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SCHEDA MINERALI
           CLICCARE SULL’ARGOMENTO DESIDERATO

          MINERALOGIA
          UTILITA’         MINERALI, ROCCE E COMPOSTI CHIMICI

   ASPETTO CHIMICO               TAGLIO DELLE GEMME

  ASPETTO FISICO                METODO DI CLASSIFICAZIONE

 APPLICAZIONI                              LINK UTILI

CONTATORE GEIGER

 INDUSTRIA MINERARIA

     CRISTALLOGRAFIA           SCHEDA MINERALI
                      A           M

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                      L          X-Y-Z
Mineralogia Scienza che si occupa dello studio e della classificazione
       dei minerali attraverso l’identificazione delle loro proprietà
   morfologiche, fisiche e chimiche, nonché della loro struttura, che
permette di risalire ai processi genetici e alle eventuali trasformazioni
        subite. Principale scienza ausiliaria della mineralogia è la
cristallografia: i minerali, infatti, in natura si trovano generalmente allo
   stato cristallino, e i cristalli delle diverse specie minerali vengono
      classificati in base alle loro forme poliedriche. A sua volta la
      mineralogia può essere considerata scienza ausiliaria della
 petrografia, disciplina che studia le proprietà e la genesi delle rocce,
    che altro non sono se non aggregati di minerali. La mineralogia
   applicata, unitamente alla petrografia e alla geologia, è diretta alla
     ricerca dei giacimenti di minerali importanti dal punto di vista
                                   economico.
  Alcune materie naturali minerali si adoperano così come si trovano, altre
   richiedono una più o meno lunga lavorazione. Generalmente subiscono
   trasformazioni chimiche e danno migliaia di prodotti chimici che oggi si
 conoscono, impiegati dalle industrie per ottenere altri prodotti. L’ industria
     dipende tutta dalle materie prime minerali conosciute già dagli uomini
primitivi. Le specie minerali oggi note sono oltre 2.000 e questo numero è in
continua crescita. Per verificare che il minerale sia veramente “nuovo” e non
   già esistente sotto altro nome è stata istituita una commissione in seno
  all'International Mineralogical Association che ha emanato severe norme
anche per quanto riguarda la nomenclatura mineralogica. Dal luglio del 1969,
    da quando l'uomo ha iniziato l'esplorazione diretta della Luna (missioni
“Apollo”), nuovo materiale di indagine per la mineralogia è rappresentato dai
 campioni di rocce e di suolo raccolti sul nostro satellite, che hanno aperto
 problematiche nuove ai ricercatori. Per lo studio delle rocce e dei minerali
    lunari, portati sulla Terra dalla prima spedizione, furono istituiti oltre 45
       programmi di ricerca aventi per oggetto la composizione chimica,
 l'identificazione, la genesi e la classificazione dei materiali presi in esame.
      La maggior parte dei minerali, se le condizioni di
 formazione lo consentono, assume forma cristallina. La
       cristallografia studia appunto le caratteristiche
 geometriche dei cristalli. A livello microscopico, essa si
     avvale di tecniche di indagine particolari (come la
   diffrattometria a raggi X) per risalire alla struttura dei
      reticoli cristallini di minerali macroscopicamente
   irriconoscibili. La cristallochimica, che spesso viene
 considerata un ramo della cristallografia, si occupa più
strettamente delle relazioni tra la composizione chimica e
la struttura del solido cristallino, ossia della disposizione
degli atomi, dell'entità e delle caratteristiche delle forze di
                               legame
Hans Geiger, nel 1908 sviluppa la prima bozza di strumento, che
successivamente insieme a Ernest Rutherford chiamarono per la prima
volta "Contatore Geiger". Ancora molto lontano dalle sue successive
migliorie e affinamenti. Esso era limitato perchè riusciva solamente a
rilevare le particelle Alfa,tralasciando il resto delle Radiazioni Ionizzanti
esistenti.




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Nel 1928 il Sig. Geiger insieme all'aiuto di Muller (un Fisico studente di
Geiger) riuscirà ad estendere il rilevamento a tutto il resto delle Radiazioni
ionizzanti. Il nome completo e corretto dello strumento diventerà allora
"Contatore Geiger Muller".
Era così in grado di Rilevare e quantificare le Radiazioni Alfa, Beta,Gamma e
X. Molti contatori geiger sul mercato anche oggi, non rilevano le particelle
alfa, ma si fermano alle beta-gamma. Questa è una prima divisione netta tra
gli strumenti economici e quelli più professionali
   La composizione chimica dei minerali viene determinata in base a metodi
  standard, qualitativi e quantitativi, di analisi chimica. Le principali classi di
composti chimici presenti in forma di minerali sulla superficie terrestre sono:
1) gli elementi, come l'oro, la grafite, il diamante e lo zolfo, che si trovano non
  combinati; 2) i solfuri, costituiti dalla combinazione di differenti metalli con
 zolfo e comprendenti minerali come la galena o la sfalerite; 3) i sali solforati,
minerali costituiti da piombo, rame o argento combinati con zolfo e uno o più
elementi tra antimonio, arsenico e bismuto; 4) gli ossidi, minerali composti in
 generale dalla combinazione di un metallo con l'ossigeno, come ad esempio
   l'ematite, Fe2O3; 5) gli alogenuri, tra i quali il più importante è il cloruro di
sodio, NaCl, che sono costituiti da metalli in combinazione con cloro, fluoro,
 bromo o iodio; 6) i carbonati, come la calcite, CaCO3, contenenti un gruppo
   carbonato; 7) i fosfati, come l'apatite, Ca5(PO4)3(F,Cl), che contengono un
     gruppo fosfato; 8) i solfati, come la barite, BaSO4, in cui è presente un
 gruppo solfato; 9) e infine i silicati, che sono la più vasta classe di minerali:
 contengono vari elementi combinati con silicio e ossigeno, e comprendono
  feldspato, mica, pirosseni, quarzo e le famiglie delle zeoliti e degli anfiboli.
Gli scienziati hanno cercato di compensare le difficoltà di analisi chimica dei
  minerali attraverso lo studio di altre proprietà, in particolare quelle fisiche.
   Le proprietà fisiche di base: colore, luminosità,densità, durezza, aspetto
(sfaldatura) restano un sistema importante per la determinazione, soprattutto
    sul terreno. I principi del loro studio non sono variati dall’inizio del XIX°
 secolo: nel 1820, il mineralogista austriaco F.Mohs, mentre fornisce la prima
definizione rigorosa dei 7 sistemi cristallini, pubblica la scala di durezza a 10
  gradi che viene utilizzata ancora oggi: 1)talco, 2)gesso, 3)fluorite, 4)calcite,
     5)apatite, 6)ortoclasio, 7)topazio, 8)quarzo, 9)corindone, 10)diamante.
       Ma accanto alle caratteristiche evidenti, due proprietà presentano
   un’importanza particolare: interazione dei cristalli con la luce (proprietà
ottiche) e proprietà termiche, molto utilizzate per l’analisi di alcuni minerali di
                  piccolissime dimensioni (minerali delle argille)
   Attività volta al recupero selettivo di minerali e altri materiali dalla crosta
  terrestre, escluse le sostanze organiche di recente formazione. Si tratta di
una delle più antiche attività umane e, quasi fin dall'inizio dell'età della Pietra,
 permise all'uomo di sfruttare alcuni materiali per la fabbricazione di utensili,
    dapprima rudimentali, ma col passare del tempo sempre più efficienti e
                                     sofisticati.
   Esistono quattro metodi fondamentali di estrazione dei minerali. In primo
 luogo, essi possono essere estratti da miniere o da cave a cielo aperto, che
  sono di gran lunga le più diffuse; in secondo luogo, è possibile realizzare
   miniere in sotterraneo a cui si accede attraverso pozzi o gallerie; in terzo
luogo, l'estrazione di minerali e di combustibili può essere eseguita mediante
  pozzi di trivellazione; infine si può praticare l'attività estrattiva subacquea,
mediante dragaggio. Attualmente molte ricerche sono volte al potenziamento
      di quest'ultima tecnica, per poter raggiungere i fondali degli oceani.
      La maggior parte dei minerali, se le condizioni di formazione lo
 consentono, assume forma cristallina. La cristallografia studia appunto
le caratteristiche geometriche dei cristalli. A livello microscopico, essa si
 avvale di tecniche di indagine particolari (come la diffrattometria a raggi
        X) per risalire alla struttura dei reticoli cristallini di minerali
   macroscopicamente irriconoscibili. La cristallochimica, che spesso
       viene considerata un ramo della cristallografia, si occupa più
strettamente delle relazioni tra la composizione chimica e la struttura del
 solido cristallino, ossia della disposizione degli atomi, dell'entità e delle
                  caratteristiche delle forze di legame.
  Le gemme grezze vengono conformate e lucidate al fine di accrescerne la
             bellezza e, in qualche caso, di eliminarne le imperfezioni.
Il taglio più semplice e antico per le gemme è il cosiddetto taglio cabochon,
 con il quale si produce nelle pietre una superficie curva e levigata. Vari tipi
 di tagli sfaccettati, con i quali viene prodotto nelle gemme un gran numero
     di piani simmetrici, o faccette, vengono universalmente impiegati per i
           diamanti, ma sono usati molto spesso anche per altre pietre.
   Il taglio più comune è quello a brillante. In questo taglio la sommità della
pietra è piatta, e per questo viene detta tavola; le faccette che circondano la
 tavola inclinano all'esterno fino alla cosiddetta cintura, il cerchio di calibro
       massimo della pietra. Al di sotto della cintura, le faccette inclinano
  all'interno con un angolo un poco maggiore rispetto al precedente, fino a
     una minuscola superficie piana parallela alla tavola, la tavola inferiore.
   Normalmente le pietre tagliate a brillante presentano, oltre alla tavola, 33
    faccette nella parte superiore (la cosiddetta corona) e 24, oltre la tavola
      inferiore, nella parte al di sotto della cintura, il cosiddetto padiglione.
       In rari casi il numero delle faccette viene aumentato di multipli di 8.

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Oltre che a brillante, le pietre preziose vengono tagliate in una varietà di
forme (quadrate, triangolari, trapezoidali ecc.) con scelta determinata dalla
forma originale della pietra.
Rubini, zaffiri e smeraldi vengono spesso tagliati in forma quadrata o
rettangolare, con una grande tavola circondata da un numero relativamente
piccolo di faccette supplementari.
Il taglio a smeraldo, che spesso viene usato anche per i diamanti, assomiglia
al brillante, ma ha una grande tavola quadrata o rettangolare alla sommità e
un totale di 58 faccette, alle quali se ne possono aggiungere o sottrarre altre
in multipli di 8.
I minerali si formano in seguito a vari processi chimici e fisici naturali; la
loro classificazione non è semplice e i primi tentativi di classificarli
risalgono alla fine del XVIII sec. Nella prima metà del XIX sec. prevalse
quella basata su criteri puramente chimici, soprattutto quella contenuta
nel fondamentale trattato di J. D. Dana, che cominciò a uscire nel 1837 (e
che continuò a essere aggiornato fino al 1892) e che fu successivamente
rifatto a partire dal 1944, seguendo i nuovi criteri di classificazione. Questi
sono fondati su basi cristallochimiche, che tengono conto non solo della
composizione chimica ma anche della struttura dei minerali. Una
classificazione cristallochimica è anche quella contenuta nelle tabelle
mineralogiche di H. Strunz uscite nel 1941 e continuamente aggiornate. In
tali classificazioni si usa distinguere i minerali in classi, in gruppi, in
famiglie, in serie (senza però che si possa dare di queste suddivisioni una
definizione valida per ogni classe e seguita da tutti gli autori), mentre
ciascun minerale, dotato delle stesse proprietà essenziali, composizione
chimica e forma cristallina costituisce una specie minerale.
Società italiana di mineralogia e petrologia
Il sito fornisce informazioni sulle attività editoriali, sul regolamento, sui soci della Società
italiana di mineralogia e petrologia, rappresentante italiana in materia.
http://simp.dst.unipi.it/

Mineralogia e litologia
Il Museo di storia naturale di Firenze propone una visita guidata alla sezione di mineralogia,
una delle più importanti in Italia, con oltre 45.000 pezzi.
http://www3.unifi.it/msn/CMpro-v-p-139.html

Minerali
Il portale della mineralogia propone le schede approfondite di numerosi
minerali e tanto altro ancora.
http://www.minerali.it/
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    ANDALUSITE

