INFORMAZIONI PERSONALI

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INFORMAZIONI PERSONALI Powered By Docstoc
					                                 10 Maggio 2009
                     Chiesa di Santa Caterina - Pisa
                                   Concerto
                  Coro della Società Filarmonica Pisana
     Ensemble strumentale della Società Filarmonica Pisana
   con la partecipazione del Coro del Liceo Scientifico “Dini” di Pisa

                                 Programma
Johannes Brahms Vier Gesänge (Quattro Canti) op. 17 (1859)
   (1833 - 1897)        per coro femminile, 2 corni e arpa
                       1.   Es tönt ein voller Harfenklang (Ruperti)
                       2.   Lied von Shakespeare
                       3.   Der Gärtner (Eichendorff)
                       4.   Gesang aus Fingal (Ossian)

Franz Liszt            Te Deum (1860)
(1811 - 1886)          per coro misto, ottoni, timpani e organo

Johannes Brahms Begräbnisgesang (Canto funebre) op. 13 (1858)
                       per coro misto, strumenti a fiato e timpani

                   ____________________________________________


Franz Schubert         Deutsche Messe D872 (1827)
  (1797 – 1828)        per coro misto, strumenti a fiato, timpani e organo
                      1. Zum Eingang (Introito)
                      2. Zum Gloria
                      3. Zum Evangelium und Credo
                      4. Zum Offertorium
                      5. Zum Sanctus
                      6. Nach der Wandlung (Consacrazione)
                      7. Zum Agnus Dei
                      8. Schlußgesang (Conclusione)
                      9. Anhang: Das Gebet des Herrn
                         (Appendice: La preghiera del Signore)
                   ____________________________________________



           Direttore        Giovanni Del Vecchio
      Il programma propone una interessante quanto rara incursione
nella musica corale accompagnata da strumenti a fiato con 4 brani
praticamente coevi (si va dal 1827 al 1860, ovvero dal pre-
romanticismo di Schubert al pieno romanticismo di Liszt e Brahms) ma
del tutto diversi l'uno dall'altro: 2 sono sacri (il Te Deum di Liszt per
coro, ottoni, timpani ed organo e la grande Deutsche Messe di
Schubert per coro, 13 strumenti a fiato, timpani ed organo), uno
profano (i 4 canti op. 17 di Brahms per coro femminile, 2 corni ed
arpa) e l'altro è un canto funebre (l'op. 13 di Brahms per coro, 12
strumenti a fiato e timpani). Del tutto naturale quindi l'abbinamento
fra il coro e gli strumentisti della Società Filarmonica Pisana, la
benemerita Associazione che da oltre 200 anni offre musica alla città di
Pisa tramite il proprio Ensemble di fiati e percusssioni, la propria
Scuola ed il proprio Coro.          Per l'occasione, all'esecuzione della
Deutsche Messe di Schubert partecipa il Coro del Liceo Scientifico
“Ulisse Dini” di Pisa, per il quale si tratta di una ulteriore importante
opportunità di crescita artistica e culturale, dopo la felice esperienza
dei Carmina Burana di Orff eseguiti nel giugno 2007 presso il teatro
Verdi di Pisa, soprattutto per la collaborazione gomito a gomito con i
musicisti professionisti dell'ensemble strumentale.

       I 4 canti op. 17 di Brahms sono un vero e proprio “unicum” per questa
formazione, e l'organico si adatta perfettamente alla profonda espressività dei testi, che
per la loro esemplarità potrebbero essere presi come manifesto della poetica romantica:
prendendo spunto dalla prima poesia, ove già nel titolo è rievocata l'arpa, Brahms sfrutta
il timbro fortemente evocativo sia dell'arpa stessa che della coppia di corni per
sottolineare in modo inarrivabile soprattutto il tema dell'amore infelice e della morte di
cui sono fortemente intrise tutte e quattro le poesie della silloge, rispettivamente di
Ruperti, Shakespeare (nella traduzione di A.W. Schlegel), Eichendorff e del misterioso
Ossian (in realtà I Canti di Ossian, leggendario bardo scozzese del XII sec., sono opera
dell'inglese MacPherson che li pubblicò nel 1765, ed entusiasmarono – in particolare la
storia dell'eroe Fingal – poeti come Foscolo e Goethe)


       1. “ Es tönt ein voller Harfenklang”     1. „Risuona un suono pieno di arpa“
                     (Ruperti)
Es tönt ein voller Harfenklang, den Lieb und   Risuona un suono di arpa pieno di amore
Sehnsucht schwellen, er dringt zum Herzen      e nostalgia, che penetra profondamente e
tief und bang und läßt das Auge quellen!       turba il cuore e fa lacrimare gli occhi.

