Castello Aragonese prima del terremoto dell'anno 1908

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Castello Aragonese prima del terremoto dell'anno 1908 Powered By Docstoc
					Scuola Media “Diego Vitrioli”
      Reggio Calabria
          III^ E

      Chiara VERDUCI – Flavia DE MOJA’
         Reggio … nel tempo
Noi abitanti di Reggio Calabria, quando passeggiamo
tranquillamente sul Corso, sulla Via Marina, sicuramente non
pensiamo a come era la città in cui viviamo, o se la stessa via in cui
stiamo camminando era la stessa di tanto tempo fa. Invece,
pensiamo sia molto interessante andare alla scoperta dell’evoluzione
urbana della nostra città dall’antichità fino ai giorni nostri. Durante
l’età classica, Reggio, visse un periodo di massimo splendore che, in
seguito ad invasioni, pestilenze e dominazioni succedutesi per tutto
il medioevo, ebbe un declino. In seguito al periodo medievale nel
500 Reggio contava metà degli abitanti rispetto al 200.
Durante il 700, prima del terremoto dello stesso secolo la città era
caratterizzata da un nucleo urbano derivante da trasformazioni
spontanee e disposte attorno al Castello Aragonese e da un
percorso longitudinale principale parallelo alla costa tra le porte San
Filippo e Mesa. Si accedeva alla città cinta di mura, attraverso 4
porte: San Filippo, Mesa, della Dogana e dell’Amalfitana.
            Reggio … nel tempo
In seguito al terremoto del 1783, che interessò tutta la Calabria
meridionale, cambiò totalmente l’aspetto della città medievale il cui piano di
ricostruzione fu affidato all’ ingegnere Giovanbattista Mori. Il nuovo
piano di ricostruzione Mori era ideato su una forma a scacchiera geometrica
regolare che prevedeva un nuovo asse rettilineo longitudinale (il corso) ed
una serie di assi perpendicolari tra di loro. Il piano di ricostruzione Mori
durò decenni; la Reggio ottocentesca di metà secolo, naturalmente
ingrandita, apparve caratterizzata da edifici pubblici e residenze private
delle persone più facoltose prevalentemente in stile neoclassico. Gli edifici
più importanti si trovavano sul corso e nella “Palazzina”, una cortina
unitaria articolata in cinque grandi isolati prospicienti il mare. Al 1783 e al
1908 risalgono le più recenti innovazioni urbanistiche seguite da due gravi
sismi che hanno cancellato le tracce di uno degli insediamenti più antichi e
importanti nella storia della civiltà mediterranea. Ricostruita più volte
Reggio Calabria ha conservato nel linguaggio architettonico degli edifici il
ricordo dell’antichità classica e della città sette-ottocentesca con l’adozione
di stili architettonici e decorativi di gusto eclettico. Solo la decoratività del
Liberty ( Villa Zerbi e il Palazzo della Provincia) trova ampie e svariate
applicazioni mentre viene criticato il progetto ultramoderno del Museo
Nazionale della Magna Grecia, progettato da Piacentini.
            Reggio … nel tempo
Alle ore cinque e venticinque del 28 Dicembre del 1908 un altro
terremoto si ripeté più violento e più disastroso del precedente. Il disastro
del terremoto fu aggravato dal maremoto che quasi immediatamente gli
succedette. Reggio e Messina e quasi tutti i paesi delle due riviere furono
rasi al suolo. Il terremoto fu sussultorio, ondulatorio e vorticoso. A Reggio il
terremoto ebbe tanta forza da inabissare la banchina del porto. I vagoni
ferroviari, si accavallarono gli uni sugli altri, nella parte bassa della città e
soprattutto in via Marina ed in piazza Garibaldi i fabbricati furono rasi al
suolo mentre apparvero larghe e profonde fenditure nel terreno varianti da
sette a otto metri. Parte del litorale scomparve completamente. I
provvedimenti del Governo furono pronti, energici e tempestivi. Il 2
Gennaio su tutta la zona terremotata operavano quattro navi della Real
Marina, un centinaio di piroscafi, molte navi da guerra e mercantili esteri,
ottomila soldati, numerose squadre di civili. Gli aiuti arrivarono ma
l’organizzazione fu difficile e spesso disordinata. Il disastro causò la morte
di centoventitremila persone. Imponenti problemi si presentarono e furono
affrontati e superati con impegno ed abnegazione grazie al conterraneo
Giuseppe De Nava. La prima fase di ricostruzione iniziò con un piano di
baraccamenti nelle aree libere da macerie ai margini del vecchio centro,
venne affidata la redazione del piano regolatore all’Ingegnere Pietro De
Nava profondo conoscitore della città.
            Reggio … nel tempo
Il piano Regolatore doveva tenere presente le direttive del Ministero dei
Lavori Pubblici che prevedevano l’utilizzazione del vecchio sito della città
distrutta (così come volontà dei superstiti) e la conservazione dei caratteri
originali della stessa nonché il reperimento di aree per eventuali
ampliamenti e precise destinazioni per zone industriali, i servizi ferroviari e
la sistemazione del porto. Per l’edilizia pubblica e privata bisognava
rispettare “le nuove tecniche igieniche obbligatorie per le riparazioni,
ricostruzioni e nuove costruzioni” secondo le quali le fondazioni dovevano
essere ben radicate nel suolo con intelaiature di cemento armato, altezza
non superiore ai 10 metri e a due piani. Amara sorte subì il Castello
Aragonese a causa del prolungamento della via Aschenez che ne determinò
la demolizione della parte orientata a Nord-Ovest salvandosi invece l’altra
parte con le due torri. Un cardine della struttura della città, nel piano De
Nava fu il lungomare strada, che ha sempre avuto nella storia urbana di
Reggio Calabria enorme importanza, l’edificazione della Real Palazzina era
stato uno dei primi interventi dopo il Terremoto.
            Reggio … nel tempo
Essa funzionava da fondale alle strade di accesso al centro della vita
cittadina e costituiva una quinta architettonica, a cui la città guardava,
segnando una chiusura verso il mare. Alla ricostruzione parteciparono vari
Enti con il compito di costruire, per conto dello stato, case economiche e
popolari e per impiegati. Ritardi dovuti alla guerra del 1918 rallentarono le
costruzioni, che ripresero nel 1921. Con l’avvento del fascismo tra il 1923 e
il 1925 il Governo stanziò per il finanziamento dell’edilizia privata e pubblica,
ingenti cifre che consentirono una vigorosa svolta alla ricostruzione. Dopo
alcuni anni della triste parentesi dell’ultima guerra, la città appare
caratterizzata dalla regolarità della strade, dalla uniformità dei prospetti
degli edifici, convenientemente decorati sulle vie principali e ancora in gran
parte non sopraelevati oltre i due piani originali. Nel 1950 il fenomeno
espansionistico a carattere abusivo s’incominciò ad avvertire nella città e
richiamò l’attenzione dell’amministrazione Comunale, solo nel 1957 si ritrovò
ad adottare il Piano Regolatore Generale che fu affidato per l’elaborazione
all’architetto Albanese Francesco che lo presentò alla fine del 1964. Dopo
poco tempo lo stesso fu abbandonato e soppiantato da un nuovo P.R.G.
approvato in data 01/03/1975.
            Reggio … nel tempo
Oggi, Reggio, è caratterizzata dal nuovo lungomare dedicato al Sindaco
deceduto Falcomatà che ha valorizzato particolarmente la città. La Via
Marina attuale costituisce il margine edificato del centro urbano verso il
mare e, con la frangia di verde e di semi-costruito che la separa da questo,
il luogo in cui primariamente si realizza il rapporto della città con il suo
contesto nonché la facciata principale di Reggio per chi giunge dalla via
d’acqua. Il rapporto col mare e la facciata della città, nasce, nell’attuazione
pur lenta e travagliata del piano Mori. Il rafforzamento del ruolo originario
della via Marina, grande e vera piazza lineare che collega con il mare quasi
tutte le piazze di Reggio, da Piazza Indipendenza a Piazza Italia, dalla Villa
Comunale a Piazza Italia; mettendosi per loro tramite in contatto con il
corso Garibaldi.
          Reggio … nel tempo

