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TREKKING ITINERANTE AD ANELLO NEL PARCO NAZIONALE DEI PIRENEI by MalsD5xC

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									                                         CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI TORINO –
                                          SOTTOSEZIONE UNIONE ESCURSIONISTI TORINO
                                                           ORGANIZZA
                                                    29 luglio 2006-6 agosto 2006

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….Gavarnie - Un miracle ! Un rêve ! Architectures sans constructeurs connus, sans noms, sans signatures, Vous n'êtes
rien, palais, dômes, temples, tombeaux, devant ce colisée inoui du chaos !… Tout est cyclopéen, vaste, stupéfiant ; Le bord
fait reculer le chamois défiant ; L'édifice, étageant ses marches que l'œil compte, blanchit de plus en plus à mesure qu'il
monte… ( Victor Hugo - Dieu,1891)
     TREKKING ITINERANTE AD ANELLO NEL PARCO NAZIONALE DEI PIRENEI
            PARCO NAZIONALE DI ORDESA E DEL MONTE PERDIDO

Presentazione.
Il complesso montuoso dei Pirenei divide la penisola iberica dal resto d’Europa e la parte centrale comprende le
vette più alte, tra cui il Monte Perdido, seconda vetta del gruppo.
Il percorso ha inizio dal vallone del Cirque de Gavarnie, in territorio francese, quindi scende in territorio spagnolo e
prosegue nel vallone di Bujaruelo risalendolo sino al Puerto de Bujaruelo, per poi scendere in territorio francese
ritornando a Gavarnie. Si tratta di un anello che parte e arriva a Gavarnie. I trasporti avverranno tramite pullman.
Sommariamente, il percorso prevede: Gavarnie- rifugio Espuguettes- rifugio Serradets-Brecha de Roland- rifugio de
Goriz- rifugio de Bujaruelo-Puerto de Bujaruelo-Gavarnie.
L’itinerario si svolge tra Spagna e Francia in un ambiente dove la natura, l’acqua e la roccia dominano incontrastate
modellando boschi, montagne e vallate, un ambiente ricco di una grande varietà di specie animali e vegetali. Cascate
altissime (incontreremo la più alta d’Europa, pensate, 400 metri di salto!), pascoli, foreste di conifere, ghiacciai,
prati, faggeti, brughiere e pietraie ne fanno un ambiente naturale caratteristico, selvaggio e incontaminato di notevole
varietà e interesse.
La maestosità degli ambienti attraversati è avvalorata anche da grandi pinete e canyon profondi più di 1000 metri
che rappresentano il simbolo del parco. Come accennato sopra, saremo nel centro della catena pirenaica, sia
geografico ma anche per importanza, infatti quello di Ordesa è, per estensione, il secondo parco a livello nazionale.
E ora qualche notizia sul parco.
Il parco è stato voluto da Alfonso XIII, re di Spagna nel primo decennio del secolo scorso; egli lo fondò il 15 agosto
1918 con un’area di 2.100 ettari, portata nel 1995 a 15.608 ettari; il parco comprende l’intero massiccio del monte
Perdido, dichiarato patrimonio mondiale dall’UNESCO, e le numerose valli: Ordesa, Anisclo, Pineta e Bujaruelo le
maggiori, che si aprono intorno a raggiera. Mentre la parte più alta è costituita da un ampio ed ondulato paesaggio,
quella inferiore è profondamente scavata dai ghiacciai e dall’erosione, formando così stretti e vertiginosi canyon. La
valle di Ordesa, simbolo del parco, è anch’essa patrimonio mondiale ed è un vero e proprio giardino botanico di un
perfetto profilo ad U con una lunghezza di 13 chilometri e 800 metri di larghezza. Le pareti si ergono verticalmente,
offrendo un grande spettacolo, impreziosito da innumerevoli cascate, torrenti e rapide che si trovano ovunque
all’interno del parco. Molti sono gli animali che ancora lo popolano. Vi si possono trovare numerosi esemplari di
sarrio o izoard (il camoscio pirenaico), marmotte, capre selvatiche dei Pirenei e perfino alcuni orsi e linci. Fra le alte
pareti, è possibile scorgere il gipeto, l’aquila reale, il falco e l’avvoltoio.

Il trekking che vi propongo si svolgerà su sette giorni (da sabato sera 29 luglio a domenica sera 6 agosto 2006), che
certamente sono pochi per poter capire un ambiente montano così diverso dalle nostre Alpi. Tuttavia, durante i
giorni che trascorreremo all’estero, potremo iniziare a conoscere nuovi posti, nuove persone, culture e tradizioni che
da sempre caratterizzano ogni valle, di qualunque gruppo o nazione. Questo trekking, come il precedente da me
organizzato in Slovenia nel Parco nazionale del Triglav (nel 2004), non vuole essere un punto d’arrivo, ma piuttosto
l’inizio di un’esplorazione che ognuno di noi può fare partendo dalle nostre montagne fino agli angoli più lontani, in
base alle proprie possibilità e interessi. Come il precedente, sono disponibili circa una trentina di posti, di più
sarebbe insostenibile l’organizzazione da parte di persone che tour operator non sono.

La natura offre sempre spettacoli stupendi: questo parco è un vero e proprio museo naturale prodotto dal paziente
lavoro degli elementi nell’arco dei millenni. L’acqua, abbondante in queste valli, è il vero artista. I canyon, le
cascate, i torrenti, le grotte e le stesse montagne, sono il risultato del suo movimento, che ci accompagneranno per
tutta la durata del giro. Camminare sarà un vero bagno nella natura! Il passo sarà adeguato al meno veloce, per cui
non abbiate timore di essere lasciati per ultimi. Il nostro trekking non è una gara, ma è un viaggio all’insegna della
natura e del divertimento, l’espressione della voglia di stare insieme, di condividere insieme il percorso, che ci darà
la possibilità di passare alcuni momenti indimenticabili con altre persone che come noi hanno la passione per la
montagna. Di sicuro i partecipanti potranno avere l’assistenza di accompagnatori seri e preparati tecnicamente, (la
montagna in determinati momenti può riservare spiacevoli esperienze a chi non è preparato), nonché un clima
gioioso di amici che hanno voglia di divertirsi insieme.

Per tutti i dettagli rinvio alle informazioni in sede.
                                                      Laura Spagnolini e il Gruppo degli accompagnatori UET
   Centro Incontri CAI - Monte dei Cappuccini Via Gen. Giardino, 48 – Torino ogni venerdì dalle 21 alle 23
                                     CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI TORINO –
                                      SOTTOSEZIONE UNIONE ESCURSIONISTI TORINO
                                                       ORGANIZZA
                                                29 luglio 2006-6 agosto 2006

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MEMO :

Riassumiamo in 5 punti le cose indispensabili da ricordare:

1) partenza il 29/7 da TO PN (h.14.00) e TO PS (h.14.15) in prossimità delle stazioni con ritrovo
mezz’ora prima dell’orario previsto.

