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									            MINISTERO DELLE
 INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

DIREZIONE GENERALE TERRITORIALE DEL NORD EST
                             U.M.C.




  Sede: strada della Motorizzazione Civile, 13 - Mestre




     DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHI
        PIANO OPERATIVO GENERALE
                      D. Lgs. 81/2008



                 IIa Edizione - rev. 0 - Novembre 2008
 MINISTERO INFRASTRUTTURE TRASPORTI - VENEZIA MESTRE - D V R e Piano Operativo - IIa Ed, Rev 0


SOMMARIO

1 . PREMESSA                                                                        pag      4
2. DICHIARAZIONI E FIRME                                                            pag      5
3. INFORMAZIONI GENERALI
      3.1   DEFINIZIONI                                                             pag      6
      3.2   COMPETENZE E RESPONSABILITA’                                            pag      8
      3.3   RIUNIONE PER LA SICUREZZA                                               pag      10
      3.4 PERSONALE CON FUNZIONI RELATIVE ALLA SICUREZZA                            pag      11
      3.5   DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’                                             pag      12
      3.6   MACCHINE - ATTREZZATURE - MANSIONI - DPI                                pag      13
      3.7   TIPOLOGIA DEI RISCHI PRESENTI                                           pag      15
      3.8   IMPIANTI: ADEMPIMENTI                                                   pag      17
4.    VALUTAZIONE DEI RISCHI: definizione, stima e probabilità                      pag      18
      SHEDE DI VALUTAZIONE
               4.1 Valutazione del rischio caduta, inciampo, scivolamento, ecc.     pag      21
                        4.1.1 Sorgenti del rischio
                       4.1.2 Natura del rischio
                       4.1.3 Valutazione del rischio
                       4.1.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.2 Valutazione del rischio elettrico                                pag      25
                       4.2.1 Sorgenti del rischio
                       4.2.2 Natura del rischio
                       4.2.3 Valutazione del rischio
                       4.2.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.3 Valutazione del rischio incendio e scoppio        pag
                       4.3.1 Sorgenti del rischio
                       4.3.2 Natura del rischio
                       4.3.3 Valutazione del rischio
                       4.3.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.4 Valutazione del rischio nell’utilizzo di macchine/attrezzature   pag      33
                       4.4.1 Sorgenti del rischio
                       4.4.2 Natura del rischio
                       4.4.3 Valutazione del rischio
                       4.4.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.5 Valutazione del rischio da esposizione ad agenti chimici         pag      37
                       4.5.1 Sorgenti del rischio
                       4.5.2 Natura del rischio
                       4.5.3 Valutazione del rischio
                       4.5.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.6 Valutazione del rischio connesso al rumore                       pag      40
                       4.6.1 Sorgenti del rischio
                       4.6.2 Natura del rischio
                       4.6.3 Valutazione del rischio

                                                                                                   2
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                      4.6.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.7 Valutazione del rischio all’esposiz. alle vibraz. meccaniche     pag       42
                      4.7.1 Sorgenti del rischio
                      4.7.2 Natura del rischio
                      4.7.3 Valutazione del rischio
               4.8 Valutazione del rischio connesso a fattori microclimatici e
                       rischio biologico da impianti di condizionamento             pag       44
                      4.8.1 Sorgenti del rischio
                      4.8.2 Natura del rischio
                      4.8.3 Valutazione del rischio
                      4.8.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.9 Valutazione del rischio da movimentaz. manuale di carichi        pag       48
                      4.9.1 Sorgenti del rischio
                      4.9.2 Natura del rischio
                      4.9.3 Valutazione del rischio
                      4.9.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.10 Valutazione del rischio da videoterminali                       pag       50
                      4.9.1 Sorgenti del rischio
                      4.9.2 Natura del rischio
                      4.9.3 Valutazione del rischio
                      4.9.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.11 Valutazione del rischio gestanti, puerpere in allattamento
                    fino a 7 mesi                                                   pag       53
                      4.11.1 Sorgenti del rischio
                      4.11.2 Natura del rischio
                      4.11.3 Valutazione del rischio ed azioni da attuare
                      4.11.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.12   Valutazione del rischio da stress lavoro-correlato            pag       56
                      4.12.1 Sorgenti del rischio
                      4.12.2 Natura del rischio
                      4.12.3 Valutazione del rischio ed azioni da attuare
                      4.12.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.13   Valutazione del rischio connesso alle diff. di genere         pag       58
                      4.13.1 Sorgenti del rischio
                      4.13.2 Natura del rischio
                      4.13.3 Valutazione del rischio ed azioni da attuare
                      4.13.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare
               4.14   Valutazione del rischio connesso alle differenze di età       pag       59
                      4.14.1 Sorgenti del rischio
                      4.14.2 Natura del rischio
                      4.14.3 Valutazione del rischio ed azioni da attuare
                       4.15    Valutazione del rischio esposizione a campi
                               elettromagnetici e radiazioni ottiche artificiali              pag       60
                      4.15.1 Sorgenti del rischio
                      4.15.2 Natura del rischio
                      4.15.3 Valutazione del rischio ed azioni da attuare
                      4.15.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare

    ELENCO ALLEGATI                                                                           pag       63


                                                                                                    3
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1 - PREMESSA

In tutte le attività lavorative sono presenti situazioni di rischio, reale o potenziale, per la sicurezza e
salute degli operatori.
È pertanto necessario prendere conoscenza della situazione, per poter costruire un programma, che
preveda priorità e tempi di intervento, da verificare periodicamente, per ridurre gradualmente i
livelli di rischio.

Il presente documento contiene la valutazione dei rischi (art. 28 del D. Lgs. 81/2008) effettuata dal
datore di lavoro in collaborazione, per le specifiche competenze, con il Responsabile del Servizio di
Prevenzione e Protezione ed il Medico Competente, previa consultazione del rappresentante dei
lavoratori.

Tale documento viene conservato presso la sede dell’attività.

Il documento di valutazione dei rischi deve avere data certa e contenere:
a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività
    lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;
b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione
    individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma l, lettera a);
c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei
    livelli di sicurezza;
d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli
    dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati
    unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
e) l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio prevenzione e protezione, del
    rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e del medico competente che ha partecipato alla
    valutazione del rischio.


La valutazione e il documento debbono essere rielaborati in occasione di modifiche del processo
produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei
lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione
o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino
la necessità.

In ogni caso il presente Documento sarà aggiornato, al massimo, ogni 4 anni.




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2 - DICHIARAZIONI E FIRME

Il sottoscritto Dr. Ing. Enrico Terragnolo, in qualità di Datore di Lavoro degli Uffici U.M.C. di
Venezia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, siti in Strada Della Motorizzazione 13 a
Mestre - Venezia, dichiara, sotto la propria responsabilità, di aver adempiuto agli obblighi previsti
dall’art. 17 del D.Lgs. 81/2008 e di aver elaborato, con il supporto del Servizio di Prevenzione e
Protezione e del Medico Competente, il presente documento.


                                                   Firma del datore di lavoro …………………………..




Il sottoscritto Dr. Antonio Barbisan in qualità di Responsabile del Servizio di Prevenzione e
Protezione (R.S.P.P.) degli Uffici U.M.C. di Venezia, siti in Strada Della Motorizzazione 13 a
Mestre - Venezia, dichiara, sotto la propria responsabilità, di aver adempiuto agli obblighi previsti
dall’art. 33 del D.Lgs. 81/2008 e di aver supportato la direzione per la stesura del presente
documento.


                                                   Firma del R.S.P.P. …………………………………..




Il sottoscritto Dr.ssa Donatella Pregel dichiara, in qualità di Medico Competente (M.C.), sotto la
propria responsabilità, di aver adempiuto agli obblighi previsti dall’art. 25 del D. Lgs. 81/2008 e di
aver collaborato, con il datore di lavoro, alla elaborazione del presente documento.


                                                   Firma del M.C. ……………………………………...




Il sottoscritto Sig. Giovanni Benintendi, in qualità di Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza
(R.L.S.) dichiara, sotto la propria responsabilità, di essere stato consultato in ordine alla valutazione
dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione, alla
designazione degli Addetti Primo Soccorso e Addetti Gestione Emergenze, alla organizzazione
della informazione e formazione del personale e di aver preso visione del presente documento.


                                                   Firma del R.L.S. …………………………………...


                                                                                                       5
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3 - INFORMAZIONI GENERALI

3. 1 DEFINIZIONI

Ai fini di questo documento abbiamo impiegato i termini suddetti nelle accezioni che più si
conformano alle esigenze del posto di lavoro.
Abbiamo pertanto usato i termini in questione, in base alle seguenti definizioni:

      Pericolo
Proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (per es., materiali o attrezzature di lavoro,
metodi e pratiche di lavoro) avente il potenziale di causare danni.

       Probabilità
Dato o informazione quanti-qualitativa attraverso cui esprimere il grado di fiducia di un valutatore
rispetto al verificarsi dell'evento. E' l'espressione della conoscenza del fenomeno che genera
l'evento, posseduta da colui che effettua la valutazione.

      Gravità o danno
Dato o informazione quanti-qualitativa attraverso cui esprimere l'effetto avverso prodotto dal
verificarsi di un incidente o di un esposizione prolungata.

       Rischio
Probabilità del raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di
esposizione ad un determinato fattore o agente o alla loro combinazione.

        Valutazione dei rischi
Procedimento di valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei
lavoratori, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e protezione e ad elaborare
il programma delle misure atte a garantire il miglioramento del livello di sicurezza nel luogo di
lavoro.

        Lavoratore
Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa
nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione,
esclusi gli addetti ai servizi domestici. Sono equiparati i soci lavoratori di cooperative o di società,
l’associato in partecipazione, il beneficiario di iniziative di tirocinio e di orientamento, ecc.

        Datore di lavoro
 Il soggetto titolare del rapporto di lavoro o, comunque, il soggetto ha la responsabilità
dell’organizzazione in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.

       Dirigente
Persona che attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di
essa.

        Preposto
Persona che sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute,
controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di
iniziativa.

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       Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi
Insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda, finalizzati all'attività di
prevenzione e protezione dai rischi all’interno dell'azienda, o unità produttiva.

        Medico competente
Medico in possesso di uno dei seguenti titoli:
1) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o
in tossicologia industriale o specializzazione equipollente;
2) docenza o libera docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e
psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia ed igiene del lavoro;
3) autorizzazione di cui all'art. 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277.

       Responsabile del servizio di prevenzione e protezione
Persona in possesso dei requisiti professionali di cui all’art. 32, designata dal datore di lavoro, a cui
risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.

        Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Persona, eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute
e sicurezza durante il lavoro.

       Addetto al servizio di prevenzione e protezione
Persona in possesso dei requisiti professionali di cui all’art. 32, facente parte del servizio
prevenzione e protezione.

         Prevenzione
Il complesso delle disposizioni o misure necessarie, anche previste in tutte le fasi dell'attività
lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e
dell'integrità dell'ambiente esterno.

      Infortunio
Evento che, manifestandosi, determina immediatamente sul corpo umano un danno temporaneo,
permanente o letale.

         Malattia Professionale
Evento che associato alla dose - quantità e durata - può generare con una probabilità bassa, media o
alta - in relazione anche al lavoratore esposto - una malattia sul corpo umano nel breve, medio o
lungo periodo, tale da arrecare un danno temporaneo, permanente o letale.

        Misura di Prevenzione
Attività che ha come obiettivo quello di diminuire o mantenere costante un livello di sicurezza
intervenendo sui fattori che influenzano la probabilità di accadimento di un incidente o esposizione.

        Misura di Protezione
Attività che ha come obiettivo quello di diminuire o mantenere costante un livello di sicurezza
intervenendo sui fattori che influenzano l'entità del danno una volta che si sia manifestato un
incidente o un esposizione.




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3.2 COMPETENZE E RESPONSABILITÀ

       Datore di lavoro
È il soggetto titolare del rapporto di lavoro con i lavoratori e, comunque, il soggetto che ha la
responsabilità degli Uffici.
Il datore di lavoro deve:
 approvare ed emettere il documento di Valutazione dei Rischi;
 organizzare un servizio di prevenzione e protezione definendo ruoli e responsabilità;
 mettere a disposizione risorse e mezzi adeguati per la Sicurezza;
 assicurare che sia mantenuto un livello di sicurezza adeguato ai rischi delle attività svolte;
 garantire lo svolgimento della riunione per la sicurezza e far redigere il relativo verbale.

Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione
E’ investito dell'autorità per assicurare che le misure di sicurezza siano stabilite, comprese, attuate.
Ha la responsabilità in particolare di:
1. redigere il documento di valutazione dei rischi;
2. emettere e gestire tutta la documentazione di prescrizione sulla sicurezza (procedure, istruzioni,
    piani, ecc.);
3. promuovere l'addestramento del personale, degli addetti all’emergenza, pronto soccorso, del
    rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
4. promuovere e verificare l'attuazione delle disposizioni relative alle azioni correttive e preventive
    affinché vengano portate a termine positivamente nei tempi e con le modalità prestabilite;
5. verificare l'efficacia delle azioni preventive e correttive intraprese;
6. curare l'archiviazione dei documenti di registrazione;

Medico Competente
Ha la responsabilità di:
1. collaborare con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla
    predisposizione dell'attuazione delle misure per la tutela della salute e dell'integrità psico-fisica
    dei lavoratori;
2. emettere il protocollo sanitario;
3. esprimere i giudizi di idoneità dei lavoratori alla mansione assegnata;
4. istituire ed aggiornare per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, una cartella
    sanitaria e di rischio da custodire presso il datore di lavoro con salvaguardia del segreto
    professionale;
5. fornire informazioni ai lavoratori sul significato degli accertamenti sanitari cui sono sottoposti e,
    nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad
    accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività che comporta l'esposizione a tali
    agenti;
6. informare ogni lavoratore interessato dei risultati degli accertamenti sanitari e, a richiesta dello
    stesso, rilasciare copia della documentazione sanitaria;
7. comunicare, ai rappresentanti per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi degli accertamenti
    clinici e strumentali effettuati e fornire indicazioni sul significato di detti risultati;
8. congiuntamente al RSPP, visitare gli ambienti di lavoro almeno una volta all'anno;
9. effettuare le visite mediche richieste dal lavoratore, qualora la richiesta sia correlata ai rischi
    professionali;
10. collaborare con la direzione alla predisposizione del servizio di pronto soccorso;
11. collaborare all'attività di formazione ed informazione.



