Relazione Finale - Modulo Progettazione

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Relazione Finale - Modulo Progettazione Powered By Docstoc
					DOL – Anno I
Modulo di progettazione
Relazione finale                                                                      Maurizio Fasoli




“Alla scoperta del pianoforte”



Il contesto didattico

Nella scuola secondaria di primo grado “A. Stoppani” di Lecco è attivo da anni un corso a indirizzo musicale.
In esso gli alunni studiano, oltre alle normali ore curricolari, uno strumento musicale a scelta tra pianoforte,
flauto traverso, violino e tromba, in orario pomeridiano. I ragazzi frequentano pertanto 3 moduli orari
pomeridiani: due di pratica strumentale, a gruppi di due alunni; uno di teoria e lettura della musica, per
gruppi strumentali (cioè tutti gli allievi di uno strumento in una classe).
Sono il docente di pianoforte in questo corso. L’orario di cattedra è articolato in moduli orari nella maggior
parte dei quali lavoro con due soli allievi, mentre per tre moduli vedo il gruppo di alunni di ciascuna delle tre
classi per la lezione di teoria musicale.
In questo ambito didattico, particolarmente specialistico e orientato alla operatività strumentale-musicale,
trovare spazi adeguati per inserire attività legate all’uso delle nuove tecnologie appariva quasi come una
sfida. La scelta che si poneva – una volta assodato che si sarebbe in qualche modo articolare diversamente
i tempi della normale “lezione” di strumento – mi sembrava fosse tra l’uso delle tecnologie informatiche
legate alla pratica (uso di software musicale per la produzione di file audio o MIDI - anche attraverso tastiere
collegate al PC - oppure per la elaborazione di partiture) e il ricorso a strumenti informatici per realizzare un
prodotto che presentasse delle attività legate allo strumento studiato dai ragazzi. Ho optato per questa
seconda ipotesi, proponendo agli allievi della classe terza (un gruppo di otto ragazzi), di realizzare un
prodotto multimediale di presentazione del “nostro” strumento: il pianoforte.



Il contesto “tecnologico”
Prima di illustrare nei dettagli i contenuti e i tempi di realizzazione del progetto, occorre fare un’ulteriore
premessa. Se da un lato il dover fare lezione di pianoforte poneva qualche problema organizzativo, l’aspetto
legato alla presenza di strumenti tecnologici adeguati era particolarmente favorevole. Infatti le lezioni di
pianoforte si svolgono abitualmente in uno dei locali del Laboratorio Musicale della scuola dove, oltre allo
strumento, sono collocate attrezzature di buon livello: un PC collegato in rete locale con l’aula multimediale e
con accesso a Internet, sul quale sono installati diversi software musicali e un software di authoring
multimediale (Illuminatus Opus Pro, prodotto dalla Digital Workshop), oltre a una scheda audio di qualità
semiprofessionale e al masterizzatore, una videocamera digitale con connessione i.Link…




Le fasi operative
L’avvio del progetto

Verificata quindi la possibilità concreta, dal punto di vista tecnico, di realizzare quanto prefissatomi, ho
avviato il lavoro all’inizio di marzo, presentando ai ragazzi, durante la lezione di teoria musicale, l’idea di
realizzare insieme una presentazione del nostro strumento, in formato multimediale. Una volta raccolta
l’adesione degli allievi (come prevedibile totale ed entusiastica) abbiamo stabilito, nella lezione successiva,
delle ipotesi di lavoro circa una possibile strutturazione della presentazione: in quanti capitoli suddividerla?
Quali compiti affidarci e a chi? La discussione collettiva ci ha portato ad evidenziare quattro probabili
segmenti sui quali lavorare:
       com’è fatto un pianoforte,
       quali tecniche occorre mettere in gioco per suonarlo,
       i compositori che hanno scritto in particolare per il pianoforte
       i grandi pianisti del Novecento


