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OCCIDENTE #71 - 2/03/2012

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OCCIDENTE #71 - 2/03/2012 Powered By Docstoc
					Gruppi sovversivi e criminali hanno preso di mira la debole Italia di Monti (Pag. 2)



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  “Se l’Occidente si alza per difendersi, sotto un altro nome, con un altro viso e con
  niente che sia la proiezione del Passato, rinascerà l’Ordine di Sparta.” -M Bardèche-

  Palermo-------------------n° 71----------------2 Marzo 2012

                                                                                              .”Pour èpater le bourgeois”, per
    quando i Morti per sopravvivere avranno bisogno di occupare le                            sollecitare l’indignazione collettiva
 istituzioni dei vivi per succhiarne il sangue e nutrirsi della loro carne                    contro la mobilitazione dei No-Tav,
                                                                                              Mario Sechi, direttore de”il Tempo”,
                                                                                              generalmente intelligente, ancorchè
                                                                                              d’aspetto non accattivante, ha tirato
                                                                                              addosso ai lettori, unito alla
                                                                                              parola”magma” , l’inconsueto
                                                                                              aggettivo, chiaramente di nuovissimo
                                                                                              conio “anarco-fascio-comunista”. Una
                                                                                              specie d’unione sconsacrata,
                                                                                              ovviamente “quadristica” tra
                                                                                              “ferraglia” ed hi-tech. Laddove il
                                                                                              fascismo sarebbe naturalmente la
                                                                                              “ferraglia” ed i Kompagni l’hi-tech.
                                                                                              Una semplificazione volgare ed in
                                                                                              qualche modo capovolta che cozza con
                                                                                              la modernizzazione portata dal
                                                                                              Fascismo in un’Italia che ancora si
                                                                                              presentava coi lampioni a gas. Tutte le
                                                                                              semplificazioni grossolane sono rozze.
                                                                                              Ma i giornalisti ci bagnano troppo
                                                                                              volentieri il biscottino : e qui, proprio
                                                                                              per raccattare il consenso dei
                                                                                              “moderati”, come negli anni ’70 fu
                                                                                              lanciato il termine nazi-maoismo,
                                                                                              decisamente disorientante, si cerca di
                                                                                              dare una pennellata nera ad una tela
                                                                                              decisamente rossa per completare il
                                                                                              tentativo di potenziare al massimo la
                                                                                              reazione negativa e sdegnata
       “Immagina nel 2013 un governo con Pd, Pdl e Terzo Polo ?” la domanda del               dell’opinione pubblica contro i
  giornalista è volutamente diretta quasi sfacciata: Ma Berlusconi non si tira indietro .     “marciatori” combattivi della Val di
  "Sì", risponde il Cavaliere al termine del vertice del Ppe a Bruxelles, spiegando che       Susa. Che erano all’inizio nientaltro
      "la democrazia si concretizza nei partiti". (?!)Per l’ex premier sono i partiti "a      che i proprietari di terreni ville e
  rappresentare i cittadini". Il Cavaliere in ogni caso non vede ostacoli per il governo      villette che non volevano veder
fino al termine naturale della legislatura: "Solo se l’operato dell’esecutivo non fosse in    espropriate o anche solo deprezzate da
    sintonia con gli interessi del Paese, ma francamente non credo", dice Berlusconi.         una presenza inquietante come quella
   Dunque il dado è tratto. Dopo aver riconosciuto la “paternità” del figliolo bruttino,      d’una linea ferrata ad alta velocità. La
     cioè del Governo Monti, col chiario assenso del Pd, adesso l’ex-Premier cala sul         forza residuale della sinistra estrema,
 Tavolo della Verità anche l’ultima conferma che, fino a ieri, poteva apparire una pura       anarchici, compresi, poi ha
 e semplice Malignità : quello su cui punta per il Futuro è l’Inciucione, non solo con la     trasformato questa rivendicazione
    Sinistra ma anche con quel Centro in cui incontrerà anche Fini. Senza enfatizzare         locale, tutto sommato limitata,, in una
   troppo ci pare che senz’altro si possa dire che l’ultimo velo di Salomè è caduto. Gli      specie di Questione di Principio. Fino
      ultimi nostalgici della “vecchia politica” sono ormai quei rottami del PD che,          ai recenti tentativi di “esportare”
   ipocritamente, percorrono esattamente la medesima strada ma che simulano , con             l’argomento su scala nazionale. Ma il
 immane, sfoggio di Ipocrisia Antica, residui di pudicizia nel volerlo ammettere. Però        tentativo di Sechi di “infilarci” lo
    non al punto di smentire apertamente Berlusconi o di fare gli Indignati per le sue        “squadrismo fascista” è squallido e
    esternazioni (della serie “Ma come osa?” o “come gli è potuto saltare in mente?).         senza fondamento né accostamenti
   Dunque ora il colto e l’inclita sappiano che “ la democrazia s’incarna nei partiti” e      possibili: Il Fascismo non nacque
  che questo concetto Qualcuno lo traduce in un più esplicito “Ed i partiti cui la Gente      scontrandosi con le forze dello Stato,
      s’è affidata,ottenuto il voto, poi possono farci quel che gli pare”, anche un uso       ma contro lo spettro del Bolscvismo.
 esattamente CONTRARIO alle motivazioni per cui era stato chiesto. E qui, da uomini           Ed in Val di Susa non sono accorsi
 di Destra, il nostro pensiero non va tanto ai “traditi in buona fede” quanto alla massa      militanti nazional-rivoluzionari (come
    pecorile che , da domani, accetterà tutto ciò non solo come “normale” ma perfino          si diceva una volta) ma anarchici,
 come “geniale” ,come un novello Uovo di Colombo o come un Finalino di Vaudeville             centri sociali e kompagni antichi e
  che tutti “s’aspettavano pur senza sbilanciarsi troppo a “dirlo per primi”. Perché in       nuovi che pare non si siano accorti che
 Italia “sbilanciarsi” è da fessi. I Furbi stanno a lungo zitti. E quando la ruota cessa di   l’Italia, ormai, è governata solo da un
                                                                                              manipolo di Amici della Finanza. Che
          girare son sempre i primi ad indossare la maglia del vincitore di turno
                                                                                              viaggiano solo in aereo. Non in treno.
                                     Tra Anarchici, concorrenti commerciali, islamisti
                                      e gruppi assortiti della criminalità organizzata,
                                      sono in tanti a puntare sullo Sfascio finale. Lo
                                     affermano “molto ufficialmente” i nostri Servizi.




