tesina leggerezza pesantezza

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tesina leggerezza pesantezza Powered By Docstoc
					Butterfly Kidnapping by Tony De Carlo



              Scialpi Caterina
      V A linguistica    a.s. 2008/2009
Liceo Polivalente statale “Don Quirico Punzi”
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                         INDICE:

   Introduzione                      pag. 3 - 4
   L’insostenibile leggerezza dell’essere - Milan
 Kundera                               pag. 5 - 6 - 7
   La Leggerezza - Italo Calvino      pag. 8 - 9
   Der Kübelreiter - Franz Kafka      pag. 10
   Technology                         pag. 11
   The picture of Dorian Gray - Oscar Wilde
                                       pag. 12 - 13
   Jean-Paul Sartre                   pag. 14 - 15
   La Primavera di Praga              pag. 16 - 17
   Friedrich Nietzsche              pag. 18- 19 – 20
   I pianeti                          pag. 21 – 22
   Fonti                              pag. 23




                               Happy Olimpia
                               by Matteo
                               Lo Greco




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                                                Introduzione:

  «La grandezza di un uomo risiede per noi nel fatto che egli porta il suo
        destino come Atlante portava sulle spalle la volta celeste».
                                                 L’insostenibile leggerezza dell’essere – M. Kundera.

      L’opposizione leggerezza - pesantezza è in genere spiegata con il
   significato di positività per quanto riguarda la prima e negatività per la
          seconda. La leggerezza dell’anima è una sfida affascinante,
  un’aspirazione, un dono per i pochi eletti che riescono a proiettarsi al di
  sopra di questo nostro caotico mondo. Ed eccoli, ormai librati nell’aria, i
 fratelli delle nuvole che non sono in balia del vento: il loro sguardo pieno
  di comprensione si riflette come un lampo di felicità negli occhi di chi si
 trova sotto e osserva con ammirazione le piume bianche delle loro grandi
 ali, esse portano con sé i fardelli dei mille problemi a cui ogni uomo deve
   far fronte, ma sono talmente forti da sentirli appena. Però la pesantezza
delle vita, delle cose che ci opprimono, ci aiuta a superare il percorso verso
la maturazione, momento in cui ci si eleva nei cieli della consapevolezza e
     dell’ironia, caratteristiche preponderanti nell’età moderna. Occorre
  imparare dalle difficoltà per capire ed aiutare chi dopo di noi affronta le
    stesse situazioni. Ci sono due modi per sdrammatizzare: attraverso la
 razionalità e attraverso la follia, il cui confine è davvero sottile. La prima
tende a prendere in analisi gli avvenimenti, i sentimenti stessi, fino a trarre
 le conclusioni più adatte; la seconda porta alla totale alienazione mentale,
        cioè a un estraniamento dalla realtà che ci permette di condurre
      un’esistenza più “serena”. Si deve quindi vivere con leggerezza la
      pesantezza della quotidianità, in modo tale che i due poli possano
                            convivere pacificamente.


  All'inizio del secolo, Le Courbusier aveva disegnato un tavolo che
   giocava proprio con i materiali per costruire una illusione ottica. Il
  piano era un cristallo, le gambe una struttura nera. La percezione
 visiva dell'oggetto suggeriva un piano leggero appoggiato su solidi
       sostegni. Ma se si provava a sollevare i due oggetti, le gambe
        erano leggerissime (realizzate con materiale aeronautico) e il
     piano pesava moltissimo (un cristallo di notevole spessore). Le
  Courbusier sapeva che la leggerezza, al massimo, poteva essere
  soltanto una magnifica illusione. Un gioco raffinato, perché il peso
                               era inevitabile e la materia inesorabile.




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   Qualche tempo fa mi è capitato tra le mani un libro intitolato L’insostenibile
    leggerezza dell’essere di Milan Kundera. Il titolo ha subito catturato la mia
          attenzione e ho deciso di leggerlo, mentre sfogliavo le pagine ero
completamente rapita dalla semplicità con cui l’autore si spostava tra le storie e
tra i pensieri dei protagonisti. Egli ha saputo rendere quasi ovvi i loro complessi
ragionamenti, tanto che ho fatto del suo romanzo il punto di partenza per la mia
     tesina. In seguito ho analizzato la prima delle conferenze di Italo Calvino,
      racchiuse in Lezioni americane, in cui vengono sostenute le ragioni della
  leggerezza; la lezione termine con il riferimento a un racconto di Kafka (Der
   Kübelreiter), che ho ritenuto opportuno riferire nella sua lingua originale: il
     tedesco. Calvino tratta inoltre la “moderna” leggerezza, quella del mondo
   dell’informatica: argomento di cui ho voluto riportare qualche concetto. Per
quanto riguarda la letteratura inglese mi è sembrato pertinente scegliere Wilde e
   il suo Ritratto di Dorian Grey, in cui troviamo la vana dea dell’apparenza e
 della giovinezza come fulcro della riflessione. La vacuità dell’aspetto esteriore
 può però estendersi all’intera esistenza, che farebbe sentire l’individuo in balia
   del nulla intorno a sé: è in questo campo che spazia la saggezza di un grande
    scrittore e filosofo francese: Jean-Paul Sarte. L’avvenimento storico che ho
  voluto sviluppare è la “Primavera di Praga”, periodo in cui si svolge l’azione
 nel libro di Kundera. Durante questo intenso periodo di trasformazioni, che ha
        coinvolto tutto il mondo, la religione cattolica (considerata classica e
conformista) viene un po’ messa da parte, mi è quindi balzata alla memoria una
 frase che sta alla base della filosofia di Nietzsche (Dio è morto) e ne ho perciò
       esposto il significato. Per concludere, ci spostiamo dalla mente umana
 all’universo: la Terra è l’unico pianeta del Sistema Solare su cui ci siano degli
  esseri viventi, ma è interessante anche prendere in esame gli altri corpi celesti
   esistenti. Essi sembrano così evanescenti, liberi, leggeri, sospesi tra le stelle,
                eppure sono dotati di una loro consistenza e regolarità.




