IL LABORATORIO DI STORIA

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IL LABORATORIO DI STORIA Powered By Docstoc
					LE FONTI, FRA RICERCA STORICA
  E LABORATORIO DI STORIA.

 IL LABORATORIO DI DIDATTICA DELLA
              STORIA


     (a cura di Gianni Spinelli)
           Il “piccolo storico”?

                        MERA TRASPOSIZIONE /
LABORATORIO             RIPRODUZIONE IN SCALA
  DI STORIA             DELLA RICERCA STORICA
                        IN AMBITO DIDATTICO ?




    PROSPETTIVA POCO CONVINCENTE



Dalle obiezioni           ad argomentazioni
del “buon senso           fondate sugli “statuti”
didattico”                dei “saperi” in gioco
“I rapporti fra storiografia e didattica non
 sono né deduttivi, né speculari” (A.Brusa)



                                 Pedagogia
     Storiografia

                     DIDATTICA
                       DELLA
                      STORIA


                      Prescrizioni
                    Programmatiche
        Storiografia e storia insegnata
                                                             STOR IA
                            STOR IOGRAFIA                 I NSEGNATA

Scopo preva lent e              onosc e
                          Nuova c      nza           Formazione di
                                                     soggetti in e tà
                                                     evolutiva
Des tinatari              Comunità sci entifi c a           ti
                                                     Sogge t in età
                                                     evolutiva
               ntifi c
Struttura sc i e      a           i
                          Impli c ta e               Esplic ita e
                          compl e ss a               condizionata dal
                                                     profilo c ognit ivo
                                                     de llo studente
     zione de i t e
Se l e             mi     A dis c rezione de l       Condizionat e da
                               rcatore e
                          ri c e                     variabili curri c olari e
                          funzionale agli scopi      programmi
                          de l    ic rc
                              la r e a               minist e riali
Val idazione degli        Int e rna all a            Centrata sul
esi ti                              à
                          comuni t sc i e ntifi ca   consegui m   ento dei
                                                     traguardi forma t   ivi
Moda lità di trasmiss.    Mediant e i l t esto       Mediant e l a
                                                     medi a zione didatti c a
                                                               nt
                                                     de l doc e e (form e
                                                                at )
                                                     diversifi c e
Valutazione formal e      Ass ente                                  ifi
                                                     Mediant e ve r c a
       si i
degli e t
(…)                                                           a
                                                     Rielab. D E. P erill o, La
                                                     for mazione in servizio
                                                     del do cente di storia
  Ricerca storica e didattica della storia


         QUALE RAPPORTO FONDATO E
         FECONDO PUO’ STABILIRSI FRA




                   analogie
RICERCA STORICA                  LAB. DI STORIA
                   differenze



              ZOOM SULLE FONTI
          Le fonti: la storia,
“conoscenza per via di tracce” (M.Bloch)




                  TRACCE



                 STORICO



           FONTI (---- > Documenti)
…le fonti “scaturiscono dalle domande” (G.De Luna) e
      “ogni epoca si dà le fonti che rispondono
             ai propri bisogni” (M.Vovelle)

  Nouvelle                Dilatazione degli interessi degli
  histoire                storici ad aspetti e dimensioni
                          della realtà del passato (del
                          presente) prima ignorati: dalla
                          storia politica alla “storia totale”
                          (Le Goff), alle “storie”
Modificazione dello
    statuto della
  storiografia: da
   histoire-conte           Moltiplicazione/diversificazione
(histoire bataille) a       degli “oggetti” della ricerca
 histoire-porblème          storica



                        Moltiplicazione/diversificazione
                        delle fonti: rivoluzione documentaria
             Le fonti: lo storico
    “fa parlare le cose mute” (L.Febvre)

Nouvelle histoire e                        Sono fonti potenziali tutti
“Rivoluzione documentaria”:                gli elementi di realtà, di
dal documento scritto a un                 qualunque     natura,      a
campo delle fonti illimitato               disposizione dello storico



E’ lo storico che, selezionandole, interrogandole e traendovi
informazioni, trasforma le “tracce” in fonti/documenti
(superamento del positivista “feticismo del documento”:
fonti condicio sine qua non e mai condicio per quam)



 Non esistono “segni” del passato        ogni fonte è “muta” e “parla”
 dotati a priori dello statuto di        solo in relazione alle domande
 “fonti”: non esiste fonte al di fuori   che il ricercatore le pone.
 della dinamica della ricerca
   La storia e le fonti, prodotti dello storico


                    PRESENTE



  PASSATO            STORICO             STORIA


           TRACCE               FONTI


Restano sullo sfondo questioni importantissime quali il
RAPPORTO STORIA/MEMORIA, le DINAMICHE DELLA
MEMORIA COLLETTIVA, gli USI PUBBLICI DELLA STORIA
    Un inciso: il “supermarket della storia” (G.De Luna)



