Novembre 05 Nigeria by Wbcv22

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									                                          NIGERIA NEWS
                      rassegna stampa mensile su quello che succede in Nigeria
                                      e nell’Africa dell’ovest
                                                 a cura di PIAM onlus



                           newsletter di novembre 2005
Informazioni generali sulla Nigeria

http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/aciWeb/it/africa/nigeria/avvisi.scheda
avvisi per i viaggiatori che si recano all'estero basati su informazioni ritenute affidabili e disponibili alla data della
loro pubblicazione, fornite dal Ministero degli Affari Esteri (costantemente aggiornato)

http://www.ambabuja.esteri.it/Ambasciata_Abuja
Ambasciata italiana ad Abuja

http://www.lagos.cd
Consolato italiano a Lagos


NEWS NIGERIA in ITALIANO

1 - NIGERIA 7/11/2005
CAPO SEPARATISTI DELTA DEL NIGER IN SCIOPERO DELLA FAME

2 - Delta del Niger: proseguono le violazioni
3/11/05

3 - NIGERIA 10/11/2005
CAPO SEPARATISTA DELTA DEL NIGER A PROCESSO

4 - NIGERIA 11/11/2005
NIENTE RILASCIO SU CAUZIONE PER SEPARATISTA DELTA DEL NIGER

5 - Nigeria: stop ai danni prodotti dal gas naturale
Sentenza della magistratura nigeriana
15/11/2005

6 - NIGERIA 19/11/2005
ABUJA, MEDICI E INFERMIERI LICENZIATI PER SCIOPERO PROLUNGATO

7 - NIGERIA 19/11/2005
TRUFFA INTERNAZIONALE

8 - NIGERIA 22/11/2005
BAMBINI-SCHIAVI: OGNI ANNO SONO QUINDICI MILIONI

9 - NIGERIA 22/11/2005
GOVERNATORE SOTTO INCHIESTA 'RICOMPARE' A CASA

10 - NIGERIA 22/11/05
LANCIO SATELLITE PER TELECOMUNICAZIONI

11 - NIGERIA 22/11/05
CONDANNATO L'EX CAPO DELLA POLIZIA

12 - NIGERIA 22/11/05
SCIOPERO INDETTO DAL MASSOB

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13 - NIGERIA 23/11/2005
PARLAMENTO BAYELSA CHIEDE DIMISSIONI GOVERNATORE INCRIMINATO

14 - NIGERIA 27/11/2005
MONSIGNOR FESTUS OKAFOA: IL PETROLIO E LA QUESTIONE SOCIALE

15 - NIGERIA 28/11/2005
TENSIONE NELLO STATO DI BAYELSA

16 - NIGERIA 29/11/2005
PENISOLA BAKASSI, NIGERIA TRACCIA CONFINE CON CAMERUN

17 - NIGERIA 29/11/2005
GOVERNATORE INCRIMINATO: PRESIDENTE SCRIVE PREMIER BRITANNICO

18 - NIGERIA 29/11/2005
ABUJA, MIGLIAIA SENZA CASA PER SGOMBERO BARACCHE ABUSIVE

19 - NIGERIA 30/11/05
BAYELSA, GOVERNATORE SOTTO ACCUSA


NEWS NIGERIA in INGLESE

20 - Okocha available for Nations Cup
BBC SPORT 2/11/05

21 - Nigeria militant on hunger strike
BBC, 7/11/05

22 - Nigeria ex-president's home burnt
BBC, 8/11/05

23 - Nigeria separatist treason charge
BBC, 8/11/05

24 - Texts used for Nigeria HIV drive
BBC, 9/11/05

25 - Ken Wiwa: 'Committed to remembering'
BBC, 10/11/05

26 - Nigerian leader third-term boost
BBC, 15/11/05

27 - Nigeria gas flaring 'is illegal'
BBC, 15/11/05

28 - Pupils die in Nigeria school fire
BBC, 15/11/05

29 - Women in Africa: Ope Ogundokun
BBC, 17/11/05

30 - Nigerian bank fraudsters guilty
BBC, 19/11/05

31 - Nigeria governor 'skips UK bail'
BBC, 21/11/05

32 - Kanu gets Robson kudos
BBC SPORT, 21/11/05

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33 - Nigeria governor to be impeached
BBC, 23/11/2005

34 - Nigerian ex-police chief jailed
BBC, 23/11/2005

35 - Shell's new Nigerian field on tap
BBC, 28/11/05

36 - Extra troops for Nigerian state
BBC, 28/11/05

37 - Nigeria presses UK over governor
BBC, 29/11/05

38 - Obasanjo gets third-term warning
BBC, 30/11/2005

39 - Nigeria's Mikel Obi missing again
BBC SPORT, 30/11/2005


AFRICA NEWS

40 - Senegal
La luna di miele è finita
29/10/05

41 - BURKINA FASO 8/11/2005
'TOUR DU FASO', TRIONFA UN ALTRO BURKINABÉ

42 - Liberia's 'Iron Lady' claims win
BBC, 11/11/05

43 - AFRICA 12/11/2005
DIECI MILIONI DI ARMI LEGGERE NELL'OVEST DEL CONTINENTE

44 - LIBERIA 12/11/2005
"Lasciate le strade di Monrovia; la gente ha paura. Nessuno in questo paese vuole più la guerra"

45 - BURKINA FASO 13/11/2005
TUTTI AL VOTO, MA SOLO IL 30% CAPISCE IL FRANCESE, LINGUA UFFICIALE

46 - LIBERIA 16/11/2005
ELEZIONI: GOVERNO VIETA MANIFESTAZIONI PUBBLICHE

47 - GUINEA 16/11/2005
PROTESTE E SCIOPERI CONTRO POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO

48 – GHANA 17/11/05
Sono almeno 53 le persone morte in seguito a un'epidemia di colera.

49 - BURKINA FASO 18/11/2005
ELEZIONI: SCONTATA VITTORIA DI COMPAORÉ

50 - LIBERIA 22/11/2005
VECCHIO PARLAMENTO, BUONUSCITA CON "AUTO BLU" FUORISTRADA?

51 - GABON 25/11/2005
PRESIDENZIALI, A VIGILIA VOTO NON SI CONOSCE NUMERO ELETTORI



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link utili

MISNA (Missionary International Service News Agency)
http://www.misna.org

BBC (inglese)
http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/africa/default.stm

ALL AFRICA.COM (inglese)
La più importante agenzia di stampa africana
http://allafrica.com

NTA National Television Authority (rete televisiva nazionale nigeriana)
http://www.nigeria.gov.ng/ntanews.aspx

THE GUARDIAN (quotidiano nigeriano)
http://www.ngrguardiannews.com

THIS DAY (quotidiano nigeriano)
http://www.thisdayonline.com

CNN Africa
http://www.cnn.com/WORLD/africa/archive

INTERNAZIONALE (rassegna settimanale sulla stampa mondiale)
http://www.internazionale.it/home

RAI NEWS 24
http://www.rainews24.it/categoria.asp?categoria=Mondo

NIGRIZIA (il sito dell'Africa e del mondo nero)
http://www.nigrizia.it/cat.asp?idCategoria=108



per contatti, informazioni, suggerimenti e altro: piamonlus@yahoo.com




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1 - NIGERIA 7/11/2005
CAPO SEPARATISTI DELTA DEL NIGER IN SCIOPERO DELLA FAME
L'avvocato di Alhaj Dokubo Asari - il capo della milizia indipendentista 'Forza volontaria popolare del Delta del
Niger' (Ndpvf) in custodia cautelare dallo scorso settembre - ha reso noto che il suo assistito ha iniziato da ieri
uno sciopero della fame e della sete per protestare contro il trattamento riservatogli in prigione. Asari, dice il suo
legale, sarebbe confinato in una cella di isolamento e chiede invece di essere trasferito dove possa avere
contatti con gli altri prigionieri e accesso alle strutture del carcere. Un portavoce della polizia ha smentito che
Asari sia in isolamento o subisca alcuna forma di maltrattamento, ha inoltre precisato che quella dove è ospitato
non è una cella normale ma un "appartamento personale". Il capo del Ndpvf è stato accusato di "tradimento,
cospirazione e assembramento illegale" da un tribunale di Abuja, in seguito sue dichiarazioni alla stampa in cui
minacciava una lotta secessionista contro il governo centrale in nome delle popolazioni Ijaw nella regione del
Delta del Niger, la più ricca di petrolio del paese. (MISNA)


2 - Delta del Niger: proseguono le violazioni
Dieci anni dopo la morte dello scrittore e attivista per i diritti umani nigeriano Ken-Saro Wiwa (10 novembre
2005) Amnesty International documenta il protrarsi di intimidazioni e violenze sulle popolazioni Ogoni.

Dieci anni dopo l'uccisione del poeta nigeriano Ken-Saro Wiwa e di otto attivisti per i diritti umani della comunità
degli Ogoni - processati sommariamente e condannati a morte da un tribunale militare - l'estrazione del petrolio
in Nigeria continua ad essere condotta in un clima di privazioni, ingiustizia e violenza sulle popolazioni Ogoni e
a favorire, indirettamente, il proliferare delle armi leggere.
La denuncia emerge dalla dettagliata documentazione raccolta nel Delta del Niger da Amnesty International e
contenuta nel rapporto "Rivendicare diritti e risorse: ingiustizia, petrolio e violenza in Nigeria". Il report si
sofferma, in particolare, sulle violazioni dei diritti umani commesse nel febbraio 2005 al terminal di Escravos e
nella comunità di Odioma, sulla costa del Delta del Niger.
In riferimento ai fatti recenti Amnesty chiede al governo federale nigeriano di "condurre inchieste complete e
indipendenti sulle denunce di uccisioni, ferimenti, stupri e distruzione di proprietà ad opera delle forze di
sicurezza", la diffusione dei risultati e la condanna dei responsabili davanti alla giustizia civile.
Un'altra richiesta riguarda la Chevron, chiamata a istituire una commissione d'indagine indipendente e
imparziale "sul ruolo avuto dalla compagnia nel corso degli incidenti del 4 febbraio al terminal di Escravos", e la
Shell, alla quale si chiede di indagare "sulle denunce riguardanti un accordo di sicurezza tra un subappaltatore
di Shell Nigeria e un gruppo criminale di Odioma".
Il petrolio estratto nella regione - nel Sudest del paese - costituisce il 98% delle entrate dal commercio con
l'estero e le compagnie petrolifere sono ritenute da sempre coinvolte negli abusi, perpetrati dalle forze di
sicurezza controllate dal governo.
Ed è proprio lo stretto, anzi strettissimo, legame tra istituzioni e multinazionali ad essere additato
dall'organizzazione per la tutela dei diritti umani, che evidenzia il conflitto esistente tra le responsabilità dello
Stato nella tutela dei diritti della popolazione e gli interessi di questo nel proteggere, invece, le società dedite
all'estrazione del greggio - con le quali costituisce delle joint venture -.
Questo nonostante la Nigeria abbia ratificato la Carta africana sui diritti umani e dei popoli, che riconosce i diritti
civili, politici, economici, sociali e culturali della popolazione.
Rapporto di Amnesty International, 03/11/2005