O rinnet, Tränen, nur herhab, o schlage        Scorrete perciò, o lacrime, batti
Herz mit Beben! Es sanken Lieb und Glück       tremando, o cuore! Amore e felicità sono
ins Grab, verloren ist das Leben!              sprofondati nella tomba, persa è la vita.
              2. Lied von Shakespeare                 2. Canzone da Shakespeare
Komm herbei, komm herbei, Tod! Und             Vieni, vieni, o morte! Seppellisci tra cipressi
versenk in Cypressen den Leib. Laß mich        il mio corpo. Lasciami libero, lasciami
frei, laß mich frei, Not! Mich erschlägt ein   libero, o angoscia! Mi uccide una donna
holdseliges Weib. Mit Rosmarin mein            angelica. Prepara il mio sudario con
Leichenhemd, o bestellt es! Ob Lieb ans        rosmarino! Anche se l’amore giunge mortale
Herz mir tödlich kommt, Treu hält es.          al cuore, esso si serba fedele, si serba fedele.
Keine Blum, keine Blum süß sei gestreut auf    Nessun fiore, nessun dolce fiore sia sparso
den schwärzlichen Sarg. Keine Seel, keine      sulla bara scura. Neanche un’anima,
Seel grüß mein Gebein, wo die Erd es           neanche un’anima saluti le mia ossa dove la
verbarg. Um Ach und Weh zu wenden ab,          terra le nasconde. Per respingere lamenti e
bergt alleine mich wo kein Treuer wall ans     dolore, seppellitemi da solo dove nessun
Grab und weine, und weine.                     fedele possa giungere alla tomba e piangere,
                                               e piangere.
              3. Der Gärtner                               3. Il giardiniere
               (Eichendorff)

Wohin ich geh und schaue, in Feld und          Ovunque vado e guardo, in campi, boschi e
Wald und Tal, vom Berg hinab in die Aue:       valli, dal monte fino ai prati:
viel schöne, hohe Fraue, grüß ich dich         bellissima donna altera, ti saluto mille
tausendmal.                                    volte.
In meinem Garten find ich viel Blumen          Nel mio giardino trovo molti fiori belli e
schön und fein, viel Kränze wohl draus         delicati, voglio intrecciarne molte corone e
wind ich und tausend Gedanken bind ich         legarvi mille pensieri e saluti.
und Grüße mit darein.
Ihr darf ich keinen reichen, sie ist zu hoch   A lei non ne posso porgere nessuna, è
und schön, die müssen alle verbleichen, die    troppo altera e bella, tutte le cose
Liebe nur ohne Glechen bleibt ewig im          sbiadiscono, solo l’amore non corrisposto
Herzen stehn.                                  rimane nel cuore per sempre.
Ich schein wohl froher Dinge, und schaffe      Sembro di buon umore, lavoro di qua e di
auf und ab, und ob das Herz zerspringe, ich    là, e anche se il mio cuore sta scoppiando,
grabe fort und singe und grab mir bald         continuo a scavare e canto, e presto
mein Grab.                                     scaverò la mia tomba.
           4. Gesang aus Fingal                            4. Canto di Fingal
                   (Ossian)

Wein' an den Felsen der brausenden Winde,        Piangi presso le rocce dei venti tempestosi,
weine, o Mädchen von Inistore! Beug über         piangi, o ragazza di Inistore! China sopra
die Wogen dein schönes Haupt, lieblicher         le onde il tuo bel capo, sei più bella dello
du als der Geist der Berge, wenn er um           spirito delle montagne, quando vola a
Mittag in einem Sonnen strahl über das           mezzogiorno con un raggio di sole sopra il
Schweigen von Morven fährt.                      silenzio di Morven.
Er ist gefallen, dein Jüngling liegt             E’ caduto, il tuo ragazzo è steso per terra,
darnieder, bleich sank er unter Cuthullins       pallido cadde sotto la spada di Cuthullin.
Schwert. Nimmer wird Mut deinen Liebling         Mai più il coraggio spronerà
mehr reizen, das Blut von Königen zu             il tuo ragazzo a versare
vergießen.                                       sangue di re.
Wein' an den Felsen der brausenden Winde,        Piangi presso le rocce dei venti tempestosi,
weine, o Mädchen von Inistore!                   piangi, o ragazza di Inistore!
Trenar, der liebliche Trenar starb, starb! o     Trenar, il caro Trenar è morto, è morto!
Mädchen von Inistore! Seine grauen Hunde         o ragazza di Inistore! I suoi cani grigi
heulen daheim; sie sehn seinen Geist vor         ululano a casa, vedono passare il suo
über ziehn.                                      spirito.
Trenar, der liebliche Trenar starb, starb! o     Trenar, il caro Trenar è morto, è morto!
Mädchen von Inistore! Sein Bogen hängt           o ragazza di Inistore! Il suo arco è appeso
ungespannt in der Halle, nichts, nichts regt     allentato nella sala, nulla, nulla si muove
sich auf der Haide der Rehe.                     sul pascolo dei caprioli.
Wein' an den Felsen der brausenden Winde,        Piangi presso le rocce dei venti tempestosi,
weine, o Mädchen von Inistore! Wein' an          piangi, o ragazza di Inistore! Piangi presso
den Felsen der brausenden Winde, weine, o        le rocce dei venti tempestosi, piangi, o
Mädchen von Inistore! Wein'! Wein'! Wein'!       ragazza di Inistore! Piangi!, Piangi!,
Wein'!                                           Piangi!
Wein' an den Felsen der brausenden Winde,        Piangi presso le rocce dei venti tempestosi,
weine, o Mädchen von Inistore!                   piangi, o ragazza di Inistore!