C’è chi, letteralmente, “ci spia” e spera di incunearsi nella nostra crisi politico
                                                                           politico-economica per
trane “vantaggio”. La crisi economica e' ,infatti, ritenuta dal movimento antagonista (estrema
                                                   opportunita'''
sinistra di tutte le sfumature) una ''favorevole opportunita'' per ''radicalizzare il disagio sociale'' ;
ma la congiuntura appare anche ''destinata ad accrescere i margini della infiltrazione criminale nel
tessuto produttivo e imprenditoriale''. Lo dicono i Servizi nella Relazione al Parlamento.
                          SCHIO
MADE IN ITALY A RISCHIO COLONIZZAZIONE - La crisi economica sta mettendo il 'made in
Italy' a rischio di colonizzazione straniera. Lo segnala la Relazione 2011 dei servizi segreti al
Parlamento, che evidenzia anche come la congiuntura abbia reso più vulnerabile il tessuto
 mprenditoriale
imprenditoriale italiano rispetto allo spionaggio industriale che potrebbe costituire un "serio danno
alla sicurezza e alla competitività del sistema Paese". I servizi registrano in particolare "un
particolare attivismo di operatori economici stranieri nei settori dei trasporti, delle
telecomunicazioni e dell'energia". Si registra la crescente presenza di operatori dell'Est Europa
nella distribuzione del gas e prodotti petroliferi. Ma il rischio arriva anche dall'Asia, i cui operatori,
                          ifatturiero
attratti dal brand manifatturiero italiano, potrebbero incrementare i piani di investimento nel
Belpaese. Inoltre, prosegue la relazione, "competitors stranieri, soprattutto orientali, potrebbero
tentare di accedere a progetti di ricerca nazionali e di acquisire nuovi moduli di tecnologia
innovativa". Questa progressiva espansione economica conta sul crescente supporto di banche
asiatiche che, in futuro, potrebbero erodere significative quote di mercato agi operatori italiani.
DA ANARCHICI RADICALIZZAZIONE LOTTE - Gli anarco-insurrezionalisti puntano a
"infiltrare le manifestazioni di protesta" per "radicalizzare le espressioni di dissenso e provocare
disordini e incidenti, cui attribuire valenza 'insurrezionale''.
RISCHIO JIHAD, ESULTANZA PER ALLUVIONI - L'Italia "resta un potenziale target di
progettualità offensive di matrice jihadista", scrivono i Servizi, sottolineando che le alluvioni in
Liguria e in Toscana di fine ottobre sono state commentate "con esultanza" sul web. La minaccia
                                            mporanea
principale resta legata all'iniziativa estemporanea di terroristi solitari ed è "indicativo" che in un
appello a colpire facili bersagli "siano stati citati come esempi i due noti episodi occorsi al Sommo
Pontefice e all'ex premier Berlusconi".
LA MAFIA MIRA A INSERIRSI IN STRUTTURE GOVERNO NORD - "I sodalizi mafiosi sono
intenzionati a proiettare le loro attività criminali verso le regioni più ricche del centro nord" ed è
"prevedibile" che "incrementino la ricerca di contatti e mediazioni per l'inserimento di propri
                                 li
referenti nei circuiti decisionali territoriali". E' quanto affermano i Servizi nella Relazione 2001 al
Parlamento. In particolare "i gruppi 'ndranghetisti appaiono determinati a intensificare l'esercizio
                                                                         amministrative
di pressioni collusive e corruttive volte a condizionare le strutture amministrativ di governo del
                                                                                          centro-nord, al
territorio non solo nella regione di origine, ma soprattutto in quelle di proiezione del centro
    p inserirsi negli appalti e subappalti relativi alle più importanti opere pubbliche, specie quelle
fine di
                               viarie
stradali, autostradali, ferroviarie e portuali". Riguardo alla camorra, il cartello casalese "ha
sviluppato cospicui interessi economici" specie "in Emilia Romagna, Lazio, Umbria e Abruzzo".


