Storia dell�astronomia by 2UMPw088

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									“La più sublime, la più nobile tra le fisiche
scienze è senza dubbio l’Astronomia.
L’uomo s’innalza per mezzo di essa al di
sopra di se medesima e giunge a conoscere
la causa dei fenomeni più straordinari …”
                         Giacomo Leopardi
     Storia
dell’astronomia
dalle origini ai
 giorni nostri

           Toscano Marianna
           Centola Angela
           Cirillo Pasquale
•   I Cinesi
•   Gli egiziani
•   Astronomia greca
•   Il Medioevo
•   Il Cinquecento
•   Il Seicento
•   Il Settecento
• L'Ottocento
• Il Novecento
• Il duemila
                     I cinesi
L'antica astronomia cinese è celebre per la grande tradizione
di osservazioni astronomiche sin dal 2000 a.C. al 1217.risale
la registrazione di un’ eclissi solare. Astronomi cinesi
osservarono e registrarono passaggi di comete o altri eventi
come l'esplosione della supernova del Granchio del 1054. Si
arrivò anche alla realizzazione di un calendario lunisolare
composto di 360 giorni, a cui venivano aggiunti 5 giorni
epagomeni esso sorse probabilmente già dal secondo millennio
a.C. Il calendari cinesi tuttavia non raggiunse mai il livello di
precisione dei calendari di altre civiltà come quella babilonese
o maya.
             Gli egiziani
Le conoscenze astronomiche degli egiziani, in parte
riscontrabili nella costruzione delle piramidi e di altri
monumenti allineati secondo la posizione delle stelle, presenta
come punto di forza il calendario. Il trascorrere della vita in
Egitto era fortemente legato a quella del fiume Nilo e delle
sue periodiche alluvioni, le quali avvenivano con una certa
costanza, in genere ogni 11 o 13 lunazioni. Gli egiziani si
accorsero che l'inizio delle inondazioni avveniva quando si
alzava nel cielo la stella Sirio (Sopdet per gli egizi) con un
errore di 3-4 giorni al massimo. Con questo riferimento sorsero
diversi calendari, il primo era il calendario lunare di 354
giorni con mesi di 29 o 30 giorni. Ma nel tempo si notarono
errori di calcolo, così ne fu introdotto un secondo definito
calendario civile di 365 giorni, con 30 giorni ogni mese e 5
epagomeni ogni anno.
Ma anche questo calendario mostrava qualche differenza con la realtà.
Così fu introdotto un ultimo calendario ancora più preciso, il quale
possedeva un ciclo di 25 anni in cui veniva aggiunto un mese intercalare
nel 1°, 3°, 6°, 9°, 12°, 14°, 17°, 20°, e 23° anno di ogni ciclo. Questo
calendario, estremamente preciso, venne utilizzato anche da Tolomeo
nel II secolo d.C. e venne preso in considerazione sino ai tempi di
Copernico. Da ricordare che i mesi di 30 giorni erano divisi in settimane
di 10 giorni e in 3 stagioni di 4 mesi detti: mesi dell'inondazione, mesi
della germinazione, mesi del raccolto.
Già dal 3000 a.C. gli egiziani avevano in uso la divisione delle ore
diurne e notturne in dodici parti ciascuna: per le ore diurne usavano
regolare il tempo con le meridiane, mentre per le ore notturne si
servivano di un orologio stellare, ovvero osservavano le posizioni di 24
stelle brillanti. Le ore così misurate sia di giorno che di notte avevano
una durata diversa a seconda della stagione, mantenendo comunque una
durata media di 60 minuti. Successivamente, per le ore notturne vennero
introdotti i "decani", ovvero 36 stelle poste in una fascia a sud
dell'eclittica, ognuna delle quali indicava con maggior precisione l'orario[
  Astronomia greca


    Gli antichi greci sono stati i primi a tentare una
spiegazione degli eventi senza tentare il ricorso a cause
 soprannaturali. La filosofia greca è osservazione
    razionale della natura, in un movimento
       centrifugo, dallo spirito alle cose.
• I primi astronomi greci
• L'ultimo grande astronomo
  dell'antichità
Nella storia dell’astronomia hanno quindi diritto
di cittadinanza i primi filosofi greci che troviamo,
prima che nella stessa madrepatria, nelle colonie
della Magna Grecia e della Tracia. Tra questi
troviamo Talete e Anassimandro.
Talete di Mileto, primo filosofo greco e attento viaggiatore, fece
tesoro delle conoscenze e degli studi di Babilonesi ed Egizi,
proponendo una teoria a metà strada tra la mitologia greca e le
scoperte scientifiche di quel tempo..
Egli riteneva, come gli stessi Babilonesi, che la Terra fosse piatta e
galleggiasse sull’acqua come un pezzo di legno.