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Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
E' designato dai lavoratori quale loro rappresentante e ha le seguenti attribuzioni:
1. accedere ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
2. essere consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla
    individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione;
3. essere consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione, all'attività di
    prevenzione incendi, al pronto soccorso, alla evacuazione dei lavoratori;
4. essere consultato in merito all'organizzazione della formazione;
5. ricevere le informazioni e la documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e le
    misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le
    macchine, gli impianti, l'organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie
    professionali;
6. ricevere le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
7. ricevere una formazione adeguata;
8. promuovere l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a
    tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori;
9. formulare osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti;
10. partecipare alla riunione periodica svolta nel contesto o meno del riesame della direzione;
11. fare proposte in merito all'attività di prevenzione;
12. avvertire il responsabile dell'azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;
13. ricorrere alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai
    rischi adottate dal datore di lavoro e i mezzi impiegati per attuarle non sono idonei a garantire la
    sicurezza e la salute durante il lavoro.

Addetto Gestione Emergenze
Ha la responsabilità di:
 intervenire nelle situazioni di emergenza che si possono verificare nei luoghi di lavoro a seguito
   di un preciso addestramento;
 effettuare la sorveglianza sistematica delle condizioni stabilite nel piano attuando il principio di
   prevenzione.

Addetto Primo Soccorso
Ha la responsabilità di intervenire nelle situazioni di incidente ed infortunio che si possono
verificare nei luoghi di lavoro a seguito di un preciso addestramento




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3.3 RIUNIONE PER LA SICUREZZA

Almeno una volta l'anno viene indetta la riunione per la sicurezza alla quale partecipano:
 il datore di lavoro o un suo rappresentante;
 il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi;
 il medico competente;
 il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Nel corso della riunione i partecipanti esaminano:
   1. esame del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
   2. l’andamento degli infortuni, delle malattie professionali e della sorveglianza sanitaria;
   3. i criteri di scelta, le caratteristiche tecniche e l’efficacia dei dispositivi di protezione
       individuale (DPI);
   4. i programmi di informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori ai fini
       della sicurezza e della protezione della salute.

La riunione ha altresì luogo in occasione di eventuali significative variazioni delle condizioni di
esposizione al rischio, compresa la programmazione e l'introduzione di nuove tecnologie che hanno
riflessi sulla sicurezza e salute di lavoratori.

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza può chiedere la convocazione di una apposita
riunione.

Durante la Riunione per la Sicurezza, sulla base del rapporto predisposto da RSPP. Sono analizzati
in particolare i dati relativi a:
 valutazione dei rischi;
 rapporti registrati sulla Sicurezza;
 reclami dei lavoratori;
 addestramento del personale;
 analisi degli infortuni.

Sulla base dei risultati ottenuti, la Direzione valuta l’adeguatezza, la comprensione, l’attuazione e
l’efficacia del Sistema Sicurezza; conseguentemente possono essere definiti nuovi obiettivi e le
risorse necessarie per il loro raggiungimento, in un’ottica di miglioramento continuo.




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3.4 PERSONALE CON FUNZIONI ED INCARICHI RELATIVI ALLA SICUREZZA


DATORE DI LAVORO

            Dr. Ing. Enrico Terragnolo


RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE

            Dr. Antonio Barbisan, professionista esterno dello Studio Euro Chim - Conegliano


REFERENTE INTERNO PER LA SICUREZZA

            Sig. Federico Scantamburlo


MEDICO COMPETENTE

            Dr.ssa Donatella Pregel, professionista esterno del Laboratorio Munari – VE Mestre


RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI

            Sig. Giovanni Benintendi, comandato Ufficio 1


ADDETTI AL SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO

            Raffaela                Cassarino
            Adriano                 Gottardo
            Concetta                Giuri
            Stefano                 Pulese
            Federica                Fedrigo


ADDETTI AL SERVIZIO DI PRIMO SOCCORSO

            Clara                   Andreoli
            Chiara                  Zacchei
            Stefania                Vanin


PREPOSTI

            Area Risorse            Geom. Renzo Zorzetto
            Area Patenti            Dr. Ing. Nicola Casolla
            Area Autoveicoli        Dr. Ing. Giovanni Neri


                                                                                                 11
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3.5      DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’

All’interno degli edifici hanno sede i seguenti Uffici:


          Ufficio                                 Sede                             N° dipendenti


–     Direz.     Generale     al II° piano dell’edificio centrale                        11
      Territoriale    del
      Nord Est

–     Ufficio 1

U.M.C.                        al piano terra e I° piano dell’edificio                    42
                               centrale,

                              nell’immobile ad un solo      piano, con
                               annesso capannone per prove su autoveicoli
                               e sale esami

                              nello scoperto di pertinenza degli edifici
                               precedenti

                              negli uffici al Tronchetto, presso lo stabile
                               regionale




                                                                                                      12
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3.6 MACCHINE - ATTREZZATURE - MANSIONI - DPI

3.6.1 Direzione Generale Territoriale del Nord Est/ Ufficio 1


     Attrezzature           Certific.                  Mansioni                          DPI in dotazione
                              CE
PC, Fax, fotocopiatori,       Si         Negli Uffici:                               Nessuno
ecc.                                      Addetti agli uffici
                                         NOTA: Non è individuabile la
                                         figura di videoterminalista per nessun
                                         dipendente, in quanto nessuno utilizza il
                                         videoterminale per più di n° 20
                                         ore/settimana




3.6.2   U.M.C. di Venezia


     Attrezzature           Certific.                  Mansioni                          DPI in dotazione
                              CE
PC, Fax, fotocopiatori,       Si         Negli Uffici:                               Nessuno
ecc.                                      Addetti agli uffici
Stampapatenti                             Addetti alla raccolta pratiche
                                          Addetti agli sportelli
                                         NOTA: Non è individuabile la figura di
                                              videoterminalista per nessun
                                              dipendente, in quanto nessuno
                                              utilizza il videoterminale per
                                              più di n° 20 ore/settimana
PC, Fax, fotocopiatori,         Si          Esaminatori                             Nessuno
ecc., autoveicoli
 N° 4 frenometri               Si       Nel capannone prove su veicoli:                Maschera/Facciale
 N°        1     ponte                   Tecnici addetti all’utilizzo delle            filtrante tipo FFP3
    sollevatore                             apparecchiature per le prove                 (per prove veicoli
 N° 1 compressore                          sugli veicoli all’interno                    all’aperto)
    fisso                                 Operatori addetti alla pulizia             Guanti idonei
 N° 1 fossa per                            telai, prove fumi, messa in               Otoprotettori (per
    autoveicoli                             pressione impianti a gas,                    eventuali operazioni
 N° 1 impianto                             all’esterno o nelle immediate                rumorose)
    aspirazione fumi                        vicinanze dell’ingresso (in caso          Calzature sicurezza
    con prese mobili                        di cattivo tempo)                            con puntale
    diverse                                                                              rinforzato ed a facile
                                                                                         sfilamento
                                                                                      Elmetto o calotta
                                                                                         (per lavori che
                                                                                         richiedono
                                                                                         protezione del capo)
                                                                                     (Indumenti protezione
                                                                                     freddo/pioggia)

                                                                                                             13
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     Attrezzature           Certific.                  Mansioni                   DPI in dotazione
                              CE
Nessuno                        -         Controlli presso altre officine:        Otoprotettori (per
                                          Tecnici                                eventuali operazioni
                                          Assistenti                             rumorose)
                                                                               Calzature sicurezza
                                         Controlli fuori sede, presso i           con puntale
                                         cantieri                                 rinforzato ed a facile
                                          Tecnici                                sfilamento
                                          Assistenti                          Elmetto o calotta
                                                                                  (per lavori che
                                                                                  richiedono
                                                                                  protezione del capo)
Nessuno                         -        Esame patenti e revisione patenti    Nessuno
                                         (salendo su automezzi privati)       (prevedere l’utilizzo di
                                                                              veicoli a 4 porte)
Trattore con                    Si       Controlli circolante lungo la rete    Giubbotto/gilet ad
semirimorchio ed                         viaria:                                  alta visibilità
apparecchiature di                        Tecnici ed assistenti addetti          (controlli lungo la
controllo                                    all’utilizzo delle                   rete viaria)
                                             apparecchiature per le prove      Otoprotettori (per
                                          Amministrativi (controllo              eventuali operazioni
                                             documentale)                         rumorose)
                                                                               Guanti idonei
                                                                               Calzature sicurezza
                                                                                  con puntale
                                                                                  rinforzato ed a facile
                                                                                  sfilamento
                                                                               Elmetto o calotta
                                                                                  (per lavori che
                                                                                  richiedono
                                                                                  protezione del capo)
                                                                              (Indumenti protezione
                                                                              freddo/pioggia)




                                                                                                      14
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3.7     TIPOLOGIA DI RISCHI PER MANSIONI


      Mansione                                              Rischi presenti

                  
Addetti agli Uffici         accessibilità ed organizzazione posto di lavoro
ed agli sportelli:         elettrocuzione
– Ufficio 1                incendio
– U.M.C.                   agenti chimici
                           utilizzo attrezzature
                           rischio vibrazioni
                           fattori microclimatici e biologici da condizionatori
                           movimentazione manuale dei carichi
                           utilizzo videoterminali
                           gestanti, puerpere ed in allattamento fino a 7 mesi
                           stress lavoro-correlato
                           differenze di genere
                           esposizione campi elettromagnetici e radiazioni ottiche artificiali
Addetti presso il          accessibilità ed organizzazione posto di lavoro
Capannone Prove e          elettrocuzione
circolante                 incendio
U.M.C.                     utilizzo attrezzature
                           agenti chimici
                           rumore
                           vibrazioni
                           fattori microclimatici
                           gestanti, puerpere ed in allattamento fino a 7 mesi
                           stress lavoro-correlato
                           differenze di genere
                           esposizione campi elettromagnetici
Esame e revisione          accessibilità ed organizzazione posto di lavoro
patenti                    incendio
U.M.C.                     utilizzo attrezzature
                           agenti chimici
                           vibrazioni
                           fattori microclimatici
                           gestanti, puerpere ed in allattamento fino a 7 mesi
                           stress lavoro-correlato
                           differenze di genere
                           esposizione campi elettromagnetici




                                                                                                      15
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     Mansione                                               Rischi presenti

Addetti ai controlli       accessibilità ed organizzazione posto di lavoro
presso       officine      elettrocuzione
esterne e cantieri         incendio
U.M.C.                     utilizzo attrezzature
Operazioni tecniche        vibrazioni
                           fattori microclimatici
                           gestanti, puerpere ed in allattamento fino a 7 mesi
                           stress lavoro-correlato
                           differenze di genere
                           esposizione campi elettromagnetici

NOTA: le pulizie dei locali vengono effettuate da personale esterno che utilizza prodotti di propria
     fornitura, lasciando un deposito per l’uso giornaliero, custodito in locale riservato
     all’impresa di pulizie.




                                                                                                     16
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3.8 IMPIANTI - ADEMPIMENTI


   Disposizione         Argomento           Documento            Data            Non             Non
     di legge                                                                 interessa       richiesto
                                                                              l’attività

  D.M. 12/09/58           Registro         Vidimazione         29/091997
                          Infortuni


  D.P.R. 162/99          Sicurezza        Ultima verifica          …
                         ascensori           periodica


 D.M.I. 16/02/82        Antincendio            C.P.I.         Da rinnovare


   D.P.R. 37/98        Manutenzioni           Registro        01/10/2008
                        antincendio


     L 46/90              Impianto           Certificato        16/09/92
    L. 37/2008             elettrico         conformità


 D. Lgs. 81/2008        Impianti di           Ultima          Da effettuare
    All. VI, 6          messa a terra     verif. periodica


 D. Lgs. 81/2008         Impianti di       Prima verif.       Da verificare
                         protezione              e
                          scariche       verif. Periodiche
                           atmosf.


   DPR 412/93             Impianto            Libretto          01/09/03
   e succ. mod.        riscaldamento         d’impianto


 D. Lgs. 81/2008         Apparecchi           Rilascio        Da verificare
     All. VII            a pressione       libretto / targa


 D. Lgs. 81/2008       Apparecchi e           Denuncia                            x
   All. VI, 3.1         impianti di          installaz. e
                       sollevamento       verif. periodiche




                                                                                                       17
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4. VALUTAZIONE DEI RISCHI


Nella seguente tabella sono elencati i rischi presi in esame:



              N° scheda                                 Rischio


                   1         Rischio luoghi di lavoro, caduta, scivolamento

                   2         Rischio elettrocuzione

                   3         Rischio incendio e scoppio

                   4               Rischio nell’utilizzo di macchine/attrezzature

                   5         Rischio da esposizione ad agenti chimici

                   6         Rischio da esposizione a rumore

                   7         Rischio da esposizione a vibrazioni meccaniche

                   8         Rischio dovuto a fattori microclimatici

                   9         Rischio da movimentazione manuale dei carichi

                  10         Rischio da utilizzo di videoterminali

                  11         Rischio gestanti, puerpere ed in allattamento fino a 7 mesi

                  12         Valutazione del rischio da stress lavoro-correlato

                  13         Valutazione del rischio connesso alle differenze di genere

                  14         Valutazione del rischio connesso alle differenze di età

                  15         Rischio esposizione a campi elettromagnetici e radiazioni
                             ottiche artificiali




                                                                                                     18
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Il rischio ( R) è dato dalla seguente formula: gravità del danno ( D) x probabilità ( P) di
accadimento dell’evento
                                          R=DxP

Per ogni pericolo viene individuato un valore e per ogni pericolo viene valutata la probabilità di
accadimento sulla base delle tabelle che seguono.


