centri diurni e residenziali by TR59h6Z

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									                                              STATUTO


                      DENOMINAZIONE - SEDE - DURATA - SCOPI – SOCI
ART.1) E' costituita una società cooperativa a mutualità prevalente denominata: "Società
Cooperativa S. GIORGIO".
ART.2) La società Cooperativa ha sede in Roma.
L'indirizzo della sede legale risulta dal Registro delle Imprese. Non costituisce modificazione dello
Statuto il cambiamento dell'indirizzo della società nell'ambito dello stesso Comune.
La società potrà istituire e sopprimere sedi secondarie, succursali, filiali, agenzie e rappresentanze.
ART.3) La cooperativa è retta con i principi della mutualità e si avvale prevalentemente, nello
svolgimento della sua attività, delle prestazioni lavorative dei propri soci. Scopo della cooperativa è
perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana ed all'integrazione sociale dei
cittadini. La società, nel rispetto delle clausole di mutualità, ha pertanto per oggetto lo svolgimento
delle seguenti attività d'impresa:
- centri diurni e residenziali, case vacanze, colonie, campeggi, pensioni e ostelli, alberghi, mense,
strutture turistiche e sportive, sia a favore dei soci sia, con autorizzazione amministrativa, aperti a
singoli, famiglie, gruppi ed organizzazioni, con il fine di favorire il turismo sociale, lo svolgimento
d'attività culturali, sociali e educative, purché pertinenti alla realizzazione degli scopi sociali;
- centri diurni, socio-educativi e residenziali, case di riposo, centri sociali, d'accoglienza e
socializzazione quali comunità alloggio, terapeutiche e strutture di prima accoglienza;
- servizi domiciliari ed assistenziali, animativi, educativi, infermieristici, di sostegno e
riabilitazione, effettuati tanto presso la famiglia, quanto presso la scuola o altre strutture
d'accoglienza e centri di servizio allestiti o messi a disposizione da enti pubblici o privati;
- servizi d'assistenza a gruppi, associazioni, enti pubblici e privati; organizzazione d'eventi ludici,
culturali, turistici, sportivi etc., con particolare attenzione al mondo giovanile;
- prestazione di servizi di pulizia, trasporto, mensa e ristorazione;
- organizzazione, promozione e realizzazione di convegni, corsi d'addestramento, aggiornamento,
formazione, volti alla qualificazione umana, culturale e professionale nonché attività editoriali
svolte ai medesimi fini, con esclusione di quotidiani;
- attività di sensibilizzazione, animazione e educative rivolte alla comunità entro cui opera la
cooperativa, nonché promozione e sensibilizzazione dell'impegno delle istituzioni a favore delle
persone deboli e svantaggiate e d'affermazione dei loro diritti. La cooperativa, che nasce da
riflessioni, risorse, istanze ed esigenze sorte all'interno del Movimento delle Guide e degli Scout
cattolici italiani, si pone con particolare attenzione nei confronti di tale movimento, nelle sue
articolazioni organizzative (AGESCI e MASCI) locali, regionali, nazionali ed internazionali, e del
movimento scout in generale, con lo scopo di promuovere ed aiutare l'opera d'educazione e
formazione dei giovani secondo lo spirito ed il metodo scout e di collaborare con tutto l'universo
sociale che opera attorno ed insieme al movimento stesso.
La cooperativa potrà compiere tutti gli atti e concludere qualsiasi operazione di natura immobiliare,
mobiliare, industriale e finanziaria necessaria od utile alla realizzazione degli scopi sociali e in ogni
modo attinenti, sia direttamente sia indirettamente, ai medesimi.
Per conseguire efficacemente gli obiettivi menzionati, la cooperativa è inoltre fattivamente
impegnata ad integrare e coordinare in modo permanente o per motivi e necessità contingenti, la
propria attività con quella d'altri enti cooperativi, promovendo strutture consortili ed aderendo ad
organizzazioni d'associazionismo cooperativo.
La cooperativa si propone altresì di stimolare lo spirito di previdenza e di risparmio dei soci,
istituendo un'attività, disciplinata da apposito regolamento, di raccolta dei prestiti limitata ai soli
soci ed effettuata esclusivamente ai fini del conseguimento dell'oggetto sociale, nei limiti consentiti
dalla legge. E', pertanto, tassativamente vietata la raccolta del risparmio fra il pubblico sotto
qualsiasi forma.
