4 psicoanalisi di gruppo

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							IL RAPPORTO INDIVIDUO GRUPPO IN PSICOANALISI

            PSICOANALISI DI GRUPPO

             GRUPPO = TOTALITÀ DINAMICA


                           Il terapista parte dal presupposto che tutto ciò
INTERPRETAZIONI RIVOLTE    che il paziente esprime, lo esprime come
AL GRUPPO IN QUANTO TALE   portavoce visibile dell’invisibile gruppale
                           (Napolitani, 1994)



DINAMICHE PSICOTICHE IN LUOGO
DELLE MANIFESTAZIONI NEVROTICHE



IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA IN
LUOGO DELLA PROIEZIONE E
IDENTIFICAZIONE
IL RAPPORTO INDIVIDUO GRUPPO IN PSICOANALISI
PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion

                GRUPPO = TOTALITÀ DINAMICA
      Il terapeuta, nelle sue interpretazioni, deve riferirsi
      sempre al gruppo nella sua totalità, astenendosi dal
                      riferirsi all’individuo


       Esperienze nei gruppi (Bion, 1961)
    Elaborata sintesi di assunti provenienti dall’area psicosociale
                           e psicodinamica


         War Office Selection Board


               Northfield Hospital
IL RAPPORTO INDIVIDUO GRUPPO IN PSICOANALISI
PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion
I DUE ESPERIMENTI AL NORTHFIELD HOSPITAL DI BIRMINGHAM

     L’effetto combinato delle necessità generate dalla guerra e
 dell’interesse verso il gruppo condusse alla creazione delle prime
             comunità terapeutiche per pazienti psichiatrici


  PRIMO ESPERIMENTO                         WILFRED BION
  NORTHFIELD (1942)




                                            HAROLD BRIDGER
  SECONDO ESPERIMENTO
  NORTHFIELD (1943)                         SIGMUND H. FOULKES


Un ospedale può essere allo stesso tempo terapeutico e riabilitativo se al
malato si concedono ruoli di protagonista nella propria lotta al malessere
individuale
"GROUP AS A WHOLE"                       PRIMO ESPERIMENTO
                                          NORTHFIELD (1942)




SECONDO ESPERIMENTO
  NORTHFIELD (1943)




                  introdusse al Northfield una mentalità di "regime militare" il
                  suo obiettivo era di guidare “il battaglione di lavativi” contro il
                  nemico che attacca il morale: la nevrosi



“mentre siamo nel gruppo non siamo nell’esercito”
IL RAPPORTO INDIVIDUO GRUPPO IN PSICOANALISI
PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion


        CHIARIRE LA NATURA DELLE TENSIONI EMOTIVE CHE
      EMERGEVANO NEI GRUPPI E CHE SEMBRAVANO OPPORSI
          ALLA REALIZZAZIONE DEL COMPITO PROPOSTO



                  INFLUENZE PSICOANALISI KLEINIANA

 Espressione, nel gruppo, di ansie psicotiche simili a quelle
       delle posizioni schizo-paranoide e depressiva
 Utilizzo di meccanismi difensivi da parte del gruppo




       (Insieme di persone che si trovano
     tutte nello stesso stato di regressione)

                           DOTAZIONI ETOLOGICHE DELL’UOMO SOCIALE
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion

      CONCEZIONE DELLA MENTE COME GRUPPO E DEL LAVORO
       DELLA MENTE COME ESITO DELLA QUALITÀ DEL GRUPPO
                 INTERNO DI CUI È ESPRESSIONE



                                          MENTE –
 PROTO-CERVELLO
                                apparato per pensare i pensieri


     Magma indifferenziato di afferenze sensoriali ed
                    emotive grezze
     Elementi β (protopensieri, pensieri non pensati)
                   Terrore senza nome
               Relazioni tra psiche e soma
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       Contenimento                Rêverie materna




 Fatto in sé         Funzione α                 Fatto psichico
               deputata a generare i pensieri


     IL PENSIERO NASCE DALLA MANCANZA DI UN OGGETTO
               ALL’INTERNO DI UNA RELAZIONE
               “nessun seno, quindi un pensiero”
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 ALCUNE ESPERIENZE POSSONO FAR PERCEPIRE L’ANGOSCIA
    E LO SMARRIMENTO TIPICI DEL TROVARSI INNANZI AL
     CARATTERE INFORME DEL NON ANCORA PENSATO




