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Canto SERVO PER AMORE

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Canto  SERVO PER AMORE Powered By Docstoc
					                     Parrocchia “S. Maria Nascente” – Coccaglio

                              GRUPPO DELLE COPPIE

                                     22 APRILE 2006
           ADORAZIONE IN OCCASIONE DELLE QUARANTORE

                        Preghiamo e riflettiamo con l’aiuto delle
                                    BEATITUDINI

-Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Invocazione allo Spirito Santo

Vieni, o Spirito creatore,                     Sii luce all’intelletto,
visita le nostre menti,                        fiamma ardente nel cuore;
riempi della tua grazia                        sana le nostre ferite
i cuori che hai creato.                        col balsamo del tuo amore.

O dolce consolatore,                           Difendici dal nemico,
dono del Padre altissimo,                      reca in dono la pace,
acqua viva,fuoco, amore,                       la tua guida invincibile
santo crisma dell’anima.                       ci preservi dal male.

Dito della mano di Dio,                        Luce d’eterna sapienza,
promesso dal Salvatore,                        svelaci il grande mistero
irradia i tuoi sette doni,                     di Dio Padre e del Figlio
suscita in noi la parola.                      uniti in un solo Amore. Amen



Canto: SERVO PER AMORE

Una notte di sudore                            le tue reti getterai.
sulla barca in mezzo al mare
e mentre il cielo si imbianca già                RIT. Offri la vita tua
tu guardi le tue reti vuote.                        Come Maria ai piedi della croce
Ma la voce che ti chiama                            E sarai servo di ogni uomo
un altro mare ti mostrerà                           Servo per amore,
e sulle rive di ogni cuore                          sacerdote dell’umanità.
Avanzavi nel silenzio
Tra le lacrime speravi
Che il seme sparso davanti a te
Cadesse sulla buona terra.
Ora il cuore tuo è in festa
Perché il grano biondeggia ormai,
è maturato sotto il sole,
puoi riporlo nei granai. RIT.


Gesù, tu sei presente in tanti luoghi del mondo sotto il velo del pane, e per la maggior
parte
dei cinque miliardi di uomini che popolano la terra, questa tua presenza è del tutto
sconosciuta.
Anche noi, tuoi discepoli, ci siamo abituati a saperti lì, a due passi da casa nostra. E la
tua presenza viva non ci colpisce più.
Ma quello a cui meno pensiamo è che Tu, nell’Eucaristia sei lo stesso Gesù della
Cena: una vita “data”, il Figlio che il Padre non ha risparmiato ma ha sacrificato per
noi. Sei l’Unigenito che volontariamente si è consegnato alla morte perché il progetto
di salvezza del Padre avesse compimento. Tu ci chiami a concederti tempo,ci inviti a
prenderci tempo per restare con Te. E non solo per essere adorato, ma perché ci
confrontiamo con Te, il cui “cibo” è stato sempre quello di fare la volontà del Padre.
Stare in adorazione significa immergerci in Te per avere in noi i tuoi
sentimenti,per imparare a mettere al primo posto,nella nostra vita, la volontà del
Padre.
Adorare non è solo riconoscere la tua grandezza perché sei Dio, o Signore Gesù, ma è
prendere atto che tu sei per noi “via,verità e vita”, che non c’è modo di diventare
“grandi” se non facendoci “piccoli”come te, e servi di tutti.

Matteo 5, 1- 3
“Vedendo che c’era tanta gente Gesù salì verso il monte.
 Si sedette, i suoi discepoli si avvicinarono a lui ed egli cominciò a istruirli con queste
parole:
“Beati quelli che sono poveri di fronte a Dio: Dio darà loro il suo
regno.”