2) controllare il peso dello zaino e assicurarsi di poterlo portare sulle spalle! Togliete l’inutile e
pensate alle cose utili e necessarie effettivamente.

3) assicurarsi di avere la tessera CAI con bollino 2006 e bollino della reciprocità (i gestori dei rifugi
stranieri controllano!), la carta di identità valida (ricordare che dopo 5 anni scade), e la nuova tessera
del Ministero della Salute che sostituisce il modello E 111 dell’ASL. Ricordo a tutti per l’espatrio è
necessaria la sola carta di identità.

4) da non dimenticare assolutamente: 2 bastoncini (aiutano a equilibrare il peso), 1 piccolo ombrello,
scarponi, guanti, berretto o fascia, copri zaino (per chi non ne dispone: sacco nero per immondizia), 1
paio di pantaloni lunghi, spazzolino da denti, occhiali da sole, 1 maglione, 1 giacca a vento, pila,
borraccia, 3 paia di calze, un paio di sandali, crema solare.

5) portate con voi un sacco di disponibilità, un briciolo di buon senso (non guasta e anzi aiuterà),
molta simpatia e tanto buon umore. Ricordatevi che siamo organizzati in gruppi, ciascuno con compiti
ben definiti, onde per cui agiamo sempre non di testa propria ma con lo spirito che il bene del gruppo
è il nostro bene.


ATTENZIONE: In merito alla salita al Monte Perdido (m.3355), alternativa al riposo del 5°giorno, possono
partecipare tutti sino al lago Helado (m.2989). Da qui, il canale che porta alla punta a seconda della stagione
può presentare ghiaccio. Pertanto, a seconda delle condizioni meteorologiche e della situazione del terreno che
valuteremo sul posto, l’organizzazione UET si riserva di interrompere la salita e di fermarla al lago.




  Centro Incontri CAI - Monte dei Cappuccini Via Gen. Giardino, 48 – Torino ogni venerdì dalle 21 alle 23
                                   CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI TORINO –
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                                     ORGANIZZAZIONE                                 al 29/7/2006

FUNZIONI/RESPONSABILITA’ NOMINATIVI                                          OSSERVAZIONI
RESPONSABILITA’ E        Laura Spagnolini                                    CAI TO UET
SUPERVISIONE DEL TREK
PRENOTAZIONI TRASPORTI   Ornella Isnardi                                     CAI TO UET
                         Luisa Belli                                         CAI TO UET
                         Giuseppe Rovera                                     CAI TO UET
PRENOTAZIONI RIFUGI      Giuseppe Rovera
                         Giovanna Salerno                                    CAI TO UET
MATERIALI/ATTREZZATURE   Piero Marchello                                     CAI TO UET
TECNICHE (CORDA,RAMPONI, Luigi Bravin                                        CAI TO UET
PICOZZA ECC.)            Massimo Aruga                                       CAI TO UET
                         Luciano Garrone                                     CAI TO UET
                         Alessio Stefani                                     CAI FERRARA
SICUREZZA (SOCCORSO,     Piero Marchello
RADIO, CELLULARI ECC.)   Massimo Giraudo                                     CAI TO GRUPPO GIOVANILE
                         Saverio Ricciarelli                                 CAI ASTI
                         Pier Francesco Spada                                CAI BOLOGNA
                         Mauro Bono                                          CAI TO
                         Lorena Corrà                                        CAI UGET
SICUREZZA (SANITA’)        Sergio Meda                                       CAI TO GEAT
                           Domenica Biolatto                                 CAI TO UET
                           Marco Battain                                     CAI TO
                           Ornella Battain                                   CAI TO
SENTIERISTICA/CARTOGRAFIA Adriana Panicello                                  CAI TO UET
                           Roberto Lipari                                    CAI TO UET
                           Valter Incerpi                                    CAI TO UET
                           Daniele Bassan                                    CAI TO GRUPPO GIOVANILE

INFORMAZIONI,CURIOSITA’,   Giovanna Galazzo                                  CAI TO UET
STORIA, CULTURA            Laura Gazzoni                                     CAI TO
                           Corrado Fronte                                    CAI GEAT
                           Enzo De Giorgio                                   CAI TO
                           Valeria Aglirà                                    CAI UGET
AMBIENTE, FLORA, FAUNA,    Mauro Martina                                     CAI CUNEO
MORFOLOGIA                 Gabriella Roscio                                  CAI CUNEO
                           Nicola Vassallo                                   CAI UGET
                           Giovanna Salerno
                           Paolo Ferrarese                                   CAI UGET
SEGRETERIA (CONTABILITA’ E Luisella Carrus
ELENCHI PARTECIPANTI)      Claudia Spagnolini                                CAI ASTI

  Centro Incontri CAI - Monte dei Cappuccini Via Gen. Giardino, 48 – Torino ogni venerdì dalle 21 alle 23
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                                              29 luglio 2006-6 agosto 2006

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   Itinerario definitivo predisposto dal Gruppo di attività sentieristica e cartografia

Nota: Ogni rilevazione altimetrica e/o cartografica è stata rilevata dalla cartina Valle de Ordesa-
Pirineo Aragones 1:40000, Edicions Cartographiques-Editorial ALPINA.

    Primo giorno: Sabato-Domenica 29-30/7/2006
Viaggio in pullman To PN e/o To PS-Pernottamento Gite Le Gypaete di Gavarnie .

     Secondo giorno: Lunedì 31/7/2006
Punto di partenza: Gite Le Gypaete di Gavarnie m. 1380
Punto di arrivo: Refuge des Espuguettes m. 2027
Dislivello: m. 647 in salita
Tempo di percorrenza: h 2,30 ca
Difficoltà: E
Curiosità: il villaggio di Gavarnie, paese terminale della Valle di Luz-St-Sauveur-Gavarnie dei
Pirenei Occidentali, è adagiato in una conca verdeggiante e dista solo un’ora a piedi dal famoso
Cirque de Ganarnie, anfiteatro calcareo alla testata della valle.
A luglio i pascoli che fiancheggiano il Cirque de Gavarnie sono tappezzati di iris viola dei Pirenei, fin
su al rifugio des Espuguettes.
Dopo una bella escursione, tra queste montagne si può apprezzare la “Garbure”, tradizionale zuppa
della Valle di Luz-Gavarnie. Si accompagna con il “pastet”, polenta a base di farina di granturco e
secondo tradizione i pastori locali fanno la “ goudale”: bevono il brodo rimasto dopo avervi versato
del vino rosso.
Descrizione: oltre l’ultimo campeggio, lungo il torrente, si parte sulla carrozzabile per il Cirque de
Gavarnie per passare con un ponte ( Pont Brioule) sulla sua sponda idrografica dx. Terminata la
carrozzabile si sale a sx (E) e a m. 1460 si prende a SE il sentiero HRP ( Alta Via dei Pirenei) che a
tornanti risale una valletta.
Ad un bivio (m.1740) si va a sx e per praterie aperte si supera il ricovero di pastori della Cabane de
Pailla (m.1800). Si piega di netto a sx (N), quindi a dx (SE – m.1900 ca) e si raggiunge il Refuge des
Espuguettes.
Per chi è interessato si può raggiungere il Colle Hourquette d’Alans m. 2430, belvedere sul Cirque
d’Estaubè:
Dislivello in salita: m. 530
Dislivello in discesa: m. 127
Descrizione: dal rifugio si ridiscende a ca 1900 m. per poi, deviando verso dx sul sentiero HRP,
risalire fino al colle.

