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									                              ABRUZZO
  LEGGE REGIONALE 22 LUGLIO
          1987, N. 43
 Promozione e incentivazione degli impianti e delle
  attività sportive e fisico - ricreative, nel triennio
                        1987-89
                                    TITOLO I
                           Principi generali e finalità
Art. 1
Principi generali
La Regione, in armonia con lo Statuto regionale, riconosce nella pratica sportiva e
nel tempo libero momenti essenziali ed autonomi della formazione ed
esplicazione della persona umana, opera per garantire a tutti i cittadini l'esercizio
della pratica sportiva e delle attività motorie e ricreative nel tempo libero,
promovendo la realizzazione di strutture e servizi idonei.
La Regione individua nella collaborazione fra Istituzioni pubbliche, Enti di
promozione sportiva, società sportive e associazioni sportive il metodo normale
cui deve ispirarsi l'azione propria e degli Enti Locali per una larga diffusione della
pratica sportiva nella società.

Art. 2
Finalità
La Regione, in attuazione dei principi di cui al precedente art. 1, nell'ambito delle
funzioni ad essa attribuite dell'art. 56 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, interviene
attraverso:
a) la programmazione delle strutture e dei servizi sportivi e ricreativi, assicurando
la massima accessibilità spaziale, temporale e sociale dell'impianto;
b) gli interventi atti a favorire l'espansione delle capacità promozionali degli Enti
di promozione sportiva, delle società sportive e delle associazioni sportive che
prevedano l'attuazione di concrete iniziative per rendere la pratica sportiva e
l'attività fisico-ricreativa maggiormente accessibile a tutti i cittadini;
c) la realizzazione e il sostegno di manifesta
Chitoni e di altre iniziative di particolare rilevanza regionale ai fini promozionali,
ivi compresi convegni, seminari, studi e ricerche in materia di sport;
d) iniziative volte ad assicurare la formazione, l'aggiornamento e la qualificazione
tecnico organizzativa degli operatori sportivi.

                                     TITOLO II
                          Programmazione Regionale
Art. 3
Programma triennale
La Giunta regionale, sentita la Consulta regionale per lo sport di cui al successivo
art. 6, redige il programma triennale per lo sviluppo dei servizi e per la
promozione delle relative attività, e lo sottopone all'esame del Consiglio regionale
entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge.
Il programma deve contenere:
a) la ricognizione degli impianti esistenti, pubblici e privati, nel territorio
regionale;
b) la indicazione dei servizi e degli impianti sportivi e del tempo libero da
privilegiare per lo sviluppo della pratica sportiva dei giovani e per la difesa della
persona umana;
c) la dotazione minima degli impianti e servizi di ciascun nucleo sportivo
attrezzato per ciascuna sub-area con popolazione di almeno 8.000 abitanti;
d) la individuazione, per ogni area e sub-area, degli impianti di cui alla precedente
lettera c) finanziabili nel triennio, indicando per ciascuno le fonti di finanziamento
regionale, e/o nazionale e/o comunitario e avuto riguardo alle dotazioni pubbliche
e/o private già esistenti nell'area o nella sub-area;
e) la individuazione degli impianti essenziali nei comuni minori che non possono
giovarsi dell'uso dei nuclei sportivi attrezzati a causa della loro localizzazione e
distanza;
f) la individuazione degli impianti di cui alle precedenti lettere d) ed e)
finanziabili con i fondi previsti dagli interventi straordinari per il Mezzogiorno;
g) i piani annuali di intervento concernenti gli impianti sportivi con la indicazione
delle iniziative ammesse al contributi regionale e/o nazionali e/o comunitari e
dell'ammontare di tali contributi;
h) i criteri per l'incentivazione della pratica sportiva e delle attività motorie e
ricreative nel tempo libero, attraverso la concessione dei contributi di cui alla
presente legge, e la individuazione della priorità di intervento;
i) la individuazione delle incentivazioni delle iniziative pubbliche e private, avuto
riguardo alle provvidenze previste dalle leggi nazionali e regionali e alle norme di
loro concessione.

Art. 4
Nuclei sportivi attrezzati
Ogni nucleo sportivo attrezzato deve comprendere:
a) gli impianti sportivi e di tempo libero di base, con i rispettivi servizi;
b) verde pubblico, della estensione almeno pari a quella destinata agli impianti;
c) i servizi di ristorazione;
d) attrezzature per parco giochi per bambini.

Art. 5
Gestione degli impianti
La gestione e la manutenzione ordinaria dei nuclei attrezzati o impianti singoli,
realizzati da Enti Pubblici con i benefici della presente legge, sono affidati
dall'Ente competente a Società o Cooperative, con preferenza a quelle di cui alla
L.R. 11.11.1986, n. 63, con apposita convenzione.
L'utilizzazione dei nuclei attrezzati e impianti sportivi deve essere garantita a tutti
i Cittadini, alle società sportive, alle associazioni sportive, ag1i enti di promozione
sportiva e ai gruppi scolastici gravanti nell'ambito del territorio interessato.
La Giunta regionale impartisce le direttive per la gestione dei nuclei attrezzati e
degli impianti sportivi, nonché per la determinazione delle relative tariffe.

Art. 6
Consulta Regionale per lo sport
È istituita la Consulta Regionale per lo sport, quale organo consultivo della Giunta
regionale.
La consulta ha il compito di esprimere parere sul programma triennale di
promozione sportiva e di formulare pareri e proposte sulle materie disciplinate dai
titoli II, III e IV della presente legge.
La Consulta Regionale è composta:
a) dal componente la Giunta regionale preposto al Servizio Sport e Tempo Libero,
in qualità di Presidente;
b) dal Delegato regionale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.);
c) da un rappresentante designato dall'UNCEM;
d) da un rappresentante designato dall'UPI;
e) da un rappresentante designato dall'ANCI;
f) dal Sovrintendente Scolastico Regionale o suo delegato;
g) da quattro rappresentanti designati dal Consiglio Regionale del CONI;
h) da quattro rappresentanti designati dagli Enti di promozione sportiva
riconosciuti dal CONI e operanti nella Regione, nominati dalla Giunta regionale;
i) da due esperti in materia nominati dalla Giunta regionale, su proposta del
Componente la Giunta regionale preposto al Servizio Sport e Tempo Libero.
Ai lavori della Consulta partecipano, senza diritto di voto, i Coordinatori del
Settore Diritto allo Studio, Sport e Tempo Libero e del Settore Bilancio e
Programmazione, nonché il Dirigente del Servizio Sport e Tempo Libero.
Le funzioni di Segretario sono svolte da un dipendente della Regione, designato
dal Componente la Giunta preposto al Servizio Sport e Tempo Libero.
La Consulta ha sede presso la Giunta regionale - Servizio Sport e Tempo Libero -
e si riunisce su convocazione del suo Presidente.
La Consulta esprime i propri pareri a maggioranza semplice degli intervenuti, con
la presenza di almeno la metà dei suoi componenti, purché questi siano stati messi
a conoscenza della data e degli argomenti della riunione almeno sette giorni prima
della data medesima.
In caso di parità prevale il voto del Presidente.
La Consulta viene costituita entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge ed è nominata con decreto del Presidente della Giunta regionale, quando sia
stata designata almeno la metà dei suoi Componenti.
Ai Componenti della Consulta spettano le indennità e i compensi in base alle
vigenti norme regionali.

Art. 7
Convenzione Regione - CONI
Nel quadro delle finalità della presente legge, la Giunta regionale, acquisito il
parere della Consulta regionale per lo sport, è autorizzata a stipulare con il
Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) una apposita convenzione diretta a
promuovere un efficace coordinamento delle rispettive iniziative sul territorio
regionale.
In particolare sono da prevedere nella convenzione opportune consulenze tecniche
da parte del CONI, ai sensi dell'art. 56, lettera b) del D.P.R. 24 luglio 1977, n.
616, ivi compresa la sottoposizione al parere tecnico degli Organi periferici del
CONI dei progetti di in intervento per impianti sportivi per i quali sia stata
inoltrata domanda di contributo alla Regione.

Art. 8
Convenzioni per l'utilizzo di strutture scolastiche
La Giunta regionale, sentita la Consulta regionale per lo sport, è autorizzata a
stipulare apposite convenzioni per disciplinare, nel rispetto delle procedure
stabilite dall'art. 12, secondo comma, della legge 4 agosto 1977, n. 517, l'uso degli
edifici e delle strutture scolastiche da utilizzare per attività sportive e fisico-
ricreative al di fuori della normale attività di istituto.

                                   TITOLO III
                Interventi concernenti gli Impianti Sportivi
Art. 9
Campo di applicazione e soggetti beneficiari
La Regione, al fine di promuovere l'incremento e il miglioramento del patrimonio
edilizio destinato ad uso sportivo e ricreativo, concede contributi a soggetti
pubblici e privati per la realizzazione, il completamento e il miglioramento di
impianti sportivi destinati ad uso pubblico.
Sono destinatari di tali contributi:

a) per la realizzazione dei nuclei attrezzati:
1) i Comuni con popolazione non inferiore a 8.000 abitanti;
2) le Comunità Montane;
3) i Comuni classificati di notevole interesse turistico che risultano sprovvisti di
adeguate attrezzature;
4) i Comuni tra loro associati e/o convenzionati, con popolazione complessiva di
almeno
5.000 abitanti;
5) le società sportive, le associazioni sportive, gli Enti di promozione sportiva e i
privati;

b) per la realizzazione, il completamento ed il miglioramento di impianti
singoli:
1) i Comuni;
2) le Comunità Montane;
3)le società sportive, le associazioni sportive, gli Enti di promozione sportiva e i
privati.
Per la realizzazione delle opere e degli impianti la Regione concede un contributo
in conto capitale nelle seguenti misure:

a) per la realizzazione dei nuclei attrezzati fino ad un massimo del:
1) 100% della spesa ammissibile, per l'acquisizione delle aree e per opere di
forestazione, sistemazione del terreno, acquedotti, fognature, strade ed
elettrodotti;
2) 70% della spesa ammissibile relativa agli impianti sportivi e ricreativi compresi
nella dotazione di base;
3) 50% della spesa ammissibile relativa a locali destinati alla ristorazione;

b) per la realizzazione, il completamento e il miglioramento di impianti
singoli fimo ad un massimo del:
1) 50% della spesa ammissibile, compresa quella per l'acquisizione dell'area per la
realizzazione di nuovi impianti;
2) 100% della spesa ammissibile, per il completamento e il miglioramento di
impianti.
Quando le opere di cui al presente articolo sono finanziate con i fondi ordinari e/o
straordinari nazionali e/o comunitari, si applicano i criteri previsti dalle rispettive
norme. Se questi sono meno vantaggiosi di quelli previsti dal presente articolo, la
Giunta regionale concede la differenza.
Quando le opere previste dal presente articolo sono realizzate da privati, il
contributo regionale non può superare il 50% delle percentuali indicate nel
precedente comma 3 e comunque non può superare il 10% della somma destinata
agli interventi previsti dal presente Titolo.
La erogazione del contributo ai soggetti di cui al punto 5 della lettera a) e al punto
3 della lettera b) del presente articolo è subordinata alla stipula da parte degli
stessi di una convenzione con il Comune per la gestione degli impianti, redatta
sulla base di una convenzione-tipo predisposta dalla Regione.

Art. 10
Domande e documentazione per il finanziamento di opere e impianti da parte
di Comuni e Comunità Montane
I Comuni singoli, i Comuni tra loro asso, iati e/o convenzionati e le Comunità
Montane che intendono ottenere la concessione dei contributi previsti dal
precedente art. 9, presentano alla Giunta regionale - Servizio Sport e Tempo
Libero, entro 60 giorni dalla data di Centrata in vigore della presente legge,
apposita domanda corredata della seguente documentazione:
a) deliberazione relativa alla realizzazione delle opere o impianti per i quali si
chiede l'intervento finanziario, munita degli estremi di esecutività;
b) progetto di massima contenente la planimetrie generale della zona interessata,
elaborati grafici e relazione tecnica e illustrativa;
c) preventivo sommario di spesa e piano finanziario con le indicazioni delle
diverse forme di finanziamento;
d) l'analisi degli effetti economico-sociali altresì dalla realizzazione del progetto.

Art. 11
Domande e documentazione per il finanziamento di opere e impianti da parte
di società sportive, associazioni sportive, Enti di promozione sportiva e
privati
Le società sportive, le associazioni sportive, gli Enti di promozione sportiva e i
privati che intendono ottenere la concessione dei contributi previsti dal precedente
art. 9, presentano apposita domanda entro 60 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge.
Tali domande, indirizzate alla Giunta regionale - Servizio Sport e Tempo Libero
vanno presentate tramite i Comuni competenti per territorio.
La domanda va corredata della documentazione prevista dai punti b), c), e d), di
cui al precedente articolo 10.
I Comuni provvedono a trasmettere alla Giunta regionale, entro 15giorni dalla
ricezione, le domande, pervenute corredandole di motivato parere circa
l'ammissibilità dell'opera al finanziamenti regionali e la compatibilità con gli
strumenti urbanistici vigenti.

Art. 12
Attuazione piani annuali di intervento
In attuazione dei piani annuali di intervento di cui al precedente art. 3, la Giunta
regionale, per le iniziative ammesse a contributo, provvede a dare comunicazione
ai richiedenti, fissando il termine entro il quale devono presentare, a pena di
decadenza, la seguente documentazione:
a) progetto esecutivo completo degli elaborati tecnici, approvato dall'Organo
competente;
b) concessione o autorizzazione edilizia, nei casi previsti;
c) piano finanziario della copertura della spesa;
d) parere tecnico del CONI;
e) schema di convenzione relativa alla gestione
degli impianti a norma del precedente articolo 5, nei casi richiesti.
La Giunta regionale verifica la conformità dei progetti alle previsioni del
programma regionale di cui al precedente art. 3 ed alla normativa vigente ed
indica le fonti di finanziamento per ciascuno di essi, procedendo agli impegni di
spesa quando questa fa carico al bilancio regionale.

Art. 13
Modalità di erogazione dei contributi
Alla erogazione dei contributi provvede la Giunta regionale in due soluzioni:
a) una prima, pari al 50%, alla dimostrazione dell'avvenuto inizio dei lavori;
b) una seconda, per il restante 50%, a presentazione da parte del beneficiario del
certificato di collaudo o di regolare esecuzione dei lavori, rilasciato da un tecnico
nominato dalla Giunta regionale, su designazione del Componente preposto al
Servizio Sport e Tempo Libero, e di parere tecnico del CONI.
Se l'opera è realizzata con i fondi nazionali e/o comunitari, le procedure di
erogazione dei benefici sono conformi a quelle previste dalle rispettive norme.

Art. 14
Procedure per le opere eseguite da Enti Pubblici
Per le opere eseguite da Enti Pubblici trovano applicazione, in quanto compatibili,
la normativa e le procedure vigenti in materia di opere pubbliche eseguite con il
finanziamento o il contributo finanziario della Regione ai sensi dell'art. 4 della
L.R. 11.2.1982, n. 15.
Art. 15
Vincolo di destinazione
I beneficiari delle provvidenze concesse ai sensi del precedente art. 9 devono
obbligarsi a mantenere la continuità della destinazione dell'opera realizzata per la
durata di almeno 15 anni.
In caso di mutamento della destinazione prima del termine previsto dal precedente
comma, la Giunta regionale dispone la revoca del contributo e il recupero delle
somme erogate.

Art. 16
Convenzioni con Istituti di Credito
La Giunta regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con l'Istituto per il
credito sportivo e con altri Istituti di credito autorizzato, per facilitare la
concessione di mutui a tasso agevolato a favore dei soggetti beneficiari dei
contributi di cui al presente titolo, per la spesa eccedente l'ammontare del
contributo regionale.

Art. 17
Riduzione e revoca dei contributi
La Giunta regionale, qualora in sede di verifica delle opere accerti una spesa
inferiore a quella ammessa a contributo, riduce proporzionalmente il contributo
concesso.
La Giunta regionale revoca la concessione del contributo se:
a) l'iniziativa non viene realizzata conformemente a quanto stabilito nel
provvedimento di concessione;
b) viene accertata irregolarità nella contabilizzazione della spesa;
c) vengono apportate alle opere o impianti ammessi a contributo modifiche
sostanziali non preventivamente autorizzate dalla Giunta regionale, salvo che
trattasi di necessità temporanee e straordinarie.

Art. 18
Direttive per la gestione degli impianti pubblici
La Giunta regionale, sentita la Consulta regionale per lo sport, impartisce le
direttive per coordinare l'uso e la gestione degli impianti sportivi esistenti, di
proprietà pubblica, sul territorio regionale.

Art. 19
Dichiarazione di pubblica utilità
Le opere e gli Impianti realizzati con i contributi previsti dalla presente legge sono
considerati opere destinate a servizi di interesse generale. Sono esenti dal
pagamento del contributo di concessione inerente al costo di costruzione, ai sensi
del primo comma dell'art. 10 della Legge 28 gennaio 1977, n. 10, concernente
"Norme per l'edificabilità dei suoli".
L'acquisizione delle aree necessarie per l'edificazione degli Impianti ammessi a
contributo a norma della presente legge, avviene con le esenzioni che regolano
l'esecuzione di opere pubbliche.
L'ammissione a contributo delle opere e degli Impianti realizzati da enti pubblici
equivale, ad ogni effetto di legge, alla dichiarazione di pubblica utilità,
indifferibilità ed urgenza, di cui alla legge 22 ottobre 1971, n. 865, concernente
(Norme sulla espropriazione per pubblica utilità" e successive modificazioni.

                                   TITOLO IV
 Interventi di promozione e sostegno della pratica sportiva e fisico-
                             ricreativa
Art. 20
Campo di applicazione
La Regione, nell'intento di favorire la diffusione e l'incremento della pratica
sportiva e fisico-ricreativa, nel quadro degli obiettivi e dei criteri fissati dal
programma triennale di cui al precedente art. 3, ferme restando le competenze
attribuite ai Comuni in materia di promozione sportiva a livello locale, sostiene:
a) l'attività degli Enti di promozione sportiva e del tempo libero riconosciuti dal
CONI;
b) l'attività delle società e associazioni sportive dilettantistiche, operanti nella
Regione, aderenti o affiliate a una o più Federazioni sportive nazionali del CONI;
c) l'effettuazione di corsi per la qualificazione di operatori sportivi e del tempo
libero organizzati da Federazioni sportive del CONI, da Enti di promozione
sportiva e del tempo libero e da società e associazioni sportive dilettantistiche
affiliate o aderenti a Federazione sportiva del CONI.
Per l'attuazione di tali obiettivi, la Regione concede contributi, nel limite massimo
del 50% delle spese sostenute e documentate, a favore dei soggetti indicati nelle
lettere a), b) e c) del precedente comma.

Art. 21
Domande e piano di riparto
Le domande rivolte ad ottenere la concessione dei contributi di cui al precedente
art. 20, devono essere presentate alla Giunta regionale - Servizio Sport e Tempo
Libero, entro il 31 ottobre di ogni anno, corredate di una relazione illustrativa dei
programmi e delle iniziative che si intendono attuare nell'anno successivo, del
relativo preventivo di spesa e ogni ulteriore dettaglio tecnico-organizzativo.
La Giunta regionale, in relazione alle richieste pervenute con il corredo della
prescritta documentazione, sulla base dei criteri e priorità fissati dal programma
triennale di cui al precedente articolo 3, previo parere motivato della Consulta
regionale, entro il 31 dicembre di ogni anno, adotta i seguenti piani di riparto in
cui vengono individuati i soggetti beneficiari e l'ammontare dei contributi:
a) per il sostegno dell'attività degli Enti di promozione sportiva, per un importo di
spesa pari al 35% della somma disponibile per gli interventi di cui al presente
titolo IV;
b) per il sostegno dell'attività delle società e associazioni sportive dilettantistiche
operanti nella Regione e affiliate o aderenti a Federazioni sportive del CONI, per
un importo di spesa pari al 60% della somma disponibile di cui al presente titolo
IV;
c) per l'organizzazione di corsi per operatori sportivi e del tempo libero, per un
importo di spesa pari al 5% della somma disponibile di cui al presente titolo IV.
Qualora le richieste pervenute non consentano il rispetto delle percentuali indicate
nel precedente comma, le somme non utilizzate possono essere destinate alle altre
iniziative ricomprese nello stesso titolo IV.
In sede di approvazione del piano di riparto di cui alla lettera a) del precedente
comma 2, la Giunta regionale somministra ai soggetti beneficiari un acconto nella
misura del 50% del contributo assegnato, e provvede alla erogazione del saldo a
presentazione di relazione analitica dimostrativa dell'attività svolta e delle spese
effettivamente sostenute con allegati giustificativi di spesa.
L'erogazione del contributo ai soggetti beneficiari inclusi nei piani di riparto di cui
alle lettere b) e c) del precedente comma 2 è subordinata alla presentazione di
relazione analitica dimostrativa dell'avvenuta realizzazione dei programmi e delle
iniziative preventivate e delle spese effettivamente sostenute con allegati
giustificativi di spesa.

Art. 22
Riduzione e revoca dei contributi
In caso di mancata presentazione, da parte dei soggetti beneficiari, della relazione
analitica dimostrativa dell'attività svolta delle spese effettivamente sostenute con
allegati giustificativi di spesa, la Giunta regionale provvede alla revoca del
contributo concesso ed al recupero dell'eventuale acconto erogato.
Qualora la documentazione prodotta dal soggetto beneficiario evidenzi la parziale
realizzazione dei programmi di attività proposti ovvero giustificativi di spesa di
importo inferiore al doppio del contributo concesso, la Giunta regionale provvede
alla riduzione della misura del contributo.

                                    TITOLO V
                        Manifestazioni, studi e ricerche
Art. 23
Manifestazioni di rilevante interesse promozionale
La Giunta regionale è autorizzata, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, a
concedere contributi, nella misura massima del 50% della spesa riconosciuta
ammissibile, per lo svolgimento di singole manifestazioni sportive di particolare
rilevanza promozionale o per la partecipazione di società e associazioni sportive
dilettantistiche e di gruppi scolastici a manifestazioni sportive nazionali o
internazionali aventi carattere prettamente promozionale.
Per l'ottenimento dei contributi di cui al comma 1, i soggetti interessati presentano
apposita richiesta alla Giunta regionale - Servizio Sport e Tempo Libero, almeno
30 giorni prima della data fissata per la manifestazione, corredata di:
a) una relazione illustrativa sulla organizzazione della manifestazione;
b) il piano finanziario delle entrate e delle uscite:
c) ogni ulteriore elemento necessario ai fini della concessione del contributo.
Alla erogazione dei contributi provvede Giunta regionale previa presentazione di
una dichiarazione comprovante l'effettivo avvenuto svolgimento della
manifestazione, corredata di attestazione a firma autenticata del presentante legale
circa le spese effettivamente sostenute, con allegati giustificativi di spesa di
importo almeno pari al doppio del contributo concesso.

Art. 24
Studi e ricerche
La Giunta regionale promuove ed effettua convegni, studi, ricerche, indagini e
pubblicazioni in materia sportiva, direttamente o tramite gli Organi Regionali del
CONI, delle federazioni Sportive Nazionali e degli Enti di promozione sportiva,
omero tramite le Università e gli Istituti di livello universitario della regione,
nonché altri soggetti particolarmente qualificati e specializzati.
Tali iniziative possono essere attuate anche su proposta dei soggetti di cui al
precedente comma 1 relativamente a specifici campi intervento.

Art. 25
Premi di rappresentanza
La Giunta regionale è autorizzata all'acquisto di premi di rappresentanza da
concedere a società, associazioni, atleti od operatori ortivi che conseguono o
contribuiscono al inseguimento di risultati sportivi di rilevante valore.

                                    TITOLO VI
             Disposizioni comuni e norme finanziarie e finali
Art. 26
Non cumulabilità
Le provvidenze previste dalla presente legge non sono cumulabili con quelle
previste da altre leggi regionali o nazionali o comunitarie concesse per le stesse
iniziative, salvo quanto previsto dal precedente art. 9, comma 4.

Art. 27
Disposizioni transitorie
Per le manifestazioni di cui al precedente art. 23, realizzate nel 19870 in corso di
svolgimento alla data di entrata in vigore della presente legge, i soggetti
interessati presentano richiesta, corredata della prescritta documentazione, entro
30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
La Giunta regionale è autorizzata, nei limiti dello stanziamento destinato agli
interventi previsti dal precedente Tit. V, a concedere contributi ai soggetti e per le
finalità indicati dal precedente art. 24, nella misura del 50% della spesa
riconosciuta ammissibile, per convegni, studi, ricerche, indagini e pubblicazioni in
materia sportiva, realizzati nel 19870 in corso di realizzazione alla data di entrata
in vigore della presente legge.

Art. 28
Abrogazione
Con l'entrata in vigore della presente legge è abrogato il Tit. Il della L.R.
4.6.1980, n. 50.

Art. 29
Norma finanziaria
All'onere derivante dall'applicazione della presente legge valutato, per l'anno
1987, in lire 6.400.000.000 si provvede introducendo le seguenti variazioni per
competenza e cassa, nello stato di previsione della spesa del bilancio per il
medesimo esercizio:
- Cap. 325000 "Fondo globale occorrente per far fronte ad oneri conseguenti a
nuovi provvedimenti legislativi riguardanti ulteriori programmi di sviluppo"
- in diminuzione L. 4.000.000.000
Cap. 324000 "Fondo globale occorrente per far fronte ad oneri conseguenti a
nuovi provvedimenti legislativi riguardanti spese in conto capitale)
- in diminuzione L. 2.400.000.000
Cap. 092322 la cui denominazione è così modificata: "Interventi per la
realizzazione, il completamento ed il miglioramento di impianti sportivi destinati
ad uso pubblico" - Tit. I - Interventi progettuali
-in aumento L. 4.000.000.000
Cap. 092323 la cui denominazione è così modificata: "Interventi di promozione e
sostegno della pratica sportiva e fisico-ricreativa" Tit. - Fondi regionali
- in aumento L. 1.600.000.000
Cap. 092326 "Interventi per l'organizzazione di manifestazioni di rilevante
interesse Emozionale, convegni, studi, ricerche e pubblicazioni in materia di
sport" - Tit. V -Fondi regionali -
- in aumento L. 800.000.000
La partita n. 4 dell'elenco n. 4, allegato al bilancio di previsione dell'esercizio
1987, è soppressa.
La partita n. 7 dell'elenco n. 5, allegato al bilancio di previsione dell'esercizio
1987, è ridotta della somma di lire 4.000.000.000.
Per gli anni 1988 e 1989 la quota parte dell'onere corrispondente alla somma di
lire 4.000.000.000 sarà iscritta nel relativo capitolo i pertinenti bilanci,
ugualmente finanziato dall'assegnazione dello Stato in attuazione delle leggi 1°
dicembre 1983, n. 651 e 1° marzo 36, n. 64, mentre l'ulteriore eventuale apporto
finanziario della Regione sarà stabilito con apposita legge, avuto riguardo alla
disposizione di cui all'art. 25 della L.R. 29 dicembre 1977, n. 81.
L'utilizzazione dei fondi derivanti dall'assegnazione di cui alle predette leggi n.
651/ 83 e n. 64/86 è subordinata al preventivo assenso del Ministero per
l'intervento straordinario nel Mezzogiorno.

Art. 30
Urgenza
La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
La presente Legge Regionale sarà pubblicata nel "Bollettino Ufficiale della
Regione".
É fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della Regione Abruzzo.
Data a L'Aquila, addì 22 luglio 1987
MATTUCCI




                               ABRUZZO
LEGGE REGIONALE 17 GENNAIO
         1995, N 3
  Disciplina degli interventi a sostegno dell'attività
    sportiva. Modifiche ed integrazioni alla L.R.
             22.7.1987, n 43 e successive.
Art. 1
Impiantistica sportiva

Il comma 2 dell'art. 6 della L.R. 43/87, è così modificato:
"La consulta, su richiesta del competente Settore sport, esprime pareri e/o
proposte sulle materie disciplinate dal Titolo III della L.R. 43/87 (Interventi
concernenti gli impianti sportivi)".

Art. 2
Consulta regionale dello sport: durata

All'art. 6 della L.R. 43/87, dopo il comma 2 così modificato dal precedente art. 1,
è aggiunto il seguente comma:
"I componenti della Consulta regionale dello sport durano in carica 5 anni e
decadono, in ogni caso, con lo scioglimento del Consiglio regionale".

Art. 3
Ambito degli interventi

L'art. 20 della L.R. 43/87 è sostituito dal seguente:
"La Regione, nell'intento di favorire la diffusione e l'incremento della pratica
sportiva e fisico- ricreativa, sostiene:
a) l'attività degli enti di promozione sportiva e del tempo libero riconosciuti dal
CONI;
b) l'attività delle società e associazioni sportive dilettantistiche, operanti nella
Regione, affiliate o associate a una o più federazioni sportive nazionali del CONI;
c) l'effettuazione di corsi in Regione per operatori sportivi, la partecipazione ai
quali sia a carattere assolutamente gratuito, organizzati da federazioni sportive del
CONI o da società e associazioni sportive dilettantistiche affiliate o associate a
federazioni sportive del CONI;
d) l'attività delle società e associazioni sportive affiliate o associate alla FISD
(Federazione Italiana Sport Disabili).
Per l'attuazione di tali obiettivi la Regione concede contributi, nel limite massimo
del 50% delle spese sostenute e documentate, a favore dei soggetti indicati nelle
lett. a), b), c) e d) del precedente comma".

Art. 4
Domande e piano di riparto

L'art. 21 della L.R. 43/87 è sostituito dal seguente:
"Le domande rivolte ad ottenere la concessione dei contributi di cui al precedente
articolo, devono essere presentate alla Giunta regionale, Servizio Sport e Tempo
Libero, entro e non oltre il 31 ottobre di ogni anno, corredate di una relazione
illustrativa dei programmi e delle iniziative che si intendono attuare nell'anno
successivo, del relativo piano finanziario delle entrate e delle uscite preventive e
ogni ulteriore dato tecnico-organizzativo-sportivo necessario alla determinazione
del contributo.
La Giunta regionale, in relazione alle domande pervenute con il corredo della
prescritta documentazione, adotta entro il 30 novembre di ogni anno i seguenti
piani di riparto in cui vengono individuati i soggetti beneficiari e l'ammontare dei
contributi:
a) per il sostegno dell'attività degli enti di promozione sportiva, per un importo di
spesa pari al 20% della somma disponibile per gli interventi di cui al Tit. IV della
L.R. 43/87;
b) per il sostegno dell'attività delle società e associazioni sportive dilettantistiche
operanti nella Regione ed affiliate o associate a federazioni sportive del CONI, per
un importo di spesa pari al 75% della somma disponibile per gli interventi di cui
al sopracitato Tit. IV;
c) per l'organizzazione di corsi per operatori sportivi di cui al precedente art. 3,
lett. c) per un importo di spesa pari al 5% della somma disponibile per gli
interventi di cui allo stesso Tit. IV;
d) per il sostegno dell'attività delle società e associazioni sportive affiliate o
associate alla FISD (Federazione Italiana Sport Disabili) entro i limiti della
disponibilità contemplata dalla legge di approvazione del bilancio regionale.
Qualora le richieste pervenute non consentano il rispetto delle percentuali indicate
nel precedente comma, le somme non utilizzate possono essere destinate alle altre
iniziative ricomprese nello stesso Titolo IV.
L'erogazione del contributo ai soggetti beneficiari inclusi nei piani di riparto di cui
alle lett. a), b), c) e d) del precedente comma 2 è subordinata alla presentazione, a
firma autenticata del legale rappresentante, di relazione analitica dimostrativa
dell'avvenuta realizzazione dei programmi e delle iniziative preventivate e delle
spese effettivamente sostenute con allegati giustificativi di spesa di importo
almeno pari al doppio del contributo assegnato.

Art. 5
Manifestazioni sportive agonistiche

Il comma 1 dell'art. 23 della L.R. 43/87 è così modificato:
"La Giunta regionale, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, con le modalità
previste dall'art. 23, comma 2, concede contributi, nella misura del 50% della
spesa riconosciuta ammissibile, per lo svolgimento in Regione di singole
manifestazioni sportive di carattere prettamente agonistico.
I soggetti beneficiari dei contributi per l'organizzazione di tali manifestazioni
sportive sono i seguenti:
a) federazioni sportive del CONI;
b) società e associazioni sportive dilettantistiche affiliate o associate a federazione
sportiva del CONI;
c) comitati organizzatori delle fasi nazionali dei Giochi della Gioventù realizzate
in Regione.
I contributi per la partecipazione alle stesse manifestazioni sportive nazionali o
internazionali possono essere richiesti dai soggetti indicati alle precedenti lett. a) e
b) secondo le modalità previste dal comma 2 dell'art. 23 della L.R. 43/87.

Art. 6
Premiazioni sportive - Convegni

L'art. 24 della L.R. 43/87 è sostituito dal seguente:
"La Giunta regionale, entro i limiti delle disponibilità di bilancio, può incaricare la
delegazione regionale del CONI ad effettuare in Regione convegni, a carattere
regionale, per la premiazione di atleti, società e associazioni sportive distintisi nel
corso dell'anno.
La Giunta regionale, secondo le modalità indicate dall'art. 23, commi 2 e 3 della
L.R. 43/87, concede, altresì, contributi per l'effettuazione in Regione di convegni
in materia sportiva e organizzati dai soggetti indicati nelle lett. a) e b) del
precedente art. 5".
Art. 7
Pubblicazioni in materia sportiva

L'art. 25 della L.R. 43/87 è sostituito dal seguente:
"La Giunta regionale provvede annualmente e limitatamente alle disponibilità
finanziarie, alla pubblicazione o all'acquisto di pubblicazioni in materia sportiva.
Tali pubblicazioni vengono concesse gratuitamente a società, associazioni
sportive o altri operatori sportivi qualificati che ne facciano richiesta sia per la
divulgazione dello sport, sia in occasione delle manifestazioni sportive di cui al
precedente art. 5".

Art. 8
Risultati sportivi di particolare rilievo

L'art. 6 della L.R. 26.10.1988, n 86 è sostituito dal seguente:
"La Giunta regionale è autorizzata a concedere, compatibilmente con le
disponibilità finanziarie di bilancio, contributi in favore di soggetti operanti nel
campo dello sport dilettantistico che abbiano conseguito risultati a livello
mondiale o olimpico, europeo, nazionale, regionale".

Art. 9
Strumentazione elettronica

La Giunta regionale è autorizzata a concedere, compatibilmente con le
disponibilità finanziarie di bilancio, contributi a federazioni sportive regionali del
CONI o a società e associazioni sportive dilettantistiche ad esse affiliate o
associate, per l'acquisto di strumentazione sportiva elettronica indispensabile allo
svolgimento e/o al controllo delle attività sportive medesime.
Le domande di contributo, debitamente documentate, devono essere prodotte
entro e non oltre il 31 ottobre di ogni anno.

Art. 10
Cumulabilità

L'art. 26 della L.R. 43/87 è sostituito dal seguente:
"Limitatamente alla quota necessaria al pareggio del disavanzo di bilancio relativo
alla stessa iniziativa, le provvidenze economiche previste dalla vigente
legislazione in materia sportiva sono cumulabili con quelle previste da altre leggi
regionali, nazionali o comunitarie".

Art. 11
Abrogazione

Gli artt. 6 - comma II -, 20, 21, 23, - comma I -, 24, 25 e 26 della L.R. 43/87 sono
abrogati.
Gli artt. 3, 4 e 5 della L.R. 86/88 sono abrogati.

Art. 12
Urgenza
La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della Regione Abruzzo.

Data a L'Aquila, addì 17 gennaio 1995



                           BASILICATA
LEGGE REGIONALE N. 18 DEL 12-
          04-1985

    Provvedimenti per lo sviluppo e la
    promozione delle attività sportivo-
     ricreative e delle attività motorie
                                    TITOLO I
                                Principi generali
Art. 1


1. La Regione Basilicata, in conformità dei principi dello Statuto regionale ed in
attuazione del DPR 24 luglio 1977 n. 616, riconosce nello sport una importante
componente della vita sociale e culturale dei suoi cittadini di quanto rivolto allo
sviluppo e alla promozione di un fondamentale interesse della collettività , e
ravvisa nell' attività sportiva di carattere di servizio sociale.
2. La Regione concorre alla promozione ed allo svolgimento della pratica
sportiva, delle attività motorie e del tempo libero, favorendo, nel rispetto
pluralistico delle iniziative, il raggiungimento dei fini di educazione e di
formazione civile, culturale e fisica della persona e realizzando un articolato
sistema di impianti e attrezzature indispensabili.




Art. 2
Finalità
1. La Regione in attuazione del DPR 24 luglio 1977 numero 616 persegue gli
obiettivi di cui all' art. 1 della presente legge promuovendo e sostenendo:
a) iniziative idonee a rendere la pratica motoria sportiva e ricreativa accessibile
alla generalità dei cittadini;
b) lo sviluppo dell' associazionismo sportivo inteso a consolidare e incrementare
la pratica sportiva aperta a tutti i cittadini;
c) iniziative rivolte alla formazione e alla qualificazione di operatori sportivi;
d) realizzazione, completamento, ampliamento, ristrutturazione e arredamento di
impianti e servizi sportivi e ricreativi, assicurando la massima utilizzazione degli
stessi;
e) la costituzione di centri di formazione fisica e sportiva, in collaborazione con le
istituzioni scolastiche, con le istituzioni sportive e le associazioni operanti nelle
diverse discipline sportive;
f) l' effettuazione di studi e ricerche in materia di sport.




Art. 3
Programma triennale
1. Entro 180 giorni dall' entrata in vigore della presente legge il Consiglio
regionale adotta un Programma triennale per lo sviluppo dei servizi sportivi e per
la promozione delle relative attività proposto dalla Giunta Regionale sentita la
Consulta di cui al successivo art. 6.
2. Detto programma, in armonia con gli obiettivi fissati dal Piano regionale di
sviluppo 1983- 87, con particolare riferimento alle esigenze di riequilibrio tra
settori di attività e tra aree territoriali e tenuto conto delle previsioni finanziarie di
cui al Bilancio pluriennale 84- 86, salvo quanto diversamente previsto al
successivo art. 10 deve includere:
- l' analisi conoscitiva dei servizi sportivi pubblici e privati, nonchè delle attività
sportive praticate nel territorio regionale;
- l' indicazione degli indirizzi, dei criteri e delle priorità degli interventi per l'
incremento del numero degli impianti e delle attrezzature sportive e per
migliorarne l' utilizzazione di cui al successivo titolo III;
- le norme generali per l' utilizzazione degli impianti sportivi pubblici o
convenzionati, fatte salve le competenze dei Comuni, del Coni e dei Consigli di
circolo o di istituto, per quanto espressamente previsto dalla normativa vigente;
- l' indicazione degli standars funzionali dei signoli servizi sportivi;
- gli strumenti per la qualificazione e la formazione del personale addetto ai
servizi sportivi nel quadro della vigente disciplina in materia di istruzione
professionale;
- gli interventi previsti per l' incentivazione e il sostegno delle attività sportive ed i
criteri e gli indirizzi;
- la concessione dei contributi per attività promozionale di cui al successivo titolo
VI.
3. Alla scadenza del triennio la Giunta regionale promuove una verifica dei
risultati conseguiti e ne riferisce al Consiglio, proponendo eventualmente un
nuovo programma triennale.

Art. 4
Piano annuale
1. Sulla base del Programma triennale di cui al precedente articolo la Giunta entro
il 31 dicembre di ogni anno definisce, previo parere motivato della Consulta
Regionale di cui al successivo art. 6 e sentita la Commissione consiliare
competente, un Piano annuale degli interventi da realizzare nell' anno successivo,
tenuto conto delle richieste pervenute in ordine agli interventi di cui ai successivi
titoli III e IV.




Art. 5
Consulenza del CONI
1. Ai sensi dell' art. 56 del DPR 24 luglio 1977 n. 616 la Regione si avvale, per gli
impianti e le attrezzature sportive da essa promossi, della consulenza tecnica del
CONI secondo modalità stabilite d' intesa tra le parti.




                                   TITOLO II
                       Consulta regionale per lo sport
Art. 6
Composizione
1. E' costituita con DPG la Consulta regionale per lo sport.
2. Essa è presieduta dal Presidente della Giunta Regionale o da un Assessore da
lui delegato ed è composta:
a) dall' Assessore regionale alla PI, o suo delegato, per le questioni attinenti ai
programmi di attività sportiva, e dall' Assessore regionale alle Attività produttive,
o suo delegato, per i problemi relativi agli impianti sportivi;
b) da tre amministratori comunali designati dall' ANCI, di cui almeno uno in
rappresentanza di comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti;
c) da due amministratori provinciali designati dall' UPI;
d) da due amministratori di Comunità Montane designati dall' UNCEM;
e) da due amministratori delle UUSSLL designati dalla Conferenza regionale dei
Presidenti delle UUSSLL;
f) dai coordinatori provinciali di educazione fisica presso i provveditorati agli
studi di Matera e Potenza;
g) da un rappresentante designato da ciascuno dei consigli provinciali scolastici
della Basilicata;
h) da due rappresentanti dei Consigli scolastici distrettuali designati dalla
Conferenza dei Presidenti;
i) da un rappresentante dell' ISEF;
1) dal delegato regionale CONI;
m) dai delegati provinciali CONI;
n) da un esperto di medicina sportiva designato dalla Federazione Medici sportivi;
o) da quattro rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative;
p) dai Presidenti delle Federazioni sportive regionali o loro delegati;
q) da un rappresentante dell' Università della Basilicata;
r) un rappresentante per ciascuno degli Enti di promozione sportiva riconosciuta
dal CONI che siano in possesso dei seguenti requisiti:
- obiettivi promozionali incompatibili con finalità di lucro;
- volontà dell' adesione e facoltà di recesso degli associati;
- elettività democratica delle cariche sociali;
- presenza organizzata e diffusa sul territorio regionale con un minimo di 500
iscritti e 15 società sportive associate;
s) da due giornalisti sportivi, designati dalle Associazioni provinciali della stampa
di Potenza e Matera;
t) da un rappresentante regionale della Commissione Impianti Sportivi del CONI;
u) da tre designati dal Consiglio regionale con voto limitato.
3. Svolge le funzioni di segretario della Consulta un funzionario regionale
designato dal Presidente della Giunta Regionale.
4. La Consulta dura in carica 5 anni e decade con il rinnovo del Consiglio
Regionale.
5. Essa può avvalersi della consulenza di esperti in materia sportiva.
6. I rappresentanti degli enti ed organismi che compongono la Consulta devono
essere designati entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della presente
legge ovvero entro 60 giorni dalla prima seduta del Consiglio Regionale neo -
eletto.
7. Trascorso il termine di cui al precedente comma, la Consulta regionale per lo
sport potrà essere costituita ed esercita le sue funzioni purchè sia stato designato
un numero di membri non inferiore alla metà più uno.
8. Di volta in volta possono essere inviati a partecipare ai lavori della Consulta
esperti, rappresentanti di amministrazioni, enti ed associazioni direttamente
interessati agli argomenti in esame.




Art. 7
Funzionamento della Consulta
1. La Consulta può darsi un regolamento interno.
2. la Consulta si riunisce ordinariamente almeno due volte all' anno. Può riunirsi,
altresì , in seduta straordinaria per iniziativa del suo Presidente o quando lo
richiedano almeno sette componenti. Essa ha sede in Potenza nei locali all' uopo
messi a disposizione dalla Giunta Regionale.
3. La seduta è valida in prima convocazione se è presente la metà più uno dei
componenti.
In seconda convocazione basta la presenza di sette componenti.
4. Ai componenti la Consulta spettano le indennità fissate dalla LR 29 agosto
1983, n. 27.
Le spese di funzionamento della Consulta sono a carico del bilancio della
Regione.




Art. 8
Articolazione della Consulta
1. La Consulta può eleggere un Vice Presidente, può inoltre costituire nel proprio
seno un comitato di coordinamento con il compito di organizzare la propria
attività e di curare l' esecuzione dei propri deliberati.
2. Al Comitato possono essere, altresì , demandati lo studio e l' elaborazione di
proposte e pareri in ordine ai provvedimenti legislativi e amministrativi.
3. Il Comitato di coordinamento è presieduto dal Presidente della Consulta o dal
Vice Presidente ed è composto da non più di 7 membri, inclusi i componenti di
cui alle lettere e), t) dell' articolo 6, che ne fanno parte di diritto.
4. Le mansioni di segretario del Comitato sono svolte dal segretario della
Consulta.




Art. 9
Compiti della Consulta
1. La Consulta, su richiesta della Giunta o del Consiglio regionale o di propria
iniziativa, esprime pareri e indicazioni e formula proposte, con particolare
riferimento:
- alla promozione e all' aggiornamento di rilevazioni conoscitive sullo stato attuale
e sul prevedibile fabbisogno regionale di impianti ed attrezzature sportive;
- al programma pluriennale e al bilancio in materia di attività sportive e ricreative;
- ai piani annuali di intervento;
- ai criteri e alle proposte relative alle iniziative di cui alla presente legge;
- alle proposte di regolamentazione legislativa e amministrativa in materia
sportiva di competenza della Regione e sulle proposte di disposizioni
regolamentari per la utilizzazione pubblica di impianti e strutture pubbliche e
private;
- alle iniziative della Regione tese al miglioramento dell' educazione sportiva e
alla tutela sanitaria delle relative attività .
2. La Consulta regionale dello sport si avvale della collaborazione degli uffici
della Regione e degli Enti locali.




                                   TITOLO III
            Interventi per la costruzione, la ristrutturazione,
              l' ampliamento, il completamento il ripristino
                     e la gestione di impianti sportivi
Art. 10
Benefici
1. Al fine di promuovere l' incremento e il miglioramento del patrimonio edilizio
destinato ad uso sportivo di base vengono concessi contributi a soggetti pubblici e
privati, che realizzino impianti e attrezzature in armonia con gli indirizzi e le
priorità definite dal programma triennale di cui al precedente art. 3.
2. In particolare sono previsti:
a) contributi costanti ventennali pari al 50% delle rate di ammortamento dei mutui
contraibili per il finanziamento delle opere, per costruzione, completamento,
ristrutturazione e miglioramento degli impianti sportivi;
b) contributi una tantun non eccedenti il 40% della spesa riconosciuta ammissibile
per interventi urgenti che consentano il ripristino di impianti già esistenti, nonchè
l' acquisto delle attrezzature indispensabili;
c) contributi di avviamento per un periodo massimo di due anni, rapportati alla
effettiva spesa sostenuta per la gestione di piscine, palestre ed altri grandi
impianti.
3. Il Concorso regionale negli intenti di cui alla lettera a) non può superare i 500
milioni e comprende il costo dell' impianto sportivo di esercizio, completo e
funzionale; per la lettera b) non può eccedere i venti milioni; per la lettera c) non
può superare i trenta milioni.




Art. 11
Domande e documentazione
1. Le domande rivolte ad ottenere la concessione dei contributi previsti dall' art.
10 devono essere presentate al Presidente della Regione entro il 31 ottobre di
ciascun anno e devono essere corredate dalla seguente documentazione:
A) nel caso di impianti realizzati da enti locali:
1) deliberazione consiliare dell' ente contenente la approvazione del progetto, la
definizione degli impegni finanziari con l' indicazione del relativo capitolo di
bilancio e l' autorizzazione al legale rappresentante a presentare domanda di
contributo;
2) estratto dello strumento urbanistico vigente con l' indicazione dell' area relativa
alla realizzazione dell' opera;
3) relazione tecnico - descrittiva;
4) progetto tecnico redatto in scala adeguata comprendente i particolari costruttivi;
5) computo metrico estimativo dettagliato a misura;
6) piano di gestione determinato in via preventiva;
B) nel caso di impianti da realizzare da soggetti diversi da enti locali;
1) quanto previsto ai precedenti punti 2), 3), 4), 5) di cui alla lettera A):
2) relazione finanziaria;
3) copia autentica della convenzione di cui al seguente comma.
2. Nell' ipotesi di cui alla lettera B) l' ammissibilità al contributo e subordinata alla
stipula di una convenzione tra il soggetto richiedente e il comune interessato
diretta a garantire l' uso sociale dell' impianto.
3. I contributi di cui al precedente articolo 10 vengono concessi secondo l' ordine
di priorità stabiliti dal Piano annuale di intervento di cui al precedente art. 4; la
quota riservata ai soggetti privati richiedenti non può essere superiore al 30%
dello stanziamento complessivo disponibile.




Art. 12
Ammissione ai contributi
1. Approvato il Piano annuale la Giunta, per le iniziative ammesse a contributo,
provvede a dare comunicazione ai richiedenti, i quali entro centoventi giorni dal
ricevimento della comunicazione devono presentare, a pena di decadenza, alla
Giunta Regionale il piano finanziario e il progetto esecutivo dell' opera.
2. La Giunta Regionale dispone l' impegno della spesa ammessa a contributo,
verificata la conformità dei progetti alle previsioni del programma regionale di cui
al precedente art. 3 ed alla normativa vigente.




Art. 13
Modalità di erogazione dei contributi
1. I contributi annuali costanti di cui all' artº 10 sono erogati dalla Giunta
Regionale direttamente ai beneficiari dell' Istituto mutuante ad intervenuta
approvazione degli atti di collaudo.
2. I contributi una tantum in conto capitale sono erogati in unica soluzione ad
avvenuta verifica della esecuzione dell' opera.
3. Può tuttavia essere consentita la corresponsione di acconti sulla base di stati di
avanzamento dei lavori e comunque fino al 90% dell' ammontare del contributo
assorbito.




Art. 14
Iniziative escluse dai contributi
1. Non sono ammesse ai contributi le iniziative che, alla data di entrata in vigore
della presente legge, siano state già realizzate, salvo quanto espressamente
previsto dal precedente art. 10.




Art. 15
Non cumulabilità dei contributi
1. I contributi di cui alla presente legge non sono cumulabili con altri contributi
regionali concessi per lo stesso intervento.




Art. 16
Vincolo di destinazione
1. I benefici delle provvidenze concesse ai sensi dei precedenti articoli devono
obbligarsi a mantenere la continuità della destinazione dell' opera realizzata per
almeno dieci anni.
2. La Giunta Regionale, sentita la competente commissione consiliare, con
proprio provvedimento, può autorizzare variazioni di tipologia in relazione ad
esigenze sopravvenute, purchè sia salvaguardata la natura di infrastruttura per l'
attività sportiva e motoria dell' opera medesima; la Giunta può , altresì autorizzare
in
via eccezionale mutamenti di destinazione, quando sia accertata la sopravvenuta
impossibilità a mantenerla.




Art. 17
Riduzione e revoca dei contributi
1. Il contributo concesso deve essere proporzionalmente ridotto con delibera della
Giunta Regionale, qualora in sede di verifica delle opere venga accertata una
diminuzione della spesa ammessa a contributo.
2. Con le stesse forme la concessione del contributo può essere revocata quando:
a) l' iniziativa non venga realizzata conformemente a quanto stabilito nel
provvedimento di concessione;
b) vengano accertate irregolarità nella contabilizzazione della spesa;
c) venga mutata la destinazione o la tipologia dell' impianto senza la preventiva
autorizzazione della Regione.
3. In caso di revoca la Giunta Regionale procede al recupero delle somme
eventualmente già erogate, sulla base della normativa vigente.




Art. 18
Gestione impianti
1. La utilizzazione e la gestione degli impianti sportivi costruiti, ristrutturati,
ampliati ammodernati o completati con le provvidenze regionali previste dalla
presente legge, saranno regolate da apposite norme adottate dagli enti locali
destinatari dei contributi, sentite le componenti sociali e sportive interessate all'
uso degli stessi.
2. Per l' uso degli impianti e delle strutture destinate alle attività motorie e
sportivo - ricreative, i comuni singoli o associati, possono anche stipulare
convenzioni con cooperative di servizio, enti, associazioni e società sportive,
purchè risultino in possesso di requisiti tecnico - organizzativi idonei allo scopo e
dimostrino di perseguire finalità coerenti con il Programma regionale.
3. Deve essere garantita in ogni caso, dai gestori, la possibilità prioritaria di uso
delle strutture e degli impianti di cui alla presente legge per le attività scolastiche
e aziendali nel settore.




Art. 19
Convenzioni con istituti di credito
1. La Giunta Regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con l' Istituto per il
credito sportivo, con la Cassa Depositi e Prestiti e con altri Istituti di credito, per
facilitare la concessione di mutui a tasso agevolato a favore degli enti locali per la
realizzazione, la ristrutturazione, il completamento, l' ampliamento, il
miglioramento e l' arredamento degli impianti sportivi.




                                   TITOLO IV
                    Contributi per attività promozionale
Art. 20
Riferimenti Normativi PASSIVI
RIFERIMENTO INTERPRETATIVO da:
Legge Regionale BASILICATA Numero 29 del 1995 Articolo 1

Soggetti destinatari, provvidenze
1. E' autorizzata la concessione di contributi per l' attuazione di programmi
complessivi di intervento sul territorio regionale riguardanti:
a) l' organizzazione di manifestazioni sportive o di attività di rilevante interesse;
b) l' organizzazione di convegni sulla problematica sportiva, corsi di formazione e
di aggiornamento di tecnici, dirigenti ed atleti;
c) l' organizzazione e la gestione di centri di formazione fisico - sportiva per
giovani ed adulti.
2. Hanno titolo a presentare i predetti programmi di attività e le relative istanze di
contributo:
a) gli enti locali territoriali;
b) le associazioni e gli enti di promozione sportiva non aventi fini di lucro;
c) gli organi collegiali scolastici di ogni ordine e grado;
d) le società sportive dilettantistiche riconosciute dalle competenti federazioni
nazionali.
3. Per quanto riguarda i programmi presentati dai soggetti di cui al punto a),
costituirà titolo preferenziale per la concessione dei contributi il coinvolgimento
nella programmazione delle attività dell' associazionismo sportivo e delle società
sportive presenti nel territorio amministrativo dall' ente latore della proposta.
4. I contributi non possono superare il limite massimo di L. 2.000.000.000 per le
iniziative di carattere regionale e di L. 5.000.000 per quelle interregionale.




Art. 21
Riferimenti Normativi PASSIVI
RIFERIMENTO INTERPRETATIVO da:
Legge Regionale BASILICATA Numero 29 del 1995 Articolo 1

Domande ed istruttoria
1. Le domande rivolte ad ottenere la concessione dei contributi di cui all' articolo
precedente devono essere presentate al Presidente della Regione entro il 31
ottobre di ogni anno, corredate da una relazione illustrativa dei programmi che si
intendono attuare nell' anno successivo e del preventivo di spesa.
2. Il Piano annuale degli interventi di cui al precedente art. 4 indica i soggetti
beneficiari e l' ammontare dei contributi ammessi. Una quota dello stanziamento
complessivo è riservata alle attività dei disabili e degli anziani.
3. I soggetti beneficiari devono, entro trenta giorni dal ricevimento della
comunicazione di ammissione al contributo, dichiararne l' accettazione e
documentare la copertura finanziaria necessaria per l' attuazione dell' iniziativa.
4. La liquidazione del contributo è disposta in due soluzioni di pari importo,
rispettivamente all' adempimento di quanto disposto dal comma precedente e ad
avvenuto svolgimento del programma.
5. La mancata accettazione entro i termini previsti e la mancata attuazione del
programma per il quale si è ottenuto il beneficio comportano la revoca del
contributo.




                                    TITOLO V
                       Disposizioni finanziarie e finali
Art. 22
Determinazione della spesa e copertura finanziaria
1. L' onere derivante dall' applicazione del Titolo II della presente legge è valutato
in L. 30.000.000 all' anno e la spesa graverà sul capº 550 del bilancio 1985 che
presenta la necessaria disponibilità .
2. L' onere derivante dall' applicazione del Titolo III della presente legge è
valutato come segue:
a) per il triennio 1985 - 87 è stabilito un limite di impegno di L. 1.000.000.000, di
cui L. 250.000.000 per il 1985, L. 350.000.000 per il 1986 e L. 400.000.000 per il
1987 per gli interventi di cui alla lett. a) dell' art. 10;
b) uno stanziamento annuo di L. 500.000.000 a partire dal 1985 per gli interventi
di cui alle lettere b) e c) dell' art. 109
Le spese graveranno su appositi capitoli di bilancio a partire dal 1985.
3. L' onere derivante dall' applicazione del Titolo IV della presente legge è
valutato in L. 200.000.000 all' anno e la spesa farà carico ad apposito capitolo di
bilancio a partire dal 1985.
4. La copertura finanziaria degli oneri sopra specificati è assicurata con le
disponibilità esistenti nel fondo globale per provvedimenti in corso del bilancio
pluriennale 1985 - 87.
5. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le conseguenti variazioni di
bilancio in termini di competenza e di cassa.




Art. 23
1. Si intende abrogata ogni altra norma regionale incompatibile con la presente
legge.
Art. 24
Pubblicazione
1. La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della
Regione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della Regione
Basilicata.
Potenza, 12 aprile 1985.



                            CALABRIA
             LEGGE REGIONALE 12
             NOVEMBRE 1984, N. 31
Interventi regionali per la formazione e lo sviluppo
           dello sport e del tempo libero
Art. 1 Finalità
1.____La Regione Calabria, in attuazione dell'art. 56, lett. q, dello Statuto,
riconosce la funzione sociale dello sport, inteso come momento importante nella
formazione ed esplicazione della persona e, a tal fine, promuove iniziative dirette
a realizzare strutture e servizi idonei a garantire la pratica sportiva a tutti i
cittadini, nell'ambito del sano impiego del tempo libero.

Art. 2 Programmazione degli interventi
1.____Per il conseguimento delle finalità di cui al precedente art. 1, la Regione
adotta un piano quinquennale diretto al perseguimento dei seguenti obiettivi:
a) estensione della pratica delle atti vità fisico-sportive a tutti i cittadini senza
distinzione di sesso e di età b) la costruzione, l'ampliamento, il miglioramento, la
ristrutturazione e l'attrezzatura di impianti sportivi di uso sociale e per attività
dilettan tistiche, con priorità nei Comuni che ne siano sprovvisti o carenti in modo
di assicurare un riequilibrio territoriale della dotazione d'infrastrutture sportive;
c) sostegno delle iniziative promozionali e delle attività sportive dilettantistiche
delle associazioni sportive delle federazioni sportive nazionali,de gli enti di
promozione sportiva e degli organi collegiali della scuola;
d) sostegno delle manifestazioni sportive di rilevante interesse regionale,
nazionale o di più vasto ambito;
e) tutela sanitaria delle attività sportive e potenziamento dei servizi di medicina
dello sport.
2.____Il piano quinquennale, predisposto dalla Giunta regionale sulla base degli
indirizzi forniti dalla conferenza regionale dello sport, le proposte formulate dal
Comitato regionale per lo sport e tenuto conto dei programmi dei Comuni, nonchè
degli Enti, Istituzioni ed Associazioni sportive operanti in Calabria.
3.____La Giunta regionale approva i piani operativi annuali e la ripartizione dei
fondi disponibili per gli interventi previsti dalla presente legge, su proposta
dell'assessore competente, sentito il Comitato di cui al successivo art. 3 acquisito
il parere della commissione consiliare competente, che è tenuta ad esprimerlo nel
termine perentorio di 30 giorni; dopo tale termine il parere si intende acquisito.

Art. 3 Comitato regionale dello sport
1.____Il Presidente della Giunta regionale, entro 30 giorni dall'entrata in vigore
della presente legge, con proprio decre to, costituisce il Comitato regionale per lo
sport ed il tempo libero, composto da:
a) l'assessore regionale allo sport con funzioni di Presidente;
b) sei esperti nominati dal Consiglio regionale, da scegliere tra sociologi,
psicologi, insegnanti di educazione fisica, dirigenti di società sportive;
c) tre rappresentanti delle Confederazioni sindacali dei lavoratori maggiormente
rappresentative, designati dagli organi regionali interni;
d) sei sindaci designati dall'ANCI regionale, di cui due dei Comuni fino a 15.000
abitanti, due dei Comuni da 15.001 a 50.000 abitanti, uno dei Comuni da 50.001 a
100.000 abitanti ed uno dei Comuni con popolazione oltre i 100. 000 abitanti;
e) l'assessore regionale alla pubblica istruzione ed ai beni culturali o un suo
delegato;
f) il delegato regionale ed i presidenti dei Comitati provinciali del C.O.N.I
g) sette rappresentanti di enti promozionali dello sport riconosciuti in campo
nazionale ed operanti nell'ambito regionale, nominati dal Consiglio regionale;
h) tre rappresentanti della Consulta regionale giovanile, da essa designati;
i) tre rappresentanti dei Consigli provinciali scolastici nominati dal Consiglio
regionale;
l) tre rappresentanti dei Provveditorati agli studi delle tre Province;
m) un funzionario dell'assessorato regionale allo sport, senza diritto di voto, con
funzioni di segretario;
n) l'assessore regionale alla programmazione o un suo delegato;
o) l'assessore regionale alla sanità o un suo delegato;
p) un rappresentante dell'ISEF;
q) tre rappresentanti dei distretti scolastici, uno per provincia, designati dai
rispettivi Provveditori agli studi.
2.____Il Comitato si articola in Commissioni per l'esame di problemi settoriali Il
Comitato regionale per lo sport ed il tempo libero, svolge le sue funzio ni anche
nel caso di mancata designazione, entro il termine di 30 giorni dalla richiesta, di
alcuno dei componenti di cui al comma precedente e decide a maggioranza dei
presenti qualunque ne sia il numero.

Art. 4 Compiti e funzioni del Comitato regiona le per lo sport
1.____Il Comitato regionale per lo sport ed il tempo libero rimane in carica per
tutta la durata della legislatura duran te la quale è stato costituito, ha sede presso
l'assessorato regionale allo sport e si riunisce almeno tre volte al l'anno ed ogni
qualvolta lo ritiene opportuno il suo Presidente o lo richiedano la metà più uno dei
componenti.
2.____Ai componenti il Comitato spetta un gettone di presenza per la loro parteci
pazione, pari a quello di cui godono i componenti del Comitato di controllo.Ai
residenti fuori sede, che non percepisco no alcuna indennità dagli enti ed
organismi che rappresentano, spetta l'indennità di trasferta prevista dalla legge
regionale 29 marzo 1975, n. 9 e successive modificazioni per il personale di ruolo
regionale con la qualifica di fun zionario.
3.____Il Comitato ha il compito di:
a) fornire alla Giunta regionale il parere tecnico sulle linee del piano quin
quennale, i piani operativi annuali e la ripartizione dei fondi disponibili per i vari
tipi d'intervento;
b) presentare proposte tendenti a sviluppare l'attività dello sport e del tempo libero
nella regione;
c) proporre corsi d'istruzione e centri di formazione dei quadri direttivi e tecnici
delle associazioni sportive.

Art. 5 Conferenza annuale
1.____Allo scopo di promuovere la più larga partecipazione sociale sui problemi
dello sport è istituita la Conferenza annuale regionale sullo sport.
2.____Essa è convocata dalla Giunta regionale nel mese di ottobre di ogni anno e
costituisce il momento di riflessione e confronto per l'individuazione delle li nee e
degli indirizzi che devono presie dere alle attività di programmazione del settore.
Ad essa partecipano i Comuni, le Province, le Comunità monta ne, le Università,
le organizzazioni sindacali, nonchèle organizzazioni del mondo sportivo operanti
in Calabria. La Conferenza elabora un documento contenente gli orientamenti per
la programma zione degli interventi a breve e medio termine che viene pubblicato
sul Bollet tino Ufficiale della Regione.

Art. 6 Soggetti destinatari
1.____Gli interventi regionali previsti dal la presente legge sono diretti in favore
di:
a) Comuni, Province, Consorzi ed Associazioni tra Enti locali, Comunità
montane;
b) associazioni ed enti regolarmente costituiti, anche se privi di personalità
giuridica, dediti alla promozione dello sport dilettantistico e delle attività del
tempo libero, intesi come servizio sociale, sulla base di programmi pluriennali,
con l'obbligo del rendi conto dei contributi assegnati;
c) distretti scolastici che propongono un programma organico per lo sviluppo
delle attività sportive e/o del tempo libero a favore degli studenti di ogni ordine e
grado.

Art. 7 Forme d'intervento regionale
1.____Al fine di consentire la costruzione, l'ampliamento, il miglioramento, la
ristrutturazione ed il completamento di impianti sportivi la Regione interviene
attraverso:
a) assunzione totale e diretta della spesa da parte dell'Amministrazione regionale;
b) concorso al finanziamento delle opere mediante contributi annui costanti sul
capitale mutato;
c) concorso al finanziamento delle opere mediante contributi in conto capitale
"una tantum";
d) prestazione di garanzia fidejussoria alle operazioni di finanziamento ef fettuate
dagli istituti di credito a fa vore di Enti locali che non siano in grado di offrire
cespiti delegabili.

Art. 8 Priorità degli interventi
1.____Nell'ambito del piano di cui al prece dente art. 2 avranno prioritàgli
interventi volti:
a) alla realizzazione d'impianti sportivi nei Comuni particolarmente carenti di tali
strutture;
b) alla costruzione, ampliamento, completamento e ristrutturazione d'impianti di
base a carattere polivalente nei quartieri di edilizia residenziale pubblica;
c) al completamento d'impianti finanziati dalla Cassa del Mezzogiorno;
d) all'ampliamento, completamento e ristrutturazione d'impianti sportivi di
esercizio, con particolare riguardo a quelli coperti;
e) alla realizzazione d'impianti sportivi di esercizio, con particolare riguardo a
palestre e piscine e a impianti all'aperto polivalenti, nei Comuni che presentano la
maggiore carenza di infrastrutture sportive in relazione all'ampiezza demografica
ed allo interesse turistico.

Art. 9 Interventi diretti a totale carico della Regione
1.____Nell'ambito del piano quinquennale di cui al precedente art. 2, la Regione
può assumere a suo totale carico gli oneri finanziari per la costruzione, l'amplia
mento ed il miglioramento, comprese le spese accessorie, di impianti sportivi di
interesse regionale.
2.____La Regione può altresì realizzare, a suo totale carico, impianti di esercizio a
carattere polivalente nei Comuni con popolazione non superiore a 15.000 abitanti
rientranti in zone depresse o che siano particolarmente carenti di impianti sportivi.
3.____La Regione può assumere l'onere relativo alle espropriazioni delle aree e
degli immobili occorrenti per le opere di cui ai commi precedenti.

Art. 10 Delega agli Enti locali
1.____L'esecuzione delle opere di cui al precedente art. 8 è delegata ai Comuni
territorialmente interessati. A tal fine le somme necessarie per l'esecuzione delle
opere sono accreditate a favore del legale rappresentante dell'Ente locale presso il
tesoriere della Regione.
2.____Alla progettazione, all'appalto ed alla esecuzione delle opere provvede
l'Ente locale o in alternativa, soprattutto per impianti specializzati, si puòfare
ricorso ad aziende o a enti pubblici singoli o a consorzi tra aziende, enti pubblici,
imprese private, organismi cooperativi, università.
3.____I termini per l'inizio e l'ultimazione dei lavori sono fissati con i decreti di
approvazione e finanziamento dei relativi progetti.
4.____È delegata agli Enti locali l'adozione dei provvedimenti di autorizzazione
all'occupazione di urgenza degli immobi li necessari alla realizzazione delle
opere.
5.____All'Ente locale sono attribuite ogni iniziativa ed ogni responsabilità relativa
alle gare d'appalto, alla stipula dei contratti ed alla esecuzione dei la vori di cui al
precedente art. 8, prescindendo da ogni autorizzazione ed approvazione
dell'Amministrazione regionale.

Art. 11 Contributi ed agevolazioni della Regione per la costruzione e
l'ampliamento, il completamento, il miglioramento, la acquisizione e la
ristrutturazione di impianti sportivi
1.____Nell'ambito del piano quinquennale di cui all'art. 2 della presente legge la
Regione concede a favore dei soggetti destinatari di cui al precedente art. 6 lett. a)
per la costruzione, l'ampliamento, il completemento ed il miglioramento di
impianti sportivi, ivi comprese le spese accessorie, nonchè per l'acquisizione in
proprietà di impianti inuti lizzati ovvero distratti alla loro destinazione originaria:
a) contributi annui costanti da 10 a 15 anni sulla spesa riconosciuta ammissibile
da corrispondere fino al 70% del tasso di riferimento;
b) contributi in conto capitale, in misura non superiore all'80% della spesa
riconosciuta ammissibile e comunque non oltre il limite di L. 200 milioni.
2.____In caso di cumulo dei contributi, il contributo in annualità costanti potrà
essere concesso limitatamente al capita le che si intende mutuare per coprire la
differenza tra la spesa riconosciuta ammissibile e l'ammontare del contributo in
conto capitale.
3.____I contributi in conto capitale possono essere concessi, per le finalità di cui
al primo comma del presente art., li mitatamente ad impianti destinati ad attività
sportive dilettantistiche, anche ai soggetti di cui al precedente art. 6 lett. b).
4.____È altresì autorizzata la concessione di contributi integrativi per maggiori
oneri conseguenti alla eventuale revisione dei prezzi contrattuali fra la spesa
sostenuta e quella ammessa a contributo.

