Focus on Cold Fusion by 6AR88a0

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									            Focus on Cold Fusion
                     Sei mesi di dibattito senza rete


1. Lino Daddi: About “a lot of scientific garbage has been produced". 16/2004

2. Da Camillo Franchini a Francesco Celani.      Iwamura !6/12/2004

3. da Camillo Franchini a Dr Storms: “theorethical speculations” 16/12/2004
4. da Lino Daddi a Camillo Franchini senza data
5. Da Akito Takahashi: Nikkei ranked MHI transmutation No.3 advanced
   technological innovation in 2004
6. Gianni Degli Antoni: Sulla questione dello spreco 12/2/2005

7. Da Fontana Flavio a Camillo Franchini: Subject: Iwamura e la coerenza
   elettrodinamica
   Sent: sabato 12 febbraio 2005

8. Yasuhiro Iwamura a Camillo Franchini senza data

9. Da Franchini a Daddi e Celani: Solid State. 16/02/05

10.Da Camillo Franchini a Lino Daddi : “Totalitarian Principle” 16/02/2005

11.Da Camillo Franchini a Biberian : Good Experiments. 16/02/05

12.Da Camillo Franchini a Flavio Fontana : Protonic plasma 16/02/05
13.Da Camillo Franchini a Francesco Celani : Five-body collision 17/02/05
14.Da Giuseppe Quartieri a Francesco Celani: Sulla Fusione fredda 17/02/05

15.Da Vincenzo Valenzi ai colleghi: Pubblicazione     Ircocervo 17/02/05

16.Franchini-Valenzi      Chiacchierata tra colleghi. 17-19/02/05
17.Da Camillo Franchini a Takahashi, Celani, Iwamura: Awe equation 20/02/05
18.Da Akito Takahashi a Camillo Franchini: Re: awe equation 21/02/05
19.Da Franchini a Steve Krivit            21 febbraio 2005

20.Da Steven Krivit a Camillo Franchini 25/02/2005
  21.Da Franchini a Iwamura: Mountains and mice 25/02/2005
  22.Da Iwamura a Franchini : Re: Mountains and Mice more others letters 25/02/05
  23.Da Franchini a Iwamura: Science ed economy. 25/02/05
  24.Da Valenzi a Franchini: La parola è d'argento, il silenzio è d'oro!! 25/02/2005

  25.Da Iwamura a Franchini: Re science and economy. 27/02/05

  26. Da Steven Krivit a Franchini: Re Science and economy. 27/02/2005
  27.Da Lino Daddi a Franchini : Polemiche. 01/03/2005
  28.Da Franchini ad Andrea Averlicchi: Riconoscimento. 01/03/2005
  29.Da Franchini A Steven Krivit: Old and young. 02/03/2005
  30.Da Steven Krivit a Franchini: Re: Old and young. 03/03/2005
  31.Da Franchini a Iwamura: physicists vs chemist. 30/03/05
  32.Da Giuseppe Marineo: Re: physicists vs chemist. 31/03/2005
  33.Scambio Valenzi/Franchini: Anomalie. 01/04/2005
  34.Da Franchini a Valenzi: MHI. 03/04/2005
  35. Valenzi/Franchini domenica 03/04/2005: physicists vs.chemists-anomalie- MHI

  36.Carteggio 4 aprile 20 aprile Franchini/Fontana, Mastromatteo, Daddi, ecc.
  37.      Valenzi/Franchini/Fontana: Conclusioni…(?)…23/04/2005
  38.     Ps. Da Franchini a Takahashi: Resonance Fusion 23/04/2005
  39.Da Andrea Verlicchi a Franchini: Re:Un passo indietro. 24 aprile 2005

40. Da Camillo Franchini a tutti i colleghi: Don Borghi: 25/04/2005
Breve introduzione

Un congresso in rete, serio, profondo , combattuto, meglio del DoE americano dove gli
“esperti” se la sono cantata e suonata in singolo senza un’autentica discussione. Dopo il
fuoco della discussione la parola passa alla riflessione individuale (arricchita più che mai, ed
al laboratorio che dove e come potrà, dovrà rispondere sulla fattibilità e la realisticità di
quanto prospettato in queste pagine di discussione.

Un grazie a tutti i partecipanti, un grazie particolare a Camillo Franchini, che dovrebbe essere
preso a modello di riferimento dai molti suoi colleghi che pensandola come lui stanno in
silenzio. La scienza il paese e forse la comunità internazionale che ha partecipato al dibattito
vanno avanti così. Auspichiamo che il dibattito possa continuare assieme ai lavori
sperimentali ed agli sviluppi industriali e sociali che sono attesi con ansia dalle popolazioni e
dalle autorità di governo alle prese con le note emergenze ambientali ed energetiche.

Vincenzo Valenzi




L’inizio noto del conflitto…………….

>Da: \"Lino Daddi To: \"francesco.celani@lnf.infn.it\" Franchini citazione (secondo
invio) >Data: 16/12/04 09:37
>Cari Amici e Colleghi,
>la citazione, da parte di Camillo Franchini, di una mia frase, da Lui
>tradotta in inglese come "a lot of scientific garbage has been produced"
>può risultare ambigua nel contesto della discussione su Iwamura. Il cui lavoro
>invece io ho pienamente apprezzato, come sa lo stesso Camillo.
>La mia idea sull'argomento è che, trattandosi di un eccellente
>esperimento, parzialmente confermato da altra significativa attività
>scientifica (Celani, Takahashi) si presti ottimamente a quella decisiva
>verifica multipla, concentrata su qualche particolare anomalo risultato,
>che io invoco da tempo a sostegno del settore LENR. Anche tenendo conto che
>un importante lavoro di convalida è già in corso presso il Naval Res. Lab.
>Di nuovo Buone Feste a tutti
>Lino

La lettera di Camillo Franchini a Francesco Celani
Oggetto: Iwamura

Dear Professor Celani,
don't tear your clothes off, please. We are only concerned with Iwamura's
performances, which do not deserve so many exclamation marks.
Iwamura's article collapses on itself. Nothing can be spared.
Consider for example the transmutation 88Sr --> 96 Mo step by step.
1. 88Sr neutron capture cross section: 5,8.10^-2 barn
2. If the deuteron/88Sr interaction occurs, we get 90Y beta emitter,
half-life 2,67 days.
3. 90Y neutron capture cross section: < 6,5 barn.
4. If the deuteron/90Y interaction occurs, we get 92Zr stable.
5. 92Zr neutron capture cross section: almost nil. All natural zirconium
isotopes are stable against neutrons, so that the metal is the ideal
structural material for nuclear plants (Zircaloy), it is not a dangerous
neutron eater like its friend Hf.

If we consider the transmutations 133Cs --> 141 Pr we get 139Ce decaying by
IT, whose half-life is 56,2 s. How can Iwamura keep this nucleus for his
deuterons? Using a rope around the neck?

As everybody can see, all neutron cross section are unfavourable to the
interchained transmutations; probabilities must multiply, leading to a
final result of almost nothing.
Are you still convinced that Japanese nuclear chemistry is worth spending
Italian public money?
Best regards
Camillo Franchini

L’intervento di Lino Daddi

Caro Camillo, Cari Amici,
in questi giorni ho poco tempo disponibile, dunque non posso dedicarmi a
rispondere in inglese alle tue lettere di questi giorni. Scrivo dunque la
mia risposta, ritrasmettendola ai soli destinatari italiani.
La tua lettera a Fleishmann contiene varie obiezioni di tipo elettrochimico,
alle quali non posso rispondere con competenza. Spero che voglia farlo
Fleischmann, che è un Chimico molto autorevole.
  Dovrebbe comunque farti riflettere il fatto che è stata costituita una
Società internazionale per lo studio della fisica nucleare dello stato
solido, che SI STA SVILUPPANDO COME UNA SCIENZA AUTONOMA, PRESENTANDO
SIGNIFICATIVE DIFFERENZIAZIONI DA CIÒ CHE AVVIENE NEL VUOTO. Mi pare
che tu voglia ignorare del tutto questa circostanza, ma mi sembra
convincente il fatto che il Nobel Josephson abbia accettato di presiedere
il recente convegno ICCF11 a Marsiglia. Altro fatto che ti invito a
considerare : se riconosci l?autorevolezza di Preparata in campo teorico,
come puoi pensare che abbia ignorato la differenza fra fermioni e bosoni ?
Per quanto concerne lo stato ionico dell?idrogeno nel palladio sono da
riferire i lavori di Tito Franzini, (il fondatore del CAMEN) che a Pavia
negli anni ?30 aveva eseguito un esperimento nel quale l?idrogeno passava da
un recipiente ad un altro percorrendo un conduttore metallico che li
congiungeva elettricamente (Rend.R.Ist.Lomb. n 64, 1931, pag.709). Non sono
certo al 100% della citazione.
Per quanto riguarda la formazione di 4He occorre considerare la possibilità
che esso venga prodotto in forma di nucleo eccitato, con successiva
diseccitazione attraverso una molteplicità di eventi a bassa energia, nel
reticolo cristallino.
Aggiungo, per gli altri Lettori, una mia idea che potrebbe risultare
importante ai fini delle nostre discussioni : inviterei Camillo alla
conferenza di Siena di metà maggio, dove potrebbe contestare direttamente le
cose che non gli piaceranno. Una discussione approfondita aumenterebbe
certamente l’interesse di quel convegno.
Ciao, Lino Daddi (Accademia Militare di Livorno)




Dear dr Storm

let me try to make a semi-quantitative approach to the matter.
Let me assume the diffusion rate of caesium in palladium is comparable to
that of elemental hydrogen in palladium.
For an atomic ratio Pd/Cs =1000 and for a mM Cs solution the reduction
potential would be -2,923 V.
For an atomic ratio of 10^6, the r.p. would be - 2,923 + 0,0593.3 = - 2,745 V
For an atomic ratio of 10^12, the r.p. would be - 2,923 + 0,0593.9 = - 2,389 V
As you can see, the difference between caesium and water reduction standard
potentials is so large (2,923 - 1,234)V that for any Pt/Cs atomic ratio you
have to face a positive driving force towards the ionisation/solvatation of
caesium atoms and against their diffusion into the palladium lattice, at
least until a ratio which would be useless for practical D2 irradiation
purposes. Even at the lowest activities, caesium atoms attain their lowest
energy becoming solvated ions.
My assumption about the diffusion rate (if any) of caesium in palladium at
room temperature was taken only to let Iwamura enjoy the most favourable
conditions, but it is only an illusion.
Dr. Violante's view (and Dr Mastromatteo's, as far as I can remember) is
not far from reality. It is only a matter of contamination from solutions,
nothing else. How useful for Dr Iwamura's purposes I don't know.
May I ask you to inform me if Iwamura's article on Cold Fusion Times,
December 2004 - January 2005 is the one already proposed in Beijing on
2002. Of course Iwamura himself can answer this question. Thank you both.

Dr Celani wrote:

"we have to consider

ONLY EXPERIMENTAL FACTS and NOT THEORETHICAL SPECULATIONS."

This statement is the typical last trench of those who have nothing to say.
By the way, why "only"? This is a very original opinion.
"Theretical speculations"
 I only wanted to ascertain if somedody in Japan had discovered the
eternal motion. The text I read says that. May I oppose my opinion, or my
speculations are too theoretical? Dr Celani, did you notice that perpetual
motion was present in Iwamura's article?

"NOT just using a computer to send (or spam) messages everywhere and
everybody."

I received more than one hundred fifty mails from Dr Celani. I thank him
sincerely for the valuable information I'm getting through his good will.
I answered a letter from Dr Violante, somodody else answered and it is
already spam, in Dr Celani's opinion.
May be for Dr Celani spam means mail which doesn't agree with his view.
I still do not know his position: is he a scientist or a secretary? I have
never read a scientific note from him.


Best regards to everybody
Camillo Franchini

----------
Da: "Akito Takahashi" <akito@sutv.zaq.ne.jp>
Data: Mon, 27 Dec 2004 21:32:48 +0900
A
Oggetto: Nikkei ranked MHI transmutation No.3 advanced technological innovation in 2004

Dear all:

The Nikkei-Shinbun (Japanese Financial Times) wrote an article on the most important technological trends in
2004, on its science page of 27th December 2004 issue. The Mitsubishi Heavy Industry (MHI) transmutation
works (leader Dr. Yasuhiro Iwamura) by deuterium permeation through Pd complexes were ranked No.3. The
No.1 was the bio energy synthesis by the joint work of Hamamastsu Photonics Co. and University of Tokyo. 5
out of top 20 were related to the information transfer technology by quantum communications. The MHI work
was only one ranked within 20s, for nuclear related science and technology.
The Nikkei-Shinbun wrote, about the MHI work as; ³ This is a very innovative technology to make transmutation
of elements with low costs, compared with existing methods as fission reactors and big accelerators, and when
rare-noble elements will be produced like ³alchemy² it will be so beneficial to humanity.²
Best wishes for a Happy News Year,
Akito Takahashi
akito@sutv.zaq.ne.jp




Da IWAMURA a Franchini

Dear Dr. Franchini,

I send you the following same E-mail again.
You should read my papers and E-mail carefully if you mention about my work.
It is not our object to not how to separate Cs and how to deposit Cs.
Our main concern is to observe anomalous transmutation reactions.

You mentioned about my scientific reliability.
True scientific facts will become clear by our collaboration with many scientists.
Please look forward to seeing our collaboration results with RIKEN, JASRI, University of Tokyo,
Tokyo Institute of Technology and University of Shizuoka, in addition to University of Osaka, INFN-
Frascati, University of Tohoku!
I've got official beam time of SPring-8 next fiscal year continuously from this fiscal year after
scientific examination of our proposal.

Best regards,


Yasuhiro Iwamura




L’intervento di Gianni Degli Antoni :
E sulla questione dello spreco:

quali sono i danari pubblici fin ora investiti esplicitamente sulla fusione
fredda? Vogliamo fare un confronto con la fusione calda? E Quali risultati
scientifici o pratici ha prodotto la fusione calda? Quali la fusione fredda?

Ma la SCIENZA cosa sta diventando? La difesa di che.. di chi?

Tutto cio' che e' prevedibile e ben spiegato va considerato oggi solo
tecnologia (USO DELLA CONOSCENZA..)..
Solo la estensione dell' universo del noto e' scienza..(con annessi
rischi..)!
Dunque certo la fusione calda non e' scienza.. Le cose che avvengono sono
ben note...ma metterle assieme per uno scopo certo e' difficile..e perche' .

Ma allora?
Perche' si spende nella fusione calda?

Perche' NON si spende nella fusione fredda?

Si ha paura .. di che?

Gianni degli antoni




Ps
Ieri ad un convegno ho imparato che:

Ricerca e': produzione di conoscenza dal danaro
Innovazione e': produzione di danaro dalla conoscenza


Allora.. confrontiamo le motivazioni a mettere il danaro e vediamo quale
conoscenza riusabile pubblicamente ha prodotto certa ricerca..
E quanto danaro ha impiegato.. e vediamo se quel pochissimo danaro sulla
fusione fredda non ha prodotto conoscenza..

Chi vuole impedire di trasformare questa nuova conoscenza (PUBBLICA..). in
danaro?

Ai posteri la valutazione..

gda

Ovviamente non desidero essere ipocrita e nascondere il ruolo delle scelte
politiche..
Scelte che sempre hanno a che fare sul rapporto fra l' oggi e il domani..
La scelta della fusione fredda oggi ha uno scarsissimo valore economico
rispetto alle ricerche scientifiche o tecnologiche.. Ha invece un notevole
valore sui possibili futuri..a partire dallo spreco dei combustibili fossili
di cui la umanita' avra' necessita' inquinamento a parte . . residui
radioattivi a parte ....eccetera..


Non credo sia giusto continuare cosi': ovvero facendo perdere credibilita'
nella Scienza..
Grazie Flavio..!
e di Flavio Fontana---

--Original Message-----
From: Fontana Flavio, IT
Sent: sabato 12 febbraio 2005 11.32
To: Camillo Franchini
Subject: Iwamura e la coerenza elettrodinamica


Egregio Professore,
E' sempre interessante seguire il dibattito dal Lei promosso. Come
tradizione (non me ne voglia...), ho alcune divergenze di opinione con
Lei in merito alla logica del ragionamento. Premesso che Pirelli Labs
S.p.A., da me in questa sede rappresentata, ha valutato un suo possibile
coinvolgimento nel progetto Iwamura ed ha infine deciso che il rischio
era troppo elevato per i costi previsti (alti), sul piano piu' puramente
teorico l'effetto intravisto dagli scienziati giapponesi (al loro paese,
tra l'altro, piuttosto conosciuti e rispettati) penso che abbia piu' a
che fare con la teoria della coerenza elettrodinamica che con i processi
noti nell'ingegneria nucleare ortodossa, dove non potrei che concordare
con Lei -da ingegnere nucleare quale sono- nel merito delle Sue ultime
obiezioni.


Se il processo Iwamura fosse riconducibile ai modelli
collettivi/coerenti proposti in vari ambiti del dibattito sulla FF,
ovviamente i valori delle "sezioni d'urto" del fenomeno isolato di
interazione tra neutrone e nucleo radioattivo dovrebbero essere
pesantemente rivisti al rialzo. Siamo alle solite: a partire da qualche
evidenza sperimentale abbastanza affidabile (penso e.g., cambiando per
un attimo il tema, alla determinazione dell' He4 fatta a Frascati dai
bravissimi colleghi De Ninno e Frattolillo, sulla base
dell'impressionante dote di know-how e strumentazione presente all'ENEA)
non si puo' analizzare il problema con le teorie fisiche "perturbative"
-come direbbe il compianto Prof. Preparata- perche' si sa gia' a priori
che esse concluderanno che il fenomeno non esiste! Da ingegnere e non da
fisico mi meraviglio che, da dieci e passa anni a questa parte, ci si
rifiuti dogmaticamente di prendere in esame l'ipotesi suggerita dalla
QED, anche perche' in altre zone della fisica (condensati di Bose
Einstein, Superconduttivita', Mossbauer) l'esistenza di "oggetti
quantistici macroscopici" e/o comportamenti quantistici di entita' non
elementari sono pacificamente accettati.
Mi sorge inoltre la curiosita' di sapere perche' Lei sia cosi'
preoccupato dello spreco di "public money" solo per il progetto promosso
dal Dot.Celani, mentre mi pare che non abbia affatto citato il ben piu'
vasto progetto TRADE (su cui, personalmente, suggerirei comunque al
nostro Governo di andare avanti) dove il Prof. Rubbia -che nel nostro
settore non e' proprio un Carneade qualsiasi- sembra ignorare del tutto
le Sue preoccupazioni neutroniche.


Cordialissimi saluti


Flavio Fontana




                            Solid state
16 febbraio 2005

Dear Professor Celani, Caro Lino,


"I think not all of us become abruptly ignorant or mad!!!!!"
It goes without saying that I'd like to be considered respectful towards
everybody in the group. So far we only had scientific exchanges that, in an
informal setting such as an email message, can be lively and colourful.
"Società internazionale per lo studio della fisica nucleare dello stato
solido". I can't agree with you. You are dealing with nuclear physics in
metals. Science of Metals is typically a topic for chemists and I presume
that only few chemists belong to the group. Preparata seems to be
seriously unprepared in dealing this difficult matter. For example, he
believes that hydrogen (deuterium) is protonic in metal lattices. It is
definetely not true. He believes that D+ at room temperature doesn't obey
Pauli's principles. It is definetely not true. At room temperature bosonic
D+ must obey Maxwell-Boltzmann statistics, it doesn't obey separate Bose or
Fermi statistics any longer. In Preparata's mind, D+ could be stuffed at
unlimited concentrations in palladium lattice, owing to its bosonic
character, which delivers it from Pauli's restrictions. This would strongly
foster the fusion. But Preparata's view is false, as any physical chemist
can tell eveybody.
Let chemistry be done and theoretically treated by chemists.
Preparata slipped because metals are not simply material at the solid
state. They are much more than that.
Physics of metals is not simply a branch of physics of the solid state.
Everybody should be aware of this. Cold fusionists would need an
International Society for the Study of Nuclear Physics in METALS. Meanwhile
I hope that President Takahashi is a physical chemist.
If he is a physicist, you are risking to go towards nothing.
"L'idrogeno passava da un recipiente ad un altro percorrendo un conduttore
metallico che li congiungeva elettricamente (Rend.R.Ist.Lomb. n 64, 1931,
pag.709)."
I know the problem even too well. With the colleagues od SNAM Progetti we
preparad pellets od uranium carbide. For this we used a mixture of methan
and hydrogen. It was very difficult to hold the hydrogen in the hot metal
containers we were using in the production cycle. Moreover there is also
the problem of the embrittlement. Hydrogen is a challenging element.
"La tua lettera a Fleishmann contiene varie obiezioni di tipo
elettrochimico, alle quali non posso rispondere con competenza. Spero che
voglia farlo Fleishmann, che è un Chimico molto autorevole."
Fleischmann accepted my first message, then I have been "screened". He has
nothing to say and wants to read nothing from me, like De Ninno.
"You will perform by yourself, as a very clever University Full Professor
of Chemistry I imagine You are, the experiments described by Iwamura team."
Let my person aside. You should consider everything I wrote about Iwamura
something like a feasibility study. Frankly said: Iwamura's description of
a chemical operation which is against thermodynamics disqualifies him
definetely as a scientist. During the whole 2003 I used his article to test
hundreds of licensed (laureati) chemists in a national competitive
examination. I always obtained correct answers, luckily. His failure is too
heavy to be accepted in an academic setting. Eventually they had to admit
that some caesium may reside in crevices of palladium surface.
Crevices! And this admission was reached only after a number of messages
between renowned scientists and me. How can you find this normal? If
Japanese physicists do not learn chemistry at University, they should
abstain from doing chemistry. The same I have to say about Prof. Takahashi
who bravely defended Iwamura's error. Do you remember? In examinations
there are some "screening" questions. Iwamura and Takahashi didn't get
through their screening test in chemistry. Of course they can be excellent
physicists.
Best regards
Camillo Franchini




Il 16 febbraio una giornata di lotta…

Da Camillo Franchini a Lino Daddi oggetto “Totallitarian Principle”
Caro Lino,


I'm breaking up your message to make it more readible.
You wrote:
"Per quanto riguarda la formazione di 4He occorre considerare la
possibilità che esso venga prodotto in forma di nucleo eccitato, con
successiva diseccitazione attraverso una molteplicità di eventi a bassa
energia, nel reticolo cristallino."
I read all the literature our collegues let me have. My global remarks are
as follows:
1. We must put aside transfer of energy Moessbauer effect-like. We need a
very, very fine tuning between emitter and receiver nuclides, which are
anyway identical.
2. We must put aside IT, as the energy content to be disposed by hot
nuclides must be of the same order of magnitude of the bond energy of the
electrons in the atomic shells. 23,8 MeV greatly overcome the atomic
electron bond energy.
3. We have already settled Preparata hypothesis: 10^-21 s is a quantity in
the reach of Heisenberg indetermination. Too many events can occur in such
a short time, which is not long enough to transfer energy from hot 4He to
the electrons of the palladium lattice.
4. In your hypothesis ALL the energy is disposed as "a molteplicità di
eventi a bassa energia". Your assumption is too extreme. Some of the
energy, say 10 per cent, or less, if you prefer, must be disposed as 23,8
gammas; some other percentage must be disposed as neutrons and protons. So,
if you have so many nuclear events to be revealed by a thermal effect
(excess heat, they say), you must detect so many gammas that a common
Victoreen or Thyac of our health physicist should pile up. The same for
neutrons.
In chemistry exists a "totalitarian principle" which states: any event
which may occur, actually occurs. Is the emission of 23,8 MeV forbidden? No
it isn't, it is only very improbable. So we must have that emission. Is the
emission of neutrons forbidden? No, it isn't. So we must have that
emission. The probability diagram can be very narrow, but it can never be a
geometrical segment.
De Ninno is making the same mistake. She has been looking for 4He atoms
since 1989, poor thing. She only had to use the Thyac of her health
physicist to have the answer to her problem.
Result: no gammas, no fusion; no neutrons, no fusion. This is requested by
the totalitarian principle.
Is this academic strawchemistry, Doctor McKubre?
Best regards
Camillo Franchini




Da Camillo Franchini al prof. Biberian 16/02/2005

Cher Pofesseur Biberian,
Je saisis l'occasion pour écrire en français, la langue plus harmonieuse
qui existe. J'espère qu'il existe encore quelqu'un qui la pratique dans le
monde scientifique.
"However science progresses by good experiments, not by theories".
Oui, mais les théories doivent précéder l' expérience, si on ne veut pas
gaspiller de l'argent. C'est ce qu'on appelle feasibility studies. Je ne
suis pas contre les études dans le domaine de la fusion froide en général;
je suis contre les expériences décrites sur papier, mais jamais conduites,
parce que elles sont carrément impossibles. Il s'agit là d'expériences qui
précèdent les théories. C'est comme on essayait d'obtenir du Chanel N. 5 en
broyant de l'ail. Je suis contre la façon japonaise de faire science. Nous
Européens ne sommes pas là pour être dupés par des personnes qui possèdent
une préparation spécifique insuffisante ou quand-même lointaine de nos
standards.
Remarquez que j'ai dû écrire pas mal de messages pour convaincre le groupe
qu'une séparation électrochimiques de certains métaux n'est pas possible en
solution aqueuse. Pas acceptable. Remarquez aussi qu' une personne
respectable comme le Professeur Preparata a écrit sur le complexe
palladium-hydrogène comme s'il était un autodidacte. Il s'est tout permis,
comme si ses article devait être lus seulement pas ses confrères et
disciples amoureux. Nous avons une expression toscane spéciale pour lui:
sembra molto convinto (il parait bien convaincu).
Activités qui sont proprement chimiques son confiées à des physiciens. Tout
cela est embarassant, vous devez avouer.
Je vous demande: comment ces physiciens peuvent-ils séparer le Césium et le
Strontium de l'affreux melange d'eau et de sels qui les accompagne?
Ce n'est pas du scepticisme, c'est une question fondamentale à laquelle on
doit repondre avant de demander des aides financières publiques. Cela fait
partie du feasibility study (je ne connais pas l'expression française).
Il existe un détail que je vous prie d'examiner et de m'expliquer, si vous
voulez bien.
Depuis un demi siècle un peut répérer en commerce des cibles de titanium
chargées de tritium. Elle servent à la production "chaude" de neutrons de
14 MeV: vous connaissez peut-être les petits accélerateurs de 100 keV de
Texas Nuclear Corporation ou de High Voltage Engineering. La production de
ces cibles est obtenue par une technique semblable a celle décrite par
Scaramuzzi. Je n'ai jamais compris la nécessité de charger le palladium
par des methodes electrochimiques, quand on peut obtenir des rapports D/Pd
bien plus favorables à la fusion par des methodes conventionnelles.
Je Vous remercie de votre attention et Vous salue très cordialement.
Camillo Franchini




Da Camillo Franchini a Flavio Fontana 16/02/2005

Oggetto: GP

Dear Ingegner Fontana,
I was very impressed by your culture when we met at Leghorn Academy; the
same I am always impressed reading your rich messages. I generally agree
with your "philosophy", shouldn't I. I only ask you not to challenge me in
your or GP's special field. I'm a chemist and I can only speak chemistry.
Criticism to GP papers were only limited, "chemical" criticism, which I
confirm at once. GP may be (he certainly was, I have your and other's
opinion) a wonderful physicist, but he writes bad chemistry. Is
overpotential a correct term referred to palladium? Is a molar
concentration a correct unit in Metal Science? Is it correct using Gibbs
energy in Born-Haber cycle? But why should he be a good chemist if he is a
physicist? He should have only restrained himself in writing scientific
papers. One should know his own limits. GP was a failing fellow like you
and me, not a prophet, wasn't he.
We can sort out two statements by Preparata, statements "which make the
difference". We should confront us on these statements. If Preparata is
right, dd fusion in a palladium lattice could come true and give practical
results. If Preparata uttered false statements, you must admit he was a
bad teacher... at least twice in his life.
Here you are:
"The hydrogen in the palladium lattice is present as protons".
"The Pauli principle restricts the configuration space of H+ an T+ but not
of D+". In other words: Pauli's principle is not valid for D+. Of course we
are speaking of room (or higher) temperature environments.
As far as I know (better said: I remember) the preceeding statements are
untrue and badly misleading. But I am asking for everybody's help.
I hope the colleagues of this informal discussion list are willing to give
their contribution, well aware that in this very point lies the possibility
or impossibility of cold dd fusion.
This is matter for Dr Averli!
Best regards
Camillo Franchini




Da Camillo Franchini a Flavio Fontana : Protonic plasma                       16/02/05

Dear Ingegner Fontana,
to avoid sticking to old beliefs, I immediately asked Ing. Renzo Valentini
of the University of Pisa, who answered me as follows:


Gentile Dr. Franchini,
l'idrogeno, e i suoi isotopi, vengono sempre assorbiti in forma atomica nei
metalli (non in forma ionizzata). Questo vale anche per il Pd.
Sui testi che trattano questi argomenti vi è da dire che è difficile
trovare libri, molto meglio sono le ricerche bibliografiche mirate in base
all'argomento.
Cordiali saluti.
(Renzo Valentini, r.valentini@ing.unipi.it)


Ing. Valentini is an expert in systems hydrogen-metals since long.
So, it seems that protonic and deuteronic plasma in palladium lattice exist
only in Preparata's fantasy. They are only his Wunschgedanken.
All the experiences based on Preparata's assumption should be reconsidered.
Maybe Ing. Valentini is not the last word, but I must notice that
physicists have nothing to write about this topic. Preparata dixit, for
many of them it's enough.
Another bad chemical flaw: in FPP, Possible Theories in Cold Fusion, Nuovo
Cimento, 1994, they write: "... the application of high cathodic
overpotentials can lead to even larger changes in the chemical potential,
at least of the order 0.8 eV." Chemical potential (greek letter mi) is not
an energy, but an intensive quantity, namely the partial derivative known
as Gibbs Energy partial molar.
Once again: let chemistry be done by chemists.
Best regards
Camillo Franchini




Da Camillo Franchini a Francesco Celani : Five-body collision 17/02/05

Dear Doctor Celani,
On 15th February 2005 You wrote:
>the Yasuhiro Iwamura experiments, as very well detailed in his papers,
>>      DON'T USE THE USUAL NEUTRON ADDITION ONE-TO-ONE.
>>He use the NEW model, (fortified by experimental results) of:
>>>            "4 DEUTERONS ALL TOGETHER"
>>>As a consequence, Your deep comments are almost all
>
>          !!OUT OF THE TARGET!!
>>Sorry.
I immediately asked you for a confirmation, but so far I haven't received
you message about this very important topic.
If words have an unambiguous meaning, I feel authorized to interpret your
statement as a description of a FIVE-BODY COLLISION (four deuterons plus
the target nuclide). This goes together with reporting that 135Cs, whose
half-life is 53 m, is a dangerous isotope to deal with. This goes also
together with Iwamura's electrolitic deposition of Cs and Sr from an
aqueous environment.
As for your last message, I agree with you that chemists and physicists
should cooperate. They in fact normally do almost everywhere. But working
together doesn't mean that chemists must know physics so deeply as
physicists do, or the reverse. Specialisation has gone too far to get an
effective overlapping. We have recently seen the incident of Preparata, who
exposed an awfully wrong (only for physical chemists, perhaps) assumption
about hydrogen in palladium. I repeat them for the newcomers:
>"The hydrogen in the palladium lattice is present as protons".
>"The Pauli principle restricts the configuration space of H+ an T+ but not
>of D+". (room temperature).
The preceeding statements look wrong to every chemist, but not to every
physicist. You must have bravely studied Science of Metals at University.
Science of Metals is 80 per cent chemical thermodynamics, so no physicist
can master it fully.
I am well aware that for some reasons that escape my knowledge, Preparata's
statements could come true. As a chemist I have no tools to go further.
Perhaps a physicist can help me to better understand Preparata's view, wich
sounds oddy to me. This is not a formal article, but only a message, so I
am ready to change my view.
Further, no chemist would write "an electron concentration of 600 - 100 M".
But we have already examined Preparata's works in many details, and you can
understand that almost never physicists can write fully correct chemistry,
and the reverse, unless things are easy and common sense. Cooperation is
not overlapping.
Best regards
Camillo Franchini
Da Akito Takahashi to Franchini and Celani: Re Five collision body. 17/02/05


As Dr. Celani asked me yesterday;
"Dear Akito,
I think that, about 4 deuterons model, You can explain it better than me."