     Terzo giorno: Martedì 1/8/2006
Punto di partenza: Refuge des Espuguettes m. 2027
Punto di arrivo: Refuge de la Brèche de Roland o Serradetes CAF m. 2587
Dislivello: m. 1200 in salita-m. 660 in discesa
Tempo di percorrenza: h 6-7
Difficoltà: E
Segnavia: fino all’Hotellerie du Cirque HRP
Curiosità:dalle alte pareti dell’anfiteatro calcareo del Cirque de Gavarnie, la Grande Cascade si getta
per oltre 400 metri nel vuoto lasciando col fiato sospeso chiunque la osservi. Questo posto è immerso
in un contesto di picchi e nevai perenni sospesi sul vuoto. Costeggeremo l’azzurro torrente della Gave
fra radure in cui è facile incontrare cavalli pezzati. Risaliremo per il Plateau de Bellevue fino al
Refuge de la Brèche de Roland, porta d’Aragona e di Spagna.
  Centro Incontri CAI - Monte dei Cappuccini Via Gen. Giardino, 48 – Torino ogni venerdì dalle 21 alle 23
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                                              29 luglio 2006-6 agosto 2006

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Descrizione: scesi col sentiero di salita alla Cabane de Pailla ( m. 1800) si prosegue fino a un rifugio
privato (fonte-m. 1750 ca). Poco dopo, lasciato a dx il sentiero proveniente da Gavarnie, si prosegue a
sx lungo il sentiero a balcone nel Bois d’Arribama (HRP). Per antri naturali e balconi si divalla fino
al panoramico Hotellerie du Cirque (m. 1590) che dispone di uno stupendo belvedere sul Cirque du
Gavarnie e sulla Grande Cascade (a pochi minuti).
Dall’Hotellerie du Cirque, ritornando verso N, si imbocca il sentiero di sx passando per la Gave de
Gavarnie. Risaliti al Bois du Bourlic e a La Planette si supera un torrente (cascata-m. 1400 ca) e si
trova il sentiero che sale da Gavarnie: lo si prende a sx, si rimonta il Plateau de Bellevue e la Vallèe
des Pouey Aspe. Ad un bivio (m. 1870) si gira a sx, si supera il Gave des Tourettes e con ripidi
tornanti sulle pendici N del Pic des Sarradets si giunge al sentiero, a m. 2480, che arriva dal Puerto de
Bujaruelo o de Gavarnie (Port de Boucharro). A sx si supera il Col des Sarradets posto fra il Pic des
Sarradets e il Glacier du Taillon e si arriva al Refuge de la Brèche de Roland.

     Quarto giorno: Mercoledì 2/8/2006
Punto di partenza: Refuge de la Brèche de Roland o Serradetes CAF m. 2587
Punto di arrivo: Refugio de Goriz FAM m. 2200
Dislivello: m. 620 in salita-m. 640 in discesa
Tempo di percorrenza: h 5
Difficoltà: EE- in caso di nebbia sono richieste doti d’orientamento; attenzione alla neve.
Curiosità: la Brecha de Roland, porta d’Aragona e di Spagna, è un valico naturale che, secondo la
leggenda, fu inciso a colpi di spada dal mitico Orlando, difensore dell’Occidente insidiato dai mori.
L’Unesco ha dichiarato la brecha e la zona intorno al Monte Perdido “monumento naturale e culturale
dell’umanità”, a simbolo comune dei due parchi pirenaici, quello spagnolo e quello francese.
Il nostro cammino ci porta nel regno del carsismo: a 2400 metri di quota, il Plateau de Millaris
raccoglie le acque per sputarle fuori dalla roccia nella cascata di Cola Caballo, 500 metri più in basso,
a formare il rìo Arazas che incontreremo nella tappa successiva.
Descrizione: dal rifugio si segue la traccia (neve a inizio stagione) sul Glacier de la Brecha che sale
all’evidente Brèche de Roland (m. 2807) tagliata nelle pareti calcaree. Costeggiata la parete (W) per
50 m. si scende (S) con sentiero su pietraia. Si seguono gli ometti nel Vallon de la Brecha verso un
plateau e prima di raggiungerlo si obliqua a sx (E) per risalire il Col du Descargador (m.2498):
contornato il Plateau de Millaris passando vicino al pluviometro, si sale al Cuello de Millaris (m.
2457).
Si scollina fino al plateau erboso di Faja Luenga. Dopo banchi rocciosi e un colletto si apre (E) la
valle percorsa dal sentiero che porta al Refugio de Goriz.

     Quinto giorno: Giovedì 3/8/2006
Escursione facoltativa: dal Refugio de Goriz m. 2200 al Monte Perdido m. 3355
Dislivello: m..1155
Discesa: per la via di salita.
Tempo di percorrenza: h 4 in salita
Difficoltà:EE-possibile necessità di ramponi e picozza
Curiosità: il Monte Perdido, terza cima dei Pirenei, è con la Valle Ordesa, il simbolo del parco. Fa
parte de Las Tres Sorores (El Cilindro, Monte Perdido, Pico de Anisclo).

Descrizione: dal rifugio, seguendo in direzione NE la traccia degli ometti di pietra verso il Cuello del
Cilindro, si arriva al Lago Helado a circa 3000 metri alla base del suddetto “cilindro”.
Da qui, in direzione SE, ci si immette nel canale che porta alla vetta . In questo tratto presteremo
particolare attenzione in quanto, in gran parte dell’anno, si presenta ghiacciato.

      Sesto Giorno: Venerdì 4/8/2006
  Centro Incontri CAI - Monte dei Cappuccini Via Gen. Giardino, 48 – Torino ogni venerdì dalle 21 alle 23
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                                     SOTTOSEZIONE UNIONE ESCURSIONISTI TORINO
                                                      ORGANIZZA
                                               29 luglio 2006-6 agosto 2006