Art. 12 Spese ammissibili
1.____Nella spesa ammissibile per la costruzione, l'ampliamento, il
completamento ed il miglioramento di impianti sportivi sono compresi:
a) il costo dell'opera;
b) la quota per spese generali e di collaudo, non superiore al 7% del costo
dell'opera;
c) il prezzo d'acquisto dell'area necessaria, entro il limite del 20% del costo
complessivo dell'opera.
2.____Nella spesa ammissibile per l'acquisi zione in proprietà di impianti sportivi
inutilizzati o distratti dalla desti nazione originaria, possono essere compresi,
previo accertamento di congruità da parte dell'ufficio del Genio Civile, oltre il
prezzo d'acquisto degli immobili e delle pertinenze:
a) il prezzo delle attrezzature fisse e mobili;
b) il prezzo degli arredi.
Art. 13 Domande per ottenere i contributi
1.____Le domande di concessione dei contributi di cui al precedente art. 11 -
corredate da una relazione sull'utilità, costo e caratteristiche tecniche della
iniziativa e del progetto di massima, nonchè, nel caso di richiesta di contributo
annuo costante, della delibe razione esea con la quale l'ente interessato decide di
far ricorso alla operazione di mutuo - devono pervenire all'assessorato competente
entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge e, per gli oneri successivi
entro il 31 gennaio di ogni anno.
2.____Le istituzioni e le associazioni spor tive che intendano concorrere ai contri
buti di cui all'art. 11 penultimo comma inoltreranno le domande tramite le Ammi
nistrazioni comunali interessate che esprimeranno sulle stesse parere motivato.
3.____Nel caso le Amministrazioni comunali non ottemperassero nei termini
previsti dal comma precedente all'inoltro delle domande, le istituzioni e le asso
ciazioni sportive devono far pervenire all'assessorato regionale allo sport le loro
richieste entro i successivi 15 giorni.
4.____La presentazione delle domande per la concessione dei contributi
integrativi di cui all'utlimo comma dell'art. 11 è consentita non oltre l'anno
dell'avvenu to collaudo.

Art. 14 Modalità di concessione dei contributi
1.____I contributi previsti dal precedente art. 11 sono concessi con decreto del
Presidente della Giunta regionale.
2.____La concessione ha luogo:
a) per i contributi annui costanti:
1) in via provvisoria, sulla base dei progetti esecutivi e, qualora si tratti di
acquisizione in proprietà di impianti sportivi - di elaborati tecnici, da cui risultino
l'ubicazione e lo stato di consistenza e di agibilitàdel l'immobile;
2) in via definitiva, a seguito della acquisizione di copia autentica del con tratto di
mutuo con relativo piano di ammortamento;
b) per i contributi in conto capitale:
- in via definitiva, sulla base dei documenti di cui al precedente punto 1, nonchè,
qualora si tratti di acquisizione in proprietà di impianti sportivi, di copia autentica
del relativo contratto di compravendita;
c) per i contributi integrativi di cui all'ultimo comma del precedente art. 11 una
volta divenuta definitiva l'approvazione del compenso revisionale
3.____I documenti richiesti per la concessione dei benefici previsti dal presente
art. devono essere muniti dei prescritti pareri tecnici, ivi compreso il parere del
competente organo tecnico del C.O.N.I., e pervenire all'assessorato regionale allo
sport entro il termine perentorio che a tal fine verrà fis sato.
4.____All'erogazione si provvede:
1) per i contributi annui costanti, di rettamente a favore dell'istituto mutuante, per
il periodo di durata del mutuo, con le modalità stabilite nel provvedimento di
concessione;
2) per i contributi in conto capitale, in base agli stati di avanzamento dei lavori,
allo stato finale ed al cer tificato di collaudo regolarmente approvato;
3) per i contributi in conto capitale per l'acquisizione in proprietà di impianti
sportivi, in un'unica soluzione, una volta adempiuta la formalitàdi cui al secondo
comma del presente art..
5.____A favore dei beneficiari dei contribu ti una tantum può essere disposta una
anticipazione non superiore al 50% del la somma da erogare, da computarsi in
sede di liquidazione finale.

Art. 15 Garanzia fidejussoria
1.____L'Amministrazione regionale è autorizzata a prestare garanzia fidejussoria
per i mutui da contrarre da parte di Province, Comuni, Comunità montane e
Consorzi fra Enti locali per il perse guimento delle finalità enunciate al precedente
art. 11, anche indipendentemente dalla concessione dei contributi ivi previsti,
purchè gli Enti interessati dimostrino di non disporre di adeguati cespiti
delegabili.
2.____La domanda per la concessione della garanzia fidejussoria dovrà pervenire
all'assessorato regionale allo sport, corredata dalla deliberazione esecutiva con cui
l'Ente diwpone l'assunzione del mutuo e da dimostrazione della situazione dei
cespiti delegabili, nonchèdella adesione dell'istituto mutuante.
3.____La garanzia è disposta dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore per
lo sport, di concerto con l'assessore alle finanze.

Art. 16 Convenzioni con Istituti di Credito
1.____Al fine di agevolare gli interventi degli Enti locali, l'Amministrazione
regionale è autorizzata a stipulare apposite convenzioni con l'Istituto per il Credito
Sportivo ed il C.O.N.I. ed ogni altro Istituto utile alla realizzazione delle finalità
volute dalla presente legge.

Art. 17 Norme urbanistiche
1.____Tutti i progetti e le opere previsti dalla presente legge devono essere
rispondenti alle norme dettate dagli stru menti urbanistici vigenti sul territorio.

Art. 18 Gestione ed accesso agli impianti sportivi
1.____Gli Enti locali devono provvedere alle spese di manutenzione e gestione
degli impianti sportivi ammessi ai benefici di cui alla presente legge, iscriven do
in bilancio le somme a ciò necessarie.
2.____La gestione degli impianti sportivi può essere affidata dagli Enti locali ad
associazioni sportive che siano in possesso dei necessari requisiti tecnico-
organizzativi e s'impegnino a rispettare le norme di cui al successivo comma del
presente articolo.
3.____Tutti gli impianti sportivi costruiti ampliati, acquisiti con i contributi
previsti dalla presente legge devono essere aperti a tutti i cittadini. Gli Enti locali
e le associazioni destinatari dei contributi ne regoleranno con apposite norme
l'utilizzazione, garantendo una gestione a carattere socia le anche attraverso la
partecipazione di tutte le associazioni democratiche del tempo libero riconosciute
a livello nazionale ed esistenti a livello provinciale.
4.____È fatto divieto di alienare, dare in locazione e utilizzare per finalità di verse
da quelle sportive gli impianti ammessi ai contributi previsti dal precedente art.
11, salvo casi particolari ed eccezionali e comunque previa autorizzazione del
Sindaco del Comune in cui è ubicato l'impianto.
5.____La violazione delle disposizioni di cui al presente art. comporta, previa
delibera della Giunta regionale, la revoca dei benefici concessi e
conseguentemente il rimborso delle somme erogate

Art. 19 Interventi per la manutenzione e la gestione degli inpianti sportivi
1.____La Regione per realizzare gli obiettivi della presente legge, può erogare ad
Associazioni ed Enti locali contributi una tantum per la gestione e manutenzione
di impianti sportivi di loro proprietà, ivi compresi quelli scolastici Tali contributi
non possono comunque essere superiori a L. 10.000.000.
2.____Le domande di concessione dei contributi di cui al comma precedente
devono essere corredate da una relazione illustrativa delle caratteristiche degli im
pianti e lo stato della loro utilizzazione nonchè del rendiconto delle spese
sostenute nell'esercizio finanziario precedente per la manutenzione e la gestione.
3.____Le domande devono pervenire all'assessorato regionale allo sport entro 30
giorni dall'entrata in vigore della pre sente legge e per gli Enti non ammessi a
contributo entro il 31 gennaio di ogni anno.
4.____Alla erogazione dei contributi si provvede con decreto del Presidente della
Giunta regionale.

Art. 20 Contributi per il potenziamento delle attrezzature sportive
1.____Nell'ambito del piano di interventi di cui al precedente art. 2 la Regione
concede a favore dei destinatari di cui al precedente art. 6, contributi una tantum,
in misura non superiore all'80% della spesa ritenuta ammissibile, per l'acquisto, il
miglioramento ed il completamento di attrezzature fisse e mobili.
2.____I contributi di cui al presente art. non possono comunque superare il limite
di L. 20.000.000.
3.____I contributi di cui al presente art. possono essere concessi ai Comuni e alle
Province anche per l'acquisto di attrezzature da destinarsi a scuole elementari e
agli istituti d'istruzione secondaria o a societàsportive che svolgono attivitàsociale
senza scopo di lucro.

Art. 21 Impianti sportivi
1.____I Comuni singoli o associati possono predisporre, entro 60 giorni dall'en
trata in vigore della presente legge un programma concernente la realizzazione, il
recupero ed il potenziamento degli impianti sportivi con relative attrezzature e
servizi, destinati ad uso pubblico e ritenuti necessari per la diffusione nel territorio
delle attività motorie, ricreative e formative e della pratica sportiva aperta a tutti i
cittadini.
2.____I programmi devono contenere:
1) l'analisi dei dati demografici con riferimento alla composizione della
popolazione ed alla sua dislocazione sul territorio comunale, avuto riguardo al
centro urbano ed alle aree periferiche;
2) i dati relativi alla pratica sportiva esercitata nei centri urbani e periferici;
3) il censimento di tutti gli impianti esistenti con l'indicazione della consi stenza
ed ubicazione degli stessi, delle relative attrezzature nonchè dei soggetti cui
appartengono;
4) gli istituti scolastici esistenti sul territorio e la descrizione degli impianti
sportivi di cui sono dotati;
5) i dati relativi alla utilizzazione degli impianti esistenti e le possibilità di una
loro più razionale utilizzazione, anche mediante convenzioni da stipularsi con enti
pubblici o privati.
6) gli interventi nel campo della medicina sportiva svolti in atto sul territorio e le
strutture all'uopo utilizzate;
7) i bisogni di pratica sportiva, individuati nelle tipologie sociali e locali che si
ritenga di dover soddisfare entro il tempo di riferimento del programma;
8) l'elencazione delle iniziative da realizzare entro il tempo di riferimento del
programma osservando i seguenti principi:
a) che l'elencazione indichi l'ordine di priorità di ciascuna iniziativa;
b) che gli interventi siano prioritariamente rivolti:
- al recupero all'uso pubblico e/o alla piena utilizzazione, anche mediante
convenzioni con enti pubblici o con privati, nonchè al potenziamento, delle
strutture ed impianti già esistenti;
- alla costruzione di impianti e strut ture a basso costo di esercizio e decentrati per
favorire la pratica sportiva di massa;
- alla realizzazione di strutture poli valenti a larga utilizzazione e suscettibili di
ulteriore sviluppo;
9) la localizzazione di ciascuna iniziativa e le ragioni delle scelte operate in
relazione all'assetto urbanistico e territoriale esistente o previsto;
10) l'indicazione circa la disponibilità o meno delle aree occorrenti con i
riferimenti dovuti agli strumenti urbanistici esistenti;
11) la spesa globale presunta per ciascuna iniziativa, la sua ripartizione per
esercizio ove sia previsto un impegno di spesa poliennale e la misura del concorso
dell'Ente locale.

Art. 22 Programma quinquennale
1.____I Comuni singoli o associati approvano con deliberazione consiliare
l'eventuale programma quinquennale entro 60 giorni dall'approvazione della
presente legge.
2.____Entro 30 giorni i Comuni inviano il programma alla Regione Calabria
nonchè alla Provincia ed alla Comunità montana di cui fanno parte.
3.____La Provincia e la Comunità montana inviano alla Regione, entro i 30 giorni
successivi, le proprie osservazioni, avuto riguardo alle esigenze di coordina mento
territoriale delle proposte dei Comuni, ai fini del contenimento della spesa,
dell'equilibrata localizzazione degli interventi e della realizzazione, ove possibile
e/o conveniente, di impianti comprensoriali da destinare all'uso di più Comuni
associati nella gestione.
4.____Le Province e le Comunità montane po tranno far pervenire alla Regione
entro il termine di cui al precedente comma, proposte per la realizzazione diretta
di iniziative di rilievo sovracomunale concernenti la costruzione, il recupero
all'uso pubblico od il potenziamento di impianti sportivi, osservate, in quanto
possibile, le indicazioni di cui al pre cedente art. 6.

Art. 23 Domande di concessione
1.____Le istituzioni ed associazioni sporti ve che intendono ottenere i contributi
di cui agli artt. 11 quarto comma e 19 della presente legge inoltrano le domande
alla Regione - assessorato allo sport - entro 60 giorni dalla entrata in vigore della
presente legge e per gli anni successivi entro il 31 gennaio di ogni anno.
2.____Le domande di concessione dei contributi sono corredate da una relazione
il lustrativa sull'utilità, costo e caratteristiche dell'intervento da finanziare, nonchè,
ove occorra, del progetto di massima della opera da realizzare e della
deliberazione di ricorso alla erogazione di mutuo.
3.____I Comuni trasmettono alla Regione le domande di cui ai commi precedenti
corredate dal proprio motivato parere entro i successivi 30 giorni.
4.____Nel caso le Amministrazioni comunali interessate non ottemperano a
quanto previsto dal comma precedente le istituzioni ed associazioni sportive
faranno pervenire direttamente alla Regione - assessorato allo sport - le loomuni
ro richieste entro i successivi 15 gior ni.
5.____I distretti scolastici provvedono a quanto richiesto dal presente articolo
inviando le domande alla Provincia competente per territorio che provvederà a
norma delle disposizioni precedenti.

Art. 24 Interventi per il sostegno delle attività sportive
1.____Nell'ambito del piano d'interventi di cui all'art. 2 della presente legge, la
Regione concede sovvenzioni e sussidi a favore di Comuni, Province, Comunità
montane e Consorzi tra Enti locali, nonchè di enti, istituzioni e associazioni
sportive e degli organi collegiali della scuola, per lo svolgimento di:
a) iniziative volte alla promozione dello sport, con preferenza a quelle promosse
dagli organi della scuola, non chè a quelle concernenti centri giovanili di
formazione fisico-sportiva e di avviamento allo sport;
b) attività sportive, a carattere dilettantistico, anche mediante l'organizzazione di
manifestazioni e di convegno e corsi per la formazione e l'aggiornamento di
tecnici, dirigenti ed atleti;
c) manifestazioni sportive di rilievo regionale, nazionale ed internazionale.
2.____Sono ammessi ai benefici di cui al precedente comma anche le spese
inerenti il normale esercizio dell'attività sociale per l'acquisto di equipaggiamento
e di altro materiale sportivo.
3.____Le domande di concessione delle sovvenzioni e sussidi devono pervenire
all'assessorato regionale allo sport entro 60 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge e devono essere corredate da una relazione illustrativa dei
programmi che si intendono attuare, del costo degli stessi e di ogni notizia utile ai
fini della determinazione dell'intervento regionale.
4.____In sede di ripartizione annuale dei fondi disponibili, la Giunta regionale è
autorizzata a destinare una quota di fondi per la concessione delle sovvenzioni e
sussidi per le iniziative che non sia stato possibile programmare entro il termine
previsto dal comma precedente non superiore al 30% della spesa globale riferita
allo sport.
5.____I beneficiari di cui al presente art. devono rendicontare alla Giunta regiona
le sulla destinazione data all'intervento regionale allo scadere dell'esercizio
finanziario in cui si è svolta la attività per la quale è stata erogata la sovvenzione.
Gli Enti locali territo riali specificheranno la destinazione della sovvenzione in
un'apposita dichia razione che dovrà pervenire entro il termine stabilito nel
decreto di conces sione.
6.____La mancata presentazione di quanto previsto dal precedente comma
comporta - previa diffida del Presidente della Giunta regionale - la revoca della
sovvenzione concessa e, ove sia stata erogata, la restituzione della medesima.
7.____La ripartizione annuale del rimanente 75% della spesa globale dello sport,
ha luogo con delibera della G.R., acquisito il parere della commissione consilia re
competente, che deve esprimersi entro 30 giorni dalla presentazione del
programma.

Art. 25 Interventi per la tutela sanitaria delle attività sportive e per i servizi
di medicina dello sport
1.____L'esercizio delle attivitàsportive a gonistiche e delle attività sportive non
agonistiche presso impianti pubblici o presso impianti privati aperti al pubblico è
subordinato all'esito favorevole delle visite cliniche e degli accertamenti
diagnostici indicati nella tabella n. 2 allegata al Decreto del Ministro per la Sanità,
5 luglio 1975 sulla disciplina dell'accesso alle attività sportive.
2.____La certificazione di idoneità è rilasciata gratuitamente dai medici sportivi
che hanno rapporto d'impiego con le UU.SS.LL. o da quelli espressamente
individuati con deliberazione dai compe tenti organi delle UU.SS.LL. medesime
sulla base di un elenco dei medici sportivi affiliati al C.O.N.I. di ogni provincia.
3.____I medici di medicina generale convenzionati possono rilasciare la
certificazione di cui al comma precedente per lo esercizio delle attività sportive
non agonistiche, osservate le disposizioni di cui al primo comma del presente
articolo.
4.____Nell'ambito del competente servizio le UU.SS.LL. istituiscono un ufficio
per la medicina dello sport cui sarà preposto un medico specializzato in detta
materia, anche sulla base di convenzione annuale.
5.____L'ufficio svolge i seguenti compiti:
- esprime giudizi sui casi di particolare complessità ad esso sottoposti;
- fornisce consulenze ai medici generici ai fini del rilascio delle certificazioni di
idoneità di cui all'art. 20 della presente legge;
- esercita la vigilanza sull'attività dei sanitari nella materia della medicina dello
sport.

Art. 26 Norme finanziarie
1.____Per l'anno in corso è prevista la somma di L. 500.000.000 da prelevare dal
cap. 3314201, per la programmazione degli interventi annuali di cui all'art 11.
2.____Detta somma se non spesa può essere utilizzata nell'anno successivo.
3.____Al finanziamento del piano negli anni successivi ed alle altre attività
previste dalla presente legge, si provvede rà con appositi stanziamenti del bilancio
sullo stato di previsione della spesa.
4.____A tali finanziamenti si possono aggiungere i benefici di altri provvedimenti
o leggi nazionali o comunitarie.

Art. 27 Urgenza
1.____La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno
successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione.
È fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e farla osservare come legge della
Regione Calabria.
Catanzaro, lì 12 novembre 1984
B. Dominijanni



                             CAMPANIA
LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 28-
          05-1974
    Interventi regionali per manifestazioni e per
     agevolare ed incrementare la costruzione, l'
   ampliamento ed il miglioramento di impianti ed
                attrezzature sportivi
Art. 1
La Regione concorre alla pratica delle attività sportive, ai fini di educazione fisica,
della diffusione dello spirito agonistico e dell' impiego del tempo libero
attraverso:
a) la concessione di garanzia a favore delle Province, dei Comuni o dei Consorzi
tra Enti locali per l' ammortamento dei mutui contratti al fine di realizzare o
migliorare gli impianti sportivi;
b) la concessione di contributi << una tantum >> a favore delle Province, dei
Comuni o dei Consorzi tra Enti locali, nonchè di istituzioni, associazioni e
sodalizi sportivi regolarmente costituiti, anche se privi di personalità giuridica, per
gli impianti sportivi e per l' acquisto di attrezzature;
c) la concessione di contributi a favore delle Province, dei Comuni o dei Consorzi
tra Enti locali, nonchè di istituzioni, associazioni, sodalizi e comitati per
manifestazioni sportive di rilievo regionale, nazionale e internazionale;
d) la concessione di contributi ad associazioni e società sportive regolarmente
costituite, anche se prive di personalità giuridica, che praticano lo sport quale
servizio sociale, per lo svolgimento delle rispettive attività ;
e) la concessione a favore degli Enti di cui al precedente punto a) e dei Comuni
che - con delegazioni sui propri proventi fiscali - finanziano direttamente le opere,
di un contributo annuo in ragione del due per cento a titolo di concorso nella
copertura degli interessi sugli importi residui del mutuo contratto.
Le concessioni di cui alla lettera a) del presente articolo sono determinate sulla
base di programma predisposto dalla Giunta ed approvato dal Consiglio
Regionale.

Art. 2
La garanzia di cui alla lettera a) del precedente art. 1 a favore degli Enti ivi
indicati è concessa per l' ammortamento di mutui contratti per un periodo non
superiore a 15 anni nel ricorso delle seguenti condizioni:
1 - che il mutuo sia specificatamente destinato ad acquisire le disponibilità
finanziarie occorrenti per il miglioramento di un impianto sportivo di proprietà
della Provincia, del Comune o del Consorzio tra Enti locali ovvero a costruirne
uno nuovo, comprendendo in tal caso negli oneri da finanziare con il mutuo anche
la spesa per l' acquisizione dell' area in misura non eccedente un quinto dell'
importo totale;
2 - che a fronte della garanzia regionale, la Provincia, il Comune o il Consorzio
tra Enti locali beneficiario assuma formale impegno, con apposito atto
deliberativo, di restituire le rate annuali del mutuo da contrarre entro il 31 gennaio
dell' anno successivo a quello di scadenza di ciascuna rata e comunque, in sede di
riscossione totale o parziale del mutuo a pareggio del disavanzo economico
relativo al bilancio dell' anno in cui si riferisce la rata di ammortamento del
prestito garantito dalla Regione.

Art. 3
La garanzia di cui alla lettera a) dell' articolo 1 è , per ciascun Ente beneficiario,
concretata dalla Regione mediante delegazioni di pagamento sui proventi fiscali di
sua spettanza, sia dei tributi propri, sia delle quote dei tributi erariali devoluti alla
Regione medesima per l' importo corrispondente a quello del mutuo garantito.
L' ammontare annuale delle delegazioni che la Regione può rilasciare a norma del
comma precedente non deve superare l' importo dei mutui contratti nell' anno
dalle Province, dai Comuni ed estinguibili nel termine massimo di quindici anni
con una rata complessiva annua di ammortamento contenuta nei limiti del fondo
di un miliardo. L' importo delle rate di ammortamento da pagare annualmente per
i mutui garantiti viene determinata nel Bilancio di previsione ed è iscritto in
appositi correlati stanziamenti all' entrata e all' uscita tra le contabilità speciali.

Art. 4
Le delegazioni di cui all' art. 3 sono rilasciate dal Presidente della Giunta
regionale in sede di stipula del contratto di mutuo e per la durata di
ammortamento del prestito che non può eccedere, ai sensi dell' art. 2, il periodo di
15 anni.
L' importo delle singole delegazioni da rilasciarsi all' Ente mutuante è determinato
in sede di stipula del contratto di mutuo, detraendo eventuali contributi concessi
alla Provincia, al Comune o al Consorzio tra Enti locali per lo
stesso scopo.
Il rilascio delle delegazioni è subordinato all' impegno di cui al n. 2 dell' art. 2. Ai
fini dell'assolvimento da parte delle Province, dei Comuni o dei Consorzi tra Enti
locali di detto impegno, le Intendenze di Finanza, le Ragionerie Provinciali dello
Stato, le Direzioni Provinciali del Tesoro e le Sezioni di Tesoreria Provinciali ne
terranno conto in sede di versamento delle somme dovute alle Province, ai
Comuni o ai Consorzi.

Art. 5
Per essere ammessi al beneficio di cui alla lettera a) dell' art. 1 le Province, i
Comuni o i Consorzi tra Enti locali devono produrre istanza al competente
Assessorato della Regione entro tre mesi dalla pubblicazione sul Bollettino
Ufficiale della legge concernente il bilancio di previsione di ciascun anno.
Le domande devono essere corredate:
a) da un progetto generale di massima dell' opera che si intende realizzare;
b) da una corografia della zona servita dall' impianto, accompagnata da una
relazione illustrativa sull' ambito servito, integrata da tutti i dati opportuni sugli
insediamenti residenziali e produttivi esistenti nell' ambito e sui servizi pubblici
esistenti o previsti, nonchè dalla precisazione del regime urbanistico dell' area di
sedime dell' impianto;
c) dal preventivo di spesa;
d) dalla dichiarazione del legale rappresentante dell' Ente richiedente dalla quale
risulti l' inesistenza di cespiti delegabili a garanzia dell' estinzione del prestito
destinato al finanziamento dell' opera.
Per gli interventi, relativi all' acquisto dell' area occorrente per gli impianti
sportivi, valgono le norme che regolano l' esecuzione di opere pubbliche.
L' approvazione dei progetti da parte della Regione equivale a dichiarazione di
pubblica utilità ed a dichiarazione di indifferibilità e di urgenza agli effetti della
legge 22 ottobre 1971 n. 865 e successive modificazioni.

Art. 6
Entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui al precedente articolo 5 la
Giunta regionale, sulla base dell' istruttoria compiuta dall' Assessore competente
ed entro i limiti risultanti dalle disponibilità di cui all' art. 3, determina le
concessioni di garanzia concedibili.
Gli Enti interessati, pena la revoca della concessione, entro i tre mesi successivi
alla notifica del provvedimento di cui al comma precedente sono tenuti a
presentare:
a) il progetto esecutivo dell' opera debitamente approvato in conformità della
normativa vigente;
b) l' adesione alla concessione del prestito occorrente da parte dell' Istituto per il
Credito Sportivo o di altro Istituto finanziatore;
c) l' impegno di cui al n. 2 dell' art. 2.
Al perfezionarsi degli adempimenti di cui al comma precedente, il Presidente
della Giunta regionale con proprio decreto autorizza il rilascio delle delegazioni a
norma degli articoli 3 e 4.

Art. 7
I contributi di cui alla lettera b) dell' articolo 1 sono deliberati dalla Giunta
regionale entro i limiti della disponibilità annualmente risultante dal bilancio per
siffatta destinazione. I contributi anzidetti non possono eccedere l' importo di lire
5 milioni per ciascun Ente o sodalizio beneficiario.

Art. 8
I contributi di cui alla lettera b) dell' articolo 1 sono concessi su domanda
corredata da un dettagliato preventivo della spesa per attrezzature, nonchè da una
relazione illustrativa delle attività sportive svolte dall' Ente o sodalizio
richiedente.
L' erogazione dei contributi è subordinata alla dimostrazione della spesa
sostenuta.

Art. 9
La concessione dei contributi di cui alle lettere c) e d) dell' art. 1 è deliberata dalla
Giunta regionale entro i limiti annualmente risultanti dagli appositi stanziamenti
di bilancio.
Le provvidenze, di cui alla lettera e) dell' articolo 1 della presente legge, sono
concesse per i finanziamenti per la costruzione di impianti sportivi i cui lavori non
risultino iniziati alla data di approvazione della presente legge da parte del
Consiglio regionale.

Art. 10
La Giunta regionale adotta le deliberazioni di cui all' art. 6 della presente legge
regionale, dopo aver sentito il parere di una Commissione consultiva, nominata
con decreto del Presidente della Giunta e così composta:
a) l' Assessore competente che la presiede;
b) cinque Consiglieri regionali eletti dal Consiglio;
c) il Delegato regionale del CONI;
d) cinque rappresentanti degli Enti di propaganda sportiva operanti nella Regione;
e) un funzionario tecnico designato dall' Assessore ai Lavori Pubblici;
f) un funzionario amministrativo designato dall' Assessore al Bilancio;
Partecipano altresì alla Commissione:
g) gli Assessori Provinciali allo Sport, quando siano in discussione argomenti di
rilievo regionale, o l' Assessore allo Sport della provincia interessata, per
argomenti particolari;
h) i Presidenti dei Comitati provinciali del CONI, quando siano in discussione
argomenti di rilievo regionale, o il Presidente del Comitato della Provincia
interessata, per argomenti particolari;
i) un rappresentante degli Enti interessati.
Alle funzioni di segretario della Commissione è chiamato un funzionario
designato dall'Assessore del ramo.

Art. 11
Le provvidenze previste dalla presente legge sono contenute nei limiti dei
seguenti impegni annui di spese:
1 - per la copertura delle rate annue di ammortamento dei mutui assistiti dalla
garanzia di cui alla lettera a) dell' art. 1: lire 1 miliardo, oltre gli impegni degli
anni precedenti;
2 - per i contributi di cui alla lettera b) dell' art. 1: lire 500 milioni;
3 - per i contributi di cui alla lettera c) dell' art. 1: lire 50 milioni;
4 - per i contributi di cui alla lettera d) dell' art. 1: lire 100 milioni;
5 - per i contributi di cui alla lettera e) dell' art. 1: lire 300 milioni, oltre gli
impegni
degli anni precedenti.
Per l' onere di cui al primo dei suindicati punti si provvede per l' anno finanziario
1974 con il fondo di lire 1 miliardo appositamente da istituirsi nelle contabilità
speciali dello stato di previsione della spesa in correlazione all' analogo capitolo
dell' entrata.
Il Presidente della Giunta regionale, con proprio decreto e su conforme
deliberazione della Giunta regionale, è all' uopo autorizzato ad apportare al
Bilancio le necessarie variazioni.
Per gli anni successivi a tale onere si farà fronte con i corrispondenti stanziamenti
delle medesime contabilità speciali da quantificarsi a norma del comma terzo del
precedente articolo 3.
Per gli oneri di cui ai punti 2, 3, 4 e 5, riportati nel primo comma, si provvede per
l' anno 1974 con quattro appositi fondi dello stato di previsione della spesa da
iscriversi nel Titolo I quelli per il finanziamento dei contributi previsti dai punti 3
e 4 e nel Titolo II quelli destinati al finanziamento dei contributi previsti dai punti
2 e 5 e per gli anni successivi con i corrispondenti stanziamenti del medesimo
stato di previsione. Il Presidente della Giunta regionale, con proprio decreto e su
conforme deliberazione della Giunta regionale, è autorizzato ad apportare al
Bilancio le necessarie variazioni.
Alla copertura delle spese di cui al precedente comma si farà fronte con le risorse
del fondo comune di cui all' art. 8 della legge 16 maggio 1970, n. 281.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della Regione Campania.
Napoli, 28 maggio 1974



                             CAMPANIA
  LEGGE REGIONALE N. 56 DEL 5-
            06-1975
  Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale
              28 maggio 1974, n. 20:
   Interventi regionali per manifestazioni e per
     agevolare ed incrementare la costruzione, l'
   ampliamento ed il miglioramento di impianti ed
                attrezzature sportive
Art. 1
Il disposto di cui alla lettera a) dell' articolo 1 della legge regionale 28 maggio
1974, n. 20, è sostituito dal seguente:
<< a) la concessione a favore delle Province, dei Comuni o dei Consorzi tra Enti
locali:
- di garanzia, nella misura del 50% della spesa ammessa per l' ammortamento dei
mutui contratti al fine di realizzare o migliorare gli impianti sportivi;
- di contributi in capitale dell' altro 50% della spesa ammessa >>.

Art. 2
Il disposto di cui al punto 1) dell' articolo 2 della Legge regionale 28 maggio
1974, n. 20, è integrato dopo le parole << dell' importo totale >> dalle seguenti:
<< dell' opera >>.

Art. 3
Il primo comma dell' articolo 6 della Legge regionale 28 maggio 1974, n. 20, è
così modificato:
<< Entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui al precedente articolo 5, la
Giunta Regionale, sulla base dell' istruttoria compiuta dall' Assessore competente,
determina le concessioni di garanzia concedibili ed ammette gli Enti interessati al
beneficio del contributo in capitale di cui al precedente articolo 1, lettera a), nei
limiti delle disponibilità risultanti rispettivamente dal precedente articolo 3 e dal
successivo articolo 11 >>.

Art. 4
Dopo l' art. 6 della Legge regionale 28 maggio 1974, n. 20, è inserito l' art. 6/ bis:
<< L' erogazione del contributo di cui alla lettera
a) dell' art. 1 sarà effettuata contestualmente alla liquidazione dei certificati di
avanzamento dei lavori in ragione del 50% dell' importo dei certificati stessi,
vistati dall' Ufficio del Genio civile e dal Servizio Impianti Sportivi del CONI
Provinciale, dai quali risulti che l' esecuzione delle opere e la relativa spesa sono
conformi al piano tecnico - finanziario che ha formato oggetto dell' ammissione ai
benefici previsti dalla legge >>.

Art. 5
Il secondo comma dell' art. 7 della legge regionale 28 maggio 1974, n. 20, è così
modificato:
<< I contributi anzidetti non possono eccedere l' importo di L. 5 milioni per ogni
impianto appartenente alle Province, ai Comuni, ai Consorzi tra Enti locali ovvero
per ciascun sodalizio beneficiario >>.

Art. 6
L' importo dei contributi in capitale da erogare per la causale di cui all' art. 1 della
presente legge è contenuto nei limiti dell' annuale fondo di Lire 2 miliardi.
Il fondo di cui al punto 2) dell' art. 11 della legge regionale 28 maggio 1974, n.
20, è elevato da Lire 500 milioni a Lire 626.916.240.

Art. 7
La decorrenza della estinzione del prestito di cui alla legge 20 agosto 1974, n. 42,
prevista dall' ultimo comma dell' art. 2 della legge stessa dal 1º gennaio 1975, è
differita al 1º gennaio 1976, per la correlativa differita somministrazione del
mutuo all' anno 1975.

Art. 8
All' onere derivante dall' attuazione della presente legge, in Lire 2.126.916.240, si
provvede con la seguente variazione dello stato di previsione della spesa per
l'anno finanziario 1975:
IN AUMENTO:
Titolo II - Sezione II - Rubrica n. 3 - Categoria X
- Cap. 2216 << Contributi una tantum a favore di Province, dei Comuni e dei
Consorzi tra Enti locali, nonchè di istituzioni, associazioni e sodalizi sportivi
regolarmente costituiti, anche se privi di personalità giuridica, per gli impianti
sportivi e per l' acquisto di attrezzature (Legge regionale 28 maggio 1974, n. 20) +
L. 126.916.240
- Cap. 2219 (nuovo) << Contributi in capitale in favore delle Province, dei
Comuni o di Consorzi tra Enti locali per agevolare ed incrementare la costruzione,
l' ampliamento ed il miglioramento di impianti ed attrezzature sportive >> con la
dotazione di L. 2.000.000.000
IN DIMINUZIONE:
Titolo I - Sezione V - Rubrica n. 3 - Categoria XII - Cap. 602 << Quota interessi
1975 sul prestito quinquennale concesso dal tesoriere per la copertura delle spese
connesse al programma di interventi di somma urgenza per la balneazione estiva
1974 >> L. 980.000.000
Titolo III - Sezione I - Rubrica n. 3 - Categoria XIII - Cap. 3570 << Quota
capitale 1975 sul prestito quinquennale concesso dal tesoriere per la copertura
delle spese connesse al programma di interventi di somma urgenza per la
balneazione estiva 1974 >> L. 1.146.916.240
Per gli anni successivi, agli oneri di cui sopra, si provvederà con i corrispondenti
stanziamenti dello stesso stato di previsione alla copertura dei quali si farà fronte
con l' incremento del fondo di cui all' art. 8 della Legge 16 maggio 1970, n. 281.

Art. 9
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti del 2º comma dell'
art. 127 della Costituzione ed entra in vigore il giorno successivo a quello della
sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione. La presente legge
regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo, a
chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come legge della Regione
Campania.
Napoli, 5 giugno 1975



                             CAMPANIA
  LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 8-
            05-1976
    Modificazioni, integrazioni e rideterminazione
   degli impegni finanziari delle Leggi regionali 28
      maggio 1974, n. 20 e 5 giugno 1975, n. 56,
          concernenti interventi per lo sport
Art. 1
Gli impegni annuali, di cui ai punti 3) e 4) dell' articolo 11 della legge regionale
28 maggio 1974, n. 20, sono elevati, con decorrenza dall' esercizio finanziario
1976, rispettivamente da Lire 50.000.000 a Lire 150.000.000 e da Lire
100.000.000 a Lire 200.000.000.

Art. 2
La Commissione consultiva, di cui all' art. 10 della legge regionale 28 maggio
1974, n. 20, è integrata da un Funzionario del Servizio Enti Locali e Sport.

Art. 3
Il primo comma dell' art. 6 della legge regionale 5 giugno 1975, n. 56 è così
modificato:
<< L' importo dei contributi in capitale, da erogare per la causale di cui all' art. 1
della presente legge, è contenuto nei limiti dell' annuale fondo di Lire 2.400
milioni >>.
Art. 4
Il disposto, di cui alla lettera a) dell' art. 1 della legge regionale 28 maggio 1974,
n. 20, modificato con legge regionale 5 giugno 1975, n. 56, è sostituito dal
seguente:
<< a) la concessione di garanzia a favore delle Province, dei Comuni o dei
Consorzi tra Enti locali privi di cespiti delegabili, per l' ammortamento dei mutui
contratti al fine di realizzare o migliorare gli impianti sportivi, nella misura del
50% della spesa ammessa e per il restante 50% con l' erogazione di un contributo
in capitale >>.

Art. 5
Il disposto, di cui alla lettera e) dell' art. 1 della legge regionale 28 maggio 1974,
n. 20, è modificato come segue:
<< La concessione a favore degli Enti di cui al precedente punto a), aventi o non
cespiti delegabili, di un contributo annuo, in ragione del due per cento, a titolo di
concorso nella copertura degli interessi sugli importi del mutuo contratto >>.

Art. 6
Al disposto, di cui al punto 1 dell' art. 2 della legge regionale 28 maggio 1974, n.
20, modificato con legge regionale 5 giugno 1975, n. 56, viene aggiunto il
seguente capoverso:
<< che per spesa ammessa per l' ammortamento del mutuo deve intendersi il solo
costo delle opere relative all' impianto sportivo >>.

Art. 7
Al primo comma dell' art. 3 della legge regionale 28 maggio 1974, n. 20, dopo la
parola << garantito >>, vengono aggiunte le seguenti:
<< costituito da capitale, interessi ed eventuali oneri accessori >>.

Art. 8
Il secodno comma dell' art. 4 della legge regionale 28 maggio 1974, n. 20 è così
modificato:
<< L' importo delle singole delegazioni da rilasciarsi all' Ente mutuante è
determinato, in sede di stipula del contratto di mutuo, detraendo eventuali
contributi concessi dalla Regione alla Provincia, al Comune o al Consorzio tra
Enti locali per lo stesso scopo >>.

Art. 9
All' onere derivante dall' attuazione della presente legge, stabilito in Lire 600
milioni per il 1976, si provvede variando lo stato di previsione della spesa del
bilancio per l' esercizio finanziario 1976, come segue:
TITOLO I
VARIAZIONI IN AUMENTO
Capitolo 377 + L. 100.000.000
Capitolo 378 + L. 100.000.000
VARIAZIONI IN DIMINUZIONE
Capitolo 2119 - L. 200.000.000
TITOLO II
VARIAZIONI IN AUMENTO
Capitolo 2433 + L. 400.000.000
VARIAZIONI IN DIMINUZIONE
Capitolo 3633 - L. 400.000.000
Agli oneri derivanti per gli anni successivi si provvederà con i corrispondenti
stanziamenti del medesimo stato di previsione.

Art. 10
La presente legge è dichiarata urgente, a norma del secondo comma dell' articolo
127 della Costituzione, ed entra in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione. La presente legge regionale
sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo, a chiunque
spetti, di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Campania.
Napoli, 8 maggio 1976



                   EMILIA ROMAGNA
LEGGE REGIONALE N. 13 DEL 25-
          02-2000
             NORME IN MATERIA DI SPORT
                                      CAPO I
                          DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1
Finalita’ e definizioni
1. La Regione Emilia-Romagna riconosce la funzione sociale dello sport e della
pratica delle attivita’ motorio sportive e ricreative sotto il profilo della formazione
e della tutela della salute dei cittadini, dello sviluppo delle relazioni sociali e del
miglioramento degli stili di vita.
2. La Regione persegue gli obiettivi della politica sportiva per tutti i cittadini
mediante:
a) un coordinamento degli interventi di politica sociale per il benessere dei
cittadini, per la diffusione della cultura della pratica delle attivita’ motorio
ricreative e sportive, favorendone l'integrazione con gli interventi relativi alle
politiche educative, formative, culturali, della salute, della tutela sanitaria e
miranti al superamento del disagio sociale;
b) una equilibrata distribuzione e congruita’ degli impianti e degli spazi aperti al
fine di garantire a ciascuno la possibilita’ di partecipare ad attivita’ fisico-
ricreative in un ambiente sicuro e sano.
3. A tal fine la Regione:
a) promuove l'attivita’ degli enti e delle associazioni che operano senza fini di
lucro;
b) favorisce lo sviluppo e la qualificazione degli spazi e degli impianti sportivi,
privilegiando le forme piu’ adeguate di gestione degli stessi anche ai fini del loro
migliore utilizzo;
c) promuove attivita’ ed iniziative volte al sostegno dell'associazionismo sportivo;
d) favorisce l'integrazione delle politiche sportive, con quelle turistiche e culturali,
economiche ed i relativi interventi in materia di infrastrutture ed urbanistica,
attrezzature, impianti e servizi per la mobilita’ ed il tempo libero, in un quadro di
valorizzazione e tutela del patrimonio naturalistico e ambientale;
e) promuove la diffusione delle attivita’ sportive nelle scuole, sostenendo la
cultura dell'attivita’ motorio ricreativa in accordo con le istituzioni scolastiche e
gli enti locali, incentivando il rapporto con le associazioni del territorio.
4. Ai fini della presente legge, si intende per sport qualsiasi forma di attivita’
fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia come obiettivo
l'espressione o il miglioramento degli stili di vita, della condizione fisica e
psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali e l'ottenimento di risultati competitivi.
Sono escluse dai benefici della presente legge le attivita’ svolte in ambito
professionistico.

Art. 2
Funzioni regionali in materia di sport
1. La Regione esercita le seguenti funzioni:
a) organizzazione e coordinamento di attivita’ di monitoraggio, studi e ricerche,
costituzione di banche dati e reti informative nel settore dello sport;
b) programmazione regionale delle sedi degli impianti e degli spazi destinati
all'attivita’ sportiva, al fine di favorire la loro effettiva fruizione da parte dei
cittadini, la perequazione della dotazione di impianti sportivi nel territorio
regionale, il miglioramento e la qualificazione delle strutture e delle attrezzature
esistenti;
c) incentivazione dell'accesso al credito per gli impianti, gli spazi e le attrezzature
sportive da parte dei soggetti operanti nel settore dello sport, anche attraverso
apposite convenzioni con gli istituti di credito;
d) promozione dell'avviamento alla pratica sportiva in particolare dei bambini, dei
giovani, anche contrastandone l'abbandono precoce, degli anziani e dei soggetti
piu’ svantaggiati, in collaborazione con gli Enti locali, il CONI, le istituzioni
scolastiche e gli enti di promozione sportiva;
e) formazione e qualificazione degli operatori;
f) tutela dei cittadini che praticano lo sport, anche definendo standard e requisiti
per lo svolgimento di attivita’;
g) tutela della salute dei praticanti l'attivita’ sportiva attraverso forme di
coordinamento delle funzioni sanitarie riguardanti la pratica sportiva agonistica ed
amatoriale;
h) promozione di interventi diretti a diffondere l'attivita’ motoria e sportiva come
mezzo efficace di prevenzione, mantenimento e recupero della salute fisica e
psichica.
2. La Regione esercita le funzioni di cui al comma 1 nell'ambito della propria
programmazione e secondo le disposizioni di cui al presente articolo.
3. La Regione, per l'esercizio delle funzioni di cui alle lettere b) e c) del comma 1,
approva il programma triennale di cui al titolo II concernente la costruzione,
l'adeguamento, la riconversione, l'innovazione tecnologica, l'acquisto delle sedi,
delle infrastrutture e delle attrezzature.
4. Le funzioni di cui alle lettere d) ed e) del comma 1, sono realizzate, di norma,
tramite convenzione, in collaborazione con soggetti pubblici e privati, con le
Federazioni sportive riconosciute dal CONI e con le associazioni iscritte nell'Albo
regionale o negli
Albi provinciali di cui alla L.R. 7 marzo 1995 n. 10, attraverso:
a) la concessione di contributi per attivita’, iniziative sperimentali e
manifestazioni sportive di particolare valenza, di livello almeno regionale;
b) la promozione di campagne di informazione per il miglioramento del benessere
psico-fisico dei cittadini nonche’ per la diffusione ed il corretto esercizio delle
attivita’ sportive.
5. Le funzioni di cui alla lettera g) ed h) del comma 1, sono realizzate in sede di
attuazione del Piano sanitario regionale, attraverso l'emanazione di apposite
direttive, utilizzando allo scopo le strutture del Servizio sanitario regionale.

Art. 3
Funzioni delle Province e dei Comuni
1. Province e Comuni partecipano alla definizione dei programmi regionali in
materia di sport per il tramite della Conferenza Regione-Autonomie Locali.
2. La Conferenza Regione-Autonomie Locali designa i membri rappresentanti in
seno alla Consulta di cui all'art. 6.
3. Province e Comuni concorrono all'attuazione delle finalita’ della presente
legge, collaborando con la Regione per l'esercizio delle funzioni di cui all'art. 2
comma 1 lett. b), d) ed e) ed all'art. 4.
4. In particolare le Province esercitano, per il proprio ambito territoriale, funzioni
di:
a) programmazione e coordinamento istituzionale ed associativo, potendo a tal
fine istituire sedi di confronto tra i Comuni e le Organizzazioni sportive;
b) predisposizione, sulla base delle proposte degli enti locali, delle associazioni e
dei soggetti pubblici e privati, dei programmi provinciali per l'impiantistica
sportiva.
5. In particolare i Comuni:
a) svolgono funzioni amministrative e promozionali anche attraverso le forme
coordinate previste dagli artt. 20 e 21 della L.R. 21 aprile 1999 n. 3;
b) elaborano i progetti riguardanti l'impiantistica sportiva.

Art. 4
Monitoraggio e ricerca
1. La Regione esercita le funzioni di << Osservatorio del sistema sportivo
regionale >> , in attuazione della lettera a) del comma 1 dell'art. 2, mediante la
raccolta di informazioni e dati, anche in collaborazione con gli enti locali, il
CONI, gli enti di promozione sportiva ed altri enti pubblici e privati, al fine di
perseguire una puntuale conoscenza della domanda e dell'offerta di sport ed una
costante informazione agli enti ed agli operatori del settore.
2. Per l'attuazione del comma 1 la Regione promuove altresi’, studi, ricerche ed
attivita’ di divulgazione.
3. I soggetti destinatari di finanziamenti ai sensi della presente legge sono tenuti a
fornire dati e informazioni per lo svolgimento delle attivita’ di osservatorio. La
Regione e’ autorizzata a trattare, anche attraverso l'ausilio di strumenti elettronici,
i dati raccolti, nonche’ a comunicarli e diffonderli, anche in forma aggregata.
Art. 5
Formazione
1. La Regione, sentite le federazioni sportive e gli enti interessati, in conformita’
ai principi della legislazione statale ed ai sensi della L.R. 24 luglio 1979, n. 19,
individua profili professionali nei diversi settori dello sport, per i quali definisce
progetti tipo ed i relativi standard, da intendersi come caratteristiche e requisiti
minimi dei percorsi formativi.
2. La Regione favorisce altresi’, nell'ambito delle attivita’ di formazione continua,
iniziative finalizzate ad elevare il livello professionale o riqualificare gli operatori
in servizio.

Art. 6
Consulta regionale dello sport
1. La Regione costituisce la Consulta regionale dello sport con funzione
consultiva per le attivita’ della Giunta regionale oggetto della presente legge, con
particolare riferimento a quelle di programmazione, tutela dei cittadini,
monitoraggio e ricerca.
2. La Consulta si avvale delle risultanze delle attivita’ dell'Osservatorio di cui
all'art. 4.
3. La composizione della Consulta deve prevedere la presenza dei rappresentanti
degli enti locali, delle istituzioni scolastiche ed universitarie, delle associazioni
professionali, degli enti di promozione sportiva, del CONI regionale, delle
organizzazioni sportive private.
4. La definizione della composizione e le modalita’ di funzionamento della
Consulta sono stabilite dalla Giunta regionale. La partecipazione alla Consulta e’
senza oneri per la Regione.

                                      CAPO II
                 INTERVENTI PER L'IMPIANTISTICA
Art. 7
Programma regionale per l'impiantistica e gli spazi sportivi
1. Per la realizzazione degli interventi previsti al comma 3 dell'art. 2 il Consiglio
regionale, su proposta della Giunta, approva il programma triennale per
l'impiantistica sportiva e per gli impianti e gli spazi destinati alle attivita’ motorio
sportive.
2. Il programma triennale, elaborato sulla base delle proposte degli Enti locali
sentita la Consulta Regionale dello Sport, prima della sua approvazione sara’
sottoposto all'apposito parere della Conferenza Regione-Autonomie locali.

Art. 8
Contributi regionali
1. I contributi regionali di cui al presente titolo sono concessi ad enti locali,
associazioni iscritte nell'albo regionale o negli albi provinciali di cui alla L.R.
10/95, e privati, in conto capitale o in conto interesse attualizzato, con
abbattimento non superiore all'80% del tasso praticato dall'istituto bancario.
2. La Regione assegna i contributi sulla base di apposite graduatorie, in
considerazione delle priorita’ espresse dalle Province.

Art. 9
Dichiarazione di pubblica utilita’
1. Gli impianti sportivi ammissibili a contributo ed inseriti nelle graduatorie di cui
al comma 2 dell'art. 8, ancorche’ non finanziati, sono considerati opere destinate a
servizi di interesse generale.
2. L'inserimento in graduatoria ai sensi del comma 1 equivale, ad ogni effetto di
legge, alla dichiarazione di pubblica utilita’, indifferibilita’ ed urgenza, di cui alla
legge 22 ottobre 1971, n. 865, concernente << Norme sulla espropriazione per
pubblica utilita’ >> e successive modificazioni. Tale effetto dichiarativo cessa di
avere efficacia se le opere non hanno avuto inizio entro tre anni.

Art. 10
Tutela dei praticanti
1. Le strutture sportive aperte al pubblico per l'esercizio di attivita’ motorie
finalizzate a contribuire ad un corretto sviluppo, mantenimento o recupero psico-
fisico della persona utilizzano la presenza costante di almeno un istruttore di
educazione fisica in possesso del diploma universitario dell'Istituto Superiore di
Educazione Fisica (ISEF), di cui alla legge 7 febbraio 1958, n. 88 o di Laurea in
Scienze Motorie di cui al D.Lgs. 8 maggio 1998, n. 178. A uno di detti istruttori e’
assegnata la responsabilita’ dell'applicazione dei programmi attuati nella struttura.
2. I soggetti esercenti le strutture di cui al comma 1, a titolo gratuito od oneroso,
indicano in ogni forma di comunicazione pubblica lo standard regionale adottato
fra quelli individuati dalla Giunta regionale in applicazione della lettera f) del
comma 1 dell'art. 2.
3. Ai fini dell'accertamento della rispondenza ai requisiti di cui ai commi
precedenti, gli esercenti le attivita’ di cui al comma 1 sono tenuti a rendere al
Comune, prima dell'inizio dell'esercizio dell'attivita’, apposita denuncia di
attivita’, ai sensi dell'art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonche’
dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’, ai sensi dell'art. 4 della legge 4
gennaio 1968, n. 15 con cui e’ attestato:
a) l'acquisizione da parte dell'esercente di almeno un istruttore in possesso di uno
dei titoli di cui al comma 1 e la conoscenza dell'obbligo previsto dal medesimo
comma come condizione per l'esercizio dell'attivita’;
b) lo standard adottato ai sensi del comma 2.
4. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del comma 1 del presente articolo:
a) le attivita’ per l'educazione fisica previste dai programmi scolastici del
competente Ministero;
b) le attivita’ motorie disciplinate da norme approvate dalle Federazioni sportive
nazionali e dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.

                                      CAPO III
     INTERVENTI PER L'ASSOCIAZIONISMO SPORTIVO E
                      RICREATIVO
Art. 11
Interventi a favore dell'associazionismo sportivo e ricreativo
1. La Regione, in concorso con le Province ed i Comuni, nell'ambito della propria
programmazione, a sostegno delle attivita’ organizzative e di coordinamento delle
associazioni regionali sportive e ricreative iscritte nell'Albo regionale di cui alla
L.R. 10/95, concede contributi finalizzati a progetti di promozione, diffusione e
organizzazione dell'associazionismo sportivo e ricreativo.
2. La Giunta regionale prevede i criteri e le tipologie di intervento, il livello
massimo dei contributi regionali, i requisiti dei soggetti realizzatori e le modalita’
di attuazione.

                                     CAPO IV
               DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
Art. 12
Norme transitorie e di prima applicazione
1. Ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e
fino alla loro conclusione, continuano ad applicarsi le disposizioni delle leggi
regionali previgenti, ancorche’ abrogate.
2. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge gli esercenti le attivita’
di cui al comma 1 dell'art. 10 si adeguano a quanto ivi previsto e sono tenuti a
rendere al Comune apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’, ai sensi
dell'art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, con la quale attestano di aver
acquisito la disponibilita’ di almeno un istruttore in possesso del diploma di cui al
comma 1 dell'art. 10 e che lo impiegano secondo quanto detta disposizione
prevede.
3. In sede di prima applicazione della presente legge e fino all'entrata in vigore
degli standard regionali di cui al comma 2 dell'art. 10, coloro che iniziano
l'esercizio delle attivita’ di cui al comma 1 di detto articolo sono tenuti alla sola
dichiarazione prevista dalla lettera a) del comma 3 del medesimo.
4. Entro tre mesi dall'entrata in vigore degli standard regionali di cui al comma 2
dell'art. 10 coloro che esercitano le attivita’ di cui al comma 1 di detto articolo
sono tenuti a rendere la dichiarazione prevista dalla lettera b) del comma 3 del
medesimo.
5. Le disposizioni degli articoli 2 comma 4 ed 8 comma 1, nella parte in cui
prevedono l'iscrizione agli albi provinciali di cui alla L.R. n. 10/1995 come
requisito indispensabile per l'accesso a benefici e convenzioni, divengono operanti
a far tempo dall'entrata in vigore di una nuova disciplina organica regionale per la
valorizzazione dell'associazionismo, anche emanata in attuazione della legge
nazionale sull'associazionismo sociale.
Art. 13
Sanzioni
1. Le associazioni sportive, gli organizzatori di manifestazioni o i titolari di
impianti che siano riconosciuti responsabili di aver indotto o consentito
l'assunzione di sostanze alteranti le normali funzioni fisiologiche con le modalita’
stabilite dalle disposizioni in materia di controllo anti-doping, sono soggetti alla
revoca dei contributi eventualmente concessi e non possono accedere ai benefici
previsti dalla presente legge.

Art. 14
Norme finanziarie
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si fa fronte mediante
l'istituzione di appositi capitoli nella parte spesa del bilancio regionale che
verranno dotati della necessaria disponibilita’, a norma di quanto disposto dall'art.
11 della L.R. 6 luglio 1977, n. 31, in sede di approvazione della legge annuale di
bilancio.

Art. 15
Abrogazioni e modificazioni di norme
1. La L.R. 25 agosto 1986, n. 30 e’ abrogata.
2. La locuzione << dirigente regionale >> e’ sostituita dalla parola << esperto >>
nella lettera a) del comma 3 dell'art. 5 della L.R. 9 dicembre 1993, n. 42.
3. Le parole << il dirigente regionale >> sono sostituite con le parole << l'esperto
>> nelle seguenti disposizioni dell'art. 5 della L.R. 9 dicembre 1993, n. 42:
a) lettera a) del comma 6;
b) lettera a) del comma 7.
4. Nel comma 8 dell'art. 5 della L.R. 9 dicembre 1993, n. 42 la locuzione <<
funzionario dell'Assessorato regionale >> e’ sostituita dalle parole << dipendente
regionale in servizio presso l'Assessorato >> .
5. Nella lettera a) del comma 2 dell'art. 6 della L.R. 1 febbraio 1994, n. 3 sono
abrogate le parole << dirigente regionale >> .
6. Nella lettera a) del comma 4 dell'art. 6 della L.R. 1 febbraio 1994, n. 3 le parole
<< il dirigente regionale >> sono sostituite dalle parole << l'esperto >> .
7. La locuzione << funzionario >> e’ sostituita dalla parola << dipendente >> al
comma 5 dell'art. 6 della L.R. 1 febbraio 1994, n. 3.
Formula Finale:
La presente legge regionale sara’ pubblicata nel Bollettino Ufficiale della
Regione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della
Regione Emilia-Romagna.
Bologna, 25 febbraio 2000 VASCO ERRANI
           FRIULI VENEZIA GIULIA
LEGGE REGIONALE 18/08/1980, N.
           043
  Interventi regionali per lo sviluppo delle attivita'
                 ricreative e sportive
CAPO I Disposizioni generali
da Art. 1 ad Art. 4 bis

CAPO II Provvidenze per la costruzione, l' ampliamento, il miglioramento e
la acquisizione di impianti sportivi.
da Art. 5 ad Art. 13

CAPO III Contributi per il potenziamento delle attrezzature sportive e
ricreative
da Art. 14 ad Art. 17

CAPO IV Sovvenzioni e sussidi a favore di enti, istituzioni, associazioni,
gruppi sportivi e ricreativi aziendali, comitati nonche' organizzazioni del
tempo libero regionalmente strutturate
da Art. 18 ad Art. 19

CAPO V Disposizioni transitorie e finali
da Art. 20 ad Art. 22

CAPO VI Disposizioni finanziarie
da Art. 23 ad Art. 27
Note:
1. Articolo 4 bis aggiunto da art. 2, primo comma, L.R. 62/1982

CAPO I Disposizioni generali
Art. 1
La Regione Friuli - Venezia Giulia riconosce la funzione sociale dello sport e
della ricreazione e promuove le iniziative atte a garantire l' accesso di tutti i
cittadini al servizio sportivo e ricreativo.
Al fine di coordinare, in un quadro di programmazione, gli interventi regionali nel
settore, la Giunta regionale, su proposta del suo Presidente o dell' Assessore
delegato, sentita la Commissione consiliare competente e la Commissione
regionale per lo sport:
a) approva un programma pluriennale di intervento per la realizzazione di impianti
sportivi nel territorio della Regione Friuli - Venezia Giulia;
b) determina le tipologie edilizie e tecniche improntate a criteri di funzionalita' ed
economicita' per le diverse categorie di impianti sportivi, da mettere a
disposizione dei soggetti interessati agli interventi di cui alla precedente lettera a).

Art. 2
Presso il Servizio regionale delle attivita' ricreative e sportive sono istituite la
Commissione regionale per lo sport e la Commissione regionale per le attivita'
ricreative, organi tecnico - consultivi della Regione per i problemi connessi agli
interventi nel settore.
Le Commissioni consultive e suindicate sono costituite con decreto del Presidente
della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta stessa.
La Commissione regionale per lo sport e' composta:
a) dall' Assessore delegato alle attivita' ricreative e sportive, in veste di Presidente;
b) dal delegato regionale del CONI;
c) dai delegati provinciali del CONI;
d) dai Presidenti delle Amministrazioni provinciali o loro delegati;
e) da un rappresentante per ciascuno degli enti di promozione sportiva
maggiormente rappresentativi, compresi quelli operanti in seno alla minoranza di
lingua slovena.
La Commissione regionale per le attivita' ricreative e' composta:
a) dall' Assessore delegato alle attivita' ricreative e sportive, in veste di Presidente;
b) dai rappresentanti di organizzazioni del tempo libero aventi struttura regionale
nonche' dei rappresentanti delle piu' significative organizzazioni ricreative
operanti in seno alla minoranza slovena;
c) dagli amministratori delegati dai Presidenti delle Amministrazioni provinciali;
d) da un esperto appartenente ad una organizzazione ricreativa della minoranza di
lingua slovena.
Svolge le funzioni di segretario delle Commissioni un funzionario addetto al
Servizio delle attivita' ricreative e sportive.

Art. 3
La Commissione per lo sport:
- concorre ad assicurare le condizioni che rendano possibile a tutti i cittadini la
pratica dello sport in ogni sua espressione;
- esprime pareri e promuove iniziative al fine di realizzare le migliori condizioni
per l' esercizio della educazione fisica e degli sports per il benessere, l' efficienza
mentale e la salute dell' uomo di ogni eta';
- collabora alla formazione di una programmazione di interventi nel settore
fornendo indicazioni e pareri che tengano conto delle diverse realta' locali.

Art. 4
La Commissione per le attivita' ricreative, come organo tecnico - consultivo della
Regione, per gli interventi nel settore:
- promuove iniziative a livello regionale;
- coordina, a tutti i livelli, l' attivita' nell' ambito regionale;
- favorisce lo sviluppo ed il consolidamento dell' associazionismo nel rispetto del
pluralismo di ispirazioni che lo determinano;
- costituisce, nel proprio seno, e con la consulenza di esperti, gruppi di lavoro,
suddivisi per settore che, mediante studi e ricerche, elaborino un piano
programmatico di sviluppo e potenziamento delle attivita' del tempo libero nella
Regione.

Art. 4 bis
Le riunioni delle commissioni consultive per lo sport e per le attivita' ricreative
sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti in carica in prima
convocazione e con la presenza di un terzo di essi in seconda convocazione.
Note:
1. Articolo aggiunto da art. 2, primo comma, L.R. 62/1982

CAPO II Provvidenze per la costruzione, l' ampliamento, il miglioramento e
la acquisizione di impianti sportivi.
Art. 5
1. Nell' ambito del programma d' interventi di cui all' articolo 1, secondo comma,
l' Amministrazione regionale e' autorizzata a concedere a favore di province,
comuni, consorzi o associazioni fra enti locali, societa' dagli stessi partecipate
nonche' a societa' sportive, istituzioni, associazioni sportive e gruppi sportivi
aziendali seppure privi di personalita' giuridica, regolarmente costituiti, per la
costruzione, l' ampliamento ed il miglioramento di impianti sportivi o di impianti
atti allo svolgimento di attivita' propedeutiche e funzionali alla pratica di
discipline sportive ivi comprese le opere accessorie, nonche' per l' acquisizione in
proprieta' di impianti inutilizzati ovvero distratti dalla loro destinazione rdinaria:
a) contributi annui costanti sino ad un massimo di anni 10 sulla spesa riconosciuta
ammissibile da corrispondersi in misura del 7% del capitale mutuato;
b) contributi in conto capitale, in misura non superiore all'80% della spesa
riconosciuta ammissibile.
2. In caso di cumulo dei contributi, il contributo di annualita' costanti puo' essere
concesso limitatamente al capitale che si intende mutuare per coprire la differenza
tra la spesa riconosciuta ammissibile e l' ammontare del contributo in conto
capitale.
3. L'Amministrazione regionale e' altresi' autorizzata a concedere, a favore dei
soggetti indicati nel comma 1, contributi in conto capitale, in misura non superiore
all'80% della spesa riconosciuta ammissibile, per la esecuzione di opere di
ripristino o di ricostruzione di impianti sportivi danneggiati o distrutti a causa di
fatti non imputabili al beneficiario del contributo.
3 bis. L'Amministrazione regionale e' inoltre autorizzata a concedere, a favore dei
soggetti indicati nel comma 1, contributi in conto capitale, in misura non superiore
all'80 per cento della spesa riconosciuta ammissibile, per l'acquisto di attrezzature
sportive fisse e mobili di elevato valore d’acquisto, di importo non inferiore a lire
1 milione, IVA esclusa. Le domande di concessione di detti contributi devono
pervenire al Servizio regionale delle attivita' ricreative e sportive entro il mese di
marzo e devono essere corredate dal preventivo di spesa, sottoscritta dal legale
rappresentante del soggetto richiedente.
4. Ai fini della concessione del contributo ai soggetti di cui al comma 1, a
dimostrazione della disponibilita' finanziaria necessaria alla realizzazione dell'
opera per la parte non coperta da contributo regionale, e' sufficiente la
dichiarazione in tal senso resa dal beneficiario o dal suo legale rappresentante.
Note:
1. Sostituite parole al primo comma da art. 1, primo comma, L.R. 43/1982 con
effetto dalla data di entrata in vigore della L.R. 43/80.
2. Interpretato il terzo comma da art. 1, primo comma, L.R. 62/1982
3. Sostituite parole al primo comma da art. 1, primo comma, L.R. 60/1983
4. Abrogate parole al primo comma da art. 26, primo comma, L.R. 25/1985
5. Aggiunti dopo il terzo comma due commi da art. 26, secondo comma, L.R.
25/1985
6. Articolo sostituito da art. 1, comma 1, L.R. 23/1993
7. Aggiunte parole al comma 1 da art. 58, comma 1, L.R. 9/1999
8. Aggiunto il comma 3 bis da art. 5, comma 29, L.R. 18/2000
9. Abrogate parole al comma 3 bis da art. 6, comma 76, L.R. 4/2001
10. Sostituite parole al comma 3 bis da art. 6, comma 76, L.R. 4/2001

Art. 6
Nella spesa ammissibile per la costruzione, l' ampliamento ed il miglioramento di
impianti sportivi sono compresi:
a) il costo dell' opera;
b) la quota per spese generali e di collaudo, non superiore al 7% del costo dell'
opera;
c) il prezzo dell' acquisto dell' area necessaria, entro il limite del 40% dei costi di
cui sopra.
Ai fini della determinazione delle spesa predetta, il costo dell' opera potra' essere
stabilito anche con riferimento alle tipologie edilizie e tecniche, determinate ai
sensi del precedente articolo 1 secondo comma, lettera b).
Note:
1. Sostituite parole al primo comma da art. 26, terzo comma, L.R. 25/1985

Art. 7
Nella spesa ammissibile per l' acquisizione in proprieta' di impianti sportivi
inutilizzati o distratti dalla loro destinazione originaria possono essere compresi -
previo accertamento di congruita' da parte dell' ufficio tecnico consultivo della
direzione regionale dei lavori pubblici - oltre al prezzo di acquisto degli immobili
e delle pertinenze:
a) il prezzo delle attrezzature fisse e mobili;
b) il prezzo degli arredi.

Art. 8
1. Le domande di concessione dei contributi di cui al presente Capo II - corredate
da una relazione sull' attivita', costo e caratteristiche tecniche dell' iniziativa e dal
progetto di massima, ovvero, per la concessione dei contributi di cui al comma 3
dell' articolo 5, dal progetto esecutivo delle opere, nonche' nel caso di richiesta di
contributo annuo costante, dalla deliberazione esecutiva con la quale l' Ente
interessato decide di far ricorso all' operazione di un mutuo - devono pervenire al
Servizio regionale delle attivita' ricreative e sportive entro il mese di gennaio.
2. Le societa' sportive, le istituzioni, le associazioni e i gruppi sportivi aziendali,
che intendano concorrere ai contributi di cui all' articolo 5, inoltrano le relative
istanze tramite le Amministrazioni comunali interessate che esprimono sulle
stesse parere motivato.
3. E' altresi' consentita la presentazione, non oltre l'anno dell'avvenuto collaudo, di
domande per la concessione di contributi integrativi per maggiori oneri
conseguenti all' eventuale revisione dei prezzi contrattuali limitatamente alla
differenza tra la spesa sostenuta e quella ammessa a contributo.
4. Il termine di cui al comma 1 non si estende alle domande di concessione dei
contributi per opere di cui al comma 3 dell' articolo 5.
Note:
1. Interpretato il secondo comma da art. 1, primo comma, L.R. 62/1982
2. Aggiunte parole al primo comma da art. 26, quarto comma, L.R. 25/1985
3. Aggiunto dopo il terzo comma un comma da art. 26, quinto comma, L.R.
25/1985
4. Articolo sostituito da art. 2, comma 1, L.R. 23/1993

Art. 9
1. Nel quadro del programma degli interventi, di cui all' articolo 1, secondo
comma, lettera a), la Giunta regionale, in base alle domande pervenute, su
proposta del Presidente della Giunta stessa o dell' Assessore delegato, sentita la
Commissione consultiva per lo sport, approva il piano annuale di ripartizione dei
fondi disponibili.
2. La Giunta regionale provvede annualmente a depositare presso la Presidenza
del Consiglio regionale l' elenco - con indicazione delle somme relative - dei
soggetti che hanno beneficiato delle provvidenze previste dal presente Capo.
3. Il parere della Commissione consultiva per lo sport non viene richiesto per gli
interventi relativi alle domande di concessione dei contributi di cui al comma 3
dell' articolo 5.
Note:
1. Aggiunto dopo il secondo comma un comma da art. 26, sesto comma, L.R.
25/1985
2. Articolo sostituito da art. 3, comma 1, L.R. 23/1993

Art. 10
La concessione ha luogo:
a) per i contributi annui costanti:
1. in via provvisoria, sulla base dei progetti esecutivi e - qualora si tratti di
acquisizione in proprieta' di impianti sportivi - di elaborati tecnici, da cui risultino
l' ubicazione e lo stato di consistenza di agibilita' dell' immobile;
2. in via definitiva, a seguito dell' acquisizione di copia autentica del contratto di
mutuo con relativo piano di ammortamento;
b) per i contributi in conto capitale:
- in via definitiva, sulla base dei documenti di cui al precedente n. 1), nonche',
qualora si tratti di acquisizione in proprieta' di impianti sportivi, di copia autentica
del relativo contratto di compravendita;
c) per i contributi integrativi, di cui all' articolo 8, ultimo comma, una volta
divenuta definitiva l' approvazione del compenso revisionale ed anche al di fuori
del piano annuale di ripartizione dei fondi di cui al precedente articolo 9.
La concessione dei contributi per l' esecuzione della spesa di ripristino o di
ricostruzione di cui al comma 3 dell' articolo 5 ha luogo anche per i lavori gia' in
tutto o in parte eseguiti.
I documenti richiesti per la concessione dei benefici suindicati devono essere
muniti dei prescritti pareri tecnici, ivi compreso il parere del competente organo
tecnico del CONI, e pervenire al servizio regionale delle attivita' ricreative e
sportive entro il termine perentorio che a tale fine verra' fissato.
Note:
1. Abrogato il primo comma da art. 1, primo comma, L.R. 57/1980
2. Aggiunto dopo il primo comma un comma da art. 26, ottavo comma, L.R.
25/1985
3. Sostituito il secondo comma da art. 4, comma 1, L.R. 23/1993
Art. 11
1. All' erogazione si provvede:
a) per i contributi annui costanti, direttamente a favore del beneficiario o per il
tramite dell' Istituto mutuante, con le modalita' stabilite nel provvedimento di
concessione, l'Amministrazione regionale riconosce agli enti pubblici la facolta' di
cedere detti contributi annui costanti all'Istituto per il Credito Sportivo;
b) per i contributi in conto capitale, in base agli stati di avanzamento dei lavori,
allo stato finale ed al certificato di collaudo regolarmente approvato;
c) per i contributi in conto capitale per l' acquisizione in proprieta' di impianti
sportivi, in un'unica soluzione, una volta adempiuta la formalita' di cui all' articolo
10.
2. L'erogazione dei contributi per l' esecuzione delle opere di ripristino o di
ricostruzione di cui al comma 3 dell' articolo 5 ha luogo anche per i lavori gia' in
tutto o in parte eseguiti.
3. A favore dei beneficiari dei contributi una tantum puo' essere disposta un'
anticipazione non superiore al 50% del contributo medesimo, da computarsi in
sede di liquidazione finale.
Note:
1. Sostituite parole al primo comma da art. 26, settimo comma, L.R. 25/1985
2. Aggiunto dopo il primo comma un comma da art. 26, nono comma, L.R.
25/1985
3. Abrogate parole al primo comma da art. 1, comma 1, L.R. 29/1991
4. Articolo sostituito da art. 5, comma 1, L.R. 23/1993
5. Aggiunte parole al comma 1 da art. 18, comma 2, L.R. 10/1997 con effetto, ex
articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.

