Sistemi e Tecnologie della Comunicazione

Document Sample
Sistemi e Tecnologie della Comunicazione Powered By Docstoc
					Sistemi e Tecnologie della
Comunicazione




Lezione 8: strato fisico: teorema del campionamento, multiplexing FDM, WDM, TDM e gerarchie di
multiplexing


                                                                                                 1
     Dati analogici, segnali numerici

   Per poter trasmettere un dato analogico con una
    trasmissione digitale e’ necessario trasformare il
    dato analogico in un segnale numerico
       piu’ precisamente si rappresenta il segnale analogico,
        corrispondente al dato analogico in banda base, con
        un dato numerico
   Il processo di trasformazione si realizza
    attraverso due fasi:
       il campionamento del segnale analogico
       la digitalizzazione del campione


                                                                 2
     Il campionamento
   Il campionamento consiste nel guardare con una certa frequenza il
    valore istantaneo del segnale analogico
        di fatto si utilizza il segnale analogico per modulare in ampiezza una
         sequenza di impulsi a frequenza fissata: il segnale risultante sara’ una
         sequenza di impulsi ad ampiezza uguale al valore del segnale analogico
         in corrispondenza degli impulsi
   Il problema da affrontare e’: con quale frequenza si deve campionare
    il segnale per poterlo ricostruire a partire dal segnale campionato?




                                                                                    3
     Teorema del campionamento
   IL teorema del campionamento (o teorema
    di Nyquist-Shannon) afferma che:

    dato un segnale x(t) il cui spettro ha banda
    limitata B, si puo’ ricostruire completamente il
    segnale a partire da un campionamento dello
    stesso se la frequenza di campionamento e’
    F ≥ 2B



                                                       4
    Dimostrazione
sia x ( t ) il segnaledi banda f h
                                   nto
sia p ( t ) il segnaledi campioname a frequenza f s
il segnalecampionatosara':
xs ( t )  x( t )  p( t )
                                                                    
p( t )     Pn e i 2 nf s t  x s ( t ) 
           n  
                                                                     P n x ( t ) e i 2 nf s t
                                                                   n  

            a
La trasformat del segnalecampionatoe':
                                                                    
Xs ( f )           
                          xs (t )e       i 2 ft
                                                    dt       
                                                                      Pn x ( t ) e i 2 nf s t e  i 2 ft dt
                                                                    n  

quindi
                                
Xs ( f )         Pn
                 n  
                                
                                      x ( t ) e  i 2  ( f  nf s       )t
                                                                              dt
                                                                                                                 5
  Dimostrazione (cont.)
                          
Xs( f )         Pn 
            n  
                           
                                x ( t )e  i 2 ( f  nf s ) t dt
            a
La trasformat del segnalee':
                
X( f )     
            
                    x ( t )e  i 2ft dt
da cui :
                
Xs( f )         P X( f
            n  
                       n            nfs )


 Questo significa che lo spettro del segnale campionato
 e’ costituito da repliche dello spettro del segnale
 originale traslate ai multipli della frequenza del segnale
 di impulsi utilizzato per campionarlo, e moltiplicate
 ciascuna per un fattore proporzionale (Pn)
                                                                    6
      Dimostrazione (cont.)
   Se gli spettri di due repliche
    adiacenti del segnale
    originario non si
    sovrappongono, possiamo
    utilizzare in ricezione un filtro
    passa basso per isolare una
    sola replica del segnale,
    ottenendo cosi’ un segnale il
    cui spettro e’ proporzionale
    (cioe’ ha forma identica) allo
    spettro del segnale originale
   La condizione di non
    sovrapposizione implica:

    fh  f s  fh  f s  2 fh

    cioe’ quello che si voleva
    dimostrare



                                        7
     Osservazioni sul teorema del campionamento

   In pratica la frequenza di campionamento dovra’ essere
    almeno leggermente superiore a 2B, per disporre di un
    intervallo utile (banda di guardia) al fine di prevenire che
    effetti di non idealita’ dei filtri taglino parti utili del
    segnale
   Il teorema del campionamento e’ sostanzialmente
    collegato alla legge sulla massima capacita’ di un canale
    privo di rumore (legge di Nyquist):
       il teorema del campionamento afferma che possiamo ricostruire il
        segnale campionando almeno a 2B, e campionando piu’
        frequentemente non otteniamo maggiori informazioni sul segnale
        modulante
       se il segnale rappresenta una sequenza di simboli, la massima
        capacita’ di trasferimento la otteniamo quando ogni campione
        identifica un simbolo
       ne segue che al massimo siamo in grado di identificare 2B simboli

