RELAZIONE TECNICA by 816Igq4

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									              Città di Pescara
                              Area Urbanistica




                                IL SINDACO
                             Luciano D’Alfonso


                      L’ASSESSORE all’URBANISTICA
                            Tommaso Di Biase



Concorso di progettazione aree di risulta ex Stazione Centrale di Pescara

        Documento preliminare alla progettazione
               ai sensi dell’art. 15, comma 5, D.P.R. 554/1999




                                      IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
                                                             Arch. Emilia Fino

Approvato con Del. G.C. n. 874 del 16.12.03
 Concorso di progettazione aree di risulta ex Stazione Centrale di Pescara - Documento preliminare alla progettazione




DESCRIZIONE DELL’AREA


L’area di risulta della stazione è uno spazio urbano dimesso recuperato in seguito alla
riorganizzazione del sistema ferroviario pescarese.
L’area è al momento sostanzialmente adibita a parcheggio, in parte regolamentato e
custodito.
L’accesso all’area è possibile sia dalla piazza della vecchia stazione, quindi da Corso
Vittorio, sia da via de Gasperi.
Il doppio ingresso-uscita ne fa la meta ideale per chi voglia parcheggiare provenendo
da sud sud-ovest senza dover attraversare il traffico del centro.
L’attuale uso del suolo comprende:
    aree di servizio alla mobilità (piazzale adibito a terminal autolinee e tracciati di
     mobilità interni all’area);
    commercio (commercio ambulante ed occasionale);
    parcheggio per circa 1500 posti auto;
    attrezzature urbane (ex stazione ferroviaria, attualmente sede dell’osservatorio di
     astrofisica ed ex serbatoio dell’acua);
    aree ferroviarie (hall stazione ferroviaria; dopolavoro ferroviario, Ferrhotel);
    aree sommerse dal rilevato ferroviario (terrapieni che sorreggono l’impalcato
     ferroviario).
L’area di risulta della stazione è un’area centrale strategica che rappresenta
un’occasione unica per la riqualificazione urbana e ambientale della città di Pescara.
Le decisioni assunte progressivamente da vari Consigli Comunali, fino all’attuale, sulle
possibili destinazioni dell’area derivano soprattutto dalla forte richiesta dei cittadini di
riqualificare il centro della città e impongono di prevedere nella progettazione ampi
spazi dedicati al verde attrezzato.
Tale obiettivo è posto a base delle scelte progettuali.




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2. FINALITA’ DELLE OPERE/OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE


L’area di risulta ha rilevanti potenzialità di trasformazione ed è facilmente raggiungibile
da tutti i punti della città, essendo in posizione baricentrica rispetto al perimetro urbano
edificato e contornata da alcune delle principali direttrici di traffico urbano. Inoltre è a
contatto con la principale area commerciale naturale della città, a sua volta connessa
alla costa e con molti servizi pubblici e privati di interesse sovracomunale.
La proposta di riqualificazione dell’area di risulta nasce dalla evidente necessità di
recuperare e restituire alla città uno spazio nel quale sono state dismesse da tempo le
funzioni originarie con una coerente destinazione e caratterizzazione dei luoghi.
L’obiettivo è quello di progettare e realizzare un nuovo luogo rappresentativo della
città, un luogo caratterizzato da un esteso parco urbano, da un edificio culturale
polivalente e da un parcheggio pubblico connesso al terminal dei bus extraurbani.
L’area d’intervento è delimitata a nord-est da Corso Vittorio Emanuele, a nord-ovest da
Via Michelangelo, a sud-ovest dalla stazione centrale e ad est da una cortina edificata
diagonale rispetto alla rete viaria.
La superficie dell’area, oggetto di progettazione ha una estensione di circa 23 Ha (di
cui sono di proprietà comunale circa 11 Ha cosiddette aree di risulta e circa 4 ha
destinati a strade e piazze; sono di proprietà delle FS circa 2 ha occupati dalla stazione
ferroviaria, circa 3 ha coperti dal terrapieno rilevato ferroviario e circa 3 ha destinati a
strade e parcheggi di pertinenza).
L’area, prevalentemente dismessa, è costituita da terreno inedificato, fatta eccezione
per:
              -    il corpo centrale dell’ex stazione ferroviaria, quest’ultima attualmente
                   destinata a sede dell’osservatorio di astrofisica;
              -    l’ex serbatoio dell’acqua;
              -    l’ex dormitorio e un rudere che attualmente funge da ricovero per una
                   locomotiva a vapore.
La presenza della stazione ferroviaria e del Terminal autobus aggiunge centralità
all’area, facendone per chi viaggia con i mezzi pubblici il primo punto di contatto con la
città.




