La politica regionale e di coesione dell�UE by 9q1Z4A

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									      Corso di Politica Economica

  Corso di laurea in Scienze Statistiche

         Prof. Cristina Brasili
      Anno Accademico 2010-2011




La politica regionale e
 di coesione dell’UE
       http://europa.eu


Il percorso per arrivare alle
Politiche regionali

-Politiche e attività
-Settori di attività
-Politica regionale
PERCHE’ UNA POLITICA REGIONALE IN NELL’UNIONE
                       EUROPEA?
 Solidarietà e coesione
La politica regionale rappresenta uno strumento di
solidarietà finanziaria e una potente forza di
coesione e integrazione economica. La solidarietà
intende portare vantaggi concreti ai cittadini e alle
regioni meno favorite, mentre la coesione risponde
al principio che la riduzione dei divari di reddito e di
benessere esistenti tra le regioni europee giova a
tutti.
La distribuzione della ricchezza non è omogenea né
fra Stati membri, né all’interno degli stessi. Le regioni
più ricche in termini di PIL pro capite (misura
standard del benessere) sono tutte aree urbane:
Londra, Bruxelles e Amburgo. Il paese più ricco,
ovvero il Lussemburgo, lo è sette volte di più della
Romania e della Bulgaria, i due paesi più poveri che
hanno da poco fatto il loro ingresso nell'UE.
Gli impulsi dinamici derivanti dall’adesione all’UE,
con il sostegno di una politica regionale vigorosa e
mirata, possono effettivamente produrre risultati.
Particolarmente incoraggiante è il caso dell’Irlanda:
se nel 1973, anno dell’adesione del paese all’UE, il
suo PIL era pari al 64% della media UE, oggi è uno dei
più elevati dell’Unione. Una delle priorità della
politica regionale consiste nel ravvicinare quanto
prima alla media europea i tenori di vita dei paesi
che sono entrati a far parte dell'UE dal 2004 in poi.
  Evoluzione della politica regionale dell’UE
  Strategia di programmazione (1958-2000)
Strategia di                      Direzione dei cambiamenti e
programmazione                        tendenze
                          1958                       1989-2000




Obiettivi/contenuti       Settoriale                 Territoriale
della politica
Copertura                 Nazionale                  Regionale/locale
geografica
Approccio di              Settoriale                 Integrato
Programmazione
Periodo di                Breve                      Medio
riferimento
Attori principali         Nazionali                  Regionali/Locali

Tipo di impatto            Compensatore              Sinergico


Fonte: Le istituzioni del federalismo - La nuova programmazione dei Fondi
strutturali in Italia (2000-2006), a cura di R. Leonardi e A. Ciaffi Maggioli
Editore
      PERCHE’ UNA POLITICA REGIONALE IN
           NELL’UNIONE EUROPEA?

• La solidarietà tra i popoli dell'Unione
  europea, il progresso economico e sociale
  e il rafforzamento della coesione sono
  sanciti nel      preambolo del trattato di
  Amsterdam (1997). L'articolo 158
  stabilisce inoltre che: "La Comunità mira
  a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo
  delle varie regioni e il ritardo di quelle più
  svantaggiate o insulari, comprese le zone
  rurali". Per attuare questa politica, gli
  Stati membri si avvalgono dei Fondi
  strutturali e del Fondo di coesione.
•           L'Unione europea non si limita
  tuttavia ad una semplice partecipazione
  finanziaria, ma inquadra gli interventi
  locali in una prospettiva comunitaria e
  attraverso la sua politica regionale
  completa, laddove è necessario, il
  mercato interno e l'unione economica e
  monetaria.
Grafico disparità nel 1997:
EUROPA - Politica regionale Inforegio
Terza relazione sulla coesione economica e sociale – Commissione
europea 2004

   Fino al recente rallentamento della crescita iniziato nel
   2001, il divario nel PIL pro capite tra le regioni meno
   prospere dell’Unione (quelle che sono state al centro
   dell’attenzione della politica di coesione dell’UE) e le
   altre regioni ha registrato una diminuzione negli ultimi
   anni. Al momento, tuttavia, non è possibile dire che
   cosa sia accaduto dopo il 2001.Occorre notare che i
   dati riportati in questa sezione e nel resto della
   relazione riguardano la crescita del PIL pro capite in
   termini reali.