  ARAGONITE

  ARGENTO

AZZURRITE
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pnnm)
ABITO: prismatico tozzo a sezione quadrata, ma si trova anche andalusite massiva e granulare
DUREZZA: 7,5
PESO SPECIFICO: 3,13-3,17
COLORE: bianco, rosso, arancio, verde, rosa, bruno, bruno-rosato, verde-bruno
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: buona in due direzioni
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: subconcoide
PLEOCROISMO: tricroismo forte (rosso-bruno, giallo-verdastro, verde-giallastro)
GENESI: si origina in zone di metamorfismo di contatto, si rinviene appunto in rocce metamorfiche presso
intrusioni granitiche
GIACIMENTI: Spagna (Andalusia), Brasile (Minas Gerais), Sri Lanka, Ausralia, USA (California), Austria e
Cina
CENNI STORICI: il nome viene dalla regione dell'Andalusia, dove si rinvenne il suo primo giacimento, in
precedenza se ne conosceva solo una varietà chiamata chiastolite(dalla lettera greca khi), che mostra
una croce scura in sezione trasversale
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un polimorfo di cianite e sillimanite; è un nesosilicato e si
può trovare nella già citata varietà chiastolite. L'andalusite viene utilizzata per la fabbricazione di materiali
refrattari, in porcellane speciali, tagliata come pietra pregiata, ed inoltre venduta come minerale da
collezione
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CLASSE MINERALOGICA: carbonato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pmcn)
ABITO: l'aragonite si rinviene con abito prismatico esagonale (spesso in geminati), piramidale, colonnare,
aciculare, tabulare, fibroso ma anche stalattitica, coralloide, oolitica, pisolitica, radiale ed in aggregati
microcristallini
DUREZZA: 3,5-4
PESO SPECIFICO: 2,93-2,95
COLORE: incolore, bianco, giallo, rosa, viola, grigio, blu, bruno, bruno-rossastro, verde. Sono possibili le
sfumature di tutte queste tonalità
LUCENTEZZA: da vitrea a resinosa
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: distinta pinacoidale
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: subconcoide
PLEOCROISMO: assente
GENESI: in ambiente sedimentario; é il costituente principale delle parti dure (conchiglie, perle) di molti
organismi marini. Si forma anche in depositi fumarolici ed in cavità di rocce vulcaniche.
GIACIMENTI: Stati Uniti, Messico, Marocco (immesse ultimamente massicce quantità sul mercato),
Namibia, Spagna (con il giacimento di Aragon), Inghilterra, Scozia, Austria, Germania, Francia; in Italia
troviamo aragonite in Sicilia (Girgenti)
CENNI STORICI: fu Werner nel 1797 a scoprire questo minerale, che deve il nome alla sua località tipo
di Aragon (Spagna).
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: polimorfo (stessa composizione chimica ma differente
struttura) di calcite (trigonale) e vaterite (esagonale), viene detta Nicolsonite (quando contiene Zn) e
Tarnowitzite (quando contiene Pb); reagisce facilmente all'attacco con acidi, é fortemente birifrangente, é
fluorescente e fosforescente. Molto impiegato nell' industria edilizia per la produzione di cementi, é oggi
utilizzato anche per la produzione di oggetti ornamentali; i campioni esteticamente più belli sono molto
richiesti dai collezionisti
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CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m)
ABITO: i cristalli singoli sono molto rari ma quando si presentano hanno abito cubico, ottaedrico o dodecaedrico;
spesso l'argento si presenta in masse, fili intrecciati, incrostazioni, lamelle, rivestimenti e pepite
DUREZZA: 2,5-3
PESO SPECIFICO: 9,6-12
COLORE: bianco argentato, tendente a diventare dal giallastro al nero in superficie
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaco
SFALDATURA: assente
STRISCIO: polvere bianco argento
FRATTURA: frastagliata
PLEOCROISMO: assente
GENESI: non ha mai origine primaria (in quanto in fase magmatica si formano sempre i solfuri), si forma quindi per
alterazione in ambiente moderatamente riducente; si rinviene negli strati superiori dei giacimenti di solfuri (quali
galena e argentite)
GIACIMENTI: Usa (Michigan e Arizona), Canada, Cile, Perù, Messico, Norvegia (giacimenti europei più famosi),
Russia e Germania.
CENNI STORICI: l'argento è conosciuto sin dall'antichità, al punto che i gioielli più antichi ritrovati risalgono al
quarto millennio avanti cristo; in passato ebbero particolare importanza le miniere spagnole, sfruttate dai Fenici,
dai Cartaginesi e dagli Arabi, in età medievale l'attenzione si spostò nei giacimenti dell'Europa centrale; a quei
tempi l'argento aveva lo stesso valore dell'oro, il crollo del prezzo avvenne con la scoperta dell'America e la
successiva massiccia importazione dal Messico e dal Perù
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: l'argento è duttile, malleabile e facilmente lavorabile in fili sottili, ossia
può essere lavorato per formare svariate forme ; si annerisce all'aria poiché si ricopre di uno strato di solfuro
d'argento; l'argento nativo è piuttosto raro, per l'industria si utilizza essenzialmente quindi l'argento estratto da
solfuri quali prousite, argentite, galena, etc. L'argento viene impiegato in leghe con altri metalli, per il conio di
monete, in medicina, nell'industria fotografica ed in gioielleria
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CLASSE MINERALOGICA: carbonato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (2/m)
ABITO: i cristalli sono prismatici allungati o aghiformi (con disposizione raggiata); molte volte si presenta in masse
microcristalline compatte o terrose. Spesso è associata a malachite, minerale in cui si altera
DUREZZA: 3,5-4
PESO SPECIFICO: 3,7-3,9
COLORE: blu scuro nei cristalli, azzurro nelle masse terrose
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da semitrasparente ad opaca
SFALDATURA: distinta lungo una direzione, debole nelle altre
STRISCIO: polvere blu chiara
FRATTURA: concoide e fragile
PLEOCROISMO: intenso in vari toni del blu
GENESI: si forma con la malachite per alterazione all'aria di tutti i minerali di rame
GIACIMENTI: i giacimenti più importanti sono in Namibia; altri posti dove cristallizza azzurite sono Arizona,
Adelaide (Australia), Francia, Romania e Moldova. In Italia si trova qualcosa in Sardegna.
CENNI STORICI: non ha avuto una particolare importanza nei secoli, l'unico evento è quando nel 1934, 1938 e
1982 gli azzurriti sono arrivati primi ai carbonati di calcio
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: spesso associata a malachite da cui si riconosce facilmente dal
colore (la differenza è dovuta ai differenti rapporti stechiometrici tra l'elemento responsabile del colore (rame), il
gruppo carbonatico e lo ione ossidrile). Viene usata come colorante dopo essere ridotta in polvere (poichè i
cristalli tendono a dare un blu troppo profondo tendente al nero), il problema di queste vernici è la tendenza
all'alterazione che ne può causare variazioni cromatiche; tagliata è molto brillante ed ha bellissime sfumature, il
problema è però la sua scarsa durezza
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           BARITE

         BAZZITE

      BENITOITE

     BERILLO

   BORNITE

BRASILIANITE
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CLASSE MINERALOGICA: solfato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pnma)
ABITO: tabulare, prismatico tozzo, rombico; cristalli possono pure presentarsi in aggregati (di solito sfaldabili)
lamellari e fibrosi (raramente)
DUREZZA: 3-3,5
PESO SPECIFICO: 4,48 (elevato per essere un minerale non metallico)
COLORE: di solito bianco o incolore, ma anche verdastro, giallastro, rosso, bluastro, bruno
LUCENTEZZA: da vitrea a madreperlacea
TRASPARENZA: da traslucida a trasparente
SFALDATURA: perfetta in una direzione, debole nelle altre
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
GENESI: si forma per deposito di soluzioni idrotermali, soprattutto a temperature elevate; può andare a costituire
filoni o essere "ganga" di giacimenti metalliferi, oppure trovarsi in giacimenti sedimentari
GIACIMENTI: Stati Uniti (Oklahoma, Connecticut e Colorado), Inghilterra, Germania, Russia ed in minor quantità
Romania, Rep. Ceca e Sassonia
CENNI STORICI: chiamata anche baritina, deve il suo nome alla parola greca barys=pesante, a causa del peso
specifico molto elevato. A lungo fu considerato un minerale senza valore, nel Medio Evo gli alchimisti scoprirono
grazie alla barite il fenomeno della luminescenza e tale minerale fu chiamato "la pietra fosforica di Bologna".
Attualmente la barite tende ad essere sempre più impiegata nell'industria
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: di colore verde al saggio alla fiamma (si riconosce dalla celestina che
dà invece colore rosso); può dar luogo a particolari formazioni dette "rosa del deserto" (vedi figura). Circa il 75-
80% della barite estratta viene utilizzato per rendere più pesanti i fanghi di trivellazione; il resto viene utilizzato
nell'industria chimica e farmaceutica, nella produzione dei colori (come pigmento bianco), nell'industria tessile,
cartaria, della gomma, del vetro, come materiale di partenza per la produzione di sali di bario, nella produzione di
calcestruzzo pesante, nelle funivie; piccole quantità vengono trasformate in metallo. La barite cristallizzata è
destinata al mercato dei collezionisti di minerali
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: esagonale (gruppo spaziale: P6/mcc)
ABITO: prismatico
DUREZZA: 6,5
PESO SPECIFICO: 2,77
COLORE: blu, blu scuro, azzurro
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: traslucida (non si arriva alla trasparenza)
SFALDATURA: debole basale
STRISCIO: polvere blu pallido biancastro
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: medio dicroismo (giallo-verdastro, blu)
GENESI: si rinviene in vene e filoni di tipo pegmatitico
GIACIMENTI: non si può parlare di giacimenti, in quanto la bazzite é estremamente rara, diciamo piuttosto che si
rinviene in Italia (Piemonte località Baveno, Lago Maggiore) e Norvegia (Tørdal)
CENNI STORICI: il minerale fu scoperto nel 1915 (dichiarazione di Artini) ed il nome é dovuto all'ingegniere
italiano A. E. Bazzi (fortuna che il suo cognome non iniziava con la C)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un ciclosilicato, ha la stessa struttura del berillo, tanto da essere
considerata da alcuni autori come una varietà di berillo ricca in scandio (che va a sostituire in parte l'alluminio),
non presenta fluorescenza. Non ha utilizzi industriali, ma é un minerale molto apprezzato e ricercato dai
collezionisti, in particolare francesi (può raggiungere prezzi molto elevati)
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: esagonale (gruppo spaziale : P6c2-, é l'unico minerale che cristallizza nella classe ditrigonale
bipiramidale)
ABITO: : il piu' comune e' l'abito piramidale, si possono anche trovare cristalli di benitoite tabulari di forma
triangolare ; i cristalli non raggiungono mai grosse dimensioni (massimo 5 cm)
DUREZZA: 6-6,5
PESO SPECIFICO: 3,69
COLORE: il colore tipico é il blu (con varie tonalità), ma si trova anche rosa, giallo chiaro, azzurro violaceo ed
incolore. Alcuni cristalli possono essere zonati con diminuzione della tonalità dal bordo al centro del cristallo ( può
passare dal blu all'incolore)
LUCENTEZZA: da vitrea a subadamantina
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: molto difficile, bipiramidale
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: irregolare (a volte concoide)
PLEOCROISMO: forte, a volte osservabile anche ad occhio nudo (colore blu guardando il cristallo attraverso le
facce acute del romboedro ed incolore attraverso le facce ottuse)
GENESI: si rinviene in vene all'interno del serpentino, in seguito a cristallizzazione da soluzioni idrotermali
particolarmente ricche in elementi particolari (tra i quali Ba e Ti)
GIACIMENTI: benitoite é stata trovata solo in California (San Benito), Texas e Belgio
CENNI STORICI: il nome deriva dalla località di San Benito (California) dove tale minerale fu rinvenuto per la
prima volta nel 1906 da J.M. Couch ; all'iniziò fu confuso con lo zaffiro ma, nel 1907, G. D. Louderback
(professore con tanto di toga ! !) scoprì che si trattava di un nuova specie mineralogica ; il 1 Ottobre 1985 la
benitoite viene nominata, dalla legislatura, gemma ufficiale dello stato della California
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: e' un ciclosilicato; spesso é associata ad altri minerali rari quali
neptunite, natrolite e joaquinite ; ha fluorescenza blu alle radiazioni ultraviolette corte e ai raggi X. Il suo utilizzo é
circoscritto al mercato delle gemme e a quello dei minerali da collezione ; in misura molto minore la benitoite
viene impiegata per aggiustare ed allineare il fascio di elettroni in alcune microsonde
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: esagonale
ABITO: prismatico esagonale con terminazioni pinacoidali (le terminazioni possono essere modificate da faccette
bipiramidali)
DUREZZA: 7,5-8
PESO SPECIFICO: 2,6-2,9
COLORE: verde, azzurro, giallo, rosa, rosso, arancio, incolore, blu
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: difficile basale
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: dicroismo da debole a medio (colori ed intensità dipendono dalla varietà, ovviamente il berillo incolore
non presenta pleocroismo)
GENESI: è di tipo primario: berilli si trovano in filoni pegmatitici, in vene all'interno di scisti calcarei e tremolitici e talcoscisti;
a volte berilli si rinvengono anche in sedimenti di tipo alluvionale
GIACIMENTI: i siti principali dove viene estratto il berillo sono quelli dove esso si rinviene nelle sue varietà principali e sono:
smeraldo in Colombia dove abbiamo gli smeraldi più belli, in Rhodesia, in Brasile, in Russia, in Egitto ed Austria; giacimenti
meno importanti commercialmente si trovano in Pakistan, India, Sudafrica, Tanzania, Australia, Stati Uniti, Italia (sono stati
trovati smeraldi in Val d'Ossola ed in una dolomia delle Alpi Apuane); acquamarina in Brasile, in Russia, in Madagascar
(berilli molto belli), in Afghanistan, Nigeria, Pakistan, California, sud Africa, Sri Lanka, India, Australia, Cina (questi ultimi
meno importanti); i migliori eliodori si trovano in Afghanistan, Pakistan e Tagikistan, le migliori morganiti in Brasile
CENNI STORICI: il nome deriva dal greco beryllos e significa "preziosa acqua blu-verde del mare"; occupa un posto di
primissimo piano nella storia dell'uomo sia per le sue varietà d'impiego gemmologico che per l'estrazione del berillio,
elemento fondamentale nell'industria moderna
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un minerale incolore ma assume le sue fantastiche colorazioni grazie a varie
impurezze presenti nel reticolo cristallino, può presentare fluorescenza ai raggi UV. L'utilizzo del berillo, quando cristallizza
in qualità da taglio, è nel campo della gioielleriA; il berillo è però anche fondamentale per l'estrazione del berillio, elemento
che viene impiegato in leghe leggere e resistenti (trova moltissime applicazioni nell'industria aereospaziale); infine il berillo
è un importantissimo minerale da collezione
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CLASSE MINERALOGICA: solfuro
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pbca)
ABITO: i rari cristalli hanno abito cubibo, ottaedrico o dodecaedrico distorti con facce curve. Quasi sempre la
bornite si rinviene massiva, reniforme o in granuli dispersi in matrice
DUREZZA: 3-3,3
PESO SPECIFICO: 4,9-5,3
COLORE: bruno, nero; sulla superficie si ha spesso una tipica iridescenza viola-bluastra-rossastra (dovuta ad
ossidi ed idrossidi di rame che si formano a contatto con l' aria)
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: molto difficile
STRISCIO: polvere nero-grigiastra
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: assente
GENESI: si trova disperso in rocce ignee intrusive e come minerale primario e secondario nelle vene dei
giacimenti di rame
GIACIMENTI: la troviamo nei soliti giacimenti di rame, in USA (Montana, Colorado, Arizona), Messico, Cile, Perù,
Bolivia, Namibia (Tsumeb), Congo, Marocco, Inghilterra (Cornovaglia) e Germania
CENNI STORICI: fu dichiarato da Heidinger nel 1845 e deve il suo nome al mineralogista austriaco I. von Born
(1742-1791); un articolo dedicato alla bornite é uscito su American Mineralogist, volume 063, pp. 1-16 (1978)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é chiamata dai commercianti "peacock ore", é un solfuro che può
accogliere come impurezze Ag,Ge,Bi,In e Pb. La bornite é uno dei minerali più importanti per l' estrazione del
rame ed é questo il suo utilizzo principale; oggi tale minerale é anche utilizzato in cristalloterapia in quanto tali
"scienziatoni" ritengono che sia la pietra dei nati sotto il segno dell' ariete e che sia in grado di fornire gioia ed
allegria all' ambiente circostante
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CLASSE MINERALOGICA: fosfato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (2/m)
ABITO: prismatico da tozzo ad allungato con facce spesso striate; di solito in granuli irregolari, raramente in forma
massiva
DUREZZA: 5,5
PESO SPECIFICO: 2,98-3,02
COLORE: incolore, giallo, giallo-verdastro, verdastro
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da traslucida a trasparente
SFALDATURA: perfetta in una direzione (pinacoidale)
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: debole cambio di tonalità
GENESI: di tipo pegmatitico, in particolare si origina in pegmatiti ricche in fosfati
GIACIMENTI: i giacimenti più importanti sono in Brasile (Minas Gerais); altri giacimenti sono in USA (North
Hampshire)
CENNI STORICI: il nome (assegnato dai mineralogisti Pough e Anderson) deriva dal Brasile, dove questo minerale
fu rinvenuto per la prima volta nel 1944. Dopo poco tempo fu scoperta della brasilianite anche in giacimenti
americani fra lo stupore degli studiosi che non sapevano spiegarsi il motivo di tale ritardo nel diagnosticare questo
minerale; pure se "nata" in ritardo, la brasilianite in questi anni si è andata pian piano conquistando un suo spazio
nel mondo delle gemme e del collezionismo
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: la dispersione è 0,014; bei cristalli di brasilianite possono raggiungere
pure i 12 cm di lunghezza; a causa del suo colore può essere confusa con topazio, quarzo (var. citrino), berillo (var.
eliodoro), apatite e scapolite; la sua durezza non elevata ne penalizza il valore (è comunque uno dei fosfati più
duri). La brasilianite viene tagliata per fini gemmologici (è il fosfato di maggior importanza come pietra semi-
preziosa) e deve il suo valore al colore, alla lucentezza ed al fatto che rappresenta ancora un prodotto abbastanza
nuovo sul mercato; alcuni cristalli vengono lasciati incastonati nella roccia madre e venduti come importanti pezzi
da collezione mineralogica
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          CALCITE