       Il Te Deum appartiene a quell'ultima fase della sua vita in cui troviamo Liszt
sempre più incline al misticismo (tanto da prendere in Vaticano gli ordini minori), dopo
una giovinezza ed una maturità decisamente mondane passate a percorrere tutta l'Europa
da un capo all'altro in concerti ciascuno dei quali amplificava la leggenda del suo
impressionante virtuosismo pianistico. E tanto più strane appaiono quindi sue tarde
composizioni sacre alla luce di quelle precedenti (soprattutto pianistiche), quasi sempre
brillanti ed al limite del pirotecnico: vi dominano infatti una staticità ed una modalità che
si rifanno evidentemente al canto gregoriano, anche se armonizzato (in maniera tuttavia
estremamente semplice e scheletrica). Tali elementi ritroviamo in questo Te Deum, scritto
per un insolito ensemble di 6 ottoni e timpani affiancati dall'organo; anche nelle sue parti
polifoniche (per lo più il coro canta strettamente all'unisono) questo inno di
ringraziamento risulta in realtà assai composto e ieratico, e poiché non abbandona quasi
mai il terzo modo gregoriano (quello, per intendersi, che ha il Mi come finalis ed il Do
come dominante) risulta ammantato di un misterioso fascino arcaico.

                                        Te Deum
    Te Deum laudamus: te Dominum confitemur. Te aeternum Patrem omnis terra
    veneratur. Tibi omnes Angeli, tibi coeli et universae potestates: Tibi Cherubim et
    Seraphim incessabili voce proclamant: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus
    Sabaoth. Pleni sunt coeli et terra majestatis gloriae tuae. Te gloriosus
    Apostolorum chorus, te Prophetarum laudabilis numerus, te Martyrum
    candidatus laudat exercitus. Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia,
    Patrem immensae majestatis; venerandum tuum verum et unicum Filium,
    sanctum quoque Paraclitum Spiritum. Tu Rex Glotiae, Christe. Tu Patris
    sempiternus es Filius. Tu, ad liberandum suscepturus hominem, non horruisti
    Virginis uterum. Tu, devicto mortis aculeo, aperuisti credentibus regna coelorum.
    Tu ad dexteram Dei sedes, in gloria Patris. Judex crederis esse venturus. Te ergo
    quaesumus, tuis famulis subveni, quos pretioso sanguine redemisti. Aeterna fac
    cum sanctis tuis in gloria numerari. Salvum fac populum tuum, Domine, et
    benedic haereditati tuae. Et rege eos, et extolle illos usque in aeternum. Per
    singulos dies benedicimus te. Et laudamus nomen tuum in saeculum, et in
    saeculum saeculi. Dignare Domine die isto sine peccato nos custodire. Miserere
    nostri, Domine, miserere nostri. Fiat misericordia tua Domine super nos,
    quemadmodum speravimus in te. In te Domine speravi: non confundar in
    aeternum.


       Anche il canto funebre op. 13 ha un organico strumentale che Brahms mai più
adopererà nella sua produzione: tutti strumenti a fiato più timpani, a formare una vera e
propria “banda” musicale, anche se ridotta ai suoi elementi più essenziali (6 legni e 6
ottoni), evidentemente scritto in occasione di una cerimonia svoltasi all'aperto. Da più
fonti riportato come “preparazione” al monumentale “Deutsche Requiem” di 10 anni
successivo, in effetti troviamo in questo particolare e suggestivo brano l'embrione sia del
suono massiccio e coinvolgente dell'orchestra che l'inconfondibile armonia ed il
trattamento del coro che caratterizzeranno il lavoro maggiore.