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Punto di partenza: Refugio de Goriz m. 2200
Punto di arrivo: San Nicolas-camping de Bujaruelo m. 1338
Dislivello: m. 150 in salita-m. 1000 in discesa
Tempo di percorrenza: h 8
Difficoltà: E
Si precisa che una volta scesi al Centro del Parco della Valle di Ordesa sono disponibili dei
fuoristrada 4x4 per risalire il Vallone de Bujaruelo per una distanza di ca 13 km.
Curiosità: in questa vallata che si trasforma in un canyon sono presenti foreste di conifere e latifoglie.
Sugli spazi aerei e facile vedere il gipeto e il grifone. Quest’ultimo spesso vola nei cieli sopra i pascoli
spostandosi in sintonia con gli ovini.
Descrizione: dal rifugio si segue il sentiero (S) che scende verso la parte alta del Cirque de Soaso e a
ca 2050 m. incontreremo la grotta Gueva de Carses (450 m. di sviluppo). Sarà spettacolare vedere il
sentiero che per 6 km corre lungo un tratto aereo sulla sx orografica della valle a 500 m. di altezza.
Lasciata a dx la deviazione che scende un tratto attrezzato con catene (clavijas-m.2000) si segue il
sentiero che s’abbassa a tornanti, con vista sulla Cascada de Cola Caballo formata da risorgive. Senza
scendere al Rio Arazas si segue il sentiero che si mantiene in quota (ca 1900 m.), taglia un torrente e
segue la Faya de Pelay. Con scorci grandiosi sulla Valle di Ordesa si lascia il Cirque de Soaso e per
balconi sospesi e boschi di pini si giunge a Mallata de Abe (ricovero). Il sentiero porta al bivacco (in
origine ricovero per cacciatori) Mirador de Calcilarruego (m. 1949) in ca 4 ore.
Di qui una discesa ( N) a tratti molto ripida nel bosco maturo di abeti e faggi, con stretti tornanti segue
la Senda de los Cazadores fino a Las Vaquerizas ( m. 1400 ca). Senza oltrepassare il Rio Arazas si
volta a sx (W) e si fiancheggia il torrente sul sentiero GR 11. Si passa per il monumento a Lucien
Briet (pioniere della fotografia) e il Bosco di Turieto, quindi a lato delle Cascate di Tamboroterae di
Molinieto. Al ponte de la Ereta si passa sulla dx del Rio Arazas per visitare la Casa del Parco
Nazionale.
Da questo punto si può proseguire in due modi:
1) dalla Casa del Parco si attraversa il Puente de los Navarros per imboccare il sentiero GR 11 detto
La Escala. Questa antica mulattiera porta al Paso de la Escala costeggiando la dx idrografica del Rio
Ara. Dopo un traverso e una pietraia si arriva alla Cascata Salto Escarpin, scendiamo al Puente de
Santa Elena per passare sulla sx idrografica del rio. Oltre il ponte, il sentiero di El Cobatar passa
dall’omonima fonte e per faggete, pinete e pascoli giunge a 1338 m. alla nostra meta: San Nicolaas
de Bujaruelo-rifugio “Campeggio de Bujaruelo”.
2) Lasciato a sx il sentiero che porta a Torla si prosegue per circa 2 km sulla strada, per raggiungere
la valle di Bujaruelo. Percorsa la Garganta de los Navarros si passa, a circa 1200 m., il Puente de
Santa Elena e si prosegue a sx costeggiando il Rio Ara sino al paesino di San Nicolas de Bujaruelo
(m. 1338) nei Pirenei Aragonesi, dove è situato il rifugio “Campeggio de Burjauelo”, dove ci
fermeremo.

     Settimo giorno: Sabato 5/8/2006
Punto di partenza: San Nicolas- camping de Bujaruelo m. 1338
Punto di arrivo: Gite Le Gypaete di Gavarnie m. 1380
Dislivello: m. 932 in salita- m. 893 in discesa
Tempo di percorrenza: h 6,30-7
Difficoltà: E
Descrizione: oltrepassato il ponte medievale sul Rio Ara (Puente de Bujaruelo), il sentiero rimonta a
tornanti un bosco di pini e tassi secolari; a quota 1660 m. lasciare a sx il sentiero per il Refugio Plana
de Sandaruelo e proseguire a E. Attraversato un pascolo e una pietraia, si raggiunge prima la Cabana
de Elèctricas e poi si arriva alla Plana Lacoma (m.1965-ricovero). Costeggiando il torrente, Barranco
del Puerto o de Lapazosa, a tornanti si raggiunge Port de Boucharo a m. 2273, confine ispano-

  Centro Incontri CAI - Monte dei Cappuccini Via Gen. Giardino, 48 – Torino ogni venerdì dalle 21 alle 23
                                   CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI TORINO –
                                    SOTTOSEZIONE UNIONE ESCURSIONISTI TORINO
                                                     ORGANIZZA
                                              29 luglio 2006-6 agosto 2006

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francese. Dal colle, evitando il sentiero HRP e fatto un tratto asfaltato in direzione N, si imbocca il
sentiero a dx nella Vallèe de Pouey Aspe fino alla Cabane des Soldats (m. 1954).
Si costeggia la Gave de Tourettes fino al Plateau de Bellevue e alla Cabane des Pouey Aspe (m. 1710)
con magnifica vista sul Cirque de Gavarnie. Con la mulattiera si raggiunge Gavarnie.

    Ottavo giorno: Domenica 6/8/2006
Da Gavarnie partenza in pullman per Torino.




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                                   CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI TORINO –
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SOMMARIO
 DATE     TAPPE        DISLIVELLI TEMPI            RIFERIMENTI
          RIFUGI       E
                       DIFFICOLTA’
29-30/7     TO-              PULLMAN            dalle ore 14.00    pullman
sab.-       LOURDES-                            TO PN- 14.15       Gite Le Gypaete Tel. 0033/562924061
domenica    GAVARNIE                            TO PS) alle 7-     Mail:puyo.olivier@wanadoo.fr
            Gite Le                             8.00 (Gavarnie)
            Gypaete                             via Monginevro
                                                circa 17 ore
                                                comprese     4-5
                                                soste
31/7       Gavarnie          m.650 circa        h. 2-3             Refuge Espuguettes Tel. 0033-562/924063
lunedì     (m.1380) -Rif.    E                                     opp. 033-562/924824
           Espuguettes (m.                                         posti letto:60
           2027)
1/8        Rif. De la        m. 660↓            h. 6-7             Refuge De la Breche de Roland tel. 0033-
martedì    Breche de         m. 1200↑                              559/714598; 0033-683/381324
           Rollando o        E                                     posti letto: 57
           Serradets CAF                                           lionel.marquis@libertysurf.fr
                                                                   Madame Lacheford
           (m.2587)
2/8        Breche de         m. 620↑            h. 5               Refuge De Goriz tel. 0034-974/341201
mercoledì Rollando           m. 640↓                               posti letto:99
           (m.2807) Rif.     EE                                    mail: refugiodegoritz@hotmail.com
           De Goriz                                                parco nazionale di Ordesa e del Monte
           (m.2200) FAM                                            Perdido
3/8        Rif. De Goriz-    m. 1155↑↓          h. 4↑              tel. 0034-974/341201
giovedì    Monte Perdido     EE                                    posti letto:99
           (m. 3355) rif.
           De Goriz
4/8        Canòn d’Arzas-    m. 150↑            h. 8 circa         Refuge San Nicolas tel. 0034-974/486412
venerdì    bivacco di        m. 1000↓                              opp. 0034-974/486432 sig. José Luis
           Calcillaruego     E                                     mail: info@mesondebujaruelo.com
           (m.1900)-valle                                          Refugio de Bujaruelo
           di Bujaruelo-                                           C/ Santa Cruz 18 Bajos
           San Nicolas de                                          22370 Bajos
           Bujaruelo                                               HUESCA- ESPAÑA
           (m.1338)-rif.
           San Nicolas de
           Bujaruelo
           (m.1341)
5/8 sabato Puerto de         m.932↑             h. 6.30-7          Gite Le Gypaete Tel. 0033/562924061
           Bujaruelo         m.893↓                                Mail:puyo.olivier@wanadoo.fr
           (m.2273)-         E
           Gavarnie Gite
           Le Gypaete
6/8        Gavarnie-         pullman            ore 14 e rientro Rientro
domenica Lourdes-TO PS                          in TO previsto
           e TO PN                              per h. 7-8 del
                                                7/8




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                                      CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI TORINO –
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Note tecniche di sicurezza predisposte dal Gruppo di attività sicurezza

     Mantenere i contatti con il gruppo e se ci si allontana avvisare sempre gli accompagnatori della propria
      assenza.