ART.4) La società ha la durata fino al 31 dicembre 2050, ma potrà essere prorogata a norma di
legge.
ART.5) Il numero dei soci è illimitato, ma non inferiore al minimo stabilito dalla legge.
Può essere socio:
a) soci lavoratori: persone fisiche che, aderendo alle finalità statutarie ed ai valori della mutualità,
prestino la propria opera ottenendone un corrispettivo;
b) soci volontari: persone che, condividendo lo scopo sociale ed avendo vissuto un'esperienza
nell'ambito del movimento nazionale ed internazionale del Guidismo e dello Scoutismo, offrano
spontaneamente la loro attività, per soli fini di solidarietà;
c) soci enti: associazioni, i comitati e le persone giuridiche pubbliche e private, i cui statuti siano
compatibili con l'attività sociale.
Ogni socio è iscritto in un'apposita sezione del Libro soci in base all'appartenenza a ciascuna delle
categorie suindicate. Ogni socio ha diritto ad un solo voto in assemblea.
ART.6) Chi desidera diventare socio deve presentare domanda al Consiglio d'Amministrazione
specificando:
- cognome e nome, luogo e data di nascita, domicilio, cittadinanza, codice fiscale;
- l'indicazione dell'effettiva attività di lavoro;
- l'ammontare della quota che si deve sottoscrivere;
- effettuare la dichiarazione di attenersi al presente statuto ed alle deliberazioni legalmente adottate
dagli organi sociali;
- la domanda d'ammissione da parte d'ente o persona giuridica dovrà precisare denominazione, sede,
attività, essere corredata da copia dello statuto, dalla delibera d'autorizzazione, con indicazione della
persona fisica designata a rappresentare l'ente o la persona giuridica, dall'elenco dei soci o degli
associati e dall'indicazione della quota da sottoscrivere.
Sull'accoglimento della domanda decide il Consiglio d'Amministrazione, in via inappellabile, con
obbligo di motivare l'eventuale diniego. Il Consiglio d'Amministrazione, nel comunicare
all'aspirante socio l'accoglimento della sua domanda d'ammissione, l'informa dell'ammontare
dell'eventuale sovrapprezzo ex art. 2528, secondo comma c.c., che egli deve versare alla
cooperativa unitamente alla quota di capitale sottoscritta tenuto conto delle riserve patrimoniali
della cooperativa risultanti dall'ultimo bilancio approvato.
La delibera d'ammissione diventerà operante e sarà annotata sul libro dei soci dopo che, da parte del
nuovo ammesso, siano stati effettuati i versamenti della quota. Trascorso un mese dalla data della
comunicazione d'ammissione, senza che siano stati effettuati i versamenti, la delibera diventerà
inefficace.
ART.7) La qualità di socio si perde per recesso, esclusione, causa di morte.
ART.8) Il socio può recedere in qualsiasi momento ai sensi dell'art. 2285, comma 1, c.c., quando
non ritenga di condividere più gli scopi sociali, o quando sussiste una causa ex art. 2285 comma 2,
c.c.; può, inoltre, recedere quando vengano meno i requisiti per l'ammissione o si trovi in una
situazione d'incompatibilità ovvero ai sensi dell'art. 2437, 1° comma, c.c..
La comunicazione del recesso deve essere presentata mediante lettera raccomandata a.r. o
telegramma all'organo d'amministrazione che delibera la presa d'atto.
Il recesso viene annotato nel libro soci e diventa immediatamente operativo.
Ai soli fini di bilancio viene calcolato nel momento della chiusura dell'esercizio in corso.
Qualora il recedente ricopra la carica di membro dell'organo amministrativo, in caso d'espressione
della volontà di recesso, s'intenderanno rassegnate contestualmente le dimissioni dalla carica
ricoperta.
ART.9) L'esclusione sarà deliberata dall'organo d'amministrazione nei confronti del socio
cooperatore:
a) che non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, dei regolamenti sociali, delle
deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali, con inadempienze che non consentono la
prosecuzione, nemmeno temporanea, del rapporto o che ricadano nella ipotesi di cui al successivo
punto e);
b) che senza giustificato motivo, si renda moroso nel versamento delle quote sociali sottoscritte, o
nei pagamenti d'eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la società;
c) che svolga attività contraria agli interessi sociali;
d) che nell'esecuzione del proprio lavoro commetta atti valutabili quale notevole inadempimento
come delimitato dall'art. 1453 e seguenti c.c.