Si è anche deciso che ciascun argomento sarebbe stato realizzato da due alunni (per comodità
organizzativa gli alunni che già erano abbinati per le lezioni settimanali di strumento) ma che, almeno in una
fase iniziale del lavoro, tutto il gruppo avrebbe operato unito per la ricerca di materiale su tutti gli argomenti.
Per creare un clima di “tensione positiva” verso l’uso delle nuove tecnologie, mi è sembrato interessante
introdurre l’uso di “fare i compiti in formato digitale”. Ho proposto infatti di realizzare gli esercizi abitualmente
assegnati per compito (semplici elaborazioni musicali sull’uso degli accordi) utilizzando un software
freeware di notazione musicale che è stato distribuito e illustrato a tutti gli alunni in modo da poterlo installare
e usare sul proprio PC domestico – tutti lo possedevano – e di consegnare il compito inviandolo al mio
indirizzo e-mail. Da aprile a giugno ho ricevuto settimanalmente gli esercizi per e-mail da parte di quasi tutti
gli alunni (i ritardatari lo “consegnavano” il giorno della lezione tramite floppy o USB drive…).



Internet e rete locale per la ricerca e
l’archiviazione del materiale.

Il passaggio successivo è consistito nella ricerca di materiale
iconografico, testuale e musicale. Nelle lezioni collettive di fine
marzo e inizio aprile è stata utilizzata l’aula multimediale della
scuola che, essendo dotata di 16 PC, permetteva l’utilizzo
simultaneo delle macchine da parte di tutti i ragazzi. Abbiamo
cercato di sfruttare le caratteristiche di “Information provider”


Maurizio Fasoli                                    Relazione finale                           Modulo di progettazione
della Rete, utilizzando il motore di ricerca “Google” per trovare informazioni e immagini riguardanti il
pianoforte e specialmente le quattro aree che ci eravamo proposti di esplorare. Alcuni siti erano
particolarmente centrati e pertinenti, primo fra tutti www.klavier.it, dal quale sono stati tratti la maggior parte
dei testi utilizzati per la presentazione.
                                                      In precedenza era stata creata nel PC dell’aula di
                                                      pianoforte una cartella “Progetto Pianoforte”, la quale è
                                                      stata messa in condivisione sulla rete locale; il PC veniva
                                                      lasciato acceso durante l’attività di ricerca, in modo che il
                                                      materiale interessante potesse essere salvato
                                                      direttamente nella cartella condivisa (a sua volta
                                                      suddivisa in sottocartelle per tipologia di contenuto: Testi,
                                                      Immagini, Audio), per essere successivamente vagliato,
                                                      selezionato e adattato.




Software utilizzato

A questo punto del lavoro occorreva iniziare a impostare la presentazione vera e propria, e per questo –
sempre durante la lezione collettiva, intorno a metà aprile – ho introdotto ai ragazzi l’uso del software “Opus
pro” che da quel momento in poi sarebbe diventato il “Centro operativo” dell’attività.


Opus Pro è un software dall’uso particolarmente intuitivo; l’area di lavoro e gli strumenti ricordano un po’
quelli di “Powerpoint”, ma a differenza di esso offre molti più strumenti per costruire pagine interattive: a
ciascun oggetto creato (bottoni, immagini, testi, disegni) possono essere associati diversi tipi di azione –
mostra/nascondi, vai a pagina, esegui audio o video -, e con diverse modalità (all’ingresso e all’uscita del
mouse, al clic sinistro o destro…). Inoltre – e questo era determinante per il nostro scopo – offre una
gestione di audio e video più sofisticata. Non da ultimo il programma è dotato di un’interfaccia utente
completamente in lingua italiana.


Una volta creata una pagina di esempio e mostrate le tecniche principali per la gestione dell’interattività, ho
lasciato che i ragazzi sperimentassero il software e che - diciamolo pure – si “divertissero” un po’…
Un’altra tecnica che ho illustrato agli allievi perché potessero applicarla autonomamente è stata quella di
“estrarre” l’audio da tracce di un CD musicale, attraverso l’uso di una funzionalità inclusa nel software di
masterizzazione “Nero 6”. Questo per fare in modo che gli esempi musicali che i ragazzi avevano reperito su
CD in loro possesso potessero essere convertite in file audio e utilizzate nella presentazione.