       CELESTINA

       CIANITE

    CORINDONE

  CORDIERITE

CRISOBERILLO
                                                                                                           INDIETRO
CLASSE MINERALOGICA: carbonato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R3_c)
ABITO: romboedrico, scalenoedrico, prismatico esagonale e varie combinazioni tra questi, sempre rispettando la
simmetria del sistema trigonale; frequenti sono i casi di geminazione, la calcite si trova comunque anche massiva,
stalattitica e stalagmitica, fibrosa, nodulare, oolitica, dendritica, granulare, in strati ed in mille altri modi (compresi numerosi
casi di pseudomorfismo)
DUREZZA: 3 (e' un gradino della scala di Mohs)
PESO SPECIFICO: 2,71
COLORE: incolore, bianco, rosa, giallo, bruno, grigio, ma anche arancio, rosso, blu e nero
LUCENTEZZA: da vitrea a polverosa (nei campioni massivi)
TRASPARENZA: trasparente, traslucida ed anche opaca
SFALDATURA: perfetta romboedrica
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: assente
GENESI: si trova ovunque, in ambiente sedimentario, igneo e metamorfico
GIACIMENTI: nello Stato del Vaticano non si trova calcite, per il resto si trova ovunque, citiamo comunque: USA, Brasile,
Messico, India, Germania, Inghilterra, Islanda
CENNI STORICI: il nome deriva dal latino calx che significa roccia calcarea, la storia di questo minerale non coinvolge
solo l'evoluzione dell'uomo, ma più in generale la calcite é un minerale fondamentale per l'ecosistema marino mondiale
(fondamentale minerale per numerosi organismi viventi). La calcite fu molto usata in passato come strumento ottico
(durante la seconda guerra mondiale era montata su ogni fucile e pistola) tanto da essere stato insignito del rango di
minerale strategico
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: ha due minerali polimorfi (stessa composizione chimica ma diversa struttura
cristallina): aragonite e vaterite (la calcite é trigonale, l'aragonite ortorombica e le vaterite esagonale); ha molti soprannomi
(spato d'Islanda, travertino, carbonato di calcio e altri), ciò é dovuto alla varietà di tipi e località in cui si può rinvenire
calcite; fortemente birifrangente, effervescente ad attacco con acidi, presenta il fenomeno della fluorescenza,
fosforescenza e termoluminescenza. La calcite ha molte applicazioni industriali, tra esse spiccano la produzione di
cementi, ceramiche e nell'industria cartaria, vetraria, siderurgica, chimica ed in ottica; é usata anche per la costruzione di
oggetti ornamentali e venduta come minerale da collezione ed in cristalloterapia
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CLASSE MINERALOGICA: solfato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pnma)
ABITO: i cristalli sono di solito euedrali tabulari o prismatici. Si può trovare anche celestina di aspetto nodulare,
fibroso e granulare
DUREZZA: 3-3,5
PESO SPECIFICO: 3,9-4,0
COLORE: di solito blu, ma anche incolore e giallo con sfumature verdastro, rossastro, brunastro
LUCENTEZZA: vitrea (a volte madreperlacea)
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: perfetta in una direzione, debole nelle altre
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
GENESI: la genesi idrotermale è quella più comune; la si ritrova nelle vene idrotermali, nelle alluvioni e nelle
cavità delle rocce ignee
GIACIMENTI: Stati Uniti (Ohio, Michigan), Madagascar (cristalli ben formati), Inghilterra, Egitto; in Italia vi sono
giacimenti in Sicilia
CENNI STORICI: il nome deriva dal latino caelestis=celeste, a causa del colore blu (forse i latini erano lievemente
daltonici); in antichità aveva una sua importanza in quanto i preti del Bengala la usavano per colorare di rosso le
fiamme sacre (questo effetto stupiva e terrorizzava i credenti), in tempi successivi fu invece utilizzata per i primi
rudimentali fuochi d'artificio
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: colore rosso al test alla fiamma (si distingue così dalla barite che alla
fiamma è verde pallido); alcuni campioni sono fluorescenti ai raggi UV. La celestina si utilizza come colorante
nell'industria chimica; per la produzione di preparati di stronzio utili nel campo della pirotecnia, della ceramica,
della cosmesi, dei lubrificanti; a volte si estrae stronzio puro da impiegare come metallo (poco utilizzato)
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: triclino (gruppo spaziale: P1-)
ABITO: prismatico lamellare allungato quando si presenta in cristalli, la cianite si trova però anche sotto forma di
aggregati squamosi
DUREZZA: da 4 a 7 a seconda delle direzioni di scalfitura (da 4 a 5 lungo la direzione di allungamento del prisma,
da 6,5 a 7 nella direzione perpendicolare ad essa)
PESO SPECIFICO: 3,57 (fino a 3,7)
COLORE: di solito blu, ma anche bianco o grigio (varietà reticite), raramente verde
LUCENTEZZA: vitrea (fino a madreperlacea su alcune facce)
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: distinta in una direzione (pinacoidale)
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: scheggiosa
PLEOCROISMO: forte tricroismo (blu-violaceo, incolore, blu intenso)
GENESI: metamorfica, la cianite si trova infatti negli scisti cristallini e negli gneiss (rocce metamorfiche formatesi
ad alte pressioni); a volte si rinviene cianite anche in giacimenti secondari (ciottoli di fiume)
GIACIMENTI: Brasile, USA (North Carolina e Georgia), Svizzera (Canton Ticino), Russia (Urali), Serbia, India,
Kenya e lungo il confine tra Sudan e Zaire
CENNI STORICI: la cianite era in origine detta distene dal greco dis=due e stenos=forza a causa della differente
durezza a seconda della direzione considerata; attualmente il nome cianite è molto più diffuso. In antichità il nome
della varietà blu era sapparè
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un polimorfo di sillimanite e andalusite; è resistente alle alte
temperature, in rari casi presenta una debole fluorescenza rossa ai raggi ultravioletti, è difficilmente sfaccettabile a
causa della forte anisotropia della durezza. La cianite viene utilizzata per la produzione di materiali refrattari, nella
costruzione di forni, nell'industria vetriaria ed in ceramica; viene usata anche in gioielleria come pietra pregiata
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CLASSE MINERALOGICA: ossido
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R3_c)
ABITO: bei cristalli di abito tabulare e prismatico
DUREZZA: 9 (e' un gradino della scala di Mohs)
PESO SPECIFICO: 3,98-4,10 (spesso però é proprio 4,00)
COLORE: rosso (var. rubino), blu (var. zaffiro), arancio (var. padparadshah), bianco, giallo, bruno, grigio; sono possibili
sfumature di viola, verde e rosa
LUCENTEZZA: vitrea (fino a subadamantina)
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida ad opaca (viene chiamato radice)
SFALDATURA: assente
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: dicroismo da debole a forte (colori ed intensità dipendono dalla varietà)
GENESI: si forma in ambiente metamorfico (metamorfismo regionale e di contatto); corindone si rinviene anche in rocce
ignee e depositi alluvionali
GIACIMENTI: i siti principali dove viene estratto il corindone sono quelli dove esso si rinviene nelle sue varietà principali e
sono: per i rubini in Birmania, Siam, Sri Lanka, in Vietnam, in Tanzania ed in minor parte in Cina e Yugoslavia; per quanto
riguarda gli zaffiri le nazioni più ricche, in ordine di importanza sono Australia, Sri Lanka, Myanmar, Thailandia, Cambogia,
Vietnam, Madagascar, India; i principali giacimenti di Padparadshah sono in Sri Lanka
CENNI STORICI: il nome deriva dal sanscrito kuruvinda che era il nome con cui questa popolazione chiamava il rubino.
Questo minerale ha sempre avuto ed ha ancora oggi un ruolo di primo piano nell'economia mineraria mondiale per la sua
importanza in campo gemmologico
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é famoso per le sue varietà: rubino, zaffiro e padparadshah; di solito è
fluorescente, fonde a temperature di poco superiori ai 2000 °C ed è molto resistente ad agenti chimici corrosivi; può
presentare i fenomeni ottici dell'asterismo e della cangianza. Gli usi del corindone sono molteplici: come abrasivo (è
presente per un terzo nello smeriglio), in mole, affilatoi, carta vetrata, per la produzione di ceramiche e prodotti
ininfiammabili (in forni) e come perno di supporto per orologi; ovviamente quando si rinviene in qualità da taglio viene
impiegato in gioielleria. Viene inoltre venduto anche come minerale da collezione ed impiegato in cristalloterapia
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Cccm)
ABITO: prismatico (in piccoli cristalli spesso geminati), anedrale, massivo e granulare in matrice metamorfica
DUREZZA: 7-7,5
PESO SPECIFICO: 2,5-2,7
COLORE: blu, viola, grigio, bruno-giallastro, incolore. Il colore può variare a seconda della direzione
d'osservazione nei campioni fortemente pleocroici
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: distinta in una direzione (010)
FRATTURA: da concoide a subconcoide
STRISCIO: polvere bianca
PLEOCROISMO: fortemente tricroica (giallo, viola e blu sono i tre colori, ma sono possibli tutte le varie
sfumature)
GENESI: cordierite si trova in ambiente igneo (graniti), metamorfico (scisti e gneisses) e anche in depositi di
tipo alluvionale
GIACIMENTI: : USA (Connecticut), Canada, India, Birmania, Sri Lanka, Madagascar, Svezia e Germania
CENNI STORICI: deve il nome all'ingegnere minerario e geologo P. L. A. Cordier (1777-1861); la cordierite
all'inizio veniva spesso confusa col quarzo (stessa durezza) dal quale però é facilmente distinguibile col saggio
alla fiamma (la cordierite fonde più facilmente)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un ciclosilicato, la cordierite é anche conosciuta col sinonimo di
dicroite e col nome che assume quando si presenta in qualità gemma: iolite; la sua caratteristica più famosa é il
fortissimo pleocroismo, spesso osservabile anche ad occhio nudo. Viene utilizzato come minerale da collezione
(ma non é troppo diffuso) e tagliato per fini gemmologici
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CLASSE MINERALOGICA: ossido
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pmnb)
ABITO: prismatico, tabulare, spesso si rinvengono geminati a triplette che danno un aspetto pseudo-esagonale al
cristallo
DUREZZA: 8,5
PESO SPECIFICO: 3,5-3,8
COLORE: verde, giallo, bruno e grigio (sono possibili tonalità bluastre)
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: distinta in una direzione [110]
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: debole tricroismo
GENESI: l' ambiente del crisoberillo é quello dei dicchi granitici pegmatitici; si rinviene anche in alcuni micascisti,
in depositi metamorfici e dolomitici ed in sabbie fluviali
GIACIMENTI: Russia (Urali), Brasile, Sri Lanka, Birmania e India
CENNI STORICI: il nome deriva dal greco chrysos che significa "d'oro" e dal berillo, elemento che caratterizza
tale minerale. Il crisoberillo é sempre stato praticamente sconosciuto ma gode (e ha sempre goduto) di grande
popolarità grazie alle sue varietà pregiate alessandrite e cimofane
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: fa parte del gruppo degli spinelli; sono molto famose le sue varietà
alessandrite (cangiante, una delle varietà più apprezzate nel panorama gemmologico mondiale) e cimofane
(gatteggiante). Crisoberillo viene impiegato per l' estrazione di berillio (elemento fondamentale in svariate leghe) e
in gioielleria, come pietra preziosa, quando si presenta in qualità da taglio. Per gli amanti del genere, il crisoberillo
é la pietra per i nati sotto il segno del leone e gli "scienziati" in cristalloterapia dicono che ha il potere di portare
pace e autostima a chi la usa (anche se non ho capito come si dovrebbe usare, non credo in ogni caso che vada
presa a mo' di supposta)
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  DIAMANTE

 DIOPTASIO

DOLOMITE
                                                                                                  INDIETRO

CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fd3m)
ABITO: spesso è quello tipico ottaedrico, ma si può trovare con abito cubico, tetraedrico, rombododecaedrico ed
in abiti più complessi anche arrotondati ed in geminati
DUREZZA: 10 (variabile a seconda delle direzioni)
PESO SPECIFICO: 3,52
COLORE: giallo, incolore, verde, bruno arancio, viola, blu, rosso, nero
LUCENTEZZA: adamantina
TRASPARENZA: trasparente (può essere in alcuni casi anche opaco)
SFALDATURA: distinta, parallelamente alle facce dell'ottaedro
FRATTURA: complessa, raramente concoide
FLUORESCENZA: da debole a forte, di solito azzurra, ma anche gialla, arancio, verde o rosa
PLEOCROISMO: assente
GENESI: il diamante si forma in condizioni di pressione e temperatura elevatissime, all'interno del mantello
terrestre e viene portato in superficie attraverso dei condotti (camini kimberlitici) grazie alla risalita di magmi
ultrabasici. Oltre che in queste rocce (kimberliti) troviamo anche diamanti in giacimenti secondari (placers,
d'origine alluvionale)
GIACIMENTI: diamanti si trovano principalmente in Australia, Botswana, Rep. Democratica del Congo, Russia,
Rep. Sudafricana, Namibia, in minor parte si rinvengono in Lesotho, Sierra Leone, Tanzania, Angola, Brasile
(Minas Gerais), India (il più antico giacimento conosciuto di diamanti); inoltre vi sono giacimenti dalle potenzialità
non ancora definite in Canada e Cina
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un polimorfo di grafite, lonsdaleite e chaoite; spesso il diamante si
trova sotto forma di geminati di contatto e più raramente di compenetrazione. La conducibilità termica è elevata,
quella elettrica è bassa. È inattaccabile dagli acidi. I diamanti sono utilizzati come pietre preziose, ma solo il 23%
della produzione viene utilizzata per questo scopo; il resto viene usato nell'industria (carotieri, strumenti da taglio
ed abrasivi, perni di supporto per strumenti di precisione, trafile per fili metallici pregiati).
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R3-)
ABITO: prismatico tozzo (terminato con tre facce romboedriche), romboedrico ; spesso si presenta in ammassi
micro e criptocristallini (cristalli indistinguibili ad occhio nudo) e come incrostazione
DUREZZA: 5
PESO SPECIFICO: 3,28-3,35
COLORE: verde intenso (verde smeraldo), verde bluastro, blu verdastro
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da traslucida a trasparente
SFALDATURA: molto buona lungo le tre direzioni del romboedro
STRISCIO: polvere verde
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: debole dicroismo
GENESI: é un minerale secondario che si forma nelle zone di ossidazione dei giacimenti di rame in seguito
all'azione di soluzioni idrotermali
GIACIMENTI: Namibia (Tsumeb, esemplari più belli, e Cochab), Zaire, Congo, Russia; USA (California e Arizona)
e Cile
CENNI STORICI: il nome deriva dal greco dioptezein=vedere dentro, in quanto nei cristalli trasparenti si possono
vedere all'interno le tracce dei piani di sfaldatura; in antichità veniva a volte confuso con lo smeraldo
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un ciclosilicato (possibili le sostituzioni tra Al e ione ossidrile OH)
idrato di rame ; cristallizza nella stessa classe della dolomite ; spesso é associato ad altri minerali di rame. Il
dioptasio viene venduto principalmente come minerale da collezione, a volte viene tagliato come pietra
semipreziosa (il colore é molto bello, purtroppo la relativa tenerezza e la facile sfaldabilità ne sconsigliano l'utilizzo
in tal senso), molto più raramente è utilizzato per l'estrazione di rame
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CLASSE MINERALOGICA: carbonato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R3-)
ABITO: spesso in aggregati cristallini con blocchi di forma pressochè romboedrica (le facce sono leggermente curve), ma
anche prismatica, massiva, granulare ed a costituire pacchi rocciosi
DUREZZA: 3,5-4
PESO SPECIFICO: 2,8-2,9
COLORE: bianco, incolore, rosa, grigio, bianco rossastro, bianco brunastro; raramente giallo, verde e nero
LUCENTEZZA: da vitrea a perlacea (ben visibile sulle superfici curve dei cristalli)
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: perfetta nelle tre direzioni del romboedro
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: assente
GENESI: di tipo sedimentario, si ritrova spesso massiva intercalata in successioni stratigrafiche (é molto comune, a volte
caratterizza i pacchi rocciosi e tali rocce vengono dette dolomitiche); il problema della genesi é però ancora dibattuto
poiché a fronte di una grande abbondanza di dolomite prodottasi in passato, vi é il fatto che attualmente non si forma (in
quantità così significative) da nessuna parte; deriva comunque dalla diagenesi di minerali come calcite e aragonite;
dolomite si trova anche in ambiente metamorfico ed in vene idrotermali
GIACIMENTI: é molto diffusa nel mondo, i siti più importanti sono in USA, Canada, Messico, Brasile, Svizzera, Italia,
Inghilterra, Spagna e Germania
CENNI STORICI: il nome deriva dal francese D. de Dolomieu (1750-1801), celebre mineralogista e geologo, probabile
appassionato di alta montagna specie nei suoi aspetti ludici delle settimane bianche
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: Fe e Mn possono in parte sostituire Mg e Ca; la dolomite é il più importante
minerale di un gruppo di carbonati costituiti da un'impalcatura a strati differenziati (ciò la differenzia dalla calcite, dove non
é presente il Mg); i cristalli presentano una caratteristica curvatura (particolare geminazione) tipica di questo minerale; a
volte presenta fluorescenza azzurro biancastra o rosa alle onde ultraviolette corte. Gli usi sono molteplici, nell'industria
edilizia (in cementi), per la produzione di magnesio, in medicina, nell'industria chimica per la preparazione di sali di
magnesio, come roccia nell'industria dell'estrazione ed in campo ornamentale, come minerale é molto ambito (specie
alcuni campioni dell'Oklahoma e della Spagna) dai collezionisti
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     EMATITE