Art. 12
L' utilizzazione degli impianti ammessi ai benefici di cui al presente Capo II
dovra' essere garantita a tutte le associazioni ricreative e sportive, nonche' ai
gruppi scolastici e aziendali operanti nell' ambito del territorio comunale ove gli
impianti hanno sede ovvero nella maggior zona di influenza degli stessi.
A tal fine i Comuni o le Associazioni di Comuni adotteranno apposito
regolamento cui si atterranno gli Enti beneficiari dei contributi regionali.
E' fatto divieto, senza autorizzazione del Sindaco del Comune in cui e' ubicato l'
impianto, di alienare, dare in locazione o utilizzare per finalita' diverse da quelle
sportive e ricreative, gli impianti ammessi a contributo.
La violazione delle disposizioni del presente articolo comporta la revoca dei
benefici concessi, con conseguente obbligo di rimborso delle somme erogate.
Note:
1. Sostituito il terzo comma da art. 6, comma 1, L.R. 23/1993

Art. 13
L' Amministrazione regionale e' autorizzata a prestare garanzia fidejussoria per i
mutui da contrarre da parte di Province, Comuni, Consorzi o Associazioni fra enti
locali per il perseguimento delle finalita' enunciate al precedente articolo 5, anche
indipendentemente dalla concessione dei contributi ivi previsti, purche' gli enti
interessati dimostrino di non disporre di adeguati cespiti delegabili.
A tal fine, nonche' per agevolare l' accesso al credito, l' Amministrazione
regionale e' autorizzata a stipulare apposite convenzioni con gli Istituti di credito
e, in particolare, con l' Istituto per il credito sportivo.
La domanda per la concessione della garanzia fidejussoria dovra' pervenire al
Servizio regionale delle attivita' ricreative e sportive, corredata dalla deliberazione
esecutiva con cui l' Ente dispone l' assunzione del mutuo e da' dimostrazione della
situazione dei cespiti delegabili, nonche' dell' adesione dell' Istituto mutuante.
La garanzia e' disposta dalla Giunta regionale, su proposta dell' Assessore
delegato alle attivita' ricreative e sportive, di concerto con l' Assessore alle
finanze.

CAPO III Contributi per il potenziamento delle attrezzature sportive e
ricreative
Art. 14
L' Amministrazione regionale e' autorizzata a concedere, a favore degli Enti ed
Associazioni indicati al precedente articolo 5, nonche' ad Associazioni a carattere
ricreativo seppur prive di personalita' giuridica ma regolarmente costituite,
contributi una volta tanto, in misura non superiore all' 80% della spesa ritenuta
ammissibile:
a) per l' acquisto, il miglioramento ed il completamento di attrezzature sportive
fisse e mobili;
b) per l' acquisto, il miglioramento ed il completamento di attrezzature ricreative
fisse e mobili.
Nella spesa ammissibile a contributo viene compreso l' onere che il beneficiario si
assume, a titolo di rivalsa, in dipendenza dell' applicazione dell' imposta sul valore
aggiunto.
Note:
1. Interpretato il primo comma da art. 1, primo comma, L.R. 62/1982
2. Abrogato il secondo comma da art. 1, primo comma, L.R. 19/1986

Art. 15
Fermo restando quanto disposto dall' articolo precedente, l' Amministrazione
regionale e' altresi' autorizzata a concedere ai Comuni contributi una volta tanto
per l' acquisto di attrezzature necessarie all' attuazione dell' educazione fisica nelle
scuole elementari.
Tali attrezzature resteranno di proprieta' comunale ma costituiranno dotazione dei
singoli plessi scolastici.
Art. 16
Le domande di concessione dei contributi di cui al presente Capo - corredate da
una relazione illustrativa delle caratteristiche delle attrezzature e della
destinazione che alle stesse si intende dare, nonche' dal preventivo della spesa
occorrente - devono pervenire al servizio regionale delle attivita' ricreative e
sportive entro il termine stabilito al precedente articolo 8. Tale termine non si
applica alle domande per l' acquisto di attrezzature sportive fisse e mobili
danneggiate o distrutte a causa di fatti non imputabili al beneficiario del
contributo.
Per il conseguimento dei contributi di cui al precedente articolo 15 i Comuni
presenteranno le relative istanze di concerto con le direzioni didattiche e con le
giunte dei consigli di circolo interessati.
Alla ripartizione annuale dei fondi disponibili - sentita la competente
Commissione Consultiva - provvede la Giunta regionale, in base alle domande
pervenute, su proposta del Presidente o dell' Assessore delegato.
La Giunta regionale provvede annualmente a depositare presso la Presidenza del
Consiglio regionale l' elenco - con l' indicazione delle some relative - degli Enti ed
Associazioni che hanno beneficiato delle provvidenze previste dal presente Capo.
Il parere della Commissione consultiva per lo sport di cui al precedente terzo
comma non viene richiesto per gli interventi relativi alle domande per l' acquisto
di attrezzature sportive fisse o mobili danneggiate o distrutte a causa di fatti non
imputabili al beneficiario del contributo.
Note:
1. Aggiunte parole al primo comma da art. 26, decimo comma, L.R. 25/1985
2. Aggiunto dopo il quarto comma un comma da art. 26, undicesimo comma, L.R.
25/1985

Art. 17
Alla concessione ed erogazione dei contributi si provvede sulla base di fatture
regolarmente quietanzate.

CAPO IV Sovvenzioni e sussidi a favore di enti, istituzioni, associazioni,
gruppi sportivi e ricreativi aziendali, comitati nonche' organizzazioni del
tempo libero regionalmente strutturate
Art. 18
L' Amministrazione regionale e' autorizzata a concedere sovvenzioni e sussidi a
favore dei Comuni, enti, istituzioni, associazioni non riconosciute, gruppi sportivi
e ricreativi aziendali, comitati nonche' organizzazioni del tempo libero aventi
struttura regionale, ivi incluse quelle espresse dalla minoranza slovena, per lo
svolgimento di:
a) attivita' sportive, a carattere dilettantistico, anche mediante l' organizzazione di
manifestazioni o di convegni e corsi per la formazione e l' aggiornamento di
tecnici, dirigenti ed atleti;
b) attivita' ricreative, anche mediante l' organizzazione di spettacoli bandistici,
corali, folcloristici o di altre analoghe manifestazioni.
Sono ammesse ai benefici suindicati anche le spese inerenti al normale esercizio
dell' attivita' sociale, all' acquisto di equipaggiamento e di altro materiale
ricreativo e sportivo.

Art. 19
Le domande di concessione delle sovvenzioni e sussidi - corredate da una
relazione illustrativa dei programmi che s' intendono attuare, del costo degli stessi
e da ogni altra notizia utile ai fini della determinazione dell' intervento regionale -
devono pervenire al servizio regionale competente nel termine stabilito all'
articolo 8.
Alla ripartizione annuale dei fondi disponibili - sentita la competente
Commissione consultiva - si provvede ai sensi dell' articolo 16. In tale sede la
Giunta regionale e' autorizzata a destinare una quota dei fondi per lo svolgimento
di manifestazioni sportive o ricreative d' interesse nazionale o internazionale che
non sia stato possibile programmare nel termine suindicato.
I beneficiari dei contributi di cui al presente Capo sono tenuti a fornire, entro e
non oltre il mese di febbraio dell' anno successivo a quello di erogazione, la
dimostrazione del loro impiego con la presentazione di apposito bilancio
consuntivo dal quale risulti la specifica destinazione indicata nel provvedimento
di concessione.
Nel caso in cui il beneficiario sia un Ente pubblico, il bilancio consuntivo puo'
essere sostituito da una dichiarazione del legale rappresentante dell' Ente.
La mancata presentazione di quanto richiesto nei due precedenti commi del
presente articolo comporta la revoca della sovvenzione concessa e, ove questa sia
stata erogata, la restituzione della medesima.
La Giunta regionale provvede annualmente a depositare presso la Presidenza del
Consiglio regionale l' elenco - con l' indicazione delle somme relative - degli Enti
ed Associazioni che hanno beneficiato delle provvidenze previste dal presente
Capo.


Note:
1. Aggiunto dopo il quinto comma un comma da art. 2, primo comma, L.R.
27/1981
2. Sostituito il terzo comma da art. 7, comma 1, L.R. 23/1993
3. Abrogato il quarto comma da art. 7, comma 1, L.R. 23/1993
4. Sostituito il terzo comma con due commi da art. 2, comma 1, L.R. 46/1993

CAPO V Disposizioni transitorie e finali
Art. 20
( ABROGATO )


Note:
1. Articolo abrogato implicitamente da art. 33, comma 1, L.R. 3/2001 . Le
disposizioni abrogate continuano ad applicarsi ai rapporti sorti in base ad esse nel
periodo della loro vigenza e per la conclusione dei relativi procedimenti di entrata
e di spesa, cosi' come previsto dall' art. 35 della medesima L.R. 3/2001.

Art. 21
( ABROGATO )
Note: 1. Articolo abrogato implicitamente da art. 33, comma 1, L.R. 3/2001 . Le
disposizioni abrogate continuano ad applicarsi ai rapporti sorti in base ad esse nel
periodo della loro vigenza e per la conclusione dei relativi procedimenti di entrata
e di spesa, cosi' come previsto dall' art. 35 della medesima L.R. 3/2001.

Art. 22
Fino all' approvazione del programma pluriennale di intervento di cui all' articolo
1, lett. a), e della determinazione delle tipologie di cui all' articolo 1, lettera b), la
ripartizione dei fondi per l' assegnazione dei contributi previsti al Capo II della
presente legge viene effettuata nel rispetto della politica generale di
programmazione degli interventi regionali nel settore sportivo.

CAPO VI Disposizioni finanziarie
Art. 23
Per la concessione dei contributi annui previsti dall' articolo 5 della presente legge
e' autorizzato, nell' esercizio finanziario 1980, il limite di impegno di lire 350
milioni.
Le annualita' relative saranno iscritte nello stato di previsione della spesa del
bilancio regionale in misura di lire 350 milioni per ciascuno degli esercizi
finanziari dal 1980 al 1999.
L' onere di lire 1.050 milioni, corrispondente alle annualita' autorizzate per gli
esercizi dal 1980 al 1982, di cui lire 350 milioni relative all' annualita' autorizzata
per l' esercizio 1980, fa carico al capitolo 6006 dello stato di previsione della
spesa del piano finanziario per gli esercizi 1980-1982, e del bilancio per l'
esercizio finanziario 1980, il cui stanziamento viene conseguentemente elevato di
lire 1.050 milioni per il piano, di cui lire 350 milioni per l' esercizio 1980.
Al predetto onere di lire 1.050 milioni si provvede, per lire 850 milioni, di cui lire
350 milioni per l' esercizio 1980, mediante prelevamento di pari importo dall'
apposito fondo globale iscritto al capitolo 7000 del precitato stato di previsione
(Rubrica n. 2 - Ricreazione e Sport - Partita n. 1 - dell' elenco n. 5 allegato al
piano ed al bilancio medesimi) e, per le restanti lire 200 milioni, mediante storno
di pari importo dal capitolo 1953 - << Fondo di riserva per le spese obbligatorie e
d' ordine >> - dello stato di previsione della spesa del piano finanziario per gli
esercizi 1980-1982.
Gli oneri relativi alle annualita' autorizzate per gli esercizi dal 1983 al 1999
faranno carico ai corrispondenti capitoli del bilancio per gli esercizi medesimi.

Art. 24
Per la concessione dei contributi in conto capitale previsti dall' articolo 5 e dall'
articolo 14, lettera a), della presente legge, e' autorizzata per gli esercizi dal 1980
al 1982 la spesa complessiva di lire 1.050 milioni, di cui lire 350 milioni per l'
esercizio 1980.
Il predetto onere di lire 1.050 milioni, di cui lire 350 milioni per l' esercizio 1980,
fa carico al capitolo 6007 dello stato di previsione della spesa del piano
finanziario per gli esercizi 1980-1982 e del bilancio per l' esercizio finanziario
1980, il cui stanziamento viene conseguentemente elevato di lire 1.050 milioni per
il piano, di cui lire 350 milioni per l' esercizio 1980.
Al predetto onere di lire 1.050 milioni si provvede, per lire 350 milioni relativi all'
esercizio 1980, mediante prelevamento di pari importo dall' apposito fondo
globale iscritto al capitolo 7000 del precitato stato di previsione (Rubrica n. 2 -
Ricreazione e Sport - Partita n. 1 - dell' elenco n. 5 allegato al piano ed al bilancio
medesimi) e, per le restanti lire 700 milioni, mediante storno di pari importo dal
capitolo 1953 - << Fondo di riserva per le spese obbligatorie e d' ordine >> dello
stato di previsione della spesa del piano finanziario per gli esercizi 1980-1982.

Art. 25
Gli eventuali oneri derivanti dalla concessione della garanzia di cui all' articolo 13
della presente legge faranno carico al capitolo 6901 dello stato di previsione della
spesa del piano finanziario per gli esercizi 1980-1982 e del bilancio per l'
esercizio finanziario 1980, il cui stanziamento presenta sufficiente disponibilita'.

Art. 26
Gli oneri previsti dall' articolo 14, lettera b), della presente legge, fanno carico al
capitolo 6008 dello stato di previsione della spesa del piano finanziario per gli
esercizi 1980-1982 e del bilancio per l' esercizio 1980, il cui stanziamento
presenta sufficiente disponibilita'.

Art. 27
Per le finalita' previste dall' articolo 18 della presente legge e' autorizzata, per l'
esercizio 1980, la spesa complessiva di lire 550 milioni, di cui lire 400 milioni per
gli interventi indicati alla lettera a) e lire 150 milioni per gli interventi indicati alla
lettera b).
La predetta spesa di lire 550 milioni fa carico, per lire 400 milioni, al capitolo 901
dello stato di previsione della spesa del piano finanziario per gli esercizi 1980-
1982 e del bilancio per l' esercizio finanziario 1980 e, per lire 150 milioni, al
capitolo 902 del precitato stato di previsione, i cui stanziamenti vengono
conseguentemente elevati di lire 400 milioni e, rispettivamente di lire 150 milioni
per l' esercizio 1980.
Al predetto onere di lire 550 milioni si provvede mediante prelevamento di pari
importo dall' apposito fondo globale iscritto al capitolo 7000 del piu' volte citato
stato di previsione (Rubrica n. 2 - Ricreazione e Sport - Partita n. 1 - dell' elenco
n. 5 allegato al piano ed al bilancio medesimi.
                                   LAZIO
  LEGGE REGIONALE N. 51 DEL 4-
            07-1979
     Norme per la promozione e la diffusione della
      pratica sportiva e per la realizzazione ed il
         miglioramento dei relativi impianti
                                       Titolo I
                             PRINCIPI GENERALI
Art. 1
Finalità della legge
La Regione Lazio interviene per lo sviluppo delle attività fisico - ricreative e
sportive dei cittadini, come mezzo di elevazione culturale e sociale e di tutela
dello stato di salute e delle condizioni psico - fisiche dell' individuo ed a tal fine
realizza piani per la promozione della pratica sportiva e per lo sviluppo di
adeguati servizi e strutture.

Art. 2
Obiettivi e priorità
La Regione, in conformità degli indirizzi della programmazione regionale e per la
realizzazione dei piani di intervento nel settore dello sport, interviene a sostegno
di iniziative tendenti a determinare:
a) l' estensione del numero dei cittadini che si dedicano alla pratica fisico -
ricreativa e sportiva;
b) lo sviluppo tra i cittadini di forme associative sociali e culturali a carattere
partecipativo con particolare riferimento per quelle che interessano i giovani, gli
strati meno abbienti e gli emarginati della collettività regionale;
c) l' equilibrato sviluppo nel territorio delle strutture per l' esercizio delle diverse
discipline sportive con particolare riferimento a quelle di base;
d) la valorizzazione della funzione dello sport quale strumento di medicina
preventiva e riabilitativa;
e) la formazione, la qualificazione, l' aggiornamento e l' impiego di operatori e
animatori sportivi;
f) il collegamento degli interventi con le strutture scolastiche e le altre
infrastrutture sociali in un quadro di riferimento distrettuale che tenda alla
integrazione dei servizi a tale livello;
g) la costruzione, l' acquisizione, il completamento, il recupero, il riattivamento, l'
ampliamento ed il miglioramento della funzionalità di impianti e di attrezzature
sportive di esercizio soprattutto a carattere polivalente.
Art. 3
Natura e destinatari degli interventi
Per le finalità di cui alla presente legge, la Regione concede contributi:
a) a comuni e loro consorzi o associazioni per programmi di costruzione,
acquisizione, completamento, recupero, riattivamento, ampliamento e
miglioramento delle funzionalità di impianti sportivi e per la manutenzione
straordinaria e l' acquisizione in uso mediante convenzione con terzi degli stessi;
b) a comuni e loro consorzi o associazioni nell' ambito dei programmi degli enti
locali, a società ed associazioni sportive che non svolgano attività
professionistiche o a carattere commerciale, per l' acquisto delle attrezzature di
base relative ad impianti o a percorsi e parchi attrezzati per la ricreazione fisica;
c) ai soggetti indicati nelle lettere precedenti, alle comunità montane, agli enti di
promozione sportiva ad ordinamento democratico riconosciuti dal CONI
(comitato olimpico nazionale italiano) ed alle consulte giovanili per la
promozione della pratica sportiva e di iniziative e manifestazioni di particolare
rilievo;
d) ai consorzi per i servizi sociali e sanitari, di cui alla legge regionale 12 gennaio
1976, n. 2, per l' acquisto di attrezzature specifiche di medicina sportiva.
I destinatari degli interventi di cui alla presente legge sono tenuti a fornire tutti i
dati di conoscenza la cui acquisizione si rendesse necessaria per lo sviluppo e la
realizzazione degli obiettivi di cui all' art. 2.

Art. 4
Iniziative attuate o promosse dalla Regione
Per i fini di cui agli articoli 1 e 2 la Regione attua o promuove:
a) il reperimento e la divulgazione delle informazioni sulla situazione esistente
necessarie alla redazione e all' attuazione dei piani regionali; b) ricerche e
sperimentazioni, con divulgazione dei relativi risultati;
c) la formazione, la qualificazione e l' aggiornamento di operatori e animatori
sportivi e di addetti alla manutenzione e gestione degli impianti e l' impiego di tale
personale anche nel quadro dei piani di intervento di cui alla legge n. 285 del 1º
giugno 1977 e successive modificazioni;
d) programmi di attività , iniziative e manifestazioni di particolare rilievo per la
promozione della pratica sportiva;
e) la verifica sulla corretta attuazione delle iniziative realizzate nell' ambito della
presente legge.
La Regione cura la realizzazione delle iniziative di cui al presente articolo,
direttamente o mediante apposite convenzioni con soggetti pubblici e privati
specializzati, operanti a livello regionale e interregionale.

                                       Titolo II
                         CRITERI DI INTERVENTO
Art. 5
Impianti sportivi
La misura dei contributi è stabilita, per gli interventi di cui all' art. 3, lettera a)
tenendo conto con priorità :
1) del loro collegamento funzionale con le scuole e gli istituti di istruzione e con
le strutture sociali e territoriali;
2) delle caratteristiche di progettazione che tendano al massimo di possibilità di
impiego e di economicità di gestione degli impianti, alla loro standardizzazione e
predisposizione allo sviluppo modulare;
3) della agevole fruibilità da parte degli utenti in relazione ai servizi terziari ed all'
inserimento in un sistema di verde libero ed attrezzato;
4) dell' adozione di soluzioni tecniche che consentano l' uso degli impianti ai
cittadini con ridotta capacità psico - motoria;
5) del carattere di polivalenza degli impianti e della loro integrazione con spazi -
gioco per bambini, servizi e strutture per attività socio - culturali e del tempo
libero;
6) del loro grado di compatibilità e complementarietà con l' offerta turistica e
ricettiva per impianti localizzati in zone a prevalente vocazione turistica.
La Regione tiene altresì conto con carattere di preferenza dei progetti che
prevedono il completamento, il recupero e il riattivamento di impianti esistenti e
di progetti a carattere intercomunale.
I progetti ammessi a contributo devono prevedere il superamento delle << barriere
architettoniche >> ai sensi dell' art. 27 della legge 30 marzo 1971, n. 118 e del
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384.

Art. 6
Attrezzature tecnico - sportive
La misura dei contributi per gli interventi di cui all'art. 3, lettere b) e d), è stabilita
tenendo conto con priorità :
1) del grado di polivalenza e della maggiore fruibilità ed economia di gestione
degli impianti che la installazione e destinazione delle attrezzature richieste
permette di realizzare;
2) del grado di corrispondenza delle attrezzature con la destinazione d' uso degli
impianti per le quali sono richieste;
3) della loro destinazione all' uso integrato per categorie con ridotta capacità psico
- motoria, agli anziani, ai bambini;
4) della loro compatibilità con i valori ambientali nel caso di destinazione a parchi
o percorsi attrezzati.

Art. 7
Programmi e iniziative di promozione
La misura dei contributi per gli interventi di cui all' art. 3, lettera c), è stabilita
tenendo conto con priorità :
1) del loro inserimento in programmi organici di attività di diffusione della pratica
sportiva conformi alle finalità della presente legge;
2) della loro emanazione da parte di organizzazioni anche territoriali a carattere
partecipativo o che siano espressione di organismi di natura democratica a base
elettiva;
3) della loro idoneità a determinare in fase di preparazione, allestimento e
realizzazione, il coinvolgimento diretto e la partecipazione dei cittadini e, in
particolare, dei giovani;
4) del loro collegamento con altre iniziative sociali e culturali a carattere popolare
destinate al recupero, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturalistico,
storico e artistico della zona;
5) della loro finalizzazione al reinserimento ed all' integrazione sociale degli
anziani, dei minorati e, in generale, delle categorie con ridotte capacità psico -
motorie ed alla sensibilizzazione dell' opinione pubblica.

Art. 8
Misura dei contributi
La misura massima dei contributi è determinata:
1) per le iniziative di cui all' art. 3, lettera a), fino al 60 per cento della spesa
ritenuta ammissibile. Tale limite può essere elevato fino al 75 per cento per
progetti compresi nelle aree classificate economicamente depresse secondo le
previsioni della legge n. 1002 del 3 dicembre 1971, per progetti a carattere
intercomunale, per progetti compresi nelle aree distrettuali che siano definite
gravemente carenti di impianti ricreativo - sportivi secondo i parametri stabiliti
dalla programmazione regionale;
2) per le iniziative di cui all' art. 3, lettere b) e d), fino al 70 per cento della spesa
ritenuta ammissibile;
3) per le iniziative di cui all' art. 3, lettera c), fino al 50 per cento della spesa
ritenuta ammissibile per lo svolgimento delle iniziative stesse.

                                       Titolo III
   CONSULTA REGIONALE PER LO SPORT E LE ATTIVITA'
                FISICO - RICREATIVE
Art. 9
Compiti e composizione della consulta
Per realizzare la massima partecipazione all' attuazione degli obiettivi e priorità di
cui all' art. 2 della presente legge è istituita la consulta regionale per lo sport e l'
attività fisico - ricreativa.
La consulta esprime indicazioni per il coordinamento dei piani di intervento
regionale e degli altri provvedimenti regionali e statali in materia.
La consulta formula proposte attinenti alla pratica sportiva di base, all' attività
motoria, ai problemi di medicina sportiva, alla formazione di operatori e animatori
sportivi e alle strutture in genere.
Compongono la consulta regionale per lo sport e le attività fisico - ricreative:
1) l' assessore regionale allo sport con funzioni di presidente;
2) il presidente o un consigliere componente in rappresentanza della competente
commissione consiliare;
3) il responsabile del competente ufficio dell' assessorato al turismo ed allo sport
con funzioni di relatore;
4) il delegato regionale del CONI (comitato olimpico nazionale italiano);
5) i presidenti dei comitati provinciali CONI (comitato olimpico nazionale
italiano);
6) quattro rappresentanti di federazioni sportive designati dal Consiglio regionale
CONI (comitato olimpico nazionale italiano);
7) un rappresentante della FISM (federazione italiana sport minorati) designato
dal suo consiglio federale;
8) il rappresentante del servizio regionale impianti sportivi CONI (comitato
olimpico nazionale italiano);
9) il sovrintendente regionale alla pubblica istruzione o un suo delegato;
10) un rappresentante designato di intesa, dai consigli provinciali scolastici del
Lazio;
11) il rappresentante regionale della federazione medici sportivi;
12) gli assessori allo sport delle province del Lazio o loro delegati;
13) l' assessore allo sport del comune di Roma o suo delegato;
14) un rappresentante designato dal comitato regionale dell' Associazione
nazionale dei comuni d' Italia ( ANCI);
15) un rappresentante del comitato regionale della Unione nazionale comuni ed
enti montani( UNCEM);
16) i rappresentanti degli enti di promozione sportiva ad ordinamento democratico
riconosciuti dal CONI (comitato olimpico nazionale italiano), operanti nel
territorio regionale;
17) tre componenti indicati dagli organi regionali di rappresentanza dell' esercito,
marina, aeronautica;
18) un rappresentante della regione militare territorialmente competente;
19) tre rappresentanti delle confederazioni sindacali maggiormente
rappresentative.
Alle sedute possono partecipare i consiglieri regionali che compongono la
commissione consiliare competente in materia ed i rappresentanti di enti,
organismi e categorie operanti in settori direttamente o indirettamente interessati
ai lavori, che ne facciano richiesta o siano invitati a intervenire dal presidente
della consulta.
La consulta, che è costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale,
dura in carica cinque anni e decade con il rinnovo del Consiglio regionale.
Il funzionamento della consulta è disciplinato da apposito regolamento interno,
che ne può prevedere l' articolazione in commissioni e gruppi di lavoro, sottoposto
all' approvazione della Giunta.
Un funzionario dell' assessorato al turismo ed allo sport disimpegna le mansioni di
segretario.

Art. 10
Comitato di coordinamento
La consulta nomina nel proprio seno un comitato di coordinamento con compiti di
organizzazione dell' attività della stessa e di esecuzione delle indicazioni da essa
espresse.
Al comitato possono essere demandati compiti di studio e di elaborazione di
proposte di provvedimenti normativi e amministrativi.
Il comitato esprime il proprio parere sugli elenchi motivati di progetti e iniziative
da ammettere a contributo predisposti dall' assessorato al turismo e sport.
Il comitato di coordinamento è presieduto dall' assessore allo sport o suo delegato
e si compone di non più di 15 membri; di esso devono far parte, in ogni caso, i
componenti di cui ai numeri 4, 8, 9 e 10 e sino a tre rappresentanti di enti di
promozione sportiva di cui al n. 16 dell' articolo che precede.
Le mansioni di segretario sono svolte dal segretario della consulta.

Art. 11
Funzionamento
Entro sessanta giorni dall' entrata in vigore della presente legge e,
successivamente, allo scadere del quinquennio, devono pervenire alla Regione le
designazioni dei componenti della consulta in rappresentanza di enti e categorie.
Entro il mese successivo il Presidente della Giunta con proprio decreto nomina la
consulta e provvede all' insediamento.
Qualora entro la scadenza di cui al primo comma non siano pervenute tutte le
dovute designazioni e purchè le designazioni espresse non siano inferiori ai due
terzi del numero complessivo dei componenti, il Presidente della Giunta, su
proposta dell' assessore al turismo e sport, sentita la Giunta regionale, emette il
decreto di costituzione della consulta, che è pienamente operante.
La integrazione degli eventuali componenti mancanti potrà avvenire con
successivi decreti.
La consulta si riunisce su richiesta degli organi regionali o per convocazione dell'
assessore allo sport che la presiede.
Ai membri estranei all' amministrazione regionale spetta il compenso ed il
trattamento economico di missione, se e in quanto dovuto, previsti dalla legge
regionale 9 giugno 1975, n. 60.
Ai fini della determinazione della indennità di missione, i membri estranei all'
amministrazione regionale sono equiparati ai funzionari direttivi della Regione.
Le spese di funzionamento della consulta graveranno sul capitolo n. 528016 del
bilancio regionale per l' esercizio 1979 e sui corrispondenti capitoli dei bilanci
successivi.

                                     Titolo IV
             FORMAZIONE DEI PIANI DI INTERVENTO
Art. 12
Quadro di riferimento per la programmazione
Le indicazioni dei programmi comunali, coordinate per aree territoriali coincidenti
con quelle dei distretti scolastici, costituiscono il quadro di riferimento per i piani
regionali di intervento.
Al processo di programmazione, per le funzioni attribuite con la presente legge,
prendono parte i soggetti di cui agli articoli seguenti.

Art. 13
Competenze dei comuni
I comuni formulano programmi locali integrati con la collaborazione ed in base
alle proposte di iniziative: dei distretti scolastici e dei consigli di circolo e di
istituto; dell' autorità scolastica; dell' associazionismo sportivo presente nel
territorio di competenza.
Il programma comunale: valuta la situazione esistente relativa, in particolare, ai
praticanti, operatori ed impianti ed i risultati ottenuti dalle iniziative svolte negli
anni precedenti; individua le principali esigenze locali da soddisfare e gli obiettivi
che si intendono raggiungere; indica le possibili iniziative volte a raggiungere gli
obiettivi fissati, valutando ed integrando le proposte formulate dai soggetti
presenti nel territorio del comune; tiene il conto della destinazione dei fondi
provenienti dal bilancio comunale e dall' impiego di altri eventuali flussi
finanziari.
Ai fini della formazione del piano annuale di intervento della Regione e per l'
ammissione a contributo nell' anno in corso relativamente agli interventi di cui all'
art. 3, i programmi locali debbono essere deliberati dai comuni e fatti pervenire
all' amministrazione provinciale competente per territorio ed alla Regione Lazio,
assessorato turismo e sport, entro il 15 febbraio di ogni anno.
I comuni debbono garantire con apposito regolamento l' uso aperto a tutti i
cittadini degli impianti ammessi ai benefici della presente legge con priorità per le
attività sportive a carattere formativo e ricreativo, ivi comprese quelle scolastiche.

Art. 14
Compiti delle province
Nelle more della costituzione dei comitati di gestione dei comprensori che
delimitano le aree sub - regionali per la pianificazione degli interventi e sulla base
degli indirizzi, priorità e stanziamenti determinati nel piano annuale di intervento
della Regione, alle province è affidato il compito di: coordinare i programmi
comunali per aree territoriali di intervento coincidenti con quelle dei distretti
scolastici; formulare proposte e fornire collaborazione per l' elaborazione tecnica
dei progetti per i comuni che ne facciano richiesta; integrare i programmi
comunali con i programmi scolastici, con i servizi culturali e sanitari e con le
previsioni dei piani di sviluppo; curare l' esame e l' istruttoria tecnica delle
domande da ammettere a contributo di cui all' art. 3, lettere a), b) e d), e proporre
alla Regione i relativi elenchi motivati integrati da eventuali piani di intervento
con finanziamenti propri; coordinare su scala distrettuale gli strumenti finanziari
disponibili anche di provenienza diversa da quella regionale; verificare lo stato
degli impianti sportivi esistenti e l' attuazione dei progetti e delle iniziative
sostenute dalla Regione.
Ai fini del presente articolo le amministrazioni provinciali possono avvalersi della
consulenza tecnica dei rappresentanti provinciali del servizio impianti sportivi (
SIS) di rispettiva competenza.
I programmi locali e le richieste di concessione di contributo istruiti dalle
province ai sensi del presente articolo e coordinati per aree di intervento
distrettuali debbono pervenire alla Regione Lazio, assessorato, turismo e sport,
entro il 15 aprile di ogni anno.

Art. 15
Competenze e compiti del comune di Roma
Il comune di Roma, con le modalità e i termini di cui al precedente art. 13, può
formulare autonomamente programmi di intervento, che trasmette direttamente
alla Regione e di cui dà conoscenza all' amministrazione provinciale
territorialmente competente.
Nell' ambito della presente legge il comune di Roma formula i programmi sulla
base di proposte dei consigli circoscrizionali elaborati di intesa con i competenti
distretti scolastici e con l' associazionismo sportivo presente nella circoscrizione
secondo le modalità e i termini di cui all' art. 13.
Qualora le proposte di una o più circoscrizioni non siano pervenute entro i termini
fissati, il comune, previo atto di messa in mora che attribuisca un congruo termine
a provvedere, può formulare sostitutivamente i relativi programmi di intervento.

Art. 16
Interventi per programmi di promozione, iniziative e manifestazioni
Le richieste di contributo per programmi di attività per la promozione della pratica
sportiva, iniziative e manifestazioni di particolare rilievo che non siano già
inserite nei programmi fatti pervenire dai comuni, dovranno essere presentate da
parte dei soggetti di cui all' art. 3, lettera c), entro il 15 febbraio di ogni anno
direttamente alla Regione Lazio, assessorato turismo e sport, ai fini dell' eventuale
inserimento nel piano annuale della Regione.
Qualora ricorrano ragioni di urgenza tali che l' espletamento della normale
procedura potrebbe vanificarne la funzione promozionale, le domande per la
concessione del contributo possono essere prodotte senza l' osservanza del termine
indicato, direttamente all' assessorato regionale turismo e sport.
Circa tali domande e per le iniziative di cui all' art. 4, lettera d), ove ricorrano
analoghe ragioni di urgenza, la Giunta regionale provvede con atto deliberativo.
L' assessore al turismo e sport riferisce periodicamente alla competente
commissione consiliare ed alla consulta regionale circa tali provvedimenti.

Art. 17
Piani di intervento
La Regione formula il piano regionale pluriennale per la promozione della pratica
sportiva e per lo sviluppo di adeguati servizi e strutture e piani annuali di
attuazione.
Il piano pluriennale contiene le analisi generali, le valutazioni, gli indirizzi di
lungo termine per lo sviluppo del sistema sportivo in collegamento con i piani
degli altri settori e degli enti locali ed i criteri per la ripartizione dei finanziamenti
previsti dal bilancio.
Il piano annuale: precisa o aggiorna le indicazioni del piano pluriennale; descrive
le azioni che la Regione intende svolgere direttamente; elenca le iniziative
ammesse a contributo per l' anno di competenza; aggiorna i criteri per la
compilazione dei programmi comunali e per la loro armonizzazione; indica i
criteri di ripartizione per aree distrettuali e per categoria di interventi degli
stanziamenti regionali previsti per l' anno successivo.
Entro due mesi dalla data di ricezione dei programmi di cui agli articoli che
precedono, la Giunta regionale, sentita la consulta e la commissione consiliare
competente, delibera il piano di ripartizione degli stanziamenti, sulla base degli
indirizzi del piano pluriennale di interventi.
Con tale deliberazione la Giunta determina la spesa da ammettere e l' ammontare
del contributo e stabilisce, nel caso dell' esecuzione di lavori, la data entro cui
deve essere portata a compimento l' iniziativa.
Eventuali proroghe possono essere concesse per giustificato motivo con delibera
di Giunta.

Art. 18
Comitato consultivo tecnico finanziario per lo sport
Al fine di realizzare una reciproca informativa per il coordinamento e la
razionalizzazione degli interventi finanziari rivolti allo sviluppo degli impianti
sportivi nel territorio regionale, è istituito il comitato consultivo tecnico
finanziario per lo sport.
Al comitato partecipano gli enti ed istituti pubblici e di diritto pubblico che
intervengono o intendano intervenire con propri finanziamenti in materia di
impiantistica sportiva nell' ambito della Regione.
Il comitato tecnico consultivo è presieduto dall' assessore allo sport e può invitare
a partecipare ai lavori o accogliere richieste di partecipazione di soggetti anche
privati che intendano realizzare programmi di intervento nel settore.

                                       Titolo V
PROCEDURE PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI
Art. 19
Adempimenti formali
La domanda per la concessione delle agevolazioni previste dalla presente legge, se
avanzata da enti locali singoli o associati, deve essere sottoscritta dal legale
rappresentante degli stessi.
Le domande per la concessione delle agevolazioni previste dalla presente legge
prodotte da enti di promozione sportiva e da società e associazioni sportive,
devono essere sottoscritte dal rispettivo presidente.
Tali soggetti dovranno altresì fornire la documentazione della propria consistenza
organizzativa e dell' attività svolta e che intendono svolgere.

Art. 20
Espropriazione delle aree ed esecuzione delle opere
Per gli interventi previsti dalla presente legge che comportano l' acquisizione delle
aree occorrenti per gli impianti, valgono le norme che regolano l' esecuzione di
opere pubbliche.
L' ammissione a contributo dei progetti da parte dell' amministrazione regionale
equivale a dichiarazione di pubblica utilità ed a dichiarazione di indifferibilità e di
urgenza agli effetti della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modificazioni
e ad ogni altro effetto di legge.

Art. 21
Aggiornamento, qualificazione e formazione di operatori e animatori sportivi
ed addetti alla gestione e manutenzione degli impianti
La Regione sulla base di studi ed indagini per la classificazione e la definizione
dei relativi profili, sentita la consulta regionale per lo sport e sulla base delle
indicazioni dei soggetti di cui all' art. 3, istituisce o promuove corsi professionali
per la formazione, la qualificazione e l' aggiornamento di operatori e animatori
sportivi ed addetti alla gestione e manutenzione degli impianti. I relativi
programmi definiscono la durata dei corsi in rapporto al livello di qualificazione e
le modalità di impiego degli operatori stessi.

Art. 22
Consulenza tecnica del CONI
Ai fini della presente legge la Regione, ai sensi dell' art. 56, lettera b), del decreto
del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, si avvale della consulenza
tecnica del CONI (comitato olimpico nazionale italiano) per quanto attiene le
caratteristiche degli impianti sportivi.

Art. 23
Documentazione delle richieste di contributo
Alle domande per la concessione di contributi devono essere allegati i seguenti
documenti:
a) se trattasi di opere: progetto di massima e relazione tecnica; preventivo
sommario di spesa; piano finanziario; corografia, con relativo piano quotato, in
scala non inferiore a 1: 500, dell' area interessata dall' iniziativa; schema di
regolamento concernente le modalità di utilizzazione dell' impianto con
indicazione del numero e del tipo di addetti di cui si prevede l' impiego; eventuale
schema di convenzione nel caso in cui l' esercizio degli impianti sia concordato
con terzi o ne sia acquisita la disponibilità all' uso; piano di gestione determinato
in via preventiva dal quale risultino i costi complessivi di esercizio annuale dell'
impianto in relazione alla sua destinazione, al numero degli utenti e degli addetti,
alla spesa di manutenzione ordinaria e di ammortamento ed ogni altra voce che
concorra a determinare i costi di gestione stessi in relazione anche agli orari di
apertura giornalieri, settimanali e stagionali previsti; nella domanda dovrà essere
esplicitamente precisato che l' opera è localizzata secondo le previsioni del
vigente strumento urbanistico del comune;
b) se trattasi di attrezzature: descrizione delle attrezzature e loro destinazione;
piano finanziario con indicazione del preventivo sommario di spesa, dei mezzi
finanziari disponibili e delle fonti di provenienza;
c) se trattasi di programmi di attività per la promozione della pratica sportiva,
iniziative e manifestazioni di particolare rilievo: relazione illustrativa; piano
finanziario con indicazione del preventivo sommario di spesa, dei mezzi finanziari
disponibili e delle fonti di provenienza; se il richiedente non è un ente locale
territoriale, relazione illustrativa degli scopi e dell' attività dell' organismo che
organizza le iniziative;
d) se trattasi di attrezzature specifiche di medicina sportiva: relazione tecnica, da
cui si evinca, tra l' altro, il grado previsto di utilizzazione dell' impianto in
rapporto alla utenza potenziale; preventivo sommario di spesa.
A tutte le richieste di finanziamento dovrà essere allegata una esplicita
dichiarazione dalla quale risultino: gli eventuali stanziamenti in proprio nella
materia di intervento; le eventuali agevolazioni o contributi diversi che siano stati
percepiti o richiesti allo stesso titolo nonchè tutti i dati utili a definire i criteri e le
modalità di intervento secondo le indicazioni di cui al Titolo II della presente
legge.

Art. 24
Documentazione definitiva
L' assessorato al turismo ed allo sport comunica al richiedente un estratto della
deliberazione di cui all' art. 17 con invito, in caso di accoglimento anche parziale
della domanda, a produrre la documentazione definitiva di seguito indicata;
a) nel caso della esecuzione dei lavori: progetto tecnico esecutivo; computo
metrico estimativo; elenco prezzi unitari - capitolato generale e speciale; delibera
di acquisizione di disponibilità del terreno, nel caso in cui la richiesta
agevolazione comprenda l' acquisto dell' area; copia del regolamento, approvato
dall' organo deliberativo dell' ente, concernente le modalità di utilizzazione dell'
impianto, nel quale sia espressamente prevista la destinazione dell' impianto
stesso ad attività motorie e fisico - ricreative;
b) nel caso di opere di manutenzione straordinaria: progetto tecnico esecutivo;
computo metrico estimativo;
c) nel caso dell' acquisto di attrezzature: preventivo definitivo di spesa redatto per
singole voci;
d) nel caso di programmi di attività per la promozione della pratica sportiva,
iniziative e manifestazioni di particolare rilievo: relazione dettagliata circa lo
svolgimento della iniziativa; consuntivo dettagliato di spesa;
e) nel caso di acquisto di specifiche attrezzature di medicina sportiva: preventivo
definitivo di spesa analitico.

Art. 25
Erogazione dei contributi relativi ad impianti
La liquidazione dei contributi ha luogo ad avvenuto accertamento della
realizzazione dell' iniziativa da parte di funzionari dei competenti assessorati
regionali.
L' assessorato turismo e sport comunicherà periodicamente alla consulta regionale
per lo sport e l' attività fisico - ricreativa il risultato degli accertamenti compiuti e
lo stato di realizzazione del programma di interventi deliberato.
L' erogazione dei contributi, per le iniziative di cui al presente articolo, è disposta,
per il 50 per cento dell' importo complessivamente previsto, all' atto della
consegna dei lavori previa verifica dell' esistenza in cantiere di almeno l' 80 per
cento dei materiali previsti per la costruzione, per la parte residua, al compimento
di essa. L' erogazione a saldo ha luogo in base agli atti di contabilità finali e all'
accertamento di cui al primo comma del presente articolo.
A domanda, può essere disposta l' anticipata erogazione della quota parte dei
contributi necessaria alla acquisizione dell' area occorrente.
Non sono ammesse a contributo le spese preventivate per la realizzazione di
tribune e quanto non sia strettamente necessario alla pratica dell' attività motoria e
dell' attività sportiva il cui esercizio è previsto nell' impianto da realizzare.
Non sono riconosciute per l' ammissione a contributo spese generali di
progettazione, contabilità e collaudo superiori al 5 per cento del costo dell' opera.
Per gli accertamenti inerenti gli impianti sportivi la Regione può avvalersi, previa
apposita convenzione, di enti od istituti particolarmente qualificati.

Art. 26
Erogazione dei contributi relativi ad altre iniziative
La liquidazione dei contributi, al di fuori delle ipotesi di cui al precedente articolo
ha luogo, previo accertamento dell' avvenuta realizzazione dell' iniziativa, in unica
soluzione:
1) per la esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria di modesta entità ,
previa trasmissione del consuntivo di spesa;
2) per l' acquisto di attrezzature, ad avvenuta installazione di esse, previa
esibizione di copia delle fatture relative;
3) nel caso dell' acquisto di specifiche attrezzature di medicina sportiva, ad
avvenuta installazione di esse, previa esibizione di copia delle fatture relative.
La Regione si riserva la facoltà , ai fini della liquidazione della spesa, di acquisire,
ove necessario, ulteriore documentazione rispetto a quella espressamente prevista
dalla presente legge.

Art. 27
Revoca della concessione di contributi
La concessione del contributo può essere revocata con decreto del Presidente della
Giunta regionale, su conforme deliberazione della stessa: quando l' opera o l'
iniziativa non venga eseguita conformemente al progetto, salvo preventiva
autorizzazione alle varianti e nei termini stabiliti; quando vengano accertate
irregolarità nella contabilizzazione della spesa o in genere nella documentazione
esibita; nei casi di inosservanza delle disposizioni di cui all' ultimo comma dell'
art. 3.
La totale o parziale restituzione del contributo può essere richiesta quando, a
seguito di accertamenti, l' impiego degli impianti e delle attrezzature o le
iniziative realizzate ed ammesse a contributo risultino difformi da quanto
preventivato.
La revoca del contributo comporta: la restituzione delle somme erogate aumentate
degli interessi al tasso legale; la conseguente responsabilità a carico degli
amministratori per il recupero delle provvidenze eventualmente erogate.

Art. 28
Strumenti urbanistici
Le aree destinate all' insediamento degli impianti di cui all' art. 6 devono essere
incluse negli strumenti urbanistici generali dei rispettivi comuni, in sede di
formazione dei piani, nel rispetto di quanto previsto dalla legge regionale n. 72 del
12 giugno 1975.
I comuni dotati di strumento urbanistico provvedono entro un anno all'
inserimento di dette aree nello strumento stesso con apposita variante non
soggetta ad autorizzazione preventiva.

                                     Titolo VI
               DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
Art. 29
Disposizioni transitorie
Possono essere ammesse ai benefici della presente legge le domande di contributo
prodotte per la incentivazione di impianti sportivi, entro il 31 dicembre 1975, ai
sensi della legge regionale 27 dicembre 1973, n. 40 e successive modificazioni, in
quanto compatibili con gli indirizzi programmatici regionali.
A tal fine i comuni interessati, entro novanta giorni dall' entrata in vigore della
presente legge, devono far pervenire alla Regione Lazio, assessorato turismo e
sport, la conferma della precedente richiesta con gli eventuali aggiornamenti
adottati con apposita delibera.
Il comitato tecnico regionale per lo sport, di cui all' art. 3 della legge 27 dicembre
1973, n. 40 e successive modificazioni, è soppresso.
Fino a quando non siano stati costituiti i consorzi per i servizi sociali e sanitari di
cui alla legge regionale 12 gennaio 1976, n. 2, e successive modificazioni, i
contributi previsti dall' art. 3, lettera d), della presente legge possono essere
concessi a comuni singoli o associati.
Fino alla realizzazione delle condizioni di cui al precedente comma, l' assessore
regionale alla sanità , d' intesa con lo assessore regionale per il turismo e sport, è
autorizzato ad assumere oneri finanziari a mezzo di convenzioni, previo parere
della competente commissione consiliare, con l' organo regionale della
federazione medico - sportiva italiana, per attuare una migliore tutela sanitaria
delle attività sportive nel Lazio.
Nella prima attuazione della presente legge per l' anno 1979, la Regione interviene
con la concessione di contributi sulla base delle domande e dei progetti presentati
entro novanta giorni dall' entrata in vigore della presente legge o che siano stati
comunque presentati dai soggetti di cui all' art. 3 a sostegno di iniziative coerenti
ai fini ed obiettivi della presente legge.
La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, approva il
programma di ripartizione dei fondi per l' anno in corso e delibera la concessione
dei contributi senza l' osservanza dei termini e delle procedure di cui agli articoli
precedenti.
Fino all' approvazione da parte della Regione dello strumento urbanistico e della
variante, i comuni, con apposita deliberazione del consiglio, possono prevedere la
destinazione dell' area per l' insediamento di singoli complessi di cui all' art. 3,
lettera a), della presente legge in zone che non siano soggette a particolari vincoli.
Tali destinazioni devono essere approvate con deliberazione della Giunta
regionale, su proposta dell' assessore allo sport d' intesa con l' assessore all'
urbanistica, anche per gli effetti di cui all' art. 19.
Si prescinde da tale approvazione soltanto per progetti di impianti polivalenti
destinati ad attività di base collegati con strutture scolastiche o istituti di istruzione
esistenti o in corso di realizzazione semprechè l' area prescelta non sia soggetta a
particolari vincoli.
Le autorizzazioni vigenti all' atto della presente legge per i complessi di cui all'
art. 3, lettera g), sono prorogate fino all' approvazione o reiezione dello strumento
urbanistico o della sua variante e decadono se la destinazione dell' area è in
contrasto con lo strumento urbanistico o la sua variante adottati.

Art. 30
Oneri finanziari
Per la concessione dei contributi per la realizzazione delle iniziative previste dalla
presente legge è autorizzata per l' anno 1979 la spesa di L. 1.000.000.000.
La spesa suddetta di L. 1.000.000.000 verrà iscritta nei seguenti capitoli da
istituire nel bilancio regionale 1979 con le seguenti denominazioni:
Per la concessione dei contributi per la realizzazione delle iniziative previste dalla
presente legge è autorizzata per l' anno 1979 la spesa di L. 1.000.000.000.
La spesa suddetta di L. 1.000.000.000 verrà iscritta nei seguenti capitoli da
istituire nel bilancio regionale 1979 con le seguenti denominazioni:
1) << Contributi relativi alla costruzione, al completamento, all' ampliamento, al
miglioramento della funzionalità degli impianti sportivi ed alla loro manutenzione
straordinaria; all' acquisto di attrezzature per impianti sportivi, percorsi e parchi
attrezzati per la ricreazione fisica; all' allestimento e maggiore funzionalità di
presidi medico - sportivi >> L. 790.000.000 in termini di competenza e di cassa;
OMISSIS
Il Presidente della Giunta è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le
occorrenti variazioni di bilancio per l' anno 1979.
Per la concessione dei contributi per la realizzazione delle iniziative previste dalla
presente legge è autorizzata per l' anno 1979 la spesa di L. 1.000.000.000.
La spesa suddetta di L. 1.000.000.000 verrà iscritta nei seguenti capitoli da
istituire nel bilancio regionale 1979 con le seguenti denominazioni:
OMISSIS
2) << Contributi relativi a programmi di ricerca ed alla realizzazione di iniziative
atte a promuovere e a diffondere attività motorie e discipline sportive >> L.
150.000.000 in termini di competenza e di cassa;
OMISSIS
Il Presidente della Giunta è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le
occorrenti variazioni di bilancio per l' anno 1979.
Per la concessione dei contributi per la realizzazione delle iniziative previste dalla
presente legge è autorizzata per l' anno 1979 la spesa di L. 1.000.000.000.
La spesa suddetta di L. 1.000.000.000 verrà iscritta nei seguenti capitoli da
istituire nel bilancio regionale 1979 con le seguenti denominazioni:
OMISSIS
3) << Spese per attività di formazione professionale di operatori sportivi >> L.
10.000.000 in termini di competenza e di cassa;
OMISSIS
Il Presidente della Giunta è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le
occorrenti variazioni di bilancio per l' anno 1979.
Per la concessione dei contributi per la realizzazione delle iniziative previste dalla
presente legge è autorizzata per l' anno 1979 la spesa di L. 1.000.000.000.
La spesa suddetta di L. 1.000.000.000 verrà iscritta nei seguenti capitoli da
istituire nel bilancio regionale 1979 con le seguenti denominazioni:
OMISSIS
4) << Spese per programmi di ricerca e per iniziative a contenuto promozionale di
rilevanza regionale ed interregionale >> L. 50.000.000 in termini di competenza e
di cassa.
Il Presidente della Giunta è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le
occorrenti variazioni di bilancio per l' anno 1979.
Il Presidente della Giunta è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le
occorrenti variazioni di bilancio per l' anno 1979.

Art. 31
Previsioni di bilancio
All' onere di L. 1.000.000.000 derivante dall' applicazione della presente legge per
l' esercizio finanziario 1979 si farà fronte, quanto a L. 700.000.000, con l' apposita
quota non utilizzata del fondo globale iscritto al capitolo 205299 del bilancio di
previsione regionale per l' anno 1978 e, quanto a L. 300.000.000, mediante
prelevamento dal cap. 208050 del bilancio di previsione regionale per l' anno
1979 che presenta la sufficiente disponibilità .
Il Presidente della Giunta regionale è autorizzato ad apportare, con proprio
decreto, le occorrenti variazioni al bilancio per l' anno 1979.
La spesa necessaria per gli anni successivi sarà determinata annualmente con
legge di approvazione del bilancio.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della Regione Lazio.
Data a Roma, addì 4 luglio 1979
Il visto del Commissario del Governo è stato apposto il 2 luglio 1979.
                                LIGURIA
 LEGGE REGIONALE N. 06 DEL 05
           02 2002
      Norme per lo sviluppo degli impianti e delle
          attivita' sportive e fisico-motorie
                                    TITOLO I
        FINALITÀ, PROGRAMMAZIONE E COMPETENZE
Art. 1
Finalità
1.
La Regione, in attuazione dell’articolo 4 dello Statuto, favorisce e promuove la
diffusione dell’attività sportiva e motorio-ricreativa ed opera per garantire a tutti i
cittadini che l’esercizio della pratica sportiva sia uno strumento per il
miglioramento ed il mantenimento delle condizioni psicofisiche della persona, per
la tutela della salute, per la formazione educativa e lo sviluppo delle relazioni
sociali.
2.
La realizzazione delle finalità di cui al comma 1 è garantita attraverso la
partecipazione a grandi eventi sportivi nonchè tramite la collaborazione con gli
Enti locali, le Istituzioni scolastiche, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano
(C.O.N.I.) e le associazioni, anche di volontariato, operanti nel settore sportivo.
3.
Le discipline sportive e motorie svolte sotto il controllo delle Federazioni Sportive
Nazionali del C.O.N.I. e degli Enti di Promozione e Propaganda Sportiva
riconosciuti sono regolamentate con specifica normativa nazionale e regionale.

Art. 2
Funzioni della Regione
1.
La Regione svolge le funzioni relative a:
a)
la programmazione delle strutture e dei servizi, intesa a superare gli squilibri
esistenti tra le diverse aree geografiche della Regione e ad incentivarne l’uniforme
diffusione e l’ottimale utilizzazione con particolare attenzione agli impianti
polivalenti finalizzati allo sport per tutti ed alla manutenzione e all’adeguamento
tecnologico degli impianti esistenti;
b)
la realizzazione e il sostegno di manifestazioni e di altre iniziative di particolare
rilevanza regionale, nazionale e internazionale che si svolgono sul proprio
territorio, ivi compresi convegni, seminari, studi, ricerche e pubblicazioni in
materia di sport, nonché le iniziative volte ad assicurare la formazione,
l’aggiornamento e la qualificazione tecnica degli operatori sportivi per una
migliore qualità dell’offerta dei servizi e delle attività sportive;
c)
i necessari collegamenti con il Servizio Sanitario Nazionale relativamente alla
tutela sanitaria delle attività sportive e motorie;
d)
l’adozione di interventi atti a favorire la collaborazione con la scuola e i suoi
organi, con le associazioni di volontariato sportivo e ricreativo, iscritte nel registro
di cui all’articolo 3 della legge regionale 28 maggio 1992 n. 15 (disciplina del
volontariato) e successive modificazioni, e con ogni altro organismo e istituzione
affiliato ad una Federazione sportiva nazionale o riconosciuto da Enti di
Promozione e Propaganda Sportiva, che svolge attività nei settori disciplinati dalla
presente legge.

Art. 3
Funzioni delegate alle Province
1.
Sono delegate alle Province le funzioni amministrative per la concessione di
contributi relative a:
a)
la gestione di impianti sportivi pubblici da parte di soggetti privati;
b)
l’utilizzo degli impianti sportivi scolastici da parte di soggetti privati in orario
extrascolastico;
c)
manifestazioni, convegni, seminari, corsi, studi e ricerche attinenti il mondo dello
sport di interesse provinciale;
d)
l’attività e la dotazione di attrezzature per i centri di avviamento allo sport e per i
centri sportivi scolastici;
e)
la promozione sportiva per disabili;
f)
la promozione dell’attività motoria per la terza età.
2.
La delega è esercitata secondo la normativa vigente in materia ed in conformità
alle direttive impartite dalla Regione.

Art. 4
Programma regionale di promozione sportiva
1.
Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta che sente il Comitato di cui
all’articolo 5, approva il Programma di promozione sportiva redatto secondo i
contenuti di cui al comma 2.
2.
Il Programma contiene:
a)
il censimento delle associazioni sportive operanti nella Regione, con riguardo alla
loro consistenza organizzativa e numerica, alla disponibilità di operatori e tecnici,
alle attività ed iniziative svolte;
b)
la ricognizione e la classificazione degli impianti sportivi, secondo le classi
tipologiche individuate dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e
l’aggiornamento biennale del censimento esistente;
c)
l’individuazione, per ogni tipologia di impianto, del rapporto fra gli impianti
esistenti e la popolazione nelle diverse realtà territoriali;
d)
i criteri tipologici volti a privilegiare l’impiantistica di base, i complessi
polisportivi o polifunzionali e gli impianti con bassi costi di gestione, nel rispetto
delle norme a tutela dell’esigenza di superamento delle barriere architettoniche,
nonché il mantenimento e l’adeguamento tecnologico degli impianti sportivi;
e)
i criteri per la localizzazione degli impianti, tali da soddisfare le esigenze di
riequilibrio, tenendo conto, in particolare, delle necessità delle zone montane e
depresse e delle aree naturali protette, con particolare favore nei confronti dei
Comuni con minore popolazione, anche sulla base di specifici programmi da essi
predisposti;
f)
i criteri per favorire le forme di gestione meno onerose finanziariamente e più
vantaggiose per l’utenza;
g)
le priorità di intervento nei vari settori di attività e nei diversi territori anche in
riferimento alle caratteristiche dei praticanti delle varie attività sportive e motorie
e alla promozione dello sport per tutti;
h)
l’individuazione delle caratteristiche delle iniziative di interesse regionale;
i)
i criteri per il riconoscimento dei centri di avviamento allo sport e dei centri
sportivi scolastici, atti a favorirne l’attività quali strutture dirette a iniziare i
minori alla pratica sportiva;
l)
i criteri per l’incentivazione dell’impiantistica e delle attività sportive;
m)
i criteri per garantire le risorse finanziarie per gli impianti e le iniziative attinenti
le discipline di tradizione ligure di cui all’articolo 7 e per i danni agli impianti ed
alle attrezzature derivanti da calamità naturali;
n)
i necessari raccordi con il Piano sanitario regionale per le parti relative alla
disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive.
3.
Il Programma ha durata triennale e ad esso si applicano le disposizioni di cui alla
legge regionale 5 aprile 1994 n. 18 (norme sulle procedure di programmazione) e
successive modificazioni.

Art. 5
Comitato regionale per lo sport
1.
È istituito il Comitato regionale per lo sport che è organo consultivo della Giunta
regionale in particolare per la formazione del Programma di cui all’articolo 4.
2.
Il Comitato è composto da:
a)
l’Assessore regionale competente in materia di sport o un suo delegato, che lo
presiede;
b)
un rappresentante dell’UPI regionale;
c)
un rappresentante dell’ANCI regionale;
d)
un rappresentante dell’UNCEM regionale;
e)
un rappresentante dell’Università degli Studi di Genova;
f)
il Dirigente scolastico regionale o un suo delegato;
g)
il Presidente regionale del C.O.N.I. o un suo delegato;
h)
il Dirigente della struttura regionale competente in materia di sport e tempo libero;
i)
un rappresentante scelto tra quelli designati dagli Enti nazionali di promozione e
propaganda sportiva con organizzazione operante a livello regionale e con attività
autonoma in più discipline sportive;
l)
un rappresentante del Consiglio regionale del C.O.N.I. nominato dallo stesso;
m)
un rappresentante designato dalla Consulta regionale per i diritti della persona
handicappata.
3.
Il Comitato è nominato con Decreto del Presidente della Giunta regionale ed ha
una durata di tre anni decorrenti dall’insediamento dello stesso. Le designazioni
devono pervenire entro trenta giorni dalla richiesta e il Comitato può essere
costituito qualora le designazioni pervenute permettano la nomina di almeno la
metà più uno dei componenti, salvo successive integrazioni.
4.
Il Comitato si dota di un Regolamento interno che è approvato dalla Giunta
regionale.
5.
Le funzioni di segretario del Comitato sono svolte da un funzionario della
Regione.
6.
Ai componenti del Comitato si applica la legge regionale 4 giugno 1996 n. 25
(nuova disciplina dei compensi ai componenti di Collegi, Commissioni e Comitati
operanti presso la Regione) ed il compenso spettante ad essi è quello previsto
nella tabella A allegata alla stessa.

Art. 6
Conferenza regionale dello sport
1.
Al fine di assicurare la più ampia partecipazione e coinvolgimento nell’attuazione
e verifica del programma regionale di cui all’articolo 4, la Giunta regionale indice
ogni tre anni una pubblica conferenza sullo stato delle iniziative della Regione nel
campo sportivo e sulle relative prospettive.

Art. 7
Discipline di tradizione ligure e Musei dello Sport
1.
Ai fini della presente legge sono definite di tradizione ligure, le seguenti
discipline:
a) bocce e petanque;
b) canottaggio a sedile fisso e mobile;
c) pallanuoto;
d) pallone elastico;
e) vela.
2.
Al fine della valorizzazione della tradizione sportiva ligure, la Regione riconosce
la primaria funzione dei Musei dello Sport, quali strumenti di promozione e di
avvicinamento alla cultura sportiva.

                                    TITOLO II
INTERVENTI CONCERNENTI GLI IMPIANTI E LE ATTIVITÀ
SPORTIVE - MODALITÀ DI CONCESSIONE DEI CONTRIBUTI
                                      CAPO I
                   CONTRIBUTI PER IMPIANTI SPORTIVI
Art. 8
Ambito di applicazione
1.
La Regione, in attuazione del Programma di promozione sportiva, concede
contributi in conto capitale ed in conto interessi, a soggetti pubblici e privati, per:
a)
la realizzazione, il completamento e la manutenzione straordinaria di impianti
sportivi;
b)
il ripristino di impianti ed il reintegro di attrezzature sportive danneggiate o andate
perdute in dipendenza di eventi naturali, nonché la realizzazione e la
manutenzione straordinaria di opere a terra e in mare necessarie per la protezione
degli impianti stessi.
2.
La spesa riconosciuta ammissibile comprende la realizzazione delle opere e le
spese di progettazione.
3.
I contributi di cui al comma 1 non sono cumulabili per il medesimo intervento,
nello stesso esercizio finanziario.

Art. 9
Contributi in conto capitale
1.
La Regione, per la realizzazione, il completamento e la manutenzione
straordinaria di impianti sportivi, concede ogni anno, nei limiti degli stanziamenti
di bilancio, contributi in conto capitale in misura non superiore all’80 per cento
della spesa riconosciuta ammissibile e, comunque, non oltre l’importo di euro
51.645,69 (lire 100 milioni) di contributo.
2.
Tali contributi sono concessi:
a)
ai Comuni singoli o associati, alle Comunità montane e agli Enti parco;
b)
alle Società e alle Organizzazioni affiliate al C.O.N.I;
c)
alle Società e Associazioni affiliate agli Enti di Promozione e di Propaganda
Sportiva di cui all’articolo 1 commi 2 e 3;
d)
alle Istituzioni scolastiche.
3.
I soggetti di cui al comma 2 lettere b) e c), anche se privi di personalità giuridica,
sono ammessi ai contributi purché garantiscano il corretto uso pubblico delle
opere realizzate.
4.
Per i soli fini di cui al presente articolo, qualora i soggetti di cui al comma 2
presentino un progetto suddiviso in lotti funzionali, ogni lotto funzionale è
considerato opera autonoma e ammissibile a contributo.

Art. 10
Contributi in conto interessi
1.
La Regione concede ai soggetti di cui all’articolo 9, comma 2, nei limiti degli
stanziamenti di bilancio, contributi annuali costanti nel pagamento degli interessi
non superiori alla misura del 5 per cento per un periodo massimo di quindici
annualità.
2.
La spesa riconosciuta ammissibile non può superare, per ogni intervento, il totale
di euro 1.032.913,80 (lire 2 miliardi).
3.
Per i soli fini di cui al presente articolo, qualora i soggetti di cui al comma 1
presentino un progetto suddiviso in lotti funzionali, ogni lotto funzionale è
considerato opera autonoma e ammissibile a contributo.

Art. 11
Contributi straordinari per eventi naturali
1.
La Regione concede ai soggetti di cui all’articolo 9, comma 2 che abbiano subito
danni in dipendenza di eventi naturali, contributi in conto capitale in misura
analoga a quanto previsto nel medesimo articolo, ovvero contributi in conto
interessi secondo quanto disposto dall’articolo 10, nei limiti della disponibilità di
bilancio.
2.
Entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio, la Giunta regionale stabilisce le
risorse finanziarie da destinare agli interventi di cui al presente articolo, sulla base
delle istanze pervenute ai sensi dell’articolo 21 e tenuto conto di quanto previsto
dal Programma regionale di promozione sportiva.
3.
I contributi di cui al comma 1 possono essere concessi anche per lavori
indifferibili a causa di necessità o urgenza, già eseguiti all’atto della presentazione
della domanda di contributo e per i quali si sia ricorso all’assunzione di debito, o,
comunque, anteriormente al provvedimento di concessione dello stesso.
4.
Fermo restando quanto previsto dal presente articolo, il provvedimento di riparto
dei fondi erogati dallo Stato alle Regioni per il rimborso dei danni causati da
eventi calamitosi tiene proporzionalmente conto, per le finalità di cui all’articolo
8, comma 1 lettera b), dei danni subiti dai soggetti di cui all’articolo 9, comma 2.

Art. 12
Convenzioni con l’Istituto per il Credito Sportivo e con altri Istituti di
Credito
1.
La Regione può stipulare con l’Istituto per il Credito Sportivo e con altri Istituti di
Credito convenzioni dirette a predeterminare e ad assicurare le migliori condizioni
per la concessione di mutui ai beneficiari dei contributi di cui agli articoli 9 e 10.
2.
Gli stanziamenti relativi ai contributi in conto interessi di cui all’articolo 10
possono altresì affluire in un apposito fondo a contabilità separata presso l’Istituto
per il Credito Sportivo, che lo gestisce nelle forme indicate nella convenzione di
cui al comma 1.
3.
L’Istituto per il Credito Sportivo, anche al fine di consentire gli adempimenti di
cui all’articolo 19, trasmette alla Regione, entro il 30 giugno di ogni anno, il
rendiconto sull’utilizzo del fondo di cui al comma 2 dell’anno precedente.