3 - NIGERIA 10/11/2005
CAPO SEPARATISTA DELTA DEL NIGER A PROCESSO
Si è aperto oggi ad Abuja il processo contro Alhaj Dokubo Asari, capo della milizia indipendentista 'Forza
volontaria popolare del Delta del Niger' (Ndpvf), la principale regione petrolifera del Paese, minata dall'instabilità
e dalle rivendicazioni sulla destinazione dei proventi dell'oro nero. Accusato di "tradimento, cospirazione e
assembramento illegale", Asari si è presentato in aula proprio nel decimo anniversario dell'esecuzione dello
scrittore separatista Ogoni Ken Saro Wiwa, che reclamava una più equa divisione delle rendite derivate dal
settore petrolifero. "É una triste coincidenza e un cattivo presagio. Questa data ci ricorda che la popolazione del
Delta del Niger è ancora assediata e che il governo si rifiuta di negoziare" ha commentato Ucche Ukwukwu, uno
dei legali di Asari. "L'esecutivo non ha alcuna prova contro di noi. Vuole solo intimidire e silenziare
l'opposizione" ha aggiunto l'altro avvocato della difesa, Festus Keyamo. La pubblica accusa ha bocciato una
richiesta di scarcerazione provvisoria per Asari sostenendo che "se fosse rilasciato, nessun nigeriano verrebbe
a testimoniare contro di lui per paura di perdere la vita". Il giudice Peter Olayiwola si è riservato di decidere
entro domani sull'eventuale sospensione della custodia cautelare imposta ad Asari lo scorso settembre; se
condannato, l'imputato rischia fino a 41 anni di prigione. Alla testa di una milizia illegale, Asari ha minacciato
una lotta secessionista contro il governo centrale in nome della comunità Ijaw, di cui fanno parte 12 milioni di
persone; il 6 novembre ha iniziato uno sciopero della fame e della sete per protestare contro il trattamento
riservatogli in prigione dove sarebbe costretto in regime di isolamento, nonostante le smentite delle forze

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dell'ordine. Lo sciopero è stato sospeso dopo 4 giorni in seguito al miglioramento della sua detenzione. In
un'intervista pubblicata il 10 settembre scorso dal quotidiano 'Daily Indipendent', il capo del Ndpvf aveva definito
il governo nigeriano "un'entità malvagia", aggiungendo che il suo movimento avrebbe "continuato a combatterla"
nel tentativo di vederla "dissolta e disintegrata". Proprio su queste dichiarazioni l'accusa basa tutto il processo.
(MISNA)


4 - NIGERIA 11/11/2005
NIENTE RILASCIO SU CAUZIONE PER SEPARATISTA DELTA DEL NIGER
È stato negato il rilascio su cauzione ad Alhaj Dokubo Asari, capo della milizia indipendentista 'Forza volontaria
popolare del Delta del Niger' (Ndpvf), principale regione petrolifera della Nigeria minata dall'instabilità e dalle
rivendicazioni sulla destinazione dei proventi dell'oro nero. Lo hanno riferito fonti giornalistiche internazionali,
precisando che il processo per tradimento e cospirazione riprenderà il 10 gennaio prossimo. Vedendosi negare
il temporaneo rilascio, Asari ha gridato all'ingiustizia, sostenendo che non c'è nessuna prova contro di lui, ma il
giudice Peter Olayiwola ha ribattuto che le accuse sono molti gravi e non esistono sufficienti garanzie che,
tornato in libertà, non riprenda a colpire o si dia alla clandestinità. Il legale dell'imputato, Festus Keyamo, ha
annunciato ricorso contro la decisione. Alla testa di una milizia illegale, Asari ha minacciato una lotta
secessionista contro il governo centrale in nome della comunità Ijaw, di cui fanno parte 12 milioni di persone; il
6 novembre ha iniziato uno sciopero della fame e della sete per protestare contro il trattamento riservatogli in
prigione, sospeso dopo 4 giorni per il miglioramento delle condizioni carcerarie. (MISNA)


5 - Nigeria: stop ai danni prodotti dal gas naturale
Sentenza della magistratura nigeriana
15/11/2005

Le eruzioni di gas naturale prodotte dalle estrazioni delle compagnie di petrolio sul delta del fiume Niger violano
i diritti umani della popolazione locale e dovrebbero essere fermate. È il contenuto di una sentenza emanata
lunedì da un giudice nigeriano.

La comunità Iwerekan che vive nell'area del delta, nelle regioni meridionali del paese, aveva dimostrato che il
gas derivante dai fuochi per l'estrazione del petrolio grezzo viola il loro diritto alla vita, la loro dignità e un
ambiente salutare.
"La corte ha tenuto conto di tutti i punti espressi dalla comunità locale" ha dichiarato all'agenzia Reuters
Nnimmo Bassey direttore dell'Environmental Rights Action, gruppo ambientalista nigeriano.

Enormi fiamme bruciano continuamente in una vasta regione di paludi di mangrovie tra le insenature del fiume e
proprio vicino alle case degli abitanti dei villaggi."È una cosa che va avanti 24 ore al giorno da anni. Causa
esplosioni, rumore costante e un enorme calore. Molte persone non hanno mai avuto pace o una nottata non
illuminata da questi fuochi" ha affermato Bassey.

La decisione di lunedì è contraria agli interessi del governo e, in particolare, della NNPC, la compagnia
petrolifera statale e della Shell, che è una delle cinque società petrolifere straniere che operano in joint venture
con la NNCP.
Gli ambientalisti dichiarano che le emissioni di gas sono un rischio per la salute degli abitanti. Inoltre,
l'inquinamento dovuto a questi gas danneggia l'agricoltura riducendo i raccolti.

Il governo nigeriano ha posto il 2008 come data limite per estinguere le eruzioni di gas naturale, incoraggiando
le compagnie ad esportare il gas. La Shell, nel maggio scorso, ha dichiarato che non riuscirà a rispettare il limite
del 2008 ma porrà fine alle eruzioni nel 2009. (NIGRIZIA)


6 - NIGERIA 19/11/2005
ABUJA, MEDICI E INFERMIERI LICENZIATI PER SCIOPERO PROLUNGATO
Oltre un migliaio tra medici e infermieri sono stati licenziati dalle autorità cittadine della capitale Abuja per non
aver rispettato la richiesta di porre fine a uno sciopero che si protrae da alcune settimane. Il provvedimento -
come scrive oggi la stampa locale - ha colpito circa 800 infermieri (su un totale di 900), 130 medici e un numero
imprecisato di altri lavoratori del settore sanitario. "Abbiamo fatto di tutto per farli tornare al lavoro, ma non ne
hanno voluto sentire" ha detto Amina Zakary, segretario per la sanità e le risorse umane di Abuja. L'astensione
dal lavoro era iniziata lo scorso 18 ottobre: per la seconda volta dall'inizio dell'anno i dipendenti della sanità
locale chiedevano un adeguamento salariale e il pagamento degli arretrati. "Lo sciopero prosegue" ha ribattuto
Jerry Oguzie, presidente locale dell'associazione dei medici, aggiungendo che l'iniziativa di protesta "potrebbe
allargarsi su scala nazionale". Gran parte degli ospedali sono stati 'svuotati' nelle scorse settimane; secondo

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Zakary i servizi di emergenza hanno continuato a funzionare, ma il rappresentante dei medici ha detto invece
che sono avvenuti numerosi decessi perché i pazienti non hanno ricevuto adeguato trattamento a causa dello
sciopero. (MISNA)


7 - NIGERIA 19/11/05
TRUFFA INTERNAZIONALE
Due nigeriani sono stati condannati per la più ingente frode internazionale mai registrata nel Paese: in sette
anni sono riusciti a sottrarre fondi per 242 milioni di dollari con l'appoggio di una banca brasiliana poi fallita.
(MISNA)


8 - NIGERIA 22/11/2005
BAMBINI-SCHIAVI: OGNI ANNO SONO QUINDICI MILIONI
Sono oltre 15 milioni i bambini nigeriani trasferiti ogni anno dalle zone rurali ai centri urbani per costringerli a
lavorare e sottoporli a schiavitù: lo ha denunciato l''Agenzia nazionale per il divieto del traffico di esseri umani'
(Naptip), ricordando che era una pratica comune in passato farli lavorare nei terreni agricoli dei genitori. Dagli
anni Ottanta in poi, i piani finanziari messi a punto per contenere il deficit del paese hanno reso indirettamente
più difficile per molte famiglie allevare i propri figli, che quindi vengono mandati al lavoro in tenera età. Uno dei
dirigenti del Naptip, Godwin Morka, ha segnalato due esempi di grave sfruttamento dei minori: a Ipokia, nello
Stato nigeriano di Ogun, i bambini vengono utilizzati per spaccare pietre nel 'bush' (foresta), mentre nello Stato
di Ondo sono impiegati nelle piantagioni di cacao. In Nigeria, ha aggiunto Morka, il traffico di esseri umani è un
crimine estremamente organizzato e ha "varie dimensioni", perché il paese funge sia da fornitore di
manodopera - con bambini inviati all'estero, in paesi come Belgio, Arabia Saudita e anche in Italia - sia da luogo
di 'accoglienza' per migliaia di minori provenienti da altre parti dell'Africa e destinati a lavori domestici o
sfruttamento sessuale. Tuttavia il Naptip sottolinea che negli ultimi anni ha contribuito a portare in tribunale
diversi trafficanti e a fornire consulenza e riabilitazione a centinaia di vittime. (MISNA)


9 - NIGERIA 22/11/2005
GOVERNATORE SOTTO INCHIESTA 'RICOMPARE' A CASA
Violando la libertà su cauzione, Diepreye Alamieyeseigha, governatore dello Stato nigeriano di Bayelsa, ricca
regione petrolifera del Delta del Niger, è ricomparso ieri nella sua città Yenagoa malgrado la magistratura
inglese gli avesse intimato di non lasciare l'Inghilterra. Alamieyeseigha era stato arrestato il 15 settembre scorso
all'aeroporto internazionale di Heathrow, a Londra, con l'accusa di aver riciclato 3,2 milioni di dollari. Dopo
avergli negato in un primo momento la libertà su cauzione, temendo una sua fuga - già avvenuta in passato in
analoghe circostanze - i giudici inglesi hanno infine concesso al sospettato una forma di libertà condizionata.
Ma ieri a Yenagoa migliaia di suoi sostenitori hanno dato il benvenuto a Alamieyeseigha, che ha sempre definito
il suo arresto un atto "neocolonialista". Nuhu Ribatu, capo della Commissione del governo nigeriano per i crimini
economi e finanziari (Efcc), in un'intervista all'emittente inglese 'Bbc' ha definito "uno scandalo" il rientro di
Alamieyeseigha, che avrebbe lasciato il paese europeo grazie a un travestimento e a documenti falsi. La
commissione anticorruzione nigeriana sta indagando da oltre tre anni sul governatore, che in patria gode
dell'immunità fino a che ricopre la carica. (MISNA)


