OCCIDENTE#69 - 22.02.2012 by mirco911

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									Dopo Monti nulla può tornare come prima: o si cambia, o si cambia (Pag. 4)


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 “Se l’Occidente si alza per difendersi, sotto un altro nome, con un altro viso e con
 niente che sia la proiezione del Passato, rinascerà l’Ordine di Sparta.” -M Bardèche-

  Palermo-----------------n° 69--------------22 Febbraio 2012

                                                                                              Non è un “fatto tecnico” il NO del
                                                                                              Governo Monti all’ipotesi delle
                                                                                              Olimpiadi da celebrarsi in Roma. E
                                                                                              non è nemmeno un dispetto o un
                                                                                              ridimensionamento ai danni di
                                                                                              Alemanno. D’altro canto sarebbe stato
                                                                                              insostenibile l’argomentare in termini
                                                                                              di “costi”. Perché le Olimpiadi danno
                                                                                              prestigio, muovono interessi,
                                                                                              comportano “diritti” televisivi, grandi
                                                                                              spostamenti turistici e pubblicitari a
                                                                                              livello planetario. E’ stata invece una
                                                                                              scelta di campo. Una auto-collocazione
                                                                                              precisa. Non è la scelta di un’Italia più
                                                                                              “povera” di quella fascista o di quella
                                                                                              targata Democrazia Cristiana. E’ la
                                                                                              scelta di una Nazione precocemente
                                                                                              invecchiata sul piano mentale. Una
                                                                                              Nazione impegnata solo a controllare i
                                                                                              conti del bottegaio. Che non si
                                                                                              incuriosisce più per le voci che vengono
                                                                                              dalla strada, che non vuole scoccia ture
                                                                                              né Grandi Novità. Un’Italia ripiegata
                                                                                              su sè stessa, minimalista, che poco
                                                                                              davvero ha a che vedere con quella
                                                                                              democristiana che volle le Olimpiadi
  *Il 3 giugno del 1923, dopo pochi mesi dalla marcia su Roma, Mussolini pronunciò            nel 1960 e soprattutto col regime
 al Senato un illuminante discorso, e disse: “Si dice che questo governo non ami la           fascista che fece dello sport la sua
 Camera dei deputati. Si dice che si vuole abolire il Parlamento o svuotarlo di tutti i       bandiera e celebrò il suo trionfo alle
 suoi attributi essenziali. Signori, sarà tempo di dire che la crisi del Parlamento non       Olimpiadi del 1932 a Los Angeles, dove
 è una crisi voluta dal sottoscritto o da quelli che seguono le mie idee: il                  l’Italia fu prima in medaglie dopo i
 parlamentarismo è stato ferito non a morte, ma gravemente, da due fenomeni tipici            padroni di casa. Lo sport dava al
 del nostro tempo: da una parte il sindacalismo, dall’altra il giornalismo; il                fascismo la possibilità di celebrare la
 sindacalismo che raccoglie in determinate associazioni tutti quelli che hanno                volontà di potenza e incarnare il mito
 interessi speciali e particolari da tutelare e che vogliono sottrarli alla incompetenza      del superuomo, esaltare il vitalismo e il
 manifesta dell’assemblea politica; ed infine il giornalismo, che è parlamento                culto della giovinezza, concepire la vita
 quotidiano, la tribuna quotidiana, dove uomini venuti dall’università, dalle scienze,        come la continuazione della guerra con
 dall’industria, dalla vita vissuta, vi sviscerano i problemi con una competenza che          altri mezzi e mobilitare il popolo, le
 si trova assai difficilmente sui banchi del Parlamento. Ed allora questi due                 donne, i giovani nella partecipazione
 fenomeni tipici dell’ultimo periodo della civiltà capitalistica sono quelli che hanno        attiva a eventi e parate che creavano
 ridotto la importanza enorme che si attribuiva al Parlamento. Insomma il                     coesione sociale e rito collettivo. Con lo
 Parlamento non può più contenere tutta la vita di una Nazione, perché la vita delle          sport il fascismo riprendeva il culto
 nazioni moderne è eccezionalmente complessa e difficile”. Parole profetiche                  classico, greco-romano, dell’agonismo
 dinanzi alla Delega Totale a Monti che ha ufficialmente riaperto il dibattito sulla          e il mito dell’atleta, come un eroe in
 morte dei partiti politici e la necessità di costruire un nuovo modo di fare politica In     tempo di pace, caro agli dei e ai popoli;
 un certo senso, "abbiamo smarrito in tanti anni il gusto della vita pubblica, l’idea e       l’elogio del corpo muscoloso e
 la pratica di un esercizio efficace del potere, con i risultati che stanno sotto gli occhi   armonioso, il mito dell’educazione
 di tutti. La cattiva reputazione dei partiti nasce da molti equivoci, d’accordo. Da una      fisica e la nascita degli Istituti, poi Isef,
 campagna di delegittimazione che dura da vent’anni. Talvolta anche male                      il valore pedagogico della ginnastica.
 argomentata su una linea vagamente e genericamente moralistica. Ma è la                      Mens sana in corpore sano. Come
 sopravvivenza di partiti morti che rende vivace la protesta e legittima la non-              poteva il polveroso ed ingiallito
 sopportazione per la politica come oggi appare, che porta al fenomeno delle                  Governo Monti accettare che si potesse
 primarie sempre e regolarmente vinte dagli outsider, basta che siano candidati               istituire un Paragone qualsiasi ?Questo
 antipartito. Non funziona il sistema attualmente vigente nei partiti italiani, dove la       Governo non ama le piste, i campi, le
 burocrazia c’è, costa, ma non esercita nessuna funzione percettibile di                      competizioni. Non ama i giovani.
 orientamento e di raccordo con l’opinione degli iscritti e degli ultimi militanti. Così      Questo è un Governo Alieno che ama le
 anche la funzione minima di comitato elettorale risulta inefficace, mentre gli               sedie a dondolo, i conteggi negli studi
 scontri interni appaiono solo lotte di potere senza riferimenti né di consenso né di         che puzzano di naftalina e canfora.
 idealità. Lo scollamento c’è, è grave e, va detto, la Costituzione NON ha ricette.
                                      Gettiamo miliardi sulle cosiddette “politiche attive del
                                         lavoro”, ma per ottenere successi occorrerebbe
                                      sconfiggere la logica imperante delle raccomandazioni




