Maria Callas - DOC - DOC by 32K80tw

VIEWS: 6 PAGES: 3

									Maria Callas
Videoarchivio dell’Opera e del Balletto                                 domenica 15 ottobre 1989


   Contrariamente ad altri incontri che sono su un argomento ben        mente strutturato in due parti: una parte concerto vero e proprio in
specifico, ad esempio «Verdi visto da Ronconi», qui abbiamo             abito da sera, anche se c’era il coro, con scene dalla Norma,
dovuto intitolare «Maria Callas», perché, nonostante l’importanza       l’aria dal Barbiere di Siviglia, e la scena della torre dal Trovatore; e
anche come attrice di questa artista, il materiale filmato è            anche questi sarebbe interessante poterli vedere perché col viso, con
pochissimo. Questo per vari motivi, il primo dei quali è che            le mani, la Callas recitava in modo molto abile. Vediamo, adesso,
negli anni ‘40 e ‘50 non si pensava di filmare l’opera: il              la seconda parte di quel concerto, che fu il secondo atto della
problema dell’opera filmata è un problema posteriore, diciamo           Tosco, scelto ovviamente per un pubblico francese che poteva
che si è cominciato a porre alla fine degli anni ‘50 col boom della     riferirsi a Sardou; c’era uria tradizione per cui poteva fare un
televisione. Ovviamente i famosi film opera di cui tanto si parla       paragone con il ricordo di Sarah Bernhard!, e quindi, alcune
oggi sono degli ultimi dieci anni circa; inoltre, il materiale su cui   critiche del giorno dopo dissero: «La Callas è la Bernhard!
certi frammenti della Callas in azione in scena sono stati ripresi      dell’opera». Non vedremo tutto il secondo atto, perché l’inizio ci
era il cosiddetto vidigrafo televisivo, che non rendeva e si è          interessa di meno; assisteremo a partire dall’ingresso di Tosca.
sbriciolato molto presto. Per fare un esempio, quei pochi che nel       Vorrei premettere però che c’è una ripresa con una lente
‘55 avevano la televisione, hanno potuto assistere al primo atto        deformante che allunga le figure, quindi la Callas sembra ancora
della Sonnambula con la regia di Visconti, ma non esiste più            più magra, alta e slanciata di quello che effettivamente era, con i
questo documento, non tanto perché qualche fantomatico                  lineamenti molto aguzzi; non so se presenta un’immagine di Tosca
collezionista l’avrebbe rubato dagli archivi di via Teulada, ma         molto bella, e la recita anche in modo piuttosto distante e stilizzato,
probabilmente perché è andato in briciole, non si è pensato a           che come constateremo è ben diverso dallo stile che le ha spiegato
conservarlo, erano pellicole molto fragili; per cui,                    e imposto Zeffirelli sei anni dopo. Era ancora una Tosca
paradossalmente, il primo documento completo della Callas è del         probabilmente in evoluzione quella che la Callas presentava nel
1958, quando in realtà la camera della Callas si avviava a una          ‘58: lo stesso Tito Gobbi nelle sue memorie (lo dicono tutti,
parabola discendente; sappiamo, per esempio, che le recite del          forse non è vero) afferma di averle dato dei consigli scenici perché
Messico nel ‘51 sono state riprese in televisione, ma si ignora se      alle prove l’aveva vista piuttosto rigida, piuttosto impacciata;
questo materiale sia stato conservato, e io mi permetto di dire         Gobbi sostiene che non c’era neanche una regia in questa Tosco
che, vista l’importanza di quest’artista, se qualche cosa esistesse,    del ‘58, che c’era stata una specie di volontà di sabotaggio per
sarebbe saltato fuori. Per cui, quello che esiste, io penso, salvo      cui lui arrivò e trovò un caos totale. Allora disse che avrebbe
sorprese imprevedibili, è quello che c’è. Ed è molto poco. Gli          deciso lui cosa fare in scena. Anche la Callas, lui dice, gli fu molto
unici documenti completi della Callas che recita e canta in teatro      grata di questo fatto; quindi Gobbi si attribuisce la regia di questo
sono due secondi atti della Tasca, ripresi in condizioni che oggi ci    secondo atto di Tosco. Probabilmente in parte è vero, perché aveva
sembrano piuttosto precarie, ovviamente in bianco e nero; tutti         una lunga carriera alle spalle, era un grosso attore e cantante.
