METACOGNIZIONE EM ETAEMOZIONE LO PSICOLOGO SCOLASTICO COME MEDIATORE
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METACOGNIZIONE E
METAEMOZIONE
IL DOCENTE COME
MEDIATORE
Prof.ssa Ottavia Albanese
Università degli Studi di Milano Bicocca
ottavia.albanese@unimib.it
.
Approccio
Metacognitivo
L’attenzione deve essere posta alla
persona, alle sue caratteristiche e al
suo rapporto con l’ambiente nelle
Scuola (ruolo sue componenti cognitive ed
insegnante) emotive
Famiglia Strumenti diagnostici
Società Ruolo del ed interventi
(TEC, IPDA, PRCR2,
Ambiente Mediatore ICF modello bio-psico-
sociale)
Potenzialità da
sviluppare (es. metodo
Feurstein…)
Lo studio della complessità dello sviluppo
umano include un elevato numero di variabili
La maggior parte dei modelli esplicativi dello
sviluppo cognitivo ed emotivo (piagetiano,
neo- e post-piagetiano, metacognitvo,
cognitivo, sociocognitivo, etc.) sono concordi
nel ritenere che i fattori dello sviluppo non
sono né unicamente nel soggetto (organico e
psichico) né unicamente nel suo ambiente
(fisico e socioculturale) ma dentro la loro
interazione (soggetto-oggetto) e relazione
(soggetto-soggetto)
cognizione ed emozione
inscindibili nello sviluppo …
Nella storia della psicologia, in campi applicativi diversi,
abbiamo assistito ad un graduale cambiamento di
prospettiva in cui i processi affettivi hanno trovato uno
spazio sempre più decisivo e non ignorabile nello sviluppo
cognitivo di un individuo
Attualmente, superata l’epoca di una forzata separazione
tra emozione e cognizione, la psicologia ha trovato molti
luoghi di incontro e ponti di collegamento tra cognizione
ed emozione
In questi filoni di ricerca ritroviamo un campo che ha
apportato, negli ultimi trent’anni, rilevanti contributi alla
psicologia dello sviluppo e dell’educazione: la
metacognizione
La metacognizione si è dimostrata uno dei più importanti predittori
dell’apprendimento, operando una distinzione tra conoscenze e abilità
metacognitive che è comunemente accettata.
Gli studi sugli aspetti cognitivi ed esecutivi hanno avuto un grande
sviluppo accanto a quelli sulla regolazione degli aspetti affettivi, sociali e
motivazionali inclusi nei processi di conoscenza ed apprendimento.
L’approccio sociocostruttivista, che valorizza la funzione del mediatore e
la qualità della relazione che egli stabilisce tra l’individuo che apprende e
l’oggetto della conoscenza, è emerso con tutta la sua evidenza
sviluppando aspetti della metacognizione come il passaggio
dall’eteroregolazione all’autoregolazione nella prassi educativa.
(Albanese, 2003)
metacognizione come paradigma di ricerca cognitivo
ed emotivo …
Nella ricerca metacognitiva le componenti socio-
emotive sono considerate variabili essenziali ed
interagenti con tutti gli altri aspetti dello suo sviluppo
umano
Sin dai primi lavori di Pressley, Borkowski e O’Sullivan
(1985) le competenze metacognitive sono state
spiegate attraverso un modello pluricomponenziale in
cui si intrecciano componenti cognitive ed emotivo-
motivazionali, nel tentativo di tenere insieme la
complessità dello sviluppo umano
Nella prospettiva metacognitiva attuale l’individuo,
impegnato nell’affrontare i compiti di vita quotidiana,
a qualunque grado e contenuto, è sollecitato ad
attivare le competenze metacognitive che diventano,
quindi, un paradigma per descrivere e spiegare la
complessità dell’essere umano (Pellerey, 2003)
modelli di sviluppo metacognitivo
Prima Definizione: La metacognizione coinvolge, da un
lato, la conoscenza del proprio funzionamento
mentale e, dall’altro, la conoscenza dei processi di
controllo messi in atto nell’esecuzione /risoluzione
di compiti e problemi
1) J.H. Flavell introdusse la nozione di metamemoria,
riferendola alla conoscenza che il soggetto ha del processo
cognitivo della memoria, proprio e altrui.