Per gli stadi successivi del lavoro il momento della lezione collettiva non poteva più bastare. Ho proceduto in
questo modo: durante le lezioni di strumento occupavo i primi minuti per impostare l’attività con gli allievi
(che obiettivi a breve termine raggiungere, come vagliare e inserire testi e immagini nella presentazione),
poi, sfruttando il fatto che la lezione prevede che per metà del tempo a disposizione un allievo suoni mentre

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l’altro ascolti, ho “esonerato” gli alunni dall’ascolto, facendoli lavorare sulla macchina dell’aula – ciascuno per
l’argomento di propria competenza. Negli ultimi minuti del modulo orario si procedeva alla verifica del lavoro
svolto, e a stabilire il da farsi per la volta successiva. Così facendo tutti i ragazzi hanno potuto dare il proprio
contributo personale al prodotto e al tempo stesso confrontarsi coi compagni e con l’insegnante su quanto
realizzato.
Le lezioni settimanali collettive sono state in parte utilizzate per mettere in comune il lavoro che man mano
                                                             andava concretizzandosi, e soprattutto per
                                                             prendere decisioni sull’impostazione generale della
                                                             presentazione (come strutturare la pagina
                                                             introduttiva, il sommario, come stabilire i percorsi di
                                                             navigazione, per far sì che il prodotto finale
                                                             apparisse il più possibile coerente e omogeneo),
                                                             oltre che per fornire suggerimenti ed espedienti per
                                                             migliorare l’interattività e la “usabilità” del
                                                             multimedia – ad esempio l’aggiunta di barre di
                                                             scorrimento ai testi, o l’utilizzo di semplici editor di
                                                             immagini (abbiamo usato “Picture Manager” della
suite “Office 2003”) per realizzare una copia “schiarita” delle immagini utilizzate per i pulsanti, in modo da
ottenere l’effetto di “illuminazione” del bottone al passaggio del mouse.

Questa fase ha occupato tutto il periodo da fine aprile al termine delle lezioni (e anche oltre, dato che in un
paio di mattinate prima degli esami di licenza media i ragazzi sono tornati in aula per ritoccare le pagine…)
Ne è nato un piccolo prodotto ipermediale, cui gli allievi hanno dato il titolo “Alla scoperta del pianoforte”,
strutturato come previsto in quattro capitoli introdotti da un sommario generale e da un indice per ciascuna
sezione.



La struttura dell’ipermedia

Nel dettaglio:
       La struttura del pianoforte (autori: Matteo e Christian): l’idea “forte” in questa sezione è stata quella
        di utilizzare un’immagine della struttura di un pianoforte e di invitare l’utente a esplorarla: creando
        delle aree sensibili su ciascuna parte si è fatto in modo che, passando il mouse su ciascuna di esse
        comparisse la denominazione della parte in questione, e al clic del mouse ci si collegasse ad una
        pagina di descrizione.

       La tecnica (autori: Martina e Victoria): questo capitolo è forse quello che ha dato i risultati migliori,
        sotto il profilo del coinvolgimento diretto delle competenze strumentali-musicali degli allievi. L’idea è
        stata questa: descrivere quali sono gli aspetti basilari della tecnica pianistica può essere
        interessante, ma non basta; non si potrebbe anche “farlo vedere”? Ecco allora che – superate le
        prime reticenze, le due ragazze hanno suonato al pianoforte alcuni esempi musicali relativi alla
        caduta, all’articolazione, al trillo e al pedale, utilizzando la videocamera per filmarsi. Le conoscenze