                                     Premiare il merito, sostenere i giovani talenti. Lo dice la politica,
                                     lo dichiara il sindacato, sono le parole pronunciate dal premier
                                     Monti nella maggior parte dei suoi interventi. È evidente che
                                     questo è il problema. Ed è altrettanto evidente che questo
                                     intervento non si fa con un decreto, ma con misure di ampio
respiro, strutturali. Non bastano le norme per influenzare scelte e comportamenti.
La mancanza di spazio per chi ha competenze, talento e coraggio è indicativa della difficoltà in Italia
di garantire quella autonomia individuale che, attraverso il saper fare ed il lavoro, costituisce il
fondamento della capacità d’agire e quindi della competitività.
La mancata crescita dipende soprattutto da un ambiente inadatto per affermare competenze e
merito. Non bastano le leggi se non si interviene su una cultura diffusa, radicata in Italia anche
dall’assetto familista della nostra società ed economia: la cultura della raccomandazione.
Quando troviamo un under 40 in carriera da noi viene subito il sospetto che non sia tutta farina del
suo sacco. Il sospetto, come la cronaca ci mostra ogni giorno, si trasforma quasi sempre in certezza.
Nella politica, nel sindacato, nell’Università e persino nelle imprese prevale il criterio della
cooptazione, della scelta del raccomandato. Si premia non l’enfant prodige, ma il suo prodigioso
sistema di relazioni, di solito familiare. Da qui, per esempio, i tanti figli di docenti che affollano le
cattedre della nostre università. Non è un caso che i nostri migliori talenti trovano terreno più fertile
nelle Università straniere, in cui i noti “condizionamenti ambientali” contano meno.
Incontriamo questa pratica ovunque: è il segno, il criterio di come si fa selezione nel mercato del
lavoro italiano. Anche per questo i nostri giovani laureati vanno all’estero in cerca di opportunità tre
volte di più di quanto facciano un laureato francese o tedesco.
I dati sono chiari: più del sessanta per cento dei giovani italiani ha trovato lavoro grazie a relazioni
che si traducono sovente in raccomandazioni. Si tratta di un fenomeno culturale diffuso, che ci vede
come il Paese europeo con il più alto numero di occupati grazie ai rapporti personali e con il minor
numero di occupati che hanno invece fatto ricorso ai servizi specializzati di orientamento ed
inserimento al lavoro, pubblici e privati. Le conseguenze sono evidenti: possiamo recitare la litania
del merito, proporre la rivoluzione del talento, ma il sistema in cui viviamo è fortemente
condizionato e contaminato dalla logica della raccomandazione, che in politica si chiama
cooptazione. Se non si riesce ad intervenire su questo ambiente , le leggi non bastano: la pianta
comunque non cresce sana. Ed i frutti marciscono già sui rami.