Dalle prime ricerche emerse che per svolgere in modo
efficace un compito cognitivo è necessaria la conoscenza
che si ha del proprio processo cognitivo e delle regole che
lo governano (Flavell, 1971; 1976; 1996, trad. it.)
modelli di sviluppo metacognitivo …
Seconda Definizione: L’originario modello metacognitivo di
Flavell fu dunque ampliato considerando la competenza
metacognitivi non solo come frutto della conoscenza che
un soggetto ha del proprio funzionamento ma anche delle
strategie attraverso cui può intervenire su di esso
2) A.L. Brown introdusse un nuovo modello basato sui
meccanismi di controllo che un soggetto mette in atto
durante l’esecuzione di un compito cognitivo.
Secondo l’autrice attraverso l’applicazione di tali
meccanismi il soggetto: analizza il compito, pianifica
l’esecuzione, sceglie le strategie e valuta i feedback di
ritorno (Brown, 1978)
Attualmente entrambe le definizioni sono
contemplate nel concetto di
metacognizione
ruolo dell’ambiente sullo sviluppo
metacognitivo …
A tale scopo sono stati studiati gli stili di
insegnamento dei genitori durante alcuni giochi
familiari ed il modo in cui i genitori correggono
compiti scolastici dei figli. I risultati hanno
rilevato che genitori di cultura tedesca, ad
esempio, danno più informazioni sulle strategie
necessarie per risolvere il compito rispetto a
quelli nordamericani. Tale stile costituirebbe uno
stimolo allo sviluppo delle competenze
metacognitive dei propri figli (Lafortune e
Deaudelin, 2003)
Recentemente assistiamo ad un crescente interesse verso lo
studio delle differenze tra gli individui e gli ambienti in cui
avviene lo sviluppo
Particolarmente importante in questo senso è la figura del
MEDIATORE, cioè colui che accompagna nello sviluppo
l’individuo
Il MEDIATORE, nell’originaria posizione vygotskiana (Vygotskij,
1990, tad. it.), costituisce il facilitatore dell’apprendimento e
dell’acquisizione di competenze ed abilità che attraversano
l’interazione tra un individuo esperto (mediatore) e colui che è
in fase di acquisizione delle conoscenze in quella che è definita
“zona di sviluppo prossimale” del soggetto
Il mediatore
cruciale l’apporto della scuola e degli
operatori che assolvono il compito di
mediatore di tale processo di
integrazione con le funzioni di:
scaffolding(supporto),
tutoring(tutoraggio) e
monitoring(monitoraggio)
(Albanese, Doudin, Martin, 2003a).
Programmi Psicopedagogici e Metodi di
Formazione possono aiutare il mediatore a
“costruire le menti” dei soggetti tenendo conto
delle differenze personali, degli stili cognitivi e di
maturazione; fornendo strategie e procedure che
garantiscano autonomia e continuità
nell’apprendimento delle varie discipline e nella loro
applicazione alla vita di tutti i giorni.
(libera traduzione da L.Tebar, Praga 2005)
- Perché i bambini hanno bisogno di modelli di riferimento
Because children need reference models.
- Per guidare, aiutare, consigliare ed educare
To guide, help, counseling, enhance.
- Per mostrare loro i valori della vita
To show them their lives value.
- Per ispirare criteri e giudizi di valutazione
To inspirate criteria and value judgment.
- Per comprendere la cultura e le esperienze
To understand culture and experiences.
- Per proteggere ed aspettare
To shelter and wait.
- Per condividere la felicità
To share happiness.
- Per costruire pace e libertà
To build peace and freedom.
(L.Tebar, Prague 2005)
La metaemozione trova un
legame tra cognizione ed
emozione
definizioni e applicazioni …
Definizione: con il termine metaemozione si intende
da un lato la comprensione che il soggetto ha della
natura, delle cause; dall’altro, la capacità del soggetto
di controllare e regolare l’espressione delle emozioni
(Pons e Harris, 2000)
Lo sviluppo della metaemozione è diventato, quindi,
negli ultimi vent’anni, oggetto di studio della
psicologia dello sviluppo rappresentando il paradigma
di ricerca con cui si traduce il processo metacognitivo
nello sviluppo delle emozioni (Pellerey, 2003).
