Cantico: Dn 3, 52-57, Ogni creatura lodi il Signore by Bt7Uw5

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									Il (nostro) brano… precede questa magnifica evocazione di tutte le creature.                                                                       Catechesi biblica 33
Costituisce la prima parte del Cantico, la quale evoca invece la presenza                                Cantico:Ogni creatura lodi il Signore
gloriosa del Signore, trascendente eppure vicina. Sì, perché Dio è nei cieli,                       Lodi Domenica 2a Settimana (Lettura: Dn 3, 52-53.55-57).
dove «penetra con lo sguardo gli abissi» (cfr 3,55), ma è anche «nel tempio santo                                                     (Udienza del 12 dicembre 2001)
glorioso» di Sion (cfr 3,53). Egli è assiso sul «trono del suo regno» eterno e
infinito (cfr 3,54), ma è anche colui che «siede sui cherubini» (cfr 3,55), nell’arca   1. Il cantico… è costituito dalla prima parte di un lungo e bell’inno che si trova
dell’alleanza collocata nel Santo dei Santi del tempio di Gerusalemme.                  incastonato nella traduzione greca del libro di Daniele. Lo cantano tre giovani
4. Un Dio al di sopra di noi, capace di salvarci con la sua potenza; ma anche           ebrei gettati in una fornace per aver rifiutato di adorare la statua del re babilonese
un Dio vicino al suo popolo, in mezzo al quale Egli ha voluto abitare nel suo           Nabucodonosor. Un’altra parte dello stesso canto viene proposta dalla Liturgia
«tempio santo glorioso», manifestando così il suo amore. Un amore che Egli              delle Ore per le Lodi della domenica, nella prima e nella terza settimana del
rivelerà in pienezza nel far «abitare in mezzo a noi» il Figlio suo Gesù Cristo         Salterio liturgico. Il libro di Daniele, come è noto, riflette i fermenti, le
«pieno di grazia e di verità» (cfr Gv 1,14). Egli rivelerà in pienezza il suo           speranze e anche le attese apocalittiche del popolo eletto, il quale, nell’epoca
amore nel mandare in mezzo a noi il Figlio a condividere in tutto, fuorché nel          dei Maccabei (secondo secolo a.C.) era in lotta per poter vivere secondo la
peccato, la nostra condizione segnata da prove, oppressioni, solitudine e morte.        Legge data da Dio.
La lode dei tre giovani al Dio Salvatore continua…nella Chiesa. Per esempio,            Dalla fornace, i tre giovani,
san Clemente Romano, al termine della sua Lettera ai Corinzi, inserisce una             miracolosamente preservati dalle
lunga preghiera di lode e di fiducia, tutta intessuta di reminiscenze bibliche e        fiamme, cantano un inno di
forse riecheggiante l’antica liturgia romana. È una preghiera di gratitudine al         benedizione rivolto a Dio. Questo inno
Signore che, nonostante l’apparente trionfo del male, guida a buon fine la storia.      è simile a una litania, ripetitiva e
5. Eccone un passaggio:                                                                 insieme nuova: le sue invocazioni
«Tu apristi gli occhi del nostro cuore (cfr Ef 1,18)                                    salgono a Dio come volute d’incenso,
perché conoscessimo te il solo (cfr Gv 17,3)                                            che percorrono lo spazio in forme
altissimo nell’altissimo dei cieli                                                      simili eppure mai uguali. La preghiera
il Santo che riposi tra i santi                                                         non teme la ripetizione, come
che umìli la violenza dei superbi (cfr Is 13,11)                                        l’innamorato non esita a dichiarare
che sciogli i disegni dei popoli (cfr Sal 32,10)                                        infinite volte all’amata tutto il suo
che esalti gli umili e abbassi i superbi (cfr Gb 5,11).                                 affetto…
Tu che arricchisci e impoverisci                                                        2. …l’avvio di questo inno cosmico...
che uccidi e dai la vita (cfr Dt 32,39)                                                 è l’introduzione, che precede la grandiosa sfilata delle creature coinvolte
il solo benefattore degli spiriti e Dio di ogni carne                                   nella lode. Uno sguardo panoramico a tutto il canto nel suo distendersi litanico,
che scruti gli abissi (cfr Dn 3,55)                                                     ci fa scoprire una successione di componenti che costituiscono la trama di tutto
che osservi le opere umane                                                              l’inno. Questo inizia con sei invocazioni rivolte direttamente a Dio; ad esse
che soccorri quelli che sono in pericolo                                                segue un appello universale alle "opere tutte del Signore", perché aprano le loro
e salvi i disperati (cfr Gdt 9,11)                                                      labbra ideali alla benedizione (cfr v. 57).... Successivamente il canto si distenderà
creatore e custode di ogni spirito                                                      convocando tutte le creature del cielo e della terra a lodare e magnificare il loro
che moltiplichi i popoli sulla terra                                                    Signore.
e che fra tutti scegliesti quelli che ti amano                                          3. Il nostro brano iniziale verrà ripreso un’altra volta dalla liturgia, nelle Lodi
per mezzo di Gesù Cristo l’amatissimo tuo Figlio                                        della domenica della quarta settimana. Sceglieremo, perciò, ora solo alcuni
mediante il quale ci hai educato, ci hai santificato e ci hai onorato»                  elementi per la nostra riflessione. Il primo è l’invito alla benedizione:
(Clemente Romano, Lettera ai Corinzi).                                                  "Benedetto sei tu…", che diverrà alla fine: "Benedite…!".