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            L’insostenibile leggerezza dell’essere:

   Il romanzo, che si svolge a Praga negli anni intorno al 1968, descrive la
      vita degli artisti e degli intellettuali cecoslovacchi nel periodo fra la
       Primavera di Praga e la successiva invasione da parte dell'Unione
     Sovietica. La storia si focalizza sul gruppo noto come "il Quartetto di
 Kundera" («I personaggi del mio romanzo sono le mie proprie possibilità
 che non si sono realizzate. Per questo voglio bene a tutti allo stesso modo
   e tutti allo stesso modo mi spaventano: ciascuno di essi ha superato un
  confine che io ho solo aggirato»). Tomáš è un chirurgo che ha nella vita
    due grandi passioni: il suo lavoro e le donne; egli conosce Tereza che,
innamorata di lui, gli si offre con dedizione totale. Si amano, si sposano, si
   posseggono, ma in modo, per entrambi, diverso: Tereza è divorata dalla
       gelosia e dal desiderio di possesso totale, pur sapendo che Tomáš,
   tradendola spesso, le è sempre fedele. Dalla Cecoslovacchia, invasa dai
   Russi, sono costretti a fuggire, ma Tereza non resiste a lungo. "Chi vive
       all'estero cammina su un filo teso in alto nel vuoto senza la rete di
 protezione offerta dalla propria terra dove ci sono la famiglia, i colleghi,
 gli amici, dove ci si può facilmente far capire nella lingua che si conosce
 dall'infanzia. A Praga Tereza dipendeva da Tomáš soltanto nelle cose del
cuore. Qui dipende da lui in tutto. Se lui l'abbandonasse, che ne sarebbe di
       lei? Deve dunque passare tutta la vita con la paura di perderlo?"
    Tereza torna e Tomáš la segue: a Praga conducono adesso una vita da
  operai improvvisati, tra carri armati e polizia segreta. Lui fa il lavavetri e
   lei lavora in un bar. Parallela a questa loro storia, corrono le vicende di
Sabina e Franz, un professore di Ginevra, col quale la donna, una pittrice
 ceca in esilio, amante di Tomáš, ha una relazione. I loro mondi si sfiorano
    senza capirsi: troppo diversamente sentono la vita, se stessi e gli altri.
 Franz è sposato e solo a fatica riesce a confessare alla moglie la relazione
 con Sabine. Ma, mentre la prima sta ad ascoltare con rancorosa freddezza
      (e lui aveva tentato di proteggerla per anni, pensando a chissà quale
    disperazione!), Sabine si rende conto che il loro amore, reso pubblico,
sarebbe presto diventato un peso insostenibile e lo lascia. Franz non ritorna
  a casa, ritrova una dimensione più vera in una solitudine non prevista né
 cercata, si innamora di un'altra, ma finirà col morire in Cambogia durante
    una missione umanitaria. Il funerale sarà gestito imperiosamente dalla
  moglie, unica legittima titolare dello stato di vedovanza. Tra una storia e
 l'altra, le vicende della Cecoslovacchia, la Primavera di Praga, l'invasione
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russa, la polizia segreta, le persecuzioni, i ricatti. Le angosce personali dei
    protagonisti si intrecciano alle angosce di un popolo. Tomáš e Tereza
 accettano di fuggire via dalla città e di rifugiarsi in campagna, dove, tra i
   più umili lavori, ritrovano una parvenza di libertà e di serenità. Intanto
   lontana, prima in Francia poi in America, Sabina si sentirà sempre più
       estranea alla realtà del suo paese. Sarà accusata di essere troppo
 indifferente alla storia e nemica del comunismo, e si troverà in California
     quando riceverà la notizia della morte dei due amici, in un incidente
 stradale. Il testo a questo punto potrebbe essere concluso, ma l'autore che
  ha giocato col tempo (andando avanti e indietro coi suoi personaggi) ci
      congeda con un ricordo di Tereza, di Tomáš e di Karenin, la loro
   inseparabile cagna. E' l'ultimo periodo della loro vita. Tereza chiarisce
  finalmente a se stessa il senso del suo rapporto col marito. "Siamo tutti
     pronti a vedere nella forza il colpevole e nella debolezza la vittima
 innocente. Ma ora Tereza si rende conto che nel loro caso è stato tutto il
    contrario! ...La sua debolezza era aggressiva e lo costringeva ad una
continua capitolazione, fino a che lui non aveva smesso di essere forte e si
   era trasformato in un leprotto tra le sue braccia." Riconciliata con se
 stessa e la sua sofferenza, Tereza chiederà scusa all'uomo che, amandola,
                  le è stato sempre vicino, rinunciando a tutto.

