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AI SINDACI DI COAZZE e DI GIAVENO
ALLE LISTE ELETTORALI DI COAZZE E GIAVENO
SMAT
ASL
ARPA
PROVINCIA
REGIONE
PROCURA REPUBBLICA

             CITTADINI GIAVENESI DOMANDANO...fatti, non parole


PREMESSO CHE
                                                      I FATTI -
  1. Negli ultimi mesi del 2008 scuotono l'indifferenza dei cittadini giavenesi, pur abituati agli eccessi e
     all'inesattezza di molte delle notizie “gridate” dai media, alcuni articoli invece mirati e dettagliati
     sul precario stato di salute dell'aria, acqua, suolo della propria valle:

     a livello provinciale, il rapporto dell'ARPA Piemonte, certificante per il primo semestre 2008 un
      aumento esponenziale delle aree contaminate nel Torinese: più del 100% rispetto al 2003, da 430 alle
      970; 50% nel solo 2007, da 309 a 408.
      fonte: “La Stampa” del 13/11/2008 Tutti i veleni della provincia
      http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=8882212

     a livello locale, le notizie che il Sangone si è colorato di blu, forse per la presenza di metalli
      pericolosi per la salute, ma che i campioni non potranno essere considerati in campo giudiziario
      perchè non prelevati in modo giusto; che c'è morìa di trote e perdura il mistero su cause e
      implicazioni, ma senza nessun pericolo per la salute; che torna l'allarme discariche avvelenate per
      l'area sequestrata dai Carabinieri in borgata Loiri e contenente rifiuti speciali, contenitori di olio,
      macerie edilizie e tetti in amianto ma che non c'è da preoccuparsi...
      fonti:
      “Luna Nuova” del 21/10/2008 Sangone morìa di trote. Una macchia blu tra Coazze e Giaveno-Copertina
      “Luna Nuova” del 21/10/2008 Il Sangone si colora di azzurro E sabato spuntano trote morte-p.25
      http://www.lunanuova.it/lunanuova/interface.jsp?fun=c_b&pof=0&myid=1275&cat=5&u_cat=null
      “Luna Nuova” del 24/10/2008 Accertamenti in corso sulla morìa di trote: tracce di metalli nell'acqua
      “Luna Nuova” del 31/10/2008 Torna l'allarme discariche...L'amministrazione pensa a sanzioni più severe

  2. CONTEMPORANEAMENTE viene diffuso dall'Asl il dato, gia' ventilato da anni e soprattutto,
     purtroppo, gia' osservato nel vissuto quotidiano di ognuno di noi, dell'alto tasso di tumori al colon a
     Giaveno, +73% rispetto alla media regionale, ma senza nessun allarmismo. Si ammette finalmente
     che l'anomalìa esiste, ma certamente non è un problema legato all'ambiente...
      fonti:
      “Luna Nuova” del 24/10/2008 Tumori al colon, più 73 per cento Giaveno s'interroga sulla paura

      http://www.lunanuova.it/24/10/2008lunanuova/interface.jsp?fun=c_b&pof=0&myid=1278&cat=5&u
      _cat=null
      “La Valsusa” del 30/10/2008 Aumentano i tumori al colon, ma senza nessun allarmismo
      “Luna Nuova” del 31/10/2008 Tumori,l'anomalia esiste. Numeri più alti rispetto alla media italiana: ma non è un
      problema legato all'ambiente
      “Il Sangone” ottobre 2008 Cancro al colon più mortale, in valle si muore il 73% in più
                                                                                                                       1
3. Nasce il forte dubbio, incentivato anche dal perdurante silenzio delle Autorità nonostante a Giaveno
   non si parli d'altro, che invece un collegamento ci sia tra inquinamento ambientale e salute, e
   soprattutto si sente il bisogno di essere tranquillizzati, con dati certi e trasparenti, e di evitare quindi
   ONDATE EMOTIVE DI PANICO E ALLARMISMO, sempre inutili ma comprensibili quando si
   parla di tali malattie e della morte dei nostri cari, anche in eta' non avanzata, ecco quindi che il
   Comitato Maddalena e gli Amicidigrillo organizzano una prima raccolta di firme - cui seguirà a
   febbraio quella del dott. Monaco, chirurgo dell'Ospedale di Giaveno, che già nel 2007 paventava un
   enorme aumento delle patologie tumorali in zona, anche 20-30 volte l'incidenza nazionale, al fine ad
   ottenere finanziamenti per ricerche in Valsangone sui troppi tumori – e protocollano ai Comuni di
   Giaveno e Coazze due richieste di chiarimenti, prese di posizione ufficiali, informazioni non delegate
   agli organi di stampa e risposte precise ad una decina di domande sull'inquinamento del Sangone
   di ottobre, la contaminazione della strada provinciale avvenuta lo stesso giorno, e le modalità di
   monitoraggio e bonifica delle discariche abusive, quelle sequestrate e quelle no
   Fonti:
   “Cronacaqui” del 2/01/2009 Preoccupazioni per il Sangone e le discariche
   “Il Sangone” dicembre 2008 Preoccupati per la salute
   “La Valsusa” del 20/11/2008 Grillini contro le emergenze taciute
   “Luna Nuova” del 18/09/2007 Tumori: parlano i medici
    “Luna Nuova” del 21/09/2007 Monaco: non sono quelli i dati che servono

4. I due sindaci scelgono il silenzio, e non ritengono, in spregio ai principi di trasparenza,
   partecipazione e collaborazione con i cittadini sempre sbandierati, di dover fornire alcuna risposta.

5. L'ASL nella serata pubblica a ottobre e nella conferenza stampa del 21 febbraio 2009, mira a
   tranquillizzare la popolazione: per il responsabile della prevenzione Laurenti l'allarme è del tutto
   ingiustificato, il picco va rubricato nelle normali oscillazioni casuali, comunque: “le piccole criticità
   che emergono sono legate ai tumori del cavo orale (imputabili a fumo e alcool), alla prostata (non
   causata da inquinamenti ambientali), al colon retto (che deriva da problemi nutrizionali)”.
   I dirigenti ASL ricordano che soltanto un giavenese su tre risponde all'invito allo screening gratuito
   proprio sui tumori al colon.
   I sindaci, finalmente presenti a febbraio, sostengono che “è ora di piantarla di fare allarmismo e
   diffondere paure”.
   I comitati ribattono che i dati sono fermi al 2003, e che proprio per non fare allarmismo sarebbe bene
   approfondire gli studi.