ART.10) Le deliberazioni prese in materia d'esclusione debbono essere comunicate, mediante
lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, ai soci interessati i quali possono proporre opposizione
nei termini e nei modi previsti dalla legge e dal presente statuto.
ART.11) I soci receduti od esclusi hanno diritto soltanto al rimborso delle quote di capitale da loro
versate come risultante dalla contabilità sociale. La liquidazione avrà luogo sulla base del bilancio
dell'esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente al socio, diventa
operativo e, in ogni modo, in misura mai superiore all'importo effettivamente versato ed
eventualmente rivalutato ai sensi della L.59/92. Il pagamento deve essere fatto allo scadere dei sei
mesi successivi all'approvazione del predetto bilancio.
ART.12) In caso di morte del socio, il diritto degli eredi al rimborso della quota da lui
effettivamente versata, si matura, nella misura e con le modalità previste nel precedente articolo,
allo scadere dei sei mesi successivi all'approvazione del bilancio dell'esercizio nel corso del quale si
sia verificata la morte. Le quote non rimborsate saranno devolute alla riserva ordinaria.
ART.13) I soci receduti o esclusi dovranno richiedere il rimborso entro e non oltre un anno dalla
scadenza dei sei mesi indicati rispettivamente nei precedenti artt.11 e 12.
Gli eredi del socio defunto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione della
quota, atto notorio o dichiarazione sostitutiva d'atto notorio dal quale risulti chi sono gli aventi
diritto, la nomina di un unico delegato alla riscossione e la prova di aver ottemperato alla vigente
normativa fiscale in materia di successioni. Le quote per le quali non sarà richiesto il rimborso nel
termine suddetto, saranno devolute alla riserva ordinaria.
ART.14) In caso di recesso ed esclusione i diritti dei soci, degli eredi per quelli defunti,
relativamente ad eventuali fondi di previdenza saranno definiti da apposito regolamento approvato
dall'assemblea dei soci.
                                        PATRIMONIO SOCIALE
ART.15) Il patrimonio della società è costituito:
- dal capitale sociale, che è variabile ed è formato da un numero illimitato di quote sociali del valore
nominale ciascuna non inferiore ad euro 50,00 (cinquanta/00), né superiore al limite massimo
stabilito dalla legge;
- dalla riserva ordinaria, formata con le quote degli avanzi di gestitone di cui all'art.12 e con le
quote sociali eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi o legatari dei soci
defunti a norma dell'articolo precedente;
- dal fondo di riserva indivisibile;
- da ogni altro fondo o accantonamento costituito a copertura di particolari rischi o in previsione
d'oneri futuri.
ART.16) Le quote sociali non possono essere cedute senza l'autorizzazione del Consiglio
d'Amministrazione, salvo quanto stabilito dalla legge per i soci sovventori.
                                        ESERCIZIO SOCIALE
ART.17) L'esercizio sociale va dal 1° gennaio 1l 31 dicembre d'ogni anno. Alla fine d'ogni esercizio
sociale il Consiglio d'Amministrazione deve provvedere alla redazione del bilancio d'esercizio,
costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico dei profitti e delle perdite e dalla nota
integrativa ed alla stesura della relazione sull'andamento della gestione sociale. La relazione del
Consiglio d'Amministrazione deve fornire dati e precise indicazioni circa l'andamento dell'attività
della cooperativa in ambito sociale, nei confronti dei soci, di persone non socie e dell'intera
comunità. La relazione degli amministratori deve inoltre chiaramente e dettagliatamente evidenziare
i criteri adottati nella gestione della società per l'effettivo conseguimento degli scopi mutualistici
statutari.
