PowerPoint Presentation - Istituto Pessina by DA8Tf3

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									La città di Napoli è
situata in posizione
pressoché centrale
sull'omonimo golfo
tra il Vesuvio e l'area
vulcanica dei Campi
Flegrei in uno
scenario reputato
"tra i più celebrati e
incantevoli al mondo"
   Il Castel Nuovo,
anche detto Maschio
 Angioino, sorge nel
   mezzo dell'ampia
 Piazza Municipio, al
 lato dei giardini del
  Palazzo Reale, e a
pochi passi dal porto
di Napoli, sul quale si
 erge con la sua mole
      imponente.
                                             Il Palazzo Reale di
                                             Napoli fu costruito
                                              nel 1600 e le sue
                                               dimensioni sono
                                                quelle di una
                                                    reggia.




Si affaccia maestoso sull'attuale Piazza del Plebiscito.
La Reggia di Caserta, o Palazzo Reale di
Caserta, è una dimora storica
appartenuta alla famiglia reale della
dinastia Borbone di Napoli.




Situata nel comune di Caserta, è
circondata da un vasto parco.
 Il complesso del palazzo reale, con i suoi
giardini lunghi circa 2,5 km, è il più grande
d'Europa.
Piazza del Plebiscito è diventata il simbolo del recente rinnovamento di Napoli
da quando è stata recuperata alla sua funzione rappresentativa in occasione del
G7 (oggi G8, la ricorrente riunione dei paesi più industrializzati del mondo)
tenutasi qui nell'autunno 1994.
                          Da allora quest’ area è un’ isola pedonale lasciata alla
                          fruizione di turisti e cittadini. Viene di tanto in tanto
                          utilizzata per concerti e manifestazioni oppure per
                          esporre installazioni di arte contemporanea.
Il Castel dell'Ovo, dopo il Castel Capuano è il più antico della città di Napoli ed è uno
      degli elementi che spiccano maggiormente nel celebre panorama del Golfo.
Due importanti gallerie commerciali.
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) è ritenuto uno dei più importanti
 al mondo sia per la qualità che per la quantità di opere che espone, principalmente
                             quelle di epoca greco-romana
 Il Duomo di Napoli
 sorge intorno a due
  antiche basiliche
paleocristiane, Santa
    Restituta e la
      Stefania.
    La costruzione
 cominciò nel 1294,
 per volere di Carlo
      d'Angiò.
    La Chiesa di S. Gennaro

La Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, all’interno della Cattedrale di Napoli, oltre a custodire le reliquie ed il sangue di San Gennaro è uno dei
gioielli universali dell’arte, ricca di marmi, affreschi, dipinti e altre opere d’arte dei migliori artisti dell’epoca è sicuramente uno dei monumenti più importanti
del barocco napoletano seicentesco, per l’insieme di decorazioni che videro la partecipazione di artisti di eccezionale levatura.

Negli anni 1526 la città di Napoli subiva contemporaneamente due flagelli: la guerra tra Spagna e Francia che ebbe come principale teatro proprio il regno
di Napoli e la pestilenza che trovò terreno fertile sulla carestia e sulla fame conseguente alla guerra.

Per questi tragici avvenimenti, il popolo di Napoli il 13 gennaio 1527, nell’anniversario della traslazione delle ossa di San Gennaro da Montevergine a
Napoli, implorò la protezione del Santo Patrono, formulando il voto solenne di erigergli una nuova e più ampia Cappella del Tesoro nel Duomo.
Quella precedente, infatti, situata nella torre esistente sulla sinistra della facciata del Duomo, era troppo angusta e vi si accedeva attraverso una disagevole
e stretta scala.

L’impegno del popolo fu immediatamente assunto e sottoscritto dagli Eletti della città, cioè dai rappresentanti dei cinque Sedili nobili e del Sedile del popolo
che il 5 febbraio 1601 nominarono una Deputazione di dodici membri, due per ciascun Sedile, a cui affidarono l’incarico di provvedere alla fondazione della
Cappella.