Valori di stima della gravità del danno

    Livello                         Criteri di stima della gravità del danno potenziale                           Valore

 Gravissimo      a)   Il pericolo può produrre un infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti            4
                      letali o di invalidità totale
                 b)   Il pericolo può produrre un'esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente
                      invalidanti
 Grave           a)   Il pericolo può produrre un infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti            3
                      gravi non letali, o di invalidità parziale
                 b)   Il pericolo può produrre un'esposizione cronica con effetti irreversibili e/o
                      parzialmente invalidanti
 Medio           a)   Il pericolo può produrre un infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di         2
                      inabilità reversibile
                 b)   Il pericolo può produrre un'esposizione cronica con effetti reversibili
 Lieve           a)   Il pericolo può produrre un infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di         1
                      inabilità rapidamente reversibile
                 b)   Il pericolo può produrre un’esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili




Valori di stima della probabilità di accadimento

    Livello                                  Criteri di stima della Probabilità                                   Valore

 Altamente       a)   Esiste una correlazione consequenziale diretta fra il pericolo e il verificarsi del danno     4
 probabile            ipotizzabile
                 b)   Si sono già verificati diversi danni o numerosi quasi incidenti associati al pericolo in
                      azienda o in situazioni operative. simili
                 c)   Il verificarsi del danno associato al pericolo non susciterebbe stupore in azienda
 Probabile       a)   Il pericolo può produrre il danno, anche se in modo non automatico o diretto                  3
                 b)   Sono noti alcuni danni o diversi quasi incidenti associati al pericolo in azienda o in
                      situazioni operative simili
                 c)   Il verificarsi del danno associato al pericolo susciterebbe moderata sorpresa in
                      azienda
 Poco            a)   Il pericolo può produrre il danno solo in circostanze particolari di diversi eventi           2
 probabile            concomitanti
                 b)   Sono noti solo rari casi in cui al pericolo è conseguito il danno in azienda o in
                      situazioni operative simili
                 c)   Il verificarsi del danno associato al pericolo susciterebbe grande sorpresa in azienda
 Improbabile     a)        Il pericolo può produrre un danno solo per la contemporaneità di più eventi              1
                      concomitanti, tutti poco probabili
                 b)        Non sono noti casi in cui al pericolo è conseguito il danno in azienda o in
                      situazioni operative simili
                 c)   Il verificarsi del danno associato al pericolo susciterebbe incredulità in azienda




                                                                                                                        19
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Nel seguito vengono assegnati al rischio i valori basso, medio, elevato e molto elevato, in base alla
seguente tabella di corrispondenza con gli indici di rischio attribuiti:




                      Indice di rischio                      Valore del rischio


                             1-4                 Basso

                             5-8                 Medio

                             9 - 12              Elevato

                            13 - 16              Molto elevato




Per i tempi di attuazione degli interventi previsti si adotta la seguente tabella:



                  Indice di rischio/priorità                Tempi di attuazione


                               1                  Senza particolare urgenza

                               2                  Entro 12 mesi

                               3                  Entro 6 mesi

                               4                  Entro 3 mesi




                                                                                                     20
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4.1 Valutazione del rischio dovuto ai luoghi di lavoro, caduta, scivolamento, inciampo, urto

4.1.1 Sorgenti del rischio

All’interno dei luoghi di lavoro le condizioni e le circostanze che possono determinare la possibilità
per i lavoratori di scivolare, inciampare, cadere o urtare contro ostacoli od oggetti possono essere:
 Presenza di materiali accidentalmente dispersi o impiegati per la pulizia delle pavimentazioni
    che ne aumentano la scivolosità
 Automezzi in attesa o sottoposti a verifica
 Insufficiente manutenzione e pulizia delle pavimentazioni
 Insufficiente mantenimento dell’ordine in prossimità delle aree di transito e dei luoghi di lavoro
 Presenza di materiali ed oggetti di varia natura sul pavimento in posizione non corretta o non
    opportunamente segnalata
 Presenza di ostacoli che ostruiscono le vie di transito e di esodo
 Insufficiente spazio a disposizione degli operatori per eseguire con sufficiente libertà le
    operazioni richieste dall’attività
 Presenza di oggetti sporgenti dal pavimento
 Presenza di oggetti sporgenti dal macchinario, dalle pareti, dalle scaffalature
 Presenza di oggetti sospesi non protetti o non segnalati
 Cavi elettrici irregolarmente disposti sulle vie di transito e/o nelle aree di lavoro
 Livello di illuminazione inadeguato, in particolare nelle zone riservate al transito
 Scale di ogni natura
 Caduta di oggetti dall’alto come da scaffalature, presenza di scaffalature di forma e
    caratteristiche di resistenza inadeguate ai materiali immagazzinati, ecc.
 Spazi e mezzi inadeguati per il posizionamento ottimale dei materiali e delle attrezzature
 Presenza di archivi compattabili non utilizzati correttamente.


4.1.2 Natura del rischio

Tutte le situazioni sopra riportate possono causare scivolamento o l’inciampo di un addetto contro
un ostacolo o un automezzo, la sua caduta o l’urto contro sporgenze, ostacoli od altri oggetti. Il
tipico danno a carico dell’infortunato è rappresentato da:
a) contusioni
b) ferite
c) slogature
d) traumi di vario genere
e) fratture.
La gravità delle conseguenze è estremamente variabili, più frequentemente, lieve.


4.1.3 Valutazione del rischio

La valutazione dei rischi connessi a caduta, scivolamento, inciampo ed urto è stata effettuata
applicando quattro criteri di valutazione, come per le altre tipologie di rischio.




                                                                                                    21
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1. Esistenza di specifiche norme

 D. Lgs. 81/2008, Titolo II
 Circ. R.V. 13/97


2. Frequenza dell’accadimento

Negli ultimi tre anni non si sono verificati infortuni dovuti a questo tipo di rischio.


3. Gravità delle potenziali conseguenze

I danni conseguenti al verificarsi di caduta, scivolamento, inciampo ed urto sono essenzialmente a
carico degli arti inferiori e superiori, ma possono interessare tutto il corpo. Essi possono consistere
in lievi ferite ed escoriazioni, contusioni, strappi, slogature, fratture.


4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio

Tale tipologia di rischio è estesa a tutte le fasi dell’attività ed in tutti i luoghi di lavoro. Si
segnalano, in particolare, le seguenti situazioni:


      Mansione                         Descrizione pericolo                        Valore      Valore      Indice
                                                                                   gravità   probabilità   rischio
Addetti uffici e          Negli uffici vi sono cavi elettrici a pavimento            2          3            6
sportelli.                L’ascensore non è munito delle istruzioni da               1          1            1
Esaminatori                compiere in caso di avaria
                          Per gli addetti agli sportelli: la postazione allo        1            2             2
                           sportello e la postazione operativa presso il
                           videoterminale sono su due livelli differenti. E’
                           opportuno un intervento di miglioramento
                           dell’ergonomia del posto di lavoro
Esame e revisione         Sulle autovetture private per gli esami patente o         3            2             6
patenti                    per le revisioni patente. In quest’ultimo caso vi è
                           un ulteriore aggravante di pericolo: gli operatori
                           salgono a fianco dell’autista, su autovetture senza i
                           doppi comandi.
                          Quando gli esaminatori salgono sui sedili                 1            1             1
                           posteriori delle autovetture, di dimensioni ridotte,
                           sono costretti a rimanere per ore in una posizione
                           molto scomoda, in uno spazio troppo angusto
Addetti prove presso      Nel controllo imbarcazioni non è da escludere il          4            2             8
officine esterne e         rischio di scivolamento/caduta in occasione delle
cantieri nautici           salita/discesa e trasferimento all’interno delle
                           imbarcazioni.
                          Durante le operazioni di controllo delle                  3            2             6
                           imbarcazioni, all’interno delle sale motori, gli
                           operatori possono subire scottature per contatto
                           con le parti calde ed esposte dei motori oggetto di
                           verifica.




                                                                                                                    22
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      Mansione                         Descrizione pericolo                        Valore      Valore      Indice
                                                                                   gravità   probabilità   rischio
Addetti capannone         Gli operatori percorrendo a piedi le aree di               3          2            6
prove e circolante         transito e manovra dei veicoli sono esposti ad
                           investimento.
                          Si segnala, nel capannone prove, che la sede di           2            2             4
                           riposo del ponte sollevatore, che è incassata nel
                           pavimento per circa 40 cm, può costituire un
                           pericolo per l’operatore che opera sul bordo,
                           quando il ponte è in elevazione. Sempre
                           relativamente al ponte sollevatore è da segnalare il
                           pericolo costituito dalla discontinuità, con
                           possibilità d’inciampo, nelle piastre della sezione
                           anteriore alla parte sollevabile.
                          L’esecuzione di alcune prove e verifiche potrebbe         2            2             4
                           comportare rischi di schiacciamento o altro tipo di
                           infortunio per il contatto di parti del corpo con
                           veicoli e/o organi in movimento.
                          L’accesso dal capannone agli uffici non è idoneo          2            2             4
                           per disabili.
                          La fossa per autoveicoli non è provvista della            3            2             6
                           seconda uscita, sia dal lato ispezione vetture che
                           da quello ispezione autocarri/autobus.
                          Alcune attrezzature di misura non dispongono di           2            2             4
                           spazio idoneo e sicuro per gli operatori.
                                                                                     2            2             4
                          Durante le operazioni di controllo all’interno del
                           cofano motore, gli operatori possono subire
                           scottature per contatto con le parti calde ed esposte
                           dei motori, oggetto di verifica.
                                                                                     3            2             6
                          Utilizzando scale in ambiente esposto ad umidità,
                           ecc. sono esposti a scivolamento, come pure sono
                           esposti a scivolamento e caduta entrando-uscendo
                           dalla cabina dell’automezzo CMR



Giudizio complessivo

Dalla valutazione effettuata si ritiene che il rischio connesso con i luoghi di lavoro, pericolo di
caduta, scivolamento, inciampo ed urto all’interno dell’attività sia da definirsi medio.

E’ opportuno, tuttavia, prevedere la messa in atto di misure di prevenzione e protezione per far
fronte a tale rischio al fine di minimizzarlo e, ove possibile, eliminarlo completamente.




                                                                                                                    23
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4.1.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare


 Numerazione                                        Descrizione                             Priorità

        1         Installare un appoggio al piede lungo i bordi della sede incassata a         2
                  pavimento del ponte sollevatore
        2         Nella fossa per autoveicoli prevedere una seconda uscita - lato              2
                  autovetture - verso l’alto con scala alla marinara lungo la parete più
                  corta, dopo l’impianto prova giochi, mentre dal lato mezzi pesanti
                  prevedere oltre all’analoga uscita verso l’alto, anche una discesa
                  laterale verso la scala, mediante cancello inamovibile
        3         Nel capannone, in prossimità del frenometro linea 1 (vetture)                2
                  predisporre spazio idoneo per il tecnico addetto alle prove
        4         Verificare che siano seguite le istruzioni operative, predisposte per i      4
                  comportamenti in sicurezza degli addetti alle prove autoveicoli ed ai
                  relativi impianti, sia in sede che all’esterno
        5         Verificare la possibilità che, per gli esami patente vengano messi a         1
                  disposizione veicoli con dimensioni minime standardizzate ed a 4
                  porte
        6         Verificare la possibilità che, per le revisione patente gli operatori        1
                  possano disporre di veicoli con doppi comandi
        7         Adeguare l’accesso dal capannone agli uffici, per i disabili                 2
        8         Migliorare l’ergonomia del posto di lavoro degli addetti agli sportelli      2
        9         Predisporre le necessarie istruzioni per le operazioni da compiere in        4
                  caso di avaria ascensore
       10         Predisporre un elenco dei DPI da consegnare a ciascun dipendente,            4
                  sulla base delle mansioni che svolge
       11         Le cassette di pronto soccorso, opportunamente segnalate, vanno              4
                  verificate periodicamente
       12         Reperire per gli operatori che eseguono prove presso impianti esterni        4
                  oppure officine di privati il documento previsto dall’art. 26 del D.
                  Lgs. 81/2008 (DUVRI)
       13         Verificare che siano seguite le istruzioni operative, predisposte per i      4
                  comportamenti in sicurezza degli addetti alle prove autoveicoli ed ai
                  relativi impianti, sia in sede che all’esterno




                                                                                                       24
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4.2 Valutazione del rischio elettrocuzione

4.2 1 Sorgenti del rischio

A tale rischio sono esposti tutti i lavoratori: infatti, anche se l’impianto elettrico è stato costruito e
mantenuto in modo idoneo, rimane sempre una potenziale fonte di pericolo. La frequenza, tuttavia e
la probabilità che si verifichi un incidente dipendono dal tipo di attività svolta e dalle condizioni in
cui essa viene esercitata. Le circostanze che possono determinare l’insorgere di pericoli per i
lavoratori sono:
 presenza di impianti elettrici che, per cause legate alla loro costruzione o manutenzione, non
    prevengono i pericoli derivanti da contatti accidentali con elementi sotto tensione o da incendio
    e scoppio (in caso di funzionamento anomalo)
 presenza di conduttori non adeguatamente protetti in rapporto alla tensione che li attraversa
 presenza di organi di interruzione, manovra e sezionamento non alloggiati in appositi quadri
    chiusi
 mancanza di un luogo apposito in cui siano installate le apparecchiature elettriche che risultino
    pericolose in sé o a causa della loro tensione di funzionamento
 presenza di derivazioni a spina prive di interruttore a monte
 presenza di macchine, apparecchi elettrici e lampade portatili che non rispettino le condizioni
    d’uso imposte dalla normativa in relazione alle caratteristiche dell’ambiente di lavoro
 mancanza di idonee caratteristiche degli elementi costituenti il circuito di messa a terra
 lavori su macchine elettriche eseguiti senza aprire preventivamente il circuito di alimentazione e
    senza apporre le apposite indicazioni di avviso.


4.2.2 Natura del rischio

I fattori di pericolo potenziale per i lavoratori, correlati al rischio di elettrocuzione si possono
sinteticamente riunire in due gruppi:

a) incendi
   Tra le cause di incendio di origine non dolosa l’elettricità occupa una posizione preminente.
   Archi elettrici, corto circuiti, surriscaldamenti di cavi od attrezzature dovute a sovraccarichi,
   scintille possono innescare istantaneamente vapori o gas infiammabili e produrre esplosioni o
   incendi. La probabilità di sviluppo di un incendio diventa alta ogni volta che una sostanza
   infiammabile o che possa sviluppare gas o vapori infiammabili è utilizzata nei pressi di
   interruttori o di motori elettrici.

b) lesioni a carico dell’organismo dell’infortunato coinvolto
   Le modalità con le quali l’uomo può venire a contatto con l’energia elettrica sono
   sostanzialmente il contatto diretto ed il contatto indiretto.
   Il primo caso si verifica quando si entra in contatto con un conduttore in tensione. Il secondo
   caso si verifica quando il soggetto entra in contatto con parti conduttrici metalliche
   normalmente non in tensione ma che possono andare in tensione per un guasto dell’isolamento.
   La parte conduttrice si definisce massa e con questa si individuano le parti conduttrici ed
   accessibili facenti parte dell’impianto elettrico e separate dalle parti attive solo con isolamento
   principale.
    Una parte conduttrice che può andare in tensione solo perché è in contatto con una massa non è
   da considerarsi massa (es. sportelli quadri elettrici, tavoli metallici su cui poggiano
   apparecchiature elettriche, ecc.). Come pure non sono da considerarsi massa le parti conduttrici

                                                                                                       25
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      che sono separate dalle parti attive con isolamento doppio o equivalente.
      La condizione di contatto indiretto è potenzialmente più pericolosa perché l’utente non rileva
      alcun segnale che può indicare un pericolo.
      I danni principali che possono essere originati da elettrocuzione sono:
      b.1. Ustioni
         Se la pelle viene in contatto con un conduttore sotto tensione essa può rimanere attaccata
         finché la corrente non viene interrotta. Le ustioni che ne risultano si verificano in
         corrispondenza delle zone di entrata e di uscita della corrente e sono di varia entità, con scarsa
         tendenza alla guarigione.
      b.2. Tetania muscolare
         Le tetanie muscolari, cioè le contrazioni dei muscoli per tutta la durata del passaggio di
         corrente, possono essere di varia gravità ed interessano i più importanti muscoli respiratori e
         del diaframma, con conseguente rischio di decesso per asfissia.

      b.3. Fibrillazione ventricolare
        In questo caso il passaggio della corrente interessa il muscolo del cuore alterandone il
        funzionamento e causandone il decesso per arresto cardiaco.