Anassimandro fu l'inventore dello gnomone per
rilevare l'altezza del Sole e della Luna e quindi
l'inclinazione dell'eclittica. Egli riteneva il mondo
un cilindro posto al centro dell'universo con i
corpi celesti che vi ruotano attorno, supponendo
l'esistenza di mondi infiniti in tutte le direzioni, e
avendo così la prima intuizione del principio
cosmologico.
Tolomeo da Alessandria, elaborò la più compiuta
  sintesi astronomica dell’antichità, passata alla
  storia come “ALMAGESTO”.
  Propose la cosiddetta teoria tolemaica o
  geocentrica. Secondo tale teoria, il Sistema Solare è
  una grande sfera; la Terra, piatta e immobile, sta al
  centro di questa sfera e attorno a essa ruotano su
  una serie di sfere concentriche il Sole, la Luna e gli
  altri pianeti. Il tutto è circondato dall’ultima sfera,
  quella delle stelle fisse, che segna il confine
  dell’Universo.
  La teoria tolemaica dominò l’astronomia per tutto
  il Medioevo. Benché con il passare dei secoli e con il
  moltiplicarsi delle osservazioni astronomiche furono
  notati dei fenomeni che contraddicevano questa
  teoria, le vennero apportate solo delle modifiche:la
  teoria tolemaica fu universalmente accettata per
  almeno 1500 anni.
                    Il Medioevo
Durante il Medioevo, nel mondo occidentale l'astronomia faceva parte del
  corso ordinario di studi (nel cosiddetto quadrivio): La massima sintesi del
  pensiero astronomico medioevale è senza dubbio nell’opera di Dante
  Alighieri. Dalle molte citazioni astronomiche dantesche nella Divina
  Commedia è possibile costruire un quadro organico e assai preciso della
  visione dell’universo nel Medioevo, basato sulla visione tolemaica della
  Terra immobile al centro dell‘universo e con le stelle e i pianeti che ruotano
  intorno ad essa.
               “ … Già era ‘l Sole a l’orizzonte giunto
                    lo cui meridian cerchio soverchia
                   Ierusalem col suo più alto punto..”
Il concetto di orizzonte è fondamentale per chi osserva il cielo:l’orizzonte
   separa ciò che si vede da ciò che non si vede. In particolare in questa
   terzina Dante ci informa che in quel momento il Sole stava tramontando
   per Gerusalemme. Questa però non è l’unica citazione che troviamo nelle
   cantiche.
        Il Cinquecento
•   Nicolò Copernico e la sua teoria eliocentrica
•   Tycho Brahe
Si può ben affermare che l'astronomia
   moderna cominci da Niccolò Copernico.
   Le premesse fondamentali della teoria
   copernicana consistono nell’asserzione
   che la Terra ruota per la durata di una
   giornata sul proprio asse e, nell’arco
   dell’anno, attorno al Sole. Copernico
   dimostrò inoltre che i pianeti ruotano
   attorno al Sole e che la Terra, ruotando,
   effettua una precessione sul suo asse
   (oscilla come una trottola). La teoria
   copernicana manteneva numerose
   caratteristiche della cosmologia, incluse
   le sfere che sostenevano i pianeti e le
   sfere finite più esterne, che sostenevano
   le stelle fisse.
Copernico ottenne numerosi successi tra
  Galilei,Keplero e Tycho Brahe.
  Galilei venne a sapere dell'invenzione
  del telescopio; dopo essersi
  documentato, ne costruì uno
  migliorandone le prestazioni e gli
  ingrandimenti. Quando lo puntò
  verso il cielo, le sue osservazioni
  rivelarono un universo mai visto
  prima: la Luna aveva una superficie
  scabrosa, Giove era circondato da
  quattro satelliti che gli ruotavano
  intorno, la Via Lattea era risolta in
  milioni di stelle, Saturno mostrava
  uno strano aspetto, mentre Venere
  aveva le fasi come la Luna.
Osservò una stella luminosa quando Venere era nella
costellazione di Cassiopea:era una nova. A seguito di
questo fenomeno che seguì per 18 mesi sino a che la stella
non scomparve del tutto, il cielo,che era detto delle “stelle
fisse” aveva subito uno strano fenomeno. Cercò di spiegare
il fenomeno pensando ad un’origine sublunare e quindi
molto vicino alla terra, ma in questo caso avrebbe dovuto
notare uno spostamento di parallasse, cosa che non
riscontrò; quindi pensò ad un corpo oltre la “sfera” della
luna. Inoltre a seguito del passaggio di due comete dedusse
che questi corpi tanto variabili si dovessero trovare oltre
l’orbita lunare. Cominciava quindi a cadere l’idea delle
sfere associate al sole, alla luna e ai pianeti, come pensava
Copernico. Brahe tra l’altro non credeva totalmente al
copernicanesimo, infatti era convinto che i pianeti
ruotassero attorno al sole e che a sua volta tutti
orbitassero attorno alla Terra immobile.
           Il Seicento
• Galileo Galilei e la reazione della chiesa
  cattolica
• Keplero
Nel 1609, Galileo Galilei venne a sapere
  dell'invenzione del telescopio; dopo essersi
  documentato, ne costruì uno migliorandone
  le prestazioni e gli ingrandimenti. Quando lo
  puntò verso il cielo, le sue osservazioni
  rivelarono un universo mai visto prima: la
  Luna aveva una superficie scabrosa, Giove
  era circondato da quattro satelliti che gli