   EPIDOTO

 EPSOMITE

EUCLASIO
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CLASSE MINERALOGICA: ossido
GRUPPO: dimetrico                           _
SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R 3c)
ABITO: cristalli romboedrici spesso lamellari, lenticolari o tabulari; aggregati regolari; masse fibrose
concrezionate; masse ferrose
DUREZZA: 6-6,5
PESO SPECIFICO: 5,2
COLORE: spesso grigio acciaio iridato, con vene colorate; rosso nelle varietà fibrose e terrose
LUCENTEZZA: metallica nei cristalli, semimetallica nelle masse fibrose e ferrose
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: assente
FRATTURA: scheggiosa
STRISCIO: rosso fegato molto intenso
FLUORESCENZA: nulla
PLEOCROISMO: assente
GENESI: la formazione di ematite è principalmente legata a processi di tipo sedimentario, ma si forma anche in
ambiente metamorfico ed in minor quantità nelle vene idrotermali, nelle rocce magmatiche e nelle zone
d'ossidazione
GIACIMENTI: sono molto numerosi; i più ricchi si trovano in Svezia e nell'ex URSS; bei cristalli si rinvengono in
Brasile, nell'isola d'Elba e nelle Alpi Centrali
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: il nome deriva dal greco aima (sangue) a causa della polvere color
rosso fegato molto intenso; la varietà più comune è un'ematite a grana fine che si chiama ocra rossa; è un
minerale che contiene circa il 70% di ferro ed è conosciuto e sfruttato sin dall'antichità; l'ematite è usata come
abrasivo e per pulire, ma il maggiore utilizzo è quello di colorante, in quanto i colori offerti dall'ematite e dagli
ossidi ferrosi hanno caratteristiche di bellezza e di permanenza nel tempo paragonabile a quelle dei prodotti
sintetici; l'ematite rientra nella categoria di minerali a sospetta tossicità
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: P21/m)
ABITO: prismatico (con striature superficiali più o meno visibili), tabulare, fibroso, aciculare, massivo e granulare;
facilmente si trova geminato
DUREZZA: 6-7
PESO SPECIFICO: 3,3-3,6
COLORE: : il colore tipico é il verde " pistacchio ", comunque si trova anche verde scuro, verde-giallastro, verde-
brunastro, giallo, bruno, grigio, nero, bianco-brunastro ed incolore (elementi cromofori nell'epidoto sono Mg e Mn)
LUCENTEZZA: vitrea, resinosa
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida ad opaca
SFALDATURA: molto buona (in quanto le catene silicatiche che costituiscono l'epidoto si collocano
su piani paralleli con deboli legami interstrutturali)
STRISCIO: polvere bianco-grigiastra
FRATTURA: da irregolare a subconcoide a scheggiosa
PLEOCROISMO: debole tricroismo (molto difficile vedere tre colori) con tonalità di giallo, verde e grigio
GENESI: l'epidoto si forma in vari ambienti: nelle pegmatiti di tipo granitico, nelle cavità delle rocce basaltiche, in
rocce metamorfiche (metamorfismo di contatto); si rinviene infine anche in alcuni sedimenti marini. L'epidoto é un
minerale accessorio che viene utilizzato per classificare gli stadi metamorfici
GIACIMENTI: l'epidoto é presente in molte aree; i principali siti si trovano in USA, Messico, Norvegia, Austria ed
Italia
CENNI STORICI: scoperto da R. J. Haüy, René (1743-1822) che, nel 1801 gli diede il nome di epidoto (dal greco
epidosis=crescita), poichè la base del prisma possiede un lato più lungo dell'altro
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un sorosilicato, detto anche pistacite (termine in disuso); insolubile
in acidi, fonde abbastanza facilmente, fragile, possibile fluorescenza. Viene utilizzato come minerale da collezione
e raramente tagliato per scopi gemmologici; si usa per fini ornamentali una roccia verde e rosa, detta unakite, che
é costituita appunto da epidoto (verde) e feldspato (rosa); un'ulteriore applicazione dell'epidoto é il suo utilizzo in
cristalloterapia come pietra in grado di aumentare il potere spirituale di una persona
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CLASSE MINERALOGICA: solfato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: P212121)
ABITO: fibroso, aciculare ma si trova spesso in incrostazioni e come aggregato
DUREZZA: 2-2,5
PESO SPECIFICO: 1,67
COLORE: incolore, bianco con possibili sfumature giallastra, verdastra o rosata
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: perfetta in una direzione, distinta nelle altre due
STRISCIO: polvere da bianca ad incolore
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: assente
GENESI: si forma per precipitazione da vapore, si rinviene in depositi fumarolici (ad esempio sul monte Vesuvio),
ma anche in depositi sedimentari di tipo evaporitico
GIACIMENTI: Inghilterra (Epsom), Italia (O Vesuvio mioooo), Germania, Francia, USA, Canada e Sud Africa
CENNI STORICI: deve il suo nome ad Epsom, località inglese dove fu scoperto tale minerale
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: facilmente solubile (nelle collezioni l'epsomite va tenuta in ambienti
secchi, altrimenti può acquisire molecole d'acqua e convertirsi in hexahydrite (monoclino), sapore amaro,
l'epsomite massiva viene a volte chiamata reichardite. Viene impiegata per la produzione di sali magnesiferi,
nell'industria chimica, nel campo della medicina, nell'industria cartaria e per la produzione di zuccheri
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: P21/a)
ABITO: prismatico monoclino (con striature parallele alla superficie del cristallo o al piano di sfaldatura), fibroso o
massivo
DUREZZA: 7,5
PESO SPECIFICO: 2,99-3,10
COLORE: blu, blu verdastro ed incolore sono i più comuni, ma anche verde chiaro, giallo chiaro, verde giallastro,
bianco e più raramente blu violaceo (gli elementi in traccia responsabili delle variazioni cromatiche in questo
minerale sono:Zn,F,Ca,Mg,Fe e Na)
LUCENTEZZA: vitrea (ma può arrivare ad essere adamantina)
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: perfetta prismatica
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: assente
GENESI: l'euclasio si rinviene in ambienti di tipo idrotermale e pegmatitico (di tipo granitico, stesso ambiente di
topazi e berilli) ed in alcuni depositi alluvionali (a volte in associazione con l'oro)
GIACIMENTI: Russia (zona sud degli Urali), Germania, Brasile (Minas Gerais), Colombia (magnifici esemplari),
Kenya e Tanzania
CENNI STORICI: il nome deriva dal greco eu=facile e klasis=rottura, datogli a causa della sua perfetta sfaldabilità;
tale minerale fu dichiarato da Hauy nel 1792
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un nesosubsilicato, viene anche chiamato euclasite ; alcuni
esemplari possono presentare fluorescenza. Il suo impiego é in campo gemmologico (anche se la sua facile
sfaldatura ne limita l'impiego sia per la difficile lavorazione che per la durata) per quel che riguarda i campioni con
colori blu e blu verdastro ; l'euclasio viene anche venduto come minerale da collezione
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     FAYALITE

    FLUORITE

FLUORAPATITE

FORSTERITE
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pbnm)
ABITO: i cristalli hanno un abito da lamellare a tabulare (più o meno tozzo) ma sono rari, più spesso la fayalite si rinviene
massiva e granulare (cristalli da euedrali a subedrali incassati in matrice)
DUREZZA: 6,5-7
PESO SPECIFICO: 4,3-4,4
COLORE: verde, verde chiaro, verde giallastro, giallo-verdastro, bruno-verdastro, bruno-giallastro, bruno, nero
LUCENTEZZA: vitrea (ma anche grassa e resinosa)
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida (raramente opaca)
SFALDATURA: difficile in due direzioni a 90° tra di loro
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: medio dicroismo con variazione di tonalità da giallo-verdastro a giallo-aranciato
GENESI: si trova nelle rocce ignee ultramafiche (qualora é presente in queste rocce in maniera predominante, tali rocce
vengono dette duniti o peridotiti); la fayalite é anche presente in rocce metamorfiche ed in particolari gruppi di meteoriti
ferro-nichelifere (anche in cristalli di qualità gemmologica)
GIACIMENTI: si può trovare della fayalite in USA (Hawaii, California, Arizona), Australia, Myanmar, Russia, Svezia,
Norvegia, Finlandia, Francia, Germania, Austria, Inghilterra. In Italia troviamo fayalite nelle isole Lipari (Sicilia e sul Monte
Vesuvio)
CENNI STORICI: il nome deriva dall'isola di Fayal (isole Azzorre) e fu G. Melin che ebbe l'onore di dichiarare al mondo la
scoperta di questo minerale nel 1840, dandogli il nome della località tipo
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un nesosilicato facente parte del gruppo delle olivine, in effetti é un
elemento termine della serie delle olivine, rappresenta un'olivina in cui il contenuto di Fe rispetto a quello di Mg+Mn è
superiore al 90% (é il termine ferrifero della serie); ha un colore più scuro ed una densità maggiore della forsterite (il
termine magnesifero; il termine manganesifero é la tephroite); fonde a temperature elevate (le olivine sono i primi minerali
a cristallizzare in un magma mafico). La fayalite viene utilizzata come costituente di materiali refrattari ed abrasivi; i cristalli
più trasparenti e con colorazioni più intense (var. peridoto) diventano gemme da mettere al collo delle belle signore (anche
se raramente la fayalite raggiunge una qualità gemmologicamente interessante e anche se raramente una bella signore
preferisce la fayalite ad uno smeraldo); i campioni più interessanti finiscono nelle vetrine dei collezionisti di minerali
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CLASSE MINERALOGICA: alogenuro
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m)
ABITO: cubico ed ottaedrico prevalentemente, ma anche in geminati per compenetrazione ed in masse compatte o
granulari; raramente l'abito può essere dodecaedrico
DUREZZA: 4
PESO SPECIFICO: 3,1-3,2
COLORE: pura è incolore, spesso però si trova di colore viola, verde, giallo, arancio, azzurro, rosa, bruno, nero
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: quasi sempre trasparente ma può arrivare ad essere traslucida ed opaca
SFALDATURA: perfetta lungo le facce dell'ottaedro
STRISCIO: polvere incolore
FRATTURA: irregolare e fragile
PLEOCROISMO: assente
GENESI: la fluorite è un tipico minerale idrotermale e costituisce numerosi filoni di cui può essere l'unico componente o
può essere accompagnata da solfuri
GIACIMENTI: è molto comune (specie come ganga), importanti giacimenti si trovano comunque negli Stati Uniti
(Kentucky, Illinois) ed in Europa (Germania, Inghilterra, Francia, Russia). In Italia son stati trovati dei bei esemplari in
Sardegna e Trentino
CENNI STORICI: il nome deriva dal latino fluere=fondere (per il suo utilizzo come fondente in metallurgia), ma anche da
minatori inglesi del Medio Evo che la chiamarono "fiore (flower) di minerale" per la sua bellezza; dalla fluorite deriva poi il
nome del fluoro e del fenomeno della fluorescenza. Gli antichi greci la tagliavano come pietre preziosa, i romani la
usavano per la costruzione di stupendi vasi multicolori. Nel 1824 Mohs scoprì la proprietà della fluorite di diventare
luminosa se riscaldata e chiamò tale fenomeno fluorescenza (anche se poi si scoprì che si trattava di fosforescenza)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: spesso geminata per compenetrazione; ha una forte fluorescenza alle onde
lunghe; il valore della dispersione è 0,007; si può ottenere fluorite sintetica di tutti i colori. Circa la metà della fluorite
estratta viene utilizzata nella produzione di acido fluoridrico utile nell'industria chimica, galvanotecnica e come fondente,
conservante, fissativo, propellente nelle confezioni spray; l'altra metà viene utilizzata direttamente come fondente
nell'industria siderurgica; una restante piccola percentuale è utilizzata nel campo della porcellana, del vetro, del cemento,
come smalto e come componente di strumenti ottici. Qualche volta, raramente, la fluorite si taglia come pietra preziosa.
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CLASSE MINERALOGICA: fosfato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: esagonale (gruppo spaziale: P63/m)
ABITO: prismatico esagonale; spesso si rinviene massiva e granulare
DUREZZA: 5
PESO SPECIFICO: 3,1-3,2
INDICE DI RIFRAZIONE: ne=1.6325; nv=1.63 (birifrangenza 0.0025)
COLORE: incolore, bianco, grigio, giallo, verde, verde-giallastro, bianco-bluastro, blu-violaceo, viola pallido,
bruno, rosso, azzurro e rosa
LUCENTEZZA: da vitrea a resinosa
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida (raramente opaca)
SFALDATURA: distinta in direzione [0001]
FRATTURA: da irregolare a concoide
STRISCIO: polvere bianca
PLEOCROISMO: assente
GENESI: molto diffusa in vari ambienti, frequente in rocce ignee (specie graniti)
GIACIMENTI: i principali sono in Messico, Canada (Ontario), Germania e Russia
CENNI STORICI: dichiarato da Rammelsber nel 1860, tale minerale deve il nome alla sua composizione chimica
e appartenenza al gruppo delle apatiti
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é fluorescente, fosforescente e termoluminescente. Come le apatiti,
anche questo minerale é utilizzato come sorgente di fosforo (elemento molto impiegato in vari settori, specie in
agricoltura come fertilizzante); anche venduto come minerale da collezione e molto raramente tagliato per fini
gemmologici
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pbnm)
ABITO: i cristalli hanno un bell'abito tabulare, ma la forsterite si rinviene anche granulare (cristalli da euedrali a
subedrali incassati in matrice)
DUREZZA: 6-7
PESO SPECIFICO: 3,2-3,3
COLORE: verde, giallo, giallo-verdastro, verde-giallastro, bianco ed incolore
LUCENTEZZA: vitrea (ma anche grassa e resinosa)
TRASPARENZA: trasparente
SFALDATURA: distinta in due direzioni a 90° tra di loro
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: debole dicroismo con variazione di tonalità da giallo-verdastro ad incolore
GENESI: si trova nelle rocce ignee mafiche ed ultramafiche (qualora é presente in queste rocce in maniera
predominante, tali rocce vengono dette duniti o peridotiti); la forsterite é anche presente in rocce metamorfiche di
tipo dolomitico ed in alcune meteoriti ferro-nichelifere
GIACIMENTI: si può trovare forsterite in Italia (Vesuvio), Pakistan, Myanmar, Egitto, Sud Africa, Russia (Urali),
Germania, Francia, penisola scandinava, Brasile, Australia, Messico, Etiopia, Canada e Stati Uniti
CENNI STORICI: il nome deriva dal celebre naturalista tedesco Johann Forster (e chi non lo conosce)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un nesosilicato facente parte del gruppo delle olivine, in effetti é un
elemento termine della serie delle olivine, rappresenta un'olivina in cui il contenuto di Mg rispetto a quello di
Fe+Mn è superiore al 90% (é il termine magnesifero della serie); ha un colore più chiaro ed una densità minore
della fayalite; é anche conosciuta col sinonimo di crisolito; fonde a temperature elevate (circa a 1910°C). La
forsterite viene utilizzata come costituente di materiali refrattari ed abrasivi, in apparecchi elettronici ad alta
frequenza, pellicole sottili, ceramiche, leghe ed in collanti per alte temperature; i cristalli più trasparenti e con
colorazioni più intense sono dedicati al mondo delle gemme; forsterite viene venduta anche come minerale da
collezione ed in cristalloterapia il peridoto é la pietra dei nati in Agosto
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    GALENA