4.2.3 Valutazione del rischio

La valutazione del rischio connesso a rischio elettrico è stata effettuata applicando i seguenti criteri:

1. Esistenza di specifiche norme

–     Legge 186/68 “Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature,
      macchinari, installazioni ed impianti elettrici ed elettronici)
–     DM 20/11/68 “Riconoscimento della efficacia, ai fini della sicurezza, dell’isolamento speciale
      completo di cui devono essere dotati gli utensili e gli apparecchi elettrici senza collegamento
      elettrico a terra”
–     Legge 791/77 “Attuazione della direttiva 73/23/CEE relativa alle garanzie di sicurezza che
      deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro alcuni limiti di tensione”
–     DPR 462/2001 relativo alla denuncia di installazione, messa in esercizio e verifiche periodiche
      di impianti e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e di messa a terra
–     Legge 46/90, DM 22/01/2008 n° 37 sul riordino delle disposizioni in materia di attività di
      installazione degli impianti elettrici all’interno degli edifici
–     Norme tecniche UNI, CEI (in particolare la serie 64-8 “Impianti elettrici utilizzatori a tensione
      nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua), CEN.
      CENELEC, IEC, ISO
–     D. Lgs. 81/2008, Titolo III, Capo III (impianti e apparecchiature elettriche)


2. Eventuali incidenti già verificatisi

All’interno dei luoghi di lavoro, negli ultimi tre anni, non si sono verificati eventi incidentali dovuti
ad elettrocuzione.



3. Gravità delle potenziali conseguenze

                                                                                                        26
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 L’entità dei danni per la salute dei lavoratori in conseguenza di un incidente di elettrocuzione
dipendono da diversi fattori, quali le condizioni ambientali (umidità, presenza di pavimentazioni
isolanti) oppure dal grado di isolamento degli indumenti utilizzati (ad esempio scarpe con la suola
di cuoio, indumenti bagnati).
Le conseguenze possono riguardare lievi ustioni accompagnate da piccole contratture muscolari, ma
possono comportare anche la morte per asfissia, fibrillazione ventricolare o ustioni.


4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio

Il rischio elettrocuzione interessa tutti i posti di lavoro ed è presente soprattutto nei luoghi in cui
risultano più probabili i contatti sia diretti sia indiretti, come la presenza delle macchine o
attrezzature in tensione. In particolare si segnala:


      Mansione                          Descrizione pericolo                         Valore      Valore      Indice
                                                                                     gravità   probabilità   rischio
Addetti uffici e                  Negli uffici si riscontrano, in maniera              3          2            6
sportelli                  diffusa, ciabatte e cavi elettrici in tensione a
                           pavimento ed                                                2            2             4
                                  Il rischio elettrico non è segnalato in tutti i
                           quadri elettrici
Addetti capannone                 Per il collegamento delle attrezzature di           4            2             8
prove e circolante         prova sono utilizzate prolunghe di vario tipo: è
                           necessario ridurre al minimo la lunghezza dei cavi
                           e fare in modo che prolunghe e cavi siano fissati e
                           disposti in modo da evitare il loro deterioramento
                           per schiacciamento o taglio.
                                  Prima di qualsiasi eventuale utilizzo diretto       4            2             8
                           di apparecchiature è necessario verificare lo stato
                           dei cavi ed il tipo di collegamento: l’integrità delle
                           prolunghe e l’individuazione visiva di
                           danneggiamenti o rotture.
                                  Le apparecchiature di prova utilizzate              4            2             8
                           all’aperto, in caso di pioggia o elevata umidità
                           devono essere protette in maniera idonea, oppure
                           non utilizzate.                                             4            2             8
                                  Per le verifiche con il CMR, prima di
                           eseguire le prove, deve essere effettuata la messa a
                           terra della struttura e deve essere verificato lo stato
                           di manutenzione di cavi e picchetti utilizzati per la
                           messa a terra.
Addetti prove presso      Nei controlli presso sedi di privati, non è da              2            2             4
officine esterne e         escludere il rischio elettrocuzione., riferibile ai
presso                     luoghi di lavoro ed è necessario che gli operatori
cantieri/impianti          abbiano a disposizione il documento previsto
                           dall’art. 26 del D. Lgs. 81/2008, che deve essere
                           fornito dall’ Azienda ospitante



Giudizio complessivo

Dalle valutazioni effettuate si ritiene che il rischio connesso ad elettrocuzione sia da definirsi
medio.
4.2.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare

                                                                                                                      27
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 Numerazione                                                                                Priorità
                                                   Descrizione

        1         Verrà fatta periodica manutenzione all’impianto elettrico                     2
        2         Verrà fatta periodica verifica degli impianti di messa a terra: con           2
                  cadenza biennale per gli stabili sottoposti al CPI, quinquennale per
                  gli altri
        3         Realizzare nel capannone prove delle colonnine di distribuzione               2
                  dell’impianto elettrico in prossimità delle uscite e n° 3 colonnine
                  all’esterno, nell’area antistante l’ingresso, per ridurre il rischio
                  legato all’utilizzo di prolunghe
        4         Verrà installata nei quadri elettrici l’apposita segnaletica indicante        4
                  la tensione elettrica pericolosa
        5         Verrà effettuato idoneo cablaggio dei cavi elettrici in tensione che          3
                  si trovano a pavimento nei vari uffici




                                                                                                       28
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4.3 Valutazione del rischio incendio e scoppio

4.3.1 Sorgenti del rischio

Il pericolo di incendio è causato dalla presenza di materiali combustibili ed infiammabili che si
trovano all’interno dell’attività, quando vengono in contatto con una sorgente di innesco.
All’interno dei luoghi di lavoro sono presenti le seguenti attività, riferite al D.M. 16.02.1982:
 43: depositi di carta, cartone superiori a 50 q;
 64: gruppi elettrogeni con potenza complessiva superiore a 25 KW;
 91: centrale termica con potenzialità superiore a 100.000 Kcal.

a) Presenza di materiali combustibili
I materiali combustibili presenti nell’attività
 carta e cartoni, legno, materiali plastici, gas metano, gasolio (gruppo elettrogeno)
 autoveicoli in attesa o sottoposti a prova.

    b) Sorgenti di innesco
Oltre alla causa dolosa, mai da trascurare, l’innesco è possibile a causa di:
 fiamme libere (dovute alla presenza di pubblico, ditte che eseguono lavori, ecc.)
 contatti elettrici, corto circuiti, sovracorrenti
 scariche atmosferiche
 scintille prodotte accidentalmente
 cause accidentali prodotte da errati comportamenti umani


4.3.2   Natura del rischio

In presenza di incendio gli addetti sono soggetti alle seguenti tipologie di rischio:
a) intossicazione o soffocamento da monossido di carbonio, intossicazione dovuta all’inalazione di
sostanze tossiche prodotte dalla combustione di materiali contenenti particolari composti. Ad
esempio poltrone contenenti particolari poliuretani possono dare origine alla formazione di cianuri,
isocianati, ecc.; mobili rivestiti di resine poliuretaniche o melamminiche possono rilasciare
composti tossici di varia natura come formaldeide, acido formico, ecc.

b) ustioni. Elevate temperature o il contatto diretto con le fiamme possono produrre sui tessuti
cutanei danni di diversa rilevanza. Le ustioni possono essere di I° grado (effetti superficiali e
rapidamente reversibili) oppure di II° grado (effetti intermedi) o di III° grado (effetti profondi con
distruzione del tessuto cutaneo). Il danno complessivo si determina in base all’estensione
dell’ustione

c) affollamento, panico durante l’abbandono dei locali. Questi rischi, chiamati indiretti, sono
dovuti alla particolare situazione emotiva generale che si può creare durante la fase di emergenza,
capace di ingenerare uno stato mentale caratterizzato da comportamenti irrazionali. Il panico è
causato dal trovarsi in situazione di imminente pericolo senza sapere quale sia il comportamento più
opportuno da tenere.
A livello individuale il panico provoca un insieme di comportamenti emotivi, quali ansia,
accelerazione del battito cardiaco, tremore alle gambe, difficoltà di respiro, caduta della pressione,
ecc. che inducono una minore capacità di ragionamento ed il disorientamento.
A livello collettivo il panico provoca comportamenti di fuga non controllati in cui lo spirito di
collaborazione tra individui è sostituito da istinto di autoconservazione. Per attenuare il panico,
                                                                                                    29
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oltre alla stesura, alla divulgazione del piano di emergenza ed alle simulazioni pratiche, è necessario
che le vie di esodo siano sempre segnalate, mantenute sgombre ed efficienti.

4.3.3 Valutazione del rischio

1. Esistenza di norme specifiche

La valutazione del rischio incendio è stata effettuata secondo la normativa in materia di cui si
ricorda:
– DM 16.02.1982 riguardante le attività soggette alle visite di prevenzione incendi
– D. Lgs. 81/2008 Titoli I, Capo 3, Sezione IV; Titolo II; Allegato IV, per gli aspetti generali
– DM 10.03.1998 aspetti tecnici ed organizzativi sulla riduzione della probabilità di incendio, sui
    controlli e manutenzioni delle misure antincendio, alla nomina e formazione della squadra di
    lotta antincendio
– Regole tecniche e Decreti ministeriali di prevenzione incendi e pareri dei Comandi VV. F.
– D. Lgs. 81/2008 Titoli XI; Allegato XLIX e L.


2. Eventuali incidenti già verificatisi

All’interno dei luoghi di lavoro non si sono verificati eventi incidentali dovuti ad incendio o
scoppio.


3. Gravità delle potenziali conseguenze

I danni da incendio possono avere conseguenze molto gravi, per le persone, per il personale di
soccorso e per i beni materiali.


4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio

Si ritiene che tutto il personale presente all’interno dell’attività sia potenzialmente esposto al rischio
incendio, mentre per il rischio scoppio, non si identificano luoghi ove tale rischio sia possibile. Fa
eccezione la fossa autoveicoli, all’interno della quale potrebbero verificarsi, in occasioni
eccezionali, accumuli di GPL proveniente dagli automezzi a gas sottoposti a controlli o sversamenti
di carburanti leggeri.

All’interno dell’attività, come riportato nella planimetria allegata al Piano di Emergenza, oltre agli
estintori portatili, è installato un impianto idrico di estinzione e n° 2 centraline di rilevazione ed
allarme incendi. La prima nella palazzina principale, cui sono collegati i pulsanti di attivazione
manuale allarme, dislocati ai vari piani ed i rilevatori di fumo che si trovano all’interno degli
archivi. L’intervento dei rivelatori di fumo all’interno degli archivi provoca l’accensione dei
rilevatori ottici posizionati sopra la porta dell’archivio interessato e la contemporanea attivazione
del segnale acustico nella guardiola al primo piano, all’interno del locale ove si trova la centralina.
La seconda si trova negli Uffici raccolta pratiche e fa riferimento ad un pulsante di emergenza ed a
n° 2 rilevatori di fumo.

Non sono a disposizione degli operatori della squadra antincendio DPI che consentano di
intervenire sull’incendio (utilizzando l’idrante) in modo più sicuro.


                                                                                                       30
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      Mansione                         Descrizione pericolo                       Valore      Valore      Indice
                                                                                  gravità   probabilità   rischio
Addetti uffici e                  Non sono da escludere i rischi incendio           2          2            4
sportelli                  connessi con l’eventuale cattivo funzionamento
                           dell’impianto elettrico, oppure il dolo, trattandosi
                           di uffici aperti al pubblico.
Esaminatori               Non è da escludere il rischio d’incendio degli           3            2             6
                           autoveicoli utilizzati per gli esami
Addetti capannone                 Non è da escludere il rischio d’incendio per     3            2             6
prove e circolante         gli autoveicoli in attesa o sottoposti a verifica.
                                  Nel capannone revisioni non è installata la      3            2             6
                           segnaletica indicante il divieto di fumo.
                                  Per gli addetti al CMR il rischio incendio       3            2             6
                           provocato dal cattivo funzionamento dell’impianto
                           elettrico e del gruppo elettrogeno a bordo.
Addetti prove presso      Nei controlli presso sedi di privati, non è da           3            2             6
officine                   escludere il rischio incendio e scoppio: è
esterne/cantieri           necessario che gli operatori abbiano a disposizione
                           il documento previsto dall’art. 26 del D. Lgs.
                           81/2008, che deve essere fornito dall’ Azienda
                           ospitante



Giudizio complessivo

I luoghi di lavoro contengono modeste quantità di prodotti combustibili/infiammabili, inoltre le
probabilità di innesco sono basse, per cui è da considerarsi a rischio basso.




                                                                                                                   31
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4.3.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare


 Numerazione                                       Descrizione                               Priorità

        1         Aggiornare la pratica di prevenzione incendi presso i VV.F.,                   4
        2         Acquistare DPI antincendio                                                     4
        3         Effettuare idonea informazione e formazione antincendio a tutto il             4
                  personale portandolo a conoscenza del contenuto del piano di
                  emergenza
        4         Effettuare la prevista prova di emergenza con cadenza annuale                  4
        5         E’ necessario che il personale della squadra antincendio abbia a               4
                  disposizione le istruzioni sulla gestione delle centraline di
                  rilevazione ed allarme antincendio
        6         Istituire e tenere aggiornato con la prevista frequenza il registro dei        4
                  controlli antincendio
        7         Installare sul fondo della fossa per autoveicoli un idoneo impianto            3
                  di aspirazione vapori GPL o carburanti leggeri per evitare, da un
                  lato la formazione di atmosfere esplosive, dall’altro l’esposizione
                  degli operatori a prodotti pericolosi
        8         Verificare che siano tenute sempre sgombre le vie di esodo                     4
        9         Nell’ufficio della palazzina al piano terra gli estintori vanno appesi         4
                  a circa 1 m dal pavimento
       10         Negli uffici le uscite di emergenza vanno evidenziate in modo più              4
                  visibile
       11         Predisporre idonee istruzioni e formare il personale che utilizza gli          4
                  archivi compattabili, sul loro uso corretto ai fini della sicurezza, in
                  modo da evitare che, in caso di emergenza, delle persone - anche
                  disabili - possano rimanere intrappolate all’interno
       12         E’ necessario che il segnale acustico di emergenza venga ripetuto              3
                  all’esterno della guardiola ove si trova la centralina
       13         Il divieto di fumare va esteso anche all’interno del capannone prove           4
       14         Installare l’apposito cartello che indica il punto di raccolta in caso         4
                  di evacuazione




                                                                                                        32
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4.4. Valutazione del rischio nell’utilizzo di macchine/attrezzature

4.4.1 Sorgenti del rischio

Ogni sistema meccanico è una matrice di pericoli di componenti ed ogni pericolo può presentarsi in
più zone, anche sulla stessa macchina.
I rischi si possono distinguere in palesi, oppure occulti:
a) rischi palesi sono quelli individuabili dall’acquirente o utilizzatore, senza l’ausilio di
      informazioni aggiuntive oltre a quelle rilevabili direttamente dalla macchina o dal manuale di
      istruzioni per l’uso e la manutenzione
b) rischi occulti sono quelli che non potrebbero essere rilevati dall’acquirente o utilizzatore, senza
      il supporto di misure, calcoli od analisi specifiche.