Filippesi 2, 1-11
“ Se è vero che Cristo vi chiama ad agire, se l’amore vi dà qualche conforto, se lo
Spirito Santo vi unisce, se è vero che tra voi c’è affetto e comprensione …rendete
completa la mia gioia. Abbiate gli stessi sentimenti e un medesimo amore. Siate
concordi ed unanimi! Non fate nulla per invidia e per vanto, anzi con grande umiltà,
stimate gli altri migliori di voi. Badate agli interessi degli altri e non soltanto ai vostri.
I vostri rapporti reciproci siano fondati sul fatto che siete uniti a Gesù Cristo.
Egli era come Dio
Ma non conservò gelosamente
Il suo essere uguale a Dio.
Rinunziò a tutto:
diventò come un servo,
fu uomo tra gli uomini
e visse conosciuto come uno di loro.
Abbassò se stesso,
fu obbediente fino alla morte,
alla morte di croce.
Perciò Dio lo ha innalzato
Sopra tutte le cose
E gli ha dato il nome più grande.
Perché in onore di Gesù,
in cielo, in terra e sotto terra,
ognuno pieghi le ginocchia,
e per la gloria di Dio Padre,
ogni lingua proclami:
Gesù Cristo è il Signore.”


Beati i poveri in spirito….
Povertà in spirito è condanna di ogni fariseismo, di ogni non verità, di tutte le forme
di potere, spesso vere e proprie corse al dominio in ogni campo. Gesù chiamerà guide
cieche coloro che amano i primi posti…
Dobbiamo stare attenti a non esagerare in due direzioni: facendo dello spiritualismo o
facendo filantropia da figli dei fiori. Secondo la sapienza del Vangelo la povertà di
spirito indica lo stile di vita di quelle persone che possiedono un’umile e fiduciosa
sottomissione a Dio, in contrapposizione a coloro che hanno il cuore chiuso e
indurito.
Gesù è il povero per eccellenza, non perchè miserabile, ma perché vuoto di qualsiasi
pretesa di costruirsi da solo. La povertà di Gesù si attua nell’incarnazione.
 Il vero povero dona con gioia, senza farlo pesare, con umiltà e mitezza, perché sa che
la fonte del suo dono è l’amore gratuito di Dio.”Gratuitamente avete ricevuto,
gratuitamente date”. Il povero è colui che sa che egli stesso è tutto dono gratuito
d’amore di Dio.
Questa è la ricchezza che ci offre la beatitudine: lo stupore e la meraviglia per
l’infinito amore di Dio e per la capacità che lui stesso ci offre di vivere l’amore e
dell’amore. E’ un aspetto della povertà che spesso dimentichiamo e che giustifica
anche scelte concrete di stili di vita di povertà.
La carta della felicità che ci offre il mondo oggi è molto diversa:
beati quelli che guadagnano molto
beati quelli che possono appagare le loro passioni
beati quelli che non hanno sofferenza e a cui tutto riesce nella vita
beati quelli che riescono ad imporsi, a dominare gli altri
beati quelli che fanno quello che vogliono senza ammettere altra regola che la propria
volontà
beati quelli che afferrano il più possibile di quanto esiste al mondo
beati quelli che mietono successi e sono ammirati,quelli che fanno carriera…
Ma la felicità del Vangelo è qualcosa di più profondo,una pace intima che va al
di là di ciò che resta esterno,che sa trovare pace anche tra le lacrime.

Adoriamo e riflettiamo in silenzio per 5 minuti;
Possiamo aiutarci con le domande sotto riportate:
   - Dove cerco la felicità?
   - Cosa mi fa felice?
   - Povertà è condanna di ogni non verità. Quanto sono disposto/a a giocare tutto
      di me nello “svuotarmi” con gli altri?
   - Provo a misurare il mio stile di vita con lo spirito delle Beatitudini: C’è
      qualcosa che posso modificare?
   - Nelle mie scelte misuro quali possono essere i “prezzi” che altri pagano?


Preghiamo insieme a cori alterni (oppure, ascoltiamo il canto)
Portami i tuoi pani,                           portami le tue forze,
il poco che possiedi                           portale a me.
e stringi forte tra le mani,
quello che è nulla ai tuoi occhi,              Portami il tuo tempo,
ma è tanto per me.                             la tua lotta per il bene di ogni uomo,
                                               la tua casa aperta agli altri,
Portami i tuoi pesci,                          portali a me.
il poco che ti resta per domani,
tutto ciò che puoi donare,                     Dammi il tuo superfluo
portalo a me.                                  Misurato sulla fame di chi non ha
                                               niente,
Ho bisogno del tuo amore                       il tuo cuore aperto, il tuo orizzonte
per poter moltiplicare il pane.                che si allarga sul dolore
ho bisogno soltanto del tuo amore              degli uomini accanto a te.
per sfamare questa folla
che grida intorno a te.                        Ho bisogno del tuo amore
                                               Per poter moltiplicare il pane.
Dammi le tue mani,                             Ho bisogno soltanto del tuo amore,
la tua mente, la cultura,                      e il miracolo del pane
il tuo coraggio, il tuo lavoro,                sulla terra si compirà.