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Si tratta di un’area sostanzialmente pianeggiante, di rilevanti dimensioni e di forma
rettangolare, per la quale non esistono quindi in linea di principio particolari restrizioni
fisiche. L’area ha inoltre l’importante caratteristica di essere quasi interamente libera.
Sono poche le tracce che permangono del precedente uso ferroviario. Negli anni
successivi alla dismissione non sono state realizzate nuove opere, bensì portate a
compimento ulteriori demolizioni.
L’area è un’importante nodo di mobilità, non solo per quella privata in ambito urbano,
ma anche in relazione al vettore pubblico in ambito regionale, per la presenza della
ferrovia e del terminal delle autolinee pubbliche urbane, suburbane, interurbane e
interregionali.
Infine il trasferimento oneroso dell’area da parte delle FS al Comune attribuisce
un’ulteriore potenzialità alla stessa, rendendone più immediati i passaggi procedurali
per il suo riutilizzo, in coerenza con le indicazioni sia del Piano Regolatore, sia del
Programma di Governo (deliberazione C.C. n.439 del3.07.2003) che destinano l’area
ad attività di interesse pubblico.
Più dettagliatamente gli obiettivi della trasformazione sono:
-      la localizzazione nell’area di funzioni urbane qualificanti (culturali);
-      la riconfigurazione di spazi pubblici e verde di qualità;
-      il potenziamento dei servizi alla città attraverso la realizzazione di auto-park e
       terminal bus;
La domanda di trasformazione dell’area può essere così ricondotta ai seguenti temi:
        1    qualità urbana e verde pubblico – la prima e più diffusa domanda è quella
             di qualificazione e recupero fisico ed ambientale attraverso aree di verde
             pubblico attrezzato;
        2    strutture culturali – c’è la necessità di realizzare una struttura polivalente
             di elevata qualità architettonica capace di organizzare e attrarre attività
             culturali e relazionali di alto valore sociale in grado di rivitalizzare l’intera
             area urbana di riferimento;
        3    parcheggi – l’area è al momento un necessario punto di parcheggio
             pubblico per l’accesso pedonale alle aree centrali e alla stazione;




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       4.    nodo della mobilità – c’ è un condiviso interesse nel razionalizzare il
             valore di nodo della mobilità dell’area (ferrovia, autolinee, taxi, mezzi
             privati ecc.);
Il set di funzioni proposto per l’area della Stazione Centrale si configura in diversi nuclei
di progetto:
2.1.        il parco;
2.2.        la struttura culturale polivalente (biblioteca/mediateca metropolitana);
2.3.        i parcheggi;
2.4.        il terminal bus e il nodo della mobilità;


2.1. il parco
L’obiettivo è quello della riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’area.
Il Parco pubblico deve occupare un’elevata superficie (minimo 80%) e coprire con un
manto verde gran parte dell’area. Il Parco dovrà rappresentare un’occasione per vivere
all’aperto alcune attività legate al tempo libero ed al consumo culturale della città,
anche ad esempio grazie all’offerta di spettacoli all’aperto durante il giorno e la sera (il
parco come grande fatto sociale). Al suo interno possono essere presenti piccole
volumetrie, realizzate con tecnologie leggere (tipiche delle architetture mobili) con
materiali ecocompatibili e destinate ad ospitare attività di tipo ricreativo. Il parco dovrà
configurarsi come luogo dei punti di vista del paesaggio urbano e delle architetture
esistenti e di progetto, integrando, in un’immagine unitaria, i diversi elementi urbani che
convergono nell’area.