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        di “Windows movie maker” acquisite nel modulo tecnico sono venute in aiuto: le riprese sono state
        riversate in clip multimediali tramite acquisizione digitale (il PC è dotato di ingresso Firewire), e con
        l’aggiunta di semplici effetti di dissolvenza in entrata e uscita sono state salvate in formato Windows
        Media Video nella cartella delle risorse multimediali del progetto. Opus pro supporta questo tipo di
        file, ed è stato facile inserire i video nelle pagine relative all’aspetto tecnico di volta in volta
        analizzato. Il risultato è stato – a mio giudizio – particolarmente soddisfacente…

       I compositori (autori: Francesco e Riccardo). Un indice visivo che collega a pagine descrittive la
        biografia di tre grandi autori: Mozart, Beethoven e Chopin. Di quest’ultimo vi è anche un esempio
        musicale, attivabile tramite un pulsante. E’, se vogliamo, la sezione meno sviluppata, secondo la mia
        opinione a causa dell’interesse maggiore che i ragazzi hanno avuto per l’esplorazione di tutti quegli
        effetti che il software metteva a disposizione (sfondi, ombre, caratteri, colori, contorni…) rispetto ai
        contenuti. E questo è stato in effetti uno dei punti critici dell’esperienza: quello di non aver potuto –
        quando sarebbe stato necessario – assistere con assiduità il lavoro degli allievi, soprattutto dove si
        manifestava una certa carenza nella autonomia di gestione dell’attività.

       I pianisti (autori: Giulia e Sara): la struttura è simile a quella dei compositori, ma con un numero
        decisamente maggiore di pagine, testi ed esempi musicali, e più curato nell’aspetto grafico. Di
        ciascun pianista si può ascoltare un frammento di una sua esecuzione (il titolo dell’opera appare
        solo quando si fa clic sul pulsante di inizio riproduzione)

Le pagine di introduzione e finale sono state create durante le ultime lezioni collettive.

Come in PowerPoint, il file prodotto conteneva tutte le pagine realizzate, ed era d’altra parte visualizzabile
unicamente sul PC sul quale era installato il software autore. L’attività di pubblicazione su CD rom e di
creazione del file di setup (funzionalità inclusa nel software) è stata da me realizzata qualche giorno prima
degli esami di licenza media; una copia del prodotto è stata data a ciascun allievo, in modo tale che potesse
essere “studiato” e presentato in occasione della prova orale degli esami, cosa che è avvenuta per quattro
allievi del gruppo.




Considerazioni


Vantaggi e svantaggi

Se prendiamo in considerazione gli aspetti positivi legati all’aver realizzato un’esperienza come quella
appena conclusa, va detto che il grande vantaggio è stato quello di arricchire la lezione “abituale” di
strumento musicale con un’attività diversa nei contenuti, variamente operativa e che in qualche modo
recuperasse aspetti non direttamente legati alla pratica strumentale ma molto importanti per una formazione
musicale più completa, che spesso vengono trascurati, quasi sacrificati a favore dell’”addestramento”
strumentale: una riflessione sulla tecnica o sulla struttura dello strumento, ad esempio, sarebbero state
difficilmente operate senza lo stimolo fornito da questo progetto.




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Il numero ridotto di allievi è senza dubbio stato un aspetto che ha favorito da un lato la realizzazione di un
prodotto compiuto e sufficientemente completo, dall’altro la possibilità che ciascuno apportasse il proprio
contributo concreto al lavoro. Il fatto poi di avere le attrezzature necessarie a portato di mano è stato un
fattore vantaggioso, anzi determinante, vista l’organizzazione delle attività di insegnamento di pianoforte.
Non sarebbe stato possibile portare i ragazzi nell’aula multimediale durante le lezioni di strumento (avrebbe
voluto significare sospendere numerosi moduli - cosa non giustificabile - e non si sarebbe potuto realizzare
nulla di compiuto utilizzando le sole ore collettive – troppo esigue).
Da questo punto di vista uno svantaggio è stato il fatto che la gestione dei tempi a volte fosse poco
produttiva: spesso era necessario ascoltare un allievo per più tempo per risolvere qualche problema
didattico legato al pianoforte, e questo faceva in modo che potesse lavorare poco al computer ; altre volte
non avevo sufficiente tempo per controllare “in itinere” il lavoro degli allievi, richiamandoli a gestire meglio il
tempo a disposizione; altre volte ancora il lavoro non veniva effettuato come previsto, o perché entrambi gli
allievi erano impegnati contemporaneamente sul versante pianistico (brani per pianoforte a quattro mani) , o
perchè si era tutti impegnati in altre attività musicali pomeridiane (laboratori di musica di insieme,
preparazione a concorsi o concerti, ecc.). E’ forse per questo motivo che le sezioni non sono state sviluppate
in modo omogeneo, soprattutto per quanto riguarda la completezza dei contenuti.
Un altro punto di criticità è costituito dal fatto che, proprio per la contemporaneità di svolgimento di due
attività (pianoforte – multimedia) che ha caratterizzato una fase cospicua del lavoro, a volte la realizzazione
del progetto venisse considerata un’attività “in più” rispetto a quella “canonica” dello strumento; e ciò
nonostante i ragazzi abbiano lavorato con piacere e impegno.