                          ARENA MEDIATICA
   Universo della
      politica             USO PUBBLICO                  Media
                           DELLA STORIA




Ogni soggetto sociale tende                 Pluralità degli
 a produrre “storia” che ne               “agenti di storia”
  interpreti e formalizzi la
 memoria e ne assecondi e
   legittimi la funzione nel
           presente
                                 Lo storico professionista
                                  non detiene l’esclusiva
                                 della produzione di storia
    Lo storico e l’insegnante nel tempo del villaggio globale

     Posta in gioco
       altissima:          FORMAZIONE
                          SENSO COMUNE
      IMMAGINI                                      Parte integrante
     della STORIA                                  delle dinamiche di
                          Condizionamento          decisione politica
                        atteggiamenti e azioni
                          dei contemporanei

                                         Lo “storico-iconoclasta”: il
                                        ritorno alle fonti, alle “prove”

 Era dei produttori di storia
   a “profilo professionale            La scuola: accettare la sfida
    debole” o assente, del               dei media, porre i nuovi
revisionismo selvaggio, della            linguaggi al centro della
 “riscrittura del passato che          mediazione, inscriverli nelle
     disdegna le prove”...                  proprie dinamiche...
“all’inizio non c’é il documento, ma il problema” (Le Goff):
               senso e limiti delle classificazioni


                    IPOTESI DI
             CLASSIFICAZIONE
                                       Gerarchie tipologiche:
                                       definite dall’oggetto,
                                            dal settore

Generalizzazioni:                      Tipologie di fonti/
 schematismi,                        tipologie di problemi:
     rischi di                        euristica, critica ecc.
  riduttività...
                Flessibilità,
            pluralità dei criteri,
               emendabilità          Fonti: pluritipologiche
               nel tempo...
        Le fonti - Classificazioni in uso

Criterio: rapporto fra il tempo oggetto della ricerca e il tempo in
         cui si è prodotta la fonte


                                 Primarie (o Dirette) =
                                 prodottesi nel tempo oggetto
                                 della ricerca, sono esse stesse
                                 “fatti storici”
      FONTI


                                Secondarie (o Indirette) (per
                                alcuni neppure autentiche fonti) =
  Si utilizza anche la          prodottesi in tempi successivi a
  distinzione fra fonti         quello oggetto della ricerca, dunque
     ORIGINALI e                “rappresentazioni di fatti storici”
       DERIVATE
        Le fonti - Classificazioni in uso

Criterio: esistenza o meno, all’origine della traccia/fonte, di
intenzionalità trasmissiva finalizzata al ricordo
(criterio da impiegare con grande prudenza: vedi Le Goff,
Documento/monumento: il documento è sempre un “prodotto”)

                               Volontarie (“Monumenti”):
                               originatesi allo scopo deliberato di
                               orientare la selezione del passato da
                               ricordare per incidere sui meccanismi
FONTI
                               della memoria collettiva, sul passato
                               da trasmettere alla posterità

                               Involontarie (“avanzi”):
                               tutto ciò che del passato è pervenuto
                               allo storico per cause diverse dalla
                               volontà di condizionare l’immagine
                               del periodo da cui proviene
         Le fonti - Classificazioni in uso
Criterio: la configurazione materiale e/o il linguaggio in cui è
         codificata la fonte (assai fervido dal punto di vista
         delle tipologie di problemi euristici e critici)

                                    MATERIALI
                                    (ARCHEOLOGICHE)

                                    ORALI


  FONTI                             ICONOGRAFICHE




                                    AUDIOVISIVE

                                    SCRITTE
          Le fonti materiali: esempi

utensili vari, fossili, suppellettili, arredi, tombe, resti di
 abitazioni, di animali, di piante, strumenti di lavoro,
monete, costumi, monumenti, strutture urbane o rurali,
 fabbriche, macchinari, oggetti della quotidianità ecc




    Campo amplissimo e composito: determinate
      tipologie, per essere valorizzate, possono
 richiedere, più di altre, conoscenze e competenze
 di discipline diverse dalla storiografia (es. le varie
     “archeologie”, antropologia culturale ecc.)
      Le fonti orali, tracce sui generis
Es. notizie tramandate di generazione in generazione, tradizioni,
testimonianze di protagonisti, trasmissioni radiofoniche, ecc


Fonti potenti da               la testimonianza orale, come anche il
                               diario o qualsiasi fonte che si basa
quando non è                   sulla memoria individuale per
più necessaria         ma      ricostruire gli eventi, pone problemi
la mediazione                  specifici. E’ evidente che la
                               rappresentazione che offre sarà
della                          filtrata dalla capacità di ricordare del
trascrizione                   soggetto, dal modo in cui questi
                               ricordi si connettono con la sua vita
                               e con le altre sue esperienze, dal
                               tipo di autorappresentazione che
    Tracce nella               vuole dare di sé nel presente, dalle
     memoria:                  convinzioni che lo animano e dalla
   le fonti orali,             sua idea del mondo. Si tratta quindi
 “incontro tra due             di una fonte da maneggiare con
   soggettività”               estrema cautela e che va verificata
    (G.De Luna)                intrecciandola con altre
   Le fonti iconografiche/iconologiche (“vecchi media”)