Art. 13
Vincolo di destinazione
1.
Gli impianti sportivi che beneficiano dei contributi di cui alla presente legge sono
vincolati alla loro specifica destinazione di attività sportiva.
2.
La Regione, nell’ambito di quanto previsto dal Programma regionale di
promozione sportiva, può autorizzare il mutamento della specifica destinazione
degli impianti quando sia dimostrata la sopravvenuta impossibilità o la non
convenienza della stessa.
                                      CAPO II
                  CONTRIBUTI PER ATTIVITÀ SPORTIVE
Art. 14
Manifestazioni e attività di interesse regionale
1.
La Regione, sulla base dei criteri, delle modalità e delle proposte stabilite dal
Programma di cui all’articolo 4, promuove e sostiene, in collaborazione con altri
soggetti pubblici o privati, o organizza autonomamente, la realizzazione di
manifestazioni, convegni, seminari, corsi, studi, ricerche e pubblicazioni attinenti
il mondo dello sport di interesse regionale o sovraregionale.
2.
Le Province possono altresì proporre alla Regione di assumere, tra le iniziative di
interesse regionale, progetti da esse elaborati anche in collaborazione con i
Comuni compresi nel territorio di competenza.
3.
Tutti gli atti relativi alle iniziative di cui al comma 1, svolte in collaborazione con
altri soggetti, contengono l’indicazione della Regione quale soggetto promotore,
ovvero partecipante all’organizzazione.
4.
La Giunta regionale determina le modalità di intervento per le iniziative di cui al
comma 1.
5.
La concessione dei contributi comporta per i beneficiari l’obbligo di realizzare le
iniziative sovvenzionate, pena la revoca degli stessi.

Art. 15
Contributi agli Enti di Promozione e Propaganda Sportiva
1.
Ai fini di una maggiore diffusione della pratica sportiva ad opera degli Enti di
Promozione e Propaganda Sportiva, la Giunta regionale concede contributi per le
attività di promozione, il funzionamento delle loro strutture regionali e dei
progetti a carattere regionale già realizzati.
2.
Gli Enti di Promozione e Propaganda Sportiva devono possedere i seguenti
requisiti:
a)
riconoscimento a livello nazionale da parte del C.O.N.I. ai sensi della normativa
vigente;
b)
organizzazione operante a livello regionale e provinciale presso effettive sedi
funzionali;
c)
attività autonoma in più discipline sportive;
d)
realtà associativa differenziata da quella delle Federazioni Sportive Nazionali.

Art. 16
Tutela del talento sportivo
1.
La Regione costituisce il gruppo dei giovani atleti regionali di accertato talento
sportivo.
2.
Appartengono a tale gruppo gli atleti di età non superiore ai 23 anni che rientrino
nei parametri tecnici approvati dalla Giunta regionale, su proposta del Comitato di
cui all’articolo 5 e che siano:
a)
residenti in Liguria da almeno due anni;
b)
tesserati per società sportive della Liguria da almeno due anni consecutivi.
3.
L’elenco di cui al comma 2 è trasmesso dalla Regione al C.O.N.I. per eventuali
osservazioni.

Art. 17
Interventi a tutela del talento sportivo
1.
La Regione, al fine di favorire gli atleti di accertato talento sportivo, può
concedere contributi ai soggetti rientranti nel gruppo di cui all’articolo 16, comma
2 ed alle loro Società di appartenenza.
2.
I contributi, concessi per un massimo di tre anni anche non consecutivi, non
possono superare l’importo complessivo di euro 5.164,57 (lire 10 milioni) annui
per ciascun atleta.
3.
I contributi sono concessi:
a)
per almeno il 60 per cento del loro importo agli atleti interessati quale borsa di
studio;
b)
per la parte restante alle loro società di appartenenza, che li utilizzano per la
valorizzazione tecnica dell’atleta.
4.
Non rientrano tra i soggetti ammessi a contributo gli atleti professionisti o
equiparati.
5.
Le Società ammesse ai benefici di cui al presente articolo sono obbligate ad
apporre sugli indumenti sportivi degli atleti ammessi alle borse di studio il logo
della Regione Liguria e gli stessi si impegnano ad esibirlo in tutte le
manifestazioni ufficiali.

                                      CAPO III
 MODALITÀ DI CONCESSIONE E LIQUIDAZIONE DEI CONTRIBUTI
Art. 18
Domande di contributo per impianti sportivi
1.
I soggetti di cui all’articolo 9, comma 2 presentano, entro il 31 gennaio di ogni
anno, domanda per la concessione dei contributi di cui agli articoli 9 e 10
indicando le priorità nel caso di pluralità di interventi.
2.
I progetti di intervento devono essere corredati dalla seguente documentazione:
a)
relazione illustrativa da cui risulti la coerenza con il Programma triennale di
promozione sportiva;
b)
progetto di massima e relazione tecnico-illustrativa delle caratteristiche
dell’intervento e delle modalità di esecuzione;
c)
preventivo di spesa e piano di finanziamento con l’indicazione della possibilità di
attuare l’opera in lotti funzionali.

Art. 19
Concessione dei contributi e termine per l’inizio dei lavori
1.
La Regione concede i contributi entro il 31 maggio di ogni anno nei limiti degli
stanziamenti di bilancio.
2.
Con il provvedimento di cui al comma 1 è fissato il termine entro cui i soggetti
interessati devono provvedere all’inizio dei lavori, nonché per i contributi in conto
interessi, il termine entro cui dovrà avvenire la concessione del mutuo.
3.
I termini previsti dal comma 2 possono essere prorogati su motivata richiesta,
pervenuta alla Regione prima della loro scadenza, per un periodo massimo di
tempo uguale a quello inizialmente fissato.
4.
Decorsi inutilmente i termini di cui ai commi 2 e 3, il beneficiario decade dal
contributo e ad esso subentra quello collocato successivamente in graduatoria.

Art. 20
Liquidazione dei contributi
1.
Il contributo di cui all’articolo 9 è liquidato ai beneficiari indicati al comma 2
lettera a) del medesimo articolo, a seguito di presentazione di domanda corredata
dell’atto di aggiudicazione dei lavori e di quello formale di consegna degli stessi o
della dichiarazione di inizio dei lavori nel caso di esecuzione in economia.
2.
Il contributo di cui all’articolo 9 è liquidato ai beneficiari di cui al comma 2 lettere
b), c) e d) del medesimo articolo, a seguito di presentazione di domanda corredata
della dichiarazione di inizio dei lavori e di fideiussione bancaria o assicurativa
corrispondente all’ammontare del contributo concesso, volta a garantire
l’esecuzione dell’opera.
3.
Il contributo di cui all’articolo 10 è liquidato ai beneficiari ovvero all’Istituto di
credito mutuante, con decorrenza dall’inizio dell’ammortamento del mutuo, a
seguito di presentazione della domanda corredata della documentazione di cui ai
commi 1 e 2 e di quella concernente la stipulazione del mutuo.
Art. 21
Domande di contributo straordinario per eventi naturali
1.
Le domande per la concessione dei contributi di cui all’articolo 11 devono essere
presentate entro il termine di trenta giorni dal verificarsi dell’evento.

Art. 22
Concessione dei contributi straordinari per eventi naturali
1.
I contributi di cui all’articolo 11 sono concessi sulla base dei criteri e con le
modalità contenute nel Programma di promozione sportiva.
2.
I contributi di cui all’articolo 11 sono liquidati per il 50 per cento del loro
ammontare all’atto della concessione e per la parte restante dopo l’avvenuta
conclusione dei lavori o dell’acquisizione delle attrezzature.

Art. 23
Domande di contributo per attività e per la tutela del talento sportivo
1.
Ai fini dell’eventuale partecipazione regionale, le iniziative di cui all’articolo 14
devono essere segnalate alla Regione da parte dei soggetti proponenti almeno
sessanta giorni prima del loro svolgimento.
2.
Le domande volte alla concessione dei contributi di cui all’articolo 15 devono
essere inoltrate alla Regione entro il 31 gennaio di ogni anno.
3.
Per l’inserimento dei propri atleti nel gruppo di cui all’articolo 16 e per la
concessione dei benefici di cui all’articolo 17, le società sportive interessate
inoltrano domanda alla Regione entro il 15 settembre di ogni anno per l’anno
successivo.

Art. 24
Domande di contributo alle Province
1.
Le domande di contributo di cui all’articolo 3 devono essere presentate, entro il 15
novembre di ogni anno per l’anno successivo, alla Provincia competente per
territorio in relazione al luogo di realizzazione della singola iniziativa o di
svolgimento della singola attività.
2.
La Provincia concede i contributi sulla base delle indicazioni contenute nel
Programma regionale di promozione sportiva.
3.
Entro il 15 dicembre di ogni anno le Province trasmettono alla Regione le
proposte di cui all’articolo 14, comma 2.

                                   TITOLO III
                   ATTIVITÀ DI COLLABORAZIONE
Art. 25
Convenzioni Regione - C.O.N.I.
1.
La Regione stipula con il C.O.N.I. apposite convenzioni dirette a:
a)
promuovere un efficace coordinamento delle rispettive iniziative sul territorio
regionale;
b)
regolamentare i rapporti relativi all’attività della Scuola regionale dello sport,
emanazione territoriale della Scuola dello sport del C.O.N.I.

Art. 26
Rapporti tra Regione, Enti locali, Università ed Istituzioni scolastiche
1.
La Regione, in accordo con la Direzione scolastica regionale, promuove:
a)
un efficace coordinamento dell’attività sportivo-scolastica sul territorio, anche
mediante l’utilizzo di servizi e strutture sportive da parte dell’utenza scolastica;
b)
la realizzazione di manifestazioni sportive ed iniziative ad esse collegate, anche a
carattere nazionale.
2.
La Regione favorisce la stipula di apposite convenzioni fra gli Enti locali e le
Università per consentire la fruizione degli impianti sportivi di proprietà, o
comunque in uso alle stesse, da parte della comunità locale ed in particolare da
parte delle associazioni sportive. Nelle stesse sono disciplinate contestualmente le
modalità di utilizzo, da parte degli studenti universitari, degli impianti sportivi di
proprietà degli Enti locali.
3.
I Comuni e le Province possono stipulare con le Istituzioni scolastiche
convenzioni per consentire l’utilizzo degli impianti sportivi scolastici da parte
delle comunità locali e delle associazioni sportive.
4.
I Comuni e le Province, in accordo con i singoli Istituti scolastici, favoriscono il
reperimento degli spazi occorrenti allo svolgimento dell’educazione fisica e
sportiva. In particolare consentono l’utilizzazione degli impianti sportivi e delle
attrezzature in loro disponibilità ed agevolano l’utilizzazione di strutture private.
A tal fine possono stipulare convenzioni con i proprietari o gestori delle strutture
stesse.

Art. 27
Convenzione Regione Liguria-Amministrazione Penitenziaria
1.
La Regione, in applicazione delle disposizioni e dei principi contenuti nel
Protocollo d’intesa Regione Liguria-Ministero della Giustizia, stipula con il
Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria apposite
convenzioni per favorire l’esercizio e la pratica di attività ricreativo-sportive sia
da parte del personale, sia da parte dei detenuti.

Art. 28
Convenzioni con le Forze Armate e con le Forze dell’Ordine
1.
La Regione promuove intese con le competenti Autorità militari e delle Forze
dell’Ordine per favorire la pratica delle attività motorie, ricreative e sportive fra il
personale interessato e, al fine di favorire un processo di integrazione funzionale,
stipula apposite convenzioni per l’utilizzo delle strutture, degli spazi e impianti
sportivi pubblici, civili e militari.

                                    TITOLO IV
       ESERCIZIO DI ATTIVITÀ MOTORIO-RICREATIVE
Art. 29
Requisiti ed autorizzazione degli impianti e delle attrezzature
1.
La Regione, avvalendosi della consulenza del Comitato di cui all’articolo 5,
disciplina, con apposito regolamento, i requisiti tecnici, igienico-sanitari e di
sicurezza degli impianti e delle attrezzature per l’esercizio di attività ginniche, di
muscolazione, di formazione fisica e di attività motorie per la terza età, le quali,
anche se disciplinate da norme nazionali approvate dalle Federazioni sportive
riconosciute dal C.O.N.I., sono esercitate a scopo prevalentemente non agonistico
o con finalità d’impresa. Sono esclusi gli impianti sportivi scolastici, le aree
attrezzate ludico-sportive e gli ambienti inseriti in impianti sportivi ed utilizzati
esclusivamente in funzione dell’attività sportiva ivi svolta.
2.
Il regolamento di cui al comma 1 disciplina, tra l’altro:
a)
i requisiti degli impianti e delle attrezzature;
b)
le modalità per il rilascio delle autorizzazioni;
c)
le fattispecie legittimanti la sospensione e la revoca delle autorizzazioni.
3.
I Comuni adeguano i propri regolamenti edilizi ed igienico-sanitari al regolamento
di cui al comma 1.
4.
L’apertura e l’esercizio degli impianti di cui al comma 1, anche se già operanti,
sono subordinati, con le modalità e nei tempi disciplinati dal regolamento di cui al
comma 1, ad autorizzazione rilasciata dal Comune, previo accertamento delle
seguenti condizioni:
a)
conformità dell’impianto e delle attrezzature al regolamento di cui al comma 1;
b)
polizza assicurativa a favore degli utenti dell’impianto per gli eventi dannosi
comunque connessi con lo svolgimento delle attività svolte all’interno
dell’impianto stesso;
c)
direttore responsabile in possesso del diploma di laurea in scienze motorie o titolo
equivalente nell’ambito dell’Unione Europea o, in subordine, del diploma
conseguito presso l’Istituto Superiore di Educazione Fisica o titolo equivalente
nell’ambito dell’Unione Europea;
d)
istruttori di attività motorie in possesso di diploma di laurea in scienze motorie di
durata almeno triennale o del diploma conseguito presso l’Istituto Superiore di
Educazione Fisica o di titolo equivalente nell’ambito dell’Unione Europea.
5.
L’autorizzazione deve, tra l’altro, indicare attività e attrezzature, nonché il numero
e il profilo minimo funzionale dell’attività in relazione al massimo di praticanti
compresenti nell’impianto.
6.
L’autorizzazione è sospesa e revocata nei casi stabiliti dal regolamento stesso e
quando vengono meno i requisiti stabiliti dal comma 3.

Art. 30
Obbligo di adeguamento e autorizzazione provvisoria
1.
Gli impianti di cui all’articolo 29, già in esercizio alla data di entrata in vigore
della presente legge, devono adeguarsi alle prescrizioni del regolamento di cui al
medesimo articolo entro ventiquattro mesi dalla sua entrata in vigore.
2.
Per gli impianti il cui esercizio inizi successivamente alla data di entrata in vigore
della presente legge, ma per i quali entro la medesima data sia già stata ottenuta la
relativa concessione edilizia, si applica la disposizione di cui al comma 1.
3.
I titolari degli impianti di cui al comma 1 devono presentare al Comune
territorialmente competente domanda di autorizzazione provvisoria entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, in attesa dell’autorizzazione
definitiva; i titolari degli impianti di cui al comma 2 devono presentare domanda
di autorizzazione provvisoria entro tre mesi dall’inizio dell’esercizio
dell’impianto.
4.
L’autorizzazione provvisoria è rilasciata dal Comune a norma del regolamento di
cui all’articolo 29, comma 1.

Art. 31
Attività anti-doping
1.
La Regione, onde prevenire l’assunzione da parte degli atleti di additivi diretti a
modificare in modo innaturale la prestazione sportiva, programma le attività di
prevenzione e di tutela della salute nelle attività sportive, secondo i principi della
legge 14 dicembre 2000 n. 376 (disciplina della tutela sanitaria delle attività
sportive e della lotta contro il doping).
2.
Nell’ambito di tale programmazione devono essere definite le modalità sulla base
delle quali la Regione può disporre la sospensione dall’assegnazione di contributi
regionali concessi a vario titolo alle società e associazioni sportive alle quali siano
affiliati atleti che risultino aver assunto le sostanze di cui al comma 1.

Art. 32
Corsi di formazione per operatore sportivo
1.
La Regione disciplina la figura di operatore sportivo per le attività motorie e
ricreative da inserire nell’ambito delle strutture operanti nelle materie di cui alla
presente legge, all’interno del Programma triennale delle Politiche attive del
lavoro di cui alla legge regionale 5 novembre 1993 n. 52 (disposizioni per la
realizzazione di politiche del lavoro). Nell’ambito di tale programma sarà prevista
l’attivazione e l’organizzazione di corsi di formazione professionale, ai sensi della
l.r. 52/1993.
2.
I soggetti operanti presso le strutture di cui al comma 1 che, alla data di entrata in
vigore della presente legge, abbiano svolto per almeno 36 mesi, anche non
continuativi, nell’ultimo quinquennio le attività coincidenti con quelle attribuite
alla figura stessa, sono equiparati a tale figura purché risultino in possesso del
diploma di scuola dell’obbligo ed abbiano frequentato appositi corsi organizzati
dalla Regione, superando il relativo esame finale.

Art. 33
Corsi di formazione per istruttore sportivo
1.
Sono equiparati agli istruttori di cui all’articolo 29, comma 4 lettera d) i soggetti
che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano prestato attività
documentata di istruttore per almeno 36 mesi, anche non continuativi, nell’ultimo
quinquennio, presso impianti sottoposti ad autorizzazione, che siano in possesso
del diploma di scuola media superiore e che abbiano superato con esito positivo
appositi corsi organizzati dalla Regione, in collaborazione con l’Università.
2.
Negli impianti soggetti ad autorizzazione, già in attività alla data di entrata in
vigore della presente legge, possono continuare a svolgere l’attività gli istruttori
operanti alla stessa data, fino al completamento dei corsi di cui al comma 1.
3.
La Giunta regionale, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, stabilisce le modalità di accertamento dei requisiti per l’ammissione ai corsi
di cui al comma 1, nonché la durata, le discipline di insegnamento e le modalità
degli esami.

Art. 34
Corsi di formazione per massaggiatore sportivo
1.
Le Province, nel rispetto del Programma triennale delle Politiche attive del lavoro
di cui alla l.r. 52/1993, approvano, in sede di Piano annuale di formazione
professionale, appositi corsi biennali diretti al conseguimento dell’attestato di
massaggiatore sportivo; tali corsi sono organizzati dalle Province. La Giunta
regionale emanerà indirizzi per i contenuti minimi dei corsi.
2.
Per coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, esercitino di
fatto da almeno cinque anni l’attività di massaggiatore sportivo presso società o
associazioni sportive affiliate o riconosciute dal C.O.N.I. o che abbiano
conseguito un attestato di massaggiatore rilasciato, previa frequenza di corsi di
almeno 150 ore, da scuole affiliate ad Enti sportivi di livello nazionale, è
organizzato un apposito corso di durata non superiore a sei mesi.
3.
L’attestazione della qualifica di massaggiatore sportivo è rilasciata dal Presidente
della Giunta regionale a coloro che abbiano superato con profitto l’esame
conclusivo dei corsi di cui ai commi 1 e 2.

Art. 35
Sanzioni
1.
Chiunque gestisca un impianto di cui all’articolo 29, comma 1, senza
autorizzazione, è soggetto ad una sanzione amministrativa da euro 3.000 a euro
9.000 oltre alla sanzione accessoria della chiusura dell’impianto fino al rilascio
dell’autorizzazione comunale.
2.
Alle sanzioni amministrative e pecuniarie di cui al comma 1 si applicano le
disposizioni previste dalla legge regionale 14 aprile 1983 n. 11 (norme per
l’applicazione delle sanzioni amministrative e pecuniarie in materia di igiene e
sanità pubblica, vigilanza sulle farmacie e polizia veterinaria) e successive
modificazioni.

Art. 36
Abrogazione di norme
1.
È abrogata la legge regionale 22 aprile 1985 n. 23 (promozione ed incentivazione
degli impianti e delle attività sportive) e successive modifiche ed integrazioni.

                                   TITOLO V
        DISPOSIZIONI COMUNI, TRANSITORIE E FINALI
Art. 37
Disposizioni per l’esercizio delle deleghe
1.
I provvedimenti emanati nell’esercizio della delega sono imputati agli Enti
delegati.
2.
Gli Enti destinatari della delega sono tenuti a:
a)
trasmettere annualmente alla Regione una relazione sull’andamento delle funzioni
delegate;
b)
fornire alla Regione informazioni e dati statistici relativi allo svolgimento delle
funzioni delegate.
3.
In caso di mancata adozione di atti obbligatori per legge o di inosservanza di
direttive regionali nell’esercizio delle funzioni delegate, il potere sostitutivo viene
esercitato secondo le vigenti disposizioni di legge.
4.
In caso di persistenti inattività o di reiterate inadempienze, la Giunta regionale
provvede ai sensi dell’articolo 64 dello Statuto, alla revoca della delega.

Art. 38
Rapporti finanziari delle deleghe
1.
Per l’esercizio delle funzioni delegate la Giunta regionale, in base ai criteri
contenuti nel Programma regionale di promozione sportiva, trasferisce alle
Province, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del bilancio, fondi così
stabiliti:
a)
per il 50 per cento in proporzione all’ammontare della popolazione di ciascuna
provincia;
b)
per il restante 50 per cento in base a specifici progetti contenuti nel Programma di
cui all’articolo 4.

Art. 39
Obblighi dei beneficiari dei contributi per attività sportive
1.
I beneficiari dei contributi di cui agli articoli 14, 15 e 17 trasmettono alla Regione
o alle Province, a seconda di quale sia l’Ente che ha concesso il contributo, una
relazione finale sull’utilizzazione dei contributi medesimi, corredata di idonei
documenti di spesa.

Art. 40
Relazione annuale
1.
La Giunta regionale presenta annualmente alla competente Commissione
consiliare una relazione sull’attività svolta, comprensiva anche dell’andamento
delle funzioni delegate.

Art. 41
Norme transitorie
1.
In sede di prima applicazione della presente legge, il Programma di cui all’articolo
4 ed il regolamento di cui all’articolo 29 sono approvati entro sei mesi dalla data
di entrata in vigore della stessa.
2.
In sede di prima applicazione della presente legge i soggetti che intendono
ottenere i contributi di cui al Titolo II, inoltrano domanda alla Regione o alle
Province, secondo le rispettive competenze, entro il termine di sessanta giorni
decorrenti dalla data di entrata in vigore della stessa ed i contributi sono concessi
sulla base dei criteri e con le procedure previste dal Programma regionale di
promozione sportiva di cui all’articolo 3 della l.r. 23/1985 e successive modifiche
ed integrazioni, nonché dalle deliberazioni di Giunta regionale relative alla
determinazione dei punteggi per tali criteri. Le domande presentate ai sensi della
precedente normativa restano valide e sono integrate sulla base dei nuovi modelli
di domande entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
3.
In fase di prima applicazione, in attesa dell’approvazione del Programma di cui
all’articolo 4, la Giunta regionale assegna alle Province le risorse necessarie per
l’espletamento delle funzioni ad esse delegate secondo quanto previsto dalla
lettera a) del comma 1 dell’articolo 38.
4.
Le procedure pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge sono
concluse ai sensi della legislazione previgente.
5.
Le disposizioni abrogate dalla presente legge continuano a trovare applicazione
per i rapporti di liquidazione dei contributi già concessi ai sensi delle medesime.
6.
I modelli per le domande di contributo di cui alla presente legge sono pubblicati
sul B.U.R.L. contestualmente alla pubblicazione della presente legge sul
Bollettino medesimo.

                                   TITOLO VI
                       DISPOSIZIONI FINANZIARIE
Art. 42
Norma finanziaria
1.
Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede mediante:
a) utilizzazione, ai sensi dell’articolo 31 della l.r. 42/1977:
–
di quota pari a euro 154.937,00 in termini di competenza del "Fondo occorrente
per far fronte ad oneri dipendenti da provvedimenti legislativi in corso
concernenti spese correnti per funzioni normali" iscritta al capitolo 9500 dello
stato di previsione della spesa del Bilancio per l’anno finanziario 2001;
–
di quota pari a euro 77.468,00 in termini di competenza del "Fondo occorrente per
far fronte ad oneri dipendenti da provvedimenti legislativi in corso concernenti
spese in conto capitale o di investimento per ulteriori programmi di sviluppo"
iscritta al capitolo 9530 dello stato di previsione della spesa di Bilancio per l’anno
finanziario 2001;
b) istituzione nello stato di previsione della spesa del Bilancio per l’anno
finanziario 2002, dei seguenti capitoli:
–
3736 "Fondo per l’esercizio delle funzioni delegate alle Province in materia di
sport" con lo stanziamento di euro 154.937,00 in termini di competenza;
–
3737 "Interventi a tutela del talento sportivo" per memoria;
–
3738 "Contributi in conto interessi a favore di Comuni singoli o associati,
Comunità Montane, Enti Parco, Società e Organizzazioni riconosciute o affiliate a
Enti di Promozione e Propaganda Sportiva, Istituzioni scolastiche per la
realizzazione, il completamento e la manutenzione straordinaria di impianti
sportivi" - nuovi limiti di impegno, con lo stanziamento di euro 77.468,00 in
termini di competenza;
–
3739 "Contributo in conto capitale a favore di Comuni singoli o associati,
Comunità Montane, Enti Parco, Società e Organizzazioni riconosciute o affiliate
agli Enti di Promozione e Propaganda Sportiva, Istituzioni scolastiche per la
realizzazione, il completamento e la manutenzione straordinaria di impianti
sportivi", per memoria;
c) utilizzazione dei capitoli esistenti nello stato di previsione della spesa del
Bilancio regionale che, a partire dall’anno finanziario 2002, assumono le seguenti
denominazioni:
–
3715 "Spese dirette della Regione per la realizzazione di manifestazioni,
convegni, seminari, studi, ricerche e pubblicazioni";
–
3735 "Contributi agli Enti di Promozione e Propaganda Sportiva diretti all’attività
funzionale delle strutture regionali degli Enti stessi";
d) utilizzazione dello stanziamento iscritto al capitolo 495 "Spese per compensi,
gettoni di presenza, rimborso spese a componenti Commissioni, Comitati ed altri
organismi previsti da leggi regionali o statali", per gli oneri derivanti dall’articolo
5.
2.
Alle obbligazioni in annualità per vecchi limiti di impegno, assunte in base alla l.r.
23/1985 si provvede per la durata residua con i bilanci degli esercizi in cui
vengono a scadere con gli stanziamenti iscritti al capitolo 3741.
3.
Agli oneri per gli esercizi successivi si provvede con legge di bilancio.
4.
Sono soppressi, dopo l’esaurimento dei residui passivi, i seguenti capitoli:
–
3720 "Contributi ad Enti e Associazioni per la realizzazione di manifestazioni,
convegni, seminari, corsi, studi e ricerche";
–
3725 "Contributi per il funzionamento dei centri di avviamento allo sport";
–
3730 "Contributi ad Enti ed Associazioni sportive per attività indirizzate verso
handicappati o anziani";
–
3740 "Contributi in conto interessi a favore di Comuni singoli o associati per la
realizzazione, il completamento e la manutenzione straordinaria di impianti
sportivi" - nuovi limiti di impegno;
–
3745 "Contributi in conto capitale a Comuni singoli o associati ed Associazioni
sportive riconosciute ai sensi del d.P.R. 530/1974 per la realizzazione di impianti
sportivi";
–
3750 "Contributi ai Centri di avviamento allo sport per la dotazione di
attrezzature";
–
3755 "Contributi ad Enti ed Associazioni sportive per dotazione di attrezzature
per attività indirizzate verso handicappati e anziani".
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della
Regione Liguria.
Data a Genova, addì 5 febbraio 2002

                           LOMBARDIA
    LEGGE REGIONALE N. 61 DEL 1-
              10-2002
         Norme per lo sviluppo dello sport e delle
           professioni sportive in Lombardia
Approvata nella seduta dell’1 ottobre 2002

                                     TITOLO I
                            PRINCIPI GENERALI
Art. 1
Oggetto e finalità
1. La Regione riconosce il valore dello sport quale strumento di formazione della
persona, di socializzazione, di benessere individuale e collettivo, di incontro e di
conoscenza tra soggetti e collettività, nonché di miglioramento degli stili di vita.
2. La Regione favorisce la pratica delle attività motorie sportivo-ricreative sotto il
profilo della funzione sociale, della educazione e della formazione della persona,
della prevenzione di malattie e disturbi fisici e della tutela della salute dei
cittadini, dello sviluppo delle relazioni sociali, del miglioramento degli stili di vita
e del conseguente impulso all’economia.
3. La Regione persegue gli obiettivi della politica sportiva per tutti i cittadini
mediante:
a) il coordinamento degli interventi per il benessere dei cittadini, per la diffusione
della cultura della pratica delle attività fisico-motorie;
b) l’equilibrata distribuzione e la congruità degli impianti sportivi e degli spazi
aperti al fine di garantire a ciascuno la possibilità di partecipare ad attività fisico-
motorie in un ambiente sicuro e sano;
c) la promozione diretta e indiretta di iniziative sportive;
d) il sostegno culturale, tecnico e finanziario allo svolgimento di attività sportive e
alla realizzazione di impianti e servizi.
4. La Regione favorisce:
a) la promozione e la diffusione delle attività ed iniziative sportive e motorie
rivolte a tutte le categorie di utenti, anche mediante la predisposizione ed
attuazione di progetti ed interventi specifici;
b) la realizzazione delle infrastrutture, degli impianti e dei servizi sportivi a favore
della collettività, tenendo conto della sostenibilità ambientale dei medesimi e
dello sviluppo socio-economico del territorio;
c) la riqualificazione delle strutture sportive esistenti pubbliche e private, anche
definendo standard strutturali e di gestione, distinguendo la pratica agonistica da
quella non agonistica, per la quale vengono riservate attenzioni specifiche;
d) l’incentivazione, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, della
diffusione delle attività sportive anche mediante l’utilizzo dei locali e delle
attrezzature in orario extrascolastico, nonchè dell’esercizio di pratiche sportive
diversificate negli orari destinati all’educazione fisica;
e) lo sviluppo qualitativo delle attività delle federazioni, delle associazioni
sportive dilettantistiche, degli enti di promozione sportiva, delle società e circoli
senza scopo di lucro, dei centri di aggregazione giovanile e degli oratori, così
come identificati dalla legge regionale 23 novembre 2001, n. 22 (Azioni a
sostegno e valorizzazione della funzione sociale ed educativa svolta dalle
parrocchie mediante gli oratori), per l’organizzazione di attività sportive,
amatoriali e dilettantistiche;
f) l’incremento ed il funzionamento dei centri di avviamento allo sport, al fine di
consentire un efficace avvio della pratica sportiva dei giovani;
g) la formazione, la specializzazione e l’aggiornamento professionale dei
dirigenti, dei tecnici, degli operatori ed animatori sportivi, ai fini di un ottimale
esercizio delle attività sportive ed una maggior tutela della sicurezza e della salute
dei praticanti;
h) la divulgazione della storia e dei valori dello sport e della cultura olimpica, in
collaborazione con il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), anche
mediante la redazione di pubblicazioni, l’organizzazione di manifestazioni
culturali ed esposizioni divulgative promozionali in tema di sport e
l’incentivazione alla diffusione dell’attività giovanile attraverso programmi
televisivi regionali;
i) l’organizzazione e la partecipazione a manifestazioni sportive significative o ad
eventi sportivi di particolare rilevanza regionale, anche in collaborazione con altri
Paesi dell’Unione Europea (UE);
j) gli scambi di esperienze e di collaborazione promossi dalle comunità di lavoro
dell’arco alpino, nonché da Paesi dell’UE, anche organizzando stages per giovani
ed operatori sportivi;
k) il rispetto delle tradizioni e vocazioni territoriali locali in campo sportivo;
l) la diffusione dello strumento della sponsorizzazione, sostenendo eventi e
manifestazioni sportive di minore notorietà, al fine di attrarre il contributo
dell’imprenditoria in favore della scuola e delle società ed associazioni sportive;
m) l’incentivazione di iniziative che promuovano nel contempo sia un alto grado
di impegno sportivo-agonistico, sia metodi sperimentali di insegnamento
didattico-educativo finalizzati allo sviluppo armonico e completo della personalità
dell’individuo.
5. Si intende per sport qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una
partecipazione organizzata e non, persegua le finalità della presente legge.

Art. 2
Diritto allo sport
1. La Regione, riconoscendo la funzione sociale delle attività sportive, promuove
lo sviluppo:
a) della pratica sportiva e delle attività motorie da parte di tutti i cittadini,
differenziate per le diverse categorie di utenti e per le diverse fasce d’età ed
adeguate alle esigenze di ciascuno;
b) delle attività sportive quale strumento di prevenzione, cura, riabilitazione e
benessere psicofisico di tutti i cittadini, sostenendo in particolare iniziative con
carattere motorio sportivo, rivolte a persone con difficoltà psicofisiche,
organizzate da soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro che perseguano
l’educazione e l’assistenza di portatori di handicap;
c) delle attività motorio sportive da parte delle fasce deboli, utili al superamento
del disagio e del disadattamento, in particolare giovanile;
d) della carta dei diritti del bambino nello sport e i suoi contenuti etico- sportivi.

Art. 3
Soggetti coinvolti
1. La Regione persegue le finalità e gli obiettivi di cui agli articoli 1 e 2
direttamente, attraverso le proprie strutture regionali, o indirettamente, con la
collaborazione di enti locali, del CONI, delle federazioni sportive, degli enti di
promozione sportiva, delle società ed associazioni sportive senza scopo di lucro,
di altri soggetti promotori di eventi particolari, delle facoltà di scienze motorie e
delle istituzioni scolastiche.
2. Per il miglior perseguimento degli obiettivi e delle finalità di cui alla presente
legge, l’assessore regionale allo sport promuove ed organizza periodicamente
l’Assemblea generale dello sport.

Art. 4
Programmazione ed interventi regionali
1. La Giunta regionale, sulla base delle indicazioni contenute nel Documento di
programmazione economico-finanziaria regionale (DPEFR), di cui all’articolo 3
della legge regionale 31 marzo 1978, n. 34 (Norme sulle procedure della
programmazione, sul bilancio e sulla contabilità della regione), acquisito il parere
della competente commissione consiliare, determina gli interventi regionali in
materia di attività sportive, in particolare individuando:
a) le attività inerenti alla formazione, qualificazione, specializzazione ed
aggiornamento degli operatori dello sport e delle professionalità sportive
riconosciute;
b) le priorità settoriali e territoriali di intervento per la promozione e
valorizzazione della pratica dello sport e delle attività ricreative ad essa collegate,
comprese quelle praticabili nella scuola, in particolare nelle scuole dell’obbligo;
c) le forme di sostegno del volontariato sportivo, dei circoli, dei centri di
aggregazione giovanile, delle società senza scopo di lucro e delle associazioni del
tempo libero, promotori di attività sportive;
d) le modalità d’intervento in relazione alle strutture sportive, alle aree sciabili, ai
rifugi- bivacchi, ai sentieri ed alle altre opere connesse allo sport;
e) le iniziative riguardanti il potenziamento delle attrezzature e delle attività delle
squadre di soccorso alpino e l’organizzazione dei servizi valanghe nel territorio
regionale.
2. La Giunta regionale, sentite le province unitamente alla Conferenza regionale
delle autonomie, definisce, mediante la predisposizione di specifico piano-
programma, approvato dal Consiglio regionale, le aree di intervento, gli obiettivi
qualitativi e quantitativi nel settore dell’impiantistica e delle attrezzature sportive,
le priorità settoriali e territoriali d’intervento per la promozione e valorizzazione
della pratica dello sport, per la sicurezza nelle attività sportive e del tempo libero e
per la diffusione delle iniziative di supporto alla tutela sanitaria e motoria degli
utenti. La Giunta regionale individua le risorse finanziarie destinate a ciascuna
area di intervento regionale.
3. In relazione a ciascuna tipologia di intervento e tenuto conto delle finalità di cui
all’articolo 1, la Giunta regionale determina altresì i criteri per l’assegnazione e la
revoca di contributi, le spese ammissibili al finanziamento regionale e gli
eventuali oneri posti a carico del richiedente, nonché le attività e le procedure per
le verifiche ed i controlli sugli interventi finanziati.
4. I criteri di assegnazione dei contributi riferiti al settore dell’impiantistica sono
determinati tenendo conto dei seguenti elementi di valutazione:
a) omogeneità territoriale distributiva degli impianti;
b) razionale distribuzione per tipologia di impianti;
c) efficace gestione orientata anche al pieno utilizzo delle strutture;
d) efficienza qualitativa nella manutenzione e gestione degli impianti;
e) rispetto delle norme di sicurezza;
f) eliminazione di barriere architettoniche;
g) risparmio energetico.
5. Il dirigente regionale competente, sulla base dei criteri approvati dalla Giunta
regionale ai sensi dei commi 3 e 4, definisce con proprio atto le modalità ed i
termini per la presentazione dei progetti e delle relative domande di
finanziamento, le modalità di erogazione dei finanziamenti, nonchè le scadenze
per gli adempimenti amministrativi connessi alla realizzazione degli interventi. Il
dirigente regionale provvede con decreto ad erogare i finanziamenti.

Art. 5
Forum istituzionale dello sport
1. E’ istituito il Forum istituzionale dello sport per il perseguimento degli obiettivi
di politica sportiva di cui all’articolo 1, commi 1, 2 e 3.
2. Il Forum è presieduto dall’assessore regionale competente ed è composto dagli
assessori provinciali competenti in materia di sport.
3. Le modalità di funzionamento del Forum sono stabilite con deliberazione della
Giunta regionale.

Art. 6
Consulta regionale dello sport e comitato di esperti
1. E’ istituita la Consulta regionale dello sport quale organismo con funzioni
propositive e consultive di cui la Giunta regionale si avvale per le finalità di cui
all’articolo 1, comma 4.
2. La Consulta è presieduta dall’assessore regionale competente in materia di
sport o suo delegato, è composta da un rappresentante indicato dal CONI e da tre
rappresentanti per ciascuna delle aree di intervento definite nel piano- programma
di cui all’articolo 4, comma 2 e rimane in carica per la durata della legislatura nel
corso della quale viene costituita.
3. La Consulta si avvale di un comitato di esperti.
4. La composizione e le modalità di funzionamento della Consulta, nonché le
modalità organizzative relative al comitato di esperti sono stabilite con
deliberazione della Giunta regionale.

Art. 7
Osservatorio delle attività sportive
1. E’ istituito nell’ambito della direzione generale regionale competente, con le
modalità di cui all’articolo 11 della legge regionale 23 luglio 1996, n. 16
(Ordinamento della struttura organizzativa e della dirigenza della giunta
regionale), l’Osservatorio delle attività sportive in Lombardia.
2. L’Osservatorio, anche in collaborazione con gli enti locali, il CONI, le
federazioni sportive, gli enti di promozione sportiva, gli oratori ed altri enti
pubblici e privati in grado di fornire adeguate informazioni, raccoglie, aggiorna ed
analizza dati e conoscenze sullo sport per operare un efficace monitoraggio di
impianti, attrezzature, attività ed utenza, per predisporre e curare l’aggiornamento
del quadro completo di domanda ed offerta nel settore.

                                     TITOLO II
       TUTELA DEI PRATICANTI - QUALIFICAZIONE E
     FORMAZIONE DEGLI OPERATORI PER LE ATTIVITà
             SPORTIVE E FISICO-MOTORIE
Art. 8
Tutela della salute dei praticanti
1. Nelle palestre, nelle sale ginniche e nelle strutture sportive aperte al pubblico
dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, anche sotto forma di quote
sociali di adesione, i corsi finalizzati al miglioramento dell’efficienza fisica
devono essere svolti con la presenza di un istruttore qualificato o di un istruttore
specifico di disciplina.
2. Sono considerati istruttori qualificati quelli in possesso di diploma rilasciato
dall’Istituto superiore di educazione fisica (ISEF) o di laurea in scienze motorie di
cui all’articolo 2 del decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178 (Trasformazione
degli Istituti superiori di educazione fisica e istituzione di facoltà e di corsi di
laurea e di diploma in scienze motorie, a norma dell'articolo 17, comma 115, della
legge 15 maggio 1997, n. 127), ovvero in possesso di diploma o di laurea
equipollenti conseguiti all’estero. L’istruttore qualificato è responsabile della
corretta applicazione dei programmi e delle attività svolte nella struttura sportiva.
3. Sono considerati istruttori specifici di disciplina quelli in possesso di apposita
corrispondente abilitazione, rilasciata dalla federazione nazionale competente,
riconosciuta o affiliata al CONI, nonché rilasciata dalle scuole regionali dello
sport del CONI e dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. Gli
insegnanti tecnici delle associazioni tecniche sportive specifiche, riconosciuti
dalla Regione ai sensi dell’articolo 9, comma 2, sono equiparati agli istruttori
specifici. L’istruttore specifico di disciplina è responsabile della corretta
applicazione dei programmi e delle attività svolte nella struttura sportiva.
4. Le prescrizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 non si applicano per l’esercizio di:
a) attività rientranti nei programmi scolastici di educazione fisica previsti dal
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
b) attività agonistiche promosse da federazioni sportive nazionali, da enti di
promozione sportiva riconosciuti dal CONI e dagli oratori, con assunzione delle
responsabilità inerenti alla tutela della salute e della sicurezza degli atleti a carico
dei soggetti promotori ed organizzatori.
5. Nelle piscine e specchi d’acqua interni aperti al pubblico dietro pagamento di
corrispettivi a qualsiasi titolo, anche sotto forma di quote sociali di adesione, i
corsi di nuoto, di nuoto pinnato, di nuoto sincronizzato, di tuffi, di pallanuoto, di
salvamento e di subacquea devono essere svolti alla costante presenza sia di
istruttori in possesso dei brevetti e delle abilitazioni all’insegnamento rilasciati dai
competenti uffici della pubblica amministrazione e dalle competenti federazioni
nazionali riconosciute o affiliate al CONI, sia di almeno un operatore abilitato a
prestare i primi soccorsi nel caso di infortuni o malori.
6. Gli esercenti degli impianti sportivi di cui ai commi 1 e 5 devono stipulare
adeguate polizze assicurative a favore degli utenti e degli istruttori che svolgono
attività di contatto fisico, a copertura di eventi dannosi comunque riconducibili
alle attività svolte all’interno degli stessi impianti.
7. La Giunta regionale in attuazione dei piani e programmi sanitari regionali
promuove le attività di prevenzione e di tutela della salute nelle attività sportive,
al fine di escludere l’ausilio di sostanze, metodologie e tecniche che possano
mettere in pericolo l’integrità psicofisica degli atleti. Al riguardo, le società
sportive, nonché gli esercenti di impianti sportivi di cui ai commi 1 e 5 svolgono
una capillare attività di informazione all'atto dell'iscrizione.
8. Le società, le associazioni sportive, gli enti di promozione sportiva per poter
accedere ai benefici previsti dalla presente legge devono dimostrare di aver
adeguato i propri regolamenti alle disposizioni di cui all’articolo 6 della legge 14
dicembre 2000, n. 376 (Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e
della lotta contro il doping), prevedendo in particolare le sanzioni e le procedure
disciplinari nei confronti dei tesserati in caso di doping o di rifiuto di sottoporsi ai
controlli.

Art. 9
Qualificazione degli operatori
1. La Regione promuove la formazione e l’aggiornamento dei dirigenti, dei
tecnici, degli operatori ed animatori impegnati nel settore delle attività sportive e
delle attività fisico-motorie, favorendo le iniziative finalizzate ad elevare il loro
livello professionale, nonché le iniziative riferite alla formazione di operatori
particolarmente qualificati a supporto delle persone con danno psico-fisico.
Favorisce altresì la formazione degli insegnanti delle scuole di ogni ordine e
grado, oltre che materne, mediante opportuni accordi con gli organismi scolastici,
nell’ambito delle proprie competenze.
2. La Giunta regionale, sentiti la facoltà universitaria di scienze motorie, il CONI,
le associazioni tecniche sportive specifiche, le federazioni sportive, gli enti di
promozione sportiva interessati, definisce con regolamento i profili professionali
nelle diverse discipline sportive, laddove non disciplinati dalla legge statale,
individuandone caratteristiche e requisiti dei percorsi formativi e può istituire un
collegio regionale per l’accertamento del possesso dei suddetti requisiti.

                                    TITOLO III
                      INTERVENTI E PROMOZIONI
Art. 10
Costruzione e ristrutturazione di impianti
1. La Regione, nel rispetto dei criteri definiti ai sensi dell’articolo 4, commi 1,
lettera d), 3 e 4, concede contributi, anche in conto capitale, per:
a) la realizzazione di infrastrutture sportive e ricreative, la costruzione di nuovi
impianti e la ristrutturazione, l’adeguamento anche sotto il profilo della sicurezza,
il superamento delle barriere architettoniche e l’ampliamento degli impianti già
esistenti;
b) l’apprestamento, la miglioria, l’adeguamento e la sicurezza delle piste da sci,
delle strutture edili ed infrastrutture connesse, nonché per la costruzione, la
ristrutturazione, l’adeguamento, l’ampliamento e l’arredamento di rifugi, bivacchi,
sentieri ed altre opere alpine.
2. La Giunta regionale è autorizzata a stipulare con l’Istituto per il credito
sportivo, o con Finlombarda – finanziaria per lo sviluppo della Lombardia - s.p.a.
o con altri istituti di credito, una convenzione per la costituzione di un fondo di
rotazione per la progettazione e la realizzazione degli interventi di cui al comma
1. Tale fondo consente finanziamenti a tasso agevolato. La Giunta regionale con
deliberazione definisce i destinatari, i termini, le modalità di accesso al fondo,
l’entità dell’aiuto, le procedure e le modalità di valutazione delle domande e tutti
gli ulteriori elementi necessari per l’attività del fondo.
3. La Giunta regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con l’Istituto per il
credito sportivo per la concessione di mutui agevolati per l’impiantistica sportiva
da parte del predetto Istituto ad integrazione ed in favore dei soggetti beneficiari
dei contributi in capitale concessi ai sensi del comma 1, lettera a).
4. La Giunta regionale è altresì autorizzata a promuovere l’utilizzo di tecniche di
finanziamento con ricorso a capitali privati per la realizzazione di nuove
infrastrutture sportive di particolare rilevanza con le metodologie operative della
finanza di progetto, nel rispetto della normativa statale e regionale vigente in
materia.
5. La concessione dei contributi è disposta con decreto del dirigente regionale
competente.
6. L’efficacia dei provvedimenti attuativi che contengono aiuti di Stato è
subordinata all’autorizzazione da parte della Commissione Europea ai sensi degli
articoli 87 e 88 del Trattato C.E..

Art. 11
Interventi per la promozione dello sport
1. La Giunta regionale, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 1 e sulla base
di quanto contenuto nel piano-programma di cui all’articolo 4, comma 2,
organizza direttamente, sostiene e promuove, anche mediante specifici interventi
finanziari, le seguenti iniziative:
a) progetti, studi, ricerche, convegni, eventi e pubblicazioni divulgativi della
cultura e dei valori dello sport, comprese le problematiche per lo sport dei
diversamente abili;
b) azioni volte a dare maggiore diffusione a gare e manifestazioni riguardanti
attività sportive di minore notorietà, anche mediante la stipula di convenzioni;
c) manifestazioni sportive di rilevanza regionale, nazionale e internazionale,
riservando particolare attenzione a quelle che coinvolgono gli atleti diversamente
abili, i giovani della scuola primaria e gli anziani;
d) campagne promozionali finalizzate a favorire l’organizzazione di grandi eventi
sportivi in Lombardia, con particolare attenzione per le attività sportive
organizzate nei comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti;
e) accordi, convenzioni e protocolli d’intesa con gli enti ed i comitati
organizzatori di grandi eventi per realizzare iniziative riservate ai giovani, agli
anziani, ai disabili o ad altra categoria di praticanti;
f) organizzazione, nonché partecipazione ad attività e programmi europei ed
internazionali, scambi di esperienze e collaborazione promossi dalle comunità di
lavoro dell’arco alpino “Arge-Alp”, “Alpe-Adria” e “4 motori per l’Europa”;
g) attività sportive, amatoriali e dilettantistiche organizzate da enti di promozione
sportiva, da associazioni sportive dilettantistiche, da società senza scopo di lucro,
da circoli ricreativi, da centri di aggregazione giovanile e dagli oratori;
h) attività organizzate da altri centri e istituti socio sanitari che, attraverso il
recupero riabilitativo, promuovano l’avvio alla pratica sportiva;
i) azioni di comunicazione interna ed esterna finalizzate all’incentivazione di
iniziative in materia sportiva e di aggregazione giovanile.

Art. 12
Premiazioni per meriti sportivi
1. La Regione, nell’ambito della promozione della cultura e della pratica dello
sport per tutti ed al fine di favorire la crescita sportiva dei giovani, istituisce il
bonus “L’alloro dello sport” da concedersi a giovani atleti non professionisti che a
livello regionale si siano distinti, rivelando uno spiccato talento sportivo.
2. L’individuazione dei soggetti beneficiari, la determinazione dell’entità del
bonus e le modalità di erogazione sono stabiliti dalla Giunta regionale con propria
deliberazione.
3. Allo scopo di incentivare e qualificare l’attività sportiva dilettantistica, la
Regione, entro i limiti delle disponibilità di bilancio, istituisce “La giornata dello
sportivo” al fine di premiare e qualificare gli atleti residenti in Lombardia che
abbiano conseguito importanti risultati a livello internazionale.
4. Allo scopo di incentivare e qualificare l’attività sportiva dilettantistica, la
Regione, entro i limiti delle disponibilità di bilancio, organizza iniziative destinate
alla premiazione e qualificazione di atleti ed associazioni sportive che hanno
raggiunto risultati di particolare rilievo nelle varie discipline sportive.
                                   TITOLO IV
   PROMOZIONE E TUTELA DELLE DISCIPLINE SPORTIVE
                 DELLA MONTAGNA
Art. 13
Esercizio delle professioni alpine ed organismi di autodisciplina
1. L'esercizio in Lombardia della professione di maestro di sci e della professione
di guida alpina, così come descritte nelle leggi 8 marzo 1991, n. 81 (Legge-quadro
per la professione di maestro di sci e ulteriori disposizioni in materia di
ordinamento della professione di guida alpina) e 2 gennaio 1989, n. 6
(Ordinamento della professione di guida alpina), è subordinato al possesso
dell'abilitazione all'esercizio della rispettiva professione ed all'iscrizione negli
appositi albi regionali della Lombardia, suddivisi per disciplina e grado di
preparazione e tenuti dai rispettivi collegi regionali di cui al comma 2. L'esercizio
della professione di accompagnatore di media montagna è subordinato
all'iscrizione in apposito elenco speciale tenuto dal collegio regionale lombardo
delle guide alpine.
2. Sono istituiti, quali organismi di autodisciplina e di autogoverno delle
professioni di maestro di sci e guida alpina, rispettivamente, il collegio regionale
lombardo dei maestri di sci ed il collegio regionale lombardo delle guide alpine.
3. Sono organi di ciascun collegio:
a) l'assemblea;
b) il direttivo;
c) il presidente.
4. I collegi adottano i rispettivi regolamenti organizzativi e li trasmettono alla
Giunta regionale per l'approvazione; le funzioni di vigilanza su tali organismi
sono svolte dalla direzione generale regionale competente.
5. La Giunta regionale può concedere ai collegi regionali contributi per interventi
di qualificazione, aggiornamento e specializzazioni professionali e per la
promozione e diffusione delle attività di montagna e delle professioni alpine.
6. Con regolamento della Giunta regionale sono definiti:
a) modalità, termini e condizioni per l'iscrizione agli albi professionali o all'elenco
speciale di cui al comma 1;
b) modalità di formazione e di composizione dei collegi di cui al comma 2, la
durata in carica degli organi ed ogni altro aspetto della disciplina regionale dei
collegi, la determinazione dei valori minimi e massimi delle tariffe professionali;
c) le ipotesi di applicazione dell'istituto di denuncia di inizio attività diverse da
quelle disciplinate dall'articolo 15, in particolare ai fini dell'esercizio temporaneo
dell'attività di guida alpina da parte di soggetto iscritto all'albo di altra Regione.
Per quanto non previsto dal regolamento trova applicazione la disciplina di cui
agli articoli 3 e 5 della legge regionale 22 luglio 2002, n. 15 (Legge di
semplificazione 2001. Semplificazione legislativa mediante abrogazione di leggi
regionali. Interventi di semplificazione amministrativa e delegificazione);
d) le ipotesi di applicazione dell'istituto del silenzio assenso, con particolare
riguardo all'esercizio non saltuario dell'attività di guida alpina da parte di cittadini
di stati non membri dell'UE, al trasferimento nell'albo professionale della
Lombardia di guide alpine e aspiranti guide iscritte all'albo di altra regione,
all'iscrizione nell'elenco speciale degli accompagnatori di media montagna. Per
quanto non previsto dal regolamento trova applicazione la disciplina di cui agli
articoli 4 e 5 della l.r. 15/2002.

Art. 14
Corsi di formazione ed esami di abilitazione. Aggiornamenti e
specializzazioni
1. L'abilitazione tecnica all'esercizio delle professioni di maestro di sci, di guida
alpina e di accompagnatore di media montagna si consegue mediante la frequenza
di appositi corsi teorico-pratici di formazione, organizzati dalla direzione generale
regionale competente, ed attraverso il superamento dei relativi esami.
L'abilitazione all'esercizio delle professioni è rilasciata dal dirigente regionale
competente.
2. La Regione organizza corsi di formazione finalizzati alla preparazione degli
esami di abilitazione, corsi di aggiornamento e corsi di specializzazione per
l'esercizio delle seguenti professioni alpine:
a) maestri di sci per la disciplina alpina, per lo sci da fondo, per la pratica dello
snowboard e per attività assimilabili, con la collaborazione del rispettivo collegio
di cui all'articolo 13, comma 2, nonché degli organi tecnici della Federazione
italiana sport invernali (FISI);
b) guide alpine per i diversi gradi di aspirante-guida alpina, guida alpina-maestro
di alpinismo, accompagnatore di media montagna, e per attività assimilabili, con
la collaborazione del rispettivo collegio di cui all'articolo 13, comma 2.
3. I maestri di sci, le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna hanno
l'obbligo, per poter esercitare la professione, di frequentare ogni tre anni un corso
di aggiornamento inerente alla propria disciplina. Sono esonerati i maestri-
istruttori degli aspiranti maestri di sci in regola con gli aggiornamenti annuali
FISI, le guide alpine maestri di alpinismo in possesso del diploma di istruttore di
guida alpina, le aspiranti guide alpine che superino nel periodo considerato
l'esame di abilitazione per guide alpine-maestri di alpinismo. La partecipazione ai
corsi di specializzazione è facoltativa.
4. La periodicità dei corsi di abilitazione, aggiornamento e specializzazione, le
modalità di nomina e composizione delle commissioni per gli esami di
abilitazione alle professioni e per gli esami finali dei corsi di specializzazione, la
disciplina delle prove di esame, la determinazione della quota di iscrizione per
ciascun corso, dei compensi ed i rimborsi spese ai componenti delle commissioni
sono stabiliti con regolamento della Giunta regionale.
5. La direzione generale regionale competente è autorizzata a stipulare polizze di
assicurazione a favore dei membri delle commissioni esaminatrici, degli
insegnanti e degli allievi dei corsi di abilitazione, aggiornamento e
specializzazione per infortuni e per i rischi derivanti da responsabilità civile verso
terzi, limitatamente al periodo di svolgimento dei corsi medesimi.

Art. 15
Scuole di sci e di alpinismo
1. L'apertura e l'esercizio di scuole invernali o estive per l'insegnamento della
pratica dello sci e di scuole di alpinismo o di sci alpinismo possono essere
effettuati decorsi novanta giorni dalla presentazione della denuncia di inizio
attività da parte dell'interessato alla direzione generale competente; la denuncia
deve attestare l'esistenza dei presupposti e dei requisiti indicati da apposito
provvedimento della Giunta regionale. Si applicano le disposizioni di cui agli
articoli 3 e 5 della l.r. 15/2002.
2. Le funzioni di vigilanza sulle scuole sono esercitate dalle province e dai collegi
regionali di cui all'articolo 13, comma 2.
3. Il Club alpino italiano (CAI) conserva, con le prescrizioni di cui alla legge 2
gennaio 1989, n. 6 (Ordinamento della professione di guida alpina), la facoltà di
organizzare scuole e corsi di addestramento a carattere non professionale per le
attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche, speleologiche, naturalistiche
e per la formazione dei relativi istruttori.

Art. 16
Aree sciabili
1. La Giunta regionale individua le aree sciabili e gli ambiti territoriali entro i
quali è possibile la realizzazione di piste sciabili, in conformità agli strumenti di
pianificazione territoriale e urbanistica, nonché a specifiche previsioni e piani
predisposti dalle comunità montane. Le aree sciabili individuate dalla Giunta
regionale sono considerate di pubblica utilità.
2. La Giunta regionale costituisce con proprio atto un comitato consultivo per le
piste sciabili, determinandone composizione e funzionamento, quale organismo
che esprime parere tecnico sulle aree sciabili e sugli ambiti territoriali di cui al
comma 1; con il medesimo provvedimento vengono definiti la composizione ed i
compiti delle commissioni tecniche per le piste da sci da istituirsi presso ciascuna
comunità montana.
3. Al fine di assicurare le migliori condizioni di sicurezza della circolazione, le
piste vengono classificate e dotate della necessaria segnaletica secondo le
caratteristiche tecniche ed i requisiti da definirsi con apposite disposizioni
approvate con regolamento della Giunta regionale. Con lo stesso provvedimento
vengono definite le disposizioni per la manutenzione e la sorveglianza delle piste
da sci. Le piste devono essere situate in zone non soggette a pericolo di frane e
valanghe e, comunque, devono essere protette da tali pericoli e risultare idonee
sotto l'aspetto idrogeologico.
4. La predisposizione delle piste da sci e la loro apertura al pubblico è soggetta ad
autorizzazione rilasciata dalla competente comunità montana d'intesa con i
comuni interessati, acquisito il parere della commissione tecnica per le piste da
sci; il suddetto provvedimento autorizzativo è trasmesso in copia alla competente
direzione generale della Giunta regionale.
5. L'esercente la pista deve stipulare un contratto a copertura dei rischi per
possibili danni agli utenti; il contratto di assicurazione è esibito alla comunità
montana all'atto della presentazione della domanda di autorizzazione di cui al
comma 4. Per la manutenzione delle piste da sci, nonché per il soccorso da
prestarsi in caso di incidenti agli utenti, è fatto obbligo agli esercenti di istituire un
apposito servizio piste e soccorso dotato della necessaria attrezzatura ed
autorizzazione sanitaria. L'utilizzo delle piste a scopo agonistico è subordinato
alla omologazione rilasciata dal CONI ai sensi dell'articolo 56, lettera b) del
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della
delega di cui all'art. 1 della L. 22 luglio 1975, n. 382).
6. Fino alla data di approvazione delle aree sciabili e degli ambiti territoriali di cui
al comma 1, ciascuna comunità montana può rilasciare, acquisito il parere della
propria commissione tecnica, l'autorizzazione provvisoria all'apprestamento delle
singole piste nel rispetto di quanto stabilito al comma 3, purché le stesse siano
previste dalla pianificazione urbanistica vigente.

Art. 17
Soccorso alpino e servizi valanghe
1. Il dirigente regionale competente, in conformità alle determinazioni della
Giunta regionale di cui all'articolo 4, comma 1, lettera e), concede alle comunità
montane, alle delegazioni di zona del corpo nazionale di soccorso alpino ed al
servizio valanghe regionale i contributi finalizzati al potenziamento delle
attrezzature e delle attività delle squadre di soccorso alpino ed all'organizzazione
dei servizi valanghe nel territorio regionale.

                                     TITOLO V
              DISPOSIZIONI FINALI ED ABROGAZIONI
Art. 18
Sanzioni
1. Salvo quanto previsto dai commi 3, 4, 5 e 10 e ferma restando l'applicazione
della legge penale qualora il fatto costituisca reato, per la violazione delle
disposizioni contenute nella presente legge, nonché di quelle contenute nel
regolamento attuativo, si applica la sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro
5.000,00, irrogata nelle forme e nei modi previsti dalla legge regionale 5 dicembre
1983, n. 90 (Norme di attuazione della legge 24 novembre 1981, n. 689
concernente modifiche al sistema penale).
2. Il regolamento di cui al comma 1 è adottato dalla Giunta regionale entro
centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e pubblicato sul
Bollettino Ufficiale della Regione.
3. Si applica la sanzione da euro 40,00 a euro 400,00 a carico di chiunque
nell'esercizio della pratica dello sci non ottemperi alle disposizioni concernenti il
rispetto della segnaletica posta sulle aree sciabili.
4. Per la violazione di quanto previsto dall'articolo 16, comma 3, si applica la
sanzione da euro 1.300,00 a euro 13.000,00.
5. Per la violazione di quanto previsto dall'articolo 16, commi 4 e 5, si applica la
sanzione da euro 2.500,00 a euro 25.000,00.
6. Il dirigente regionale competente può disporre ispezioni e controlli, a mezzo di
propri funzionari all'uopo incaricati, al fine di vigilare sul rispetto delle previsioni
della presente legge.
7. Sono revocate le quote non erogate dei contributi assegnati, ai sensi della
presente legge, alle associazioni sportive, ai titolari di strutture sportive ed agli
organizzatori di manifestazioni sportive che siano riconosciuti responsabili di aver
consentito l'assunzione di sostanze alteranti le normali funzioni fisiologiche, in
violazione delle disposizioni normative in materia di controllo antidoping. Ai
medesimi soggetti è interdetto l'accesso ai contributi per un periodo di cinque
anni.
8. I maestri di sci, le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna iscritti
negli albi professionali che si rendono colpevoli di violazioni delle norme di
deontologia professionale, ovvero delle norme di comportamento previste dalla
normativa vigente, sono passibili delle seguenti sanzioni disciplinari:
a) ammonizione scritta;
b) censura;
c) sospensione dall'albo, per un periodo da un mese ad un anno;
d) radiazione.
9. I provvedimenti disciplinari sono adottati dal consiglio direttivo del collegio
regionale di appartenenza a maggioranza assoluta dei componenti. Contro i
provvedimenti disciplinari è ammesso ricorso al direttivo del collegio nazionale di
appartenenza.
10. Nei casi di violazione della disciplina di denuncia di inizio attività di cui
all'articolo 15, nonché delle ipotesi di applicazione degli istituti di denuncia di
inizio attività e del silenzio assenso disciplinate nel regolamento di cui all'articolo
13, comma 6, si applica il regime sanzionatorio sancito dall'articolo 5 della l.r.
15/2002. A coloro che iniziano l'attività in mancanza dei requisiti richiesti o in
contrasto con la normativa vigente, si applica la sanzione da euro 600,00 a euro
3000,00.

Art. 19
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'attività del Forum istituzionale dello sport di cui
all'articolo 5, della Consulta regionale dello sport di cui all'articolo 6 e del
comitato consultivo per le piste sciabili di cui all'articolo 16, comma 2, si
provvede per l'esercizio finanziario 2003 e seguenti, con le risorse stanziate
annualmente all'UPB 5.0.2.0.1.184 "Spese postali, telefoniche e altre spese
generali".
2. Le spese per i contributi ai collegi regionali di cui agli articoli 13, comma 5 e
15, comma 2, e per l'attività di formazione di cui all'articolo 14, sono determinate,
a decorrere dall'anno 2003, con la legge di approvazione di bilancio dei singoli
esercizi finanziari, ai sensi dell'articolo 22, comma 1, della l.r. 34/1978, a valere
sulle somme appositamente stanziate sull'UPB 2.4.2.3.2.68 "Interventi per
l'educazione allo sport e per la diffusione della pratica delle attività e delle
professioni sportive".
3. Le quote di iscrizione per la partecipazione ai corsi, di cui all'articolo 14,
comma 4, sono introitate sull'UPB 3.3.9 "Proventi derivanti da servizi regionali"
dello stato di previsione delle entrate del bilancio di previsione per gli esercizi
finanziari 2003 e seguenti.
4. Per le spese per la costruzione e ristrutturazione di impianti sportivi di cui
all'articolo 10, commi 1 e 2 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2003, la spesa
complessiva di euro 4.000.000,00.
5. Per le spese di cui al comma 4, è autorizzata l'assunzione di obbligazioni ai
sensi dell'articolo 25, comma 1 della l.r. 34/1978. Le successive quote annuali di
spesa saranno determinate dalle leggi di approvazione dei rispettivi bilanci ai
sensi dell'articolo 25, comma 4, della l.r. 34/1978.
6. All'onere complessivo di euro 4.000.000,00, di cui al comma 4, si provvede
mediante riduzione per pari importo, per l'anno 2003, della dotazione finanziaria
di competenza dell'UPB 5.0.4.0.3.250 "Fondo speciale per spese d'investimento"
(voce 2.4.2.3.3.69.9771 "Legge quadro sullo sport").
7. All'autorizzazione delle altre spese previste dai precedenti articoli si
provvederà, a decorrere dall'anno 2003, sulla base delle disponibilità determinate
con legge di bilancio per i relativi esercizi finanziari.
8. Allo stato di previsione delle spese del bilancio pluriennale 2002-2004 sono
apportate le seguenti variazioni:
STATO DI PREVISIONE DELLE SPESE
Alla funzione obiettivo 2.4.2 "Promozione e sviluppo delle attività ricreative e
sportive", spese in capitale, la dotazione finanziaria di competenza dell'UPB
2.4.2.2.3.67 " Interventi per lo sviluppo e l'ammodernamento dell'impiantistica
sportiva" è incrementata, per l'esercizio finanziario 2003, di euro 4.000.000,00.

Art. 20
Norme finali, transitorie e abrogazioni
1. Fatto salvo quanto disposto dal comma 2, a decorrere dall'1 gennaio 2003 sono
abrogate le seguenti disposizioni normative regionali:
a) la legge regionale 21 gennaio 1975, n. 9 (Interventi per lo sviluppo delle
attrezzature sportive);
b) la legge regionale 4 agosto 1976, n. 23 (Interventi per lo sviluppo delle
attrezzature sportive- Erogazione sotto forma di contributi diretti delle
provvidenze previste dall’art. 2 della legge regionale 21 gennaio 1975, n. 9);
c) la legge regionale 9 marzo 1978, n. 25 (Rifinanziamento con modifiche della
legge regionale 21 gennaio 1975, n. 9 “Interventi per lo sviluppo delle attrezzature
sportive”);
d) l'articolo 14 della legge regionale 21 agosto 1981, n. 50 (Rifinanziamento e
modifiche di leggi regionali in attuazione del bilancio pluriennale 1981/83);
e) la legge regionale 28 luglio 1982, n. 44 (Interventi regionali a favore dei servizi
di soccorso alpino, guide alpine, servizio valanghe operanti in regione);
f) la legge regionale 25 maggio 1983, n. 47 (Modifiche ed integrazioni alle
LL.RR. 21 gennaio 1975, n. 9 'Interventi per lo sviluppo delle attrezzature
sportive', 4 settembre 1973, n. 40 'Incentivazione della ricettività e delle
infrastrutture turistiche in Lombardia', 18 luglio 1982, n. 44 'Interventi regionali a
favore dei servizi di soccorso alpino, guide alpine, servizio valanghe operanti in
regione');
g) la legge regionale 23 aprile 1985, n. 36 (Ordinamento delle piste per la pratica
dello sci ed interventi per il loro sviluppo in Lombardia);
h) la legge regionale 14 febbraio 1994, n. 2 (Ordinamento della professione di
maestro di sci in Lombardia);
i) la legge regionale 11 novembre 1994, n. 29 (Ordinamento della professione di
guida alpina);
j) i riferimenti alle leggi regionali 9/1975, 44/1982, 36/1985 e 29/1994 di cui alla
tabella D allegata alla legge regionale 27 gennaio 1998, n. 1 (Legge di
programmazione economico-finanziaria ai sensi dell’art. 9 ter della l.r. 31 marzo
1978, n. 34 “Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla
contabilità della regione” e successive modificazioni e integrazioni).
k) il comma 13 dell’articolo 1 della legge regionale 27 marzo 2000, n.18
(Modifiche ed integrazioni a disposizioni legislative a supporto degli interventi
connessi alla manovra di finanza regionale);
l) il comma 7 dell’articolo 2 della legge regionale 3 aprile 2001, n. 6 (Modifiche
alla legislazione per l’attuazione degli indirizzi contenuti nel documento di
programmazione economico-finanziaria regionale- Collegato ordinamentale
2001);
m) il comma 4 dell’articolo 10 della legge regionale 22 luglio 2002, n. 15
(Semplificazione legislativa mediante abrogazione di leggi regionali, interventi di
semplificazione amministrativa e delegificazione);
n) il comma 18 dell’articolo 11 della l.r. 15/2002;
o) i riferimenti alle leggi regionali 2/1994 e 29/1994 di cui all’allegato B della l.r.
15/2002;
p) i riferimenti alla l.r. 29/1994 di cui all’allegato C della l.r. 15/2002;
q) il regolamento regionale 16 novembre 1976, n. 3 (Disciplina delle piste per la
pratica non agonistica dello sci in Lombardia);
r) il regolamento regionale 1 aprile 1985, n. 1 (Regolamento d'attuazione della
L.R. del 6 marzo 1985, n. 388 'Ordinamento delle piste per la pratica dello sci ed
interventi per il loro sviluppo in Lombardia');
s) il regolamento regionale 1 aprile 1985, n. 2 (Regolamento di attuazione della
L.R. 17 luglio 1982, n. 37 'Disciplina dell'insegnamento dello sci').
2. Le disposizioni regolamentari e tecniche che disciplinano i servizi di soccorso
alpino e servizio valanghe, le caratteristiche, la sicurezza e la segnaletica delle
piste da sci, la formazione e l'abilitazione professionale, gli aggiornamenti e le
specializzazioni dei maestri di sci e delle guide alpine, l'istituzione delle scuole di
sci e di alpinismo restano in vigore sino alla pubblicazione dei corrispondenti
regolamenti previsti dalla presente legge.
3. Gli atti e i provvedimenti amministrativi già assunti a norma delle leggi
regionali di cui al comma 1 continuano a produrre i propri effetti amministrativi.
4. Possono essere assunti ulteriori provvedimenti amministrativi finanziari
esecutivi atti a dar corso ai provvedimenti di cui al comma 3.
5. I componenti degli organismi collegiali nominati ai sensi delle leggi abrogate
dal comma 1 restano in carica sino alla costituzione dei nuovi organismi previsti
dalla presente legge.
6. Sino alla pubblicazione del regolamento di cui all'articolo 13 e del
provvedimento della Giunta regionale di cui all'articolo 15, l'esercizio delle
attività ivi indicate continua ad essere soggetto agli istituti della denuncia di inizio
attività e del silenzio assenso di cui agli articoli 3, 4, 5 della l.r. 15/2002; per
l'individuazione dei requisiti e dei presupposti condizionanti la corretta
applicazione dei predetti istituti continua a farsi riferimento a quanto previsto,
rispettivamente, dagli articoli 18 e 19 della l.r 2/94; 5, comma 6, 6, commi 1 e 3,
17 e 21 della l.r. 29/1994. A coloro che iniziano l'attività in mancanza dei requisiti
richiesti o in contrasto con la normativa vigente, si applica la sanzione di cui al
comma 10 dell'articolo 18.

