OCCIDENTE #74 - 13/03/2012

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OCCIDENTE #74 - 13/03/2012 Powered By Docstoc
					Governo Monti : un Potere Inaudito, mai visto, malissimo usato (Pag. 3)


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“Se l’Occidente si alza per difendersi, sotto un altro nome, con un altro viso e con
niente che sia la proiezione del Passato, rinascerà l’Ordine di Sparta.” -M Bardèche-

Palermo------------------n° 74----------------14 Marzo2012
                                                                                                                               !
                                                                                           I giornali hanno pubblicato ampi
                                                                                           resoconti della kermesse del
                                                                                           movimento di De Benedetti “Libertà e
                                                                                           Giustizia”. Molti l’hanno interpretata
                                                                                           come una rottura rispetto al governo
                                                                                           Monti. Può darsi. Però non sembra che
                                                                                           ci sia una rottura, bensì una naturale
                                                                                           armonia tra Monti e De Benedetti.
                                                                                           Perché De Bendetti e Monti
                                                                                           frequentano gli stessi circoli di
                                                                                           riferimento internazionali. De
                                                                                           Benedetti sa che Monti, anche per
                                                                                           questioni anagrafiche, non intende
                                                                                           candidarsi nel 2013 e che preferisce il
                                                                                           ruolo, a lui più consono, di Grande
                                                                                           Tecnico, pronto, semmai, a tornare in
                                                                                           servizio in caso di nuova crisi
                                                                                           finanziaria. Sia Monti che De
                                                                                           Benedetti sanno che i due grandi
                                                                                           partiti Pd e Pdl, sono logori, come
                                                                                           erano logori Psi, DC e Pci ai tempi
                                                                                           della Prima Repubblica. De Benedetti
                                                                                           non vuole rompere con Monti, bensì
                                                                                           cerca di garantirne la continuità
                                                                                           ovvero a posizionare in un futuro non
                                                                                           lontano un nuovo movimento politico,
Che fare della politica e dei partiti? Si diffonde sempre di più, fino a diventare         alternativo al Pd.Da qui l’appeal di
quasi inarrestabile, l’idea che non se ne possa e non se ne debba fare un bel nulla.       Saviano e di altre star politico
Per adesso, meglio lasciarli cuocere nel loro brodo. Per adesso, meglio guardare           mediatiche, da Lerner a Pisapia. La
da una distanza di sicurezza alle loro convulsioni, incrociando le dita perché non         mossa è strategica e tutt’altro che
facciano troppi danni. Poi, chi vivrà vedrà. La gente spera di “cavarsela”….               infondata, con un grande limite: quel
Non c’è bisogno di compulsare avidamente i sondaggi per renderci conto che è               movimento, come tutte le cose generate
questa l’aria che respiriamo, l’opinione ultramaggioritaria del Paese. Ma quei             dall’universo snob di Repubblica, è
sondaggi che ci segnalano contemporaneamente il livello infinitesimale cui è               troppo radical-chic per sedurre
precipitata la fiducia nei partiti e il consenso risicato e rassegnato di cui godono       davvero le folle. Però l’analisi di fondo
Mario Monti e il suo governo di questo ci parlano. E la sfiducia non è più neanche         resta valida: come all’inizio degli anni
rabbia, contestazione, protesta in qualche modo etichettabile come antipolitica.           ’90 esiste lo spazio per nuove forze
Ha molto (ma molto) di più a che fare con la convinzione diffusa, quasi un nuovo           politiche grazie all’evidente erosione –
senso comune, che quelle della politica e dei partiti siano ormai solo storie del          a nostro giudizio irreversibile – dei
passato. Ma non è un sentimento basato su un’analisi politica anche superficiale.          partiti che hanno tenuto la scena negli
Quale possa essere il futuro non è chiarissimo. Ma sul fatto che quel passato non          ultimi vent’anni. Il che vale per la
tornerà, e che politica e partiti (questi sicuramente: ma forse pure quelli – ipotetici    sinistra, ma anche per la Destra, dove
– prossimi venturi) siano morti che camminano, sembrano esserci pochissimi                 invece nulla si muove…
dubbi. E se i morti che camminano provano a certificare di straforo la propria
esistenza in vita facendo caciara (è accaduto questa settimana, per primaria
responsabilità del Pdl, tra vertici saltati e richieste di dimissioni di un ministro reo
di aver sussurrato che questa politica gli fa schifo), peggio viene dasentirsi. La
sfiducia trascolora in aperto fastidio, l’indifferenza in collera verso una politica
che delega senza farsene un dramma sacrifici e rigore, e insorge quando teme
siano chiamati in causa i propri interessi. Sembra uno di quegli esperimenti che ci
facevano fare al Liceo _: una forza crescente contro una massa gassosa non
ulteriormente comprimibile. Ricordiamo con chiarezza che spesso questi
esperimenti finivano col contenitore che finiva in briciole.Malumori, proteste,
incidenti, scioperi, blocchi, scontri, violenze. E tutto senza uno sbocco che non sia
la stolida resistenza d’un Governo impolitico che va prendendo sussiego e
superbia ogni giorno di più. E se esplodesse fragorosamente il contenitore-Italia ?
                                                                              Alla presenza
                                                                                  del ministro
                                                                                   De Stefani
                                                                             vengono scaricati i
                                                                                sacchi pieni di
                                                                             cartamoneta (1925)