A partire da queste premesse l’obiettivo di alcuni
ricercatori è stato quello di analizzare l’evoluzione di
una tale competenza (Harris, 1991, trad. it.; 1983;
Harris et all., 1981).
verso la competenza metaemotiva…
I bambini acquisiscono gradualmente una
comprensione della propria vita emotiva
diventando sempre più abili nel fronteggiare
situazioni di disagio e di ansia; inoltre, la
competenza nell’affrontare più efficacemente le
proprie emozioni trova la sua origine nella
comprensione delle loro cause (Pons, Harris e de
Rosnay, 2000; Saarni, Mumme e Campos, 1998)
La competenza metaemotiva comprende tutti i
processi auto-regolativi attraverso cui un soggetto,
consapevole che esiste una emozione, si interroga
sulla sua natura, sulle sue cause e sulle modalità di
esprimerle e condividerle con l’ambiente (Pons e
Doudin, 2000).
Sviluppo della ME
Identificate almeno 9 componenti della
ME di diversa complessità (Pons, Harris
& de Rosnay, 2000; Saarni, Mumme &
Campos, 1998)
Natura:
Riconoscimento (emozioni di base ): 1-2 anni
Emozioni miste (ambivalenza): 9-10 anni
Emozioni legate alla morale (senso di colpa,
orgoglio): 9-10 anni
Cause:
Cause esterne: 3 anni
Ricordi (memoria): 4 anni
Desideri (non-desideri): 4-5 anni
Conoscenze (vere o false): 6-7 anni
Controllo:
Controllo dell’espressione (A/R): 6-7 anni
Regolazione dei vissuti emotivi: dai 6-7 agli 11-
12 anni
Sviluppo
Età indicative
Periodi (P) & Organizzazioni (O)
(Pons, Harris & de Rosnay, 2004)
I:P&O Riconoscimento Cause Esterne
3 anni (1.9) Riconoscimento
5 anni (4.2) Cause Esterne
Ricordo
II : P & O Desiderio Credenza
5 anni Desiderio
7 anni (5.8) Credenza
Controllo (A/R)
III : P & O Emoz. Miste Regolazione
9 anni (7.3) Emozioni Miste
11 anni (8.6) Regolazione
Morale
TEC Test di comprensione delle
emozioni
Un lavoro recente e sistematico sullo
sviluppo delle competenze metaemotive in
bambini dai due agli undici anni è stato
svolto da Pons e Harris (2000, 2004)
attraverso la costruzione e l’impiego di un
test, il Test of Emotion Comprehension
(TEC) di cui abbiamo curato la validazione
italiana (test di comprensione delle
emozioni, Albanese e Molina 2008)
La standardizzazione italiana dello
strumento
La procedura seguita per effettuare la
standardizzazione del TEC ha comportato:
la traduzione italiana dello strumento dalla versione
originale, con la supervisione di uno degli autori, F.
Pons;
uno studio pilota con piccoli gruppi di bambini
(Albanese, Molina et al., 2006),
La scelta dei soggetti attraverso un disegno di
campionamento per quote
la raccolta dei dati seguendo la procedura
metodologica di Pons e Harris
l’analisi dei dati
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Il Test di Comprensione delle Emozioni,
TEC
Il test valuta l’acquisizione delle nove
componenti di comprensione delle emozioni
in bambini fra i 3 e gli 11 anni.
E’ composto da 9 gruppi di items, ciascuno
dei quali misura una componente della
Comprensione delle Emozioni.
Consiste in un libro illustrato con una
semplice vignetta nella parte alta di ciascuna
pagina, sotto alla quale sono rappresentati,
tramite espressioni facciali, quattro esiti
emotivi.
23
Somministrazione
1. L’adulto mostra al bambino un’immagine il cui
protagonista ha il viso lasciato in bianco, raccontando
contemporaneamente la relativa storia.
2. Dopo che ha ascoltato la storia, al bambino viene
chiesto di attribuire un’emozione al personaggio
principale, indicando una delle quattro possibili risposte
rappresentate in basso. La risposta del bambino deve
necessariamente essere di tipo non verbale, anche se
può essere accompagnata dalla verbalizzazione.
3. La somministrazione dura circa 15-20 minuti, un tempo
sostenibile anche per i bambini più piccoli.
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Calcolo punteggi e primi risultati sul campione inglese
Il punteggio è calcolato sommando il numero di componenti a
cui il bambino ha dato una risposta corretta. Il punteggio varia
quindi da 0 a 9.
La ricerca originale degli autori si è svolta in Inghilterra con un
gruppo di 100 bambini (Pons et al., 2004) e poi in culture
diverse, anche non occidentali (Tenenbaum,Visscher, Pons, &
Harris, 2004).