 Le immagini: “le fonti e i documenti decisivi per leggere
           la contemporaneità” (G.De Luna)


Comprendono le rappresentazioni iconiche più tradizionali, quali
affreschi, icone, quadri, codici miniati, disegni, ex voto, graffiti,
vignette satiriche ecc. e la cartografia (mappe, portolani,
planisferi, piante ecc.)




le fonti cartografiche presentano caratteristiche e problemi
specifici e dunque potrebbero a pieno titolo costituire una
categoria a sé stante
      Le fonti audiovisive (“nuovi media”)
In senso stretto fonti basate, del tutto o principalmente, su
  codici diversi da quello verbale scritto: fotografie, film
 (cortometraggi e lungometraggi, fiction e documentari),
    trasmissioni televisive, spot pubblicitari, canzoni ...

                         non solo autenticità ed “esattezza”, ma
                         anche conoscenza delle strategie di
 Dai nuovi               manipolazione, dei fini di emissione,
 media nascono           dell'evoluzione dei generi, del
 nuovi                   particolare punto di vista selezionato
 problemi                dall’autore ecc.
 interpretativi
                         possono essere oggetto di studio sia i
                         messaggi consapevoli che la
                         rappresentazione della realtà che
 Non trascrivono         inconsapevolmente trasmettono
  la realtà ma la
 rappresentano/            Mediazione interdisciplinare:
   interpretano            semiologia, iconologia ...
                     Le fonti scritte

              Dalle epigrafi alle pagine web



                  si possono articolare in



         Fonti                                 Fonti
     documentarie                            narrative
   (o archivistiche)


Può risultare significativa anche l’articolazione basata sulla tecnica
usata: epigrafiche, manoscritte, a stampa, digitali ...
                 Le fonti documentarie

di tipo pubblico       Il carattere pubblico o   di tipo privato
                      privato del documento è
                      dato dalla funzione, non
                         dal soggetto che lo
                               produce
   i diplomi dei sovrani, le           contratti, rogiti notarili,
  bolle papali, le istruzioni          testamenti, doti, atti di
  dei ministri degli esteri, i        congressi dei partiti e dei
         carteggi degli               sindacati, orari ferroviari,
    ambasciatori, i registri             depliant pubblicitari,
     delle cancellerie dei                 elenchi telefonici,
      principi, del papa,              cataloghi, i bilanci delle
   dell’imperatore, gli atti         aziende, i listini dei prezzi,
     parlamentari, editti,                  le registrazioni
  manifesti, atti anagrafici,        dell’andamento dei cambi e
  ordinanze, bandi, statuti,         della borsa valori, i registri
    registrazioni catastali,                di contabilità ...
         censimenti ...
                   Le fonti narrative
    Cronache, annali, storiografia, biografie, diari, memorie,
       corrispondenza, letteratura, articoli di giornale ecc



                         edite
Possono
essere                   inedite




Occorre tener presente come criterio di analisi anche
l’intenzionalità della rappresentazione
                Altre classificazioni

Le fonti sono spesso tipologizzate sulla base di altri
criteri meno generali; il riferimento può essere di volta in
volta, a puro titolo di esempio:

al settore di studi storici       Es. fonti demografiche,
cui principalmente                medico/sanitarie,
attengono                         folkloriche
al carattere quantitativo         Es. fonti statistiche
dei dati che si ricavano

alla derivazione da                Es. fonti antropologiche,
altri campi disciplinari           sociologiche, linguistiche

                                   Es. fonti ecclesiastiche,
ai soggetti che le
                                   parlamentari, aziendali,
hanno prodotte e/o le
                                   sindacali, parrocchiali,
detengono
                                   museali ...
          Le fonti: le operazioni dello storico

                     CONOSCENZE E COMPETENZE
                          “EXTRA FONTI”



                            STORICO

 EURISTICA:
    lo storico,                FONTI          Contestualizzazione
”orco della fiaba”                              entro la ricerca

CRITICA ESTERNA:
                                               INTERROGAZIONE
    autencitità
                                              e PRODUZIONE delle
                        CRITICA INTERNA:        INFORMAZIONI
                           attendibilità,
Il “falso” nell’epoca    intenzionalità ...
   dei nuovi media
   Conoscenze e competenze extra fonti

