicchiere d'acqua durante le loro estenuanti
"fatiche" d'Aula ? E...per queste nuove Armi...chi saranno i"venditori", una volta acquisito che
                                     enti
noi siamo PER FORZA gli acquirenti ?Forse il Senegal ? Andorra ? Lo Yemen ? Il Paraguay ?
                                     il
E si farà...un bando pubblico o …il Governo Monti farà regalie SOLO A CHI DI DOVERE
tramite protocolli Top-Secret ????
                a
A dirla tutta, la riduzione dell’organico FFAA sotto i 150.000 effettivi, e’ stata decisa da tempo.
Da molto prima che venisse sospesa la coscrizione obbligatoria. Nell’ambito NATO lo stanno gia’
facendo quasi tutti. E questo e’ tutto cio’ che concerne la Difesa nazionale vera e propria. Invece,
                                           nno
armamenti come quelli prefigurati hanno un carattere esclusivamente offensivo oppure, come si
usa dire nella Neolingua, di “mantenimento della pace”. L’errore , in tale “visione”e’ il
considerare ancora le FFAA una questione nazionale.
                                                  superstato
Di fatto, sono gia’ l’esercito modulare di un superstat a carattere globale. Ecco perche’ la
tendenza a sviluppare armamenti in proprio viene scoraggiata; perlomeno di quegli armamenti
che fanno la differenza. Per le armi leggere e’ sufficiente uniformare il calibro delle pallottole e
                          stramento
poche altre cose; l’addestramento delle forze di punta essendo gia’ da trent’anni completamente
internazionalizzato dal nord Europa – Federazione Russa compresa – fino al continente
americano, ai paesi del Golfo e all’estremo Oriente.
                                                   erno
Pertanto, il tema sollevato dovrebbe, dal Governo attuale ricevere un’illustrazione tattico-
strategica, prima che economica. In linea con lo smantellamento dello Stato nazionale, si procede
   p                                    atlantico,
con la costruzione del moloch euro-atlantico, prima, e mondiale poi. Tutto cio’ che Mario Monti fa
             si
e’ da leggersi in questa chiave; con qualche piccola eccezione dovuta alle usanze locali…
Naturalmente, i cittadini non sono degni di sapere a che serviranno i propri soldi. Ne’ quelli per le
armi ne’ quelli per i cosiddetti Servizi a cui avrebbero diritto in regime n   nazionale. Gli Illuminati
                                                                                  archiviata.
sanno bene quello che fanno e la farsa democratica e’ ormai quasi del tutto archiviata


-SPORCA IMU-                                SOLITI”-
                          COLPISCE “I SOLITI” S’era partiti dall’idea di una tassa sui grandi
patrimoni e ci siamo ritrovati con un’Ici al quadrato, anzi al cubo visto che c’è anche la revisione
                                                                              mensilità
delle rendite catastali. Il risultato è che i soliti noti ci rimetteranno una mensilit di pensione o di
stipendio all’anno. Ed anche per l’IMU sulle seconde case non si capisce perché nessuno tiene
conto del fatto che l’Italia nell’ultimo quarantennio è stata teatro di migrazioni che non hanno
                                                    agna
precedenti, dal Sud verso il Nord e dalla campagna verso la città e spesso le seconde case sono solo
piccoli immobili nei paesi d’origine. Salariati e pensionati dovranno pagare per questi oltre a tutte
le altre tasse. Siamo di fronte aduna ingiustizia e anche un errore dal punto di vista economico.


                                                                       Arriva l’ora della grande
                                                                     paura per i partiti. Un clima
                                                                           di attesa che si fa
                                                                       incandescente , per DP e
                                                                     PDL quando la mente va alle
                                                                     urne che si apriranno per le
                                                                         amministrative il 6 e 7
                                                                     maggio, con ballottaggi il 20
                                                                      e 21 maggio. Un «affaccio»
                                                                        sulla volontà del popolo
                                                                     sovrano - nello stesso giorno
                                                                           del verdetto delle
                                                                      presidenziali francesi - che
                                                                       può diventare doloroso .
                                                                  RECLAMIZZANO SUPERCOMMISSARI
    m                                                             “AI TAGLI”, MA IN REALTA’ LA CASTA
                                                                   E’ BLINDATA E NON MOLLA NULLA




