LATINO CRISTIANO by HC12021205152

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									                                                                    LATINO CRISTIANO
Del latino cristiano esistono diverse categorie e sotto-categorie: l'ecclesiastico,       Il latino usato dai Cristiani era dunque parzialmente diverso da quello usato dagli
suddiviso in sacrale, liturgico, biblico; il letterario; il popolare. Interessanti        altri. Si ebbe un rinnovamento sintattico e lessicale, ispirato sia al greco dei primi
testimonianze sono ricavabili dagli atti ufficiali dei martiri e dalle passiones in       Cristiani sia ad usi propri del latino “basso”, popolare. I Cristiani erano coscienti
forma narrativa. Ancora diversa è la lingua delle prediche. Spesso peculiare è la         della diversità del loro linguaggio: alla fine del Vangelo di Marco si legge “quelli
lingua monastica.                                                                         che vorranno farsi Cristiani, mostreranno segni particolari”, tra cui la lingua:
Lo studio del latino cristiano è cominciato nel XIX secolo ad opera del francese di       “linguis loquentur novis”. L'apologista Arnobio si rende conto che il testo sacro
origine italiana Ozanam e del tedesco Koffman. In Olanda, nella scuola di Nimega,         delle comunità cristiane provoca presso i pagani un senso di ripulsa, “trivialis et
con il prof. Joseph Schrijnen e l'allieva Christina Mohrmann, si sviluppò il concetto     sordidus sermo est. Res vestrae barbarismi, solecismi, vitiorum deformitate
di latino cristiano come Sondersprache, “lingua speciale”, ossia lingua parlata da un     pollunt”. Altra testimonianza del rifiuto da parte del saeculum della lingua cristiana
gruppo di persone posto in speciali condizioni. Ci si riferisce a lingue speciali come    è in Lattanzio: i profeti hanno parlato con “sermo communis ac simplex, ut
a lingue tecniche, caratterizzate da due funzioni: 1)funzione caratterizzante (di tipo    populus”, un sermo che non trova credito presso i dotti (non c'è “fides”), i quali
sociale, professionale, cronologico); 2) funzione di coesione del gruppo.                 prediligono uno stile “politum et disertum”.
Anche la lingua della comunità cristiana deve svolgere entrambe queste funzioni:          Se gli influssi greci nel latino cristiano sono facilmente spiegabili, il suo carattere
1) Funzione caratterizzante. Il messaggio religioso del cristianesimo richiede ai         “popolare” ha motivazioni più articolate.
     suoi seguaci un cambio di vita radicale, che li separa dal resto della comunità: a   1) Motivi di carattere ideologico. Il cristianesimo rivaluta la semplicità e la
     proposito della conversione, S. Paolo parla di “καινό της ζοῆ ς”, “novitas vitae”          purezza di cuore rispetto alla sapienza e all’eloquenza. Un esempio in
     (Epistola ai Romani), la conversione è “μεταμορφοῦ σθαι”; nelle epistole di                Matteo11:25: “Io ti rendo grazia, Padre Signore del cielo e della terra, perché
     Barnaba si parla di “ἀ ναπλά σσειν”, “riplasmare”; ancora in S. Paolo (I epistola          hai nascosto queste cose ai sapientes e ai prudentes di questo saeculum, ma le
     ai Corinzi) Adamo “homo vetus” contrapposto al novello Adamo Cristo, “homo                 hai rivelate ai parvulοs”. In un capovolgimento totale, il sapiente e il filosofo,
     novus”; in Aristide, apologeta dell'età di Adriano, vi è l'espressione “questo è           non costituiscono più dei modelli: addirittura, in 18:2, sono i bambini ad essere
     davvero un popolo nuovo”.                                                                  portati ad esempio. S. Paolo, nella I epistola ai Corinzi dice: “sono venuto per
2) Funzione di coesione del gruppo. Gli appartenenti a un gruppo sono portati a                 evangelizzare non in sapientia verbi ut non evacuetur crux Cristi”; “non sono
     formulare dei moduli comportamentali omogenei: nella comunità cristiana, per               venuto tra voi in sublimitate sermonis”; “la mia sapientia è nulla, io conosco
     di più, la stessa realtà delle persecuzioni conduceva allo sviluppo del senso di           solo Christum crucifixum”; “nessuno s'inganni se a qualcuno sembra di essere
     solidarietà. Inoltre i Cristiani avevano una forte coscienza di antagonismo nei            sapiente in questo saeculum: egli diventi stolto ut sit sapiens.” “la sapientia di
     confronti dei pagani come dei giudei: si definivano τρί τον γέ νος, tertium                questo mondo est stultitia apud Deum. Smaschererò i sapienti nella loro malizia
     genus. In Celso, autore del III secolo di un Ἀ ληθὴ ς λό γος contro i Cristiani (a         - sta scritto”. Si verifica, dunque, un capovolgimento dei tradizionali parametri
     cui risponde Origene con il Contra Celsum) vi è l'uso del verbo ἀ ποτειχί ζω: i            della παιδεί α e l'accrescimento di importanza del contenuto rispetto alla forma.