Grafico disparità nel 2001
 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELL’AVANZAMENTO
          DELLE POLITICHE REGIONALI
Le grandi tappe
         1957
•    Gli Stati firmatari del trattato di
  Roma fanno riferimento, nel suo
  preambolo, all'esigenza "di rafforzare
  l'unità delle loro economie e di
  garantirne lo sviluppo armonioso
  riducendo il divario fra le diverse
  regioni e il ritardo di quelle più
  svantaggiate".
      1958
•     Vengono istituiti due Fondi
  settoriali: il Fondo sociale europeo
  (FSE) e il Fondo europeo agricolo di
  orientamento e di garanzia (FEAOG).
I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELL’AVANZAMENTO DELLE
               POLITICHE REGIONALI
Le grandi tappe
     1975
•          Nasce il Fondo europeo per lo
  sviluppo regionale (FESR), con lo scopo di
  ridistribuire alle regioni povere una parte
  dei contributi degli Stati membri.
      1986
•           L'Atto Unico europeo getta le
  basi di un'effettiva politica di coesione
  destinata a controbilanciare i vincoli del
  mercato                  unico nei paesi del
  sud dell'Europa e nelle altre regioni meno
  prospere.
     1989-1993
•          Il Consiglio europeo di Bruxelles
  (febbraio 1988) modifica il meccanismo
  dei Fondi di solidarietà, ormai denominati
  Fondi strutturali, dotandoli di un bilancio
  di 68 miliardi di ECU (in base ai prezzi del
  1997).
I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELL’AVANZAMENTO DELLE
               POLITICHE REGIONALI

Le grandi tappe
     1992
•    Nel trattato che istituisce l'Unione europea,
   entrato in vigore nel 1993, la coesione è
   proclamata uno degli obiettivi fondamentali
   dell'UE, accanto all'unione economica e
   monetaria e al mercato unico, ed è prevista
   anche la creazione del Fondo di coesione a
   sostegno dei progetti per l'ambiente e i
   trasporti negli Stati membri più poveri
     1994-1999
•       Il Consiglio europeo di Edimburgo
   (dicembre 1993) decide di destinare alla
   politica di coesione circa 177 miliardi di ECU
   (ai prezzi del 1999), ossia un terzo del bilancio
   comunitario. I Fondi strutturali sono integrati
   da un nuovo strumento finanziario di
   orientamento della pesca (SFOP).
I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELL’AVANZAMENTO DELLE
               POLITICHE REGIONALI
Le grandi tappe
     1997
• Il trattato di Amsterdam conferma l'importanza
   della coesione e inserisce inoltre un paragrafo
   sull'occupazione che       mette in primo piano
   l'esigenza di un'azione comune volta a
   incrementarla.
     2000-2006
•     Il Consiglio europeo di Berlino (marzo 1999)
   riforma i Fondi strutturali e modifica in parte il
   meccanismo di funzionamento del Fondo di
   coesione, dotandolo di oltre 30 miliardi di euro
   l'anno, per un totale di 213 miliardi di
   euro nell'arco di sette anni. Lo Strumento per le
   politiche strutturali di preadesione (ISPA) e il
   Programma speciale di adesione per l'agricoltura
   e lo sviluppo rurale (SAPARD) completano il
   programma PHARE per lo sviluppo economico e
   sociale dei paesi candidati dell'Europa centrale e
   orientale.
I quattro principi guida della
riforma dei Fondi strutturali
          del 1988
–Concentrazione
–Programmazione
–Partenariato
–Addizionalità
     Introduciamo un importante dibattito
         Competitività e Coesione
    Per ora poniamo solo domande a cui
    daremo risposta durante il corso…..

•    Trade off tra competitività e coesione?
•    Questione “ideologica” o “reale”?
•    Come si colloca Lisbona rispetto alla
    coesione?