“ Beati quelli che sono nella tristezza: Dio li consolerà” ( Mt 5, 4)
“ In verità in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si
rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia. La donna ,
quando partorisce è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce
il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un
uomo. Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro
cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. In quel giorno non mi
domanderete più nulla.” ( Gv 16,20-23)

Cantiamo insieme:
Nada te turbe, nada te espante
Quien a Dios tiene, nada le falta.
Nada te turbe, nada te espante
Solo Dios basta.

La beatitudine degli afflitti non è altro che la beatitudine della croce: una
“esagerazione” d’amore,
che fa proprio il dolore di tutta l’umanità e dona tutto di sé per questa umanità afflitta.
I Padri della Chiesa parlano della croce come “letto nuziale”. Il luogo di massima
donazione di Gesù, dove Gesù esprime il tutto donato.
I cristiani sono i discepoli di un Crocifisso, non cercano più anestetici vari per
sfuggire alla sofferenza, nel vano tentativo di eliminarla. Proviamo a pensare a
tutta l’immagine pubblicitaria: ciò che vediamo rappresentato è sempre la vita nella
sua pienezza e perfezione. Non è possibile una ruga, l’immagine di anziano che ci
viene proposta non è vera… i bambini della pubblicità sono sempre sani, belli,
intelligenti…
E’ solo l’amore che può rendere ragione della sofferenza. Guardando al Crocifisso
tocchiamo con mano la “sofferenza di Dio”, una sofferenza che si incarna
nuovamente in ogni dolore umano, già redento, e che diventa nuova redenzione per il
mondo.
Poveri, sporchi,brutti come siamo, Gesù non si vergogna di noi; ci chiama fratelli,
condivide tutta la nostra miseria e ci riveste della sua gloria. Questa è la
compassione del Dio della nostra Fede.

Cantiamo insieme:
Nada te turbe, nada te espante
Quien a Dios tiene, nada le falta.
Nada te turbe, nada te espante
Solo Dios basta.

Adoriamo e riflettiamo in silenzio per 5 minuti;

Preghiamo insieme a cori alterni :
O Dio nostro Padre,
noi ti ringraziamo perché dal di dentro
hai trasformato le nostre esistenze:
nella croce di Cristo gratuitamente ci hai accolti
e ci hai fatto rinascere
a nuova dignità e responsabilità.
Ti preghiamo, aiutaci a portare la croce
della nostra coscienza e responsabilità
di fronte a chi soffre innocente
e ai senza speranza intorno a noi.
Aiutaci a sperare contro ogni speranza,
a lottare per una piccola speranza
di fronte ai fanciulli che a milioni
muoiono di fame e di stenti,
di fronte alle vite umane che scompaiono
in guerre sempre ingiuste e disumane.
Aiutaci a portare la croce della responsabilità
Dove il denaro vale più della dignità,
dove i bianchi vincono i neri e li opprimono.
Signore, lavorare per il tuo regno,
sia il nostro portare la croce,
e il nostro annunciare
che tu non sei morto invano.
Aiutaci anche a soffrire per quel regno
che ora è dato solo in povere cose,
perché alla fine dei tempi
sia asciugata ogni lacrima e pianto,
tutto si innalzi alla pienezza della tua croce.