  ruotavano intorno, la Via Lattea era risolta
  in milioni di stelle, Saturno mostrava uno
  strano aspetto, mentre Venere aveva le fasi
  come la Luna. Tuttavia, dopo aver
  pubblicato il “Dialogo sopra i massimi
  sistemi del mondo”, le idee di Galileo furono
  considerate eretiche, quindi fu chiamato ad
  abiurare. La commissione che giudicò Galileo
  era tra l’altro la stessa che mandò al rogo
  Giordano Bruno nel 1600, il quale asseriva
  che l’universo è infinito..
Giovanni Keplero nel 1600 andò a Praga a
  lavorare come assistente di Brahe, e due
  anni dopo venne nominato suo successore.
  Studiando l'orbita di Marte, si accorse
  dell'esistenza di incongruenze tra teoria e
  pratica; Keplero capì che per limitare
  gli errori di calcolo l'unico modello che
  potesse spiegare il moto fosse quello
  ellittico, con il Sole in uno dei fuochi. Con
  tale deduzione Keplero gettò le basi della
  meccanica celeste; le tre leggi di Keplero
  infatti, furono una vera e propria
  rivoluzione, abbattendo l'ultima barriera
  ideologica che permaneva come idea
  medioevale: il fatto che le orbite dei
  pianeti fossero circolari. Keplero ci dà
  anche un resoconto delle osservazioni
  relative alla cometa apparsa nel 1607 che
  diverrà la cometa di Halley, e di altre tre
  comete apparse nel 1618.
Egli condivideva con Brahe la
  convinzione che le comete fossero di
  origine celeste e che si muovessero
  in orbite rettilinee e che quindi una
  volta passate vicino alla terra non
  ricomparissero più; inoltre confermò
  le idee di Fracastoro e Apianus che
  le code delle comete si dispongono
  sempre in direzione opposta al sole,
  e che pertanto esse nascessero dalla
  penetrazione dei raggi solari.        Sistema solare
  Purtroppo in mezzo a tante              secondo Keplero
  concezioni corrette vi era ancora la    nel Mysterium
  propensione a pensare che le comete     Cosmographicum
  potessero influenzare il destino
  degli uomini.
       Il settecento
• Friedrich Wilhelm William Herschel
• Giuseppe Luigi Lagrange
• la teoria di Kant-Laplace.
Nel 1781 con un modesto telescopio da
18 cm, scoprì Urano. Questa scoperta, che
lo fece divenire astronomo del re, fu
totalmente casuale: facendo conteggi
stellari per determinare la forma della
galassia, notò la presenza di un astro
non era una stella, perché aumentando
gli ingrandimenti notava un dischetto
circolare. Pensava di avere scoperto una
cometa ma,osservato il moto della
presunta cometa, si comprese solo più
tardi che egli aveva scoperto un pianeta..
Herschel lo voleva chiamare Georgium
Sidus in onore del re Giorgio III, altri
preferivano Herschel o Hypercronicus
finché ci si accordò per Urano.
Giuseppe Luigi Lagrange sviluppò un
  modello di meccanica celeste molto
  più complesso e preciso. Egli notò che
  era possibile esprimere la legge di
  Newton in termini di azione di un
  campo di forza che riempie lo spazio
  in modo continuo. In questo modo
  egli teneva ormai in considerazione gli
  effetti delle perturbazioni causate da
  altri pianeti su diversi valori come:
  inclinazione dell'orbita, direzione e
  lunghezza dell'asse maggiore,
  eccentricità dell'ellisse. Risultava così
  che i corpi celesti, pur mantenendo la
  loro orbita stabilita nel tempo,
  subivano molteplici influenze da
  parte degli altri pianeti.
Kant e Laplace riproposero l'idea di una
nebulosa primitiva, da cui si formarono
sia il Sole che i pianeti. Secondo Laplace
la nebulosa si contrae per effetto della
gravitazione e la sua velocità rotazionale
cresce sino a quando non collassa in un
disco. In seguito gli anelli di gas, che così
si generano, sono rimodellati e vanno a
condensarsi in strutture che portano alla
formazione dei pianeti e dei loro satelliti.
Questa teoria, tuttora accreditata, spiega
ad esempio il perché i pianeti gassosi si
siano mantenuti all'esterno del sistema,
nonché la disposizione uniforme sul piano
dell'eclittica. Essa però mantiene delle
incongruenze, ad esempio non si sa per
quale motivo il materiale nebulare si
sarebbe dovuto aggregare.
           L'Ottocento
Il 23 settembre del 1846 si ebbe la scoperta di Nettuno
Insieme ad Urano, è tra i primi pianeti a essere stati scoperti
dall’antichità e questa scoperta rappresenta una tappa
fondamentale della ricerca astronomica perché segna il
passaggio da un Sistema Solare che è ancora quello
osservabile a occhio nudo, a uno in cui gli strumenti
diventano protagonisti assoluti e imprescindibili del metodo
di ricerca. L’esistenza di due nuovi pianeti allargava
enormemente i limiti del Sistema Solare oltre la sfera nella
quale anticamente si pensava si trovassero i cinque pianeti
conosciuti (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno).
Perdeva ogni mistero anche il numero di sette astri mobili in
cielo, ottenuto aggiungendo ai cinque pianeti il Sole e la Luna
e rimasto inalterato per la sostituzione copernicana della
Terra all’astro maggiore.
         Il Novecento