Difficoltà?

Dal punto di vista squisitamente tecnico non ci sono state particolari difficoltà. Le attrezzature erano
ampiamente sufficienti allo scopo e non hanno mai dato problemi di efficienza o stabilità. Sul versante
didattico qualche problema è emerso dal fatto che gli alunni non avevano uguali competenze sull’uso delle
NT, e non vi sono state sufficienti occasioni per poterle adeguatamente uniformare, in quanto i momenti
collettivi servivano principalmente per impostare il lavoro sul software autore, e le attività individuali per
realizzarlo. D’altra parte anche chi non era particolarmente abile nella gestione di immagini, suoni e video
possedeva comunque quelle competenze di base che lo metteva in grado – ad esempio – di visionare file di
testo, selezionare parti da eliminare e altre da trasferire nella presentazione, dando in questo modo il proprio
apporto.



Le abilità

E’ chiaro che, in senso stretto, le abilità acquisite dagli alunni non riguardano l’ambito squisitamente
disciplinare (da questo punto di vista l’unica eccezione è stata l’abilità di eseguire correttamente un brano
musicale al pianoforte, messa in atto e potenziata da parte di quelle alunne che hanno suonato nelle
registrazioni video).




Maurizio Fasoli                                   Relazione finale                            Modulo di progettazione
Osservando il lavoro svolto mi pare di aver rilevato due ambiti “trasversali” nei quali gli alunni hanno
acquisito delle abilità:

    1. l’ambito tecnico legato all’uso delle NT. Nessun allievo aveva mai utilizzato un software autore. Tutti,
         pur con diversi livelli di competenza, ora riescono a impostare una pagina interattiva, a inserire
         oggetti e ad assegnare loro proprietà ed azioni. Sanno gestire inoltre – a livello basilare – le
         immagini e i suoni. Alcuni, poi, hanno avuto modo di operare col video digitale. In questo senso si è
         cercato di concretizzare quanto indicato nel modulo “Formazione e nuovi media”, dove si indica
         nell”Offrire esperienza con le tecnologie agli apprendenti” uno dei motivi per i quali introdurre l’uso
         delle nuove tecnologie nella scuola primaria e secondaria;

    2. l’ambito del lavoro collaborativo. Nella scuola media questo aspetto viene tenuto in particolare
         considerazione, visti i frequenti momenti dell’anno scolastico nei quali gli insegnanti di varie
         discipline organizzano lavori di gruppo. Ma in questa esperienza ho notato un coinvolgimento
         particolare delle abilità di collaborazione. La situazione di apprendimento aveva molti dei requisiti per
         essere definita collaborativa: una sostanziale simmetria di azione, di conoscenza e di stato; i membri
                                                                               1
         del gruppo avevano uno scopo comune e lavoravano insieme.