Nun laßt uns den Leib begraben, bei dem
wir kein'n Zweifel haben, er werd am letzten Egli è terra e fatto di terra, alla terra
Tag aufstehn, und unverrücklich herfür        ritornerà e dalla terra resusciterà,
gehn.                                         quando suoneranno le trombe di Dio.
Erd ist er und von der Erden, wird auch
wieder zu Erd werden, und von Erden         Seine Seel lebt ewig in Gott, der sie allhier aus
wieder aufstehn, wenn Gottes Posaun wird seiner Gnad von aller Sünd und Missetat
angehn.                                     durch seinen Bund gefeget hat.
                                            Sein Arbeit, Trübsal und Elend ist kommen
  Adesso seppelliamo il corpo; non abbiamozu ein'm guten End, er hat getragen Christi
  alcun dubbio che egli risorgerà nell’Ultimo
                                            Joch, ist gestorben und lebet noch.
  Giorno, e andiamo avanti definitivamente.
Die seel, die lebt ohn alle Klag, Der Leib      La sua fatica, la sua tristezza e la sua
schläft bis am letzten Tag, an welchem hin      miseria sono finiti bene, egli ha portato il
Gott verklären und der Freuden wird             giogo di Cristo, è morto ma vive ancora.
gewähren.                                       L’anima vive senza alcun lamento. Il corpo
Hier ist er in Angst gewesen, dort aber wird dorme fino all’Ultimo Giorno quando Dio lo
er genesen, in ewiger Freude und Wonne          trasfigurerà e
leuchten wie die schöne Sonne.                  gli sarà concessa la gioia.
Nun lassen wir ihn hier schlafen, und gehn      Qui ha vissuto nell’angoscia, là sarà
allsammt unser Straßen, schicken uns auch       risanato, brillerà come il bel sole nella gioia
mit allem Fleiß, denn der Tod kommt uns         e nella contentezza.
gleicher Weis.                                  Ora lasciamolo dormire qui, e ognuno di noi
   La sua anima vive in eterno in Dio, che nellasegua la propria via, e disponiamoci ad
   sua grazia l’ha purificata da ogni peccato e agire con ogni sollecitudine, perché la morte
   misfatto tramite il suo patto.               verrà per noi allo stesso modo.


       Unica nel suo genere è peraltro anche la Deutsche Messe di Schubert: non solo
per l'organico strumentale che vede gli archi sostituiti (parzialmente) dall'organo, ma
anche perchè è stata, nella cattolica Vienna del 1827, la prima versione in lingua locale
della liturgia accettata dalle gerarchie ecclesiastiche. Autore delle (libere) traduzioni delle
tradizionali preghiere latine è Johann Philipp Neumann (autore, fra l'altro, del libretto
dell'opera Sakuntala che Schubert aveva scritto l'anno prima), che aveva chiesto a
Schubert di musicarle con la massima semplicità, affinchè prendessero rapidamente piede
tra i fedeli e potessero essere facilmente eseguite: e così fu, perchè grazie all'estrema
linearità ed alla semplice regolarità delle strutture musicali (1 solo tema melodico per
ogni brano, ripetuto per le varie strofe), all'assenza di sviluppi, all'omoritmicità ed
all'asciuttezza dell'armonia, questo pur non breve lavoro incontrò (ed ancor oggi in terra
austriaca incontra) largo favore tra fedeli e non.

             Nr. 1 Zum Eingang                             Nr. 1 Introito
Wohin soll ich mich wenden, wenn Gram        Dove mi devo volgere, quando pena e
und Schmerz mich drücken? Wem künd' ich dolore mi opprimono? A chi esprimo la
mein Entzücken, wenn freudig pocht mein      mia gioia quando il mio cuore batte
Herz? Zu Dir, zu Dir, o Vater, komm' ich in lietamente? Da te, Padre, vengo nella
freud' und Leiden, Du sendest ja die         gioia e nel dolore, tu mandi le gioie, tu
Freuden, Du heilest jeden Schmerz.           guarisci ogni dolore.
Doch darf ich Dir mich nahen, mit mancher Ma mi posso davvero avvicinare, carico di
Schuld beladen? Wer auf der Erde Pfaden      qualche colpa? Chi sui sentieri terreni è
ist Deinem Auge rein?                        puro davanti all’occhio tuo?
Mit kindlichem Vertrauen eil' ich in Vaters  Con fiducia infantile corro nelle braccia
Arme, fleh' reuerfüllt: Erbarme, erbarm', o  del padre, prego pieno di pentimento: abbi
Herr, Dich mein!                             pietà, o Signore, di me!
Ach, wenn ich Dich nicht hätte, was wär' mirund Erd' und Himmel weihet zu süßen
Erd' und Himmel? Ein Bannort jede Stätte, Heimat-land.
ich selbst in Zufalls Hand. Du bist's, der   Ah, se non avessi Te, cosa sarebbero per
meinen Wegen ein sich'res Ziel verleihet,    me terra e cielo? Ogni luogo sarebbe
  maledetto, io stesso in balia del caso. Sei   e che benedici terra e cielo per
  tu che dai ai miei cammini una meta sicura    trasformarli in dolce patria.
Süß ist Dein Wort erschollen: “Zu Mir, ihr
Kummervollen! Zu Mir! Ich will euch laben,   Dolce suonò la tua parola: „A me gli
euch nehmen Angst und Not” Heil mir! Ich     afflitti! A me! Vi sazierò, vi toglierò paura
bin erquicket! Heil mir! Ich darf entzücket  e miseria” Mia salvezza! Sono rinfrancato!
mit Dank und Preis und Jubel mich freun in   Mia salvezza! Posso attendere il mio Dio
meinem Gott.                                 contento ringraziandolo con lode e giubilo.
              Nr. 2 Zum Gloria                               Nr. 2 Gloria
Ehre, Ehre sei Gott in der Höhe! Singet der  Gloria a Dio nell’alto (dei cieli). Lo canta la
Himmlischen selige Schar. Ehre, Ehre sei     schiera beata degli esseri celesti. Gloria a
Gott in der Höhe!                            Dio nell’alto (dei cieli).
Stammeln auch wir, die die Erde gebar.       Lo balbettiamo anche noi, nati dalla terra.
Staunen nur kann ich und staunend mich       Posso solo stupirmi e gioire
freun; Vater der Welten, doch stimm' ich mit meravigliandomi, padre dei mondi, ma
ein: Ehre sei Gott in der Höhe!              ciononostante canto anch’io: gloria a Dio
                                             nell’alto (dei cieli).
Ehre, Ehre sei Gott in der Höhe! Kündet der Gloria, gloria a Dio nell’alto (dei cieli). Lo
Sterne strahlendes Heer. Ehre, Ehre sei Gott annuncia l’esercito scintillante delle stelle.
in der Höhe!                                 Gloria, gloria a Dio nell’alto (dei cieli).
Säuseln die Lüfte, brauset das Meer.         Lo bisbigliano i venti, lo urla il mare.
Feiernder Wesen unendlicher Chor jubelt im L’infinito coro giubila in un canto di
ewigen Danklied empor: Ehre sei Gott in      ringraziamento: gloria a Dio nell’alto (dei
der Höhe!                                    cieli).