Nell’immediato dopoguerra le scoperte astronomiche
       subirono un cambiamento enorme a causa
  dell’astronautica. La differenza sostanziale con il
passato fu nella possibilità di scoprire i meccanismi e
        le proprietà dei pianeti non più solo con
 l’osservazione da terra, ma anche con l’esplorazione
diretta tramite sonde automatiche. La storia moderna
        dell’astronomia quindi divenne la storia
    dell’evoluzione tecnica dell’astronautica e delle
           scoperte fatte dalle sonde spaziali.
              I nuovi traguardi:

•   Plutone
•   Venere
•   Marte
•   Lo sbarco sulla Luna
•   Giove
•   Mercurio
•   Le ultime imprese spaziali
 Percivall Lowell, fondò e finanziò la costruzione
di un grande osservatorio in Arizona a Flagstaff.
Pensò alla possibilità di vita su Marte e alimentò
l’idea che i canali fossero artificiali. Ma oltre
questo, Lowell fu uno di quegli astronomi che
credeva nella possibilità che oltre Nettuno vi fosse
un pianeta; Ma anche se egli spinse molto la
ricerca del pianeta non trovò nulla. Solo nel 1930
dallo stesso osservatorio di Lowell un giovane
astrofisico Clyde Tombaugh, usando lastre
fotografiche, scoprì casualmente il nono pianeta,
chiamato poi Plutone.
Nel 1962 il Mariner2 fu il
 primo satellite ad atterrare
 su Venere, scoprendone la
 composizione
 dell’atmosfera le elevate
 temperature e la notevole
 pressione superficiale.
Marte, invece, fu esplorato per
 primo nel 1965 dal Mariner4
 che inviò sulla terra le prime
 foto del pianeta svelando una
 superficie arida e craterosa; fu
 infatti questa missione a far
 crollare definitivamente la
 convinzione che su Marte vi
 abitassero creature aliene,
 scoprendo che i cosiddetti
 “canali di Marte” erano
 solamente dei canyon naturali
 e non strutture artificiali.
Il 1969 fu il grande anno dello
sbarco dell’uomo sulla Luna con
l’Apollo11, un evento
importante per la storia
dell’uomo, poiché segnò una
conquista tecnologica e
scientifica di grande portata
storica. Le missioni Apollo
consentirono di conoscere più a
fondo il satellite, grazie anche ai
campioni di roccia lunare.
Nel 1974 fu la volta
 del Mariner10
 che sorvolò Mercurio
 facendoci vedere per
 la prima volta la sua
 superficie craterosa,
 scoprendo anche la
 presenza di una
 tenuissima
 atmosfera
Nel 1972 partì la prima sonda il
 Pioneer10, la quale fu anche la
 prima a sorvolare Giove
 fotografandone la superficie e la
 macchia rossa. La sonda svelò
 ancor più la natura gassosa del
 pianeta, che dopo alcuni sorvoli
 mutò la sua rotta per uscire per
 prima dal sistema solare in
 direzione perpendicolare all’asse
 dell’eclittica. Il Pioneer11 partito
 un anno dopo sorvolò Giove
 scoprendone anche gli anelli, e
 rilevando un intenso campo
 magnetico;
• Nel 1985 la sonda Giotto segui un passaggio ravvicinato con
  la cometa halley fotografando per la prima volta un nucleo
  cometario.
   Il 1990 è stato l’anno del telescopio di hubble, strumento
  fondamentale per l’osservazione del cielo ad altissima
  risoluzione. Superati i primi momenti critici,con la necessità di
  ovviare con una missione suppletiva i difetti di ottica dello
  strumento, il telescopio ha avuto successo