L’aspetto relazionale

Nell’insegnamento-apprendimento di uno strumento musicale il rapporto docente-alunno è piuttosto
particolare. Infatti è un rapporto uno-a-uno o uno-a-pochi (situazione rarissima nella scuola dell’obbligo), e
ciò implica un livello molto alto di relazione interpersonale e affettiva. Inoltre l’apprendimento avviene in un
contesto di costante operatività e di continuo controllo delle prestazioni dell’allievo. Non esiste una
suddivisione temporale netta tra il momento della esposizione di un argomento, quello delle attività di classe
e quello della verifica finale dopo lo studio domestico; tutti questi aspetti sono condensati in ciascuna
lezione: ogni esecuzione rivela il grado di sicurezza e di competenza raggiunto, è punto di partenza per
ulteriori approfondimenti, è occasione per affrontare insieme al docente i passaggi e le difficoltà tecniche più
ostici. Il docente è inoltre costantemente presente al fianco dell’alunno. Le attività nella lezione collettiva
prevedono invece situazioni di apprendimento più simili a quelle che caratterizzano le dinamiche tra
insegnante e allievi in una classe (spiegazioni, esercizi, momenti di verifica), anche se il numero esiguo di
alunni, ciascuno dei quali conosciuto in un contesto più “personalizzato”, permette anche qui una relazione
didattica un po’ più elastica e “anticonvenzionale” (le lezioni si svolgono con alunni e docente tutti intorno a
un tavolo…) e soprattutto orientata all’operatività e al controllo immediato dei processi di apprendimento
specifici (in particolar modo la lettura ritmico-musicale).
Non è stata quindi una novità per i ragazzi che il docente radunasse intorno a sé gli allievi per una
spiegazione; semmai nuovo è stato il fatto di essere riuniti intorno a un PC, e che l’insegnante spiegasse
contenuti affatto diversi rispetto a quelli cui erano abituati.

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  Per certi aspetti si potrebbe parlare anche di una situazione di cooperazione (a volte i ragazzi lavoravano
singolarmente)

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Ma la vera differenza rispetto alle “normali” situazioni di apprendimento è consistita nel fatto che il contesto,
una volta tanto, appariva più “destrutturato” e meno “controllato” da parte dell’insegnante. Rispetto al
controllo costante delle lezioni di strumento (la limitata competenza tecnica degli alunni ai primi anni di studio
impone che essi “seguano” quasi acriticamente le indicazione dell’insegnante), i ragazzi sono stati
finalmente liberi di compiere delle scelte all’interno di innumerevoli possibilità. Il compito dell’insegnante è
stato quello di coordinare il lavoro dei gruppi, di fornire le competenze per realizzarlo, intervenendo solo di
fronte a difficoltà che ne impedivano la prosecuzione, ma la maggior parte delle decisioni è stata presa dagli
allievi, senza condizionamenti o imposizioni. Un docente “regista” e degli allievi “attori”, dunque: una
situazione che l’uso delle nuove tecnologie favorisce pienamente.


Il rapporto quasi individuale tra alunno e docente - e quindi la potenziale mancanza di relazioni tra alunno e
alunno - è in parte compensato dal fatto che gli alunni frequentano la lezione di strumento a gruppi di due:
un alunno è partecipe in qualche modo di ciò che l’altro realizza, anche se non interviene direttamente nelle
scelte tecniche e musicali.
L’esperienza della realizzazione di “Alla scoperta del pianoforte” ha permesso di mettere in gioco relazioni di
collaborazione e di cooperazione anche durante la lezione di strumento. E non è stato infrequente che le
coppie di alunni prolungassero la loro permanenza nell’aula di pianoforte ben oltre l’orario della lezione per
proseguire insieme l’attività e confrontarsi (anche animatamente!) sulle scelte operate da ciascuno nel
proprio turno di lavoro.