                                                                        8
     Tecniche di modulazione di treno di impulsi

   Esistono diverse tecniche di modulazione:
       PAM (Pulse Amplitude Modulation): gli impulsi sono generati ad
        ampiezza proporzionale alla ampiezza del segnale modulante
       PWM (Pulse Width Modulation): gli impulsi sono generati tutti alla
        stessa ampiezza, ma con durata proporzionale alla ampiezza del
        segnale modulante
       PPM (Pulse Position Modulation): gli impulsi sono tutti della stessa
        ampiezza e di uguale durata, ma iniziano (all’interno del periodo
        T) in un istante dipendente dalla ampiezza del segnale modulante
            in questo caso il ricevente deve essere sincronizzato con il
             trasmittente in quanto la valutazione dell’ampiezza del segnale
             modulante dipende dalla differenza temporale tra l’istante in cui si
             presenta l’impulso e l’istante in cui inizia il periodo relativo a
             quell’impulso, quindi in ricezione si deve sapere quando inizia il
             periodo relativo all’impulso.



                                                                                    9
PWM e PPM




            10
     Digitalizzazione del segnale analogico
   Il segnale analogico ottenuto con il campionamento puo’
    essere digitalizzato utilizzando diverse tecniche
   Lo scopo della operazione e’ quella di poter trattare il
    segnale analogico come quello numerico, quindi di poter
    utilizzare metodi di trasmissione numerica, con i vantaggi
    che questa comporta (immunita’ dal rumore per via della
    rigenerazione del segnale durante la trasmissione,
    possibilita’ di utilizzare multiplexing a divisione di tempo
    (vedi piu’ avanti), omogeneizzazione della trasmissione
    dei segnali)
   Vedremo due tecniche: PCM (Pulse Code Modulation) e
    PCM non lineare


                                                               12
         PCM

   Il segnale analogico viene campionato per generare un segnale PAM.
   Il segnale PAM e’ ancora un segnale analogico, e deve essere numerizzato,
    cioe’ codificato in modo da poter associare un numero intero al valore della
    sua ampiezza
   Si realizza cio’ mediante una quantizzazione dei livelli della ampiezza degli
    impulsi
   Maggiore e’ il numero di livelli, migliore sara’ l’approssimazione del segnale
    con il valore numerico
   Tipicamente si utilizza un numero di livelli pari ad una potenza di due,
    facendo cosi’ corrispondere ad ogni valore del campione un certo numero di
    bit
        ad esempio, una quantizzazione a 4 livelli genera un numero rappresentabile con
         2 bit, una quantizzazione a 256 livelli e’ rappresentabile con 8 bit
   Il dato cosi’ generato e’ una sequenza di numeri che rappresentano il
    segnale analogico e si chiama PCM: Pulse Code Modulation; il PCM puo’
    essere codificato e trasmesso come un qualsiasi altro dato digitale



                                                                                       13
     Esempio: la digitalizzazione della voce

   Come visto in precedenza, il canale telefonico utilizza una
    banda di circa 3.1 KHz per la voce
   Per campionare la voce il teorema di Nyquist-Shannon
    afferma che servono campioni a frequenza di almeno 6.2
    KHz. Per la voce lo standard il campionamento standard
    definito dall’ITU prevede 8000 campioni al secondo (per
    introdurre una banda di guardia)
   Il segnale PAM cosi’ generato viene quantizzato: per una
    resa paragonabile al segnale trasferito analogicamente si
    utilizzano 256 livelli (8 bit)
   Ne segue che per trasferire la voce digitalizzata servira’
    un tasso di trasmissione pari a 8 bit/campione * 8000 Hz,
    cioe’ 64 Kbps (che e’ la velocita’ del canale base ISDN).