10 - NIGERIA 22/11/05
LANCIO SATELLITE PER TELECOMUNICAZIONI
Il direttore dell'Agenzia spaziale nigeriana, Robert Boroffice, ha confermato che proseguono i lavori del
programma spaziale nazionale e che è ormai imminente il lancio di NigcomSat1, un satellite geo-stazionario
ibrido dedicato alle comunicazioni. Nel settembre 2003 Abuja ha lanciato il primo satellite di osservazione
terreste NigeriaSat-1 e Boroffice ha annunciato che ormai sono quasi completati anche i lavori preparatori di
NigeriaSat-2. (MISNA)


11 - NIGERIA 22/11/05
CONDANNATO L'EX CAPO DELLA POLIZIA
L'ex capo della polizia nigeriana Tafa Balogun è stato ritenuto colpevole degli otto capi di imputazione per
corruzione mossi nei suoi confronti e di conseguenza condannato a sei mesi di prigione. Balogun è così
diventato il primo funzionario pubblico a finire in manette dopo l'avvio di una massiccia, almeno nelle intenzioni,
campagna contro la corruzione lanciata dal governo nei mesi scorsi. Arrestato lo scorso gennaio, Balogun ha
già passato 67 giorni in carcere. La Commissione per i crimini finanziari ed economici (la task-force incaricata di
condurre la campagna moralizzatrice) ha fatto sapere di aver recuperato gran parte dei beni accumulati
illegalmente dal funzionario. (MISNA)

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12 - NIGERIA 22/11/05
SCIOPERO INDETTO DAL MASSOB
Lo storico gruppo per l'indipendenza del Biafra, il 'Movement for the Actualisation of a Sovereign State of Biafra'
(Massob), ha indetto uno sciopero generale per il 5 e 6 dicembre prossimo, invitando tutti i 40 milioni di nigeriani
dell'etnia Igbo a incrociare le braccia per protestare contro l'arresto del capo del movimento Chief Ralph
Uwazurike e chiederne il rilascio.
Il movimento separatista del Biafra (Massob) ha chiesto alle Nazioni Unite di organizzare e controllare un
referendum sull'indipendenza della regione meridionale nigeriana. Secondo il Massob, l'adesione allo sciopero
dimostrerà alle Nazioni Unite la determinazione degli Igbo ad avere una propria patria (MISNA)


13 - NIGERIA 23/11/2005
PARLAMENTO BAYELSA CHIEDE DIMISSIONI GOVERNATORE INCRIMINATO
"Non possiamo avere come governatore una persona che è arrivato a travestirsi da donna per sfuggire alle
proprie responsabilità di fronte alla giustizia": lo ha detto alla stampa il portavoce del Parlamento dello Stato del
Bayelsa, Nigeria meridionale, spiegando la mozione approvata oggi dall' Assemblea della regione (con 17 voti
su 24) con cui si chiede al governatore Diepreye Alamieyeseigha di presentare le dimissioni e abbandonare
l'incarico entro due settimane. Alamieyeseigha ha fatto rientro nei giorni scorsi a Yenagoa, capitale del Bayelsa,
violando la libertà su cauzione concessagli da un tribunale di Londra a condizione che non lasciasse la Gran
Bretagna dove era stato arrestato lo scorso 15 settembre con l'accusa di riciclaggio di denaro. Il portavoce del
Parlamento ha precisato che se il governatore non si dimetterà volontariamente sarà avviata nei suoi confronti
una procedura di impeachment. Intanto dieci mezzi navali con truppe dell'esercito sono entrati nello Stato di
Bayelsa, come misura preventiva nel caso scoppino disordini in seguito alla richiesta di dimissioni del
governatore, che ha tra l'etnia locale Ijaw, di cui fa parte, i suoi strenui sostenitori. (MISNA)


14 - NIGERIA 27/11/2005
MONSIGNOR FESTUS OKAFOA: IL PETROLIO E LA QUESTIONE SOCIALE
"I disordini e le tensioni in questa zona della Nigeria sono provocati da alcuni gruppi che hanno maggior
consapevolezza di quello che realmente accade qui: un'incredibile quantità di petrolio viene esportata e sfruttata
da multinazionali straniere senza che gli abitanti di queste terre possano beneficiarne in alcun modo": lo dice
alla MISNA monsignor Festus Okafoa, vicario della diocesi di Port Harcourt, dove più volte negli ultimi mesi i
sostenitori del movimento indipendentista della regione del Delta del Niger - la 'cassaforte' dei circa 2,5 milioni
di barili di petrolio nigeriano esportati ogni giorno - hanno minacciato gli impianti di estrazione di greggio. "Pur
non condividendo le loro azioni, possiamo comprendere i motivi delle rivendicazioni" aggiunge Okafoa, ex-
docente di filosofia nella locale università. "Quello che accade è oggettivamente un'ingiustizia sociale: le risorse
naturali vengono sfruttate dall'esterno e la popolazione locale vive in una situazione di assoluta miseria, senza
strade, ospedali o infrastrutture e, soprattutto, senza lavoro". Quando i giovani - per qualche motivo - si recano
ad Abuja, la "nuova" capitale costruita dal nulla a partire dal 1976 su progetto dell'architetto giapponese Kenzo
Tange - "hanno la sensazione che i proventi del petrolio della loro regione siano utilizzati soprattutto in quella
città, dotata di illuminazione, ampie strade e grandi palazzi" aggiunge l'interlocutore. "Al loro ritorno - prosegue -
la frustrazione è ancora maggiore, perché l'impatto con Port Harcourt mette in evidenza le differenze e le
contraddizioni". Alla diffusa povertà si aggiungono i "danni" provocati dalle multinazionali del petrolio:
"L'inquinamento dei terreni e delle falde acquifere ha immediate ripercussioni sulla vita di tutti i giorni,
soprattutto a carico delle famiglie più povere che non hanno altre fonti di approvvigionamento dell'acqua"
osserva ancora monsignor Okafoa. Che è consapevole delle difficoltà di denunciare le gravi ingiustizie di questa
terra, anche tra chi se ne rende ben conto: "Negli ambienti universitari che ho frequentato per molti anni - dice
ancora alla MISNA - si sa che il Delta del Niger costituisce la base del bilancio dell'intera Nigeria. Ma nessuno
osa aprire bocca, perché teme di essere rimosso dall'incarico o punito". Alcune società straniere, per placare la
rabbia delle popolazioni locali, hanno realizzato qualche scuola o qualche centro sanitario, investendo somme
di denaro risibili rispetto ai proventi che annualmente vengono generati dall'estrazione dell'"oro nero" nigeriano,
il cui 'peso politico' sta crescendo significativamente per gli Stati Uniti a causa delle difficoltà di accesso al
mercato mediorientale. Le autorità nigeriane hanno negato la scarcerazione di Alhaj Dokubo Asari, capo della
'Forza volontaria popolare del Delta del Niger' (Ndpvf), il gruppo - composto forse da alcune migliaia di
sostenitori - che nei mesi scorsi aveva costretto alcuni impianti alla chiusura. "Le proteste di questo o altri
movimenti - conclude padre Okafoa - suscitano la solidarietà degli abitanti della zona, anche se non tutti
condividono i loro metodi violenti". (MISNA)




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15 - NIGERIA 28/11/2005
TENSIONE NELLO STATO DI BAYELSA
Centinaia di soldati dell'esercito sono stati inviati nello Stato di Bayelsa, nella zona di produzione petrolifera del
Delta del Niger, nel timore di scontri per la possibile rimozione del governatore. Fonti locali segnalano che
centinaia di giovani militanti armati si sono introdotti nella zona per proteggere lo stesso governatore, Diepreye
Alamieyeseigha, arrestato a settembre a Londra con l'accusa di riciclaggio di denaro. (MISNA)


16 - NIGERIA 29/11/2005
PENISOLA BAKASSI, NIGERIA TRACCIA CONFINE CON CAMERUN
Le autorità nigeriane hanno iniziato la demarcazione della penisola di Bakassi, la zona contesa con il Camerun
in acque pescose e probabilmente ricche di petrolio: lo ha reso noto il giurista Bola Ajibola, capo del Comitato
nigeriano che da anni gestisce la decennale disputa frontaliera. "Per la prima volta abbiamo tracciato i confini
lungo circa 1.700 chilometri tra nord a sud" ha spiegato, aggiungendo che "tutto è sotto controllo e non ci sono
motivi di allarme". Nel 2002 l'Onu aveva assegnato al Camerun quest' area di circa un migliaio di chilometri
quadrati; il governo di Yaoundé ha trasferito 3 villaggi alla Nigeria, mentre le autorità di Abuja hanno ritirato i
soldati nigeriani da 33 località. Ajibola, ex-alto commissario della Nigeria in Inghilterra, ha assicurato i nigeriani
residenti a Bakassi - la maggioranza della popolazione - che il governo continuerà a tutelare i loro interessi.
Nelle scorse settimane i due paesi si erano impegnati a fissare un'agenda per il ritiro delle truppe, riaffermando
l'intenzione di risolvere il contenzioso "in modo amichevole". (MISNA)


17 - NIGERIA 29/11/2005
GOVERNATORE INCRIMINATO: PRESIDENTE SCRIVE PREMIER BRITANNICO
Il presidente nigeriano Olusegun Obasanjo ha scritto al primo ministro britannico Tony Blair per chiedergli conto
della fuga dall'Inghilterra del governatore dello Stato del Bayelsa (Nigeria meridionale), Diepreye
Alamieyeseigha, incriminato per riciclaggio di danaro. Violando la libertà su cauzione concessagli da un
tribunale di Londra, dove era stato arrestato lo scorso 15 settembre, il politico è infatti riuscito a fuggire dal
paese e rientrare in Nigeria, dove gode dell'immunità in quanto governatore. Obasanjo ha fatto sapere a Blair di
essere particolarmente sorpreso da questa fuga, dal momento che l'Inghilterra e la Nigeria stanno collaborando
nella lotta alla corruzione, estremamente diffusa nel paese africano ricco di risorse petrolifere. A Yenagoa,
capitale del Bayelsa, sta salendo la tensione, con manifestazioni pro e contro il governatore - sostenuto
dall'etnia locale Ijaw, di cui fa parte - ma per ora le dimostrazioni si sono svolte in modo sostanzialmente
pacifico. Diepreye Alamieyeseigha, che secondo le accuse avrebbe riciclato denaro per un totale di 3,2 milioni
di dollari, si è detto pronto a tornare in Gran Bretagna, ma ha aggiunto che le incriminazioni contro di lui sono
manovre dei suoi rivali politici. (MISNA)