                                MARCHE
  LEGGE REGIONALE N. 47 DEL 1-
            08-1997
  Interventi per la promozione e lo sviluppo della
 pratica sportiva e delle attività motorio-ricreative
Art. 1
Finalità e programmazione degli interventi
1. La Regione, in attuazione delle finalità di cui all'articolo 5 dello Statuto,
promuove l'accrescimento della pratica sportiva e delle attività motorio-ricreative
al fine di concorrere allo sviluppo integrale della persona, anche sotto il profilo
della socializzazione e della formazione educativa, e di contribuire alla tutela della
salute e al mantenimento delle condizioni fisiche ottimali.
2. Per il perseguimento delle finalità di cui al comma 1 la Regione favorisce:
a) la diffusione e la promozione dello sport aperto alle generalità dei cittadini,
secondo le esigenze, le possibilità e le aspirazioni di ciascuno;
b) la realizzazione di un sistema regionale di impianti ed attrezzature sportive ad
uso collettivo;
c) i rapporti di collaborazione con le società sportive, gli enti di promozione
sportiva, il CONI, le federazioni sportive, gli organi scolastici ed ogni altro
organismo e istituzione che svolga attività sportiva e motorio-ricreativa;
d) la tutela sanitaria dell'attività sportiva;
e) lo svolgimento di manifestazioni e competizioni sportive;
f) la raccolta, l'aggiornamento, il monitoraggio e l'analisi di tutti i dati e le notizie
riferiti allo sport;
g) la formazione degli operatori sportivi, per lo sviluppo e la qualificazione
dell'offerta dei servizi e dell'attività sportiva e motorio-ricreativa, anche a tutela
degli utenti.
Art. 2
Consulta regionale per lo sport
1. E' istituita la Consulta regionale per lo sport quale organismo di consultazione e
proposta per la Giunta regionale in materia sportiva.
2. La Consulta è nominata dal Presidente della Giunta regionale ed è composta da:
a) l'assessore regionale competente in materia di sport o suo delegato, che la
presiede;
b) due consiglieri regionali eletti dal Consiglio regionale;
c) due rappresentanti delle Province, designati dalla sezione regionale dell'UPI;
d) due rappresentanti dei Comuni, di cui uno dei Comuni montani, designati dalla
sezione regionale dell'ANCI;
e) quattro rappresentanti del CONI, di cui uno esperto in impiantistica sportiva;
f) due rappresentanti degli enti di promozione sportiva designati congiuntamente
dai competenti organismi regionali;
g) il sovrintendente regionale scolastico o suo delegato;
h) un rappresentante dell'Istituto superiore di educazione fisica (ISEF) di Urbino
designato dall'Istituto stesso;
i) un rappresentante dell'organo regionale della federazione medico sportiva
italiana, designato dallo stesso;
l) un rappresentante della Federazione regionale diplomato ISEF delle Marche.
3. La Consulta resta in carica per la stessa durata della legislatura regionale.
4. La Giunta regionale determina le modalità di funzionamento della Consulta. I
componenti della Consulta operano a titolo gratuito.
5. Le funzioni di segreteria della Consulta sono svolte da personale appartenente
al servizio regionale competente in materia di sport, caccia, pesca e tempo libero.

Art. 3
Contributi per l'impiantistica sportiva
1. Per il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), la
Regione concorre al finanziamento per la ristrutturazione e la realizzazione di
impianti e di attrezzature sportive e motorio-ricreative, da parte degli enti locali,
società sportive e loro strutture associative ed altri soggetti pubblici e privati senza
fini di lucro, dando priorità nell'ordine:
a) all'adeguamento degli impianti alle norme vigenti in materia e all'abbattimento
delle barriere architettoniche;
b) al completamento, recupero e ristrutturazione degli impianti esistenti, ivi
compresa la dotazione di attrezzature;
c) alla realizzazione di strutture e attrezzature sportive all'aperto;
d) alla realizzazione di nuovi impianti sportivi da parte di enti locali associati
nelle forme indicate dal capo VIII della legge 8 giugno 1990, n. 142;
e) alla realizzazione di nuovi impianti sportivi da parte di enti locali;
f) alla realizzazione di nuovi impianti sportivi da parte di società a prevalente
partecipazione pubblica.
2. La realizzazione di nuovi impianti può avvenire anche mediante l'acquisto di
immobili da destinare all'attività sportiva.
3. Il concorso finanziario della Regione può avvenire in conto capitale, in misura
non superiore al cinquanta per cento della spesa ritenuta ammissibile, in conto
interessi mediante contributi pluriennali, nella misura massima del sei per cento
della spesa ritenuta ammissibile; la Regione può stipulare convenzioni con istituti
di credito.
4. Le Province, entro il 30 settembre di ogni anno e contestualmente ai programmi
di cui all'articolo 8 della l.r. 5 settembre 1992, n. 46, trasmettono alla Regione i
programmi pluriennali nel settore dello sport assieme alle richieste di
finanziamento degli interventi di competenza propria o degli altri enti locali. Le
richieste di finanziamento dei soggetti, diversi dagli enti locali, di cui al comma 1,
sono trasmesse dai Comuni alle Province unitamente a quelle di propria
competenza.
5. Le richieste di finanziamento debbono indicare la tipologia di ciascun
intervento, la localizzazione, i tempi di realizzazione, i soggetti responsabili della
progettazione, della esecuzione e della gestione, il piano finanziario ed il
contributo regionale richiesto, l'impatto economico-sociale ed ambientale.
6. La Giunta regionale, sentita la Consulta regionale per lo sport, entro trenta
giorni dall'approvazione del bilancio annuale di previsione, stabilisce le tipologie
degli impianti sportivi da finanziare, i criteri e le modalità di finanziamento degli
impianti, nel rispetto delle priorità di cui al comma 1. Alla concessione dei
finanziamenti provvede il dirigente del servizio competente in materia di sport, ai
sensi dell'articolo 5 della l.r. 31 ottobre 1994, n. 44, sulla base dell'istruttoria
tecnico-economica del nucleo di valutazione di cui all'articolo 28 della l.r. 26
aprile 1990, n. 30.
7. I soggetti ammessi a finanziamento decadono dal contributo regionale in caso
di mancato inizio dei lavori entro un anno dal provvedimento di concessione del
contributo stesso.
8. Per gli interventi di cui al comma 1, possono essere rilasciate concessioni
edilizie in deroga ai sensi e nei limiti di cui all'articolo 68 della l.r. 5 agosto 1992,
n. 34.

Art. 4
Vincolo di destinazione
1. Sulle aree, gli impianti e le attrezzature di cui all'articolo 3 ammessi a
contributo è costituito vincolo di destinazione:
a) per la durata del mutuo se realizzati o acquisiti con il finanziamento regionale
in conto interessi;
b) per la durata di quindici anni se realizzati o acquisiti con il finanziamento
regionale in conto capitale.
2. Il vincolo di destinazione di cui alla lettera a) del comma 1 è annotato nel
contratto di mutuo, quello di cui alla lettera b) è annotato in apposito atto soggetto
a registrazione.
3. Le spese derivanti dalle formalità necessarie per il vincolo di destinazione sono
a carico dei soggetti beneficiari dei contributi.
4. La cancellazione anticipata del vincolo è autorizzata dalla Giunta regionale
qualora sia dimostrata l'impossibilità o la non economicità della destinazione
dell'opera e comporta l'obbligo della restituzione del contributo erogato
maggiorato degli interessi calcolati dalla data di concessione al tasso ufficiale di
sconto in vigore al momento della restituzione.
5. La Giunta regionale, anche avvalendosi del CONI, può effettuare ispezioni e
controlli sugli impianti e le attrezzature finanziate ai sensi della presente legge al
fine di riscontrare la rispondenza delle opere realizzate a quelle ammesse a
finanziamento e di verificare il mantenimento della loro destinazione d'uso.
Art. 5
Fidejussione regionale
1. I finanziamenti richiesti agli istituti di credito dai soggetti ammessi ai benefici
di cui all'articolo 3 possono essere garantiti da fidejussione deliberata dalla Giunta
regionale.
2. La concessione della fidejussione di cui al comma 1 è subordinata alle seguenti
condizioni:
a) i soggetti pubblici richiedenti devono dimostrare l'integrale o parziale carenza
di cespiti delegabili e precisare come intendono assolvere agli obblighi derivanti
dal finanziamento;
b) le società sportive ed i privati richiedenti devono essere muniti di personalità
giuridica, dimostrare la situazione economico-patrimoniale e precisare l'esistenza
di mezzi per l'assolvimento degli obblighi derivanti dal finanziamento.
3. L'attendibilità dei programmi di finanziamento presentati dai richiedenti deve
essere certificata da una società di revisione ovvero dall'istituto di credito che
eroga il finanziamento.

Art. 6
Contributi per attività sportive e motorio-ricreative
1. Per il sostegno e la promozione delle attività sportive e motorio-ricreative di cui
all'articolo 1, comma 2, lettere a), c), d), e), f) e g), la Regione concede contributi
a favore di:
a) società sportive dilettantistiche che svolgono attività promozionali attraverso i
centri di avviamento allo sport nel rispetto delle norme approvate dal consiglio
nazionale del CONI;
b) scuole elementari e di istruzione di primo e secondo grado che svolgono attività
sportiva in orari extra scolastici, secondo i programmi del Ministero della
pubblica istruzione riferiti in particolare ai giochi della gioventù ed ai campionati
studenteschi e che consentano ai Comuni ed alle Province l'utilizzo, mediante
apposita convenzione, degli edifici e delle attrezzature scolastiche per le finalità di
cui all'art. 12 della legge 4 agosto 1977, n. 517;
c) enti di promozione sportiva operanti in almeno tre province del territorio
regionale e che svolgono attività sportiva amatoriale e motorio-ricreativa nei
settori giovanile, terza età e disabili;
d) comitati e delegazioni regionali delle federazioni sportive nazionali affiliate al
CONI per il miglioramento delle loro strutture operative sulla base di convenzioni
che prevedano anche l'uso di dette strutture per attività non agonistiche;
e) enti locali, comitati regionali e provinciali del CONI e delle federazioni
sportive nazionali, società sportive ed enti di promozione sportiva per
l'organizzazione di manifestazioni e competizioni sportive di livello regionale,
nazionale ed internazionale;
f) enti pubblici, comitati regionali e provinciali del CONI e delle federazioni
sportive nazionali, enti di promozione sportiva e società sportive non aventi fine
di lucro per l'organizzazione di seminari e corsi di formazione per l'aggiornamento
di tecnici ed operatori.
2. La Giunta regionale fissa i criteri, le modalità ed i termini per la concessione
dei contributi.
3. I contributi per l'organizzazione e l'attuazione delle iniziative di cui al comma 1
non possono superare il cinquanta per cento della spesa riconosciuta ammissibile.
4. Le domande di contributo sono presentate entro il 31 gennaio di ogni anno.
5. Le domande presentate dai soggetti di cui al comma 1, devono contenere la
dichiarazione di eventuali contributi ottenuti o richiesti ad altri soggetti pubblici o
privati.
6. Le domande presentate dai soggetti di cui al comma 1, lettere a) e d) devono
altresì essere corredate dal parere del CONI, quelle presentate dai soggetti di cui
al comma 1, lettera b), dal parere del competente provveditorato agli studi.
7. I soggetti ammessi a contributo decadono dallo stesso nelle ipotesi seguenti:
a) per mancata realizzazione dell'iniziativa entro sei mesi dalla data indicata nella
domanda di contributo;
b) per mancata trasmissione della rendicontazione relativa alle spese sostenute
entro sei mesi dallo svolgimento dell'iniziativa.
8. La Giunta regionale, anche in collaborazione con soggetti pubblici, può
promuovere iniziative di promozione sportiva, ivi compresi studi e ricerche,
nonchè partecipare alle stesse.
9. Per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 8 la Regione può avvalersi
della Consulta regionale per lo sport.

Art. 7
Requisiti degli impianti e delle attrezzature per l'esercizio di attività motorio-
ricreative e di relativa autorizzazione
1. Per i requisiti tecnici, igienico-sanitari e di sicurezza che devono avere gli
impianti e le attrezzature per l'esercizio di attività ginniche, di muscolazione e di
formazione fisica, si applicano le disposizioni statali in materia ed in particolare
quelle previste dal decreto del Ministro dell'interno 18 marzo 1996, pubblicato nel
supplemento ordinario alla "Gazzetta Ufficiale" n. 85 dell'11 aprile 1996.
2. L'apertura e l'esercizio degli impianti di cui al comma 1, anche se già operanti,
sono subordinati ad autorizzazione rilasciata dal Comune, previo accertamento dei
seguenti requisiti:
a) conformità dell'impianto e delle attrezzature alle disposizioni di cui al comma
1;
b) polizza assicurativa a favore degli utenti dell'impianto per gli eventi dannosi
comunque connessi con lo svolgimento delle attività svolte all'interno
dell'impianto stesso;
c) utilizzazione in via prioritaria di istruttori provvisti di diploma ISEF o,
limitatamente alla pratica delle singole discipline, di tecnici abilitati dalle
federazioni sportive nazionali che abbiano frequentato corsi integrativi con
superamento di prova finale di qualificazione;
d) utilizzazione di un responsabile sanitario.
3. L'autorizzazione di cui al comma 2 deve, tra l'altro, indicare le attività e le
attrezzature consentite, nonchè il numero massimo di praticanti che possono
essere compresenti nell'impianto.
4. L'autorizzazione è sospesa o revocata quando vengano meno i requisiti di cui al
comma 2.
5. Chiunque gestisca un impianto di cui al comma 1 senza autorizzazione è
soggetto ad una sanzione amministrativa da lire 2.000.000 a lire 12.000.000 oltre
che alla sanzione accessoria della chiusura dell'impianto fino al rilascio
dell'autorizzazione comunale. In caso di recidiva la sanzione pecuniaria è da lire
3.000.000 a lire 18.000.000.
6. La vigilanza sul rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo e
l'applicazione delle sanzioni sono di competenza dei Comuni che introitano i
relativi proventi.

Art. 8
Attività informativa
1. La Giunta regionale, anche in collaborazione con il CONI, provvede alla
raccolta e all'aggiornamento dei dati relativi agli impianti, alle associazioni
sportive e al numero dei praticanti attività sportive.
2. I soggetti pubblici e privati beneficiari dei contributi di cui alla presente legge
che non ottemperano all'obbligo di invio dei dati loro richiesti sono esclusi dai
contributi.

Art. 9
Disposizioni finanziarie
1. Per gli interventi di cui all'articolo 6 è autorizzata, per l'anno 1997, la
complessiva spesa di lire 1.650.000.000.
2. Per l'attuazione delle finalità di cui all'articolo 3 è autorizzato un limite di
impegno di durata massima ventennale di lire 800 milioni con decorrenza
dall'anno 1997 e termine nell'anno 2016 recante, ai sensi dell'articolo 22 della l.r.
30 aprile 1980, n. 25 una spesa complessiva di lire 16.000 milioni, con attivazione
di investimento per circa 13.500 milioni.
3. Alla copertura degli oneri derivanti dalla presente legge si provvede:
a) per gli interventi previsti dal comma 1 mediante utilizzo delle risorse risultanti
dall'abrogazione della l.r. 31 maggio 1980, n. 46, stanziate nel bilancio di
previsione per l'anno 1996 a carico dei capitoli 4122101, 4122102 e 4122103
dello stato di previsione della spesa;
b) per le finalità di cui al comma 2 mediante impiego dello stanziamento iscritto a
carico del capitolo 6300293 dello stato di previsione della spesa del bilancio per
l'anno 1997.
4. Le somme occorrenti per il pagamento delle spese autorizzate per effetto
dell'articolo 6 sono iscritte:
a) per l'anno 1997:
1) per le finalità di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 6 a carico del
capitolo dello stato di previsione della spesa che la Giunta regionale è autorizzata
a istituire con la seguente denominazione: "Contributi a favore delle società
sportive dilettantistiche e riconosciute dal CONI che svolgono attività
promozionali attraverso i criteri di avviamento allo sport";
2) per le attività sportive previste dalla lettera b) del comma 1 del medesimo
articolo a carico del capitolo dello stato di previsione della spesa che la Giunta
regionale è autorizzata a istituire con la seguente denominazione: "Contributi a
favore delle scuole elementari e medie di primo e secondo grado che svolgono
attività sportiva in orari extra scolastici, secondo i programmi del Ministero della
pubblica istruzione riferiti in particolare ai giochi della gioventù ed ai campionati
studenteschi";
3) per le attività indicate nella lettera c) del comma 1 dell'articolo 6 a carico del
capitolo dello stato di previsione della spesa che la Giunta regionale è autorizzata
ad istituire con la denominazione di seguito indicata: "Contributi a favore degli
enti di promozione sportiva operanti in almeno tre province del territorio
regionale che svolgono attività sportiva amatoriale e motorio-ricreativa nei settori
giovanile, terza età e disabili";
4) per gli interventi di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 6 a carico del
capitolo dello stato di previsione della spesa che la Giunta regionale è autorizzata
ad istituire con la seguente denominazione: "Contributi a favore dei comitati
regionali delle federazioni sportive nazionali affiliate al CONI per il
miglioramento delle strutture operative";
5) per le manifestazioni indicate dalla lettera e) del comma 1 dell'articolo 6 a
carico del capitolo dello stato di previsione della spesa che la Giunta regionale è
autorizzata ad istituire con la denominazione: "Contributi a favore di enti locali,
società sportive e enti di promozione per l'organizzazione di manifestazioni e
competizioni sportive di livello regionale, nazionale ed internazionale";
6) per le finalità indicate alla lettera f) del comma 1 dell'articolo 6 a carico del
capitolo dello stato di previsione della spesa che la Giunta regionale è autorizzata
ad istituire con la seguente denominazione: "Contributi a favore di enti pubblici,
privati, di promozione e società sportive non aventi fine di lucro per
l'organizzazione di convegni, seminari e corsi di formazione ed aggiornamento di
tecnici ed operatori";
7) per le finalità di cui al comma 9 dell'articolo 6 a carico del capitolo dello stato
di previsione della spesa che la Giunta regionale è autorizzata ad istituire con la
seguente denominazione: "Somme per la realizzazione da parte della Regione,
direttamente od in collaborazione con partner pubblici nazionali ed esteri, di
iniziative di promozione sportiva compresi studi, ricerche, convegni, seminari,
corsi di formazione e scambi internazionali";
b) per gli anni successivi a carico dei capitoli corrispondenti in relazione all'entità
degli stanziamenti che saranno stabiliti con la legge di approvazione dei singoli
bilanci.
5. Per l'applicazione della presente legge la Giunta regionale è autorizzata, con
deliberazione da trasmettersi al Consiglio regionale entro dieci giorni
dall'adozione e da pubblicarsi nel Bollettino ufficiale della Regione entro gli stessi
termini, ad apportare le conseguenti variazioni al bilancio.
Art. 10
Norme transitorie
1. Per l'anno 1997 sono confermati i tempi, i criteri e le modalità previsti dalla l.r.
31 maggio 1980, n. 46.
2. Entro quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta
regionale approva la modulistica per la presentazione delle richieste di
finanziamento di cui agli articoli 3 e 6.
3. Le disposizioni di cui alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 7 si applicano a
decorrere da un anno dall'entrata in vigore della presente legge.

Art. 11
Abrogazioni
1. Sono abrogate le l.r. 31 maggio 1980, n. 46; 22 aprile 1988, n. 13 e 17 luglio
1991, n. 18.
La presente legge sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione
Marche.
Data ad Ancona, addì 1/8/1997
IL PRESIDENTE
(Vito D'Ambrosio)
LEGGE REGIONALE CONCERNENTE: "INTERVENTI PER LA
PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA PRATICA SPORTIVA E DELLE
ATTIVITA' MOTORIO-RICREATIVE".
IL TESTO DELLA LEGGE VIENE PUBBLICATO CON L'AGGIUNTA
DELLE NOTE REDATTE DAL SERVIZIO LEGISLATIVO E AFFARI
ISTITUZIONALI AI SENSI DELL'ARTICOLO 7 DEL REGOLAMENTO
REGIONALE 16 AGOSTO 1994, N. 36.
IN APPENDICE ALLA LEGGE REGIONALE, AI SOLI FINI INFORMATIVI,
SONO ALTRESI' PUBBLICATI:
a) LE NOTIZIE RELATIVE AL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE (A
CURA DEL SERVIZIO LEGISLATIVO E AFFARI ISTITUZIONALI);
b) L'UFFICIO O SERVIZIO REGIONALE RESPONSABILE
DELL'ATTUAZIONE (A CURA DEL SERVIZIO ORGANIZZAZIONE).

                                       NOTE
Nota all'articolo 1, comma 1:
Il testo dell'articolo 5, dello Statuto della Regione Marche è il seguente:
"Art. 5 - La Regione promuove lo sviluppo della cultura.
Tutela, come beni culturali, il patrimonio storico, artistico e archeologico, i centri
storici, la natura e il paesaggio, garantendone il godimento da parte della
collettività.
Interviene per rendere effettivo il diritto allo studio in ogni ordine e grado, alla
scuola per l'infanzia e all'istruzione permanente di ogni cittadino.
Favorisce la creazione di organismi e istituti culturali, ricreativi e sportivi, come
strumenti di autonoma vita associativa e di formazione dei cittadini e in
particolare dei giovani.
Incoraggia la diffusione dello sport dilettantistico anche mediante la creazione di
appositi impianti e attrezzature.
Sviluppa le attività turistiche e il turismo sociale".

Nota all'articolo 3, comma 1, lettera d):
Il Capo VIII della L. n. 142/1990 (Ordinamento delle autonomie locali) concerne
le forme associative e di cooperazione - Accordi di programma e contiene gli
articoli 24 (Convenzioni), 25 (Consorzi), 26 (Unioni di Comuni) e 27 (Accordi di
programma).

Nota all'articolo 3, comma 4:
Il testo dell'articolo 8 della L.R. n. 46/1992 (Norme sulle procedure della
programmazione regionale e locale) è il seguente:
"Art. 8 - (Finanziamento dei programmi di investimento degli enti locali e di altri
soggetti) - 1. La regione, anche ai fini di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 3 e del
comma 13 dell'articolo 54 della legge n. 142/1990, concorre al finanziamento dei
programmi di investimento degli enti locali e promuove accordi di programma al
fine di realizzare gli obiettivi del PRS.
2. Le province, entro il 30 settembre di ogni anno, trasmettono alla Regione i loro
programmi pluriennali assieme alle richieste di finanziamento dei programmi di
competenza propria o degli altri enti locali, in conformità agli obiettivi fissati dal
PRS.
3. I programmi degli enti locali debbono indicare gli obiettivi perseguiti, la
tipologia di ciascun intervento, la localizzazione, i tempi di realizzazione, i
soggetti responsabili della progettazione, della esecuzione e della gestione, il
piano finanziario ed il contributo regionale previsto, l'impatto economico-sociale
ed ambientale, la connessione con altri interventi regionali o degli enti locali.
4. La Giunta regionale, entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio annuale
di previsione, decide sull'ammissibilità al finanziamento dei programmi, sulla
base dell'istruttoria tecnico-economica del nucleo di valutazione di cui all'articolo
28 della L.R. n. 30/1990, nel rispetto dei criteri e delle modalità stabiliti dal
programma delle opere pubbliche di cui all'articolo 3 della L.R. 18 aprile 1979, n.
17 e successive modificazioni".

Note all'articolo 3, comma 6:
- Il testo dell'articolo 5 della L.R. n. 44/1994 (Norme concernenti la
democratizzazione e la semplificazione dell'attività Amministrativa Regionale) è
il seguente:
"Art. 5 - (Provvedimenti di ausilio finanziario ed economico) - 1. Salvo quanto
non vi abbiano già provveduto le singole leggi di settore, sono predeterminati dal
consiglio regionale o dalla giunta regionale, secondo le rispettive competenze, i
criteri e le modalità cui devono attenersi i singoli provvedimenti di conferimento
di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari o di attribuzione di vantaggi
economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici o privati. L'adozione dei
predetti provvedimenti compete ai dirigenti dei servizi.
2. Nel caso di programmi e piani da approvarsi dal consiglio regionale, sono
deliberati dallo stesso i criteri e le modalità di cui al comma 1, mentre sono
adottati dai dirigenti dei servizi competenti i singoli Provvedimenti attuativi.
Copia dei provvedimenti è trasmessa immediatamente, oltre che al presidente
della giunta, al presidente del consiglio regionale che li comunica alle
commissioni consiliari competenti, al fine della verifica del rispetto dei criteri e
delle modalità stabiliti dal consiglio medesimo. Entro venti giorni dalla
comunicazione, la commissione può richiedere alla giunta regionale l'adozione
degli atti di cui ai commi 5 e 6 dell'articolo 3 della L.R. 17 gennaio 1992, n. 6.
3. Nell'esercizio delle competenze di cui ai commi 1 e 2 i dirigenti si attengono
agli indirizzi generali della giunta regionale ed alle direttive del componente della
giunta regionale competente.
4. I criteri e le modalità generali per i programmi di investimento degli enti locali
sono determinati con le procedure previste dalla L.R. 5 settembre 1992, n. 46.
5. Le determinazioni dei criteri e delle modalità adottate ai sensi del presente
articolo sono rese pubbliche nei modi di cui all'articolo 2, comma 3.
6. L'effettiva osservanza dei criteri e delle modalità di cui ai commi precedenti
deve risultare dai singoli provvedimenti relativi agli interventi di cui al comma 1.
7. Sono abrogate le norme regionali che prevedono nei piani e programmi
regionali, da approvarsi dal consiglio regionale, l'individuazione puntuale dei
soggetti beneficiari di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e degli
ausili finanziari o di attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a
persona ed enti pubblici o privati".
- Il testo dell'articolo 28 della L.R. n. 30/1990 (Organizzazione amministrativa
della Regione) è il seguente:
"Art. 28 - (Nucleo di valutazione progetti) - 1. Per coadiuvare il coordinatore della
programmazione e i coordinatori di area secondo le rispettive competenze nella
valutazione economica e di fattibilità dei progetti di investimento nell'ambito degli
indirizzi ed obiettivi della programmazione regionale e di settore è istituito presso
il servizio valutazione progetti un nucleo valutazione progetti costituito con
delibera della giunta regionale e composto da non più di dieci esperti di analisi e
valutazione economica scelti fra il personale regionale e in mancanza fra estranei
all'amministrazione regionale.
2. Il nucleo di valutazione provvede sulla base degli indirizzi e dei criteri stabiliti
dai competenti organi regionali alla istruttoria tecnico economica con specifico
riguardo alla valutazione dei costi e dei benefici dei piani e progetti di
investimento della Regione degli enti e aziende dipendenti o da finanziarsi dalla
Regione individuando il grado di rispondenza dei singoli progetti ai predetti
indirizzi e criteri e determinando altresì le graduatorie al fine del finanziamento.
3. Il nucleo opera sia unitariamente sia per gruppi di lavoro che collaborano in
particolare con i coordinatori di area intersettoriali.
4. Ai componenti del nucleo non dipendenti regionali si applicano le disposizioni
di cui al precedente articolo 23".

Nota all'articolo 3, comma 8:
Il testo dell'articolo 68 della L.R. n. 34/1992 (Norme in materia urbanistica,
paesaggistica e di assetto del territorio) è il seguente:
"Art. 68 - (Limiti alle concessioni in deroga) - 1. Il nulla-osta di cui alla lettera f)
del comma 1 dell'articolo 3, non può essere concesso:
a) per concessioni in deroga ricadenti nelle zone omogenee A previste dall'articolo
2 del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444;
b) per concessioni in deroga alle norme relative alle destinazioni di zona, per le
quali si provvede con specifiche varianti allo strumento urbanistico;
c) per concessioni in deroga alle disposizioni del PPAR, del PIT e dei PTC
immediatamente prevalenti sulle previsioni degli strumenti urbanistici ai sensi
dell'articolo 13;
2. Tale nulla-osta, in ogni caso, può essere concesso soltanto qualora concorrano
le seguenti condizioni:
a) la facoltà di rilasciare concessioni in deroga sia prevista dai regolamenti edilizi
o dagli strumenti urbanistici comunali;
b) la concessione in deroga riguardi impianti ed opere pubbliche o di interesse
pubblico, ove quest'ultimo sia circostanziatamente motivato;
c) il volume o la superficie utile assentiti non superino del 10% il corrispondente
valore stabilito dagli indici di fabbricabilità per la zona interessata;
d) non ostino ragioni di natura ambientale ed architettonica".

Nota all'articolo 6, comma 1, lettera b):
Il testo dell'articolo 12 della L. n. 517/1977 (Norme sulla valutazione degli alunni
e sull'abolizione degli esami di riparazione nonchè altre norme di modifica
dell'ordinamento scolastico) è il seguente:
"Art. 12 - Il consiglio di circolo o di istituto consente l'uso delle attrezzature della
scuola da parte di altre scuole che ne facciano richiesta, per lo svolgimento di
attività didattiche durante l'orario scolastico, semprechè non si pregiudichino le
normali attività della scuola. Il consiglio scolastico distrettuale stabilisce i criteri
generali per il coordinamento dell'uso e l'organizzazione dei servizi necessari.
Gli edifici e le attrezzature scolastiche possono essere utilizzati fuori dell'orario
del servizio scolastico per attività che realizzino la funzione della scuola come
centro di promozione culturale, sociale e civile; il comune o la provincia hanno
facoltà di disporre la temporanea concessione, previo assenso del consiglio di
circolo o di istituto, nel rispetto dei criteri stabiliti dal consiglio scolastico
provinciale.
Le autorizzazioni sono trasmesse di volta in volta, per iscritto, agli interessati che
hanno inoltrato formale istanza e devono stabilire le modalità dell'uso e le
conseguenti responsabilità in ordine alla sicurezza, all'igiene ed alla salvaguardia
del patrimonio.
E' abrogato l'articolo 260 del regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297".

Nota all'articolo 7, comma 1:
Il D.M. 18 maggio 1996 reca: "Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio
degli impianti sportivi".

Nota all'articolo 9, comma 2:
Il testo dell'articolo 22 della L.R. n. 25/1980 (Ordinamento contabile della regione
e procedure di programmazione) è il seguente:
"Art. 22 - (Leggi autorizzative di spesa continuative e ricorrenti) - Le leggi
regionali che disciplinano attività o interventi a carattere continuativo o ricorrente
determinano gli obiettivi da raggiungere e le procedure da seguire, rinviando alla
legge di bilancio la determinazione dell'entità della relativa spesa da autorizzarsi
in ciascun esercizio.
Nel caso previsto dal comma precedente le relative procedure preliminari ed
istruttorie e in generale tutti gli adempimenti previsti dalla legge che non diano
comunque luogo alla assunzione di impegni di spesa da parte della Regione a
norma del successivo art. 84 possono essere posti in essere sulla base delle leggi
medesime anche prima che sia determinata l'entità della autorizzazione di spesa di
cui al precedente comma, tenendo conto delle previsioni del bilancio pluriennale".

Nota all'articolo 9, comma 3, lettera a):
La L.R. n. 46/1980 reca: "Interventi organici per lo sviluppo dello sport come
servizio sociale".

Nota all'articolo 10, comma 1:
Per l'argomento della L.R. n. 46/1980 vedi nella nota all'art. 9, comma 3, lettera
a).

Note all'articolo 11:
- Per l'argomento della L.R. n. 46/1980 vedi nella nota all'art. 9, comma 3, lettera
a).
- La L.R. n. 13/1988 reca: "Rifinanziamento L.R. 31 maggio 1980, n. 46 relativa
ad interventi organici per lo sviluppo dello sport come servizio sociale".
- La L.R. n. 18/1991 reca: "Modifiche e rifinanziamento della L.R. 31 maggio
1980, n. 46 `Interventi organici per lo sviluppo dello sport come servizio sociale'".
a) NOTIZIE RELATIVE AL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE:
- Proposta di legge a iniziativa della giunta regionale n. 93 del 14 febbraio 1996;
- Proposta di legge a iniziativa dei consiglieri Giannotti, Ricci G. e Ciccanti n. 94
del 15 febbraio 1996;
- Parere espresso dalla II commissione consiliare permanente ai sensi dell'art. 22
dello statuto in data 22 maggio 1997;
- Relazione della I commissione permanente in data 5 giugno 1997;
- Legge approvata dal consiglio regionale nella seduta del 8 luglio 1997, n. 119
vistata con nota del commissario del governo prot. n. 508/GAB.97, del 31/7/97.
Con l'occasione il Governo ha osservato che in sede di attuazione della legge la
Regione dovrebbe tener presente l'andamento del mercato finanziario ai fini della
concessione del contributo di cui all'art. 3 comma 3 ed inoltre per quanto riguarda
i contributi in conto capitale dovrebbe essere prevista una rendicontazione circa
l'utilizzo degli stessi.
b) SERVIZIO REGIONALE RESPONSABILE DELL'ATTUAZIONE:
SERVIZIO SPORT, CACCIA, PESCA E TEMPO LIBERO.

                                MOLISE
LEGGE REGIONALE N. 26 DEL 25-
          05-1990
TU degli interventi regionali per manifestazioni ed
attività sportiva e per la costruzione, ampliamento
    e miglioramento di impianti ed attrezzature
                       sportive
Art. 1
1. Nel quadro degli obiettivi previsti dall' art. 4 dello Statuto, la Regione Molise
favorisce manifestazioni ed attività rivolte allo sviluppo e alla diffusione dello
sport inteso come servizio sociale ed assicura interventi diretti all' espanzione ed
al rinnovamento delle attrezzature e dei servizi sportivi di interesse regionale.
2. Allo scopo di coordinare e programmare gli interventi regionali nel settore, il
Consiglio Regionale, su proposta della Giunta, approva il piano pluriennale di
interventi per la realizzazione di impianti sportivi nel territorio della Regione
Molise.
3. La Giunta Regionale determina le tipologie edilizie e tecniche, improntate a
criteri di funzionalità ed economicità per le diverse categorie di impianti sportivi,
perchè vi facciano riferimento i soggetti interessati agli interventi di cui al
precedente comma.

Art. 2
1. Per le finalità di cui all' art. 1 la Regione interviene:
a) a favore delle Province, dei Comuni, delle Cmomunità Montane e dei Consorzi
fra Enti locali con l' erogazione di un contributo in conto capitale, per la
costruzione, ampliamento e miglioramento di impianti sportivi, compreso l'
acquisto dell' area. nella misura del 50% della spesa ritenuta ammissibile.
La Regione concede per il restante 50% la garanzia difejussoria e le somme
necessarie per la copertura della quota interessi sulle annualità dei mutui contratti;
b) a favore degli Enti di cui alla precedente lettera con la concessione di contributi
a titolo di concorso nella spesa per la gestione di impianti sportivi e per l' acquisto
di attrezzature;
c) a favore di associazioni, sodalizi e società , anche senza personalità giuridica,
appartenenti a Federazioni, con la concessione di contributi per lo svolgimento di
attività sportive a carattere dilettantistico;
d) a favore dei Comuni e degli istituti scolastici che stipulino convenzioni con le
società sportive per l' uso delle palestre, con la concessione di contributi per le
spese di manutenzione e gestione degli impianti;
e) a favore di Associazioni ed enti di promozione sportiva, regolarmente costituiti
ed effettivamente operanti sul territorio, con la concessione di contributi per l'
organizzazione di attività a carattere promozionale, di impiego del tempo libero e
per le attività delle società ad essi affiliate;
f) a favore della Federazione o di Società regolarmente costituite anche senza
responsabilità giuridica, ed effettivamente operanti sul territorio, con la
concessione di contributi per l' organizzazione o lo svolgimento di attività sportive
a carattere dilettantistico per gli sports degli Handicappati.

Art. 3
1. Per le manifestazioni sportive dilettantistiche di rilevante interesse
internazionale, nazionale e interregionale realizzate nel Molise, la Regione
interviene con l' erogazione di contributi nel limite massimo del 50% della spesa
ritenuta ammissibile.
2. L' istanza, pena l' esclusione dal beneficio, deve pervenire all' Assessore allo
Sport entro il 31 marzo.
3. L' erogazione del contributo è disposto, successivamente alla manifestazione,
con provvedimento della Giunta Regionale, previa presentazione da parte dei
beneficiari di una relazione sulla manifestazione e del consuntivo delle spese
sostenute, sottoscritto dal Presidente del sodalizio o Ente orgaizzatore e corredato
da relativa documentazione.

Art. 4
1. Per gli interventi di cui alla lettera a) dell' art. 2 la Giunta Regionale, sentito il
parere della Commissione Consultiva di cui al successivo art. 15, formula, sulla
base delle istanze pervenute, la proposta di programma pluriennale degli
interventi, da sottoporre all' approvazione del Consiglio Regionale.
2. Successivamente, la Giunta Regionale determina le concessioni di garanzia e l'
ammissione degli Enti al beneficio del contributo in conto capitale, nei limiti delle
disponibilità risultanti nei corrispondenti capitoli di spesa, notificandole ai
destinatari.
3. Per l' acquisto delle aree occorrenti per gli impianti sportivi valgono le norme
che regolano l' esecuzione delle opere pubbliche.
4. L' approvazione dei progetti da parte della Giunta Regionale equivale a
dichiarazione di pubblica utilità , di indifferibilità e di urgenza, ai sensi della legge
22 ottobre 1971, n. 865 e successive modificazioni.

Art. 5
1. Per essere ammessi al beneficio di cui alla lettera a) dell' art. 2 gli Enti
interessati, entro due mesi dalla scadenza del precedente programma pluriennale,
devono produrre all' Assessorato Regionale competente un' istanza corredata di:
a) progetto generale di massima dell' opera con il parere tecnico del CONI;
b) preventivo di spesa;
c) relazione illustrativa dalla quale risultino i dati sulla popolazione, sugli
insediamenti residenziali e produttivi esistenti nell' ambito del territorio di
competenza dell' Ente, sui servizi pubblici esistenti, sui fabbisogni sociali in
materia sportiva e ricreativa, sulla localizzazione dell' impianto richiesto e sul
regime urbanistico dell' area individuata.

Art. 6
1. Gli Enti interessati, pena la revoca della conceassione, sono tenuti a presentare
entro 6 mesi successivi alla notifica del provvedimento di cui al comma 2 dell' art.
4:
a) il progetto esecutivo, debitamente approvato in conformità della legge regionale
n. 19/ 1979 e successive modificazioni, munito del parere tecnico del CONI
secondo le norme stabilite dalle competenti federazioni sportive nazionali;
b) l' adesione alla richiesta di concessione del mutuo da parte dell' Istituti per il
Credito Sportivo o di altro Istituto finanziatore.

Art. 7
1. Il contributo in conto capitale e quello relativo agli interessi di cui alla lettera a)
dell' art. 2 sono erogati con decreto del Presidente della Giunta Regionale, previa
delibera della Giunta stessa, secondo le modalità di cui all' art. 16 della legge
regionale n. 19/ 79 e successive modificazioni.

Art. 8
1. L' utilizzazione degli impianti ammessi ai benefici di cui all' art. 2 della
presente legge deve essere garantita a tutte le Associazioni Sportive nonchè a
gruppi scolastici e aziendali operanti nell' ambito regionale.
2. A tale scopo l' Ente beneficiario adotta apposito regolamento da sottoporre all'
approvazione dell' Assessorato Regionale competente.
3. E' fatto assoluto divieto di alienare, dare in locazione o utilizzare per finalità
diverse da quelle sportive gli impianti ammessi ai contributi previsti dalla presente
legge, salvo eccezionali deroghe stabilite dall' Ente proprietario.
4. La violazione delle disposizioni del presente articolo comporta la revoca dei
benefici concessi, con conseguente obbligo al rimborso delle somme percepite.

Art. 9
1. I contributi di cui alle lettere b), c), d), e), f) dell' art. 2 sono concessi
annualmente dalla Giunta Regionale, previo parere della Commissione Consultiva
per lo Sport di cui al successivo art. 15, d' intesa con la competente Commissione
Consiliare che si esprime nel termine perentorio di giorni 30 dal ricevimento della
proposta della Giunta Regionale. Trascorso il termine suddetto, il parere si intende
acquisito.
Art. 10
1. Per beneficiare dei contributi di cui all' art. 2 lettera
b) della presente legge, i Comuni, le Province, le Comunità Montane e i Consorzi
tra Enti Locali presentano istanza al competente Assessorato Regionale. entro e
non oltre il 31 marzo di ogni anno, corredata di dettagliato preventivo di spesa.

Art. 11
1. Gli interessati ai contributi di cui al precedente art. 2, lettera c), devono
presentare al competente Assessorato entro e non oltre il 31 marzo un' istanza
corredata:
- preventivo dettagliato di spesa per l' attività programmata per l' anno in corso;
- consuntivo di spesa dell' anno precedente, sottoscritto dal Presidente o dal legale
rappresentante, corredato della relazione illustrativa sull' attività svolta, vistata
dall' Organo Provinciale della Federazione di appartenenza;
- attestato di affiliazione per l' anno in corso.

Art. 12
1. Per beneficiare dei contributi di cui all' art. 1, lettera d), i Comuni e gli istituti
scolastici che abbiano stipulato apposita convenzione con le società sportive per l'
uso delle palestre devono presentare, entro e non oltre il 31 marzo di ogni anno un'
istanza corredata di:
1) copia della convenzione;
2) preventivo di spesa per la manutenzione e la gestione dell' impianto riferito all'
anno in corso.

Art. 13
1. Gli interessati ai contirbuti di cui al precedente art. 2 lettera e) ed f) devono
presentare al competente Assessorato, entro e non oltre il 31 marzo, un' istanza
corredata di:
- copia dello Statuto dell' Ente o dell' Associazione;
- preventivo dettagliato di spesa dell' attività programmata per l' anno in corso;
- consuntivo delle spese sostenute nell' anno precedente, sottoscritto dal
Presidente o dal legale rappresentante dell' Ente di promozione sportiva o
Associazione corredato della relazione illustrativa sull' attività svolta.

Art. 14
1. I contributi di cui ai precedenti articoli 10, 11, 12 e 13 della presente legge non
possono superare il 50% della spesa ritenuta ammissibile, e sono erogati, per la
metà , all' atto dell' approvazione del programma e, per la differenza, all' atto della
presentazione della seguente documentazione:
a) relazione sull' attività svolta nell' anno cui si riferisce il contirbuto, munita del
visto dell' organo Provinciale della Federazione Sportiva di appartenenza che ne
attesti l' avvenuta realizzazione con esclusione, limitatamente al visto per le
Associazioni non affiliate;
b) dichiarazione formale del Presidente o legale rappresentante dell' Ente sulle
spese sostenute;
c) giustificativi di spesa.
2. Ai beneficiari di cui all' art. 11, all' atto dell'approvazione del programma, può
essere anticipato metà del contributo assegnato a condizione che l' associazione
dimostri di svolgere attività sportiva da almeno un biennio precedente la data di
presentazione dell' istanza e che a quest' ultima risulti allegata una
documentazione di spesa pari, almeno, al contributo concesso.

Art. 15
1. Su proposta dell' Assessore competente è istituita, con decreto del PGR, la
Commissione consultiva per lo sport che è composta:
a) dall' Assessore allo Sport o suo delegato che la presiede;
b) dal Delegato regionale CONI;
c) dai Presidenti provinciali del CONI;
d) da tre rappresentanti Regionali delle Federazioni Sportive Nazionali eletti dal
Consiglio Regionale del CONI;
e) da un rappresentante regionale per ciascuno degli Enti di promozione sportiva
operanti nella Regione;
f) da 5 Sindaci, designati dal Consiglio Regionale, con voto limitato a tre;
g) da tre Presidenti di Comunità Montane, designati dal Consiglio Regionale, con
voto limitato a due;
h) dai Presidenti delle due Province o Assessori delegati;
i) dal rappresentante regionale della Federazione Handicappati.
2. Le funzioni di Segretario sono svolte da un dipendente regionale designato dall'
Assessore competente con qualifica non inferiore al 6o livello funzionale.
3. Ai Componenti della Commissione che non siano dipendenti regionali compete,
per la partecipazione alle riunioni, il rimborso delle spese di viaggio sostenute.
4. La Commissione consultiva, oltre ad esprimere il prescritto parere sui
programmi regionali, ha facoltà di proposta e di relazione sullo stato delle attività
sportive nella regione.

Art. 16
1. La Giunta Regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con il CONI e l'
Istituto per il Credito Sportivo o altri Istituti di Credito per la concessione di
mutui, secondo importi stabiliti dalla Regione, per il finanziamento degli
interventi previsti nel piano pluriennale.
Tali mutui sono concessi agli Enti locali beneficiari delle provvidenze regionali.

Art. 17
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate le leggi
regionali n. 39 del 9 novembre 1977; n. 20 del 5 settembre 1978; n. 3 del 9
gennaio 1979; n. 17 del 2 giugno 1979; n. 4 del 17 gennaio 1983.

Art. 18
1. Agli Enti compresi nei programmi pluriennali per l' impiantistica sportiva,
approvati precedentemente all' entrata in vigore della presente legge, si continua
ad erogare un contributo del 2% sull' importo del mutuo contratto per la
decurtazione delle annualità di ammortamento, secondo le modalità previste dai
rispettivi decreti di erogazione.

Art. 19
1. Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si fa fronte, per le
spese di investimento di cui alle lettere a) e b) dell' art. 2, con quota parte dei
fondi attribuiti alla Regione ai sensi dell' art. 9 della legge 16 maggio 1970, n.
281. Gli oneri di cui alle lettere c), d), e) dell' articolo 2 sono finanziati con quota
parte dei fondi attribuiti alla Regione, ai sensi dell' art. 8 della citata legge 1970 n.
281.
2. Alla quantificazione degli oneri annuali si provvede con la legge approvativa
dei bilanci.

Art. 20
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'art. 127 della Costituzione e
dell' art. 38 dello Statuto ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge
della Regione Molise.
Data a Campobasso, addì 25 maggio 1990.
                              PIEMONTE
LEGGE REGIONALE N. 93 DEL 22-
          12-1995
   Norme per lo sviluppo dello sport e delle attività
                   fisico - motorie
                                        Titolo I
                                  GENERALITA'
Art. 1
Finalità
1. La Regione Piemonte promuove le iniziative atte a favorire la pratica dello
sport e delle attività fisico - motorie, quale strumento per il miglioramento ed il
mantenimento delle condizioni psicofisiche della persona, per la tutela della
salute, per la formazione educativa e lo sviluppo delle relazioni sociali.
2. Gli interventi della Regione sono diretti a favorire:
a) la diffusione della pratica sportiva e delle attività fisico - motorie - ricreative
rivolte alla generalità dei cittadini;
b) l' accesso dei soggetti svantaggiati alle attività sportive fisico - motorie -
ricreative;
c) la realizzazione di un sistema di impianti ed attrezzature sportive ad uso
collettivo diffuse sul territorio regionale e commisurate alle esigenze dell' utenza;
d) l' organizzazione del territorio e dei servizi per la pratica dello sport e delle
attività fisico - motorie;
e) lo sviluppo dell' organizzazione sportiva e dell' associazionismo sportivo di
base;
f) i rapporti di collaborazione con gli Enti di promozione sportiva, con il Comitato
Olimpico Nazionale Italiano (CONI), le Federazioni sportive, l' Istituto Superiore
di Educazione Fisica (ISEF), gli Organi scolastici e ogni altro organismo e
istituzione che svolge attività nel settore disciplinato dalla legge;
g) la tutela sanitaria delle attività sportive;
h) l' interazione tra attività sportive e attività turistiche e culturali;
i) l' incremento della presenza femminile nell' attività sportiva, sostenendo
specifiche iniziative allo scopo;
l) una mirata attenzione e il conseguente sostegno a tutte le attività sportive che
privilegino la formazione di base dei bambini in età scolare e l' attività sportiva
degli adolescenti e della terza età.

Art. 2
Interventi e ruolo della Regione
1. Per perseguire le finalità e gli obiettivi indicati dall' articolo 1 la Regione:
a) effettua studi, ricerche ed analisi sullo sport, promuove la realizzazione di
sistemi informativi e di banche dati, l' approfondimento delle problematiche e la
ricerca delle relative soluzioni, anche mediante l' organizzazione di convegni e
seminari e la pubblicazione di dati, studi e manuali tecnici;
b) definisce le linee programmatiche per la promozione delle attività sportive e
ricreative e per la realizzazione dei relativi impianti e attrezzature nei limiti di
quanto previsto dal dpr 24 luglio 1977, n. 616, articolo 56, comma 2, lettera b);
c) disciplina, per quanto di competenza, le caratteristiche tecnico edilizie e
funzionali delle strutture sportive e delle attività ai fini della tutela dell' utente;
d) favorisce il potenziamento e la qualificazione dell' impiantistica e delle
attrezzature sportive, promuovendo il miglioramento della loro gestione;
e) promuove le attività sportive e fisico - motorie - ricreative, la crescita dell'
organizzazione sportiva;
f) stabilisce, mediante l' adozione dei programmi pluriennali per l' impiantistica
sportiva e per la promozione delle attività sportive, di cui agli articoli 3 e 7, gli
indirizzi, le azioni e le modalità di intervento della Regione, i soggetti di
riferimento, le risorse finanziarie, le priorità , i criteri e le modalità di concessione
dei contributi.
2. Gli interventi indicati al comma 1 sono definiti di norma ed attuati con la
collaborazione ed il concorso degli Enti locali e degli altri Enti pubblici, del CONI
e delle Federazioni Sportive, dell' Università , dell' ISEF, degli Enti di promozione
sportiva, delle Associazioni sportive, degli Organi scolastici, di ogni altro
organismo ed istituzione che svolge attività nel settore disciplinato dalla legge.
3. L' Assessore regionale delegato in materia di sport convoca almeno una volta
all' anno una riunione programmatica dei rappresentanti dei soggetti indicati al
comma 2 al fine di:
a) analizzare lo stato dello sport e delle attività motorie in Piemonte;
b) formulare proposte per la definizione e l' aggiornamento dei programmi di cui
agli articoli 3 e 7;
c) verificare l' attuazione dei programmi regionali;
d) coordinare l' azione dei soggetti che vi partecipano.

                                       Titolo II
                        IMPIANTISTICA SPORTIVA
Art. 3
Programma per l' impiantistica
1. La Regione promuove e sostiene il potenziamento e la qualificazione degli
impianti e delle attrezzature sportive, con particolare riferimento agli interventi di
miglioramento e manutenzione delle strutture esistenti, mediante programmi
pluriennali d' intervento approvati dal Consiglio regionale su proposta della
Giunta regionale.
2. Il programma pluriennale per l' impiantistica sportiva stabilisce: le linee di
indirizzo della Regione per il periodo di validità dello stesso, i soggetti cui si
riferiscono gli interventi previsti e le modalità di attuazione; il programma può
essere modificato ed aggiornato nel periodo di validità .
3. Per la realizzazione degli interventi previsti dal programma la Regione può
concedere contributi in conto capitale e contributi in conto interessi possono
essere attualizzati.
4. La Giunta regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con l' Istituto per il
Credito Sportivo o con altri Istituti di credito, per la concessione di mutui
agevolati per l' impiantistica sportiva.
5. I contributi, di cui al comma 3, possono essere concessi alle Province,
Comunità Montane, Comuni e loro consorzi o aziende o società a prevalente
capitale pubblico costituite anche nelle forme previste dal Capo VIII della legge 8
giugno 1990, n. 142 << Ordinamento delle autonomie locali >>, ed altri Enti
pubblici, alle Federazioni sportive del CONI, agli Enti di promozione sportiva ed
associazioni e società che operano senza scopo di lucro per finalità sportive.

Art. 4
Fideiussione regionale
1. I finanziamenti degli impianti e delle attrezzature sportive richiesti agli Istituti
di credito dai soggetti ammessi ai contributi previsti dalla legge possono essere
garantiti, nel capitale e negli interessi, da fideiussione regionale.
2. Tale fideiussione è subordinata alle seguenti condizioni:
a) i soggetti pubblici richiedenti devono dimostrare l' integrale o la parziale
carenza di cespiti delegabili e precisare come intendono assolvere agli obblighi
derivanti dal finanziamento;
b) i soggetti privati richiedenti devono essere regolarmente costituiti; devono
altresì dimostrare la situazione economico - patrimoniale sulla base dei bilanci
degli ultimi tre esercizi; devono inoltre indicare le modalità con le quali intendono
assolvere agli obblighi derivanti dal finanziamento.
3. La Giunta regionale definisce le modalità e i limiti della concessione della
garanzia fideiussoria e può stipulare con idonei Istituti di credito e consorzi - fidi
convenzioni finalizzate alla concessione delle garanzie.
4. Ai fini della concessione della garanzia fideiussoria la Regione si riserva di
richiedere titoli legittimi di prelazione.

Art. 5
Garanzia di uso pubblico
1. I soggetti realizzatori degli interventi finanziati dalla legge devono garantire l'
uso pubblico e il mantenimento della specifica destinazione d' uso degli impianti
ed attrezzature, mediante impegno assunto con atto pubblico.

Art. 6
Requisiti delle palestre e delle sale ginniche
1. La Regione con regolamento approvato dal Consiglio regionale, su proposta
formulata dalla Giunta regionale, avvalendosi anche della collaborazione tecnica
del CONI, stabilisce i requisiti tecnici, igienico - sanitari e funzionali che devono
possedere le palestre, le sale ginniche e gli altri impianti ed attrezzature destinate
all' esercizio di attività ginniche, di muscolazione e di formazione fisica.

                                      Titolo III
                            ATTIVITA' SPORTIVE
Art. 7
Promozione delle attività sportive e fisico - motorie
1. La Regione promuove la diffusione e la qualificazione delle attività sportive e
fisico - motorie ricreative ed a tal fine sostiene l' attività della scuola, degli enti e
delle associazioni che operano senza fine di lucro, effettuando anche direttamente
interventi concernenti:
a) la realizzazione di studi, ricerche, convegni e seminari in materia di sport;
b) la realizzazione di pubblicazioni promozionali e divulgative;
c) la realizzazione di campagne di sensibilizzazione, educazione, informazione per
la diffusione ed il corretto esercizio delle attività sportive e fisico - motorie,
compresa la sponsorizzazione di iniziative e manifestazioni, favorendo l'
intervento di sostegno congiunto di più soggetti;
d) la realizzazione di attività di sperimentazione nel campo della promozione
sportiva e fisico - motoria, nonchè di azioni per la diffusione della pratica sportiva
tra i giovani in età scolare, in particolare nella scuola primaria, d' intesa con gli
organi scolastici;
e) la realizzazione di manifestazioni sportive a carattere promozionale.
2. Per l' attuazione degli interventi previsti al comma 1 il Consiglio regionale
approva, su proposta della Giunta, il programma pluriennale per la promozione
delle attività sportive e fisico - motorie.
3. Il programma individua gli indirizzi di intervento della Regione, le azioni e gli
strumenti principali, le risorse finanziarie di massima, i criteri e le modalità di
concessione dei contributi.
4. La Regione riconosce il ruolo degli Enti di promozione sportiva nella
promozione e diffusione dell' attività sportiva di base e dell' aggregazione, e
concorre a sostenerne le attività nell' ambito degli interventi previsti dal comma 1.

Art. 8
Tutela sanitaria
1. La Regione interviene per la tutela sanitaria delle attività sportive in conformità
agli obiettivi e con le modalità organizzative indicate dal piano socio - sanitario
regionale vigente, nonchè ai sensi della legge regionale 25 marzo 1985, n. 22: <<
Tutela sanitaria delle attività sportive >> modificata dalla legge regionale 12
giugno 1987, n. 33 << Modifiche alla lr 22/ 85 tutela sanitaria delle attività
sportive >>.

                                      Titolo IV
                       DISPOSIZIONI FINANZIARIE
Art. 9
Norme finanziarie
1. All' attuazione degli interventi previsti dalla legge si fa fronte, per l' anno 1995
con gli stanziamenti indicati nello stato di previsione della spesa del bilancio per l'
anno 1995, ai capitoli 20930, 20935 e 12590.
2. Le spese per gli anni finanziari 1996 e successivi saranno determinate con le
leggi di approvazione dei relativi bilanci.

Art. 10
Abrogazione di norme
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge, sono abrogate, facendo
salvi gli effetti finanziari per i procedimenti di liquidazione di spesa non ancora
conclusi, le leggi regionali: 1 marzo 1979, n. 9 << Provvedimenti per l'
incentivazione dell' attività degli Enti di promozione sportiva >>, 1 marzo 1979,
n. 10 << Norme per la programmazione sportiva in Piemonte >>, 23 agosto 1982,
n. 19 << Rifinanziamento e modifiche della legge regionale 10/ 1979 >>, 23 aprile
1990, n. 46 << Promozione dell' attività fisico motoria in Piemonte,
aggiornamenti e modifiche alla legge regionale 10/ 1979 >> e 19 dicembre 1991,
n. 61 << Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10/ 1979 >>.

Art. 11
Norme transitorie
1. Fino all' approvazione del programma pluriennale di cui al Titolo II, gli
interventi di potenziamento e qualificazione degli impianti e delle attrezzature
sportive sono disposti secondo gli obiettivi e le modalità previste dal <<
programma pluriennale 1994- 1996 per l' impiantistica sportiva >> approvato dal
Consiglio regionale con deliberazione n. 857- 10555 del 27 luglio 1994; sono
ammessi ai contributi previsti dal programma i soggetti indicati dall' articolo 3,
comma 5, della legge.
2. Nelle more dell' approvazione del Programma pluriennale previsto dall' articolo
7, per il 1995 i contributi per la promozione delle attività sportive e fisico -
motorie sono concessi in relazione alle istanze già presentate alla Regione per lo
stesso anno ai sensi della legge regionale 9/ 1979, sulla base dei criteri stabiliti
dalla Regione per il 1994.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della Regione Piemonte.
Data a Torino, addì 22 dicembre 1995

                                 PUGLIA
LEGGE REGIONALE N. 32 DEL 16-
          05-1985
    Nuova disciplina concernente il servizio sociale
      regionale per l'attività motoria e sportiva
                                    TITOLO I
Art. 1
Premessa
La Regione Puglia, in attuazione delle finalità dell' art. 13 dello Statuto, considera
lo sport un servizio sociale di primaria importanza.

Art. 2
Finalità della legge
La Regione, nell' ambito delle funzioni ad essa spettanti in relazione all' art. 56 del
DPR n. 616 del 24/ 7/ 1977, promuove:
a) la realizzazione di impianti ed attrezzature sportive armonicamente localizzate
nel territorio regionale;
b) lo sviluppo delle attività motorie e sportive anche mediante il potenziamento
del momento associativo.

                                    TITOLO II
Art. 3
Comitato regionale dello sport
Il Comitato regionale dello Sport, organo di consultazione e di proposta ai
competenti organi regionali, per l' attuazione dei compiti previsti dalla presente
legge, è composto da:
a) l' Assessore competente, che lo presiede;
b) gli Assessori allo Sport delle cinque Amministrazioni provinciali;
c) il Sindaco, o l' Assessore delegato allo Sport, dei Comuni capoluoghi di
provincia;
d) tre rappresentanti degli altri Comuni della Regione designati dall' ANCI
pugliese, in modo da garantire la presenza dei Comuni inferiori ai 10.000 abitanti,
dei Comuni tra i 10.000 ed i 30.000 abitanti e dei Comuni superiori ai 30.000;
e) il delegato regionale del CONI;
f) i cinque presidenti provinciali del CONI;
g) cinque rappresentanti regionali delle Federazioni sportive aderenti al CONI,
esistenti sul territorio regionale, designati dal Consiglio regionale del CONI;
h) i coordinatori provinciali dell' educazione fisica e sportiva dei Provveditorati
agli Studi;
i) n. 7 rappresentanti degli Enti di promozione sportiva, riconosciuti a livello
nazionale ed esistenti in sede regionale, designati d' intesa tra i medesimi;
l) n. 4 esperti nominati dalla Giunta regionale di cui:
- n. 1 socio - psico - pedagogista;
- n. 1 tecnico del servizio regionale impianti sportivi designato dal CONI;
- n. 1 specialista in medicina sportiva designato dal Comitato regionale della
Federazione medici sportivi;
- n. 1 tecnico - urbanista dell' Assessorato regionale all' Urbanistica;
m) n. 1 rappresentante delle tre Forze Armate designato d' intesa tra i rispettivi
Comandi;
n) n. 1 rappresentante della stampa sportiva;
o) il Coordinatore del Settore Sport.
Funge da Segretario un funzionario dell' Assessorato competente.
Il Comitato elegge nel suo seno un Vice Presidente.
Gli Enti e gli organismi interessati provvedono a designare e a comunicare i
nominativi dei propri rappresentanti entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge.
Il Comitato regionale per lo Sport potrà esercitare le sue funzioni anche in
mancanza della designazione di tutti i rappresentanti, purchè sia stata nominata
almeno la metà + 1 degli aventi diritto.
Il Comitato, costituito con Decreto del Presidente della Giunta regionale su
proposta dell' Assessore competente, dura in carica cinque anni e decade,
comunque, con il rinnovo del Consiglio regionale.
Esso si riunisce almeno quattro volte l' anno ed ha sede presso la Giunta regionale.
L' integrazione degli eventuali componenti mancanti o la sostituzione di quelli
precedentemente nominati potrà avvenire con successivi Decreti del Presidente
della Giunta regionale.
Il Comitato può essere articolato in commissioni e gruppi di lavoro con compiti di
studio, organizzazione ed esecuzione delle indicazioni da esso espresse.
Il funzionamento del Comitato è disciplinato con apposito regolamento interno.

Art. 4
Compiti del Comitato regionale dello Sport
Il Comitato regionale dello Sport:
- formula proposte sulle materie disciplinate dalla presente legge;
- esprime pareri sui programmi di intervento di cui alla presente legge.

Art. 5
Indennità prevista per i componenti il Comitato regionale dello Sport
Ai componenti il Comitato, estranei all' amministrazione regionale, sono
corrisposte le indennità di cui all' artº 4 della LR 12/ 8/ 1981, n. 45 e successive
modifiche ed integrazioni.

Art. 6
Comitati locali
Le Province d' intesa con i Comuni, possono costituire Comitati con compiti di
programmazione e di coordinamento delle attività volte alla diffusione omogenea
sul territorio della pratica sportiva.
Formulano proposte in ordine alla localizzazione degli impianti sportivi nell'
ambito provinciale nel rispetto del Piano di sviluppo regionale per lo sport e sue
fasi attuative. I Comuni, nell' ambito della loro autonomia, possono costituire
Comitati locali con compiti di promozione ed indirizzo delle iniziative in materia
di sport e per l' uso e la gestione degli impianti di interesse comunale.

                                   TITOLO III
Art. 7
Soggetti destinatari
Destinatari delle provvidenze previste dalla presente legge sono:
a) Comuni, loro Consorzi, Comprensori e Comunità Montane;
b) Enti di promozione sportiva riconosciuti a carattere nazionale e presenti a
livello regionale;
c) Società ed Associazioni sportive costituite con atto pubblico, anche se prive di
personalità giuridica;
d) la delegazione regionale del CONI, i cinque Comitati provinciali del CONI ed i
Comitati regionali delle Federazioni Nazionali sportive limitatamente a studi,
ricerche, documentazioni, sperimentazioni e convegni che abbiano l' obiettivo di
concorrere alla programmazione regionale del sistema sportivo e per
manifestazioni agonistiche di particolare rilevanza e per gli interventi previsti
dalle lett. " b" e " c" del successivo art. 8;
e) Enti militari.
Sono escluse società ed associazioni che abbiano fini di lucro.
Art. 8
Programma di interventi
Gli interventi previsti dalla presente legge sono diretti alla:
a) costruzione, acquisto, ampliamento, ammodernamento e manutenzione
straordinaria di impianti sportivi per uso sociale e per la attività dilettantistica;
b) acquisto di attrezzature tecnico - sportive fisse e mobili;
c) promozione di attività sportive dilettantistiche, corsi di formazione sportiva,
corsi per operatori e tecnici sportivi nel rispetto della normativa regionale vigente;
d) organizzazione di manifestazioni sportive nazionali ed internazionali;
e) studi e ricerche;
f) utilizzo palestre scolastiche;
g) gestione diretta degli enti locali degli impianti sportivi di loro proprietà .

Art. 9
Impianti sportivi
Per la realizzazione delle opere di cui al precedente art. 8, lett. a), l' intervento
finanziario regionale può avvenire con le seguenti modalità :
a) in conto capitale: in unica soluzione o più rate annuali, distribuite per gli anni di
validità del bilancio pluriennale regionale;
b) in conto interesse: mediante contributi pluriennali in misura costante annua per
la durata variabile da un minimo di 10 ad un massimo di 35 anni.
I due tipi di interventi sono cumulabili e, comunque, non possono superare il
limite di un miliardo.
Ai destinatari indicati dall' art. 7, lett. a, può essere concesso il finanziamento in
conto capitale nella misura del 100/ 100 della spesa ritenuta ammissibile.
Il contributo in conto capitale e in conto interessi potrà subire variazioni in
aumento quando i destinatari siano Consorzi di Comuni che realizzano impianti
sportivi ad utilizzazione intercomunale.
Ai destinatari previsti dall' art. 7, lett. b), c) ed e) può essere concesso un
contributo in conto capitale nella misura massima del 50% della spesa ritenuta
ammissibile, che non può superare l' importo di 500 milioni.
Per quanto attiene al contributo in conto interessi di cui alla lettº b), primo
comma, del presente articolo, la Regione provvederà con successivi atti alla
stipula di convenzioni con appositi Istituti di credito. Le modalità di concessione
dei benefici finanziari saranno indicate negli atti di convenzione suddetti.
Ai benefici di cui al comma precedente possono essere ammessi sia i soggetti
indicati nell' art. 7, lettº a), sia quelli di cui alle lett. b), c) ed e) nei limiti di cui al
2 comma del presente articolo.

Art. 10
Piano pluriennale per la realizzazione degli impianti sportivi
Al fine di coordinare gli interventi nel settore, in conformità del piano regionale di
sviluppo e dello sport, la Giunta regionale, sentito il Comitato regionale dello
Sport, formula ed approva il piano pluriennale per la realizzazione degli impianti
sportivi nel territorio della Regione.
Tale piano è sottoposto all' approvazione del Consiglio regionale.
Il piano deve contenere le analisi generali, le valutazioni, gli indirizzi di lungo
termine per lo sviluppo del sistema sportivo, in armonia con i piani degli altri
settori della Regione e degli Enti locali.
Art. 11
Piano annuale d' intervento per gli impianti sportivi
In conformità al piano pluriennale di cui all' articolo precedente e sulla base delle
domande pervenute, su proposta dell' Assessore competente, sentito il Comitato
regionale dello Sport, la Giunta regionale propone al Consiglio il piano annuale di
riparto entro 40 giorni dalla scadenza dei termini previsti per la presentazione
delle istanze.
Il piano contiene le iniziative ammesse, determina la spesa ammissibile e l'
ammontare del contributo per ogni singolo intervento.

Art. 12
Condizioni e criteri per la concessione dei contributi per impianti sportivi
Al fine della predisposizione del piano annuale di cui al precedente art. 11 si tiene
conto delle seguenti condizioni e criteri in ordine di priorità.
Sono condizioni:
1) compatibilità con il piano regionale dello sport;
2) disponibilità immediata del suolo;
3) ubicazione degli impianti in aree all' uopo destinate negli strumenti urbanistici;
4) adozione di soluzioni tecniche per l' abbattimento delle barriere architettoniche
di cui al DPR 27/ 4/ 78 n. 384.
Soo criteri da considerarsi in ordine di priorità :
a) utilizzazione consortile da parte dei vari Comuni;
b) completamento, conservazione ed ammodernamento di impianti esistenti;
c) polivalenza degli impianti di base al fine di conseguire la più larga utilizzazione
per la pratica dell' attività motoria e sportiva;
d) localizzazione nelle zone montane e depresse;
e) costruzione di impianti in quartieri metropolitani a forte espansione
demografica e/ o relativo sviluppo industriale;
f) realizzazione di impianti essenziali e di base nei Comuni che ne sono sprovvisti,
anche in riferimento alle esigenze della popolazione scolastica;
g) compatibilità e complementarietà con l' offerta turistica e ricettiva, ove si tratti
di impianti localizzati in zone a vocazione turistica.