Nel libro si intrecciano vari livelli, la narrazione dei sentimenti amorosi ei
     protagonisti si innesta in un contesto storico preciso e sempre ben
evidenziato, il tutto è permeato da riflessioni filosofiche. Kundera parte da
    un ragionamento semplice, ci dice che l’Uomo nella vita ha una sola
 possibilità e che ogni sua azione è irripetibile, perché egli è un attore che
      sale sul palcoscenico senza fare nessuna “prova”. Le scelte, fatte
   inizialmente con leggerezza, sono senza prova d’appello e si possono
  rivelare spesso gravose e portatrici di sofferenze. «Einmal ist keinmal»
 Tomáš ripeté tra sé il proverbio tedesco. Quello che avviene soltanto una
  volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l’uomo può vivere una sola
       vita è come se non vivesse affatto. Molto ci sarebbe da dire sui
      protagonisti. Tomáš è tutto racchiuso nelle sue insicurezze e nel
   pessimismo, il cui credo è «Es muss sein / così deve essere». Tereza è
 fragile nel corpo e forte nell’anima, che però non riesce ad essere libera.
La sua vita è dominata dal “caso”, infatti sono alcune semplici coincidenze
     che permettono a Tomáš e a Tereza si incontrarsi: la vita è dunque
determinata dal fato? Franz e Sabina sono i comprimari, indispensabili allo

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  sviluppo della narrazione: l’uno idealista ma debole di carattere, l’altra
                           forte e anticonformista.
«Le vite umane sono come una composizione musicale. L’uomo, spinto dal
 senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che
          va poi ad iscriversi nella composizione della sua vita ».

                            Milan Kundera:

  Milan Kundera (Brno, 1º aprile 1929) è un poeta, saggista e romanziere
 ceco, naturalizzato francese. Studiò filosofia e musica a Praga. Suo padre
   era un famoso pianista ed anche il giovane Kundera si è cimentato nella
 musica, soprattutto jazz. L'elemento musicale farà sempre parte dei futuri
scritti dell'autore. Nel 1958 si laurea alla Facoltà di Arti Cinematografiche
 AMU, dove in seguito terrà corsi di letteratura. Nel 1948, ancora studente,
   si iscrive al Partito comunista, ne viene espulso nel 1950 per divergenze
d'opinione; ma nel 1956 si iscrive di nuovo. Partecipa inoltre al movimento
 della Primavera di Praga, e per questo viene licenziato e gli viene tolta la
 cittadinanza cecoslovacca. Rifugiatosi in Francia, dove vive tuttora con la
       moglie, insegna all'Università di Parigi e di Rennes. Sebbene dopo
    l'espulsione dal suo Paese le sue opere vi siano state proibite, Kundera
continuerà a scrivere in ceco fino ad epoche recenti. Dedicatosi alla poesia
 sin dagli anni cinquanta, ottiene un discreto successo negli anni ’60 con la
  satira pungente e corrosiva dei suoi racconti, per dedicarsi poi al teatro e,
  infine, al romanzo. Nel 1967 pubblica il suo primo romanzo: Lo scherzo,
    uscito proprio durante la Primavera di Praga, il libro è un'intensa satira
   della realtà del Paese, e vince il premio dell'Unione Scrittori Cechi. Nei
successivi romanzi, Kundera sviluppa un proprio stile personale, quello del
"romanzo-saggio", alternando cioè elementi tipici della letteratura a vere e
   proprie parentesi saggistiche. Ha vinto diversi premi: il Commonwealth
    Award per la carriera nel 1981, il premio Mondello e il Jerusalem Prix.




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                  La Leggerezza - Italo Calvino:
     Lezioni americane: Sei proposte per il prossimo millennio è un libro
    basato su di una serie di lezioni scritte da Italo Calvino nel 1985 per un
   ciclo di sei lezioni all'università di Harvard, nell'ambito delle prestigiose
  "Norton Lectures", previsto per l'autunno di quell'anno, ma mai tenutosi a
  causa della morte di Calvino, avvenuta nel settembre 1985. Quando morì,
       Calvino aveva finito tutte le lezioni tranne l'ultima. Il libro venne
  pubblicato postumo nel 1988. Le Lezioni americane offrono appunti utili
  per orientarsi nelle trasformazioni che apparivano davanti ai suoi occhi.
 L'informatica dei suoi anni è ancora configurata all'ambito numerico; ma
    Calvino ci offre spunti che vanno ben al di là di queste applicazioni. In
tutte le Lezioni Cavino sottolinea la sua predilezione per testi brevi. Inoltre
   Calvino offre suggerimenti meno ovvi, come quello della scrittura come
    sistema di controllo. E ancora sottolinea l'importanza del Ritmo, anche
   nelle narrazioni in prosa. Ogni lezione prende spunto da un valore della
 letteratura che Calvino considerava importante e che considerava alla base
                     della letteratura per il nuovo millennio.