                                                Non è in crisi la politica. E’ in crisi il partito
                                                 politico. E’ in crisi quella particolare forma
     p                                             di partito che vorrebbe esser Stato senza                  Obbligo di catene agli arti
                                                rinunziare ai suoi criteri di "ditta privata" e
                                                 che pretende, senza averne i titoli storici e
                                                           morali, di essere Nazione.
                                                   Decostituzionalizzare i partiti vuol dire
                                                rivedere l’art. 49 della Costituzione. I partiti
                                                    non possono essere organi dello Stato o
                                                 sovrapposti allo Stato. Devono tornare alla
                                                     loro funzione originaria: essere corpi
                                                   intermedi nella società per mediare tra
                                                cittadini e Stato ove ci riescano attraverso il
                                                  vero consenso e non usurpando dei poteri
   I PARTITI                                       dello Stato. Altro che liberalizzare i taxi!
                                                   Occorre sciogliere il legame incestuoso
    DEVONO                                        partiti-Stato. I partiti devono essere nello
                                                 Stato ma non possono ESSERE lo Stato. Solo
 USCIRE DALLO                                     così i partiti avranno la forza autonoma di
                                                poter giudicare anche le degenerazioni dello
     STATO                                        Stato o le cessioni di sovranità nazionale.                Parliamone, ma al chiuso,
                                                                                                               ci abbiamo capito ?




     m
                                                            Quasi ogni volta che il Pd deve
                                                             pronunciare dei sì in tema di
                                                        alleanze per il governo, candidatura
                                                              alla premiership, politiche
                                                          economiche e sociali, diritti civili,
                                                             questioni etiche, laicità, ecco
                                                        emergere le difficoltà legate alla sua
                                                              origine: l’essere nato da un
                                                         amalgama di componenti che, non
                                                         approdato a una positiva dialettica
                                                         pluralistica, provoca contrasti non
       Gli rispondiamo NOI :                                  risolti, veti e controveti, la
                                                           mancanza di strategie condivise,
                                                              alimenta minacce di nuovi
                                                           scollamenti (dopo quelli dell’ex
                                                          Margherita e dei teodem). L’esito
                                                           delle primarie a Milano, Napoli,
                                                            Cagliari e Genova costituisce
                                                          un’ulteriore spia della debolezza
                                                        della leadership esercitata dal Pd.E
                                                        tutto ciò perché il PD si ritrova oggi
                                                            partito maggioritario solo per
                                                         lareazionedella gente agli “eccessi”
                                                          berlusconiani ed agli errori ed ai

                                                          “vuoti “oggettivi del PdL


                                   Arrivati in fondo al pozzo della credibilità, i
                                    Partiti scovano nuovi abissi in cui tuffarsi