ART.18) Nessun utile può essere distribuito ai soci. L'eventuale eccedenza attiva del bilancio deve
essere destinata:
- una quota degli utili netti annuali deve essere corrisposta ai fondi mutualistici per la promozione e
lo sviluppo della cooperazione, nella misura e con le modalità previste dal punto 4 dell'art.11 legge
31 gennaio 1992 "Nuove norme in materia di società cooperative" e successive modificazioni ed
integrazioni;
- a riserva legale nella misura non inferire al trenta per cento;
- ai ristorni da destinare ai soci lavoratori, in misura pari al trenta per cento dell'avanzo di gestione,
da ripartirsi tra loro in misura proporzionale alle retribuzioni contrattualmente convenute tra gli
stessi e la cooperativa in base ad apposito regolamento d'attuazione;
- la restante parte è destinata integralmente al fondo di riserva indivisibile ex art.12 legge 904 del 16
dicembre 1977.
                                           ORGANI SOCIALI
                                             L'ASSEMBLEA
ART.19) L'assemblea ordinaria è convocata dal Consiglio d'Amministrazione ogni anno entro
quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio sociale, per:
- l'approvazione del bilancio con il relativo conto economico dei profitti e delle perdite e la nota
integrativa e la relazione sull'andamento della gestione sociale così come predisposti dall'organo
consiliare.
L'assemblea ordinaria inoltre delibera sui seguenti argomenti:
- l'approvazione degli eventuali programmi pluriennali e del programma annuale dell'attività sociale
con relativo bilancio di Previsione;
- procede alla nomina delle cariche sociali, previa determinazione del numero dei componenti il
Consiglio d'Amministrazione;
- la determinazione dell'eventuale compenso degli amministratori e dei sindaci a norma dei
successivi articoli 24 e 28, nonché la determinazione delle quote sociali nel rispetto di quanto detto
al precedente art.15;
- l'approvazione dei regolamenti previsti dal presente statuto;
- la quantificazione dell'eventuale sovrapprezzo sulla quota ex art. 2528 c.c. II° comma;
- su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale riservati alla sua competenza dalla legge o dal
presente statuto e sottoposto al suo esame dagli amministratori.
L'assemblea delibererà altresì sull'eventuale responsabilità degli amministratori e dei sindaci.
ART.20) Il Consiglio d'Amministrazione potrà convocare l'assemblea quante volte lo riterrà utile
alla gestione sociale. L'assemblea dovrà essere convocata senza ritardo quando ne sia fatta domanda
da tanti soci che rappresentino almeno un quinto dei voti di cui dispongono tutti i soci, oppure dal
Collegio Sindacale. La convocazione dell'assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, sarà fatta a
mezzo avviso da affiggersi, insieme all'elenco delle materie da trattare, per almeno sette giorni,
nella sede sociale e da comunicarsi con lettera a ciascun socio, almeno quindici giorni prima
dell'adunanza. Nell'avviso suddetto sarà indicata la data dell'eventuale seconda convocazione, che
dovrà essere tenuta nel giorno successivo a quello stabilito per la prima.
ART.21) L'assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, è valida, qualunque sia l'oggetto da trattare,
in prima convocazione quando sono presenti tanti soci che rappresentino la maggioranza dei voti di
tutti i soci ed in seconda convocazione qualunque sia il numero di soci presenti o rappresentati. Le
deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti dei soci presenti o rappresentati
all'adunanza. Quando su tratta di deliberare sullo scioglimento anticipato, sul cambiamento
dell'oggetto sociale, sulla trasformazione del tipo e sulla fusione della società oppure sul
trasferimento della sede sociale in altra località del territorio dello Stato, tanto in prima che in
seconda convocazione, le deliberazioni devono essere prese col voto favorevole di almeno tre quarti
dei voti di tutti i soci. In questi casi, i soci dissenzienti o assenti hanno diritto di recedere dalla
società; la dichiarazione di recesso deve essere comunicata con raccomandata dai soci intervenuti
all'assemblea non oltre tre giorni dalla chiusura di questa, e dai soci non intervenuti non oltre
quindici giorni dalla data della pubblicazione della deliberazione.
ART.22) Nelle assemblee hanno diritto al voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da
almeno tre mesi e che non siano in mora nei versamenti della quota sottoscritta. Le modalità delle
votazioni saranno stabilite dall'assemblea. Le elezioni delle cariche sociali saranno fatte a
maggioranza relativa, ma potranno avvenire anche per acclamazione. Ciascun socio ha un voto solo,
qualunque sia l'ammontare della quota sottoscritta. I soci che per qualsiasi motivo non possono
intervenire personalmente all'assemblea, hanno la facoltà di farsi rappresentare soltanto da altri soci
mediante delega scritta; ciascun socio può rappresentare al massimo un altro socio. Non è
consentito il voto per corrispondenza.