     Nr. 3 Zum Evangelium und Credo                      Nr. 3 Vangelo e Credo
Noch lag die Schöpfung formlos da, nach         Il creato era ancora informe, secondo le
heiligem Bericht; da sprach der Herr: Es        sacre scritture; allora il Signore disse: sia
werde Licht! Er sprach's, und es ward Licht.    la luce! Lo disse e luce fu. E la vita si
Und Leben regt und reget sich, und              destò e l’ordine si rivelò. E in ogni luogo
Ordnung trat hervor. Und überall, allüberall    risuona e sale lode e ringraziamento,
tönt Preis und Dank empor, tönt Preis und       risuona e sale lode e ringraziamento.
Dank empor.
Der Mensch auch lag in Geistesnacht,            L’uomo viveva nel buio dello spirito,
erstarrt von dunklem Wahn; der Heiland          impietrito dall’oscura follia; venne il
kam, und es ward Licht! Und heller Tag          Salvatore e fu luce! E nasce un giorno
bricht an. Und seiner Lehre heil'ger Strahl     splendente. E il raggio sacro del suo
weckt Leben nah und fern; und alle Herzen       insegnamento risveglia vita vicino e
 pochen Dank, und preisen Gott, der Herrn,      lontano e tutti i cuori pulsando
und preisen Gott, der Herrn.                    ringraziano e lodano Dio, il Signore.

Doch warnend spricht der heil'ge Mund:     das fromm und treu stets folget dem Gebot,
“Nicht frommt der Glaub' allein, nur die   stets folget dem Gebot!
Erfüllung eurer Pflicht kann Leben ihm       Ma ammonitrice parlò la bocca santa: “La
verleihn.” Drum gib ein gläubiges Gemüt!     fede non vive da sola, solo il compimento
Und gib uns auch o Gott, ein liebend Herz,   dei vostri doveri le può dare vita.” Perciò
  dacci un animo pieno di fede! E dacci              sempre segua devotamente e fedelmente i
  anche, o Dio, un cuore pieno di amore che          comandamenti.
Verleih uns Kraft und Mut, daß wir nicht nur        Dacci la forza e il coraggio affinchè noi non
die Wege sehn, die der Erlöser ging, daß            solo vediamo le vie che percorse il
wir auch streben nachzugehn. Laß so Dein            redentore, ma ci impegniamo anche a
Evangelium uns Himmels Botschaft sein;              seguirle. E fa’ che il tuo vangelo diventi per
und führ' uns, Herr, durch Deine Huld in's          noi un messaggio del cielo e guidaci,
Reich der Wonnen ein, in's Reich der                Signore, con il tua benevolenza nel regno
Wonnen ein!                                         della felicità.