  1.   Leggerezza
  2.   Rapidità
  3.   Esattezza
  4.   Visibilità
  5.   Molteplicità
  6.   Coerenza (solo progettata)

         Calvino dedica la prima delle lezioni americane all'opposizione
   leggerezza-peso, dichiarando di sostenere le ragioni della leggerezza, in
    quanto sulla leggerezza pensa di avere "più cose da dire". Il suo lavoro
       di scrittore è stato infatti una sottrazione di peso; egli ha cercato di
   togliere peso soprattutto alle strutture del racconto e del linguaggio. Per
   Calvino quindi la leggerezza è un valore che egli riconosce in opere del
    passato, vede attuale nel presente e proietta nel futuro. La leggerezza è
         una qualità che Calvino vede nelle "Metamorfosi" di Ovidio, in
     particolare nel rapporto fra Perseo e la Medusa e in Lucrezio nel "De
       rerum natura". In Lucrezio e in Ovidio la leggerezza è un modo di
        vedere il mondo che si fonda sulla filosofia e sulla scienza; ma in
   entrambi i casi "La leggerezza è qualcosa che si crea nella scrittura, con
     i mezzi linguistici che sono quelli del poeta, indipendentemente dalla
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  dottrina del filosofo che il poeta dichiara di voler seguire". E' presente
      anche in un romanzo di Kundera, « L'Insostenibile Leggerezza
      dell'Essere è in realtà un'amara constatazione dell'Ineluttabile
      Pesantezza del Vivere: non solo della condizione d'oppressione
    disperata che è toccata in sorte al suo sventurato paese, ma d'una
 condizione umana comune anche a noi, pur infinitamente più fortunati.
 Il peso del vivere per Kundera sta in ogni forma di costrizione: la fitta
   rete di costrizioni pubbliche e private che finisce per avvolgere ogni
 esistenza con nodi sempre più stretti. Il suo romanzo ci dimostra come
  nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non
tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la
  mobilità dell'intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con
cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello
    del vivere». Anche la scienza dimostra che è possibile dissolvere la
pesantezza quando prova che il mondo si regge su entità sottilissime. La
  leggerezza per Calvino si associa comunque sempre alla precisione e
alla determinazione: può essere associata al linguaggio, che diventa così
  un elemento senza peso "che aleggia sopra le cose come una nube"; ci
 può essere un alleggerimento nella narrazione di un ragionamento o di
  un processo psicologico o in qualunque descrizione; ci possono infine
  essere immagini di leggerezza che assumono un valore emblematico.
  Calvino riporta molti esempi tratti da Cervantes, Shakespeare, Cyrano
de Bergerac, Leopardi; qual è il filo che accomuna esempi tanto diversi?
    E' la scrittura intesa come metafora della sostanza pulviscolare del
    mondo; la parola, come la intende Calvino, è quindi "inseguimento
  perpetuo delle cose, adeguamento alla loro varietà infinita". Alla base
   della letteratura come ricerca della leggerezza in quanto reazione al
   peso di vivere c'è un bisogno antropologico; lo sciamano rispondeva
alla precarietà dell'esistenza della tribù annullando il peso del suo corpo,
       trasportandosi in volo in un altro mondo, in un altro livello di
   percezione. La letteratura perpetua questo dispositivo antropologico,
    questo nesso tra lievitazione desiderata e privazione sofferta, che si
     trasforma in leggerezza e permette di volare nel regno dove ogni
                     mancanza sarà magicamente risarcita.




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                        Der Kübelreiter:
     Der Vortrag von Calvino über die Leichtigkeit endet mit einiger
 Betrachtung über eine Erzählung von Kafka: „Der Kübelreiter“. Es ist
 eine kurze Erzählung in erster Person, geschrieben im Jahre 1917. sein
   Ausgangspunkt ist eine reale Situation im Winter jenes Krieges, der
schrecklichste Winter für das österreichische Reich: der Kohlenmangel.
 Der Erzähler geht mit dem leeren Kübel auf die Suche nach Kohle für
 den Ofen. Auf der Straβe wird der Kübel ein Pferd für ihn. Der Laden
vom Köhler ist unterirdisch und der Kübelreiter ist zu hoch, er fleht um
    eine Schaufel von schlechter Kohle, auch wenn er sie nicht sofort
bezahlen kann. Die Köhlers Frau löst sich die Schürze und sie vertreibt
 den Eindringling wie eine Fliege. Der Kübel ist so leicht und fliegt mit
 seinem Ritter weg, bis zum Eisgebirge. Diese Erzählung ist rätselhaft.
    Vielleicht will der Autor nur von der Schwierigkeit Kohle in einer
  kalter Kriegesnacht zu finden erzählen: diese Suche wird die Mission
    von einem fahrendem Ritter. Der leere Kübel ist das Symbol vom
 Verzicht, vom Wunsch und von der Suche; er geht über die Höhe von
 der Hilfe und dem Egoismus anderer Leute. Aber der leere Kübel füllt
  sich nicht in dem Eisreich: wenn er voll wäre, würde er nicht fliegen.
   Calvino zeigt uns nur mit seinem Kübel das Bild von der gesamten
      Menschheit, das an ein neues Jahrtausend reicht. Man hat das
Bewuβtsein nur das zu finden, was man schon besitzt, wie zum Beispiel
                             die Leichtigkeit.




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                      About technological writing:
    In his lecture, Calvino also talks about technology. He makes a difference
   between the first and the second Industrial Revolution: the first one appear
    with overwhelming images like presses of rolling mills or steel’s casting;
     the second one appear like bytes of an information’s flow that run on the
    circuits in the form of electronic impulses. The iron’s machines still exist
         but they respond to the bytes without weight. With his “American
    Lessons”, Calvino defines the reference’s points that are valid to build the
       dawning writing on the Web. We can say that the “proposals” are the
      extreme and happy summary of the human and intellectual adventure of
    Calvino. Adventure lived searching connection’s points among literature,
     philosophy and science: a search that, begun with lay education given by
     parents with scientific training; (even if he decides to be a writer) than it
         continues in the juvenile interest in astronomical and cosmological
      theories; finally it arrives at the passion for the natural and sociological
     sciences and the combination’s literature of the Paris’ period. Today the
     lightness on the Web rewards the writing, lighter than images or sound’s
     files to upload. It’s a lightness that reaches the reader through the words
       (short and chosen with care); the sentences are reduced and dry. It’s a
   lightness that offers speed, spontaneity and facility, but it hides time, order
                                      and hard work.

The power of writing…

                          …yesterday →

      …today ↓




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                               Oscar Wilde:



                                               Wilde e il suo sorriso
                                               beffardo, a Dublino.