sappiamo che la Tasca è un’opera che la Callas faceva                   Come Scarpia sappiamo che è stato archetipico, quindi nel ‘58 si
splendidamente, ma, dovendo scegliere, certamente ci sono opere         sentiva ancora in grado, perlomeno in quest’opera, di dare lezioni
che avremmo preferito vedere che non sono Tasca: avremmo                di recitazione alla Callas.
voluto vedere come interpretava Norma, Medea, Lady Macbeth,                Ho detto che la Callas fa molto la primadonna distaccata e
Anna Bolena, ruoli a lei molto più confacenti anche proprio per         disdegnosa, ed è un aspetto della Tosco che mi sembra valga la
motivi vocali. Tra l’altro sembra che esista - io però non l’ho mai     pena di sottolineare; vedremo che con Zeffirelli fa tutta un’altra
visto - un altro secondo atto della Tasca, fatto nel ‘56 allo «Ed       cosa, anche perché la voce del ‘64 era molto più consumata che
Sullivan Show», alla TV americana; ma anche se questo                   nel ‘58, quindi la creazione scenica doveva essere molto più
documento saltasse fuori, sarebbe comunque ancora un                    dettagliata, molto più coinvolgente.
documento del secondo atto di Tasca, quindi non credo che possa           (visione)
aggiungere molto a quello che già possediamo. Tra l’altro, la
cantante americana Rosa Ponselle, proprio nelle sue memorie, si è          Teniamo presente che in questo finale di Tosco che abbiamo
permessa di criticare questa teletrasmissione dal punto di vista        visto la concezione registica era che Tosca fosse una gran dama,
della recitazione della Callas, dicendo: «Escludo che una diva          una primadonna che disprezza Scarpia nel modo più assoluto, ne
dell’epoca di Tasca non sapesse maneggiare lo strascico del suo         ha un assoluto disgusto ed è ben decisa a pugnalarlo, laddove la
vestito». Intendeva che la Callas era a disagio nel costume con lo      concezione di Zeffirelli nel ‘64 modificherà un po’ questi
strascico, e perciò la criticava proprio sul piano della recitazione.   parametri. Io credo che si possa intuire forse la recitazione della
   In ogni caso, il primo frammento che possiamo vedere fin             Callas, anche se come abbiamo visto l’obiettivo era un po’
d’ora è una cosa brevissima, tecnicamente precaria e soprattutto        deformante, e ovviamente le condizioni di grana della pellicola
muta. È tratto dalla prova generale della Madama Butterfly di           sono quelle che sono.