                                                   PROCLAMI-
IL GOVERNO CHE INCIAMPA SUI SUOI STESSI PROCLAMI- E’ «saltato» l’obbligo dei professionisti                  “Se fossimo “?!!
                                                                       richiesto.
di stilare un preventivo scritto qualora il cliente l’avesse richiesto Non era una norma
rivoluzionaria. Eppure anche quella è andata a farsi benedire in una delle tante stazioni di un
calvario parlamentare che comincia il 22 gennaio. «Una piccola svolta chiamata preventivo scritto»
(titolo del Corriere della Sera, 22 gennaio). «Preventivo scritto su richiesta» (Il Sole 24 ore, 25
gennaio). Dalla richiesta si passa all’obbligo. «Professionisti obbligati al preventivo scritto» (Il Sole
24 ore, 23 febbraio). Fino al triste annuncio. «Professioni, scompare l’obbligo del preventivo» (Il Sole
24 ore, 26 febbraio). Niente fiori. Niente opere di bene.        bene.Anzi, proprio Niente di Niente.
Certo, è ormai difficile per qualsiasi governo districarsi tra lobbisti che affollano i corridoi del
Parlamento e parlamentari che affollano i corridoi delle lobby. Ma anche al riparo da professionisti
agguerriti e oligopolisti incalliti, dentro l’esecutivo la tendenza all’effetto annuncio rimane. Sul
«tesoretto», croce (tanta) e delizia (poca, pochissima) di gente come Vincenzo Visco e Giulio
Tremonti, i Professori non sono d’accordo. «Meglio evitarlo», mette a verbale Monti cancellando il
fondo per la riduzione delle tasse. Anzi no, «dobbiamo creare un tesoretto per favorire la crescita»,
replica Passera. Per non parlare dell’indecisione - ma è solo un eufemismo - che finora ha
accompagnato lorministri nel delicato dossier sulla riforma del welfare. L’articolo 18? «Non ci sono
totem e quindi invito i sindacati a fare discussioni intellettualmente oneste e aperte», dice laa Fornero
al Corriere il 18 dicembre scorso. Anzi no, «sono caduta in una trappola», spiega durante Porta a
porta tre giorni dopo. «Fornero è caduta nella trappola di se stessa», osserva Ferruccio de Bortoli su
Twitter commentando la retromarcia del ministro. Lo stesso ministro che, poco dopo, inverte
    ovamente
nuovamente la rotta portando il direttore del Corriere della Sera a correggere il tiro:
«Fornero ha chiarito che non vi è stata alcuna trappola del Corriere. Ringrazio il
ministro per la sua onestà intellettuale». Tutto questo succedeva due mesi fa. Proprio mentre
i Professori cominciavano a dilettarsi nell’hobby di dare la caccia alla lobby. All’alba di un
   m
processo che ha trasformato la lenzuolata in una coperta         .
                                 La Natura ed il Pensiero Umano hanno l’Orrore del Vuoto.
                                  La Destra abbandona i suoi Modelli Tradizionali ? Ecco
                                 che arriva a presidiarli e difenderli una “strana” Sinistra