                                                             14
     PCM non lineare
   La digitalizzazione del segnale comporta una perdita di informazione
    per via della approssimazione operata nella fase di quantizzazione
   Questo errore puo’ essere ridotto aumentando il numero di livelli, ma
    l’aumento dei livelli aumenta la possibilita’ di errore di interpretazione
    e produce a tutti gli effetti un rumore detto rumore di quantizzazione
    che cresce con il crescere del numero di livelli
   Per migliorare la situazione si puo’ notare che, fissato il livello di
    quantizzazione, i segnali maggiormente affetti dalla approssimazione
    sono quelli a bassa intensita’ (per i quali si ha un errore relativo
    maggiore)
   Si migliorano le prestazioni del PCM utilizzando una quantizzazione
    non lineare, dove i livelli sono piu’ piccoli e ravvicinati nella regione di
    segnale debole, e piu’ distanziati nella regione in cui il segnale e’ piu’
    intenso




                                                                              15
Confronto PCM e PCM non lineare




                              16
     Multiplexing
   Il multiplexing e’ una tecnica utilizzata per trasportare piu’
    comunicazioni indipendenti sullo stesso mezzo trasmissivo
       questa necessita’ si ha quando c’e’ bisogno di trasmettere molte
        comunicazioni ciascuna delle quali ha una piccola occupazione di
        banda, e si dispone di un mezzo trasmissivo capace di una banda
        molto piu’ ampia
   La porzione della banda occupata da una singola
    comunicazione e’ detta canale
   Vedremo tre modalita’ di multiplexing:
       FDM (multiplexing a divisione di frequenza)
       WDM (multiplexing a divisione di lunghezza d’onda)
       TDM (multiplexing a divisione di tempo)



                                                                       17
     FDM (Frequency Division Multiplexing)

   Come visto in precedenza, l’effetto della modulazione analogica si un
    segnale sinusiodale a frequenza f si traduce nella generazione di un
    segnale il cui spettro ha la stessa forma dello spettro del segnale
    modulante ma traslato attorno alla frequenza f della portante
   Se ipotizziamo di disporre di una serie di segnali ciascuno con banda
    B, e di un mezzo trasmissivo che ha una capacita’ di banda limitata
    dai valori F1 e F2 (con F2-F1 >> B), possiamo utilizzare ciascun
    segnale per modulare segnali sinusoidali alle frequenze F1+B, F1+2B,
    F1+3B, etc.
   I segnali modulati occuperanno porzioni distinte entro la banda
    trasmissiva del mezzo, e potranno essere trasmessi
    contemporaneamente senza interferire.
   In ricezione, opportune operazioni di demodulazione e filtraggio
    permetteranno di separare i diversi traffici.




                                                                       18
Banda nella modulazione di frequenza




                                       19
Schema di modulazione di frequenza




                                     20
     Generazione e ricezione del segnale

   I diversi segnali da trasmettere (analogici, o digitali
    trasformati in analogici via modem) modulano portanti a
    diverse frequenze, dette sottoportanti
   I segnali modulati vengono sommati, generando un
    segnale composito in banda base; le frequenze delle
    sottoportanti vengono scelte in modo da minimizzare la
    sovrapposizione dei segnali sommati
   Il segnale composito (che e’ analogico) puo’ essere a sua
    volta utilizzato per modulare una portante per traslare il
    segnale ad una frequenza adatta al mezzo trasmissivo
   In ricezione si demodula, riportando il segnale composito
    in banda base
   Utilizzando ulteriori demodulatori (adattati alle
    sottoportanti) e filtri si separano infine i segnali originari

                                                                 21
     Occupazione di banda
   Se ipotizziamo di generare la modulazione con la
    sola banda laterale, la larghezza di banda
    occupata dal segnale composito sara’:

                  B   B   i


   In realta’ la banda occupata e’ in genere
    leggermente superiore, per mantenere una
    separazione tra i diversi canali in modo da non
    avere interferenza e per tenere in conto la non
    idealita’ dei filtri in fase di demodulazione

                                                      22
     Gerarchia FDM per la telefonia
   Una applicazione molto diffusa e’ il multiplexing di canali
    fonici per la trasmissione delle telefonate attraverso le
    dorsali a larga banda in coassiale o ponte radio
   Il canale fonico e’ posto a 4 KHz (per distanziare i diversi
    canali)
   Sono definiti gli standard per diversi livelli di multiplexing,
    per adattarsi alla capacita’ di diversi mezzi:
       gruppo: 12 canali fonici, banda di 48 KHz tra 60 e 108 KHz
       supergruppo: 5 gruppi, 60 canali, 240 KHz tra 312 e 552 KHz
       gruppo master: 10 supergruppi, 600 canali, 2.52 MHz tra 564 KHz
        e 3.084 MHz
       … esistono standard fino a 230.000 canali fonici



