mito di creazione

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2/18/2012
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Italian
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							storie
le storie dell’america latina scelte dal laboratorio migrazioni
tra le storie conosciute, quelle segnalate dalle animatrici di lingua madre, il laboratorio
migrazioni ha scelto di selezionare:
una storia tratta dalla raccolta la palabras andantes
quattro tratte dalla trilogia memoria del fuoco di Eduardo Galeano
particolarmente interessanti, si sono rivelate funzionali al lavoro perché legate alla
tradizione orale

memoria del fuoco:
l’erba mate
la cucina
la creazione
il riso

las palabras andantes
il pappagallo

popol vuh
mito di creazione dei maya quiché



durante i tre anni della sperimentazione storie, filastrocche e canzoni scelte sono state il
filo rosso che ha accompagnato sia i laboratori linguistici che quelli espressivi

il primo anno, per un avvicinamento alla cultura delle diverse zone delle americhe, è stata
presentata una storia in versione teatrale rivolta a tutte le classi coinvolte come
introduzione alla successiva attività di laboratorio

il secondo anno si è scelto di fare un approfondimento sia della lingua che della cultura

il terzo si è scelto di fare un mito di creazione che ha consentito di comprendere non solo
la differenza linguistica e culturale ma anche la complessità della cultura precolombiana

con l’animatore di lingua madre è stata dedicata una particolare attenzione alla scelta dei
racconti, legati alle zone di provenienza dei bambini e degli adulti presenti e attivamente
coinvolti nel percorso dei laboratori

i testi sono stati scelti in lingua originale per sostenere l’incontro con la cultura delle
americhe attraverso miti e leggende

queste scelte hanno permesso:
l’avvicinamento alla cultura, il riconoscimento della lingua madre e delle lingue autoctone;
un’indagine storica sulla lingua spagnola come lingua d’adozione dopo le guerre di
conquista
negli ultimi due anni si sono svolti incontri di sperimentazione con gli studenti della facoltà
di lingue straniere con storie della cultura latinoamericana
3. mito di creazione popol vuh



“…questa è una narrazione di come tutto fosse sospeso, nella calma, nel silenzio; tutto era
immobile, muto, e la distesa del cielo era vuota…
…soltanto la creatrice, il creatore, Tepeu e Gucumaz gli antenati erano nell’acqua
circondati dalla luce”…
la creación

esta es la historia de cuando todo estaba quieto, todo calmo, en silencio

todo sin movimiento, tranquilo, el cielo en toda su extensión estaba vacío

este es el primer cuento, la primera narración. no habían ni hombres, ni animales, pájaros,
peces, crustáceos, árboles piedras, cuevas, grietas, hierbas, selvas: había solamente
cielo

la superficie de la tierra todavía no había aparecido

había solo un plácido mar y la gran extensión del cielo

no había cosas juntadas, ni nada que hisiese ruido, que pudiese moverse o vibrar, o hacer
ruido en el cielo

no había nada en pie; sólo la calma del agua, el plácido mar, solitario y tranquilo. no
existía nada. sólo había inmovilidad y silencio en la oscuridad, en la noche

solamente la creadora, el creador, tepeu y gucumatz, los antepasados, estaban en el
agua, rodeados por la luz

estaban escondidos bajo las plumas verdes y turquesa, y por eso se llamaban tepeu y
gucumatz

por naturaleza eran grandes sabios y grandes pensadores

después llegó la palabra: tepeu y gucumatz se encontraron en la oscuridad, en la noche y
conversaron
hablaron, discutieron, decidieron; se pusieron de acuerdo, unieron sus palabras y sus
pensamientos
después, mientras meditaban, se les hizo claro que, al llegar la aurora, tenía que aparecer
el hombre

tepeu y gucumatz se reunieron y discutieron acerca de la vida y de la luz, sobre lo que
habrían hecho para hacer venir la luz y el alba y sobre quién habría de proveer el alimento
y del sustento