Conoscenze, concetti e competenze storiografiche

Conoscenze, concetti e competenze fornite da
discipline “ausiliarie” (filologia, paleografia,
numismatica, diplomatica, cronografia, glaciologia …)...
Conoscenze, concetti e competenze derivanti da altre
discipline (antropologia, geografia, sociologia, statistica,
etnologia, economia politica, diritto, scienze ... )
Competenze tecnico/tecnologiche

Ma anche:
Sistemi valoriali, ideologici, morali…

“Immagini” del presente e del passato, “saperi caldi” ....
    DINAMICA DELLA RICERCA STORICA
       UNO SCHEMA SEMPLIFICATO


                        STORICO



 PRESENTE                TEMA              PASSATO




STORIOGRAFIA           IPOTESI DI
                         RICERCA


                         FONTI
 CONOSCENZE
     E
 COMPETENZE
                       OPERAZIONI
 EXTRAFONTE
                         SULLE
                         FONTI




               PRODUZIONE        RICOSTRUZIONE
              SISTEMAZIONE    PROBLEMATIZZAZIONE
              INFORMAZIONI            TEMA



                                            PASSATO
                       SPIEGAZIONE
                                          STORIOGRAFATO
                          TESTO
                      STORIOGRAFICO
                                             STORIA
         ... e nel laboratorio? Vayola dixit...
                                      Definire le conoscenze
Fasi:       Porsi un problema
                                      della classe in proposito




analizzarlo per individuarne i     cercare la
                                                            selezionarla e
nodi problematici e le             documentazione
                                                             analizzarla
categorie storiografiche di        relativa
riferimento                        (le fonti e i testi)



 formulare delle ipotesi di       valutarne
         risposta                 l'attendibilità         scegliere la più
                                  (confermare o           convincente
  (anche con l'aiuto della        falsificare le
 storiografia in proposito)       ipotesi)



  saper giustificare la propria scelta mediante un testo o altro prodotto
     Scansioni e coordinate della ricerca storica

                                  Orientate alla produzione
     ISTANZE CONOSCITIVE
                                  di nuova conoscenza
P    SCELTA DEL TEMA              (esiti aperti)
R
O    IPOTESI DI RICERCA     CE
B                           OX
LE   FONTI : RICERCA        NT    Applicate a oggetti
M                           OR    di conoscenza complessi
A    FONTI : SELEZIONE      SA
                            CFE
                                  e potenzialmente illimitati
TI
     FONTI : CRITICA EST.   ON
Z
Z                           NZ
     FONTI : CRITICA INT.
A                           TEI   Condizionate dal solo
Z.   FONTI : INTERROGAZ.          statuto epistemologico
                                  della disciplina e dalle
     PRODUZIONE INFO.
                                  specificità della ricerca
     SPIEGAZIONE

     COMUNICAZIONE ESITI
                                   Applicazione di
                                   competenze date
      Scansioni e coordinate del lab. di storia

M                                Orientate a traguardi
E   MOTIVAZIONE            SA    formativi (esiti attesi)
                           PE
D   SCELTA DEL TEMA
                           RI
I                                Applicate a oggetti
A   FORMULAZIONE QUESITI         di apprendimento
Z   PROBLEMATIZZAZIONE     DE    precostituiti di
                           LL
I                                complessità graduale
                           O
O
N    OPERAZIONI SULLE            Condizionate e definite
E         FONTI            ST    a partire da variabili
                           UD
                                 didattiche (tempi,
                           EN
D                          TE    contesto curricolare,
O                                conoscenze/competenze
    PRODUZIONE INFO.
C                                pregresse …)
E   RISPOSTE AI QUESITI
N                                Costruzione, sviluppo
    COMUNICAZIONE ESITI
T                                ed esperienza di
E                                competenze attese
     Impiego delle fonti nel
      laboratorio di storia:
rassegna di criteri, limiti e problemi,
       opportunità, strumenti
                Fase 1: la ricerca delle fonti
                                 La maggior parte delle fonti “canoniche”sono
                                 inaccessibili, se non riprodotte

    Massima distanza             Tempi e logistica: improponibili
    fra ricerca esperta
                                 Inopportuno/controindicato porre qualunque
    e ricerca didattica
                                 studente di fronte alla “massa documentale”

                                 Troppe, troppo vaste e “fini” le conoscenze
                                 extrafonte e le competenze richieste
    Massimo tasso di
 mediazione didattica:
 la ricerca delle fonti è
compito dall’insegnante
                            Raccolta di “tracce” nel vissuto dello studente/dei
                            suoi contesti sociali (fonti non sistematizzate)

                            Rilevazione di “tracce” sul campo con strumenti
                            adeguati (es. foto, testimonianze, fonti mat.)
      esperienze
     praticabili e          Ricerca, mediata, su “materiali” codificati su
       fruttuose            supporti afferenti l’esperienza degli studenti (Web)
     (fortemente
                            Esperienze “esemplari” nei luoghi deputati alla
      orientate)
                            conservazione delle fonti (archivi, musei,
                            biblioteche di conservazione, siti archeologici…)
           Fase 2: la selezione delle fonti (1)