18 - NIGERIA 29/11/2005
ABUJA, MIGLIAIA SENZA CASA PER SGOMBERO BARACCHE ABUSIVE
Almeno diecimila persone di uno slum sono rimaste senza un riparo dopo che la demolizione ordinata dal
governo di circa 1.500 case abusive nel quartiere di Chika, alla periferia della capitale Abuja. Lo scrive oggi la
stampa locale, aggiungendo che ne è seguito un saccheggio dei pochi beni di proprietà delle persone sfrattate.
"Non abbiamo un posto dove andare a dormire, è impossibile affittare una casa in città" ha detto uno delle
migliaia di senzatetto. Già nel 2004 le autorità locali avevano intimato lo sgombero dalle proprie residenze a
circa 350.000 abitanti in una zona destinata ad accogliere una sorta di 'cittadella tecnologica'. "Avevamo
protestato in modo pacifico chiedendo al governo di darci una collocazione alternativa nei dintorni di Abuja" si è
lamentato un altro residente di Chika. La città venne costruita dal nulla nel 1976 come "nuova" capitale - su
progetto dell'architetto giapponese Kenzo Tange - su ordine dell'allora capo della giunta militare Olusegun
Obasanjo, poi eletto presidente della Nigeria. Lo sviluppo di Abuja, che si estende su una superficie di circa
8.000 chilometri quadrati, non iniziò fino agli anni '80; iniziarono poi a sorgere insediamenti illegali nelle aree
periferiche, mentre aumentava il flusso di migrazioni verso la nuova capitale. (MISNA)


19 - NIGERIA 30/11/05
BAYELSA, GOVERNATORE SOTTO ACCUSA
I membri del parlamento dello Stato del Bayelsa (nel sud del paese) hanno iniziato la riunione che dovrà
decidere dello stato in messa di accusa del governatore, Diepreye Alamieyeseigha. Nei giorni scorsi il
parlamento del Baylesa aveva chiesto a Alamieyeseigha di presentare le proprie dimissioni o di prepararsi a
subire l'impeachment. Il governatore contestato Alamieyeseigha ha fatto rientro in Bayelsa nei giorni scorsi,
violando la libertà su cauzione concessagli da un tribunale di Londra a condizione che non lasciasse l'Inghilterra
dove era stato arrestato lo scorso 15 settembre con l'accusa di riciclaggio di denaro. (MISNA)


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20 - Okocha available for Nations Cup
Nigeria captain Jay-Jay Okocha has given the clearest indication yet that he will play in the African Cup of
Nations in January.
He then plans to retire from international football after the tournament in Egypt.
"I think I might be playing in the Nations Cup. Because we did not qualify for the World Cup, this might be my
last competition," he said.
"It will be a chance to thank the fans for backing me over the years."
The 32-year-old, who also captains English Premiership side Bolton, says he remains distraught that he will not
be going to the World Cup finals next year, after Nigeria failed to qualify.
It was widely thought that Okocha would quit before the Nations Cup.
Okocha missed Nigeria's last World Cup qualifier against Zimbabwe due to a groin injury which has slowed
down his progress this season.
"It has been a very bad time for me. Like every player I want to be out there," he added.
"But I am now almost 100% fit and anxious to get some games under my belt. I have missed playing."
BBC SPORT 2/11/05


21 - Nigeria militant on hunger strike
A militant leader from Nigeria's oil-region has begun a hunger strike in protest at police treatment in custody.
Mujahid Dokubu-Asari's lawyer said he was not even taking water and was unhappy at being kept in solitary
confinement and often moved.
A police spokesman denied ill-treatment and said he was in a three-star chalet.
Mr Asari was arrested in September after an interview in which he vowed to fight to break up Nigeria, the world's
eighth largest oil exporter.
"He started the hunger strike yesterday [Sunday]. He is not taking anything, not even water. He is demanding to
be kept in prison custody where he can have access to facilities and other inmates, " defence council Festus
Keyamo told Reuters news agency.
Police spokesman Haz Iwendi denied he was on a hunger strike saying they had a monthly budget of $1,500
just to feed him.
"We have given him VIP treatment. That means he is not in a normal cell, but in a chalet, in a suite of his own.
He is not in solitary confinement."
Last year, Mr Asari's Niger Delta People's Volunteer Force contributed to a sharp rise in world oil prices when it
threatened war against oil companies.
They want more control of oil resources for the Ijaw people of the Niger Delta, where most of Nigeria's oil is
produced.
The Niger Delta remains one of Nigeria's poorest and least developed regions.
BBC, 7/11/05


22 - Nigeria ex-president's home burnt
The home of Nigeria's late first post-independence president has been burnt down during a protest by Biafran
separatists in the south-east.
They were demonstrating in the city of Onitsha against the arrest last month of their leader, Ralph Uwazurike.
His outlawed organisation, Massob, wants a separate state, Biafra, for the Igbo people in the south-east.
The BBC's Chukwujama Eze in Enugu says Massob denies starting the fire and it is unclear if there are injuries.
There are reports of gunshots being heard.
The demonstration brought chaos to much of the city and major roads were blocked, our correspondent says.
Other Massob demonstrations were held across eastern Nigeria on Monday, he says.
The late Nnamdi Azikiwe, who was president from 1963 to1966, is a revered figure among most Ibgo, Reuters
reports.
The Igbo fought to break away from the rest of Nigeria during a three-year civil war that ended in 1970.
The Movement for the Actualisation of a Sovereign State of Biafra (Massob) was banned three years ago. It
says it is pursuing its objectives peacefully.
Several Massob members have died in the last three years in clashes with the police in south-eastern Nigeria,
where it draws the bulk of its support.
The government is intolerant of its existence because it revives memories of the horrors of the Biafran war, in
which one million people died.
BBC 8/11/05




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23 - Nigeria separatist treason charge
Nigeria has charged the leader of a separatist organisation that has campaigned for the creation of a Republic
of Biafra with treason.
Ralph Uwazurike and six others denied in an Abuja court any intention to take up arms to intimidate the state.
His outlawed organisation, Massob, wants a separate state, Biafra, for the Igbo people in the south-east.
On Monday his supporters clashed with police in the city of Onitsha as they demanded Mr Uwazurike's release.
Authorities accused them of burning down the home of Nigeria's late post-independence head of state, Nnamdi
Azikiwe, during the protests, which they deny.
The Movement for the Actualisation of a Sovereign State of Biafra (Massob) was banned three years ago. It
says it is pursuing its objectives peacefully.
Meanwhile, 20 Massob members were charged in a Kaduna court in northern Nigeria - where there is a sizeable
Igbo community - with incitement on Tuesday for allegedly distributing leaflets about their organisation.
Life imprisonment
The BBC's Yusuf Sarki Muhammad in the capital, Abuja, says that if found guilty Mr Uwazurike could face the
death penalty.
But as this has not been carried out for decades, it would most likely be life imprisonment.
Charges against the men include training a Massob army and unlawfully running a society with the aim of
waging war with the federal state.
The judge said the men were to remain in custody until the start of the trial on 6 December.
As the defendants left the courtroom they shouted: "Freedom, freedom. Biafra or nothing!", AFP reports.
The Igbo fought to break away from the rest of Nigeria during a three-year civil war that ended in 1970.
But Mr Uwazurike, who studied in India, says he is an admirer of the Indian nationalist leader Mahatma Gandi,
who pursued a policy of non-violent civil disobedience.
Ethnic separatist crackdown
Mr Uwazurike is not the first ethnic separatist leader to be indicted recently.
Last month, Niger Delta militia leader Mujahid Dokubo-Asari was put on trial for treason and two factional
leaders of the south-western Yoruba Ooduna People's Congress were charged with murder.
Our correspondent says with general elections due in 2007, authorities may trying to crackdown on these tribal
organisations.
Others believe the government is trying to prove that it is taking its war on corruption beyond official government
circles, he says.
Several Massob members have died in the last three years in clashes with the police in south-eastern Nigeria,
where it draws the bulk of its support.
The government is intolerant of its existence because it revives memories of the horrors of the Biafran war, in
which one million people died.
BBC, 8/11/05


24 - Texts used for Nigeria HIV drive
Nine million young people in Nigeria are to be sent text messages on Wednesday to raise awareness about
HIV/Aids.
The UN Children's Fund (UNICEF) is launching its Nigerian campaign because it has the third highest number
of people with the disease.
Unicef is aiming to take advantage of the surge in mobile phone use in Nigeria over the last six years.
It campaign also sees footballer Nwankwo Kanu fronting a TV campaign.
The West Bromwich Albion player, who is from Nigeria, will pass on safe-sex advice in the clips.
More than 3.5 million people are living with HIV/AIDS across the world.
Nigeria ranks third in the world after India and South Africa.
Every day, 1,000 Nigerians contract HIV and another 800 die of Aids and related diseases, many of them
children, Unicef said.
UN agencies called for anti-retroviral drugs to be given to more pregnant women to avoid a "catastrophic" rise in
infections.
There are around 140m people in Nigeria, and the fertility rate is 5.7 children per woman.
'Enormous potential for devastation'
The current shortage of anti-retroviral drugs has meant an increasing number of children are becoming infected
by their mothers at birth, experts said.
Tegegnework Gettu, UN resident coordinator in Nigeria, said: "The problem is very deep in Nigeria, it has a
huge implication for the whole continent."
Ayalew Abai, head of Unicef in Nigeria, said: "With the current population growth rate, the potential devastation
to this country without effective action will be enormous.
"There are already 1.8 million children orphaned by AIDS in Nigeria."
Mr Getty said there was significant funding available for HIV/Aids projects in Nigeria, but aid often got tied up in
bureaucracy or used ineffectively.

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He said: "We really need to get our act together.
"We should admit that we have not done a good job of tackling HIV/Aids in this country and in this continent."
BBC, 9/11/05


25 - Ken Wiwa: 'Committed to remembering'
A decade ago, the writer and activist Ken Saro-Wiwa was executed by the Nigerian government. His son, Ken
Wiwa, told the BBC News website of his memories of that day and how he sees the situation now.