           RISTRUTTURAZIONE CAMPO
                   MENTALE

         NONOSTANTE LA MENTE RAPPRESENTI
          L’EVOLUZIONE DEL PROTO-CERVELLO
         QUEST’ULTIMO RIMANE SEMPRE ATTIVO
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  La mente è gruppale, emerge dall’istituzione di una
  relazionalità interna

  Dal gruppo emerge una mente, il gruppo genera
  specifiche forme di pensiero (proto pensiero e
  pensiero evoluto)

  Il gruppo terapeutico può mettere l’individuo
  innanzi al carattere informe del non ancora
  pensato

  Campo gruppale e funzione gamma
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion




   Gli individui riuniti in un gruppo si combinano in modo istantaneo e
   involontario producendo un’attività mentale collettiva. Il gruppo si
   comporta come se fosse un’unità senza che i membri abbiano
   consapevolezza di questo o se lo pongano come obiettivo

   La mentalità di gruppo può essere paragonata ad un “serbatoio che
   contiene in forma anonima i contributi dei vari membri e in cui si
   possono gratificare gli impulsi e i desideri che questi contributi
   contengono”

   Il rapporto tra mentalità di gruppo e bisogni individuali può essere
   conflittuale

   Il rapporto tra mentalità di gruppo e bisogni individuali costituisce la
   base per l’organizzazione che il gruppo si dà in una determinata
   fase del suo sviluppo (cultura di gruppo)
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion



                  CERVELLO COLLETTIVO
                       PRIMITIVO
                 SISTEMA PROTOMENTALE




       Dirige il livello basico del gruppo; le persone operano
    rispondendo a stimoli collettivi con l’attivazione di risposte
        automatiche, impulsive, non basate sulla riflessione
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion




         livello, affettivo ad alta densità emotiva che si attiva
         in modo non cosciente per dare sollievo ai membri.
         È caratterizzato dalla presenza dei processi
         psichici “primari”




        livello razionale e conscio, dipende dal fatto che
        ogni gruppo ha un obiettivo da raggiungere; la
        riuscita in questo è legata a quei processi psichici
        che Bion definisce “secondari”: percezione,
        memoria, ragionamento, giudizio
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion


 rappresentano i meccanismi di difesa del gruppo e svolgono
 la funzione di mantenere sotto controllo le ansie primitive, la
 frustrazione e il dolore scatenate dal partecipare al gruppo e
 conseguenti al contatto con la realtà e all’apprendimento
 attraverso l’esperienza

                     Convinzione del gruppo di essere riunito in funzione del
 DIPENDENZA          terapeuta, dal quale si attende tutto e che provvederà a
                            soddisfare tutti i suoi desideri e necessità

                   Convinzione del gruppo di avere un nemico da cui difendersi
ATTACCO-FUGA
                            attaccando o da cui è necessario fuggire


ACCOPPIAMENTO      Speranza che due persone insieme o un scelto sottogruppo
                        porteranno ad una soluzione dei problemi attuali
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion


      Gli assunti di base rappresentano delle fantasie condivise che
      appartengono più all’inconscio di gruppo che a quello
      individuale

      Il gruppo è dominato, di volta in volta, da un solo assunto di
      base la cui funzione è quella di impedire qualsiasi processo
      evolutivo

      Il gruppo dominato da un assunto di base sviluppa un
      “linguaggio psicotico”

      Il terapeuta corre sempre il rischio di funzionare a livello
      dell’assunto di base del momento

      Il terapeuta deve essere uno “schermo di proiezione” e riferirsi
      sempre al gruppo nella sua totalità
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion
                 INFLUENZE DEL PENSIERO KLEINIANO
  entrare a far parte di un insieme può riattivare l’esperienza confusiva e
  caotica che precede il pensiero (accento posto su forti fattori regressivi)


                          PS                D

                        POSIZIONE SCHIZO-PARANOIDEA

                                        Gruppo buono (rassicurante e
Scissione dell’oggetto gruppo           idealizzato)
                                        Gruppo cattivo (temuto, generante
                                        angoscia e aggressività)