La Deputazione della Real Cappella del Tesoro costituisce tutt’oggi una delle più antiche, singolari e significative istituzioni ancora rimaste in Italia. Al di là
della voluminosa letteratura esistente sulla storia del Santo, sulle reliquie, sul Tesoro e sulla Deputazione, occorrerebbe ancora divulgare il significato, il
senso e il valore della esistenza plurisecolare della Deputazione di San Gennaro, espressione diretta della città di Napoli e del legame tradizionale tra il
popolo e il Santo martire.

La Cappella del Tesoro, progettata dall’architetto teatino Francesco Grimaldi, fu inaugurata il 16 dicembre 1646 e nello stesso giorno furono trasferite nella
nuova Cappella le reliquie del Santo, le statue d’argento e le preziose suppellettili già presenti nel Tesoro vecchio.

La Cappella del Tesoro è da considerare una vera e propria galleria d’arte per l’architettura stessa della Cappella, per il cancello e per il pavimento
disegnati da Cosimo Fanzago, per i marmi pregiati, per le sculture, per gli argenti lavorati e per la gran quantità di pitture e di affreschi di celebri pittori.
E proprio qui, in questa cappella, nel primo sabato di maggio tutto il popolo si rivolge ancora oggi a San Gennaro, nel particolare momento del miracolo
della liquefazione del sangue.
 Un viaggio nel passato, tra le
  rovine della maledetta città
travolta dalla furia del Vesuvio
 nell’improvvisa eruzione del
        lontano 79 d.C.
                  Storia degli scavi



    A Pompei i lavori iniziarono intorno al 1748, nella zona della Civita, che allora si
  riteneva fosse Stabia, alternandosi a soste dovute ad altri ritrovamenti ad Ercolano, e
     proseguendo per lo più senza un piano determinato e senza un preciso metodo,
    effettuati da prigionieri alla catena e da ragazzi in tenera età. Con lo scoppio della
 rivoluzione in Francia iniziarono anche a Napoli i primi moti rivoluzionari e l’attività
 degli scavi diminuì sensibilmente e solo con Giuseppe Bonaparte prima e Gioacchino
Murat dopo, ripresero con maggiore ampiezza e con maggiore impiego di manodopera.
Con la nascita del Regno d’Italia, nel 1861, i Savoia dimostrarono subito di
  non sottovalutare il prestigio derivante dai ritrovamenti pompeiani. Per
     volere del nuovo re vennero iniziati nuovamente gli scavi. Anche il
         sistema di portare via tutti gli oggetti dall’area di scavo venne
    abbandonato: le pitture e i mosaici furono in maggioranza lasciati sul
   posto; le case scavate vennero ricoperte con tetti che riproducevano la
  disposizione antica e costituivano un riparo contro il degrado. Dal 1924
     al 1961 la direzione delle ricerche è affidata a Amedeo Maiuri alla cui
    figura è legato l’approfondimento storico della città; egli, per primo,
         vuole conoscere le fasi precedenti della città, approfondendo
   l’esplorazione agli strati più antichi nelle zone più vitali, quali il Foro, i
                                  templi, le mura.
 Pompei fu edificata su un altopiano ad
    un’altezza media di circa 30 m. sul
livello del mare, formato da una colata
   lavica preistorica. Posta alla foce del
fiume Sarno (a quel tempo navigabile),
     la città era destinata a diventare il
  porto dei centri campani privi di uno
               sbocco sul mare.
 Il nome può derivare dall’osco pompe
(cinque), quasi ad indicare una riunione
   di cinque villaggi, oppure dal greco
     pempo che significa “spedire”, a
      sottolineare il fatto che era un
importante porto commerciale in grado
   di rifornire soprattutto di prodotti
  agricoli (olio e vino) diversi scali del
              Mediterraneo.
Molto presto Pompei avvertì
      l'influenza di due
    popolazioni di civiltà
    superiore, stabilite in
  Campania sin dal VII sec.
 a.C.: i Greci di Cuma e gli
     Etruschi di Capua.
Gli Etruschi succedettero ai Greci tra il 530
    e il 474 a.C. quando si spinsero anche
   sulla costa, occupandola, e diventarono
   una grande potenza del Mediterraneo. I
  Greci, debellati nuovamente gli Etruschi
      con l’aiuto dei Siracusani, tennero
     Pompei fino al 438, quando alcune
  popolazioni sannitiche appartenenti allo
   stesso ceppo degli antichi Osci invasero
               tutta la Campania.
     Nel IV sec. a.C. le popolazioni
   sannitiche che vivevano sui monti
 dell’Appennino effettuarono nuove
    invasioni, a discapito degli stessi
   Sanniti, della pianura e della costa.
Questi furono quindi costretti intorno
 al 300 a ristrutturare le mura urbane
           in calcare del Sarno.
Anche Roma, chiamata in aiuto dai Sanniti
 di Capua, prese parte a questi avvenimenti
     (guerre sannitiche: 343 – 290 a.C.),
   uscendone vittoriosa e divenendo così
    padrona assoluta di tutto il territorio
      campano. Pompei ricavò da questa
situazione una notevole spinta positiva nel
    commercio e nell’arte. Risale infatti a
  questo periodo l’impiego massiccio del
 tufo di Nocera, soprattutto per gli edifici
                  pubblici.
Il Vesuvio è uno dei più famosi vulcani della Terra. E’
formato da un cono tronco, il Monte Somma e da un
cono più piccolo, il cono Vesuviano. Tra il cono
vesuviano e il Somma si apre una valle, la Valle del
Gigante.