4.4.2 Natura del rischio

I rischi possono essere di:

a) natura meccanica, come
 Schiacciamento
 Cesoiamento
 Taglio
 Impigliamento
 Trascinamento
 Urto
 Puntura
 Abrasione
 Intrappolamento
 Scivolamento, inciampo, caduta
 Proiezione di fluido in pressione
 Proiezione di materiale solido
 Perdita di stabilità di una macchina o di sue parti

b) natura elettrica, come
 Contatti diretti ed indiretti
 Fenomeni elettrostatici
 Radiazioni termiche
 Influenze esterne sugli equipaggiamenti elettrici

c) natura termica, come
 bruciature e scottature

d) generati da rumore e vibrazioni
 effetti psicologici e danni all’udito
 interferenze con la comunicazione verbale
 vibrazioni

e) generati da radiazioni
 archi elettrici
 campi elettromagnetici

                                                                                                    33
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f) generati da materiali trattati, utilizzati o scaricati
 polveri
 incendio

g) generati dalla non corretta applicazione dei principi ergonomici sulla macchina
 posizioni errate e sforzi eccessivi
 inadeguatezza con l’anatomia mano-braccio o piede-gamba
 mancato uso dei DPI
 inadeguatezza dell’illuminazione locale
 eccessivo o scarso impegno mentale, tensione, ecc.
 errori umani.

h) causati da temporanea perdita e/o scorretto posizionamento dei mezzi/misure di sicurezza
ripari
 dispositivi di sicurezza
 dispositivi di avviamento ed arresto
 marcature e segnali di sicurezza
 dispositivi di informazione o di allarme
 dispositivi di sezionamento delle fonti di alimentazione di energia
 dispositivi di emergenza
 mezzi di movimentazione
 equipaggiamenti ed accessori per la regolazione e/o la manutenzione in sicurezza della
    macchina

4.4.3 Valutazione del rischio

1. Esistenza di norme specifiche

La valutazione del rischio meccanico è stata effettuata secondo la normativa in materia di cui si
ricorda:
– D. Lgs. 81/2008, Titolo III, Capo I
– DPR 459/96 di recepimento della “Direttiva Macchine”
– Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE (è la nuova
    Direttiva Macchine)
– Norme tecniche armonizzate


2. Eventuali eventi già verificati

All’interno dei luoghi di lavoro, negli ultimi tre anni, non si sono verificati eventi incidentali dovuti
all’utilizzo delle macchine/attrezzature.


3. Gravità delle potenziali conseguenze

I rischi provenienti dall’utilizzo di macchine/attrezzature possono essere anche molto gravi.


4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio
                                                                                                      34
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Tutto il personale, potenzialmente. Nonostante le macchine e le attrezzature siano provviste delle
certificazioni CE, si segnala:



      Mansione                         Descrizione pericolo                       Valore      Valore      Indice
                                                                                  gravità   probabilità   rischio
Addetti uffici e                  Possibilità che le attrezzature non siano         2          2            4
sportelli                  utilizzate secondo le indicazioni del costruttore e
                           vengano manomesse o modificate
                                  Possibilità che le attrezzature non siano        2            1             2
                           sottoposte a manutenzione periodica da parte di
                           personale specializzato per evitare guasti o rotture
                           improvvise, con conseguenze sugli utilizzatori.
Addetti capannone                 Nel ponte sollevatore la protezione              3            2             6
prove e circolante         meccanica non risulta sempre efficiente
                                  Possibilità che le attrezzature non siano        2            2             4
                           utilizzate secondo le indicazioni del costruttore e
                           vengano manomesse o modificate
                                  Possibilità che le attrezzature non siano        2            1             2
                           sottoposte a manutenzione periodica da parte di
                           personale specializzato per evitare guasti o rotture
                           improvvise, con conseguenze sugli utilizzatori.
                                  Durante il controllo dei veicoli potrebbero      3            2             6
                           non essere rispettate le previste cautele e le
                           modalità operative intese ad evitare possibili
                           infortuni (contatti con parti in movimento,
                           schiacciamento da parte di carichi come cofano,
                           cassone, ecc.) e devono essere indossati i DPI
                           previsti, come riportato nel Documento di
                           informazione ai lavoratori.
Esame e revisione                 I veicoli utilizzati potrebbero non essere       2            2             4
patenti                    idonei alle prove (come documentazione a bordo,
                           usura pneumatici, ecc.)
Addetti prove presso      Per i lavoratori che operano presso officine esterne     2            2             4
officine esterne           il rischio è legato sia alle attrezzature
                           eventualmente utilizzate, sia al contesto in cui si
                           trovano ad operare: si dovrà per questi prevedere
                           che, prima di recarsi all’esterno, abbiano a
                           disposizione le istruzioni operative delle
                           attrezzature che possono utilizzare ed il DUVRI




Classificazione del livello di rischio

Il livello del rischio meccanico, all’interno dell’Azienda, è da considerarsi medio.




                                                                                                                   35
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4.4.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare


 Numerazione                                       Descrizione                           Priorità

        1         Informare e formare il personale sull’uso corretto di                      4
                  macchine/attrezzature
        2         Verificare l’utilizzo dei DPI da parte dei lavoratori                      4
        3         Prevedere idonea manutenzione periodica delle attrezzature in              2
                  modo da prevenire eventuali rotture accidentali
        4         Migliorare nel ponte sollevatore il funzionamento della protezione         2
                  antischiacciamento di tipo meccanico




                                                                                                    36
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4.5 Rischio connesso all’esposizione ad agenti chimici

4.5.1 Sorgenti del rischio

Le sostanze o preparati impiegati o prodotti nell’ambito dell’attività lavorativa possono essere
intrinsecamente pericolosi o risultare pericolosi in relazione alle condizioni lavorative. In funzione
del loro stato fisico di aggregazione e delle modalità di utilizzo essi possono trovarsi sottoforma di
gas, vapore, aerosol, liquido o solido (polvere).
I pericoli derivanti dalle sostanze chimiche possono riguardare la sicurezza dell’individuo
(incendio, esplosione, corrosione), la salute o l’ambiente esterno.

Per quanto riguarda la salute, le tre possibili vie di penetrazione dei composti chimici
nell’organismo umano sono:
    a) il contatto (pelle, mucose, occhi)
    b) l’inalazione ( naso, bocca)
    c) l’ingestione (bocca).

Secondo le caratteristiche delle sostanze il rischio è determinato dal livello e dalla durata
dell’esposizione, dalla dose assorbita e dalle caratteristiche dei soggetti esposti (sesso, età,
caratteristiche individuali ed eventuale presenza di patologie).
Individuare i pericoli è la premessa per eliminare o ridurre i rischi al livello più basso possibile,
impedendo danni alla salute.

Nei locali con inquinamento specifico, provocato cioè dall’emissione di sostanze utilizzate o
prodotte durante le lavorazioni, si devono estrarre i fumi, vapori, polveri prodotti, captandoli alla
fonte. A tale scopo si provvede mediante l’utilizzo di impianti di aspirazione localizzati.


4.5.2 Natura del rischio

Disturbi per la salute possono essere provocati sia dall’esposizione “non specifica”, come
manifestazioni irritative o allergiche a carico dell’apparato otorinolaringoiatrico, sia
dall’inquinamento “specifico” che può arrecare anche rilevanti conseguenze per la salute, quali
malessere, asma, intossicazione, vere e proprie malattie da agenti tossici inalati, che possono essere
aggravati ancor più dalla durata e dall’intensità dell’esposizione.


4.5.3 Valutazione del rischio

1. Esistenza di norme specifiche

–     D. Lgs. 81/2008, Titolo IX
                       Allegati XXXVIII, XXXIX, XLIII
–     ACGIH: “Threshold limit values and biological exposure indices”


1. Frequenza dell’accadimento

All’interno dell’attività non si sono mai verificate patologie legate all’esposizione ad agenti chimici.


                                                                                                      37
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3. Gravità delle potenziali conseguenze

L’inalazione degli inquinanti può provocare notevoli conseguenze per la salute, quali malessere,
asma, intossicazione, vere e proprie malattie da agenti tossici inalati.


4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio

L’esposizione agli agenti chimici all’interno dell’attività non è significativa in quanto non vengono
lavorati materiali o prodotti pericolosi. Tuttavia si fa rilevare che:
la pericolosità dei fumi emessi dagli scarichi degli autoveicoli è data soprattutto dagli inquinanti di
seguito riportati, classificati da ACGIH ed. 2007 come segue:
    Benzene: Classificato come A1: cancerogeno riconosciuto per l’uomo
    Toluene e Xileni: Classificati come A4: non classificabile come cancerogeno per l’uomo
    IPA: insieme di idrocarburi policiclici aromatici classificati, ad esempio il benzopirene ed
            altri, come A2: cancerogeno sospetto per l’uomo
    Polveri: non hanno una classificazione specifica, ma rientrano nella categoria delle PNCO
            (particelle insolubili non diversamente classificate), per le quali sono stati stabiliti i
             seguenti limiti: 3 mg/m3 per le particelle respirabili, 10 mg/m3 per le particelle inalabili.
       CO: provoca asfissia
In altre sedi U.M.C. ove vengono svolte attività analoghe, in strutture analoghe e con analoghe
modalità operative sono state effettuate indagini ambientali intese a rilevare la concentrazione di
polveri ed IPA (idrocarburi policiclici aromatici). Dai risultati è emerso che non vi è esposizione
significativa nè alle polveri, nè agli IPA. E’ evidente che i risultati non sono trasferibili
direttamente da una sede all’altra, tuttavia, in prima istanza, si può ritenere che almeno l’ordine di
grandezza delle concentrazioni degli inquinanti sia analogo.

Per quanto riguarda l’esposizione ai COV (composti organici volatili), nel capannone prove di
Mestre è stata effettuata un’indagine mirata alla determinazione della concentrazione di benzene: i
risultati rilevano concentrazioni inferiori ai TLV.


      Mansione                          Descrizione pericolo                       Valore      Valore      Indice
                                                                                   gravità   probabilità   rischio
Addetti uffici e                  Le fotocopiatrici potrebbero emettere              1          1            1
sportelli                  ozono ed il toner potrebbe creare inquinamento, in
                           fase di sostituzione/reintegro.
Addetti capannone                 Le operazioni di prova fumi degli                 2            2             4
prove e circolante         autoveicoli, vengono effettuate, generalmente,
                           all’aperto. Durante l’esecuzione di alcune prove,
                           gli operatori possono essere esposti ai fumi di
                           scarico dei veicoli, anche per le verifiche presso il
                           CMR.                                                      2            2             4
                                  Per le prove veicoli effettuate all’interno
                           non sempre vengono attivati gli aspiratori fumi di
                           scarico                                                   2            2             4
                                  Nel capannone prove non è installato il
                           cartello indicante il divieto di fumare.
Addetti prove presso      Per i lavoratori che operano presso officine esterne      2            2             4
officine esterne           il rischio è legato sia alle attrezzature
                           eventualmente utilizzate, sia al contesto in cui si
                           trovano ad operare: si dovrà per questi prevedere
                           che, prima di recarsi all’esterno, abbiano a
                           disposizione le istruzioni operative delle
                           attrezzature che possono utilizzare ed il DUVRI
                                                                                                                    38
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Giudizio complessivo

All’interno dell’attività il rischio può ritenersi basso in tutti i casi. E’ comunque consigliabile che
gli operatori utilizzino i DPI previsti nel Documento di informazione ai lavoratori, in condizioni più
gravose o in condizioni che possono prevedere una esposizione più significativa.


    4.5.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare


 Numerazione                                         Descrizione                              Priorità

        1         Installare anche nel capannone i idonei cartelli indicanti il divieto di       4
                  fumare
        2         Informare e formare il personale addetto alla prova fumi di                    4
                  allontanarsi dallo scarico del veicolo, durante la fase di prova a motore
                  acceso, utilizzando, eventualmente, il telecomando
        3         Installare idoneo impianto di aspirazione nel fondo della fossa per gli        4
                  autoveicoli per evitare eventuale accumulo di gas pericolosi sul fondo
        4         Prevedere l’utilizzo di maschere/facciali di protezione con filtri del         4
                  tipo P3 per le operazioni più gravose
        5         Determinare,      mediante      un’indagine     ambientale      completa,      3
                  l’esposizione a polveri, COV, IPA e CO, per gli operatori addetti alle
                  prove veicoli




                                                                                                     39
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4.6. Valutazione del rischio connesso all’esposizione al rumore

4.6.1 Sorgenti del rischio

L’esposizione ai diversi livelli di pressione sonora provoca diversi effetti sull’uomo. Si riporta, di
seguito, la Scala delle lesività di Cosa e Nicosia, indicante i diversi effetti alle diverse esposizioni


   Livello pressione sonora (dBA)                     Caratteristiche della fascia di pressione sonora



               0 – 35                  Rumore che non arreca fastidio né danno

               36 – 65                 Rumore fastidioso e molesto, che può disturbare il riposo ed il sonno

               66 – 85                 Rumore che disturba ed affatica, capace di provocare danno psichico e
                                       neurovegetativo - in alcuni casi anche danno uditivo

              86 – 115                 Rumore che produce danno psichico e neurovegetativo, che determina effetti
                                       specifici a livello auricolare e che può indurre a malattia psicosomatica

              116 – 130                Rumore pericoloso: prevalgono gli effetti specifici su quelli neurovegetativi

          131 – 150 ed oltre           Rumore molto pericoloso: impossibile da sopportare senza adeguata protezione;
                                       provoca insorgenza immediata o molto rapida del danno


4.6.2 Natura del rischio

I danni più diretti consistono in ipoacusia e sordità poiché il rumore distrugge i recettori acustici, le
cellule cigliate, capaci di trasformare le vibrazioni meccaniche sonore in impulsi nervosi. Tali
ricettori sono insostituibili: se vengono distrutti il danno che ne deriva è progressivo ed
irreversibile. L’ipoacusia è, inoltre, bilaterale e può essere accompagnata da fastidiose percezioni di
ronzii e fischi e da intolleranza a forti rumori.
Nelle fasi iniziali i danni uditivi sono a carico delle cellule più esterne dell’apparato uditivo e si
evidenziano soltanto con un esame audiometrico: in particolare sono distrutte per prime le cellule
sensibili alle frequenze comprese tra 3000 e 4000 Hz. L’ipoacusia da rumore può verificarsi
generalmente per esposizioni a rumori di intensità superiore a 80 dBA e dopo diversi anni di
esposizione. Più elevato è il livello acustico, più elevato è il danno: esso dipende essenzialmente
dall’esposizione quotidiana personale.
Altro tipo di danno uditivo diretto può essere dovuto a rumori impulsivi, caratterizzati da
brevissima durata ma grande intensità (130 – 140 dBA). Sono altamente lesivi, in quanto
l’organismo non riesce a reagire con altrettanta prontezza ed i meccanismi fisiologici di reazione
rimangono inattivi: possono causare la lesione del timpano.