                                Meccanismi di difesa che consentano di introiettare
 GRUPPO DI BASE                 l’oggetto buono e proiettare all’esterno l’angoscia e
                                la paura dell’oggetto cattivo (illusione gruppale e
                                assunti di base)
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion
           INFLUENZE DEL PENSIERO KLEINIANO


                           GRUPPO DI BASE




                       POSIZIONE DEPRESSIVA
      il gruppo è percepito nella sua totalità: ha parti buone e parti
      cattive, può essere suscettibile d’amore e di odio ed è
      necessario convivere con questa ambivalenza (senso di colpa e
      suo superamento)




                          GRUPPO DI LAVORO
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion



              Nel gruppo di base è generata dalla
              valenza,       ovvero    dalla   “disposizione
              dell’individuo ad entrare in combinazione col
              gruppo nel determinare gli assunti di base e
              ad agire in conformità con essi”




              Nel gruppo di lavoro          dipende    dalla
              cooperazione cosciente
IL RAPPORTO INDIVIDUO GRUPPO IN PSICOANALISI
PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion

                GRUPPO SPECIALIZZATO DI LAVORO
  Anche la società, come gruppo, presenta fenomeni di assunti di
  base. Nella loro crescita i gruppi sociali hanno risolto in parte
  questo problema delegando, per così dire, a determinati
  sottogruppi la funzione di contenerli e manipolarli


    la Chiesa, con la sua organizzazione e la sua struttura si specializza
    nella manipolazione dell’a.d.b. di dipendenza



    l’Esercito nella manipolazione dell’a.d.b. di attacco-fuga, risparmia
    al resto della società la fatica di contenere questo assunto di base



    l’Aristocrazia, come classe sociale, con i suoi ideali di razza e stirpe,
    potrebbe essere un esempio di gruppo specializzato nell’a.d.b. di
    accoppiamento
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion
                           GRUPPO DI LAVORO
     livello razionale e conscio, dipende dal fatto che ogni gruppo
    ha un obiettivo da raggiungere; la riuscita in questo è legata a
         quei processi psichici che Bion definisce “secondari”:
               percezione, memoria, ragionamento, giudizio

          È NECESSARIO UN APPRENDIMENTO AFFINCHÉ UN
      PARTECIPANTE POSSA METTERSI NELLE CONDIZIONI DI DARE
      UN CONTRIBUTO ALLA REALIZZAZIONE DEI FINI DEL GRUPPO

                                 Partecipare al gruppo di base significa
                                 essere messo nell’impossibilità di
                                 perseguire i propri fini come individuo che
                                 pensa e riflette ma allo stesso tempo
 Situazione di conflitto         significa sentire calore e forza
 irriducibile data dalla
 co-presenza sia nella
 mente degli individui           Partecipare al gruppo di lavoro fa
 sia nel gruppo delle            avvertire un senso di limitatezza e di
 due mentalità                   solitudine
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PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion

Fase in cui si realizza la presa di consapevolezza dell’esistenza e delle
potenzialità elaborative del gruppo come soggetto collettivo


   EVENTI CHE SEGNANO IL PASSAGGIO A QUESTO STADIO

1- le persone avvertono che l’appartenenza al gruppo non è più “discussione”
2- c’è una maggiore disponibilità a mettersi in gioco
3- i temi di discussione si fanno sempre più precisi
4- il conduttore è percepito come umano e vulnerabile e non come rigido e distante
5- diminuisce il timore e la dipendenza nei confronti del conduttore
6- i membri non si rivolgono solo all’analista ma collocano pensieri e interrogativi
all’interno del “campo gruppale”
7- non vi è automaticità nel passaggio della comunicazione tra gruppo e individuo
che, anzi, deve continuamente essere cercata e messa a punto
IL RAPPORTO INDIVIDUO GRUPPO IN PSICOANALISI
PSICOANALISI DI GRUPPO- Bion

   Il raggiungimento del gruppo di un’Identità più solida fa sì che il
  gruppo si rivolga verso l’interno e che i partecipanti si impegnino a
               rappresentare ciò che è “dentro” il gruppo


   COMUNICAZIONE                          FANTASIE PROFONDE


    NEL PICCOLO GRUPPO I SISTEMI DI AUTORAPPRESENTAZIONE
    SONO COSTITUITI DAI SOGNI, LE FANTASIE, LE SPECULAZIONI
     IMMAGINATIVE (esprimono i desideri, il perturbante, ciò che
                        genera conflitto)