Elevato tasso di mediazione didattica:          Elevata distanza fra ricerca
 la ricerca delle fonti è compito quasi         esperta e ricerca didattica
        esclusivo dell’insegnante



 ALCUNI CRITERI GUIDA E SPUNTI PER LA SELEZIONE:

 Non tutte le fonti/le tipologie          Fonti “elettive” per la didattica
 si prestano a un uso didattico           (periodi, tipologie, codici)
 (complessità insormontabili)
                                          La fonte si giustifica nel percorso:
 Campo delle fonti per il lab.:           analogia storico/insegnante
 non del tutto coincidente con
 quello della ricerca profess.
                                          Legittimo anche l’impiego di oggetti
                                          esterni all’interesse della ricerca
 Didatticamente giustificati
                                          storica e afferenti l’area
 adattamento e riduzione
                                          esperienziale dello studente (es.
 della fonte
                                          materiali “poveri”)
 Selezione: funzionale alle
 variabili didattiche: tema,              Quantità limitate: agili sillogi
 tempi, finalità, abilità ecc.            (anche una sola fonte)
         Fase 2: la selezione delle fonti (2)

E’ possibile proporre agli studenti, in fasi
idonee del curricolo, esperienze mediate di
selezione delle fonti


            Predisposizione da parte dell’insegnante di
            DOSSIER composti da fonti a diverso grado di
            pertinenza (attività molto qualificante)

            Selezione orientata su corpi documentali limitati e codificati
            su supporti afferenti l’esperienza degli studenti (es. gallerie
            fotografiche tematiche in rete, antologie documentarie,
            strumenti di consultazione, ma anche il manuale)

                               Raccolta eterogenea di fonti che non
                               riproduce alcun archivio reale, su cui far
            ARCHIVIO           compiere operazioni di selezione
            SIMULATO

                               Scelta ragionata di fonti riprodotte che
                               simula in scala un archivio reale (modello)
                 Fase 3: la critica delle fonti

                               Difficilmente praticabile, se non in relazione a
   CRITICA ESTERNA             fini molto specifici e con studenti esperti; esiti
                               didattici molto alti ma non indispensabili

                               Estremamente fruttuosa ogni operazione
   CRITICA INTERNA             condotta su fonti adeguate che consenta di
                               “destrutturarle” in quanto segni (senza
                               eccessive pretese interpretative!):


   Può/deve seguire, a         IDENTITA’ DI CHI PRODUCE IL MESSAGGIO
seconda delle difficoltà, la
 fase dell’interrogazione      DESTINATARI E SCOPI

                               INTENZIONI COMUNICATIVE

                               ATTENDIBILITA’ DI CHI HA PRODOTTO IL
  Opportunità di definire      MESSAGGIO / DEL MESSAGGIO
   strumenti standard di
   analisi del messaggio       MOTIVI DELLA SOPRAVVIVENZA E DELLA
 (es. schema di Jakobson)      COLLOCAZIONE DELLA TRACCIA

                               CONFRONTO FRA TESTIMONIANZE DIVERSE
                               SU UN MEDESIMO OGGETTO (…)
    Fase 4: interrogazione delle fonti e produzione e
          organizzazione delle informazioni (1)
                            Massima analogia consentita fra procedure
                            esperte e procedure didattiche (porre
                            domande e ottenere risposte)
   Sotto il profilo
    formativo si            Forte coinvolgimento operativo dello studente
  tratta della fase         (mediazione didattica “qualitativa”)
  più importante e
     produttiva             Formazione delle abilità più qualificanti in
                            termini di costruzione della “cultura
                            storica” dello studente / cittadino


                      LO STUDENTE IMPARA GRADUALMENTE


  CHE UNA TRACCIA E’                 A PRODURRE INFORMAZIONI /
  TRASFORMABILE IN                   A PADRONEGGIARE TECNICHE
  FONTE DI INFORMAZIONI               E STRUMENTI PER PRODURLE


CHE LE INFORMAZIONI
SONO UN “PRODOTTO”,      A RICAVARE DALLE     A RICAVARE DALLE FONTI
 CHE LA STORIA E’ UN     FONTI LE INFO        INFO MEDIANTE INFERENZE
    “COSTRUTTO”          ESPLICITE
  Fase 4: interrogazione delle fonti e produzione e
        organizzazione delle informazioni (2)
                   TECNICHE E STRUMENTI: ESEMPI


Attività di LETTURA SELETTIVA


DATAZIONE

Analisi mediante PAROLE / ELEMENTI CHIAVE e/o QUESTIONARI /
GRIGLIE DI INTERROGAZIONE

SCHEDATURA delle fonti secondo criteri variabili e organizzazione dello
schedario (es. numerazione, classificazione in base alle info ecc.)