I replied to Dr. Celani:
"For 4d/TSC + M interaction model, we have no published materials except ppt
slide for ICCF11 (available in http://www.iscmns.org/ ). However, ppt slide
to ICCF11 is preliminary. There will appear my papers to ICCF11 and
Transworld Research Network (in June 2005). I will present two-three papers
about the substantiated models at Siena workshop, JCF6 and ICCF12 and we
will discuss there. So, you can say to Franchini; please come to Siena
Workshop in May and discuss with Takahashi, if Franchini wants to know about
that. This model is not written in conventional text books, of course, and
needs a lot of discussions to get understanding."


Although my new papers and related ppt slides for JCF6, Siena Workshop and
other international meetings are ready, I want to keep my intellectual
property closed until I will present and open these at the planned meetings
where we can make face-to-face intensive discussions.


Some pre-works which would be later leading to my EQPET/TSC and OSC models
for 4d/TSC and 6d/OSC plus host-metal-nucleus (M) interaction are openly
available as my theoretical papers appeared in Proceedings of ICCF9, JCF4,
ICCF10, JCF5, ASTI5, and ICCF11, as listed below. These are background
information.


1)A. Takahashi: Tetrahedral and octahedral resonance fusion under transient
condensation of deuterons at lattice focal points, Proc. ICCF9, Beijing,
19-24 May 2002, pp.343-348, http://www.lenr-canr.org/
2)A. Takahashi: Mechanism of deuteron cluster fusion by EQPET model, Proc.
ICCF10, August 2003, Boston USA, http://www.lenr-canr.org/
3)A. Takahashi: Deuteron cluster fusion and ash, Proc. ASTI-5, March 19-21,
2004, Asti, Italy, http://www.iscmns.org/
4)A. Takahashi: Clean fusion by tetrahedral and octahedral symmetric
condensations, Proc. JCF5, 15-16 December 2003, Kobe, Japan, pp.74-78,
http://wwwcf.elc.iwate-u.ac.jp/jcf/
5)A. Takahashi, M. Ohta, T. Mizuno: Production of stable isotopes by
selective channel photo-fission of Pd, Jpn. J. Appl. Phys.,
Vol.40(2001)7031-7046
6)M. Ohta, A. Takahashi: Analysis of nuclear transmutation as secondary
reactions of multi-body fusion, Proc. JCF5, 15-16 December 2003, Kobe,
Japan, pp.79-84, http://wwwcf.elc.iwate-u.ac.jp/jcf/
7)A. Takahashi: 3He/4He production ratios by tetrahedral symmetric
condensation, presented at ICCF11, Nov. 1-5, 2004, Marseilles (ppt slide
available at
http://www.iscmns.org/ )
8)A. Takahashi: Deuteron cluster fusion and related nuclear reactions in
metal-deuterium/hydrogen systems, Recent Development of Physics 6(2005),
Transworld Research Network, ISBN: 81-7895-171-1 (to be appeared in June
2005)


New papers treating general CMN-effects and 4d/TSC + M interactions will be
presented as:
9) A. Takahashi: A theoretical summary of condensed matter nuclear effects,
to be presented at Siena Workshop, May 13-16, 2005
10) A. Takahashi: TSC-induced nuclear reactions and cold transmutations,
ibid.


I hope your patience until we will meet at Siena and exchange hot
discussions.
I think that information exchnage via e-mail is not effective enough to get
understanding for these complicated models under development and we really
need face-to-face long time discussions with ppt materials.


Best wishes,
Akito Takahashi




Da Giuseppe Quartieri a Francesco Celani Sulla Fusione fredda 17/02/05
Dear Francesco Celani,
the participation to the dispute on the cold fusion is a must, after the promoting intervention of Camillo
Franchini (a sector specialist), to which it has been answered by Lino Daddi, physicist of the Military
Academy of Livorno, by Gianni Degli Antoni, Applied Informatics Professor at Milan University, and
by Flavio Fontana, Director of the Advanced Research Centre of the Pirelli Labs. Peculiarly, the
specific negative comments made by Camillo Franchini seem been to be positively answered with your
(ircocervo2) letter (by Francesco Celani) shows the clarifying picture of the importance of the Italian
Japanese approach to nuclear chemistry in the condensed matter.
Anyway, I would like to point out that this kind of research started for researching cold fusion
implementation and, later with the Iwamura Japanese approach, was extended to opportunity of
transmuting elements for recovering radioactive score elements. This is ever happened in the science
history: researching something brings up to new things.
However, a part form the real probability of this updated approach to the resolution of the trasmutation
problem to reduce nuclear wastes, and a part of the necessity of the discussion on the present relevance
of the economic resource availability, there still remains the main historical point to be discussed
concerning the lack of capability to face the problem and spent money on top of it in the last 50 years.
This lacking of capability to face the most important problem of the use for pacific purposes of the
nuclear power electric energy is the worst example of bad scientific management of the Italian Physics
Establishment (IPE).
First of all this Establishment has been real and validated by its concrete operation and management
choices. Actually, the Italian Physics Establishment (IPE) was born from the ashes of the Roman
Nuclear School founded by Enrico Fermi. Following the old guidelines, IPE have spent all the
economic resources devoted by the Italian Government to the particles nuclear research without
spending, perhaps, any money at all for resolving the nuclear score problem. This choice has been very
clear and conscious because placed by the only main goal that seems very important to IPE members:
the Nobel Price. It should be commented that this “main goal” appears to be simply a childish or just a
kidding jock to the rational contributing Italian citizen. Instead of resolving the most important problem
for guarantee the extended use of the pacific nuclear power, IPE has invested only in the silly particle
high energy research, for a period of time lasting more than 60 years.
Another negative point of this research management selection is the lack of fall out for normal people a
part the war application of the high energy research: please read direct energy weapons coming really
up from the technology of the high energy ring and iper Hadronic accelerators (injection subsystems
and magnetic focusing subsystems and so on). In other words, the big Italian brilliant and smart
scientific intelligences have continued to work for more than 60 years mainly for war purposes without
knowing it. This time there is a very strong and big aggravating point, whist, in the meantime, they had
shown to be pure and making only and only pure science.
As a minimum, scientists such as Fermi, Oppheneimer, Tellers and all the others at Los Alamos, knew
what they were doing, having forced to make a choice during peculiar period of history; they were not
hypocrite at all! Voiceover, nowadays, it seems that the above mentioned super big scientific
intelligences do not really know what they have really made and really doing, during the last 60 years
of high energy research! Giuliano Preparata, in his books, continue to assert that IPE spending money
in building new big and large high energy particles accelerator for creating new kind of particles, had
done a silly selection by only re proposing conventionalist research. Clearly, I do appreciate very much
Preparata point of view reaming strongly against this wasting of Italian people economic resources that,
among the others, do not provide the people with any kind of technologic fall out a part from any
eventual other simple and useless Nobel Price.
Many greetings
Giuseppe Quartieri

Scambio di lettere Franchini-Valenzi 17-19/02/05

Caro prof. Franchini,
ti ringrazio per la tua lettera, sincera e corretta. E' giusto che si
discuta liberamente dei problemi teorici e pratici, tenendo conto che alla
fine, tutti cerchiamo l'estensione delle nostre conoscenze sulla natura ed
in particolare una migliore gestione della capacità di rispondere ai bisogni
di sicurezza e di energia della società moderna. Il rigore metodologico è
essenziale nell'attività scientifica, ma sarai d'accordo con me che la
natura dell’attività scientifica è intrinsecamente connessa allo
sconosciuto ed all'incerto. Il resto è tecnologia e normativa che esulano
dall'attività scientifica che è istituzionalmente caratterizzata dalla
ricerca di nuove conoscenze (come avrebbe detto Ulisse ai suoi marinai
"Fatti non foste per viver come bruti ma per approfondire in voi virtute e
conoscenza". Ulisse si perse per molti anni , noi oggi possiamo e dobbiamo
perdeci nei meandri del labirinto della scienza e delle nuove tecnologie .
Non abbiamo purtroppo altra via. I prezzi da pagare saranno ancora
altissimi, ben più delle pochi decine di milioni di euro per la fusione
fredda, che paradossalmente con poco potrebbe darci molto (ma volendo non è
questo uno dei segni della grandezza della Natura?).
Io credo che ci sia bisogno di tutti gli uomini di scienza seri, che amano
la verità e che sono animati dall'amore per la Scienza. Trovo in Te questi
sentimenti e credo che potremo continuare a lavorare insieme per forzare i
nostri limiti nella comprensione della natura e del suo uso tecnologico per
fini umani. Spero che avremo occasione di continuare a discutere sia in rete
che in altre occasioni da vicino.
Ti ringrazio per l'attenzione


Vincenzo Valenzi


Ps per quanto riguarda i miei interessi essi sono per mia sfortuna molto
ampi occupandomi io di biometeorologia. Ti invio l'elenco delle mie
pubblicazioni che sto raccogliendo e che ti farò avere appena sono
stampate.


----- Original Message -----
From: "Camillo Franchini" <camillo.franchini1@tin.it>
To: <serecosrl@tiscalinet.it>
Sent: Thursday, February 17, 2005 6:55 PM
Subject: chiacchierata con un collega




Caro Dottor Valenzi,
ho apprezzato la Sua messa a punto e cercherò di trarne vantaggio, aiutato
anche da una passione segreta per una disciplina, la Fisica, che mi sembra
perfetta come un diamante, con il suo potentissimo, affascinante apparato
matematico.
Resta però il fatto che i percorsi formativi e culturali del chimico e del
fisico sono profondamente diversi. Me ne sono accorto lavorando con il
gruppo "capitanato" autorevolmente dal Prof. Daddi. Come unico chimico,
imposto al gruppo dalla Direzione scientifica, mi sono trovato in
contrapposizione (solo su questioni teoriche, per carità) con un nutrito
gruppo di ferratissimi fisici, più qualche ingegnere. C'era buona volontà e
rispetto da entrambe le parti (se si escludono le libertà di espressione
che possono essere concesse a un messaggio elettronico) ma quasi totale
disaccordo sul resto.
Veda ora il caso Preparata. La sua ipotesi che D+ non sia condizionato dal
principio di Pauli comporta che si possa introdurre nel Palladio tutto il
deuterio che si vuole, come avviene per i bosoni. Per un chimico,
personaggio piuttosto ruspante e pratico, questa è un'ipotesi sconvolgente.
Resterà sempre convinto che saturare di idrogeno o di deuterio un metallo,
compreso il palladio, comporti la stessa identica fatica. Questa
convinzione gli resterà anche di fronte a due paginate di calcoli.
Preparata è particolarmente spiazzante per un chimico. Ho conosciuto solo
il Prof. Elio Conte, del gruppo di cui sopra, altrettanto spiazzante e
indigesto. I fisici hanno una fantasia incontrollabile; dovrebbero piacere
alle donne.
Mi sono accorto che la Fusione Fredda è controllata dai fisici, i chimici
sono in netta minoranza e, soprattutto, sono silenziosi. Avrà un
significato? Non ci credono o sono emarginati? Lo dica Lei, che conosce più
gente di me.
Sono convinto che, oltre le speranze eccessive che vengono riposte in
queste ricerche, molti progressi siano stati fatti in settori impensati.
Non sono però convinto che la ricerca debba essere continuata. Ragiono in
modo pratico come l'ing. Fontana che, come tutti i bravi ingegneri, sa fare
analisi di fattibilità e sa dove concentrare gli sforzi e dove lasciare.
Anche se so di fare un'affermazione politicamente scorretta, tenderei
all'energia nucleare dura. Mi ha fatto piacere che sia stata riconsiderata
da una posizione molto elevata. Mi preoccupano meno i prodotti di fissione
della inevitabile scarsità di energia non rinnovabile cui andremo
inevitabilmente incontro. Io appartengo alla lost generation che si preparò
da subito a occuparsi di energia nucleare. Ho fatto tutto il curriculum che
i tempi richiedevano: Euratom in Belgio, Istituto di Radiochimica del
Politecnico di Monaco, CAMEN, dove c'era pronto per noi un reattore
nucleare nuovo di zecca, laboratori caldi. Inoltre, per 12 anni, piccoli
incarichi di insegnamento all'Università di Pisa. Poi siamo stati travolti
daalla politica dei referendum e ci siamo malamenete riconvertiti,
disperdendo una quantità di nozioni che lo stesso Rubbia ritiene difficile
ricostituire in breve tempo. Mi fa comunque piacere che qualcuno non si
faccia intimidire e rilanci un progetto di politica energetica realistico.
A giudicare dai documenti che ho potuto finora leggere, non mi sembra che
il nucleare soft abbia una qualsiasi consistenza teorica o pratica. Se la
conferma dell'esperimento di F&P fosse avvenuta centinaia di volte come si
afferma, la materia sarebbe insegnata all'Università. Non credo ai
complotti; se esistono durano poco. Non diamo agli altri la colpa dei
nostri insuccessi.
Grazie per l'ospitalità.
Non so di che cosa si occupa: me lo può dire?
Cordialmente
Camillo Franchini




Da Camillo Franchini a Takahashi, Celani Iwamura: Awe equation 20/02/05

Dear colleagues,


Apropos Prof. Takahashi's model of multi-body resonance fusion of
deuterons, let me quote Prof. Preparata, Fusion Technology, Vol. 20, Aug. 1991.


>No surprise that we can but admire in awe equations such as:
>4 D+ --> 8Be* -->2alpha + 47.6 MeV
>How high a Coulomb barrier does one have to climb before one car reach the
>mythical 8Be* nucleus? I believe that exposing these kinds of fallacies
>that are being pursued in the field of cold fusion is absolutely necessary
>if we wish to prevent it from becoming esoteric, thus drifting away from
>the scientific realm.


I am still waiting for a reply to my major objection to the
Italian/Japanese project reported on Il Sole 24 Ore, January 22nd, 2005, p.17:


>Chemical or electrochemical separation of Cs and Sr from reactor
>radioactive wastes is NOT possible.
>You merely lack target nuclides for your transmutations (assuming they are
>possible).


I hope to be answered not only as a colleague but also as an Italian
citizen, worried about the way Italian government is going to spend huge
public funds.




Best regards
Camillo Franchini


Da Akito Takahashi a Camillo Franchini: Re:awe equation 21/02/05

Dear Franchini:
I remember that I had discussed much on my multi-body fusion model (very
primitive at that time to treat 3D and 4D process, near at-random process )
with G. Preparata at NCFI(National Cold Fusion institute) in Salt Lake City
in 1990. And I said him that d + d to He-4 process as major out-going
channel was not plausible. He might write impression at that time in the
paper you referred.


Time flied. It passed 15 years. I have studied the model more deeply,
considering that some ordering-processes in condensed matter are essential
to providing such extreme (in common sense) conditions under constraint
motion of particles, and have got to some solutions which I showed
preliminary at ICCF11 and am going to show at the coming Siena Workshop.
Unfortunately, Preparata passed away several years ago and I do not know if
he in Heaven knew my progress, although I respect his physics ability and
personality for approaching scientific truth. Did you read my papers, as
referred (Ref.1-8), and check every thing including numerical results which
Preparata did not know?


The partitioning of Cs and Sr, and other LLRI (Long Life Radio-Isotopes) and
MA (Minor Actinides) from wastes of nuclear plants is of course a big and
money-consuming project as we know, but the proposed IJ project has no
direct linkage to it. In the IJ project we need only very small amount of
test samples of Cs-137 and Sr-90, for instance being purchased from RI
companies, sometimes putting-in or mixing with natural Cs or Sr to make
targets and measure change of radio-activities or isotopic ratios by
conventional methods. This is a very basic research to check the principle
if it works. So, it does not cost much. If you were asked to review
(feasibility study) the IJ project from Italian Government, you would know
the detail of proposal.


PS: You have been already spending much Italian euros for such discussions.
How much is your labor costs per hour? More than an euro, I believe. So,
please allow to say to use a little bit research-fund for the proposed
project.


Akito Takahashi
Da Camillo Franchini a Steven Krikit

From: Camillo Franchini

Dear Steven,
You wrote:




        Dear Dr. Franchini,

        We are discussing matters of scientific research and exploration, not technological
        secrets. Why should "the matter be confidential?" Takahashi is not being secretive about
        discussing the matter. I simply want to know what your concerns are. I don't know why
        you would want to refuse to comment.

        Steven



Well, Dr Iwamura (Mitsubishi Heavy Industries) published an article entitled:
OBSERVATION OF LOW ENERGY NUCLEAR REACTIONS INDUCED BY D2 GAS PERMEATION THROUGH PD COMPLEXES

The article describes a method to transmute natural Caesium and Strontium into Praseodimium and Molibdenum

respectively. The long-term research aims at   transmuting long lived fission products Caesium and
Strontium into stable, harmless isotopes.
Separation of the fission products Caesium and Strontium from the nuclear waste stored in an
aqueous environment is the mandatory precondition to get this result. In his paper Iwamura
suggests an electrochemical separation from an aqueous solution. This operation is
impossible, because it breaks the first principle of thermodynamics. In my opinion, this rough
scientific fault undermines Dr Iwamura' scientific reliability heavily. Reading papers which
contain hints towards perpetuum mobile is not very common today, as you know.
I had some fair exchanges with Dr Iwamura and Prof. Takahashi. I stated that there are NO
suitable chemical tools for separating Caesium and Strontium from nuclear wastes. Even if
worked, Iwamura's transmutation method would lack the appropriate targets.
For this reason, his research should recede to those modest, low-cost activities, normally run
everywhere in the world within small radiochemical laboratories.
Some initiative were undertaken afterwards by Prof Takahashi and some Italian Physicists.
At present I am trying to preserve public Italian money from being wasted in an undertaking
which has lost the initially ambitious projected outcome underway. Mitsubish is big enough for
such modest initiative. There is no need for a IJ project.
This is my concern.
You must understand: I am not acting against Prof. Takahashi or Dr Iwamura for political,
national or scientific purposes; I consider them very respectable colleagues; I am only an
Italian citizen who is aware that preserving public money is one of his duties. I know You
would behave exactly the same way.
Let me address this message to Prof. Takahashi and Dr Iwamura for the sake of fairness.
Best regards
Camillo Franchini



Da Steven Krivit a Camillo Franchini 25/02/2005
Dear Dr. Franchini,


Thank you for your reply. I love science, and I love technology, and so you can consider me a
science fan. This field intrigues me, so I have been following it. I have been learning many
fascinating things since paying attention to this field.


I am a simple man, and if a person who appears to be honest and skilled tells me something
technical, I trust them until I know otherwise. If Iwamura says he saw in increase in Pr and a
decrease in Cs, and an increase in Mo and a decrease in Sr, I think that work should be
considered seriously. Not *believed,* but taken seriously and investigated. How many times
has mankind been surprised to learn new things?


I understand that Iwamura found 100% reproducibility in his experiments...I understand that
his experiment was reproduced by Takahashi et al. at Osaka...with 100% reproducibility. I
understand from experts with decades of experience in nuclear physics that the Mitsubishi
experiment was flawless.


I do not have an opinion on whether this work appears to violate the first principle of
thermodynamics, or if there is merely a misunderstanding between all of you. But I must
honor the spirit of science and ask, doesn't the foundation of scientific exploration rest upon
empirical observation?




Best regards,


Steven


Da Franchini a Iwamura: Mountains and mice 25/02/2005

Dear Dr Iwamura,
thank you for your reply. Fairness is the distinguishing mark of our exchanges.
So Dr Francesco Celani blew his trumpet for almost nothing. Il Sole 24 ore,
Italian Financial Times, intitled that making harmless nuclear wastes was a
possible goal for Japanese science and technology and that a joint IJ
project was underway to do research in this field. Ircocervo published the
same piece of news as it were an Italian success.
But the mountain gave birth to a mouse. In your last message you are
plainly writing about researches which can be run in a normal laboratory of
radiochemistry. I sincerely wish you success. But your commendable
committment has nothing to do with nuclear wastes so far as no chemist will
ever be able to extract Caesium or Strontium from nuclear wastes. Your
experience cannot go further; you must be content only with your
transmutations (I hope you get them easily); your study must remain
selfpraising. You must forget nuclear wastes.
The problem is that probably no radiochemists participated to the
feasibility study. Physicists thought that extracting elemental Caesium and
Strontium was a feasible task for skilled chemists and let the problem
down. As a chemist, I can plainly say that chemical management of Caesium
and Strontium in nuclear wastes is a task well above any possibility of
chemistry. I know you know, as you are a shrewd scientist: that's why you
tryed to smuggle your electrochemical plating, which miserably died into
"salt hidden in crevices and superficial flaws of palladium". Nothing else
but electroplating can help you, but for this you must overthrow chemical
thermodynamics.
So, as an Italian citizen, I hope that you, Takahashi and Celani will be
ready to do a step backwards. Italy doesn't need IJ project or secret
laboratories with their huge fundings. Italian money can be spent in many
more fruitful ways.
Will you be so kind to confirm Steven that Caesium and Strontium
electroplating from an aqueous environment is against chemical thermodynamics?
Best regards
Camillo Franchini




Da Iwamura a Franchini : Re: Mountains and Mice more others letters 25/02/05

Dear Dr. Franchini,


I send you the following same E-mail again.
You should read my papers and E-mail carefully if you mention about my work.
It is not our object to not how to separate Cs and how to deposit Cs.
Our main concern is to observe anomalous transmutation reactions.


You mentioned about my scientific reliability.
True scientific facts will become clear by our collaboration with many
scientists.
Please look forward to seeing our collaboration results with RIKEN, JASRI,
University of Tokyo, Tokyo Institute of Technology and University of
Shizuoka, in addition to University of Osaka, INFN-Frascati, University of
Tohoku!
I've got official beam time of SPring-8 next fiscal year continuously from
this fiscal year after scientific examination of our proposal.


Best regards,


Yasuhiro Iwamura


Advanced Technology Research Center, Mitsubishi Heavy Industries, Ltd.
1-8-1, Sachiura, Kanazawa-ku,Yokohama 236-8515, Japan
Fax: +81-45-771-3879
Tel: +81-45-775-2437(ext.9053),
      +81-45-771-1022
Email: iwamura@atrc.mhi.co.jp
.


    ----- Original Message -----
- From: Camillo Franchini
    To: steven@newenergytimes.com ; akito@sutv.zaq.ne.jp ;
iwamura@atrc.mhi.co.jp ; francesco.celani@lnf.infn.it
    Cc: linodaddi@hotmail.com ; centrostudi.biometeo@email.it
    Sent: Friday, February 25, 2005 8:21 AM
    Subject: concern




    Dear Steven,
    You wrote:




     Dear Dr. Franchini,


     We are discussing matters of scientific research and exploration, not
technological secrets. Why should "the matter be confidential?" Takahashi is
not being secretive about discussing the matter. I simply want to know what
your concerns are. I don't know why you would want to refuse to comment.


  Steven


 Well, Dr Iwamura (Mitsubishi Heavy Industries) published an article
entitled:
 OBSERVATION OF LOW ENERGY NUCLEAR REACTIONS INDUCED BY D2 GAS
PERMEATION
THROUGH PD COMPLEXES
 The article describes a method to transmute natural Caesium and Strontium
into Praseodimium and Molibdenum respectively. The long-term research aims
at transmuting long lived fission products Caesium and Strontium into
stable, harmless isotopes.
 Separation of the fission products Caesium and Strontium from the nuclear
waste stored in an aqueous environment is the mandatory precondition to get
this result. In his paper Iwamura suggests an electrochemical separation
from an aqueous solution. This operation is impossible, because it breaks
the first principle of thermodynamics. In my opinion, this rough scientific
fault undermines Dr Iwamura' scientific reliability heavily. Reading papers
which contain hints towards perpetuum mobile is not very common today, as
you know.
 I had some fair exchanges with Dr Iwamura and Prof. Takahashi. I stated
that there are NO suitable chemical tools for separating Caesium and
Strontium from nuclear wastes. Even if worked, Iwamura's transmutation
method would lack the appropriate targets.
 For this reason, his research should recede to those modest, low-cost
activities, normally run everywhere in the world within small radiochemical
laboratories.
 Some initiative were undertaken afterwards by Prof Takahashi and some
Italian Physicists.
 At present I am trying to preserve public Italian money from being wasted
in an undertaking which has lost the initially ambitious projected outcome
underway. Mitsubish is big enough for such modest initiative. There is no
need for a IJ project.
 This is my concern.
 You must understand: I am not acting against Prof. Takahashi or Dr Iwamura
for political, national or scientific purposes; I consider them very
respectable colleagues; I am only an Italian citizen who is aware that
preserving public money is one of his duties. I know You would behave
exactly the same way.
 Let me address this message to Prof. Takahashi and Dr Iwamura for the sake
of fairness.
 Best regards
 Camillo Franchini




----- Original Message -----
From: "IWAMURA Yasuhiro" <iwamura@atrc.mhi.co.jp>
To: <violante@frascati.enea.it>; "Camillo Franchini"
<camillo.franchini1@tin.it>


Sent: Tuesday, December 14, 2004 10:38 AM
Subject: Your questions
> Dear Dr.Franchini,
>
> Thank very much for your strong interest in our work!
> As I already replied by E-mail, experimental results do not depend on how
> to
> deposit Cs on the Pd complex.
> Even if we make Cs deposited by Ion implantation method, we have positive
> results(see ICCF10 proc.).
> Although Cs can not be electroplated on the Pd complex as you pointed, Cs
> is
> deposited by electrochemically and we can observe Cs on the Pd complex by
> XPS, XRF, and the other methods.
> Our main concern is the observation of transmutation reactions, not how to
> deposit Cs.
> So recently we mainly use the ion implanted Pd complexes.
>
> Yesterday and the day before yesterday, my team went to SPring-8 which is
> the large Synchrotron Orbital Radiation (SOR) facility to perform
> collaboration work with RIKEN and JASRI(Japan Synchrotron Radiation
> Research
> Institute). RIKEN is the Japanese national institute for physics,
> chemistry,
> medical science, biology, and engineering. The researchers of RIKEN and
> JASRI have very much interest in our work and try to understand of
> mechanism
> of the observed results.
> We obtain official x-ray beam time from JASRI and continue experiments.
> Up to now, the researchers of JASRI and RIKEN and we observed
> transmutation
> reactions of Cs into Pr by XRF using the strong SOR x-ray several times.
> The results of our experiments will open officially at the end of this
> fiscal year.
>
> This is the letter to you sent by me about 1 or 2 years ago.
> I send you again.
> ***************************************************************
> Dear Dr.Franchini,
>
> You have many questions on my paper in the JJAP.
> I would like to answer your questions.
>
> We have noticed that 1V is not enough to deposited Cs or Sr.
> But if we apply higher voltage, electrolysis of D2O occurs.
> It impossible to plate Cs on Pd in our experimental setup.
> 1V has not important meaning:
> 1V is just the voltage that electrolysis of D2O does not occur.
>
> But Cs can be detected on Pd surface by XPS by our experimental procedure.
> If you try, you will observe it.
> I am not familiar with electrochemistry,
> but few percent of Cs can be detected on the surface area.
>
> It is not necessary to use electrochemical method to obtain positive
> results.
> We applied Ion beam of Cs to give Cs on the Pd complex(Pd/CaO/Pd), and
> performed several experiments.
> We chose a physical method to add Cs into the Pd complex,
> not an electrochemical method. For all the cases, we obtained positive
> results.
> This results show that the way to give Cs on Pd complex is not important.
>
> To observe elemental changes on Pd complex surface is our main purpose.
> It is not our purpose to plate Cs on Pd.
>
> Best Regards,
>
> Yasuhiro IWAMURA
> ****************************************************************
>
> I will be glad if you understand our research status.
>
>
> Best regards,
>
> Yasuhiro Iwamura
>
> Advanced Technology Research Center, Mitsubishi Heavy Industries, Ltd.
> 1-8-1, Sachiura, Kanazawa-ku,Yokohama 236-8515, Japan
> Fax: +81-45-771-3879
> Tel: +81-45-775-2437(ext.9053),
>    +81-45-771-1022
> Email: iwamura@atrc.mhi.co.jp
>
>
>
> ----- Original Message -----
> From: "Camillo Franchini" <camillo.franchini1@tin.it>
> To: <violante@frascati.enea.it>
> Sent: Tuesday, December 14, 2004 3:10 AM
> Subject: Takahashi
> Caro Dr Violante,
>
> Il Dr Celani ha portato alla nostra conoscenza i recenti riconoscimenti
> ottenuti da Iwamura, Takahashi e Mizuno in Giappone.
> Dal momento che sono personalità citate nella nostra recente
> corrispondenza, ritengo appropriato portare alla conoscenza di tutti uno
> scambio di messaggi che avvenne l'11-12 febbrario 2003 tra Takahashi e il
> sottoscritto in merito all'esperimento di Iwamura. Trattandosi di
> corrispondenza esclusivamente scientifica, ritengo di non commettere
> scorrettezza nei confronti del Prof. Takahashi, al quale rivolgo un
> cordiale saluto.
>


> Dear Prof. Takahashi,
>
> I am a senior chemist, head of the chemistry section at CISAM, a state
> research centre near Pisa, Italy. A colleague of mine called my attention
> on the article by Prof. Y.Iwamura et al. "Elemental Analysis of Pd
> Complexes: Effects of D2 Gas Permeation", Jpn. J. Appl. Phys. Vol. 41
> (2002) pp. 4642-4650.
> In that article Prof. Iwamura claims he was able to transform Caesium
> into
> Praseodimium by means of some experimental setup he describes in the
> tiniest details. One step of the experimental procedure was the
> electrochemical deposition of caesium on palladium from an aqueous
> solution. It is well-known that the cathodic reduction of any alcaline
> metal in water is impossible (but on a mercury cathode); less than ever
> on
> a palladium cathode, where the hydrogen overvoltage is typically zero.
> Some puzzling questions then arise: what happened? How could Prof.
> Iwamura
> get Praseodimium from nothing? Why Prof. Iwamura chose an impossible
> method
> to prepare his "complexes"? Was his article peer-reviewed? Is JJAP a
> credible
> scientific organ? Is this episode an example of "weird physics (or weird
> chemistry)"?
> I would be grateful if you let me know your opinion about this strange
> episode. My colleagues (some of them are deeply interested and active in
> CF) and I are looking forward to reading your valuable opinion on this
> matter, on account of your well-known position in the Japanese scientific
> establishment. Thank you.
> Best regards from all of us.
> Camillo Franchini
>
>
> Dear Dr. Franchini:
>      Thank you for your letter with attention to Dr. Iwamura's strange
> results. First of all, I have to say that JJAP is one of most authorized
> and
> internationally well sited physics journals in Japan. Submitted papers to
> JJAP is of course peer-reviewed very much. I think that reviewers of
> Iwamura's paper could not find any fatal errors in the paper and found it
>a
> consistent experimental work, even though it claimed a strange conclusion
> of
> nuclear transmutation with mass 8 and charge (atomic number) 4 increases,
> namely from Cs-133 to Pr-141 (or from Sr-88 to Mo-96). The claimed result
> is
> merely looked impossible from conventinal nuclear physics point of view,
> and
> is challenging for constructing model of mechanism which is not violating
> known physics laws. I took Iwarura' results seriously, and proposed a
> theoretical model in my papers to ICCF9 and JCF4 meetings to explain why
> mass-8 and charge-4 increased transmutation was possible selectively in
> the
> transient dynamics of palladium-deuteride lattice with associating foreign
> elements of Cs and Sr. You may get copies of my papers from Dr. F. Celani
> at
> INFN Frascati. However, we further need efforts to solve the secret of the
> strange results.
> A member (chemist) of Dr. Iwamura came to my laboaratory to show us how
> to
> deposit Cs on surface of CaO/Pd layer of sample plate, based on
> electro-chemical technique. In fact, Cs atoms were deposited there, as
> ascertained by XPS and ICP-MS analyses. Unfortunately I am ignorant to
> electrochemistry to understand the deposition mechanism. But I think we
> have
> to believe their method of Cs or Sr deposition on sample, because of real
> effect.
> Sincerely,
>
> Akito Takahashi
> Professor
> Department of Nuclear Engineering,
> Graduate School of Engineering,
> Osaka University
>
> Yamadaoka 2-1, Suita, Osaka, 565-0871 Japan
>
> Fax: 81-6-6879-7889
> Tel: 81-6-6879-7890
>
> Email: akito@nucl.eng.osaka-u.ac.jp
>
> In precedenza avevo richiesto chiarimenti al Dr Iwamura, come risulta
> dalla
> lettera successiva:
>
>
> Dear Professor Takahashi and Doctor Iwamura,
>
> "It's impossible to plate Cs on Pd in our experimental [electrochemical]
> setup" (Dr Iwamura)
>
> "A member (chemist) of Dr. Iwamura came to my laboratory to show us how
> to
> deposit Cs on surface of CaO/Pd layer of sample plate, based on
> electro-chemical technique." (Prof. Takahashi)
>
> Your statements are contradictory.
>
> Did any chemist object anything to Dr Iwamura's lecture at ICCF held in
> Peking?
>
> Professor Takahashi, I would be grateful if you could send me the e-mail
> address of the chemist who performed the Cs electroplating in your
> laboratory. Thank you.
> Best regards
> Camillo Franchini
> Il Prof. Takahashi non mi ha fornito l'indirizzo del chimico che ha
> seguito
> l'elettrodeposizione di Cs e Sr su catodo di palladio.
>
> Resta da chiedersi quale lobby o quali interessi abbiano potuto portare
> all'attenzione del NRL il lavoro di Iwamura, dal momento che noi chimici
> siamo certi che cesio e stronzio erano del tutto assenti nel complesso
> sottoposto a trattamento con deuterio.
> La risposta di Takahashi dovrebbe fare riflettere Ubaldo: il metodo
> Iwamura
> è sostenuto addirittura contro Iwamura stesso. Secondo Takahashi Cs e Sr
> si
> possono elettrodepositare da soluzioni acquose, senza rendersi conto che,
> se ciò avvenisse, avrebbe realizzato il moto perpetuo di prima specie.
> Invito i chimici in indirizzo a riflettere su tante incongruenze e
> bizzarrie di comportamemto: perché dobbiamo lasciare che la chimica sia
> gestita da gente che di chimica sa nulla e mantiene con ostinata
> insistenza
> posizioni contestate da chimici di professione? Va bene tutto nella fisica
> d'avanguardia, ma escludiamo almeno il moto perpetuo.
> Qualcuno può farmi la cortesia di darmi l'indirizzo elettronico del NRL?
>
> Cordiali saluti
> Camillo Franchini


Da Franchini a Iwamura: Science ed economy. 25/02/05

Dear Dr Iwamura,
You wrote:


>It is not our object to not how to separate Cs and how to deposit Cs.
>Our main concern is to observe anomalous transmutation reactions.