Art. 13
Documentazione per impianti
Le domande per la concessione dei contributi di cui all' art. 8, lettº
a), devono pervenire all' Assessorato competente entro il termine perentorio del 28
Febbraio di ogni anno, corredate dalla seguente documentazione:
1) - nel caso si tratti di Ente pubblico: copia della deliberazione con la quale si è
deciso di procedere alla realizzazione delle opere di cui si chiede l' intervento
finanziario della Regione con gli estremi delle prescritte pubblicazioni ed
approvazioni degli organi tutori ove richieste;
- nel caso di organismi privati:
copia autentica di apposita delibera dell' assemblea dei soci, ove sia indicata anche
la copertura finanziaria per la parte di spesa eccedente il contributo regionale;
2) - progetto di massima che dovrà comprendere:
a) planimetria generale della zona interessata;
b) elaborati grafici in numero e scala sufficienti ad individuare l' opera nel suo
insieme e nelle varie parti;
c) relazione tecnica illustrativa atta a mettere in evidenza, oltre alle caratteristiche
dell' impianto, l' effettiva necessità ed utilità delle opere in relazione alle finalità
della presente legge e compatibilità con eventuali altri impianti esistenti nella
zona;
d) preventivo sommario di spesa e regolamentazione di utilizzazione;
3) - titolo di proprietà del suolo o, in mancanza, atto di asservimento dell' area per
un periodo non inferiore a 10 anni; concessione demaniale corredata di
fidejussione bancaria atta a garantire alla Regione il recupero dei contributi
erogati e oneri connessi, nell' eventualità di cessazione del rapporto di concessione
prima di 10 anni;
4) - estratto di mappa e stralcio delle destinazioni di zona previste dallo strumento
urbanistico generale ed attuativo localmente vigente (piano regolatore, programma
di fabbricazione, piano di ricostruzione) e delle norme tecniche di attuazione, in
copia conforme;
5) - dichiarazione del sindaco dalla quale risulti se la località nella quale è prevista
l' opera sia o meno sottoposta a vincoli paesaggistici, storici, monumentali,
archeologici, idrogeologici e forestali;
6) - piano finanziario;
7) - dichiarazione che le opere programmate non sono state realizzate;
8) - copia autentica dell' Atto Costitutivo e Statuto degli Enti ed organismi di cui
alla lett. c) dell' artº 7 redatto con atto pubblico;
9) - per i destinatari di cui alla lett. e) dell' art. 7 è necessaria domanda dell' Ente
militare interessato completa di autorizzazione del Comando superiore
responsabile;
10) - relazione esplicativa e previsione dei tempi per la realizzazione dell' opera.

Art. 14
Documentazione esecutiva
L' Assessorato allo Sport, approvato il piano di riparto annuale di cui al
precedente art. 11, ne dà comunicazione ai beneficiari i quali, entro e non oltre il
termine di 180 giorni, a pena di decadenza, devono produrre la seguente
documentazione:
a) progetto esecutivo completo degli elaborati tecnici, approvato dall' organo
competente;
b) concessione o autorizzazione edilizia;
c) piano finanziario di copertura della spesa;
d) dichiarazione dalla quale risulti l' ammontare di eventuali provvidenze concesse
dallo Stato o da altri Enti pubblici ovvero richieste;
e) schema di regolamento o di convenzione circa la modalità di utilizzazione dell'
impianto;
f) parere tecnico del CONI sugli atti progettuali;
g) piano di gestione;
h) nel caso di concessione in precario corredata da fidejussione bancaria o di
primaria compagnia di Assicurazione a copertura della spesa ammessa a
contributo.

Art. 15
Concessione ed erogazione
I contributi di cui all' art. 9, lettº a), in favore dei Comuni ed altri Enti pubblici
sono concessi con Decreto del Presidente della Giunta regionale o dell' Assessore,
se delegato, ai sensi dell' art. 8 della LR 12/ 8/ 78, n. 37, e successive modifiche
ed integrazioni.
La liquidazione ed erogazione di detti contributi avverrà ai sensi dell' art. 9 della
LR 12/ 8/ 78, nº 37, e successive modifiche ed integrazioni.
I contributi di cui alla lett. a) dell' art. 9, in favore delle associazioni sportive ed
altri organismi sono concessi con Decreto del Presidente della Giunta regionale o
dell' Assessore competente se delegato.
Detti contributi vengono liquidati previo sopralluogo da parte di funzionari dell'
Assessorato tendente ad accertare la conformità delle opere eseguite a quelle
ammesse a contributo, nonchè la congruità della spesa ammessa.
Per i destinatari di cui al 3º comma del presente articolo, l' erogazione del
contributo è comunque subordinata alla stipula di una convenzione con il Comune
interessato diretta a garantire l' uso sociale dell' impianto per un periodo non
inferiore a quindici anni a tariffe concordate.
I fondi che si renderanno disponibili per effetto delle decadenze avvenute ai sensi
del 1º comma del precedente art. 14 potranno essere utilizzati nell' ambito dei
programmi di intervento anche degli esercizi finanziari successivi, con apposito
provvedimento della Giunta regionale.

Art. 16
Validità delle domande
Le domande per la concessione dei contributi di cui al precedente artº9 non
ammesse a contributo in un esercizio finanziario sono ritenute valide per i
programmi successivi su espressa richiesta dell' Ente interessato.
Tale richiesta deve pervenire nel termine indicato dalla presente legge per la
presentazione annuale delle domande di contributo ed eventualmente aggiornata
mediante idonea documentazione.

Art. 17
Vincolo di destinazione
I beneficiari delle provvidenze concesse ai sensi del precedente art. 8, lett. a),
devono obbligarsi a mantenere la continuità della destinazione dell' opera
realizzata per la durata di almeno anni quindici.

Art. 18
Riduzione e revoca dei contributi
La Giunta regionale, su proposta dell' Assessore competente, qualora in sede di
verifica delle opere venga accertata una spesa inferiore a quella ammessa a
contributo, riduce proporzionalmente il contributo concesso.
Con la stessa prassi la concessione del contributo può essere revocata se:
a) l' iniziativa non venga realizzata conformemente a quanto stabilito nel
provvedimento di concessione;
b) vengano accertate irregolarità nella contabilizzazione della spesa;
c) venga mutata la destinazione dell' impianto prima del termine previsto dal
precedente articolo 17;
d) vengano apportate all' impianto ammesso al contributo modifiche sostanziali
non preventivamente autorizzate dalla Giunta regionale salvo che trattasi di
necessità temporanee e straordinarie di disporre diversamente degli impianti e
delle attrezzature sportive da parte delle Forze Armate.

Art. 19
Disposizioni transitorie
Fino all' approvazione del piano pluriennale di intervento di cui al precedente art.
10, il piano annuale di riparto per l' assegnazione dei contributi previsti dall' art. 9
della presente legge viene effettuato a seconda delle priorità definite dal Piano
regionale di sviluppo ed in conformità della politica generale di programmazione
degli interventi regionali nel settore sportivo.

Art. 20
Utilizzazione degli impianti
L' utilizzazione degli impianti sportivi oggetto dei benefici della presente legge
dovrà essere garantita a tutti i cittadini, le associazioni ricreative e sportive, i
gruppi scolastici operanti nell' ambito del territorio comunale ove gli impianti
sono ubicati, ancorchè a pagamento e nel rispetto delle norme regolamentari per i
singoli impianti.

Art. 21
Direttive per la gestione degli impianti
La Giunta regionale, sentito il Comitato regionale dello Sport, impartisce le
direttive per coordinare la gestione degli impianti sportivi degli Enti locali sul
territorio regionale.

Art. 22
Attrezzature tecnico - sportive - Criteri per la concessione dei contributi
La Giunta regionale concede, con programma annuale, contributi a favore degli
Enti ed organismi indicati al precedente art. 7, in misura non superiore al 50%
della spesa ritenuta ammissibile, per l' acquisto di attrezzature tecnico - sportive
fisse o mobili.
Per la predisposizione del piano annuale di riparto si tiene conto delle seguenti
priorità :
- fruibilità di polivalenza ed economicità di gestione degli impianti che l'
installazione delle attrezzature permette di realizzare;
- corrispondenza con la destinazione d' uso degli impianti;
- destinazione all' uso integrato fra i soggetti con ridotta capacità psico - motoria,
per gli anziani ed i bambini.

Art. 23
Modalità per la richiesta
Le domande di concessione dei contributi di cui al precedente art. 22 devono
essere inoltrate all' Assessore competente, entro il termine del 28 febbraio,
corredata da:
- relazione illustrativa delle caratteristiche delle attrezzature e della destinazione
che alle stesse si intende dare;
- preventivo di spesa con prezzi unitari e totali;
- copia notarile dell' atto costitutivo e Statuto della Società o Ente;
- ogni altra notizia utile ai fini della determinazione dell' intervento regionale.

Art. 24
Liquidazione ed erogazione
Alla liquidazione ed erogazione dei contributi di cui al precedente art. 22 si
provvede con Decreto del Presidente della Giunta regionale o dell' Assessore, se
delegato, previa esibizione delle fatture quietanzate per un importo almeno pari
alla spesa ammessa ed eventuale visita sopralluogo.
Qualora la spesa sostenuta non raggiunga quella ammessa, il contributo sarà
proporzionalmente ridotto.

Art. 25
Ammissibilità ai benefici in relazione all' inizio delle opere
I contributi di cui alla presente legge sono concessi esclusivamente per opere non
ancora iniziate o per attrezzature non ancora acquistate alla data di entrata in
vigore della presente legge.

Art. 26
Manifestazioni sportive
La Giunta regionale, su proposta dell' Assessore competente, è autorizzata a
concedere contributi, nella misura massima del 50% della spesa riconosciuta
ammissibile, per lo svolgimento di singole manifestazioni sportive di particolare
rilevanza nazionale o internazionale che si svolgono in conformità con le finalità
della presente legge e concorrano a divulgare la pratica sportiva nell' ambito del
territorio regionale.
Le domande devono pervenire all' Assessorato competente almeno 30 giorni
prima della data fissata per l' avvenimento e devono essere corredate:
- da una relazione illustrativa sulla finalità e sull' organizzazione della
manifestazione;
- dal piano finanziario delle entrate e delle uscite;
- da ogni ulteriore elemento necessario ai fini della concessione del contributo.
Alla liquidazione dei contributi si provvede con Decreto del Presidente della
Giunta regionale o dell' Assessore, se delegato, previa presentazione di una
dichiarazione comprovante l' effettivo avvenuto svolgimento della manifestazione
corredata di attestazione a firma autenticata del rappresentante legale circa le
spese effettivamente sostenute e gli eventuali contributi ricevuti da altri Enti
pubblici, con allegati giustificativi di spesa di importo almeno pari alla spesa
ammessa a contributo.
Qualora la spesa sostenuta non raggiunga quella ammessa, il contributo sarà
proporzionalmente ridotto.
I contributi concessi non sono cumulabili con altre provvidenze disposte allo
stesso titolo dalla Regione.

Art. 27
Attività sportiva
In applicazione del precedente art. 8, lett. c) la Regione concede contributi a
favore degli Enti ed Associazioni di cui all' art. 7 della presente legge nella misura
massima del 50% della spesa ritenuta ammissibile.
Le istanze devono essere inoltrate entro e non oltre il 28 febbraio di ogni anno e
corredate da:
- relazione illustrativa dei programmi che si intendono attuare;
- piano finanziario indicante le entrate e le uscite;
- atto costitutivo e Statuto redatto in forma pubblica.
L' Ufficio competente potrà inoltre richiedere ogni altra notizia e documentazione
utile ai fini della determinazione dell' intervento regionale.
Il programma annuale di riparto è predisposto dall' Assessorato allo Sport,
acquisito il parere del Comitato di cui all' art. 3, ed approvato dalla Giunta, sentita
la Commissione consiliare competente.
Per ottenere la liquidazione del contributo i beneficiari devono produrre una
relazione sull' attività svolta e sui risultati ottenuti, il rendiconto delle spese
sostenute corredate da giustificativi di spesa di importo almeno pari a quello
ammesso a contributo e l' attestazione della Federazione o Ente di promozione
sportive a cui la società eventualmente è affiliata circa l' attività svolta.
La liquidazione è disposta con Decreto del Presidente della Giunta regionale o
dell' Assessore se delegato.
Qualora la spesa sostenuta non raggiunga quella ammessa, il contributo sarà
proporzionalmente ridotto.

Art. 28
Studi e ricerche
La Giunta regionale, sentita la Commissione competente ed il Comitato regionale
dello Sport, promuove ed effettua: convegni, studi, ricerche, sperimentazioni,
documentazioni, indagini conoscitive e pubblicazione degli atti relativi -
direttamente o tramite il CONI, le Federazioni Sportive Nazionali e gli Enti
nazionali di promozione sportiva presenti a livello regionale, gli Istituti di livello
universitario o altri analoghi qualificati o specializzati.
Tali iniziative potranno essere attuate anche su proposta degli Enti sopracitati
relativamente a specifici campi di intervento, previa intesa con l' Assessorato
competente.
Per le iniziative di cui al comma precedente gli interventi contributivi potranno
essere concessi fino al limite massimo del 50% della spesa ritenuta ammissibile.

Art. 29
Uso delle attrezzature scolastiche per attività sportive
Gli Enti locali concordano, mediante apposite convenzioni con i Consigli di
circolo e d' istituto, l' uso degli impianti sportivi scolastici, al di fuori dell' orario
scolastico, per l' utilizzazione da parte dell' associazionismo sportivo ricreativo e
anche per promuovere momenti di aggregazione dei giovani studenti e lavoratori,
a norma del 2 comma dell' art. 12 della legge 4/ 8/ 1977, n. 517.
In tal caso, la Regione può intervenire alle spese di riscaldamento ed
illuminazione, nonchè per i servizi di vigilanza, custodia e pulizia degli impianti
sino ad un massimo del 75% della spesa ritenuta ammissibile.
Gli Enti proprietari presentano all' uopo domanda di contributo allo Assessorato
competente entro il 31 Ottobre di ogni anno, corredata della documentazione
relativa alla spesa sostenuta e alle eventuali somme introitate.
                                    TITOLO IV
Art. 30
Disposizioni Finanziarie
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
VARIAZIONI IN AUMENTO OBIETTIVO 12 - SPORT OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
VARIAZIONI IN AUMENTO
OBIETTIVO 12 - SPORT
Cap. 1205020 " Costituzione, ampliamento, ammodernamento e manutenzione
straordinaria di impianti sportivi per uso sociale e per attività dilettantistica -
contributi in c / capitale - Art. 9 - I comma lett. a) (titolo II)( Cni) 7.000.000.000=
7.000.000.000= OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
VARIAZIONI IN AUMENTO
OBIETTIVO 12 - SPORT
OMISSIS
cap. 1205040 " Costruzione, ampliamento, ammodernamento e manutenzione
straordinaria di impianti sportivi per uso sociale e per attività dilettantistica -
conto interessi - Art. 9 - I comma lett. b) ( Titº 3) cni 1.000.000.000=
1.000.000.000= OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
VARIAZIONI IN AUMENTO
OBIETTIVO 12 - SPORT
OMISSIS
Cap. 1205060 " Promozione di attività sportive dilettantistiche, corsi di
formazione sportiva, corsi per operatori e tecnici sportivi. Art. 27( Tit. I)"
1.500.000.000= 1.500.000.000=
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
VARIAZIONI IN AUMENTO
OBIETTIVO 12 - SPORT
OMISSIS
Cap. 1205080 " Acquisto di attrezzature
tecnico - sportive fisse e mobili Art. 22
( Tit. 2)" cni
300.000.000= 300.000.000=
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
VARIAZIONI IN AUMENTO
OBIETTIVO 12 - SPORT
OMISSIS
Cap. 1205100 " Organizzazione di manifestazioni sportive Nazionali ed
Internazionali
- Art. 26 -( Tit. I)"
100.000.000= 100.000.000=
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
VARIAZIONI IN AUMENTO
OBIETTIVO 12 - SPORT
OMISSIS
Cap. 1205120 " Spese per studi, convegni, ricerche sperimentazioni,
documentazioni, indagini conoscitive e pubblicazione atti in materia di Sport -
Art. 28 -
( Tit. I)" cni
100.000.000= 100.000.000=
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
VARIAZIONI IN AUMENTO
OBIETTIVO 12 - SPORT
OMISSIS
Cap. 1205140 " Uso delle attrezzature scolastiche per attività sportive - Art. 29 -
( Tit. I)" cni
100.000.000= 100.000.000=
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
VARIAZIONI IN AUMENTO
OBIETTIVO 12 - SPORT
OMISSIS
Totale in aumento 10.100.000.000 10.100.000.000=
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
OMISSIS
VARIAZIONE IN DIMINUZIONE
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
OMISSIS
VARIAZIONE IN DIMINUZIONE
Cap. 1202020 " Promozione di attività ,
eccº"
900.000.000= 900.000.000=
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
OMISSIS
VARIAZIONE IN DIMINUZIONE
OMISSIS
Cap. 1202040 " Studi, ricerche, sperimentazione,
eccº"
100.000.000= 100.000.000=
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
OMISSIS
VARIAZIONE IN DIMINUZIONE
OMISSIS
Cap. 1203020 " Costruzione impianti sportivi
eccº"
8.300.000.000= 8.300.000.000=
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
OMISSIS
VARIAZIONE IN DIMINUZIONE
OMISSIS
Cap. 1203040 " Contributi ad associazº
sportive eccº"
800.000.000= 800.000.000=
OMISSIS
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si provvede mediante
la seguente variazione al bilancio di previsione per l' esercizio 1985, approvato
con LR 12 febbraio 1985 n. 4:
OMISSIS
VARIAZIONE IN DIMINUZIONE
OMISSIS
Totale in diminuzione 10.100.000.000= 10.100.000.000=
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.
Per gli esercizi successivi alla determinazione degli stanziamenti di cui al comma
precedente si provvederà con le leggi regionali di approvazione dei relativi
bilanci.

                                    TITOLO V
Art. 31
Norma transitoria
Le domande già presentate, ai sensi delle LLRR 21/ 7/ 78, n. 32 e 28/ 8/ 79, n. 52,
anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge si considerano
ritualmente proposte.
In fase di prima applicazione della presente normativa, le domande devono essere
presentate entro e non oltre 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.

Art. 32
Abrogazione
Con l' entrata in vigore della presente legge è abrogata la LR 21/ 7/ 78, n. 32, e
successive modifiche ed integrazioni, nonchè ogni altra disposizione che sia in
contrasto con la presente legge.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della
Regione Puglia.
Data a Bari, addì 16 Maggio 1985

                             SARDEGNA
LEGGE REGIONALE N. 17 DEL 17-
          05-1999
      Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in
                      Sardegna
                                     TITOLO I
                              NORME GENERALI
Art. 1
Finalità
1. La Regione Autonoma della Sardegna riconosce la funzione sociale dello sport
e ne promuove la pratica e la diffusione nel territorio quale strumento
indispensabile di tutela psico - fisica del cittadino e di crescita culturale e civile
della società.
2. La Regione, nel perseguimento delle finalità e degli obiettivi della presente
legge, si ispira ai principali atti internazionali e comunitari in materia di sport ed
in particolare alla Carta Europea dello Sport approvata dalla 7ª Conferenza dei
Ministri Europei dello Sport nel 1992 a Rodi.
3. La Regione:
a) concorre alla realizzazione e alla gestione di una rete di impianti sportivi
razionalmente dislocati nel territorio;
b) favorisce l'attività delle federazioni sportive, degli enti di promozione
riconosciuti dal C.O.N.I., nonché dei sodalizi sportivi ad essi affiliati mediante la
concessione di contributi destinati all'acquisto di attrezzature sportive;
c) promuove la conoscenza e la diffusione della pratica sportiva favorendo, in
particolare, le attività ludiche e di base, l'organizzazione in Sardegna di iniziative
sportive e la partecipazione degli atleti e dei sodalizi isolani alle attività e
manifestazioni sportive che trovino svolgimento totale o parziale in territorio extra
regionale;
d) attua adeguati interventi di sostegno a favore degli operatori sportivi le cui
attività ed iniziative di livello nazionale ed internazionale concorrano alla
diffusione della conoscenza ed alla valorizzazione del patrimonio culturale,
paesaggistico ed economico della Sardegna;
e) promuove la formazione e l'aggiornamento di dirigenti, tecnici e animatori
sportivi;
f) attiva le necessarie azioni di supporto finalizzate alla tutela sanitaria delle
attività sportive, nel rispetto della vigente normativa;
g) favorisce la ricerca scientifica sullo sport.
4. Le finalità di cui ai commi 1 e 3 vengono perseguite anche mediante il
decentramento di funzioni e risorse agli enti locali, secondo le modalità
specificate nei successivi articoli.

Art. 2
Piano triennale
1. Per il conseguimento delle finalità di cui all'articolo 1, l'Assessorato regionale
competente in materia di sport predispone, entro sei mesi dall'entrata in vigore
della presente legge, il piano triennale degli interventi, avvalendosi del Comitato
previsto all'articolo 6.
2. Il piano - corredato di una relazione illustrativa sulle strutture pubbliche o ad
uso pubblico esistenti, nonché sulle attività sportive in queste praticate - contiene:
a) l'individuazione del fabbisogno di impianti e di infrastrutture sportive
rapportate alla densità demografica;
b) l'indicazione degli interventi prioritari nel settore dell'impiantistica;
c) l'indicazione degli standard funzionali dei singoli servizi sportivi;
d) le linee fondamentali di programmazione per le attrezzature sportive;
e) l'indicazione degli interventi prioritari nel settore della pratica sportiva, nonché
le modalità di sostegno e di incentivazione;
f) la determinazione delle linee di formazione e di aggiornamento dei dirigenti, dei
tecnici e degli animatori sportivi;
g) le linee fondamentali di programmazione e di intervento per la conoscenza e la
valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico ed economico della
Sardegna;
h) la determinazione del fabbisogno finanziario relativo alla durata e alla validità
del piano.
3. Il piano è approvato dalla Giunta regionale, sentita la competente Commissione
consiliare.

Art. 3
Conferenza regionale dello sport
1. Con cadenza triennale l'Assessore regionale competente in materia di sport
indice la Conferenza regionale dello sport alla quale partecipano:
a) l'Assessore regionale competente in materia di sport;
b) i Presidenti e gli Assessori dello sport delle province sarde, o loro delegati;
c) i Sindaci dei comuni della Sardegna, o loro delegati;
d) il Presidente del Comitato regionale del C.O.N.I., o un suo delegato;
e) i Presidenti dei Comitati provinciali del C.O.N.I., o loro delegati;
f) i Rettori delle Università della Sardegna, o loro delegati;
g) i Provveditori agli studi delle Province sarde, o loro delegati;
h) un rappresentante di ciascuna federazione sportiva del C.O.N.I. operante in
Sardegna;
i) un rappresentante di ciascun ente di promozione sportiva riconosciuto dal
C.O.N.I. operante in Sardegna;
l) un rappresentante per ciascuna delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative in ambito regionale;
m) un rappresentante dell'I.S.E.F. o struttura equipollente operante in Sardegna;
n) il Presidente dell'Associazione regionale diplomati I.S.E.F. o un suo delegato;
o) i Presidenti delle Associazioni provinciali diplomati I.S.E.F. o loro delegati;
p) un rappresentante dell'Unione stampa sportiva italiana;
q) un rappresentante del "Comitato regionale dello Sport per tutti", o
dell'organismo equivalente che dello stesso assuma competenze e funzioni,
qualora costituito.
2. La Conferenza ha il compito di verificare, anche con il concorso di altri
rappresentanti del mondo sportivo, politico, economico e culturale sardo,
l'attuazione del piano triennale dl cui all'articolo 2, nonché di elaborare proposte e
indicazioni che cooperino alla predisposizione del successivo piano.

Art. 4
Programma annuale
1. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di sport,
previo parere del Comitato di cui all'articolo 6 e sentita la Commissione consiliare
competente, approva, entro il 30 giugno di ogni anno, il programma annuale degli
interventi.
2. Detto programma specifica ed attua gli indirizzi e le direttive generali del piano
triennale e gli interventi relativi agli impianti e alle infrastrutture sportive di
interesse sovracomunale e tutti gli altri interventi la cui realizzazione sia affidata a
soggetti diversi dagli enti locali, nonché la determinazione del relativo fabbisogno
finanziario.

Art. 5
Commissione comunale per lo sport
1. Ogni Comune istituisce una Commissione comunale per lo sport.
2. La Commissione formula proposte ed esprime parere preventivo in ordine agli
atti di programmazione comunale degli interventi nel settore sportivo per i quali il
comune benefici finanziamenti pubblici o destini risorse del proprio bilancio e su
ogni altro argomento di interesse locale attinente alla materia sportiva, in stretta
coerenza con le indicazioni desumibili dalla pianificazione regionale triennale.
3. La Commissione provvede inoltre alla formazione ed alla tenuta dell'albo
comunale delle società sportive di cui all'articolo 10 della presente legge.

Art. 6
Comitato regionale per lo sport
1. Presso l'Assessorato regionale competente in materia di sport è istituito il
Comitato regionale per lo sport, nominato con decreto dell'Assessore regionale
competente in materia e composto da:
a) l'Assessore regionale competente in materia di sport, con funzioni di
Presidente;
b) il dirigente scolastico regionale, o un suo delegato;
c) il Presidente del Comitato regionale del C.O.N.I., o un suo delegato;
d) i Presidenti dei Comitati provinciali del C.O.N.I. operanti in Sardegna, o loro
delegati;
e) sei rappresentanti di federazioni sportive nazionali, di cui due per sport
individuali, designati dal Comitato regionale sardo del C.O.N.I.;
f) sei esponenti degli enti di promozione sportiva, designati dalla Consulta
regionale degli enti di promozione sportiva;
g) il Presidente dell'Associazione regionale diplomati I.S.E.F. o un suo delegato;
h) un esperto in attività fisico - motorie designato dall'I.S.E.F., o struttura
equipollente, operante in Sardegna;
i) un ingegnere esperto in impiantistica sportiva, designato dal Comitato regionale
sardo del C.O.N.I.;
l) un giornalista designato dalla delegazione regionale sarda dell'Unione stampa
sportiva italiana (U.S.S.I.);
m) un rappresentante del "Comitato regionale dello sport per tutti", o
dell'organismo equivalente che dello stesso assuma competenze e funzioni,
qualora costituito, o un suo delegato;
n) cinque Sindaci designati dall'A.N.C.I. di cui uno dei comuni capoluogo di
provincia, uno dei comuni oltre 25.000 abitanti, uno dei comuni da 10.000 a
25.000 abitanti, uno dei comuni da 3.000 a 10.000 abitanti, uno dei comuni
inferiori a 3.000 abitanti;
o) i Presidenti delle province sarde o loro delegati.
2. Funge da segretario un funzionario dell'Assessorato regionale competente in
materia di sport.
3. Ai componenti il Comitato, per la partecipazione alle riunioni, competono le
indennità e i rimborsi previsti dalla legge regionale 22 giugno 1987, n. 27, ed una
medaglia giornaliera di presenza nella misura fissata dall'articolo 1, comma 2,
lettera a), della legge regionale medesima.

Art. 7
Compiti e modalità di funzionamento del Comitato regionale per lo sport
1. Il Comitato regionale per lo sport ha il compito di:
a) proporre iniziative finalizzate alla promozione e allo sviluppo delle attività
sportive;
b) formulare proposte ed esprimere pareri per l'elaborazione del piano triennale e
del programma annuale;
c) formulare pareri e suggerimenti sui termini per la presentazione delle richieste
di intervento;
d) formulare suggerimenti e proposte operative per la più razionale e spedita
attuazione degli interventi previsti nel programma annuale;
e) esprimere valutazioni in merito allo stato di attuazione della presente legge e
concorrere a verificare la realizzazione dei programmi dalla stessa previsti, in
termini di risultati conseguiti e di effetti prodotti;
f) esprimere pareri su qualsiasi altro argomento attinente la materia sportiva.
2. Il Comitato si riunisce su convocazione del suo presidente e delibera a
maggioranza dei presenti. Esso deve essere convocato almeno una volta all'anno,
in fase di predisposizione del piano pluriennale e del programma annuale o,
comunque, ogni qualvolta lo reputi necessario l'Assessore regionale competente in
materia di sport o lo richieda la metà più uno dei suoi componenti.
3. La mancata designazione, nel termine di tre mesi dalla data di richiesta
formulata dall'Assessorato regionale competente in materia di sport, di alcuno dei
componenti il Comitato non ne impedisce l'insediamento e il regolare
funzionamento.

Art. 8
Modalità di concessione delle agevolazioni
1. Il termine per la presentazione delle domande di concessione dei contributi
previsti dalla presente legge viene determinato annualmente, per i vari interventi,
con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di sport, sentito il
Comitato di cui all'articolo 6.
2. Con Io stesso strumento operativo l'Amministrazione regionale può provvedere
nel corso dell'anno al differimento dei suddetti termini relativamente a quei settori
di intervento per i quali si dimostri una fondata esigenza.
3. Nei casi in cui la normativa di settore non individui esattamente la percentuale
contributiva, i soggetti beneficiari delle provvidenze regionali - pur confermando,
con apposita dichiarazione regolarmente resa, la corrispondenza qualitativa e
quantitativa della iniziativa realizzata a quella inizialmente prevista - sono tenuti a
produrre la regolare documentazione consuntiva per un importo non inferiore al
contributo concesso.
4. Nei casi in cui la percentuale contributiva sia esattamente individuata nella
presente legge, il contributo concesso deve essere proporzionalmente ridotto, con
decreto dell'Assessore regionale competente in materia di sport, qualora in sede di
verifica in loco delle opere o delle iniziative in genere o a seguito di istruttoria
delle rispettive pratiche, venga accertata una diminuzione della spesa ammessa.
5. Con le stesse forme la concessione del contributo può essere revocata se:
a) l'opera o l'iniziativa siano realizzate in totale o parziale difformità con quanto
stabilito nel provvedimento di concessione;
b) vengano accertate irregolarità nella spendita dei fondi;
c) venga mutata, nei casi previsti dagli articoli 11, 12 e 17, la destinazione
dell'impianto senza preventiva autorizzazione della Regione.

Art. 9
Albo regionale delle società sportive
1. Al fine di una migliore conoscenza della dimensione e dell'articolazione del
fenomeno sportivo isolano, la Regione costituisce l'albo regionale delle società
sportive sarde servendosi della collaborazione dei comuni, delle federazioni
sportive e degli enti di promozione sportiva operanti nell'isola.
2. L'albo contiene, per ciascun sodalizio operante in Sardegna, tutti gli elementi
utili alla sua identificazione e classificazione e può essere utilizzato dalla
Presidenza della Giunta regionale ai fini del riconoscimento della personalità
giuridica di diritto privato di cui all'articolo 12 del Codice Civile, mediante
l'esercizio del potere a tale scopo delegato dallo Stato ai sensi dell'articolo 10 del
D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348.

Art. 10
Albo comunale delle società sportive
1. Ciascun comune, avvalendosi della Commissione prevista dall'articolo 5,
istituisce l'albo comunale delle società sportive e ne cura la tenuta.
2. L'albo contiene, per ciascun sodalizio operante in ambito comunale, tutti gli
elementi utili alla sua identificazione e classificazione.

                                    TITOLO II
                                IMPIANTISTICA
Art. 11
Interventi a favore dei comuni
1. L'Amministrazione regionale, tenuto conto delle proposte formulate dalle
province e dai comuni, è autorizzata a concedere ai comuni singoli e associati
contributi in conto capitale per la realizzazione, il completamento, la
ristrutturazione e l'ampliamento di impianti sportivi di base, anche al fine di
procedere ad una azione di riequilibrio territoriale regionale del settore.
2. Gli impianti di cui al comma 1 devono essere dotati di idonei presidi e
attrezzature per l'uso da parte dei disabili.
3. Le quote degli interventi contributivi regionali sono così determinati:
a) per importi sino a 500 milioni, fino all'80 per cento del costo globale dell'opera;
b) per importi sino a 700 milioni, fino al 60 per cento del costo globale dell'opera;
c) per importi sino a 1.000 milioni, fino al 40 per cento del costo globale
dell'opera.
4. L'erogazione dei fondi di cui al comma 3 è subordinata alla dimostrazione, da
parte degli enti locali interessati, del reperimento delle risorse necessarie alla
copertura della parte di intervento non garantita dal contributo regionale.
5. Gli interventi contributivi di cui al presente articolo sono cumulabili, all'interno
del tetto del costo globale dell'opera, con le altre provvidenze provenienti da
qualsivoglia soggetto pubblico o privato.
6. I criteri per la predisposizione dei programmi di intervento, nonché le modalità
per la pratica assegnazione ed erogazione dei contributi di cui ai commi
precedenti, sono determinati con le procedure di cui all'articolo 42, tenendo anche
conto delle priorità fissate nel piano triennale di cui all'articolo 2, come
specificato all'articolo 14.
7. I fondi di investimento destinati ai comuni per lo sport, ai sensi dell'articolo 3
della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, possono essere utilizzati per ripianare
in tutto o in parte la quota non coperta dai contributi regionali ai sensi dei commi
precedenti.

Art. 12
Contributi per l'impiantistica dell'associazionismo sportivo
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere, per le tipologie di
intervento di cui all'articolo 11, contributi in conto capitale alle società ed alle
associazioni sportive, nei limiti dello stanziamento di bilancio, a condizione che:
a) si tratti di società e associazioni affiliate alle federazioni sportive nazionali e/o
agli enti di promozione sportiva o di cooperative giovanili regolarmente costituite
che abbiano come fine preminente quello di promuovere e incentivare l'attività
motoria e/o sportiva;
b) il comune competente per territorio esprima, con formale provvedimento,
parere favorevole alla realizzazione dell'opera;
c) il richiedente si obblighi - con atto unilaterale trascritto - a non mutare la
destinazione dell'opera nei trenta anni successivi alla sua realizzazione, a garantire
l'uso pubblico dell'impianto ai sensi dell'articolo 21 della presente legge, nonché,
in caso di alienazione dell'opera, a preferire il comune nella conclusione del
contratto;
d) siano ricomprese nell'albo regionale di cui all'articolo 9.
2. Il requisito di cui alla lettera d) del comma 1 è indispensabile per i richiedenti
che inoltrino le istanze di intervento successivamente alla costituzione del
predetto albo.
3. Per le opere di cui al presente articolo, la misura dei contributi è così
determinata:
a) fino al 50 per cento per le opere di importo non superiore ai 300 milioni;
b) fino al 40 per cento per le opere di importo non superiore ai 500 milioni;
c) fino al 30 per cento per le opere di importo non superiore ai 1.000 milioni.
4. Le percentuali di cui al comma 3 sono incrementate del 20 per cento se
l'impianto è localizzato su terreno pubblico.
5. I suddetti contributi vengono erogati:
a) quanto al 40 per cento, a seguito della formale consegna dei lavori;
b) quanto al saldo, ad esaurimento dei necessari adempimenti di collaudo.
6. Gli impianti che abbiano beneficiato dei contributi di cui al presente articolo
debbono essere posti a disposizione delle pubbliche istituzioni o comunque
debbono essere destinati a finalità sociali in misura proporzionale all'entità
dell'intervento finanziario regionale concesso.
7. Le agevolazioni di cui ai precedenti commi sono estese - per le finalità e
secondo le percentuali negli stessi indicati - all'I.S.E.F. o struttura equipollente
operante in Sardegna e alle federazioni sportive nazionali che costituiscano in
Sardegna la base del proprio centro tecnico nazionale.
8. Le agevolazioni medesime possono essere altresì concesse per lavori di
completamento e sistemazione delle opere finanziate in attuazione di precedenti
programmi regionali di settore.
9. Agli organismi sportivi che, per completamento, costruzione, ristrutturazione,
ed ampliamento di impianti sportivi di base, siano stati ammessi alla
contribuzione ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale 9 giugno 1989, n. 36
ed abbiano contratto o abbiano in via di contrazione mutui con l'Istituto per il
credito sportivo, si applicano, per la parte residua, i benefici della presente legge.

Art. 13
Spese ammesse a contributo
1. Ai fini della determinazione dell'intervento contributivo regionale, concorrono
a costituire il costo globale dell'opera:
a) l'importo del progetto esecutivo;
b) le spese di progettazione, direzione lavori, contabilità e collaudo;
c) l'imposta sul valore aggiunto (IVA), il prezzo d'acquisto o l'indennità di
espropriazione dell'area.

Art. 14
Criteri di priorità
1. La ripartizione dei fondi destinati all'impiantistica viene operata, in sede di
predisposizione del programma annuale degli interventi di cui all'articolo 4, sulla
base dei criteri di priorità fissati dal piano triennale di cui all'articolo 2.
2. Per potenziale di utenza si intende il numero di soggetti interessati a fruire dei
servizi sportivi forniti dall'impianto.
3. Sulla base dei criteri indicati dal comma 1, è data priorità:
a) alle opere di completamento, ristrutturazione, ampliamento e nuova
costruzione, localizzate in ambiti comunali carenti di impianti sportivi o dotati di
impianti sportivi insufficienti rispetto alla potenziale utenza;
b) agli interventi di integrazione per ricondurre agli standard previsti dalla
presente legge le opere di edilizia sportiva scolastica.
4. I medesimi criteri sono inoltre utilizzati per la determinazione dell'ammontare
dei singoli interventi contributivi di cui all'articolo 11, entro le misure massime
dallo stesso previste.

Art. 15
Modalità di erogazione dei contributi
1. I contributi in conto capitale sono erogati:
a) quanto agli enti locali, nella misura del 50 per cento all'atto della consegna dei
lavori e, per la somma residua, a stati di avanzamento degli stessi;
b) quanto ai beneficiari privati, secondo le indicazioni e le modalità previste
dall'articolo 12, comma 5.

Art. 16
Mutui a tasso agevolato
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concludere convenzioni con Istituti
di credito per la concessione di mutui a tasso agevolato necessari alla
realizzazione delle opere previste dagli articoli 11 e 17 della presente legge.

Art. 17
Centri sportivi articolati
1. Al fine di garantire una equilibrata distribuzione nel territorio regionale di
impianti che, per la loro polivalenza, dimensione e costo di gestione, interessano
bacini di utenza sovracomunale, l'Assessore regionale competente in materia di
sport, sentito il Comitato di cui all'articolo 6 e su proposta delle Province,
predispone annualmente un apposito programma di interventi, elaborato tenendo
conto delle indicazioni contenute nel piano triennale di cui all'articolo 2.
2. Il programma è approvato dalla Giunta regionale, sentito il Comitato di cui
all'articolo 6, previa acquisizione del parere della competente Commissione
consiliare.
3. Le spese per la progettazione, l'acquisizione delle aree, la costruzione e la
gestione ordinaria e straordinaria possono essere a totale carico della Regione che
deve provvedervi:
a) quanto alla progettazione, acquisizione delle aree e realizzazione delle strutture,
mediante accensione di appositi mutui con Istituti di credito;
b) quanto alla gestione, attingendo dai fondi di un apposito capitolo del bilancio
regionale a tale scopo istituito.
4. Gli enti locali nel cui territorio insistono gli impianti sono delegati alla
realizzazione, ne acquisiscono la proprietà e provvedono anche indirettamente alla
gestione, stipulando convenzioni obbligatorie con i comuni del bacino di utenza.
5. Nel primo programma possono essere ricompresi anche gli interventi per il
completamento delle strutture sportive previste dall'articolo 18 della legge
regionale n. 36 del 1989.

Art. 18
Coordinamento con norme statali e comunitarie ed estensione delle
agevolazioni
1. Le agevolazioni di cui agli articoli 11, 12 e 17 della presente legge hanno
natura integrativa rispetto agli interventi previsti dalla normativa statale e
comunitaria in materia di edilizia sportiva.
2. Le stesse agevolazioni sono estese agli interventi effettuati ai sensi dell'articolo
11 della legge regionale n. 36 del 1989, limitatamente alla parte in conto capitale
ed all'interno delle misure previste dai precedenti articoli 11 e 12, esclusivamente
per i casi in cui il mancato avvio dei lavori - sempre che lo stesso non sia
imputabile al soggetto beneficiario - abbia comportato un aumento dei costi di
realizzazione delle opere.

Art. 19
Contributi per la gestione di impianti sportivi
1. Con decreto dell'Assessore competente in materia di sport, da adottarsi entro
trenta giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio, sono assegnati alle
province i fondi per la concessione ai comuni e all'associazionismo sportivo
privato dei contributi per la gestione di impianti sportivi ad uso pubblico.
2. Con decreto della Giunta regionale, da adottarsi entro novanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, ovvero dall'entrata in vigore della legge
di bilancio, la Regione determina, ai sensi della legge regionale 22 agosto 1990, n.
40, criteri e modalità per il trasferimento dei fondi ed il corretto utilizzo degli
stessi da parte delle Amministrazioni provinciali.
3. Qualora l'impianto non sia gestito direttamente dall'ente locale, ne deve essere
comunque garantito l'uso pubblico, con apposito regolamento.
4. Le associazioni sportive devono, qualora il comune ne faccia richiesta, stipulare
convenzione col medesimo per l'uso pubblico, quantomeno parziale, degli
impianti per cui beneficino di contributi pubblici.

Art. 20
Convenzioni per il contenimento dei costi di gestione
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con i
Comitati provinciali del C.O.N.I., con le federazioni sportive regionali, con le
istituzioni scolastiche, con l'Istituto superiore di educazione fisica o struttura
equipollente operante in Sardegna, finalizzate al contenimento dei costi di
gestione degli impianti ad elevato tasso di utenza sportivo - sociale.
2. L'intervento regionale non può superare il settanta per cento delle spese
ammissibili ed è regolato secondo criteri e modalità stabiliti nelle convenzioni di
cui al comma 1.

Art. 21
Regolamento di gestione degli impianti
1. Gli enti e le associazioni beneficiarie delle provvidenze previste dalla presente
legge sono tenuti ad adottare un regolamento di gestione degli impianti da
formularsi sulla base del regolamento tipo predisposto dall'Assessorato regionale
competente in materia di sport ed approvato dalla Giunta regionale.
2. Nei limiti della fruibilità degli impianti o delle relative attrezzature, l'uso degli
stessi deve essere garantito ai sodalizi sportivi e alle associazioni del tempo libero
operanti nel territorio interessato, nonché alla popolazione scolastica che non
disponga di adeguate strutture.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano altresì per le opere realizzate
in base alla preesistente normativa regionale in materia di sport.

                                    TITOLO III
 Contributi a sostegno delle attività, delle manifestazioni sportive e
               per il corretto utilizzo del tempo libero
Art. 22
Contributi destinati all'attività sportiva giovanile a carattere dilettantistico
1. Ferme restando le disposizioni di carattere generale sancite in materia dalla
legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, e senza pregiudizio per le provvidenze
previste per altri settori d'intervento, l'Amministrazione regionale può concedere
contributi forfettari integrati per la promozione e lo svolgimento delle attività
sportive a favore di società sportive isolane a carattere dilettantistico di accertato
livello tecnico e di comprovata tradizione nella cura dell'attività giovanile.
2. Dette società devono possedere i seguenti requisiti:
a) essere affiliate ininterrottamente ad almeno una federazione sportiva del
C.O.N.I. da almeno cinque anni;
b) aver svolto ininterrottamente negli ultimi cinque anni attività di carattere
nazionale;
c) avere un numero di tesserati non inferiore a 50 unità,
d) avere conseguito inconfutabili meriti in campo sportivo mediante l'utilizzo per
le attività nazionali di elementi provenienti dal vivaio societario.
3. I contributi di cui al comma 1 sono commisurati, nei limiti delle disponibilità di
bilancio, a lire 200.000 per atleta appartenente alle categorie giovanili e praticanti
attività federale. In caso di atleti disabili la quota individuale di cui sopra è elevata
sino a lire 400.000. Per le associazioni affiliate alla Federazione italiana sport
disabili (F.I.S.D.), ferma restando la quota per atleta, il numero dei tesserati di cui
alla lettera c) del comma 2 è ridotto a 10 unità.
4. Il possesso dei sopra descritti requisiti deve essere attestato, con esclusione di
deleghe ad organismi sportivi territorialmente e funzionalmente inferiori, dai
Presidenti delle competenti federazioni sportive nazionali del C.O.N.I.

Art. 23
Contributi a favore degli enti di promozione sportiva per lo svolgimento della
loro attività istituzionale
1. La Regione favorisce il perseguimento dei fini istituzionali degli enti di
promozione sportiva operanti in Sardegna mediante la concessione di contributi
forfettari, da destinare sulla base dei criteri e dei parametri stabiliti dal piano
triennale di cui all'articolo 2.
2. Alla domanda di contributo deve essere allegata una relazione illustrativa sulla
natura, i tempi e le modalità di svolgimento delle iniziative, relativamente alla
stagione agonistica corrente e a quella immediatamente precedente nonché,
relativamente a quest'ultima, un'attestazione sottoscritta dal Presidente dell'ente
circa:
a) il numero degli atleti tesserati in assoluto e ripartiti per disciplina sportiva;
b) il numero delle discipline praticate, che trovino riscontro tra le attività svolte
dalle federazioni sportive nazionali del C.O.N.I.;
c) l'indicazione delle Province sarde in cui viene svolta l'attività.
3. All'interno dello stanziamento previsto per le finalità di cui al presente articolo,
una quota contributiva fino al 12 per cento è riservata alla delegazione regionale
sarda del Comitato universitario sportivo italiano (C.U.S.I.), alla quale non si
applicano i criteri ed i parametri previsti dal comma 1.
4. Sui contributi concessi sono consentite anticipazioni, previa apposita
fideiussione bancaria e secondo le modalità previste dall'articolo 16 della legge
regionale n. 5 del 1989, nella misura massima del 50 per cento.

Art. 24
Interventi a favore dell'attività sportiva scolastica
1. Nell'esercizio delle competenze previste dall'articolo 5, lettera a), dello Statuto
speciale per la Sardegna e compatibilmente con le norme sull'autonomia scolastica
di cui all'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, ed al Capo III del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, la Regione promuove ed incentiva lo sviluppo
dell'attività ludico - sportiva scolastica, mediante la concessione alle istituzioni
scolastiche operanti in Sardegna di idonei finanziamenti destinati ad un
significativo miglioramento dell'offerta motorio - sportiva ed allo scambio di
esperienze tra le stesse, sia in ambito regionale che extraregionale.
2. Dette provvidenze hanno carattere forfettario, non possono superare la soglia
del 90 per cento delle spese ammissibili nel preventivo e vengono erogate sulla
base di programmi annuali di attività, redatti dalle istituzioni scolastiche
interessate e coordinati a cura dei competenti Provveditorati agli studi.
3. Nel preventivo di cui al comma 2 deve essere, fra l'altro, indicata la
provenienza dei fondi che, sommati alle provvidenze regionali, consentano di
conseguire il pareggio del bilancio.
4. Sui contributi concessi sono consentite anticipazioni nella misura massima del
50 per cento degli stessi, previa ottemperanza alle disposizioni contenute
nell'articolo 16 della legge regionale n. 5 del 1989 e le spese relative alle eventuali
fidejussioni entrano a far parte del monte delle spese ammissibili.

Art. 25
Contributi per favorire l'utenza esterna degli impianti sportivi scolastici
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai soggetti titolari di
impianti sportivi utilizzati dalle istituzioni scolastiche contributi intesi a favorire
l'utilizzo di detti impianti da parte dell'utenza generale in orario extra - scolastico.
2. I contributi sono erogati secondo i termini e le procedure di cui al comma 2
dell'articolo 24.
Art. 26
Contributi per manifestazioni sportive nazionali e internazionali
1. La Regione favorisce l'organizzazione di manifestazioni sportive di elevato
livello tecnico e spettacolare che presentino un alto indice di promozionalità
localizzate nel territorio regionale.
2. A tal fine l'Amministrazione regionale concede contributi a favore di enti locali,
federazioni sportive, enti di promozione sportiva operanti nel territorio isolano,
società ed associazioni sportive di carattere dilettantistico affiliate alle federazioni
sportive nazionali o agli enti di promozione sportiva, istituzioni scolastiche.
3. L'entità dei contribuii è determinata nel programma annuale di cui all'articolo 4,
in relazione al carattere nazionale o internazionale delle manifestazioni, della loro
importanza e dei costi di allestimento e di realizzazione e sugli stessi sono
consentite anticipazioni nella misura massima dell'80 percento, giusta
ottemperanza delle disposizioni e procedure contenute nell'articolo 16 della legge
regionale n. 5 del 1989.
4. L'Assessore regionale competente in materia di sport è autorizzato, sentito il
Comitato di cui all'articolo 6, a concedere contributi straordinari, nella misura
massima del 90 per cento delle spese ammissibili e senza pregiudizio per
l'ordinaria programmazione degli interventi, per l'organizzazione di
manifestazioni sportive ad alto tasso tecnico e promozionale, che non presentino
nell'Isola carattere di ripetitività annuale e che, comunque, non ricadano nella
previsione programmatoria del precedente comma 1.
5. La quota riservata all'intervento di cui al precedente comma 4 non può eccedere
il 25 per cento dello stanziamento globale destinato alle iniziative in argomento.
6. Sui contributi concessi sono consentite anticipazioni nella misura massima
dell'80 per cento degli stessi, giusta ottemperanza delle disposizioni e procedure
contenute nell'articolo 16 della legge regionale n. 5 del 1989.
Art. 27
Contributi per la partecipazione a campionati nazionali
1. La Regione concorre nell'abbattimento del costo sostenuto dai sodalizi sportivi
isolani non iscritti a leghe professionistiche e dalle federazioni regionali del
C.O.N.I. che partecipano ai campionati italiani per rappresentative regionali per la
partecipazione a campionati nazionali federali a squadre che comportino trasferte
in territorio extraregionale con trasferte plurime o con gare di andata e ritorno.
2. L'intervento regionale ha carattere forfettario e può essere concesso nella
misura massima del 90 per cento delle spese ammissibili relative alle sole trasferte
in territorio extra regionale e avuto riguardo a:
a) livello del campionato disputato;
b) area geografica in cui vengono disputate le gare;
c) numero dei componenti la squadra tipo;
d) numero delle trasferte.
3. Gli elementi di cui ai punti a), b), c) e d) devono risultare da apposita
dichiarazione sottoscritta in calce, e in modo leggibile, unicamente dal Presidente
dell'organismo sportivo regionale interessato.
4) Le provvidenze di cui ai commi precedenti sono estese, nelle stesse forme,
misure e modalità, alle gare in trasferta successive alla fase di campionato da
considerarsi ordinaria e che devono determinare la vittoria del campionato stesso,
la permanenza in esso, o il passaggio ad altra serie.
5. I contributi di cui al presente articolo possono essere erogati, quanto al 60 per
cento, a titolo di acconto a seguito della comprovata iscrizione al campionato e
per la quota residua dietro dimostrazione dell'avvenuta regolare partecipazione a
tutte le gare previste in calendario.
6. In relazione agli adempimenti per la corresponsione delle anticipazioni, si
applicano le disposizioni contenute nell'articolo 16 della legge regionale n. 5 del
1989.
7. Le suddette contribuzioni non sono cumulabili con le provvidenze concesse per
le stesse finalità dell'amministrazione regionale.

Art. 28
Contributi per la partecipazione a singole trasferte in territorio extra
regionale
1. La Regione è autorizzata a concedere contributi forfettari, nella misura massima
del 90 per cento delle spese ammissibili, a favore delle società e associazioni
sportive non professionistiche affiliate alle federazioni del C.O.N.I. e/o agli enti di
promozione dallo stesso riconosciuti, alle federazioni sportive regionali del
C.O.N.I. nonché alle istituzioni scolastiche operanti in Sardegna, per la
partecipazione a manifestazioni e iniziative sportive che si svolgano in territorio
extra regionale e che, comunque, non ricadano nella categoria specificamente
prevista all'articolo 27.
2. I benefici di cui al comma 1 sono estesi alle federazioni sportive e agli enti di
promozione, nelle loro varie articolazioni territoriali, quando le trasferte
comportino la partecipazione di rappresentative di loro pertinenza.
3. I contributi vengono concessi avuto riguardo a:
a) valore tecnico, agonistico e educativo dell'iniziativa interessata;
b) area geografica di svolgimento dell'iniziativa;
c) durata dell'iniziativa;
d) numero dei partecipanti alla trasferta.
4. Gli elementi di cui alle precedenti lettere a), b), c) e d) devono risultare da
apposita dichiarazione sottoscritta, in calce e in modo leggibile, unicamente dal
Presidente dell'organismo sportivo regionale interessato.

Art. 29
Convenzioni con il C.O.N.I., le compagnie e aziende di trasporto
1. Per le finalità di cui ai precedenti articoli 27 e 28, nonché per l'abbattimento dei
costi delle trasferte effettuate all'interno del territorio regionale sostenuti dalle
società dilettantistiche isolane, la Regione è autorizzata a concludere convenzioni
con il C.O.N.I. e con le compagnie ed aziende di trasporto ferroviario, aereo,
marittimo ferroviario e su gomma, di cui siano beneficiari, altre agli atleti, i
tecnici, i dirigenti e il personale sanitario.
2. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono estese ad animali e attrezzature
strettamente necessari per la partecipazione alle iniziative sportive nonché, nel
caso di portatori di handicap o di soggetti di età inferiore ai quattordici anni, ai
loro accompagnatori.
3. In presenza di convenzioni regolarmente sottoscritte e operanti, i contributi
forfettari di cui agli articoli 27 e 28 vengono ridotti della quota di sconto
effettivamente praticata per le sole spese di viaggio.

Art. 30
Contributi per le attività istituzionali delle federazioni del C.O.N.I.
1. La Regione è autorizzata a concedere contributi al fine di garantire un adeguato
sostegno finanziario alle attività istituzionali delle federazioni regionali del
C.O.N.I. I contributi sono erogati, nei limiti delle disponibilità di bilancio, in
un'unica soluzione per il 30 per cento del fondo in modo uguale tra le federazioni
e per il 70 per cento tenendo conto del numero dei tesserati di ciascuna
federazione.

                                    TITOLO IV
    Interventi per favorire la conoscenza e la valorizzazione del
  patrimonio culturale, paesaggistico ed economico della Sardegna
Art. 31
Tipologia dell'intervento
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con il
C.O.N.I. nelle sue varie articolazioni territoriali, con le federazioni sportive e con
gli enti di promozione sportiva, con le società e le associazioni sportive ad essi
affiliate, finalizzate alla conoscenza, promozione e valorizzazione del patrimonio
culturale, paesaggistico ed economico della Sardegna.
2. I soggetti di cui al comma 1 possono avvalersi della presente legge attraverso
una sponsorizzazione totale o parziale. Con la sponsorizzazione totale il sodalizio
beneficiario si obbliga a mantenere per tutta la stagione sportiva gli impegni
contrattuali assunti con la Regione e a non assumerne degli altri, con la
sponsorizzazione parziale gli impegni contrattuali vengono definiti dalla Giunta
regionale con riferimento a parti della stagione sportiva o consentendo ulteriori
sostegni da parte di terzi.
3. È condizione essenziale per l'ammissione agli interventi di sostegno regionali
che i campionati si svolgano in tutto o in parte in territorio extraregionale, e che le
manifestazioni organizzate in Sardegna siano di interesse nazionale o
internazionale.
4. L'Assessorato competente in materia di sport, sentito il Comitato di cui
all'articolo 6:
a) valuta le necessità pubblicitarie regionali nel quadro del piano regionale di
sviluppo e propone un piano organico di intervento pubblicitario nel settore
sportivo;
b) indica le condizioni della sponsorizzazione, da inserire nella convenzione - tipo
da sottoporre agli organismi consenzienti;
c) valuta la congruità numerica e tecnica del vivaio anche in relazione al livello
tecnico delle attività oggetto di sponsorizzazione;
d) propone il piano di riparto tra i soggetti ammessi a contributo che tiene conto
dell'importanza delle iniziative proposte, vincolando parte dello stesso ai risultati
agonistici che verranno conseguiti e alla politica di promozione dell'attività
giovanile.

Art. 32
Modalità di concessione ed erogazione dei contributi
1. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di sport,
approva, entro il 31 marzo di ogni anno, il programma preventivo delle
sponsorizzazioni e ne autorizza, previa assunzione dei necessari impegni di spesa,
l'attuazione, per una quota pari al 60 per cento dell'importo globale, con
anticipazioni a favore dei soggetti inseriti nel programma medesimo.
2. Le anticipazioni non possono superare il 60 per cento delle spese ritenute
ammissibili e la loro erogazione è subordinata all'ottemperanza alle disposizioni di
cui all'articolo 16 della legge regionale 26 gennaio 1989, n. 5.
3. La liquidazione del saldo verrà autorizzata con un successivo programma,
adottato con le forme di cui al precedente comma 1, nel quale dovranno essere
vagliati le effettive spese sostenute, la proficuità dell'attività svolta e quant'altro
previsto nelle convenzioni di cui all'articolo 31.

                                     TITOLO V
         Disposizioni dl supporto e tutela delle attività sportive
Art. 33
Contributi per le attrezzature sportive
1. La Regione conferisce alle province la competenza in ordine alla destinazione
dei fondi per l'acquisto di attrezzature sportive alle organizzazioni scolastiche, al
C.O.N.I., alle federazioni sportive, agli enti di promozione sportiva nelle loro
varie articolazioni territoriali, nonché alle società e associazioni sportive affiliate
alle predette federazioni e agli enti.
2. L'importo delle assegnazioni alle province è destinato con decreto
dell'Assessore competente in materia di sport entro trenta giorni dall'entrata in
vigore della legge di bilancio.
3. Con successiva deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi entro novanta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge, ovvero dall'entrata in vigore della
legge di bilancio, sono determinati criteri e tempi per l'utilizzazione dei fondi da
parte delle Amministrazioni provinciali.

Art. 34
Formazione degli operatori di settore
1. La Regione promuove le attività di formazione e aggiornamento di animatori
sportivi, di tecnici e dirigenti di società sportive, anche avvalendosi della
collaborazione delle strutture periferiche del C.O.N.I., delle federazioni sportive,
degli enti di promozione sportiva e dell'I.S.E.F. o struttura equipollente, operanti
in Sardegna.

Art. 35
Contributi per l'organizzazione di iniziative di supporto alle attività sportive
1. L'Amministrazione regionale può concedere contributi agli enti locali, alle
strutture periferiche del C.O.N.I., alle federazioni sportive del C.O.N.I., agli enti
di promozione sportiva, nonché alle associazioni provinciali diplomati I.S.E.F.
per:
a) l'organizzazione di convegni, indagini conoscitive e ricerche;
b) la realizzazione di campagne promozionali.
2. L'entità del contributo concedibile non può superare la soglia del 60 per cento
delle spese ammissibili indicate nel preventivo di spesa.
3. Sui contributi concessi sono consentite anticipazioni nella misura massima del
50 per cento, secondo le modalità previste dall'articolo 16 della legge regionale n.
5 del 1989.
4 L'erogazione del contributo, o del saldo dello stesso, avviene a seguito di
presentazione del rendiconto finanziario redatto in ottemperanza alle disposizioni
contenute nell'articolo 13 della legge regionale 9 giugno 1994, n. 27.

Art. 36
Misure per la tutela delle attività non agonistiche
1. La Regione favorisce la corretta e razionale attività fisico - motoria dei
praticanti attività sportiva non agonistica, mediante la concessione ai Comitati
provinciali del C.O.N.I. e agli enti di promozione sportiva di adeguati sostegni
finanziari da destinare a tecnici ed istruttori di comprovata professionalità,
esperienza e prestigio ed operanti in strutture che non si propongano scopi di
lucro.
2. Le prestazioni degli operatori di cui al comma 1 devono essere esclusivamente
destinate ai praticanti compresi in fasce non agonistiche, ai portatori di handicap,
nonché a soggetti che necessitano di attività fisico - riabilitativa.
3. I contributi sono erogati, nei limiti della disponibilità di bilancio, in un'unica
soluzione ai comitati provinciali del C.O.N.I. e agli enti di promozione sportiva
fino alla concorrenza massima di lire 300 per abitante residente nella provincia nel
secondo anno precedente quello di iscrizione dell'apposito stanziamento annuale
nel bilancio regionale.

Art. 37
Norme di salvaguardia degli atleti isolani di elevate doti tecnico - agonistiche
1. La Regione promuove e favorisce il mantenimento presso le realtà societarie
locali degli atleti di elevate doti tecnico - agonistiche che abbiano praticato sport
attivo in Sardegna per almeno cinque anni e conseguito particolari meriti in
campo nazionale e internazionale, mediante la concessione ai sodalizi isolani
presso i quali gli stessi risultino tesserati di appositi incentivi finanziari.
2. Per l'ottenimento dei benefici di cui al comma 1, i sodalizi sportivi interessati
devono inviare all'Assessorato regionale competente in materia di sport, nei
termini stabiliti ai sensi dall'articolo 8, apposita richiesta, corredata del curriculum
degli atleti interessati, nel quale devono essere tra l'altro specificati i risultati dagli
stessi conseguiti in campo nazionale ed internazionale negli ultimi due anni.
3. La graduatoria dei sodalizi ammessi a beneficiare dei contributi e l'entità degli
stessi è definita dall'Assessore competente in materia di sport, sentito il Comitato
di cui all'articolo 6, sulla base dei risultati agonistici conseguiti dall'atleta nelle
due stagioni agonistiche precedenti quella nella quale viene formulata la domanda
di contributo.
4. Per le finalità di cui al comma 1 del presente articolo, la Regione può altresì
istituire borse di studio a favore di atleti frequentanti istituzioni scolastiche ed
Università degli Studi dell'isola.

Art. 38
Contributi per i campionati mondiali giovanili di calcio in Sardegna
1. La Regione è autorizzata a concedere nell'anno 1999 un contributo straordinario
di lire 200.000.000 al comitato organizzatore dei campionati giovanili mondiali di
calcio in Sardegna.

Art. 39
Tutela sanitaria delle attività sportive
1. Per la tutela sanitaria delle attività sportive di cui alla presente legge, si
applicano le disposizioni previste dalla legge regionale 30 agosto 1991, n. 31
(Interventi per la tutela e l'educazione sanitaria delle attività sportive) e dalla legge
regionale 7 dicembre 1995, n. 36 (Certificazione dell'idoneità allo svolgimento
della pratica sportiva agonistica: modifiche alla legge regionale 30 agosto 1991, n.
31.)
2. Nel comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale n. 36 del 1995 dopo le parole
"centri pubblici" sono inserite le parole "e dagli studi o centri".
3. Ferme restando le competenze esercitate in materia dall'Assessorato regionale
dell'igiene, sanità e assistenza sociale, l'Assessorato competente in materia di
sport contribuisce al concreto esercizio del diritto alla tutela sanitaria degli
sportivi praticanti attività dilettantistiche, mediante la concessione di adeguati
sostegni finanziari alle società presso le quali gli stessi risultano affiliati.
4. La Giunta regionale, con la deliberazione di cui all'articolo 42, stabilisce, fra
l'altro, i criteri, le procedure e le modalità d'attuazione del presente articolo.

Art. 40
Attività di ricerca
1. L'Amministrazione regionale promuove la conoscenza dell'attività motoria in
tutte le sue manifestazioni e implicazioni psico - fisiche mediante la concessione
di adeguati sostegni finanziari a favore di appositi centri di studio e di ricerca
istituiti presso le Università della Sardegna, nonché di enti ed organizzazioni al
C.O.N.I. conferenti.
2. Ai fini del conseguimento delle provvidenze di cui al comma 1, i soggetti
richiedenti devono presentare all'Assessorato regionale competente in materia di
sport, nei termini stabiliti ai sensi dell'articolo 8, un progetto di ricerca annuale, o
comunque articolabile per annualità, nel quale devono essere indicati l'organico
che concorre all'effettuazione della ricerca stessa ed il preventivo di spesa ripartito
per annualità comprendente le fonti di finanziamento.
3. La quota d'intervento regionale non può eccedere il 50 per cento del costo
dell'iniziativa e sulla stessa sono ammesse anticipazioni nella misura massima del
70 per cento, secondo le modalità previste dall'articolo 16 della legge regionale n.
5 del 1989.

Art. 41
Poteri di vigilanza, verifica e controllo
1. L'Assessorato competente in materia di sport esercita il potere di vigilanza,
verifica e controllo sulle opere e sulle attività per le quali si dispieghi l'intervento
finanziario regionale previsto dalla presente legge, anche attraverso ispezioni,
sopralluoghi ed accertamenti.
2. I soggetti interessati sono tenuti a prestare la necessaria opera di supporto e
collaborazione all'attività ispettiva di cui comma 1.

Art. 42
Criteri, procedure e modalità d'attuazione
1. La Giunta regionale, entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente legge,
approva con apposita deliberazione, su proposta dell'Assessore competente in
materia di sport, i criteri, le procedure e le modalità d'attuazione della legge
medesima, ove non già stabiliti nei precedenti articoli.

                                    TITOLO VI
                            Norme finanziarie e finali
Art. 43
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire
33.000.000.000 per l'anno 1999, in lire 18.350.000.000 per l'anno 2000 ed in lire
13.450.000.000 per l'anno 2001 ed anni successivi. Agli stessi oneri si fa fronte
con le risorse destinate agli interventi di cui all'abroganda normativa richiamata
dall'articolo 42, con le variazioni di cui al comma 2, nonché relativamente agli
interventi di cui agli articoli 11, 12, 16 e 17, comma 3, lett. a), mediante utilizzo di
una quota parte, pari a lire 4.000.000.000 per l'anno 1999 e a lire 2.500.000.000
per l'anno 2000, della riserva istituita dall'articolo 39, comma 2, punto 1, della
legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 ed iscritta in conto del capitolo 03017.2.
(2).
(2) Il presente articolo che si omette, apporta variazioni al bilancio pluriennale per
il triennio 1999-2001, approvato con L.R. 18 gennaio 1999, n. 2.

Art. 44
Abrogazioni
1. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, sono abrogate la legge
regionale 21 giugno 1950, n. 17, e successive modificazioni e integrazioni, per la
parte riguardante lo sport; la legge regionale 9 giugno 1989, n. 36 e successive
modificazioni e integrazioni; la legge regionale 15 aprile 1994, n. 14 ed è inoltre
abrogato l'articolo 34 della legge regionale 10 novembre 1995, n. 28.

Art. 45
Norma transitoria
1. In sede di prima applicazione della presente legge, le domande inoltrate ai sensi
della legge regionale 21 giugno 1950, n. 17, della legge regionale 9 giugno 1989,
n. 36 e della legge regionale 15 aprile 1994, n. 14, sempre che presentate nei
termini e corredate della prescritta documentazione, sono definite in base alle
predette leggi.2. Per gli interventi non precedentemente previsti e disciplinati, le
relative domande devono essere presentate entro trenta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge.

                                 SICILIA
  LEGGE REGIONALE N. 8 DEL 16-
            05-1978
Provvedimenti per favorire la pratica delle attività
sportive ed il potenziamento degli impianti sportivi
        nel territorio della Regione siciliana
                                     TITOLO I
                        Pianificazione degli interventi
Art. 1
La Regione siciliana riconosce nella pratica sportiva e nell' utilizzazione del
tempo libero attività essenziali ed autonome per la formazione dell' uomo e per lo
sviluppo civile e sociale della collettività ed a tal fine promuove le iniziative
dirette a realizzare strutture e servizi idonei a garantire l' esercizio a tutti i
cittadini.

Art. 2
Per il perseguimento delle finalità di cui all' articolo precedente, l' Assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti predispone, entro sei mesi
dall' entrata in vigore della presente legge, un piano quinquennale d' intervento
rivolto a dotare i comuni siciliani di impianti per l' esercizio sportivo e per l'
utilizzazione del tempo libero.
Il piano è approvato dalla Giunta regionale, previo parere della competente
Commissione legislativa dell' Assemblea regionale siciliana.
Il piano è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e ad esso
debbono uniformarsi gli interventi che, nella materia, sono assunti dall'
Amministrazione regionale, nonchè gli interventi degli enti, istituti, associazioni
ed organizzazioni che, per la realizzazione degli impianti sportivi, si avvalgono
del concorso finanziario della Regione.

Art. 3
Il piano deve essere indirizzato al perseguimento dei seguenti obiettivi:
a) estensione della pratica dell' attività motoria a tutte le età ed a tutte le classi
sociali;
b) formazione psico - fisica dell' età evolutiva in collegamento con la scuola;
c) realizzazione degli impianti in modo da conseguire il riequilibrio territoriale
della dotazione di strutture sportive, razionalizzare la tipologia e la localizzaione
degli impianti, promuovere l' armonico sviluppo di tutte le discipline sportive,
ampliare al massimo la possibilità concreta della pratica delle attività sportive;
d) potenziamento delle attività degli enti di propaganda sportiva e degli organismi
preposti alla pratica sportiva;
e) organizzazione ed istituzione di corsi e seminari per istruttori, animatori e
tecnici dello sport e per gli insegnanti elementari.