Costruzione di GRAFICI, DIAGRAMMI, TABELLE, VERBALIZZAZIONI di dati
non verbali, STRISCE TEMPORALI, LUCIDI SOVRAPPONIBILI ...

Attività di collegamento fra fonti e fonti/testi (anche agili ipertesti)

Brain storming e altre tecniche di rilevazione/cfr. collettivi

Fonti quantitative: serializzare, aggregare/disaggregare, correlare,
graficizzare, verbalizzare grafici, calcolare medie, confrontare ecc.
Una proposta di classificazione a fini didattici

Può risultare utile a orientare la selezione delle fonti da
utilizzare nell’attività didattica uno schema di classificazione
(proposto a suo tempo da S.Guarracino), per quanto parziale,
che adotti come criterio il rapporto fra potenzialità
informative di un dato uso della fonte e prospettiva di
ricerca didattica entro la quale sfruttarlo:

                                      UNICA

                                      GLOBALE
           FONTE
                                      TIPICA

                                      SERIALE

 NN.BB.: non esistono fonti di per sé uniche, globali, tipiche o
 seriali, ma un impiego unico, globale, tipico o seriale della fonte
                                          Fonte unica
          Consente di conoscere, di assodare un evento o una
          serie di eventi determinati


ESEMPI                                                 POTENZIALITA’ DIDATTICHE
Constitutio Antoniniana, Dichiarazione                 Poco significative: riguarda fatti-eventi; veicola quasi
d’indipendenza degli Stati Uniti d’America, Trattato   soltanto storia politico-diplomatica; rischia di
di Versailles, Verbale del Gran Consiglio del          generare la convinzione che esistano fonti
25.7.1943, Cronaca giornalistica dell’attentato di     “oggettive” e “decisive”; utile solo se impiegata con
Gavrilo Princip a Sarajevo …                           finalità diverse da quella tradizionali, puramente
                                                       avvalorative o in relazione a temi adatti (es.
                                                       biografia individuale nel I ciclo delle elementari)
                                        Fonte globale
         consente, per la sua ricchezza, la ricostruzione articolata ed
         esaustiva di un intero fenomeno sociostorico (assai rare)


ESEMPI                                                 POTENZIALITA’ DIDATTICHE
Catasto teresiano, Censimento del 1861, Bilancio       Impiego quasi impossibile (tempo, competenze,
statale, De Magnalibus urbis Mediolani di Bonvesin     dimensioni, riproducibilità…), salvo selezionarne
de la Riva, Editto di Rotari, Registro delle degenze   alcuni che si prestano: Capitulare de villis, Relazioni
pluridecennale di un grande ospedale storico,          sull’inchiesta agraria Jacini … o proporre un’analisi
Decameron …                                            campionaria (es. Decameron); attivano un massimo di
                                                       operatività e concettualizzazioni storiche
                                 Fonte tipica
      rappresentativa di un’intera categoria di fonti (tipicità
      formale della fonte o tipicità del fenomeno), consente di
      ricostruire un fenomeno diffuso (una pratica sociale, un
      rapporto di lavoro, un comportamento, un elemento di
      mentalità, una condizione di salute…)

ESEMPI                                        POTENZIALITA’ DIDATTICHE
Una cartella clinica, un contratto di         Possibilità pressoché illimitate di impiego
mezzadria, un ex voto, il capitolato di una   didattico: la singola fonte rende conto di un
condotta mediaca, un’intervista a un ex       intero fenomeno nell’unità di tempo;
operaio, lo statuto di un banco di mutuo      l’accostamento di più esemplari dello stesso
soccorso, un certificato anagrafico, un       tipo di fonte appartenenti a tempi diversi
contratto matrimoniale, un testamento, un     consentono di cogliere l’evoluzione del
atto di compravendita, un enclosure act, lo   fenomeno. L’acume dell’insegnnate può
statuto di un’opera pia …                     suggerire molte altre modalità d’impiego
                                           Fonte seriale
           Dalla fonte al dato: singolo elemento di una serie
           cronologica di fonti omologhe, consente di cogliere il ritmo
           evolutivo di un fenomeno (di per sé quantitativo o
           quantificabile)


ESEMPI                                                    POTENZIALITA’ DIDATTICHE
Serie economiche (prezzi, salari, rapporto                Impiego fecondo; necessitano per lo più di forte
semente/prodotto…), demografiche (natalità,               mediazione culturale e didattica, specie nelle prime
mortalità, nuzialità, migrazioni …), sociali (es. tassi   fasi di scolarizzazione; attivano però una forte
di analfabetismo, andamenti di fenomeni epidemici         operatività; consentono come altri non sanno fare di
…)                                                        fissare l’evoluzione di un fenomeno storico
     “Che il piccolo storico sia” (I.Mattozzi) ?