                                                                     23
     Trasmissione radio/TV
   L’esempio piu’ comune di FDM e’ la trasmissione
    radiotelevisiva. Questa utilizza diverse bande di
    frequenza, ciascuna delle quali viene suddivisa in canali di
    una certa capacita’, idonea a trasmettere i segnali delle
    diverse stazioni trasmittenti
       trasmissioni a modulazione di ampiezza (AM) nella banda MF
        (Medium Frequency): 300-3000 KHz , con canali da 4 KHz per
        radio commerciali
       trasmissioni AM nella banda HF (High Frequency): 3-30 MHz, con
        canali fino a 4 KHz (radio onde corte)
       trasmissioni AM o FM nella banda VHF (Very High Frequency): 30-
        300 MHz, con canali fino a 5 MHz (radio FM e TV VHF)
       trasmissioni FM nella banda UHF: 300-3000 MHz con canali fino a
        20 MHz (TV UHF, ponti radio)
       trasmissioni FM nella banda SHF: 3-30 GHz con canali fino a 500
        MHz (microonde terrestri e satellitari)
       …
                                                                     24
         ADSL
   ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line) e’ lo standard per fornire
    all’abbonato un accesso digitale a banda piu’ elevata di quanto non sia
    possibile con il modem
   La linea telefonica terminale e’ costituita da un doppino su cui viene
    normalmente trasmessa la voce. Questa trasmissione si realizza applicando
    un filtro passa basso a 4 KHz
   Tuttavia il doppino ha una capacita’ di banda che raggiunge il MHz (dipende
    dalla lunghezza del tratto terminale che puo’ variare tra poche centinaia di
    metri a diversi Km)
   Lo spettro disponibile viene suddiviso in 256 canali da 4 KHz (fino a 60 Kbps
    ciascuno):
        Il canale 0 viene riservato per la telefonia
        I successivi 4 canali non vengono utilizzati per evitare problemi di interferenza tra
         la trasmissione dati e quella telefonica
        I restanti canali vengono destinati al traffico dati. Alcuni per il traffico uscente
         (upstream), altri per il traffico entrante (downstream)
   Il modem ADSL riceve i dati da trasmettere e li separa in flussi paralleli da
    trasmettere sui diversi canali, genera un segnale analogico in banda base per
    ciascun flusso (con una modulazione QAM fino a 15 bit/baud a 4000 baud/s)
    e li trasmette sui diversi canali utilizzando la modulazione di frequenza

                                                                                            25
     Suddivisione dei canali nell’ADSL
   In teoria l’ampiezza di banda disponibile consente un
    traffico pari a 13.44 Mbps, ma non tutti i canali sono
    capaci di trasmettere a piena banda. L’operatore decide
    quale servizio offrire.
   Generalmente vengono dedicati alcuni canali per il traffico
    entrante, ed altri (meno) per il traffico uscente (da qui il
    termine Asymmetric)




                                                              26
     WDM (Wavelength Division Multiplexing)

   La fibra ottica trasmette segnali elettromagnetici a
    lunghezza d’onda intorno a 850, 1300 o 1550 nm
   Ognuna di queste bande puo’ trasmettere segnali a
    lunghezze d’onda che variano di circa 100 nm
   In termini di frequenze si ha (nel primo caso):

                                  v
             1  800 nm  f1          2.50  1014 Hz
                                  1
                                  v
             2  900 nm  f2          2.22  1014 Hz
                                  2
             B  f1  f2  0.28  1014 Hz  28000 GHz

    quindi una banda enorme a disposizione


                                                           27
     WDM (cont.)

   E’ stata sviluppata una tecnologia per poter trasmettere canali
    differenti su lunghezze d’onda differenti, chiamata WDM (Wavelength
    Division Multiplexing)
   Si utilizza in multiplexing un combinatore ottico che mette insieme
    segnali alle diverse lunghezze d’onda
   In ricezione un sistema analogo separa le diverse lunghezze d’onda
   Sostanzialmente e’ una tecnica FDM, con la differenza che in questo
    caso il sistema sfrutta la diffrazione delle onde da reticolo, ed utilizza
    sistemi passivi, quindi altamente affidabili e che non introducono
    rumore
   Con questa tecnologia e’ possibile gia’ oggi trasmettere decine di
    canali a 10 Gbps su una sola fibra
   Questo meccanismo permette di incrementare notevolmente la
    capacita’ trasmissiva ottenibile sulla fibra senza dover aumentare la
    frequenza della generazione degli impulsi ottici (cosa che oggi
    costituisce il fattore limitante per la velocita’ di trasmissione dati sulla
    fibra ottica)