Art. 4
Per il perseguimento degli obiettivi di cui all' art. 3 il piano deve essere redatto nel
quadro delle seguenti direttive:
a) indirizzare gli interventi regionali secondo la finalità di integrare i
finanziamenti statali attraverso un efficiente coordinamento che consenta di
privilegiare la realizzazione di impianti nei comuni non compresi nella
programmazione degli interventi già finanziati dallo Stato, dalla Regione o dalla
Cassa per il Mezzogiorno;
b) individuare modelli di attrezzature sportive correlate a classi demografiche tipo
al fine di dotare i comuni siciliani di strutture sportive in relazione alla loro
dimensione demografica;
c) destinare adeguati apporti finanziari all' istituzione ed alla gestione dei centri
sportivi di addestramento e di formazione fisica e sportiva giovanile.
Il piano potrà altresì prevedere la realizzazione in Sicilia di centri nazionali di
addestramento sportivo.

Art. 5
Il piano è predisposto dallHAssessore regionale per il turismo, le comunicazioni
ed i trasporti, sulla base delle proposte formulate dal Comitato regionale per la
programmazione sportiva, presieduto dallo stesso Assessore o da un suo delegato
e composto da:
a) sei esperti eletti dall' Assemblea regionale siciliana con voto limitato a quattro;
b) tre rappresentanti designati dalle maggiori confederazioni sindacali;
c) sei sindaci nominati dal Presidente della Regione di cui due di comuni sino a 15
mila abitanti, due di comuni da 15.001 a 50 mila abitanti, uno di comuni da
50.001 a 100 mila abitanti ed uno di comuni oltre 100 mila abitanti;
d) il direttore regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo dell' Assessorato
del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti;
e) un rappresentante designato dall' Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione;
f) un rappresentante designato dal Presidente della Regione scelto tra i dirigenti
regionali in servizio presso la Presidenza della Regione;
g) sette rappresentanti eletti dal Consiglio regionale del CONI per la Sicilia;
h) sette rappresentanti degli enti promozionali sportivi riconosciuti in campo
nazionale;
i) un rappresentante designato dall' organismo regionale dei centri universitari
sportivi siciliani;
l) tre componenti dei consigli provinciali scolastici, eletti dall' Assemblea
regionale siciliana con voto limitato ad uno;
m) il dirigente del Servizio impianti sportivi della delegazione regionale del
CONI.
Le funzioni di segretario sono svolte da un dirigente dell' Assessorato regionale
del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti.
Il Comitato è costituito con decreto dell' Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti e svolge le funzioni anche nel caso di mancata
designazione, entro il termine di trenta giorni dalla richiesta, di alcuno dei
componenti indicati alle lettere b, e, g, h ed i e decide a maggioranza dei presenti
qualunque ne sia il numero.
I comuni, i loro consorzi e le province possono inoltrare proposte al Comitato di
cui al presente articolo ai fini della formulazione del piano.

Art. 6
Il piano di cui all' art. 2 indica gli interventi, le opere da realizzare, i tempi di
attuazione, la spesa complessiva occorrente, la localizzazione degli interventi, la
loro tipologia.
Il piano stabilisce altresì quali opere restano di competenza della Regione,
provvedendo per il resto alla delega agli enti locali.

Art. 7
Per le finalità previste dall' art. 41 quinquies, comma ottavo, della legge 17 agosto
1942, n. 1150, e successive modifiche ed integrazioni, negli strumenti urbanistici
deve essere destinata per attrezzature ed impianti sportivi almeno l' aliquota di
metri quadrati 3 per abitante nell' ambito della maggiore aliquota prevista dall' art.
4 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, per spazi pubblici attrezzati a
parco e per il gioco e lo sport.
Le spese per il funzionamento e la manutenzione di attrezzature ed impianti
sportivi sono obbligatorie per i comuni ai sensi del primo comma dell' art. 105
dell' ordinamento amministrativo degli enti locali nella Regione siciliana,
approvato con la legge regionale 15 marzo 1963, n. 16.
Per le finalità indicate al precedente comma, nel bilancio dei comuni può essere
destinata una spesa non superiore all' otto per cento della spesa straordinaria.
Le disposizioni di cui sopra si applicano anche alle amministrazioni provinciali.

Art. 8
Le somme necessarie per l' esecuzione delle opere da delegare agli enti locali sono
accreditate a favore del legale rappresentante degli enti stessi presso gli
stabilimenti siti nei capoluoghi di provincia degli istituti di credito tesorieri dei
fondi regionali, a termini della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47.
Alla progettazione, all' appalto ed alla esecuzione delle opere provvede l' ente
delegato.
L' ente delegato fissa i termini per l' inizio e l' ultimazione dei lavori. Per le opere
la cui competenza resta alla Regione i termini suddetti sono fissati con i decreti di
approvazione e di finanziamento dei relativi progetti.
Nell' esercizio delle funzioni delegate previste dal primo comma del presente
articolo, i sindaci dei comuni, i presidenti dei consorzi di comuni, delle
amministrazioni provinciali e delle comunità montane adottano i provvedimenti
autorizzativi di accesso agli immobili, sia per l' esecuzione di misure e rilievi sia
per la redazione di stati di consistenza, nonchè i provvedimenti di nomina dei
tecnici incaricati per le esigenze di cui sopra, da scegliersi anche tra i funzionari
dell' amministrazione che conferisce l' incarico.
E' altresì delegata ai medesimi organi l' adozione dei provvedimenti di
autorizzazione all' occupazione di urgenza degli immobili necessari alla
realizzazione delle opere.
All' ente delegato sono attribuite ogni iniziativa ed ogni responsabilità relative alle
gare di appalto, alla stipula dei contratti ed alla esecuzione dei lavori di tutte le
opere cui provvede direttamente, prescindendo da ogni autorizzazione ed
approvazione dell' amministrazione delegate.

                                    TITOLO II
   Contributi e sostegni finanziari per la realizzazione di impianti
                               sportivi
Art. 9
L' Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, nel quadro
del piano previsto dall' art. 6, è autorizzato a concedere contributi a favore di enti
pubblici e di enti, istituiti e società sportive regolarmente costituiti e riconosciuti
dai competenti organi sportivi federali o dagli enti di promozione sportiva per la
realizzazione, la costruzione o il completamento di impianti sportivi, comprese le
relative attrezzature costituenti un insieme organico e funzionale per i quali sia
riconosciuta congrua una spesa non eccedente lire 200 milioni.
Il contributo non può eccedere il 60 per cento della spesa.

Art. 10
L' Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti è autorizzato
a concedere contributi, a favore di enti pubblici e di enti, istituti e società sportive
regolarmente costituiti e riconosciuti dai competenti organi federali sportivi,
nonchè degli enti di promozione sportiva, per l' acquisto di attrezzature sportive.
Il contributo non può eccedere il limite del 40 per cento della spesa riconosciuta
congrua, che deve essere contenuta entro l' ammontare massimo di lire 20 milioni.

Art. 11
I comuni, entro tre mesi dall' entrata in vigore della presente legge, istituiscono,
con delibera consiliare, le consulte comunali dello sport nelle quali devono essere
rappresentati anche le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, i
consigli di quartiere, gli organi di autogoverno della scuola, gli enti di promozione
sportiva, le associazioni del tempo libero e le società sportive a prevalente attività
dilettantistica che abbiano le seguenti caratteristiche:
a) natura privatistica;
b) volontarietà dell' adesione e facoltà di recesso degli associati;
c) elettività delle cariche sociali;
d) promozione di attività ispirate ai principi costituzionali;
e) non perseguimento di fini di lucro.
Le consulte comunali per lo sport formulano proposte per:
a) l' elaborazione dei programmi di realizzazione di impianti sportivi;
b) l' elaborazione di apposite norme regolamentari per garantire l' uso pubblico e
la gestione sociale degli impianti e delle attrezzature sportive;
c) la fissazione dei criteri di erogazione degli incentivi comunali per le attività
sportive, ricreative e motorie;
d) la promozione di iniziative e di attività nell' ambito del comune per la
diffusione dello sport.

                                    TITOLO III
                    Potenziamento delle attività sportive
Art. 12
Per l' esercizio finanziario in corso lo stanziamento del capitolo del bilancio della
Regione 48301 destinato al potenziamento delle attività sportive isolane è
incrementato di lire 2.000 milioni.
Per gli esercizi futuri gli stanziamenti saranno determinati con la legge di bilancio
in relazione a quanto previsto dall' art. 4, secondo comma, della legge regionale 8
luglio 1977, n. 47.

Art. 13
Entro il 30 giugno di ogni anno, l' Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti, previo parere del Comitato di cui all' art. 5, stabilisce
con proprio decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
la disciplina per la richiesta e l' erogazione dei contributi destinati al
potenziamento delle attività sportive.
Le richieste debbono essere corredate dal parere delle federazioni sportive o degli
enti di promozione.
Il piano di riparto dei contributi è approvato con decreto dell' Assessore regionale
per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, previo parere della competente
Commissione legislativa dell' Assemblea regionale siciliana.

Art. 14
Ai fini della formulazione del piano di riparto di cui all' ultimo comma del
precedente art. 13, in base ai programmi di attività , devono essere tenuti presenti i
seguenti elementi preferenziali:
a) l' istituzione e gestione di centri di preparazione sportiva e di formazione fisico
- sportiva;
b) il volume di attività svolta e documentata, nonchè l' iniziativa promozionale di
base;
c) l' applicazione di un criterio di contenimento dei prezzi dei biglietti di ingresso
agli spettacoli sportivi;
d) l' utilizzazione di tecnici, istruttori ed animatori.
Nel piano dovranno essere riservati almeno i seguenti finanziamenti per la
concessione di contributi a favore delle iniziative dello sport sociale, giovanile e
scolastico:
a) 15 per cento a sostegno delle attività degli enti di promozione sportiva e del
tempo libero;
b) 25 per cento a sostegno delle spese di funzionamento dei centri di preparazione,
di avviamento o di addestramento ad iniziativa degli enti locali, delle
organizzazioni sportive e promozionali;
c) 10 per cento a sostegno dell' attività sportiva scolastica ad iniziativa degli
organi di autogoverno della scuola.
Dopo l' approvazione del piano di riparto l' Assessore per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti è autorizzato a concedere agli enti, associazioni ed
istituti beneficiari che ne facciano richiesta una anticipazione fino alla
concorrenza del 50 per cento del contributo assegnato.
Alla liquidazione del contributo si provvede a conclusione dell' attività in
funzione della quale il contributo stesso venne assegnato ed a presentazione della
documentazione probativa che sarà indicata nel decreto di cui al primo comma
dell' art. 13.

Art. 15
Disposizioni finali e transitorie
Le opere e gli impianti costruiti, ampliati, completati, attrezzati con le
provvidenze di cui alla presente legge sono vincolati alla loro specifica
destinazione per trenta anni e dovranno essere utilizzati secondo un disciplinare di
uso che farà parte integrante del decreto di finanziamento.

Art. 16
Le norme di cui all' art. 41 della legge regionale 12 aprile 1967, n. 46, alla legge
regionale 28 dicembre 1953, n. 72, e al decreto presidenziale 23 febbraio 1955, n.
2, in contrasto con la presente legge, sono abrogate.

Art. 17
Gli impianti sportivi appartenenti al patrimonio del disciolto ente Gioventù
Italiana, trasferiti alla Regione siciliana, sono attribuiti al patrimonio indisponibile
dei comuni che ne facciano richiesta, vincolandoli all' uso pubblico a favore delle
attività sportive.

Art. 18
Fino a quando non saranno istituite le unità sanitarie locali, l' Assessore regionale
per la sanità , d' intesa con l' Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni
ed i trasporti, è autorizzato ad assumere oneri finanziari a mezzo di convenzioni,
previo parere della competente Commissione legislativa dell' Assemblea regionale
siciliana, con l' organo regionale della federazione medico - sportiva italiana, per
attuare una migliore tutela sanitaria delle attività sportive in Sicilia.

Art. 19
Lo stanziamento di lire 10.200 milioni previsto dal successivo art. 20 per l'
attuazione, nell' anno finanziario corrente, degli interventi di cui all' art. 2, è
impiegato secondo un piano per la realizzazione di impianti sportivi, predisposto,
con le modalità di cui all' art. 6 della presente legge, dall' Assessore regionale per
il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Il piano è destinato a realizzare:
1) il completamento di impianti non funzionali perchè non completati;
2) la costruzione di impianti di esercizio nei quartieri e nelle frazioni dei comuni
capoluogo di provincia;
3) la costruzione di impianti di esercizio nei comuni con popolazione inferiore a
10 mila abitanti, privilegiando quelli sprovvisti di impianti sportivi.
Il piano, sentito il Comitato di cui al precedente art. 5, è sottoposto all'
approvazione della Giunta regionale, previo parere della competente
Commissione legilsativa dell' Assemblea regionale siciliana.
Per l' attuazione degli interventi inclusi nel piano si applicano le disposizioni di
cui all' art. 8 della presente legge.

Art. 20
Per le finalità previste dalla presente legge è autorizzata, a carico del bilancio
della Regione, per il quinquennio 1978- 1982, la spesa complessiva di lire 70.000
milioni, di cui lire 14.500 milioni da iscrivere nell' esercizio 1978 come segue:
- lire 10.200 milioni per le finalità dell' art. 2;
- lire 1.500 milioni per le finalità dell' art. 9;
- lire 500 milioni per le finalità dell' art. 10;
- lire 2.000 milioni per le finalità dell' art. 12;
- lire 300 milioni per le finalità dell' art. 18.
All' onere di lire 14.500 milioni derivante dall' applicazione della presente legge e
ricadente nell' esercizio finanziario della presente legge e ricadente nell' esercizio
finanziario in corso si provvede quanto a lire 12.500 milioni utilizzando parte
delle disponibilità del cap. 51603 e quanto a lire 2.000 milioni utilizzando parte
delle disponibilità del cap. 51601 del bilancio della Regione per l' anno finanziario
1978. Agli oneri ricadenti negli esercizi successivi a quello in corso che
troveranno riscontro nel bilancio pluriennale della Regione a norma dell' art. 1,
quarto comma, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47, si provvede con parte
del gettito delle entrate regionali.

Art. 21
La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della Regione.
Palermo, 16 maggio 1978.

                               TOSCANA
LEGGE REGIONALE N. 72 DEL 31-
          08-2000
Riordino delle funzioni e delle attività in materia di
   promozione della cultura e della pratica delle
                  attività motorie
Art. 1
Finalità
1. La presente legge disciplina l'esercizio delle funzioni concernenti la
promozione ed il coordinamento degli interventi di politica sociale per la
diffusione della cultura e della pratica delle attività motorie, ricreative e sportive,
favorendone la integrazione con gli interventi relativi alle politiche educative,
formative e culturali, allo sviluppo dell'associazionismo, alla prevenzione ed al
superamento delle condizioni di disagio sociale, nonchè con gli interventi per lo
sviluppo economico.
2. Costituiscono specifiche finalità degli atti e dei procedimenti disciplinati dalla
presente legge la definizione e la realizzazione degli interventi intesi ad
assicurare:
a) la diffusione della pratica delle attività motorie, ricreative e sportive, finalizzata
al benessere della persona ed alla prevenzione della malattia e delle condizioni di
disagio;
b) la tutela del diritto alla salute ed alla integrità delle persone impegnate nella
pratica delle attività motorie, ricreative e sportive, con specifica considerazione
per le particolari esigenze dei giovani;
c) la promozione e l'incremento della presenza femminile nell'attività sportiva;
d) la tutela della libertà di associazione nella pratica delle attività motorie,
ricreative e sportive;
e) la promozione delle iniziative finalizzate alla realizzazione, all'adeguamento ed
al pieno utilizzo degli impianti e delle attrezzature necessarie per lo svolgimento
delle attività motorie, ricreative e sportive;
f) la promozione delle iniziative finalizzate alla realizzazione ed allo sviluppo di
centri e strutture di documentazione, e delle attività per la diffusione della
conoscenza della storia e della cultura delle attività motorie, ricreative e sportive;
g) la promozione delle attività formative ed educative per la qualificazione dei
servizi alle persone per la pratica motoria, ricreativa e sportiva;
h) il recupero e la rieducazione dei disabili, l'integrazione fra le comunità , la
prevenzione della malattia e delle dipendenze, la tutela della salute mentale e la
rieducazione dei detenuti, attraverso il coordinamento con le politiche sociali
integrate.
3. Gli atti ed i procedimenti previsti dalla presente legge disciplinano le modalità
di esercizio delle competenze attribuite con DPR 24 luglio 1977, n. 616, con il
decreto legge 29 marzo 1995, n. 97, convertito in legge 30 maggio 1995, n. 203,
con la legge 15 marzo 1997, n. 59, e con il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112.

Art. 2
Programmazione regionale
1. Il piano regionale di settore per la promozione della cultura e della pratica delle
attività motorie, ricreative e sportive attua, per il triennio di riferimento, le
politiche sociali definite dal programma regionale di sviluppo e specificate nel
documento di programmazione economico finanziaria.
2. Il piano di cui al comma 1, in attuazione della legge regionale 11 agosto 1999,
n. 49 "Norme in materia di programmazione regionale", specifica gli interventi e
le relative modalità di attuazione, per la promozione della cultura e della pratica
delle attività motorie, ricreative e sportive, e definisce, in particolare:
a) indirizzi e criteri per il raccordo con la programmazione locale;
b) individuazione dei particolari soggetti a cui sono diretti gli interventi;
c) indirizzi e criteri di sostenibilità ambientale degli interventi di
infrastrutturazione per l'uso delle risorse naturalistiche ed ambientali ai fini della
presente legge;
d) indirizzi e criteri per la definizione del fabbisogno di spazi, impianti ed
attrezzature per la pratica di attività motorie, ricreative e sportive, e per la
ottimizzazione delle condizioni di esercizio;
e) indirizzi e criteri per la definizione di strategie coordinate di adeguamento del
sistema di spazi, impianti ed attrezzature per la pratica delle attività motorie,
ricreative e sportive;
f) indirizzi e criteri per la promozione di specifiche attività formative e di
aggiornamento e perfezionamento degli operatori dell'area dei servizi alla persona
ed alla gestione delle strutture e degli impianti;
g) indirizzi, criteri e procedimenti per l'intervento finanziario di sostegno.
3. Il piano di cui al comma 1, individua, altresì , le iniziative ed i progetti di
carattere regionale.

Art. 3
Programmazione locale
1. Le province, in coerenza con gli indirizzi della programmazione regionale,
formano gli atti di programmazione locale degli interventi per la diffusione della
cultura e della pratica delle attività motorie, ricreative e sportive, assicurando il
concorso dei comuni e delle comunità montane, nonchè degli altri soggetti
istituzionali e favorendo la partecipazione dell'associazionismo sportivo e dei
soggetti sociali.
2. Tali atti definiscono, di norma entro un unico contesto:
a) gli spazi, gli impianti e le attrezzature destinati alla pratica delle attività
motorie, ricreative e sportive e quelli di cui si preveda la realizzazione, e le
relative caratteristiche tecniche, di sicurezza e di esercizio;
b) i centri e le strutture di documentazione e le attività per la diffusione della
conoscenza della storia e della cultura delle attività motorie, ricreative e sportive;
c) le attività educative e formative per la qualificazione e la diffusione dei servizi
connessi con la pratica delle attività motorie, ricreative e sportive;
d) le piste da sci e gli impianti a fune ad esse collegati, che risultino oggetto di
concessione o di specifica previsione, determinandone caratteristiche tecniche e di
sicurezza;
e) le aree nelle quali sia consentita la realizzazione di impianti fissi per la
circolazione fuori strada di veicoli a motore nello svolgimento di attività ricreative
e agonistiche;
f) le piste ciclabili e gli spazi riservati alla circolazione non motorizzata, anche per
la fruizione e l'accesso alle aree protette per la mobilità all'interno dei parchi
naturalistici ambientali e per la diffusione del cicloturismo;
g) la viabilità di interesse provinciale e comunale della rete escursionistica toscana
e delle relative attrezzature;
h) le infrastrutture per gli sport acquatici e per la nautica da diporto, ad esclusione
dei porti e degli approdi turistici;
i) le procedure attuative dell'intervento finanziario di sostegno.
3. Per la realizzazione dei progetti, delle iniziative e delle manifestazioni di
interesse locale alle quali sia assicurata la compartecipazione finanziaria dei
soggetti destinatari, gli atti della programmazione locale determinano i
procedimenti per il finanziamento della provincia, destinando a tal fine anche i
finanziamenti regionali nei casi previsti dagli strumenti della programmazione
regionale, nonchè la attivazione di procedimenti di programmazione negoziata o
la candidatura all'intervento strutturale comunitario sia a finalità sociale che a
finalità di sviluppo regionale.

Art. 4
Comitato regionale Sport per tutti
1. Il comitato regionale per la diffusione dello sport per tutti è organo consultivo
della Giunta regionale per le finalità di cui alla presente legge.
2. Il comitato, presieduto da un componente la Giunta regionale, ha sede presso la
competente struttura della Giunta regionale ed è composto da:
a) cinque rappresentanti delle autonomie locali, da queste indicate;
b) cinque esperti in materia di attività motorie, ricreative e sportive, medicina,
servizi socio assistenziali e socio sanitari nominati dal Consiglio regionale;
c) il dirigente dell'ufficio regionale scolastico o suo delegato;
d) i rettori delle università toscane o loro delegati;
e) il rappresentante del comandante della regione militare centro;
f) cinque rappresentanti degli enti di promozione sportiva e delle associazioni
riconosciute dalla Regione, designati dal coordinamento regionale degli enti di
promozione sportiva;
g) il presidente e la giunta esecutiva regionale del Comitato olimpico nazionale
italiano;
h) il presidente della delegazione regionale del Club alpino italiano o suo
delegato.
3. Le nomine di cui al comma 2 sono effettuate assicurando una equilibrata
presenza di genere.
4. Il Comitato è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale entro
sessanta giorni dalla deliberazione con cui il Consiglio regionale nomina i
componenti di propria competenza e comunque non appena sia stata designata la
metà dei suoi componenti. Il Comitato decade al termine della legislatura
regionale in cui è stata effettuata la nomina.
5. Il Comitato è convocato dal suo presidente che ne stabilisce l'ordine del giorno,
di norma ogni tre mesi. Le sedute del Comitato si svolgono in forma pubblica e
secondo le modalità di esercizio dell'attività stabilite dal Comitato stesso con
apposito regolamento interno.
6. Ai membri del Comitato compete il rimborso delle spese sostenute per la
partecipazione alle sedute del Comitato, nella misura stabilita con deliberazione
della Giunta regionale in analogia con quanto previsto per gli organismi simili
operanti nella Regione.

Art. 5
Osservatorio delle attività motorie
1. Nel quadro dello sviluppo del sistema informativo regionale e della rete
telematica la Giunta regionale promuove la raccolta, il trattamento e la
divulgazione, nel rispetto delle esigenze di riservatezza, delle informazioni
relative agli spazi, gli impianti e le attrezzature per le attività motorie, ricreative e
sportive, alle società , associazioni ed organizzazioni sportive, agli operatori
economici ed ai praticanti le attività che hanno luogo nel territorio regionale.
2. Le informazioni raccolte costituiscono patrimonio conoscitivo comune per la
diffusione della conoscenza e della cultura delle attività motorie, ricreative e
sportive, nonchè strumento di monitoraggio e verifica della efficacia degli
strumenti di programmazione e degli interventi per la promozione delle attività
motorie.
3. I centri e le strutture di documentazione e per la diffusione della conoscenza
della storia e della cultura delle attività motorie, ricreative e sportive partecipano
alla formazione ed alla conservazione del patrimonio conoscitivo, alla
realizzazione di iniziative culturali e divulgative di interesse comune, alla
valorizzazione del patrimonio culturale e delle tradizioni regionali in materia.

Art. 6
Attività motorie in ambito scolastico
1. La Regione, le province ed i comuni collaborano con le istituzioni scolastiche,
le Università ed i singoli istituti scolastici per la massima diffusione della cultura
e della pratica delle attività motorie, ricreative e sportive.
2. A tal fine, sono favorite le iniziative volte a realizzare progetti e programmi di
interesse regionale e locale, di specifica competenza scolastica o alle quali
partecipino le istituzioni scolastiche, anche con il contributo finanziario della
Regione o delle province territorialmente competenti.
3. Le province e i comuni, secondo quanto stabilito negli strumenti della
programmazione regionale, concorrono con le istituzioni scolastiche, le Università
ed i singoli istituti scolastici, a favorire l'utilizzo degli impianti e delle attrezzature
sportive, secondo i criteri di economicità e razionalità .

Art. 7
Percorsi formativi
1. La Regione e le province collaborano con le Università e le istituzioni
formative di grado universitario per la promozione di attività educative, formative,
di aggiornamento e perfezionamento finalizzate alla qualificazione di operatori
con competenze specifiche nell'area dei servizi alla persona correlati alle attività
motorie, ricreative e sportive, nell'area della gestione delle strutture e degli
impianti e nell'ambito delle attività di prevenzione della malattia e delle
condizioni di disagio.
2. Le province promuovono, in relazione alle esigenze individuate, le necessarie
attività educative e formative svolte dalle Università e dalle istituzioni formative
di grado universitario, dagli enti di promozione sportiva e dal Comitato olimpico
nazionale italiano, che sono considerati agenzie formative, ai sensi dell'articolo 9
della legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 "Nuova disciplina in materia di
formazione professionale", e successive modificazioni.

Art. 8
Attività motorie e forze armate
1. La Regione favorisce la diffusione della cultura e della pratica delle attività
motorie, ricreative e sportive fra il personale delle forze armate, promuovendo in
particolare la programmazione e l'organizzazione, d'intesa con le autorità militari,
delle attività di comune interesse, e la partecipazione del personale delle forze
armate alle attività che hanno luogo sul territorio regionale.
2. La Regione favorisce, altresì , d'intesa con le autorità militari, l'integrazione
funzionale delle reti pubbliche, civili e militari, di spazi, impianti ed attrezzature
per la pratica delle attività motorie, ricreative e sportive.
3. I percorsi educativi e formativi di cui all'art. 7 sono aperti alla partecipazione
del personale delle Forze Armate, nel rispetto delle autonome determinazioni delle
Forze armate stesse".

Art. 9
Attività motorie e reti di protezione sociale
1. La Regione e le province assicurano la coerenza degli interventi per la
promozione della cultura e della pratica della attività motorie, ricreative e sportive
con le determinazioni degli strumenti della programmazione degli interventi in
materia di politica sociale.
2. Gli strumenti della programmazione regionale e locale promuovono interventi
finalizzati al conseguimento degli obiettivi di politiche sociali integrate, con
particolare riferimento al recupero e alla rieducazione dei disabili, alla
prevenzione della malattia e delle dipendenze, alla tutela della salute mentale ed
alla rieducazione dei detenuti.
3. I soggetti delle reti di protezione sociale contribuiscono attivamente al
perseguimento delle finalità della presente legge, secondo quanto previsto negli
strumenti della programmazione.

Art. 10
Esercizio di impianti sportivi
1. L'apertura e la gestione di impianti e attrezzature per l'esercizio di attività
motorie, ricreative e sportive è subordinato a denuncia di inizio di attività al
Comune dove è situato l'impianto. Nella denuncia l'interessato attesta il possesso
dei requisiti previsti per l'esercizio dell'attività dai regolamenti di cui al comma 2.
2. La Regione, con appositi regolamenti, fissa i requisiti per l'apertura e la
gestione degli impianti e delle attrezzature motorie, ricreative e sportive. I
regolamenti determinano i requisiti tecnici, igienico-sanitari e di sicurezza degli
impianti e delle attrezzature per la pratica delle attività motorie, ricreative e
sportive, con esclusione di quelli riservati nell'ambito scolastico ed alla
riabilitazione sanitaria e nel rispetto delle norme statali in materia.
3. I regolamenti determinano, altresì , le caratteristiche ed il livello di
qualificazione dei servizi alle persone e degli operatori, nonchè le modalità di
certificazione sanitaria dei programmi di attività e di tutela degli utenti degli
impianti e delle attrezzature.
4. La Regione, per gli impianti e le attrezzature da essa promossi, si avvale della
consulenza tecnica dei CONI.
5. La conformità con i requisiti tecnici, igienico-sanitari e di sicurezza degli
impianti e delle attrezzature è attestata dal titolare dell'impianto contestualmente
alla denuncia di inizio di attività .

Art. 11
Funzioni amministrative di controllo e vigilanza
1. I comuni verificano la conformità degli impianti e delle attrezzature per la
pratica delle attività motorie, ricreative e sportive al regolamento di cui all'articolo
10.
2. La gestione di impianti ed attrezzature per l'esercizio di attività motorie,
ricreative e sportive non conformi è soggetta ad una sanzione amministrativa da
lire 2.000.000 (1032,91 euro) a lire 12.000.000 (6.197,48 euro). In caso di
mancato adeguamento, entro il termine fissato nella diffida, è disposta la
sospensione dell'attività fino all'adeguamento.
3. In caso di recidiva la sanzione pecuniaria è elevata ad un valore compreso fra
lire 3.000.000 (1548,37 euro) e lire 18.000.000 (9296,22 euro) ed è disposta la
immediata sospensione dell'attività .
4. Il Comune che ha accertato la difformità degli impianti e delle attrezzature
dispone l'applicazione delle sanzioni e ne introita i relativi proventi.
5. L'accertamento della difformità degli impianti e delle attrezzature determina la
ulteriore sanzione della revoca e del recupero del contributo eventualmente
concesso al titolare degli impianti e delle attrezzature.
6. La revoca ed il recupero del contributo erogato, maggiorato degli interessi
legali dalla data di erogazione alla data del recupero, sono disposti dall'ente che ha
concesso il contributo, su segnalazione del comune che ha accertato la difformità .

Art. 12
Interventi per la promozione delle attività motorie
1. In attuazione degli strumenti della programmazione per la promozione delle
attività motorie, e delle specifiche determinazioni in ordine all'ammontare delle
risorse destinate all'intervento finanziario di sostegno, alle tipologie di
investimenti e di iniziative ammissibili al finanziamento, ed alle relative modalità
di attuazione, la Regione interviene a sostegno:
a) della realizzazione e dell'adeguamento di spazi, impianti ed attrezzature per la
pratica delle attività motorie, ricreative e sportive;
b) della realizzazione e dello sviluppo di centri e strutture per la documentazione e
la diffusione della conoscenza della storia e della cultura delle attività motorie,
ricreative e sportive;
c) delle attività di studio e ricerca, lo sviluppo di progetti sperimentali e le
iniziative culturali per la diffusione della conoscenza della storia e della cultura
delle attività motorie;
d) dello svolgimento di manifestazioni e competizioni in ambito dilettantistico di
particolare rilevanza internazionale e nazionale.
2. La Regione concorre altresì agli interventi finanziari effettuati dalle province a
sostegno dello svolgimento di manifestazioni, competizioni e attività motorie,
ricreative e sportive aventi particolare rilevanza promozionale ai fini della
presente legge.
3. Gli interventi finanziari di sostegno sono attuati mediante le seguenti tipologie
di aiuti:
a) relativamente agli investimenti di cui al comma 1, lettere a) e b), mediante la
concessione di contributi in conto capitale, di contributi in conto interessi, o
mediante altri strumenti di sostegno finanziario;
b) relativamente alle iniziative di cui al comma 1, lettere c) e d), nonchè delle
iniziative di cui al comma 2, mediante la partecipazione al finanziamento dei
programmi e delle attività .
4. Nell'ambito della presente legge, gli interventi finanziari di sostegno sono
disposti esclusivamente a favore di enti locali ed altri enti pubblici e morali,
società sportive, associazioni e federazioni sportive, nonchè degli altri soggetti
privati senza finalità di lucro.
5. Gli investimenti e le iniziative realizzati da parte di imprese o di altri operatori
economici possono beneficiare degli aiuti disposti dall'intervento regionale a
sostegno dello sviluppo economico.
Art. 13
Norme finanziarie
1. Gli strumenti della programmazione indicano le risorse destinate agli interventi
programmati per il periodo di riferimento, relativamente alle tipologie di
investimenti e di iniziative ammissibili al finanziamento diretto della Regione,
nonchè all'eventuale concorso agli interventi finanziari di sostegno delle province.
2. La destinazione delle risorse di cui al comma 1, e di quelle trasferite dallo Stato
per la realizzazione e l'adeguamento degli impianti sportivi, è determinata
annualmente con legge di bilancio, a partire dall'esercizio finanziario 2001, sulla
base delle previsioni degli strumenti di programmazione.

Art. 14
Norme transitorie
1. "Il programma regionale degli interventi per la promozione delle attività
sportive per l'anno 2000", approvato con deliberazione del Consiglio regionale 7
dicembre 1999, n. 351, ai sensi della LR 49/1992, determina gli indirizzi e le
procedure per il sostegno economico delle attività motorie, ricreative e sportive; le
relative procedure sono modificate così come specificato nei successivi commi.
2. Le domande di finanziamento di cui ai capitoli 2 e 3 del programma regionale
degli interventi per l'anno 2000, redatte in conformità con quanto indicato nel
predetto programma, sono valutate dalle province, che provvedono, secondo i
criteri e le priorità stabiliti nel programma, a redigere l'elenco progressivo delle
domande ammissibili a finanziamento, completato dall'elenco di quelle non
ammissibili, con le relative motivazioni.
3. A favore delle domande riconosciute ammissibili, secondo i criteri e le priorità
stabiliti nel programma regionale, le province dispongono il contributo
finanziario, destinando a tal fine anche i finanziamenti regionali per la
promozione delle attività motorie di interesse locale, ripartiti fra le province per il
50% in misura proporzionale alla popolazione residente nella provincia, e per il
50% in parti uguali fra loro.
4. Per la concessione di finanziamenti regionali per la promozione delle attività
motorie di interesse locale è autorizzata, per l'anno 2000, una spesa di lire
500.000.000. I finanziamenti erogati alle province sono rendicontati ai sensi
dell'articolo 112 del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, e successive
modificazioni.
5. La Giunta regionale promuove direttamente la realizzazione attività di studio e
ricerca, lo sviluppo di progetti sperimentali e le iniziative per la diffusione della
conoscenza della storia e della cultura delle attività motorie, sentito il Comitato
regionale sport per tutti; a tal fine, è disposto per l'esercizio 2000 uno
stanziamento di lire 500.000.000.
6. Agli oneri di spesa derivanti dalle autorizzazioni di spesa di cui ai commi 4 e 5,
si fa fronte con lo stanziamento iscritto al capitolo 19030 del bilancio
dell'esercizio 2000.
7. Le domande di finanziamento di cui al capitolo 5 del programma regionale
degli interventi per l'anno 2000, per l'adeguamento e la realizzazione di impianti
ed attrezzature sportive, redatte in conformità con quanto indicato nel predetto
programma, sono valutate dalle province che provvedono, secondo i criteri e le
priorità stabiliti dal programma, a redigere l'elenco progressivo delle domande
ammissibili. I finanziamenti regionali sono concessi con deliberazione della
Giunta regionale, su proposta delle province.
8. Il piano regionale di settore, di cui all'articolo 2, è approvato dal Consiglio
regionale, su proposta della Giunta regionale, entro il 31 dicembre 2000 ed ha
efficacia dall'anno 2001.

Art. 15
Norme finali e abrogazioni
1. E' abrogata la legge regionale 8 ottobre 1992, n. 49 "Interventi per la
promozione e la disciplina delle attività motorie", così come modificata ed
integrata con leggi regionali 29 marzo 1993, n. 16; 6 ottobre 1993, n. 73; 16
gennaio 1995, n. 5; 19 dicembre 1996, n. 94; 5 giugno 1998, n. 29; 11 giugno
1999, n. 34.
2. Fino all'approvazione dei regolamenti di cui all'articolo 10, comma 2, resta in
vigore il regolamento regionale 7 giugno 1999, n. 2.
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                                         Note
Avvertenza. Il testo delle note qui pubblicate - a cura dell''Area di assistenza per la
fattibilità degli atti e l'elaborazione datì del Consiglio Regionale - è stato redatto,
ai sensi del comma 2 dell'articolo 9 della LR 15 marzo 1996, n. 18, Ordinamento
del Bollettino Ufficiale della Regione Toscana e norme per la pubblicazione degli
atti, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni alle quali la legge fa
rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi o regolamentari
qui trascritti.

Note all'articolo 1
1. Il DPR 24 luglio 1977, n. 616, reca Attuazione della delega di cui all'art. 1 della
L. 22 luglio 1975, n. 382.
2. Il decreto legge 29 marzo 1995, n. 97, reca Riordino delle funzioni in materia di
turismo, spettacolo e sport.
3. La legge 30 maggio 1995, n. 203, reca Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 1995, n. 97, recante riordino delle
funzioni in materia di turismo, spettacolo e sport.
4. La legge 15 marzo 1997, n. 59, reca Delega al Governo per il conferimento di
funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica
Amministrazione e per la semplificazione amministrativa.
5. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, reca Conferimento di funzioni e
compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del
capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59.

Note all'articolo 7
1. Il DLgs 23 luglio 1999, n. 242, reca Riordino del Comitato olimpico nazionale
italiano - CONI, a norma dell'articolo 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59.
2. Il testo dell'articolo 9 della legge regionale 31 agosto 1994, n. 70, è il seguente:
"Art. 9
Agenzie formative
1. Ai sensi della presente legge, sono da considerarsi agenzie formative gli
organismi finalizzati allo svolgimento di compiti ed all'esercizio di funzioni in
materia di formazione professionale.
2. Sono agenzie formative:
a) i centri di formazione professionale e gli altri organismi costituiti dalle
Province per l'esercizio delle funzioni inerenti la formazione professionale, anche
congiuntamente ad altre attività , e con la partecipazione di altri soggetti pubblici
e privati;
b) gli enti e gli organismi pubblici aventi specifiche finalità di formazione;
c) gli enti, comunque denominati, costituiti da organizzazioni rappresentative, a
livello nazionale o regionale, dei lavoratori dipendenti, dei lavori autonomi, degli
imprenditori e del movimento cooperativo, ed altri enti costituiti senza scopo di
lucro ed in possesso dei requisiti di cui al comma 4.
3. Le Province possono stipulare apposite convenzioni per lo svolgimento di corsi
di formazione professionale con i soggetti di cui al comma due, lett. b) e c).
Analoghe convenzioni possono essere stipulate dalla Regione, nell'ambito delle
competenze ad essa riservate ai sensi dell'art. 17.
4. A tal fine i soggetti di cui alla lett. c) devono possedere i seguenti requisiti:
a) perseguire specifiche finalità di formazione professionale;
b) disporre di adeguate strutture materiali e organizzative, e di idonee risorse
umane e professionali, al fine della ottimale realizzazione degli interventi
programmati.
5. Salve le ipotesi disciplinate dai precedenti commi, Enti ed imprese che vi
abbiano interesse, assumono il ruolo di Agenzie formative limitatamente ad
interventi rivolti al personale di appartenenza, ed a quelli direttamente finalizzati
all'inserimento lavorativo degli stessi nella propria organizzazione aziendale, sulla
base di accordi sindacali.".

Nota all'articolo 14
Il testo dell'articolo 112 del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, recante
Ordinamento finanziario e contabile degli enti locali, è il seguente:
"Art. 112
Obbligo di rendiconto per contributi straordinari
1. Per tutti i contributi straordinari assegnati da amministrazioni pubbliche agli
enti locali di cui all'articolo 1, comma 2, è dovuta la presentazione del rendiconto
all'amministrazione erogante entro sessanta giorni dal termine dell'esercizio
finanziario relativo, a cura del segretario e del responsabile del servizio
finanziario.
2. Il rendiconto, oltre alla dimostrazione contabile della spesa, documenta i
risultati ottenuti in termini di efficienza ed efficacia dell'intervento.
3. Il termine di cui al comma 1 è perentorio. La sua inosservanza comporta
l'obbligo di restituzione del contributo straordinario assegnato.
4. Ove il contributo attenga ad un intervento realizzato in più esercizi finanziari
l'ente locale è tenuto al rendiconto per ciascun esercizio."

Nota all'articolo 15
Il regolamento regionale 7 giugno 1999, n. 2 reca Regolamento per l'attuazione
dell'art. 13 della LR 8 ottobre 1992, n. 49 "Interventi per la promozione e
disciplina delle attività motorie".
Formula Finale:
La presente legge è pubblicata sul Bollettino Ufficiale. E' fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Toscana.
La presente legge dichiarata urgente ai sensi dell'art. 28 dello Statuto e dell'art.
127 della Costituzione entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.
Firenze, 31 agosto 2000
Martini
La presente legge è stata approvata dal Consiglio regionale il 26 luglio 2000 ed è
stata vistata dal Commissario del Governo il 28 agosto 2000.

             TRENTINO ALTO ADIGE
  LEGGE PROVINCIALE N. 19 DEL
          16-10-1990
                   Interventi a favore dello sport
Art. 1
Generalità
1. La Provincia autonoma di Bolzano riconosce la funzione sociale dello sport e
delle attività fisicomotorie quali strumenti di promozione umana e di tutela della
salute e sostiene le iniziative atte a favorire l' esercizio e lo sviluppo delle attività
sportive e l' incremento del patrimonio sportivo.
Art. 2
Interventi finanziari
1. Ai fini di cui all' art. 1 la Giunta provinciale è autorizzata:
a) a concedere contributi e sovvenzioni ad enti, associazioni, deferazioni, societa,
comitati, unioni ed altre organizzazioni sportive, nonchè ad altri enti pubblici e
privati ritenuti idonei per:
1) lo svolgimento e la diffusione delle attività sportive;
2) la formazione e l' aggiornamento di tecnici, dirigenti e atleti;
3) l' organizzazione e la partecipazione e manifestazioni sportive;
4) il sostegno socio - assistenziale di atleti infortunati nell' espletamento delle
attività sportive o di atleti di talento;
5) iniziative o manifestazioni di carattere promozionale e di richiamo turistico -
economico compreso il soggiorno di atleti e squadre sportive particolarmente
afferenti in località provinciali;
6) l' acquisto di attrezzature sportive, arredi di equipaggiamenti necessari per il
raggiungimento dei fini statutari o sociali dei richiedenti;
7) la realizzzazione, il miglioramento, l' ampliamento, il completamento e la
ristrutturazione di impianti sportivi con relative opere accessorie, campi da gioco
per bambini, nonchè altre opere di interesse sportivo;
8) ogni altra iniziativa rivolta allo sviluppo del settore;
b) a sostenere direttamente le spese per le iniziative di cui alla lettera a), compresi:
1) la sponsorizzazione di iniziative, atleti e manifestazioni sportive a carattere
promozionale e di richiamo turistico - economico per la provincia:
2) il conferimento di onorificenze ad atleti, tecnici e dirigenti sportivi.
2) I contributi previsti dal comma 1, lettera a), punto 7), possono essere concessi
anche a Comuni o loro consorzi.

Art. 3
Consulta provinciale
1. E' istituita la consulta provinciale dello sport quale organo tecnico - consultivo
della Provincia autonoma di Bolzano in materia di attività sportiva.
2. La consulta è composta dai seguenti membri:
a) dall' assessore provincialecompetente in materia di attività sportive, quale
presidente;
b) da un assessore provinciale che non appartenga allo stesso gruppo linguistico
del presidente, quale vicepresidente;
c) da un rappresentante del comitato privinciale del CONI;
d) da tre esperti designati dagliorganismi sportivi più rappresentativi in provincia;
e) da un esperto designato dall' assessore provinciale competente in materia di
attività sportive
3. La composizione della consulta deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi
linguistici, quali risultano dall' ultimo censimento, fatta slava la presenza del
gruppo linguistico ladino.
4. Per tutti i membri della consulta e per il segretario, ad eccezione del presidente
e del vicepresidente, è nominato un supplente, che costituisce il membro effettivo
in caso di sua assenza o impedimento.
5. I direttori dell' ufficio sport, attività alpinistiche e ricreative della ripartizione
VII, nonchè degli uffici affari amministrativi scolastici delle ripartizioni III e X,
partecipano alle sedute della consulta, con voto consultivo.
6. I membri della consulta di cui alle lettere c) e d) sono scelti tra terne di
nominativi designati dagli organismi indicati. Qualora la designazione non
avvenga entro il termine di giorni sessanta dalla richiesta, la Giunta provinciale
provvede alla nomina tenuto conto delle designazioni proposte dall' assessore
competente in materia.
7. La consulta è nominata con deliberazione della Giunta provinciale e permane in
carica per la durata della legislatura nel corso della quale è intervenuta la nomina.
I membri possono essere riconfermati.
8. Ai membri della consulta, in quanto spettino, sono corrisposti i compensi ed il
trattamento economico di missione previsti dalla vigente normativa provinciale.
Funge da segretario della consulta un dipendente dell' ufficio provinciale
competente in materia di attività sportive.
9. La consulta è validamente costituita con la presenza della maggioranza dei suoi
membri e le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei presenti. In
caso di parità di voti, la proposta si intende respinta.

Art. 4
Procedure
1. I contributi e le sovvenzioni di cui all' articolo 2, comma 1, lettera a), vengono
concessi con deliberazione della Giunta provinciale sentito il parere della consulta
di cui all' articolo 3, fatta eccezione per le iniziative indicate al punto 5) del
medesimo articolo 2, comma e lettera.
2. La consulta ha facoltà di sottoporre proposte per le onorificenze di cui all'
articolo 2, comma 1, lettera b), punto 2).
3. Nel regolamento di esecuzione sono stabiliti i criteri per l' erogazione e la
liquidazione dei contributi e delle sovvenzioni, la documentazione richiesta ai
medesimi fini e la data di presentazione delle domande.

Art. 5
Norme transitorie
1. Le domande di contributo o sovvenzione presentate ai sensi della legge
provinciale 24 novembre 1960, n. 16, sono valide agli effetti della presente legge
e vengono istruite secondo le disposizioni contenute nella medesima dopo l'
entrata in vigore.
Il competente ufficio provinciale provvede a richiedere agli interessati eventuali
elementi a chiarimento, o documentazione integrativa.
2. La legge provinciale 24 novembre 1960, n. 16, come modificata dall' articolo 9
della legge provinciale 2 giugno 1988, n. 21, è abrogata.
3. Il termine di presentazione delle domande di contributo o sovvenzione ai sensi
dell' articolo 2, comma 1, lettera a), numeri 4), 5) e 7), a valere sugli stanziamenti
recati dalla presente legge, nonchè su quelli iscritti nel bilancio 1990 per l'
attuazione della legge provinciale 24 novembre 1960, n. 16, non impegnati alla
data di entrata in vigore della presente legge, è stabilito nel quindicesimo giorno
dall' entrata in vigore della presente legge.

Art. 6
Disposizione finanziaria
1. Per l' attuazione della presente legge sono utilizzati gli stanziamenti iscritti nel
bilancio di previsione per l' anno 1990, per l' applicazione della legge provinciale
24 novembre 1960, n. 16, non ancora impegnati alla data di entrata in vigore della
presente legge.
2. Per l' attuazione della presente legge sono altresì autorizzate per l' anno 1990 le
seguenti spese:
a) lire 400 milioni per iniziative ai sensi dell' articolo
2, comma 1, lettera a) n. 5;
b) lire 2.000 milioni per iniziative ai sensi dell' articolo
2, comma 1, lettera a), n. 7).
3. Alla copertura degli oneri sopraindicati si provvede:
a) per lire 400 milioni mediante riduzione di pari importo del fondo globale
iscritto al capitolo 102115 dello stato di previsione della spesa per l' anno 1990. E'
autorizzata la diversa destinazione dei fondi di cui alle partite n. 1 e n. 2 dell'
allegato n. 3 al bilancio, rispettivamente per lire 300 milioni e per lire 100 milioni;
b) per lire 2.000 milioni mediante riduzione di pari importo dello stanziamento
iscritto al capitolo 101006 dello stato di previsione della spesa per l' anno 1990.
4. Le spese per l' attuazione della presente legge, a carico degli esercizi finanziari
successivi, saranno stabilite dalla legge finanziaria annuale.

Art. 7
Variazioni al bilancio 1990
1. Nello stato di previsione della spesa per l' anno 1990 sono introdotte le seguenti
variazioni in termini di competenza:
1. Nello stato di previsione della spesa per l' anno 1990 sono introdotte le seguenti
variazioni in termini di competenza:
Capitoli in aumento
1. Nello stato di previsione della spesa per l' anno 1990 sono introdotte le seguenti
variazioni in termini di competenza: Capitoli in aumento 34002 - (di nuova
istituzione) Contributi e sovvensioni ad enti, associazioni ed organizzazioni varie,
per iniziative o manifestazioni di carattere promozionale e di richiamo turistico -
economico (articolo 2, comma 1, lettera a), n. 5), della legge)
COD / 03.4- 1.5/ 1.1.162.2.06.09/ lire 400.000.000
1. Nello stato di previsione della spesa per l' anno 1990 sono introdotte le seguenti
variazioni in termini di competenza:
Capitoli in aumento
OMISSIS
34005 - (modificato nel testo) Contributi e sovvenzioni ad enti, compresi i comuni
e loro consorzi, associazioni ed organizzazioni varie per la realizzazione, il
miglioramento, l' ampliamento, il completamento e la ristrutturazione di impianti
sportivi (art. 2, comma 1, lett. a), n. 7) della legge) lire 2.000.000.000
1. Nello stato di previsione della spesa per l' anno 1990 sono introdotte le seguenti
variazioni in termini di competenza:
OMISSIS
Capitoli in diminuzione 101006 - Interessi passivi su anticipazioni di cassa lire
2.000.000.000 102115 - Fondo globale per far fronte ad oneri derivanti da nuovi
provvedimenti legislativi (spese correnti) lire 400.000.000
2. La denominazione del capitolo 34000 è sostituita dalla seguente: << Contributi
e sovvenzioni ad enti, associazioni e organizzazioni varie, per iniziative atte a
favorire l' esercizio e lo sviluppo delle attività sportive (articolo 2, comma 1,
lettera a), n. 1, 4, 6 e 8, della legge) >>.
3. Nella denominazione dei cap. 34035 e 34055, la legge provinciale 24 novembre
1960, n. 16, è sostituita con la presente legge e nella denominazione del capitolo
34055 sono stralciate le parole << di interesse turistico >>.

Art. 8
Clausola dell' urgenza
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell' articolo 55 dello Statuto
speciale per la Regione Trentino - Alto Adige ed entrerà in vigore il giorno
successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della Provincia.
Bolzano, lì 16 ottobre 1990

            TRENTINO ALTO ADIGE
  LEGGE PROVINCIALE N. 21 DEL
          16-07-1990
   Interventi per lo sviluppo e la promozione delle
                   attività sportive
Art. 1
1. La Provincia autonoma di Trento, nel quadro degli obiettivi di sviluppo civile,
sociale e culturale della popolazione, promuove le iniziative atte a favorire la
promozione dell' accesso alla pratica sportiva e la diffusione della medesima.
2. Per il raggiungimento delle finalità di cui al comma 1 la Provincia contribuisce
al sostegno ed allo sviluppo dell' associazionismo sportivo e favorisce le iniziative
di comuni e loro consorzi per la realizzazione di impianti sportivi.

                                     CAPO I
                          Interventi della Provincia
Art. 2
1. Per il conseguimento delle finalità di cui all' articolo 1 la Giunta provinciale è
autorizzata a provvedere direttamente o a concedere finanziamenti fino alla
concorrenza della spesa ammissibile a comuni, consorzi di comuni e comprensori,
nonchè ad enti, comitati e associazioni svolgenti attività sportive a carattere
dilettantistico, anche privi di personalità giuridica, per lo svolgimento delle
seguenti iniziative:
a) organizzazione di manifestazioni sportive di interesse provinciale, nazionale o
internazionale;
b) realizzazione di campagne di promozione a favore dello sport;
c) attuazione di studi, ricerche, sperimentazioni ed indagini in materia sportiva;
d) organizzazione di convegni, corsi di formazione ed aggiornamento per
dirigenti, per tecnici e per il personale medico - sportivo.
2. I finanziamenti per le iniziative di cui alla lettera c) possono essere altresì
concessi ad associazioni ed enti con finalità di studio o di ricerca.
3. La Giunta provinciale è autorizzata a provvedere direttamente all' acquisto di
materiale e di attrezzature sportive per propagandare la pratica dello sport
dilettantistico.

Art. 3
1. la Giunta provinciale r' autorizzata a concedere contributi fino al 70 per cento
della spesa ammissibile per le spese di funzionamento dei comitati provinciali
delle federazioni sportive e degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal
Comitato olimpico nazionale italiani( CONI) operanti a livello provinciale nel
settore dell' attività sportiva dilettantistica.
Sono comprese tra le spese ammissibili a contributo quelle per l' organizzazione di
manifestazioni sportive, quelle per lo svolgimento di attività di consulenza tecnico
- organizzativa a favore delle associazioni sportive nonchè quelle per lo
svolgimento anche tramite le società sportive affiliate di attività di
specializzazione agonistica.
2. La Giunta provinciale è autorizzata a concedere al Comitato provinciale del
CONI contributi fino al 70 per cento della spesa ammissibile per progetti mirati a
sostenere servizi di supporto, di coordinamento e di promozione nelle attività
sportive organizzate sul territorio provinciale.

Art. 4
1. La Giunta provinciale può concedere ad enti, società ed associazioni contributi
per le spese relative all' attività sportiva di carattere professionistico come
individuata ai sensi della legge 23 marzo 1981, n. 91.
2. I contributi di cui al comma 1 sono determinati in misura non superiore al 50
per cento della spesa ammessa e comunque nei limiti del disavanzo di gestione
annuale derivante dalle attività di cui al precedente comma.
3. I contributi sono concessi sulla base del disavanzo di gestione a condizione che
il soggetto beneficiario si impegni alla realizzazione di un programma annuale di
attività comprendente iniziative di promozione e diffusione della pratica sportiva.
Con la deliberazione di concessione del contributo è approvato il programma di
attività suddetto.
4. In caso di mancata o parziale realizzazione del programma di contributo viene
rispettivamente revocato o ridotto in proporzione. Si provvede al recupero delle
somme erogate ai sensi dell' articolo 51 della legge provinciale 14 settembre 979,
n. 7 e successive modificazioni.

Art. 5
1. Al fine di assicurare idonee condizioni di svolgimento delle attività sportive e
di coordinare nel quadro della programmazione economica e territoriale gli
interventi nel settore, La Giunta provinciale approva, tenuto anche conto delle
proposte dei comuni, dei loro consorzi, dei comprensori e delle associazioni ed
enti sportive, un programma triennale per l' acquisizione, costruzione,
ristrutturazione, ampliamento e miglioramento delle strutture sportive. Il
programma è informato a criteri di equilibrata diffusione, di massima
utilizzazione, di polivalenza degli impianti e di economicità di gestione.
2. Sono elementi del programma in particolare:
a) la individuazione delle strutture sportive oggetto ri intervento; per ciascun
impianto il programma indica la tipologia, il bacino d' utenza e la dimensione in
relazione alla necessità di utilizzo, alla compatibilità ambientale e agli oneri di
gestione;
b) la individuazione degli impianti ad utenza sovracomunale la cui ammissione a
finanziamento è subordinata, ai fini dell' equilibrio economico della gestione degli
stessi, alla definizione di modalità di gestione associata tramite consorzi o
comprensori o comunque di compartecipazione finanziaria agli oneri di gestione
da parte dei comuni interessati;
c) la spesa complessiva presunta e la spesa ammissibile a finanziamento per
ciascun intervento;
d) i presumibili tempi di realizzazione degli interventi.
3. Il programma prevede esclusivamente interventi comportanti spesa superiore ai
cento milioni.
4. In relazione alle indicazioni del programma triennale e sulla base delle
domande presentate la Giunta provinciale individua annualmente secondo criteri
di priorità le opere da ammettere a contributo, anche in riferimento a lotti di lavori
funzionali o finanziari e stabilisce il termine per la presentazione della
documentazione necessaria per l' adozione del provvedimento di concessione dei
contributi.

Art. 6
1. Per la realizzazione degli interventi di cui all' articolo 5 la Giunta provinciale è
autorizzata a concedere ai comuni o ai loro consorzi contributi in misura non
superiore al 95 per cento e non inferiore al 50 per cento della spesa riconosciuta
ammissibile.
2. Le agevolazioni possono essere concesse nella forma di contributo in conto
cpaitale e/ o di contributi annui costanti per la durata massima di dieci anni. I
contributi annui costanti sono determinati secondo importi tali da assicurare che il
loro valore attuale, rapportato al periodo di durata dei contributi e al tasso di
interesse dei mutui già contratti dal comune, alla data del provvedimento di
concessione dei contributi medesimi, con la Cassa depositi e prestiti per il
finanziamento delle opere ovvero, in mancanza, al tasso di interesse praticato
dalla Cassa depositi e prestiti, alla medesima data, per i mutui finalizzati all'
esecuzione di opere pubbliche, risulti, tenuto altresì conto degli eventuali
contributi in conto capitale, di importo corrispondente all' entità dei contributi
previsti al comma 1.
3. La determinazione della misura, della tipologia e della durata delle agevolazioni
è effettuata secondo le disposizioni reviste dalla legislazione in materia di finanza
locale per il fondo per la promozione delle opere pubbliche. Nella determinazione
dei contributi si tiene conto, secondo modalità stabilite dalla Giunta provinciale,
anche delle agevolazioni eventualmente spettanti ai comuni e loro consorzi ai
sensi dell' articolo 11.
4. Ai fini dell' erogazione dei contributi si applicano le disposizioni previste dalla
legislazione in materia di finanza locale per il fondo per la promozione delle opere
pubbliche.
Art. 7
1. Per la realizzazione degli interventi di cui all' articolo 5 la Giunta provinciale è
autorizzata a concederead associazioni ed enti sportivi contributi in conto capitale
in misura non superiore al 70 per cento della spesa riconosciuta ammissibile.
2. La costruzione di nuovi impianti dovrà essere effettuata su terreni di proprietà
comunale o dei quali comunque il comune abbia la disponibilità o il dogimento
per un periodo non inferiore alla durata del vincolo di destinazione di cui all'
articolo 16.

Art. 8
1. E' istituito il Comitato tecnico provinciale per lo sport quale organo consultivo
e di proposta della Giunta provinciale.
2. Il Comitato è costituito dai seguenti membri:
a) l' Assessore provinciale alle attività sportive, con funzioni di presidente;
b) il dirigente del servizio turismo e attività sportive;
c) due esperti designati dal Comitato provinciale del CONI, di cui uno competente
in materia di impianti sportivi e programmazione;
d) due rappresentanti degli enti locali, designati rispettivamente dalle sezioni
provinciali dell' Unione nazionale comuni ed enti montani( UNCEM) e dell'
Associazione nazionale comuni italiani ( ANCI);
e) un rappresentante dei comprensori, designato dalla Conferenza dei presidenti
dei comprensori;
f) un dirigente di associazione sportiva dilettantistica operante nel Trentino scelto
fra una terna proposta dal Comitato provinciale del CONI;
g) un esperto in medicina sportiva;
h) il sovrintendente scolastico o un suo delegato;
i) un esperto in materia giuridica con particolare riferimento al diritto sportivo;
l) un rappresentante degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e
operanti a livello provinciale nel settore dell' attività sportiva dilettantistica;
m) due consiglieri provinciali di cui uno in rappresentanza delle minoranze.
3. Il Comitato elegge nel suo seno il vicepresidente.
4. Il presidente del Comitato può di volta in volta invitare a partecipare, senza
diritto di voto, alle riunioni esperti nelle tematiche poste all' ordine del giorno.
5. Il Comitato è nominato dalla Giunta provinciale e rimane in carica per la durata
della legislatura provinciale.
6. Svolge le funzioni di segretario del Comitato un funzionario provinciale
appartenente al servizio turismo e attività sportive.
7. Ai componenti del Comitato sono corrisposti i compensi stabiliti dalla legge
provinciale 20 gennaio 1958, n. 4 e successive modificazioni, tenuto conto delle
disposizioni di cui alle leggi provinciali 1 settembre 1986, n. 27 e 23 febbraio
1990, n. 6.

Art. 9
1. Spetta al Comitato tecnico provinciale per lo sport:
a) proporre iniziative dirette a sviluppare la diffusione e la pratica delle attività
sportive nella provincial;
b) esprimere parere sul programma di cui all' articolo 5;
c) esprimere parere sugli interventi di cui all' articolo 3 nonchè sui parametri di
ripartizione dei fondi di cui all' articolo 13;
d) esprimere altri pareri in materia di sport su richiesta della Giunta provinciale.

Art. 10
1. La Giunta provinciale, sentita la competente Commissione legislativa, con
propri provvedimenti determina:
a) i termini e le modalità per la presentazione delle domande di concessione di
contributi e finanziamenti;
b) la documentazione da allegare alle domande di cui alla lettera a) e quella di cui
all' articolo 5;
c) i criteri per la determinazione della spesa ammissibile alle agevolazioni;
d) i criteri per la determinazione delle agevolazioni di cui agli articoli 2, 3 e 4 da
definirsi tenendo conto anche delle risorse proprie dei soggetti beneficiari;
e) le modalità di erogazione delle agevolazioni qualora non previste in legge;
f) le modalità e i termini di rendicontazione qualora non previsti in legge.

Art. 11
1. Per agevolare l' accesso al credito per la costruzione, la ristrutturazione l'
ampliamento e il miglioramento di impianti sportivi nonchè per l' acquisto di
impianti e attrezzature mobili da parte dei comuni e dei loro consorzi la Giunta
provinciale è autorizzata a stipulare apposite convenzioni con gli istituti di credito
ed, in particolare, con l' Istituto per il credito sportivo.
2. Le convenzioni stabiliscono l' ammontare delle linee di credito assicurate, la
natura delle operazioni finanziabili, l' ammontare delle agevolazioni concesse e
ogni altra modalità inerente la concessione dei mutui.

                                     CAPO II
                             Interventi dei comuni
Art. 12
1. Per il conseguimento delle finalità di cui all' articolo 1 i comuni sono delegati
dalla Provincia a concedere finanziamenti ad enti, comitati e associazioni
svolgenti attività sportiva a carattere dilettantistico anche privi di personalità
giuridica per:
a) le spese di funzionamento ivi comprese quelle per l' organizzazione di
manifestazioni sportive di interesse locale;
b) l' acquisto, il miglioramento e il completamento di attrezzature sportive fisse e
mobili.

Art. 13
1. Per gli interventi di cui all' articolo 12 la Giunta provinciale, a decorrere dal
1991, dispone a valere sui fondi per la finanza locale l' assegnazione di somme da
ripartire tra i comuni. A tale fine una quota dei fondi per la finanza locale, da
determinare annualmente con le modalità stabilite dalle disposizioni in materia di
finanza locale, viene ripartita fra i comuni sulla base di parametri, da individuare
con apposita deliberazione della Giunta provinciale, che tengano conto in
particolare della popolazione, della diffusione dell' associazionismo sportivo e
della pratica dilettantistica dello sport.
2. Le somme di cui al comma 1 sono assegnate ai comuni con vincolo di
destinazione per gli interventi di cui all' articolo 12 o comunque in favore delle
attività sportive.

Art. 14
1. I comuni sono delegati dalla Provincia a comcedere finanziamenti ad enti e
associazioni sportive per interventi di sistemazione e miglioramento di strutture
sportive comportanti una spes anon superiore ai limiti previsti dal comme 3 dell'
articolo 5.
2. Per gli interventi di cui al comma 1 i comuni provvedono utilizzando le somme
assegnate ai sensi delle leggi in materia di finanza locale.

Art. 15
1. I comuni provvedono a concedere i finanziamenti di cui agli articoli 12 e 14 ad
enti, comitati e associazioni fino alla concorrenza della spesa ammissibile secondo
criteri e modalità stabiliti con apposito regolamento comunale, tenuto conto degli
indirizzi a tal fine stabiliti dalla Giunta provinciale.

                                      CAPO III
                            Norma finali e transitorie
Art. 16
1. La concessione dei contirbuti per la costruzione da parte di enti pubblici di
impianti sportivi equivale a dichiarazione di pubblica utilità , indifferibilità ed
urgenza dei lavori ai sensi della legge privinciale 30 dicembre 1972, n. 31 e
successive modificazioni.
2. La concessione de contributi per la costruzione, la ristrutturazione, l'
ampliamento o il miglioramento degli impianti sportivi comporta il vincolo di
destinazione degli impianti all' uso sportivo per la durata di almeno quindici anni.

Art. 17
1 Nella prima applicazione dell' articolo 5 la Giunta provinciale provvede all'
approvazione del programma relativo al perido 1991- 1993 entro un anno dall'
entrata in vigore della presente legge, tenuto conto anche delle proposte fatte
pervenire dai comuni, dai loro consorzi, dai comprensori nonchè dalle
associazioni ed enti sportivi entro due mesi dall' entrata in vigore della presente
legge.

Art. 18
1. la presente legge, fatto salvo quanto previsto ai commi 2, 4 e 5, si applica a
decorrere dal 1o gennaio 1991.
2. L' articolo 4 e le disposizioni dell' articolo 10 per la parte relativa agli interventi
previsti al medesimo articolo 4 si applicano a decorrere dal quindicesimo giorno
successivo alla pubblicazione della presente legge.
3. Con la decorrenza di cui al comma 1 sono abrogate, ferma restando l'
applicazione delle norme medesime in ordine ai rapporti sorti e agoi atti
conseguenti agli impegni di spesa assunti sotto il loro vigore, le seguenti
disposizioni provinciali:
a) legge provinciale 31 agosto 1973, n. 39 come modificata con: legge provinciale
4 gennaio 1975, nº 3; legge provinciale 28 gennaio 1978, n. 4; articoli 68, 70 e 71
della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 8; articolo 13, comma 4, della legge
provinciale 10 aprile 1980, n. 8; articolo 11 della legge provinciale 23 febbraio
1981, n. 2; articolo 9 della legge provinciale 10 marzo 1086, n. 7;
b) legge provinciale 23 gennaio 1978, n. 2;
c) legge provinciale 25 novembre 1982, n. 24 come modificata con articolo 7
della legge provinciale 20 gennaio 1987, n. 3 e con articolo 11 della legge
provinciale 15 novembre 1988, n. 35.
4. Per l' anno 1990 gli articoli 7 e 8 della legge provinciale 31 agosto 1973, n. 39,
come modificati da ultimo con l' articolo 9 della legge provinciale 10 marzo 1986,
n. 7, si applicano con riferimento alle domande presentate entro il 30 settembre
1989. Le domande pervenute successivamente a tale data ed entro il 30 settembre
1990 sono esaminate ai sensi della presente legge. Le stesse dovranno essere
completate con la documentazione eventualmente richiesta con i provvedimenti di
cui all' articolo 10.
5. Per l' anno 1990 le disposizioni di cui alla legge provinciale 25 novembre 1982,
n. 24 si applicano limitatamente per la concessione dei contributi relativi agli
impianti sportivi previsti nel piano triennale 1987- 1989 la cui realizzazione è in
fase di completamento.
6. Le domande presentate ai sensi degli articoli 3, 4, 5 e 6 della legge provinciale
31 agosto 1973, nº 39 e ssuccessive modifiche e integrazioni, per le quali non si
sia provveduto entro la data del 31 dicembre 1990, ad esclusione di quelle relative
alle manifestazioni sportive di cui all' articolo 2, comma 1, lettera
a) della presente legge, sono trasmesse ai comuni nel cui territorio abbiano sede i
soggetti interessati e i comuni provvedono ai sensi delle disposizioni di cui al
Capo II.

Art. 19
1. Per i fini di cui all' articolo 4 è autorizzato l' ulteriore stanziamento di Lire
100.000.000 a carico dell' esercizio finanziario 1990.
2. Le disposizioni di cui al secondo comma dell' articolo 11 della legge
provinciale 10 aprile 1980, n. 8, a decorrere dall' esercizio finanziario 1991, sono
estese ai fini di cui all' articolo 2, esclusi gli interventi di cui all' articolo 13 ed ai
fini di cui agl8i articoli 3 e 4 della presente legge.
3. Con successive leggi provinciali si provvederà all' autorizzazione delle spese
per i fini di cui agli articoli 6 e 7.