                             Non perché riproduca la ricerca
                                 storica professionale...

Il laboratorio di storia
                               … ma neanche perché promuove un
é espressione di un             generico “fare per apprendere”,
corretto, realistico e          generiche competenze operative
fecondo rapporto fra              (viceversa: intercambiabilità
ricerca storica e                   storia/altre discipline)...
didattica della storia
                           …bensì perché edifica “attrezzature
                      intellettuali, competenze, abilità” specifiche,
                       analoghe a quelle che stanno alla base dei
                        processi di costruzione del sapere storico

“cultura storica”: contributo irrinunciabile
      alla comprensione del presente


             Un buon modello di mediazione didattica
Conoscenze          Competenze           Competenze            Competenze
competenze         metodologico-         psicopedago-          progettuali /
 disciplinari        didattiche       giche e relazionali      organizzative




                              Insegnante



   Saperi esperti:        Rilevanze culturali/       Sapere spontaneo
 processi/struttura       rilevanze formative          Preconoscenze
                                                     Esigenze formative


  Sapere riconfigu-        Percorsi- processi:
 rato a fini didattici       Op. cognitive                   Studente
                            Abilità operative
                          Materiali diversificati

  MEDIAZIONE                                                DIDATTICA



      Studente/cittadino attrezzato/ dotato di “cultura storica”
Nel laboratorio di storia il percorso didattico :

 Si struttura a partire dalle esigenze formative degli studenti
 (selezione delle variabili) e muove dalla motivazione (presente-
 passato-presente)

 Propone, in chiave didattica, non solo conoscenze preconfezionate,
 ma anche e soprattutto le tappe del processo attraverso il quale si
 costruiscono, lo “spettacolo della ricerca” (R.Lamberti)

 Prevede e promuove l’interazione di “sapere” e “saper fare”: non
 riproduce il lavoro dello storico, ma applica a oggetti didattici, e
 con fini formativi, procedure, operazioni cognitive e abilità
 operative analoghe
 Assegna agli studenti un ruolo attivo, favorendo la metacogniz.

 Consente l’applicazione delle competenze acquisite nei percorsi
 precedenti e la loro progressiva ristrutturazione (motivazione!)

 Prevede la cooperazione funzionale e la variazione degli stimoli

 Il ruolo di mediatore didattico (di formatore)
 dell’insegnante è esaltato
Il contributo innovativo del laboratorio di storia


              Da ...                     A ...



  Sistema prev. istruttivo      Sistema preval. formativo


   Centralità delle istanze      Centralità dello studente
    dei saperi disciplinari     e dei suoi bisogni formativi

    Oggetto prev. della          Oggetto prevalente della
   mediazione didattica: i       mediazione didattica: il
    risultati del sapere         processo di costruzione
                                       del sapere


   Curricolo orientato a          Curricolo orientato alle
  conoscenze / contenuti                competenze
   Ragionare per competenze da attivare
“II tronco di cono rovesciato rappresenta le
conoscenze. Le conoscenze poste alla base del
curricolo verticale saranno conoscenze piccole
= nuclei di sapere a) molto generali; b) non
numerosi: c) retti da modelli semplici; d)
espressi in linguaggi accessibili.
All'ultimo stadio della formazione le conoscenze
saranno molto "grandi", cioè sorrette da una
grande quantità di documenti, di pagine, di
informazioni.
Le due spirali dello schema rappresentano una
le abilità specifiche, I'altra le abilità trasversali.
Hanno questa forma perché sono sempre le
stesse che si ripresentano, però a livelli più alti,
cioè permettono all'allievo di gestire quantità di
conoscenze sempre maggiori.
                                                         Antonio Brusa,
Lo schema è basato sul principio che                     Il nuovo curricolo di storia
all'aumentare delle abilità aumentino le                  in RS-Ricerche storiche,
                                                         n.86, Reggio Emilia, Istoreco,
conoscenze, e non viceversa.”                            1997
      IL LABORATORIO DI STORIA
 si legittima, si sostanzia e si garantisce
efficacia non effimera entro il quadro più
           ampio del CURRICOLO

    … qualche considerazione generale ...
  Curricolo e lab. di storia: un modello “elastico”

  La logica del curricolo impone una dinamica progressiva
  dell’ apprendimento : è dunque legittima e produttiva una
  accezione elastica, estensiva e graduabile del lab. di storia

                     LABORATORIO
                       DI STORIA

dalle pratiche operatorie      … alla ricerca storico-
     sul “manuale” ...         didattica “originale”

                  gradi intermedi           E’ laboratoriale ogni
                                           prassi volta a formare
  Es.: Lab. di complessità crescente       abilità  competenze
  (con mediazione da forte a debole)       disciplinari specifiche

  Es.: Estrapolazione di singole fasi di
  lab. per conseguire esiti circoscritti
 Curricolo e lab. di storia: non solo laboratorio
 Il laboratorio di storia, se adottato come prassi didattica
 esclusiva, non è funzionale al conseguimento di tutti i
 traguardi formativi della storia insegnata


 Una somma seq. di unità laboratoriali non dà un curricolo



La storia non è disciplina di soli contenuti, ma neanche di sole
procedure operatorie  non si possono affrontare in laboratorio
tutti i contenuti rilevanti / non tutti i contenuti rilevanti si
prestano ad essere affrontati in lab.