                                 C’è una Sinistra crisaiola che sta sbandando violentemente a
Destra: una specie di atipico socialismo “tradizionalista” che all’operosità antepone la nobile
pratica dell’ozio; un ecologismo che rinuncia al progresso e p     prospetta il ritorno ai piccoli centri
rurali, un femminismo che predica la diversità di genere e prende a modello il matriarcato. C’è,
infine, un nuovo Umanesimo che annuncia l’Apocalisse e l’approssimarsi di un medioevo
postmoderno in cui fattorie e borghi sociali sostituiranno i vecchi monasteri. Tutto questo, si dice,
dovrebbe avvenire a prescindere dalle riforme dei governi tecnici e delle grandi coalizioni politiche,
                                                                                                 tecnico-
poiché la crisi attuale non deriva da un accidente esterno, ma è proprio un bug del sistema tecnico
industriale.
 l
Il presupposto del capitalismo, sosteneva infatti Marx, è l’abbattimento di ogni limite. Ma,
                                   global,
chiedono oggi i movimenti no-global, come può un mondo finito contenere ambizioni talmente
infinite senza poi esplodere? È così che i radicali e gli indignati di me  mezza Europa finiscono per
trovarsi in accordo con un costumato borghese come Thomas Mann, il quale sosteneva che a
inseguire la meta finale del progresso “non ci si accorge che in fondo si aspira a trovare la morte”.
                                            e,
A questo punto, per evitare la catastrofe, la Sinistra si dice pronta a rinunciare a quella che è
sempre stata la sua religione, lo sviluppo. Inserisce, quindi, la retromarcia e prova ad invertire il
corso dei tempi. È questa l’atipica strategia-Latouche ovvero la de-crescita.
                     ofessore
Serge Latouche, professore emerito all’Università di Parigi e autore di un Breve trattato sulla
decrescita serena, è stato recentemente in Campania, dove vengono messe in opera alcune “buone
                                                                                       fan,
pratiche” ispirate alla sua filosofia e dove ha incontrato anche un suo illustre fa il sindaco di
Napoli Luigi de Magistris. Fin qui niente di strano. Uomo mite, dai modi conviviali e vecchio
operaista, Latouche cita volentieri Berlinguer e ama chiamare “compagni” i propri interlocutori.
È, insomma, l’uomo giusto per quell’ala rossa e rifondarola che sta sostenendo la rivoluzione
arancione. Il problema è che pur non esibendo la ferocia intellettuale di un Joseph de Maistre, il
pessimismo antropologico di un Oswald Spengler o le inquietudini esistenziale di un Carl Schmitt,
Latouche dice cose che potrebbero essere condivise da gran parte delle intelligenze “pericolose” del
ventesimo secolo. Tanto per cominciare, crede che il paradiso edenico sia esistito per davvero e più
precisamente durante l’età della pietra, quando gli uomini potevano dedicare gran parte della vita
alla festa e alla danza. Cita, in proposito, le ricerche dell’antropologo americano Marshall Sahlins,
ma non dice che questa mania di storicizzare l’età dell’oro era già stata l’ossessione di Julius Evola
                       onalità
e René Guenon, personalità vicine al fascismo e alla Destra esoterica. Il professore attacca poi la
concezione di tempo assoluto, tipica delle società evolute, e rispolvera l’antica fede nei cicli cosmici.
Roba da far impazzire il Lenin di Materialismo ed empiro     empiro-criticismo, il quale bollava come
“reazionarie” tutte le filosofie che negano l’oggettività del tempo e dello spazio. Con piglio
heideggeriano Latouche demolisce poi le tecno   tecno-scienze e lancia contro l’economia capitalista
un’invettiva “reazionaria” che condivide più i toni di un Carl Schmitt, il noto giurista
ultracattolico del Reich, che quelli di un Gramsci, di un Togliatti o di un Berlinguer.