4.6.3 Valutazione del rischio

1. Esistenza di norme specifiche

 D. Lgs. 81/2008, Titolo VIII, Capo II


                                                                                                                  40
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2. Eventuali patologie verificatesi

Non si sono riscontrate sintomatologie riferibili ad esposizione ai rumori presenti nei luoghi di
lavoro.


3. Gravità delle potenziali conseguenze

Le conseguenze dell’esposizione prolungata al rumore non riguardano solo l’udito e possono essere
più gravi ed irreversibili. La rapidità con cui progredisce l’ipoacusia è legata al livello di
esposizione personale medio (Leq), alla sensibilità del soggetto ed al periodo di tempo durante il
quale il soggetto è stato esposto.


4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio

Da indagini fonometriche effettuate in altre sedi, presso il capannone prove, è emerso che per gli
operatori viene superato il livello di esposizione settimanale di 80 dBA. E’ evidente che i risultati
non sono trasferibili direttamente da una sede all’altra, tuttavia, in prima istanza, si può ritenere che
almeno l’ordine di grandezza del livello equivalente di pressione sonora sia analogo.


      Mansione                        Descrizione pericolo                 Valore      Valore        Indice
                                                                           gravità   probabilità     rischio
Addetti capannone               Esposizione al rumore superiore a LEX,w      3          1              3
prove e circolante         > 80 dBA
Addetti prove presso            Esposizione al rumore superiore a LEX,w     3            1               3
officine esterne           > 80 dBA


Giudizio complessivo

Il rischio rumore è molto basso.


4.6.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare


 Numerazione                                         Descrizione                                   Priorità

        1          Prevedere la fornitura di otoprotettori ai lavoratori che possono                  4
                   trovarsi in presenza di esposizione a rumore elevato, anche di breve
                   durata
        2          Effettuare un’indagine fonometrica aggiornata per gli operatori addetti            3
                   alle prove autoveicoli




                                                                                                              41
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4.7 Valutazione del rischio connesso all’esposizione alle vibrazioni meccaniche

4.7.1 Sorgenti del rischio
Il rischio viene individuato per le seguenti tipologia di esposizioni:
     Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio le vibrazioni meccaniche che se trasmesse al
      sistema mano-braccio nell'uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei
      lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari".

     Vibrazioni trasmesse al corpo intero "le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo
      intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e
      traumi del rachide ".


4.7.2 Natura del rischio
4.7.2.1 Effetti delle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio
L'esposizione a vibrazioni mano-braccio generate da utensili portatili e da manufatti impugnati e
lavorati su macchinario fisso è associata ad un aumento di lesioni vascolari, neurologiche e
muscolo-scheletriche a carico del sistema mano-braccio.

4.7.2.2 Effetti delle vibrazioni trasmesse al corpo intero
L'esposizione occupazionale ad elevati livelli di vibrazioni trasmesse a tutto il corpo da macchine
e/o veicoli industriali, di trasporto, ecc. è associata ad un aumentato rischio di insorgenza di disturbi
e lesioni a carico del rachide lombare. In alcuni studi è stato anche segnalato che l'esposizione a
vibrazioni trasmesse al corpo intero può causare alterazioni del distretto cervico-brachiale,
dell'apparato gastroenterico, del sistema venoso periferico, dell'apparato riproduttivo femminile, ed
infine del sistema cocleovestibolare. L'esposizione a vibrazioni trasmesse a tutto il corpo può
causare una diminuzione delle prestazioni lavorative nei conducenti di macchine e/o veicoli e
modificazioni dello stato di comfort nei passeggeri.
Vibrazioni a bassa frequenza « 0.5 Hz) possono provocare disturbi chinetosici definiti nel loro
insieme come "mal dei trasporti".


4.7.3 Valutazione del rischio

1. Esistenza di norme specifiche

–     D.Lgs. 81/2008, Titolo VIII, Capo III

2. Eventuali patologie verificatesi

Non si sono riscontrate sintomatologie riferibili ad esposizione alle vibrazioni meccaniche da parte
dei lavoratori.


3. Gravità delle potenziali conseguenze

Le conseguenze dell’esposizione prolungata alle vibrazioni meccaniche possono essere anche gravi
ed irreversibili.
                                                                                                      42
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4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio

Nessuno dei lavoratori è, nelle normali condizioni di lavoro, sottoposto a vibrazioni meccaniche del
tipo mano-braccio.
Alcuni operatori utilizzano, non abitualmente, gli automezzi in dotazione. Tuttavia, dai dati rilevati
dalle banche dati disponibili o desunti dalle specifiche tecniche delle autovetture e del CMR,
nessuno dei dipendenti vengono superati i livelli di azione.


      Mansione                         Descrizione pericolo                       Valore      Valore      Indice
                                                                                  gravità   probabilità   rischio
Addetti esame e                   Questi operatori salgono sugli automezzi          3          1            3
revisione patenti          per gli esami. Tuttavia, dai dati rilevati dalle
                           banche dati disponibili o desunti dalle specifiche
                           tecniche delle autovetture, per nessuno dei
                           dipendenti vengono superati i livelli di azione.
Addetti prove presso              Questi operatori utilizzano gli automezzi in     3            1             3
officine esterne           dotazione. Tuttavia, dai dati rilevati dalle banche
                           dati disponibili o desunti dalle specifiche tecniche
                           delle autovetture, per nessuno dei dipendenti
                           vengono superati i livelli di azione.



Giudizio complessivo

Il rischio di esposizione alle vibrazioni meccaniche è basso




                                                                                                                   43
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 Valutazione del rischio connesso a fattori microclimatici e rischio biologico da impianti di
    condizionamento

4.8.1 Sorgenti del rischio

Rischio connesso a fattori microclimatici
       Il benessere termoigrometrico è uno stato soggettivo identificato da "quella condizione
       mentale che esprime soddisfazione nei confronti dell'ambiente termico" (definizione
       A.S.H.R.A.E.).
       Perché l'organismo possa mantenere uno stato di equilibrio termico, è necessario che si
       realizzi un coordinamento tra i processi di produzione, assorbimento e cessione dell'energia
       termica. Esso attiva i diversi meccanismi di tipo fisiologico finalizzati alla termoregolazione
       che nei casi limite sono costituiti dalla sudorazione (caldo eccessivo) e dal brivido (freddo
       intenso). L'organismo tende al mantenimento dell'omeotermia utilizzando diversi fattori:
       1. ambientali (temperatura dell'aria, temperatura media radiante, umidità e velocità
           dell'aria),
       2. fisiologici (dispendio metabolico, vestiario, lavoro).

Rischio biologico
       Gli impianti di aspirazione e climatizzazione necessitano di frequente manutenzione dei
       filtri, al fine di evitare la riduzione delle portate ed il formarsi di colonie di batteri e virus,
       date le favorevoli condizioni di temperatura ed umidità, come la legionella.

Parametri microclimatici semplici:

Velocità dell'aria
       Il limite di accettabilità della velocità dell'aria (m/s), varia in funzione della temperatura. La
       norma UNI EN ISO 7730 prevede che negli ambienti termicamente moderati, quali zone di
       riposo ed uffici, non andrebbe superato il limite massimo di 0,15 m/s in inverno e di 0.25
       m/s in estate.

Umidità relativa
      Il grado di umidità percentuale (U.R.) consigliato, sempre in ambienti termicamente
      moderati, varia in funzione della temperatura (es: 60 - 80% a 20°C e 40 - 60 % a 26°C).
      La norma UNI EN ISO 7730 raccomanda che l'umidità relativa sia compresa tra il 30% e il
      70%.

Temperatura ambiente
       Per la temperatura (T.a.) sono indicati in letteratura valori variabili in relazione alle stagioni
       e al tipo di lavoro svolto. In generale si può affermare che quanto più gravoso è il lavoro,
       tanto più la temperatura deve essere bassa per favorire la dispersione del calore.
       La norma UNI EN 150 9241, parte 6, prevede quale range ottimale della temperatura negli
       uffici 20-24 °C in inverno e 23-26 °C in estate.
Vestiario
       La resistenza termica offerta dal vestiario condiziona in modo fondamentale gli scambi
       termici tra l'uomo e l'ambiente. Il grado di tale resistenza viene espresso in "Clo" (pari a
       0,155 m2 °C/W).



Metabolismo
                                                                                                       44
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       Ai fini dello scambio energetico con l'ambiente si usa considerare l'energia metabolica come
       somma di due contributi: metabolismo basale e dispendio energetico. Il metabolismo basale
       è l'energia spesa dall'organismo per il funzionamento di organi ed apparati, il dispendio
       energetico deriva dal lavoro eseguito in senso fisico. L’unità di misura del metabolismo è il
       Met, equivalente al consumo energetico di un uomo seduto (58 W/m2). Per la
       quantificazione del metabolismo si fa riferimento alle tabelle allegate alla Norma UNI EN
       150 7234.

Indici microclimatici
Per la valutazione complessiva delle condizioni microclimatiche ambientali, in dipendenza delle
diverse tipologie di lavoro svolto, vengono suggeriti diversi indici, tra cui:

a) Indici benessere termico
Gli Indici di Benessere Termico, quali il PMV (Predicted Mean Vote) e il PPD Predicted
Percentage of Dissatisfied), vengono utilizzati per valutare le condizioni microclimatiche negli
ambienti moderati, che richiedono un moderato grado di intervento al sistema di termoregolazione..
Questi indici tendono a valutare la sensazione termica avvertita nell'ambiente in esame ed a valutare
Predicted Percentage of Dissatisfied) quanto questa si discosta dalla condizione di "confort
termico", intesa come quello stato in cui il soggetto non esprime preferenza né per un ambiente più
caldo, né per un ambiente più freddo.

b) Indici di stress termico
      Questi indicatori vengono utilizzati per la valutazione del microclima In ambienti denominati
      "termicamente severi", nei quali è richiesto un notevole intervento del sistema di
      termoregolazione umano al fine di diminuire il potenziale accumulo di calore nel corpo. Tra
      questi si ricorda l’indice WBGT (secondo ACGIH esprime i limiti di esposizione dei
      lavoratori al calore in funzione del carichi di lavoro).


4.8.2 Natura del rischio

L’esposizione prolungata alle basse temperature produce molte conseguenze negative
sull’organismo, incidendo principalmente nella generazione di patologie reumatiche, affezioni
respiratorie. Inoltre influenza il rendimento ed il tasso di infortuni.
In presenza di elevata umidità la tolleranza al calore diviene molto limitata in quanto il corpo
disperde calore con maggior difficoltà.

Inoltre, la presenza di colonie di batteri e virus che si possono annidare, in particolare, nei sistemi
filtranti degli impianti di condizionamento può provocare infezioni.


4.8.3 Valutazione del rischio

1. Esistenza di norme specifiche
– D. Lgs. 81/2008, Allegato IV, Punto 1.9
– Linee guida del Coordinamento tecnico per la prevenzione delle Regioni e Province autonome
    (microclima, aerazione ed illuminazione) del 1 giugno 2006
– Norma UNI EN ISO 7730
– Norma UNI EN ISO 9241
– Norma UNI EN ISO 7734

                                                                                                     45
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2. Frequenza dell’accadimento

Non sono state riscontrate, da parte dei lavoratori, sintomatologie riferibili alle condizioni
microclimatiche, né ad inquinamento biologico.


3. Gravità delle potenziali conseguenze

Lo svolgimento di lavoro in un ambiente eccessivamente caldo ha ripercussioni negative sia per
quanto riguarda la componente muscolare (minor rendimento), che per quella psichica
(disattenzione, calo della capacità di concentrazione e della vigilanza con predisposizione degli
infortuni).
L’esposizione prolungata alle basse temperature influisce sulla generazione di patologie reumatiche
ed affezioni respiratorie.
L’inquinamento “specifico” può provocare notevoli conseguenze per la salute, quali malessere,
asma, intossicazione, vere e proprie malattie da agenti tossici inalati.


4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio


      Mansione                          Descrizione pericolo                     Valore      Valore      Indice
                                                                                 gravità   probabilità   rischio
Addetti agli uffici        Il personale degli uffici lavora in ambiente            2          1            2
                            adeguatamente riscaldato e condizionato. La
                            manutenzione degli impianti di è affidata a Ditta
                            esterna.
                            Nei seguenti locali sono state effettuate indagini
                            ambientali mirate a rilevare le condizioni
                            microclimatiche ambientali e, quindi, il confort
                            degli occupanti:
                        –   Aprile 1999: Sportello prenotazione collaudi e
                            revisioni e Sportello patenti. Dai dati rilevati e
                            dagli indici elaborati non emergono situazioni che
                            possono configurare l’esistenza di rischi o stress
                            termici a carico dei lavoratori.
                        –   Settembre 2000, in diversi momenti della giornata:
                            Ufficio area veicoli, Ufficio sportello patenti –
                            zona addetti e zona pubblico. Dall’indagine
                            emerge che non si sono mai superati i limiti
                            previsti per la concentrazione di CO2 ed i
                            parametri temperatura e velocità dell’aria sono
                            entro i limiti.
Addetti prove veicoli              Accede ad ambienti non riscaldati il           2            1             2
                            personale addetto alle prove, sia all’interno al
                            capannone che all’esterno ed ha a disposizione
                            giubbotti di protezione dal freddo. Mancano,
                            invece, scarpe e pantaloni idonei per la stagione
                            fredda.