Let's assume you get anomalous transmutation reactions; this will be a
paramount scientific event. But you must understand that this is not enough
to write with emphasis on Il Sole 24 Ore that Japanese are the verge of
making nuclear wastes harmless. If you have nothing to transmute,
you would only get a conspicuous, but useless, scientific result. I'd like
to keep the scientific side separate from the economic one. A joint IJ
project for an amount of 25 million/5 years euro would be senseless if it
were only to carry out cold transmutation experiences. The project must
hold the original chemical side if it wants to be emphasized on newspapers
and get special fundings; otherwise we would only be writing about an
interesting piece of nuclear chemistry, not more expensive that any other
small laboratory experience.
Unfortunately there is no chemical side.
Special fundings from MHI should suffice.
Best regards
Camillo Franchini




Da Valenzi a Franchini: La parola è d'argento, il silenzio è d'oro!! 25/02/2005
>> Caro prof. Franchini,
>> la discussione come la libertà sono un valore primario, ma come sai
dagli
>> ambienti militari, a tutto c'è un limite, superato il quale si va nella
>> libertinaggio e nella licenza o ancora peggio nel chiacchiericcio.
>> L'impressione che nel tuo modo di fare si siano oltrepassate le soglie
>della
>> discussione scientifica è forte, per travalicare nel disturbo al lavoro
>di
>> ricercatori seri e impegnati in Enti di ricerca pubblici ed in grandi
>> aziende private (tra cui ti segnalo STMicroelectronics, Pirelli Labs,
>> Mitsubischi, oltre ad INFN, ENEA, American Navy Labs ecc.).
>> La tua pretesa di impedire che vengano spesi fondi pubblici per queste
>> ricerche in quanto non vi sarebbe un ruolo chimico sono state già
>stroncate
>> dal dettaglio che tutta la Fusione Fredda nasce nell'ambito
>> delle'elettrochimica con il Presidente della Società Internazionale di
>> Elettrochimica (Martin Fleischman) che ha scoperto le reazioni nucleari
>a
>> bassa temperatura, (la Fusione Fredda), all'interno della quale, nelle
>> centinaia di laboratori che si sono impegnati negli ultimi 15 anni,sono
>> state messe in luce anche reazioni di trasmutazione nucleare, segnalate
>tra
>> gli altri anche in laboratori italiani tra cui   in INFN dal Gruppo
di
>> Celani ed in Pirelli Labs dal Gruppo di Fontana.
>> Il fatto che tu non capisci non è grave, non è neanche grave che tu non
>> abbia voluto meditare su altri stroncatori che ti hanno preceduto, forti
>> delle loro cattedre e dei loro premi Nobel, che sono poi stati smentiti
>dai
>> risultati tra cui quello dell'energia dal nucleo con cui accendiamo
le
>> nostre lampadine oggi.
>> Quello di cui ti vorrei pregare, è smettere di disturbare, provocare
>e
>> offendere, studiosi italiani, americani ed in particolare giapponesi
che
>ci
>> hanno onorato di una partenership strategica per il nostro paese.
>> Infine, visto che sei così legato all'economia pubblica ti segnalo i
tre
>> miliardi e passa di euro cfhe dovremo spendere per smantellare le centrali
>> nucleari, tra cui i centinaia e centinaia di milioni di euro che stiamo
>> spendendo per stoccare (per venti anni poi tornano a casa) le scorie
>> italiane in Francia ed in Inghilterra.
>> Ti rigiro inoltre la corrispondenza che era intercorsa tra noi, che
mi
>> aveva fatto sperare in una tua pacata riflessione. Se ti interessa
>veramente
>> discutere i problemi che ritieni di porre all'attenzione, ti ricordo
che
>sei
>> stato invitato al prossimo congresso di Siena a Maggio, dal Presidente
>della
>> Società Internazionale sulla nuova scienza della materia condensata,
>Akito
>> Takayasi.
>> Credo che si possa suonare la campanella e smetterla con questa pur
>> importante discussione sul web che orami ha travalicato i limiti,dando
>> spazio alle letture che ti sono state rifornite,e in particolare dando
>> spazio al lavoro dei laboratori ed ai risultati, oltre che alle decisioni
>> dei Governi che debbono decidere come investire i soldi pubblici , alla
>> ricerca di nuove soluzioni ai gravi probleni di sicurezza sanitaria e
>> sociale, oltre che ai problemi di approvvigionamento energetico che
>indicano
>> che a parte un incerto oggi l'Italia ed il mondo intero debbono pensare
>ai
>> prossimi decenni, quando le riserve di combustile tradizionale andranno
>> esaurendosi.
>> Cari saluti
>> Vincenzo Valenzi



Da Iwamura a Franchini: Re science and economy. 27/02/05
Dear Dr.Franchini,


I am afraid that you must completely misunderstand my position in the
project which you have much interest.
It seemed that your E-mail was irrelevant.


You wrote;
> Let's assume you get anomalous transmutation reactions; this will be a
> paramount scientific event. But you must understand that this is not
> enough to write with emphasis on Il Sole 24 Ore that Japanese are the
> verge of making nuclear wastes harmless. If you have nothing to transmute,
> you would only get a conspicuous, but useless, scientific result. I'd
> like to keep the scientific side separate from the economic one.


I am a Japanese scientist and I have never talked with any journalists of
"Il
Sole 24 Ore". I have no rights to decide how much money should be invested
in this field.
As I am not a tax payer in Italy (When I visit Italy, I pay consumption tax,
off course !). I am just an scientific originator and a collaborator.


Why do you ask me about economic side of the project?
A man who pay for the research should judge and decide how much money
should be invested.
In the case of this project, Italian government should judge and decide
economic side
of the project if the funding payer is the Italian government.
I cannot understand why you asked me about the economic side of the project.
Also I cannot understand why you have so much interests in many sides of the
project !




Best regards,


Yasuhiro Iwamura


Advanced Technology Research Center, Mitsubishi Heavy Industries, Ltd.
1-8-1, Sachiura, Kanazawa-ku,Yokohama 236-8515, Japan
Da Steven Krivit a Franchini: Re Science and economy. 27/02/2005

Dr. Franchini,


It appears that you have valid concerns and that you have something to contribute to the
progress of science. However, I must ask, since when are honest and effective scientific
debates resolved by e-mail discussions? This seems unlikely.


History was made on 1 May, 1989 when researchers from Caltech and MIT challenged the
original claims of Fleischmann and Pons at the American Physical Society in Baltimore,
Maryland, USA.


The Siena Workshop takes place on 13 May, 2005
(http://www.iscmns.org/siena05/siena.htm). Perhaps history will be made yet again. You have
been invited by Celani, Iwamura and Takahashi to discuss and debate your perspectives on
this matter at the workshop.


Progress in this electronic discussion has come to a halt and it is apparent that a resolution
will not be achieved here.


May I suggest that, as you state, that if "the whole Italian community in this list is waiting for
an answer" from Iwamura, Takahashi and Celani that this community attends the Siena
workshop? I believe they owe that respect to all the people honestly working on cold fusion.


I am sure that the presenters will allow you the first opportunity to question them after they
state their findings. And I am sure that the debate will be of interest to all in attendance.


For the record, will you accept their offer to attend and participate in the discussion at this
workshop?


Steven
Da Lino Daddi a Franchini : Polemiche. 01/03/2005

Caro Camillo, Cari Amici e Colleghi,
penso che la proposta autorevole di Vincenzo Valenzi , di una sospensione delle recenti
polemiche, sia accettabile. Come comunità scientifica della C.F. non dovremmo tuttavia
sottrarci ad un chiarimento esauriente degli aspetti chimici degli esperimenti di Iwamura . Per
questo propongo che nel convegno prossimo di Siena sia organizzata una tavola rotonda
DEDICATA AL CARICAMENTO DI CESIO E STRONZIO su palladio, con gli auspicabili
interventi di Camillo Franchini (che, penso, potrà sostenere i punti di vista elettrochimici
"classici") e dei Giapponesi (che, insieme a Francesco Celani, dovrebbero riferire gli aspetti
sperimentali innovativi, con le soluzioni da Loro adottate).
 Per snellire la tavola rotonda, e dare ad essa un carattere più specializzato, le reazioni
nucleari scoperte da Iwamura potrebbero esserne escluse, e trattate nelle ordinarie sedute
del convegno stesso.
 A proposito delle anomale reazioni segnalate negli esperimenti giapponesi devo constatare
la contradditorietà della posizione di Camillo, che, mentre adopera per esse l'aggettivo
"paramount" , tende poi a liquidarle come "un topolino partorito dalla montagna". Egli
dovrebbe convincersi che, se veramente avvengono, queste reazioni sono destinate ad
incidere profondamente nella fisica nucleare (indipendentemente dal possibile impiego nel
trattamento delle scorie dei reattori).
Ciao a tutti, Lino




Caro Lino,
grazie per il ripetuto invito a Siena. Grazie anche al Dr Celani. Verrei
molto volentieri, ma mi manca un supporter, dato che sono pensionato da
circa un anno. Al CISAM ho conservato solo la casella di posta elettronica
e di questo ringrazio la Direzione. Non me la sento di spendere una barca
di soldi da privato che rappresenta solo se stesso. Se qualche ente fosse
interessato al mio intervento, mi presenterei con una comunicazione che ho
già in mente.
Non sono riuscito a trovare i lavori di Takahashi sulla "multi-body
resonance fusion of deuterons", per quanto abbia seguito le sue indicazioni.
In realtà l'accenno ai risultati "paramount" di trasmutazione erano solo
una formula di cortesia: non conoscendoli, li dò per buoni, anzi
"paramount". Se qualcuno volesse spedirmi qualche PDF di Takahashi, mi
farebbe una grossa cortesia.
La montagna che ha partorito il topolino è il trionfalistico annuncio di
Celani/Manusardi. Da bravi fisici, hanno trascurato l'insormontabile
difficoltà di isolare cesio e stronzio dagli altri elementi.
Paradossalmente il procedimento suggerito da Iwamura e - dice lui -
applicato, scaricherebbe quasi tutti i metalli, dai nobili ai meno nobili,
lasciando mestamente in soluzione i più elettropositivi, come appunto cesio
e stronzio.
La mia posizione è che la trasmutazione in sé, per quanto scientificamente
interessante, non può essere presentata come bonifica dei prodotti di
fissione, quindi non può pretendere finanziamenti così cospicui. Credo che
le persone di scienza non debbano approfittare della relativa "ignoranza"
di quelli che reggono i cordoni della borsa. So bene come basti un progetto
scritto con la dovuta malizia per mettere di mezzo un politico.
Spero che a Siena non ci siano i soliti fisici che parlano di scienza dei
metalli. Ho già letto abbastanza stranezze negli articoli di Preparata che
mi hai spedito. E' un pericoloso intruder in campi che non sono nemmeno
lontanamente suoi. Ad avere pazienza, i tre articoli che ho sottomamo sono
smontabili paragrafo per paragrafo. Da un punto di vista chimico
ovviamente. Nel suo campo può benissimo essere un genio, ma i suoi articoli
di CF creano confusione scientifica e pericolose illusioni. Pensa alle
implicazioni che può avere ritenere che il deuterio è presente nel
palladio come plasma D+: significa che esso è sottratto al principo di
esclusione di Pauli e quindi ne puoi impilare nel reticolo quanto ne vuoi,
favorendone l'interazione. Sarebbe bello, ma non è vero. Ma su questo
argomento vorrei tornare, perché conosciate il punto di vista di un chimico
che ha studiato scienza dei metalli, anche se molti anni fa.
Spero di assistere a qualche intervento di chimica fatto da un chimico.
L'ambiente esclusivamente fisico mi ha soffocato da quando abbiamo
cominciato a lavorare insieme. La luna ha due facce ed è bene conoscerle
entrambe.
Cordiali saluti.
Camillo


Da Franchini ad Andrea Averlicchi: Riconoscimento. 01/03/2005

Caro Andrea,
dico la verità: speravo in un tuo intervento. Mi ricordo gli appassionati
confronti di altri tempi, su altro argomenti (ma non tanto). Io ho imparato
molto da te in quelle occasioni.
L'accenno all'"asfissia da fisico" è solo un espediente retorico, roba da
posta elettronica, di pronto impiego; volevo solo intendere che noto con
disagio il silenzio assordante dei chimici, se ce ne sono nel gruppo. Noto
anche che molta chimica è gestita dai fisici. Leggendo Preparata mi sono
meravigliato del piglio garibaldino con cui tratta argomenti che, almeno in
Italia, sono di pertinenza chimica o ingegneristica. Mi riferisco a Scienza
dei Metalli. Per rimediare ai suoi guasti bisogna scrivere un articolo
apposta. Lo farò. La mia paura è che a Siena molti altri fisici si sentano
autorizzati a entrare in una materia che è molto complessa e richiede,
ahivoi, una profonda conoscenza della termodinamica chimica.
Sono completamente d'accordo con te (e con Vincenzo Valenzi) che chimica e
fisica sono discipline tipicamente complementari; si integrano, anche se
raramente si sovrappongono. Chimici e fisici possono collaborare
efficacemente solo se non esorbitano.
Anche se la tua lettera è privata e richiederebbe una risposta privata,
voglio risponderti pubblicamente, per offrirti un importante
riconoscimento: sei stato il solo ad accorgerti con me che Iwamura aveva
violato il primo principio della termodinamica, già nel 2002, quando Lino
ci fece leggere quell'articolo, origine di tanti confronti successivi. Lo
fece anche Lino, ma subito si ritrasse, soggiogato dall'esotismo giapponese
o non so da quali altre considerazioni. Mi ricordo ancora il suo "rivaluto
Iwamura", brandito come un gagliardetto. Fu una svolta. Lino, ti avevamo
scoperto le carte e il gioco avrebbe dovuto essere facile anche per te.
Forse anche Celani non si sarebbe tanto esposto. Dicono che anche Fabrizio
Marini se ne sia accorto, ma lo sappiamo solo come voce riportata. Se
essere in pochi fra tanti è un merito, la tua fu una bella intuizione e una
bella prova di possedere solide conoscenze. Lo devono sapere tutti.
Spero di rileggerti presto.
Con molta cordialità
Camillo


Da Franchini A Steven Krivit: Old and young. 02/03/2005
Dear Steven,
You wrote:




       It appears that you have valid concerns and that you have something to contribute to the
       progress of science. However, I must ask, since when are honest and effective scientific
       debates resolved by e-mail discussions? This seems unlikely.


You are a journalist and should preview my answer:
since e-mail and internet became common communication tools.
In Italy the young consider meetings, congresses and the same a brilliant and inexpensive way for the
old to accompany their wives to visit nice countries. Young are irreverent but are often right. By the
way: what is the mean age of the participants?
Being a journalist, how can you not notice how effective e-mail, blogs, internet are in spreading
information?
Nobody was aware that Iwamura had broken chemical termodynamics; now everybody who is
concerned knows. Had I to wait a congress to inform my colleagues about it?



       For the record, will you accept their offer to attend and participate in the discussion at
       this workshop?



I am old enough to participate with honour. I'm only looking for a sponsor, as I am retired.
Would you or your magazine pay for me?


Best regards
Camillo




Da Steven Krivit a Franchini: Re: Old and young. 03/03/2005
Caro Camillo,




I have found that e-mail only works within a specific range of human
expression and that once a threshold is reached, it fails to be effective.
Very much like pouring water into a glass. It is effective when the water
is between 0 and 100 degrees. But under or over each threshold, the "water"
will not pour.


You can see who participated in the workshop last year at this Web site:
http://www.iscmns.org/meetings/Asti/asti.htm My guess that the mean age of
the participants is 60 years.


>I am old enough to participate with honour. I'm only looking for a
sponsor, as I am retired. Would you or your magazine pay for me?


From an earlier message, you said the following: "I don't feel like
spending a lot of money as a private individual representing just
myself. If some firm is interested in my participation I would present a
communication which I already have in mind."


With the salary I make as a reporter, I can only afford to buy you lunch.
And I would like to do so, if an occasion arises that brings me to your
beautiful country again. I am not scheduled to go to Siena at the present time.


I have made a request to the conference organizer, William Collis. He has
agreed to make an exception for you and has stated that he is "able to
waive the workshop fee for you so long as no hotel accommodation is
required." Hopefully you live close to Siena and can drive or take the
train? If not, he says that you may register for up to 3 nights
accommodation for a reduced fee of Euros 250. In both cases, Mr. Collis
says "it is a requirement that Dr Franchini present an oral paper in English."


I hope this works for you and that the attendees will enjoy an enthusiastic
discussion of this subject.


You may contact William for further arrangements at wicollis@tin.it, and if
I come to Italy, I will look forward to meeting you.
Molto grazie,
Steve


Da Franchini a Iwamura: physicists vs chemist. 30/03/05

Dear Dr Iwamura,
thank you for your kind reply.
I only wanted you to know what I was writing to Ing. Lietz. As you know, I
am doing my best in order to avoid my government funding your program. But
I want to do it openly. Of course I know that, being a retired old man, my
action is inane, but I think that at least the voice of one chemist must be
emitted among a choir of so many physicists.
Dr Lietz referred to your classical work where caesium electroplating is
described. As a physicist you can write it, but I must confirm that this
operation is chemically impossible, as it breaches the first principle of
thermodynamics. My message was written to Ing. Lietz and sent to you only
as a copy; I didn't want to bother you.
Ing. Lietz made me read an article by Miley, where a lot of strange events
happen, for example:
4 d + 133 Cs --> 141 Pr.
As a chemist, I can tell you that this is an impossible low-energy
radiochemical reaction. May be physicists may consider it possible,
chemists cannot, even in your palladium/CaO complex. I do not know what
physicists learnt in their academic course, I certainly know what chemists
learnt. Almost everything in Miley's article has to be rejected from a
chemical point of view.
Physicist consider hydrogen as substitutive in palladium lattice
(Preparata), instead of interstitial. Hydrogen is never substitutive in alloys.
Physicists believe that hydrogen is present in palladium as plasma;
chemists know that hydrogen can only be atomic. Chemists also know that it
is impossible to reach the magic atomic ratio D/Pd = 1. And so on, and son
on, almost without limits.
You persistently avoid treating the problem of getting caesium and
strontium from nuclear wastes. Chemists tell you that their separation is
impossible, but you, Dr Celani and Prof. Takahashi consider it a
meaningless detail, if I may judge your silence.
As long as physicists work alone on chemical topics, you can only believe
that Miley's articles are modern science.
Best regards
Camillo Franchini


Da Vincenzo Valenzi: Re: physicists vs chemist. 31/03/2005




Cari amici
> continua , in modo più sobrio, la discussione sul progetto italogiapponese
> di bonifica delle scorie nucleari, che vede coinvolti oltre al centro di
> ricerca avanzata della Mitshubisci diretto da Iwamura, diversi
universitari
> giappponesi tra cui Arata che ha pubblicato un report ssul bollettino
della
> società italiana di Fisica di gennaio 2005 "Il nuovo saggiatore". Lo
schema
> dell'esperimento, impossibile secondo Franchini ed i libri di testo a cui
si
> ispira, violerebbe le leggi della chimica. I risultati
dell'esperimento
> di Iwamura mpstra che il numero di nuclei di cesio (Cs) diminuisce nel
> tempo, mentre compaiono nuclei di praseodimio (Pr) prima inesistenti, che
> aumentano di numero nel tempo. Sono stati fatti convincenti controlli.
Nello
> stesso articolo viene presentato un risultato simile per i nuclei di
> stronzio (Sr) e molibdeno (Mo).Maggiori approfondimenti potete trovarli
> nell'articolo "Fusione Fredda: a che punto siamo", che trovate in edicola
> (non in tutte le edicole ma nelle "principali")sulla rivista
> ScienzaeConoscenza.
> Secondo Franchini e per il vero secondo molti altri autorevoli colleghi
ciò
> non è possibile in quanto violerebbe, il nuovo verbo sarebbe rappresentato
> nei libri di testo ai quali gli studenti si preparano per l'esame di
chimica
> fisica ecc.
> Ci domandiamo, caro Franchini che ci stanno a fare le attività di ricerca
> nelle Università e negli Enti come ENEA INFN , CNR se tutto è già chiaro e
> scritto. Ci si può anche domandare se delle teorie scritte sui testi (per
> quanto ammantate dal titolo di principio, come il secondo principio della
> termodinamica ad esempio),siano il nuovo verbo che non può essere violato,
> in sfregio ai risultati della natura o ancora ai risultati del
laboratorio.
> Caro Franchini, ti vorrei domandare se nell'esaminare gli esperimenti
> oltre a guardare i libri di testo interrogandoti: "I do not know what
> physicists learnt in their academic course, I certainly know what chemists
> learnt"., non realizzi che i libri di testo rappresentano lo stato attuale
(
> quando non la storia della scienza) che è in continua evoluzione sospinta
da
> continue scoperte e da nuove teorie. Se tu fossi medico come me, dovresti
> partecipare per aggiornarti ai Corsi ECM (Educazione Continua in Medicina)
> che il Ministero è stato obbligato a fare per mantenere i medici al passo
> delle innovazioni nella pratica e nella cultura medica, perchè caro
> Franchini, i libri di testo in medicina non sono molto aggiornati. Credi
> che i libri di testo di chimica lo siano molto di più?
> A parte le ironie , credo che ognuna faccia la sua parte , i licei
facciano
> i licei ..con i libri di testo , i livelli superiori universitari
..facciano
> l'Università la formazione avanzata e la ricerca del nuovo. Con tutti i
> rigori del metodo scientifico, ma con le finalità tipiche di un'istituto
> universitario, che non sono la difesa dei libri di testo, ma il loro
> continuo aggiornamento tramite nuove scoperte e nuove teorie.
> Così caro Franchini la tua opposizione all'esperimento Italo giapponese ha
> poco o niente di scientifico, al massimo ha molto di liceale. Quello che
> conta sono i risultati degli esperimenti e quando ci sono, anche le
teorie
> che le spieghino. Così che va avanti la scienza, è questo quello che si
> aspetta il cittadino che paga le tasse ed i suoi governanti,a cui è
affidato
> il fututo dei cittadini e della società intera.
> Cordiali saluti
> Vincenzo Valenzi
>




Da Giuseppe Marineo: physicists vs chemist. 31/03/2005

Non entro nel merito del contenzioso, ma vorrei solo aggiungere che in campo
biologico si pensava che la seconda legge della termodinamica fosse
invalidata dalla natura stessa della vita. In realtà studi più approfonditi
hanno invece evidenziato che questo non accadeva ,e per capirlo bisognava
solo ampliare la visuale dei fenomeni osservati.


Io come ricercatore credo che ogni genere di conoscenza scientifica non solo
può essere superata, ma si spera che questo prima o poi accada, altrimenti
non c'è evoluzione.


Però è anche vero che ci sono teorie che sembrano particolarmente solide, ed
anche se "vecchie", non necessariamente da buttare prima di aver capito a
fondo la natura delle possibili contraddizioni, e comunque ragionevolmente
ancora valide per particolari scopi in cui ad oggi sembrano insostituibili.


Io l'augurio che faccio a tutti è sempre quello di fare ricerca per il
piacere della conoscenza, con grande onestà intellettuale, e lasciare da
parte pregiudizi di ogni genere, e personalismi o toni forti spesso non
necessari nel contesto dell'argomento trattato.


Cordialmente


Giuseppe Marineo




Scambio Valenzi/Franchini: Anomalie- Prigogine. 01/04/2005

Caro Franchini
solo ora leggo la tua gentile lettera, e consentimi per comodità di lettura
dei colleghi che ci seguano di allegare in fondo anche la corrispondenza di
riferimento. Se mi consenti io non ho mai discusso la tua facoltà ad
intervenire da specialista chimico nel dibattito, tutt'altro, ho apprezzato
il tuo contributo e condivido pienamente quanto ti scrive oggi Steve Krikit
che riporto per comodità di esposizione:
Caro Camillo,
I am happy to hear that you are still following this topic with interest.
You are being very open about your disagreement. This is a good thing and
it should be appreciated. Many others who would consider this work
impossible would avoid direct confrontation, and instead, hide their
skepticism behind closed doors.
I don't think it is correct to generalize that chemists do not accept the
Iwamura experiment.
I suspect that chemists Ed Storms, Mike McKubre, John Bockris, Zhong-Liang
Zhang, Man-Hong Liu, Wu-Shou Zhang, Min-Qiang Hou, Zhao-Fu Zhang, Martin
Fleischmann, Kenichi Tsuchiya, E.S. Filatov, Sergey A. Tsvetkov, V.A.
Khokhlov, Richard A. Oriani, Francis Tanzella, James Patterson, Melvin
Miles, Pamela A. Mosier-Boss, Stan Szpak, Jacques DuFour may consider
thisexperiment possible, and credible.
I would be happy to help you contact any of them if you wish.
Kind regards,
Steve


Anzi se ti può far piacere apprezzo-(da medico che, come puoi leggere su
Scienza econoscenza in edicola, ha qualche motivo laterale per seguire gli
studi sulla fusione fredda)-a tal punto i tuoi contributi che mi sono fatto
promotore presso delle riviste a cui collaboro, per sponsorizzare la tua
partecipazione al prossimo convegno sullla fusione fredda di Siena
offrendoti l'ospitalità alberghiera, ben conscio assieme ad altri miei
amici, dell'importanza del tuo contributo scientifico alla ricerca e
sviluppo nel settore. Se ho mosso qualche critica ad alcuni tuoi
atteggiamenti, queste non sono entrate nel merito dei tuoi argomenti , ma
sulla tua pretesa quasi biblica di trovare il verbo nei pur ottimi libri di
testo, che benchè siano il frutto dei titanici progressi dell'ultimo secolo,
anche loro sono soggetti di rito agli aggiornamenti, non trattandosi appunto
di bibbie.
Per quanto concerne il primo principio della termodinamica che sarebbe
violato da Iwamura ti segnalo un prossimo articolo di Antonio Riotto,
Sabino Mattarese, Edward Kolb e Alessio Notari sottoposto a Physical Review
Letters ed anticipato da Galileo www.galileonet.it , sull'energia oscura
detta da Einstein la costante cosmologica . Questa energia oscura, secondo i
cosmologi ammonterebbe al 70% dell'Universo. Secondo questi autori l'energia
oscura dovrebbe corrispondere a quella che i fisici delle particelle
chiamano energia del vuoto quantistico, presente in tutte le interazioni
fondamentali. Il problema dei problemi, spiega Riotto, e che secondo i
fisici delle particelle il valore di questa energia dovrebbe essere
enormemente più alto di quello formulato dai cosmologi. Qualcosa non
torna.......
Come puoi leggere caro Franchini, molte cose non tornano e, nonostante
tutto, con il secondo principio della termodinamica puoi spiegare bene
soltanto una meta del cielo: quello del consumo e dell'utilizzo delle
differenze di potenziale di varia natura. Come si formano questi potenziali
ed il loro rapporto con le fluttuazione quantistiche del vuoto, purtroppo il
secondo principio della termodinamica non pare proprio che c'è lo spieghi.
Ci aveva provato Prigogine, che era un tuo collega chimico e che per aver
dimostrato l'esistenza di fenomeni di autorganizzazione spontanea in natura,
detti anche negentropici, ha preso nel 1976 il Premio Nobel.
Poi caro Franchini è vero che io do le aspirine, ma anche in quel caso si
tratta sempre di chimica, acidoacetisalicilico, che comunque ti informo
sembra aver un meccanismo non solo chimico ma anche fisico, ma di questo
magari ne parleremo un'altra volta.
Cari saluti
Vicnenzo Valenzi
-
---- Original Message -----
From: Camillo Franchini <camillo.franchini1@tin.it>
Sent: Thursday, March 31, 2005 7:51 PM
Subject: anomalie




Caro Valenzi,
grazie per l'attenzione che dedichi alle mie note. Rispondo brevemente
perché devo uscire.
Scrivi:


>Così caro Franchini la tua opposizione all'esperimento Italo giapponese ha
>poco o niente di scientifico, al massimo ha molto di liceale.