¡ así sea hecho! que se llene el vacío, que el agua se retire y deje un lugar vacío, que
aparezca la tierra y se vuelva sólida; ¡que así sea hecho! , dijeron ellos ¡que se haga la
luz, que aparezca el alba en el cielo y en la tierra!

nuestra obra no será completada hasta que no haya sido hecho el ser humano. ¡hasta
que no haya sido formado el hombre!”
la creazione

questo è il racconto di quando tutto era fermo, tutto calmo, in silenzio;

tutto senza movimento, tranquillo, la distesa del cielo era vuota

questo è il primo racconto, la prima narrazione, non c’era né uomo, né animale, né uccelli,
pesci, crostacei, alberi, pietre, caverne, crepacci, erbe, foreste: c’era solo il cielo

la superficie della terra non era ancora apparsa

c’erano solo il placido mare e la grande distesa di cielo

non c’erano cose messe insieme, non c’era nulla che potesse far rumore, nulla che
potesse muoversi o tremolare, o potesse far rumore nel cielo

non c’era nulla in piedi, solo la calma acqua, il placido mare, solitario e tranquillo, nulla
esisteva, c’erano solo immobilità e silenzio nell’oscurità, nella notte

soltanto la creatrice, il creatore, tepeu e gucumaz gli antenati erano nell’acqua circondati
dalla luce

essi erano nascosti sotto le piume verdi e turchine e per questo erano chiamati tepeu e
gucumaz

per loro natura essi erano grandi saggi e grandi pensatori

poi venne la parola: tepeu e gucumaz s’incontrarono nell’oscurità, nella notte e parlarono
insieme
essi parlarono, discussero, decisero; si trovarono d’accordo
unirono le loro parole e i loro pensieri poi mentre meditavano divenne chiaro che, quando
sarebbe venuta l’alba, dove a apparire l’uomo

tepeu e gucumaz si riunirono discussero sulla vita e sulla luce su quel che essi avrebbero
fatto per far venire la luce e l’alba, e chi avrebbe dovuto provvedere al cibo e al
sostentamento

“così sia fatto che il vuoto sia riempito, che l’acqua si ritiri e lasci uno spazio vuoto, che
compaia la terra e diventi solida, che ciò sia fatto che sia la luce, che venga l’alba nel cielo
e sulla terra!

la nostra opera non sarà compiuta finchè non sarà fatto l’essere umano”.
motivi della scelta del mito di creazione popol vuh per percorsi di educazione
interculturale
il mito “popol vuh” il libro sacro dei maya quiché (1500 a.C.) è stato scelto considerando la
provenienza dei bambini stranieri presenti nelle classi della sperimentazione, per
conservare e mantenere la memoria degli avi e difendere i valori culturali delle popolazioni
dell’america latina, permettere ai bambini ispanofoni di riconoscersi come i discendenti
delle antiche culture precolombiane
per i bambini italiani un bagno culturale così ampio e sofisticato come quello delle culture
precolombiane ha significato riconoscere i compagni come eredi di una storia antica e
magica


percorso di lavoro
   lettura bilingue del mito “popol vuh”

   con una musica tradizionale delle popolazioni del lago titicaca e le immagini i bambini
    vengono invitati ad andare indietro nel tempo, fino a dove arriva la loro memoria, poi
    ancora indietro, fino a quando ...all’inizio...c’era…

   parole dei bambini

il big bang era appena esploso e dei massi infuocati si spargevano per tutto l’universo

c’è la terra (mondo ) e il sole

il big bang che esplode, va e forma i pianeti tra cui uno molto strano

la nascita di un bambino, accanto la mamma e il papà

lo spazio e la via lattea, i pianeti che sorridevano

un paese deserto ad un tratto un piccolo uomo esce dalla terra e lascia volare un foglio su
cui c’è scritto: il mondo non c’è; poi tutto scomparve