I dati raccolti hanno confermato lo sviluppo delle nove
componenti relative alla comprensione delle emozioni, dal
riconoscimento delle emozioni di base fino alla comprensione
delle emozioni miste, in un arco di età ampio, cioè dai 3 agli 11
anni.
Hanno mostrato, inoltre, un andamento gerarchico delle
risposte organizzabile in tre livelli:
il primo relativo alla capacità di riconoscere le emozioni di base e
complesse e l’intervento di fattori esterni sulle emozioni
(esterno);
il secondo relativo alla comprensione che pensieri, ricordi,
credenze, intenzioni possono intervenire sul controllo degli stati
emotivi (mentale);
il terzo (riflessivo), che permette di ripensare l’esperienza emotiva
propria e altrui (Pons et al., 2004). 25
L'idea di base è il rifiuto di una visione del
deficit come costante e irreversibile nello
sviluppo, ma al contrario, si postula che
L'INTELLIGENZA E' EDUCABILE.
È importante quindi valutare il
POTENZIALE DI APPRENDIMENTO
Potenziale di apprendimento
Valutazione del Potenziale Apprenditivo
I test di intelligenza non debbono misurare solo le
conoscenze e le competenze individuali acquisite
dal soggetto, ma anche la capacità di
apprendere, cioè la sua area di sviluppo
potenziale .
Due ragazzi pur ottenendo risultati simili ai test di
misurazione del quoziente intellettivo, possono
differenziarsi tra loro per la diversità del loro
potenziale di apprendimento (uno può avere
un’area di sviluppo prossimale più ridotta e un altro
più ampia).
Tre fasi:
1. valutazione della competenza
individuale dell’alunno (pre-test)
2. successivamente si interviene sui compiti
non conclusi o sbagliati, fornendo degli aiuti
graduali, per permettere allo studente di
risolvere anche quelle risposte che ha
sbagliato o non ha completato. (fase di
mediazione)
3. vengono riproposti al soggetto una serie
di compiti senza mediazione e si valutano
quali effetti l’esperienza di potenziamento ha
prodotto (post- test)
ICF
Il nuovo documento dell’OMS e cioè
l’International Classification of Functioning Disability
and Health (ICF)
(Classificazione internazionale del funzionamento,
della disabilità e della salute, edizione italiana per
bambini e ragazzi 2007)
denota un cambiamento nel modo di porsi di
fronte al problema : non ci si riferisce più ad un
disturbo strutturale o funzionale senza prima
rapportarlo ad uno stato considerato di Salute.
ICF
Ciò significa parlare in positivo di funzioni,
strutture, attività, partecipazione e non di
impedimenti o disabilità.
Questa prospettiva tiene conto delle
condizioni proprie dell’individuo ma
anche di quelle derivanti dal mondo
esterno.
Disabilità e ambiente nell’ICF
Il centro di questa prospettiva diventa l’attività
che può essere più o meno sviluppata a seconda
non solo delle condizioni proprie dell’individuo,
ma anche di quelle derivanti dal mondo esterno.
Il termine handicap è abbandonato e non è più
riferito all’individuo, ma va inteso piuttosto
come “un incontro fra individuo e situazione ed
in tal senso può essere uno svantaggio riducibile
o purtroppo aumentabile” (Andrea Canevaro,
2003).
Integrazione/inclusione
Perchè una persona possa esercitare realmente i
suoi diritti vivendo un’esperienza di formazione
personale e significativa in una scuola aperta a
tutti è indispensabile che tutti gli attori del
processo di integrazione (famiglia,scuola, servizi
per la salute, enti locali e comunità in generale)
possano incontrarsi concretamente per
analizzare i bisogni e determinare gli
obiettivi, armonizzando gli interventi.
Disturbi Specifici dell’Apprendimento
DSA
ü Che cosa e quali sono?
ü Differenza tra difficoltà e disturbo
ü Caratteristiche dei DSA
Difficoltà Disturbo
qualsiasi difficoltà problematica più grave
incontrata da uno e definita come vera
studente durante il patologia legata al
suo iter scolastico processo di
dovuta sia allo apprendimento.
studente, sia al Risulta dipendente
contesto in cui si dallo studente e
trova. indipendente dal
contesto
Difficoltà Disturbi
Dovute a: Fattori Intrinseci al sistema
emotivi, sociali, cognitivo e per
educativi, Deficit questo definiti
Intellettivo, Primari
Sindromi, Disturbi
Non innate Innati
Sensibili al Resistenti al
trattamento trattamento
Automatizzabili Resistenti
all’automatizzazione
Caratteristiche dei DSA
Con il termine Disturbi Specifici di
Apprendimento:
ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità
scolastiche e in particolare a:
Dislessia, Disortografia, Disgrafia e
Discalculia”
Consensus Conference, 2007
LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 –Nuove norme in
materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito
scolastico. (GU n. 244 del 18-10-2010 ).