Da Schmitt il professore sembra mutuare anche la concezione della dialettica politica come uno
                              tti
scontro amico-nemico. E infatti ha individuato il proprio avversario con la precisione e l’accortezza
di un cecchino. Questa controparte sarebbe il cosiddetto Wasp, acronimo di White Anglo  Anglo-Saxon
Protestant, l’uomo bianco, anglosassone, protestante; vale a dire l’americano medio indiv individuato
secondo caratteristiche razziali, etniche e religiose. Da sapiente teologo della nuova rivoluzione,
Latouche ha identificato nel tipo anglosassone il Male incarnato. Da quando quest’essere
                                                           scuole
demoniaco ha colonizzato il mondo, dice, il motto delle scuo di economia britanniche “greed is
good” (l’avidità è buona) è diventato legge universale. La legge spietata d’un mondo incivile.


                                                                    Bisogna imparare a vivere
                                                                   nella dimensione atemporale
                                                                 della vita, come se ogni giorno
                                                                   fosse l’ultimo.[...] E’ questo
                                                                     un modo di guadagnarsi,
                                                                      giorno per giorno, uno
                                                                      spiraglio d’eternità, di
                                                                        imprimere ad ogni
                                                                     occupazione, anche la più
                                                                      modesta, un carattere di
                                                                                            intero
                                                                 completezza, di “rendere intero
                                                                 il frammento e diritto il curvo“

                                                                              EVOLA-
                                                                      -JULIUS EVOLA-
                                                                                 L’orgia
                                                                             autoreferenziale
                                                                                dei partiti