             -ALTRI UOMINI, ALTRI TEMPI.-
Laureatosi in Giurisprudenza a Padova e perfezionatosi in Economia a Venezia, ALBERTO
DE STEFANI fu per vari anni docente universitario a Roma e nel 1920 aderì al Partito
Nazionale Fascista. Squadrista della prima ora, deputato del PNF dal 1921, fu ministro delle
Finanze (1922) e poi anche del Tesoro (1923) del governo Mussolini, mantenendo tali incarichi
fino al 1925. In questa veste, e avendo ereditato un quadro economico difficilissimo attuò una
politica di liberalizzazione dell'economia e di riduzione delle spese con un aumento delle imposte
indirette a vantaggio di quelle dirette. Semplificò, inoltre, diverse leggi derivanti dal regime di
guerra nell'intento di dare vigore ai meccanismi produttivi e di alleggerire il lavoro delle
pubbliche amministrazioni, poste e ferrovie in particolare. In soli quattro anni la spesa pubblica
passò dal 35% al 13% del PIL. I disoccupati passarono da 600.000 del 1921 a 100.000 del 1926.
Tramite il vigoroso taglio alle spese, unitamente all'impegno di maggiori capitali per lo sviluppo
dell'economia, Stefani riuscì a riportare il bilancio statale al pareggio. Il 2 giugno 1925 De Stefani
(prima ed unica volta dai tempi di Quintino Sella) annunciò il raggiungimento del pareggio di
bilancio.Nello stesso anno si iniziò anche a distruggere la cartamoneta al fine di frenare
l'inflazione. Complessivamente furono inceneriti 320 milioni di lire. Entrò inoltre in conflitto con
la Banca d'Italia – poi sfociato nella legge bancaria del 1926 - e con l'allora Direttore
Generale Bonaldo Stringher, sia per il controllo della politica monetaria, sia in tema di
discrezionalità nei numerosi interventi di salvataggio bancario. Nel 1925 emise un provvedimento
che mirava a stroncare la speculazione borsistica. Così tanto per aver presente…


                               Maroni: ci sono tutte le condizioni per una Rivoluzione
  p



                  Bob Bobo Maroni, parlando, purtroppo solo ai "suoi", ha detto
che in Italia ci sono ormai tutte le condizioni perchè scoppi una Rivoluzione.
Troppe categorie colpite, mortificate. Troppi pezzi di Stato che non
funzionano..      Noi siamo decisamente d'accordo. Davvero, le "condizioni" ci
sarebbero. Il punto è CHI MAI "dovrebbe" farla....Il Nord Opulento ? I centri
sociali e l'estrema sinistra ? Il Sud a lungo lasciato indietro? Qualche relitto dei
vecchi partiti ?Già, perchè dietro e dopo una Rivoluzione dovrebbe esserci il
Cambiamento Forte che l'ha "ispirata", il Modello da perseguire.
Il punto è che Maroni pensa chiaramente ad un Nord-Italia almeno "più chiuso
a riccio". E qui sbaglia. Perchè questo già ESCLUDE a priori i due terzi degli
Italiani. Non si fanno Rivoluzioni per chiudersi in Castelli Dorati. Si semina
solo casino, disordine, disgregazione civile ulteriore. Proprio quello che NON
SERVE all’Italia.Mentre servirebbe, invece, una Opposizione seria e attenta.