   Oscar Wilde was born in Dublin, Ireland on October 16, 1854. He was
  educated at Trinity College, Dublin and Magdalen College, Oxford. He
   was considered a brilliant student. In 1878, his poem Ravenna won the
Newdigate Prize. Shortly after leaving university his first volume of poetry
  was published. He moved to London in 1879. Wilde married Constance
 Lloyd, the daughter of a wealthy Dublin barrister, in 1884 and the couple
    had two sons. Wilde wrote fairy stories for his boys. These were later
 published as The Happy Prince and Other Tales. After being married for
  11 years, Wilde had left his wife and began having a homosexual affair
with Alfred Douglas. In May 1895, Wilde was prosecuted and imprisoned
 for homosexuality under the terms of the Criminal Law Amendment Act.
He served two years in Old Bailey in London. Regrettable, his mother died
while he was still in jail In 1897, after being released from Reading Prison,
    Wilde moved to France. A year later he wrote The Ballad of Reading
   Gaol, a poem inspired by his prison experience. Wilde's time in prison
   badly damaged his health and he died on November 30, 1900, in Paris,
   France, three years after leaving prison. He is buried in Pere Lachaise
  Cemetery in Paris, in a tomb designed by Epstein. The name of Wilde is
 closely connected with the Aestheticism, altough he stood apart from the
other decadents, so he don’t isolate himself from the world, but he did his
 best to be publicly popular and successful. Wilde isn’t a poet, even if the
Preface of “The Picture of Dorian Gray” can be read as a kind of poem, in
 which Wilde wrote his conception of art and artist. The work branded as
  immoral when it appeared, it actually reads as a sort of morality, whose
    conclusion sound like a punishement of a life devoted to the external
  aspect. So, in his Preface, Wilde stressed the integrity ands coherence of
           the artist, who must always be in accord with himself.

                                                                           12
                    The Picture of Dorian Gray:
                            Author: Oscar Wilde
                         Protagonist: Dorian Gray
                       Setting: London, 19th Century

    The novel begins with Lord Henry Wottom watching his friend Basil
   Hallward painting the portrait of a handsome young man called Dorian
 Gray. Lord Henry wants to know the subject painted in the picture. Dorian
  arrives later, meeting Lord Wotton, who explains his point of view of the
     world, making believe the young man that beauty is one of the most
   important things of life. Dorian and Lord Henry are both thrilled by the
   beauty of the portrait and the first one wishes that he can always stay as
  young as the picture and declares that he would give his soul for making
this happen. In fact the image of himself becomes ugly under Dorian's sins.
 He rejects Sibyl Vane, an actress who falls in love with him but she is not
 requite and soon she is not able to act anymore, so she kills herself. When
 Dorian realizes that the portrait holds the sign of his sins, he hides it in the
 attic. Over the next eighteen years he experiments with every kind of vice.
     At the end, realising that it was a horrible life, he tries to destroy the
               picture with a knife, but doing it he kills himself.




                                                                               13
                            Jean-Paul Sartre:
Né à Paris, Sartre passe l’agrégation de philosophie en1929. c’est pendant
   cette période qu’il rencontre Simone de Beauvoir qui sera sa compagne
        pendant toute sa vie. Il enseigne à Paris et à Berlin et reste dans
       l’enseignement jusqu’en 1942. pendant la guerre, il participe à la
  Résistance, et après la Libération s’engage dans la vie politique. Il fonde
une revue de gauche, Les Temps Modernes, qui se propose de transformer
     la société bourgeoise. Il prend position contre la guerre d’Algérie, le
       Général de Gaulle et se démarque du parti communiste. Ses deux
  principaux ouvrages philosophiques sont L’Être et le Néant (1943) et La
critique de la raison dialectique (1960). Son premier roman est La Nausée
  (1938), centré sur le thème de l’absurde, qui prend la forme d’un journal
     tenu par Antoine Roquentin. Le protagoniste s’occupe de recherches
    historiques, mais elles lui paraissent tellement vaines qu’il finit par les
     abandonner. Il éprouve une profonde nausée à l’égard de tout ce qui
   l’entoure et ce n’est que dans l’écriture qu’il entrevoit son salut. Sartre
publie ensuite Les Chemins de la Liberté, qui comprend trois tomes (L’Âge
      de raison ; Le Sursis ; La Mort dans l’âme). Il nus raconte la vie de
Mathieu Delarue : le héros vit sans passions son existence avant la guerre ;
   ensuite sa crise intérieure éclate pendant la crise européenne du 1938 ;
 enfin arrive la guerre et Delarue trouve dans l’action la voie qui conduit à
 la vraie liberté. Son œuvre théâtrale la plus importante est Huis Clos : les
    trois personnages principaux de cette pièce (Garcin, Inès et Estelle) se
 trouvent dans une chambre en enfer. Garcin était un journaliste pacifiste ;
   il reconnaît maintenant la lâcheté qui l’a poussé à déserter, action pour
   laquelle il a été arrêté et fusillé. Estelle, mariée par intérêt à un homme
 beaucoup plus âgé d’elle, a tué son enfant adultérin. Inès a été la cause de
       la rupture d’un jeune couple. En dénonçant leurs crimes, les trois
  personnages s’aperçoivent que leur souffrance morale est beaucoup plus
    redoutable que les tortures qui, selon la tradition, devraient constituer
   l’enfer : «l’enfer, c’est les autres», c’est le regard des autres. Devant la
   possibilité d’ouvrir la porte de la chambre pour fuir vers l’inconnu, les
  trois personnages préfèrent rester et passer l’éternité ensemble. En 1964,
 Sartre obtient le prix Nobel de littérature qu’il refuse. Il devient directeur
                 des journaux La cause du peuple et Libération.