   Fonti:
   “Luna Nuova” del 24/10/2008 Tumori al colon, più 73 per cento Giaveno s'interroga sulla paura
    “Luna Nuova” del 31/10/2008 Tumori, l'anomalìa esiste Numeri più alti rispetto alla media italiana, ma non è un
   problema legato all'ambiente
   “Il Sangone” novembre 2008 Cancro al colon più mortale In valle si muore il 73% in più
    “Luna Nuova” del 24/02/2009 Nessun allarme tumori in valle Raffica di rassicurazioni dopo la raccolta firme
    “Luna Nuova” del 20/02/2009 Allarme tumori in valle

6. La Smat, nel frattempo, interrogata sul problema di eventuale presenza di amianto nelle condotte
   dell'acqua dalla giornalista, che cita peraltro precisi studi epidemiologici condotti all'estero e in
   Toscana negli anni '90 circa la conferma di maggiore insorgenza di tumori gastrointestinali in zone in
   cui l'acqua potabile conteneva tracce di amianto,dichiara:
“Per i sistemi fognari possiamo asserire che ce n'è molto poco, in quanto si tratta quasi esclusivamente
   di opere di recente realizzazione. In merito alle tubature dell'acqua potabile, in generale la
   presenza di amianto in tutto l'ambito è molto ridotto, verificheremo la percentuale in cui è ancora
   presente. In ogni caso non esistono rischi per la salute, in quanto l'amianto è pericoloso solo se
   esposto ad agenti esterni, come nel caso dell'utilizzo per i tetti.”
   Fonti:“Luna Nuova” del 21/11/2008 Nessun reclamo per quei lavori: disponibili a verificare eventuali segnalazioni
                                                                                                                 2
        E' QUEST'ARTICOLO E LA SCOPERTA CHE IN BORGATA MADDALENA
        ALCUNI TUBI DELL'ACQUA POTABILE SONO IN CEMENTOAMIANTO CHE
        INDUCONO I BORGHIGIANI AD APPROFONDIRE L'ARGOMENTO
        AMIANTO
                                     LE INFORMAZIONI ACQUISITE -

ACQUISITO che
       L'Italia, grande produttore di amianto, ne ha fatto un uso massiccio per decenni: scuole, piscine,
        tetti, treni, navi civili; tegole, pavimenti, tubazioni, vernici, parti meccaniche, tessutima migliaia di
        oggetti di uso quotidiano. Sui 30 miliardi si stimano, per difetto, le tonnellate ancora presenti
        nell'ambiente, nonostante la tardiva messa al bando dell'amianto, con la legge 257/1992.
   I dati recenti, in linea con gli altri p-aesi industrializzati, documentano un progressivo incremento delle
        neoplasie da amianto: non solo l'asbestosi, malattia tipica dei lavoratori e d'incubazione
        relativamente breve, 10-15 anni, che dovrebbe progressivamente decrescere, e
    il cancro polmonare, neoplasia per la quale l'amianto è ritenuto semplice concausa – ma già Doll, nel
        1955 stabiliva su base epidemiologica il rapporto causa-effetto tra amianto e tumore del polmone - di
        difficile studio anche considerando la scarsità dei fondi per la ricerca nel nostro paese

        quanto i mesoteliomi, tumori maligni causati dall'amianto, e altre patologie, tra cui i tumori del
         tratto gastrointestinale, dell'apparato genitale e del retto

        anche a basse dosi di esposizione Non esiste una "soglia" di sicurezza al di sotto della quale il
         rischio di cancro sia nullo: ogni esposizione all'amianto produce un rischio di cancro,

        anche negli ambienti di vita normale, comprese le scuole, esposizione “civile” e ancora più
         dannosa, in quanto senza alcun mezzo di protezione, a differenza dei professionalmente esposti.
         Nel 1991, l’Accademia delle Scienze di New York ha pubblicato uno studio sulle malattie da
         amianto, in cui vengono evidenziati i mesoteliomi degli insegnanti di alcune scuole americane,
         inquinate da amianto. Sempre nel 1991, è stato segnalato, su una rivista oncologica italiana, un caso
         di mesotelioma pleurico in un barbiere, per esposizione indiretta ad amianto, proveniente dai capelli
         degli operai impiegati in una vicina azienda di cementoamianto in Emilia.1

        anche a 40 anni dall'esposizione

         a causa sempre del subdolo e lento insorgere, del progressivo degrado dei materiali (sì, se fermo
         l'amianto non fa male, ma l'Eternit non è eterno), diffusi ovunque negli ambienti di vita normali; ma
         anche della mancanza di prevenzione, o di bonifiche non fatte o fatte male.

        anche per ingestione e non solo per respirazione di fibre di amianto: anche nell'acqua e non solo
         nell'aria:

   ECCO PERCHE' LE PAROLE D'ORDINE DELLE AUTORITA' VARIE:
     L'AMBIENTE NON C'ENTRA con questo tipo di tumore, oppure
     L'AMIANTO E' PERICOLOSO SOLO SE INALATO dovrebbero
     quantomeno essere aggiornate!!!
       1 Vedi Vetrina stampa a pag.
                                                                                                                 3
   SONO PASSATI 13 ANNI!!! dal TUTTORA SEMPRE CITATO (vedi Smat) parere dell’Istituto
    superiore di Sanità, allegato 3, al D.M. 14 maggio 1996, http://www.regione.emilia-
    romagna.it/AMIANTO/leggi/dm140596.htm, “...studi internazionali su popolazioni esposte ad acque potabili
    contaminate da amianto, sia provenienti da sorgenti naturali che dalla cessione da parte di condotte o cassoni in
    cementoamianto, non hanno fornito una chiara evidenza dell’associazione tra eccesso di tumori e consumo di acqua.”
    e da quello dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1994 relativamente al rischio correlato all’ingestione di
    fibre “non esiste alcuna prova seria che l’ingestione di amianto sia pericolosa.”,...
    SONO PASSATI 15 ANNI!!!DURANTE I QUALI gli studi sono andati avanti e sono emerse nuove evidenze
    scientifiche, nuovi interrogativi.
            Le prove dell'ASSOCIAZIONE TUMORI-AMBIENTE, tuttora incredibilmente negata dall'ASL nostrana , tra
ECCESSO DI TUMORI E CONSUMO DI ACQUA, sono di natura epidemiologica poiché nelle zone a rischio di
    esposizione a polvere d’asbesto il numero dei decessi x questo tipo di tumore è stato superiore a quello atteso, i
    gastrointestinali soprattutto, il doppio, o addirittura il triplo di quelli attesi ( Selikoff 1968-76).
            Corpi di asbesto sono stati rinvenuti in tumori del colon-retto di soggetti asbestosici da Ehrlich (1985), e
Homa e Coll (1994) evidenziarono che gli SMR (Standardized Mortality Ratio) per le neoplasie del colon-retto
    risultavano significativamente aumentati tra gli esposti a fibre anfiboliche, mentre cio' non avveniva tra gli esposti a
    crisotilo.
            L'ingestione di fibre di asbesto e' stata di recente al rischio di adenocarcinoma esofageo e di diversi
altri tumori intestinali (Jansson et al., 2005 – Kiaerheim et al., 2005)e si è ipotizzato che una delle cause potesse essere
    anche l’ingerimento di parte delle fibre inalate oppure di quelle presenti nell’acqua potabile.
            Recentemente, la IARC dedica una monografia specifica sul problema amianto
(http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol14/volume14.pdf),concludendo che “an excess risk of
    gastrointestinal tract cancers has been demonstrated corelata in groups exposed occupationally to amosite,
    chrysotile, or mixed fibres continaing crocidolite”.
            E le neoplasie gastriche, o dell'apparato gastroenterico, sono state comprese tra quelle della Lista 3 del
DM 27/04/04, Lista III, Malattie la cui origine lavorativa e' possibile.
            Vedi lo studio condotto dal Cancer Registry of Norway e presentato il 28 settembre 2004, i cui risultati
“supportano l’ipotesi di un’associazione tra amianto ingerito e rischio di cancro gastrointestinale in generale e rischio di
    cancro allo stomaco in particolare”.
            È il caso, inoltre, di citare un altro studio del 2004, portato avanti questa volta dal Departement of Obstetrics
and Gynecology del Vrije Universiteit Medical Center di Amsterdam, in cui è stato messo sotto esame il “mesotelioma
    peritoneale maligno in una donna di 76 anni con una storia di fibre di amianto ingerite”.
    La donna soffriva di numerose disfunzioni. Successivamente, la donna ammise di “essere solita preparare verdura
    cucinandola in acqua piovana raccolta da un tetto di amianto”.
            Ma è forse un altro esperimento ad essere il più interessante, oltre ad essere il più recente, dal momento
             che risale alla scorsa estate: la Division of Pulmonary Diseases dell’ Ankara Ataturk Training and
             Research Hospital di Ankara ha dimostrato come “L’ingestione orale di amianto crisotile colpisca la
             pleura (la membrana che riveste i polmoni e le pareti toraciche) e i polmoni dei ratti”. Gli autori dello
             studio hanno osservato che “l’amianto ingerito ha viaggiato dal sistema gastrointestinale fino ai
             polmoni”, “portando ad una proliferazione mesoteliale, che può condurre a tumori maligni”.
    Inoltre, lo stesso D.M. 14/5/1996 nei punti 3,4,5,6, AMMETTE CHE:
         1. “...l'uso di acque con elevata contaminazione di amianto (20x10 6 fibre/litro) può incrementare anche di
5 volte rispetto al livello di fondo, i livelli di fibre aerodisperse all'interno delle abitazioni servite da tali acque...” Ndr:
    cade l'argomentazione del non pericolo dell'ingestione
         2. E CHE : “...In ambito nazionale non sono state svolte indagini sistematiche ad ampio raggio sulla
 contaminazione da amianto della acque potabili; tuttavia, i risultati ottenuti nel corso degli ultimi anni dall' Istituto
    Superiore di Sanità in collaborazione con 7 Regioni, pur evidenziando che il fenomeno della contaminazione da
    amianto delle acqua potabili esiste anche in Italia, mostrano che esso ha dimensioni assai inferiore di quelle
    osservate in vaste aree degli USA e del Canada. Ndr: il solito benaltrismo
         3. E PRECISA CHE: “...Il rilascio di fibre da tubazioni o cassoni in cemento- amianto dipende dalla
solubilizzazione della matrice cementizia, dovuta soprattutto alla sottrazione di ioni di calcio; in tale situazione le fibre
    possono essere liberate e cedute all'acqua. Il rilascio di fibre causato perciò essenzialmente dalla natura dell'acqua
    condotta e in particolare dalla sua aggressività , che funzione di ph, dell'alcalinità totale e della durezza calcica. Il
    rilascio di fibre dalle tubature influenzato inoltre da altri fattori quali la temperatura, l'ossigeno disciolto, il contenuto
    di solidi sospesi, la turbolenza e la velocità dell'acqua. Nella Circolare del Ministero della Sanità n. 42 dell'1/8/86
    pubblicata sulla G.U. n. 157 del 9/7/1986 suggerito un indice di aggressività all'acqua da usare come riferimento per
   l'individuazione delle situazioni in cui potrebbe aversi rilascio di fibre dalle tubazioni in cemento- amianto. Ndr: urge
   richiesta analisi certe a SMAT
                                                                                                                            4


       4. E INVITA A: “...Va, peraltro, rilevato che, sotto il profilo dell'opportunità, l'impiego, anche ai soli fini di
manutenzione, di prodotti contenenti amianto dovrebbe essere, con il passare del tempo, sempre più limitato, in coerenza
  con l'intento del legislatore di assicurare una progressiva eliminazione dei materiali potenzialmente pericolosi per
  la salute pubblica. Per quanto sopra si richiama la necessità di valutare il reale stato di conservazione dei manufatti in
           oggetto (degrado del cemento- amianto , danni alla superficie dei cassoni, danni alle tubazioni, frattura della
  matrice cementizia, in conseguenza dei quali si potrebbe avere una cessione di fibre di amianto all'acqua) per
  decidere sulla opportunità della loro sostituzione. In proposito si richiama l'attenzione delle Competenti
  Amministrazioni sulla esigenza di programmare in tempi rapidi la progressiva e sistematica eliminazione delle
  tubazioni e dei cassoni di deposito di acque, via via che lo stato di manutenzione degli stessi e le circostanze legate
  ai vari interventi da effettuarsi diano l'occasione per tale dismissione.                    Ndr. E allora muovetevi
   COSCIENTI CHE
          La presenza di amianto anche sul nostro territorio, negli edifici pubblici e privati e nelle discariche abusive più
           volte segnalate invano, è un problema serio che non deve essere sottovalutato
        Sicuramente non è un problema che si risolve evitando di parlarne
        Arrivare all'individuazione di un rischio da cause ambientali e' particolarmente difficile, e puo'
         trascorrere molto tempo – e molti morti - dalla comparsa delle segnalazioni scientifiche, della
         casistica, delle raccolte dati epidemiologici all'ufficiale accettazione dell'effetto sulla salute e
         relativa adozione di normativa adeguata ed azioni preventive, spesso anche ostacolate da
         ragioni economiche
         l’Amministrazione Comunale ed il Sindaco in prima persona è responsabile del territorio e quindi della
         salute dei cittadini
        la responsabilità, in questo ambito, significa, per chi ha il potere, assumere il principio di precauzione
         come riferimento operativo, anche in assenza di sufficienti dati epidemiologici, quindi per chi
         rappresenta i cittadini significa assumere il principio di precauzione come riferimento ed esigere che chi
         ha le responsabilità della gestione delle strutture operi con strumenti, mezzi e organizzazione adeguati
         alla protezione della salute dei cittadini.
   CHIEDIAMO AGLI ENTI PUBBLICI
          se esista una precisa mappatura regionale provinciale comunale dei siti da bonificare, la tecnica ed i
           termini di bonifica, nonchè le tecnologie in uso o in progetto per la distruzione completa dei minerali
           di amianto
          che sia data una risposta precisa e scientifica ai vari punti della precedente interrogazione dei
           cittadini rimasta inevasa, dai risultati delle analisi delle acque alle modalita' e tempi della bonifica
           della discarica sequestrata di Loiri nonché di tutte le altre mappate e segnalate dai cittadini
          che cosa s'intenda fare per far si' che le Società cui abbiamo dato in appalto beni cosi preziosi come
           l'acqua ottemperino alle raccomandazioni di legge circa il progressivo, dal 1996 disuso e sostituzione
           delle tubature dell'acqua potabile in amianto
   PROPONIAMO
          considerato che i cittadini, in particolare in periodi di crisi economica e disoccupazione, per evitare di dover
           pagare costi altissimi alle ditte abilitate alla rimozione, possono trovarsi indotte ad abbandonare materiali di
           amianto per strada, o nei pressi di qualche cassonetto, o in discariche abusive, magari vicino a parchi giochi
           dei bambini, che le istituzioni si accollino i costi relativi allo smaltimento dell'amianto derivante
           dalle civili abitazioni o da manufatti, cisterne, tettoie e coperture che i cittadini si sono trovati a
           possedere senza colpa né coscienza ma divenendo involontarie vittime, quindi degne di aiuto da
           parte di Comune, Provincia, Regione e ASL che non possono ignorare nessuna emergenza
           sociale che investa l'intera comunità
          che siano altresì messi in programma i giusti finanziamenti per la ricerca epidemiologica in
           campo sanitario, in modo da MAI PIU'1 sottovalutare o negare come nuovamente avvenuto in
           questi mesi l'influenza dell'ambiente sull'insorgenza di qualunque tipo di tumore