MISTERO SVELATO- Da tempo c’eravamo accorti che non uscivano più sondaggi sul
“Gradimento” di Monti. Ma a Ballarò, come di consuetudine, Nando Pignoncelli,
presidente dell’Ipsos, istituto demografico molto affidabile, ha tracciato – tra l’altro
– la classifica dei presidenti del consiglio scelti dagli italiani: in testa, come capita
da quattro mesi, Mario Monti, preferito dal 26 per cento degli interpellati. Dietro di
lui, Angelino Alfano e Silvio Berlusconi con l’11 per cento delle preferenze; poi c’è
Pierluigi Bersani con il 10 per cento, Pierferdinando Casini con il 9 per cento e Nichi
Vendola con l’8 per cento. Peccato che l’ultima volta Monti lo avessimo lasciato al
54%. Demopolis infatti tace da un pezzo. Perché capiamo che la domanda è un po’
  m
diversa nell’impostazione, ma il succo è IL MEDESIMO. E tra il 54% ed il 26% c’è di
mezzo UN QUARTO D’ITALIA e una VELOCITA’ IN DISCESA DA VERO RECORD
                                           Nel suo genere, Monti sarebbe “il Meglio”, ma non
                                              si governa un Popolo, senza Sintonia, senza
                                              sentire come proprie le sue condizioni reali




   Grrande Frrattelllo Monttii
   G ande F a e o Mon

 Monti è il meglio di un pensiero iperliberista ormai fallimentare di un’Europa lib-lab che sta
 morendo. Sarà che tratta gli altri premier europei alla pari, mentre B era visto ormai come il figlio
 della serva e sarà bene non si ripresenti, dato l’enorme caduta di immagine a livello mondiale, ma,
 in ultima analisi, la manovra “impressionante” di Monti ha sortito il peggio, ha distrutto
 ulteriormente una Nazione già impoverita allontanando qualunque ripresa possibile, non sanerà
 mai il nostro debito né convincerà i mercati, ma calpesterà in misura crescente diritti e categorie,
 ci ha infilati sulla direttrice pazzesca delle privatizzazioni esasperate di stampo liberista in netto
 contrasto col volere degli elettori, usando un ricatto di posizione con lo sprezzo estremo
 dell’usurpatore che del consenso se ne frega e agisce da una posizione di forza sua e debolezza
 altrui.
 Se sul piano delle finanze il bilancio si apre con prospettive sempre più tragiche, con un
 immiserimento crescente della popolazione nella catena infinita di fallimenti e chiusure, sul piano
 dei valori e dei diritti l’azione di Monti è inquietante e terrifica, gravida di un futuro mostruoso in
 cui non si salverà niente e nessuno, in cui cadranno progressivamente tutte le nostre difese e i
 nostri diritti mentre saremo dati in pasto alle multinazionali che faranno scempio di questo Paese.
 Monti ha avuto, in virtù di circostanze molto rare e dell’oscuro blitz di Napolitano, una
 concomitanza di fattori a lui favorevoli come si vede raramente in politica, e al di fuori di
 qualunque crisma di “normalità”
 -un potere assoluto quale nessun premier ha avuto mai nella storia della democrazia italiana,
 -dei partiti autodissolti incapaci non solo di proporre una linea alternativa credibile ma anche di
 vantare una reputazione e una credibilità dignitose ,
 -un deserto di veri statisti, colti, creativi della politica o capi carismatici.
 -un popolo abbrutito da 17 anni di progressivo svuotamento politico, appiattimento a induzioni
 pubblicitarie e desolante abbassamento morale,
 -una mai vista frammentazione politica fino alla polverizzazione,
 -un egoismo generalizzato ed un livello di Corruzione da vecchia America Latina.
 E’ chiaro che in queste condizioni la mano pesante di Monti ha potuto andare giù come una
 mazzata con le manovre più trite di un conservatorismo davvero “cattivo”, come avrebbe detto
 Montanelli,: , svenditadi pezzi di Sovranità Nazionale, tagli di diritti e di sopravvivenza a
 lavoratori e pensionati, svendita dei beni collettivi, aumento della benzina e delle bollette,
 menefreghismo dei referendum popolari, massacro del ceto medio, nessuna imposta suppletiva o
 taglio alla minoranza di benestanti, alle rendite finanziarie, agli abusi ai privilegi della casta, , lotta
 di categorie messe una contro l’altra come i capponi di Renzo, assenza di provvedimenti per le
 zone depresse o il ripristino del territorio, silenzio assoluto sulla riforma elettorale.. non c’è nelle
 due fasi della manovra nulla che parli di equità, , di miglioramento economico o di giustizia, nulla
 che dia certezza o speranza. Colpire i deboli mantenendo gli abusi dei più forti. Stordire i partiti
 mettendoli in minorità sfruttando la loro idiozia,viltà e inettitudine, dividere iancor di piùl’Italia
 contrapponendo le reciproche debolezze… un piano tanto facile quanto squallido, che fa
 semplicemente rabbrividire. Ed il tutto nel silenzio dei non-Innocenti., di una ex Società Civile che
 non produce più anticorpi. A meno che QUESTA, non sia tutta Pressione che si sta accumulando.