In due anni spenderemo sei milioni di euro in più per le indennità dei deputati e 5 milioni
in più per i vitalizi dei politici a riposo. In controtendenza con la spesa pensionistica nazionale,
aumenteranno anche le pensioni del personale in quiescenza. Senza contare la maxi-spesa di 221
milioni e mezzo di euro per il personale attivo prevista per il 2013. Basta leggere nel bilancio della
Camera dei Deputati. E si scopre subito che, mentre lo Stato italiano avrà l'obbligo del Pareggio di
bilancio, imponendo ai cittadini pesanti sacrifici ancora per anni, la situazione per i parlamentari è in
totale controtendenza. Tutto ciò, nonostante da mesi (forse addirittura da anni) si parli di un taglio ai
costi della politica. Ma vediamo meglio. La spesa per l'indennità dei deputati passerà dai
94milioni e 540mila euro del 2011 e 2012 a 100milioni e 590mila euro del 2013. L'incremento
è di oltre 6 milioni di euro. Non se la passeranno male neppure gli ex deputati, quelli che ormai hanno
terminato il loro mandato ma che continuiamo a pagare. Il bilancio pluriennale della Camera parla
chiaro: si passerà dai 138milioni e 200mila euro del 2011 e 2012 ai 143milioni e 200mila euro del 2013.
Più 5milioni di euro. Nel capitolo "ex deputati" aumenteranno anche le spese per i rimborsi, da 800 a
900mila euro.
Ma ancora: per il personale di servizio si passerà da 283milioni e 665mila euro del 2011 a 289milioni e
350mila euro di quest'anno, per aumentare ancora sino a 296milioni e 885mila euro del 2013.
Incremento di oltre 13milioni di euro...Infine il personale in quiescenza (cioè a riposo). Per loro il costo
complessivo aumenterà da 209milioni e 710mila euro del 2011 ai 216milioni e 435mila euro del 2012.               Forza! Ora
Ma non basta: nel 2013 si arriverà a 221milioni e 500mila euro.                                                   diteci che
Spulciando tra le voci del bilancio, inoltre, abbiamo scoperto che il capitolo "entrate" è più                    dobbiamo
sostanzioso, segno che i trasferimenti nelle casse della Camera sono stati aumentati. Il Bilancio è stato        reprimere le
                                                                                                                  proteste di
stilato durante il Governo Berlusconi, ma non ci risulta che ne esistano altre versioni con i famosi "tagli
                                                                                                                  TUTTI…
ai costi della politica". Registriamo, infine, che solo le spese per vitalizi, indennità e pensioni sono          mentre ci
previste in aumento. Per praticamente tutto il resto (ad esempio per le commissioni parlamentari               togliete i mezzi
d'inchiesta, o per le manutenzioni varie...) sono rimaste stabili se non addirittura inferiori.                  e ci tagliate
                                                                                                                  organici e
                                       Com’è che l’Economia è in ripresa e l’Europa                              stipendi…
                                                                                                                    Forza!
                                     soffre più di tutti, arranca e…fa soffrire tutti noi?




*E se la colpa di tutto fosse l’Europa con i suoi vincoli, con le sue direttive che disciplinano anche le
forme dei merletti, i regolamenti supercavillosi, gli audit infiniti, i controlli asfissianti,
l’euroburocrazia sensibile alle lobby tecnico-finanziarie che tiene in pugno l’europolitica di
Bruxelles e Strasburgo? Se l’Europa, in altre parole, non fosse la soluzione ma IL Problema? Sul
“Sole 24 Ore” dell’11 aprile in un articolo dal titolo “L’export, salvagente italiano”, Fabrizio
Galimberti ha scritto: “Vi sono chiari indizi che fuori d’Europa la crisi sta lasciando il posto alla
ripresa. In America, dove i reggitori della politica economica non soffrono dei patemi tedeschi,
l’economia ha rialzato la testa. In Giappone la ricostruzione dopo i disastri naturali di un anno fa
sta spingendo l’attività e negli emergenti, a cominciare dai Brics (Brasile, Russia, India, Cina,
Sudafrica)”.Perché tutto il resto del mondo avanza (Africa a parte) e l’Europa resta al palo?
Assieme alle aree indicate ,in tutta l’America latina e in gran parte dell’Asia si registrano tassi di
crescita. Nell’Unione Europea crescono solo la Germania – che sta imponendo la sua linea
economico-finanziaria a tutti gli altri paesi – e poche piccole nazioni. Altri siamo addirittura al
segno meno della recessione: torniamo indietro di anni come ricchezza e sviluppo. E allora ecco il
dubbio: e se fosse tutta colpa dell’”incaprettamento” europeo? L’immagine è terribile, angosciante,
ma come poche altre rende il concetto. Come sappiamo da tanti sanguinosi episodi di eliminazione
mafiosa, l’”incaprettamento” consiste nel legare il malcapitato facendo si che la corda giri anche
attorno al collo. Alla fine più si divincola per sciogliersi più – lentamente e in modo orribile – si
stragola nel tentativo di liberarsi. Con le decisioni dell’eurocrazia succede la stessa cosa: più
(interessate) ricette economiche e finanziarie, vincoli, cure monetarie ci propinano più soffocano le
volontà e le prospettive di crescita. L’Europa sta diventando, è già, una Camicia di Nesso.
                                                                                   TAGLI ?
                                                                               Perché non
                                                                               cominciare
                                                                                dalle loro
                                                                                 teste ?
                                                         Non è più logico ,prima,
                                                         amputare le parti marce ?