     Cristiani usano “ἀ ποτειχί ζειν αὑ τού ς”, chiudersi all'interno di mura. In               Agostino, De doctrina Cristiana: “In ipso sermone doctor Cristianus malit
     sostanza, per Celso, si arroccavano dentro le mura della comunità.                         rebus placere quam verbis. Reputi che sia stato detto meglio quanto sia stato
                                                                                                detto con la maggior veritas”; “Non doctor verbis serviat, sed docti verba”.
[E’ interessante notare come il greco cristiano subì modificazioni linguistiche                 Lattanzio sostiene che “Le cose divine sono state annunciate breviter ac nude”.
molto minori del latino. In primo luogo esso aveva alle spalle il greco giudaico e              [Ma talvolta il latino cristiano bada anche alla forma, nella misura in cui essa è
poteva servirsene come di un serbatoio linguistico già affermato e sperimentato. In             funzionale alla retta esposizione del contenuto. Più volte Agostino ribadisce
secondo luogo la lingua greca è più duttile di quella latina, è molto più pronta ad             l'utilitarismo della lingua cristiana, che non deve mirare a delectare, ma a far
esprimere concetti nuovi senza subire cambiamenti profondi (si veda la grande                   prevalere l'aspetto del docere (De doctrina Cristiana); ma egli riconosce anche
capacità di creare neologismi e composti e di parlare per astrazioni).]                         la necessità dell'eloquenza posta al servizio della verità.]
2) Motivi di carattere storico La motivazione più appariscente di ordine storico                         casi obbliga all'uso della preposizione; il latino avrebbe usato l'ablativo
    che conduce all'adozione del sermo vulgaris da parte dei Cristiani è costituita                      semplice, tranne nel caso in cui vi era espressa l'idea di luogo: ad es.
    dall’umile estrazione sociale dei primi seguaci. Importanza fondamentale aveva                       laetor in o delector in.
    il testo biblico con cui il cristiano era quotidianamente a contatto e di cui                         in + ablativo sociativo: venire in carne; venire in maiestate;
    assimilava la lingua: le traduzioni latine, in origine, erano dovute ad anonimi                      venire in caritate.
    che si impegnavano a rendere nel proprio stile linguistico, vulgaris, qualsiasi                       in + accusativo predicativo: lignum vobis erit in aescam; venire
    manoscritto capitasse loro sotto mano. Secondo S. Agostino, chiunque “ausus                          in servos. Indica un processo di evoluzione.
    est interpretari”. Con il tempo le caratteristiche linguistiche di queste traduzioni                  super + accusativo in funzione comparativa: desiderabilia super
    non vennero sentite più come volgarismi e, anche attraverso un processo di                           aurum. Anche dopo comparativo: dulciora super mel.
    nobilitazione e di sacralizzazione, divengono istituzionali. S. Agostino, p.es.,                      super con verbi di sentimento: admirari super; irasci super.
    nel De doctrina Cristiana, così commenta un'espressione della Vetus, in cui                           ab + ablativo di comparazione: maior ab angelis. Nella vetus
    floriet compariva come futuro al posto di florebit: “Certo un editore più esperto                    latina si trova anche dopo aggettivi di grado positivo: fulvi oculi a
    preferirebbe la correzione di questo termine e niente impedirebbe la                                 vino. L'ablativo come secondo termine di paragone nasce come
    correzione, nisi consuetudo”.                                                                        ablativo di separazione: possiede quindi una certa predisposizione per
                                                                                                         il nuovo costrutto, anche sotto la spinta della forma greca con ἀ πό .