                             Adesso gli Ambientalisti Catastrofisti puntano, anche
                                    loro, alla demonizzazione degli Scettici




Sarà stato il bluff dell’uragano Irene che avrebbe dovuto spazzare via New York, o il caldo degli ultimi
giorni di agosto arrivato dopo un’estate tra le più fresche degli ultimi decenni; fatto sta che, dopo
almeno un anno di quasi silenzio mediatico, i catastrofisti del clima hanno ricominciato a spargere
profezie funeste e a minacciare chi non la pensa come loro. Il metodo è il solito: noi abbiamo ragione,
voi torto (e fino a qua ci può stare), e proprio per questo voi non avete diritto di parola. L’ultima in
ordine di tempo è un’intervista video – ripresa dal Mail online – al paladino della lotta al
riscaldamento globale Al Gore. Il Nobel per la Pace spiega che i biechi “negazionisti dei
cambiamenti climatici presto saranno visti come oggi si guardano i razzisti”. L’uso delle parole è
intelligente, frutto di anni di propaganda: “negazionisti” e “razzisti” sono termini solitamente
attribuiti ai nazisti; non è una novità che per l’ideologia algoriana negare la Shoah e predicare la
superiorità di una razza sull’altra equivalga a nutrire dubbi sull’effettivo peso delle attività umane sul
clima. “I had a dream”. L’ex vicepresidente americano invita tutti a combattere: come un tempo
sembrava normale essere razzisti, spiega, così oggi a molti sembra normale nutrire dubbi sul global
warming. Ma verrà un giorno…Che magari troveranno una pillola anche contro gli Scettici del
Riscaldamento Globale…E questo cazzo di Himalya che ancora non vuole sciogliersi !!!
   Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada.
Dategli dei soldi perché acceleri la sua partenza, dato che non
  intendiamo morire in compagnia di quell’uomo. Chiunque
sopravviva a questo giorno, mostrerà le sue cicatrici ai vicini,
   e racconterà storie gloriose di tutte le grandi imprese di
questa battaglia. Insegnerà quelle storie a suo figlio e da oggi
  alla fine del mondo verremo ricordati. Noi pochi, noi pochi
felici, noi banda di fratelli: perché chiunque ha versato il suo
                                 rc
               sangue insieme a me è mio fratello.
E quegli uomini che hanno avuto paura si sentiranno inferiori
 quando sentiranno come abbiamo combattuto e come siamo
                         morti insieme.
                                                                                                          Gli Inglesi
                             Da “Enrico V” di W.Shakespeare                                                                  Né
                                                                                                          non ci
                                                                                                          hanno           guagliò,
                                                                                                          avvisati       ma tu che
                                                                                                          prima di       cazz vuò a
                                                                                                          intervenire       me ?
                                    Si parla, di nuovo, di Patrimoniale sulla Casta, ma si                in
                                    parla e si parla ed a tutt’oggi s’è visto quasi il Nulla              Nigeria…