Nella Bibbia esistono due forme di benedizione, che s’intrecciano tra loro. Da         E continua: "Come chi guarda verso il mondo sensibile deduce per mezzo delle
un lato, c’è quella che scende da Dio: il Signore benedice il suo popolo (cfr Nm       cose visibili la bellezza invisibile… così chi guarda verso questo nuovo mondo
6, 24-27). È una benedizione efficace, sorgente di fecondità, felicità e prosperità.   della creazione ecclesiale vede in esso Colui che è divenuto tutto in tutti
Dall’altro c’è la benedizione che sale dalla terra al cielo. L’uomo, beneficato        conducendo per mano la mente, per mezzo delle cose comprensibili dalla nostra
dalla generosità divina, benedice Dio, lodandolo, ringraziandolo, esaltandolo:         natura razionale, verso ciò che supera la comprensione umana" (Langerbeck H.,
"Benedici il Signore, anima mia!" (Sal 102, 1; 103, 1).                                Gregorii Nysseni Opera, VI).
La benedizione divina è spesso mediata dai sacerdoti (cfr Nm 6, 22-23.27; Sir 50,      Nel cantare questo cantico il credente cristiano viene invitato dunque a
20-21) attraverso l’imposizione delle mani; la benedizione umana è invece              contemplare il mondo della prima creazione, intuendovi il profilo della
espressa nell’inno liturgico, che sale al Signore dall’assemblea dei fedeli.           seconda, inaugurata con la morte e la risurrezione del Signore Gesù. E questa
4. Un altro elemento… è costituito dall’antifona. Si potrebbe immaginare che           contemplazione conduce per mano tutti a entrare, quasi danzando di gioia,
il solista, nel tempio gremito di popolo,                                              nell’unica Chiesa di Cristo.
intonasse la benedizione: "Benedetto sei
tu, Signore…", elencando le diverse                                                                          Udienza del 19 febbraio 2003
meraviglie divine, mentre l’assemblea dei                                              1. «Quei tre giovani, a una sola voce, si misero a lodare, a glorificare, a benedire
fedeli ripeteva costantemente la formula:                                              Dio nella fornace» (Dn 3,51). Questa frase introduce il.. Cantico... Esso si trova
"Degno di lode e di gloria nei secoli". È                                              all’interno del Libro di Daniele, nella parte giunta a noi solo in lingua greca, ed è
quanto già accadeva col Salmo 135, il…                                                 intonato da testimoni coraggiosi della fede, che non hanno voluto piegarsi
"Grande Hallel", cioè la grande lode, ove                                              all’adorazione della statua del re e hanno preferito affrontare una morte tragica, il
il popolo ripeteva: "Eterna è la sua                                                   martirio nella fornace ardente. Sono tre giovani ebrei, collocati dall’autore
misericordia",      mentre     un      solista                                         sacro nel contesto storico del regno di Nabucodonosor, il tremendo sovrano
enumerava i vari atti di salvezza compiuti                                             babilonese che annientò la città santa di Gerusalemme nel 586 a.C. e deportò gli
dal Signore in favore del suo popolo.                                                  Israeliti «lungo i fiumi di Babilonia» (cfr Sal 136). Pur nel pericolo estremo,
Oggetto della lode, nel nostro Salmo, è                                                quando le fiamme ormai lambiscono i loro corpi, essi trovano la forza di «lodare,
innanzitutto il nome "glorioso e santo"                                                glorificare e benedire Dio», certi che il Signore del cosmo e della storia non li
di Dio, la cui proclamazione risuona nel                                               abbandonerà alla morte e al nulla.
tempio, pur esso "santo glorioso". I                                                   2. L’autore biblico, che scriveva qualche secolo dopo, evoca questo eroico
sacerdoti e il popolo, mentre contemplano                                              evento per stimolare i suoi contemporanei a tenere alto il vessillo della fede
nella fede Dio che siede "sul trono del suo                                            durante le persecuzioni dei re siro-ellenistici del secondo secolo a.C. Proprio
regno", ne avvertono su di sé lo sguardo                                               allora si registra la coraggiosa reazione dei Maccabei, combattenti per la libertà
che "penetra gli abissi" e questa consapevolezza fa scaturire dal loro cuore la        della fede e della tradizione ebraica. Il Cantico, tradizionalmente chiamato «dei
lode: "Benedetto… benedetto…". Dio, che "siede sui cherubini" ed ha come sua           tre giovani», è simile ad una fiaccola che rischiara l’oscurità del tempo
abitazione il "firmamento del cielo", è tuttavia vicino al suo popolo, che si sente    dell’oppressione e della persecuzione, un tempo che spesso si è ripetuto nella
per questo protetto e sicuro.                                                          storia di Israele e nella stessa storia del cristianesimo. E noi sappiamo che il
5. La riproposta di questo cantico al mattino della domenica, la Pasqua                persecutore non assume sempre il volto violento e macabro dell’oppressore, ma
settimanale dei cristiani, è un invito ad aprire gli occhi di fronte alla nuova        spesso si compiace d’isolare il giusto, con la beffa e l’ironia, chiedendogli con
creazione che ha avuto origine appunto con la risurrezione di Gesù.                    sarcasmo: «Dov’è il tuo Dio?» (Sal 41,4.11).
Gregorio di Nissa, un Padre della Chiesa greca del quarto secolo, spiega che con       3. Nella benedizione… sono coinvolte tutte le creature. Essi intessono una sorta
la Pasqua del Signore "vengono creati un cielo nuovo e una nuova terra… viene          di arazzo multicolore dove brillano gli astri, scorrono le stagioni, si muovono gli
plasmato un uomo diverso rinnovato ad immagine del suo creatore per mezzo              animali, si affacciano gli angeli e soprattutto cantano i «servi del Signore», i
della nascita dall’alto" (cfr Gv 3, 3.7).                                              «pii» e gli «umili di cuore» (cfr Dn 3,85.87).

								
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