                      Nell’antichità il vulcano era noto solo per i suoi vini
                      eccellenti, infatti, rappresenta un monte isolato,
                      probabilmente il Vesuvio, ai piedi del quale si trova
                      Bacco ricoperto da un enorme grappolo di uva nera.
                     Della violenta eruzione del 79 d.C. che seppellì le città di
                     Ercolano, Pompei e Stabia, abbiamo solo testimonianze
                     poetiche, ma nessuna di cultori di scienze naturali. Da allora si
                     sono susseguite diverse eruzioni più o meno intense, fino alla
                     più recente del 1944.




Al Vesuvio si può accedere dai tre paesi di Ercolano, Torre del Greco
e Torre Annunziata attraverso strade che poi convergono sulla
strada del Vesuvio. Di qui si spalanca un panorama immenso e
affascinante sulla costa e il mare, dal golfo di Gaeta alla penisola
sorrentina e a Capri.
   Sono innumerevoli le bellezze naturali e gli storici monumenti che si trovano a Capri e
 che sono conosciuti in tutto il mondo. Di Capri hanno scritto autori di tutto il mondo, e le
sue bellezze paesaggistiche sono state riprodotte in migliaia di quadri e di fotografie che
     si trovano sparsi per tutti i continenti. L'amenità del suo clima, anche nel periodo
  invernale, la fa prediligere ad altre località grazie anche all'ospitalità ed al buon gusto
                                           dei capresi.
I FARAGLIONI
          I Faraglioni sono tre picchi
          scampati al franamento della costa,
          all'erosione del mare e degli agenti
          atmosferici. Sono distinti con nomi
          diversi: il primo unito alla terra, si
          chiama Stella è alto 109 metri , il
          secondo, separato dal primo per un
          tratto di mare, Faraglione di Mezzo
          alto 81 metri è provvisto di una
          galleria naturale, lunga circa 60
          metri che lo attraversa per intero
          ed il terzo, Faraglione di Fuori o
          Scopolo alto 104 metri.
           I Faraglioni hanno un'altezza
          media di 100 metri e nel Faraglione
          di Mezzo si apre una cavità, il
          sottopassaggio conosciuto in tutto
          il mondo.
          Un quarto faraglione, si trova di
          fronte al porto di Tragara, ed è
          denominato "il Monacone" da Foca
          monaca che vi ha abitato fino al
          secolo scorso.