   abba
Non è una questione, per nulla di “sentimenti sinistri”, solo un Problema di Giustizia. Ma se
arrivasse DAVVERO la patrimoniale sulla casta faremmo sul serioFesta Grande. Perché fra le
tante tasse ingiuste che vengono introdotte finalmente ce ne sarebbe una equa. Non stiamo a
riprendere i numeri che Franco Bechis come al solito ha snocciolato con la consueta precisione. Ma
è evidente che i partiti hanno troppi soldi, altrimenti non li investirebbero in Tanzania, come ha
fatto la Lega, o peggio nelle ville private di un tesoriere, come ha fatto la Margherita. Sono spariti
18 milioni e quelli manco se n’erano accorti. Poi ci vengono a dire: «Dobbiamo fare tutti i
sacrifici».Tutti? Tutti chi? Fateci il piacere: da un anno non si parla d’altro che di tagli ai costi
della politica ma non si è andati al di là della promessa. In quanto a fatti, nulla. Al massimo hanno
                                           Quasi
tagliato qualche briciolina “simbolica” .Quasi un atto di degnazione. Gli stipendi dei parlamentari
non sono stati toccati, i vitalizi non sono stati abbattuti, le Province restarestano al loro posto, il
                                                                                                                        crepa
Parlamento resta tra i più costosi del mondo. C’è una cosa di cui non riesciamo a darci pace:
quando si annunciano un sacrificio per la casta, alla fine ci sono solo tanti titoli sui giornali.
Quando invece viene annunciata una tassa, ancor prima che uno finisca di leggere il titolo già è
venuto il momento di pagare. Così sappiamo per certo che a fine marzo il conguaglio Irpef
colpirà le nostre buste paga; sappiamo con certezza che a giugno pagheremo di nuovo la
                                        ;
tassa sulla casa che ci era stata tolta; e sappiamo che in autunno arriverà anche
l’aumento dell’Iva. Queste sono le certezze. E i tagli? Come una canzone di Mina: parole,
parole, parole…Specchietti per le allodole. Menzogne insultanti. Provocazione agli Onesti.


                                   I PARTITI ATTUALI HANNO MERITATO OGNI TIPO
                                         DI DISISTIMA ISTINTIVA E RAGIONATA
                                  La sinistra moderata dice che PER QUESTO la gente
                                       "si volge verso e spera in Monti”. A noi pare
                                                        una demenza :
                                  PERCHE' ALLA GENTE SI SONO APERTI GLI OCCHI E
                                   SON CASCATE LE BRACCIA PROPRIO PERCHE' "LA
                                     POLITICA" IN BLOCCO S'E' AFFIDATA A MONTI,
                                   perchè ha chiamato un impiegato e gli ha detto "la
                                  Casa mettila in ordine tu". Ai Partiti e alle loro bizze
                                    zantine
                                  bizantine guarda ormai solo una parte infinitesimale
                                      degli Italiani. E' un RIGETTO per Noi salutare.
                                   MA ATTENZIONE A NON TENERE LA TESTA SOTTO
                                     LA SABBIA. Perchè la Politica NON BASTA "non
                                    guardarla". Essa si muove, per ora, sotto-traccia.
                                                      tornare, a riproporsi. Col trucco
                                      E si prepara a torn
                                  rifatto, i nomi cambiati, gli Inni Nuovi e magari una
                                   spruzzata di nuovi camerieri definiti "volti nuovi".
                                   OCCHIO CHE IL RIFIUTO, insomma, NON DIVENTI
   ecce                                       INDIFFERENZA E FATALISMO.
                                       Perchè sono il preambolo per nuove RESE E
                                         RITIRATE. Per nuove MORTIFICAZIONI.

				
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