Mi piace il liceale, perché mi riporta a un'età felice.
Cerchiamo di vedere le cose in modo nuovo. Fa finta che io sia stato
chiamato per partecipare a uno studio di fattibilità del progetto IJ. Sarei
per forza obbligato a fare riferimento alle mie conoscenze di chimico che,
essendo sempre stato un ricercatore, salvo qualche corso di insegnamento
all'Università di Pisa, sono aggiornate per quanto possibile.
Non potrei non fare a meno di osservare che l'articolo di riferimento di
Iwamura, quello che ormai conosciamo a memoria, contiene una violazione del
primo principio della termodinamica. Tu obietti subito, in quanto medico,
che si può fare ricerca violando tutti i principi di questo mondo. Su
questo non possono essere d'accordo tutti i ricercatori non medici (conosco
i medici, perché lo è anche mia moglie). Se l'esperimento potesse essere
condotto come descritto da Iwamura, avremmo risolto i problemi energetici
del'umanità, perché tale violazione significa moto perpetuo, un'espressione
che dovrebbe colpirti. Non sarebbero necessarie la fusione fredda, la
fusione calda, la fissione nucleare. Iwamura avrebbe creato energia dal
nulla. Non è il solo Giapponese a farlo, lo fa anche Mizuno, quando afferma
che in un suo esperimento riesce a superare i limiti imposti dalle leggi di
Faraday. Buon per loro, viene da dire. Da noi anche Preparata non scherza,
quando presenta un bellissimo diagramma in cui l'idrogeno è vicariante del
palladio. Sarà chimica da liceo, ma intanto il primo a mettere in evidenza
queste "anomalie" sono stato io. Anomalie spiegabili? Nessuno l'ha fatto.
Mi avrebbero messo da parte una volta per tutte, se avessero potuto. Mi
avrebbero coperto di ridicolo.
Tu parli di libertà di ricerca, di studi d'avanguardia (perché al CISAM
facevamo studi di retroguardia? Non dimenticare che si tratta di un centro
che aveva a disposizione un reattore nucleare, funzionante finché non è
stato spento dal referendum, laboratori caldi dove si producevano
microsfere (brevettate e vendute negli Stati Uniti) di ossidi uranio/torio,
pastiglie di carburo di uranio (il metodo di produzione di UC esente da bi
e sesquicarburo fu anch'esso brevettato), separazione di plutonio da
materiale irradiato: solo per stare in campo chimico), però si tratta,
perdonami, di facile retorica. Per un medico affermare che le equazioni di
Maxwell non sono vincolanti o che i principi della termodinamica chimica
possono essere violati può apparire un atto di libertà e di coraggio
scientifico, ma è semplicemente ignoranza di come funzionano questi
principi e di come sono stati ottenuti. Sono semplicemente l'espressione
sintetica e definitiva di un'infinità di dati sperimentali ("evidenze",
come usa dire oggi, con orribile anglicismo) raccolti da umili e pazienti
ricercatori.
Vorrei ti fosse chiaro una volta per tutte: dimostrare che il primo
principio della termodinamica non è sempre valido non è mestiere di Iwamura
nè di chiunque altro al mondo; dispiace che tu non sia in grado di
rendertene conto. In questo senso il nostro è un confronto impari.
Torniamo al solito punto: se attività chimiche sono affidate a fisici e se
medici possono scrivere che un chimico esprime concetti di chimica come
farebbe un liceale, siamo in un pantano dal quale non vogliamo uscire.
Vogliamo lasciare che ognuno faccia il suo mestiere?
Se ordini un'aspirina a qualcuno non verrei certo a sindacarti, perché
desidero stare al mio posto.
Cordiali saluti
Camillo Franchini
li
Cari amici
continua , in modo più sobrio, la discussione sul progetto italogiapponese
di bonifica delle scorie nucleari, che vede coinvolti oltre al centro di
ricerca avanzata della Mitshubisci diretto da Iwamura, diversi universitari
giappponesi tra cui Arata che ha pubblicato un report ssul bollettino della
società italiana di Fisica di gennaio 2005 "Il nuovo saggiatore". Lo schema
dell'esperimento, impossibile secondo Franchini ed i libri di testo a cui si
ispira, violerebbe le leggi della chimica. I risultati dell'esperimento
di Iwamura mpstra che il numero di nuclei di cesio (Cs) diminuisce nel
tempo, mentre compaiono nuclei di praseodimio (Pr) prima inesistenti, che
aumentano di numero nel tempo. Sono stati fatti convincenti controlli. Nello
stesso articolo viene presentato un risultato simile per i nuclei di
stronzio (Sr) e molibdeno (Mo).Maggiori approfondimenti potete trovarli
nell'articolo "Fusione Fredda: a che punto siamo", che trovate in edicola
(non in tutte le edicole ma nelle "principali")sulla rivista
ScienzaeConoscenza.
Secondo Franchini e per il vero secondo molti altri autorevoli colleghi ciò
non è possibile in quanto violerebbe, il nuovo verbo sarebbe rappresentato
nei libri di testo ai quali gli studenti si preparano per l'esame di chimica
fisica ecc.
Ci domandiamo, caro Franchini che ci stanno a fare le attività di ricerca
nelle Università e negli Enti come ENEA INFN , CNR se tutto è già chiaro e
scritto. Ci si può anche domandare se delle teorie scritte sui testi (per
quanto ammantate dal titolo di principio, come il secondo principio della
termodinamica ad esempio),siano il nuovo verbo che non può essere violato,
in sfregio ai risultati della natura o ancora ai risultati del laboratorio.
Caro Franchini, ti vorrei domandare se nell'esaminare gli esperimenti
oltre a guardare i libri di testo interrogandoti: "I do not know what
physicists learnt in their academic course, I certainly know what chemists
learnt"., non realizzi che i libri di testo rappresentano lo stato attuale (
quando non la storia della scienza) che è in continua evoluzione sospinta da
continue scoperte e da nuove teorie. Se tu fossi medico come me, dovresti
partecipare per aggiornarti ai Corsi ECM (Educazione Continua in Medicina)
che il Ministero è stato obbligato a fare per mantenere i medici al passo
delle innovazioni nella pratica e nella cultura medica, perchè caro
Franchini, i libri di testo in medicina non sono molto aggiornati. Credi
che i libri di testo di chimica lo siano molto di più?
A parte le ironie , credo che ognuna faccia la sua parte , i licei facciano
i licei ..con i libri di testo , i livelli superiori universitari ..facciano
l'Università la formazione avanzata e la ricerca del nuovo. Con tutti i
rigori del metodo scientifico, ma con le finalità tipiche di un'istituto
universitario, che non sono la difesa dei libri di testo, ma il loro
continuo aggiornamento tramite nuove scoperte e nuove teorie.
Così caro Franchini la tua opposizione all'esperimento Italo giapponese ha
poco o niente di scientifico, al massimo ha molto di liceale. Quello che
conta sono i risultati degli esperimenti e quando ci sono, anche le teorie
che le spieghino. Così che va avanti la scienza, è questo quello che si
aspetta il cittadino che paga le tasse ed i suoi governanti,a cui è affidato
il fututo dei cittadini e della società intera.
Cordiali saluti
Vincenzo Valenzi

Caro Vincenzo,
ho letto con interesse il tuo ultimo messaggio: per ora rispondo però solo su un punto, riservandomi di
trovare il tempo per trattare gli altri argomenti, tutti interessanti.
Scrivi:



          ...ma sulla tua pretesa quasi biblica di trovare il verbo nei pur ottimi libri di testo, che
          benchè siano il frutto dei titanici progressi dell'ultimo
          secolo, anche loro sono soggetti di rito agli aggiornamenti, non trattandosi appunto di
          bibbie.

Non faccio mai affermazioni di principio come questa tua, ma dedico la mia attenzione a
singoli argomenti. Per fare questo utilizzo tutto quello che ho a disposizione: trattati (biblici),
articoli, conoscenze collaterali, qualsiasi strumento insomma che un ricercatore smaliziato sa
trovare.
Facciamo un esempio.
Preparata a un certo punto parla di un "extremely dense proton plasma" residente nel reticolo
del palladio "in an electron concentration of 600-1000 M". La cosa appariva sorprendente e
poco credibile. Però non mi sono limitato a quello che già conoscevo, mi sono procurato ben
cinque diagrammi di stato del sistema H(D)-Pd (in ordine di tempo: Hansen, 1958; Landolt
Börnstein, 1996; Fruchart, 1999; Maxelon, 2000; Smithells, 2003) con i relativi testi di
accompagnamento. A giorni riceverò altro materiale da Toronto da Pitre, per posta ordinaria.
Tutte le informazioni raccolte da queste sorgenti davano ragione ai miei dubbi, originati dal
vecchio Cottrell (1951), mio antico libro di testo di Scienza dei Metalli. Maxelon addirittura
scrive:
“Der Wassestoff besetzt die Plätze des Zwischengitters nach der Fermi-Dirac-Statistik.
Diese berücksichtigt eine maximale Belegung jedes Zwischengitterplatzes durch nur ein
Atom”. Altro che extremely dense proton plasma!
I diagrammi di stato mettono inoltre in evidenza che non è mai possibile raggiungere il
rapporto critico D/Pd = 1 richiesto da McKubre per attivare la fusione del deuterio.
Smantellano anche l'ipotesi di Arata sul pycnodeuterio e mettono in evidenza che già a 100
gradi la concentrazione di deuterio all'equilibrio è molto bassa anche sotto altissime pressioni.
Qualsiasi reazione di fusione sarebbe soggetta a immediato selfquenching. Cade altresì
l'ipotesi del deuterio ionico sottratto al principio di Pauli. In una sola operazione di analisi
bibliografica mi sono liberato di diversi miti sulla fusione in ambiente solido.
Tengo a tua disposizione il materiale che ho citato, nel caso che tu voglia approfondire
l'argomento. In questo modo si può smontare Preparata pezzo per pezzo. E' una persona
clamorosamente uscita dal suo campo di competenza. Non basta dire cose nuove per avere
ragione. Non basta dire che il fegato è al posto del cuore, per avere ragione.
Ecco come si procede normalmente. Si è aggiornati se si vuole essere aggiornati. Ho
adottato lo stesso metodo con Iwamura, anche se con lui è tutto molto più semplice, perché in
quel caso si tratta di un fisico che si fa la chimica da solo, una chimica decisamente da
amatore. Nessun vero chimico si farebbe trovare in castagna con la termodinamica, almeno
per furberia e per non farsi crocifiggere dal primo che legge la sua roba. Non appare
ricercatore affidabile, se non sa nemmeno nascondere le sue marachelle e presentare le sue
cosine in modo inappuntabile. Gli sarebbe bastato non descrivere come appiccica il cesio al
sandwich o dire che l'aveva spennellato mischiato a colla vinilica. Dover fare ricorso ai residui
del sale di cesio incastrati nei difetti strutturali del palladio per reggere tutto l'esperimento è la
cosa più ridicola che si possa immaginare, dopo avere descritto nei dettagli
un'elettrodeposizione. E' un tentativo penoso di salvare ciò che doveva essere abbandonato
alla svelta e senza clamore subito dopo la mia prima segnalazione al Prof. Daddi. L'aiuto di
Violante e di McKubre è una palese denuncia di fallimento. Evidentemente nessuno ha
aiutato nella revisione del testo dell'articolo e l'hanno mandato allo sbaraglio, a cominiciare da
Takahashi.
Ho conosciuto Prigogine proprio a Pontignano alla fine degli anni 80, durante un congresso di
chimica ambientale. In quell'occasione l'Università di Siena gli conferì una laurea ad
honorem. Persona affascinante e chimico di riferimento. Su qualche scaffale conservo la
lettura che fece in quell'occasione. Mi pare trattasse della freccia del tempo. Se ti interessa e
se la trovo te ne posso inviare una fotocopia. Ne riparleremo, ma è un argomento
estremamente specialistico, più per chimici che per medici.
Grazie per l'ospitalità che mi offrite a Siena. Non ne ho bisogno perché abbiamo una casa di
campagna a S. Gimignano, che si trova a un'ora di macchina da Pontignano, guidando piano.
Grazie comunque di cuore per l'attenzione.
Ciao
Camillo Franchini




Da Franchini a Valenzi:MHI. 03/04/2005

Caro Vincenzo,
Grazie per il messaggio e per l'augurio di buoni spaghetti e buon vino.
A te piace vedere le cose in generale, ma non si può, perché così ci
fermiamo a considerazioni da salotto. Se affermo che un testo di Iwamura
viola il primo principio della termodinamica, tu non devi dirmi che Iwamura
è l'illustre Capo del Centro di Ricerca avanzata della Mitsubishi Heavy
Industries e che quindi bisogna andarci piano; tu devi dirmi o
1. non ha violato il primo principio della termodinamica;
2. anche se lo ha violato non importa un fico secco.
Se esiste qualcuno che vuole sottoscrivere una di queste due affermazioni
si faccia avanti, altrimenti stiamo rivolgendo la nostra stima scientifica
a uno che non la merita. Gente come noi è quello che scrive. Ieri ho
visitato il sito di Santilli: meglio non parlarne nemmeno.
Un altro punto è il seguente:
1. Si possono separare Cesio e Stronzio dai rifiuti radioattivi? Io dico
no; se qualcuno pensa che si può lo dica e dica come si fa.
Si tratta di argomenti di chimica, quindi un medico non può essere di alcun
aiuto. Non è un aiuto fare affermazioni generali che, essendo generali,
sono quasi sempre accettabili. Nel nostro caso è il dettaglio ciò che
serve, tipo: che cosa accade se uno tratta con aqua regia uno strato di
Palladio spesso 400 Å per 100 secondi? Secondo me, essendo il palladio il
meno nobile tra i metalli nobili, si scioglie tutto, per non parlare
dell'ossido di calcio sottostante, che si altera anche solo a contatto con
l'umidità dell'aria.
Spiace che non abbia apprezzato che la chimica da liceo ha indotto prima
Violante poi McKubre a contraddire il Capo del Centro di Ricerca avanzata
della Mitsubishi Heavy Industries: impressionante (e apprezzabile per la
sincerità) la frase : "adventitious occlusion on a a rough, creviced or
fissured Pd surface" di McKubre, un chimico appunto.
La mia paura è che alla tavola rotonda di Pontignano siano presenti
soprattutto dei fisici; se fossi in compagnia di chimici, porrei il
problema (i problemi, perché Iwamura ne scrive tante di veramente carine)
in cinque minuti e lascerei che siano i colleghi a esprimersi.
I fisici, come i medici e i chimici, sono bravissimi, ma solo nel loro loro
campo; se Iwamura fosse stato un chimico o fosse stato assistito da un
chimico non avrebbe scritto l'articolo che andremo ad anatomizzare.
Cordiali saluti
Camillo Franchini




 Valenzi/Franchini domenica 03/04/2005: physicists vs.chemists-anomalie- MHI


Caro Camillo
mi rendo che conto i principi (della termodinamica, non solo di Monaco) sono
una cosa seria. Sto ancora aspettando tue reazioni ai problemi posti dal
lavoro di Riotto e colleghi che ti ho già riportato e che qualche
riflessione generale la impone e che ti ripropongo a te e a Verlicchi con la
speranza che ci aiutate a capire: qualche giorno fa , come puoi leggere
sotto ti riportavo alcuni problemi cosmologici che in qualche modo
potrebbero interessare da vicino i principi della termodinamica.
"Per quanto concerne il primo principio della termodinamica che sarebbe
violato da Iwamura ti segnalo un prossimo articolo di Antonio Riotto,
Sabino Mattarese, Edward Kolb e Alessio Notari sottoposto a Physical Review
Letters ed anticipato da Galileo www.galileonet.it , sull'energia oscura
detta da Einstein la costante cosmologica . Questa energia oscura, secondo i
cosmologi ammonterebbe al 70% dell'Universo. Secondo questi autori l'energia
oscura dovrebbe corrispondere a quella che i fisici delle particelle
chiamano energia del vuoto quantistico, presente in tutte le interazioni
fondamentali. Il problema dei problemi, spiega Riotto, e che secondo i
fisici delle particelle il valore di questa energia dovrebbe essere
enormemente più alto di quello formulato dai cosmologi. Qualcosa non
torna.......
Come puoi leggere caro Franchini, molte cose non tornano e, nonostante
tutto, con il secondo principio della termodinamica puoi spiegare bene
soltanto una meta del cielo: quello del consumo e dell'utilizzo delle
differenze di potenziale di varia natura. Come si formano questi potenziali
ed il loro rapporto con le fluttuazione quantistiche del vuoto, purtroppo il
secondo principio della termodinamica non pare proprio che c'è lo spieghi.
Ci aveva provato Prigogine, che era un tuo collega chimmico e che per aver
dimostrato l'esistenza di fenomeni di autorganizzazione spontanea in natura,
detti anche negentropici, ha preso nel 1976 il Premio Nobel."


Sul primo principio che testualmente (lo ricordo a memoria in quanto mi
piacque molto) che l'energia non si crea ne si distrugge ma si trasforma,
che condividiamo credo tutti, ci resiste il problema di come si generano i
potenziali e come si forma la materia dall'energia. Per un medico si può
finire qua... ho già invaso troppo, la parola ai chimici ed ai fisici, ma
per rispondere ai quesiti della natura e degli esperimenti , vorrei sperare
di non vedere nuove guerre di religione sui principi e i principati.
Ancora buona domenica
Vincenzo Valenzi




Sent: Sunday, April 03, 2005 12:51 PM
Subject: Re: MHI


Caro Camillo, violare il primo principio della termodinamica non è solo
un'eresia di chimica, lo è di fisica innanzi tutto. E non tutti i fisici
sono pessimi chimici, come sicuramente sai meglio di me... il che non
esclude che tu ti sia imbattuto in un loro sottoinsieme


Andrea Verlicchi


I fisici, come i medici e i chimici, sono bravissimi, ma solo nel loro loro
campo; se Iwamura fosse stato un chimico o fosse stato assistito da un
chimico non avrebbe scritto l'articolo che andremo ad anatomizzare.
Cordiali saluti
Camillo Franchini




Caro Vincenzo,
Grazie per il messaggio e per l'augurio di buoni spaghetti e buon vino.
A te piace vedere le cose in generale, ma non si può, perché così ci
fermiamo a considerazioni da salotto. Se affermo che un testo di Iwamura
viola il primo principio della termodinamica, tu non devi dirmi che Iwamura
è l'illustre Capo del Centro di Ricerca avanzata della Mitsubishi Heavy
Industries e che quindi bisogna andarci piano; tu devi dirmi o
1. non ha violato il primo principio della termodinamica;
2. anche se lo ha violato non importa un fico secco.
Se esiste qualcuno che vuole sottoscrivere una di queste due affermazioni
si faccia avanti, altrimenti stiamo rivolgendo la nostra stima scientifica
a uno che non la merita. Gente come noi è quello che scrive. Ieri ho
visitato il sito di Santilli: meglio non parlarne nemmeno.
Un altro punto è il seguente:
1. Si possono separare Cesio e Stronzio dai rifiuti radioattivi? Io dico
no; se qualcuno pensa che si può lo dica e dica come si fa.
Si tratta di argomenti di chimica, quindi un medico non può essere di alcun
aiuto. Non è un aiuto fare affermazioni generali che, essendo generali,
sono quasi sempre accettabili. Nel nostro caso è il dettaglio ciò che
serve, tipo: che cosa accade se uno tratta con aqua regia uno strato di
Palladio spesso 400 Å per 100 secondi? Secondo me, essendo il palladio il
meno nobile tra i metalli nobili, si scioglie tutto, per non parlare
dell'ossido di calcio sottostante, che si altera anche solo a contatto con
l'umidità dell'aria.
Spiace che non abbia apprezzato che la chimica da liceo ha indotto prima
Violante poi McKubre a contraddire il Capo del Centro di Ricerca avanzata
della Mitsubishi Heavy Industries: impressionante (e apprezzabile per la
sincerità) la frase : "adventitious occlusion on a a rough, creviced or
fissured Pd surface" di McKubre, un chimico appunto.
La mia paura è che alla tavola rotonda di Pontignano siano presenti
soprattutto dei fisici; se fossi in compagnia di chimici, porrei il
problema (i problemi, perché Iwamura ne scrive tante di veramente carine)
in cinque minuti e lascerei che siano i colleghi a esprimersi.
I fisici, come i medici e i chimici, sono bravissimi, ma solo nel loro loro
campo; se Iwamura fosse stato un chimico o fosse stato assistito da un
chimico non avrebbe scritto l'articolo che andremo ad anatomizzare.
Cordiali saluti
Camillo Franchini
Sent: Sunday, April 03, 2005 10:41 AM
Subject: I: physicists vs.chemists




> Caro Camillo
> sono contento che la discussione prenda la piega dello scambio amichevole
> di idee, dove anche una certa dose di combattività non fa mai male,
> anzi.Converrai con me comunque, che l'obiettivo delle diatribe è dato
dalla
> ricerca della verità, e consentimi di citare la buon'anima di Karol
Woytila
> che, dal suo osservatorio, incoraggiava a non avere paura della
verità.Così
> sarebbe una cosa buona se nella dialettica scientifica, almeno quella
> teorica e sperimentale di base, si abbandonassero le conflittualità da
> stadio e le competizioni varie, dove quello che conta è vincere e si
> cercasse uno sforzo comune per forzare i nostri limiti di conoscenza, che,
> caro Camillo, persistono e siamo chiamati, quanti lavorano nella ricerca
> scientifica, a superare. In particolare tutti quei limiti che sono dovuti
> all'eccessiva settorializzazione della ricerca; anche nel microcosmo,
dove
> la differenza tra chimica e fisica diventa obiettivamente un artifizio
> didattico.
> La tua lamentela di pretese invasioni di campo dei fisici nella chimica,
> renditi conto che si scontra con la piccolezza dell'atomo e delle
particelle
> subnucleari che sarebbero gli attori delle reazioni chimiche. Poi tu dici
> dell'aggiornamento con vigore: "Si è aggiornati se si vuole essere
> aggiornati. Ho adottato lo stesso metodo con Iwamura, anche se con lui è
> tutto molto più semplice, perché in quel caso si tratta di un fisico che
si
> fa la chimica da solo, una chimica decisamente da amatore. Nessun vero
> chimico si farebbe trovare in castagna con la termodinamica, almeno per
> furberia e per non farsi crocifiggere dal primo che legge la sua roba. Non
> appare ricercatore affidabile, se non sa nemmeno nascondere le sue
> marachelle e presentare le sue cosine in modo inappuntabile."
> Caro Camillo con questo tuo approccio, mi resta l'impressione che
restiamo
> sempre in una sorta di liceo; non sono l'avvocato di ufficio di Iwamura,
ma
> ti posso assicurare che il Capo del Centro di Ricerca avanzata della
> Mitsubishi Heavy Industries, che ho avutoo il piacere di sentire a
Frascati
> lo scorso anno di questi tempi, non da proprio l'impressione di essere uno
> sprovveduto, tutt'altro, dopo la sua relazione, colpito dall'alto grado di
> modellistica teorica e tecnologica dell'esperimento, io stesso gli ho
> proposto una sinergia italo-giapponese, per proseguire nella ricerca e
> sviluppo del progetto di trattamento delle scorie radiottive, che ha dei
> riscontri sperimentali e strumentali che vanno oltre le nostre pur ben
> costruite teorie.
> Caro Camillo, uno dei miei Maestri mi ha insegnato che la scienza si
occupa
> in primis di ciò che accade. Le teorie seguono e debbono spiegare il dato
> sperimentale, non il dato sperimentale che deve spiegare le teorie dei
> testi o delle riviste.
> Poi a proposito di chimici, ti avevo già ricordato che tutta la fusione
> fredda nasce nell'alveo della chimica, con il Presidente della Società
> Internazionale di Elettrochimica, negli anni 80, Martin Fleischmann. Lo
> stesso Steve Krikit ti ha segnalato i nomi dei tanti chimici che lavorano
> alla fusione fredda che resta un affare di chimico-fisica (che poi,
volendo,
> possiamo dire che tutto è chimico-fisica).
> Credo caro Camillo che bisogna lasciare da parte la furberia, e continuare
> questo dibattito in rete e nei prossimi incontri scientifici a cominciare
> da Siena dove sono contento che ci sarai, e dove tra l'altro, anche ai
> margini, davanti ad uno spaghetto ed a un bicchiere di vino, si possono
> sviscerare a fondo le anomalie e le contraddizioni intrinseche negli
> sviluppi scientifici, senza pretese da scienziati della domenica, ma con
la
> consapevolezza che lavoriamo a temi decisivi per la nostra società, che si
> attende soluzioni efficaci ai molti problemi sul tappeto, dalle fonti
> energetiche che si stanno esaurendo, ai problemi delle scorie varie e dei
> loro effetti sul bene primario: la salute e la vita umana.
> Anche per questo un medico può partecipare a questi dibattiti, oltre che
per
> il fatto banale che la materia vivente, che sarebbe il nostro terreno di
> competenza, non è altro che una forma specialmente organizzata di materia,
e
> quindi ciò che accade nella materia ci deve interessare per forza se
> vogliamo capire meglio il funzionamento biologico e migliorare la nostra
> capacità di prevenire e di curare.
> Buona domenica
> Vincenzo Valenzi
>
> Sent: Thursday, March 31, 2005 8:44 AM
> Subject: I: physicists vs.chemists
>
> Caro Vincenzo,
> ho letto con interesse il tuo ultimo messaggio: per ora rispondo però solo
> su un punto, riservandomi di trovare il tempo per trattare gli altri
> argomenti, tutti interessanti.
> Scrivi:
>
> ...ma sulla tua pretesa quasi biblica di trovare il verbo nei pur ottimi
> libri di testo, che benchè siano il frutto dei titanici progressi
> dell'ultimo
> secolo, anche loro sono soggetti di rito agli aggiornamenti, non
trattandosi
> appunto di bibbie.
>
> Non faccio mai affermazioni di principio come questa tua, ma dedico la mia
> attenzione a singoli argomenti. Per fare questo utilizzo tutto quello che
ho
> a disposizione: trattati (biblici), articoli, conoscenze collaterali,
> qualsiasi strumento insomma che un ricercatore smaliziato sa trovare.
> Facciamo un esempio.
> Preparata a un certo punto parla di un "extremely dense proton plasma"
> residente nel reticolo del palladio "in an electron concentration of
> 600-1000 M". La cosa appariva sorprendente e poco credibile. Però non mi
> sono limitato a quello che già conoscevo, mi sono procurato ben cinque
> diagrammi di stato del sistema H(D)-Pd (in ordine di tempo: Hansen, 1958;
> Landolt Börnstein, 1996; Fruchart, 1999; Maxelon, 2000; Smithells, 2003)
> con i relativi testi di accompagnamento. A giorni riceverò altro materiale
> da Toronto da Pitre, per posta ordinaria. Tutte le informazioni raccolte
da
> queste sorgenti davano ragione ai miei dubbi, originati dal vecchio
Cottrell
> (1951), mio antico libro di testo di Scienza dei Metalli. Maxelon
> addirittura scrive:
> "Der Wassestoff besetzt die Plätze des Zwischengitters nach der
> Fermi-Dirac-Statistik. Diese berücksichtigt eine maximale Belegung jedes
> Zwischengitterplatzes durch nur ein Atom". Altro che extremely dense
proton
> plasma!
> I diagrammi di stato mettono inoltre in evidenza che non è mai possibile
> raggiungere il rapporto critico D/Pd = 1 richiesto da McKubre per attivare
> la fusione del deuterio. Smantellano anche l'ipotesi di Arata sul
> pycnodeuterio e mettono in evidenza che già a 100 gradi la concentrazione
di
> deuterio all'equilibrio è molto bassa anche sotto altissime pressioni.
> Qualsiasi reazione di fusione sarebbe soggetta a immediato selfquenching.
> Cade altresì l'ipotesi del deuterio ionico sottratto al principio di
Pauli.
> In una sola operazione di analisi bibliografica mi sono liberato di
diversi
> miti sulla fusione in ambiente solido.
> Tengo a tua disposizione il materiale che ho citato, nel caso che tu
voglia
> approfondire l'argomento. In questo modo si può smontare Preparata pezzo
per
> pezzo. E' una persona clamorosamente uscita dal suo campo di competenza.
Non
> basta dire cose nuove per avere ragione. Non basta dire che il fegato è al
> posto del cuore, per avere ragione.
> Ecco come si procede normalmente. Si è aggiornati se si vuole essere
> aggiornati. Ho adottato lo stesso metodo con Iwamura, anche se con lui è
> tutto molto più semplice, perché in quel caso si tratta di un fisico che
si
> fa la chimica da solo, una chimica decisamente da amatore. Nessun vero
> chimico si farebbe trovare in castagna con la termodinamica, almeno per
> furberia e per non farsi crocifiggere dal primo che legge la sua roba. Non
> appare ricercatore affidabile, se non sa nemmeno nascondere le sue
> marachelle e presentare le sue cosine in modo inappuntabile. Gli sarebbe
> bastato non descrivere come appiccica il cesio al sandwich o dire che
> l'aveva spennellato mischiato a colla vinilica. Dover fare ricorso ai
> residui del sale di cesio incastrati nei difetti strutturali del palladio
> per reggere tutto l'esperimento è la cosa più ridicola che si possa
> immaginare, dopo avere descritto nei dettagli un'elettrodeposizione. E' un
> tentativo penoso di salvare ciò che doveva essere abbandonato alla svelta
e
> senza clamore subito dopo la mia prima segnalazione al Prof. Daddi.
L'aiuto
> di Violante e di McKubre è una palese denuncia di fallimento.
Evidentemente
> nessuno ha aiutato nella revisione del testo dell'articolo e l'hanno
mandato
> allo sbaraglio, a cominiciare da Takahashi.
> Ho conosciuto Prigogine proprio a Pontignano alla fine degli anni 80,
> durante un congresso di chimica ambientale. In quell'occasione
l'Università
> di Siena gli conferì una laurea ad honorem. Persona affascinante e chimico
> di riferimento. Su qualche scaffale conservo la lettura che fece in
> quell'occasione. Mi pare trattasse della freccia del tempo. Se ti
interessa
> e se la trovo te ne posso inviare una fotocopia. Ne riparleremo, ma è un
> argomento estremamente specialistico, più per chimici che per medici.
> Grazie per l'ospitalità che mi offrite a Siena. Non ne ho bisogno perché
> abbiamo una casa di campagna a S. Gimignano, che si trova a un'ora di
> macchina da Pontignano, guidando piano. Grazie comunque di cuore per
> l'attenzione.
> Ciao
> Camillo Franchini