       1   Vedi Vetrina stampa a pag. 9
                                                                                                                           5



                                           VETRINA STAMPA
Nichelino (TO) : Discarica abusiva piena di rifiuti pericolosi. Bonificarla costerà almeno 50 mila euro
Carcasse d’auto, pneumatici, amianto. Scempio sulle sponde del Sangone
Fonte CRONACAQUI 25/11/2008


Torino Nei sotterranei di Sant’Anna e Regina Margherita AMIANTO IN SOTTERRANEI PERCHE' NESSUNO
PAGA
Fonte CRONACAQUI 01/11/2008


Torino “...Sapevano che la produzione era pericolosa ma hanno risparmiato sulle misure di sicurezza. La Eternit,
spesso, forniva manufatti in amianto per pavimentare strade e cortili, o per coibentare i tetti delle case, generando così
una «esposizione incontrollata, continuativa e a tutt’oggi perdurante, senza avvertire della pericolosità dei materiali».
 una seconda inchiesta riguarda gli italiani - circa 5mila, una trentina le vittime - che hanno prestato servizio nelle sedi
in Svizzera. Qui l’indagato è Thomas Schmidheiny, fratello di Stephan, altro membro di una delle famiglie più ricche
del mondo: secondo notizie raccolte in Procura, sarebbe sua la striscia di terra in Centro America che la Rai affittò per
girare il reality “L’Isola dei Famosi”.
Fonte CRONACAQUI 11/10/2008


Trana (TO) Frana nell’ex cava.Una nube sul paese, il sindaco sicuro: «Nessun pericolo...Non c’è rischio, la viabilità
pubblica non è stata interessata, certo chiederò anche di mettere l’area in sicurezza e recintare la parte superiore, in
modo che nessun escursionista possa cadere. Mi preoccupa più questo che l’amianto sinceramente ». Perché Trana è
anche in zona sismica. E qualcuno in paese commenta: «Figurarsi che pensavano di bucarla per farci passare il Tav».
Fonte CRONACAQUI 14/03/2008


Barriera di Milano (TO) Tettoie in eternit per l'ex scuola dell'Asl e le vecchie autorimesse del piazzale, Amianto:
secondo ricerche del Politecnico e dell’Inail, soltanto a Torino si può arrivare a respirarne nell’aria 18.000 fibre al
giorno. “Non esiste la certezza che edifici realizzati con materiali contenenti fibra d’amianto, solo perché manutenuti
secondo norma, non possano liberarla nell’aria e i le cause possono essere molteplici. Ad esempio la lenta esposizione
alla pioggia: il cemento viene eroso e libera la fibra nell’aria che tutti noi respiriamo», dice Roberto Topino, medico
specialista in medicina del lavoro per l’Inail.
Fonte CRONACAQUI 19/01/2008


Spesso le imprese pagano perché gli operai tengano la bocca cucita. Nel 2020 il picco di vittime. Ma per Barroso il
problema non è grave. Amianto, le lotte e i prossimi 200mila morti.
Centomila morti all'anno secondo l'ufficio internazionale del lavoro, migliaia in Europa, l'amianto è ancora la seconda
causa di mortalità professionale nel mondo e secondo gli studi dell'epidemiologo inglese Julien Peto il picco di
malattie in Europa è per il 2020. Ci sarebbe da correre ai ripari e chiedere l'aiuto di università e case farmaceutiche,
ma la Commissione Barroso risponde picche - «data la limitata incidenza e prevalenza» - a 100 ricercatori europei che
chiedono fondi e programmi. Ci vogliono più morti e saranno accontentati, le previsioni più fosche ne stimano
200mila tra tumori ai polmoni e mesoteliomi pleurici solo in Europa.
Fonte LIBERAZIONE 27/09/05


Messina Ex Sacelit. A San Filippo del Mela, da quali medici dell'Ente pubblico autorizzata la nascita di un deposito
di derrate alimentari sullo stesso terreno della fabbrica della morte: 97 morti e 123 ammalati a causa delle fibre killer?
http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=4144 16/07/08 2003
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Torino, indagine dei giudici tumori da lavoro 700 i casi sospetti a rischio persino pizzaioli e barbieri. " i
familiari hanno diritto a indennizzi " via ai processi per le morti da amianto.
Anche il pizzaiolo o il barbiere possono essere mestieri a rischio di tumore. E' quanto sta emergendo da un'
indagine della procura presso la pretura di Torino, l' unica finora condotta in Italia sul cancro causato dal
lavoro o dalle condizioni ambientali. Oltre 700 sono i casi gia' nel mirino della magistratura. Ieri davanti ai
giudici sono comparsi Santino Beraud e Ercole Marte costruttori edili che negli anni ' 60 costruirono il
grattacielo della Rai che fu impermeabilizzato con amianto a spruzzo E' una sorta di "ricerca dei tumori
perduti". L' interesse della magistratura non e' solo legato agli aspetti penali, ma anche a quelli assicurativi:
"Ogni anno muoiono in Italia . dice ancora Guariniello . alcune migliaia di persone per neoplasie
professionali o ambientali. I familiari avrebbero diritto a indennizzi, ma non lo sanno e cosi' a ingiustizia si
aggiunge ingiustizia".
Fonte: Corriere della Sera 9/04/1994
A proposito della condanna dell'imprenditore che costruì il tristemente famoso grattacielo all’amianto” della RAI di
via Cernaia a Torino. Guariniello ha definito la sentenza "molto importante perché riconosce il principio che già 30
anni fa era nota la pericolosità dell'amianto e che il datore di lavoro aveva l'obbligo di informarsi"
Fonte: LA STAMPA 4/01/ 2007
Milano : I locali adibiti a cucina per la refezione milanese adiacenti al deposito quotidiani delle biblioteche comunali
di via Quaranta 43 hanno una tettoia sconfinata di amianto, le cui condizioni per forza di cose non sono buone, sono
evidenti l’azione di logorio del vento e della pioggia. Tale tettoia direttamente a spiovente sulle prese d’areazione delle
cucine e della biblioteca è un grave pericolo per i nostri figli che mangiano cibo all’amianto da anni senza saperlo. In
viale Molise vi è il mercato delle carni, i cui tetti sono in eternit, le cui fibre potrebbero finire nei cibi che mangiamo.
In Piazzale Martini vi è una sorta di piccola serra, tutta in eternit, a meno di 10 metri dal giardino di un asilo per
bambini.
http://www.02blog.it/tag/amianto2006 e 2007