                                           Nonostante il clima complessivo rimanga plumbeo,
                                             sul piano della saggistica ritornano i volumi che
                                           squarciano il velo delle Verità Ufficiali per fornirci
                                            schegge d’una Realtà storica che si voleva tenere
                                             nascosta. Non “revisionismo”, ma Integrazione.




Gigi Di Fiore
    abba
°Dopo aver scritto di Brigantaggio nell’Italia meridionale, Gigi Di Fiore tenta il salto nella
storia contemporanea, trattando le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nel sud d’Italia. Il suo
libro, però, non mira a rovesciare l’ortodossia con la denuncia del rimosso. E infatti, citando Javier
Cercas difensore del revisionismo, l’autore dichiara subito il suo intento: “Non contestare il significato
storico e morale del sangue versato dagli angloamericani per sconfiggere il nazifascismo, ma ristabilire
una verità a tutto tondo sulla vittoria alleata nel Mezzogiorno, dove i liberati furono violati dai
liberatori, in una mistificazione dei ruoli tra aguzzini santificati e vittime zittite”
Comincia con la torva , sporca storia del reclutamento da parte degli americani dei mafiosi d’origine
italiana, per fronteggiare l’offensiva italo-germanica all’indomani del-l’attacco di Pearl Harbor. Col
ritmo incalzante di un racconto di Mario Puzo, descrive la spietata trattativa tra Lucky Luciano, il capo
dei capi sbattuto in galera e lì assurto al rango di dominus, e il controspionaggio americano in vista
dello sbarco in Sicilia nel luglio 1943. Ricostruisce l’iniziale abbraccio tra la mafia e il Movimento
indipendentista di Finocchiaro Aprile, e poi il ritiro dell’appoggio al separatismo da parte della mafia,
che voleva darsi a politiche ben più ciniche, come dimostra la svolta nell’omicidio del bandito Giuliano.
E ricorda il pregiudizio antitaliano degli Alleati che ancora grava come una tara sulla nostra autostima.
Il generale Patton, a capo della 45° divisione di fanteria, considerava i siciliani arretrati e violenti e
diffidava degli italiani. Quando le truppe della VII armata sbarcano ad Agrigento, mentre gli inglesi
dirigono verso Catania, incontrano l’opposizione della divisione Livorno con finti cannoni di legno
piazzati lungo la costa. A Palermo, nominano sindaco l’ex podestà Paternò Castello marchese di San
Giuliano, che aveva in casa le vecchie foto dei reali inglesi. In compenso, a Vittoria fucilano su due piedi
il podestà di Acate Giuseppe Mangano, suo fratello, prima di sgozzare il figlio con la lama di una
baionetta. Altra strage, all’aeroporto militare di Biscari, difeso dagli avieri del capitano Talente che
tennero testa al nemico, fino alla resa sotto le bombe, andando incontro a una spietata esecuzione a
freddo. “Kill the Italians” era la parola d’ordine dello sbarco. A Bari, capitale del governo Badoglio dopo
la fuga del re, gli inglesi quattro mesi dopo il loro arrivo, fucilarono dopo un processo farsa il generale
Nicola Bellomo, reo di aver dato l’ordine di sparare su due ufficiali britannici in fuga. Per tenere a
bada gli italiani fedeli al fascismo, gli Alleati allestirono vari campi di internamento, a Padula, Afragola,
Taranto, ma anche Catania, Messina, Siracusa, destinati a ex fascisti, imprenditori come Achille Lauro,
burocrati, professionisti, universitari, che vennero umiliati, seviziati con sveglie di notte e rasatura a
zero, senza potersi difendere, e sottoposti a una corte marziale inglese. Fu l’amnistia di Togliatti, nel
giugno del ‘46, a porre fine ai processi di epurazione nei loro confronti. Ma adesso è questo libro
onesto e coraggioso a salvare i loro nomi dall’oblio.


        -BOSSI NON CI STA- Umberto Bossi il giorno del Primo maggio ha riservato una
sorpresa ai “fratelli” padani, e soprattutto, allo stato maggiore leghista, annunciando che tornerà a
riproporre la sua candidatura alla segreteria del partito. Questo annuncio segue una riflessione di
tre giorni or sono, sulla necessità della permanenza nel gruppo dirigente. “Non posso andarmene”,
aveva detto, “ho fondato io la Lega”. Alla prima uscita, in un comizio elettorale, Bossi ha dovuto
     ecce
misurarsi con una “riuscita” contestazione ad personam. È stata una doccia fredda per Roberto
Maroni che brandisce la ramazza in ogni comizio per segnalare la voglia di pulizia. Ed ogni volta
molti leghisti, e non solo, si sono chiesti se la ramazza potesse o meno essere usata anche in casa
Bossi, visto che alcune dichiarazioni di personaggi autorevoli, come l’ex tesoriere Belsito, non
lasciano affatto fuori dalle “deviazioni” il leader che, a quanto pare, “sapeva tutto”.

				
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