                                                          -di Luigi Cardarelli-
Per   una vile sciocchezzuola da monelli s'è dimesso il presidente di Germania,
confermando la serietà di quel paese dove ancora vige un'etica; mentre a casa
nostra impera sempre spudorata e onnipotente la casta politica ora ben
riunificata. Qui da noi a controllare le tessere tarocche del marcio pdl ci
mandano Verdini, un superindagato: uno che deve rispondere dei bilanci truccati
di una banca e di appalti gonfiati oltrechè raccomandati. Come se mettessimo
Calisto Tanzi o Caltagirone a vigilare sulla borsa o magari all'antitrust. Roba
                                                            composta
da matti. Roba cioè da poveri italioti. desso la troika compost da Berlusconi-
        Bersani
Casini-Bersani si mostra ultracompatta e cementata nel difendere il palazzo ed
i colonnelli a dispetto del mesto popolo italiano.
Complice quel brillante specchietto per le allodole che si chiama Mario Monti,
                                 o
al quale è stato già promesso il più alto colle della civitas aeterna, l'esoso
Quirinale.Novello Caronte che deve traghettar la sozza cricca infame verso la
salvezza, con l'ecumenico placet delle banche. Pare che l'ultima invenzione sia
di cambiar la griffe: il pdl cambia nome, l     l'udc cambierà nome, il pd da lustri
cambia sempre nome. Alla fine questi tre faranno assieme una sola formazione e
la chiameranno ohibò "il partito degli onesti".Così che per la rabbia divina
verrà giù un grosso meteorite oppure un nuovo catastrofico di    diluvio universale!
Noi intanto attoniti e sgomenti, stregati dalla farfalla di Belen, continuiamo
a non fare proprio nulla, ad aspettare tonti l'irreparabile. Deludendo e
smentendo pure il sommo saggio Zarathustra che da tempo ci ammoniva
dicendo"voi che state andando in bricioli, voi che state sempre comodi!Voi finirete
per andare in rovina".Ed inoltre guarda caso nel mezzo al carnevale scopriamo che
Amanda Knox e Cesare Battisti non solo scanseranno le galere patrie, ma
                                   on
diventeranno milionari giusto con un libro. Invece al prode capitan Schettino
nessuno offre neanche un'intervista e quei cialtroni ricchi della Rai gli hanno
perfino negato la conduzione di quella gran costosa pagliacciata che si svolge
                                                       lo
ogni anno dalle parti di Sanremo.Io penso che l sentiate tutti, quel rantolo
morente che sale dall'Europa intera e che sentenzia "democrazia kaputt."
                         uropa



          Tagli su tagli hanno reso la sanità il settore pubblico maggiormente
    colpito…senza che sia mai stato affrontato, seriamente, il problema sprechi e
 corruzione.I posti letto sono stati diminuiti del 17,2%, mentre nel settore privato la
decurtazione non arriva al 6%.Tra le regioni maggiormente colpite c’è il Lazio, alla
 Campania, già drasticamente massacrata da tagli precedenti, va una diminuzione
 inferiore, ma che già prevedeva solo 3,9 posti letto per ogni 1000 abitanti.Risultato
dei tagli?…al san Camillo di Roma i pazienti vengono ricoverati l’uno sull’altro, al
Cardarelli di Napoli il pronto soccorso è al collasso. Le procure aprono indagini, ma
                 li
 non contro i tagli anticostituzionali decisi da tutti gli ultimi governi o sugli sprechi
    derivanti dalla corruzione dilagante aprono indagini sul perché ci sia questa
                            situazione…indagini kafkiane…
 FANCAZZISTA




                                   Dopo Monti NULLA potrà tornare “come prima”