NOTA: il personale che opera presso cantieri ed impianti all’aperto, in montagna, in condizioni
      climatiche sfavorevoli ha a disposizione idonei indumenti di protezione dalle intemperie.



Giudizio complessivo
                                                                                                                  46
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Dall’analisi di questo tipo di rischio, tenuto conto delle condizioni microclimatiche all’interno dei
reparti, emerge che il rischio è di tipo basso.


4.8.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare


 Numerazione                                         Descrizione                             Priorità

        1         Prevedere scarpe e pantaloni idonei per gli operatori all’aperto durante       4
                  la stagione fredda
        2         Prevedere un sistema di registrazione delle operazioni, che devono             4
                  essere effettuate con cadenza almeno semestrale, di manutenzione
                  dell’impianto di condizionamento con pulizia/sostituzione dei filtri
                  aria




                                                                                                     47
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4.9 Valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi

4.9.1 Sorgenti del rischio

Con i termini “movimentazione manuale dei carichi” si intendono le operazioni di trasporto o di
sostegno di un carico ad opera dei lavoratori, comprese le operazioni di sollevare, deporre, spingere,
tirare, portare o spostare un carico che, per le sue caratteristiche o in conseguenza delle condizioni
ergonomiche sfavorevoli, comporta rischi per i lavoratori, tra i quali lesioni dorso-lombari.

    La movimentazione manuale dei carichi può costituire un rischio quando:
     Il carico è troppo pesante (maggiore di 25 Kg per i maschi adulti o 15 Kg per le donne adulte)
     Il carico è ingombrante o difficile da afferrare
     Il carico è instabile o contiene materiale soggetto a spostamento
     Il carico deve essere sollevato, maneggiato o tenuto a distanza dal tronco, comporta torsioni o
      inclinazioni del tronco
     Il carico, per sua natura o consistenza, può causare lesioni al lavoratore, in particolare in caso di
      urto.

b) Gli ambienti di lavoro possono aumentare le possibilità di rischio quando vi sono:
 Spazi liberi ristetti per lo spostamento del carico
 Pavimenti ineguali con rischi di inciampo e scivolamento
 Movimentazione dei carichi in posizioni scomode
 Dislivelli del pavimento e del piano di lavoro che implicano la manipolazione del carico a
    diverse quote
 Instabilità del pavimento e dei punti di appoggio

c) Fattori individuali di rischio per il lavoratore possono essere dovuti a:
 Inidoneità fisica
 Insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione.


4.9.2 Natura del rischio

La movimentazione manuale dei carichi può essere causa di una grande quantità di lesioni
invalidanti. Sollevando un peso con il busto incurvato i dischi intervertebrali cartilaginosi vengono
deformati e compressi sul bordo, con possibile danno per la schiena, tanto più elevato quanto
maggiore è l’inclinazione e più alto il carico dei muscoli dorsali e dei dischi intervertebrali.


4.9.3 Valutazione del rischio

La valutazione del rischio è stata effettuata applicando i seguenti criteri:

1. Esistenza di norme specifiche

–     D. Lgs 151/2001 sulla tutela e sostegno della maternità
–     D.Lgs. 81/2008, Titolo VI
–     Norma ISO 11228
–     Norma UNI EN 1005-2
–     Modello NIOSH (1993)
                                                                                                        48
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2. Eventuali incidenti verificatesi

Non si sono verificati eventi incidentali dovuti alla movimentazione manuale dei carichi


3. Gravità delle potenziali conseguenze

Le conseguenze possono essere lesioni dorso-lombari, quindi a carico delle strutture
osteomiotendinee e nerveovascolari a livello dorso-lombare, danni agli arti superiori, alle ginocchia
ed al rachide cervicale di varia entità, dai cinque giorni di riposo a periodi superiori. E’, infatti,
ormai consolidato il rapporto esistente tra attività di movimentazione manuale dei carichi e
l’incremento del rischio di contrarre affezioni acute e croniche dell’apparato locomotore, in
particolare del rachide lombare.


4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio

In senso stretto, all’interno dell’attività la movimentazione di carichi può trovare riscontro nello
spostamento di fascicoli e raccolte voluminose negli archivi. Tuttavia si ritiene che le
movimentazioni di carichi rientrino nelle seguenti condizioni di accettabilità previste dal metodo
“NIOSH”, senza procedere alla valutazione dettagliata dell’indice di sollevamento:

                                               Condizioni di accettabilità

                               Peso del carico (Kg)                    Frequenza di sollevamento
                           Maschi               Femmine
                            18                     12                        1 volta ogni 5 minuti
                            15                     10                        1 volta ogni munito
                            12                      8                        2 volte ogni munito
                             6                      4                        5 volte ogni munito




         Mansione                   Descrizione pericolo          Valore gravità      Valore probabilità      Indice
                                                                                                              rischio
     Addetti agli uffici         Spostamento fascicoli                  1                      1                1
                                 Spostamento pacchi di targhe           1                      1                1



Giudizio complessivo

Data la bassa frequenza con cui può essere richiesta la movimentazione di carichi e l’entità del
carico trasportato, si può ritenere che il rischio sia basso.


4.9.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare


 Numerazione                                               Descrizione                                     Priorità

        1           Effettuare adeguata informazione e formazione finalizzata alla                             4
                    corretta movimentazione dei carichi
                                                                                                                        49
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4.10 Valutazione del rischio connesso all’uso di videoterminali

4.10.1 Sorgenti del rischio

I lavoratori che utilizzano attrezzature munite di videoterminali (VDT) sono soggetti a rischi per la
salute e la sicurezza a causa di:
 postazione di lavoro non ergonomica
 videoterminale non a norma
 presenza di cavi di alimentazione e di collegamento dei dispositivi VDT tali da intralciare la
    movimentazione dell’operatore.


4.10.2 Natura del rischio
L’utilizzo non a norma dei VDT generano le seguenti tipologie di rischio:

a) Le emissioni elettromagnetiche dei circuiti
      Per quanto riguarda i campi elettromagnetici a bassa frequenza, la maggior parte dei paesi ha
      stabilito delle linee guida e delle certificazioni per garantire la più bassa emissione possibile e
      tutti i monitor sono ormai fabbricati nel rispetto delle norme MPR-2 che è diventato uno
      standard di fatto.

      b) Condizioni sfavorevoli di illuminazione
      – eccesso o insufficienza di illuminazione generale
      – riflessi da superfici lucide
      – luce diretta naturale o artificiale su occhi o schermo video
      – presenza di superfici di colore estremo, bianco o nero
      – scarsa definizione dei caratteri sullo schermo dovuta a difetti di monitor

      c) Impegno visivo ravvicinato, statico e protratto nel tempo
      In questo tipo di visione in cui il monitor è distante meno di 1 metro dagli occhi, i muscoli per
      la messa a fuoco dell’immagine e per la motilità oculare sono fortemente sollecitati.
      L’impegno aumenta quanto più l’oggetto è vicino e quanto più a lungo è fissato nel tempo.

d) Difetti visivi mal corretti
      I principali difetti visivi non sono causati dall’uso del VDT ma possono, in talune condizioni,
      contribuire a far comparire i disturbi astenopici. E’ importante correggere adeguatamente tali
      difetti, anche lievi, per evitare un ulteriore sforzo visivo durante il lavoro.

      e) Posizioni di lavoro inadeguate per l’errata scelta e disposizione degli arredi
       Posizioni di lavoro fisse e mantenute per tempi prolungati anche in presenza di posti di
       lavoro ben strutturati: il disco invertebrale nelle posizioni fisse è malnutrito ed invecchia
       precocemente. La piene funzionalità del disco è mantenuta attraverso frequenti (almeno ogni
       ora) sostanziali cambiamenti di posizione del corpo, ad es. da in piedi a seduto con la
       schiene appoggiata.

      f) Movimenti rapidi e ripetitivi delle mani per l’uso di tastiera e mouse
        nelle posizioni muscolari statiche, ad es. quando si digita a braccia non appoggiate, ai
        muscoli arriva meno sangue del necessario e sono mal nutriti, per cui si affaticano e
        diventano dolenti.

                                                                                                      50
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        g) Causa di stress
         se il contenuto di lavoro monotono e ripetitivo, o l’uso di mezzi software e hardware
         inadeguati o il carico di lavoro è eccessivo, superiore alle capacità o informazioni possedute
         dal lavoratore, ecc.

4.10.3 Valutazione del rischio

La valutazione del rischio è stata effettuata applicando i seguenti criteri:

1. esistenza di norme specifiche:

–     D.Lgs. 81/2008, Titolo VII
–     DM 02.10.2000
–     Norma UNI 12464-1
–     Norma ISO 9241-6 “Ergonomics requirements for office work with video display terminals,
                          Part 6 - Environmental requirements”
–     Norma UNI 10380 “Sistemi di lavoro e illuminazione”
–     Pubblicazione ISTISAN 87/11


2. Eventuali patologie riscontrate

Non si sono riscontrate patologie riferibili all’uso del videoterminale.


3. Interessamento del personale

     Attualmente nessuno degli addetti agli uffici è impegnato al videotermianle per più di venti
      ore/settimana.
     In data 3 maggio 1999 è stata effettuata una serie di rilievi luxometrici in alcuni uffici: C.E.D.,
      Navigazione, Sportello prenotazione collaudi e revisioni, Sportello patenti - lato ufficio e lato
      pubblico, Sportello carta di circolazione - lato ufficio e lato pubblico. Dalle valutazioni è
      emerso:
        – Uniformità di illuminamento
        – Illuminamento medio più che sufficiente rispetto alle indicazioni della norma UNI 10380.


4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio

Le conseguenze possono essere

                 a) Danni da esposizione a radiazioni: non rilevanti se il monitor è marcato CE e la
      postazione di lavoro è corretta

b) Disturbi oculo-visivi
 bruciore,
 lacrimazione,
 secchezza,
 senso di corpo estraneo,
 ammiccamento frequente, fastidio alla luce,

                                                                                                       51
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   pesantezza,
   visione sdoppiata,
   stanchezza alla lettura.
  Questi disturbi, reversibili nel loro complesso, costituiscono la sindrome da fatica visiva
(astenoptia) che può insorgere in situazioni di sovraccarico dell’apparato visivo.

c) Disturbi muscolo - scheletrici
 senso di peso
 senso di fastidio
 dolore
 intorpidimento
 rigidità (collo, schiene, spalle, braccia, mani).

d) Stress
 mal di testa
 tensione nervosa
 irritabilità
 stanchezza eccessiva
 insonnia
 digestione difficile
 ansia
 depressione.


Giudizio complessivo

Dall’analisi di questo tipo di rischio, tenuto conto che gli operatori non svolgono la mansione di
addetti ai VDT in senso stretto e che le postazioni VDT sono attrezzate e disposte a norma, emerge
che il rischio è basso.


4.10.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare


 Numerazione                                       Descrizione                           Priorità

         1        Anche se gli operatori non utilizzano il videoterminale per più di         4
                  20 ore/settimana, effettuare adeguata informazione e formazione
                  finalizzata alla corretta sistemazione della postazione VDT




                                                                                                    52
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4.11 Valutazione rischio per lavoratrici gestanti, puerpere ed in allattamento fino a sette
     mesi dopo il parto

4.11.1 Sorgenti del rischio

All’interno dell’attività si possono trovare operatrici in età fertile, sia nell’esecuzione di esami di
guida che in attività di ufficio.

Le principali sorgenti di rischio possono essere:

In attività di ufficio:
     Movimentazione manuale dei carichi per spostamenti di fascicoli voluminosi
     Stress

Nell’esecuzione di esami di guida:
    Rumore
    Permanenza obbligata in posizione particolarmente affaticante
    Stress
    Esposizione a sostanze chimiche pericolose


4.11.2 Natura del rischio

1. Rumore. Non sono ancora chiari i meccanismi d'azione del rumore sull'andamento della
   gravidanza e sul feto. In attesa di ulteriori conoscenze si ritiene prudente un allontanamento dal
   lavoro per livelli di esposizione pari o superiori ad 80 dBA.
2. Stress. Non tutte le donne risentono allo stesso modo dei rischi correlati allo stress che variano
   a seconda del tipo di lavoro. Tuttavia l’affaticamento mentale e psichico, aumenta generalmente
   durante la gravidanza e nel periodo post natale a causa dei diversi cambiamenti fisiologici e non
   solo, che intervengono.
3. Movimentazione manuale dei carichi. Nel considerare il rischio dovuto alla movimentazione
   manuale dei carichi bisogna valutare come viene effettuato lo spostamento e, nelle fasi avanzate
   della gravidanza, tener conto della distanza del carico da spostare dal baricentro del corpo, per
   evidenti problemi di ingombro, che comporta un aumento dello sforzo che la donna deve
   compiere a parità di peso da spostare. La maggior fatica fisica necessaria determina maggior
   arco a livello della colonna vertebrale con aumento di rischio di comparsa di lombalgia o di più
   importanti patologie.
4. Permanenza obbligata in posizione particolarmente affaticante. La permanenza obbligata in
   posizione particolarmente affaticante può comportare, tra l’altro, un aumento del rischio di
   lombalgie e disturbi venosi alle gambe.
5. Esposizione a sostanze chimiche. Tra le sostanze chimiche cui possono essere esposte le
   operatrici in stato di gravidanza si possono includere: benzene, toluene, xilene, IPA e CO.


4.11.3 Valutazione del rischio

1. Esistenza di norme specifiche:

–     Legge 284/89 “
–     Legge 1204/71 “Tutela delle lavoratrici madri”
–     D.P.R. 1026/76 “Regolamento di esecuzione della legge 1204/71 sulla tutela delle lavoratrici
                                                                                                     53
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      madri”
–     D. Lgs. 645/96 “Recepimento della Direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento della
      sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di
      allattamento”
–     Legge 8 marzo 2000 n° 53 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il
      diritto alla cura ed alla formazione e per il coordinamento dei tempi della città”
–     D. Lgs. 151/2001 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di sostegno della
      maternità e della paternità ai sensi dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000 n ° 53”
–     D. Lgs. 81/2008, art. 28


2. Eventuali patologie riscontrate

All’interno dell’attività non si sono mai riscontrate patologie per le donne incinte ed in allattamento
fino a sette mesi, riferibili all’attività lavorativa.