I remember the exact moment he died.
I was sitting in a restaurant chatting and laughing with friends when I felt a brief palpitation in my chest - it felt
like a vital connection had been ruptured inside me and I just knew.
I fell silent and looking back I can see myself sitting alone with my thoughts while all around me there is laughter
and genial conversation at the table.
It was midnight in Auckland and midday in Nigeria and my father had just been hanged; his broken body lay in a
shallow sand pit in a hut at the condemned prisoners' block at Port Harcourt Prison.
I have so many vivid memories of the days and weeks before and after my father was killed.
For a long time I tried to forget. It was the only way I knew how to mask the trauma.
But then somewhere down the line I realised that to forget was to play into the hands of those who wanted him
dead and I eventually came to appreciate that the best way to deal with my grief was to remember the personal
details of my father's death in order to preserve the political integrity of his life.
Looking back, the issues my father died for - greater political and ecological accountability in the oil industry -
are now at the front and centre of international affairs with climate change and the war on terror dominating
world affairs.
In a way, the future of the planet is very much at stake in these issues and I appreciate why so many people are
committed to remembering my father.
On this tenth anniversary, around the world, thousands of people are actively preventing that erasure of
memory; from the Remember Saro-Wiwa project in London to the vigils being held from Thailand to South
Africa.
People are refusing to forget the name, Ken Saro-Wiwa.
As Milan Kundera wrote, 'The struggle of humanity against power, is the struggle of memory against forgetting.'
BBC, 10/11/05


26 - Nigerian leader third-term boost
Obasanjo has yet to say whether he would like to contest polls again
Nigeria's presidents should be allowed a third term in office, a Nigerian Senate sub-committee has proposed.
This goes against the recommendation of the national conference on political reform, which voted to maintain
two four-year terms of office in July.
A BBC reporter in the capital says the committee's recommendations are likely to be approved by MPs and
Senators.
The current constitution would have to be changed to allow President Olusegun Obasanjo to run in the 2007
elections.
Some 400 delegates attended a National Political Conference earlier this year to recommend changes to the
constitution that was written under military rule, which ended in 1999.
Succession battle
The committee is analysing their proposals so constitutional changes can be made before the 2007 elections.
The BBC's correspondent Jamilah Tangaza in Abuja says the third-term debate - which also applies to state
governors - is a controversial issue in the country with opponents and proponents deeply divided on the issue.

Meanwhile, the battle for the succession to the presidency continues within the ruling People's Democratic Party
(PDP), as some members have split from the ruling party to form their own movement.
The Movement for the Defence for Democracy (MDD), which includes the former PDP chairman and an ex-
minister, says it wants to take over power from the existing PDP.
Observers say the split hinges on who should be on the 2007 PDP ticket for president.
Mr Obasanjo has yet to say whether, if allowed, he would like to contest again, but his vice-president, Atiku
Abubakar, has never hidden the fact that he would like to be their candidate.
Mr Abubakar's supporters feel the vice-president and some state governors were sidelined during the PDP
congresses which ended at the weekend.
In 1999 and again in 2003 the Obasanjo/Abubakar ticket proved an election winner for the PDP, with the vice-
president helping deliver the northern, Muslim votes that Mr Obasanjo needed to win.
BBC, 15/11/05


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27 - Nigeria gas flaring 'is illegal'
Gas flaring dominates the skyline in the Niger Delta
Environmental rights group in Nigeria are celebrating their victory to stop gas flaring in oil-rich Niger Delta.
Nigeria's High Court ruled on Monday that the burning of gas by all oil firms violates the human rights of local
people and must be stopped.
The case was brought by the Iwerekan community - supported by Environmental Rights Action, Friends of the
Earth, Nigeria and Climate Justice Programme.
Nigeria is the world's biggest gas flarer at a significant cost.
Most of Nigeria's oil is produced from the southern Niger Delta, but it remains one of the country's poorest and
least developed regions.

Elated
Lawyers argued that the burning gas caused continuous noise and heat.
"We feel thankful to God and a courageous judge," Chima Williams - a lawyer for Environmental Rights Action
and Friends of the Earth told the BBC's Network Africa after the judgement.
He said this case was just one of a number being brought by various Niger Delta communities to stop gas
flaring.
"This action is ongoing in about four states of the federation, so for the communities involved - they feel highly
elated," he said.
Following the success of the this judgement, he said the Iwerekan people may press for compensation.
"If the court has declared gas flaring illegal it follows as a direct consequence of that pronouncement that the
people are entitled to damages or compensation."
Flaring natural gas from oil fields is a common sight and dominates the skyline in the Niger Delta.
Its is a by-product of crude oil production, which needs to be released to produce oil and is the most visible
impact of the oil industry on daily life.
The flares constantly spew smoke across the surrounding farms.
BBC, 15/11/05


28 - Pupils die in Nigeria school fire
At least 12 pupils have died in a stampede during a school fire, say the authorities in the northern Nigerian city
of Kaduna.
Some of the victims reportedly jumped from the upper floor of the building. Others were crushed or suffocated
as they tried to escape the fumes.
The police in Kaduna say those who died were between 10 and 15 years old.
The fire is believed to have broken out in a building next to the three-storey All Saints International College.
"The kids started running helter-skelter for their dear lives," Kaduna police spokesman Saad Yahaya told
Reuters news agency.
He said nine more pupils had gone to hospital.
BBC, 15/11/05


29 - Women in Africa: Ope Ogundokun
As Africa looks set to get its first female elected head of state in Liberia, the BBC News website is looking at the
role of women in modern Africa. Here Nigerian Ope Ogundokun, 27, describes her life and how it differs from
her mother.
Ope is near to completing her post-graduate law degree in South Africa. She is currently on placement in
Mozambique as part of her second semester studies.

I think Africans are gradually coming to terms with the fact that women have more roles to play in society
beyond cleaning, cooking and child bearing.
It is becoming obvious that African women can lead in diverse positions.
I have had the fortune of determining the role I want to play in the society and not allowing society to construct
who I can and should be.
I chose to study law much to the chagrin of many; even women that I had hoped would encourage me.
My mother, who is now 63-years-old, was a dominant force and she stood by me throughout.
After hearing about my admission to university, a neighbour told me the implication would be having to choose
between having a 'home' - marriage and children - and becoming a lawyer.
Feeling a bit discouraged I told my mother. She went to the woman and gave her a lecture about discouraging
young girls and their ambitions!



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Circumstances
Her mother, my grandmother, didn't go to school and from what my mother has told me it was really impressed
on them - my mother and her three sisters - to go to school.
All four sisters did attend school up till secondary level however it was only my mother that chose to continue
her studying.
She wanted to study law but society and circumstances wouldn't let her.
Her ambitions at that stage of her life could not be realised.
Society perhaps created a level, as did poverty and location. She grew up in a very rural area of Nigeria.
My mother became a primary school teacher and rose to position of head teacher.
My grandmother was pleased that one of her daughters amounted to something.

Supportive
However my mother didn't just stop there - she continued striving towards her dream of achieving a university
degree by taking part-time lessons while teaching.
Her dream did come true.
But only when she was in her 60s having brought up eight children.
My father contributed greatly to my mother's success. She became what she wanted to be because he was so
progressively minded.
A lot of his friends admitted that they would never have been able to stand for it if my mother had been their wife
but my supportive father never complained.
When we were teenagers, my siblings and I, used to complain about her dedication to studying and never really
understood why it was so important to her.
On the other hand we expected to be given an education.
Naturally I wanted it and had the support my mother gave me but she did expect a lot. More than my father did.
She really pushed us hard, sometimes we felt she pushed us too hard.
Now I am pleased that she was and she definitely has been made proud - our family now includes a doctor,
dentist, lawyer, engineer, accountant and economist who has since re-trained as a nurse.

Empowerment
Being born in Africa and spending all my life here has influenced my study subjects. This continent is so
misunderstood and I want that to change.
The whole image could if we empowered people.
They are what matter. They are human beings and vulnerable and their needs must be met. They have dire
needs.
Everything starts with the people and women are the ones that hold the key to bring change.
My life is the way it is because my mother had such a progressive outlook - she moulded our personalities and
had the most direct influence.
If women are empowered their dignity will be restored.
Women are the beginning of everything.
The new African woman has the luxury of choice - albeit one she has to contend for.
Our mothers and grandmothers had so-called choices thrust on them. That is the difference. As African women,
we now have the opportunity to stand up and be who we can and want to be.
We are not tussling with the men. We are simply taking what is rightfully ours.
BBC, 17/11/05


30 - Nigerian bank fraudsters guilty
Following an investigation most of the funds have been recovered
A court in Nigeria has delivered two more guilty verdicts in the country's biggest ever international fraud trial.
Two defendants, Frank Nwude and Nzeribe Okoli, were found guilty of swindling a Brazilian bank out of $242m.
The pair deceived an employee at the Banco Noroeste of Sao Paulo into transferring large sums of the bank's
money to accounts around the world.
In return the man had been promised kickbacks from a fictional Nigerian state contract.
Correspondents say Nigeria is notorious for fraudulent schemes which target greedy or gullible people in an
attempt to persuade them to hand over money on the promise of large future returns.

Kickback offer
A third defendant in the case, Amaka Anajemba, was convicted and sentenced to two and a half years in prison
in a separate trial in July.
She was convicted of convincing a senior official at Banco Noroeste, based in Sao Paulo, to siphon off the
hundreds of millions of dollars in exchange for a promised $13m kickback on a fictitious contract for an airport in
the Nigerian capital, Abuja.


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The prosecution case was built up after an international investigation involving the authorities of more than a
dozen countries.
The fraud was discovered in 1998 when Banco Noroeste was bought by a Spanish bank.
The Brazilian bank official, the company's head of international operations, was arrested three years ago during
a trip to the US and extradited to Switzerland, where he was jailed for more than a year.
BBC, 19/11/05


31 - Nigeria governor 'skips UK bail'
The governor of an oil-rich Nigerian state has fled the UK, where he was charged with laundering £1.8m
($3.2m) found in cash and bank accounts.
Diepreye Alamieyeseigha is back at work in his home state of Bayelsa, officials say. He was granted bail in
September, on condition he stayed in the UK.
He was originally arrested in September in Heathrow airport and some £1m-worth of cash was found in his
London home.
Mr Alamieyeseigha says he is innocent and said the UK was being neo-colonial.
Bayelsa's Information Commissioner Oronto Douglas told the AFP news agency: "We woke up this morning and
he was here... He said that God brought him here."
British police have confirmed that he has failed to meet his bail conditions which included reporting regularly to a
police station.