    Gli orientamenti comunitari tra
     competitività e coesione
    Una possibile integrazione

      Rivista di Economia, Cultura e Ricerca
      Sociale Argomenti, n. 17, 2006, Franco
      Angeli pp.5-27
        Competitività e Coesione

CRESCITA E OCCUPAZIONE

• Il Consiglio europeo ha quindi deciso di
  rilanciare la strategia di Lisbona tramite una
  partnership per la crescita e l'occupazione.
  L'obiettivo di tale partnership resta comunque
  collegato allo sviluppo sostenibile. Per
  raggiungerlo, l'Europa deve concentrarsi su un
  numero più limitato di priorità. Infatti, la
  realizzazione di una crescita maggiore e
  sostenibile e la creazione di un numero
  maggiore di posti di lavoro e di migliore qualità,
  possono fornirci gli strumenti necessari per
  realizzare le nostre ambizioni sul piano
  economico, sociale e ambientale.
• Rendere l'Europa un luogo più allettante per gli
  investitori e i lavoratori
• La conoscenza e l'innovazione quali fattori di
  crescita
• Creare un maggior numero di posti di lavoro e
  di migliore qualità
I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELL’AVANZAMENTO DELLE
               POLITICHE REGIONALI
                      I tre obiettivi prioritari
             Periodo di programmazione 2000-2006
 Il 94% dei Fondi strutturali è finalizzato a tre obiettivi
   prioritari, per ottenere il massimo dei risultati.
          Obiettivo 1 (territoriale) mira a promuovere lo
   sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni che
   presentano ritardi nello sviluppo e il cui il PIL medio pro
   capite è inferiore al 75% della media dell'Unione europea.
   Questo nuovo obiettivo concerne anche le regioni
   ultraperiferiche (dipartimenti francesi d'oltremare, Azzorre,
   Madera e isole Canarie), nonché le zone dell'ex obiettivo 6
   istituito in seguito all'atto di adesione dell'Austria, della
   Finlandia e della Svezia. Come in precedenza, i 2/3 delle
   azioni dei Fondi strutturali                  sono adottate in
   relazione all'obiettivo 1. Le misure adottate nel quadro di
   questo obiettivo dovrebbero interessare circa il 20% della
   popolazione totale dell'Unione
          Promuovere lo sviluppo delle regioni più arretrate,
   dotandole di quelle infrastrutture di base di cui sono ancora
   prive, e favorendo l'afflusso di investimenti per il decollo
   delle attività economiche. Il 70 per cento degli stanziamenti
   previsti è assorbito da una cinquantina di regioni, in cui vive
   il 22% della popolazione dell'UE.
I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELL’AVANZAMENTO DELLE
               POLITICHE REGIONALI
    Nomenclatura delle Unità Territoriali Statistiche
                          (NUTS)
Il Livello 2 ha 211 regioni:
Belgio: 11 province
Germania: 40 regioni
Grecia: 13 regioni
Spagna: 17 comunità autonome + (1) Ceuta y
         Melilla
 Francia: 22 regioni + 4 dipartimenti d’oltre mare
 Irlanda: 2 regioni
 Italia: 20 regioni
 Olanda: 12 province
 Austria: 1
 Portogallo: 5 regioni autonome
Finlandia: 6
Svezia: 8
Regno Unito: 37 gruppi autorità unitarie
Danimarca: 1
Lussemburgo: 1
I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELL’AVANZAMENTO DELLE
               POLITICHE REGIONALI
 Nomenclatura delle Unità Territoriali
         Statistiche (NUTS)
  Il livello 2 per i Paesi Candidati comprende
                       55 regioni:
Bulgaria: 6
Repubblica Ceca: 8
Ungheria: 7
Polonia: 16
Romania: 8
Slovacchia: 4
Cipro: 1
Estonia: 1
Latvia: 1
Lituania: 1
Malta: 1
Slovenia: 1
I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELL’AVANZAMENTO DELLE
               POLITICHE REGIONALI
               I tre obiettivi prioritari
       Periodo di programmazione 2000-2006

Obiettivo 2 (territoriale) contribuisce a favorire la
  riconversione economica e sociale delle zone con
  difficoltà strutturali diverse da quelle ammissibili
  al nuovo obiettivo 1, che raggruppa i precedenti
  obiettivi 2 e 5b, ed altre zone con problemi di
  diversificazione economica;              in generale
  esso riguarda le zone in fase di trasformazione
  economica, le zone rurali in declino, le zone in
  crisi che dipendono dalla pesca e i quartieri
  urbani in difficoltà. Questo obiettivo può
  interessare al massimo il 18% della popolazione
  dell'Unione.
 L'11,5% degli stanziamenti previsti è destinato a
  questi territori, in cui vive il 18% della
  popolazione dell'UE.
I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELL’AVANZAMENTO DELLE
               POLITICHE REGIONALI