Chicago, del novembre ‘55; quindi da veramente una scarsissima             Adesso vorrei far vedere, anche se non si tratta di una
idea di quella che poteva essere la recitazione della Callas, anche     recitazione in scena con costumi, due brani di un concerto molto
perché è un filmato amatoriale che dura trenta secondi (l’ingresso      bello che la Callas ha dato ad Amburgo nel maggio del ‘59, poco
di Butterfly, e due parole scambiate con il tenore, che era Di          prima di incontrare Onassis, quindi poco prima dell’abbandono
Stefano).                                                               delle scene; è un documento storico. Io ho scelto di trasmettere
                                                                        di seguito due brani totalmente opposti: la cavatina di Lady
  (visione)
                                                                        Macbeth e l’aria dal Barbiere di Siviglia. Per quanto riguarda
  Quando invece si passa a una documentazione vera e propria di         Lady Macbeth sono tutti d’accordo che si tratta di una delle più
quella che è l’arte della Callas dobbiamo basarci sul grande            grandi interpretazioni della Callas, soprattutto proprio dal punto di
concerto che ha dato nel dicembre ‘58 all’Opera di Parigi che fu        vista vocale; la presenza di questi colori di voce scuri, cupi,
molto abil-                                                             tragici, anche malvagi: il disco
della Callas alla Scala nella parte di Lady Macbeth è giudicato             Da questo filmato sembra anche che si agitasse parecchio: ma
giustamente storico. Nella sede di un concerto, come vedremo, un         è perché probabilmente questa persona che aveva il Super 8 si era
acuto del recitativo le sfugge un po’ dal controllo, lei se ne           infilata nell’orchestra e aveva potuto riprendere solo determinati
accorge, e fa un gesto ironico con la mano come per dire:                frammenti; è una pallida idea di quella che poteva essere la Medea
«andiamo bene!»; rientra subito in atmosfera, e col viso e con le        di Cherubini, anzi di Cherubini-Lachner, perché la Callas la
mani rappresenta veramente una grande Lady Macbeth. Tre                  faceva nel rifacimento della metà dell’800 con i recitativi
secondi dopo passa a Resina, che è stato un suo personaggio              orchestrati e poi tradotto in italiano, quindi non faceva un’opera
molto criticato, contestato, poiché reso in modo molto sarcastico,       del ‘700 francese, bensì un prodotto ambiguo, molto teatrale, che
molto ironico; presentava sempre questa figura di donna molto            si appoggiava praticamente tutto alle sue risorse di cantante e di
alta, molto statuaria, molto imponente, e probabilmente queste           interprete; direi che possiamo vedere questo frammento dalla
erano cose che davano fastidio alla critica dell’epoca, che voleva       generale della prima di Medea fatta alla Scala nel dicembre del
le Rosine piccoline, forse voleva anche delle voci più infantili,        ‘61, diretta da Thomas Schippers; vediamo anche Nicolai
più fanciullesche, più morbide, più dolci. La Callas rendeva la          Ghiaurov, giovanissimo, che faceva Creonte, e la Simionato che
Rosina molto ironica e sarcastica, come era nella sua personalità;       era la nutrice di Medea, Neris.
però direi che nelle circostanze dei dischi e dei concerti cantava
                                                                           (visione)
molto bene questo ruolo; quindi escluderlo come hanno fatto
cerumi nelle rassegne discografiche, «una Rosina ventriloqua, una           La Callas rifiutava di elaborare il suo approccio ai ruoli, però
Rosina tutta sbagliata, una Rosina stridula», non mi sembra una          contemporaneamente non ha permesso che si lasciassero
valutazione giusta.                                                      documentazioni intere delle sue grandi opere che sono la Norma,
   Adesso vedremo, diretta da Nicola Rescigno, la Callas nel             la Medea, la Traviata, Anna Balena. Zeffirelli le è sempre stato
maggio ‘59 che ad Amburgo canta Nel dì della vittoria con la             dietro con molta ostinazione, le ha sempre scritto, l’ha sempre
lettura della lettera di Lady Macbeth e la prima parte della             contattata, l’ha sempre importunata e scocciata perché si facesse
cavatina, perché non c’è la cabaletta O tutti sorgete, che               qualche cosa; l’unico risultato fu che in occasione del grande
probabilmente già nel ‘59 le poneva grosse difficoltà nel                ritorno alle scene nel febbraio ‘64 nella Tosco di Londra, il