           Nr. 4 Zum Offertorium                                 Nr. 4 Offertorio
Du gabst, o Herr, mir Sein und Leben, und           Mi hai dato, o signore, esistenza e vita, e la
Deiner Lehre himmlisch Lichet. Was kann             luce celestiale del tuo insegnamento. Ma
dafür, ich Staub, Dir Geben? Nur danken             cosa ti posso dare io, che sono polvere, in
kann ich, mehr doch nicht, nur danken kann          cambio? Posso solo ringraziare, niente di
ich, mehr doch nicht.                               più.
Wohl mir! Du willst für Deine Liebe ja              Fortunato me! Per il tuo amore non chiedi
nichts, als wieder Lieb' allein; und Liebe,         altro che amore, amore pieno di
dankerfüllte Liebe soll meines Lebens               gratitudine sia la gioia della mia vita, sia
Wonne sein, soll meines Lebens Wonne                la gioia della mia vita.
sein.
Mich selbst, o Herr, mein Tun und Denken            Me stesso, o Signore, il mio agire e pensare
und Leid und Freude opfr' ich Dir; Herr,            e dolore e gioia offro a te; Signore, prendi
nimm durch Deines Sohnes Opfer dies                 attraverso il sacrificio di tuo figlio anche il
Herzensopfer auch von mir, dies                     cuore che ti offro io.
Herzensopfer auch von mir.

              Nr. 5 Zum Sanctus                                     Nr. 5 Santo
Heilig, heilig, heilig, heilig ist der Herr,        Santo, santo, santo, santo è il Signore, santo,
heilig, heilig, heilig, heilig ist nur Er. Er der   santo, santo, santo è lui solo. Egli, che non
nie begonnen, Er, der immer war, ewig ist           ha mai avuto inizio, Egli che è sempre stato,
und waltet, sein wird immerdar. Heilig,             è eterno e in eterno regna, e sempre sarà.
heilig, heilig, heilig ist der Herr, heilig,        Santo,santo, santo, santo è il Signore, santo,
heilig, heilig, heilig ist nur Er.                  santo, santo, santo è lui solo.
Allmacht, Wunder, Liebe, alles rings umher!
Heilig, heilig, heilig, heilig ist der Herr.
 Intorno a lui l’onnipotenza, il miracolo,
 l’amore. Santo, santo, santo, santo è il
 Signore.
                                                          Nr. 6 Consacrazione
         Nr. 6 Nach der Wandlung               Considerando la tua benevolenza e bontà
Betrachtend Deine Huld und Güte, o mein        nei miei confronti, o mio Salvatore, ti vedo
Erlöser, gegen mich, seh' ich beim letzten     nell’ultima cena in mezzo ai tuoi fedeli. Tu
Abendmahle im Kreise Deiner Teuren Dich.       spezzi il pane, porgi il calice, dici: questo
Du brichst das Brot, Du reichst den Becher,    è il mio corpo, il mio sangue, prendete e
Du sprichst: Dies ist mein Leib, mein Blut,    ricordatevi del mio amore, quando
nehmt hin und denket meiner Liebe, wenn        offrendo in sacrificio farete lo stesso.
opfernd ihr ein Gleiches tut, wenn opfernd
ihr ein Gleiches tut.
Wir opfern hier, nach Deinem Worte, auf        Stiamo offrendo in sacrificio secondo la
Deinem heiligen Altar; und Du, mein            tua parola, sul tuo sacro altare, e tu, o
Heiland, bist zugegen, das Geistes Aug' wird   Salvatore, sei presente, l’occhio dello
Dich gewahr. Herr, der Du Schmerz und          spirito ti percepisce. Signore, tu che hai
Tod getragen, um uns das Leben zu verleihn,    sopportato dolore e morte per dare a noi
laß dieses Himmelsbrot uns Labung im           la vita, fa che questo pane del cielo sia per
Leben und im Tode sein, im Leben und im        noi nutrimento in vita e morte, in vita e
Tode sein.                                     morte.


           Nr. 7 Zum Agnus Dei                           Nr. 7 Agnello di Dio
Mein Heiland, Herr und Meister! Dein           Mio Salvatore, Signore e Maestro! La tua
Mund, so segenreich, sprach einst das Wort     bocca, così piena di benedizione, disse una
des Heiles: “Der Friede sei mit euch!” O       volta la parola di salvezza: “la pace sia con
Lamm, das opfernd tilgte der Menschheit        voi!” O agnello, che cancellasti sacrificandoti
schwere Schuld, send' uns auch Deinen          il grave peccato dall’umanità, manda a noi la
Frieden durch Deine Gnad' und Huld.            pace nella tua grazia e benevolenza.