.
    •Nel 1979 papa Giovanni Paolo II ordinò un'indagine
    sulla condanna dell'astronomo e nell'ottobre del 1992 la
    commissione papale riconobbe l’errore del Vaticano, cancellando
    la sua condanna
              Il duemila

L'osservazione dei corpi del Sistema Solare, grazie alla
 sonde spaziali, negli ultimi decenni ha compiuto passi
 da gigante, attraverso strumenti sempre più avanzati. I
 progressi tecnologici e la possibilità di inviare telescopi
 nello spazio, hanno aperto la strada a branche
 dell'astronomia del tutto nuove, Le cosiddette "nuove
 astronomie " , che hanno fatto luce su un Universo
 prima quasi sconosciuto, su una serie di fenomeni che
 non si manifestano, o si manifestano solo parzialmente,
 nella banda della radiazione visibile.
2009: “Anno dell’
   astronomia”
Il cammino della proposta era iniziato nel 2003 a
  Sidney, al Convegno della Unione Astronomica
  Internazionale, IAU. L'Anno Internazionale
  dell'Astronomia rappresenta un'ottima opportunità
  per dare visibilità e ritorno di immagine all'Italia, che
  ha svolto un ruolo determinante in tutte le sedi
  internazionali e che è inoltre, la patria di Galileo
  Galilei che nel 1609, giusto 400 anni fa, a Padova
  alzò per la prima volta al cielo il suo cannocchiale.
  Attraverso l'osservazione del cielo, si invitano i
  cittadini di tutto il mondo, e soprattutto i giovani, a
  riscoprire il proprio posto nell'Universo, il senso
  profondo dello stupore e della scoperta, le ricadute e
  l'importanza della scienza sulla vita quotidiana e
  sugli equilibri globali della società.
… Nel passato L'uomo osservava il cielo per
     ricavare dai suoi fenomeni periodici un
      calendario, da poter utilizzare per la
     propria vita quotidiana; misurava con
    precisione la posizione delle stelle per
        orientarsi durante la navigazione;
 trasformava le osservazioni meteorologiche
 in previsioni utili per l'agricoltura. Il cielo
     faceva parte dell'ambiente dell'uomo,
 esattamente come la terra o il mare; era un
        luogo ricco di segni e simboli da
    interpretare; era fascino, castigo divino,
                    presagio...
..Oggi la tecnologia ha risolto problemi come
     la misura del tempo o l'orientamento, Le
   scoperte scientifiche ci hanno gradualmente
     distaccato dall'atteggiamento "divino" e
    "magico" verso il cosmo, tipico dell'uomo
     del passato. Satelliti e sonde, telescopi
     spaziali e terrestri ci offrono immagini di
    oggetti lontanissimi. Per questo abbiamo
   perso l'abitudine a guardare il cielo, anche
   se qualcuno ancora ne subisce il fascino…
Bibliografia:
• Giorgio Abetti, Storia dell'astronomia, Firenze, Vallecchi
• Storia dell'astronomia di Cambridge, Rizzoli, 2001. EAN
  9788817125901
• John Gribbin, Enciclopedia di Astronomia e Cosmologia, 2a
  ed, Garzanti libri, 2005. ISBN 8811505178
• Giovanni Godoli, Sfere armoniche. Storia dell'astronomia
The end

								
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