3. Interessamento del personale


       Mansione                         Descrizione pericolo                       Valore      Valore      Indice
                                                                                   gravità   probabilità   rischio
Addetti agli uffici        Nell’attività di ufficio le lavoratrici potrebbero        1          1            1
                            trovarsi nella condizione di movimentare carichi
                            (fascicoli voluminosi di carta negli archivi e negli
                            altri locali, ecc), inoltre potrebbero essere
                            sottoposte a condizioni di stress lavoro-correlato.
Esami patenti              Nell’esecuzione di esami di guida le lavoratrici in      1            1             1
                            stato di gravidanza ed in allattamento fino a 7
                            mesi possono permanere in posizione
                            particolarmente affaticante all’interno di veicoli,
                            spesso scomodi. La legge 4 agosto 1989 n° 284,
                            all’articolo 1, punto f prevede l’esenzione
                            dall’uso delle cinture di sicurezza per le “donne in
                            stato di gravidanza, sulla base di certificazione
                            rilasciata dal ginecologo curante che comprovi
                            condizioni di rischio particolari conseguenti
                            all’uso delle cinture di sicurezza”.
Addetti prove veicoli      L’esecuzione di prove sui veicoli potrebbe               1            1             1
                            comportare l’esposizione a sostanze chimiche
                            come: benzene, toluene, xilene, IPA e CO.

Il D. Lgs. 2 marzo 2001 n° 151, in Allegato A, prevede tra i lavori faticosi, pericolosi ed insalubri,
in particolare al punto G, “i lavori che comportano una stazione in piedi per più di metà dell’orario
o che obbligano ad una posizione particolarmente affaticante, durante la gestazione e fino al termine
del periodo di interdizione dal lavoro”. Lo stesso decreto inoltre prevede, in Allegato C, alla lettera
e), l’esclusione delle lavorazioni che espongono a monossido di carbonio.


Valutazione del rischio

Si ritiene che una volta applicate le misure previste il rischio sia basso.



                                                                                                                    54
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4.11.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare

      Si ritiene che, non appena venga comunicato lo stato di gravidanza alla Direzione, debbano
essere previste le seguenti misure:
    – prevedere il cambio di mansione per le lavoratrici addette agli esami di guida;
    – prevedere che le lavoratrici impegnate in attività di ufficio non effettuino spostamento di
        carichi;
fino alla fine settimo mese dopo il parto.




                                                                                                55
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4.12 Valutazione del rischio da stress lavoro-correlato

4.12.1 Sorgenti del rischio

Lo stress è una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica,
psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di
corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro.
Un alto tasso di assenteismo, frequenti conflitti interpersonali o lamentele da parte dei lavoratori
sono alcuni dei segnali che possono denotare un problema di stress lavoro-correlato.
L’individuazione di un eventuale problema di stress lavoro-correlato può implicare un’analisi su
fattori quali:
 l’eventuale inadeguatezza nella gestione e nei processi di lavoro (orario di lavoro, grado di
    autonomia, corrispondenza tra le competenze dei lavoratori ed i requisiti professionali richiesti,
    carichi di lavoro, ecc.),
 condizioni di lavoro e ambientali (rumore, calore, sostanze pericolose, ecc. ),
 comunicazione (incertezza in ordine alle prestazioni richieste, alle prospettive di impiego o ai
    possibili cambiamenti, ecc.),
 fattori soggettivi (tensioni emotive e sociali, sensazione di non poter far fronte alla situazione,
    percezione di mancanza di attenzione nei propri confronti, ecc.).
Qualora si individui un problema di stress lavoro-correlato, occorre adottare misure per prevenirlo,
eliminarlo o ridurlo.
Affrontare la questione dello stress lavoro-correlato può condurre ad una maggiore efficienza e ad
un miglioramento della salute e sicurezza dei lavoratori, con conseguenti benefici economici e
sociali per imprese, lavoratori e società nel suo complesso.


4.12.2 Natura del rischio

L’individuo è assolutamente in grado di sostenere una esposizione di breve durata alla tensione, che
può essere considerata positiva, ma ha maggiori difficoltà a sostenere una esposizione prolungata ad
una pressione intensa. Inoltre, individui diversi possono reagire differentemente a situazioni simili e
lo stesso individuo può reagire diversamente di fronte a situazioni simili in momenti diversi dalla
propria vita.
Lo stress non è una malattia, ma una situazione di prolungata tensione, può ridurre l’efficienza sul
lavoro e può determinare un cattivo stato di salute.
Lo stress che ha origine fuori dall’ambito di lavoro può condurre a cambiamenti nel comportamento
e ad una ridotta efficienza sul lavoro. Non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere
considerate come stress lavoro-correlato.


4.12.3 Valutazione del rischio ed azioni da attuare

1. Esistenza di norme specifiche:

–     Accordo quadro europeo 8 ottobre 2004 sullo stress lavoro-correlato tra UNICE/UEAPME,
      CEEP e CES
–     D. Lgs 81/2008 art. 28
–     Accordo interconfederale 9 giugno 2008 per il recepimento dell’accordo quadro europeo 8
      ottobre 2004 sullo stress lavoro-correlato tra UNICE/UEAPME, CEEP e CES


                                                                                                     56
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2. Interessamento del personale

Tutto il personale potrebbe incorrere nel rischio da stress lavoro-correlato, in particolare il personale
addetto agli sportelli.


3. Valutazione del rischio

Per il momento non sono stati evidenziati elementi di stress lavoro-correlato. Tuttavia, qualora
emergessero elementi riferibili allo stress lavoro-correlato sarà effettuata una valutazione più
specifica mediante la somministrazione di tests idonei, sotto la guida di uno specialista.

Si ritiene che, per quanto è emerso fino ad ora, il rischio da stress lavoro-correlato sia basso.


4.12.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare



 Numerazione                                       Descrizione                               Priorità

        1         Approfondire gli aspetti dello stress lavoro-correlato da parte del               2
                  datore di lavoro, del rappresentante dei lavoratori e dei lavoratori
        2         Prevedere, nei limiti delle disponibilità del personale, la rotazione             4
                  degli addetti agli sportelli




                                                                                                        57
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4.13 Valutazione del rischio connesso alle differenze di genere

4.13.1 Sorgenti del rischio
La Comunità europea ha posto come obiettivo l’inserimento delle problematiche relative al genere
nella valutazione dei rischi sui luoghi di lavoro. Si tratta di tener conto delle specificità, delle
differenze e delle disuguaglianze nello svolgimento delle mansioni, legate al genere, oppure
molestie, discriminazione e conflitti tra attività lavorativa e vita privata. Inoltre, si potranno
individuare pericoli meno evidenti e problemi di salute che si manifestano più frequentemente nelle
donne.


4.13.2 Natura del rischio
Si dovrà esaminare:
    – l’interfaccia casa-lavoro
    – la possibilità di eventuali molestie
    – l’eventuale presenza di fattori di stress emotivo
    – la possibilità di interruzioni impreviste
    – inserire rischi riproduttivi, considerando non solo la gravidanza, ma anche gli aspetti
       interessati dalla salute riproduttiva
    – esaminare gli aspetti legati ai disturbi muscolo-scheletrici, cioè lo sforzo muscolare statico e
       la permanenza in posizione eretta.

4.13.3 Valutazione del rischio ed azioni da attuare

1. Esistenza di norme specifiche:
– Comunicazione Commissione europea in data 12/09/2003: “European agency for safety and
    health at work”
– D. Lgs 81/2008 art. 28

2. Interessamento del personale

All’interno degli ambienti di lavoro non vi sono rischi specifici per lavorazioni prevalentemente
femminili.
L’obiettivo dell’Ufficio è, comunque ridurre e, possibilmente, eliminare i rischi alla fonte, mettendo
a disposizione luoghi di lavoro sani e sicuri per tutti i lavoratori, comprendendo anche la salute
riproduttiva.


3. Valutazione del rischio

Tenuto conto del tipo di attività, si ritiene che il rischio sia basso.




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4.14 Valutazione del rischio connesso alle differenze di età

4.14.1 Sorgenti del rischio

All’interno dei luoghi di lavoro ci possono essere posizioni di lavoro occupate da lavoratori di tutte
le età lavorative. Lo svolgimento delle mansioni potrebbe essere influenzato anche dall’età, come
ad esempio l’interesse e la motivazione di un giovane lavoratore possono essere completamente
diversi rispetto ad un lavoratore in età più avanzata e, conseguentemente, le modalità di esecuzione
del lavoro. D’altra parte anche il deterioramento delle capacità di percezione sensoriale, con l’andar
del tempo, può essere aggravato e portare il lavoratore a situazioni di maggior esposizione ai rischi.


4.14.2 Natura del rischio

Il deterioramento delle capacità di percezione sensoriale e/o la mancanza di motivazione potrebbero
causare, in teoria, rischi per i lavoratori addetti alle prove veicoli.


4.14.3 Valutazione del rischio ed azioni da attuare

1. Esistenza di norme specifiche:

–     D. Lgs 81/2008 art. 28


2. Interessamento del personale

L’attività svolta all’interno dell’Ufficio non richiede particolari capacità, concentrazione o l’utilizzo
di particolari apparecchiature complesse o sofisticate, che potrebbero venir meno con l’età.


Valutazione del rischio

Si ritiene che questo tipo di rischio sia basso.




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4.15 Valutazione del rischio esposizione a campi elettromagnetici e radiazioni ottiche
     artificiali

4.15. 1 Sorgenti del rischio

Secondo la teoria elettromagnetica qualsiasi sistema di cariche elettriche in moto non uniforme
provoca la contemporanea comparsa, nello spazio circostante, di un campo magnetico variabile
dovuto alla corrente elettrica non continua e di un campo elettrico variabile dovuto alla variazione
del campo magnetico. Il campo elettromagnetico così generato si propaga attorno alla sorgente
trasportando energia. I campi elettromagnetici che vengono presi in considerazione negli ambienti
di lavoro sono quelli variabili nel tempo di frequenza ≤ 300 GHz.

Le radiazioni ottiche artificiali che possono presentare rischio di esposizione negli ambienti di
lavoro, del tipo UV (ultravioletto), VIS (visibile) e IR (infrarosso).


4.15.2 Natura del rischio

4.15.2.1 Rischio esposizione a campi elettromagnetici variabili nel tempo di frequenza ≤ 300
GHz

Si distinguono:
 effetti acuti, quali stress indotto dall’aumento di temperatura corporea, effetti comportamentali,
    stimolazione di tessuti eccitabili
 effetti a lungo termine, peraltro, non ancora valutati in modo definitivo, come forme tumorali.

4.15.2.2 Rischio esposizione a radiazioni ottiche artificiali

Le radiazioni ottiche penetrano solo superficialmente nel tessuto cutaneo umano e non raggiungono
gli organi interni: gli organi critici sono la pelle e gli occhi. La profondità di penetrazione dipende
dalla lunghezza d’onda. Gli effetti nocivi possono essere:
a) UV:
         sugli occhi: infiammazione della cornea e della congiuntiva, offuscamento del cristallino
            (a lungo termine)
         sulla pelle: ustione, invecchiamento cutaneo, cancro della pelle, reazioni fototossiche

b) VIS e IR:
       sugli occhi: lesione fotochimica della retina, offuscamento del cristallino (a lungo
          termine), abbagliamento
       sulla pelle: scottature


4.15.3 Valutazione del rischio

La valutazione del rischio connesso a rischio elettrico è stata effettuata applicando i seguenti criteri:

1. Esistenza di specifiche norme

–     D. Lgs. 81/2008, Titolo VIII, Capo IV (esposizione campi elettromagnetici)
                       Titolo VIII, Capo V (esposizione radiazioni ottiche artificiali)

                                                                                                       60
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2. Eventuali incidenti già verificatisi

All’interno dei luoghi di lavoro, negli ultimi tre anni, non si sono verificati eventi dovuti ad
esposizione a campi elettromagnetici o radiazioni ottiche artificiali


3. Gravità delle potenziali conseguenze

Le conseguenze dell’esposizione a campi elettromagnetici possono avere effetti acuti, quali stress
indotto dall’aumento di temperatura corporea, effetti comportamentali, stimolazione di tessuti
eccitabili ed effetti a lungo termine che potrebbero portare a forme tumorali.


4. Interessamento al rischio per il personale dell’attività e quantificazione del rischio


 Esposizione a campi elettromagnetici

       Mansione                           Descrizione pericolo                      Valore      Valore      Indice
                                                                                    gravità   probabilità   rischio
Centralinista                La posizione di lavoro del centralinista è a meno        3          2            6
                              di 1,5 m dal quadro elettrico di distribuzione
Per tutti gli operatori      Vengono utilizzate le seguenti apparecchiature che      1            1             1
                              possono emettere radiazioni elettromagnetiche a
                              frequenze più elevate: telefono cellulare NOKIA
                              N 70 e telefono cellulare SANSUNG SGH -i600.
                              Dall’esame delle schede tecniche dei telefoni
                              cellulari, si rileva che l’esposizione standard
                              (SAR: Specific Absorption Rate) è circa la metà
                              dei valori raccomandati dalla UE (2,0 W/Kg,
                              calcolato su una media di 10 g di tessuto
                              corporeo).



 Esposizione a radiazioni ottiche artificiali

       Mansione                           Descrizione pericolo                      Valore      Valore      Indice
                                                                                    gravità   probabilità   rischio
Per tutti gli operatori      All’interno degli ambienti di lavoro vengono             1          1            1
                              utilizzate le seguenti apparecchiature che generano
                              radiazioni ottiche artificiali: Stampanti laser e
                              Scanner. Esaminando le schede tecniche delle
                              apparecchiature, si rileva, se utilizzate
                              correttamente (coperchi ed involucri di protezione
                              chiusi) non emettono radiazioni pericolose.



Giudizio complessivo

Dalle valutazioni effettuate si ritiene che il rischio connesso ad elettrocuzione sia da definirsi
medio per il centralinista, basso per gli altri operatori.



                                                                                                                     61
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4.15.4 Misure di prevenzione e protezione da attuare


 Numerazione                                       Descrizione                               Priorità

        1         La postazione del centralinista verrà tenuta ad almeno 1,5 m dal               4
                  quadro elettrico
        2         Valutare, prima dell’acquisto di attrezzature quali telefoni cellulari,        2
                  stampanti laser, scanner, ecc. i valori di emissione di radiazioni
                  elettromagnetiche o radiazioni ottiche artificiali




                                                                                                        62
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ELENCO ALLEGATI

    1. Certificato di prevenzione incendi
    2. Dichiarazione conformità impianto elettrico
    3. Verifica impianti di messa a terra
    4. Registro infortuni
    5. Piano di emergenza
    6. Registro controlli antincendio
    7. Libretto impianti riscaldamento
    8. Libretto impianto ascensore
    9. Dichiarazione conformità CE apparecchiature
    10. N° 3 indagini ambientali condotte presso gli uffici per la determinazione di parametri
        microclimatici e di illuminazione
    11. N° 1 indagine ambientale condotta nei locali prove autoveicoli per la determinazione del
        benzene
    12. Elenco dipendenti sottoposti a visita medica




                                                                                                63
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