registro acuto; e subito dopo Una voce poco fa... Il contrasto tra i     secondo atto venne filmato; dobbiamo premettere che la
due personaggi non poteva essere più marcato: la regina tragica e        telecamera non intendeva fare un omaggio alla Callas
la pupilla sivigliana di Rossini. E mi pare anche che distruggere        piazzandosi sopra di lei; in realtà la telecamera riprende chi sta
la Rosina della Callas non abbia molto senso perché la tecnica e         cantando in quel momento; mentre le controscene e le reazioni
la scuola vocale mi sembrano assolutamente notevoli; e proprio           della Callas erano sempre molto interessanti da vedere. Vorrei
questa alternanza di colori di contralto con colori di soprano           specificare che la concezione zeffirelliana partiva da alcuni punti
leggero è, anche tecnicamente, una prova veramente ottima.               che si possono condividere o meno, ma che erano molto nuovi
                                                                         all’epoca: cioè che Tosca era una contadina che era diventata la
  (visione)
                                                                         primadonna di Roma, che le sue origini erano umili; lui diceva:
   II documento che presentiamo adesso in gran parte ci riporta sul      «la vedo come la Magnani del suo tempo, una donna cialtrona,
discorso di come filmare l’attività della Callas in scena. La            disordinata»; questo magari si notava meglio nel primo atto; e
Callas si è sempre opposta ed ha anche rifiutato le trattative di        naturalmente Zeffirelli, per introdurre un elemento di originalità,
Zeffirelli che per anni ha cercato di convincerla di filmare sia la      convinse la Callas a recitare il secondo atto come una donna che in
Tasca sia la Traviata; credo che Zeffirelli addirittura avesse già       fondo è fisicamente attirata da Scarpia; è una concezione che io
trovato finanziamenti, organizzato la troupe cinematografica...          personalmente non condivido perché dopotutto quest’uomo ha
però di mettersi a fare un film la Callas non se l’è mai sentita.        torturato l’amante di Tosca, è una creatura veramente crudele e
   Vedremo un breve frammento di tre minuti e mezzo - quattro            spregevole; ma nella concezione di Zeffirelli la coltellata a
minuti, presi “di straforo” all’insaputa della Callas, in parte da un    Scarpia è veramente una decisione dell’ultimo minuto mentre
palco laterale, in parte dall’orchestra della Scala durante la           nell’edizione di Parigi abbiamo visto che Tosca si recava al
generale della Me dea fatta nel dicembre del ‘61. Questo filmato         tavolo a bere un po’ di vino, vedeva il coltello, lo nascondeva
tra l’altro è stato montato in modo erroneo: prima si vede il            dietro la schiena, pronta a colpire. Qui vedremo che si crea una
secondo atto, poi si vede il primo, poi si vede il terzo: questo si      notevole tensione perché questa Tosca sembra quasi accettare il
capisce dai costumi. Si tratta di un montaggio di frammenti di           patto di Scarpia, e quindi va a bere un po’ di vino per fortificarsi
varie occasioni. Infatti, ad un certo punto, si intravede Schippers in   per quello che seguirà, poi vede il coltello e ci riflette molto a
maglietta, il che dimostra che parte del filmato è stato girato          lungo, in questo senso lo sguardo della Callas sul coltello di Tosca
durante una prova. Poi, invece, compaiono i cantanti in costume e        è impressionante, da un certo brivido. Visto che si tratta di un
il direttore con il cravattino bianco. Segue un’intervista molto         documento migliore sul piano tecnico, noi vediamo tutto quello che
breve, alla fine della quale viene chiesto alla Callas: «Come mai è      fa la Callas nel secondo atto di Tosca, compreso il famoso Vissi
così difficile intervistarla?», e lei dice: «perché in fondo non è       d’arte... Potrete anche vedere che forse la cantante non è al
facile parlare di arte». In fin dei conti non ha torto, cioè se un       meglio, perché uno dei suoi tratti distintivi era la bellezza dei suoi
cantante ha da dire qualcosa la dice in scena, è inutile cercare di      grandi occhi scuri, e qui non so perché sembra che abbia il
interrogarlo dopo, perché hai fatto questo, perché hai fatto quello,     raffreddore. Non ha i bellissimi occhi che l’hanno caratterizzata
come fai a fare questo... i cantanti sono sempre incapaci di             finora nei filmati che abbiamo visto. Ma la recitazione è
spiegare perché raggiungono certi risultati. A proposito di questo       ovviamente molto più curata, dettagliata che a Parigi, dove non