> Caro Franchini
solo ora leggo la tua gentile lettera, e consentimi per comodità di lettura
dei colleghi che ci seguano di allegare in fondo anche la corrispondenza di
riferimento. Se mi consenti io non ho mai discusso la tua facoltà ad
intervenire da specialista chimico nel dibattito, tutt'altro, ho apprezzato
il tuo contributo e condivido pienamente quanto ti scrive oggi Steve Krikit
che riporto per comodità di esposizione:


Caro Camillo,
I am happy to hear that you are still following this topic with interest.
You are being very open about your disagreement. This is a good thing and
it should be appreciated. Many others who would consider this work
impossible would avoid direct confrontation, and instead, hide their
skepticism behind closed doors.
I don't think it is correct to generalize that chemists do not accept the
Iwamura experiment.
I suspect that chemists Ed Storms, Mike McKubre, John Bockris, Zhong-Liang
Zhang, Man-Hong Liu, Wu-Shou Zhang, Min-Qiang Hou, Zhao-Fu Zhang, Martin
Fleischmann, Kenichi Tsuchiya, E.S. Filatov, Sergey A. Tsvetkov, V.A.
Khokhlov, Richard A. Oriani, Francis Tanzella, James Patterson, Melvin
Miles, Pamela A. Mosier-Boss, Stan Szpak, Jacques DuFour may consider
thisexperiment possible, and credible.
I would be happy to help you contact any of them if you wish.
Kind regards,
Steve


Anzi se ti può far piacere apprezzo-(da medico che, come puoi leggere su
Scienza econoscenza in edicola, ha qualche motivo laterale per seguire gli
studi sulla fusione fredda)-a tal punto i tuoi contributi che mi sono fatto
promotore presso delle riviste a cui collaboro, per sponsorizzare la tua
partecipazione al prossimo convegno sullla fusione fredda di Siena
offrendoti l'ospitalità alberghiera, ben conscio assieme ad altri miei
amici, dell'importanza del tuo contributo scientifico alla ricerca e
sviluppo nel settore. Se ho mosso qualche critica ad alcuni tuoi
atteggiamenti, queste non sono entrate nel merito dei tuoi argomenti , ma
sulla tua pretesa quasi biblica di trovare il verbo nei pur ottimi libri di
testo, che benchè siano il frutto dei titanici progressi dell'ultimo secolo,
anche loro sono soggetti di rito agli aggiornamenti, non trattandosi appunto
di bibbie.
Per quanto concerne il primo principio della termodinamica che sarebbe
violato da Iwamura ti segnalo un prossimo articolo di Antonio Riotto,
Sabino Mattarese, Edward Kolb e Alessio Notari sottoposto a Physical Review
Letters ed anticipato da Galileo www.galileonet.it , sull'energia oscura
detta da Einstein la costante cosmologica . Questa energia oscura, secondo i
cosmologi ammonterebbe al 70% dell'Universo. Secondo questi autori l'energia
oscura dovrebbe corrispondere a quella che i fisici delle particelle
chiamano energia del vuoto quantistico, presente in tutte le interazioni
fondamentali. Il problema dei problemi, spiega Riotto, e che secondo i
fisici delle particelle il valore di questa energia dovrebbe essere
enormemente più alto di quello formulato dai cosmologi. Qualcosa non
torna.......
Come puoi leggere caro Franchini, molte cose non tornano e, nonostante
tutto, con il secondo principio della termodinamica puoi spiegare bene
soltanto una meta del cielo: quello del consumo e dell'utilizzo delle
differenze di potenziale di varia natura. Come si formano questi potenziali
ed il loro rapporto con le fluttuazione quantistiche del vuoto, purtroppo il
secondo principio della termodinamica non pare proprio che c'è lo spieghi.
Ci aveva provato Prigogine, che era un tuo collega chimmico e che per aver
dimostrato l'esistenza di fenomeni di autorganizzazione spontanea in natura,
detti anche negentropici, ha preso nel 1976 il Premio Nobel.
Poi caro Franchini è vero che io do le aspirine, ma anche in quel caso si
tratta sempre di chimica, acidoacetisalicilico, che comunque ti informo
sembra aver un meccanismo non solo chimico ma anche fisico, ma di questo
magari ne parleremo un'altra volta.
Cari saluti
Vincenzo Valenzi
-




---- Original Message -----
From: Camillo Franchini <camillo.franchini1@tin.it>
Sent: Thursday, March 31, 2005 7:51 PM
Subject: anomalie




Caro Valenzi,
grazie per l'attenzione che dedichi alle mie note. Rispondo brevemente
perché devo uscire.
Scrivi:


>Così caro Franchini la tua opposizione all'esperimento Italo giapponese ha
>poco o niente di scientifico, al massimo ha molto di liceale.


Mi piace il liceale, perché mi riporta a un'età felice.
Cerchiamo di vedere le cose in modo nuovo. Fa finta che io sia stato
chiamato per partecipare a uno studio di fattibilità del progetto IJ. Sarei
per forza obbligato a fare riferimento alle mie conoscenze di chimico che,
essendo sempre stato un ricercatore, salvo qualche corso di insegnamento
all'Università di Pisa, sono aggiornate per quanto possibile.
Non potrei non fare a meno di osservare che l'articolo di riferimento di
Iwamura, quello che ormai conosciamo a memoria, contiene una violazione del
primo principio della termodinamica. Tu obietti subito, in quanto medico,
che si può fare ricerca violando tutti i principi di questo mondo. Su
questo non possono essere d'accordo tutti i ricercatori non medici (conosco
i medici, perché lo è anche mia moglie). Se l'esperimento potesse essere
condotto come descritto da Iwamura, avremmo risolto i problemi energetici
del'umanità, perché tale violazione significa moto perpetuo, un'espressione
che dovrebbe colpirti. Non sarebbero necessarie la fusione fredda, la
fusione calda, la fissione nucleare. Iwamura avrebbe creato energia dal
nulla. Non è il solo Giapponese a farlo, lo fa anche Mizuno, quando afferma
che in un suo esperimento riesce a superare i limiti imposti dalle leggi di
Faraday. Buon per loro, viene da dire. Da noi anche Preparata non scherza,
quando presenta un bellissimo diagramma in cui l'idrogeno è vicariante del
palladio. Sarà chimica da liceo, ma intanto il primo a mettere in evidenza
queste "anomalie" sono stato io. Anomalie spiegabili? Nessuno l'ha fatto.
Mi avrebbero messo da parte una volta per tutte, se avessero potuto. Mi
avrebbero coperto di ridicolo.
Tu parli di libertà di ricerca, di studi d'avanguardia (perché al CISAM
facevamo studi di retroguardia? Non dimenticare che si tratta di un centro
che aveva a disposizione un reattore nucleare, funzionante finché non è
stato spento dal referendum, laboratori caldi dove si producevano
microsfere (brevettate e vendute negli Stati Uniti) di ossidi uranio/torio,
pastiglie di carburo di uranio (il metodo di produzione di UC esente da bi
e sesquicarburo fu anch'esso brevettato), separazione di plutonio da
materiale irradiato: solo per stare in campo chimico), però si tratta,
perdonami, di facile retorica. Per un medico affermare che le equazioni di
Maxwell non sono vincolanti o che i principi della termodinamica chimica
possono essere violati può apparire un atto di libertà e di coraggio
scientifico, ma è semplicemente ignoranza di come funzionano questi
principi e di come sono stati ottenuti. Sono semplicemente l'espressione
sintetica e definitiva di un'infinità di dati sperimentali ("evidenze",
come usa dire oggi, con orribile anglicismo) raccolti da umili e pazienti
ricercatori.
Vorrei ti fosse chiaro una volta per tutte: dimostrare che il primo
principio della termodinamica non è sempre valido non è mestiere di Iwamura
nè di chiunque altro al mondo; dispiace che tu non sia in grado di
rendertene conto. In questo senso il nostro è un confronto impari.
Torniamo al solito punto: se attività chimiche sono affidate a fisici e se
medici possono scrivere che un chimico esprime concetti di chimica come
farebbe un liceale, siamo in un pantano dal quale non vogliamo uscire.
Vogliamo lasciare che ognuno faccia il suo mestiere?
Se ordini un'aspirina a qualcuno non verrei certo a sindacarti, perché
desidero stare al mio posto.
Cordiali saluti
Camillo Franchini


>>
>>
> > > Cari amici
> > > continua , in modo più sobrio, la discussione sul progetto
> italogiapponese
> > > di bonifica delle scorie nucleari, che vede coinvolti oltre al centro
di
> > > ricerca avanzata della Mitshubisci diretto da Iwamura, diversi
> > universitari
> > > giappponesi tra cui Arata che ha pubblicato un report ssul bollettino
> > della
> > > società italiana di Fisica di gennaio 2005 "Il nuovo saggiatore". Lo
> > schema
> > > dell'esperimento, impossibile secondo Franchini ed i libri di testo a
> cui
> > si
> > > ispira, violerebbe le leggi della chimica. I risultati
> > dell'esperimento
> > > di Iwamura mpstra che il numero di nuclei di cesio (Cs) diminuisce nel
> > > tempo, mentre compaiono nuclei di praseodimio (Pr) prima inesistenti,
> che
> > > aumentano di numero nel tempo. Sono stati fatti convincenti controlli.
> > Nello
> > > stesso articolo viene presentato un risultato simile per i nuclei di
> > > stronzio (Sr) e molibdeno (Mo).Maggiori approfondimenti potete
trovarli
> > > nell'articolo "Fusione Fredda: a che punto siamo", che trovate in
> edicola
> > > (non in tutte le edicole ma nelle "principali")sulla rivista
> > > ScienzaeConoscenza.
> > > Secondo Franchini e per il vero secondo molti altri autorevoli
colleghi
> > ciò
> > > non è possibile in quanto violerebbe, il nuovo verbo sarebbe
> rappresentato
> > > nei libri di testo ai quali gli studenti si preparano per l'esame di
> > chimica
> > > fisica ecc.
> > > Ci domandiamo, caro Franchini che ci stanno a fare le attività di
> ricerca
> > > nelle Università e negli Enti come ENEA INFN , CNR se tutto è già
chiaro
>e
> > > scritto. Ci si può anche domandare se delle teorie scritte sui testi
> (per
> > > quanto ammantate dal titolo di principio, come il secondo principio
> della
> > > termodinamica ad esempio),siano il nuovo verbo che non può essere
> violato,
> > > in sfregio ai risultati della natura o ancora ai risultati del
> > laboratorio.
> > > Caro Franchini, ti vorrei domandare se nell'esaminare gli
esperimenti
> > > oltre a guardare i libri di testo interrogandoti: "I do not know what
> > > physicists learnt in their academic course, I certainly know what
> chemists
> > > learnt"., non realizzi che i libri di testo rappresentano lo stato
> attuale
>>(
> > > quando non la storia della scienza) che è in continua evoluzione
> sospinta
> > da
> > > continue scoperte e da nuove teorie. Se tu fossi medico come me,
> dovresti
> > > partecipare per aggiornarti ai Corsi ECM (Educazione Continua in
> Medicina)
> > > che il Ministero è stato obbligato a fare per mantenere i medici al
> passo
> > > delle innovazioni nella pratica e nella cultura medica, perchè caro
> > > Franchini, i libri di testo in medicina non sono molto aggiornati.
> Credi
> > > che i libri di testo di chimica lo siano molto di più?
> > > A parte le ironie , credo che ognuna faccia la sua parte , i licei
> > facciano
> > > i licei ..con i libri di testo , i livelli superiori universitari
> > ..facciano
> > > l'Università la formazione avanzata e la ricerca del nuovo. Con tutti
i rigori del metodo scientifico, ma con le finalità tipiche di
un istituto universitario, che non sono la difesa dei libri di testo, ma il loro
> > > continuo aggiornamento tramite nuove scoperte e nuove teorie.
> > > Così caro Franchini la tua opposizione all'esperimento Italo
giapponese ha poco o niente di scientifico, al massimo ha molto di liceale. Quello
> che conta sono i risultati degli esperimenti e quando ci sono, anche le
> > teorie che le spieghino. Così che va avanti la scienza, è questo quello che
si aspetta il cittadino che paga le tasse ed i suoi governanti,a cui è
affidato il   futuro dei cittadini e della società intera.
> > > Cordiali saluti
> > > Vincenzo Valenzi




LA SECONDA E PIÙ COMPLESSA SERIE DI DISCUSSIONI SULLA
FUSIONE FREDDA E SULL’ESPERIMENTO DI IWAMURA………..
Cari colleghi
Su proposta di Gianni Degli Antoni sono di domenica a raccogliere gli scambi di aprile
intorno alla fusione fredda e all’esperimento di Iwamura. Sembra una partita tra Camillo
Franchini (Camillo non Cavillo come insiste a scrivere il computer) e il resto del mondo
(della fusione fredda). In realtà Camillo ha molti fans che lo sostengono e la questione è
tutt’altro che facile per i nuovi protagonisti della ricerca nella fusione fredda attaccati
sovente da Cavillo e friends di violare i sacri principi e i sacri testi.
È un lavoro non facile e a parte la necessità di rispondere ai quesiti teorici che ogni
nuovo filone scientifico e sperimentale porta inevitabilmente con se, ci troviamo di
fronte ad una lotta dura di segmenti importanti del mondo scientifico che ritengono
incredibili e non possibili alcuni fenomeni anche mettendo in discussione (anche se non
con controprove sperimentali) alcuni dati sperimentali, anche con modalità imbarazzanti
che mal si addicono al dibattito scientifico. Comunque con l’autorevole intervento di
Mastromatteo, Daddi, Fontana, Mac Kubre, Iwamura, Takahashi ed altri, la discussione
sta prendendo una piega più tecnica e allora appare utile questa mia fatica di raccogliere
una selezione del dibattito e di riproporlo a tutti gli interessati con l’auspicio che a parte
le parole e le lettere si proceda con adeguati set sperimentali a far dire la sua alla natura
ed al laboratorio che nonostante tutto la sanno più di noi.
Buona domenica
Vincenzo Valenzi


Da Camillo Franchini a Flavio Fontana
20 aprile 2004

Egregio Professor Fontana,
ho ricevuto e letto il lavoro di Cohen, datato 1929. Grazie per la cortese
attenzione.
Forse sarebbe più utile riferirsi a testi più recenti, non per demerito di
Cohen e dei suoi studenti, ma perché gli strumenti di indagine oggi a
disposizione sono molto più raffinati.
A conclusione di questo scambio, credo che possiamo dire che lo stato
dell'idrogeno nelle sue leghe è quello di tutte le leghe interstiziali:
ioni del metallo a occupare i nodi del reticolo; ioni dell'elemento leggero
a occupare gli interstizi. La controparte negativa è costituita da gas
degenere di elettroni. Nel caso dell'idrogeno, gli ioni sono soggetti al
cosidetto "electronic screening", che crea una situazione intermedia tra
atomo neutro e ione. Estrapolare tale situazione fino a ipotizzare una
situazione di "plasma protonico estremamente denso" è del tutto arbitario e
fuorviante.
Alcuni, come il Prof. Valentini, semplificano considerando l'idrogeno nelle
leghe come atomo neutro.
Per ricambiare la cortesia, spedisco a Lei e ai colleghi un altro diagramma
di stato Pd-H, del Prof. Pitre di Toronto (1994).
Anche da questo diagramma risulta che:
1. Il criterio McKubre (H/Pd = 1) non viene mai raggiunto.
2. L'affermazione di Arata : " ...dissolved deuterium of 100, 200, 300,
400% atomic ratios (D/Pd) in Pd unit cell of face centred cubic (fcc)..."
non ha fondamento sperimentale. Il diagramma di stato riferito al
nanopalladio può essere solo leggermente diverso da quelli visti e dovrebbe
riguardare la forma della curva spinodale. Se l'effetto entalpico del
nanopalladio è più negativo rispetto a quello del bulk palladium, il
segmento a pressione costante diventa corrispondentemente più lungo. In
condizioni estreme di pressione e temperatura, la differenza scompare.
Comunque l'esistenza del picnodeuterio in nanopalladio per ora è solo
affermata, non è dimostrata da curve di assorbimento o da altri dati
sperimentali.
Un'altra affermazione di Arata: " ``Solid fusion'' happens in this
``Pycnodeuterium'' and never happens in bulk materials, because the
deuterium density of each unit lattice in bulk is less than 100%, so that
D-atoms hardly ever meet mutually." toglie ogni credito agli episodi di
fusione fredda riscontrati in bulk palladium e riportati in vari articoli
(compresa l'esperienza bustrofedica di Preparata et al.).
Sbaglia Arata o gli eventi classici di fusione fredda sono illusori?
Cordiali saluti
Camillo Franchini
17 aprile 2005
Dear Professor Takahashi,
I'm referring to your article:

Replication Of MHI Transmutation Experiment By D2 Gas Permeation Through Pd Complex. in Tenth
International Conference on Cold Fusion. 2003. Cambridge, MA: LENR-CANR.org.

I have some remarks and questions about Fig. 7, which summarizes the experimental setting
and results of NAA.
1. The cross section for 141Pr (n,p) 141Ce reaction lies around 2,5x10^-2 barn. In your
experimental setting activating 141Pr is impossible.
NAA applied to rare earths always uses thermal neutrons. In fact the (n,gamma) reaction
with thermal neutrons can rely on a cross section of 10 barn, not very much but 500 times
higher.
2. Cooling time: 25 days. 25 days are too much for a nuclide whose period is 32,5 days.
What's for? You would have lost a lot of activity. A germanium crystal can easily peak
141Ce among other gamma emitters.
3. Measurement time: 7 days. Un unreal time, even for statistical purposes.

What should my opinion be about your article? I'll put off any criticism, waiting for your
answer.
Thank you
Best regards
Camillo Franchini

Da Akito Takahashi a Franchini 18 aprile 2004
Dear Dr. Franchini:
Thank you for reading our paper.
NAA by 14MeV neutrons for 141Pr(n,p)141Ce threshold reaction is not impossible, if we have very intense
14MeV neutron source (more than 1E12 n/s) and total 141Pr atoms in sample more than 1E14, by our
estimation.
FNS provides the strongest 14 MeV neutron source (3E12 n/s by rotating target) available in the world, but we
estimated sample irradiation time needed for more than 1week. The reason we used 14 MeV n source is for
avoiding strong background gamma-rays by Pd-isotopes (and Cs et al) included with about 1000 times of
supposed Pr atoms in irradiation samples. If we used thermal neutrons, BG level would be very high. But, even
with 14 MeV n threshold reactions, we needed cooling time more than 1 week to decay activations for Pd-
isotopes and others (Ca, Cs, etc.). We also needed a low BG Ge detector system and long (several weeks)
measuring time. This was our first trial reported in the ICCF10 paper by Higashiyama et al.
 As we wrote, we saw very week peak at 145 keV which was supposed to be from 141Ce, with poor statistics,
and we could not confirm half life 32.5 days of 141Ce by high accuracy. We saw decay of 145 keV peak with
about 50 days half life with large error bar. So, we planned to do another higher n-fluence irradiation, but we
could not implement it until my retirement time, due to machine troubles of FNS. After my retirement from regular
position of University, I have unfortunately no occasions to repeat it. All students and laboratory are gone.

Irradiation with thermal neutron is surely another idea, but we did not try it for Pd/Cs/Pr samples. Real reason
why we considered 14 MeV n irradiation with threshold reaction was for Mo-96 (Iwamura claimed Sr-88 to Mo-96
transmutation), which has very small absorption cross section by thermal neutrons. We could not implement it
either, due to machine-time limitation at FNS. I hope some body try NAA again for Iwamura samples.

Maybe, we can discuss more in Siena Workshop in May.
Sincerely,

akito@sutv.zaq.ne.jp



                                Da Camillo Franchini 17 aprile 2005
Cari colleghi,
ho riletto l'articolo di Takahashi" Replication Of MHI Transmutation Experiment By D2 Gas
Permeation Through Pd Complex. in Tenth International Conference on Cold Fusion. 2003.
Cambridge, MA: LENR-CANR.org. " che molti di voi conosceranno.
Ho fermato la mia attenzione sulla Fig. 7.
Immagino che i neutroni da 14 MeV provengano dalla reazione deuterio trizio di un acceleratore di
deuteroni da 100/150 keV. I neutroni possono essere usati a quell'energia oppure possono essere
moderati con paraffina o altri composti idrogenati. In questo caso hanno preferito non moderare i
neutroni e hanno fatto male, perché mentre la sezione d'urto per la reazione (n,p) è di 2,5x10^-2 barn,
per la reazione (n,gamma) con neutroni termici è di 11 barn, poco ma 500 volte maggiore. In genere
l'analisi per attivazione di elementi pesanti avviene con reazione (n,g) usando neutroni termici. Le (n,p)
sono usate per pochissimi elementi, a me viene in mente il sodio.
11 giorni di irradiazione sono inconcepibili, un bersaglio di titanio triziato ha una durata di misurabile
in ore, non in giorni.
Un tempo di raffreddamento di 25 gg è inconcepibile, dato che 141Ce ha una vita media di 32,5 gg.
Che cosa si trovano a misurare dopo 25 gg? Poco o nulla.
Che senso ha misurare per 7 gg un radioisotopo che dimezza in 32,5 gg? Credono di avere migliorate la
statistica?
Che cosa significa 145 KeV? Se è l'energia dei deuteroni dell'acceleratore non ci interessa, perché a noi
interessano i 14 MeV dei neutroni. L'energia dei beta di 141Ce non può essere espressa in quel modo,
per via dei neutrini che accompagnano gli elettroni. Non si riesce a capire a che cosa corrispondano i
due grafici. Che energia è quella delle ascisse?
Ritornando all'inizio: come hanno fatto a produrre la (n,p) se la sezione d'urto della reazione per
neutroni da 14 MeV è di 2,5x10^-2 barn?
Come al solito, gli esperimenti dei Giapponesi che conosciamo sono criticabili da mille punti di vista.
Si può tranquillamente affermare che la Fig. 7 è stata costruita (male) alla scrivania: japanese desktop
experiment.
E questo riguarda solo una figura. Se si esamina il resto del testo con un po' di attenzione si avranno
sorprese uguali, c'è da scommettere.
Vorrei sentire il parere di Lino, che conosce l'analisi per attivazione, avendola praticata al CISAM
quando si chiamava CAMEN e disponeva di un reattore nucleare.
Cordiali saluti
Camillo Franchini




                              Da Ubaldo Mastromatteo 15 aprile 2005
Caro Camillo,
Ho apprezzato quanto da te inviato sul sistema Pd-H. Ho anche rivisto I
diagrammi di fase che hai mandato in un messaggio precedente, I quali
sembrano non tornare con quanto mi dicono provenire da studi piu' recenti
dove non e' trascurabile il rapporto superficie volume del palladio
sottoposto a test. Probabilmente quanto da te inviato e' relativo al
palladio "bulk".
Sono stato per piu' di venti anni abbonato alla rivista Le Scienze e
ricordo, dovrei ritrovarlo, ma ne sono abbastanza sicuro, che in un articolo
sull'immagazzinamento dell'idrogeno in idruri metallici questo elemento
andava a situarsi sui vertici di una struttura cristallina caratteristica
dell'idruro in questione e non negli interstizi della struttura ospitante.
Ho ancora quel numero della rivista, ma dovrei cercarlo.
Un arrangiamento di questo tipo e' anche tipico delle nostre lavorazioni
almeno nella parte del processo che e' spontanea, allorche' avviene a
temperature piuttosto alte (800- 1200 gradi). Il processo ha una fase
iniziale dove gli ioni vengono forzati ad entrare nel reticolo, in seguito
si diffonde il materiale fino alla profondita' voluta e contemporaneamente
si ricostruisce il cristallo. La diffusione, quasi sempre (tranne per alcuni
alti drogaggi oltre la solubilita' solida) avviene in modo sostituzionale
del drogante rispetto al silicio e il drogante si muove in forma ionica:
infatti I simulatori devono tenere conto del campo elettrico associato a
queste cariche in movimento quando si usano per il progetto del processo. Il
drogante sostituisce il silicio nella struttura cristallina (diamante), che
in questo caso rimane inalterata dal punto di vista cristallografico.
Sarebbe alquanto strano che nell'idruro di palladio il meccanismo fosse
diverso, anche perche' avendo l'idrogeno un solo elettrone e avendolo messo
a disposizione in una struttura a bande, difficilmente potrebbe avere
bisogno di riprenderselo ogni volta che si muove, il che avviene spessissimo
in quanto, come tu rilevi, basta un piccolo aumento di temperatura per avere
desorbimento di gas verso l'esterno.
Un altro esempio a favore di questa tesi e' il comportamento dell'idrogeno
sull'elettrodo di una "fuel cell" (se ne fanno anche con I nostri processi),
dove il catalizzatore (anche palladio, piu' spesso platino o anche rutenio
ecc...) dissocia l'H2, si prende gli elettroni e l'H+ si infila nella
membrana PEM (Proton Exchange Membrane) e si porta per diffusione verso
l'altro elettrodo dove .... sai meglio di me cosa avviene per dare H20.
Penso che sulla catalisi le intuizioni di Preparata c'entrino molto, ma
questa e' una mia impressione personale che non ho mai avuto la possibilita'
di approfondire.
Buon fine settimana a tutti,
Ubaldo


                             Da Camillo Franchini 14 aprile 2005
Caro Ubaldo,
per semplificare il più possibile concetti che non sono per niente
semplici, quando i chimici parlano di effetto entalpico intendono che due
sostanze interagiscono riarrangiando la loro struttura elettronica. Se il
fenomeno è spontaneo, la ristrutturazione elettronica porta a un complesso
più stabile di quello di partenza. Lo stesso accade nelle leghe. Gli
elettroni non sono più liberi come nei metalli separati, ma sono coinvolti
in strutture diverse che li rendono meno disponibili. Un tipico fenomeno
delle leghe è la caduta della conducibilità elettrica, per esempio. Vuol
dire che gli elettroni sono meno capaci di spostarsi sotto un campo
elettrico. Si formano perfino composti intermetallici, dove il rapporto
atomico è ben definito. Sarà una descrizione buona per i chimici, ma la
cosa funziona. Da questa descrizione vedrai che è difficile arrivare
all'idea di ioni. Un sistema H-metallo per noi è una lega, perché
l'idrogeno per un chimico è un metallo gassoso (altra semplificazione,
spero di non essere fulminato dai perfezionisti). La cosa è così tranquilla
che lo Hansen riporta i sistemi più comuni metallo-idrogeno, come del resto
fa il Landolt, trattandoli come leghe. L'elettrone dell'idrogeno è meno
disponibile di quando l'idrogeno era dentro una bombola, tutto qui. Da
questo a vedere le cose come fa Preparata ce ne corre. Egli vede situazioni
estreme e irreali, evidentemente funzionali alla fusione fredda: extremely
dense proton plasma; superradiant plasma of hydrogen; electron
concentration of 600-1000 M; electrochemical compression (questa poi è una
vera bestemmia); solvation energy. Nessuno di questi concetti appartiene a
noi chimici o è accettabile da chi sappia qualcosa di scienza dei metalli.
Dovrai pure aspettarti almeno una reazione di meraviglia. Preparata non
aveva il senso quantitativo delle sue affermazioni. Il suo modello Pd-H,
dove un atomo di idrogeno sostituisce ordinatamente un atomo di palladio,
richiede un'enorme quantità di energia per spostare dal suo nodo l'atomo di
palladio; chi fornisce tanta energia? D'altronde il sistema avrebbe vita
breve, perché l'idrogeno non può essere vicariante del palladio; il sistema
collasserebbe e si riformerebbe il reticolo del palladio, con cessione
dell'energia immagazzinata. Mi piacerebbe a questo punto sapere se qualche
fisico ha nulla da eccepire. Ho l'impressione che personaggi di grande
ascendente come Preparata facciano più danni di carlo in francia, perché
sono travolti da una fantasia creativa incoercibile. Tutto ciò che ho letto
di Preparata fa mettere le mani nei capelli ai chimici di primo livello e
agli strawchimici. Devo dire che conosco un fisico, di cui per discrezione
non faccio il nome, che si è divertito a smantellare tutto un articolo
teorico di Preparata. Se tratta la fisica come la chimica non deve essere
stato difficile.
La variazione di entalpia nell'assorbimento dell'idrogeno è compatibile con
tutti gli altri fenomeni di assorbimento, vedi setacci molecolari. E' stata
anche misurata l'isteresi del ciclo assorbimento-desorbimento, anch'essa
compatibile con i modesti legami che l'idrogeno crea nel reticolo del
palladio. Le grandezze caratteristiche, i diagrammi di stato sono così
regolari e prevedibili che ci vogliono solo Preparata e Arata per
inventarsi comportamenti fantascientici dell'idrogeno nel deuterio. Perché
tali comportamenti non risultano nelle descrizioni dei testi che trattano
l'argomento da oltre cento anni? Per scrupolo ne ho esaminati una quantità.
La risposta è semplice: i modelli di Preparata e Arata, peraltro
diversissimi tra loro, sono funzionali alla fusione fredda.
Non è però corretto violentare così tante conoscenze acquisite, confermate
da anni di esperienze incrociate.
Cordiali saluti
Camillo

Da Ubaldo Mastromatteo 14 aprile 2005
Caro Camillo,
Nel tuo ultimo messaggio c'e' una quantita' di spunti tale che dovrei usare
molto tempo per rispondere a tutti. Poi rischieremmo di espandere la
discussione in maniera eccessiva. Mi limito a commentarne alcuni chiedendo
sempre scusa a coloro che trovano inutile e noioso questo dibattito. In
effetti alcune posizioni le trovo cosi' distanti che non credo ci sia
possibilita' di convergenza. Nalle mia mail precedente volevo condurre con
pazienza gli interlocutori ad una semplice proporzione: "una concentrazione
di 10^-9 M sta ad una contaminazione rilevabile (tracce?) su un materiale
monocristallino perfetto come una concentrazione di 10^3 M sta ad X su un
materiale policristallino e difettoso". Non serve aver frequentato
l'Universita' per stimare quanto potrebbe valere X e cosi' non si rischiano
nemmeno bocciature agli esami.
I chemFET.
Conosci questi sensori a stato solido? Sono dei transistori ad effetto di
campo che possono essere usati come misuratori di pH in vari tipi di
soluzioni e che possono avere la "gate" di palladio (flottante). Gli ioni H+
in soluzione sono assorbiti da questa gate e modificano la funzione di
lavoro del materiale facendo cambiare la conducibilita' del FET. Perche'
l'oggetto possa funzionare l'idrogeno (anche interstiziale?) deve legarsi in
qualche modo al Pd e condividere con le cariche negative quello che la
struttura a bande del solido gli concede. In sostanza il comportamento nel
metallo e' quello di uno ione. Del resto la stessa cosa fa l'ossigeno quando
diffonde nella zirconia delle sonde lambda: si prende gli elettroni quando
entra e li riconsegna quando esce dalla parte opposta.
Ultimo punto che voglio toccare e' quello sulle castagne tolte dal fuoco dal
professor Licata. Anzi chiedo prorpio al gentile professore di chiarire
meglio se il suo garbato intervento era teso a invalidare quanto da me
indicato negli allegati o le possibili estrapolazioni della teoria di
Preparata sulla coerenza. Grazie e a risentirci, Ubaldo



Da Camillo Franchini 14 aprile 2005
Dear Dr McKubre,
let me answer your message, even if you do not belong to the list any longer.
I think you are too optimistic. Game is still open.
You wrote:



       As it happens, there is seldom (if ever) need to apply such a correction as the excess heat
       observed is more than 1000 (sometimes more than 10,000) times larger than the heat of
       solution of hydrogen even under the worst case assumption! AT SRI we have observed
       excess heat in single unidirectional bursts exceeding 2000 eV / Pd atom; the Energetics
       researchers in Israel have measured more than 3000 eV/Pd; the average enthalpy of D
       adsorption is much less than 0.1 eV/Pd atom. This scale difference renders arguments of
       the the sort made above irrelevant.




       those that are can easily obtain needed information from the literature.