          I tre obiettivi prioritari
        Periodo di programmazione 2000-2006

Obiettivo 3 (settoriale)
          Modernizzare       i   sistemi     di
  formazione e incrementare l'occupazione.
  Questo riguarda l'intera Unione, ad
  eccezione delle regioni che rientrano
  nell'Obiettivo 1 dove le misure introdotte
  a tale scopo sono parte integrante dei
  programmi tendenti a ridurre i divari di
  sviluppo.
  Il 12,3% del bilancio dei Fondi strutturali è
  destinato al perseguimento di questo
  obiettivo.
         Quali sono i Fondi strutturali
Quattro Fondi strutturali consentono oggi all'Unione europea
di concedere aiuti finanziari a programmi pluriennali di
sviluppo regionale negoziati fra le regioni, gli Stati membri e
la Commissione nonché ad iniziative ed azioni comunitarie
specifiche, specificamente:
       il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che
finanzia le infrastrutture, gli investimenti produttivi intesi a
creare posti lavoro, i progetti di sviluppo locale e gli aiuti alle
PMI;
      il Fondo sociale europeo (FSE), che favorisce
l'adeguamento della popolazione attiva ai mutamenti del
mercato dell'occupazione nonché l'inserimento professionale
dei disoccupati e delle categorie sfavorite, soprattutto
finanziando le azioni di formazione ed i sistemi di incentivi
all'assunzione;
       il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia
(FEAOG - sezione "orientamento"), che finanzia le azioni di
sviluppo rurale e di aiuto agli agricoltori, principalmente nelle
regioni che presentano un ritardo nello sviluppo ma anche
nel quadro della Politica agricola comune (PAC) nel resto
dell'Unione;
       lo Strumento finanziario di orientamento della pesca
(SFOP), che finanzia la riforma strutturale del settore della
pesca.
    Inoltre, un fondo speciale di solidarietà, il Fondo di
coesione, intende finanziare progetti ambientali e di
miglioramento delle reti di trasporto negli Stati membri
dell'Unione il cui PIL è inferiore al 90% della media
europea, ovvero Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo.
I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELL’AVANZAMENTO DELLE
               POLITICHE REGIONALI
       Periodo di programmazione 2000-2006