Anti-corruption drive
Nigeria's anti-corruption body has been investigating the governor for more than three years.
Under Nigerian law, governors enjoy immunity from prosecution while in office.
However, such immunity does not extend beyond Nigeria's shores.
Last year, another Nigerian state governor was arrested in London.
Joshua Dariye from Plateau state was quizzed by police on money laundering allegations involving more than
£1m.
He was freed on bail and returned to Nigeria and is still wanted for questioning by British police.
Nigeria is considered one of the world's most corrupt countries but President Olusegun Obasanjo has vowed to
fight the problem.
He set up the Economic and Financial Crimes Commission (EFCC) after his election in 1999.
Although several senior officials have been put under investigation for alleged corruption in recent months, there
has not been any significant conviction during his six years in power.
Mr Obasanjo's critics say the anti-corruption drive is being used to target his political opponents.
BBC, 21/11/05


32 - Kanu gets Robson kudos
He works hard for the team now. He has got a good bond going with the boys
West Brom boss Bryan Robson on Kanu

Nigeria striker Kanu Nwankwo has received praise from West Brom boss Bryan Robson for the form shown in
the current Premiership campaign.
"Kanu is a class player. For me he has been playing very well this season," Robson said.
"He would have played in most games if he hadn't had a hamstring injury."
Kanu struggled to make an impact during his first season with the English side, after leaving Arsenal in 2004.
But the former Ajax and Inter Milan marksman has been a major figure this season, setting up three goals in
Saturday's 4-0 demolition of Everton.
Robson is happy that Kanu has adjusted to life with a club that has to fight to retain its Premiership status.
"He knows what it is all about with us now whereas I think he was learning about things last season, from
playing with top teams to playing with a team who is going to fight against relegation.
"He works hard for the team and has got a good bond going with the boys now as well. I'm very pleased with
him this season."
Kanu admitted that he has had to put in extra effort to adjust to life in the English midlands.
"It has been different for me to be at a team like Albion because Inter Milan, Ajax and Arsenal have been at the
other end of the table.
"It is an adjustment and it is difficult. When I came to Albion, my dream was that we did not go down.
"It came true on the final day of last season and was a great thing for us.
"But now we are aiming to do better than last season.
"I want the club to progress and grow and not be fighting every year in the bottom part of the table," Kanu said.
BBC SPORT, 21/11/05


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33 - Nigeria governor to be impeached
Mr Alamieyeseigha earns less than $1,000 a month as a governor
A Nigerian state governor who was charged with money laundering in the UK has been handed an
impeachment notice in his oil-rich home state of Bayelsa.
Governor Diepreye Alamieyeseigha broke his bail conditions and evaded capture in Europe by dressing up as a
woman.
Hundreds of youths demonstrated in southern Nigeria on Tuesday, demanding his arrest and deportation to the
UK.
He has always said he is innocent of charges that he laundered £1.8m ($3.2m) found in cash and bank
accounts.
The speaker of the National Assembly, Peremobowei Ebebi, said the assembly had served impeachment notice
on the governor.
"He has to resign within two weeks or face impeachment," the speaker said in remarks broadcast on television.
"A governor who disguised himself as a woman to run away from justice in London should not be our governor.
It is slap on our collective dignity as a people and our sensibilities as a people."
Governors only have immunity from prosecution while in office.
Mr Alamieyeseigha was originally arrested in September at Heathrow airport and some £1m-worth of cash was
found in his London home.
He was granted bail on condition that he remained in the UK.
But earlier this week, officials reported that Mr Alamieyeseigha had returned to Bayelsa.

Disguise
The head of Nigeria's anti-corruption body, the Economic and Financial Crimes Commission (EFCC), told the
BBC's Hausa service that Mr Alamieyeseigha had "forged documents" and "dressed as a woman" to escape the
UK.
Nigeria is considered one of the world's most corrupt countries but President Olusegun Obasanjo has vowed to
fight the problem.
He set up the Economic and Financial Crimes Commission (EFCC) after his election in 1999.
Several senior officials have been put under investigation for alleged corruption in recent months and the first
significant conviction during his six years in power was made this week - when former police chief Tafa Balogun
was sentenced to six months in prison for corruption.
Mr Obasanjo's critics say the anti-corruption drive is being used to target his political opponents.
BBC, 23/11/2005


34 - Nigerian ex-police chief jailed
Balogun is due to be released early next year
Nigeria's former police chief Tafa Balogun has pleaded guilty to eight charges of corruption and been sentenced
to six months in prison.
He becomes the first senior official to be convicted in Nigeria's drive to stamp out corruption.
He was arrested in January and has already spent 67 days in custody. He is due to be released early next year.
Judge Binta Nyako said her sentence reflected that Balogun was a first offender and had "shown remorse".
Balogun was inspector general of Nigeria's police for three years until his arrest.
He was also ordered to pay a fine of 4m naira ($30,000), while some $150m-worth of cash and property will be
seized by government.
The Economic and Financial Crimes Commission set up to spearhead the fight against corruption by President
Olusegun Obasanjo said the conviction was a victory.
"We have recovered all the money for which he was charged... Today's court order is the final order we need,"
said EFCC lawyer Rotimi Jacobs.
Nigeria is routinely ranked as being seen as one of the world's most corrupt countries by watchdog
Transparency International.
BBC, 23/11/2005


35 - Shell's new Nigerian field on tap
Anglo-Dutch giant Shell says it has begun pumping oil from a huge new field off the Nigerian coast, boosting the
country's total production by 10%.
Production had begun at the Bonga deepwater oil and gas field, and will produce 225,000 barrels per day.
However, delays and cost overruns mean the development cost $3.6bn (£2.1bn), up from original estimates of
$2.7bn.
Shell's partners in Bonga include France's Total, US major ExxonMobil and Italy's Eni.


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Output target
Nigeria is already Africa's biggest oil exporter and produces more than 2.5 million barrels per day.
The government hopes to increase production to four million barrels per day by 2010.
The new 60 sq-km field is situated 120 km offshore, in water depths of more than 1,000 metres.
"The target is to attain the current nameplate production of 225,000 barrels of oil and 150 million cubic feet of
gas per day as soon as possible," Shell said in a statement.
Shell, the world's third-largest listed oil firm by market value, has stumbled financially in bringing some other
large projects to fruition.
The budget for its Sakhalin 2 project off Russia's east coast was doubled to $20bn this summer, and some
experts believe it could still cost more.
BBC, 28/11/2005


36 - Extra troops for Nigerian state
Mr Alamieyeseigha says he is the victim of a political power-game
The Nigerian army has sent additional troops into Bayelsa state, amid tensions over the possible impeachment
of the governor.
Governor Diepreye Alamieyeseigha recently returned to Bayelsa after skipping bail in the UK, where he has
been charged with money laundering.
The state legislature has moved to impeach the governor.
Tension is high in the state capital, Yenagoa, with rival groups marching in favour of and against the governor.
The governor denies the charges of money laundering and says he is being persecuted for political reasons.
Soldiers set up road blocks in the state capital, Yenagoa, on Monday morning.
The BBC's Abdullahi Kaura Abubakar in Yenagoa reports that convoys of military vehicles are driving around
the streets of the city.

'Tense'
"The area has been tense, there have been attempts by the house for impeachment. Militant youths have been
moved into that place armed with weapons," Army Brigadier General Elias Zamani told Reuters news agency.
"There are different groups. They way things are going it could escalate to where different groups start fighting.
So it's a pre-emptive step to save lives and property."
Diepreye Alamieyeseigha insists that the £1.8m ($3.2m) found in cash and bank accounts was not his.
In the UK, High Court judges have rejected his argument that he should enjoy immunity as a Nigerian state
governor but said he could appeal to the House of Lords.
It is not clear whether Nigeria's federal security forces will try to arrest Mr Alamieyeseigha, as he has immunity
from prosecution in Nigeria as long as he remains in office as governor.
Mr Alamieyeseigha was originally arrested in September at Heathrow airport and some £1m-worth of cash was
allegedly found in his London home.
He was granted bail on condition that he remained in the UK, surrendered his passport and reported regularly to
the police.
If the judges find that he has skipped bail, securities worth some £1.25m ($2.14m) would be forfeited.
Nigeria is considered one of the world's most corrupt countries but President Olusegun Obasanjo has vowed to
fight the problem.
Mr Obasanjo's critics say the anti-corruption drive is being used to target his political opponents.
Mr Alamieyeseigha is seen as being close to Vice-President Atiku Abubakar - who is vying with Mr Obasanjo for
control of the ruling People's Democratic Party.
BBC, 28/11/2005


37 - Nigeria presses UK over governor
Nigeria's president says he has written to the UK prime minister asking how a Nigerian state governor charged
with money laundering was able to skip bail.
Olusegun Obasanjo said he had contacted Tony Blair after the governor of oil-rich Bayelsa State, Diepreye
Alamieyeseigha, escaped to Nigeria.
The governor had been charged with three counts involving £1.8m ($3.2m).
Mr Obasanjo has launched a campaign to stop Nigeria being seen as a country where corruption is rife.
BBC World Affairs Correspondent Mark Doyle says the Nigerian authorities are now clearly furious that a man
accused of money laundering in the UK should be able to escape to Nigeria where, as governor, he has
immunity from prosecution.
The Nigerian army has sent additional troops into Bayelsa and set up roadblocks. The state legislature has
moved to impeach the governor.
Tension is high in the state capital, Yenagoa, with rival groups marching in favour of and against the governor.


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The BBC's Abdullahi Kaura Abubakar in the city says some 1,500 people called on Mr Alamieyeseigha to
resign, while 500 people backed him. The marches passed off peacefully.
But apart from the marches and the roadblocks, life is continuing as normal.

Surprise
The Nigerian president's office said that since the UK and Nigeria were collaborating in the fight against
corruption, President Obasanjo had been surprised to learn that the governor had been able to jump bail in the
UK.
Nigerian officials have said Mr Alamieyeseigha had left Britain disguised in women's clothing, although he has
denied this.
Mr Alamieyeseigha said he was prepared to return to Britain, where police say they want him back to face the
charges.
He said the charges against him were politically motivated.
The UK's High Court rejected his argument that he should enjoy immunity as a Nigerian state governor but said
he could appeal to the House of Lords.
Army Brigadier General Elias Zamani told Reuters news agency that rival militant youths armed with weapons
had been seen in Yenagoa.
"The way things are going it could escalate to where different groups start fighting," he said.
"So it's a pre-emptive step to save lives and property."

Bail forfeited
The leader of one of Bayelsa's militant movements, the Ijaw Youth Council, accused soldiers of intimidating and
harassing civilians.
"They will strip you almost naked in an attempt to search you," Jonjon Oyinfie said.
"They are stopping all the buses and making passengers get off and put their hands in the air."
It is not clear whether Nigeria's federal security forces will try to arrest Mr Alamieyeseigha, as he has immunity
from prosecution in Nigeria as long as he remains in office as governor.
Mr Alamieyeseigha was originally arrested in September at Heathrow airport and some £1m-worth of cash was
allegedly found in his London home.
He was granted bail on condition that he remained in the UK, surrendered his passport and reported regularly to
the police.
If the judges find that he has skipped bail, securities worth some £1.25m ($2.14m) would be forfeited.
Mr Obasanjo's critics say his anti-corruption drive is bring used to eliminate political rivals.
Mr Alamieyeseigha is seen as being close to Vice-President Atiku Abubakar - who is vying with Mr Obasanjo for
control of the ruling People's Democratic Party.
BBC, 28/11/2005


38 - Obasanjo gets third-term warning
The leaders of two major ethnic groups in Nigeria have come out strongly against attempts to allow the
president to stand for a third term.
The influential Yoruba, Igbo and other ethnic elders said any attempt to prolong President Olusegun Obasanjo's
tenure would cause instability.
Nigeria's parliament is currently working on constitutional amendments to allow for presidential third terms.
President Obasanjo has not said whether he wishes to run in the 2007 elections.