Here you are.
Professor Pitre's (Centre for Metal Hydride Studies, University of Toronto) opinion is not as optimistic
as yours.
Quote from "The H-Pd System", Journal of Phase Equilibria, Vol. 15, N. 1, p. 62 - 83, 1994:


       The question of the limiting value od X [H/Pd ratio] and the related question of
       tetrahedral interstitial site occupation simultaneously, or on completion of occupation of
       octahedral site in the fcc Pd lattice, was intensively reexamined recently. This was in
       response to speculation that a process analogous to muon catalyzed fusion could occur
       with deuterium absorbed in a Pd lattice. Analysis of the possibility for minimum
       separation between hydrogens (deuteriums) in the Pd lattice based on the fairly detailed
       knowledge of the Pd-H(D) and H-H (D-D) potentials now available, gave results
       consistent with octahedral occupation only and H-H (D-D) separations significantly
       greater than the equilibrium separation in a molecule of H2 or D2 (for H2 and D2 the
       interatomic distance is 0.074 nm).
       This separation is far greater than any threshold distance for a nuclear fusion
       reaction.
       Experimentally, no H occupation of tetrahedral interstitial sites has been confirmed and
       no H-H (D-D) separation less than the criterion of 0.21 nm, has been reliably reported
       for the Pd-H system.
       Silvera et al. found no experimental indications of nuclear fusions in PdD1.34 over the
       temperature range 4.3 to 400 K, at pressure of up to 10.5 GPa provided by a diamond
       anvil cell. They employed detectors for neutron production (detection limits: 2.5x10^-18
       fusions (DD pair^-1s^-1); heat production (limit 1.5x10^-8 fusions (DD pair)^-1s^-1)
       and gamma ray emission (no gamma rays above the background).


As you can see, heat production (if any) may be much less than that reported in your data;
distinguishing between absorption free energy and fusion heat can be useful indeed. For example,
absorption enthalpy for nanopalladium can be so high to deceive the wishful experimenter.
Perhaps in ten years things have changed dramatically, but you should be aware that critical positions
are more common now than ten years ago. At present, CF is simply ignored in the academic world.
Being ignored is by far worst then being criticized.
In particular, data about interatomic distances mustn't have changed significantly in ten years, have
they. This is the hard core of the whole controversy. Palladium lattice doesn't belong magic powers to
foster fusion, as Preparata thought. His model of the system Pd-H is totally different from the standard
one, as we have seen during our exchanges.
Too optimistic views can be as harmful as preconceived critics. Do straw fusionists exist?
Best regards
Camillo Franchini

Da C. F. (non è Cold Fusion è Camillo Franchini) 13 aprile 2005
Caro Ubaldo,
scrivi:
>Secondo aspetto e' l'assenza pressoche' assoluta di graffi in quel
>materiale che tu paragoni ai piatti sporchi e graffiati:
Mi riferivo al palladio di Iwamura, non alle tue fette di silicio. Mi
sembrava chiaro.
L'espressione usata da McKubre è:
>adventitious occlusion on a a rough, creviced or fissured Pd surface
E' perfino più forte dei piatti sporchi e graffiati.
McKubre è un chimico che evidentemente ha colto immediatamente l'enormità
delle affermazioni di Iwamura.
Ci vuole molta fiducia cristiana nel prossimo per dare credito a una
persona che afferma di avere a disposizione una quantità consistente di un
certo materiale, descrive trasformazioni basate su quella quantità di
materiale e quando qualcuno gli fa sapere che la quantità non era quella,
ma aveva lavorato solo su tracce, non fa una piega. Non fa una piega
nemmeno quando gli dicono che la sua descrizione di una fase di quell'
esperimento gli sarebbe valsa la bocciatura a qualsiasi esame di chimica di
qualsiasi facoltà. In letteratura gli orientali sono descritti come
enigmatici: lo sono davvero. Non solo, in Italia Iwamura si è creato una
corte di devoti ammiratori. Chi non è cristiano non esita a pensare che
anche il seguito dell'esperimento è fasullo, comprese le curve di crescita
del praseodimio e di diminuzione del cesio. Il miscredente commetterà
peccato, ma ho paura che colga nel segno.
Io credo che tu corra il rischio di estrapolare tue conoscenze di fisica
fine verso settori tecnologici dove di fine c'è ben poco. Non vorrei che tu
arrivassi a ipotizzare un'applicazione dello sputtering e della
implantazione ionica alle tonnellate di intrugli che sono i rifiuti dei
reattori nucleari. Tra l'altro le considerazioni economiche valgono in
questo settore come in ogni altra attività umana. Mi ricordo che nei primi
anni 60 si era interessati al sorpasso: a un certo punto l'energia nucleare
arrivò a costare meno di quella convenzionale e ci fu un'esplosione di
soddisfazione. Il calcolo economico coinvolge anche il trattamento dei
rifiuti. Se per rendere innocui i rifiuti alle generazioni future si deve
impiegare 1000 volte più energia di quella che si produce, allora è meglio
rinunciare all'energia di fissione.
Se siamo costruttori di lampadine non possiamo vedere il mondo solo dal
punto di vista del costruttore di lampadine. Lo stesso vale per chi lavora
con i microchips e le nanotecnolgie.
A proposito della tua curiosa invenzione dei livelli di conoscenza. Può
darsi che la tua trovata abbia un valore didascalico, ma la sostanza non
cambia: ci sono chimici (e fisici, perché limiti i livelli solo ai
chimici?) che posseggono alcune nozioni e non altre. Mi sembra più semplice
dire così, ma non mi sembra una grande scoperta. Vale anche per i carpentieri.
Ho molto ammirato l'intervento del Dr Licata. Mi ha tolto un bel po' di
castagne dal fuoco. Ho apprezzato la sua concretezza, evidentemente non
velata dal fatto che è un fisico teorico. Spero che entri più spesso nella
discussione.
Ho ricevuto da Toronto un voluminoso lavoro cartaceo sul sistema H-Pd. L'ho
appena scorso. Il diagramma di stato esclude che si possa raggiungere il
mitico rapporto McKubre D/Pd = 1. Altro che picnodeuterio. Mi sembra perciò
che i fusionisti vadano avanti per una loro privatissima strada, incuranti
del resto del mondo. Tra l'altro basta un modestissimo riscaldamento del
palladio per fare espellere molto dell'idrogeno assorbito e fare cadere il
suddetto rapporto a valori bassissimi. Fornirò alcuni dati nel prossimo
messaggio. E' un aspetto questo che non ho mai visto trattato nella
letteratura del settore; ci si rende conto che la quantità di deuterio
assorbita è strettamente dipendente dalla temperatura?
La fusione fredda è costretta a restare allora molto fredda, sotto zero.
Mi piace l'ultima parte del tuo messaggio, perché fa riferimento
(volontario?) alla serendipity evocata da Preparata in un'intervista (lui
la chiamava serendibity).
>Tornando a Iwamura e alla chimica di primo livello da lui erroneamente
>usata, credo che si possa tranquillamente accettare che in quei maldestri
>tentativi fatti per depositare Cesio e Stronzio sul palladio si sia
>manifestato qualche fenomeno di secondo livello che gli ha permesso di fare
>delle misure consistenti. Nell'articolo in questione si e' poi limitato a
>descrivere quello che ha fatto. Secondo me questo conferisce ai risultati
>addirittura una maggiore credibilita', un po' come nei Vangeli dove le
>debolezze e i tradimenti dei discepoli di Gesu' non vengono affatto
>nascosti, come avrebbe potuto fare un cronista nella descrizione di fatti
>inventati per renderli esteticamente ineccepibili.
Il fenomeno di secondo livello sarebbe quindi un gran botta di fortuna,
dove i ragazzi di strada al posto di fortuna mettono una parola più vivace.
Serendipity orientale. Credi davvero che la contaminazione da una soluzione
10^-3 M possa giustificare le belle curve di Iwamura? Non penso siano molti
a crederlo nella nostra lista.
Maldestri tentativi? Sarebbero stati accettati senza un commento, se non ce
li avesse descritti con tanta accuratezza, dimostrando gravi lacune
culturali proprio nel settore di attività. E' la descrizione, non il
tentativo, ciò che squalifica Iwamura a soggetto che non conosce la
termodinamica. In tutta questa vicenda la sola fortuna è che non è un
insegnante, altrimenti avrebbe creato terribile confusione nei suoi
allievi. Per fortuna lavora alla MHI, dove può combinare i guasti che
vuole, senza danni per alcuno. Iwamura come uno discepolo pasticcione di
Cristo? Ecco, questo può essere, per quello che ci può servire.
Cordiali saluti a tutti
Camillo Franchini

                            Da CF 12 aprile 2005
Caro Ubaldo,
poi sgridano me perché rispondo.
Scrivi:
>Dovrebbe risultare chiaro a questo punto come sulla superficie di palladio
>dei campioni di Iwamura possa esservi stata la presenza piu' o meno
>abbondante di Cesio o Stronzio in qualche forma di aggregazione. La loro
>assenza avrebbe dovuta risultare alquanto strana date le concentrazioni
>alte della soluzione.
Forse sei stato distratto per qualche mese, ma questa è l'ipotesi che ha
subito fatto Violante e che McKubre ha fatto propria.
Il problema è che Iwamura ha descritto minutamente come ha depositato cesio
o stronzio usando una tecnica proibita dalla chimica del primo
livello. Invece ha solo contaminato il suo cake con ioni cesio e stronzio,
rimpiattati negli anfratti dei difetti reticolari, proprio quello che
succede quando si lavano male piatti graffiati.
>La loro assenza avrebbe dovuta risultare alquanto strana date le
>concentrazioni alte della soluzione.
Alte concentrazioni? Prova a chiedere al chimico della porta accanto quante
volte ha lavorato con concentrazioni 10^-3 M.
Non ti illudere Ubaldo: non troverai mai un chimico di primo e secondo
livello che non si metta a ridere quando legge in un articolo scientifico,
esposto perfino su internet, che il cesio si può depositare per elettrolisi
da una soluzione acquosa. E' su questa affermazione che va valutata la
preparazione professionale di Iwamura. In Italia un ragazzo così non
supererebbe l'esame di chimica generale di qualsiasi facoltà. E' chiaro che
da uno che fa affermazioni così disinvolte ci si aspetta che costruisca
anche le curve di crescita successive, calcolate in base al deposito che
crede di avere formato. Si è giocato insomma ogni credibilità anche nelle
operazioni successive.
Sono giorni che cerco di dimostrare ora a questo ora a quel fisico che
Iwamura in quel suo disgraziato paragrafo ha violato la termodinamica
chimica. Sarebbe corretto che anche i fisici (ci sono alcune lodevoli
eccezioni, tra cui segnalo solo una persona che conosci bene, Andrea
Verlicchi) se ne rendessero conto o si informassero presso i chimici
attigui. Non è mica un peccato, è semplicemente la conseguenza del fatto
che Termodinamica Chimica, Chimica Nucleare, Scienza dei Metalli,
Elettrochimica, sono materie della facoltà di chimica. Non deve essere
considerato offensivo che un chimico conosca queste discipline meglio di un
fisico. Voi avete altri settori dove fare un figurone. Ognuno coltivi il
proprio giardino e insieme faremo cose grandi.
Ho avuto cura di cancellare De Ninno, perché mi mette paura. Non ti mette
soggezione? Lei mi ricorda un po' quel chimico tedesco che studiò
l'acetilene per tutta la vita. Reppe diventò famoso.
Cordiali saluti
Camillo


                            Da Ubaldo Mastromatteo a Lino Daddi 11 aprile 2005
Caro Lino,
Rispondo al tuo messaggio perche' vedo che hai giustamente depurato la lista
di distibuzione da coloro che non desiderano essere coinvolti in questa
discussione senza fine che ci sta spingendo sempre piu' nel ridicolo. Meno
male che il consesso internazionale si e' defilato. Chiedo pertanto scusa
anche agli altri in lista se vengo ancora una volta a tediarli con amenita'
di carattere vagamente scientifico. Piu' che fare altre domande a Camillo
credo sia meglio dare delle risposte, in particolare sulla conoscenza della
termodinamica da parte dei giapponesi, sulla conoscenza della chimica e
della fisica in generale da parte degli italiani. Mi sarei aspettato infatti
di avere una particolare reazione sulla mia affermazione in un messaggio
rivolto a Camillo sulla chimica del primo ordine a cui continua lui a
riferirsi. La reazione avrebbe dovuto essere: perche' esiste anche una
chimica del secondo ordine? La risposta sarebbe stata: certo che si! Questa
chimica del secondo ordine e' quella che ci permette di fabbricare I nostri
dispositivi elettronici in silicio, estremamente sofisticati, ma allo stesso
tempo sensibili a quei fenomeni che la chimica del primo ordine non permette
di controllare. Faccio alcuni esempi. Se nei nostri bagni chimici di
lavaggio delle "fette" di silicio usassimo delle vaschette in Pyrex, non
funzionerebbe nulla perche il Pyrex rilascia I contaminanti che contiene e
questi vanno e depositarsi sul silicio per poi penetrarvi all'interno con I
processi successivi: non c'e' niente di strano ne' di impossibile, anzi
tutto e' perfettamente misurabile. Le misure dirette della contaminazione
sono fatte ovviamente con tecniche raffinate, tipo quelle usate da Iwamura
per le trasmutazioni in situ, ma I sensori migliori sono proprio quei
componenti che cerchiamo di integrare sul silicio, che si rifiutano
assolutamente di funzionare. Il secondo esempio che voglio fare riguardante
sempre una chimica del secondo ordine si riferisce ancora ad episodi di
contaminazione che sono accaduti nei nostri laboratori, per fortuna con
frequenza molto bassa in quanto dovuti ad errori. Si sa ad esempio che l'oro
non e' attaccabile in soluzioni di HF (Acido Fluoridrico) in particolare
quando questo e' diluito 1 a 100. Nonostante questo immergendo per errore
del silicio con depositato uno strato sottile di oro sulla superficie in
tale soluzione, accade che il materiale successivamente immerso nella stessa
soluzione risulti contaminato di oro e debba essere buttato via. Siccome si
tratta di materiale che vale circa 500 euro al pezzo non e' che si butti via
a cuor leggero se ci fosse un'alternativa.
Potrei continuare con altri esempi, ma non vorrei proprio abusare della
vostra pazienza e non farvi chiedere di essere esclusi dalla lista di
distribuzione (dovrei per la verita' eliminare anche Antonella De Ninno che
lo ha espressamente richiesto, me lei mi perdonera' sa la lascio). Dovrebbe
risultare chiaro a questo punto come sulla superficie di palladio dei
campioni di Iwamura possa esservi stata la presenza piu' o meno abbondante
di Cesio o Stronzio in qualche forma di aggregazione. La loro assenza
avrebbe dovuta risultare alquanto strana date le concentrazioni alte della
soluzione. E' anche placido che il metodo usato, per avere un minimo di
riproducibilita' avrebbe dovuto essere cambiato, come del resto e' stato
fatto.
Conclusione: si faccia avanti chi non ha mai condotto esperimenti impostati
con conoscenze limitate, magari anche errate, credendo in buona fede di
ottenere qualche evidenza sperimentale misurabile. Non e' forse in questo
modo che si acquisiscono nuove conoscenze, magari del tutto inaspettate?
Saluti a tutti,
Ubaldo




-----Original Message-----
From: Lino Daddi [mailto:linodaddi@hotmail.com]
Sent: Tuesday, April 12, 2005 9:02 AM
To: camillo.franchini1@tin.it




Caro Camillo,
Ti rinnovo un paio di domande, alle quali hai dimenticato di rispondere.
L'esperimento di Iwamura risulta confermato da altri validi esperimenti
(Takahashi,Celani .. ) pubblicati negli ultimi anni . Ritieni che siano
tutti sbagliati o tutti creati a tavolino ?
Quanto alla conservazione dell'energia, ho ritrovato la tua dimostrazione,
basata sul fatto che una batteria in cui un elettrodo è di platino e
l'altro è cesio (supportato da palladio) ha una f.e.m. di 2,93 V Ma siamo
sicuri di quale risulti il comportamento elettrochimico del
sistema cesio/palladio/idrogeno ? Ciao, Lino

Da CF a Mastromatteo 11 aprile 2005
Caro Ubaldo,
la soddisfazione con cui Celani ha diffuso le tue opinioni su Iwamura
è allarmante, per cui sono costretto a replicare con una certa
fermezza, per evitare una deriva di giudizio preoccupante.
Tu scrivi:


       Ti faccio comunque notare che il tuo intervento sull'esperimento di
       Iwamura, per altro replicato Dal Naval Research Center di Washington
       utilizzando metodologie non elettrochimiche a cui lo stesso Iwamura
       ormai ricorre, e' obsoleto e inutile perche' superato dai fatti.

Un intervento che scopre in un articolo una violazione della
termodinamica chimica non può diventare obsoleto, se non esiste da
parte dell'autore il riconoscimento dell'errore o la confutazione
della critica. Fino a quel momento l'intervento critico rimane di
attualità, terribilmente incombente su di lui. Iwamura non ha mai
ammesso di avere violato la termodinamica e questo pregiudica
gravemente il giudizio che possiamo dare sulle sue conoscenze
scientifiche di base, sulla credibilità delle sue trasmutazioni e
sulla sua idoneità a diventare partner di un gruppo di studio
italo/giapponese. Sembra che Iwamura non si renda conto di quanto la
termodinamica sia importante in Occidente. Peccare contro di lei è
come peccare contro lo Spirito Santo: in Italia non si è perdonati.
Non vorrei che si arrivasse a definire obsoleta anche la tecnica
elettrochimica di caricamento del complesso, abrogandola come una
legge che non ha dato i risultati sperati e rimuovendola dalla
memoria, per ridare a Iwamura verginità scientifica. A me pare che
Celani punti a questo: si tratta solo di poche righe in un lungo
articolo, mettiamoci una pietra sopra e andiamo avanti nella
trasmutazione.
Non so in quanti saranno d'accordo.

Cordiali saluti
Camillo

                               Da CF a Mastromatteo 9 aprile 2005
Caro Ubaldo,
Per non tediare te e gli altri destinatari non avrei voluto rispondere al
tuo messaggio stile Fontana, molto ben concepito e, a suo modo,
convincente. Mi ha provocato però l'argomento del messaggio: invece cambia
tutto.
Lasciamo da parte il modo di rifornire di atomi o ioni il complesso. E'
certamente possibile farlo in laboratorio. Restano la testa e la coda del
processo.
Tu pensi, abbagliato dalle nanotecnologie, che l'alimentazione del reattore
(lo chiamo così per intenderci) possa avvenire con tecniche chimiche che
possono essere inventate in un luminoso futuro. Io lo escludo. Non sto a
ripetere perché, ma questo è il nocciolo duro del contendere. E' a questo
punto che devono intervenire chimici di rango, se si vuole uno studio di
fattibilità, che per me è assolutamente indispensabile, se si vogliono
chiedere soldi allo stato.
Poi resta la "theory of 8D nuclear fusion" di Takahashi. Qui siamo in piena
fisica esotica, perché trova riscontro solo sugli articoli di Takahashi,
pubblicati peraltro su riviste "amiche" o apparsi in convegni LENR-CANR .
Non dimentichiamo infatti che molto materiale viene rifiutato dalle riviste
convenzionali, non certo per cattiveria. Allo stesso modo vengono
rifiutati richieste di brevetti nel settore, non certo per cattiveria.
La chimica nucleare e la cinetica chimica escludono assolutamente il
convegno sincrono di otto particelle ipotizzato da Takahashi. La chimica
non accetta nemmeno la collisione sincrona di tre particelle. La fusione di
risonanza fa parte della fisica esotica, per quello che ho potuto accertare
finora. Sto infatti facendo un giro d'orizzonte presso colleghi fisici di
tipo accademico. Mi sembra che dai tempi di F&P si stiano assegnando al
reticolo del palladio caratteristiche magiche, appunto da fisica parallela.
Non fa parte del mio modo di ragionare considerare quello che fa il Naval
Research Laboratory, perché altrimenti non avrei fatto obiezioni su
Iwamura, che lavora in posto di responsabilità per la MHI. Del resto il DoE
ha fatto scelte diverse. Confronto semplicemente le mie conoscenze con le
affermazioni di altre persone. Se non facessimo così saremmo paralizzati
dall'autorità e staremmo sempre a citare Einstein o Locke o chicchessia,
come amano fare certi colleghi. Ora cito anch'io: Bacone con i suoi idola.
Spero di incontrarti a Pontignano.
Cordiali saluti
Camillo
Da Mastromatteo

Caro Camillo,
Sono appena tornato da un workshop di 4 giorni a Parigi dove sono stato
insieme ad altri invitati per discutere del futuro delle Nanoscience e
Information Tecnology in Europa: sarebbe stato molto interessante per te
sapere che eravamo ospiti dell'istituto Marie Curie, proprio vicino
all'istituto del Radio. Da quanto ho sentito e da quanto io stesso ho
presentato mi sono reso ulteriormente conto (ne ero gia' consapevole) di
quanto la tua posizione e perfino la tua chimica (del primo ordine) sia
ormai, per certe applicazioni, superata: per questo la mia precisazione
sull'impiantazione. In ufficio mi sono stupito nel trovare nella posta una
cosi' grande quantita' di messaggi tutti piu' o meno tesi a stabilire un
torto e una ragione. Con tante parole si e' costruito poco e ognuno e'
rimasto arroccato nel suo ambito di conforto, dove piu' o meno crede di
sapere quanto basta per sentirsi al sicuro (da quale pericolo?). E dire che
i soldi richiesti per questo progetto corrispondono piu' o meno allo
stipendio di un giocatore di calcio, anche bravo, tipo Del Piero che spesso
e' in panchina, poi pero' ci lamentiamo che l'iscrizione alle facolta'
scientifiche e' in crollo.
Perche' ti dico che cambia tutto. Semplicemente perche' si rimuove la tua
obiezione di fondo che l'esperimento non sia stato realizzato perche'
impossibile (il tuo insistere su questo ha piu' di una volta assunto il
carattere di offesa). Invece e' possibilissimo e non e' nemmeno necessario
procurarsi l'elemento puro in quanto l'impiantazione e' generalmente fatta
partendo da composti sia solidi che liquidi che gassosi: meglio questi
ultimi ovviamente per ragioni di praticita'. Rimosso l'ostacolo di principio
rimangono gli ostacoli di tipo tecnologico, ma come dimostra il settore dove
io lavoro, e' solo una questione risorse e di tempo. Con piu' risorse si
arriva prima e ti assicuro che si puo' arrivare molto in la, per questo ti
ho menzionato la conferenza sulle nanotecnologie. Immagina che in un
microchip fatto con la tecnologia di punta (65 nm nanometri) si possono
realizzare in un cm2 di superficie piu' di un milardo di componenti
elementari con i relativi collegamenti elettrici tra di loro.
E' chiaro che l'embodiment di Iwamura non e' il piu' idoneo per il maneggio
del materiale radioattivo. Questo e' del tutto evidente, per cui e' ingenuo
insistere sul modo di scalare il dispositivo per renderlo effettivamente
utilizzabile facendo riferimento a quell'embodiment che e' servito a
studiare il fenomeno osservato. Sono argomenti che vanno affrontati in sede
non scientifica, ma tecnologica e li, permettimi, la struttura del
dispositivo somiglia molto a quanto siamo in grado di maneggiare con grande
fantasia e maestria. Lasciando anche perdere le razioni mediate dal berillio
che appartengono ad una delle ipotesi di spiegazione del meccanismo di
trasmutazione (ce ne sono anche di altro genere, ragion per cui qualcuna o
tutte possono essere totalmente errate), ritornando invece ai fatti
sperimentali, non capisco come mai tu non veda le ragioni del compiacimento
di Celani, mentre gli americani del Naval Research Laboratory di Washington
e non solo loro
le vedano molto bene. Sono degli sprovveduti anche loro?
Ciao,
Ubaldo


-----Original Message-----
From: Camillo Franchini [mailto:camillo.franchini1@tin.it]
Sent: Friday, April 08, 2005 9:42 PM
To: ubaldo.mastromatteo@st.com

Subject: Impiantazione ionica
Caro Ubaldo,
vedo che è stato dato risalto al tuo messaggio, ma non è cambiato niente,
dal momento che, come ho scritto all'Ing. Fontana, lo sputtering o
l'impiantazione ionica o altre tecniche fini di installazione di cesio o
altri elementi non sono passibili di scaling up. Resta sempre il problema
di avere a disposizione ioni cesio e stronzio (che sono effettivamente i
contaminanti radioattivi più importanti) estratti dai liquami dei nuclear
wastes.
Ho esposto le mie critiche sui testi di Iwamura che contenevano un'offesa
alla termodinamica, affermando che un simile svarione non depone a favore
della preparazione scientifica del Giapponese, anzi la pregiudica
seriamente, se dovesse farsi esaminare da una commissione di idoneità
all'incarico. Il suo non era un messaggio elettronico, dove ci si può anche
distrarre; il suo era un ambizioso e, a suo modo, accurato articolo
scientifico scritto a più mani, proposto alla comunità scientifica di tutto
il mondo.
Accettando di buon grado l'impiantazione di materiale nel complex, ho
esposto al Prof. Daddi i miei dubbi sull'esistenza e sull'efficacia dei
nuclei di berillio, singolari deus ex machina di Takahashi. A voi farà
piacere che l'abbia fatto anche Preparata.
Francamento non vedo le ragioni del compiacimento del Dr Celani. Non sta
certamente nel fatto che Iwamura sia riuscito a infilare qualche ione nel
reticolo di palladio che possiamo dire che il Progetto IJ avrà successo.
Restano incombenti e inalterati i problemi di chimica convenzionale
(estrazione di cesio e stronzio dai rifiuti radioattivi) e di chimica
nucleare (credibilità delle reazioni nucleari mediate dal berillio proposte
da Takahashi). Sulle reazioni multi-body e sulle reazioni con particelle
cariche, la chimica ha delle vedute ben precise, che sorprenderebbero
parecchio Takahashi. Abbiamo anche un chimica esotica?
Su quest'ultimo punto credo che durante il convegno assisteremo alle
proteste di molti fisici, non solo dei chimici.
Più il tempo passa, più mi accorgo che la parte chimica del progetto resta
il punto debole del Progetto Celani/Takahashi. Evidentemente non sono
riusciti a mobilitare chimici di parte. Può darsi che i chimici abbiano
qualcosa in serbo per Pontignano.
Tsunami? Che cosa dovrei dire io, che dal 1° aprile ho ricevuto 36 messaggi
dalla lista di discussione. Non avrei dovuto rispondere? Forse Celani
apprezza solo messaggi della sua parte.
Cordiali saluti
Camillo Franchini

Da Giuseppe Quartieri a Camillo Franchini 8 aprile 2005
Camillo Franchini,
io non sono entrato nel merito della disputa per varie ragioni e mi sono limitato a affermare due cose a
sostegno del solo fatto che i fisici hanno diritto ad entrare nel merito della fusione fredda che non è solo
campo di chimica:
     1. La ben nota frase di Einstein, ampiamente ripetuta e celebrata da ogni fisico di spessore e di
        cultura che si rispetti: la chimica è una piccola ma infinita parte della fisica.
     2. A sostegno di questa frase Le ho aggiunto e suggerito di leggere il Libro di Santilli
        “Foundations of Hadronic Chemistry”. Santilli non solo elabora una nuova teoria di chimica
        adronica, ma crea nuove specie chimiche “le magnemolecole o magnegas”con le quali ha
        costruito una ventina di macchine in tutto il mondo che funzionano e producono magnegas
        veramente pulito i cui scarichi delle automobili non producono “la deplezione dell’ossigeno”.
        Le validazioni sperimentali sono molteplici, convalidate e comprovate con diversi metodi
        sperimentali anche certificate da aziende di Certificazione quali la SGS ed altri Enti quali la
        EPA.
        Santilli è stato candidato da vari gruppi internazionali (russi, rumeni, georgiani, greci, polacchi,
        danesi, americani ecc,) a premio Nobel per la Chimica. Mi sono permesso di suggerire la lettura
        del suddetto libro ed eventualmente del sito (Ma evidentemente questo lavoro è troppo difficile
        per uomini di una certa età!), solo perché sono convinto che esistono vie alternative alla
        conoscenza della fisica della fusione fredda che passa o potrebbe passare anche per la fisica e
        chimica adronica. Comunque Santilli è italiano come lo sono io, anche se non siamo ”maledetti
        toscani”.
Nella lettera “Caro Lino” che mi è stata inviata gentilmente da Celani, l’insegne e maleducato toscano
Camillo Franchini, che, forse nella sua grande presunzione di chimico classico livornese, non reputa
necessario citare il mio nome (non importa!) ma dice:
“Bisogna difendersi dagli impostori. Un collega mi ha proposto di visitare il sito di Santilli. Da
vergognarsi che sia Italiano.”
Da buon “maledetto toscano”, Camillo Franchini, probabilmente oltre a non sapere navigare in
Internet, non sa discutere in modo civile e crede sempre di avere a che fare con “un pisano all’uscio”.
Questo modo di discutere fa venire alla mente un altro Camillo: quel professore di educazione fisica
che diventò Presidente della Finmeccanica, negli anni ’70. Questo professore di educazione fisica
insegnava ginnastica facendo confondere gli studenti poiché chiamava “fisica” la ginnastica dei
muscoli che insegnava.
Comunque, è proprio vero che la vecchiaia è una brutta bestia ed annebbia il cervello di qualcuno che
si chiama Camillo che a furia di emetter e sentenze e giudizi sugli altri finisce per fare la figura di
quell’altro ben noto su richiamato Camillo professore di educazione fisica!
Continuando a non entrare nel merito della disputa per scelta, esprimo solo il dubbio sulle frase di
Franchini concernenti la competenza di Preparata, che certamente è sempre stato molto rigoroso e serio
nei suoi approcci e senz’altro è stato il migliore fisico teorico italiano, vivente in Italia, della fine del
secolo scorso
Quindi, io continuo – solo - a consigliare al suddetto Camillo Franchini di studiarsi la moderna
Chimica Adronica non a supporto del “core” degli argomenti che discute con Valenzi, Iwamura e gli
altri, ma per sua cultura personale altrimenti finisce per fare la figura degli oppositori di Galilei che
non volevano guardare nel cannocchiale, non studiavano e indirettamente hanno contribuito alle
disgrazie di Galilei.
In ogni caso, questo pseudo antagonismo contro i giapponesi o americani o inglesi che siano è
veramente provinciale e degno solo di un “maledetto toscano”. In realtà, tutta la disputa così
diventa priva di senso.
Giuseppe Quartieri
                              Da Ubaldo Mastromatteo 5 aprile 2005
Mediante impiantazione ionica si puo' inserire qualsiasi elemento (anche
solo un suo isotopo se elemento leggero) in strati di altro materiale per
una profondita' che dipende dall'energia di impianto e in quantita'
dipendente dal tempo e dall'intensita' del fascio di ioni. Tale tecnica e'
in uso nell'industria e in laboratori di ricerca da almeno 20 anni.
Questa e' la tecnica che ha usato Iwamura in quasi tutti gli esperimenti.
Ubaldo Mastromatteo
PS Mi scuso per non avere il tempo di fare altri commenti, ma sarebbero
troppi.