Chiaiano “Il generale Giannini, braccio destro di Bertolaso, parla delle diecimila tonnellate di amianto e vari rifiuti
pericolosi trovate sotto il Parco delle Colline, alcuni, si badi, conservati in alcuni sacchi con etichetta Enel“.
Fonti:”La Repubblica” e (03/11/08)“Il Roma” (25/10/08) “Il   Mattino” (30/11/08)

       Pompei. Consiglio Comunale, GORI e ASL tranquillizzano i cittadini. Ma siamo davvero al sicuro? I cittadini
pompeiani bevono acqua con amianto?
http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=195050c1a9cfafe6 2008

Casarano (LE) “Tutto ciò premesso invitano l’Amministrazione Comunale a dare una risposta concreta al problema
   ed a prendere urgentemente provvedimenti in merito, avvisando sin d’ora che, in caso di silenzio o giustificazioni
   superficiali del fenomeno, trascorsi 30 giorni dalla prima notifica della presente, ci si vedrà costretti a compiere i
   passi opportuni per la difesa della propria salute”
Petizione cittadini di Casarano (LE) 2002

Bologna L’acquedotto di Bologna ( 400.000 abitanti serviti )ha circa un terzo ( 517 Km) delle sue condotte in cemento
amianto. L’impiego di tale materiale per la realizzazione di condotte idriche ha avuto una grande diffusione a partire
da metà anni ’60 , uso interrotto dagli anni ’90 a seguito del divieto di produrre e commercializzare prodotti contenenti
amianto ( L.257/92). Le condotte in cemento amianto sono costituite da amianto in matrice compatta di gran lunga
meno pericoloso rispetto a quello friabile( libero, tessuto, spruzzato).
Il possibile rilascio di fibre dalla matrice cementizia delle tubazioni in c.a. dipende dalla sottrazione di ioni calcio e
dall’aggressività dell’acqua (ph, alcalinità e durezza calcica) e l’acqua di Bologna, notoriamente dura, è poco
aggressiva.. Studi internazionali su popolazioni esposte attraverso l’acqua potabile a concentrazioni di 1-200x10.6di
ff/l non hanno fornito sinora chiare evidenze fra eccesso di tumori gastrointestinali e consumo di acqua contenente
amianto. Dal canto suo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità a tal proposito afferma che..” Non esiste alcuna prova
seria...” ndr. In che anno?
2007 - INDAGINE SULLA PRESENZA DI FIBRE DI AMIANTO NELL’ACQUA DELL’ACQUEDOTTO DI BOLOGNA
Emilia Guberti - DSP A-USL di Bologna




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Legnano (MI) L’acquedotto di Legnano, che serve 56 mila abitanti e sviluppa complessivamente 200 km ha una
piccola percentuale che non è nota totalmente nel dettaglio in quanto non si ha documentazione circa lo sviluppo totale
e la precisa localizzazione: la percentuale è stimata in meno del 3%, quindi pari a circa 5,5 km delle condotte siano
fatte in materiale cemento/amianto.
Comune di Legnano.30 gennaio 2007 INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE ANGELO PISONI SU
RETE IDRICA.

ROMA - Interrogazione del deputato del gruppo misto Marco Pottino e di Brugger, minoranze linguistiche, che
chiedevano tempi certi sui procedimenti giudiziari x l'elevato numero di tumori polmonari riscontrati in occasione di
autopsie, nella grande maggioranza dei casi lavoratori in contatto con l'amianto presso i cantieri navali di Monfalcone
e anche loro familiari, verosimilmente impegnati nel lavaggio e nella manipolazione delle tute o degli oggetti di
lavoro. Per il Friuli-Venezia Giulia, che conta poco più di un milione di abitanti, la morte di 1500 persone "significa
far sparire interamente un centro abitato".
Il sottosegretario alla Giustizia Luigi Li Gotti ha risposto in Aula snocciolando i dati forniti dalla procura della
Repubblica di Gorizia. A metà settembre 2007 erano pendenti, in fase di indagini preliminari, 211 procedimenti
relativi a ipotesi di omicidio colposo e 530 relativi a ipotesi di lesioni colpose, dei quali complessivamente 689 a
carico di ignoti e 52 a carico di noti; nello stesso momento era stata emessa richiesta di rinvio a giudizio per ulteriori
13 procedimenti, 4 dei quali definiti con sentenza di non luogo a procedere e 9 invece transitati nella fase
dibattimentale, dove allo stato pendono; sempre a metà settembre 2007 erano state presentate dal pubblico ministero
365 richieste di archiviazione.
http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Superabilex/Zoom/info630981141.html