                                                                              28
Schema del multiplexing WDM




                          29
     TDM (Time Division Multiplexing)
   Il multiplexing a divisione di tempo e’ utilizzato
    quando si dispone di un canale digitale capace di
    un elevato tasso di trasmissione dati in cui poter
    trasmettere contemporaneamente un insieme di
    comunicazioni a tasso inferiore
   Invece che mettere insieme i segnali a frequenze
    differenti (FDM) si mischiano i dati delle diverse
    comunicazioni, inframezzando i bit delle diverse
    trasmissioni
   Di fatto si divide la disponibilita’ del canale in
    periodi temporali, e si dedicano a turno i diversi
    periodi a diversi flussi trasmissivi

                                                     30
     Slot e frame
   Ogni intervallo temporale si chiama slot e puo’
    contenere uno o piu’ bit relativi ad un flusso
    indipendente
   Il flusso dei dati e’ organizzato in trame (frame)
   Una trama e’ l’insieme di slot temorali che
    contiene almeno un bit per ciascuna trasmissione
   Anche in questo caso il flusso relativo ad una
    singola trasmissione e’ detto canale



                                                     31
Schema del TDM




                 32
     Sorgenti di ingresso per il TDM
   I dati in ingresso non debbono necessariamente
    essere tutti digitali: puo’ essere un ingresso
    analogico che viene convertito in segnale digitale
    tramite campionamento, con relativa generazione
    del codice PCM
   I segnali in ingresso non debbono nemmeno
    essere tutti ad uguale tasso trasmissivo
       Ad esempio, possiamo fare multiplexing TDM di due
        canali a 1200 bps ed uno a 2400 bps su un canale a
        4800 bps, costruendo un frame di 4 bit (di 833
        microsecondi) e dedicando una slot (1 bit) ciascuno ai
        canali a 1200 bps, e due slot (2 bit) al canale a 4800
        bps

                                                             33
     TDM sincrono
   Il TDM sincrono prevede di avere in
    ingresso un certo numero di trasmissioni a
    cui e’ staticamente allocato un canale, cioe’
    ogni slot temporale e’ dedicata ad una
    particolare trasmissione
   Quando un ingresso non ha dati da
    trasmettere, la trasmissione continua e le
    slot dedicate a quel canale non
    trasporteranno dati
                                                34
     Sincronizzazione e framing

   Poiche’ i frame sono trasmessi in continuazione, il ricevente deve
    poter identificare l’inizio dei frame e mantenere il sincronismo
   Per fare cio’ il frame conterra’ alcuni bit dedicati allo scopo: in genere
    si dedicano uno o piu’ bit di controllo che assumono sequenze di
    valori ben definiti e difficilmente presenti nel campo dei dati
   All’inizio il ricevente cerca di identificare i bit di sincronizzazione:
    quando li trova in un certo numero di frame consecutivi, assume di
    avere agganciato il sincronismo e inizia a gestire il traffico dei dati
   Durante il traffico, il ricevente continua a verificare i bit di
    sincronizzazione
   Se si perde la sincronizzazione, il ricevente ritorna in modalita’ di
    sincronizzazione fino a che non identifica nuovamente i limiti dei
    frame



                                                                            35
     Pulse stuffing
   Uno dei problemi principali e’ la sincronizzazione dei diversi canali da
    trasmettere, che essendo indipendenti non necessariamente hanno
    un clock in comune
        una variazione relativa dei diversi clock puo’ far perdere la
         sincronizzazione nella costruzione del frame
   Lo stesso problema si presenta quando si ha un insieme di
    trasmissioni i cui tassi trasmissivi non sono multipli uno dell’altro
   Per ovviare a questi problemi si usa una tecnica detta pulse stuffing:
        il tasso trasmissivo in uscita e’ leggermente superiore alla somma dei
         tassi in ingresso
        i bit in eccesso in ogni slot vengono riempiti con bit fittizi di
         giustificazione, per allineare i diversi ingressi
        qualora si rendesse necessario, questi spazi possono essere utilizzati per
         risincronizzare gli ingressi
        esisteranno bit di controllo nella trama per gestire le diverse eventualita’