                                                                             14
                                 Philosophie :

 Sartre est considéré comme le chef de l’existentialisme. Ce terme indique
      une philosophie selon laquelle l’existence précède l’essence. Ainsi,
    l’homme existe d’abord ais il n’est rien. Une fois dans le monde, il est
 responsable de ses actes. «nous sommes une liberté qui choisit mai nus ne
choisissons pas d’être libres : nous sommes condamnés à la liberté». Seule
 l’action peut donner un sens à la vie. L’existentialisme de Sartre est athée,
c’est-à-ire que, pour lui, Dieu n’existe pas (ou en tout cas «s’il existait cela
      ne changerai rien»), donc l’homme est seul source de valeur et de
 moralité ; il est condamné à inventer sa propre moral et libre de la définir.
   Le bien et le mal ne sont plus vus comme quelque chose d’absolu. Tous
  ceux qui acceptent les valeurs traditionnelles uniquement par convention,
     parce qu’ils les ont héritées du passé, ne sont pas des hommes libres.

                      L’Être en-soi et l’Être pour-soi:

Dans L’Être et le Néant, Sartre s’interroge sur les modalités de l’être. Il en
  distingue deux : l’être en-soi et l’être pour-soi. L’être en-soi, c’est la
 manière d’être de l’objet inanimé qui est par nature de manière absolue,
sans nuance. L’Homme, en revanche, se distingue de l’objet, en ce qu’il a
conscience d’être, conscience de sa propre existence, c’est l’être pour-soi.
Cette conscience crée une distance entre l’homme qui est et l’homme qui
 prend conscience d’être. Or toute conscience est conscience de quelque
   chose. L’Homme est donc fondamentalement ouvert sur le monde,
    incomplet, existant : il y a en lui un néant, un « trou dans l’être »
               susceptible de recevoir les objets du monde.

             Son style:
 L’originalité des romans aussi bien
   que des pièces de théâtre est due
  aux thèmes abordés plutôt qu’à la
    forme. Dans le théâtre, Sartre
 respecte les lois du genre. Dans les
   romans, le ton est changeant et,
   dans Les Chemins de la Liberté,
 l’auteur présente des points de vue
              différents.

                                                                              15
                       La Primavera di Praga :
Il ‘68 è una data storica che dà il nome non solo agli avvenimenti che sono
     accaduti durante il suo corso ma anche ai suoi protagonisti: è infatti
l’indicatore dell’ideologia e dei valori che stanno alla base dei fenomeni di
  contestazione fortemente supportati dai “sessantottini” di tutto il mondo.
    La Primavera di Praga fu una contestazione riformista che nacque dal
 coraggio dei cecoslovacchi, dalla presa di coscienza della violazione della
 loro libertà da parte della Russia comunista e conservatrice. Il loro grande
     spirito animò la resistenza cecoslovacca che, pur cosciente di essere
  disarmata, continuò incessantemente la sua lotta. In un clima di tensione
   sempre crescente i dirigenti sovietici si mostrarono intransigenti verso
           l’ampio e interessante esperimento di liberalizzazione della
    Cecoslovacchia che nel 1968 culminò nella cosiddetta “Primavera di
  Praga”. Durante il VI congresso degli scrittori a Praga (29 Giugno 1967)
 numerosi partecipanti chiesero la libertà di stampa e accusarono il regime
    comunista di abusi contro l’umanità. In seguito a ciò Dubček divenne
primo segretario del partito comunista cecoslovacco nel Gennaio del 1968.
Egli era l’esponente dell’ala riformatrice comunista che, con l’appoggio di
studenti, intellettuali e operai, introdusse nel sistema socialista elementi di
  pluralismo economico e politico. Già a partire dal 5 Marzo egli annunciò
   la soppressione della censura e, in seguito, manifestò la sua volontà di
         riformare l’economia del paese abbandonando il centralismo e
     l’industrializzazione pesante e di consentire la libertà ideologica per
     favorire un’articolazione pluralista del sistema politico. Tale nuovo
orientamento politico-ideologico fu definito “socialismo dal volto umano”
     e venne confermato durante la riunione del comitato centrale del 4/5
Aprile. Questo processo di liberalizzazione,a cui contribuirono soprattutto
gli intellettuali, preoccupò i dirigenti sovietici che videro nella “Primavera
 di Praga” una minaccia per il regime comunista e per i paesi del “Patto di
     Varsavia” che, a partire dal Maggio del ’68, iniziarono una frenetica
        consultazione che più volte convocò lo stesso Dubček a Mosca.
     Strategicamente alla fine di Maggio il Patto di Varsavia annunciò lo
  svolgimento di un’esercitazione militare in territorio cecoslovacco ma a
     Giugno, al termine delle manovre militari, l’esercito lasciò il paese.
Nello stesso mese di Giugno, a Praga, venne pubblicato il “Manifesto delle
   duemila parole” che, sottoscritto da migliaia di intellettuali, sollecitava
        Dubček ad accelerare il processo di liberalizzazione del paese e

                                                                             16
   denunciava le interferenze del Patto di Varsavia negli affari interni del
 paese. Il “Manifesto” preoccupò moltissimo i sovietici che in esso videro
   una seria minaccia al comunismo dell’est europeo e, benché rassicurati
 dallo stesso Dubček, il 20 Agosto i carri armati dei paesi aderenti al Patto
       di Varsavia (URSS, Bulgaria, Ungheria, Polonia e Germania est)
     calpestarono le strade di Praga e in poco tempo occuparono tutta la
  Cecoslovacchia, impedendo ai riformisti qualsiasi tentativo di reazione a
        causa della presenza di forze in campo. Dubček ed altri politici
 cecoslovacchi furono sequestrati e portati al Cremlino dove cominciarono
      le manovre politiche per avviare la “Normalizzazione” di un paese
    “deviato dalla politica riformista di Dubček”. La totale sconfitta della
 Primavera di Praga avvenne nel 1969 quando il governo cadde nelle mani
    di uomini di fiducia russi che ripresero la vecchia e limitante politica
   comunista. Tra la popolazione si diffuse un’ondata di smarrimento e di
  sconfitta, in particolare tra i giovani; alcuni di loro infatti per protestare
     contro l’occupazione sovietica decisero di darsi fuoco dopo essersi
       cosparsi di benzina nella principale piazza della città, per attirare
    l’attenzione dell’opinione pubblica su un’occupazione che i sovietici
volevano far apparire come volontà popolare. I giovani si estrassero a sorte
           uno alla volta per morire come torce umane. Il periodo di
 “normalizzazione” da parte delle truppe sovietiche continuò fino al 1989.