Questa città per noi giovani è abbastanza vivibile anche perché il
lungomare è uno sfogo per tutti è un luogo d’incontro specialmente
d’estate perché viene arricchita con lidi e gazebi dove la maggior
parte di noi si diverte a giocare e parlare insieme trascorrere ore
piacevoli sia d’estate che nelle belle giornate d’inverno e in
primavera. Considerato tutto le cose positive e le cose negative che
ogni città ha, la nostra, per noi è la città più bella del mondo
perché è la città in cui siamo nate.
Reggio Calabria nel 600
Reggio Calabria: planimetria
Castello Aragonese prima del terremoto dell’anno 1908
 Gli edifici della “Palazzina” del
lungomare, completati nel 1828
      Reggio Cal. prima del terremoto
Un tratto del Corso Garibaldi con la Chiesa S. Maria della Vittoria
Rovine del Corso Garibaldi
Una serie … di cose scomparse
Villa Zerbi prima del terremoto
Le macerie del Duomo e la Chiesa
           baraccata
Veduta dall’alto del Museo
Prospetto del Museo su Piazza De Nava
Villa Zerbi dopo il terremoto
Il Duomo
Il Lungomare
                   I Bronzi di Riace
Le due grandi statue bronzee,
rinvenute fortuitamente il 16
agosto del 1972 nel mar Ionio,
presso il litorale di Riace,
costituiscono un fenomeno unico
tra le opere d'arte antica, per il
clima di attenzione suscitato
presso il grande pubblico, fin dalle
prime esposizioni a Firenze
(1980) e Roma (1981); si tratta di
due splendidi originali dell'arte
greca, rappresentanti due
guerrieri, fusi in epoche diverse
(la statua ”A” al 460/450 a.C.,
quella “B” al 430/420 a.C).
Il Teatro Francesco Cilea
Reggio Calabria……….

				
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posted:3/22/2012
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