     Don Luigi Sturzo nel 1948 voleva metterci mano. Comprese che i partiti avevano bisogno di
regole e che lasciandoli pascolare nel prato, senza alcun controllo, avrebbero costituito un problema
per la democrazia e l’erario. Ma non lo stettero a sentire, il sacerdote di Caltagirone viveva il tempo      Trattative
                                                                                                            “Trattative
del ritorno alla democrazia e i partiti rappresentavano la democrazia. Intoccabili, dunque, sugli             sull’art.
Altari. Ma .che avesse visto giusto lo dimostrano i fatti. Partiti fantasma, giornali“di partito”,               18
piccoli partitini ricevono quattrini ,quattrini a palate. Una Bengodi: le risorse servirebbero per i
rimborsi ma non è affatto vero, sono in larga parte autentiche regalie: un’oasi dell’illegalità nel
cuore dello Stato sotto l’ombrello della democrazia in un Paese che piange miseria. Monaci ricchi,
convento povero. E c’è chi si sorprende che i partiti non godano di alcuna fiducia della gente,
appena l’8 per cento degli italiani li “sopporta”. La “disistima” inquina l’immagine della
democrazia. Un vero Insulto per il Paese, per la Gente.. Non si tratta di fermare la voragine di soldi
pubblici, ma di salvaguardare la partecipazione alle scelte, la stessa immagine dello Stato.
Nell’introduzione al suo libro, “Partiti S.P.A., Paolo Bracalini (Ponte alle Grazie Editore) offre uno
    abba
spaccato significativo di questa realtà. Ne riferiamo alcuni brani significativi.      .
Cinquecento milioni di euro ai partiti per ogni legislatura, tra Camera e Senato, 200 milioni per le
elezioni regionali, 230 per europee. Solo di rimborsi elettorali, dal 1994 ad oggi, siamo oltre 2,7
miliardi di euro, ai quali vanno però aggiunti i 70 milioni di euro annui destinati ai gruppi
parlamentari e gli tri milioni investiti per i giornali di partito (senza parlare delle donazioni dei
privati, 80 milioni di euro l'anno in media). Circa 600 milioni di euro versati in soli 5 anni (dal 2008
ad oggi) ai due maggiori partiti: PDL e PD. Come "rimborso elettorale", appunto. Peccato che le
spese elettorali effettive sono molto, ma molto inferiori. Nel 2010 (anno di elezioni regionali e
dell'ultimo bilancio depositato) il PDL ha speso 20 milioni circa per la campagna elettorale.
Riceverà in rimborso cinque rate annuali da 10,6 milioni, per un totale di 53 milioni di epuro, due
volte e mezzo la spesa sostenuta.
Il Pd invece ha incassato per le regionali del 2010, 14 milioni di euro, ma ne riceverà 51, più del
triplo. La Lega ha speso 8 milioni per la campagna elettorale, ma da Roma (ladrona) arriveranno
quasi 25. L'UDC ha impegnato circa 6 milioni per far eleggere i suoi consiglieri regionali, prenderà
undici milioni di euro, quasi il doppio       .
Il Partito dei Pensionati riceverà cinque rate da 177.000 euro (885.000 euro complessivi) per le
ultime regionali, a fronte di una spesa di 40.000 euro. I Verdi-Verdi, lista civetta (a questo
proposito i Verdi, quelli originali, fecero ricorso al TAR) presente quasi solo in Piemonte,
incasseranno 300.000 euro di rimborso elettorale. L'Alleanza di Centro di Pionati dividerà con la
Democrazia Cristiana più di 550.000 euro. Anche Mastella, assente in Parlamento, si consola con i
consigli regionali e i relativi rimborsi elettorali: 800.000 euro.
Ma essere eletti non è necessario per accedere ai finanziamenti pubblici, perché il "rimborso" scatta
una volta raggiunta la soglia dell'i per cento, ben al di sotto dunque di quella richiesta per ottenere
un seggio in Parlamento. L’importante dunque è già il solo Partecipare.
Nemmeno la Corte dei Conti ha poteri ispettivi sui conti dei partiti, essendo (secondo la
Costituzione) semplici associazioni private. Il costo dei partiti per il cittadino italiano è il più alto
d'Europa. E questa, francamente, è già una Sentenza. Di condanna,. Senza attenuanti di sorta.

                                                             Ed a fronte di questa insaziabile,
                                                             invereconda Voracità solo la Fuffa
                                                             travestita da “tattica”. Un fiume di
                                                             chiacchiere per smussare gli
                                                             angoli, per portare a spasso fedi e
                                                             cervelli, per seminare          noia
                                                             indifferentismo, relativismo e per
                                                             fare dei partiti tradizionali una
                                                             specie di Monumento Nazionale ai
                                                             “meriti passati”.La fine d’ogni
                                                             progetto coerente, razionale. Un
                                                             unico immenso calderone di luoghi
                                                             comuni. Uno zatterone. Una sorta di
                                                             grande ISOLA DEI FAMOSI dove
                                                             tutti possono esibirsi al peggio,
   ecce                                                      riciclarsi e sentirsi applaudire,
                                                             anzi,per la loro sublime Banalità.

				
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