     Avvisare prontamente gli accompagnatori di ogni situazione che possa rappresentare fonte di pericolo
      per se o per gli altri.

     Camminare nei sentieri evitando le scorciatoie.

     Nel caso di malore o incidente:
            Mantenere la calma
            Avvisare immediatamente l’accompagnatore più vicino che provvederà ai soccorsi nel modo più
             opportuno.

     Nel caso si fosse isolati:
              Per prima cosa chiarire la nostra posizione con l’aiuto delle cartine e di eventuali punti di
               riferimento presenti sul territorio.
              Accertarsi delle condizioni del ferito e delle cause dell’incidente e rimanere accanto ad esso per
               quanto possibile.
              Non spostare il ferito se non nel caso in cui sia posto in una posizione dove rischia di cadere o
               di essere travolto e se è necessario spostarlo fare la massima attenzione utilizzando tutte le
               precauzioni del caso.
              Se vi è copertura del segnale avvisare immediatamente con il telefono gli accompagnatori che
               provvederanno ai soccorsi.
              Se questo non fosse possibile, segnalare la richiesta di soccorso con un fischio ogni 10 secondi
               circa oppure con un segnale luminoso per la stessa durata per 6 volte, attendere un minuto e
               ripetere. La risposta è rappresentata dallo stesso segnale ripetuto ogni 20 secondi con la stessa
               pausa di un minuto.
              Segnalare visivamente con entrambe le braccia alzate a V se i soccorritori sono a vista. Un solo
               braccio alzato significa che non serve aiuto.
              Richiesta di soccorso con il telefono:
               talvolta non è possibile contattare gli altri membri del gruppo anche se si è in grado di
               telefonare. In questo caso il numero internazionale di richiesta di soccorso è il 112 (senza
               prefisso).

E’ possibile in alternativa fare riferimento ai numeri dei rifugi indicati nel programma del trekking.

DOTAZIONE DI GRUPPO
                 MATERIALE                                    NUMERO               CARATTERISTICHE
corde                                                    1                        Lunghezza m. 50
Mezze corde                                              1                        Lunghezza m. 25
fettucce                                                 2+2                      m.3 + m.2
Cordini da prusik                                        12                       m.1,50
Cordini da abbandono                                     4 (Ø 8)                  m.3
moschettoni                                              20                       a ghiera
piccozze                                                 4
ramponi                                                  2                        Per pedule
imbraghi                                                 4
caschi                                                   4

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Note tecniche predisposte dal Gruppo di attività sicurezza sanitaria

1) Preparare lo zaino evitando il superfluo, ricordando che il peso sarà uguale dall'inizio alla fine del
trekking e sarà nostro compito portarlo, questo per valutare la fatica;

2) Ricordarsi crema solare e borraccia per l'acqua, occhiali da sole e copricapo;

3) Ognuno deve portarsi i medicinali relativi alla terapia giornaliera e quelli che usa normalmente
per i propri inconvenienti (mal di testa e dolori vari, cerotti medicati e non);

4) Per quanto riguarda il pronto soccorso, sarà a carico dell'organizzazione provvedere a bende
elastiche, garze, disinfettante, e alcuni medicinali di uso comune come aspirina, buscopan, antalgil
ecc.);

5) Ricordarsi di portare la TESSERA SANITARIA (Tesserino azzurro) che sostituisce il mod. E111.
Chi non è in possesso di tale tessera deve richiedere all'ASL di residenza il rilascio del mod E111 (a
volte occorre qualche giorno per il rilascio e quindi provvedere in tempo).




  Centro Incontri CAI - Monte dei Cappuccini Via Gen. Giardino, 48 – Torino ogni venerdì dalle 21 alle 23
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                  A cura del Gruppo Informazioni, cultura, storia, e
                   del Gruppo ambiente, flora e fauna, morfologia
CENNI STORICI.
Le montagne dei Pirenei congiungono due mari. Dalle scogliere della regione Basca intorno a San
Sebastian, in poco più di 400 km, raggiungono Capo Creus all’estremo nord della Costa Brava
passando dai venti umidi e dalle acque fredde dell’Atlantico al Mediterraneo caldo e assolato.Quasi a
metà strada tra un mare e l’altro sono stati istituiti il Parco Nazionale dei Pirenei, in territorio francese,
e il Parco Nazionale di Ordesa e Monte Perdido, in territorio spagnolo, confinanti per circa 15 km.
La storia di queste valli è quella delle vie di transito delle merci e della transumanza. Era da poco
passato l’anno Mille, quando i cavalieri di San Giovanni eressero l’Ospedale e la chiesa fortificata a
Luz Saint Sauveur, poco sotto alle imponenti bastionate naturali di Gavarnie e della Troumouse.
Sugli alpeggi gli aragonesi avevano trovato rifugio dall’invasione araba e le vie che portavano a sud
dovevano essere sorvegliate e protette per i pellegrini che si recavano a Santiago de Compostela. Da
qui, per il colle del Boucharo, passava infatti una delle numerose varianti della via che da tutta Europa
conduceva alla tomba del Santo.
Nei secoli successivi la minaccia araba scomparve ma rimase la consuetudine, tra francesi e spagnoli,
di gestire insieme gli alpeggi. Durante i tre secoli dell’ancien regime si realizzò lungo quasi tutta la
catena pirenaica una “federazione” che aveva la funzione di regolare i rapporti economici e di
gestione degli alpeggi. Ancora oggi (il 22 luglio) nella chiesa di San Giovanni si rinnova il patto di
pace e collaborazione tra la gente del Barèges (la regione dov’è Luz) e gli spagnoli dell’Aragona.
Verso la metà del ‘700, arrivarono gli inglesi a “scoprire” i Pirenei, le valli e soprattutto le numerosi
fonti termali. Luz venne descritta come “ la piccola Cheltenham dei Pirenei”, ma se gli inglesi
scalarono queste montagne fu grazie ad alcuni pastori che diventarono guide leggendarie: Rondo,
Bemard Guillembet, Marc Sesquè, Henri Laurens, Berges.
A sottolineare l’unione dei due popoli, in occasione del centenario dell’unificazione delle due borgate
in un solo comune, Argele-Gazost (vicino alla valle di Luz) , si è voluto ricreare l’atmosfera fin de
siècle: ritmi e musiche erano un miscuglio di sagra paesana francese e di feria spagnola e il vociare
era un intreccio delle due lingue.
Se non ci sono ostacoli al passaggio degli uomini e dei loro armenti figurarsi per gli animali. Camosci
e stambecchi popolavano indifferentemente i due versanti della catena. Gli avvoltoi volano di qua e di
là. Gli orsi, per loro natura erratici, preferiscono tuttora il versante spagnolo perché là vi sono più
greggi di pecore. Ancora oggi il 20% dei camosci del parco francese passa l’inverno sul versante
spagnolo per la minor quantità di neve. Più a ovest, nei Pirenei atlantici, molti dei cervi che nascono
in territorio spagnolo migrano e si stabiliscono definitivamente nei boschi francesi. Anche il lupo, che
nella penisola iberica era sopravvissuto al confini fra Spagna e Portogallo, si riaffaccia ora ai confini
francesi ponendo non pochi problemi. Sono i contrasti del clima la vera forza di questa natura. Le
foreste di pino silvestre si concentrano sul versante spagnolo mentre abeti e faggi dominano su quello
francese. Tra le migliaia di specie vegetali ben 160 vivono unicamente qui.
Nel secolo scorso alcuni blasonati inglesi sterminarono i grandi mammiferi (camosci, stambecchi e
orsi) tra l’alta valle di Gavarnie e la valle di Ordesa. Finiti gli animali iniziarono ad “interessarsi” ai
fiori sradicando migliaia di bulbi. Per evitare di veder distruggere irrimediabilmente questo territorio
Alfonso XIII, re di Spagna, il 16 dicembre 1916 istituì il Parco Nazionale di Ordesa.
Sul versante francese fù invece necessario attendere il 23 marzo 1967 per vedere la creazione del
Parco dei Pirenei Occidentali. Grazie a questa tutela il bilancio naturale sul versante francese è oggi
positivo.
Vi sono molte strade che penetrano profondamente nella montagna e due, al Col de Somport e la
Pourtalet, servono per il traffico con la Spagna. Altre come al colle del Boucharo e alla riserva della
Neouvielle conducono all’interno di zone molto importanti dal punto di vista naturalistico, il cui
equilibrio è fortemente minacciato. Ogni anno circa due milioni e mezzo di visitatori giungono su