Norme per la bonifica delle strutture e dei territori contaminati dall'amianto, DISEGNO DI LEGGE
d'iniziativa senatori Muzio, Marino e Pagliarulo, SENATO REPUBBLICA XIV LEGISLATURA, N°228
Onorevoli Senatori. Due anni orsono e' terminato un processo a Casale Monferrato con la condanna della
Eternit Spa, per le responsabilita' conseguenti alla lavorazione dell'amianto negli stabilimenti. Erano circa
1.500 le parti civili in quel procedimento: si trattava di ex lavoratori e di eredi delle vittime dell'amianto.
Sulla tossicita' e sugli effetti cancerogeni dell'amianto vi e' ormai una vasta letteratura in testi e dati fin dal 1935, studi
occultati dall'industria del nostro Paese che ha difeso l'idea della sicurezza dell'amianto, una pura operazione
lobbistica con la quale gli industriali del settore hanno combattuto la battaglia in difesa del proprio business. E' una
logica perversa, quella del profitto a tutti i costi, un modello di sviluppo che ha provocato morti, che generera' costi
all'infinito se non si sapra', sulla scorta di quanto avvenuto, porvi rimedio.
Alla fine della X legislatura fu approvata la legge 27 marzo 1992, n. 257, dopo una lunga battaglia dei lavoratori del
settore. La legge contiene norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto, al divieto di estrazione e di
importazione, alle modalita' di smaltimento. L'Italia e' stata pero' inadempiente sull' adeguamento a disposizioni
comunitarie che gia' dieci anni fa prevedevano per i Paesi membri misure di prevenzione e di protezione dall'amianto.
Le imprese hanno preteso questi ritardi dai Governi che si sono
succeduti, sia per ragioni nobili (il larghissimo ambito di applicazione dell'amianto per le sue qualita' tecnologiche), sia
per ragioni meno nobili, cioe' il basso costo della materia prima.
Le circa tremila applicazioni dell'amianto vanno dall'edilizia ai rivestimenti antincendio, agli isolanti, alle condotte, ai
tubi per acquedotti, ai tetti e alle coperture di edifici in generale, alle pavimentazioni e alle soffittature.
Sono esposti lavoratori e cittadini che vivono a contatto di produzioni e di queste applicazioni.
Le fibre di amianto sono assunte dall'uomo per inalazione, attraverso l'apparato respiratorio fino a raggiungere i
polmoni oppure tramite ingestione. L'asbestosi e' la malattia legata alla proprieta' di queste fibre e provoca la
cicatrizzazione del tessuto polmonare con conseguente perdita definitiva della
capacita' funzionale. Recenti studi scientifici confermano che non e' possibile guarigione alcuna dalle lesioni prodotte
dall'asbesto ed e' ormai certo che esso produce tumori maligni della pleura e del peritoneo, chiamati mesoteliomi,
tumori polmonari e gastrointestinali.
Questa sostanza cancerogena non ha alcun livello di soglia o limite che possa garantire la salute di coloro che siano
esposti, in quanto e' dannosa anche la minima quantita'.
Indagini epidemiologiche hanno gia' peraltro evidenziato in Casale Monferrato che purtroppo le vittime dell'asbesto fra
la popolazione sono destinate ad aumentare drammaticamente nei prossimi anni dato il lungo tempo di latenza delle
forme tumorali legate all'amianto, registrando un eccesso di mortalita' corrispondente a sedici volte la media
nazionale.
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Bisogna quindi colmare un vuoto lasciato dalla legge n. 257 del 1992. E' indubbio che si debba intervenire per i danni
che l'amianto, pur dopo quanto previsto dall'articolo 1 della legge, continua a produrre. Occorre
procedere alla bonifica di strutture e siti che vedono la presenza di amianto, intervenire per evitare danni futuri, per
non accettare una condizione disumana, su cui si tace continuando a contare i morti.
Si dovra' «mappare» il territorio che vede la presenza di amianto, attivare la ricostruzione della situazione
dettagliatamente e con precisione; non si potra' bonificare tutto il territorio contemporaneamente, si dovra'
vedere cosa e come bonificare, si dovrebbero stabilire priorita' in base alla pericolosita' dell'esposizione
alla contaminazione.
Il soggetto tecnico incaricato della mappatura, delle priorita' e della bonifica e' l'unita' sanitaria locale competente per
territorio.
Senza dubbio questo lavoro deve essere realizzato in stretta collaborazione con i soggetti esposti e organizzati che
denominiamo «comitato di partecipazione dei lavoratori e cittadini» per la bonifica dei siti contaminati da amianto, che
dovra' essere costituito dai comuni interessati per affermare la responsabilita' del comune in materia di salute
pubblica.
L'azienda sanitaria locale dovra' utilizzare dei presidi di secondo livello per le analisi e le indagini e non ultimo per la
determinazione delle priorita' e delle modalita' di bonifica, nonche' dei controlli da effettuare in
corso di bonifica e a suo completamento. I presidi di riferimento sono il presidio multizonale di igiene e prevenzione, i
dipartimenti universitari competenti in materia e l'Istituto superiore di sanita'.
Non si realizza pero' bonifica senza partecipazione: coloro che sono stati o sono esposti sono i soggetti di
partecipazione. Tali soggetti sono oggi principalmente rappresentati da associazioni, composte anche dai familiari
delle vittime, e dall'Associazione esposti amianto, che si battono per il rischio zero e per le operazioni di bonifica.
I lavoratori e i cittadini associati, le associazioni ambientaliste anti-amianto sono parte importante, soggetto
indispensabile perche' tutto cio' venga realizzato.
Infine vi e' il problema finanziario: chi paghera' la bonifica? Si dovrebbe dire correttamente e coerentemente che chi
inquina paga. Sappiamo pero' quanto cio' sia difficile da ottenere.
Chiediamo quindi che i costi delle indagini per la costruzione della mappa dei rischi e dei danni, così come quelli
attinenti alla bonifica di edifici pubblici o privati, siano a carico dello Stato, con l'utilizzo, essendo
questa dell'amianto una vera e propria calamita', delle leggi di spesa relative alle emergenze previste dal bilancio dello
Stato e del rifinanziamento della legge n. 257 del 1992.
Infine, proprio perche' tutto questo non venga disatteso e senza la possibilita' di individuare responsabilita', si devono
prevedere sanzioni. E' gia' grande il danno, non si puo' perdere tempo.
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00007858.pdf

Petizione inviata al Parlamento Europeo il 5 marzo 2002 da Federico Cappello, esponente della Lega Tumori, nella
quale si denuncia la morte di 25-30 persone all'anno per per Mesotelioma, a causa dell'amianto, nella zona di Casale
Monferrato.
Petizione anti-amianto al Parlamento Europeo - Di Vito Palumbo, Italiasalute.it