                                      SINTASSI                                             2) Grecismi
L'influsso principale è greco, oppure ebraico, mediato dal greco. In genere                   genitivo di comparazione: maior illo o maior quam ille diventa maior illius. Si
l'innovazione consiste nel potenziamento di certe tendenze represse, nella                     trova anche prima degli scrittori cristiani, in Vitruvio e in iscrizioni di età
rivalutazione di ciò che era più o meno in disuso.                                             augustea; è legato quindi al sermo vulgaris.
                                                                                              genitivo con verbi di percezione: audio alicuius, su modello greco.
1) Ebraismi (mediati dal greco)
                                                                                              genitivo con verbi di comando: anche qui c'è l'influsso del modello greco.
   genitivo di qualita' al posto dell'aggettivo: odor suavitatis in luogo di odor            si + interrogativa indiretta: il latino classico usava num, an, utrum, etc., il
    suavis; opus iniquitatis in luogo di opus iniquum; terra promissionis in luogo di          latino cristiano si con l'indicativo. Nella vetus: “Videmus si venit”. Il costrutto
    terra promessa. Il costrutto è già in Apuleio                                              è presente anche in Plauto e si basa sull'uso greco di  congiunzione tanto
 genitivo intensivo o elativo: saecula saeculorum; vanitas vanitatum;                         condizionale, quanto interrogativa. San Gerolamo corregge questa forma e
    canticum canticorum.                                                                       scrive: “Videmus an veniat”.
 pleonasmi: praedixit dicens. Sono frequenti nella Bibbia.                                   ut consecutivo + infinito: ita ut sedere, corretto da Gerolamo in “ita ut
 figure etimologiche: gaudens gaudebo; videntes videmus. Già presente nel                     sederet”.
    genitivo intensivo la figura etimologica era patrimonio del latino pagano, con            proposizione dipendente da verba dicendi: dico quod, dico quia, dico
    l'accusativo dell'oggetto interno (vivere vitam) e con l'ablativo interno (censu           quoniam + verbo di modo finito: la costruzione è analitica. Il costrutto
    censere).                                                                                  regolare analitico richiede il congiuntivo: in seguito si afferma l'indicativo. Il
 quia con valore asseverativo: vivit Dominus quia dove quia = veramente.                      latino classico aveva dei casi in cui si poteva scegliere tra il costrutto infinitivo e
 costrutti di tipo preposizionale                                                             quello analitico, con i verba sentiendi: laetor te vicisse o laetor quod vicisti. Il
Si rientra nell'ambito del sermo vulgaris: il latino parlato tendeva a rafforzare il           costrutto analitico risale a Plauto: “scio iam filius quod amet maeretricem”
significato con preposizioni secondo un uso di stampo greco su base ebraica. Si può            (Asinaria). Lo si trova anche nel Bellum Hispaniense: “legati renuntiaverunt
parlare in questo caso di coincidenza fra volgarismo e arcaismo.                               quod haberet Pompeium in potestate”. S. Agostino nelle opere precedenti al
               in + ablativo strumentale: glaudium sumere in manu                             battesimo, De vita beata e Contra academicos, usa poche volte questo costrutto:
              (Cipriano); eicere demonia in nomine Dei. Era un uso tipico del latino           1 volta su 55; in seguito l'adesione spirituale al cristianesimo influisce
              parlato e lo diventa anche nel latino tardo quando la soppressione dei           notevolmente sulle sue scelte linguistiche, mantenendosi sempre una distinzione
    stilistica fra opere di diverso genere (nelle Confessiones vi è 1 costrutto               ut + infinito con valore finale: si trova nel giurista Gaio.
    analitico su 11 infinitivi, nei Sermones il rapporto sale a 1:2).                         utor e fungor con accusativo: anche in Plauto.
   infinito finale: non introdotto da nulla; existis comprehendere me. Il latino
    classico avrebbe usato ut + congiuntivo o ad + gerundivo. L'uso del semplice
    infinito si estende anche a dignus: dignus laudari. Anche qui il modello è                                                    LESSICO
    greco.