 GERMANITE

  GESSO

GRAFITE
                                                                                                INDIETRO

CLASSE MINERALOGICA: solfuro
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m)
ABITO: cubico, ottaedrico ed in combinazioni dei due. Si trova frequentemente anche in masse compatte o granulari
DUREZZA: 2,5
PESO SPECIFICO: 7,4-7,6
COLORE: grigio nerastro, grigio piombo, grigio argentato; a volte sono possibili sfumature bluastre
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: perfetta lungo le direzioni del cubo
STRISCIO: polvere grigia
FRATTURA: indistinta
PLEOCROISMO: assente
GENESI: la genesi caratteristica è di tipo idrotermale, più raramente la galena ha genesi metamorfica (regionale) e
sedimentaria (impregnazione)
GIACIMENTI: Stati Uniti, Perù, Messico, Zambia, Germania, Austria, Inghilterra, Rep. Ceca. In Italia vi sono
giacimenti a Raibl (presso Tarvisio), Montevecchio e Monteponi (Sardegna)
CENNI STORICI: è molto conosciuta sin dall'antichità grazie alla facilità con cui era possibile estrarne il piombo; i
babilonesi la utilizzavano quindi per la produzione di piombo utile per la costruzione dei vasi nei giardini pensili; gli
antichi romani invece utilizzavano il piombo per le condutture dell'acqua e per coloranti e cosmetici; con l'invenzione
della stampa il piombo ha avuto un'ulteriore impennata nel suo utilizzo. La galena è tutt'oggi il principale minerale di
piombo
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: la lucentezza metallica è più luminosa sulle superfici di sfaldatura che
sulle faccie del cristallo; la galena può contenere piccoli percentuali (1%) di argento, viene definita allora galena
argentifera. Come detto sopra, dalla galena è possibile estrarre piombo, elemento estremamente utilizzato
nell'industria; si utilizza piombo in leghe, nell'industria elettrica, metallurgica, chimica, come insetticida, nella
fabbricazione di vetri, in coloranti, smalti ed in infinite altre applicazioni. Il problema del piombo è legato alla sua
tossicità, dato che risulta un elemento tossico difficilmente eliminabile dall'organismo umano
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CLASSE MINERALOGICA: solfuro
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: P-43n)
ABITO: cristalli da anedreali a subeudrali in matrice, si rinviene anche in aggregati, massiva e mammellonare
DUREZZA: 3-3,5
PESO SPECIFICO: 4,4-4,6
COLORE: grigio, bruno e nero con possibili tonalità dal rosa al viola al rosso
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: assente
FRATTURA: fragile
STRISCIO: polvere grigio-nerastra
PLEOCROISMO: assente
GENESI: di tipo idrotermale, nel caso in cui si abbiano soluzioni ricche in germanio e gallio
GIACIMENTI: germanite si trova in Namibia (Tsumeb), Zaire
CENNI STORICI: dichiarato da Pufhal nel 1922, che ne diede il nome in funzione del suo elemento chimico
principale: il germanio; la località tipo é Tsumeb, Namibia. Per saperne di più consiglio di leggere l'articolo uscito
su American Mineralogist, volume 074, pp. 951 (1989)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un minerale che accetta nel suo reticolo, a livello di impurezze,
elementi quali Ga, Zn, Mo, Fe, As, V; il suo gruppo di appartenenza é quello della colusite, spesso si rinviene in
associazione con la reinerite. Il suo utilizzo é legato all'estrazione di elementi quali il germanio e il gallio
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CLASSE MINERALOGICA: solfato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: A2/n)
ABITO: tabulare, prismatico, a volte il gesso si presenta in concrezioni ad alte percentuali di granelli di sabbia dette "rose
del deserto"; sono frequenti i geminati [direzione (100)] e le masse microcristalline (varietà alabastro gessoso)
DUREZZA: 2
PESO SPECIFICO: 2,3
COLORE: incolore, bianco, giallo, giallo-rossastro fino a bruno, grigio e nero
LUCENTEZZA: da vitrea a madreperlacea
TRASPARENZA: i cristalli sono da trasparenti a traslucidi
SFALDATURA: buona in una direzione, distinta nelle altre due
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: irregolare (raramente distinguibile)
GENESI: genesi sedimentaria, il gesso in particolare si trova in giacimenti di tipo evaporitico
GIACIMENTI: Spagna, Egitto, Stati Uniti (Utah e Colorado), Russia, Francia, Inghilterra, Polonia; in Italia è possibile
trovare gesso in Toscana e Sicilia
CENNI STORICI: é uno dei minerali più antichi che si conoscono, sin dai tempi della Magna Grecia che dell'impero
romano il gesso veniva impiegato nella fabbricazione di calchi di volti umani e più in generale nel mondo dell'arte; nel
1695 il gesso ebbe l'onore di essere studiato (prima volta in assoluto per un minerale) al microscopio. Al giorno d'oggi
deve combattere per la sua indipendenza dagli omonomi gessetti che si usano nelle aule scolastiche (ricordiamo che non
si tirano gessetti e cancellini addosso agli insegnanti)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: quando si presenta incolore, trasparente e con lucentezza perlacea abbiamo
la varietà di gesso detta selenite (dal nome greco di luna); è spesso associato ad anidrite (minerale che può trasformarsi
in gesso per assorbimento d'acqua); i cristalli sono flessibili ma non elastici, hanno una conduttività termica molto bassa, a
volte possono essere fluorescenti; il gesso può avere molte inclusioni tra cui (oltre ai già citati granelli di sabbia) anche
bolle d'acqua e aria. Il gesso si utilizza in edilizia, in medicina, per i calchi, per la fabbricazione dello solfo e dell'acido
solforico, nell'industria della carta, della gomma, dei coloranti; la varietà alabastro gessoso si utilizza per scolpire piccoli
oggetti ornamentali, la varietà selenite come pietra pregiata
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CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: esagonale (gruppo spaziale: P63/mmc), romboedrica (gruppo spaziale: R3m) o disordinata
ABITO: in natura la grafite si trova in masse compatte o scistose
DUREZZA: 1
PESO SPECIFICO: 2,2

COLORE: dal nero ferro al grigio acciaio
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: perfetta in una direzione a causa delle deboli forze di legame tra i piani reticolari
STRISCIO: polvere nera
FRATTURA: scagliosa
PLEOCROISMO: assente
GENESI: è un minerale di genesi metamorfica, in quanto rappresenta l'ultimo prodotto del processo responsabile
della formazione dei carboni fossili (resti vegetali che in seguito alla pressione dei sedimenti e all'azione della
temperatura perdono componenti volatili e diventano via via sempre più ricchi in carbonio)
GIACIMENTI: giacimenti di grafite si trovano in Boemia, Baviera e Sri Lanka
CENNI STORICI: il nome deriva dal greco graphein=scrivere ed il primo a chiamarla così fu A. Werner nel 1799;
nel XVIII secolo si credeva che la grafite fosse costituita da ferro e carbonio, solo a fine secolo J. Berzelius
dimostrò che quel minerale con cui si poteva scrivere non era altro che puro carbonio
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un polimorfo di diamante, lonsdaleite e chaoite ma se ne differenzia
per la diversa disposizione reticolare degli atomi di carbonio; buon conduttore di elettricità, la grafite è la fase
stabile del carbonio in condizioni superficiali (un diamante può tendere a trasformarsi in grafite ma vi assicuro che
la punta delle vostre matite non diventerà mai un bel diamante). In passato si utilizzava solo per matite e colori,
attualmente si usa per la preparazione di crogiuoli e ceramica refrattaria, per lubrificanti, nell'industria elettrica,
come antiruggine, negli impianti di raffreddamento delle centrali nucleari, nell'industria siderurgica in varie leghe
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HAUSMANNITE

 HAUYNE

HOWLITE
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CLASSE MINERALOGICA: ossido
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: tetragonale (gruppo spaziale : I41/amd)
ABITO: pseudo-ottaedrico (tetragonale bipiramidale), l'hausmannite si presenta anche massiva e granulare; sono
frequenti i casi di geminazione
DUREZZA: 5,5
PESO SPECIFICO: 4,7-4,8
COLORE: nero-brunastro, nero-grigiastro
LUCENTEZZA: submetallica (fino a metallica)
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: perfetta basale
STRISCIO: polvere bruna, bruno-rossastra
FRATTURA: irregolare
PLEOCROISMO: assente
GENESI: in rocce ignee principalmente di tipo granitico, spesso in associazione con altri minerali di manganese
GIACIMENTI: vuoi trovare dell'hausmannite? E allora vai negli States (Arizona), Germania (Ilfeld, Harz), Svezia
(Langban) e Russia (zona degli Urali)
CENNI STORICI: questo minerale fu dedicato al mineralogista tedesco J. F. L. Hausmann (1782-1859), da
Haidinger che ne annunciò al mondo intero la scoperta nel 1827
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: viene inserito nel gruppo degli spinelli; a volte le facce dei cristalli
presentano striature orizzontali; all'interno del reticolo cristallino possiamo trovare a livello di impurezze Zn, Fe,
Ca, Ba e Mg. Può essere utilizzato come minerale utile per l'estrazione di manganese (ma non e' senz'altro uno
dei principali in tal senso) e venduto tal quale come minerale da collezione (ma anche qui non siamo su livelli
d'importanza assoluta)
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale : P43n-)
ABITO: i cristalli hanno abito pseudo-ottaedrico e dodecaedrico, ma più spesso l'hauyne si trova massiva,
granulare ed in aggregati; frequenti i geminati
DUREZZA: 5-6
PESO SPECIFICO: 2,4-2,5
COLORE: il colore tipico é il blu, blu-azzurro, ma si trova anche di colore verde-bluastro, verde, rosso, giallo,
grigio, bianco-grigiastro ed incolore. Gli elementi cromofori sono Fe,Mg,K e C
LUCENTEZZA: vitrea, resinosa
TRASPARENZA: da subtrasparente a traslucida
SFALDATURA: perfetta
STRISCIO: polvere bianco-azzurrastra
FRATTURA: da concoide ad irregolare
PLEOCROISMO: assente
GENESI: si forma in rocce ignee povere in silice e ricche in elementi alcalini
GIACIMENTI: troviamo l'hauyne in Italia (Monte Somma), Germania, USA
CENNI STORICI: furono Brunn e Neergard nel 1807 a fare la dichiarazione di questo minerale (indicandone come
località tipo il Monte Somma) dedicandolo a R. J. Haüy (un famosissimo cristallografo francese)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un tettosilicato facente parte del gruppo della sodalite (minerale
molto simile) viene anche detto hauyina o hauynite. Non ha particolari utilizzi, si vende a collezionisti di
mineralogia sistematica e molto raramente viene tagliata per fini gemmologici
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CLASSE MINERALOGICA: silicato (alcuni lo riportano come borato)
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: P21/c)
ABITO: nodulare, massivo (i cristalli, abito tabulare, sono molto rari)
DUREZZA: 3,5
PESO SPECIFICO: 2,5-2,6
COLORE: bianco con venature grigie e nere, ma anche incolore
LUCENTEZZA: da terrosa a polverosa a subvitrea
TRASPARENZA: da opaca a traslucida
SFALDATURA: assente
FRATTURA: da concoide a indistinta
STRISCIO: polvere bianca
PLEOCROISMO: assente
GENESI: é un minerale secondario, tipico di ambienti aridi come i depositi evaporitici continentali
GIACIMENTI: Stati Uniti (California) e Canada (Nova Scotia) sono le località più produttive per questo minerale
CENNI STORICI: fu descritto per la prima volta da Henry How , geologo della Nova Scotia, nel 1868. Negli anni
ha purtroppo acquistato importanza in quanto questo minerale, trattato con tinture, offre ai commercianti disonesti
un' ottima falsificazione di una gemma più pregiata e famosa: la turchese
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un nesosilicato idrato contenente boro e calcio; si dissolve in HCl
senza produrre bolle. Si usa per l'estrazione di boro e per la produzione di oggetti artigianali; in campo
gemmologico l' howlite viene tagliata come pietra semi-preziosa principalmente a cabochon (ma anche a cuore,
etc.), viene inoltre usata come imitazione della turchese. Per chi crede e alle proprietà metafisiche dei minerali,
l'howlite é la pietra dei gemelli e serve ad aumentare la sapienza, la ragione e la pazienza
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JAMESONITE
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CLASSE MINERALOGICA: solfuro
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale : P21/a)
ABITO: aciculare, fibroso (anche di dimensioni capillari); i cristalli si rinvengono in ammassi ed in aggregati radiali
e stellari
DUREZZA: 2,5
PESO SPECIFICO: 5,5-5,6
COLORE: il colore tipico é il grigio (in varie tonalità grigio scuro, grigio piombo, grigio acciaio, grigio metallizzato)
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: buona nella direzione perpendicolare alla lunghezza
STRISCIO: polvere nero-grigiastra
FRATTURA: irregolare
PLEOCROISMO: assente
GENESI: si forma in tutti quei giacimenti di solfuri ove vi sia disponibilità di Pb, Fe e Sb
GIACIMENTI: se vuoi trovare un po' di jamesonite fai il biglietto per gli Stati Uniti (Sud Dakota e Arkansas),
Messico, Inghilterra (Cornovaglia) o Romania
CENNI STORICI: il nome deriva dal mineralogista scozzese R. Jameson (1774-1854) a cui il minerale fu dedicato
da Haidinger, che identificò la jamesonite nel 1825 (e indicò come località tipo la Cornovaglia)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: la jamesonite é un solfosale complesso di piombo e viene anche
detta comuccite o antimonio grigio; é uno dei pochi solfuri che appare con abito fibroso (insieme a boulangerite e
millerite); la jamesonite non é un minerale flessibile. Non ha utilizzo se non quello di essere un minerale da
collezione per chi fa la sistematica
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   KAINITE