“ Beati i miti perché erediteranno la terra”( Mt 5, 5 )

“Ecco il mio servo che io ho scelto,il mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto.
Porrò il mio spirito sopra di lui e annunzierà la giustizia alle genti,
non contenderà, né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce, la canna infranta
non spezzerà, non spegnerà il lucignolo fumigante, finchè abbia fatto trionfare la
giustizia, nel suo nome spereranno le genti” ( Is 42, 1-4)

Spesso si ritiene le mitezza un qualità dispregiativa, confondendola con la debolezza,
con una mancanza di vigore, quasi una sottomissione a ciò che altri impongono
ingiustamente.
La mitezza invece è una tenace lotta con se stessi, con gli altri,è molto più di un
atteggiamento, un linguaggio, una filosofia di vita,è una grande guerra di
liberazione che l’uomo ingaggia contro le radici del male. E’ la volontà di superare
la prepotenza, scegliendo la passione, la forza e il calore dell’amore.
Gesù in tutta la sua vita e nel suo comportamento verso i peccatori, i poveri, gli
ammalati, manifesta la sua mitezza, che non è altro che amore, fino all’ultimo gesto
di questa mansuetudine: la croce, anticipata dall’ Eucaristia. In altre parole la
mitezza è la dolce fermezza dell’amore.
La mitezza è il puntare sempre alla meta di incontrarsi nella verità per diventare il
meglio di noi stessi, non arrendersi alla mediocrità di cose fatte così così, di gesti
d’amore fatti per mantenere una certa quiete che si rivela poi a lungo andare quiete
mortale.
La mitezza non è autocontrollo da training autogeno, ma misericordia calorosa,
vissuta nella fatica di ricominciare ogni giorno a ricostruire il nostro amore, una
ricostruzione a volte fatta anche di sopportazione, che è il portare con…, quindi non
qualcosa che si subisce, ma atteggiamento operoso e cordiale,impastato di dialogo e
ascolto,di fermezza e chiarezza, come ha saputo fare Gesù:” Se ho parlato male,
dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?”(Gv 18,23)

Preghiamo insieme a cori alterni
Di questo ti prego, Signore: colpisci,        Dammi la forza di non rinnegare mai il
colpisci alla radice                          povero, di non piegare le ginocchia
la miseria che è nel mio cuore.               davanti all’insolenza dei potenti.
Donami il tuo Spirito. Con esso,
                                              Dammi la forza di elevare il pensiero
Dammi la forza di sopportare                  sopra le meschinità della vita d’ogni
serenamente gioia e dolori.                   giorno,
Dammi la forza di rendere il mio amore        e dammi la forza di arrendere con
utile e fecondo al tuo servizio.              amore la mia forza alla tua volontà.


Adoriamo 15 minuti in silenzio; durante questi minuti di meditazione chi
vuole può ripetere ad alta voce una parola, una frase, una riflessione , una
preghiera che più risulta cara al suo cuore.

Preghiamo insieme a cori alterni
Sono morti, per sempre, tanti tuoi idoli
Che noi abbiamo creato, Signore.
Ti abbiamo fatto giudice giusto,
e tu muori in croce per dare dignità
anche agli ingiusti.
Ti abbiamo fatto Signore grande e potente,
e tu accetti di essere povero e morire
per sconvolgere i nostri meschini desideri
di potenza nel tuo nome.
Ti abbiamo fatto Dio dei credenti,
e tu ti accosti ai non credenti
diventando Dio dei “senza Dio”.
Ti abbiamo fatto Dio delle leggi,
e tu non le osservi e muori in croce
per dire che solo l’amore gratuito è legge.
Dio, creatore del cielo e della terra,
fondamento di ogni vivente, Signore di ogni vita,
io ti confesso con tremore:
Dio crocifisso,
Dio di chi sbaglia, Dio di chi è povero,
Dio di chi crede e degli atei.

Canto Finale: Beati quelli
Beati quelli che poveri sono,
beati quanti son puri di cuore.
Beati quelli che vivono in pena
nell’attesa di un nuovo mattino.

RIT.
Saran beati, vi dico, beati
perché di essi è il regno dei cieli
Saran beati, vi dico, beati
perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che fanno la pace,
beati quelli che insegnano amore.
Beati quelli che hanno la fame
e la sete di vera giustizia.
RIT.
Beati quelli che un giorno saranno
perseguitati per causa di Cristo
perché nel cuore non hanno violenza
ma la forza di questo Vangelo.

				
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