Fondi interessati

  Obiettivo1    Obiettivo2    Obiettivo 3
     FESR         FESR         FSE
      FSE         FSE
  FEAOG-O
      SFOP
    I Fondi strutturali nei precedenti periodi di
                   programmazione
Ripartizione dei fondi strutturali per Obiettivo, 1989-93
(milioni di euro a valori correnti)
              OBIETT. 1 OBIETT. 2 OBIETT. 3-4 OBIETT. 5a OBIETT. 5a OBIETT. 5b TOTALE   Iniziat.Com.
                                            agricolt.    pesca
Belgio                 214            344          134           15      33      740            124
Danimarca               25            171           91           94      21      402             28
Germania       2955    581           1054          878           36     511     6015            416
Grecia         7528                                                             7528            712
Spagna       10171 1506               837         229             92    265    13100           1129
Francia         957 1225             1442        1274            135    874     5907            566
Irlanda        4460                                                             4460            295
Italia         8504    387            903          493           106    360    10753            667
Lussemburgo             12             11           29                    3       55             22
Olanda                 165            405           79           43      33      725             89
Portogallo     8450                                                             8450            724
Regno Unito     793 2015            1502          316           58       132    4816            513
Ue-12        43818 6130             6669        3523          579       2232   62951           5285
%             69,6    9,7          10,6         5,6         0,9        3,5      100
Fonte: Commissione europea
                          di programmazione
Ripartizione dei fondi strutturali per Obiettivo, 1994-99
 (milioni di euro a prezzi 1994)
(milioni di euro a prezzi 1994)
          OB. 1   OB. 2   OB. 3   OB. 4   OB. 5a   OB. 5a   OB. 5b     OB. 6   TOTALE   Iniz. Com.
                                          agricolt. pesca
Belgio       730   341    396   69 170    25                      77          1808   288
Danimar.
Danimar.           119
                   119    263
                          263   38 127 140
                                38                                54           741   102
Germania 13640 1566 1681 260 1070
Germania 13640 1566 1681 260              75                    1227         19519 2212
Grecia
Grecia     13980
           13980                                                             13980 1154
Spagna
Spagna     26300 2415 1474 369 326 120
           26300                                                 664         31668 2782
Francia
Francia     2190 3769 2562 641 1746 190
            2190                                                2236         13334 1605
Irlanda
Irlanda     5620
            5620                                                              5620   527
Italia
Italia     14860 1462 1316 399 681 134
           14860                                                 901         19753 1898
Lussemb.
Lussemb.            15     21    1   39     1                      6            83    19
Olanda
Olanda       150
             150   650    923 156 118     47                     150          2194   422
Portogallo 13980
Portogallo 13980                                                             13980 1061
Reg. Unito 2360 4580 3377
Reg. Unito 2360                     186   89                     817         11409 1572
Austria
Austria      162
             162    99    329   60 386      2                    403          1441   146
Finlandia
Finlandia          179    254   83 331    23                     190    450   1510   150
Svezia
Svezia             157    342 170    90   39                     135    247   1180   127
Ue-15
Ue-15      93991 15352 12938 2246 5270 885
           93991                                                6860    697 138239 14021
%          68,0 11,1
           68,0          9,4  1,6  3,8  0,6                     5       0,5  100
Fonte: Commissione europea
Fonte: Commissione europea
            Distribuzione dei Fondi Strutturali per Paese
             2000 – 2006 in milioni di euro, prezzi 1999
Stati Ob.1          TransEx Ob.2       TransEx Ob.3       Pesca        PIC        Fondo Totale
Membr               ob. 1              ob. 2              Fuori                   di
i                                                         Ob. 1                   coesione


B               0      625    368          65    737              34     209              2.038
DK              0        0    156          27    365         197             80             825
D          19.229      729 2.984          526 4581           107 1.608                   29.764
EL         20.961        0         0        0         0            0     862 3.060 24.883
E          37.744      352 2.553           98 2.140          200 1.958 11.160 56.205
F           3.254      551 5.437          613 4.540          225 1.046                   15.666
IRL         1.315 1.773            0        0         0            0     166         720 3.974
I          21.935      187 2.145          377 3.744               96 1.172               29.656
L               0        0     34           6     38               0         13              91
NL              0      123    676         119 1.686               31     651              3.286
A            261         0    578         102    528               4     358              1.831
P          16.124 2.905            0        0         0            0     671 3.060 22.760
FIN          913         0    459          30    403              31     254              2.090
S            722         0    354          52    720              60     278              2.186
UK          5085 1.166 3.989              706 4.568          121         961             16.596
RISERVA
                                                                         155                155
EUR15     127.543 8.411 19.733 2.721 24.050 1.106 10.442 18.000 211.85
                                                                     1
%            60,2 3,97 9,31 1,28 11,35 0,52 4,92 8,50              100
Distribuzione dei Fondi Strutturali per Paese
2000 – 2006 in milioni di euro, prezzi 1999

IN % ……

IL 26,5% dei Fondi strutturali va alla Spagna;