'Consolidation of dictatorship'
The BBC's Sola Odunfa in Lagos says traditionally the Yoruba and Igbo ethnic groups have been divided
politically.
The elders met under the auspices of The Ethnic Nationalities Forum, an umbrella group of all ethnic
organisations, and Afenifere, the dominant ethnic organisation of the Yoruba in the southwest.
The meeting took place on Tuesday night at the house of Chukwuemeka Odumegwu Ojukwu, one-time Igbo
leader of breakaway state of Biafra.
Afenifere said that any attempt to prolong President Obasanjo's stay in office beyond 2007 would be "an act of
injustice and consolidation of dictatorship".
The third-term debate - which also applies to state governors - is a controversial issue in the country with
opponents and proponents deeply divided on the issue, our correspondent says.
Last week the business group, Manufacturers Association of Nigeria, expressed support for a third term for the
president.
The association said that this was necessary to consolidate the gains from the on-going economic reforms.
BBC, 30/11/2005



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39 - Nigeria's Mikel Obi missing again
Nigeria's teenage international John Mikel Obi has been declared missing from Norwegian club Lyn Oslo for the
second time.
According to Morgan Andersen, Lyn's sporting director, Obi has not been seen for the past three days.
But reports indicate that the Nigerian was leaving Norway as a result of a protracted contract battle with Lyn that
has brought forgery and fraud allegations to the fore.
The 18-year-old had been at the centre of a contract dispute between Lyn and Manchester United on one side,
and Chelsea on the other.
Obi abandoned his playing duties with Lyn for three months before being ordered back by Fifa.
In an interview with the Aftenposten newspaper, Obi said he planned to leave Norway for England on
Wednesday.
"I have informed Lyn in writing that I don't want anything more to do with the club," Obi was quoted as saying.
"I just hope Lyn releases my players' license, so I can start training," he said.
The dispute began after Obi signed a contract on 29 April, in which he agreed to join Manchester United in
January 2005.
But he subsequently claimed he was pressured to sign for United and wanted to play for Chelsea instead.
An angry Obi left Norway in May but returned to Lyn after Fifa ordered him to resume his career with the club.
The player and his lawyers claim that the latest Lyn contract, which was crucial to the United deal, had been
forged. A police complaint was filed last week.
"I don't want to say much about it," Obi said on Norway's TV-2 network.
"We have evidence that the agreement is forged."
Andersen, who met with police Tuesday, insisted the contract was genuine, and that the tennager's advisors
had taken desperate steps to get it declared invalid.
"The best they could come up with was to claim that the contract was false," he said on Lyn's official website.
Verdens Gang, one of Norway's main newspapers, reported on Wednesday that Obi and his advisers had a
letter signed on 15 September 2004, allowing him to change clubs without compensation being paid to Lyn.
"Morgan Andersen believes this is a forgery," Lyn's lawyer attorney Erik Nadheim told the newspaper.
BBC SPORT, 30/11/2005


40 - Senegal
La luna di miele è finita
"Il Senegal sta male. Prima c'è stato il naufragio dello Joola, poi le cavallette, e adesso le inondazioni. E come
se non bastasse, la situazione politica peggiora di giorno in giorno". Cherif è un commerciante di Dakar. Nelle
presidenziali del 2000 aveva votato per Abdoulaye Wade, l'uomo del sopi ("cambiamento", in wolof). Ma adesso
comincia a essere deluso, come tanti altri senegalesi.

L'ultima vicenda controversa è l'arresto di Idrissa Seck, ex premier e sindaco di Thiès, accusato di attentato alla
sicurezza dello stato e sottrazione di fondi. Poco tempo prima c'era stata la chiusura temporanea della radio
Sud Fm, colpevole di aver intervistato un leader ribelle della Casamance. Ma quel che pesa di più è il bilancio in
materia di lavoro e qualità della vita: la disoccupazione non è diminuita in questi cinque anni e il paese resta al
centocinquantasettesimo posto (su 177) dell'indice di sviluppo umano.

Eppure sul piano macroeconomico le cose sono migliorate: 6 per cento di crescita negli ultimi due anni,
annullamento di 2,7 miliardi di dollari di debito estero, risanamento del bilancio pubblico senza aumenti fiscali.
Unico problema: come succede spesso in Africa, "la crescita non si mangia" e crea pochi posti di lavoro
L'Intelligent, Francia, 29 ottobre 2005


41 - BURKINA FASO 8/11/2005
'TOUR DU FASO', TRIONFA UN ALTRO BURKINABÉ
Ci sono voluti 34 ore, 28 minuti e 26 secondi al burkinabé Jérémie Ouédraogo per stringere tra le mani la
maglia gialla di campione del giro ciclistico del Burkina Faso - le 'Tour du Faso' - giunto quest'anno alla XIX
edizione. Una solida alleanza col suo capitano di squadra, Saidou Rouamba - giunto secondo in classifica
generale - ha consentito a Ouédraogo di trionfare neutralizzando le aspirazioni del belga Karel Pattyn, alla fine
terzo con un distacco di 22 secondi. L'ultima tappa lungo i 92 chilometri che separano Saponé dalla capitale
Ouagadougou ha piegato il grosso del plotone che ha sentito nelle gambe i 1298 chilometri complessivi
percorsi, lasciando a un altro belga, Christof Marien, la consolazione dell'ultima vittoria. Sono state 11 le
squadre africane a disputarsi con altre sei formazioni europee e una giapponese la principale competizione
ciclistica dell'Africa Occidentale, conquistata lo scorso anno da Abdoul Wahab Sawadogo, primo burkinabé a
figurare nella storia del giro. Secondo il ministro burkinabé dello Sport, Jean-Pierre Palm "il 'Tour du Faso' si è
riconfermato un evento di grande successo" e non è escluso che già dalla prossima edizione vi partecipino
anche corridori latinoamericani. (MISNA)

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42 - Liberia's 'Iron Lady' claims win
Ellen Johnson-Sirleaf, known as the "Iron Lady", has claimed victory as the first woman to be elected president
of Liberia - or anywhere in Africa.
With 91% of ballots counted, she had won 59% of the vote to leave her main rival, George Weah, trailing on
41%.
She told the BBC she hoped Mr Weah would join her new government after "getting over his disappointment".
But Mr Weah, who has alleged fraud, has said she shouldn't claim victory while his complaint is being
investigated.
Observers declared the vote "peaceful and transparent".

PARTIAL RESULTS
Ellen Johnson-Sirleaf: 59.1%
George Weah: 40.9%
From 90.8% of polling stations Source: NEC

"I think the results are very clear: that the Liberian people have chosen and I am humbled by the fact that they
have elected me to lead the effort of reconciliation and development," Mrs Johnson-Sirleaf told the BBC's World
Today programme.
She told Reuters news agency she hoped her win in the second and final round of the election would "raise the
participation of women not just in Liberia but also in Africa".
Electoral authorities have not yet officially declared a winner in the country's first presidential election after 14
years of civil war and the United Nations peacekeeping force has put extra troops on the streets in case of
unrest.
The National Elections Commission has two weeks to issue the final results after they come in from remote
areas of the war-ravaged country.

'See reason'
A senior diplomat following the election closely said he thought there had been some irregularities but that these
would not influence the final outcome.
Mr Weah accuses election commission officials of illegally casting ballots in favour of Mrs Johnson-Sirleaf.
The allegation is being investigated and some of his supporters are extremely angry, saying they have been
cheated, the BBC's Mark Doyle reports from Monrovia.
Some of his supporters have held small protests, chanting "No George, no peace".
But the head of the Economic Community of West African State (Ecowas) observer mission, E M Debrah, said
the preliminary conclusion was that the election had been "generally peaceful, free, fair and transparent".
Mrs Johnson-Sirleaf said she hoped Mr Weah would "see reason" and accept the result and added she was
ready to offer him a place in her government.

Contrasts
Many of Liberia's 100,000 ex-combatants from all factions in the war backed Mr Weah in the election.
But the former AC Milan and Chelsea star urged his supporters "to remain calm for the sake of peace" until
investigations into the alleged fraud were completed.
Mr Weah showed ballot papers to journalists, which he said had been pre-marked for Mrs Johnson-Sirleaf and
given to election officials to cast.
"The world is saying this election was free and fair, which was not true," he said at a news conference.
Mr Weah is the best-known Liberian in the world and came top in the first round of voting, with 28% of ballots
cast.
Our correspondent says as a political candidate his feel-good factor is immense but his opponents say he is
young, inexperienced and surrounded by political opportunists.
They say Mrs Johnson-Sirleaf, 67, a former World Bank economist, is better qualified for the job.
The "Iron Lady" received 20% of the vote in the first round and is popular with women and the educated elite.
BBC 2005/11/11


43 - AFRICA 12/11/2005
DIECI MILIONI DI ARMI LEGGERE NELL'OVEST DEL CONTINENTE
Oltre dieci milioni di armi leggere circolano attualmente in Africa occidentale: lo ha detto il colonnello Mai
Mouctar Kassouma, responsabile della raccolta di armi illegali in Niger, a margine di una riunione della Cedeao
(Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale) svoltasi di recente a Niamey. "Su circa 100 milioni di
armi leggere presenti nell'intero continente - ha affermato Kassouma - oltre 10 milioni sono nell'ovest; questa
proliferazione è un pericolo reale per la stabilità delle nazioni". Il colonnello ha aggiunto che la loro introduzione

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e distribuzione nei vari Stati è dovuta principalmente alla "porosità delle frontiere", che consente di sfuggire ai
controlli delle forze di sicurezza. Ha poi ricordato che le armi, importate dall'Europa all'Africa, sono servite in
passato per alimentare i conflitti in Niger e Mali, le guerre civili in Ciad, Liberia e Sierra Leone, e sono tuttora
utilizzate in Costa d'Avorio, paese diviso da tre anni tra il nord controllato dai ribelli e il sud governativo. Con
l'appoggio delle Nazioni Unite numerosi Stati dell'Africa occidentale, tra cui il Niger, hanno istituito Commissioni
nazionali per la raccolta e il controllo delle armi illegali, ma secondo diversi osservatori non funzionano come
dovrebbero, anche per mancanza di mezzi. (MISNA)


44 - LIBERIA 12/11/2005
"Lasciate le strade di Monrovia; la gente ha paura. Nessuno in questo paese vuole più la guerra".
George Weah, rivolgendosi via radio ai suoi sostenitori, protagonisti, ieri, di scontri con i 'caschi blu' per
protestare contro i risultati elettorali che vedono l'ex-calciatore sconfitto nella corsa alla presidenza. (MISNA)