MONFALCONE Ma quanti sono i morti a Monfalcone?
La zona di Monfalcone è un'area di circa sessantamila abitanti e quindi noi dovremmo aspettarci, se non ci fosse
l'amianto di mezzo - visto che questo è un tumore molto raro nella popolazione generale se non c'è l'amianto -
dovremmo aspettarci un caso ogni 17 anni, e invece ne vediamo circa uno al mese. Questa è la proporzione. Finora ne
abbiamo visti più di 200, dal 1980 a oggi. Quest'anno ne abbiamo visti - alcuni casi non sono ancora ben definiti -
circa una ventina. Quindi abbiamo avuto un ulteriore aumento. Ed è presumibile che questo aumento che abbiamo
avuto quest'anno sia riferibile a una forte attività del cantiere navale nei primi anni '60.Secondo i dati dell'ISS nel
decennio 1988-1997 ci sono stati più di 1.000 morti l'anno. Si prevede un picco di mortalità nel 2025 quando, solo
in Italia, le vittime saranno quasi 30.000. .. E sappiamo che purtroppo in varie regioni sono stati segnalati dei casi di
mesotelioma in insegnanti che avevano prestato servizio in scuole coibentate con amianto. ...A un certo punto il porto
di Napoli è stato scelto come terminal del trasporto di amianto dalla repubblica popolare cinese, che è uno dei
maggiori produttori mondiali, ai paesi dell'area mediterranea. Ora: è stato chiesto come mai è possibile che dopo la
legge del '92 delle navi straniere contenenti amianto arrivino a un porto italiano e da qui siano mandate? È stato
risposto che questi sono fuori dai confini. Secondo il diritto marittimo non arrivano in Italia, in teoria, anche se
arrivano in Italia. E quindi vediamo che questa è una delle mille vie attraverso le quali i lavoratori e tutti noi possiamo
essere esposti all'amianto anche dopo la legge del 1992.Fonti: Report 2002 Amianto sul mare, Giovanna Boursier e
C.BIANCHI - responsabile Istituto di Anatomia patologica di Monfalcone
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"Venezia città moderna" di Ermanno Olmi (1958) "Circa 40 anni fa qui era tutto un triste paesaggio di acque
stanche, nell'atmosfera desolata delle paludi. E proprio qui sulle barene, negli interni della laguna ebbe inizio il
riscatto di Venezia, il suo inserirsi viva nel progresso del lavoro. La realizzazione dell'attuale porto industriale di
PORTO MARGHERA risale al 1917 per iniziativa del Conte Giuseppe Volpi. In questi quarant'anni la terra strappata
dalle opere di bonifica all'inutile indugio del mare, ha superato, nel complesso delle aree coperte dagli stabilimenti e
impegnate nello sviluppo del quartiere urbano, i quindici milioni di mq. Dal lontano 1917 tante industrie sono nate e
altre sono in fase di realizzazione. E oggi la terra sottratta al morire delle acque sulla palude non basta più. Ulteriori
opere di bonifica sono previste per far fronte al continuo dilatarsi della zona industriale di Marghera. Più di 200
industrie si sono affiancate l'una all'altra assicurando possibilità di lavoro a 30.000 operai. Non una città ma quasi una
città. Nelle case la vita si svolge serena, nella sicurezza di questo lavoro e una gondola testimonia il gentile orgoglio
del veneziano per l'aggiunta al tessuto antico e prezioso della sua città".
Ma Quindici anni dopo la vita dentro casa è già un po' meno serena, Da: "Cronache del lavoro e dell'economia - 1973
“continuo a soffrire per la mancanza di respiro una debolezza tale che non son neanche capace di fare dieci scalini".
"Io la mattina quando mi alzo vedo tutto i piedi sporchi di carbone e tutti gli occhi che mi bruciano"
Autrice Secondo voi in 50 anni e' mai stata fatta un'indagine epidemiologica sui centomila abitanti di Porto
Marghera? La risposta è no. Ma ritorniamo agli anni '60, Venezia e' una città speciale e ha delle leggi speciali, quelle
del del '36 e del 63: "e' vietato scaricare, in qualsiasi modo, rifiuti o sostanze che possano inquinare le acque della
laguna".
Ma Venezia città moderna ha pronto il piano regolatore del 62: "si autorizzano a Marghera la costruzione di impianti
che diffondono polvere o esalazioni dannose alla vita umana, e che scaricano in acqua sostanze velenose".
Più tardi si dirà che non si sapeva che era una brutta cosa, ma nella lingua del 1962 cosa significava "polveri o
esalazioni dannose alla vita umana"? Chi ha scritto quel piano regolatore? Il commissario straordinario del Governo.
"Eravamo una quindicina di persone, tutti morti, la maggior parte tumore al fegato, tumore al polmone, tumore al
cervello"."Dicono che ci siamo ammalati perché siamo dei veneti e beviamo molto, potrei anche dire che i musulmani
per via della religione non bevono mica alcool perché non danno a loro la produzione di Cvm e pvc, i veneti
mandiamoli a lavorare nelle cantine sociali o nelle birrerie, o nelle distillerie, vedrà che probabilmente vivranno fino a
novant'anni e non moriranno più a quaranta anni di tumore no?" NATALINO PERAZZOLO - Insaccatore
Petrolchimico Marghera
"Intorno agli anni '60, '63 '65, quando è subentrata la Montedison, con una trattenuta di 1300 lire, se morivi, la
Montedison ti pagava il funerale, è andata avanti così fino alla fine degli anni '80.
FELICE CASSON - Sostituto procuratore Procura di Venezia "Perché purtroppo in questa materia così delicate e
importanti hanno prevalso gli interessi dell'industria piuttosto che quelli a tutela dei lavoratori"
Solvay FERRARA Dal '95 i giornali scrivono che ci sono troppi morti. Ma nulla si muove. Nel gennaio 2001
arrivano i dati di un'indagine epidemiologica dell'Istituto Superiore di Sanita': fra coloro che hanno lavorato alla
Solvay c'è un aumento dei tumori rispetto alla popolazione della regione. Aumentano di 40 volte i tumori al fegato e
alla laringe, dell'80% quelli al polmone e secondo il medico del quartiere aumentano anche quelli degli abitanti
dell'area a ridosso del polo chimico. L'Asl dovrebbe fare un esposto, dovrebbe chiedere di indagare, capire perché
dovrebbe funzionare cosi'! Non succede nulla.
MASSIMO PIERPAOLI - Medico di base "Comunque questa è una città dove le cose devono sempre andare bene"
LUIGI ONESTINI - Sindacalista Solvay Ferrara "C'è stata anche questa fase in cui si veniva anche presi in giro. Il
"fegato grosso" , l'epatomegalia, voleva dire aver mangiato salamini da sugo, aver mangiato male, questo
ingrossamento del fegato era dovuto ad una alimentazione scorretta, ci sono stati degli anni che sono stato proprio bui"
Fonti: Report Verità e Giustizia, 2002
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EMILIA GUBERTI - ASL Bologna Nella nostra città la maggior parte delle condotte principali sono in cemento e
amianto...In che percentuale?...
90%...E come è possibile che voi avete il 90% di tubature in amianto e non vi siete preoccupati di fare uno studio sulla
cessione che può verificarsi nell'acqua?...
Come dicevo lo studio lo abbiamo in programma. Sono diversi anni che cerchiamo di farlo ma ci sono delle difficoltà
tecniche per questo tipo di analisi sull'acqua…Ma che tipo di difficoltà?
Delle difficoltà di tipo analitico che io sinceramente non sono in grado di dire…Ma chi sono i responsabili, a chi
bisogna chiedere?
Sono i laboratori dell'Agenzia Regionale per l'Ambiente (ARPA)…
GIANCARLO PAVONI - ARPA – Bologna Noi abbiamo avuto una richiesta recente, sotto le ferie, alla quale non è
che abbiamo detto di no. Abbiamo detto: vediamo il piano di lavoro, la quantità che ci chiedete…Non sono analisi
difficilissime da fare…
Sono complicate ma non impossibili… Infatti non sono impossibili e lo sa bene l'Azienda che gestisce l'acqua di