il 14% alla Germania

il 14% all’Italia

l’11% circa al Portogallo

Sono i 4 maggiori beneficiari
Cosa è riuscita a sviluppare
l’Italia nelle sue regioni con i
fondi 2000-2006?
  INFOREGIO-Success
Per esempio:
• Un computer in ogni casa
• Basilicata (Italia)
• Il programma di sviluppo regionale della
  Basilicata tende a favorire e a diffondere
  l'accesso ai servizi telematici.
    Technical information Progetto: Un
  computer in ogni casa Total cost EUR
  39,95 million EU contribution EUR 15,90
  million
  Contact Regione Basilicata
  De Costanzo, Giovanni
  Via Anzio 44
  I-85100, Potenza
  Italia
Cosa è riuscita a sviluppare
l’Italia nelle sue regioni con i
fondi 2000-2006?
http://ec.europa.eu/regional_policy/projects
/stories/search.cfm?LAN=EN&pay=IT&region
=ALL&the=ALL
Per esempio:
Ritorno al futuro: riconversione industriale
  nell’area Nord di Milano
Lombardia (Italia)
  Il progetto ASNM (Agenzia di Sviluppo Nord Milano)
  persegue un obiettivo comunitario: l’aumento della
  competitività delle regioni europee attraverso l’utilizzo dei
  Fondi strutturali.
  Il progetto ASNM interviene in un’area del Nord-Italia,Sesto
  San Giovanni, dove dal 1950 sono presenti imprese
  siderurgiche e chimiche a forte valore aggiunto (Breda Falck,
  Marelli).

   Technical information Progetto: ASNM (Agenzia di Sviluppo
  Nord Milano), Programma: Programma d’iniziativa
  comunitaria “Italia Resider II” 1994-1999 Total cost 12 101
  625 EUR EU contribution 6 063 724 EUR
Le regioni Obiettivo 1 e 2 (2000-2006)




Regioni dell’obiettivo 1
 Regioni prossime ad uscire dall’obiettivo 1
 Programmi speciali
 Prima di Agenda 2000 e della riforma dei Fondi strutturali gli
                         Obiettivi erano 7
  Tra i tre Fondi strutturali rilevanti (FESR, FEOGA-
   Orientamento e FSE) il FESR costituisce il principale
   strumento finalizzato al conseguimento dell'obiettivo dello
   sviluppo e dell'adeguamento strutturali delle regioni in
   ritardo in termini di crescita economica e svolge un ruolo
   centrale nella riconversione delle regioni frontaliere o parti
   di regioni (compresi bacini d'occupazione e Comunità
   urbane) gravemente colpite dal declino industriale
  I Fondi strutturali (FEAOG-Orientamento, FSE e FESR)
   contribuivano, ciascuno secondo le norme specifiche che li
   disciplinano, al conseguimento degli obiettivi 1-6 secondo il
   seguente schema d'intervento:

-Obiettivo n. 1: FESR, FSE, FEAOG-Orientamento,
-Obiettivo n. 2: FESR, FSE,
-Obiettivo n. 3: FSE,
-Obiettivo n. 4: FSE,
-Obiettivo n. 5 a): FEAOG-Orientamento,
-Obiettivo n. 5 b): FEAOG-Orientamento, FSE, FESR.
-Obiettivo n. 6: FESR, FSE, FEAOG-Orientamento
Le regioni degli obiettivi prioritari nella
        programmazione 1994-99




 Obiettivo 1   Obiettivo 2   Obiettivo 5b   Obiettivo 6
           Il Fondo di Coesione
   È un fondo speciale di solidarietà,
   costituito nel 1993, a favore dei
   quattro Stati membri meno prosperi
   (PNL procapite inferiore al 90% di
   quello medio dell’UE; Grecia,
   Portogallo, Irlanda e Spagna), che
   copre il loro intero territorio,
   finanziando grandi progetti per
   l'ambiente e i trasporti.
    Nel periodo 2000-2006 il bilancio annuale del Fondo di
   coesione ammonterà a 2,5 miliardi di euro, per complessivi
   18 miliardi nell'arco dei sette anni.
Ripartizione del bilancio complessivo del Fondo di coesione nel periodo 2000-
    2006 (prezzi 1999)




 Importi indicativi in milioni di €
Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 30/1/2003)
  Terza relazione intermedia sulla coesione
             economica e sociale