45 - BURKINA FASO 13/11/2005
TUTTI AL VOTO, MA SOLO IL 30% CAPISCE IL FRANCESE, LINGUA UFFICIALE
Con la chiusura, ieri, della campagna elettorale restano solo poche ore prima che la popolazione sia chiamata a
scegliere il nuovo presidente del Burkina Faso tra i 12 candidati in lizza. Il presidente uscente Blaise Compare,
al governo dal 1987 con un colpo di stato poi eletto nel '92 e nel '98, si presenta per la terza volta alla guida del
Congresso per la democrazia e il progresso (Cdp). Al centro delle critiche dell'opposizione, ma forte del
sostegno di larga parte della popolazione, Compaoré é dato per vincente al primo turno. Alla campagna
elettorale del presidente uscente che ha sfiorato i 990 milioni di franchi CFA, pari quasi a tre miliardi delle
vecchie lire italiane, gli altri undici avversari hanno risposto con visite "porta a porta" e comizi pubblici nelle
campagne e nei piccoli centri. I giornali locali sottolineano che durante queste presidenziali, per la prima volta,
le vetture degli undici candidati hanno percorso strade mai battute prime: strade di campagna e di villaggi
sperduti, con evidenti disagi e molteplici incidenti annessi. Se economicamente c'è una grande disparità fra i
candidati, tutti hanno avuto l'handicap della lingua. "Solo il 30% della popolazione - spiega una fonte della
MISNA - comprende il francese, lingua ufficiale in cui si tengono i comizi e si scrivono i messaggi elettorali; il
resto della gente non conosce affatto la lingua dei colonizzatori". Nel loro peregrinare elettorale, i candidati che
s sono recati nelle zone rurali del Burkina Faso si sono quindi limitati a recitare qualche frase in una delle
innumerevoli lingue locali. "Questo aspetto, per certi versi secondario - aggiunge la fonte della MISNA - ha
riportato di fronte agli occhi di tutti il grande problema dell'analfabetismo". Nel tentativo di limitare l'impatto
dell'analfabetismo sul processo elettorale, domani nelle circoscrizioni i burkinabé saranno chiamati a imprimere
la propria impronta digitale sulla foto del candidato prescelto. A vigilare sulle elezioni anche numerosi
osservatori internazionali, primi fra tutti quelli dell'Unione Africana (Ua) che in Burkina ha inviato una vasta
delegazione - composta da parlamentari, organizzazioni della società civile e funzionari provenienti da vari
paesi del continente africani - guidata Théophile Nata (Benin), quarto vice presidente del parlamento
panafricano. (MISNA)


46 - LIBERIA 16/11/2005
ELEZIONI: GOVERNO VIETA MANIFESTAZIONI PUBBLICHE
Il governo di transizione liberiano ha vietato qualsiasi manifestazione pubblica a partire da oggi. In un discorso
alla nazione tenuto ieri sera, il presidente ad-interim Gyude Bryant, ha precisato che finché non verranno
annunciati i risultati definitivi del ballottaggio per le presidenziali non verranno autorizzati cortei e manifestazioni
che metterebbero a rischio l'ordine pubblico. Nei giorni scorsi i sostenitori di Gorge Weah - che i dati parziali
relativi al 100% dello spoglio dei voti danno ampiamente sconfitto - sono scesi più volte in strada dando vita a
manifestazioni degenerate anche in tafferugli e scontri con le forze di sicurezza. "Il governo non può più
permettere che proseguano proteste di strada come quelle dei giorni scorsi, che hanno causato il panico tra la
gente e hanno portato alla chiusura a intermittenza di scuole e uffici" ha detto Bryant. "Il governo non accetterà,
in alcuna circostanza, una situazione che vede alcuni cittadini tenere in ostaggio il resto della popolazione
perché non sono d'accordo con una cosa" ha aggiunto Bryant. Sebbene Weah nei giorni scorsi abbia invitato i
suoi sostenitori alla calma, il risentimento tra i votanti dell'ex-campione di calcio e tra i membri del suo stesso
partito (il Congresso per il cambiamento democratico, Cdc) è alto. Se ieri un importante esponente del Cdc
aveva invitato la Commissione elettorale a non diffondere i dati relativi allo scrutinio di tutte le 3070
circoscrizioni minacciando "resistenze", nelle ultime ore i 18 parlamentari eletti nelle legislative di ottobre hanno
confermato di voler boicottare i lavori dell'Assemblea se "la massiccia frode elettorale non verrà corretta in
maniera adeguata". In realtà, in attesa che la commissione verifichi le denunce di brogli e diffonda entro il 23
novembre i dati definitivi, le elezioni liberiane sono state giudicate positive da osservatori e dalla comunità
internazionale. (MISNA)



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47 - GUINEA 16/11/2005
PROTESTE E SCIOPERI CONTRO POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO
Scontri tra polizia e manifestanti sono avvenuti a Conakry durante lo sciopero generale di 48 ore decretato dalla
'Confederazione nazionale dei lavoratori della Guinea' (Cntg) che ha paralizzato scuole, ospedali e attività
commerciali nella capitale e in alcuni capoluoghi di provincia. Nei quartieri settentrionali e meridionali della
capitale i dimostranti hanno eretto barricate, bruciato pneumatici e danneggiato numerosi veicoli prima di essere
dispersi dalle forze dell'ordine con l'uso di gas lacrimogeni. "Dall'aumento del prezzo del combustibile del 55%
nel maggio scorso e in previsione che ciò avvenga anche per i beni di prima necessità, agli stipendi dei
lavoratori non è stato aggiunto un singolo penny" ha denunciato Yamoussa Touré, vice-segretario generale
della Cntg. "Questa non è un'azione politica, difendiamo solo gli interessi morali e materiali dei cittadini per una
vita dignitosa" gli ha fatto eco El Hadji Mamadouh Bah, dello stesso sindacato. L'impennata dell'inflazione, che
ha raggiunto il 30% nella seconda metà dell'anno, ha fatto crescere le proteste contro la politica economica del
presidente Lansana Conté, da 21 anni al potere. In attesa delle prime elezioni locali in dieci anni, previste il 18
dicembre, Il Fronte repubblicano per il cambiamento democratico (Frad), che raccoglie i principali schieramenti
anti-governativi, ha chiesto la rinuncia immediata di Conté, per evitare "che il Paese sprofondi nel caos".
(MISNA)


48 - GHANA 17/11/05
Sono almeno 53 le persone morte in seguito a un'epidemia di colera denunciata oggi dalle autorità nazionali.
Le autorità sanitarie ghanesi temono una rapida propagazione del vibrione nelle prossime settimane benché si
stia ormai avvicinando la stagione secca. Quest'anno l'intero continente africano ha assistito a un moltiplicarsi
eccezionali di epidemie coleriche che hanno contagiato oltre 50.000 persone uccidendone un migliaio. (MISNA)


49 - BURKINA FASO 18/11/2005
ELEZIONI: SCONTATA VITTORIA DI COMPAORÉ
La Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) ha annunciato ufficialmente la vittoria del capo dello
Stato uscente Blaise Compaoré alle presidenziali di domenica scorsa con l'80,3% dei suffragi; al suo 'più
quotato' avversario dell'opposizione, Benewende Sankara, sono state attribuite appena il 4,94% delle
preferenze. Secondo la Ceni, il tasso di affluenza alle urne avrebbe raggiunto il 57,5%. I candidati hanno 48 ore
per presentare eventuali ricorsi sull'esito dello scrutinio; superata tale termine, verrà proclamato il nuovo
presidente. Secondo fonti locali è probabile che Sankara, presentatosi con l'Union pour la
renaissance/Mouvement sankariste (Unir/Ms) contesti i risultati, avendo già denunciato brogli e irregolarità.
Fonti della MISNA riferiscono che il trionfo scontato di Compaoré, che potrà inaugurare un terzo mandato dopo
18 anni di presidenza iniziata con un golpe, sarebbe stata accolta nella calma nella capitale Ouagadougou; i
suoi sostenitori starebbero preparando i festeggiamenti per stasera, non particolarmente sentiti dal resto della
popolazione. Nell'insieme gli osservatori locali e internazionali hanno giudicato regolare il processo elettorale.
(MISNA)


50 - LIBERIA 22/11/2005
VECCHIO PARLAMENTO, BUONUSCITA CON "AUTO BLU" FUORISTRADA?
Ha suscitato aspre polemiche la decisione dei deputati uscenti del governo di transizione della Liberia di non
restituire le "auto blu" di servizio, che a queste latitudini sono fuoristrada di grossa cilindrata. Una scelta - scrive
oggi il sito on-line dell'emittente britannica 'Bbc' - definita "senza scrupoli" e "irresponsabile" da alcuni
diplomatici a Monrovia. Il presidente di transizione Gyude Bryant aveva invitato i deputati a lasciare le 76 vetture
di servizio ai loro successori, eletti nella consultazione che ha portato alla presidenza Ellen Johnson-Sirleaf nei
giorni scorsi; il maggior numero di delegati è stato conquistato dal Congresso per il cambiamento democratico,
la formazione dell'ex-calciatore George Weah, sconfitto al ballottaggio delle presidenziali. Il parlamento di
transizione era stato nominato ad agosto del 2003 al termine di una guerra civile durata 14 anni. Secondo un
deputato, James Jensen, durante la discussione alcuni parlamentari avrebbero offerto di pagare le auto, il cui
valore complessivo ammonterebbe a circa due milioni di dollari. Altri Paesi africani - come Rwanda e Burundi -
hanno di recente introdotto limitazioni all'acquisto di costosi fuoristrada come auto di servizio, giudicati troppo
costosi per il bilancio statale. (MISNA)


51 - GABON 25/11/2005
PRESIDENZIALI, A VIGILIA VOTO NON SI CONOSCE NUMERO ELETTORI
Sette esponenti del principale partito anti-governativo sono stati fermati e interrogati dalla polizia alla vigilia delle
elezioni presidenziali di domenica prossima che - secondo tutte le previsioni - confermeranno il capo di Stato in
carica Omar Bongo Ondimba, al potere da 38 anni, il presidente politicamente più longevo di tutto il continente.
Il segretario generale dell'Unione popolare del Gabon (Upg), Richard Moulomba, ha detto che tra le persone

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fermate vi è anche il vicesegretario del partito del partito, David Mbadinga. Non sono noti al momento i motivi
del provvedimento adottato dalle forze dell'ordine. Ieri due esponenti della commissione elettorale avevano
denunciato ritardi organizzativi che potrebbero creare problemi durante le operazioni di voto, in particolare la
mancanza del numero preciso di aventi diritto al voto, che sarebbero poco più di mezzo milione; pur
rassicurando sulla correttezza del processo elettorale, anche il presidente della commissione Gilbert Ngoulakia
ha ammesso che manca ancora questo dato. Oggi, intanto, le urne sono aperte per militari e poliziotti; molti dei
loro nomi, si è però appreso, compaiono ancora nelle liste elettorali generali e domenica potrebbero votare una
seconda volta. Al potere dal 1967, Bongo due anni fa ha modificato la Costituzione per ottenere il sesto
mandato consecutivo alla guida di un Paese ricco di petrolio, dove però la metà della popolazione (1,4 milioni)
vive sotto la soglia di povertà. Tutte le previsioni concordano nel ritenere improbabile che uno dei quattro
sfidanti possa riuscire a detronizzare Bongo, il quale - due giorni fa - alla televisione pubblica ha sentito il
bisogno di tranquillizzare i suoi concittadini spiegando che "il Gabon non è una monarchia". Intanto, in
campagna elettorale, ha offerto a sue spese il pagamento della bolletta elettrica a 10.000 famiglie e delle tasse
scolastiche per un anno intero. (MISNA)




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