                                 IL SOGNO

       Rappresentazione veritiera di “qualcosa” che la persona ha
          colto ed elaborato (in modo inconscio e preconscio)
       Espressione vera di desideri e fantasie inconsce che viene
       proposta attraverso un linguaggio diverso (Meltzer, 1984)
Tratto da “Gruppo” di C. Neri
                                     IL SOGNO di Massimo

  “Ero al gruppo, ma era anche un grosso fuoristrada…c’erano altre persone, che
                non distinguevo bene… . Io stavo al posto di guida.
 Succedeva qualcosa…dopo questo avvenimento avvertivo un odore… .Mi rendevo
  conto allora che non ero seduto su un sedile, ma su un water… . Anche gli altri
                              sedili erano water…”
     OSSERVAZIONI SUL PAZIENTE                       APPORTI ALL’AUTO-
                                                RAPPRESENTAZIONE DEL GRUPPO

- era stato particolarmente ansioso e teso     - messa     in    evidenza  della
nel corso della prima seduta. Aveva paura      confusione che pervade il gruppo
di perdere il controllo emotivo (gruppo        (c’erano altre persone, che non
come grosso fuoristrada)                       distinguevo bene)
- per difendersi dalla paura di essere         - comune tendenza ad evacuare le
soverchiato occupa il posto di guida           emozioni e la paura senza mostrarsi
                                               agli altri (farsela sotto)
- accade qualcosa durante la seduta
precedente al sogno (un intervento             - immagine di un primo contenitore
dell’analista), per cui il paziente prende     collettivo (il fuoristrada)
contatto con il suo stato emotivo (…sento
un odore)
- si rende conto che non è il solo a provare
gli effetti dello stare in gruppo (Anche gli
altri sedili erano water…”)
Tratto da “Gruppo” di C. Neri


         I SOGNI POSSONO COMUNICARE:



               Qualcosa che è propria
                   dell’individuo


            Aspetti e caratteristiche del
                       gruppo
                                                IMMAGINE DI SÉ E
                                                  DEL GRUPPO
    persone          personaggio      simbolo
                      fantastico



              Un messaggio al gruppo
Tratto da “Gruppo” di C. Neri

    IL SOGNO DI ERNESTO

«Ci eravamo organizzati in cinque o sei per fare l'esplorazione di una città sotterranea. lo
avevo portato con me un grosso bagaglio, ma poi lo avevo alleggerito, perché più d'uno
mi aveva consigliato di fare così, data la difficoltà del percorso. Prima di entrare, dunque,
avevo aperto il bagaglio e avevo lasciato solo l'essenziale: una lampadina elettrica, una
bottiglia d'acqua, due o tre panini già preparati, una stecca di cioccolata.
Eravamo in fila indiana e io chiudevo la fila. A un certo punto, ci siamo trovati in un
grande spiazzo, dove c'erano moltissime persone di razze ed età diverse: bambini,
vecchi, persone di ogni tipo. Ho provato un sentimento di vero terrore, perché non
sapevo chi erano queste persone, che cosa facevano, cosa volevano. Gli altri non erano
più visibili. Sono iniziate anche penose sensazioni fisiche: freddo, bisogno di vomitare.
Ho iniziato a retrocedere piano piano in un cunicolo. Sinché ho sentito che qualcuno mi
toccava. Era la mia nonna materna, la nonna che si è occupata di me quando ero
piccolo. La nonna mi ha detto: "ma tu hai fame e freddo, bisogna fare qualcosa per te".
La nonna si è ritirata allora in un punto in cui la galleria, rientrando, lasciava un po' di
spazio. Si è seduta e ha incominciato a preparare dei cibi. Erano cibi primitivi: fagioli, un
pane rozzo. lo ero ancora molto angosciato, ma incominciavo a dirmi che dovevo cercare
gli altri.
La nonna mi ha detto: "Ma se non mangi e non ti riscaldi, non puoi neanche andare a
cercare gli altri". Mi sono seduto anch'io e, guardando per terra, alla luce del fuoco, che
la nonna aveva acceso per cucinare, ho visto qualcosa. Ho capito che erano le ombre
degli altri che si stavano avvicinando»

						
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