un tramonto molto intenso e un sole splendido che luccicava



_________________________________________________________
miti di creazione

…è importante ricordare che per secoli la scuola dei nostri popoli è stata la trasmissione orale
dell’esperienze e i consigli dei nostri vecchi. fin da piccoli, i nostri padri ci insegnano ad amare e a
rispettare la nostra madre terra che ci da il mais e l’alimento quotidiano per vivere, perché da lei
dipendono la nostra stessa vita , l’esistenza e il futuro della nostra cultura.
essa in breve è la nostra memoria storica. ci insegnano poi il rispetto che uomini e donne devono
avere per la natura e l’ambiente, come parti del pensiero dei nostri avi. senza questi elementi la
nostra vita sarebbe incompleta e non avremmo potuto sopravvivere alla politica di repressione e di
sterminio dei regimi al potere…
Rigoberta Menchù
un prato con tutti i fiori, degli alberi con ruscello ed un arcobaleno

il mare pieno di misteri - ho visto anche il tramonto

il mondo che gira, c’è la pace nel mondo

tutto deserto

il mare profondo



   con una diapositiva che rappresenta i due creatori con un gioco di ombre, due bambini
    per volta diventano tepeu e gucumatz

    parlando, danzando, discutendo fra di loro creano un elemento della terra o del cielo…

   gioco di grafica

   i bambini colorano il creatore e la creatrice e disegnano la loro creazione
   la nuova creatura racconta…

    parole dei bambini

sono stata trascinata dal mare

coccole, rilassamento, affetto per la mia creatrice, volo

volando sono scesa nel mare sott’acqua giocavo

nell’acqua qualcuno mi aiuta a nuotare

volare, atterrare nella spiaggia in un tappeto di sabbia

ero nel mare e volevo uscire

pattinavo sono caduto in una fossa buia il creatore mi ha recuperato e mi ha portato nel
mare

ballavo dentro un mare profondo, un mare asciutto che si ritirava e bagnava solo i miei
piedi

scivolavo da un monte verso un mare, un mare con delle onde grandissime

ballavo sono caduta nel mare e ho iniziato a nuotare

ero un uccello volavo con gli altri uccelli sono precipitata nel mare e sono diventata una
donna

nuotavo fra le onde,

spiaggia, grandi giochi, volo

volo, caduta nel mare, la creatrice vicino a me mi ha insegnato a nuotare
   durante il percorso sono stati scelti degli aspetti della cultura maya e su questi creata
    una documentazione in forma di “carte gioco” composta da un disegno del bambino e
    un retro esplicativo:

    il cerchio




questo è il racconto di quando tutto era fermo, tutto calmo, in silenzio; tutto senza
movimento, tranquillo, e la distesa del cielo era vuota.
... v’erano solo il placido mare e la grande distesa di cielo.
(tratto da popol vuh, il libro sacro dei quiché)

il calendario sacro dei maya comprendeva 260 giorni ed era visualizzato in due ruote: la
più interna riportava i tredici mesi, l’altra i 20 giorni mensili
i giorni erano dei e avevano il loro nome. al centro del calendario era rappresentato il sole,
una delle più importanti divinità


il ricordo

...la prima cerimonia importante per il bambino dopo la nascita era la visita al
sacerdote per ricevere l’oroscopo della sua vita e per ricevere i quattro nomi:
il nome del giorno della nascita
il nome della famiglia del padre
il nome del padre e della madre insieme
il soprannome...
(tratto da popol vuh, prefazione di Testori)

anche a noi é stato dato un nome: chi lo ha scelto? perché?
racconti reali e immaginari
il nome legato a tradizioni familiari, a ricordi di luoghi, al passato
   narrazione teatrale “popol vuh”

    narrazione teatrale bilingue a cura del laboratorio migrazioni


    una creatrice al centro della scena plasma e crea con materiali non strutturati sul filo
    del racconto
    un musicista dà voce ad alcuni elementi presenti nella narrazione con strumenti
    musicali della cultura andina
    un narratore e un animatore di lingua madre si intrecciano nella narrazione


    lo story-board dello spettacolo è a disposizione al centro scuole e nuove culture

						
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