Herr, unsre Lieben alle, die nun bereits von   Signore, prendi tutti i nostri cari, che sono
hier in's Land des Friedens gingen, nimm       già andati nel paese della pace, prendili
sie, nimm sie zu Dir! Laß einst sie dort uns   con te. Fa che laggiù li ritroviamo. O
finden! O seliger Verein, wenn wir des         beata congregazione, quando godremo
Himmelsfriedens zusammen uns erfreun!          insieme della pace del cielo!
In dieses Friedens Palmen erstirbt der         Tra queste palme di pace muore il dolore
Erdenschmerz, sie wehen Heil und Labung        della terra, esse mandano salvezza e
in's sturmbewegte Herz; und auch die           nutrimento nel cuore tempestoso; ed anche
Erdenfreude, durch ihn geheiligt, blüht        la gioia terrenaa, santificata da lui, fiorisce
entzückender und reiner dem seligen Gemüt.     più bella e pura per l’animo beato.
Mein Heiland, Herr und Meister, o sprich       Mio Salvatore, Signore e Maestro dicci
erbarmungsreich zu uns das Wort des            pieno di pietà la parola della salvezza:
Heiles: “Der Friede sei mit euch!” Send'       “La pace sia con voi!” Mandaci la pace
uns den Himmelsfrieden, den nie die Erde       del cielo, che la terra non concede mai,
gibt, der nur dem Herzen winket, das rein      che spetta solo al cuore che ti ama puro e
und treu dich liebt.                           fedele.
             Nr. 8 Schlußgesang                          Nr. 8 Canto conclusivo
Herr, Du hast mein Fleh'n vernommen, selig     Signore, hai ascoltato la mia preghiera, che
pocht's in meiner Brust, in die Welt hinaus,   beata batte nel mio petto, ora mi segue la
in's Leben folgt mir nun des Himmels Lust.     gioia del cielo nel mondo e nella vita. Anche
Dort auch bist ja Du mir nahe, überall und     lì mi sei vicino, dappertutto e in ogni
jederzeit; aller Orten ist Dein Tempel, wo     momento, in ogni luogo è il tuo tempio, dove
das Herz sich fromm Dir weiht. Segne, Herr,    il cuore ti si offre devotamente. Benedici,
mich und die Meinen, segne unsern              Signore, me e i miei, benedici il nostro
Lebensgang! Alles, unser Tun und Wirken,       cammino nella vita! Tutto, i nostri atti e le
sei ein frommer Lobgesang, sei ein frommer     loro conseguenze siano un devoto canto di
Lobgesang.                                     lode, siano un devoto canto di lode.
    Nr. 9 Anhang: Das Gebet des Herrn          Nr. 9 Appendice: La Preghiera del Signore
Anbetend Deine Macht und Größe, versinkt       Adorando il tuo potere e la tua grandezza il
in Nichts mein bebend Ich. Mit welchem         mio tremante io sprofonda nel nulla. Con
Namen, Deiner würdig, Du Unnennbarer,          quale nome che ti sia degno, o Innominabile,
preis' ich Dich? Wohl mir! Ich darf Dich       ti posso lodare? Beato me! Ti posso
Vater nennen, nach Deines Sohnes               chiamare Padre, secondo l’insegnamento di
Unterricht; so sprech' ich denn zu Dir, mein   tuo figlio, così parlo a te, mio creatore con
Schöpfer! Mit kindlich froher Zuversicht.      gioiosa fiducia di bambino.
O Vater, der Du bist im Himmel, und überall    O padre, che sei nel cielo, ed ovunque in
zu jeder zeit, zu preisen Deinen Vaternamen    ogni momento, lodare il tuo nome di Padre
sei jedem Herzen Seligkeit! O laß, durch       sia la beatitudine di ogni cuore! Facci
Deine Huld und Liebe, erscheinen uns Dein      apparire per la tua benevolenza e il tuo
Gnadenreich! Und treues Tun nach Deinem        amore, il tuo regno di grazia! E l’ agire
Willen mach' auch die Erde himmelgleich.       fedelmente secondo la tua volontà renda la
                                               terra pari al cielo.
Il Coro della Società Filarmonica Pisana diretto da Giovanni Del Vecchio
(docente titolare di Lettura della Partitura al Conservatorio Cherubini di
Firenze) si è specializzato negli anni in repertori in genere poco eseguiti dalle
associazioni corali tradizionali ma di estremo interesse storico e culturale.
Frequenta autori quali Bernstein (Mass, Missa brevis, Chichester Psalms),
Britten (Voices for today, A Ceremony of Carols, Festival Te Deum),
Stravinsky (Symphonie des Psaumes, Variazioni corali, Ave Maria), Prokofiev
(Aleksandr Nevskij), Janacek (Otcenas), Shostakovich, Ramirez (Misa
criolla), Romero, Villa-lobos ed altri, senza ovviamente tralasciare anche
grandi autori come Mozart (Litaniae Lauretane) o grandi capolavori popolari
come i Carmina Burana di Orff (tutti i brani citati sono stati eseguiti con
grandi consensi negli ultimi anni). Il Coro si distingue inoltre per aver
sempre affrontato le partiture originali dei lavori prescelti (caratteristica di
particolare impegno se si pensa ad esempio alla Sinfonia di Salmi ed alle
Variazioni Corali di Stravinsky, che richiedono un’orchestra di oltre 45
elementi), o quantomeno le versioni “ridotte” dagli autori stessi (come nel
caso di Mass e Chichester Psalms di Bernstein e dei Carmina di Orff, o della
Misa criolla di Ramirez che comunque impegnano ensembles strumentali dai
3 ai 10 elementi). L'unica eccezione è stata l'esecuzione della grande
cantata Aleksandr Nevskij di Prokofiev per la quale il M° Del Vecchio ha
pensato di adattare la parte strumentale ad un organico del tutto simile a
quello dei Carmina di Orff (2 pianoforti e percussioni), in modo da renderlo
eseguibile per una compagine corale pur sempre composta da non
professionisti ed in numero relativamente limitato: in quell'occasione
l'esecuzione era accompagnata da suggestive immagini tratte proprio
dall'omonimo film di Eisenstein. Il coro della Società Filarmonica Pisana è
stato invitato dall'Editore Pagani per l'Ottobre prossimo a cantare a Vicenza
nella prima esecuzione italiana dell'oratorio “El Pueblo Joven” di Astor
Piazzolla per voce recitante, coro, solo, bandoneon, chitarra, pianoforte e
orchestra d'archi, sotto la direzione del curatore della prima edizione del
lavoro appena pubblicato postumo, Roberto Salvalaio.