Direttive diagnostiche:
La compromissione dell’abilità specifica
deve essere significativa: prestazione
inferiore a 2 d.s. dai valori normativi attesi
per l’età o la classe frequentata;
Il livello intellettivo deve essere nei limiti di
norma:
Q.I. non inferiore a un valore 85
Quando?
fine classe seconda (dislessia e
disortografia)
fine classe terza (discalculia)
Caratteristiche dei DSA
Specificità il disturbo interessa uno
specifico dominio di abilità in modo
significativo ma circoscritto, lasciando
intatto il funzionamento intellettivo
Discrepanza tra abilità nel dominio
specifico interessato e l’intelligenza generale
- Necessità di usare test standardizzati, per
misurare l’abilità specifica e l’intelligenza
generale
- Necessità di escludere la presenza di altre
condizioni che potrebbero influenzare i risultati
in questi test, come:
- Menomazioni sensoriali e neurologiche, disturbi
significativi nella sfera emotiva
- Situazioni ambientali di svantaggio socio-
culturale che possono interferire con
un’adeguata istruzione (lingua madre,
nazionalità di provenienza, frequenza
scolastica, familiarità per il disturbo
- Ci può essere comorbilità
Riassumendo la presenza di un disturbo specifico di
apprendimento spesso determina difficoltà
psicologiche nelle seguenti aree:
comportamento
autostima affettività
controllo
della
propria
emotività
IPDA
Questionario osservativo.
Identificazione
precoce
delle difficoltà di
apprendimento.
Le tre fasi dell’IPDA
1) Screening attraverso l’utilizzo di un
questionario osservativo da parte degli
insegnanti
2) Approfondimento mediante una batteria
di prove che valutano in modo più
approfondito i prerequisiti
3) Intervento di potenziamento didattico-
educativo
Il Questionario osservativo IPDA si compone di
43 item suddivisi in due sezioni
principali
1. abilità generali
2. abilità specifiche
Gli item che hanno come oggetto le abilità
generali sono così suddivisi:
item 1-9 Aspetti comportamentali
item 10-11 Motricità
item 12-14 Comprensione linguistica
item 15-19 Espressione orale
item 20 23 Metacognizione
item 24-33 Altre abilità cognitive
(memoria, prassie,
orientamento)
Quelli per le abilità specifiche sono:
item 34-40 Pre-alfabetizzazione
item 41-43 Pre-matematica.
Per ciascuna affermazione espressa negli
item l’insegnante deve dare una
valutazione utilizzando una scala a
quattro livelli:
1) per niente / mai
2) poco / a volte
3) abbastanza / il più delle volte
4) molto / sempre.
Valori normativi del Questionario IPDA
PERCENTILE VALORE PERCENTILE VALORE
1 79 55 142
3 94 60 145
5 104 65 148
10 108 70 151
15 118 75 154
20 122 80 157
25 125 85 160
30 128 90 164
35 131 95 168
40 133 97 170
45 136 99 172
50 139
PRCR-2
Prove di Prerequisito per la Diagnosi delle
Difficoltà di Lettura e Scrittura
PRCR-2. A chi sono rivolte?
Bambini della scuola dell’infanzia (3-6
anni)
Alunni delle prime due classi della scuola
primaria (6-7 anni)
Alunni della scuola primaria in caso di
difficoltà d’apprendimento
Alcune prove possono essere
somministrate collettivamente, alcune
invece solo individualmente.
Prove- criterio
Analisi visiva (semicerchi e riconoscimento di lettere)
Lavoro seriale sinistra-destra (denominazione di
oggetti, ricerca di due lettere e sequenza di lettere)
Discriminazione uditiva e ritmo (ripetizioni
parole senza senso, segmentazione fonetica)
Memoria uditiva sequenziale e fusione
uditiva (span 4, fusione di sillabe e fonemi)
Integrazione visivo- uditiva (ricerca lettera
scritta in modi differenti, lettura di non parole)
Globalità visiva (ricerca di parole e lettura di parole)
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