ART.23) L'assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio ed in sua assenza dalla persona
designata dall'assemblea. La nomina del segretario è fatta dall'assemblea e non ha luogo quando il
verbale è redatto dal Notaio. Anche il verbale redatto da notaio deve essere trascritto nel libro delle
adunanze e delle deliberazioni dell'assemblea.
                               IL CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE
ART.24) Il Consiglio d'Amministrazione è composto da tre a nove membri, eletti fra i soci
dall'assemblea, che ne determina il numero.
Almeno uno tra gli amministratori dovrà avere il previo espresso gradimento da parte di AGESCI -
comitato regionale del Lazio, in persona del legale rappresentante pro tempore in carica, da
esprimersi in qualsiasi forma prima dell'elezione.
Gli amministratori durano in carica tre esercizi, sono sempre rieleggibili e sono dispensati dal
prestare cauzione. Gli amministratori non hanno diritto a retribuzione, salvo che non lo deliberi
l'assemblea, la quale può anche stabilire che a loro siano concessi gettoni di presenza. I Consiglieri
eleggono tra loro il Presidente ed eventualmente un Vice Presidente ed uno o più Consiglieri
Delegati, cui attribuisce funzioni nei limiti consentiti dalle vigenti disposizioni; nominano anche,
per la redazione dei verbali, un segretario.
ART.25) Il Consiglio d'Amministrazione è convocato dal Presidente, o da chi lo sostituisce, tutte le
volte che egli riterrà oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un quinto dei Consiglieri. La
convocazione è fatta a mezzo di lettera da spedirsi non meno di cinque giorni prima dell'adunanza e,
nei casi d'urgenza, a mezzo di telegramma o fax o altro strumento telematico di trasmissione previo
riscontro dell'avvenuta ricezione, in modo che i Consiglieri ed i Sindaci effettivi ne siano informati
almeno un giorno libero prima della riunione. Le modalità di votazione sono stabilite dallo stesso
consiglio; le deliberazioni sono assunte col voto favorevole della maggioranza dei suoi membri.
ART.26) Il Consiglio d'Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione della
società. Esso può deliberare pertanto su tutti gli atti e le operazioni d'ordinaria e straordinaria
amministrazione che comunque rientrino nell'oggetto sociale, fatta eccezione di quelli che per la
legge o per lo statuto sono d'esclusiva competenza dell'assemblea. Al Consiglio è demandato
comunque l'obbligo di:
- curare l'esecuzione delle deliberazioni assembleari;
- redigere il bilancio d'esercizio composto dallo stato patrimoniale, dal Conto Economico dei
profitti e delle perdite e dalla nota integrativa;
- provvedere alla stesura della relazione sull'andamento della gestione sociale;
- compilare i regolamenti interni previsti dalla legge e dallo Statuto, ivi compreso quello di cui alla
Legge 142/2001 e portarli, ove previsto e/o richiesto, all'approvazione dell'Assemblea ordinaria
dei soci;
- stipulare tutti gli atti e contratti d'ogni genere inerenti alle attività sociali;
- deliberare e concedere avalli cambiari, fideiussioni ed ogni altra garanzia sotto qualsivoglia forma
per facilitare l'ottenimento del credito;
- deliberare su tutte le altre materie;
- conferire procure speciali, ferme restando le facoltà attribuite al Presidente del Consiglio
d'Amministrazione;
- assumere e licenziare il personale della società, fissandone le mansioni e le retribuzioni;
- deliberare circa l'ammissione, la decadenza e l'esclusione dei soci;
- compiere tutti gli atti e le operazioni d'ordinaria e straordinaria amministrazione fatta eccezione
soltanto per quelli che, per disposizioni della legge e del presente statuto, siano riservati
all'assemblea. Il Consiglio può delegare parte delle proprie attribuzioni ad uno o più dei suoi
membri, oppure ad un comitato esecutivo, il cui numero dei membro e le attribuzioni sono fissate
dallo stesso Consiglio. Il Consiglio può nominare il direttore e comitati tecnici anche fra estranei,
stabilendone la composizione, le mansioni ed eventualmente i compensi.