filmato che - devo premettere - non è bello tecnicamente, si nota        ci fu praticamente neanche il tempo di discutere un attimo come
quello che è stato descritto come la grandezza della Callas: si          recitare; ci sono vari dettagli, quando si sfila i guanti, per esempio,
diceva che gli elementi che colpivano anche il loggione erano gli        tutto l’interplay con Scarpia, che corrispondono proprio alle
occhi, le mani, il modo di camminare, e anche la capacità di stare       intenzioni di Zeffirelli, cioè che questa Tosca era in qualche modo
ferma, immobile; c’è a un certo punto la scena dell’ingresso che         fisicamente attirata da Scarpia. In un certo senso funziona, io non
sembra una fotografia: per alcuni secondi la Callas resta                sono d’accordo, ma è una concezione della Tosca che può
perfettamente immobile, perché l’entrata di Medea deve                   andare. La Tosca si svolge il 1° giugno 1800, quando si presume
terrorizzare, deve avere un impatto notevole, l’ingresso della           che a Roma faccia molto caldo; qui vediamo caminetti accesi,
magia, dell’oscuro, del terrore, in una reggia dove tutto sembrava       ambienti claustrofobici, costumi pesanti: la Callas era in velluto
chiaro e razionale; poi uno degli armigeri si muove e allora ci          rosso contro quello di seta chiara che aveva a Parigi, quindi è una
rendiamo conto che in realtà è un filmato.                               cosa estremamente angosciosa, una specie di inferno bollente; il
                                                                        della sua statura; direi che insieme creano una scena che può
Luogo dove torturano Cavaradossi è nel sottosuolo, si apre una
                                                                        ancora tenere desta l’attenzione, non è per niente invecchiata,
botola e si vede che è stato portato giù da una scaletta; proprio una
                                                                        anche se ormai è passato un quarto di secolo. Volevo concludere
specie di anticamera dell’inferno, il secondo atto della Tasca di
                                                                        dicendo che il materiale sulla Callas è molto più ampio di questo:
Zeffirelli; coesistente con questo elemento di attrazione-repulsione
                                                                        sarebbe bello, per esempio, poter ottenere dalla TV francese
che Tosca prova per Scarpia. Siamo a Londra il 9 febbraio ‘64 al
                                                                        l’intero concerto del ‘58 in buone condizioni, che io vidi in
Covent Garden; Scarpia: Tito Gobbi, Cavaradossi: Renato Cloni.
                                                                        Trastevere nel ‘79. Penso che sarebbe possibile tentare di riavere
  (visione)                                                             questo filmato in prestito. Il discorso «Callas» potrebbe essere
                                                                        ripreso, anche con altri materiali, in un futuro, l’anno prossimo,
   Volevo precisare che quello che abbiamo visto oggi è il fior fiore
                                                                        essendo questa un’artista che non invecchia mai, anzi, il tempo
di quello che esiste della Callas; una morale che si potrebbe trarre
                                                                        gioca a suo favore. Non sono venute fuori cantanti-attrici a questo
da questo è che forse la Callas era in anticipo sui tempi e che
                                                                        livello dopo di lei. Forse qualcuna in qualche ruolo, o dal punto
nessuno ha pensato di fissare definitivamente una sua
                                                                        di vista vocale potrà fare meglio, ma la personalità e l’impatto
interpretazione tranne, appunto, Zeffirelli che dal ‘55-’56 l’ha
                                                                        scenico sono assolutamente ineguagliabili.
molto tormentata perché si potesse fare questa cosa, ma lei stessa
era contraria a fermare su pellicola una sua interpretazione                                                             Gina Guandalini
integrale; e già è qualche cosa che ci siano i documenti di Parigi
e di Londra, che possono dare l’idea di quello che era l’elettricità
della Callas in scena, anche soprattutto quando aveva dei partners
del suo livello, perché mi sembra che, con tutti i rilievi che si
possono fare di gusto, di emissione, Tito Gobbi è tutt’ora uno
Scarpia di forza notevole; e lei reagisce proprio a una personalità

								
To top