-----Original Message-----
From: Camillo Franchini [mailto:camillo.franchini1@tin.it]
Sent: Tuesday, April 05, 2005 5:15 PM
To: linodaddi@hotmail.com

Subject: Iwamura


Caro Lino,
Scrivi:
>Nella sua tecnica è conveniente distinguere una fase di caricamento e
>la
>successiva esposizione al flusso di deutoni.
Non è un flusso di deutoni, ma di atomi di deuterio.
>Come Chimico lascio a te il giudizio sul caricamento (che in qualche
>modo
>dovrebbe essere comunque possibile)
Come chimico ti dico che non è possibile nemmeno lo sputtering, come alcuni
vogliono far credere, perché il Cs metallico non esiste. Iwamura ha
lavorato sul cesio-che-non-c'è. Lui non s'aspettava di vedere esaminato il
suo lavoro da chimici e si è lanciato in piena libertà.
>Decisiva l'osservazione della crescita del praseodimio mentre il cesio
>diminuisce.
Non può crescere il praseodimio, perché non esiste il cesio da cui dovrebbe
derivare. Hai letto quello che scrivono Violante e McKubre, sollecitati dai
miei messaggi? Al massimo tracce di ioni cesio nei difetti strutturali del
reticolo. E' il punto nodale della contestazione. E' mia opinione che
quello di Iwamura sia un "desktop experiment". Non dobbiamo lasciarci
mettere di mezzo dai Giapponesi.
>A proposito della tecnica di Iwamura vorrei pregarti di ripetere la tua
>dimostrazione della presunta violazione del secondo principio della
>termodinamica.
Non viola il secondo principio, ma il primo. E' un'idea di Valenzi che
violi il secondo. Per lui uno vale l'altro, essendo un medico. Non mi sono
nemmeno dato la pena di correggerlo, tanto scrive cose generiche da
dottore. Chissà dove prende il coraggio per intervenire in una lista di
discussione scientifica. Al massimo può fare dell'epistemologia, di cui per
il momento non abbiamo bisogno. Deve essere uno giovane, di quelli che
entrano dappertutto a dare consigli non richiesti. Una volta mi ha sgridato
perché disturbavo il manovratore e mi ha invitato a esibire una chimica
avanzata come quella di Iwamura, non da liceo. Ganzo, come dicono a
Livorno. Lo conosceremo.
>In altri termini non mi sembrava chiaramente dimostrata la diminuzione
>dell'entropia.
L'entropia non c'entra, come non c'entra nel ciclo di Haber Born di
Preparata, nonostante lui ce l'abbia introdotta attraverso l'energia di
Gibbs, dimostrando di non sapere nulla di termodinamica chimica, com'è
giusto per un fisico.
I soli fisici del gruppo che sanno ragionare di questi argomenti mi
sembrano Andrea Verlicchi e Ignazio Licata, che ammiro molto per la
versatilità che dimostrano. Parla con Andrea che ti spiegherà molte cose
sul celebre moto perpetuo di Iwamura. Spero che in Accademia abbia lo
spazio che merita.
>gli oppositori di principio
Non sono un oppositore di principio, semplicemente non credo nei risultati
sperimentali riportati dai Giapponesi. E' lecito e anzi doveroso farlo nei
confronti di chi ci propone il moto perpetuo. Anzi, ancora peggio, ce lo
propone senza nemmeno sapere di farlo, da innocente. Dopo uno scivolone
simile, in Italia a una persona simile non affiderebbero nemmeno un corso
di educazione tecnica alle medie. Noi Italiani non siamo gonzi come credono
i Giapponesi. Faremmo bene a tenerci i nostri soldi, che non sono tanti
quanto credono alla Mitsubishi. Bisogna difendersi dagli impostori. Un
collega mi ha proposto di visitare il sito di Santilli. Da vergognarsi che
sia Italiano. Come vedi anche i Giapponesi non scherzano. Hai letto
l'articolo di Arata proposto da Celani? Parla di picnodeuterio senza
nemmeno immaginare che in scienza si debbono esibire pezze d'appoggio,
altrimenti si fanno affermazioni gratuite. Ci saremmo aspettati almeno dati
di entalpia e un diagramma di stato. Niente, si limita a fare affermazioni,
credendo di parlare per il bene dei nostri nipoti. Gli dobbiamo credere
sulla fiducia, anche se è contraddetto dai diagrammi di stato correnti.
Arata non li cita nemmeno per dire che sono sbagliati. Secondo me non sa
nemmeno che esistono. Prova a chiedergli che cos'è la regola della leva
applicata alla coesistenza delle fasi alfa e beta del diagramma di stato
Pd-H. Gli verrebbe in mente Archimede. Mi sembra un Preparata giapponese.
Non hai idea sul contenuto delle lettere che ricevo in privato da membri
della lista di conversazione; perfino un Giapponese mi ha scritto lettere
di consenso e di incoraggiamemento.
Cordialissimi saluti. Spero di vederti a Pontignano in buona salute. Alla
nostra età è la sola cosa che conta. Ti ammiro per restare ancora in
breccia, ancora propositivo. Spero che continui ad andare per funghi. Io
ormai perdo pezzi; come potrai constatare, ho la voce flebile dei vecchi.
Speriamo di conoscere persone più giovani di noi.
Ciao
Camillo


Da Camillo Franchini 7 aprile 2005
Caro Lino,
Scrivi:
>Quanto alla conservazione dell'energia, ho ritrovato la tua dimostrazione...
Oltre alla risposta che ti inviato questa notte e per toglierti gli ultimi
dubbi, vorrei aggiungere alcune considerazioni che valgono forse più di una
dimostrazione. Così rispondo anche al Dr Iorio.
Il Dr Violante e il Dr McKubre, dopo un serrato dibattito cui ha
partecipato con molta abilità anche il Dr Storms, hanno fornito la loro
opinione in merito all'elettrodeposizione di Iwamura.

Violante:
>Per quanto concerne la presenza di Cs o Sr sulla superficie del
>multistrato usato dal Dr. Iwamura, prendendo atto di quanto pubblicato sul
>Jpn.J.App.Phys. vol41(2002), ritengo che essa possa essere dovuta alla
>contaminazione prodotta dal contatto con le soluzioni.

McKubre:
>The answer to the Cs question that seems most plausible is the one offered
>by Vittorio Violante (adventitious occlusion on a a rough, creviced or
>fissured Pd surface).

Questo significa che Sia Violante, sia McKubre accettano la mia
affermazione che l'elettrodeposizione descritta da Iwamura non è possibile.
Non so Violante, ma McKubre è un chimico, certamente non prevenuto. Mi
piacerebbe sapere se anche Violante è un chimico.

Scrivi ancora:
>Conto di poter inviare al più presto a te e agli altri della lista il suo
>[Tito Franzini] articolo "LA DIFFUSIBILITA' DEL DEUTERIO NEI METALLI",
>reperibile comunque nel n°2 (febbraio 1936) del Nuovo Cimento. Egli
>aveva però trovato una differenza fra idrogeno e deuterio : solo
>l'idrogeno risultava inequivocabilmente allo stato ionico.
Inequivocabilmente?
Da quando Preparata ha presentato in una sua pubblicazione un bellissimo
disegno dove il deuterio compare come vicariante del palladio, ho imparato
a diffidare dei fisici che si occupano di Scienza dei Metalli.
Non dubito che il Prof. Valentini, che si occupa dei sistemi H-metalli
praticamente da quando lavora, sia un riferimento più autorevole di
Franzini che, per forza di cose, sapeva e praticava di scienza dei metalli
solo di passaggio e con i mezzi dell'Accademia. Non dobbiamo farci dei
nuovi miti, ne abbiamo già tanti.
Al CAMEN c'è il Cottrell - Theoretical Structural Metallurgy. Un testo di
riferimento, anche se è vecchio. Più recente è lo Smithells, di cui ti
invio la foto del frontespizio. Se sei appassionato di questi problemi, non
hai che l'imbarazzo della scelta. Se ti interessa, ti puoi mettere in
contatto con il Prof. Valentini. Gli puoi scrivere a nome mio.
r.valentini@ing.unipi.it
Sarà contento di parlare con te.
E' bene togliersi tutti i dubbi e vedo che tu lo fai. Se siamo tutti
convinti che Iwamura viola la termodinamica, potremo tutti assumere un
atteggiamento unitario e coerente, almeno noi Italiani, per non apparire
degli ingenui che credono ai miracoli giapponesi. Proprio ieri ho letto un
articolo di Takahashi dove si dimostra (anzi, si scrive solo) che un nucleo
di berillio attivato riesce a interagire con un nucleo di cesio,
trasformandolo in praseodimio. Così, a freddo, superando di slancio la
barriera coulombiana, utilizzando non energia cinetica ma energia interna.
Il berillio a sua volta deriva da un incontro fortunato di quattro
deuteroni. Così scrive Takahashi, ma noi non siamo ancora diventati pane
per denti giapponesi. Teniamo duro, amico mio e manteniamo vivo il nostro
scetticismo latino, anche se non siamo Napoletani.
Mi sono ricordato di escludere dalla lista la DeNinno, altrimenti mi
uccide. Fallo anche tu, perché è tipo che non scherza.
Ciao
Camillo


Da Lino Daddi a Cavillo 6 aprile 05
Caro Camillo,
L?esperimento di Iwamura risulta confermato da altri validi esperimenti
(Takahashi,Celani .. ) pubblicati negli ultimi anni . Ritieni che siano
tutti sbagliati o tutti creati a tavolino ?
Quanto alla conservazione dell?energia, ho ritrovato la tua dimostrazione,
basata sul fatto che una batteria in cui un elettrodo è di platino e
l?altro è cesio (supportato da palladio) ha una f.e.m. di 2,93 V
Ma siamo sicuri di quale risulti il comportamento elettrochimico del
sistema cesio/palladio ? Purtroppo non ho a disposizione manuali da
consultare, temo comunque che il sistema cesio-palladio sia una realtà non
adeguatamente conosciuta al tempo della stampa dei testi che stai citando.
Quanto alla presenza dell?idrogeno in forma ionica nei metalli non ci sono
soltanto gli esperimenti di Cohen. Vorrei che Noi Italiani non
dimenticassimo quelli contemporanei di Tito Franzini (mio predecessore in
Accademia Navale). Egli fu un ottimo Sperimentale, di quelli all?antica (si
fabbricava da sé i diodi ed i vacuometri; inoltre produceva in laboratorio
l?acqua pesante estraendola da vecchie batterie). Conto di poter inviare al
più presto a te e agli altri della lista il suo articolo ?LA DIFFUSIBILITA?
DEL DEUTERIO NEI METALLI?, reperibile comunque nel n°2 (febbraio 1936) del
Nuovo Cimento. Egli aveva però trovato una differenza fra idrogeno e
deuterio : solo l?idrogeno risultava inequivocabilmente allo stato ionico.
Ciao, Lino

                                  Da Antonella De Ninno 6 aprile 2005
 Gent.mo dott. Franchini,

 le avevo chiesto cortesemente , tempo fa, di cancellarmi dalla sua mailing list, non intendendo
 partecipare ad una querelle che trovo poco costruttiva per l'astio ascientifico nei confronti dei punti di
 vista e dei fatti (a lei) sconosciuti e per la totale mancanza di conoscenza della letteratura del settore in
 cui si pretende con tanta spocchia (mi perdoni) di intervenire.

 Purtroppo, mi accorgo che, spero per errore, ne faccio ancora parte.

 Ovviamente lei non ha mai sentito parlare dei lavori di Alfred Cohn degli anni 30' , nè della anomalia
 dei coefficienti di diffusione degli isotopi dell'idrogeno nel Palladio (tanto per lei sono tutti fermioni o
 bosoni, non ricordo), nè del lavoro di Dandapani e Fleishmann (1972) sul coefficiente di separazione
 H/D , nè delle diverse temperature di transizione allo stato superconduttore di Pd/D e Pd/H, nè dei
 lavori sul coefficiente di Hall (numero di portatori di carica) nel Pd/H, nè del "bizzarro"
 comportamento della suscettività magnetica, per non parlare della impossibilità termodinamica
 dell'esistenza della batteria al Pb......e potrei continuare ancora a lungo....ma non credo che servirebbe,
 perchè vedo che siamo ormai già all'ultimo suggerimento dell"Arte di ottenere ragione" di
 Shopenhauer:
  "Quando ti accorgi di non avere sufficienti argomentazioni contro il tuo antagonista, e stai per
 soccombere nella discussione, passa alle offese personali".
 Non la seguo su questa strada ed invito gli altri partecipanti alla discussione a non farlo.

 La prego ancora una volta e spero definitivamente: mi cancelli dalla sua mailing list !!!

  saluti,

 Antonella De Ninno
 P:S.
 Un ultima cosa, diceva Einstein:
 La saggezza non è un prodotto dell'istruzione ma del tentativo di acquisirla, che dura tutta la vita.
 [Albert Einstein, Pensieri di un uomo curioso, ]


                                Da Flavio Fontana a Camino Franchini 5 aprile 2005
Egregio Professore,

poiche' mio padre -laureato in Chimica Industriale e proprietario di una piccolissima societa' di progettazione-
provo' in tutti i modi ad instradare verso la chimica anche me, confesso agevolmente che la Sua materia non e'
la mia beniamina, se non altro per questo motivo vagamente psicoanalitico.

Sono rimasto pero' incuriosito dalla Sua asserzione:
Caro Lino,
Scrivi:
>Nella sua tecnica è conveniente distinguere una fase di caricamento e la
>successiva esposizione al flusso di deutoni.
Non è un flusso di deutoni, ma di atomi di deuterio.
>Come Chimico lascio a te il giudizio sul caricamento (che in qualche modo
>dovrebbe essere comunque possibile)
Come chimico ti dico che non è possibile nemmeno lo sputtering, come alcuni
vogliono far credere, perché il Cs metallico non esiste. Iwamura ha
lavorato sul cesio-che-non-c'è. Lui non s'aspettava di vedere esaminato il
suo lavoro da chimici e si è lanciato in piena libertà.

considerando che nella verde Brianza a dieci chilometri in linea d'aria dalla Pirelli una eccellente realta' high-tech
italiana, la Saes Getters, non curandosi affatto di problematiche di FF e del processo Iwamura, si
guadagna qualche onesto euretto affermando esattamente il contrario:

"Boosting OLED Performances

Alkali Metal Layer Benefits

While low work function alkali metals and alkaline earths successfully lower the electron
injection barrier and increase electron injection to the organic layer, their implementation as
cathode materials is not easy. Control of the composition is difficult and layers such as LiF or
Li2O are insulators, so they must be kept extremely thin.
The use of a pure alkali metal layer can overcome these drawbacks: through AlkaMax, a thin
layer of metallic cesium or of another alkali metal can be easily and reliably created, exploiting
all of the advantages of a low work function metallic layer....."

(la pagina completa e' http://www.saesgetters.com/default.aspx?idpage=524 )

Mentre sono d'accordo con Lei quando giudica impossibile avere deposizione di Cs metallico in ambiente
elettrolitico (mio padre mi prendeva in giro quando cercavo di produrre sodio metallico elettrolizzando una
soluzione di sale da cucina... a mia discolpa, cio' avveniva quando frequentavo la quarta ginnasio, e studiavo in
parallelo l'aoristo forte), la deposizione di strati di Cs metallico sottovuoto mi pare cosa assodata. Iwamura -se
mal non ricordo- produce un sandwich di strati di Cs ed ossido di calcio, il che magari protegge il metallo reattivo
dall'aria, se la struttura multilayer viene tirata fuori dalla macchina. Sempre ammesso che essa venga tirata
fuori: infatti i sistemi di lavorazioni microelettroniche sono provvisti di porte interne per spostare i campioni da un
compartimento all'altro, e la sequenze delle operazioni descritte da Iwamura -dalla nascita del campione fino alla
serie di misure finali- puo' essere quindi compiuta sottovuoto o quasi.

Cordialissimi saluti

Flavio Fontana
PS: Se vuole comprare un po' di Cesio metallico (che penso sia parente di quel Sodio Metallico che mio padre
aveva normalmente in fabbrica, e che mi incuriosiva perche' era tenuto "sott'olio") per curiosita' Le segnalo un
fornitore trovato su Internet dopo 30-40 secondi di ricerca:

FOR SALE - RARE METALS. Novosibirsk producer of rare metals offers for export: 1) Crystal Scandium
(99.996% pure), 20 kilograms available for $9 per gram. Can produce up to 20 kilograms per month at 99.999%
purity. 2) Metallic Cesium (Cs133), 99.995% pure, 25 kilogram in stock, $12 per gram. Can produce up to 100
kilograms per month, 99.999% pure at $18 per gram. Packaged in 100 gram glass ampules. 3) Metallic
Rubidium, 99.98% pure, 1 kilogram in stock at $14.50 per gram. Packaged in 100 gram ampules. Can ship all
products in titanium containers filled with Argon. Terms flexible. If interested, contact: Mr. Vladimir K.
Gribanovskiy. Firm: ABC-Ekspert. Address: 630024 Russia, Novosibirsk, 2-y per. Mira, 10. Tel. (7-3832) 42-32-
91. Fax: (7-3832) 22-55-40.
E-mail: degt@dis.nsk.ru


 Da Rita Pizzi 5 aprile 2005
Trovo francamente un po' puerile questo continuare a fare chi è il più bravo
fra chimici e fisici. Il mio buon professore di chimica fisica, Renato
Ignazio Bellobono, ci diceva che la chimica fisica era la fisica chimica e
viceversa. Aveva forse torto ?
Ci sono chimici che non sanno la fisica, fisici che non sanno la chimica,
chimici che si intendono di fisica ma non della fisica che serve, fisici che
si intendono di chimica ma non della chimica che serve, fisici che non sanno
la fisica, chimici che non sanno la chimica, e così via.
Anche passare alle offese personali mi sembra significhi abbassare il
livello della discussione. Dottor Franchini, Le assicuro che è sufficiente
che Lei ci presenti le Sue osservazioni per dimostrare la Sua competenza,

Rita Pizzi


----- Original Message -----
From: "Camillo Franchini" <camillo.franchini1@tin.it>
To: <linodaddi@hotmail.com>

Sent: Tuesday, April 05, 2005 5:15 PM
Subject: Iwamura


Caro Lino,
Scrivi:
>Nella sua tecnica è conveniente distinguere una fase di caricamento e la
>successiva esposizione al flusso di deutoni.
Non è un flusso di deutoni, ma di atomi di deuterio.
>Come Chimico lascio a te il giudizio sul caricamento (che in qualche modo
>dovrebbe essere comunque possibile)
Come chimico ti dico che non è possibile nemmeno lo sputtering, come alcuni
vogliono far credere, perché il Cs metallico non esiste. Iwamura ha
lavorato sul cesio-che-non-c'è. Lui non s'aspettava di vedere esaminato il
suo lavoro da chimici e si è lanciato in piena libertà.
>Decisiva l'osservazione della crescita del praseodimio mentre il cesio
>diminuisce.
Non può crescere il praseodimio, perché non esiste il cesio da cui dovrebbe
derivare. Hai letto quello che scrivono Violante e McKubre, sollecitati dai
miei messaggi? Al massimo tracce di ioni cesio nei difetti strutturali del
reticolo. E' il punto nodale della contestazione. E' mia opinione che
quello di Iwamura sia un "desktop experiment". Non dobbiamo lasciarci
mettere di mezzo dai Giapponesi.
>A proposito della tecnica di Iwamura vorrei pregarti di ripetere la tua
>dimostrazione della presunta violazione del secondo principio della
>termodinamica.
Non viola il secondo principio, ma il primo. E' un'idea di Valenzi che
violi il secondo. Per lui uno vale l'altro, essendo un medico. Non mi sono
nemmeno dato la pena di correggerlo, tanto scrive cose generiche da
dottore. Chissà dove prende il coraggio per intervenire in una lista di
discussione scientifica. Al massimo può fare dell'epistemologia, di cui per
il momento non abbiamo bisogno. Deve essere uno giovane, di quelli che
entrano dappertutto a dare consigli non richiesti. Una volta mi ha sgridato
perché disturbavo il manovratore e mi ha invitato a esibire una chimica
avanzata come quella di Iwamura, non da liceo. Ganzo, come dicono a
Livorno. Lo conosceremo.
>In altri termini non mi sembrava chiaramente dimostrata la diminuzione
>dell'entropia.
L'entropia non c'entra, come non c'entra nel ciclo di Haber Born di
Preparata, nonostante lui ce l'abbia introdotta attraverso l'energia di
Gibbs, dimostrando di non sapere nulla di termodinamica chimica, com'è
giusto per un fisico.
I soli fisici del gruppo che sanno ragionare di questi argomenti mi
sembrano Andrea Verlicchi e Ignazio Licata, che ammiro molto per la
versatilità che dimostrano. Parla con Andrea che ti spiegherà molte cose
sul celebre moto perpetuo di Iwamura. Spero che in Accademia abbia lo
spazio che merita.
>gli oppositori di principio
Non sono un oppositore di principio, semplicemente non credo nei risultati
sperimentali riportati dai Giapponesi. E' lecito e anzi doveroso farlo nei
confronti di chi ci propone il moto perpetuo. Anzi, ancora peggio, ce lo
propone senza nemmeno sapere di farlo, da innocente. Dopo uno scivolone
simile, in Italia a una persona simile non affiderebbero nemmeno un corso
di educazione tecnica alle medie. Noi Italiani non siamo gonzi come credono
i Giapponesi. Faremmo bene a tenerci i nostri soldi, che non sono tanti
quanto credono alla Mitsubishi. Bisogna difendersi dagli impostori. Un
collega mi ha proposto di visitare il sito di Santilli. Da vergognarsi che
sia Italiano. Come vedi anche i Giapponesi non scherzano. Hai letto
l'articolo di Arata proposto da Celani? Parla di picnodeuterio senza
nemmeno immaginare che in scienza si debbono esibire pezze d'appoggio,
altrimenti si fanno affermazioni gratuite. Ci saremmo aspettati almeno dati
di entalpia e un diagramma di stato. Niente, si limita a fare affermazioni,
credendo di parlare per il bene dei nostri nipoti. Gli dobbiamo credere
sulla fiducia, anche se è contraddetto dai diagrammi di stato correnti.
Arata non li cita nemmeno per dire che sono sbagliati. Secondo me non sa
nemmeno che esistono. Prova a chiedergli che cos'è la regola della leva
applicata alla coesistenza delle fasi alfa e beta del diagramma di stato
Pd-H. Gli verrebbe in mente Archimede. Mi sembra un Preparata giapponese.
Non hai idea sul contenuto delle lettere che ricevo in privato da membri
della lista di conversazione; perfino un Giapponese mi ha scritto lettere
di consenso e di incoraggiamemento.
Cordialissimi saluti. Spero di vederti a Pontignano in buona salute. Alla
nostra età è la sola cosa che conta. Ti ammiro per restare ancora in
breccia, ancora propositivo. Spero che continui ad andare per funghi. Io
ormai perdo pezzi; come potrai constatare, ho la voce flebile dei vecchi.
Speriamo di conoscere persone più giovani di noi.
Ciao
Camillo


Da Lino Daddi a Camillo Franchini              5 aprile 2004

Caro Camillo,
Nelle tue ultime lettere hai accentuato le tue critiche alla tecnica di
Iwamura. Credo che si debba distinguere fra il suo lavoro, dedicato ad un
particolare tipo di trasmutazioni di nuclei STABILI, e l?idea di utilizzare
queste ultime per bonificare le scorie RADIOATTIVE (progetto italo
giapponese). Nella sua tecnica è conveniente distinguere una fase di
caricamento e la successiva esposizione al flusso di deutoni.
  Come Chimico lascio a te il giudizio sul caricamento (che in qualche modo
dovrebbe essere comunque possibile), ma dovresti lasciare a me il diritto di
avere un parere indipendente sulle misure di tipo nucleare. Confermo, come
del resto ti ho detto in altra occasione, di essere rimasto ammirato della
accuratezza e completezza delle misure riferite da Iwamura. Decisiva
l?osservazione della crescita del praseodimio mentre il cesio diminuisce.
Naturalmente la bonifica delle scorie radioattive è un altro discorso, e la
fattibilità (e soprattutto l?efficienza) resta da dimostrare; e questo, mi
pare, sarebbe il primo compito della collaborazione italo-giapponese.
A proposito della tecnica di Iwamura vorrei pregarti di ripetere la tua
dimostrazione della presunta violazione del secondo principio della
termodinamica. A suo tempo l?ho ricevuta, ma confesso di non averci perso
tempo, anche perché non mi sembrava indicata puntualmente la sequenza delle
trasformazioni subite dal sistema. In altri termini non mi sembrava
chiaramente dimostrata la diminuzione dell?entropia. Non ho presente neppure
le tue considerazioni relative alla presunta violazione del primo principio.
Non sono un difensore ad oltranza della fusione fredda e delle
trasmutazioni, ma sono sempre curioso di capire i motivi che inducono gli
oppositori di principio a rifiutare qualunque risultato sperimentale se
contraddice le teorie correnti. La contraddizione potrebbe essere apparente.
Inoltre la storia della fisica è piena di ipotesi credute vere per decenni,
e poi abbandonate (o modificate) in seguito a qualche importante
esperimento. Ti saluto molto cordialmente,
Lino

                                    Da Flavio Fontana a Yogi Srivastava 4 aprile 2005
Dear Professor,


many thanks for your answer and happy of hearing from you again.


If, from a certain point of view, the opinions of Prof. Franchini (a
former lecturer of Chemistry at the Italian Military Navy Academy of
Livorno) are quite annoying, because they demonstrate a rather dogmatic
approach, I agree nevertheless with the comment of Prof. Valenzi on the
subject: as the Preparata's theory (which is probably right...) it is
neverthless not totally worked out, it is maybe better to deal with a
somewhat cultured skeptic rather than with an ignorant one, as the
problems posed could help us to make clearer and clearer the framework
of the theory.


The long "querelle" of Franchini is lasting since several months ago I
and participate to the discussion just from time to time. My remarks are
as follows:


1) As far as basic QED theory is concerned, no founded criticism has
been raised in this forum, and surely Prof. Franchini has not the
culture in QFT needed to do that. I regret that, in the destruction of
the arguments of Bialinicki-Birula, a last effort is still missing: it
is needed to wipe out the argument "outside dipole approximation" the
Polish scientist raises against the condensation of a coherent phase.
Yout/Widom's article is already a good move in this direction but, IMHO,
the rebuttal of BB work should be done by attacking a destrying exactly
HIS architecture of criticism (i.e. by rebuking clearly conclusions
based on "diamagnetic inequalities" et.c.). The students of Prof.
Preparata have not completed so far, for various reasons, this task, and
I draw therefore your attention to it.


2) The Iwamura-Takahshi process has been evaluated by Pirelli as a
possible topic of advanced R&D, but we decided not to go ahead because
of the huge investments foreseen by Dr. Celani. As a matter of
principle, low energy nuclear reactions (LENR) are something that can
happen in a coherent phase, but the explaination of the multilayer
structure of the Japanese is not easy. Having no technological
facilities to follow this job, we preferred not to enter it. Moreover,
the two Japanese scientists are not very well known in our frame of
reference, and we do not share the enthousiastic attitude of Dr. Celani
about their innovative genius, still to be proved.


3) Franchini merges, in the discussion on the "new" Iwamura effect, many
criticisms related to the "old" Iwamura experiments, where the authors
deposit metallic Caesium (???) from aqueous solution. In this case
Franchini is probably right, as such a process is deemed impossible by
many experts of electrochemistry (among them, my father, prominent
designer of electrochemical plants). It is not fair to use this old
error, however, to discard the possibility of new results obtained
elsewhere.


4) Franchini raises questions about a basic issue in Pd loading, i.e.
the existence of D+ in the metal lattice (which is explained by
Preparata's theory). There is an old article -quoten in my last email to
the list- which seems to confirm this event; Franchini counterbates by
quoting more recent results in the opposite direction. The dispute could
be settled by experimentalists, but I have not seen any contribution on
this respect by other participants. I will try to meake available for
discussion tha old article of Cohn (translated in Italian by a friend of
Preparata; originally it was in German).


5) In the last issue of the Italian journal "Le Scienze", Preparata is
heavily attacked because of his coherent water theory by a Professor at
the Univ. of Rome (Prof. Ruocco) who claims that his computations on the
matter were totally wrong. I do not know if others coworkers of
Preparata will give a counteropinion. As you have developed a very
elegant and simpler "Hamiltonian" approach, it could be worthy to assess
the issue in your model, which is very comprehensible by laser engineers
and a wide audience of physicists.


The key difficulty for us, at the moment, is the lack of any convincing
experimental test of QED: this makes very simple for skeptics to shoot
on it. Unfortunately the resources for basic R&D are getting meager, and
Pirelli cannot do more than what we are currently doing.


I would be grateful if you could give me an update of your research on
the topic, sending to me the relevant and newest articles written by
you/ Prof. Widom on the subject. The contribution of your group to this
cientific endeavor would be of the gratest value for all of us.


Best regards


Flavio Fontana




Da Flavio Fontana a Camillo Franchini 4 aprile 2005

Egregio Professore,


Non essendo stato un discepolo a pieno diritto del Prof. Preparata (che
anzi ad un certo punto non volle avere piu' a che fare con il
sottoscritto, per motivi che continuo ancor oggi a non capire) penso di
potermi definire, in merito alla QED, solo uno scienziato curioso che
"sine ira et studio" continua ad esaminare con interesse un'ipotesi
scientifica che potrebbe alla fine anche essere valida.


Come gia ricordato in altre occasioni ed in altri scambi di messaggi, il
"core" dell'ipotesi Preparata -almeno nel settore della materia
condensata- ovvero l'esistenza di una "fase coerente" al di sopra di
certi valori di densita', mi sembra che non sia stato inficiato da alcun
lavoro teorico: anzi, come Le ricordavo, sono stati alcuni lavori
teorici che ne contestavano la validita' ad essere stati inficiati da un
importante articolo di Widom/Srivastava, da un altro di Enz et.c. Tanto
ci basti per asserire che, almeno sulle equazioni, Preparata non ha
detto castronerie.