Le tecnologie e il materiale

Come si è detto è stato usato il computer come centro di gestione e di produzione multimediale. Trovo che,
nella fascia d’età corrispondente alla scuola media, questo utilizzo sia particolarmente stimolante, efficace e
al tempo stesso gratificante. Saper utilizzare i diversi linguaggi è una delle finalità della scuola media, e il
mezzo tecnologico è uno strumento dalle grandi potenzialità per poterla raggiungere.
In questa esperienza l’utilizzo attivo di un software autore da parte degli allievi ha assunto una rilevanza
fondamentale. In questo senso il software è stato adottato in modo un po’ diverso rispetto a quanto illustrato
nel modulo “Formazione e nuovi media”, dove i software per creare presentazioni vengono considerati come
un supporto per l’attività del docente. Penso d’altra parte che questi programmi abbiano, specialmente nella
fascia scolare nella quale opero, una forte valenza didattica – e la facilità di approccio dimostrata dai ragazzi
ne è una prova – tale da giustificarne la “forzatura” di utilizzo.


Internet è stato utilizzato per il reperimento di materiale riguardante il pianoforte. La scelta dei siti di
riferimento non è stata il risultato di una ricerca preliminare da parte del docente. La preferenza del sito
www.klavier.it come fonte dei materiali sui quali concentrare l’analisi degli argomenti e la presentazione dei
contenuti è avvenuta nell’ambito delle attività di ricerca da parte degli alunni; il sito offriva informazioni
esaustive, ben documentate e supportate da adeguato apparato iconografico, sui vari aspetti che ci era
prefissi di esplorare, e soprattutto non era legato a scopi pubblicitari, come in numerosissimi altri casi, in cui
il vero obiettivo era quello commerciale di diffusione di un prodotto (testi musicali, strumenti, gadgets vari).


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Valutazione dell’esperienza

Come dicevo nella parte introduttiva, il mio lavoro consiste nell’insegnare il pianoforte. D’altra parte è da
qualche anno che mi interesso all’informatica e alla multimedialità nella scuola, e spesso opero interventi su
diverse classi per attività di “alfabetizzazione informatica”. Questa curiosa dicotomia fa sì che molti allievi
della mia scuola non capiscano bene se io sia “il prof. di musica” o “quello di informatica”…
L’aver realizzato questo progetto mi ha aiutato innanzitutto a coniugare concretamente aspetti
apparentemente molto lontani, quali la pratica di uno strumento musicale e l’uso delle nuove tecnologie. Ho
potuto affrontare insieme ai miei allievi tematiche strettamente collegate all’oggetto del loro impegno
quotidiano (e che riconosco di non aver mai trattato così diffusamente come in questa circostanza), ma al
tempo stesso ho cercato di comunicare saperi e competenze diverse, che riguardano comunque la mia
esperienza professionale e che mi appassionano. E’ stato arricchente anche il fatto di dover comunque
gestire situazioni di apprendimento diverse con il medesimo gruppo di allievi, e in questo modo riuscire a
osservarne meglio lo sviluppo delle capacità cognitive, operative e relazionali.
L’essere poi riuscito a fare in modo che i ragazzi riuscissero ad essere sostanzialmente autonomi nella
gestione del software e nella realizzazione del prodotto mi ha rinforzato ulteriormente la convinzione che il
linguaggio della multimedialità è un linguaggio che i ragazzi di una scuola media possono comprendere e
utilizzare, in un’ottica più generale di conoscenza e di uso consapevole delle nuove tecnologie.