       Il coro del Liceo Scientifico “Dini” è una realtà cittadina da ormai 12
anni, e pur nel continuo ricambio generazionale ha sempre mantenuto un
livello qualitativo elevato che lo ha visto eseguire, oltre ai citati Carmina
Burana, anche la Sinfonia di Salmi di Stravinsky e la Messa in Sol maggiore
di Schubert. Nel 2000 ha vinto il Concorso Nazionale per Cori Scolastici di
Terni e nel 2008 è stato chiamato ad eseguire l'Inno Nazionale in occasione
della visita a Pisa del Presidente della Repubblica. Numerose le iniziative ed
i concerti cui ha preso parte con repertori variegati (dal canto popolare
toscano a brani da West Side Story di Bernstein passando dal gospel e dallo
spiritual) ma con la costante presenza di brani di notevole impegno come
(per citare solo gli ultimi) il Contrappunto Bestiale di Banchieri, la Pavane
op. 50 di Faurè, il Salmo XXIII di Schubert.
                                    Ensemble strumentale
Lisetta Rossi, arpa                           Paolo Giovannelli, Marco Ferrini, oboi
Simona Ascani, Antonio Beribè, clarinetti     Michele Lenzi, Giorgio Spugnesi, f agotti
Loreta Ferri, Luigi Quagliata, corni          Raffaele Della Croce, Tiziano Puntoni, trombe
Gabriele Tonelli, Marcello Angeli, Federico Santucci, tromboni   Alessandro Roncoli, tuba
Matteo Venturini, organo                                         Antonio Brasile, timpani
                        Preparatrice vocale: Annamaria Guarducci

Coro della Società Filarmonica Pisana            Coro del Liceo Scientifico “Dini”
Magda Beltrami                                   Anna Flavia Abeasis
Sandra Bertini                                   Elisabetta Altmannsperger
Maria Letizia Boilini                            Silena Baino
Gabriella Bonomi                                 Elena Barbini
Norbert Braito                                   Caterina Bartalini
Manuela Brizi                                    Mario Berni
Francesca Carboni                                Valentina Boccaccio
Maria Carboni                                    Benedetta Carbone
Ilaria Casai                                     Marco Ciprietti
Carla Casu                                       Giulia Codenotti
Alessandro Catania                               Silvia D'Amato Avanzi
Stefano Cei                                      Francesca De Tata
Mario Cioni                                      Giorgio Del Vecchio
Laura Ciurli                                     Gregorio De Paola
Camilla Colaprete                                Alessandra Facci Tosatti
Mauro Detotto                                    Lorenzo Garagunis
Paolo Pio Di Pede                                Rita Giannelli
Elisabetta Donati                                Fabio Grassini
Emanuela Ferro                                   Alessandro Greco
Eleonora Ghetti                                  Irene Jin
Enzo Gimmelli                                    Sara Lacorte
Stefania Gini                                    Joachim Langeneck
Sergio Grazzini                                  Sophie Langeneck
Laura Magherini                                  Anna Lumbroso
Roberta Malvezzi                                 Lorenzo Maggiorelli
Lorenzo Martelli                                 Maria Chiara Marino
Luigina Masi                                     Giovanni Mascellani
Laura Matteoli                                   Giulio Masetti
Andrea Mennucci                                  Elena Modica
Monica Monacci                                   Massimo Morante
Elio Napolitano                                  Lorenzo Orfali
Stefano Noferi                                   Marco Paoletti
Enrico Pappalettere                              Livia Pappalettere
Lauretta Righi                                   Laura Pedinotti
Daria Sacconi                                    Leonardo Pucino
Giovanna Soldi                                   Paolo Rametta
Paola Tenconi                                    Carlo Resta
Lorella Toncelli                                 Elena Rossi
Sandro Tropiano                                  Lorenza Santoni
Ambra Vettori                                    Andrea Scarpellini
Elena Volterrani                                 Andrea Somma
                                                 Anna Sommani
                                                 Rosanna Striccoli
                                                 Elena Taglioni

				
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