          Sul Faraglione di Fuori vive la
          famosa Lucertola Azzurra dei
          Faraglioni, ed è l'unico luogo dove
          è possibile trovarla.
                      LA PIAZZETTA
Piazza Umberto I è la famosa Piazzetta, aperta sul
panorama di Monte Solaro dalla terrazza con le bianche
colonne della Funicolare. La Piazzetta è il centro dell'isola
di Capri sia per i turisti che per gli abitanti del posto.

In Piazzetta si trova il giornalaio del paese, il piccolo
ufficio informazioni dell'Azienda del Turismo e, sulla
Torre dell'Orologio, il telefono pubblico con connessione
ad internet. Su un lato della Piazzetta, di fronte alla
scalinata, c'è il Municipio. Nel cortile del Municipio c'è il
fusto di una colonna scanalata e il frammento di una
base circolare in marmo, ritrovati negli anni Venti durante
la costruzione del porto, probabilmente appartenenti alla
villa augustea di Palazzo a Mare.
 La Piazzetta era il
centro della vita locale, sede del mercato della
verdura e del pesce, raramente della carne, merce un
tempo molto rara.

Solo nel 1938, dall'idea del
giovane caprese Raffaele Vuotto di sistemare alcuni
tavolini, la Piazzetta assunse un carattere più mondano.
Da quel momento la Piazzetta divenne punto focale della
vita sociale che prima si svolgeva negli alberghi e nelle
abitazioni private.
                   MARINA GRANDE
•   È il primo approdo a Capri, quello
    dove giungono le imbarcazioni e gli
    aliscafi dal continente. Si trova nella
    baia a nord dell'isola, proprio davanti
    al golfo di Napoli ed è costituito da
    due grandi bracci. In origine l'attracco
    avveniva direttamente nella baia e fino
    al 1928 il porto come lo vediamo oggi
    non esisteva.
•   Marina Grande è anche una località
    balneare con un'ampia spiaggia. Le
    case che costeggiano l'approdo
    conservano ancora la struttura antica
    tipica delle abitazioni dei pescatori a
    Capri: con un livello inferiore riservato
    esclusivamente alle barche, un tempo
    le abitazioni lambivano quasi l'acqua,
    ed erano un ulteriore motivo di stupore
    per i turisti. Ora ne resta testimonianza
    solo nelle stampe antiche.
La Grotta Azzurra di Capri è nota in tutto il
mondo per la sua vastità, la colorazione
intensamente azzurra del suo interno e lo
splendore bianco argenteo che assumono gli
oggetti immersi nelle sue acque. Per entrare
nella Grotta Azzurra bisogna salire su piccole
barche a remi, si attraversa lo stretto e basso
varco naturale aperto nella roccia. L'ingresso
della Grotta Azzurra è un piccolo varco nella
parete rocciosa, largo circa 2 metri e alto
altrettanto, che si trova sopraelevato sul
livello del mare di circa 1 metro, per questo
motivo per entrare bisogna distendersi sulla
barca. L'ambiente interno appare tutto di
colore azzurro, la volta, definita Duomo
Azzurro, ha un'altezza media di 7 metri
arrivando a 14 nella parte più interna; la
cavità d'erosione è lunga circa 60 metri e
larga al massimo 25. La grotta continua con la
Galleria dei Pilastri, tre rami comunicanti tra
loro che confluiscono nella Sala dei Nomi e il
Passaggio della Corrosione, fino all'estremo
punto accessibile, la Sala della Corrosione. Un
secondo fenomeno determina lo splendore
argenteo degli oggetti immersi: le bolle d'aria
che aderiscono alla superficie esterna degli
oggetti, avendo indice di rifrazione diverso da
quello dell'acqua, permettono alla luce di
uscire.
Il Faro di Punta Carena si trova all'estremo punto ovest dell'isola di
Capri. Secondo in Italia per importanza e potenza di illuminazione. Il
nome è dovuto alla somiglianza del promontorio alla carena di una nave.
Sul costone roccioso, verso est, si aprono le "Grotte dei Caciocavalli" e la
Torre della Guardia. Qui si può godere del sole dall'alba al tramonto,
perfetto per foto da cornice. Anche una visita notturna riserva
suggestive emozioni: ammirare il faro in funzione, le rocce illuminate, il
cielo stellato o la luna caprese, le lampade dei pescatori di Totani che
brillano sul mare o di quelli che ritornano con le tipiche barchette.
La città di Amalfi
           E
la costiera Amalfitana
                  Amalfi
Amalfi è un comune di
  5.421 abitanti della
  provincia di Salerno.
Dà il nome all'omonimo
  tratto della penisola
      su cui sorge, la
  costiera amalfitana,
 che dal 1997 è stata
      dichiarata dall‘
  UNESCO Patrimonio
         Mondiale
       dell'Umanità
          La regata storica
È una manifestazione di
  carattere storico e
 culturale, nata nel
 Dicembre del 1954
 per rievocare la felice
 vicenda delle
 4Repubbliche.
La prima regata si
 svolse a Pisa.
Da allora, ogni anno a
 turno, viene ripetuta
 sul mare di Amalfi.
          La Cattedrale
• La cattedrale di
  Amalfi è un
  complesso
  architettonico
  costituito da due
  cattedrali
  accostate e
  comunicanti,dalla
  scalea e dall’atrio
  d’ingresso, dal
  campanile e dal
  Chiostro Paradiso
Il Chiostro Del Paradiso