2.2.        la struttura culturale polivalente
La principale funzione d’eccellenza prevista è identificabile in una struttura
culturale polivalente.
Una funzione di grande rilievo e respiro per la città e di significativa nuova
edificazione fuori terra sarà costituita da una struttura culturale di elevata qualità
architettonica quale catalizzatore di attività culturali e relazionali in grado di
rivitalizzare l’intera area urbana di riferimento. Tale struttura è stata individuata
nella biblioteca-mediateca metropoitana, pensata non solo come luogo della




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lettura ma soprattutto come centro di interrelazione culturale e sociale definito da
ampi spazi per una vasta gamma di attività culturali e ricreative che ne consenta la
fruizione anche nelle ore serali. Una struttura con caratteristiche polifunzionali di
interporto della cultura (mediateca, internet, spazi per eventi, piccolo auditorium,
caffetteria).


2.3. i parcheggi
Uno o più parcheggi interrati, in grado di ospitare da circa 2.000 a 3.000 auto, a più
livelli e in parte fuori terra, va studiato con la dovuta attenzione nel suo impatto
ambientale, tenendo nel dovuto conto la rilevata superficialità delle falde acquifere che
si trovano a quote relativamente basse (mt. 2.50/3.00 circa).
L’opera è destinata a sostituire il parcheggio esistente a raso, rivalutandone le
caratteristiche dimensionali, progettuali e gestionali.
Una quota di parcheggi d’interscambio per la stazione ferroviaria, nell’ottica
dell’intermodalità e dell’integrazione tariffaria, può essere ricavata all’interno degli spazi
già esistenti nel rilevato ferroviario.


2.4. il terminal bus e il nodo della mobilità
Il nodo intermodale della stazione centrale è inteso come un punto cardine di una più
ampia strategia di razionalizzazione e potenziamento dei trasporti pubblici, in un’ottica
metropolitana e regionale.
Il fine generale da raggiungere è quello della valorizzazione del sistema innovativo di
trasporto quale sistema “portante” della mobilità pescarese, attraverso il migliore
inserimento del tracciato nell’ambito dell’intervento.
L’eventuale presenza del sistema di trasporto rapido in area di risulta, inoltre,
renderebbe facilmente accessibile alla cittadinanza i servizi previsti all’interno
dell’operazione di riqualificazione urbana.
L’autostazione (terminal bus) va configurata in modo funzionale e relazionata al parco
ed al sistema di parcheggi previsti dall’intervento.




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Per una migliore gestione del traffico proveniente da nord ed un alleggerimento dei
flussi in area di risulta, va esaminata anche l’ipotesi di parziale decentramento delle
autolinee urbane presso una struttura minore, posta a sud nei pressi del polo
universitario-giudiziario. Tale soluzione potrà consentire un alleggerimento della
funzione di terminal in area di risulta, e l’allocazione di alcuni capolinea presso aree di
sviluppo destinate a ricoprire una funzione nevralgica per la mobilità urbana, in un
futuro ormai prossimo.




3. CONFORMITÀ URBANISTICA E REGOLE TECNICHE DA RISPETTARE.


Il progetto preliminare, da sviluppare secondo le indicazioni del presente documento
attraverso il concorso di architettura, dovrà tenere in conto delle indicazioni previste per
l’area dal P. R. G. vigente e delle indicazioni contenute nel Programma di Governo
approvato con Delibera Consiliare del 3.07.2003 n.439 qui di seguito riportate:


P.R.G.             Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica – sottozona B7 (art. 37
                   delle N.T.A.):
                   P.P.1 sub ambito a (aree di risulta):
                    Min. 80% verde pubblico/bus terminal/autoparcheggio (anche
                       interrato)
                    Max.10% spazi e attrezzature per attività culturali e tempo libero
                       Viabilità e piazze
                   P.P.1 sub ambito b (aree sommerse rilevato ferroviario): recupero spazi
                   sommersi del terrapieno e mantenimento dei locali ad uso ferroviario
                    Max.50% spazi per attività culturali ed espositive


Programma di Governo
                   “Le Aree di Risulta della ferrovia, acquisite dopo lunghi anni ed ancora
                   sprovviste di un progetto complessivo, realizzabile per lotti funzionali,
                   ma con un rigoroso impianto generale, redatto a seguito di una




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                   procedura          concorsuale          internazionale,          capace         di     risolvere
                   organicamente i problemi di caratterizzazione architettonica e culturale
                   dell’area centrale della città, di collegamento organico dei diversi modi
                   del trasporto di passeggeri; di piena valorizzazione della più grande
                   risorsa ambientale di cui la città dispone nella sua zona centrale. Per noi
                   tali aree dovranno essere destinate a verde attrezzato (cioè dotato di
                   strutture per il godimento del parco e la socializzazione) per la massima
                   quota possibile, non inferiore all’80% della superficie totale, riservando a
                   strutture culturali, ai parcheggi interrati e ad eventuali funzioni di servizio
                   la quota restante.”
Infine, nella scheda allegata, si riportano tutte le informazioni essenziali e i dati delle
superfici esistenti e di progetto.