KOLBECKITE
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CLASSE MINERALOGICA: solfato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: C2/m)
ABITO: tabulare, spesso in aggregati, massivo e granulare in matrice
DUREZZA: 2,5-3
PESO SPECIFICO: 2,15
COLORE: : incolore (con possibili sfumature rossastre e giallastre), blu, viola grigio, grigio-bluastro
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: buona in una direzione
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: scagliosa
PLEOCROISMO: assente
GENESI: si forma in ambiente sedimentario per evaporazione di soluzioni saline (contenenti Mg e K)
GIACIMENTI: il sito mondiale principale di Kainite é in Germania (Brunswick)
CENNI STORICI: il nome deriva dal greco Kainos=contemporaneo e fu assegnato da Zincken, che scoprì questo
minerale nel 1865. Chi ne vuol sapere di più vada a leggersi l' articolo su American Mineralogist, volume 057, pp.
1325 (1972)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é solubile in acqua, ha un gusto tipicamente alcalino (un misto fra
salato, amaro e metallico). Viene impiegato in fertilizzanti e venduto come minerale da collezione
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CLASSE MINERALOGICA: fosfato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale : P212121)
ABITO: prismatico, aciculare; può presentarsi in aggregati nodulari
DUREZZA: 5
PESO SPECIFICO: 2,44
COLORE: azzurro-grigiastro, bianco verdastro, giallo chiaro, azzurro chiaro, incolore
LUCENTEZZA: vitrea, perlacea
TRASPARENZA: trasparente
SFALDATURA: buona in una direziona
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: debole pleocroismo nei campioni con colorazioni più intense
GENESI: si rinviene in vene idrotermali od in noduli di variscite in associazione con altri fosfati
GIACIMENTI: non é molto facile trovare questo minerale, é stato rinvenuto in USA (Nevada, Arkansas), Germania
(Sassonia) ed Austria
CENNI STORICI: la dichiarazione di questo minerale fu fatta nel 1926 da Edelmann che lo chiamò Kolbeckite in
onore di F. Kolbeck
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un fosfato facente parte del gruppo della variscite; é uno dei
rarissimi minerali di scandio. Non ha utilizzi industriali, però per la sua rarità si fa apprezzare dai collezionisti di
sistematica e viene quindi venduto nel mercato dei minerali
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LABRADORITE

LEPIDOLITE

LEUCITE
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: triclino (gruppo spaziale: C1-)
ABITO: granulare (cristalli immersi in matrice); spesso la labradorite si presenta in blocchi compatti, quasi sempre é
geminata polisinteticamente (ben visibile in sezione sottile al microscopio ottico)
DUREZZA: 6-6,5
PESO SPECIFICO: 2,68-2,72
COLORE: incolore, bianco, grigio, grigio-nerastro, grigio-biancastro, giallo, bruno, verde pallido
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: perfetta, buona e distinta lungo le direzioni [001], [010], e [110] rispettivamente
FRATTURA: da irregolare a concoide
STRISCIO: polvere bianca
PLEOCROISMO: assente
GENESI: si rinviene in varie rocce magmatiche (gabbri e altre rocce ignee mafiche a basso contenuto in silice) e
metamorfiche; la labradorite é il minerale principale nelle anortositi; presente anche in rocce lunari
GIACIMENTI: i siti principali sono in Canada (Labrador) e nella penisola scandinava
CENNI STORICI: questo minerale fu scoperto nel 1780 da Foster che si ispirò per il nome alla sua località tipo, la penisola
Labrador (Canada); un bell' articolo sulla labradorite si trova su American Mineralogist, volume 065, pp. 81 (1980)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un tettosilicato, facente parte del gruppo dei feldspati ed in particolare é un
membro della serie dei plagioclasi (Ab40An60); é il minerale in cui trionfa il fenomeno ottico della labradorescenza, ossia
uno scintillio di lampi di colore azzurro, viola, verde, giallo e arancio (non necessariamente tutti insieme) qualora il
minerale prenda la luce sotto varie angolazioni (tale fenomeno é dovuto alla struttura lamellare interna del cristallo che
determina fenomeni di rifrazione con la luce incidente); quando é di colore grigio-nero prende il nome commerciale di
spectrolite. La labradorite viene usata in campo ornamentale, in cristalloterapia e specialmente in campo gemmologico
dove viene impiegata come pietra semi-preziosa, spesso tagliata cabochon (ma in alcun casi può anche venir tagliata a
brillante); é inoltre il minerale principale di una roccia chiamata appunto labradorite, utilizzata per durezza e bellezza
(dovuta alla labradorescenza del minerale) come "marmo" per banconi e ripianI
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (2/m)
ABITO: da tabulare a prismatico pinacoidale, ma anche micaceo, lamellare e granulare
DUREZZA: 2,5-3
PESO SPECIFICO: 2,8-2,9
COLORE: da violetto a rosa, rosa pallido, porpora, raramente bianco, grigio; possibili sfumature giallastre e
verdastre
LUCENTEZZA: da vitrea a perlacea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: perfetta in una direzione, si sfalda in lamelle
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: irregolare ma non osservabile a causa della perfetta sfaldabilità
GENESI: si forma in masse granitiche (di solito in fasi pegmatitiche), che contengono elevate percentuali di litio
GIACIMENTI: USA (Maine, California), Brasile, Russia (Urali) e Germania (in Sassonia)
CENNI STORICI: è stata scoperta per la prima volta in Moravia ed il suo sfruttamento iniziò all'inizio del XIX
secolo; solo negli ultimi decenni la lepidolite è divenuta un minerale facilmente disponibile sul mercato minerario
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: monometrico (sotto ai 605°C) e dimetrico (sopra ai 605°C)
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Ia3d) sotto i 605°C e tetragonale (gruppo spaziale: I41/a) sopra i 605°C
ABITO: icositetraedrico (24 facce trapezoidi tutte uguali); leucite si trova anche granulare e massiva
DUREZZA: 5,5-6
PESO SPECIFICO: 2,4-2,5
COLORE: bianco, bianco-grigio con possibili sfumature giallastre e rossastre
LUCENTEZZA: vitrea (fino a grassa)
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida, ma più comunemente opaca
SFALDATURA: assente
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: assente
GENESI: la leucite è un minerale che si rinviene nelle rocce vulcaniche ricche in alcali
GIACIMENTI: USA (Maine, Arkansas, Leucite Hills), Brasile, Ontario, Germania e Italia (sul Monte Vesuvio,
famosa la pizza ai quattro feldspatoidi)
CENNI STORICI: il nome deriva dal greco leucos=bianco, tale minerale è conosciuto dal XVII secolo in seguito
all'interesse che destavano le cristallizzazioni di leucite nelle lave del Vesuvio, anche se all'inizio veniva
considerata una varietà di granato; solo più tardi quando ne fu fatta un'analisi chimica si scoprì che era un
minerale appartenente ad un altro gruppo e con importanti quantità di potassio
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un tettosilicato facente parte del gruppo dei feldspatoidi; la
superficie è spesso alterata in pseudoleucite (misto di analcime, ortoclasio e nefelina). La leucite può essere
utilizzata per l'estrazione di potassio e alluminio, viene inoltre venduta come minerale da collezione
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 MAGNETITE

MALACHITE
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CLASSE MINERALOGICA: ossido
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fd3m)
ABITO: ottaedrico e più raramente rombododecaedrico; quasi sempre la magnetite si rinviene però massiva o
granulare
DUREZZA: 5,5-6,5
PESO SPECIFICO: 5,1-5,2
COLORE: nero, nero-grigiastro, nero-brunastro
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: assente
FRATTURA: subconcoide
STRISCIO: polvere nera
PLEOCROISMO: assente
GENESI: si origina in ambiente igneo, metamorfico, sedimentario e si rinviene in quasi tutte le meteoriti (specie
nella crosta di fusione)
GIACIMENTI: minerale molto comune e diffuso su tutto il pianeta (ne abbiamo perfino in Italia); i giacimenti
principali sono però in USA, Sud Africa, Russia e Germania
CENNI STORICI: scoperta da Heidinger nel 1845, il nome deriva dalla sua capacità di essere attratta dai magneti;
informazioni sulla magnetite si possono trovare su: Acta Crystallographica, C40, 1491 (1984)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un magnete naturale, ciò é dovuto al trasferimento di elettroni tra i
siti con ferro bivalente e ferro trivalente e tale movimento elettrico genera un campo magnetico. L' uso principale
di questo minerale é ovviamente l' estrazione del ferro, elemento tuttora fondamentale per la nostra tecnologia, la
magnetite é il minerale più importante in tal senso; i campioni più belli sono venduti ai collezionisti
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CLASSE MINERALOGICA: carbonato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (2/m)
ABITO: è quasi sempre microcristallina (strato d'alterazione dei minerali di rame), ma si trova anche sotto forma di
strati fibrosi, in ammassi reniformi o efflorescenti. In alcune cavità può essere raramente rinvenuta malachite in
piccoli cristalli aghiformi
DUREZZA: 4
PESO SPECIFICO: 4,0
LUCENTEZZA: da vitrea a sericea
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: distinta in una direzione ma raramente visibile
STRISCIO: polvere verde
FRATTURA: da concoide a scheggiosa
PLEOCROISMO: assente
GENESI: l'ambiente genetico della malachite è quello dei solfuri primari di rame, dove si rinviene superficialmente
come prodotto d'alterazione
GIACIMENTI: malachite si trova in Zaire, Zambia, Russia, Australia, Usa. In Italia è possibile trovarne all'Isola
d'Elba
CENNI STORICI: nell'antichità veniva usata come amuleto da Greci e Romani (si dice che proteggesse dagli
infortuni). I vecchi minatori la chiamavano a causa del suo colore "verdura delle rocce"; da sempre è una pietra
che va di moda, attualmente i più bei campioni sono conservati a San Petroburgo
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: spesso si trova associata ad altri minerali di rame; effervescente in
acido cloridrico; in Russia viene prodotta malachite sintetica (identica a quella naturale), la malachite può inoltre
essere imitata da plastica, ceramica e vetro. Da sempre un minerale "di moda" per le sue caratteristiche zonature
di colore, la malachite è attualmente usata come pietra semi-preziosa ornamentale per scolpirvi piccoli oggetti
(tartarughe, scacchiere, ciondoli, ecc…)
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NADORITE
                                                                                            INDIETRO




CLASSE MINERALOGICA: alogenuro
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Bmmb)
ABITO: prismatico, tabulare (fino a lamellare), lenticolare; si trova anche massiva e granulare
DUREZZA: 3,70
PESO SPECIFICO: 7,2
COLORE: bruno, giallo-brunastro, bruno-grigiastro, bruno-nerastro, giallo
LUCENTEZZA: adamantina, resinosa
TRASPARENZA: traslucida
SFALDATURA: perfetta
STRISCIO: polvere giallo-biancastra
FRATTURA: indistinta
PLEOCROISMO: assente
GENESI: di tipo idrotermale in sostituzione dei carbonati; si forma in zone dove vi é un ambiente favorevole
all'ossidazione dell'antimonio
GIACIMENTI: la nadorite é molto rara, i tre siti principali sono in Algeria, Marocco e Svezia
CENNI STORICI: la dichiarazione di questo minerale fu fatta nel 1870 da Flajolot che per il nome si riferì alla
località tipo di Djebel Nador (Algeria)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un minerale molto raro, di solito di dimensioni che difficilmente
superano il millimetro (anche se recentemente in Marocco sono stati trovati campioni di dimensioni centimetriche).
Può essere molto raramente (data la sua scarsa diffusione) utilizzato come minerale accessorio per l'antimonio;
come tutti i minerali rari ha un suo mercato nel mondo dei collezionisti di sistematica
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  ORO
                                                                                                       INDIETRO

CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m)
ABITO: di solito si trova in particelle invisibili ad occhio nudo, raramente si trova in pagliuzze, grani, fili ed in casi
eccezionali in pepite
DUREZZA: 2,5-3
PESO SPECIFICO: 15,5-19,3
COLORE: giallo oro
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaco
SFALDATURA: assente
STRISCIO: polvere giallo oro
FRATTURA: frastagliata
GENESI: l'oro si forma nelle rocce madri o per deposizione da fluidi caldi in circolo (si separa nella fase idrotermale) o per
decomposizione di minerali che lo contengono in tracce (pirite, antimonite, marcasite, calcopirite, nagyagite, calaverite,
sylvanite, krennerite). Poiché non si ossida, non si modifica in condizioni normali e non tende a legarsi ad altri elementi, si
trova quasi sempre allo stato nativo (può però formare leghe naturali con l'argento). In maggior parte si rinviene sulle vene
di quarzo aurifero che attraversano rocce granitiche, ma a causa dell'elevata densità l'oro si rinviene anche in giacimenti
secondari (placers), dove l'oro si deposita nella fase sedimentaria
GIACIMENTI: le principali località dove è possibile trovare oro sono: California e South Dakota, USA; Siberia, Russia;
South Africa; Canada, Australia e in tutte le migliori gioiellerie
CENNI STORICI: l'oro è un metallo che ha rivestito da sempre un ruolo primario nell'economia del genere umano, basti
pensare che si ha notizia di ornamenti d'oro di età neolitica e si pensa che proprio l'oro sia stato il primo metallo
conosciuto dall'uomo. L'oro è da sempre sinonimo di potenza e ricchezza ed è per questo che su di esso sono nate
leggende (Re Mida) e scienze (l'alchimia, nata per fabbricare oro da altri materiali); sin dal VII secolo a.c. si coniavano
monete d'oro, ancora oggi l'oro rappresenta sempre un buon investimento
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: l'oro è perfettamente duttile e malleabile e può essere ridotto in fili sottilissimi,
ha una densità particolarmente elevata perfino per i metalli, è inossidabile in condizioni normali. Oltre ad essere utilizzato
in gioielleria e per coniare monete, l'oro è impiegato anche in medicina, in odontoiatria, nell'industria del vetro e
nell'industria in generale a formare leghe (specie con metalli più duri come argento, rame, nichel e platino).
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  PIRITE

PLATINO
                                                                                                          INDIETRO