Ferrara che ha il 60% delle tubature in amianto e che le analisi le ha fatte da tempo.
I risultati ci hanno dato valori da zero a qualche migliaio di fibre per litro. Vorrei fare rilevare che in Italia non
esistono ancora limiti di legge....
GIUSEPPE RAFFAELLI - Società Energia Ambiente – Bologna Vorrei precisare, tuttavia, che l'amianto non
presenta nocività per ingestione ma sappiamo che è nocivo per inalazione…
VITO TOTIRE - Medico del Lavoro E però altre fonti istituzionali, come la Iarc di Lione, hanno classificato fin
dagli anni '70 l'amianto come cancerogeno anche per l'apparato gastroenterico. Quanto meno potremmo dire che
non c'è unanimità di vedute.
... Ma il limite guida, che è quello stabilito dalla Comunità Europea, è di un solo microgr.per l. e dai dati che ci ha
fornito l'USL possiamo vedere che tutte le centrali di Bologna lo superano abbondantemente mentre il valore limite,
che è quello stabilito dalla legge italiana, è di 30 microgr. per l.Per questo motivo l'acqua diventa a norma di legge.
EMILIA GUBERTI - ASL Bologna Allo stato attuale delle conoscenze possiamo dire che gli organoallogenati
attualmente presenti non dovrebbero costituire un problema di salute pubblica.Va comunque detto che si dovrà
perseguire lo scopo di arrivare a quello che è il valore guida della normativa internazionale che prevede il valore di un
microgrammo. ...Quindi siamo molto al di sopra del valore guida.
VITO TOTIRE - Medico del lavoro Stiamo parlando di sostanze classificate dall'Agenzia Internazionale di
Ricerca sul Cancro come possibilmente o probabilmente cancerogene. La letteratura scientifica internazionale
da decenni afferma, senza timore di smentita, che quando si parla di situazioni cancerogene non si può
ipotizzare l'esistenza di una soglia di sicurezza. Questo è il motivo per il quale con queste sostanze occorre
puntare a livello zero...si deve pensare che ogni anno in Italia muoiono almeno 1000 cittadini italiani per
mesotelioma della pleura, tutti morti a norma di legge perché sono stati esposti ad una sostanza che, fino al '92,
questo paese non ha voluto mettere al bando. Non è una bella soddisfazione morire o acquisire un tumore a
norma di legge.
MILENA GABANELLI in studio I tumori sono in aumento. Da qualche parte ci sarà una concomitanza di fatti
per cui ogni settore è un po' responsabile di qualcosa. O no?
MASSIMO OTTAVIANI - Istituto Superiore di Sanità Si, che i tumori oggi in Italia abbiano una derivazione
ambientale è certo. Ma addebitarli esclusivamente all'uno o all'altro comparto mi sembra non corretto.
Fonti: Report Acqua pagata acqua regalata, 1998
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 COSTRUIRONO LE STELLE DEL MARE, LI UCCISE LA POLVERE, LI TRADI’ IL PROFITTO
TRIESTE - “Vivere di cantiere”, è scritto sui murales dedicati al secolo di vita della fabbrica navale di
Monfalcone,fondata nel 1908. Da mesi tappezzano ogni angolo della città. Segnano l’ultimo angolo a Nord
del Mediterraneo, ieri spazzato dalla bora sotto le Alpi innevate. Niente ricorda che di cantiere si può morire.
Niente sui Caduti sul lavoro, precipitati dalle impalcature,ustionati o bruciati vivi dal 1908 a oggi. Niente,
soprattutto, sulla strage da amianto che fa di Monfalcone qualcosa di infinitamente peggio di Marghera o
della Thyssen di Torino.Novecento morti, che nel 2012 saranno mille e nel 2016 millecento.Ne partono al
ritmo di venticinque all’anno, dall’inizio degli anni Settanta, e le previsioni fino al 2020 sono catastrofiche.
Forse la più orrenda strage aziendale italiana. Certamente la più sottovalutata.
Ma il peggio non è l’enormità del numero. È l’enormità del tradimento. L’imbroglio consumato nei
confronti di uomini che hanno fatto il vanto dell’Italia, uomini segnati da un patriottismo aziendale unico.
Dalmati, friulani, loveni del Carso, goriziani,triestini e istriani. Cinquantamila in un secolo, dei cantieri e
dell’indotto. Ondate di gente che arrivava ai cancelli in treno, a piedi, in bicicletta. Un’epopea. Il cantiere ha
varato quasi mille navi, e la nave non è un’automobile: è un oggetto irripetibile, il riassunto di un’arte. Gli
uomini che l’hanno fatta ne seguono per la vita le rotte sul mappamondo. La mostrano con orgoglio a figli e
nipoti, la raccontano per lasciare un segno di sé. “I malati venivano da noi con la foto delle navi fatte da
loro” racconta Valentino Patussi, dell’Ufficio medicina del lavoro di Trieste, incaricato delle indagini dalla
Procura.
Monfalcone non è Genova né Castellammare. È nata tutta dai cantieri. Prima del 1908 era solo acque
salmastre e zanzare; poi, con capitale austriaco, è nata la città. Una “company town” a pieno titolo. Totale la
sua simbiosi col cantiere; e totale, di conseguenza, il suo strazio e il disincanto di oggi. Ma poi c’è anche
l’enormità del silenzio. Quello di un’azienda, una provincia, una regione che rimuove i morti, li ignora
persino nelle celebrazioni del centenario mentre l’allarme serpeggia ovunque, anche su Internet, con terribili
richieste dagli operai di mezza Italia.
La sottovalutazione e il mancato allarme durano dagli anni Sessanta e sono continuati anche dopo la bonifica
degli impianti, mentre gli operai del cantiere e delle ditte in appalto entravano in agonia senza sapere perché,
muti di fronte a quella parola,”mesotelioma”, che li inchiodava dopo decenni di salute apparente. Oggi si sa
che qualcuno sapeva; era stato informato che l’amianto è una bestia che non perdona e il mesotelioma,
quando lo scopri, ti ammazza in sei mesi. I polmoni ti strangolano come una garrota e la diagnosi precoce
serve solo ad avvelenarti il tempo che resta. In caso di amianto il miglior referto è semplicemente sapere più
tardi possibile.
E così gli uomini che hanno “vissuto di cantiere” sono morti senza copertura Inail, senza assistenza legale,
senza interesse della politica e persino della giustizia che per dodici anni ha ricevuto denunce di morti
sospette senza chiudere fino ad ora nessun processo. Per questo la Procura generale ha rotto gli indugi e
svolto un’indagine-lampo unica in Italia.
C’è voluto un giudice perché il Friuli-Venezia Giulia sapesse di questa tragedia, e per far capire che non
affrontare l’emergenza significava semplicemente non governare. Non si poteva più ignorare che a
Monfalcone e Trieste gli esposti al rischio sono diecimila, per l’effetto congiunto del porto e dei cantieri. A
livello regionale, il top in Italia.
Ma se i morti sono un esercito, per i vivi è in atto un micidiale conto alla rovescia. ...Ma sì, dicono
amaramente i superstiti, il cimitero è solo una discarica autorizzata di amianto. Ora che si è scavato nella
Fincantieri come mai in passato, l’azienda - inchiodata da prove inconfutabili - parla di depenalizzare il
reato e compensare le famiglie con un fondo nazionale. Come dire: il costo è di tutti e la colpa di nessuno.
Un classico finale all’italiana. Ma chi ha sofferto non ci sta. “Altro che malattia sociale!”, quasi piange Rita
Nardi, vedova di Gualtiero, morto alla vigilia di natale del ‘98 dopo mesi da incubo. “Questi li hanno
ammazzati come conigli per un tozzo di pane”. di PAOLO RUMIZ Fonte: La Repubblica 14 Dicembre 2008
ALL.:
RASSEGNA STAMPA, DECRETO 14 maggio 1996, DISEGNO LEGGE 228/2001 x Bonifica strutture e territori
LETTERE A COMUNI Giaveno e Coazze PROTOCOLLATE E INEVASE IL 6 NOVEMBRE 2008
RACCOLTA FIRME cittadini di Giaveno
R.GUARINIELLO SE IL LAVORO UCCIDE, RIFLESSIONI DI UN MAGISTRATO, EINAUDI 1985

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