 Mentre il divario tra il PIL medio pro capite nell’UE15 e il
 livello degli Stati membri meno prosperi è attualmente di
 poco inferiore al 30% (cioè, la Grecia e il Portogallo
 hanno un livello di quasi il 30% inferiore alla media), il
 divario raddoppierà con l’ingresso dei nuovi Stati
 membri nel 2004 (cioè, il PIL pro capite della Lettonia è
 di oltre il 60% più basso della media UE25) e
 probabilmente si accentuerà ancora di più dopo
 l’ingresso di Bulgaria e Romania.
Commissione delle comunità europee ( Bruxelles maggio 2007)
       Quarta relazione sulla coesione
            economica e sociale
               Regioni in crescita, Europa in crescita
Tra il 1995 e il 2005 i nuovi Stati membri hanno registrato tassi di
crescita molto variabili e alcuni hanno evidenziato una crescita
particolarmente sostenuta. I tre Stati baltici, ad esempio, nell'arco di
questi dieci anni hanno raddoppiato il loro PIL pro capite in termini
reali, con una crescita media pari al 7-8% annuo. Per contro, la Bulgaria
e la Romania hanno subito una contrazione dell'economia nella
seconda metà degli anni '90 e solo a partire dal 2000 la crescita la
crescita media ha raggiunto in entrambe il 6% annuo.
 Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 2004)
Terza relazione intermedia sulla coesione
            economica e sociale
  Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 2007)
Quarta relazione intermedia sulla coesione
            economica e sociale
’
’
• Ws COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
  PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
  Quinta relazione intermedia sulla coesione
  economica e sociale
  Regioni in crescita, Europa in crescita
  {SEC(2008) 2047 def.}
   Alcuni contributi sollecitano la Commissione ad affiancare al
   PIL pro capite espresso in standard di potere d'acquisto (SPA)
   altri parametri di misurazione del benessere e del tenore di
   vita.
   Per quanto riguarda i contenuti della politica di coesione, in
   questa fase sembra profilarsi un consenso unanime sui
   seguenti temi trasversali.
• La competitività è al centro della politica di coesione. Un
   sostegno netto è espresso a favore dell'obbligo di "destinare"
   una quota significativa delle risorse finanziarie agli
   investimenti chiave connessi alla strategia rinnovata per la
   crescita e l'occupazione. La ricerca, l'innovazione,
   l'innalzamento delle competenze per la promozione
   dell'economia della conoscenza, lo sviluppo del capitale
   umano attraverso l'istruzione e la formazione, l'adattabilità, il
   sostegno alle attività imprenditoriali (soprattutto alle piccole
   e medie imprese), il rafforzamento delle capacità
   imprenditoriali e lo sviluppo di una cultura d'impresa
   vengono considerati settori chiave nei quali occorrerebbe
   concentrare gli investimenti.
• Le politiche attive del mercato del lavoro sono anch'esse al
     centro degli interventi proposti per dare impulso
     all'occupazione, rafforzare la coesione sociale e ridurre il
     rischio di povertà. Un consistente numero di partecipanti alla
     consultazione ritiene che la politica di coesione debba
     contribuire alla dimensione sociale dell'Europa migliorando
     le prospettive occupazionali delle categorie più vulnerabili,
     come i giovani, gli anziani, i disabili, gli immigrati e le
     minoranze. Le parti sociali ed economiche e le organizzazioni
     della società civile sottolineano il ruolo importante
     dell'economia sociale per quanto concerne la creazione di
     posti di lavoro di qualità, la promozione dell'innovazione, il
     sostegno allo sviluppo delle zone rurali e la prestazione di
     una serie di servizi di interesse generale. Esse evidenziano
     anche che il rafforzamento delle capacità contribuisce
     all'applicazione dei principi della buona governance e del
     partenariato. Infine, secondo alcuni esponenti della società
     civile, la politica di coesione dovrebbe sostenere le categorie
     che incontrano particolari difficoltà di ingresso nel mercato
     del lavoro.
• Il terzo tema trasversale è lo sviluppo sostenibile. Secondo
     molti contributi, la politica di coesione dovrebbe indirizzarsi
     più decisamente verso la realizzazione dell'obiettivo
     dell'agenda di Göteborg; potrebbe, in particolare, contribuire
     alla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra mediante
     le politiche di mitigazione che hanno come obiettivo una
     maggiore efficienza energetica e la promozione dello
     sviluppo delle energie rinnovabili.
Da studiare:
- Le politiche regionali dell’Unione
  europea G. Viesti F. Prota Il
  Mulino Studi e Ricerche, anno
  2007 Da pag. 11 a pag. 49

- Le istituzioni del federalismo
  Regione e Governo locale
  La nuova programmazione dei
  fondi strutturali in Italia (2000-
  2006) N. 2 anno 2001 Maggioli
  Editore Da pag. 325 a pag 359

								
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