CLASSE MINERALOGICA: solfuro
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Pa3)
ABITO: cubico a facce striate, ottaedrico, pentagonododecaedrico, icositetraedrico ed in cristalli con combinazioni di
queste forme; pirite si trova comunemente in noduli, ma anche massiva ed in sostituzione di altri minerali e fossili a
formare pseudomorfi
DUREZZA: 6-6,5
PESO SPECIFICO: 5,1
COLORE: dal giallo ottone con riflessi grigi al giallo oro
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: completamente indistinta
STRISCIO: polvere nera verdastra, diversa da quella gialla dell'oro
FRATTURA: concoide
FLUORESCENZA: nulla
PLEOCROISMO: assente
GENESI: la pirite si forma in quasi ogni tipo di ambiente, comunque le maggiori quantità si originano nelle rocce
sedimentarie metamorfiche, dove si forma per deposito fuori del contatto dell'aria; la genesi idrotermale è quella che
fornisce le più belle cristallizzazioni, la genesi sedimentaria dà invece masse microcristalline
GIACIMENTI: i maggiori produttori di pirite sono Spagna e Giappone; vi sono poi giacimenti in Grecia, Svezia e Stati Uniti;
in Italia bei cristalli provengono dall'isola d'Elba ma pirite si trova anche a Gavorrano, Niccioleta, Sardegna, Alpi.
CENNI STORICI: il suo nome viene dal greco pyr (fuoco) perché produce scintille quando la si percuote; i greci la
portavano come amuleto, gli incas ne facevano degli specchi, nel Medioevo veniva confusa con l'oro ed era quindi
chiamata "oro degli sciocchi"
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un polimorfo della marcasite; è un semiconduttore, si decompone con
l'acido nitrico, è facilmente fusibile, non è malleabile (a differenza dell'oro). La pirite è utilizzata per la produzione di acido
solforico per usi svariati nell'industria chimica, inoltre si estrae zolfo utile per concimi, fabbricazione di cellulosa,
vulcanizzazione del caucciù, antiparassitari, cosmetici, prodotti farmaceutici
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CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m)
ABITO: cubico (molto raro), più spesso granulare e a fiocchi (cristalli immersi in matrice), ma si trovano anche belle pepite
DUREZZA: 4-4,5
PESO SPECIFICO: 14-22 (ma il platino puro ha peso specifico di 21,44)
COLORE: grigio, grigio acciaio, grigio acciaio-biancastro, grigio argento
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaca
SFALDATURA: assente
STRISCIO: polvere bianco-grigiastra
FRATTURA: rugosa, scagliosa
PLEOCROISMO: assente
GENESI: l'origine del platino nella crosta terrestre avviene all'interno di rocce ignee ultramafiche in associazioni con
cromite ed olivina; si rinviene però più facilmente in depositi di tipo alluvionale dopo che la corrente ha spazzato via i corpi
meno densi
GIACIMENTI: Russia (Urali), Brasile, Colombia, Sud Africa e Stati Uniti (Alaska)
CENNI STORICI: il nome deriva dallo spagnolo platina, che a sua volta deriva da plata=argento, e simboleggia gli errori
che si facevano in antichità, fino a quando nel 1750 Sir Brownrigg ne diagnosticò la differente composizione; é un metallo
che, per le sue caratteristiche, ha visto negli anni aumentare a dismisura il suo valore (ovviamente il prezzo varia di giorno
in giorno in funzione all'offerta e richiesta sul mercato, anche in seguito a nuove scoperte che ne rendono necessario un
suo utilizzo)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: malleabile, duttile, settile, facilmente lavorabile, magnetico o paramagnetico
(dovuto all'ingresso di ferro nella struttura cristallina), inalterabile, inattaccabile agli acidi, conduttore d'elettricità, é un
metallo estremamente raro e costoso; il minerale ha un colore un po' più chiaro dell'elemento lavorato, può accogliere a
livello d'impurità vari elementi (Ir, Pd, Rh, Fe, Cu, Ni, Au, Os). É il principale minerale per l'estrazione del platino, elemento
che viene utilizzato in svariati campi: gioielleria (metallo per bracciali, collane etc.), chimica (é un importante catalizzatore),
medicina (leghe odontoiatriche e altro), industria siderurgica (come costituente in moltissime leghe); si impiega inoltre in
forni (come refrattario),
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QUARZO
                                                                                                                    INDIETRO
CLASSE MINERALOGICA: silicato (può essere anche classificato come ossido)
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: P3121,P3221)
ABITO: il quarzo ha più abiti di Armani, il più comune é quello prismatico esagonale terminato con una piramide a sei facce
romboedriche, ma quarzo si trova in druse, geodi, botroidale, globulare, stalattitico e chi più ne ha più ne metta
DUREZZA: 7 (è un gradino della scala di Mohs)
PESO SPECIFICO: 2,60 - 2,65
COLORE: incolore (var. ialino o cristallo di rocca), viola (var. ametista), giallo e arancio (var. citrino), marrone, nero e grigio (var.
affumicato), rosa (var. rosa), bianco (var. latteo); sono possibili anche colorazioni intermedie e casi di policromatismo
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida ad opaca
SFALDATURA: assente
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: generalmente assente
GENESI: si trova veramente ovunque, in ambiente igneo, metamorfico e sedimentario; e' in assoluto il minerale più diffuso sulla
crosta terrestre
GIACIMENTI: premesso che forse l'unico stato senza quarzo é lo stato del vaticano, i principali giacimenti sono in Brasile, Uruguay,
Canada, USA, Messico, varie località africane, India, Germania e Russia
CENNI STORICI: il nome deriva dal termine tedesco quarz anche se l'origine di tale parola é ancora oggetto di dibattito; la storia di
questo minerale segue di pari passo quella dell'uomo, basti pensare che é stato il primo minerale impiegato dai primitivi per la
costruzione di armi da caccia ed é il minerale da cui attualmente si estrae il silicio, probabilmente l'elemento più importante
oggigiorno per tutta l'industria elettronica
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: ha proprietà piezoelettriche e piroelettriche; esistono in natura minerali polimorfi del
quarzo che sono tridimite, cristobalite, Melanophlogite, Coesite, Stishovite e Lechatelierite; in compenso il quarzo ha una struttura
unica; il quarzo può inoltre presentare degli effetti ottici come gatteggiamento (che dona quattro varietà di quarzo: var. occhio di
gatto, di colore giallastro; var. occhio di tigre, di colore giallo-bruno; var. occhio di bue, di colore rosso, rosso-brunastro; var. occhio di
falco, di colore bluastro), iridescenza (var. iris), lattescenza e raramente asterismo; a volte il quarzo può avere delle inclusioni che lo
caratterizzano al punto da fornire ulteriori varietà (le principali sono quarzo fantasma, rutilato, tormalinato e dendritico); il quarzo può
formare cristalli giganteschi, in Brasile é stato trovato un quarzo ialino di 44 tonnellate. Gli usi sono molto numerosi, il quarzo viene
impiegato nella produzione di vetri, di componenti elettriche, di lenti ottiche, di abrasivi, di materiali edili, di utensili in generale; è
molto frequente il suo impiego anche in campo gemmologico, ornamentale e collezionistico ed ultimamente anche nel settore della
cristalloterapia; comunque di giorno in giorno si scoprono nuovi impieghi per questo famosissimo minerale
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  RAME
                                                                                                  INDIETRO


CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m)
ABITO: i cristalli singoli sono molto rari ma quando si presentano hanno abito cubico od ottaedrico; spesso però il
rame si presenta in masse filiformi, arborescenti, ramificate od in incrostazioni
DUREZZA: 2,5-3
PESO SPECIFICO: 8,4-8,9
COLORE: rosso ramato (con sfumature verdastre nei campioni alterati)
LUCENTEZZA: metallica
TRASPARENZA: opaco
SFALDATURA: assente
STRISCIO: polvere bruno-nera
FRATTURA: frastagliata
PLEOCROISMO: assente
GENESI: non ha mai origine primaria (in quanto in fase magmatica si formano sempre i solfuri), si forma quindi
per alterazione in ambiente moderatamente riducente (si rinviene nelle zone superficiali dei filoni)
GIACIMENTI: Usa (Michigan e Arizona), Australia, Russia, Germania, Inghilterra
CENNI STORICI: è stato il primo metallo utilizzato dall'uomo; gli antichi romani sfruttarono gli abbondanti
giacimenti dell'isola di Cipro (in latino cuprum, da cui deriva il simbolo Cu). Nei secoli il rame nativo è stato
estremamente sfruttato al punto che attualmente non esistono giacimenti economicamente importanti di questo
minerale
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: il rame non si ossida a temperatura ambiente e all'aria secca, ha
elevata conduttività elettrica e notevole conduttività termica, è duttile, malleabile e facilmente lavorabile in fili
sottili, ossia può essere lavorato per formare svariate forme (fili, superfici laminari, etc.); è un elemento tossico per
ingestione ed inalazione. Il rame è un elemento fondamentale nell'economia mondiale, si usa in leghe (ottoni,
bronzi etc.), nell'industria elettrica, chimica, meccanica, mineraria, dei coloranti ed in agricoltura
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  SALGEMMA

 SIDERITE

SOLFO
                                                                                                INDIETRO



CLASSE MINERALOGICA: alogenuro
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m)
ABITO: cubico se ha fessure dove crescere, altrimenti si trova sotto forma massiccia o granulare
DUREZZA: 2,5
PESO SPECIFICO: 2,1-2,2
COLORE: incolore, grigio, raramente rossastro o bluastro
LUCENTEZZA: da vitrea a opaca
TRASPARENZA: trasparente
SFALDATURA: cubica perfetta
STRISCIO: polvere incolore
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: assente
GENESI: è sedimentaria di tipo evaporitico, in quanto vi è cristallizzazione per evaporazione del solvente.
Salgemma si estrae sia da tali giacimenti che dall'acqua di mare
GIACIMENTI: i principali produttori di sale sono gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Germania, la Siberia. Famosi
sono anche i giacimenti dell'Austria e della Polonia; curiose cristallizzazioni si trovano anche in prossimità di laghi
salati (Mar Morto et al.)
CENNI STORICI: il sale è indispensabile all'uomo per questo già nella preistoria il commercio del sale aveva
un'enorme importanza; fu menzionato in molti opere greche e latine, gli furono dedicate strade (la Salaria era una
importante via per il commercio). Nonostante la grande importanza ed interesse del sale, la composizione chimica
fu stabilita solo nel 1810 da H. Davy
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è salato al gusto, i cristalli possono arrivare fino a 30 cm. Viene usato
come sale da cucina, nella chimica, nella preparazione dei saponi, come antigelo e nel campo dell'ottica
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CLASSE MINERALOGICA: carbonato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R3_c)
ABITO: romboedrico (spesso con facce curve o arrotondate), scalenoedrico, tabulare; la siderite si presenta però
anche in aggregati botroidali, sferoidali, a grappoli, ma anche in stalattiti, ooliti, granulare, nodulare, fibrosa e
mammellonare
DUREZZA: 3,5-4
PESO SPECIFICO: 3,95
COLORE: grigio, giallo, bianco, grigio-giallastro, giallo-brunastro, giallo-verdastro, bruno-rossastro
LUCENTEZZA: da vitrea a perlacea
TRASPARENZA: da traslucida a subtraslucida
SFALDATURA: perfetta romboedrica
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: assente
GENESI: la siderite si forma ed é comune in ambiente sedimentario ed idrotermale, é comunque possibile
trovarne anche in rocce metamorfiche ad alto contenuto in ferro ed in pegmatiti
GIACIMENTI: troviamo siderite in USA (Arizona, California, New Jersey), Canada (Quebec), Perù, Bolivia,
Brasile, Australia, Namibia; in Europa ne troviamo in Inghilterra (Cornovaglia), Francia (Lorraine), Rep. Ceca
(Bohemia), Germania (Harz Mountains, Portogallo (Panasqueira) e Groenlandia
CENNI STORICI: il nome deriva dal greco sideros che significa ferro. Ha avuto una sua importanza solo in quelle
nazioni che, sprovviste di giacimenti utili di ferro, hanno utilizzato la siderite per estrarre tale elemento
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é conosciuta anche col sinonimo di Chalybite, esistono le varietà di
siderite chiamate: sphaerosiderite (quando si rinviene in sferule) ed oligonite (quando vi è un alto contenuto in
Mn); forma una serie con magnesite (MgCO3) e rodocrosite (MnCO3) con sostituzioni tra Fe, Mn e Mg fino al
50%; diviene magnetica se riscaldata, é leggermente effervescente se attaccata dagli acidi; alcune concrezioni
nodulari di siderite sono famose per il contenuto in flora e fauna fossile. Gli utilizzi sono limitati, la siderite viene
infatti scarsamente impiegata nell'estrazione del ferro e venduta come minerale da collezione
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CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (solfo alfa, gruppo spaziale: Fddd), raramente monoclino (solfo ß, é il polimorfo e si chiama
Rosickyte, gruppo spaziale: P21/a)
ABITO: si possono rinvenire splendidi aggregati di cristalli con abito bipiramidale, prismatico, pinacoidale od in
combinazione di questi ; spesso però il solfo si presenta massivo ed in aggregati polverosi, più raramente
reniforme ed in stalattiti e stalagmiti
DUREZZA: 1,5-2 (solfo alfa) ; 2,5 (solfo ß)
PESO SPECIFICO: 2,0-2,1
COLORE: giallo, giallo e ancora giallo (a volte giallo-bruno); biancastro nelle masse microcristalline
LUCENTEZZA: da resinosa a grassa
TRASPARENZA: da traslucida a subtrasparente
SFALDATURA: molto debole in due direzioni
STRISCIO: polvere da incolore a gialla
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: debole nelle tonalità del giallo
GENESI: principalmente si rinviene in depositi vulcanici e fumarole; si può trovare solfo anche in rocce
sedimentarie evaporitiche, domi salini e come minerale secondario
GIACIMENTI: Italia (dalla bella Sicilia i campioni più belli), Stati Uniti (Texas, Lousiana, California), Svizzera,
Francia, Spagna
CENNI STORICI: il nome deriva da un termine sanscrito che i latini tradussero in sulvere, da cui sulfur e quindi
solfo (o zolfo)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: odora (puzza) di uovo marcio poiché a contatto con l'acqua sviluppa
H2S (fetido gas); si frattura se esposto a fonti di calore e si scioglie in acqua calda. Viene usato per l'estrazione di
zolfo ed in altri svariati impieghi industriali: insetticidi, funghicidi, esplosivi; é venduto inoltre per la sua bellezza ai
collezionisti di minerali
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   TALCO

 TITANITE

TOPAZIO
                                                                                                           INDIETRO




CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: C2/c)
ABITO: lamellare, scaglioso, tabulare; il talco si presenta spesso massivo, sono molto rari i grossi cristalli singoli
DUREZZA: 1 (é il gradino più basso della scala di Mohs)
PESO SPECIFICO: 2,7-2,8
COLORE: bianco (con possibili tonalità di verde, giallo, grigio, argento e bruno), verde chiaro, grigio chiaro
LUCENTEZZA: da vitrea a perlacea a grassa
TRASPARENZA: da traslucida ad opaca
SFALDATURA: perfetta lamellare
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: irregolare
PLEOCROISMO: debole dicroismo (dall' incolore al verde pallido)
GENESI: si forma in seguito ad alterazione idrotermale di silicati abbondanti in magnesio e poveri in alluminio
GIACIMENTI: é molto diffuso in tutto il mondo; i giacimenti principali sono in USA, Sud Africa, Germania, Austria (zona del
Tirolo) e Scozia; in Italia troviamo talco in Toscana
CENNI STORICI: il nome deriva dall' arabo "talq" e fu scoperto nel lontano 1546 da un tale Agricola; in quest' ultimo
secolo ha acquistato importanza come utile minerale industriale fino al punto da essere anche prodotto sinteticamente
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un fillosilicato, quando si presenta massivo é anche detto steatite (o lardite),
meno diffusi sono i termini kerolite e pietra sapone (dall' inglese "soapstone"); é fluorescente ai raggi UV, flessibile ma non
elastico, resiste al calore, all' elettricità ed agli acidi. Tutti conoscono il talco come costituente principale del borotalco, in
realtà questo minerale conosce svariati utilizzi, si usa in ceramiche, colori, gomme, insetticidi, articoli elettrotecnici isolanti,
rivestimenti, riempimenti ed inoltre viene impiegato anche nell'industria cartaria, cosmetica e farmaceutica
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: C2/c)
ABITO: prismatico, tabulare e cuneiforme; raramente si presenta in aggregati; frequenti sono i geminati
DUREZZA: 5-5,5
PESO SPECIFICO: 3,3-3,6
COLORE: giallo e verde in varie tonalità, bianco, bruno, rosso-bruno, nero
LUCENTEZZA: adamantina
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida, raramente opaca
SFALDATURA: indistinta in due direzioni
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: forte tricroismo
GENESI: si rinviene in filoni pegmatitici ed in rocce metamorfiche (spesso in scisti cristallini)
GIACIMENTI: Usa (California), Canada (Ontario), Russia, Pakistan ed anche in Italia (Monte Vesuvio)
CENNI STORICI: la titanite è un minerale a cui sono stati assegnati nel tempo molti nomi in funzione delle sue
varietà: una varietà trasparente è chiamata sfeno (in greco significa cuneo), la titanite gialla vinosa è chiamata
castellite (dal nome dello scopritore Castelli), altra varietà è il leucoxeno
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un nesosilicato, ha una elevata dispersione (0,051), caratteristica
che le dona un bellissimo fuoco (non ha però un grande impiego in gemmologia a causa della non elevata
durezza); osservandola con una lente si può osservare lo sdoppiamento delle inclusioni a causa dell'alta
birifrangenza. La titanite è un minerale da cui è possibile ricavare titanio, elemento di enorme importanza nella
preparazione di leghe (conferisce una elevata resistenza agli acidi ed alla corrosione), nell'industria vetraria, della
ceramica e tessile; la titanite può essere utilizzata come minerale tal quale per fini gemmologici (tagliata a
brillante) ma non è molto preziosa
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pbnm)
ABITO: prismatico piramidato, più o meno tozzo, spesso ben formato (le facce prismatiche sono striate
verticalmente); si presenta pure in grani o in frammenti uniformi
DUREZZA: 8
PESO SPECIFICO: 3,50-3,58 (a seconda del contenuto di fluoro)
COLORE: dal giallastro al giallo, giallo bruno, azzurro, rosa, rosa violetto, bruno, arancio-bruno, verdastro, rosso,
viola pallido, arancio rosato (topazio imperiale), incolore
LUCENTEZZA: da vitrea a grassa
TRASPARENZA: trasparente
SFALDATURA: facile e perfetta sfaldatura basale
FRATTURA: concoide
FLUORESCENZA: giallastra o verdastra nei topazi blu o incolori
PLEOCROISMO: da debole a forte dicroismo
GENESI: il topazio può avere genesi magmatica (principalmente nella fase pneumatolitica), metamorfica
(metamorfismo da contatto) e sedimentaria (nei depositi secondari alluvionali)
GIACIMENTI: i campioni più famosi provengono dal Brasile (Minas Gerais, Ouro Preto), vi sono poi giacimenti in
Russia (Urali, Siberia), Giappone, Sri Lanka, Australia, America Settentrionale, Sassonia (giacimento europeo più
conosciuto)
CENNI STORICI: è una delle pietre preziose più antiche conosciute, deve il nome all'isola di Topazos nel Mar
Rosso dove si trova un'olivina che gli antichi confusero col topazio; al mondo esistono cristalli di topazi
giganteschi, uno di 300 Kg è esposto a New York ed uno di 150 Kg a Firenze; la più bella collezione di topazi
tagliati fa parte del tesoro di Dresda
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: il topazio presenta frequenti inclusioni liquide; in alcuni topazi azzurri
si può osservare l'effetto ottico del gatteggiamento. Il principale utilizzo è in gioielleria (anche se la relativa
abbondanza ne impedisce prezzi troppo elevati), può però essere utilizzato nel campo dell'ottica di precisione e
per operazioni di politura (in polvere)
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URANINITE
                                                                                                      INDIETRO