                                                                                    36
Esempio




          37
     Gerarchie digitali
   Anche per il TDM esistono gerarchie di
    multiplexing definite come standard per la
    trasmissione a diversi tassi in funzione delle
    possibilita’ trasmissive del mezzo
   Il Nord America ed il Giappone utilizzano una
    gerarchia (nata prima) diversa da quella
    standardizzata dall’ISO ed adottata in Europa
   Entrambi utilizzano come base di durata
    temporale del frame quella necessaria alla
    trasmissione di un canale vocale (8000
    campionamenti al secondo = 125 microsecondi di
    tempo per il frame)

                                                 38
     Gerarchia Nordamericana
   Il frame del livello primario e’ costituito dall’unione di 24 canali vocali
   Un frame contiene un campionamento per canale (24 canali * 8 bit =
    192 bit) piu’ un bit di sincronizzazione di frame
   Il tasso di trasmissione sara’ quindi 1.544 Mbps
   Per la trasmissione di dati numerici si utilizza lo stesso frame, in cui
    vengono messi insieme 23 canali dati, mentre un byte viene riservato
    ad un ulteriore dato di sincronizzazione




                                                                             39
     Gerarchia Nordamericana (cont.)

   Il formato descritto si chiama DS-1, o T1
   Il livelli gerarchici successivi sono:
       T2: 4*T1 a 6.312 Mbps
       T3: 7*T2 a 44.736 Mbps
       T4: 6*T3 a 274.176 Mbps
   Si puo’ osservare come ad ogni livello successivo
    il tasso trasmissivo reale e’ superiore a quello
    utile, in quanto ad ogni passaggio si devono
    introdurre nella trama bit di controllo (per il
    framing, per la gestione della linea, per
    identificare gli errori)

                                                    40
     Gerarchia digitale europea
   L’ITU-T ha prodotto uno standard differente da quello
    nordamericano, adottato in Europa ed altrove
   Questo standard si basa come quello americano sul
    canale fonico, con tempo di frame di 125 microsecondi
   La gerarchia prevede i seguenti livelli di aggregazione:
       E1: 32 canali vocali (2 dedicati a controllo) a 2.048 Mbps
       E2 = 4*E1 a 8.448 Mbps
       E3 = 4*E2 a 34.368 Mbps
       E4 = 4*E3 a 139.264 Mbps
       E5 = 4*E4 a 565.148 Mbps




                                                                     41
     Sonet e SDH
   Sonet (Synchronous Optical NETwork) ed SDH
    (Sinchronous Digital Hierarchy) sono due standard di
    multiplexing gerarchico sviluppati per la trasmissione su
    fibra ottica
   L’obiettivo e’ quello di sfruttare l’ampia banda trasmissiva
    della fibra per poter ospitare le trasmissioni delle
    gerarchie digitali gia’ viste
   I due standard (AT&T e ITU-T) sono leggermente
    differenti
       STS-1/OC-1 (STM-0): 51.84 Mbps (ospita un T3 o 21 E1)
       STS-3/OC-3 (STM-1): 155.52 Mbps (ospita 3 T3 o un E4)
       … fino a STS-192/OC-192 (STM-64) a 9.9 Gbps (ospita 193 T3 o
        64 E4)


                                                                       42
     TDM asincrono
   Un limite del TDM sincrono e’ che quando un canale in ingresso non
    trasmette, la capacita’ di banda assegnata a quel canale non viene
    utilizzata (le slot dedicate al canale non trasportano dati utili)
   Una soluzione talvolta adottata e’ quella di accettare in input un
    insieme di canali per cui il tasso totale e’ superiore al tasso
    trasmissivo del canale in uscita
   L’ipotesi e’ che non tutti trasmetteranno contemporaneamente a
    piena banda
   Si utilizzano dei buffer per poter gestire gli intervalli in cui la banda in
    uscita non e’ sufficiente a gestire i dati in ingresso
        va pero’ considerato che maggiore e’ la dimensione dei buffer, maggiore
         e’ il ritardo introdotto in trasmissione, quindi non si puo’ eccedere; d’altra
         parte minore e’ la dimensione dei buffer, minore e’ il margine oltre il
         quale si perdono dati
   In questa modalita’ di multiplexing, non essendoci una assegnazione
    statica tra canale e trasmittente, si dovranno introdurre informazioni
    di controllo per identificare la trasmissione associata alle slot


                                                                                     45

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Categories:
Tags:
Stats:
views:6
posted:2/16/2012
language:Italian
pages:42