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questo versante, quindi è necessario un progetto di gestione globale per offrire delle “porte d’entrata”
dove collocare i parcheggi, strutture per l’accoglienza e l’informazione.
La collaborazione tra il Parco francese e quello spagnolo riveste un ruolo importante ed è molto attiva.
È stata fatta una segnaletica comune e un’informazione coordinata. La stessa guida per gli
escursionisti si trova sia in francese che in spagnolo.
Tutto ciò contribuisce a conferire a questi siti un grande valore che, non a caso, sono sotto la tutela
dell’UNESCO come patrimonio naturale mondiale dell’umanità.

GEOMORFOLOGIA-FLORA-FAUNA DEL PARCO NAZIONALE VALLE DI ORDESA E
MONTE PERDIDO.
Il Parco è situato nei Pirenei Aragonesi in provincia di Huesca, ai piedi del Massiccio delle Tre
Sorelle (El Cilindro, Monte Perdido, Pico de Anisclo). E’ stato istituito nel 1916, si estende per 2166
ettari circa sotto l’autorità dell’Istituto per la Conservazione della Natura (ICONA) alle dipendenze
del Ministero dell’Agricoltura di Madrid.
La Valle di Ordesa, pur nelle sue limitate dimensioni, è un piccolo “canyon” ricco di acqua in cui la
spinta erosiva, nel corso del tempo, non ha però cancellato del tutto la configurazione originaria della
roccia antica oltre 200 milioni di anni. Diversamente da ogni altra valle dei Pirenei, quella di Ordesa,
lunga 15 km, non è collocata perpendicolarmente ma parallelamente alla catena che separa Spagna e
Francia. Ha un tipico profilo ad “U” delle valli glaciali spesso molto stretta e infossata, si apre fino ad
un massimo di 3 km tra il circo di Cotatuero e il Punta di Diazas di m. 2237 . E’ interamente percorsa
dal limpido e impetuoso Rio Arazas,che nasce a m.1787 di quota e precipita con cascate e rapide,
raccogliendo le acque del massiccio delle Tre Sorelle dominato dal Monte Perdido, che con i suoi
3355 mt. è una delle maggiori vette pirenaiche. Caratteristiche sono le alte cornici nude e dirupate,
che incombono sulla valle, dette fajas (fasce), molto aspre e inaccessibili
E’ un parco di grande interesse anche nel settore floreale con prevalenza di faggio, cerro, acero e pino
nero; sono presenti essenze rare quali la betulla, il tasso e il pino mugo. Ci sono poi oltre 1200 specie
di piante superiori con fiori notevoli quali la scarpetta di Venere, la genziana e il giaggiolo della
Marsica.
Ultimo nucleo pirenaico di capra selvatica, nonché abbondante popolamento di camoscio dei Pirenei.
Tra i mammiferi: gatto selvatico, genetta, lontra e desman dei Pirenei. Vari i volatili: picchio nero,
aquila reale, aquila del Bonelli, capovaccaio, grifone e avvoltoio.
Le popolazioni che hanno utilizzato le risorse naturali del parco fin dall’inizio del secolo hanno
lasciato la loro impronta in una peculiare struttura di pascoli equini subalpini, specificamente
enumerati nella legge che tutela la loro sopravvivenza. Pertanto in tutto il Parco esiste solo questa
utilizzazione per i pascoli.




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                            QUALCHE NOTIZIA SU MITO E STORIA
                                                                                 a cura di Laura Gazzoni

...alcune LEGGENDE:

IL NOME “PIRENEI”
La leggenda attribuisce a questo nome un’origine poetica e drammatica, degna della bellezza di questa
catena montuosa varia, selvaggia e misteriosa:
Ercole ama Pyrène, che ricambia il suo amore. Ma il padre della fanciulla, saputolo, s’infuria al punto
da costringere la figlia a fuggire. Ella cerca rifugio in un luogo inaccessibile, molto elevato, tra la
Francia e la Spagna, dove vivevano allora numerose bestie selvagge, sperando nell’aiuto dell’amato.
Ercole corre a cercarla, ma la ritrova ormai inanimata su una roccia: le belve erano state più veloci di
lui. Egli non può che piangere e dare alle montagne il nome del suo amore.