                                                                              17
                          Friedrich Nietzsche
                                    La vita:
   Nietzsche, Friedrich Wilhelm (Röcken 1844 - Weimar 1900), filosofo,
poeta e filologo classico tedesco, uno dei pensatori più importanti del XIX
      secolo. Figlio di un pastore luterano, rimasto orfano in tenera età,
   Nietzsche venne allevato dalla madre e dalla sorella. Dopo essere stato
     ammesso alla celebre scuola teologica di Pforta, contrariamente alle
   aspettative della madre, che l'avrebbe voluto pastore, Nietzsche studiò
  filologia classica alle università di Bonn e Lipsia, diventando professore
   della disciplina all'università di Basilea a soli 24 anni; in quell'epoca si
   delinearono sempre più chiaramente le sue inclinazioni filosofiche. Fu
     amico del musicista Richard Wagner, ma in seguito il loro rapporto
  degenerò progressivamente e si ruppe nel 1878; da alcuni anni, tuttavia,
Nietzsche era malato e sofferente di crisi nervose; la salute cagionevole lo
 aveva costretto al congedo dall'insegnamento nel 1876. Nel 1889 fu colto
  da una grave forma di pazzia da cui non si riprese mai; visse errando per
    l'Europa, spesso ospite di amici e protagonista di complicate vicende
   umane e sentimentali. Ricoverato dapprima in clinica e poi curato dalla
 sorella Elisabeth, morì nel 1900. Tra le sue opere si ricordano: La nascita
      della tragedia dallo spirito della musica (1872), Considerazioni
inattuali (1872-74), Così parlò Zarathustra (1883-85), Al di là del bene
e del male (1886), Genealogia della Morale (1887), L'Anticristo (1988),
                La Gaia Scienza (1882), Ecce Homo (1889).

                        Dionisiaco e Apollineo:

 Per esprimere la propria concezione estetica Nietzsche ricorre alle figure
 mitiche greche. La tragedia è la massima espressione artistica e culturale
 della civiltà ellenica poiché in essa si incontrano le due grandi forze che
       animano lo spirito greco: l'Apollineo e il Dionisiaco. Apollineo
simboleggia l'inclinazione plastica, la tendenza alla forma perfetta, mentre
    dionisiaco simboleggia l'energia istintuale, l'eccesso, il furore. Per il
  filosofo, però, a prevalere è il dionisiaco poiché l'apollineo è l'illusione
mentre l’altro fa vedere all'uomo tutto l'abisso della sua condizione: la vita
        è un gioco crudele di nascita e morte, è l'esperienza del caos.


                                                                             18
                               Il nichilismo:

      Fra le tematiche più ricorrenti nei suoi scritti, ricchi di percorsi
    argomentativi tra loro correlati, è rintracciabile la deriva etica e la
destituzione dei valori fondamentali per la vita individuale (rappresentati
 soprattutto dal cristianesimo). Da qui nasce la definizione di nichilismo:
termine usato in un'accezione positiva dal filosofo tedesco per indicare la
  negazione della morale consolidata e la sua sostituzione con un nuovo
sistema di valori. L'annientamento dei fondamenti morali e religiosi della
 civiltà occidentale viene sintetizzata nella celebre affermazione: "Dio è
 morto". Nietzsche è un grande scrutatore dell'animo umano in quanto ne
analizza la decadenza dei valori. Per lui esistono due forme di nichilismo:
  forte e debole. Il primo afferma che dopo la morte di Dio ci sono due
   forme di uscita: l'eterno ritorno e il superuomo. Il secondo critica gli
    uomini che hanno ancora un legame fittizio e falso con la religione
                              ("l'ultimo uomo").

               La morte di Dio e le sue conseguenze:

 Secondo Nietzsche "Dio è morto" nel cuore dell'uomo e su questo grande
  annuncio egli basa tutto il suo sistema filosofico traendone delle logiche
 conseguenze. Varie sono le possibilità che si presentano all'uomo dopo la
  morte di Dio: viverla come la fine di tutti i valori e quindi nell'angoscia;
   interpretarla come l'inizio di una nuova epoca, come una liberazione;
trovare una terza via nella quale l'uomo capisca che deve andare avanti, ma
     che comprenda anche una decadenza dei valori, poiché Nietzsche
                     rappresenta il filosofo dell'ateismo.


                              Il superuomo:

 Ai valori tradizionali, propri di una "morale schiava" caratterizzata dalla
    debolezza dell'individuo e dal risentimento che nasconde l'interesse
    (esemplare la morale cristiana del sacrificio), Nietzsche oppone una
  "trasvalutazione" che darebbe vita alla figura dell'uomo disincantato e
 consapevole del nulla, eroicamente responsabile della propria finitezza: il
superuomo (Übermensch) nato per andare "oltre" l'uomo del presente. Egli
affronta la vita accettandone la sofferenza, il dolore e le contraddizioni che

                                                                            19
 l'accompagnano con gioioso (dionisiaco) amore per l'esistenza; è artefice
   di una "morale autonoma", perciò privo di valori fissi e immutabili in
             quanto ne è creatore, al di là del bene e del male.