                                                                                           La lingua viene innovata attraverso l’adattamento di vocaboli greci od ebraici
   genitivo assoluto: cogitantium omnium nella vetus, corretto nella vulgata in
                                                                                           (prestiti), il cambiamento di significato di parole latine già esistenti sul modello
    cogitantibus omnibus. In ambito pagano la forma è attestata nel Bellum
                                                                                           delle parole greche od ebraiche corrispondenti (calchi), l’invenzione di parole nuove
    Hispaniense.
                                                                                           (neologismi)
   indicativo nelle interrogative indirette: nella bibbia: “Non legitis quid fecit
    David?”. Gerolamo corresse in fecerit.
                                                                                           a) Prestiti
3) Volgarismi                                                                              Si tratta soprattutto di grecismi. Si erano già diffusi in età arcaica, nel periodo di
                                                                                           Scipione, ma successivamente la lingua colta tese a evitarli, mentre il sermo
Derivano soprattutto dalla lingua arcaica e dal sermo vulgaris, le influenze esterne
                                                                                           familiaris continuò a coltivarli e diffonderli. I grecismi furono scelti dai cristiani per
sono limitate.
                                                                                           connotare entità concrete. Più rari gli ebraismi (attraverso il greco del Nuovo
   singolare collettivo: gentilis, ereticus, manichaeus, opus= opere di                   Testamento).
    misericordia.                                                                                1) Grecismi
    Nel latino era solitamente legato alle lingue speciali, per esempio al linguaggio
                                                                                                  agape, non indica il concetto astratto greco (per indicare “amore” si usò
    militare.
                                                                                                       dilectio, neologismo lessicologico, o caritas, neologismo semantico),
   verba dicendi con ad + accusativo: al posto di dicere alicui si trova dicere ad                    ma il “banchetto”
    aliquem. Potrebbe esserci influsso greco, ma in realtà il costrutto ha premesse
                                                                                                  anathema
    autonome nel latino: è particolarmente frequente nel latino biblico dove
                                                                                                  angelus preferito a nuntius, termine compromesso con la realtà pagana
    l'indeclinabilità dei nomi ebraici avrebbe reso impossibile l'intelligenza del testo
                                                                                                  apostata in luogo di transfuga e transgressor, termini mancanti di
    con il costrutto tradizionale. In una frase del tipo: “Abraham dicit Isaac” chi
                                                                                                       specificità
    parla a chi?
                                                                                                  apostolus in luogo di missus
   benedicere + accusativo: il costrutto deriva dal neologismo semasiologico del
    verbo.                                                                                        baptisma
    In Petronio si trova già maledicere + accusativo.                                             catechumenus, invece di auditor
   genitivo brachilogico: erit enim eius de cuius instrui concupisci. Manca                      clerus invece di ordo
    doctrinis per ellissi intenzionale.                                                           diaconus
   nominativo e accusativo assoluto                                                              episcopus, invece di antistes
   aggettivo al posto del genitivo: passio dominica per passio domini, apostolica                evangelium
    verba, divina praecepta. Il costrutto è tipico della lingua popolare ma anche del             martyr, in luogo di testis
    linguaggio ricercato: lo troviamo in Apuleio e Lattanzio.                                     paradisus
   pronome dimostativo con valore di articolo                                                    psalmus
   habere + infinito con valore di futuro: habeo dicere per dicam. In Cicerone                   presbiter
    habeo + infinito ha valore potenziale: habeo dicere= ho qualcosa da dire; in                  epifania è un prestito della seconda ora. S. Agostino usa anche
    Seneca seniorquid habui facere equivale a quid facere.                                             manifestatio
   ablativo del gerundio al posto del participio: transit benefacendo et                         monacus
    sanando.                                                                                      monasterium