Nel testo storico non tutto è riconducibile alle fonti

Esistono esigenze formative specifiche che il lab. difficilmente
può garantire, in assoluto o in relazione ai tempi a disposizione:
es. padronanza di concettualizzazioni, mappe concettuali
generali, periodizzazioni a largo raggio spazio-temporale, quadri
generali di riferimento...
 Curricolo e lab. di storia: non solo laboratorio


           Un criterio guida ragionevole ...




Formazione di abilità          Acquisizione di conoscenze-
e competenze “fini”            quadro e padronanza di
                               strumentazioni “generali”



   LABORATORIO
     DI STORIA                      ALTRE PRASSI
                                     DIDATTICHE
Curricolo e lab. di storia: verticalità “obbligatoria”
Il laboratorio di storia richiede ampie competenze e
grande impegno di risorse professionali e l’adozione del
lab. non può postulare “insegnanti tutti storici”

Un laboratorio “una tantum” è significativo, ma poco
“economico” e di incisività limitata

 La logica del laboratorio di storia è generalizzabile solo
 potendo contare, nelle varie fasi della progressione
 curricolare, su conoscenze, abilità  competenze
 pregresse (continuità/discontinuità positive, virtuose)


          IL LABORATORIO DI STORIA “IMPONE”
                IL CURRICOLO VERTICALE

       LOGICHE E PRASSI COOPERATIVE:
 IL LABORATORIO DI DIDATTICA DELLA STORIA
    Laboratorio: un concetto plurale
                    LABORATORIO


   LAB di didattica
della storia/d’area gss                LAB di storia


 Modalità                   Modalità


            Luogo fisico             Luogo fisico
            funzionale a Laboratorio funzionale a
                          d’istituto


                 Laboratorio territoriale - Centro
                documentazione, risorse e servizi
    LABORATORIO DI DIDATTICA DELLA STORIA




     modalità di ristrutturazione e supporto della
professionalità docente (formazione, documentazione,
  progettazione ecc.) esercitata dai docenti in forma
               associata e collaborativa



                LA SCUOLA COME
              LABORATORIO DELLA
               PROFESSIONALITA’
                    DOCENTE
Nel laboratorio di didattica della storia

Gli insegnanti, della stessa scuola e/o           Definiscono i propri
di scuole diverse, in forma cooperativa:           bisogni formativi


 Discutono, progettano e realizzano            Progettano e organizzano
     la propria autoformazione                    corsi di formazione


 Organizzano documentazione,                 Accedono a documentazione,
       risorse e servizi                    risorse e servizi (anche remoti)

 Gestiscono i rapporti                       Articolano fra di loro il
 con enti esterni e altre                    lavoro comportato dal
 scuole e reti di scuole                     laboratorio di storia o
                                            da altre attività/iniziative

       Definiscono
   quote di curricolo (di        Progettano percorsi
    ciclo/del territorio)        didattici e materiali
Laboratori: per un
                             CENTRO RISORSE -
sistema territoriale        LAB. TERRITORIALE


                       PRASSI
                     DIDATTICHE
                   LAB di storia
    MEDIAZIONE
    DIDATTICA

           Documentazione, Analisi,
            Ricerca, Progettazione
           LAB didattica della storia

              FORMAZIONE / SUPPORTO
             PROFESSIONALITA’ DOCENTE
IL LABORATORIO DI DIDATTICA DELLA RETE: PROGRAMMA


A.S. 2002/2003                       A.S. 2003/2004

•Esame delle condizioni,             •Pianificazione dei laboratori
prerequisiti e approfondimenti
                                     •Realizzazione e monitoraggio
•Definizione delle variabili         dei laboratori
curricolari da selezionare
                                     •Sistematizzazione e
•Scelta degli strumenti e            formalizzazione delle
progettazione dei laboratori         esperienze

•Articolazione dei compiti           •Valutazione collettiva degli
socializzabili (es. ricerca fonti)   esiti

•Reperimento e analisi di            •Definizione delle modalità di
risorse e strumenti disponibili      veicolazione delle esperienze e
                                     delle prospettive aperte

                                     •Pubblicazione delle
                                     esperienze

				
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posted:3/9/2012
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