Inevitabile: i racconti eziologici sono sempre MOLTO tristi ! ... perciò:

LES TRES SEROLS (o LAS TRES SORORES)(ovvero: LAS TRES HERMANAS, nome
spagnolo del massiccio del Monte Perdido, che fa riferimento alle tre cime: El Cilindro, Monte
Perdido, Pico de Anisclo)
Una primavera, nel giorno in cui nelle valli della zona si festeggia la Festa della Fecondità, tre coppie
stavano per sposarsi, quando all’improvviso il villaggio fu assalito da un gruppo armato di barbari del
nord. Il panico fu immenso: gli uomini forti riuscirono a fuggire, ma vecchi, donne e bambini furono
catturati. Le tre giovani che stavano per sposarsi furono portate in una casa, dove tre barbari le
chiesero in moglie, ma esse rifiutarono. Poco dopo, però, fu loro raccontato che tre giovani del loro
villaggio, che erano fuggiti, erano poi stati fatti prigionieri e avevano accettato di sposare tre donne
barbare. Le tre ragazze finirono così con l’acconsentire alle nozze.
Intanto i fuggitivi si riorganizzarono e, giunto il momento opportuno, assalirono il villaggio dei
barbari e li sconfissero. Le tre giovani raccontarono al padre ciò che era successo ed egli non volle
perdonarle e le maledì. Esse fuggirono verso le montagne, ma un genio dei luoghi, indignato con loro
perché avevano tradito la propria gente, fece soffiare un vento gelido, che coprì di ghiaccio ogni
passaggio. Le tre giovani furono trascinate dal vento e rotolarono giù dalle rocce, come bambole di
pezza. Da allora la zona è nota come “las tres serols”

MONTE PERDIDO (ovvero MONT PERDU, monte “perso”)
Il nome ricorda la particolarità di questa cima, che, ai primi esploratori della zona, appariva ben
visibile da Pau (città francese ai piedi dei Pirenei), ma “scompariva” alla vista dei primi esploratori
dei luoghi, quando giungevano a Gavarnie. La cima infatti ricompare solo quando si risale verso la
breccia di Tucarroya, cioè lungo una via percorsa solo poco prima della conquista della vetta.
Ancora più intriganti i miti che accompagnano questa montagna, che ha evidentemente da sempre
colpito l’immaginazione per la sua posizione e le sue caratteristiche.
Una leggenda narra che ai piedi del monte viveva un uomo molto devoto e buono di nome Atland;
durante un litigio con un cacciatore fu ucciso e l’assassino andò in paese a vantarsi della sua impresa.
Non iniziò mai nemmeno il racconto, perché un fulmine lo colpì dal cielo e tutte le montagne attorno
crollarono sul suo corpo, dando vita a quello che è oggi il Monte Perdido.
Altri miti vedono nella cima il perno di uno spazio geografico (punto culminante delle Tres Serols), e
in quanto tale, come in tutte le mitologie tradizionali, ombelico e centro del mondo, punto d’unione
tra la Terra e il Cielo.


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BRECCIA DI ROLANDO
Qui il riferimento è al celebre Ciclo Carolingio: composizioni in versi di argomento epico-
cavalleresco, che si svilupparono immediatamente dopo l’anno Mille.
Al ciclo carolingio appartengono le canzoni di gesta (chanson de geste), che esaltano le imprese
straordinarie dell'imperatore Carlomagno(742-814) e dei paladini di Francia, cioè i nobili della sua
corte, primo tra tutti Roland (ovvero: Orlando) (nipote di Carlo), che combattono per alti ideali, come
la fede religiosa, la patria, il sovrano, l'onore.
Il ciclo carolingio ha una notevole fortuna di pubblico già tra la fine dell'XI e del XII secolo, e poi
ancora tra la seconda metà del XV e l'inizio del XVI secolo, quando il paladino Orlando verrà
nuovamente scelto come protagonista del poema di Ludovico Ariosto, l'Orlando furioso.
La Canzone di Rolando, scritta intorno alla seconda metà dell'XI secolo, in 4002 decasillabi, di
autore ignoto (Turoldo? probabimente solo un compilatore), canta la Battaglia di Roncisvalle,
avvenuta il 15 agosto 778, quando la retroguardia di Carlomagno, comandata dal paladino Rolando,
prefetto della Marca di Bretagna e dei suoi paladini, di ritorno da una spedizione in Spagna, fu
attaccata e distrutta dai baschi, probabilmente alleati dei saraceni.
La Chanson racconta che da sette anni Carlomagno combatte vittoriosamente i Mori di Spagna e si
trova a Cordova, da poco conquistata. Ma la città di Saragozza gli resiste. Il suo re Marsilio propone
tuttavia un accordo: lui si sottometterà al re francese e, dopo essersi convertito al cristianesimo,
diverrà suo vassallo. Si tratta in realtà solo di un inganno. Rolando, nipote di Carlo, pensa che non ci
si debba fidare e suggerisce di continuare la guerra fino alla presa di Saragozza. Gano, cognato di
Carlo e patrigno di Rolando, appoggia invece l’accordo, come la maggior parte del Consiglio del re.
Gano viene perciò inviato al campo dei Mori, ma, mosso da invidia e risentimento nei confronti di
Rolando, giunto da Marsilio, inasprisce le condizioni dettate da Carlo e consiglia al re di Saragozza di
fingere di accettare. Così il re e il suo esercito abbandoneranno l'assedio della città, lasciandosi alle
spalle la sola retroguardia, composta dai Dodici Pari e capitanata da Rolando. Marsilio dovrà attaccare
la retroguardia e Gano giura di aiutarlo. Gano ritorna quindi da Carlo con i doni e gli ostaggi inviati
da Marsilio; nonostante i cattivi presagi (due sogni dal significato sinistro), il re franco muove il suo
esercito da Saragozza. Rolando, eletto capo della retroguardia su proposta di Gano, rifiuta metà
dell'esercito offertogli da Carlo, chiedendo solo venti mila uomini più i "Dodici Pari". I Franchi
superano il passaggio di Roncisvalle, mentre i Saraceni si preparano a sorprendere la retroguardia.
Accortosi dell’agguato, Rolando potrebbe suonare l'olifante (il suo potente corno, che richiamerebbe
immediatamente le truppe del re), ma non lo fa, in nome del suo onore e del suo coraggio. Ha così
inizio la "battaglia di Roncisvalle". In un primo momento i Franchi hanno la meglio sui Saraceni, ma
la schiacciante superiorità numerica dei Mori fa sì che Rolando sia infine obbligato a suonare il corno.
L’eroe riesce comunque a ferire gravemente Marsilio e il figlio, mentre la retroguardia francese è
sopraffatta e ridotta a soli tre uomini. Rolando, colpito a morte, tenta, senza riuscirci, di spezzare la
sua gloriosa spada "Durendala" (o Durlindana); poi si accascia al suolo. Carlo, accorso al suono del
corno, sbaraglia gli avversari, che si danno alla fuga e annegano nel fiume Ebro. Marsilio, rifugiatosi
presso l'emiro Baligante, si suicida in seguito alla sconfitta di quest'ultimo nello scontro decisivo con
il re Carlo. Saragozza è conquistata e i Mori convertiti. Carlo torna ad Aquisgrana dove processa
Gano per tradimento e lo condanna a morte per squartamento. Rolando è vendicato.
Ma come si concilia questo racconto con le leggende che riguardano la Breccia di Rolando?
Roncisvalle si trova alquanto più a nord della Breccia! Evidentemente il desiderio di “spiegare” la
strana conformazione della roccia in modo fantasioso e suggestivo si è intrecciato con l’eco dei
racconti confluiti nella Chanson.
Così, una leggenda racconta di Rolando che, colpito a morte, tenta di spezzare la sua spada contro la
roccia; ma la spada resiste ed è la roccia a fendersi, e, attraverso la breccia, Rolando, prima di morire,
può ancora una volta vedere la sua amata terra di Francia.
Un’altra leggenda racconta anch’essa di Rolando, che fende la roccia con la spada, perché inseguito
dai nemici, e che poi sale sul suo cavallo e gli fa superare d’un balzo la distanza tra la breccia e il
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Caos di Gavarnie (circa 9 km!), grande ammasso di enormi frammenti di un contrafforte del monte
Coumélie, precipitato forse a causa di un terremoto, e che la leggenda attribuisce al tremendo colpo
degli zoccoli del cavallo, a conclusione del salto.