                        La volontà di potenza:

Secondo Nietzsche, ogni comportamento umano è motivato dalla "volontà
di potenza". Nella sua accezione positiva, essa non rappresenta unicamente
    l'esercizio del potere sugli altri individui, ma anche su se stessi a fini
   creativi: è la volontà dell'individuo di affermarsi di fronte al nulla dei
 valori, all'assurdità del mondo, alla realtà della sofferenza. Libero dopo la
     morte di Dio, l'uomo può essere padrone e responsabile del proprio
  destino. Soggetto di volontà di potenza è quindi colui che ha la forza di
      dichiarare la propria prospettiva del mondo. Anche in questo caso
Nietzsche prende spunto dalla civiltà greca: non esiste vita senza un istinto
  di potenza, istinto che l'uomo greco ha imparato a dominare e a rendere
                                     creativo.

                          Le tre metamorfosi:

Di grande importanza all'interno della filosofia di Nietzsche è il discorso di
  Zarathustra sulle tre metamorfosi. L’autore si raffigura il cammino della
 coscienza dagli idoli della superstizione e dalle menzogne della morale al
  dionisiaco e al superuomo in tre tappe. La prima è quella del cammello,
che rappresenta l’uomo che si piega davanti alla maestà di Dio. La seconda
  è quella del leone, che reagisce e combatte contro i falsi idoli. La terza è
 quella del fanciullo che dice sì alla vita e che esprime l’essenza dionisiaca
della libertà umana. I motti sono "tu devi" per il cammello, "io voglio" per
                      il leone e "io sono" per il fanciullo.




                                      Super-Nietzsche




                                                                            20
                                  I pianeti:




Intorno al Sole si muovono i pianeti, corpi celesti relativamente freddi che
  riflettono la luce che ricevono dal Sole. Essi sono nove e hanno tutti una
forma quasi sferica. Il moto di un pianeta su se stesso è detto rotazione; il
   moto intorno al Sole rivoluzione. Il tempo di rotazione di un pianeta è
 chiamato giorno; il tempo di rivoluzione anno. Il moto di rivoluzione dei
                  pianeti è descritto dalle tre leggi di Keplero:
   La prima legge riguarda la forma dell’orbita : i pianeti percorrono
intorno al Sole un’orbita ellittica, in cui il Sole occupa uno dei due fuochi.
Il punto dell’orbita più vicino al Sole è detto perielio, il punto più distante
       afelio. La linea che congiunge perielio e afelio è l’asse maggiore
                dell’ellisse e viene chiamata linea degli apsidi.
   La seconda legge riguarda la velocità: ogni pianeta si muove sulla
  sua orbita in modo tale che la linea che lo congiunge al Sole spazza aree
     uguali in tempi uguali. Ma tale velocità varia di giorno in giorno: la
   velocità massima si ha quando il pianeta è in afelio, la velocità minima
                               quando è in perielio.
   La terza legge mette in relazione la distanza di un pianeta dal Sole
     con il tempo necessario a percorrere l’intera orbita: il rapporto tra il
 quadrato dei tempi di rivoluzione dei pianeti e il cubo della loro distanza
                            media dal Sole è costante.
    Le tre leggi di Keplero descrivono, ma non spiegano, i movimenti dei
   pianeti. La spiegazione di questi movimenti è da cercare nella legge di
gravitazione universale, formulata da Isaac Newton. Egli scoprì che due
 corpi aventi rispettivamente massa m e m¹ si attraggono con una forza, F,

                                                                             21
 direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente
            proporzionale al quadrato della loro distanza, d:



               dove G è la costante di gravitazione universale.
In base alla posizione rispetto al Sole e alla diversa costituzione chimica e
                              fisica si distinguono:
 Pianeti di tipo terrestre o interni, Mercurio, Venere, Terra, Marte:
hanno piccola massa, bassa velocità di rotazione, nessuno o pochi satelliti;
  sono rocciosi e costituiti da elementi pesanti, hanno perciò una densità
                                      elevata.
 Pianeti di tipo gioviano o esterni, Giove, Saturno, Urano, Nettuno:
hanno grande massa, alta velocità di rotazione, sono costituiti da ghiaccio
  e gas leggeri, mancano di una superficie solida e hanno bassa densità;
                     hanno un numero elevato di satelliti.
   L’ultimo pianeta noto del Sistema Solare è Plutone, che sembra
  avere caratteristiche in parte simile ai pianeti interni e in parte simili ai
                                  pianeti esterni.
  Oltre ai pianeti e ai loro satelliti nel Sistema Solare ci sono anche corpi
              minori: asteroidi, comete, meteore e meteoriti.




  Alcuni cerchi
  by Vasilij
  Kandinskij



                                                                             22
                                Fonti:
   http://www.fullposter.com/snippets.php?snippet=198
   www.wikipedia.org
   www.tecnoteca.it
   www.studenti.it
   http://www.lesekost.de/deutsch/Kafka/HHLK07.htm
   www.filosofico.net
   http://www.rossovenexiano.com
   http://kidslink.bo.cnr.it/irrsaeer/calvino2/legge.html
   L’insostenibile leggerezza dell’essere - Milan Kundera
       Adelphi 1985
   Pianeta Tre (Ivo Neviani - Cristina Pignocchino Feyles)
       Società Editrice Internazionale - Torino

    Si ringraziano inoltre i motori di ricerca di Google e Yahoo.


"Gli angeli volano alto perché si prendono alla leggera!"




                                                                    23

				
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