Gli allievi non hanno mai fatto mancare il loro impegno nelle diverse fasi della realizzazione del lavoro, dalla
ricerca di materiale alla selezione dei contenuti più rilevanti, dalla creazione delle singole pagine alla
strutturazione dei percorsi di navigazione. L’essere intervenuti anche al di fuori dell’orario delle lezioni per
continuare a lavorare ne è stata una riprova. Quello che animava e stimolava la loro attività era secondo me
il veder concretizzarsi, attraverso l’uso di strumenti di authoring multimediale, un prodotto per molti versi
simile a quelli che li vedono unicamente fruitori (CD rom, siti Web…). Non solo quindi usufruire
dell’interattività multimediale, ma anche esserne in qualche modo i creatori.
Due episodi per testimoniare la valutazione positiva che gli allievi hanno dato di questa esperienza. Durante
la presentazione del lavoro, effettuata da un’allieva durante gli esami di licenza media (nell’aula dell’esame
c’era un PC sul quale avevamo installato “Alla scoperta del pianoforte”), la ragazza, dopo aver illustrato la
struttura generale del prodotto ha detto: “Abbiamo usato un software…beh, questo software bellissimo!”
gettandomi un’occhiata e un sorriso che significavano chiaramente: “Peccato solamente non averlo installato
sul PC di casa mia, questo programma!”…
E un altro allievo, il giorno successivo, incontrandomi nell’atrio della scuola esclama: “Prof., ho caricato il
nostro CD sul mio computer: com’è venuto bene, che bello! Pensi che mia sorella continua a esplorarlo,
premere pulsanti, ascoltare musica…” (il che ha rappresentato per fortuna anche un riuscito test di fruizione
di un utente esterno al gruppo di autori!).




Maurizio Fasoli                                   Relazione finale                          Modulo di progettazione
Indicazioni per un’eventuale prosecuzione

Come docente “polivalente” di strumento e di multimedialità la prospettiva di proseguire l’esperienza avviata
in questa occasione è davvero stimolante, visti i buoni risultati che, nel complesso, mi sembra siano stati
raggiunti. Purtroppo non potrà essere continuata con lo stesso gruppo di allievi, in uscita dalla scuola media.
Vedo interessanti in particolare tre possibili strade di prosecuzione di questo connubio tra lo strumento
musicale le nuove tecnologie:

       Utilizzare il materiale prodotto quest’anno e considerarlo come il punto di partenza per un’attività di
        ampliamento e di approfondimento. Ci sono infatti diversi campi di indagine attorno al pianoforte che
        non sono stati esplorati, ad esempio la sua storia, le sue origini e la sua evoluzione, oppure come il
        pianoforte viene utilizzato nei diversi contesti storici o nei diversi generi musicali; o ancora sarebbe
        interessante lavorare sulle motivazioni che agiscono in ciascuno studente rispetto alla musica e in
        particolare allo studio del pianoforte: cosa ti ha spinto a volerlo studiare? Quali sono gli aspetti che
        più ti affascinano o ti interessano, e quali trovi più faticosi? Intendi proseguire lo studio dello
        strumento, una volta terminata l’esperienza alla scuola media? Insomma, sarebbe interessante che
        gli autori interrogassero se stessi e i loro compagni sull’atteggiamento verso l’indirizzo di studi scelto.

       Riproporre la stessa tipologia operativa, ma basando l’attività su argomenti diversi: potrebbe trattarsi
        di un tema “culturale” (una forma musicale, un particolare personaggio – autore o interprete) oppure
        la presentazione di un’esperienza musicale realizzata in classe, coinvolgendo abilità legate all’uso
        delle apparecchiature di registrazione audio e video digitali in maniera più diffusa rispetto a quanto
        fatto quest’anno. Inoltre si potrebbe ipotizzare di cambiare la destinazione della presentazione,
        prendendo in considerazione l’ipotesi di pubblicare quanto realizzato sul sito web della scuola (nel
        quale è presente un’area “lavori studenti”, e che potrebbe rappresentare un mezzo di diffusione
        indiscutibilmente più veloce ed economico rispetto al CD rom, pur con qualche limitazione a livello di
        interattività e soprattutto di gestione di file multimediali)

       Sondare le possibilità offerte dai software musicali, disponibili presso il Laboratorio Musicale, nello
        svolgimento di attività che implichino l’interazione tra l’abilità strumentale pianistica e le nuove
        tecnologie, ad esempio registrazione “live” di file MIDI da elaborare successivamente, o l’utilizzo di
        programmi che, interfacciando PC e tastiere digitali, controllino la qualità delle esecuzione degli
        allievi (note esatte, precisione metrica e ritmica..), in una sorta di “Computer Assisted Learning”
        musicale.




Maurizio Fasoli                                    Relazione finale                          Modulo di progettazione

				
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