CLASSE MINERALOGICA: ossido
GRUPPO: monometrico
SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m)
ABITO: i cristalli hanno abito cubico, ottaedrico e dodecaedrico (molto distorti) ma sono rari; più frequentamente l'uraninite
si rinviene massiva, botroidale, lamellare, granulare, dendritica, reniforme o "a grappolo d'uva"
DUREZZA: 5-6
PESO SPECIFICO: 10,7 (pura), ma rientra nel range 6,5 - 10,95
COLORE: nero, nero-verdastro, nero-brunastro, grigio, grigio-nerastro
LUCENTEZZA: submetallica
TRASPARENZA: opaca (molto raramente traslucida)
SFALDATURA: molto debole lungo le direzioni dell'ottaedro
STRISCIO: polvere nero-brunastra
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: assente
GENESI: si può trovare uraninite in graniti, pegmatiti sienitiche, vene idrotermali ed in vari tipi di conglomerati (fra cui
quelli derivati da giacimenti d'oro), quindi anche in ambiente sedimentario (in associazione ad altri minerali secondari
uraniferi)
GIACIMENTI: questo minerale é abbastanza raro ma diffuso su tutto il pianeta, se ne trova infatti in Norvegia, Francia,
Germania, Rep. Ceca, Portrogallo, Inghilterra, Svizzera, Italia (a Carrara in Toscana), Sud Africa, Zaire, Brasile, Canada
(Ontario) ed ovviamente USA (Utah, North Carolina, New Hampshire, Maine)
CENNI STORICI: il nome deriva ovviamente dell'uranio, elemento chimico simbolo di questo minerale; una volta l'uraninite
non era considerata da nessuno, ma da quando venne scoperta l'utilità dell'uranio é diventato un minerale di importanza
mondiale anche perché é il più abbondante tra quelli contenenti uranio
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: minerale altamente radioattivo, a volte può essere presente thorio in piccole
percentuali (viene chiamata broggerite) e radio ed elio in tracce; l'uraninite ha una varietà chiamata pitchblende (in realtà
si tratta di uraninite in combinazione con altri minerali), inoltre quando contiene più del 10% di terre rare si parla di
Cleveite; raramente si può incontrare qualcuno che chiama questo minerale gummite. Viene utilizzata per l'estrazione di
uranio, ma anche di thorio, elio e radio; può anche essere venduto come minerale da collezione (ma non sono troppi i
collezionisti di minerali radioattivi, anche se quei pochi, sono molto appassionati)
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   VANADINITE

 VESUVIANITE

WOLFRAMITE
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CLASSE MINERALOGICA: vanadato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: esagonale (6/m)
ABITO: prismatico esagonale con terminazione pinacoidale (raramente piramidale); si trova anche in aggregati
fibrosi a superficie reniforme o masse grossolane
DUREZZA: 3
PESO SPECIFICO: 6,8-7,1
COLORE: brunastro, dal giallo, giallo-arancio al rosso; raramente grigio
LUCENTEZZA: da vitrea ad adamantina
TRASPARENZA: traslucida, ma anche trasparente
SFALDATURA: assente
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
GENESI: è un minerale che si forma per ossidazione dei minerali di piombo, si rinviene quindi sia in ambiente
metamorfico (contatto) che idrotermale (sottoprodotto nei solfuri)
GIACIMENTI: Arizona, Messico, Namibia, Zambia, Sud Africa, Argentina, Algeria, Marocco, Australia ed in Europa
in Carinzia e negli Urali
CENNI STORICI: in passato la vanadinite era un minerale importante in quanto solo da esso si estraeva il
vanadio (oggi si ricava principalmente da minerali ferriferi); attualmente viene considerato per lucentezza (anche
adamantina) e colore (la varietà rosso rubino) un importante minerale da collezione
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: la vanadinite fa parte di una serie chimica che comprende altri due
minerali quali Pyromorphite (Pb5(PO4)3Cl) e Mimetite (Pb5(AsO4)3Cl), tale serie si realizza per sostituzione dei
gruppi anionici (PO4), (AsO4) e (VO4). La vanadinite è un minerale da cui si può estrarre Vanadio, elemento
impiegato essenzialmente dall'industria dell'acciaio in leghe speciali, ma anche utilizzato come catalizzatore e per
la fabbricazione di colori, vernici e vetri.
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: tetragonale (gruppo spaziale: P4/n)
ABITO: prismatico con terminazioni piramidali tetragonali, ma sono comuni i ritrovamenti di vesuvianite massiva e
granulare in matrice
DUREZZA: 6,5
PESO SPECIFICO: 3,3-3,4
COLORE: giallo, bruno, blu, verde (var. californite) e bianco
LUCENTEZZA: da vitrea a resinosa
TRASPARENZA: da subtrasparente a traslucida
SFALDATURA: debole lungo una direzione
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: discreto dicroismo (bruno, bruno rossastro fino ad incolore lungo l'asse ottico e; grigio, giallo-
verdastro lungo w)
GENESI: si rinviene in vene ed in rocce metamorfiche da contatto
GIACIMENTI: Stati Uniti (California, New England), Canada (Quebec), Russia (Urali), Svizzera e nella nostra
bella Italia (alle pendici d'oooo Vesuvio)
CENNI STORICI: il nome vesuvianite viene ovviamente dal Monte Vesuvio, vulcano dove fu trovato questo
minerale, l'altro nome idocrasio deriva dal greco e significa " forma mista " in quanto i cristalli mostrano spesso
una combinazione di forme. Vesuvianite in qualità da taglio fu trovata in California a Pulga (primi anni del 1900),
doveva anche essere nominata gemma di stato della California ma fu battuta in volata dalla benitoite
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un sorosilicato, conosciuto anche con i nomi commerciali di
idocrasio, californite (verde e di qualità da taglio, tipica della California) e giada di Pulga; i cristalli presentano
striature superficiali. La vesuvianite viene impiegata in gioielleria (pietra di ottima qualità, spesso tagliata
cabochon), come minerale da collezione ed in cristalloterapia
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CLASSE MINERALOGICA: wolframato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: monoclino (2/m)
ABITO: i cristalli sono tabulari o prismatici, spesso allungati lungo l'asse c; a volte si ritrova wolframite in aggregati
colonnari ed ammassi tabulari e lamellari
DUREZZA: 4,5-5,5
PESO SPECIFICO: 7,0-7,5
COLORE: nero con possibili sfumature brunastre e grigiastre
LUCENTEZZA: da submetallica a metallica, a volte resinosa
TRASPARENZA: da traslucida ad opaca
SFALDATURA: perfetta in una direzione
STRISCIO: polvere nera
FRATTURA: irregolare
PLEOCROISMO: assente
GENESI: la sua genesi tipica è quella pegmatitico-pneumatolitica; si rinviene spesso nei filoni di cassiterite ma anche in
vene quarzifere e nei placers fluviali, alluvionali e colluvionali
GIACIMENTI: Cina (47% della produzione mondiale), Corea del Sud, Corea del Nord, Russia, Australia, Canada, USA,
Bolivia, Portogallo ed Inghilterra
CENNI STORICI: il nome deriva dal termine sassone wolf=lupo, poichè gli antichi minatori tedeschi non riuscivano a
fondere lo stagno in presenza di wolframite che lo "sbranava"; per molto tempo questo minerale non ebbe importanza,
fino a quando si scoprì l'utilità del tungsteno (wolframio) specie per la fabbricazione di filamenti per lampade eletriche:
l'importanza della wolframite aumentò quindi a dismisura (al punto che la mancanza di wolframio in Italia fu uno dei punti
di debolezza del regime autarchico fascista). Attualmente il wolframio ha perso la sua importanza strategica a causa dei
numerevoli metalli che possono sostituirlo
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: la wolframite è un termine intermedio della serie Ferberite (FeWO4)-
Hubnerite (MnWO4); i cristalli sono striati in senso longitudinale. Tra i minerali di wolframio è il più importante (ne contiene
il 76%), si utilizza quindi per l'estrazione di questo metallo, che viene impiegato sotto forma di filamento per lampade
eletriche, come anticatodo nei tubi generatori di raggi X, in leghe per acciai ad alta resistenza, nella fabbricazione di
magneti permamenti, come colorante (l'ossido di wolframio)
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 YUKSPORITE

 ZIRCONE

ZINCITE
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico
ABITO: lamellare, scaglioso e nodulare
DUREZZA: 5
PESO SPECIFICO: 3,0-3,1
COLORE: rosa, giallo, rosa rossastro, rosa giallastro, rosa brunastro, giallo brunastro
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da semitrasparente a traslucida ad opaca
SFALDATURA: perfetta
FRATTURA: non definita
STRISCIO: polvere bianca
PLEOCROISMO: debole dicroismo su tonalità giallo-rosate
GENESI: si origina in rocce sienitiche alcaline
GIACIMENTI: si rinviene solo in Russia nella penisola di Kola (monte Yukspor e località limitrofe)
CENNI STORICI: fu descritto per la prima volta da Fersman nel 1922, deve il nome alla località tipo di Yukspor
(penisola di Kola). Sue descrizioni accurate sono apparse su American Mineralogist, volume 012, pp. 58 (1927);
American Mineralogist, volume 062, pp. 1262 (1977)
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un inosilicato; minerale molto raro, é uno dei pochi silicati dove é il
titanio a sostituire il silicio nei tetraedri e non l' alluminio. Il suo unico impiego é come minerale da collezione per
gli appassionati di sistematica
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CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: tetragonale (gruppo spaziale: I41/amd)
ABITO: bipiramidale, prismatico
DUREZZA: 7-7,5
PESO SPECIFICO: 4,00-4,70
COLORE: bruno-giallo, giallo-bruno, verde-giallastro, bruno-rosso, rosso, blu, nero ed incolore
LUCENTEZZA: adamantina
TRASPARENZA: da trasparente a traslucido
SFALDATURA: debole prismatica
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: irregolare
GENESI: lo zircone si rinviene nelle pegmatiti e nelle rocce filoniane alcaline (rocce vulcaniche basiche o
femiche); si trova anche nelle rocce metamorfiche ed in depositi alluvionali
GIACIMENTI: Norvegia, Pakistan, Russia, Canada (Sudbury, Ontario), USA (New Jersey, Colorado), Brasile
(Pocos De Caldas), India e Sri Lanka
CENNI STORICI: la sua storia come pietra preziosa è relativamente giovane, infatti lo zircone acquista
importanza solo negli ultimi decenni come imitazione del diamante; prima veniva commercializzato con il nome di
"diamante matara" ed era importato in Europa dallo Sri Lanka; solo alla fine del XVIII secolo nei "diamanti matara"
fu scoperto l'elemento zirconio che diede poi il nome a questa specie mineralogica. Al giorno d'oggi si crea
confusione tra zircone e zirconia cubica che è invece un prodotto sintetico con diversa formula chimica
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un nesosilicato, a volte fluorescente, spesso radioattivo (a causa
della vicarianza tra zirconio ed uranio), ha dispersione 0,038 il cui valore è simile a quello del diamante (ha quindi
un "fuoco" analogo). Dallo zircone si estrae zirconio (ed a volte anche elementi radioattivi); viene usato inoltre
come refrattario, vetro speciale, abrasivo ed anticorrosivo in reattori atomici; lo zircone viene anche tagliato per
fini gemmologici e deve il suo successo al fatto che per lucentezza e fuoco è un'ottima imitazione del diamante
(anche se quest'ultimo ha una durezza molto più elevata ed è un minerale monorifrangente)
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CLASSE MINERALOGICA: ossido
GRUPPO: dimetrico
SISTEMA: esagonale (gruppo spaziale: P63mc)
ABITO: piramidale esagonale (a volte distorto); zincite si trova però principalmente massiva, fibrosa, lamellare e
granulare in matrice
DUREZZA: 4-5
PESO SPECIFICO: 5,5-5,7 (media 5,56)
COLORE: arancio, giallo, giallo scuro, arancio-giallastro, arancio-verdastro, rosso (fino al cupo), bruno-rossastro,
bruno
LUCENTEZZA: da adamantina a submetallica
TRASPARENZA: da traslucida a subtrasparente
SFALDATURA: buona prismatica
STRISCIO: polvere arancio-giallastra
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: quasi impercettibile
GENESI: : si forma per alterazione di rocce metamorfiche, ma ha anche genesi primaria (in vene)
GIACIMENTI: il principale giacimento di zincite é negli Stati Uniti (New Jersey), ne troviamo in quantità minori in
Colorado, Australia, Namibia, Polonia, Spagna e pure in Italia (Toscana)
CENNI STORICI: descritto per la prima volta da Bruce nel 1810; il nome deriva dallo zinco, elemento che
caratterizza questo minerale (dal tedesco zink ), e fu proposto da Haidinger (1845), ma solo nel 1920 Bragg ne
decifrò la struttura cristallina
ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: quantità fino al 7% di Mn sono ammesse nel reticolo cristallino di
questo minerale, viene anche detto "ossido rosso di zinco"; il cristallo di zincite più grosso rinvenuto é di 5-6 cm;
molto raramente presenta debole fluorescenza giallastra ai raggi UV; zincite viene prodotta sinteticamente
(metodo idrotermale). Viene usato per l'estrazione di zinco, venduto come minerale da collezione (belle druse) e
raramente impiegato in gioielleria (belle gemme sono nelle collezioni di vari musei)

								
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