4. PRESENZA DI VINCOLI


Il corpo centrale del fabbricato viaggiatori della ex stazione centrale, nonché dell’ex
serbatoio, oggi memoria della dismessa attività ferroviaria, ed infine le aree su cui
ricadono i predetti manufatti (per 13.000 mq. circa) sono oggetto di vincolo e
prescrizione da parte del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali (DM 17/11/90 e DM
18/02/91, emanati ai sensi della L. 1089/39, oggi D. L.vo 490/99).
In particolare il decreto di cui sopra prevede, per gli edifici compresi nel vincolo, la
destinazione d’uso di carattere pubblico sociale e culturale, nonché usi attinenti con la
predetta utilizzazione per la restante parte dell’area di risulta.




5. REQUISITI TECNICI DA RISPETTARE




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Fermo restando il rispetto della normativa tecnica e di quella amministrativa per la
realizzazione delle opere pubbliche o d’interesse pubblico, che qui s’intende richiamata
integralmente, tenuto conto della complessità dell’opera e del riflesso della stessa sulla
qualità della vita dei cittadini, in relazione all’entità e qualità dei servizi erogati in fase
d’esercizio e delle modalità realizzative che coinvolgono risorse ed organizzazioni
pubbliche e/o private (progetto di finanza, STU), e quindi la necessità di coniugare
cultura imprenditoriale e soddisfacimento di interessi pubblici, nella fase successiva di
esame delle proposte progettuali occorrerà introdurre:
    -    adeguati metodi di analisi e di selezione delle stesse (analisi multicriterio e
         multiobiettivo):
    -    criteri di validazione dei progetti, secondo concetti di qualità e di livello percezione
         del servizio da parte del cittadino.
    Tutto quanto sopra dovrà garantire l’Amministrazione circa il raggiungimento delle
    condizioni di maggior vantaggio tra quelle economiche e della qualità e quantità dei
    servizi erogati.




6. IMPATTO DELLE OPERE SULLE COMPONENTI AMBIENTALI


Il complesso delle opere previste in area di risulta per la loro ampiezza e centralità
rispetto l’abitato di Pescara necessita, nelle successive fasi di progettazione, di
un’accurata valutazione dei possibili impatti riguardanti sia la fase di costruzione che
quella di gestione (a regime).
Dovranno essere valutate, preventivamente, le possibili influenze dell’opera sul
terreno, in considerazione anche del grado di sismicità di Pescara, sulle acque
superficiali e di falda, nonché sull’atmosfera, relativamente alle immissioni acustiche ed
alle polluzioni.
In particolare per la fase realizzativa:
-       tenuto conto della centralità dell’opera, occorrerà verificare gli effetti del trasporto
        dei materiali da smaltire e di quelli da costruzione da recapitare, al fine di
        minimizzare gli effetti attraverso l’ottimizzazione dei percorsi da impiegare. Per i