          Dall’atrio del Duomo di Amalfi si
          accede all’incantevole Chiostro del
          Paradiso Qui appare chiara
          l’influenza che il mondo arabo ha
          avuto su Amalfi, per l’eleganza
          tutta orientale delle bianche e
          sottili colonne, i cui archi acuti
          sono così simili a quelli
          riscontrabili negli atri dei palazzi
          del Medio Oriente.
       Il Museo della Carta
                            Progettato ed ideato da
                            Nicola Milano nel 1969, il
                            Museo della Carta di
                            Amalfi rappresenta uno
                            dei più singolari e
                            suggestivi esempi di
                            museo-officina presenti in
                            Italia.


Vi sono conservati
numerosi strumenti e
macchinari utilizzati
nella fabbricazione della
famosa carta a mano di
Amalfi: ruote motrici
azionate dall’acqua,
torchi, batterie di magli
di legno, presse e telai.
                                       Indice
• Napoli
   – Centro storico
       •   Castello Maschio Angioino
       •   Palazzo Reale
       •   Reggia di Caserta
       •   Piazza del Plebiscito
       •   Castel dell’Ovo
       •   Gallerie di Napoli
       •   Museo Archeologico
       •   Il Duomo di Napoli
       •   La Chiesa di San Gennaro
• Pompei
   – Storia degli scavi
   – Storia della città
   – Il Vesuvio
• Capri
   –   La Storia
   –   I Faraglioni
   –   La Piazzetta
   –   Marina Grande
   –   La Grotta Azzurra
   –   Il Faro di Punta Carena
• Amalfi
   –   La Regata Storica
   –   La Cattedrale
   –   Il Chiostro del Paradiso
   –   Il Museo della Carta
       Questo lavoro è stato realizzato da:
   Assefa Wina                 Mandurino Sandra
    Bruno Sara                  Moukafi Hamza
   Busnelli Elisa                Norbiato Erika
 Canova Gabriele                 Pugliese Luana
 Centore Jessica                Saracino Debora
   Colzani Elisa                  Suppa Giulia
 Conforti Serena                 Taietti Martina
   Crippa Jessica                Vennera Silvia
 D’Amico Gloria
De Luca Valentina             In collaborazione con
Di Gloria Noemi                Prof. Luciano Clelia
   Faiella Eliana
  Fisco Fabrizio
  Genesi Alessia
Grieco Valentina
  Lardo Federica

								
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