Art. 20
1. Alla copertura dell' onere di Lire 100.000.000, derivante dall' applicazione dell'
articolo 19, comma 1, a carico dell' esercizio finanziario 1990, si provvede
mediante riduzione, di pari importo, del fondo iscritto al capitolo 84170 dello
stato di previsione della spesa - tabella B - per il medesimo esercizio finnziario, in
relazione alla voce << Interventi per le attività sportive >>, indicata nell' allegato
4 di cui all' articolo 9 della legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9.
2. Alla copertura dei maggiori oneri valutati nell' importo di Lire 1.000.000,
derivanti dall' applicazione dell' articolo 8, comma 7, a carico dell' esercizio
finanziario 1990, si provvede mediante riduzione, di pari importo, del fondo
iscritto al capitolo 84170 dello stato di previsione della spesa per il medesimo
esercizio finanziario, in relazione alla voce indicata per << costituzione di nuovi
comitati e commissioni consultive >> nell' allegato n. 4 di cui all' articolo 9 della
legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9.
3. Ai maggiori oneri, valutati nell' importo di Lire 100.000.000, derivanti dall'
applicazione dell' articolo 19, comma 2, a carico dell' esercizio finanziario 1991,
si fa fronte mediante l' utilizzo delle disponibilità di pari importo derivanti dalle
previsioni di spesa iscritte nel settore funzionale << attività culturali e sportive >>,
programma << sport >>, area di intervento << sport >> del bilancio pluriennale
1990- 1992, di cui all' articolo 14 della legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9.
4. Ai maggiori oneri, valutati nell' importo di Lire 1.000.000, derivanti dall'
applicazione dell' articolo 8, comma 7, a carico dell' esercizio finanziario 1991, si
fa fronte mediante l' utilizzo di una quota di pari importo delle disponibilità
iscritte nel settore funzionale << amministrazione generale >>, programma <<
amministrazione generale >>, area di attività << servizi generali >> del bilancio
pluriennale 1990- 1992, di cui all' articolo 14 della legge provinciale 12 marzo
1990, n. 9.
5. Per gli esercizi successivi si provvederà secondo le previsioni recate dal
bilancio pluriennale della Provincia.

Art. 21
1. Nello stato di previsione della spesa - tabella B - per l' esercizio finanziario
1990, di cui all' articolo 3 della legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9 sono
introdotte le seguenti modificazioni: (in milioni di lire) 1. Nello stato di previsione
della spesa - tabella B - per l' esercizio finanziario 1990, di cui all' articolo 3 della
legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9 sono introdotte le seguenti modificazioni:
(in milioni di lire) in diminuzione:
Cap. 84170 - Fondo destinato a far fronte ad oneri dipendenti da provvedimenti
legislativi in corso - spese correnti (legge provinciale 14 settembre 1979 n. 7 -
articolo 24)
cod. mecc. 1119021232
- articolo 123 - Nuova legge
- costituzione di nuovi comitati
e commissioni consultive
competenza 1990 - 1 cassa 1990 - 1 1991 - 1 1992 - 1
- articolo 231 - Nuova legge
- Interventi per le attività sportive competenza 1990 - 100 cassa 1990 - 100 1991 -
100 1992 - 100 TOTALE VARIZIONI IN DIMINUZIONE competenza 1990 -
101 cassa 1990 - 101 1991 - 101 1992 - 101
1. Nello stato di previsione della spesa - tabella B - per l' esercizio finanziario
1990, di cui all' articolo 3 della legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9 sono
introdotte le seguenti modificazioni: (in milioni di lire)
OMISSIS
in aumento:
1. Nello stato di previsione della spesa - tabella B - per l' esercizio finanziario
1990, di cui all' articolo 3 della legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9 sono
introdotte le seguenti modificazioni: (in milioni di lire)
OMISSIS
in aumento:
Cap. 12300 - Spese per consigli, comitati e commissioni (legge provinciale 20
gennaio 1958, n. 4 e successive modificazioni) cod. mecc. 2114210101
competenza 1990 + 1 cassa 1990 + 1 1991 + 1 1992 + 1
1. Nello stato di previsione della spesa - tabella B - per l' esercizio finanziario
1990, di cui all' articolo 3 della legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9 sono
introdotte le seguenti modificazioni: (in milioni di lire)
OMISSIS
in aumento:
OMISSIS
Cap. 23100 (con modifica di dizione) - Spese per interventi di promozione dell'
attività sportiva (legge provinciale in corso di promulgazione) cod. mecc.
1116220809 competenza 1990 + 100 cassa 1990 + 100 1991 + 100 1992 + 100
1. Nello stato di previsione della spesa - tabella B - per l' esercizio finanziario
1990, di cui all' articolo 3 della legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9 sono
introdotte le seguenti modificazioni: (in milioni di lire)
OMISSIS
in aumento:
OMISSIS
TOTALE VARIAZIONI IN
AUMENTO
competenza 1990 + 101 cassa 1990 + 101 1991 + 101 1992 + 101
1. Nello stato di previsione della spesa - tabella B - per l' esercizio finanziario
1990, di cui all' articolo 3 della legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9 sono
introdotte le seguenti modificazioni: (in milioni di lire)
OMISSIS
2. Nello stato di previsione delle spese del bilancio pluriennale 1990- 1992, di cui
all' articolo 14 della legge provinciale 12 marzo 1990, n. 9, le somme di cui all'
articolo 20 sono portate in diminuzione delle << spese per leggi in programma >>
ed in aumento delle << spese per leggi operanti >> nei settori funzionali,
programmi, aree di intervento e di attività indicati ai commi 3 e 4 del medesimo
articolo 20.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della
Provincia.

                                 UMBRIA
  LEGGE REGIONALE N. 32 DEL 2-
            06-1987
  Norme per la promozione della pratica sportiva e
         delle attività motorio - ricreative
                                       Titolo I
                                     Generalità
Art. 1
Finalità
1. In attuazione dell' art. 9 dello statuto regionale e del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, la regione dell' Umbria promuove lo sviluppo,
il coordinamento e la qualificazione dei servizi per la pratica sportiva e le attività
motorio -ricreative al fine di favorire:
a) la diffusione uniforme delle attività , degli impianti e delle attrezzature sportive
in tutto il territorio regionale;
b) l' aggregazione dei cittadini attraverso la pratica di attività sportiva e motorio -
ricreativa, quale fattore di crescita culturale e sviluppo sociale;
c) l' equilibrata diffusione della pratica sportiva nel territorio regionale, anche
attraverso l' attivazione e il coordinamento degli investimenti pubblici e privati
mediante gli opportuni atti programmatici;
d) i rapporti di collaborazione, anche per la definizione di programmi comuni di
attività , con gli enti di promozione sportiva, con gli organi scolastici, con gli
organi centrali e periferici del CONI e delle Federazioni sportive e con ogni altro
organismo che operi nella materia attinente la presente legge.

Art. 2
Azioni
1. La Regione, per attuare le finalità di cui all' art. 1 promuove azioni tendenti:
a) alla valorizzazione dell' associazionismo sportivo quale manifestazione
fondamentale e consolidata dell' organizzazione sportiva italiana;
b) all' attuazione di iniziative sportive, motorio - ricreative e di progetti
sperimentali in strutture pubbliche e private, favorendo quelle finalizzate alla
formazione di una cultura sportiva tra i cittadini;
c) all' attuazione di iniziative, studi e ricerche finalizzate alla conoscenza delle
problematiche relative al << tempo libero >>, nonchè al conseguimento della
ottimale utilizzazione degli impianti e della loro efficiente gestione dal punto di
vista tecnico ed economico;
d) alla realizzazione di un sistema coordinato di impianti ed attrezzature sportive e
ricreative destinate ad uso pubblico anche mediante la ristrutturazione e l'
adeguamento degli impianti esistenti;
e) all' integrazione del sistema dei servizi sportivi con le esperienza della
comunità a cui si riferiscono e con il complesso di tutti gli altri servizi sociali;
f) alla piena integrazione, all' interno del sistema sportivo di cui al punto d), degli
impianti e delle attrezzature sportive motorio -ricreative, destinate ad uso
pubblico, finalizzate al potenziamento dell' offerta turistica e realizzate a norma
della legge 17 maggio 1983, n. 217 e della legge regionale 19 dicembre 1984, n.
45

Art. 3
Scuola e sport
1. La Regione, in relazione alle finalità di cui all' art. 1 e secondo quanto previsto
dall' art. 2, favorisce iniziative e progetti volti a realizzare un sistema educativo
integrato finalizzato anche alla diffusione e qualificazione della pratica motorio -
sportiva attraverso il coinvolgimento degli enti locali, dei competenti organi
scolastici e dell' associazionismo sportivo.
2. A tal fine la Regione, nel quadro degli interventi previsti dal successivo art. 11,
favorisce la costruzione di impianti sportivi per le istituzioni scolastiche,
promuovendo intese che, ai sensi dell' art. 12 della legge 4 agosto 1977, n. 517,
consentano l' utilizzazione integrata degli impianti.

Art. 4
Attività di volontariato
1. La Regione favorisce, in base alla normativa vigente, le attività di volontariato
per la promozione della pratica sportiva e la diffusione degli impianti sportivi di
base.
2. A tal fine la Regione favorisce anche l' azione degli Enti locali tesa alla
valorizzazione delle attività di volontariato svolte in forma singola, associata o di
gruppo secondo le finalità di cui all' art. 1.

                                      Titolo II
  Programmazione elle attività di promozione sportiva e motorio -
           ricreativa e delle manifestazioni sportive
Art. 5
Piano annuale per la promozione sportiva e motorio - ricreativa
1. La Regione, nel rispetto delle previsione del piano regionale di sviluppo e delle
finalità della presente legge, predispone il piano annuale per la promozione
sportiva e motorio - ricreativa, contenente gli elementi di programma e i tipi di
intervento.
2. Il suddetto piano prevede inoltre l' assegnazione di contributi per il
finanziamento di iniziative, progetti, studi e ricerche collegati agli obiettivi della
presente legge.

Art. 6
Accesso di contributi per la promozione sportiva e motorio - ricreativa
1. Ai contributi di cui all' articolo precedente possono accedere gli enti locali e le
loro forme associative, enti di promozione sportiva, federazioni, società ed
associazioni sportive, circoli aziendali, ed ogni altro soggetto che persegua le
finalità previste dalla presente legge.
2. Le domande indirizzate al presidente della giunta regionale devono pervenire
entro il 28 febbraio di ogni anno corredate da:
a) relazione illustrativa dell' iniziativa, del progetto, degli studi e delle ricerche
che si intendono realizzare;
b) analisi dei costi - benefici;
c) tempi previsti per la realizzazione, nonchè spesa complessiva e piano
finanziario per la copertura della stessa.
3. La giunta regionale può elaborare direttamente progetti, studi, ricerche e
definire sperimentazioni di particolare rilevanza per il perseguimento delle finalità
della presente legge, organizzandone la realizzazione anche in collaborazione con
i soggetti di cui al primo comma del presente articolo.
Art. 7
Assegnazione ed erogazione dei contributi per la promozione sportiva e
motorio - ricreativa
1. La giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, approva,
entro il 30 giugno, il piano annuale per la promozione sportiva e motorio -
ricreativa, di cui al precedente artº 5, contenente le iniziative ammesse a
contributo in base agli elementi di programma e ai tipi di intervento.
2. In sede di assegnazione del contributo la Giunta regionale, sulla base della
documentazione prodotta dagli interessi ai sensi del precedente art. 6, secondo
comma, indica il termine entro cui l' iniziativa o il progetto devono essere
realizzati, disponendone altresì l' erogazione di una prima quota del contributo
pari al 50 per cento.
3. L' erogazione della quota residua è disposta dalla giunta regionale a seguito
della presentazione di relazione che dimostri l' attuazione delle iniziative e le
spese sostenute.
4. La giunta regionale, qualora la realizzazione delle iniziative finanziate abbia
comportato modifiche, può disporre conseguenti variazioni del contributo
assegnato.
5. La giunta regionale dispone la riassegnazione dei contributi non utilizzati per le
finalità e secondo le modalità del piano.

Art. 8
Accesso ai contributi per le manifestazioni sportive
1. Ai contributi di cui all' articolo successivo possono accedere enti locali, enti di
promozione, federazioni, società ed associazioni sportive, circoli aziendali ed ogni
altro soggetto che persegua finalità previste dalla presente legge.
2. Le domande indirizzate al presidente della giunta regionale devono pervenire
entro il 30 aprile di ogni anno e devono essere corredate da:
a) relazione illustrativa sulle finalità e sulla organizzazione della manifestazione;
b) piano finanziario delle entrate e delle spese.

Art. 9
Assegnazione ed erogazione dei contributi per le manifestazioni sportive
1. La giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, approva,
entro il 30 giugno, il piano annuale contenente le manifestazioni sportive
ammesse a contributo.
2. In sede di assegnazione è disposta l' erogazione di una prima quota del
contributo pari al 50 per cento.
3. L' erogazione della quota residua è disposta dalla Giunta regionale a seguito
della presentazione del bilancio consuntivo della manifestazione.
4. La giunta regionale, qualora la realizzazione delle manifestazioni abbia
comportato modifiche, può disporre conseguenti variazioni del contributo
assegnato.
5. La giunta regionale dispone la riassegnazione dei contributi non utilizzati per le
finalità e secondo le modalità del piano.
6. Per la erogazione di contributi a manifestazioni sportive di particolare rilevanza
non prevedibili alla data del 30 aprile, la giunta regionale riserva il 20 per cento
dello stanziamento complessivo relativo al piano annuale di cui al presente
articolo.
                                      Titolo III
                      Programmazione edilizia sportiva
Art. 10
Censimento degli impianti sportivi
1. La giunta regionale ai fini degli impegni programmatori, ai sensi degli artt. 2 e
3 della legge regionale 20 maggio 1986, nº 19, dispone un censimento del
patrimonio degli impianti sportivi pubblici e privati esistenti nel territorio
regionale, del loro stato di funzionamento e delle attrezzature presentiin ciascuno.
2. La giunta regionale ne cura altresì l' aggiornamento annuale.

Art. 11
Programma pluriennale e piano attuativo annuale
1. La programmazione dell' edilizia sportiva si realizza attraverso il programma
pluriennale delle opere pubbliche ed il piano attuativo annuale di intervento di
settore, ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge regionale 20 maggio 1986, n. 19.
2. Nell' ambito della pianificazione regionale di settore, la Regione individua le
Province come soggetti proponenti e attuatori di interventi riguardanti impianti
sportivi e per il tempo libero a carattere sovracomunale per i territori di
competenza.
3. Il piano attuativo annuale di intervento per l' edilizia sportiva può prevedere
quali soggetti attuatori degli interventi ammissibili a finanziamento, anche quelli
di cui all' art. 3 della legge 24 dicembre 1957, n. 1295 e successive modificazioni.
4. Il piano attuativo annuale di intervento per l' edilizia sportiva privilegia, tra le
diverse forme di finanziamento, la contribuzione in annualità costanti in conto
interessi su mutui appositamente contratti dai soggetti titolari degli interventi, nel
rispetto dei limiti previsti dalle vigenti norme in materia di agevolazioni creditizie.
5. L' erogazione è disposta nei confronti degli enti beneficiari a norma dell' art. 14
della legge regionale 20 maggio 1986, n. 19, ovvero direttamente nei confronti
dell' Istituto per il credito sportivo o di altri Istituti di credito autorizzati, con i
quali la Giunta regionale stipula a tal fine apposite convenzioni.

Art. 12
Regione - CONI
1. Ai sensi dell' art. 56 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977,
n. 616, la Regione si avvale, per gli impianti e le attrezzature sportive da essa
promossi, della consulenza tecnica del CONI disciplinata da apposita
convenzione.

Art. 13
Uso e gestione degli impianti, delle aree e delle attrezzature sportive
1. Gli impianti, le aree e le attrezzature sportive destinati ad uso pubblico sono
aperti a tutti i cittadini ed anche a tutte le le associazioni sportive, in tal caso
mediante appositi regolamenti.
2. A tale scopo il piano attuativo annuale d' intervento per l' edilizia sportiva pone
quale requisito necessario per l' inclusione nello stesso delle opere da finanziare i
seguenti elementi:
a) per gli enti locali la regolamentazione preventiva dell' uso degli impianti
sportivi;
b) per gli altri soggetti di cui al terzo comma dell' art. 11, l' adesione alla suddetta
regolamentazione.
c) per i soggetti di cui alle lettere a) e b), il rispetto delle norme di cui all' art. 32,
comma 20 e seguenti della legge 28 febbraio 1986, n. 41 concernenti il
superamento delle barriere archittettoniche, nella redazione dei progetti esecutivi
delle opere stesse.
3. La gestione degli impianti e delle attrezzature sportive è , di norma, separata
dalla organizzazione diretta delle attività sportive e motorio - ricreative.
4. I comuni singoli o associati per la gestione degli impianti sportivi di loro
proprietà , possono stipulare convenzioni con cooperative di servizi, enti,
associazioni, società sportive ed altri soggetti privati, che, in possesso dei
necessari requisiti tecnico - organizzativi, diano la garanzia di perseguire finalità
coerenti con gli obiettivi degli Enti locali e con la programmazione regionale.

                                        Titolo IV
                                    Partecipazione
Art. 14
Iniziative
1. Al fine di associare la più ampia partecipazione alla formazione della
programmazione regionale ed alle iniziative nella materia di cui alla presente
legge, la giunta regionale:
a) istituisce la consulta regionale per lo sport;
b) promuove conferenze regionali per lo sport, finalizzate anche alla verifica delle
iniziative e alla definizione delle prospettive di sviluppo della pratica sportiva e
delle attività motorio - ricreative;
c) favorisce l' attività di consulte comunali per lo sport al fine di coinvolgere i
soggetti e le associazioni operanti sul territorio di competenza, nelle proposte di
iniziative e di programmi in materia sportiva.

Art. 15
Composizione della consulta
1. La consulta, nominata con decreto del Presidente della giunta regionale, rimane
in carica per la durate della legislatura ed è composta da:
a) l' assessore allo sport della regione dell' Umbria che la presiede;
b) l' assessore al turismo della regione dell' Umbria;
c) tre esperti designati dal consiglio regionale con voto limitato a due;
d) cinque rappresentanti dei comuni dell' Umbria designati dalla sezione regionale
dell' ANCI;
e) il presidente di ciascuna delle province dell' Umbria o un suo delegato;
f) il presidente della sezione regionale dell' UNCEM o un suo delegato;
g) cinque rappresentanti designati dal consiglio regionale del CONI;
h) due rappresentanti designati dai competenti organi, per ciascun ente di
promozione sportiva riconosciuto dal CONI e presente sul territorio regionale in
modo organizzato, attivo e continuativo, in almeno cinque comprensori e con
venti società o gruppi sportivi ed avente le seguenti caratteristiche: natura
privatistica volontarietà dell' adesione e facoltà di recesso degli associati, non
perseguimento di fini di lucro elettività delle cariche sociali;
i) un rappresentante per ciascuna delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentantive a livello nazionale;
l) il presidente di ciascun consiglio scolastico provinciale o un suo delegato;
m) i provveditori agli studi di Perugia e Terni o loro delegati;
n) il presidente dell' ISEF di Perugia o un suo delegato;
o) il presidente del CUS di Perugia o un suo delegato;
p) il presidente dell' associazione regionale delle aziende di promozione turistica o
un suo delegato.
2. Le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario della Giunta regionale.
3. La consulta è nominata con decreto del presidente della giunta regionale,
quando sia stata designata almeno la metà dei suoi componenti. In fase di prima
attuazione essa è costituita entro novanta giorni dall' entrata in vigore della
presente legge.
4. Alle riunioni della consulta possono essere invitati esperti e rappresentanti di
istituzioni, enti ed associazioni che abbiano specifico interesse all' argomento in
discussione.
5. Per la discussione delle tariffe minime e massime da applicarsi per l'
insegnamento dello sci in Umbria, la consulta viene appositamente integrata ai
sensi dell' art. 7 della legge regionale 26 aprile 1985, n. 34.
6. La consulta può costituirsi in commissione per l' esame di problemi specifici.
7. Ai membri della consulta è corrisposta il rimborso delle spese di viaggio
previsto dalle vigenti disposizioni regionali per il personale dipendente, nonchè
un' indennità forfettaria per ogni giornata di seduta della consulta e delle
commissioni pari a Lº 37.500 al lordo delle ritenute di legge.
8. La consulta adotta, entro un mese dall' insediamento, il regolamento per il
proprio funzionamento.

Art. 16
Compiti della Consulta
1. E' compito della consulta regionale per lo sport svolgere attività consultiva
nelle materie di competenza della presente legge.
2. Tale compito si esercita in particolare:
a) nel formulare proposte di criteri per la stesura dei piani di cui ai precedenti
articoli 5. 9 e 11;
b) nel formulare proposte di iniziative e di interventi di competenza della
Regione;
c) nel fornire elaborazioni e indicazioni per un programma generale di
promozione delle attività motorie, sportive e ricreative;
d) nel formulare proposte di iniziative volte a favorire la partecipazione dei
cittadini all' individuazione e alla gestione
delle scelte di politica sportiva, nonchè finalizzate alla promozione,
coordinamento, programmazione, diffusione e conoscenza delle attività sportive
sul territorio regionale ed al miglioramento qualificativo delle attività stesse;
e) nel formulare proposte di linee di indirizzo per la gestione convenzionata degli
impianti sportivi;
f) nell' indicare metodologie atte ad ordinare l' attività di ricerca sul patrimonio
sportivo regionale e sulla domanda sociale di pratica motoria, sportiva e
ricreativa;
g) nell' esprimere parere sulle proposte di piano di cui ai precedenti artt. 5 e 9.
                                      Titolo V
                Disposizioni finanziarie e norme transitorie
Art. 17
Norma finanziaria
1. Per l' attuazione della presente legge sono disposte per l' anno 1987, le seguenti
autorizzazioni di spesa:
1. Per l' attuazione della presente legge sono disposte per l' anno 1987, le seguenti
autorizzazioni di spesa:
a) L. 150.000.000, per gli interventi previsti al precedente artº 5, con iscrizione al
cap. 1046, di nuova istituzione nello stato di previsione della spesa del bilancio
regionale, denominato: << Contributi regionali nella spesa per iniziative di
progetti sperimentali, studi, ricerche per la promozione sportiva e motorio -
ricreativa >>;
1. Per l' attuazione della presente legge sono disposte per l' anno 1987, le seguenti
autorizzazioni di spesa:
OMISSIS
b) L. 145.000.000, per gli interventi previsti dal precedente art. 9, con iscrizione al
cap. 1040 dello stato di previsione della del bilancio regionale, la cui
denominazione è sostituita come segue: << Contributi regionali per la promozione
di manifestazioni sportive >>;
1. Per l' attuazione della presente legge sono disposte per l' anno 1987, le seguenti
autorizzazioni di spesa:
OMISSIS
c) L. 495.000.000, quale limite d' impiego di durata massima ventennale per gli
interventi di cui all' art. 11 della presente legge, con iscrizione al cap. 6891 dello
stato di previsione della spesa del bilancio regionale, la cui denominazione è così
sostituita: << Contributi in conto interessi e in conto capitale nella spesa per
interventi di edilizia sportiva >>. La quota di limite d' impegno eventualmente non
utilizzata nel 1987 costituirà economia di spesa di tale esercizio e limite d'
impegno per gli esercizi successivi e così via al suo esaurimento. In tal caso: nei
bilanci dal 2007 in poi saranno iscritti gli stanziamenti per far fronte alle annualità
scadenti successivamente al 2006; la quota di ogni annualità eventualmente non
utilizzate è destinata alla concessione di contributi in conto capitale;
1. Per l' attuazione della presente legge sono disposte per l' anno 1987, le seguenti
autorizzazioni di spesa:
OMISSIS
d) L. 12.000.000, per gli interventi previsti dal precedente artº 14 con imputazione
all' esistente cap. 1020 dello stato di previsione della spesa del bilancio regionale,
la cui titolazione viene così modificata: << Finanziamento della consulta regionale
dello sport, delle conferenze regionali per lo sport, ed altre iniziative di
partecipazione >>.
2. All' onere complessivo di lire 790 milioni per le autorizzazioni di cui alle
precedenti lettere a), b) e c) si fa fronte con la seguente variazione di bilancio
preventivo regionale dell' esercio 1987:
PARTE SPESA
Variazioni in aumento:
cap. 1040 Competenza e cassa 145.000.000
cap. 1046 Competenza e cassa 150.000.000
cap. 6891 Competenza e cassa 495.000.000
Totale variaz. in aumento Competenza e cassa 790.000.000
Variazioni in diminuzione:
cap. 1045: voce 6210 Competenza e cassa 12.000.000.000
voce 6220 Competenza e cassa 75.000.000
voce 6230 Competenza e cassa 75.000.000
voce 6240 Competenza e cassa 50.000.000
voce 6250 Competenza e cassa 83.000.000
cap. 6920 Competenza e cassa 495.000.000
Totale variaz. in diminuzione Competenza e cassa 790.00.000
Alle annualità dal 1988 in poi relative al limite d' impiego autorizzato dal primo
comma, lettera c) del presente articolo si farà fronte con la stessa riduzione
disposta alla dotazione del cap. 6920.
3. All' onere di L. 12.000.000 di cui alla precedente lettera d) si fa fronte con lo
stanziamento di pari importo già previsto nello stesso bilancio pluriennale in
corrispondenza del cap. 1020.
4. Per gli anni 1988 e successivi l' entità della spesa per gli interventi previsti della
presente legge sarà determinata con la procedura di cui all' art. 5, secondo comma,
della vigente legge regionale di contabilità 3 maggio 1978, n. 23.

Art. 18
Norme transitorie e finali
1. Fino alla approvazione del primo programma pluriennale delle opere pubbliche,
di cui alla legge regionale 20 maggio 1986, n. 19, il piano attuativo annuale di
intervento per l' edilizia sportiva è approvato singolarmente secondo quanto
disposto dall' art. 32 dalla sopra citata legge regionale.
2. Per l' anno 1987 le domande per i contributi di cui agli arttº 6 e 8 devono essere
presentate entro 30 giorni dall' entrata in vigore della presente legge.
3. La legge regionale 23 aprile 1980, n. 32 e successive modificazioni e
integrazioni, sono abrogate.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della regione Umbria. Perugia, addì 2 giugno 1987
La presente legge è stata approvata dal consiglio regionale in data 23 febbraio
1987 (atto n. 391) e in data 27 aprile 1987 (atto n. 426) ed è stata vistata dal
commissario del Governo il 29 maggio 1987.

                       VALLE D'AOSTA
LEGGE REGIONALE N. 85 DEL 30-
          10-1987
                  Interventi a favore dello sport
                               TITOLO I
                        DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1
Finalità
1. La Regione Valle d' Aosta promuove e favorisce lo sviluppo delle attività
sportive, considerando la pratica delle stesse un fondamentale servizio sociale e
un elemento di formazione psicofisica.
2. Riconosce altresì il ruolo dell' attività agonistica ai fini del miglioramento
tecnico e qualitativo dello sport.
3. Attribuisce pertanto primaria importanza all' attività delle società e federazioni
sportive e degli enti di promozione sportiva operanti nella Regione.
4. Per il raggiungimento delle finalità di cui alla presente legge vengono concessi
contributi alle federazioni sportive nazionali e agli enti di promozione sportiva
riconosciuti dal CONI, nonchè alle società sportive regolarmente costituite e alle
associazioni di sport popolari valdostani.

Art. 2
Requisiti per accedere ai contributi
1. Per l' ottenimento dei contributi i soggetti di cui al quarto comma dell' articolo
1 devono essere costituiti, domiciliati o rappresentati in Valle d' Aosta ed ivi
operanti.

Art. 3
Modalità di riconoscimento delle società , associazioni e degli enti di
promozione sportiva
1. Le società sportive si intendono regolarmente costituite quando abbiano un
proprio statuto e siano affiliate alle corrispondenti federazioni sportive nazionali o
ad un ente di promozione sportiva riconosciuti dal CONI ovvero, qualora la
corrispondente attività non figuri come attività sportiva inquadrata in una
federazione sportiva nazionale, quando facciano parte di una associazione sportiva
riconosciuta ufficialmente dalla Regione.
2. Tale riconoscimento è attribuito dalla Giunta regionale su proposta dell'
Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, sentito il parere dell'
Assemblea generale sportiva di cui al successivo articolo 5.
3. Sono altresì considerate regolarmente costituite a tutti gli effetti di legge le
società che facciano parte di una associazione già riconosciuta quale associazione
sportiva regionale ai sensi dell' art. 2 della legge regionale 26 agosto 1974, n. 35,
concernente: << Interventi a favore dello sport >>.

Art. 4
Albo delle società , associazioni, degli enti di promozione sportiva e delle
federazioni sportive nazionali
1. Le società e le associazioni sportive regolarmente costituite in base alle
disposizioni dell' articolo precedente sono iscritte in apposito albo tenuto dall'
Assessore regionale del Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, unitamente alle
federazioni sportive nazionali e agli enti di promozione sportiva che rispondono ai
requisiti di cui all' art. 2.
                          TITOLO II
                 ASSEMBLEA GENERALE SPORTIVA
Art. 5
Istituzione e composizione
1. E' istituita presso l' Assessorato regionale del Turismo, Urbanistica e Beni
Culturali l' Assemblea generale sportiva.
2. L' Assemblea generale sportiva è presieduta dall' Assessore regionale al
Turismo, Urbanistica e Beni Culturali e viene nominata con suo decreto.
3. Fanno parte dell' Assemblea generale sportiva:
a) i rappresentanti delle federazioni nazionali riconosciute dal CONI e delle
associazioni sportive riconosciute dalla Regione ai sensi dell' art. 3, desinati dai
rispettivi organismi a livello regionale;
b) i rappresentanti degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI,
designati dai rispettivi comitati regionali;
c) l' Assessore regionale alla Pubblica Istruzione o, in caso di assenza, un suo
delegato;
d) tre Consiglieri regionali, di cui uno della minoranza, designati dal Consiglio
regionale;
e) l' Assessore allo sport del Comune di Aosta o, in caso di assenza, un suo
delegato;
f) il delegato regionale del CONI o, in caso di assenza, un suo delegato;
g) un rappresentante dell' Associazione dei sindaci della Valle d' Aosta;
h) un rappresentante delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e SAVT,
designato d' intesa tra le stesse;
i) il dirigente dell' Ufficio regionale per il Turismo o, in caso di assenza, un suo
delegato.
4. In caso di assenza o impedimento l' Assessore regionale al Turismo,
Urbanistica e Beni Culturali può delegare uno dei Consiglieri regionali di cui alla
lettera d) del comma precedente a presiedere l' Assemblea in sua vece.
5. Le mansioni di Segretario sono svolte da un dipendente dell' Assessorato del
Turismo, Urbanistica e Beni Culturali.
6. Non è consentito il cumulo di più rappresentanze in capo ad uno stesso
componente l' Assemblea generale sportiva.
7. L' Assemblea, ove lo ritenga opportuno, può di volta in volta invitare a
partecipare alle proprie riunioni, senza diritto di voto, esperti di particolare
competenza.

Art. 6
Revocabilità e decadenza dei componenti
1. I componenti dell' Assemblea sono revocabili in qualunque momento dagli
organi che li hanno designati; tuttavia essi rimangono in carica, anche se sono
venute a mancare le condizioni di rappresentatività della loro nomina, fino alla
data di emanazione del decreto con cui si provvede alla loro sostituzione.
2. Tre assenza consecutive non giustificate di un componente dell' Assemblea
provocano la dichiarazione di decadenza d' ufficio del componente stesso e l'
immediata richiesta di una nuova designazione all' organismo che egli
rappresentava.
Art. 7
Funzioni
1. Fermo restando quanto previsto dal secondo comma dell' art. 3, l' Assemblea
generale sportiva formula proposte e pareri in materia di politica dello sport ed
elabora il piano di riparto dei contributi ordinari e straordinari a favore degli enti e
organismi sportivi di cui al quarto comma dell' articolo 1, da sottoporre all'
approvazione della Giunta regionale. Essa deve inoltre essere sentita in relazione
alla concessione di qualsiasi contributo straordinario a favore dei medesimi enti
ed organismi sportivi.
2. Il parere dell' Assemblea generale sportiva può essere sentito ogni qualvolta l'
Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, la Giunta regionale o la
Commissione consiliare prmanente competente per materia lo ritengano
opportuno.

Art. 8
Convocazione
1. L' Assemblea è convocata dall' Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni
Culturali ogni qualvolta egli lo ritenga necessario nonchè quando ne faccia
richiesta scritta almeno un terzo dei componenti.
2. L' Assemblea è convocata mediante avvisi scritti, contenenti l' ordine del
giorno, da recapitare ai membri almeno cinque giorni prima della riunione.

Art. 9
Funzionamento
1. Affinchè le deliberazioni dell' Assemblea siano valide, il numero dei presenti
non deve essere inferiore ad un terzo dei componenti. Le deliberazioni sono
approvate quando riportano il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
2. Delle deliberazioni è redatto verbale a cura del segretario.
3. E' facoltà dell' Assemblea disciplinare ulteriormente il proprio funzionamento,
adottando appositi regolamenti da approvarsi dal Consiglio regionale.

Art. 10
Regolamento sulle modalità di presentazione delle domande ed
individuazione degli organismi beneficiari
1. Entro quattro mesi dall' entrata in vigore della presente legge, l' Assemblea
generale sportiva dovrà adottare un proprio regolamento, da approvarsi dal
Consiglio regionale, volto a stabilire i tempi e le modalità per la presentazione dei
documenti, nonchè a determinare i criteri per l' individuazione degli organismi
beneficiari dei contributi di cui alla lettera a) del secondo comma dell' articolo 11.
Il medesimo regolamento potrà altresì stabilire ulteriori criteri, integrativi di quelli
già previsti dalla presente legge, da seguire per la definizione del piano di riparto.




                                   TITOLO III
                                  CONTRIBUTI
                               CAPO I
                         CONTRIBUTI ORDINARI
Art. 11
Piano di riparto
1. I contributi ordinari hanno carattere di periodicità e vengono concessi
annualmente dalla Giunta regionale sulla base di apposito piano di riparto.
2. In sede di definizione del piano di riparto dovrà tenersi conto delle seguenti
disposizioni:
a) una quota, non inferiore al 20% e non superiore al 30% dell' ammontare
complessivo del piano di riparto, dovrà essere riservata a favore delle società
sportive che esplicano una attività agonistica classificabile di alto livello; a tale
fine dovrà tenersi conto dell' importanza, nell' ambito delle singole discipline
sportive, dei campionati o delle manifestazioni agonistiche cui la società
regolarmente e continuativamente partecipa nell' arco della stagione cui i
contributi si riferiscono;
b) una seconda quota pari al 15% dell' ammontare complessivo del piano di
riparto, diminuito del 30%, dovrà essere riservata alla Federazione e alle
Associazioni degli sport popolari valdostani, di cui alla legge regionale 11 agosto
1981, n. 53, concernente la disciplina e la tutela dei giochi tradizionali valdostani;
c) una terza quota, non inferiore al 12% e non superiore al 15% dell' ammontare
complessivo del piano di riparto, diminuito del 30% e della quota di cui alla
lettera b), dovrà essere riservata agli enti di promozione sportiva;
d) le somme che residuano dopo aver dedotto le quote di cui alle lettere a), b) e c)
dovranno essere riservate alle società sportive, ai comitati regionali delle
federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI e alle associazioni sportive
regionali riconosciute ai sensi dell' art. 3, a condizione che non abbiano già avuto
accesso ai contributi di cui alle lettere a), b) e c).

Art. 12
Determinazione dei contributi ordinari
1. In sede di determinazione dei contributi ordinari si dovrà tenere conto dell'
attività sportiva effettivamente svolta e delle spese di funzionamento delle singole
società , federazioni, associazioni, enti di promozione sportiva, nonchè del
numero degli atleti in attività presso ciascuno di essi.
2. Sono riconosciuti come spese di funzionamento anche gli oneri relativi alla
formazione e all' aggiornamento dei tecnici e dei dirigenti degli organismi
sopraelencati.
3. Per quanto concerne gli enti di promozione sportiva, i criteri contributivi
debbono tenerconto dell' azione promozionale e di sviluppo dell' attività
amatoriale da essi svolta nel settore dello sport.

Art. 13
Divieto di cumulabilità dei contributi
1. Le società con doppia affiliazione (ad una federazione o associazione sportiva
regionale e ad un ente di promozione sportiva) non possono cumulare contributi
per la medesima attività .
Art. 14
Modalità di concessione
1. Per la concessione dei contributi ordinari gli enti e gli organismi sportivi
debbono presentare annualmente una relazione finanziaria consuntiva e
previsionale nonchè una relazione illustrativa dell' attività da loro svolta.
2. Quando si tratta di società , le anzidette richieste, relazioni e consuntivi devono
essere approvati dalla relativa federazione sportiva o dagli enti di promozione
sportiva competenti.
3. I contributi ordinari possono di norma essere concessi alle società solo dopo
che queste abbiano svolto almeno un' annata di regolare attività .
4. In via eccezionale, le società di nuova costituzione possono ottenere il
contributo relativo al primo anno di funzionamento anche in corso di attività ,
previo parere favorevole della federazione, ente o associazione di appartenenza,
nonchè dell' Assemblea generale sportiva.

                              CAPO II
                      CONTRIBUTI STRAORDINARI
Art. 15
Spettanza
1. I contributi straordinari sono concessi unicamente per l' organizzazione di
manifestazioni non rientranti nella normale attività agonistica e debbono essere
richiesti dall' ente, federazione o associazione competente per settore.

Art. 16
Modalità di concessione
1. Per la concessione dei contributi straordinari devono essere presentati una
richiesta illustrante dettagliatamente la manifestazione progettata e un analitico
preventivo delle relative entrate e uscite finanziarie. La liquidazione avverrà a
manifestazione conclusa e su presentazione di idonei giustificativi di spesa.
2. Quando si tratti di società , le anzidette richieste, relazioni e consuntivi devono
essere approvati dalla relativa federazione sportiva o dagli enti di promozione
sportiva competenti.

                                CAPO III
                          DISPOSIZIONI COMUNI
Art. 17
Competenza alla concessione dei contributi
1. La concessione dei contributi previsti alla presente legge è di competenza della
Giunta regionale.

Art. 18
Possibilità di erogazione rateale
1. I contributi possono essere erogati anche ratealmente, in relazione alle esigenze
finanziarie dei beneficiari, fatta sempre salva la garanzia del corretto e totale
impiego delle somme concesse.
Art. 19
Divieti - Conseguenze dell' impiego irregolare dei fondi erogati
1. Non possono essere concessi contributi per attività nel settore dello sport al di
fuori di quelli previsti nella presente legge.
2. Tutti i contributi devono essere destinati esattamente agli scopi per i quali sono
stati concessi; l' impiego irregolare dei fondi erogati determina una azione di
recupero, ovvero la sospensione temporanea o definitiva dei contributi all'
organismo responsabile della violazione.

                             TITOLO IV
                     DISPOSIZIONE TRANSITORIA
Art. 20
Piano di riparto per l' esercizio finanziario 1987
1. Limitatamente all' esercizio 1987, in sede di definizione del piano di riparto dei
fondi stanziati con la presente legge, non si applicano le disposizioni di cui al
secondo comma dell' articolo 11.

                              TITOLO V
                      DISPOSIZIONI FINANZIARIE
Art. 21
Onere derivante dall' applicazione della legge
1. L' onere derivante dall' applicazione della presente legge, valutato in lire 300
milioni relativamente all' esercizio 1987 e in annue lire 1.000 milioni per quanto
riguarda gli esercizi successivi, graverà sul cap. 47500 del bilancio preventivo
della Regione per l' esercizio finanziario 1987 e sui corrispondenti capitoli dei
bilanci futuri.
2. Alla copertura dell' onere di cui al comma precedente si provvede:
a) per l' esercizio 1987:
1. L' onere derivante dall' applicazione della presente legge, valutato in lire 300
milioni relativamente all' esercizio 1987 e in annue lire 1.000 milioni per quanto
riguarda gli esercizi successivi, graverà sul cap. 47500 del bilancio preventivo
della Regione per l' esercizio finanziario 1987 e sui corrispondenti capitoli dei
bilanci futuri.
2. Alla copertura dell' onere di cui al comma precedente si provvede:
a) per l' esercizio 1987: quanto a L. 225.000.000 mediante prelievo di pari importo
dallo stanziamento iscritto al cap. 50000 << Fondo globale per il finanziamento di
spese per l' adempimento di funzioni normali (spese correnti) >> del bilancio di
previsione, per l' anno 1987 a valere sull' apposito accantonamento previsto all'
allegato nº 8 al bilancio stesso;
1. L' onere derivante dall' applicazione della presente legge, valutato in lire 300
milioni relativamente all' esercizio 1987 e in annue lire 1.000 milioni per quanto
riguarda gli esercizi successivi, graverà sul cap. 47500 del bilancio preventivo
della Regione per l' esercizio finanziario 1987 e sui corrispondenti capitoli dei
bilanci futuri.
2. Alla copertura dell' onere di cui al comma precedente si provvede:
a) per l' esercizio 1987:
OMISSIS
quanto a L. 75.000.000 mediante prelievo di pari importo dallo stanziamento
iscritto al cap. 50100 << Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori
programmi di sviluppo (spese correnti) >> a valere sull' accantonamento previsto
all' allegato n. 8 al bilancio in corso relativo a << Finanziamento della Riforma
dell' organizzazione turistica >>; su detto intervento rimane, quindi, disponibile la
minor somma di L. 725.000.000;
b) per gli esercizi 1988 e 1989 mediante utilizzo delle seguenti risorse disponibili
già iscritte sul bilancio pluriennale 1987/ 1989; programma 2.2.4.10: promozione
culturale sportiva e sociale per lire 1.924.000.000 programma 3.2.: altri oneri non
ripartibili per lire 76.000.000

Art. 22
Variazioni di bilancio
Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l' esercizio 1987 sono
apportate le seguenti variazioni:
Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l' esercizio 1987 sono
apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione
Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l' esercizio 1987 sono
apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione Cap. 50000 << Fondo globale per il finanziamento di spese per l'
adempimento di funzioni normali (Spese correnti) L. 225.000.000
Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l' esercizio 1987 sono
apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione
OMISSIS
Cap. 50100 << Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori
programmi di sviluppo (Spese correnti) L. 75.000.000
Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l' esercizio 1987 sono
apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione
OMISSIS
Totale in diminuzione L. 300.000.000
Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l' esercizio 1987 sono
apportate le seguenti variazioni:
OMISSIS
In aumento Cap. 47500 << Contributi per attività sportive LR 30 ottobre 1987, n.
85 >> L. 300.000.000

                            TITOLO VI
                       ABROGAZIONE DI NORME
Art. 23
Abrogazione di norme
1. Sono abrogate:
1. Sono abrogate:
a) la legge regionale 26 agosto 1974, n. 35 concernente: << Interventi a favore
dello sport >> così come modificata ed integrata dalla legge regionale 5 luglio
1976, n. 21;
1. Sono abrogate:
OMISSIS
b) le sottoelencate leggi di spesa e di rifinanziammento delle leggi regionali di cui
alla lettera
a):
1. Sono abrogate:
OMISSIS
b) le sottoelencate leggi di spesa e di rifinanziammento delle leggi regionali di cui
alla lettera
a):
1) legge regionale 4 agosto 1975, n. 33
1. Sono abrogate:
OMISSIS
b) le sottoelencate leggi di spesa e di rifinanziammento delle leggi regionali di cui
alla lettera
a):
OMISSIS
2) legge regionale 3 gennaio 1977, n. 7
1. Sono abrogate:
OMISSIS
b) le sottoelencate leggi di spesa e di rifinanziammento delle leggi regionali di cui
alla lettera
a):
OMISSIS
3) legge regionale 18 luglio 1977, n. 51
1. Sono abrogate:
OMISSIS
b) le sottoelencate leggi di spesa e di rifinanziammento delle leggi regionali di cui
alla lettera
a):
OMISSIS
4) legge regionale 15 giugno 1978, n. 19
1. Sono abrogate:
OMISSIS
b) le sottoelencate leggi di spesa e di rifinanziammento delle leggi regionali di cui
alla lettera
a):
OMISSIS
5) legge regionale 28 dicembre 1979, n. 84
1. Sono abrogate:
OMISSIS
b) le sottoelencate leggi di spesa e di rifinanziammento delle leggi regionali di cui
alla lettera
a):
OMISSIS
6) legge regionale 14 luglio 1982, n. 25
1. Sono abrogate:
OMISSIS
b) le sottoelencate leggi di spesa e di rifinanziammento delle leggi regionali di cui
alla lettera
a):
OMISSIS
7) legge regionale 6 luglio 1984, n. 35
1. Sono abrogate:
OMISSIS
b) le sottoelencate leggi di spesa e di rifinanziammento delle leggi regionali di cui
alla lettera
a):
OMISSIS
8) legge regionale 22 novembre 1984, n. 59
1. Sono abrogate:
OMISSIS
c) il primo e il secondo comma dell' art. 9 della legge regionale 11 agosto 1981, n.
53, concernente la disciplina e la tutela dei giochi tradizionali valdostani;
1. Sono abrogate:
OMISSIS
d) il primo comma dell' art. 1 della legge regionale 24 dicembre 1982, n. 98,
concernente l' aumento della percentuale di intervento per l' attuazione dei compiti
della << Federachon di sport de Noutra Tera >>.

Art. 24
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell' art. 31
dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della Regione Valle d'Aosta.
Aosta, 30 ottobre 1987.

                               VENETO
  LEGGE REGIONALE N. 12 DEL 5-
            04-1993
           Norme in materia di sport e tempo libero
Art. 1
Finalità
1. La Regione promuove e valorizza le attività sportive, motorie, ricreative,
nonchè le relative strutture e servizi, per la formazione e il pieno sviluppo della
persona, attraverso la collaborazione degli enti locali, organismi statali, società e
associazioni sportive.

Art. 2
Aree di intervento
1. La Regione, nell' ambito delle funzioni a essa attribuite dall' art. 56 del dpr 24
luglio 1977, n. 616, interviene, in particolare, a favore di iniziative volte a:
a) promuovere attività sportive e ricreative motorie finalizzate alla socializzazione
e alla promozione del benessere psicofisico;
b) promuovere l' attività motoria e sportivo - ricreativa dei soggetti portatori di
handicap, anche concorrendo nelle spese per le necessarie attrezzature sportive;
c) promuovere l' attività motoria e sportivo - ricreativa degli anziani;
d) promuovere l' organizzazione di manifestazioni sportive e concorrere al
sostegno di quelle di natura promozionale, agonistica e spettacolare;
e) promuovere la qualificazione e l' aggiornamento tecnico degli operatori
sportivi, avvalendosi anche degli istituti superiori di educazione fisica, della
Scuola dello sport del Coni e delle università ;
f) favorire la preparazione di atleti nelle apposite scuole approvate dal Ministero
della Pubblica Istruzione, anche mediante la partecipazione a enti, società ,
consorzi e unioni di comuni;
g) effettuare studi e ricerche, convegni e seminari, in materia di sport,
divulgandone cultura e valori;
h) concorrere alla realizzazione, ampliamento e miglioramento di impianti sportivi
e ricreativi, compresa l' impiantistica sportiva scolastica;
i) concorrere alla realizzazione di aree attrezzate con percorsi pedonali, podistici,
ciclabili, a cavallo, velici, acquatici e sciistici;
l) promuovere e favorire rapporti di collaborazione tra enti gestori di impianti
sportivi ed enti locali, federazioni sportive, enti di promozione sportiva
riconosciuti dal Coni e associazioni sportive, al fine del migliore utilizzo degli
impianti stessi;
m) sviluppare la presenza dell' associazionismo sportivo, assicurando servizi e
strumentazioni di supporto all' attività delle società e dei gruppi sportivi;
n) promuovere e sostenere, in concorso con l' istituzione scolastica, l'
organizzazione di corsi di aggiornamento sulle problematiche dell' attività
sportiva e motoria per educatori degli asili nido, insegnanti di scuola materna,
elementare e secondaria;
o) promuovere la pratica sportiva del personale militare e favorire l' utilizzo dell'
impiantistica sportiva militare anche mediante apposite convenzioni;
p) favorire la partecipazione ai giochi della gioventù e studenteschi e a quelli
organizzati dalla comunità di lavoro Alpe - Adria.

Art. 3
Destinatari dei contributi regionali
1. Per l' attuazione delle iniziative previste dall' art. 2 possono essere ammessi a
contributo, in conto capitale o in conto interessi, i seguenti soggetti:
a) le province, i comuni, le comunità montane e loro consorzi;
b) il Coni, le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva
riconosciuti dal Coni, le loro rappresentanze regionali, nonchè i comitati promossi
dagli stessi per le iniziative di cui alle lettere b), c), d), e), f), g), h), l), m), n) e p);
c) le associazioni disciplinate dagli artt 12 e 36 del codice civile, aventi sede nella
regione, dai cui statuti si evincano: prevalenti finalità sportive, ricreative e
motorie, assenza di fini di lucro, e l' elezione democratica degli organi di
direzione e di controllo, operanti da almeno un biennio per le iniziative di cui alle
lettere a), b), c), d), g), h), l), m);
d) gli enti morali che, senza fini di lucro, perseguono, anche indirettamente,
finalità motorie e sportive, limitatamente alle iniziative di cui alle lettere a), b), c)
h);
e) le università degli studi del Veneto e gli istituti superiori di educazione fisica,
nonchè le scuole per atleti di cui alla lett. f) dell' art. 2 con sede nella regione, per
le iniziative di cui alle lettere g) e n);
f) gli organismi rappresentativi a livello provinciale del Coni, delle federazioni
sportive nazionali e degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, per le
iniziative di cui alle lettere b), c), e), h) e m);
g) gli enti gestori di impianti sportivi, per le iniziative di cui alla lettera l);
h) la federazione italiana sport disabili e società affiliate, per le iniziative di cui
alle lettere b) e g);
i) le istituzioni scolastiche, per le iniziative di cui alla lettera p).

Art. 4
Domande
1. Le domande di contributo per le iniziative di cui all' art. 2 devono essere
inoltrate al Presidente della Giunta regionale entro il 31 gennaio di ogni anno,
corredate dai seguenti documenti:
a) relazione dettagliata per ogni singola iniziativa, dalla quale emergono tempi,
modalità di attuazione, obiettivi, destinatari;
b) preventivo delle spese e indicazione dei mezzi di finanziamento.
2. A integrazione di quanto previsto al comma 1, è richiesto:
a) per le iniziative di cui all' art. 2, lettera e): l' elenco dei docenti;
b) per le iniziative di cui all' art. 2), lettere h) e i): indicazione delle caratteristiche
tecnico - funzionali dell' opera, la coerenza della localizzazione dell' intervento
con gli strumenti urbanistici vigenti, disponibilità delle aree, descrizione della
dotazione impiantistica generale dell' area territoriale contermine;
c) per le iniziative di cui all' art. 2, lettera m): relazione circostanziata sull' attività
svolta nel biennio precedente, approvata dai competenti organi statutari, con l'
indicazione delle spese di gestione e delle iniziative attuate;
d) per le iniziative di cui all' art. 2, lettera n): parere favorevole dell' autorità
scolastica competente;
e) per le iniziative di cui all' art. 2, lettera 0): parere favorevole dell' autorità
militare.

Art. 5
Programmazione degli interventi e criteri di riparto
1. A decorrere dal 1994, entro il mese di aprile, per le finalità di cui all' art. 1, la
Giunta regionale, sentita la Consulta regionale dello sport di cui all' art. 9,
sottopone all' approvazione del Consiglio regionale, un documento contenente gli
indirizzi, gli obiettivi, e le priorità settoriali e territoriali da perseguire nel triennio
successivo.
2. Entro il 30 aprile di ciascun anno la Giunta regionale, sulla base del documento
di cui al comma 1 e sentita la Consulta regionale dello sport:
a) stabilisce l' ammontare complessivo per gli interventi di cui all' art. 2;
b) determina l' ammontare della somma a disposizione della Giunta per eventuali
interventi di carattere straordinario.
3. L' ammontare complessivo degli interventi di cui alla lett. h) dell' art. 2 è
determinato dalla Giunta regionale, sentite le province riunite in apposita
conferenza.
4. Sulla base delle determinazioni di cui al comma 2, lettera a), la Giunta
regionale approva le graduatorie delle domande ammissibili e assegna i relativi
contributi, avendo presente anche:
a) per gli impianti sportivi:
1) la rispondenza alle reali esigenze sportive del territorio, con riferimento anche
alla sua vocazione turistica;
2) la carenza di strutture e riequilibrio tipologico delle discipline sportive;
3) l' adeguamento alle normative d' igiene, sicurezza ed eliminazione delle
barriere architettoniche;
4) il completamento degli impianti;
b) per le attività :
1) promozione della pratica motorio - sportiva dei giovani;
2) il sostegno di attività sportive svolte in aree particolarmente svantaggiate o non
dotate di impianti.
5. Per la formazione delle graduatorie riguardanti l' assegnazione dei contributi
agli enti locali, hanno titolo di preferenza quelli che:
a) nella gestione degli impianti e delle attività si avvalgono delle istituzioni di cui
all' art. 22 della legge 8 giugno 1990, n. 142;
b) al fine di conseguire un' ottimale gestione di impianti e attività , promuovono
forme associative e di cooperazione ai sensi del Capo VIII della legge 8 giugno
10990, nº 142;
c) prevedono di realizzare le iniziative attraverso forme di collaborazione con
scuole e associazioni.
6. Per la determinazione dei parametri tecnici degli impianti e delle attrezzature,
oggetto di contribuzione, la Regione si avvale della consulenza tecnica del Coni ai
sensi dell' art. 56 lett. b), del dpr 24 luglio 1977, n. 616.
7. In caso di rinuncia al contributo subentrano gli esclusi in ordine di graduatoria.
8. Salvo casi di forza maggiore debitamente documentata, i destinatari di
contributo che non l' abbiano utilizzato, non possono ottenere finanziamenti nell'
esercizio immediatamente successivo a quello considerato.
9. La Giunta regionale, ai fini della attività di programmazione di cui al comma 1,
realizza, in collaborazione con il Coni, l' aggiornamento e l' elaborazione del
censimento dell' impiantistica sportiva, delle società sportive e degli atleti che la
utilizzano.

Art. 6
Contributi e garanzia fidejussoria
1. L' ammontare del contributo in conto capitale non può superare il 60 per cento
della spesa riconosciuta ammissibile.
2. L' ammontare del contributo in conto interessi, anche sotto forma attualizzata,
nell' ambito delle disponibilità di bilancio, non può superare il 50 per cento del
tasso d' interesse convenuto per le operazioni di mutuo.
3. La Giunta regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con l' Istituto per il
Credito sportivo e altri istituti di credito, per facilitare la concessione di mutuo a
tasso agevolato per la realizzazione, la ristrutturazione, l' ampliamento e il
miglioramento di impianti sportivi, sulla base di appositi piani volti a favorire il
riequilibrio nel territorio della distribuzione dell' impiantistica sportiva.
4. I finanziamenti degli impianti e attrezzature sportive di cui al comma 3,
richiesti da società sportive e da enti morali ammessi ai benefici della presente
legge, possono essere garantiti, nel capitale e negli interessi, da fidejussione
regionale. La fidejussione è subordinata alla dimostrazione, da parte del soggetto
richiedente, della totale o parziale carenza di beni da offrire in garanzia e dalla
precisazione delle risorse finaziarie con cui intende far fronte agli obblighi
derivanti dal finanziamento.

Art. 7
Erogazioni di contributi
1. Salvo quanto previsto dall' art. 8. l' erogazione dei contributi concessi dalla
Giunta regionale, ai sensi dell' art. 5, avviene:
a) per il 50%, a seguito della presentazione da parte degli interessi della
dichiarazione che attesti l' avvio dell' iniziativa;
b) per il saldo, su prestazione di apposita relazione illustrativa dell' iniziativa
svolta, contenente l' indicazione delle spese sostenute. La relazione deve essere
presentata entro il 30 giugno dell' anno successivo, a pena di decadenza del
contributo.
2. In caso di decadenza o di mancata attuazione di iniziative per le quali è stato
assegnato il contributo, la Giunta regionale dispone la revoca del contributo
stesso, destinandolo a iniziative aventi i requisiti richiesti dalla presente legge, nel
rispetto dell' art. 5, comma 7 e precedente al recupero delle somme eventualmente
erogate.

Art. 8
Contributi per impianti sportivi
1. Per l' erogazione dei contributi riguardanti la realizzazione, l' ampliamento e il
miglioramento degli impianti sportivi e ricreativi di cui alla lettera h) e la
realizzazione delle aree attrezzate di cui alla lettera i) dell' art. 2, si applica quanto
previsto all' art. 16 della legge regionale 16 agosto 1984, n. 42 e successive
modificazioni e integrazioni. A tal fine i beneficiari devono presentare entro 180
giorni dalla comunicazione di ammissione al contributo, a pena di decadenza, la
seguente documentazione:
a) provvedimento di approvazione del progetto esecutivo e di assunzione della
spesa eccedente il contributo regionale concedibile, con indicazione del quadro
economico di spesa;
b) parere favorevole del Coni.
2. Ove necessiti, per l' approvazione dei progetti e la loro realizzazione, si
applicano le modalità e le procedure previste dall' art. 27 della legge 8 giugno
1990, n. 142 e dagli artt. 14 e 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. I beneficiari dei contributi di cui al comma 1 sono obbligati, per 10 anni, a
mantenere la destinazione degli impianti realizzati, fatta salva l' autorizzazione dei
mutamento da parte della Giunta regionale quando sia accertata la sopravvenuta
impossibilità o non convenienza della destinazione stessa.

Art. 9
Consulta regionale per lo sport
1. E' istituita la Consulta regionale per lo sport.
2. La Consulta, costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale, è
composta dall' assessore regionale competente per materia o da un suo delegato
che la presiede e da:
a) tre amministratori di enti locali, di cui uno in rappresentanza dei comuni
designati dall' Anci, uno in rappresentanza delle comunità montane designato dall'
Uncem e uno in rappresentanza delle province designato dall' Urpv;
b) il delegato regionale del Coni;
c) tre rappresentanti delle federazioni sportive nazionali di cui uno in
rappresentanza della Fisd, designati dalla delegazione regionale Coni;
d) tre rappresentanti degli enti di promozione sportiva a carattere nazionale,
riconosciuti dal Coni, maggiormente rappresentativi a livello regionale, tenuto
conto del numero delle società sportive o ricreative motorie affiliate, del numero
di tesserati e dell' attività svolta nell' ambito della Regione;
e) un rappresentante per ogni Istituto superiore di educazione fisica con sede nel
Veneto;
f) il sovrintendente scolastico regionale o suo delegato;
g) un rappresentante della regione militare nord - est;
h) il dirigente del dipartimento sport e tempo libero.
3. La consulta, ove tratti di impiantistica sportiva, è integrata da un esperto
designato dalla delegazione regionale del Coni.
4. Le funzioni di segretario sono svolte da un dipendente regionale del
dipartimento sport e tempo libero designato dal Presidente della Giunta regionale.
5. Alle riunioni della Consulta, possono partecipare, senza diritto di voto, i
consiglieri regionali che compongono la Commissione consiliare competente per
materia.

Art. 10
Funzionamento e attribuzioni della Consulta regionale per lo sport
1. La Consulta resta in carica per la durata della legislatura del Consiglio
regionale.
2. La Consulta è convocata dal presidente ed è regolarmente costituita, in prima
convocazione, con l' intervento della metà più uno dei suoi componenti; in
seconda convocazione, con la presenza di un terzo dei suoi componenti.
3. I rappresentanti di enti e organismi che compongono la Consulta devono essere
designati entro 60 giorni dalla data della richiesta di designazione.
4. Trascorso il termine di cui al comma 3, la Consulta può esercitare le proprie
funzioni, purchè sia stato designato un numero di membri non inferiore alla metà
più uno.
5. Le deliberazioni vengono adottate a maggioranza dei voti validi e, in caso di
parità , prevale il voto del Presidente.
6. La Consulta è organo di consulenza della Giunta regionale in materia di sport e
tempo libero, con particolare riferimento alle iniziative legislative in materia e all'
attività di programmazione di cui all' art. 5.
7. Ai componenti la Consulta compete, per ogni seduta il gettone di presenza
previsto dall' art. 187 della legge regionale 10 giugno 1991, n. 12, nonchè il
rimborso delle spese di viaggio e di sostegno effettivamente sostenute per la
partecipazione alle sedute, nei limiti previsti per i dirigenti regionali.

Art. 11
Non cumulabilità
1. I contributi di cui alla presente legge non sono cumulabili con quelli previsti da
altre leggi regionali.

Art. 12
Abrogazione
1. Sono abrogati:
1. Sono abrogati:
a) la legge regionale 24 agosto 1979, n. 60;
OMISSIS
2. A partire dall' esercizio finanziario 1993 gli impegni assunti nei capitoli istituiti
ai sensi delle leggi regionali abrogate al comma 1, per i quali non siano ancora
intervenute le relative liquidazioni ed erogazioni, sono trasferiti ai capitoli 73002
e 13006 di nuova istituzione.
3. Le leggi regionali di cui al comma 1 continuano ad applicarsi per la disciplina
dei rapporti sorti e per l' esecuzione degli impianti di spesa assunti in base alle
medesime leggi.
1. Sono abrogati:
OMISSIS
b) la legge regionale 12 dicembre 1984, n. 62;
OMISSIS
2. A partire dall' esercizio finanziario 1993 gli impegni assunti nei capitoli istituiti
ai sensi delle leggi regionali abrogate al comma 1, per i quali non siano ancora
intervenute le relative liquidazioni ed erogazioni, sono trasferiti ai capitoli 73002
e 13006 di nuova istituzione.
3. Le leggi regionali di cui al comma 1 continuano ad applicarsi per la disciplina
dei rapporti sorti e per l' esecuzione degli impianti di spesa assunti in base alle
medesime leggi.
1. Sono abrogati:
OMISSIS
c) la legge regionale 28 gennaio 1985, n. 13;
OMISSIS
2. A partire dall' esercizio finanziario 1993 gli impegni assunti nei capitoli istituiti
ai sensi delle leggi regionali abrogate al comma 1, per i quali non siano ancora
intervenute le relative liquidazioni ed erogazioni, sono trasferiti ai capitoli 73002
e 13006 di nuova istituzione.
3. Le leggi regionali di cui al comma 1 continuano ad applicarsi per la disciplina
dei rapporti sorti e per l' esecuzione degli impianti di spesa assunti in base alle
medesime leggi.
1. Sono abrogati:
OMISSIS
d) la legge regionale 29 aprile 1985, n. 36;
OMISSIS
2. A partire dall' esercizio finanziario 1993 gli impegni assunti nei capitoli istituiti
ai sensi delle leggi regionali abrogate al comma 1, per i quali non siano ancora
intervenute le relative liquidazioni ed erogazioni, sono trasferiti ai capitoli 73002
e 13006 di nuova istituzione.
3. Le leggi regionali di cui al comma 1 continuano ad applicarsi per la disciplina
dei rapporti sorti e per l' esecuzione degli impianti di spesa assunti in base alle
medesime leggi.
1. Sono abrogati:
OMISSIS
e) la legge regionale 20 agosto 1986, n. 38;
OMISSIS
2. A partire dall' esercizio finanziario 1993 gli impegni assunti nei capitoli istituiti
ai sensi delle leggi regionali abrogate al comma 1, per i quali non siano ancora
intervenute le relative liquidazioni ed erogazioni, sono trasferiti ai capitoli 73002
e 13006 di nuova istituzione.
3. Le leggi regionali di cui al comma 1 continuano ad applicarsi per la disciplina
dei rapporti sorti e per l' esecuzione degli impianti di spesa assunti in base alle
medesime leggi.
1. Sono abrogati:
OMISSIS
f) la legge regionale 2 dicembre 1986, n. 49;
OMISSIS
2. A partire dall' esercizio finanziario 1993 gli impegni assunti nei capitoli istituiti
ai sensi delle leggi regionali abrogate al comma 1, per i quali non siano ancora
intervenute le relative liquidazioni ed erogazioni, sono trasferiti ai capitoli 73002
e 13006 di nuova istituzione.
3. Le leggi regionali di cui al comma 1 continuano ad applicarsi per la disciplina
dei rapporti sorti e per l' esecuzione degli impianti di spesa assunti in base alle
medesime leggi.
1. Sono abrogati:
OMISSIS
g) la legge regionale 30 marzo 1988, n. 21;
OMISSIS
2. A partire dall' esercizio finanziario 1993 gli impegni assunti nei capitoli istituiti
ai sensi delle leggi regionali abrogate al comma 1, per i quali non siano ancora
intervenute le relative liquidazioni ed erogazioni, sono trasferiti ai capitoli 73002
e 13006 di nuova istituzione.
3. Le leggi regionali di cui al comma 1 continuano ad applicarsi per la disciplina
dei rapporti sorti e per l' esecuzione degli impianti di spesa assunti in base alle
medesime leggi.
1. Sono abrogati:
OMISSIS
h) l' art. 14 della legge regionale 6 settembre 1991, n. 20;
OMISSIS
2. A partire dall' esercizio finanziario 1993 gli impegni assunti nei capitoli istituiti
ai sensi delle leggi regionali abrogate al comma 1, per i quali non siano ancora
intervenute le relative liquidazioni ed erogazioni, sono trasferiti ai capitoli 73002
e 13006 di nuova istituzione.
3. Le leggi regionali di cui al comma 1 continuano ad applicarsi per la disciplina
dei rapporti sorti e per l' esecuzione degli impianti di spesa assunti in base alle
medesime leggi.
1. Sono abrogati:
OMISSIS
i) l' art. 12 della legge regionale 28 gennaio 1992, n. 12.
2. A partire dall' esercizio finanziario 1993 gli impegni assunti nei capitoli istituiti
ai sensi delle leggi regionali abrogate al comma 1, per i quali non siano ancora
intervenute le relative liquidazioni ed erogazioni, sono trasferiti ai capitoli 73002
e 13006 di nuova istituzione.
3. Le leggi regionali di cui al comma 1 continuano ad applicarsi per la disciplina
dei rapporti sorti e per l' esecuzione degli impianti di spesa assunti in base alle
medesime leggi.
2. A partire dall' esercizio finanziario 1993 gli impegni assunti nei capitoli istituiti
ai sensi delle leggi regionali abrogate al comma 1, per i quali non siano ancora
intervenute le relative liquidazioni ed erogazioni, sono trasferiti ai capitoli 73002
e 13006 di nuova istituzione.
3. Le leggi regionali di cui al comma 1 continuano ad applicarsi per la disciplina
dei rapporti sorti e per l' esecuzione degli impianti di spesa assunti in base alle
medesime leggi.

Art. 13
Norme transitorie
1. Per l' anno 1993, le domande di contributo vanno presentate entro il termine di
90 giorni dalla entrata in vigore della presente legge. La Giunta regionale,
provvede, sentita la competente commissione consiliare, all' assegnazione dei
contributi sulla base delle priorità previste dai commi 4 e 5 dell' art. 5. Le
domande presentate sotto il regime delle leggi abrogate con l' art. 12 conservano
efficacia purchè compatibili con la presente legge.
2. Per l' anno 1994, fermo restando il termine di presentazione delle domande
stabilito dal comma 1 dell' art. 4, la Giunta regionale assume le determinazioni di
cui al comma 1, sentita la competente commissione consiliare.

Art. 14
Norma finanziaria
1. Agli oneri di lire 4.100 milioni per ciascuno degli anni 1993, 1994, 1995,
derivanti dall' attuazione delle iniziative di cui all' art. 2, escluse le lettere h) e i), e
i compensi di cui all' art. 10, comma 7 della presente legge, si fa fronte:
a) quanto a lire 2.500 milioni, mediante utilizzo per pari importo della partita n. 3
<< Interventi in materia di sport >> del fondo globale spese correnti, iscritta al
capitolo 80210 dello stato di previsione della spesa per l' esercizio finanziario
1993 e del bilancio pluriennale 1993- 1995;
b) quanto a lire 1.600 milioni mediante riduzione per pari importo degli
stanziamenti iscritti ai capitolo 73032, 73040, 73054, 73062 dello stato di
previsione della spesa per l' esercizio finanziario 1993 e del bilancio pluriennale
1993- 1995;
e contemporanea istituzione nel medesimo stato di previsione del capitolo 73002,
denominato << Interventi regionali per la promozione, la diffusione e la pratica
dell' attività sportiva >>, con lo stanziamento di lire 4.100 milioni per competenza
e per cassa per l' anno 1993 e di lire 4.100 milioni per la sola competenza per
ciascuno degli anni 1994 e 1995.
OMISSIS
3. Per gli oneri di cui al comma 4 dell' art. 6, si fa fronte con i fondi annualmente
stanziati al capitolo 88030 del bilancio regionale.
2. All' onere di lire 3.500 milioni per l' anno 1993 e di lire 4.000 milioni per
ciascuno degli anni 1994- 1995 derivante dall' attuazione delle iniziative di cui all'
art. 2 lettere h) e i), e dell' art. 6 della presente legge, si fa fronte mediante utilizzo
di pari importo della partita n. 3 << Riordino interventi in materia di sport >> del
fondo globale spese di investimento di cui al capitolo 80230 dello stato di
previsione della spesa per l' esercizio finanziario 1993 e del bilancio pluriennale
1993- 1995 e contemporanea istituzione nel medesimo stato di previsione del
capitolo 73006, denominato << Intervento regionali a favore dell' impiantistica
sportiva e per la realizzazione di aree e percorsi per il tempo libero >> con lo
stanziamento di lire 3.500 milioni per competenza e per cassa per l' anno 1993 e di
lire 4.000 milioni per sola competenza per ciascuno degli anni 11994- 1995.
3. Per gli oneri di cui al comma 4 dell' art. 6, si fa fronte con i fondi annualmente
stanziati al capitolo 88030 del bilancio regionale.

								
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