ART.27) La firma e la rappresentanza sociale spettano al Presidente del Consiglio
d'Amministrazione.
Egli può, con la sua sola firma, rilasciare anche liberatorie quietanze ad enti pubblici. Può pure
rilasciare procure anche per atti giudiziari, ricorsi e controricorsi nonché per l'assistenza e
rappresentanza legale della società avanti ad organi giurisdizionali ed amministrativi. In caso
d'assenza o impedimento del Presidente, tutti i poteri a lui attribuiti spettano al Vice Presidente
qualora sia stato nominato e, in mancanza o nell'assenza di questo, ad un Consigliere delegato o
designato dal Consiglio.
Il Presidente o chi lo sostituisce potrà delegare la firma sociale ad altro consigliere, oppure ad
estranei al Consiglio, sempre con l'osservanza delle norme di legge vigenti al riguardo.
                                     IL COLLEGIO SINDACALE
ART.28) Il Collegio Sindacale, la cui nomina è obbligatoria nei soli casi previsti dalle vigenti
disposizioni di legge, qualora nominato si compone di tre membri effettivi e di due supplenti, eletti
anche fra non soci dall'assemblea, la quale nominerà pure il Presidente del Collegio stesso. In caso
di nomina del Collegio sindacale il presidente dovrà avere il previo espresso gradimento da parte di
AGESCI - comitato regionale del Lazio, in persona del legale rappresentante pro tempore in carica,
da esprimersi in qualsiasi modo prima che si proceda all'elezione.
I sindaci durano in carica tre esercizi e sono sempre rieleggibili. Per il compenso ai sindaci si
applicano le disposizioni contenute nell'art. 21; qualora, però, l'assemblea stabilisca che i sindaci
debbano essere remunerati, la retribuzione deve essere fissata prima o all'atto della nomina per tutta
la durata della carica.
ART.29) Il Collegio Sindacale deve controllare l'amministrazione della società, vigilare
sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo ed accertare la regolare tenuta della contabilità
sociale, la corrispondenza del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite alle risultanze dei libri
e delle scritture contabili. I sindaci devono anche:
- accertare che le valutazioni del patrimonio sociale siano fatte con l'osservanza delle norme
legislative;
- accertare almeno ogni tre mesi la consistenza di cassa e l'esistenza dei valori dei titoli di proprietà
della società ricevuti da essa in pegno, cauzione o custodia;
- verbalizzare gli accertamenti fatti anche individualmente ed intervenire alle adunanze
dell'assemblea e del Consiglio d'Amministrazione e possibilmente anche a quelle del Comitato
Esecutivo, quando sia costituito;
- convocare l'assemblea qualora non vi provvedano gli amministratori;
- riunirsi almeno quattro volte l'anno.
               DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI REQUISITI MUTUALISTICI
ART.30) Le riserve sociali non sono mai divisibili fra i soci durante la vita sociale, né in occasione
dello scioglimento della cooperativa. La cooperativa si avvale nella sua attività prevalentemente
delle prestazioni lavorative dei soci.
ART.31) Per meglio disciplinare il funzionamento interno, il Consiglio di Amministrazione potrà
elaborare appositi regolamenti, sottoponendoli successivamente all'approvazione dei soci riuniti in
assemblea ordinaria.
                            SCIOGLIMENTO - LIQUIDAZIONE - VARIE
ART.32) L'assemblea che dichiara lo scioglimento della cooperativa dovrà procedere alla nomina di
uno o più liquidatori, scegliendoli preferibilmente fra i soci e determinandone i poteri.
ART.33) In caso di cessazione della società, l'intero patrimonio sociale dedotto soltanto il rimborso
del capitale sociale effettivamente versato dai soci, deve essere devoluto a norma della legge 31
gennaio 1992 n. 59 ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
ART.34) Per tutto quanto non è regolato nel presente statuto si fa espresso riferimento alle norme in
vigore, alle disposizioni del codice civile ed alle leggi che regolano e disciplinano le cooperative
rette con i principi della mutualità. Alla cooperativa si applicano, ai sensi, per gli effetti e nei limiti
di cui all'art. 2519 c.c., purché compatibili, le norme vigenti in materia di Società a responsabilità
limitata.

								
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