      orthodoxus                                                                              pax indica la pace fra stato e chiesa, fra Dio e gli uomini
                                                                                               praedicatio, gr. κή ρυγμα
     2) Ebraismi                                                                               redimo, redemptio da “pagare il riscatto” a “riscattare dal peccato”
      gheena “inferno”                                                                        egeneratio da regenero, gr. παλιγγέ νεσις
      satanas                                                                                 esurrectio da resurgo, gr. ἀ νά στασις
      pasca, gr. πά σχα                                                                       evelare “togliere il velo alla verità divina” da cui il neologismo
                                                                                                    lessicologico revelatio
                                                                                               evelatio da revelo, gr. ἀ ποκαλύ πτω
b) Calchi                                                                                      acramentum contrapposto al grecismo mysterium
                                                                                               aeculum da “generazione” a “mondo profano”
     1) Parole singole                                                                         alus “salvezza” spirituale
      adversarius e advorsarius indica il diavolo                                             criptura “testo sacro”
      benedicere diventa transitivo con il significato di “benedire”, “consacrare”,           verbum e sermo vengono usati per rendere il greco λό γος, anche se ratio
           “invocare il favore divino” su qualcuno; di qui benedictio, gr.                          sarebbe stato il termine più consono. In area italica prevale verbum,
           εὐ λογί α                                                                                altrove sermo. Tertulliano preferisce sermo; Cipriano, nelle sue opere,
      caritas “amore” in senso cristiano gr. ἀ γά πη                                               usa esclusivamente sermo, ma quando cita passi biblici trascrive
      caro, carnis “carne” in contrapposizione allo spirito                                        verbum.
      confiteor “confessare” il peccato (confiteor peccata). Confessio indicava
           anche il luogo del martirio. Confiteor acquista anche il significato di          2) Nessi di due parole
           “lodare”                                                                          ignis aeternus indica il fuoco infernale
      consubstantialis, gr. ὁ μοού σιος                                                     catholica fides
      credo neologismo anche sintattico “credo in”                                          secunda nativitas “la rinascita” cristiana
      creo “creare dal nulla”                                                               dies iudici “giorno del giudizio (universale)”; precedentemente (vedi
      dominus “il Signore”                                                                       Cicerone) indicava il giorno di discussione di una causa in tribunale
      fides da “credere in qualcosa” a “credere all'annuncio”                               Spiritus sanctus
      gentes, gentiles da “popoli” a “pagani”. Anche il termine pagano possedeva
           un valore antitetico e peggiorativo: contrapposto al populus Romanus,       c) Neologismi
           le gentes erano i barbari. La stessa connotazione negativa rimane nel
           latino cristiano.                                                           Per i termini astratti non si ricorre al grecismo, ma si stimola il latino a produrre
      gratia da “favore”, “comprensione” a “benevolenza di Dio”, “forza               parole nuove. Comunque il greco fornisce sempre il modello.
           salvifica”. Al plurale, gratiae = “doni dello Spirito”.
      lavacrum da “bagno” a “battesimo”                                                     apostolatus neologismo creato sul modello greco con l'aggiunta del suffisso
      mundus indica la realtà terrena in contrapposizione al mondo dello Spirito                 latino. Altri esempi: episcopatus, blasfemator.
      oratio da “discorso” a “preghiera”. Il termine precatio era troppo                    carnalis, carnalitas, carnaliter. Sul modello di σαρκικό ς da σά ρξ
           compromesso con il culto pagano.                                                  incarnor, incarnatio
      paenitentia da “pentimento” finisce per indicare il sentimento di                     dilectio da diligo nel senso di “amare” cristianamente
           conversione interiore che porta a rifiutare il peccato. Significa anche           peccator
           “sacramento penitenziale” e “punizione”.                                          salvator autonomo nei confronti di servator
      paganus assume il significato di “non cristiano” già nel IV secolo                    spiritualis da spiritus, sul modello del greco πνευματικό ς da πνεῦ μα
      passio “passione di Cristo”

								
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