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       terreni di scavo da smaltire occorre studiare accuratamente la caratterizzazione
       degli stessi, al fine di determinare il possibile riutilizzo, ovvero lo smaltimento. In
       quest’ultimo caso vanno studiati i percorsi verso i detrattori ambientali individuati e
       le eventuali soluzioni alternative di trasporto al tutto – gomma;
-      occorre prevedere opere provvisionali in grado di limitare le emissioni in atmosfera
       sia di tipo acustico (pannelli) che chimico – fisico (erogatori a pioggia), nonché di
       contenere le vibrazioni sul terreno evitando così possibili danni all’abitato finitimo;
-      necessita, inoltre, prevedere un accurato studio idraulico al fine di limitare le
       possibili modifiche ingenerate dalle opere in costruzione sul deflusso in falda, in
       particolare quelle in grado di influenzare negativamente le fondazioni dei fabbricati
       vicini esistenti.
Per la fase di gestione (in esercizio) andranno preventivamente valutate ed ottimizzate
già dalla fase progettuale:
-      i regimi (definitivi) idraulici in falda, al fine di garantire il più possibile l’aderenza alla
       situazione ante operam. I livelli e la qualità delle acque di falda andranno monitorati
       nel tempo prevedendo opportuni piezometri e periodiche analisi da effettuarsi a
       cadenza ed in occasione d’eventi traumatici;
-      lo smaltimento delle acque superficiali, che tenuto conto delle consistenti superfici
       impermeabilizzate dalla realizzazione, dovrà prevedere vasche di prima pioggia, la
       fitodepurazione, nonchè idonee condotte dedicate;
-      l’emissione in atmosfera di polluzioni dovute al traffico indotto dai parcheggi,
       nonché quelle acustiche, pur potendo prevedere per queste ultime una riduzione
       rispetto la situazione attuale, anche in relazione alla prevista copertura delle aree di
       parcheggio e della viabilità d’accesso.




7. LIVELLI DI PROGETTAZIONE ED ELABORATI GRAFICI DA REDIGERE




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I livelli di progettazione che dovranno essere sviluppati sono quelli previsti dall’art. 18,
comma 1, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554.




8.   METODOLOGIA DI AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI PROGETTAZIONE


Il concorso, ai sensi dell’art.59 del D.P.R. 554/1999, in unico grado con indicazione
della fattibilità tecnica-economica,               appare il sistema più funzionale alle esigenze
dell’Amministrazione e lascia ampi margini per utilizzare procedure di realizzazione
dell’opera alternative e/o innovative.
Ai concorrenti sarà richiesto un livello di approfondimento tecnico pari a quello di un
progetto preliminare con studio economico finanziario per la sua costruzione e
gestione. Al vincitore è corrisposto un premio (l’amministrazione acquisisce la proprietà
del progetto) e, se in possesso dei requisiti richiesti dal bando, gli saranno affidati a
trattativa privata i successivi livelli di progettazione.




9.       STIMA DEI COSTI
Allo stato attuale della progettazione è possibile evidenziare le seguenti previsioni di
spesa in Milioni di €:
             Parcheggi (2.000 posti, come da piano triennale)                                         25.0
             Terminal bus                                                                              4, 0
             Spazi culturali                                                                          20,0
             Verde e arredo urbano                                                                      3.0
             Costo totale delle opere                                                             € 52.0




10. CONCLUSIONI




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Il progetto dovrà definire un’idea architettonica fondata sulla centralità dell’area, sulla
sua capacità rappresentativa ed evocativa e sulla prevalenza del “vuoto” sul “pieno”
allo scopo di mantenere il carattere contemporaneo dell’area.
L’area rimane quindi uno spazio prevalentemente libero, da attraversare per
raggiungere la stazione ferroviaria o l’autostazione, i servizi, o in cui sostare e godere
del tempo libero, produrre e consumare cultura, ecc.
Un obiettivo non secondario va rintracciato nella capacità della vegetazione di
abbattere le polveri, di produrre ossigeno e benessere ambientale.
Di seguito si riportano i principali requisiti che il progetto dovrà rispettare:
   impatto architettonico degli interventi: relazione positiva tra la nuova immagine
    urbana, il profilo delle trasformazioni fisiche prodotte e il contesto da diversi punti di
    vista interni ed esterni all’area;
   promozione di un modello urbano sostenibile: soddisfazione e promozione dei
    caratteri sociali, economici e d’uso dello spazio (verde urbano, ecc.);
   adeguatezza qualitativa degli spazi per le funzioni previste: idoneità delle
    caratteristiche formali e localizzative degli spazi nel rispondere alle necessità delle
    funzioni che vi si insedieranno;
   adeguatezza dimensionale degli spazi per le funzioni previste: idoneità delle
    dimensioni attribuite ad ogni spazio per ciascuna funzione prevista;
   flessibilità degli spazi di progetto rispetto a future trasformazioni: rispondenza e
    capacità di adattamento e trasformazione degli spazi interni ed esterni a futuri
    cambiamenti d’uso.




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