                                          Il Governo Monti, nato da una rarissima congiunzione
           l                                                                sotto
astrale, il parlamento lo ha votato, ma qualche volta a denti stretti e sott la sferza del voto di
fiducia. Però questo governo cesserà con le prossime elezioni e toccherà al nuovo parlamento
sostituirlo. La nostra Costituzione gli dà tutti i poteri. Ma il nuovo parlamento sarà in condizione
di esprimere un governo forte, capace e che si occupi solo del bene della Nazione ? O torneremo a
                                                                                                           Su, non dico lacrime, ma tirate
una      situazione    simile    a      quella   che     c’era    prima      del    governo      Monti?
   abba                                                                                                    fuori almeno un’aria grave,
L’Italia ha sempre avuto governi deboli e instabili perché la nostra Costituzione dà pochissimo
potere all’esecutivo. I padri costituenti avevano vissuto l’esperienza del Fascismo e avevano una
                                   ituenti                                                                 contrita…Il popolo soffre…
paura matta ed una allergia autentica per un esecutivo forte. Perciò lo ha  hanno imbrigliato in tutti i
                                                   Ma
modi possibili. Con ogni tipo di lacci e freni.Ma è possibile avere un esecutivo forte e senza
pericoli di dittatura limitandone la durata e impedendone la rielezione. Ce ne danno un chiaro
esempio gli Stati Uniti che eleggono un presidente dotato di ampi poteri ma che scade dopo
                           ssere
quattro anni e non può essere eletto più di due volte. Quello americano però è un modello che i
politici italiani temono come la peste perché impedirebbe loro di restare sulla scena politica per
tutta la vita e di poter così sempre entrare in qualche nuovo governo. Infatti negli Stati Uniti il
governo lo fa il presidente e finito il suo mandato tutti i ministri vanno a casa e ci restano.
Anche il modello francese, rispetto alle nostra condizioni, sarebbe già un gran passo avanti.
Ma il principio di dare ampi poteri all’esecutivo limitandone la durata e impedendone la continua
rielezione farebbe molto bene in Italia anche per i più importanti governi locali, per le più alte
funzioni pubbliche, magari aggiungendovi la proibizione di cumulare le cariche. Non sono solo i
               evono
giovani che devono abituarsi a non avere il posto fisso per tutta la vita. Certo, la Politica richiede
                                                                                                                                  Mo dai ,Silvio si
competenza ed esperienza. Ma il modello italiano dei “politici di lungo corso” ci ha dato,
                                                                                                                                  tratta di tenerlo
obiettivamente solo ristagno, menti anchilosate, ruggine nei cervelli, immimmobilismo e scelte mirate
                                                                                                                                  solo un altro po’;
                      conservazione.
unicamente all’auto-conservazione. Voltare pagina, verso una Nuova Repubblica appare oggi più
                                                                                                                                  poi riprendiamo
che “opportuno”, decisamente vitale ed indispensabile. Anche perché il dopo     dopo-Monti imporrà a                              NOI…. E dai !
                                                 ralizzato re-styling. Chi non riuscirà a rinnovarsi
tutte le forze politiche molto più di un generalizzato re
                                                                                            pre-sintomi.
davvero, semplicemente sparirà dalla vita politica italiana. E se ne scorgono già tutti i pre




                                                                        -di Giuseppe Bianca-
                           La caccia all’uomo nei confronti del balordo capitano Schettino che, da
solo, ha dato una bella mano all’abbattimento dei costi delle crociere, è stata tipicamente italica.
Dalla premessa ai limiti dell’invidia per una bella carriera professionale, alla reazione a volte
                      i
astiosa e carica di rancore forcaiolo, nonostante la gravità delle colpe imputabili. Schettino è
probabilmente causa del suo destino, ma ha finito col decidere quello delle sue vittime
                                    taliani
incolpevoli. E’ tipicamente da Italiani mollare chi è in difficoltà e salire su cattedre e pulpiti,
mentre magari un minuto prima, a tragedia non avvenuta, Schettino meritava per tutti la stima
che si riserva agli esperti di abbordaggio di moldave. Sulla crociera poi occorre aggiungere che il
                                              un’abile
mondo dorato che riflettono è più frutto di un’abi campagna di comunicazione che ha trasferito
il villaggio di ieri su una nave, incorniciandolo nella vetrina di un lusso più provinciale che reale.
In realtà è una vacanza molto bella , ma decisamente normalizzata rispetto a quello che si crede.
        ino
Schettino è uomo di caratura morale e professionale non elevata, oggi un uomo solo e se lo merita,
                                                                                              Inoltre,
ma non è l’unico ingranaggio sbagliato in un meccanismo che si è tragicamente inceppato. Inoltre
col passare delle settimane il chiodo schiaccia chiodo della cronaca più attuale ha relegato il
comandante nel dimenticatoio , i tangentocrati che hanno ancora il potere di fare commuovere
Tonino Di Pietro, che quando non c‘è ci fa, l’Italia che snobba lo spread e canta vittoria per le
                              edesco
dimissioni del presidente tedesco con il conseguente imbarazzo della Merkel ”la catechista di
   ecce
ferro” che ha solcato i nostri mari in lungo e largo. E Schettino? E’ stato il parafulmine che a

lungo ci ha fatto sentire migliori…. Avercene sempre di uomini così.

								
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