sindrome dello sbocco toracico by eCLWQc

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									                            Sindrome dello sbocco toracico

a cura del Dott. Stefano Guidotti

La sindrome dello sbocco o dell’egresso toracico altrimenti indicata in inglese come “ Thoracic
Outlet Syndrome” ( T.O.S.) è caratterizzata dalla compressione del plesso brachiale e/o dei vasi
sottoclaveari, assieme o indipendentemente, all’emergenza dal ristretto passaggio tra la clavicola, la
prima costa e i muscoli scaleni.

La causa è spesso congenito-costituzionale per la presenza di una costa cervicale ( ossia una vera e
propria costola al posto del normale e più corto processo trasverso ) oppure un processo trasverso
della settima cervicale eccessivamente sviluppato; altre volte la variante anatomica è a carico dei
muscoli scaleni. Altre volte si tratta di patologia acquisita in genere legata ad una eccessiva
contrattura o fibrotizzazione della muscolatura locale a seguito di traumi, attività sportive mal
condotte o a cattive posture protratte nel tempo.

La sindrome è di più frequente riscontro nelle donne tra i 20 e i 50 anni.

La sintomatologia può essere vaga e mutevole. Spesso i primi disturbi sono i formicolii al mignolo
e all’anulare ma possono essere presenti, come il dolore, dalla spalla fino alle dita, simulando una
cervicobrachialgia. I disturbi circolatori si manifestano con un pallore intermittente all’estremità
distali in rapporto alla posizione dell’arto, accentuandosi quando questo viene mantenuto al di sopra
della testa. Spesso viene riferita debolezza all’arto superiore interessato e perdita della
coordinazione.

Numerosi test clinici sono stati descritti per provocare la comparsa dei segni tipici neurologici e
circolatori e poter confermare il sospetto diagnostico di T.O.S. Gli esami diagnostici (radiografici,
risonanza magnetica, elettromiografia sono indicativi ma difficilmente permettono una diagnosi
certa a meno che non si riscontri la presenza di una anomalia ossea come sopra ricordata.

Il trattamento è solitamente riabilitativo volto a contrastare il motivo della compressione sul fascio
vascolo-nervoso. Solitamente sono necessari diversi mesi di rieducazione posturale, esercizi di
stretching volti ad allentare la tensione degli scaleni e dei pettorali, degli sterno-cleido-mastoidei.
Se nonostante questo i disturbi non recedono può essere indicato ricorrere all’intervento chirurgico
che mirerà a rimuovere la causa meccanica di compressione in specie quando di natura ossea (
megaapofisi trasversa o costa cervicale).

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