In merito alla possibilita' che Madre Natura segua la QED di Preparata
si possono avere maggiori dubbi, anche perche' il lavoro sperimentale e'
di fatto in corso. La inviterei tuttavia ad una maggiore cautela su
certe asserzioni, come ad esempio la Sua -recente- sull'impossibilita'
di avere il deuterio allo stato ionizzato nel Palladio. A questo
riguardo, Le rammenterei che uno dei tradizionali tools usati nella
determinazione del caricamento del Palladio e' la "Curva di Baranowski",
ovvero il diagramma che fornisce la resistivita' del filo in funzione
del caricamento. Inizialmente la resistivita' sale, con grande
consolazione di chi (come Lei, ma anche come me) si e' studiato Fisica
dello Stato Solido, ed ha imparato che qualunque fenomeno estraneo che
perturbi il flusso armonioso degli elettroni (facendoli, p.es.
"scatterare") aumenta il valore di questa proprieta' fisica. Da un certo
punto in avanti, pero', io posso continuare ad inserire deuterio, e la
resistivita' cala fino al livello iniziale (e forse anche sotto). Qui,
come ingegnere nucleare ortodosso, comincio ad essere a corto di
argomenti...Riconosco invece che la QED fornisce un modello: prima di
innamorarmi perdutamente dello stesso penso che sia opportuno fare
qualche esperimento, ma coprirlo di anatemi senza prima andare in
laboratorio e' un atteggiamento un po' dogmatico.


Un po' di tempo fa avevamo toccato questo tema, ed avevo sperato che
qualcuno dei colleghi le rispondesse citando le eventuali misure
(effetto Hall?) eseguite a sostegno dell'ipotesi "D+". Non mi pare che
cio' sia avvenuto, ma ho nel frattempo trovato la traduzione italiana
dell'articolo del 1929 in cui un rispettabile chimico di nome Cohn
descrive un esperimento che conferma tale ipotesi. Il lavoro, pubblicato
su una delle massime riviste scientifiche tedesche (o germaniche, come
si diceva allora...), mi sembra irreprensibile, e se riesco a farne la
versione PDF saro' lieto di inviarLa a Lei ed a chiunque sia
interessato.


Filosoficamente penso che tutto nella scienza possa essere messo in
discussione, e che ognuno debba ragionare -seguendo lo statistico De
Finetti- in termini di rapporto costi/benefici e di probabilita' di
successo, esattamente come avviene in finanza. Quando arrivano ai
Pirelli Labs gli inventori della domenica che ci propongono di
dimostrare la fallacia della Relativita' einsteiniana, io offro loro un
caffe', facciamo due chiacchiere e poi li riaccompagno alla reception,
perche' il valore della mia "probabilita' soggettiva" che la teoria di
Einstein sia sbagliata e' estremamente bassa, e non giustifica
l'utilizzo delle risorse aziendali su questa linea di ricerca. Cio' non
vuol dire pero' che io sono matematicamente certo che l'inventore pazzo
abbia sbagliato a priori, semplicemente io -in questo caso- stimo che
non valga la pena andargli dietro.


Rifiuto tuttavia la deificazione scientifica, che ormai viene attribuita
da certi sinedri a scienziati anche di levatura ben inferiore a quella
di Einstein, e che comporta l'immediata ancorche' ideale combustione del
reo di libero pensiero in qualche rivista facente funzione di Campo de'
Fiori (magari ad opera del CICAP).


Concludendo con l'eventuale replica italiana dell'esperimento Iwamura:
se essa fosse fatta, vorrebbe solo dire che il finanziatore ha calcolato
un probabilita' soggettiva piu' favorevole rispetto alle conclusioni del
Gruppo Pirelli (per il quale, le ricordo, il punto critico non era il
rischio scientifico, riconosciuto comunque molto alto, ma il costo
"stellare" del programma), ed ha il diritto di rischiare i quattrini
suoi, dei suoi finanziatori o anche del contribuente (se si tratta di
ente pubblico). Come in tutte le intraprese imprenditoriali, in caso di
esito finale il promotore negativo dovra' rispondere della perdita ai
finanziatori (come avviene nei fondi di investimento) o agli elettori
(se si trattasse di uno sponsor pubblico). Come sostenitore del libero
mercato, non vedo nulla di male in tutto cio'.


Cordialmente


Flavio Fontana


Da Camillo Franchini a Vincenzo Valenzi 3 aprile 2005

Caro Vincenzo,
Scrivi:
>Caro Camillo, uno dei miei Maestri mi ha insegnato che la scienza si
>occupa in primis di ciò che accade. Le teorie seguono e debbono spiegare
>il dato sperimentale, non il dato sperimentale che deve spiegare le
>teorie dei testi o delle riviste.


Un Maestro non bene informato, evidentemente.
L'ultimo premio Nobel Italiano per la Fisica, Carlo Rubbia, ha intrapreso
le sue ricerche al CERN sull'argomento che gli ha meritato il Nobel solo
perché prima di lui c'erano stati Glashow, Salam e Weinberg. Come diavolo
gli sarebbe mai venuto in mente di cercare degli oggetti strani come i
bosoni W e Z senza le loro previsioni teoriche? Chi lo avrebbe finanziato,
se non avesse fatto riferimento alle loro ipotesi? Lo stesso vale per
Eddington rispetto a Einstein. Il neutrino fu cercato e scoperto più di
vent'anni dopo che Pauli ipotizzò la sua esistenza. La particella J fu
cercata con determinazione da Samuel Ting, non certo trovata per caso.
Nessuna delle particelle elementari è stata trovata per caso (a parte il
positrone, credo).
Prima viene la teoria, poi viene la sua conferma sperimentale, oggi
certamente considerata indispensabile forse più di un tempo. Questa è la
pratica di oggi; da essa non si deroga, se non si vuole perdere tempo e denaro.
Lo stesso significato hanno, nella loro modestia, gli studi di fattibilità,
oggi così comuni.
Quello che auspico con la mia iniziativa è uno studio di fattibilità del
progetto IJ su cui ragioniamo da tanto tempo. Nel gruppo di studio devono
essere presenti chimici indipendenti e di prestigio, perché è su quel
versante che vedo molta trascuratezza. E' assurdo e irresponsabile basare
un'iniziativa così su un articolo di Iwamura. Tu che sei giornalista
avresti già dovuto rendertene conto, per il particolare fiuto che ha gente
come te.
Può darsi che il tuo Maestro si riferisse a pratiche di medicina, che ci
sono completamente estranee e che non vogliamo giudicare.
Ciao
Camillo Franchini




Valenzi/Franchini/Fontana: Conclusioni…(?)…23/04/2005


> Subject: I: passo indietro
>
>
> > Cari colleghi
> > con questa ultima nota di Camillo Franchini , (che il computer con
> rispetto
> > evita oramai di trasmutare in cavillo come faceva nei giorni scorsi), si
> > chiude questo dibattito (anche se qualche coda persisterà come in tutti
i
> > conflitti importanti).
> > Vorrei ancora ringraziare Camillo che ha animatao da grande guerriero
con
> > tutte le astuzie e le malizie del guerriero ganzo, il dibattito
> scientifico
> > sulla fusione fredda e sul progetto italogiapponese di bonifica delle
> scorie
> > radioattive. La parola passa al dibattito plenario di Pontignao in Siena
> dal
> > 13 al 16 amaggio pv, e come giustamente sottolinea Takahashi al
> laboratorio
> > ed ai risultati sperimentali che ci diranno se le tesi italogiapponesi
di
> > Celani Iwamura Takahashi Arata, sono giuste e vengono confermate o se
> > verranno smentite. Così come da altri esperimenti sulla fusione fredda
si
> > attendono fatti concreti ed energia utilizzabile nella vita quotidiana ,
> > oltre ad un buon sviluppo teorico (non dimentichiamo che Colombo in
cerca
> > delle Indie via mare, non le trovò ma scoprì le Americhe...).
> > Questa è la scienza e come ai vecchi tempi quando i congressi erano
> > occasioni per feroci ed amichevoli accapigliamenti tra i vari teorici ,
> noi
> > approfittando della rete, abbiamo messo in campo una battaglia teorica e
> > filosofica che ci ha arricchito tutti sotto ogni profilo e ci fatto
> capire
> > molte delle possibilità e dei limiti presenti in questa nuova frontiera
> > della scienza e della tecnologia che forse ci potrà aiutare a risolvere
> > problemi gravi del nostro tempo come l'eccesso di scorie nucleari e la
> > scarsità di energia. Scusate se è poco
> > Buon week end ancora una volta
> > Vincenzo Valenzi
> > ----- Original Message -----
> > From: Camillo Franchini <camillo.franchini1@tin.it>
> > To: <flavio.fontana@pirelli.com>
> > Sent: Saturday, April 23, 2005 5:15 AM
> > Subject: passo indietro
>>
>>
> > Caro Professor Fontana,
> > da alcuni giorni un ingegnere nucleare e un chimico si occupano di
> > argomenti che sono di pertinenza fisica, secondo la divisione classica
> > delle competenze, che io rispetto. Il chimico si trova a disagio e fa un
> > passo indietro. Fononi, coerenza...il chimico non va oltre quello che
può
> > trovare sul Bernardini & Bernardini, ma andare a cercare le risposte sui
> > libri nel corso di un confronto non funziona, è scolastico, è sterile.
Per
> > non parlare di QED, che è diventata operativa in chimica quando ero già
> > laureato, anzi da quando si sono resi disponibili i mini calcolatori.
> > Vorrei rientrare nei ranghi.
> > Ieri ho posto delle richieste al Prof. Takahashi perfino sulla fusione
di
> > risonanza, su cui non ho certo esperienza. Ho dovuto farlo perché nessun
> > fisico l'ha fatto al mio posto. Questo può significare che l'ipotesi
Arata
> > sulla sintesi dell'ossigeno da otto deuteroni è familiare a tutti e da
> > tutti accettata. Sono baffled, come dicono gli inglesi. Vorrei avere una
> > conferma che le cose stanno così, almeno non disturberei più il Prof.
> > Takahashi.
> > Se i colleghi Daddi, Licata, Verlicchi e altri di buona volontà
volessero
> > intervenire con l'autorevolezza che deriva dai loro studi farebbero
cosa
> > molto gradita. Gli argomenti introdotti con eleganza dall'Ing. Fontana
> sono
> > numerosi e tutti pertinenti. In fondo io mi ripromettevo solo di
> > intervenire sul metodo Iwamura, perché tratta di chimica e di chimica
> > nucleare e sul progetto italo giapponese nella parte che comporta
> > l'estrazione di cesio e stronzio dai prodotti di fissione e loro
derivati
> > per attivazione neutronica; ancora chimica. Se sono riuscito a innestare
> un
> > dubbio in alcuni della lista è già un buon risultato; se sono riuscito a
> > convincere che la materia merita di essere trattata in uno studio di
> > fattibilità elaborato da un team di fisici, ingegneri e chimici,
> > possibilmente tratti dall'ambiente accademico, ho ottenuto tutto quello
> che
> > mi ripromettevo. A conclusione di questa vicenda, tornerò a occuparmi di
> > cose da pensionato e nessuno sentirà più parlare di me.
> > Cordiali saluti
> > Camillo Franchini
> > Carissimo Professore.
>>
> > Molte grazie per il suo contributo, al quale aggiungo qualche commento,
> > terremotando l'ordine perche' mi pare che valga la pena partire dal
fondo:
>>
> > >Sull'altro piatto della bilancia, e' pero' altrettanto vero che,
> > >accettando la presenza di una dramatis persona sconosciuta a voi
chimici,
> > >ovvero il famoso "campo elettromagnetico intrappolato", la sequenza
degli
> > >eventi della FF (primo tra tutti l'assorbimento in forma ionica del D+)
> e'
> > >cosi' elegantemente e consequenzialmente spiegata che non e' facile
> negare
> > >a tale modello perlomeno il diritto ad essere indagato in maggior
> > >dettaglio: potrebbe essere uno strumento molto utile, perche' scartarlo
> in
> > >ossequio al dogma?
> > E' la prima volta che sento parlare di questo attore, allora mi astengo.
> Ho
> > però la sensazione che si ricominci ad attribuire al palladio qualità e
> > caratteristiche elaborate su misura per esigenze di fusione, alla
maniera
> > di Preparata.
>>
>>
> > Dire che e' questo un punto piuttosto centrale nel nostro dibattito e
vale
> > la pena dedicare qualche considerazione aggiuntiva.
>>
> > Dato per abbastanza improbabile che gli amici scienziati partecipanti a
> > questa piccola community abbiano tutti simultaneamente preso lucciole
per
> > lanterne, penso che anche Lei concordi sul fatto che si e' comunque in
> > presenza di un fenomeno atipico. C'e' altresi' una notevole concordanza
di
> > vedute, tra gli addetti ai lavori, sul fatto che il mistero (qualunque
> esso
> > sia) sembri collegato a proprieta' di comportamento collettivo degli
ioni
> > (io continuo a pensare che tali siano, sulla base delle considerazioni
> > precedentemente espresse) che entrano nel reticolo.
> > Che la coerenza sia quella di Preparata o abbia un altra origine, e' un
> > fattore tutto sommato secondario: quello che e' importante e' che, non
> > appena ci si discosti da un sistema fisico in cui siano sicuramente
valide
> > le assunzioni alla base della termodinamica classica, ci si puo'
> > ragionevolmente attendere che i risultati possano discostarsi anche
> > notevolmente da quelli della termodinamica classica. A titolo
> > esemplificativo, le ricordo un caso a noi ingegneri nucleari abbastanza
> > noto: l'origine dello studio dei solitoni nei solidi. A chi sarebbe
venuto
> > in mente di supporre una violazione del principio di distribuzione
> > "canonica" dell'energia tra i modi di una catena di atomi vibranti
> connessi
> > da molle leggermente nonlineari? Eppure un semplice lavoro numerico di
> > Fermi, Pasta ed Ulam, negli anni '50, ottene l'inaspettata dimostrazione
> di
> > un effetto drammaticamente forte di localizzazione spaziale, che nessuna
> > distribuzione alla Boltzmann avrebbe permesso. Avendo lavorato da una
vita
> > nel campo dei fenomeni ottici nonlineari, le posso assicurare che la
> modesta
> > entita' delle nonlinearita' non permette affatto di applicare metodi
> > "perturbativi".
> > Nel mio precedente messaggio citavo la pregevole proposta del Prof.
Sona,
> > tra l'altro completamente alternativa a quella di Preparata, in cui la
> > coerenza sarebbe ottenuta anche attraverso le nonlinearita'
> > dell'oscillazione del reticolo. Come ex-studente (dicono bravino...) del
> > Prof. Giuseppe Caglioti, pioniere dello scattering anelastico di
neutroni,
> > tale ipotesi non mi scandalizza affatto: si sa da decenni che ci sono
> > oscillazioni nonlineari dei reticoli, ed esiste addirittura un
equivalente
> > "fononico" dei processi nonlineari "fotonici".
> > Ma torno a ribadire che, se ci mettiamo in questi modelli che
> presuppongono
> > qualcosa di aggiuntivo rispetto al modello dei termodinamici/chimici,
non
> > possiamo poi pretendere di dichiararli errati perche' la termodinamica
> > chimica normale non li "capisce". Quindi, per concludere il mio
> > ragionamento, una critica che mi sento di rivolgerLe e' il fatto di non
> aver
> > percepito questo punto: come la meccanica statistica normale, esaminando
> il
> > prima citato modello di Fermi/Pasta/Ulam delle oscillazioni nonlineari,
> non
> > puo' concludere che i risultati sono erronei perche' essa non possiede
nel
> > suo DNA la capacita' di trattare agevolmente i casi nonlineari, cosi' io
> Le
> > contesto cortesemente la tesi che la teoria di Preparata (o quella del
> Prof.
> > Sona, o qualsiasi altra versione purche' "coerente") possa essere
> dichiarata
> > erronea applicando una "machinery" i cui assiomi di base non contemplino
> la
> > situazione piu' complessa che stiamo certamente analizzando.
>>
> > Le "pressioni elevatissime" ( 10^24 atm, per l'esattezza) ottenibili per
> > via elettrochimica secondo il primo articolo di F&P sono una bizzarria
> > concettuale difficile da giustificare. Su quel punto i due sono stati
> > duramente attaccati finchè hanno ammesso di essere incorsi in errore.
Non
> > sono però i soli a farsi trascinare dall'entusiasmo dello scopritore. Se
> > non ricordo male, in un articolo Lali Chatterji afferma che in un suo
> > dispositivo sperimentale è in grado di raggiungere densità di materia
> > (credo protoni) pari a quelle delle stelle di neutroni. Non serve avere
> > studiato per capire che esagera.
> > L'idea di una "electrochemical compression" non trova riscontro teorico
> > nell'elettrochimica e questo è un brutto segno. Se dovesse servire,
questo
> > è un punto su cui posso tornare, però a workshop terminato. Anche questo
è
> > un caso di energia a buon mercato.
>>
> > In merito a questo punto, io stesso le ho precisato che non conosco una
> > valida "tabella di equivalenza" in grado di dirmi, in una condizione di
> > caricamento elettrolitico, che pressione di idrogeno ci vorrebbe in fase
> > gassosa per avere una densita' superficiale di ioni H+ (o atmi H, come
> > direbbe Lei) pari a quella da me ottenuta. Da povero sperimentale armato
> > della curva di Baranowski (personaggio che, essendo precedente alla FF,
> > penso viva a pieno diritto nei Campi Elisii della scienza ufficiale)
posso
> > confermarLe che tra il caricamento elettrolitico e quello gassoso non
c'e'
> > partita: il secondo e' molto piu' lento e penoso. Tenderei a concludere
> che
> > l'elettrolisi e' capace di scaraventare nel Palladio quantita' enormi di
> > idrogeno, esattamente come F&P asserivano.
> > Prevenendo probabilmente una Sua obiezione, aggiungo un chiarimento
sulle
> > misure di resistenza in filo catodici. Si potrebbe pensare che la
> resistenza
> > del filo sia un parametro fisico scarsamente affidabile, perche' quando
> > impongo una differenza di potenziale ai suoi estremi la corrente puo'
> essere
> > "shuntata" attraverso il bagno elettrolitico. In realta', effettuando
> > qualche conto sulla conducibilita' elettrica del Pd e su quella delle
> > soluzioni (in genere di deuterossido di Litio), si puo' facilmente
> > dimostrare che a basse concentrazioni di LiOD disciolto lo shunt e'
> > trascurabile, e lo e' anche ad alte concentrazioni su fili spessi. In
fili
> > sottili e ad alte concentrazioni esistono comunque metodi per trattare
il
> > problema in modo da tenere conto della piccola correzione che si rende
> > necessaria. Insomma: 1) la misura di resistenza del filo in caricamento
e'
> > un metodo semplice e robusto; 2) nessuno ha mai messo in dubbio la
> validita'
> > della curva di Baranowski, e quindi esiste una corrispondenza
fisicamente
> > sostenibile tra le resistenze osservate ed i valori di caricamento
> > annunciati; 3) sono stati sviluppati anche metodi alternativi per la
> > valutazione del caricamento, basati su principi non elettrici (ENEA,
Univ.
> > di Roma) che hanno confermato gli alti valori raggiunti. Ora, se sualla
> > teoria di Preparata (o di altri) posso concordare con Lei che siamo
ancora
> > in un'area di opinioni non corroborate da prove schiaccianti a favore
(ma
> > anche contro) l'ipotesi proposta, nella scienza i fatti sperimentali
sono
> > una cosa ostinata. A meno di non rifugiarsi nel dubbio "iperbolico" di
> > Cartesio e/o credere che tutti coloro che operano (piu' o meno
> > intensivamente; nel mio caso in modo davvero limitato...) nel campo
della
> FF
> > siano vittime di una allucinazione collettiva, occorre che anche lo
> scettico
> > accetti i dati proposti da Madre Natura. Poi potremo piacevolmente
> discutere
> > se il "campo intrappolato" di Preparata esista o no, se il modello di
> > Premuda sulla condensazione di Bose stia in piedi o meno et.c.; ma non
> credo
> > si possa accettare l'idea che risultati analoghi ottenuti da molti
gruppi
> > con pedigree scientifico ineccepibile siano frutto di invenzione a
> tavolino.
>>
> > Come ricercatore industriale, ho varie volte riportato ai nostri
azionisti
> > lo stato dell'arte della nostra ricerca, che giudico abbia conseguito
> > risultati interessanti ma ancora insufficienti: come lei sa, il nostro
> > "palmarès" include osservazioni sporadiche di eccessi di calore non
> > superiori al 10%, dimostrazione di variazioni radicali dell'andamento di
> > alcune grandezze fisiche (es. la capacita' termica) ed alcune incerte
> > anomalie nella composizione del palladio dopo l'impiego nelle celle
> > elettrolitiche. Alla domanda se sia prossimo un breakthrough in questo
> > studio, rispondo che lo giudico improbabile a tempi brevi. Cionondimeno,
> > avendo eseguito i miei esperimenti con la stessa cautela e con lo stesso
> > pessimismo con cui, in altri ambiti del mio lavoro scientifico, ho
> > conseguito risultati apprezzabili, Le ribadisco che io (ed i miei
> > collaboratori) siamo ragionevolmente sicuri di quanto diciamo.
>>
> > >non sono uno "zelota" della QED e pur affermando che essa appare esatta
> > >dal punto di vista matematico non e' detto che la Natura la segua;
> > Io sono uno zelota della QED, quella di Feynman. La QED è alla base
della
> > chimica teorica moderna, che io purtroppo conosco solo da lontano, per
> > motivi anagrafici. Ho dei giovani colleghi che hanno rivolto tutta la
loro
> > attività di chimici sulla QED. Inventano molecole al minicalcolatore e
> > altri colleghi le costruiscono in laboratorio. La QED ha rivoluzionato
la
> > chimica. Come posso non essere zelota.
> > Mi meraviglia che anche Preparata abbia inventato una QED. Ubaldo mi
disse
> > una volta che la sua era su basi ondulatorie. La cosa mi apparve strana,
> > perché quella di Feynman è su base corpuscolare. Newton contro Huygens
> > ancora una volta. All'università è però insegnata la QED di Feynman.
>>
> > Ovviamente mi e' noto che la QED la ha inventata Feynman: il termine
QED,
> > nella nostra discussione, e' una sorta di acronimo semplificato con il
> quale
> > si intende la "QED in condensed matter" oggetto del libro del compianto
> (ma
> > da noi non acriticamente accettato) Prof. Preparata. La filiazione della
> > seconda dalla prima e' meno assurda di quanto puo' sembrare perche', se
> uno
> > si legge il Cap. 3 del libro sopra citato, si comprende come la QED "in
> > condensed matter" sia un elegante passaggio al limite ottenuto a partire
> > proprio dalle tecniche di Feynman.
> > L'attribuire poi alla QED l'etichetta di corpuscolare o ondulatorio
> rischia
> > di farci finire in una diatriba secolare: nel Suo scambio di opinioni
con
> il
> > Dott. Mastromatteo mi sentirei di dare ragione a Mastromatteo, se non
> altro
> > perche' nella spiegazione elementare della QED proposta da Feynamn nel
> libro
> > omonimo (che lui considerava divulgativo, ed e' addirittura proposto da
> > Adelphi in una collana non scientifica) viene proprio usato un argomento
> > tipicamente ondulatorio (l'interferenza) per spiegare la ragione per cui
i
> > cammini piu' lontani da quello che la fisica vuole "canonico" diano un
> > contributo trascurabile al path integral. Le ripeto che, se si volesse
> > rifare i conti preparatiani, troverebbe un ragionamento del tutto
analogo
> > applicato allo stato condensato della materia.
>>
> > Non le rispondo in merito alla questione delle nanoparticelle di Arata e
> del
> > picnodeuterio, perche' e' un ambito che non conosco; rinnovo pero' la
mia
> > asserzione che i composti nanostrutturati hanno proprieta' diversissime
> dal
> > bulk, come anche i calcoli di "molecular dynamics ab initio" del Prof.
> > Parrinello hanno variamente dimostrato.
>>
> > La ringrazio ancora per i suoi interventi, sempre interessanti, ed anzi
mi
> > rammarico di non potere contribuire spesso al dibattito a cause delle
> > moltissime altre ricerche -differenti dalla FF- che sto attualmente
> > seguendo.
>>
> > Flavio Fontana
>>
PS. Da Franchini a Takahashi:Resonance Fusion. 2/04/2005
Dear Professor Takahashi,
Thank you for your exhaustive reply.
Nevertheless, looking at the graphics displayed in Fig. 7, I can't help thinking that using FNAA instead
of NAA led your team to analytical results which are hardly readable. In instrumental analytical
chemistry your result would be rejected.
Let me take this opportunity to set some remarks about your "octahedral resonance fusion of height
deuterons".
As far as I know, resonant fusion are obtained in modern crossed beam accelerators (LEP at CERN for
example); the energy of the beams are so tuned that the net momentum is zero. The total energy of the
crossing particles (kinetic and mass energy) corresponds to the mass of the new-born particle at rest.
In this way Rubbia produced W and Z particles.
In your case we must consider:
1. there is no crossed beam accelerator in palladium lattice
2. the crossing beams are eight
3. how can deuterons cross the coulombian barrier in palladium lattice?
4. deuterium in palladium is not "extremely dense plasma" following Preparata's description. Science
of Metals describes Pd-H(D) alloys in a rather different way.
4. The resonance fusion you are proposing is definitely different from the usual one. Using the same
expression for different things is rather misleading.
One more question.
You wrote to me:



       A member (chemist) of Dr. Iwamura came to my laboratory to show us how to deposit
       Cs on surface of CaO/Pd layer of sample plate, based on electro-chemical technique.

Do you confirm the above statement?
Best regards
Camillo Franchini
Da Andrea Verlicchi a Franchini: Re:Un passo indietro. 24 aprile 2005
Caro Camillo, non credo che ci siano necessari nuovi elementi di riflessione, nè ho la
presunzione di poterne fornire anche volendo, specie di fronte ad argomenti molto specifici
il cui collegamento con le questioni originarie è, sicuramente non solo per te, di ardua
valutazione. Per cui il titolo dato al tuo mail "un passo indietro" mi pare estremamente
significativo. Facciamolo, dopo che si è spaziato in quasi tutti i campi della fisica, classica e
non compresa quella esotica. E le tue critiche restano ancora in piedi... ma non sono più al
punto di partenza. Abbiamo ormai ben compreso, o dovremmo, che le teorie di Don Borghi
(genesi di queste annali discussioni) sono inaccettabili (e ci sarebbe da dire che forse sono
anche anti-storiche, cioè contro corrente fin dal loro esordio). Dei limiti sperimentali già si
sapeva, furono più volte illustrati anche dallo stesso prof. Daddi che però non ha
mai perso fiducia. Da Don Borghi a Iwamura non sembra esserci nessun ponte ideale... fatta
eccezione l'esistenza di questa corrispondenza elettronica. Se qualcuno ce lo vuol vedere o
trovare a tutti i costi, dovrebbe convenire che, almeno da un lato, questo ponte ha le
basi d'argilla. Forse persino da qualunque parti lo si imbocchi.
Più attualmente ho riletto (cosa che non faccio quasi mai) un paio di volte l'ultimo mail
dell'ing. Fontana, trovandolo affascinante, ma sfuggente, almeno per me, negli intenti. Che
le leggi della fisica, a partire da quella classica, non possano essere scalate in modo lineare
si sa. Non so da quanto, ma so che è vero persino rimanendo in ambito macroscopico. Per
esempio, le conseguenze di un impatto catastrofico tra due asteoridi non può essere dedotto
banalmente studiando come si frammenta una pietra in un urto o in una esplosione. Non c'è
poi da farsi gran meraviglia che fenomeni locali su scala microscopica possano infrangere
qualche distribuzione canonica. Ma il punto, almeno così mi sembra, è se si possono
sfruttare fenomeni locali su scala macro. Perchè in ambito applicativo, opposto a quello
puramente speculativo, mi si corregga se ho frainteso tutto il contesto, è questo ciò che
interessa di più. A me la risposta parrebbe ovvia per quanto banale, o si torna davvero di un
bel passone indietro, fino all'epoca del diavoletto di Maxwell, il diabolico espediente
escogitato dal padre dell'elettromagnetismo per sconfiggere il secondo principio della
termodinamica.
La meccanica quantistica, in tutte le sue evoluzioni, ci dice che per opportuni intervalli di
spazio o di tempo, si possono avere violazioni di pressochè ogni grandezza fisica e persino
superare la velocità della luce. Dogma che persino mio figlio di sei anni sa non valere solo
per Superman, eppure... Sono fenomeni straordinari, con ben poco di lineare, ma non
sfruttabili. Mi correggo: sfruttabili su scala macro nel limite in cui non infrangono i principi
di conservazione noti a questa scala. Ovviamente mi riferisco alle teorie tradizionali, delle
altre non so nulla, ma siccome ne so poco anche delle prime, detto tra noi, Camillo, non
spenderò un minuto a studiarne di altre. Forse mi perdo qualcosa, ma è una questione di
costi/benefici: un concetto molto ben illustrato e assolutamente condivisibile, ancora una
volta dall'ing. Fontana, qualche mail orsono.
Questo è un altro motivo per cui diventa arduo e persino sterile, nella sua sconsolante
dispersività, fare altri passi avanti.

Concludo con i cordiali saluti di rito.

Andrea Verlicchi



Se i colleghi Daddi, Licata, Verlicchi e altri di buona volontà volessero
intervenire con l'autorevolezza che deriva dai loro studi farebbero cosa
molto gradita. Gli argomenti introdotti con eleganza dall'Ing. Fontana sono
numerosi e tutti pertinenti. In fondo io mi ripromettevo solo di
intervenire sul metodo Iwamura, perché tratta di chimica e di chimica
nucleare e sul progetto italo giapponese nella parte che comporta
l'estrazione di cesio e stronzio dai prodotti di fissione e loro derivati
per attivazione neutronica; ancora chimica. Se sono riuscito a innestare un
dubbio in alcuni della lista è già un buon risultato; se sono riuscito a
convincere che la materia merita di essere trattata in uno studio di
fattibilità elaborato da un team di fisici, ingegneri e chimici,
possibilmente tratti dall'ambiente accademico, ho ottenuto tutto quello che
mi ripromettevo. A conclusione di questa vicenda, tornerò a occuparmi di
cose da pensionato e nessuno sentirà più parlare di me.
Cordiali saluti
Camillo Franchini

Da Camillo Franchini a tutti i colleghi: Don Boghi: 25/04/2005

Cari colleghi,
se qualcuno avesse dei dubbi sull'utilità degli scambi e-mail dovrebbe ricredersi. Le due proposizioni
sotto riportate rappresentano la chiusura di una certa partita aperta quattro anni or sono, dove ognuno
dei partecipanti ha offerto il meglio delle sue conoscenze (escluso Licata, intervenuto per ultimo su
richiesta specifica), quasi esclusivamente attraverso scambio di messaggi.
Sull'ipotesi Don Borghi furono perfino disputati brevetti e diritti di priorità scientifica (causa Santilli,
Conte, Pieralice), tanta era considerata importante e credibile la sua sfida.
Se all'epoca i protagonisti avessero potuto scambiarsi le idee con la facilità di oggi, illusioni e litigi non
avrebbero forse avuto modo di svilupparsi.
Speriamo che buoni risultati siano stati ottenuti anche nel confronto, a volte molto animato, sul
progetto IJ di questi ultimi mesi.
Licata



         la cattura beta in effetti non è giustificata in
         queste condizioni (nè in quelle non relativistiche ricordate da Franchini,
         nè tanto meno nella versione "regia").


Verlicchi


         le teorie di Don Borghi (genesi di queste annali discussioni) sono inaccettabili (e ci
         sarebbe da dire che forse sono anche anti-storiche, cioè contro corrente fin dal loro
         esordio).



Cordiali saluti
Camillo Franchini

								
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