... ed ora qualche cenno di STORIA:

I documenti dell’Unesco, che dichiarano il Parco del’Ordesa Patrimonio mondiale, sottolineano, oltre
la bellezza della natura, le particolarità della flora e della fauna, l’interessantissimo aspetto geologico,
anche lo straordinario interesse storico culturale della zona, che vede sopravvivere una struttura socio-
economica, esistente in passato anche in altre zone montuose, ma ormai quasi del tutto scomparsa nel
resto dell’Europa
La presenza dell’uomo, prima nomade, poi sedentario, risale al paleoloitico superiore (40.000-10.000
a.C.), come testimoniano siti quali le caverne di Anisclo, i cerchi di pietra di Gavarnie e il dolmen di
Tella. L’uomo seppe utilizzare le risorse naturali, non solo nelle valli, ma anche sugli alti pascoli e
servendosi dei colli, per commerciare o per ricercare le condizioni di vita più favorevoli, secondo le
stagioni. Il perdurare di tale situazione fino ad oggi fa sì che l’aspetto dei luoghi, pur in modo non
rilevabile ad un’osservazione generica, sia fortemente determinato dalla presenza umana (ad es. gli
alti pascoli, specie oltre i 2000 m., sono tuttora utilizzati e mantenuti tali, con erba bassa e ben
concimata dalle bestie, in grandi spazi liberi; gli alberi sono cresciuti dove l’uomo ha tenuto lontano
gli animali; la presenza di cespugli come faggi nani è dovuta al continuo utilizzo dei germogli da parte
degli animali domestici;...)
Documenti medioevali (che probabilmente danno forma scritta ad accordi già da lungo esistenti)
testimoniano l’esistenza di comunità già ben organizzate (Vals d’Aragona e Vats di Bigorre, che
raggruppano in una medesima struttura politica numerosi nuclei abitativi). Il terreno appartiene alle
comunità (non a dei proprietari), che negoziano i diritti di passaggio e di pascolo, per transumanze,
che non tengono conto di confini ‘ufficiali’: la montagna d’Ossoue, sul versante di Gavarnie, che
durante l’estate diviene proprietà della Valle di Broto, che vi porta le mandrie attraverso il colle di
Bernatoire è una delle più interessanti testimonianze di tale utilizzo comune degli spazi, non sappiamo
se originariamente pacifico o no.
Di qui una delle caratteristiche della zona, che è luogo separato, sia nella vita quotidiana, sia nelle
formalizzazioni giuridiche e politiche, indipendenti dai poteri centrali e volte a garantire la pace tra
valli limitrofe.
Ma anche luogo di passaggio e di contatto, sia per le transumanze, sia per l’intenso passaggio di
pellegrini e commercianti attraverso i suoi colli: lo testimoniano già dal Medio Evo gli ospizi sorti
simetricamente ai piedi dei colli (Gavarnie-Bujaruelo, Héas-Pineta, Aragnouet-Parzan); e ancora nel
1791 si ha notizia di una valanga che sotto il passo di Boucharo inghiottì un convoglio di 120 muli,
con i loro conducenti.
La più recente caratterizzazione della zona è invece legata al turismo, che qui ha comunque un’origine
di particolare interesse culturale. La regione di Gavarnie fu infatti una delle villeggiature preferite del
movimento romantico europeo, luogo prediletto di scrittori e pittori, come Victor Hugo e Gustave
Doré, che furono affascinati dalla grandiosità degli spettacoli naturali (Hugo vede in queste rocce
gigantesche il “colosseo della natura”). La relazione dell’Unesco giunge ad attribuire alla zona “un
ruolo non indifferente nello sviluppo del movimento artistico romantico”: affermazione credibile,
considerata la particolare visione della natura del romanticismo, che ben poteva essere ispirata e
trovare conferme in questi luoghi.
Ad oggi, comunque, l’attività più importante resta quella dei pastori, con le mandrie che d’estate
migrano dalla Spagna alla Francia, dove il clima più umido e fresco assicura pascoli migliori.



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Nel nord gli insediamenti si presentano come tipici raggruppamenti di edifici con campi cintati lungo
le valli; al sud invece sono più frequenti piccoli villaggi arroccati su speroni e creste, con culture non
cintate e spesso terrazzate.
Qui, come altrove, il pericolo maggiore è che le dure condizioni di vita dei pastori inducano i giovani
a scegliere un futuro diverso, interrompendo una storia umana, che dura ininterrotta da tempi
antichissimi.




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AGGIORNAMENTO SITUAZIONE FINANZIARIA AL 29 luglio 2006:


PREVISIONE SPESE AL 29/7/2006 pro capite:

- spese A/R pullman                                          euro 158,00
- spese assicurazione individuale                            euro 14,00
- spese organizzazione                                       euro 12,00
- acconto spese ½ pensione x7gg                              euro 46,00
                               acconto spese pro capite      euro 230,00
- acconto versato fino al 12/5                                               200,00
- saldo acconto al 30/6/2006                                                  30,00

In base al nostro preventivo, restano in loco a carico di ciascun partecipante i saldi delle mezze
pensioni dei rifugi. Il preventivo del saldo delle ½ pensioni ammonta in:
7gg*30 euro = 210 euro-46 euro (acconto)= 164 euro saldo mezze pensioni pro capite

Come potete riscontrare, il budget pro capite è di 394 euro (230 tot.acconto+164 tot.saldo).
NOTA IMPORTANTE: tutti i pranzi sono a carico di ciascuno in base alle proprie esigenze e alla
propria organizzazione.
Resta da organizzare in loco per il giorno 4 agosto il percorso di risalita del vallone di Bujaruelo sino
al rifugio Meson de Bujaruelo per circa una decina di km. Chi non intendesse percorrerli a piedi sono
disponibili fuoristrada 4x4. Vedremo di contattare l’organizzazione per avere il servizio. Alcuni
hanno espresso il desiderio di visitare il grazioso paesino di Torla in Spagna ricca di passato storico.
Stiamo vedendo di venire incontro a questa esigenza.




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