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2/9/2012
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							IGIENE DELL’ARIA
           INQUINAMENTO ATMOSFERICO
 (definizione secondo la legislazione italiana: DPCM n. 145 del 28/5/1983)


“Ogni modificazione della composizione o stato fisico
dell’aria atmosferica dovuta alla presenza di una o più
sostanze in quantità e con caratteristiche tali da
alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità
dell’aria, da costituire pericolo, ovvero pregiudizio
diretto o indiretto per la salute dell’uomo, da
compromettere le attività ricreative e gli altri usi
legittimi dell’ambiente, da alterare le risorse
biologiche e gli ecosistemi ed i beni materiali pubblici
e privati”.
     Tipi di inquinanti atmosferici:
                 Fisici
                Chimici
               Biologici

  Gli inquinanti chimici sono oggi i più
importanti per l’impatto esercitato sulla
             salute dell’uomo.
        I processi di combustione
         (produzione di energia)
   rappresentano la fonte principale.
DEFINIZIONI
EMISSIONE: quantità di inquinante che in
un dato periodo di tempo viene eliminata
da una sorgente di inquinamento.

IMMISSIONE: quantità di inquinante che
raggiunge il suolo in un determinato ambito
territoriale.
Aria ambiente : l´aria esterna presente nella
troposfera, ad esclusione di quella presente
nei luoghi di lavoro.

Inquinante : qualsiasi sostanza immessa
direttamente o indirettamente dall´uomo
nell´aria ambiente che può avere effetti
dannosi sulla salute umana o sull´ambiente
nel suo complesso.

Concentrazione : concentrazione nell´aria
ambiente di un inquinante o deposito di questo
su una superficie in un dato periodo di tempo.
Valore limite : livello fissato in base alle
conoscenze scientifiche al fine di evitare,
prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla
salute umana o per l´ambiente nel suo
complesso. Tale livello deve essere raggiunto
entro un dato termine e in seguito non superato.
Livello di allarme : livello oltre il quale vi è
un rischio per la salute umana in caso di
esposizione di breve durata e raggiunto il quale
si deve immediatamente intervenire.
      SORGENTI DI INQUINAMENTO
           ATMOSFERICO
Processi di combustione: autoveicoli,
impianti di riscaldamento domestici, impianti
industriali, inceneritori, ecc.
 Lavorazioni industriali
Traffico motorizzato: usura e dispersioni di
materiali dal manto stradale, pneumatici, ecc
        Immissione:
   fattori predisponenti

Velocità di uscita dell’inquinante
Temperatura dell’inquinante
Altezza del camino di emissione
Velocità del vento
Condizioni meteorologiche
INVERSIONI DI TEMPERATIRA



                    NESSUNA INVERSIONE




                       INVERSIONE
                    DI TEMPERATURA
         Valori dei livelli di attenzione e di allarme.
                  (DM 15/4/94 e 25/11/94)


     Inquinante
(tempo di mediazione) Livello di attenzione    Livello di
                                                allarme

SO2 (media 24 ore)         125 µg/m3          250 µg/m3

PTS (media 24 ore)         150 µg/m3           300 µg/m3
(Polveri Totali Sospese)
NO2 (media 1 ora)          200 µg/m3          400 µg/m3

CO (media 1 ora)           15 mg/ m3          30 mg/m3

O3 (media 1 ora)           180 µg/m3          360 µg/m3
                   Limiti di accettabilità
(DM del 12.11.1994 e DM n° 60 del 2.4.2002)
      Stabiliscono valori guida per:

      PM10: 40 mg/m3 (20 mg/m3 dal 2010)
(PM: Materiale Particellato)

    Benzene: 10 mg/m3 (5 mg/m3 dal 2010)
          Benzopirene: 1 ng/m3
              SO2: 125 mg/m3
              NO2: 200 mg/m3
              CO: 15 mg /m3
               O3: 180 mg/m3
               Pb: 0,5 mg/m3
             EFFETTI SULL’UOMO
SO2: irritante, odore pungente,
acidificazione ambiente.
NO2: irritante, odore pungente,
effetti sugli asmatici.
O3: irritante, riduzione funzione polmonare
(tosse, dispnea, attacchi d’asma).
Benzene: agente cancerogeno.
Benzopirene: componente degli IPA,
probabili cancerogeni.
Piombo: effetti sul SNC (in particolare
dei bambini), funzionalità renale, sist. immunit.
composti inorganici forse cancerogeni
   EFFETTI INQUINAMENTO ATMOSFERICO

ACUTI (a breve termine): disagio per odori sgradevoli,
effetti irritativi per occhi, mucosa delle vie respiratorie
(naso e gola), incremento dei casi di bronchite ed asma,
con ricoveri ospedalieri e aumento della mortalità in
soggetti portatori di malattie croniche.

Sono particolarmente esposti i bambini con disturbi
quali tosse e catarro (bronchite), attacchi asmatici.


        Responsabili: ossidi di N e S; Particolato.
       DEPOSIZIONE DEI PM
    NELL’ALBERO RESPIRATORIO

Fino a 10 m: deposizione alte vie respiratorie
             (naso, bocca, gola)
           Tra 2,5 e 10 m: bronchi
   <2,5m: bronchioli e alveoli polmonari
    Nelle aree urbane:

PM10: 50% delle PTS
PM 2,5: 45-65% dei PM10
                IMPATTO SULLA SALUTE
            DEL PARTICOLATO ATMOSFERICO

Gli effetti sull’uomo dipendono dalla natura delle particelle
e dal luogo di deposizione nell’albero respiratorio.

Gli studi epidemiologici più recenti hanno preso
in considerazione l’effetto delle particelle con diametro
< 10 m (PM10) e < 2,5 m (PM 2,5).

Determinano un incremento della mortalità e dei ricoveri
ospedalieri per malattie cardiache e respiratorie, in particolare
negli anziani, bambini, portatori di patologie cardiopolmonari,
asma e malattie infettive respiratorie. Gli effetti acuti sono
causati da super-infezioni respiratorie e da alterazioni del ritmo
cardiaco.
PM10 : in Austria, Francia, Svizzera si stima che queste
particelle siano responsabili del 6% della mortalità generale.
La metà di questo particolato è di derivazione autoveicolare.


     A livello mondiale si stima che il particolato
           aerodisperso sia causa di circa il:


 5 % della mortalità per tumori della trachea, bronchi e
polmone.
 2 % della mortalità cardiorespiratoria.
 1 % della mortalità per infezioni respiratorie.
             EMISSIONI AUTOVEICOLARI

                   Lo IARC classifica:
emissioni diesel: probabile cancerogeno umano.
emissioni auto a benzina: possibile cancerogeno umano.

I diesel sono le principali sorgenti di particelle “fini”
(0.1-2.5 mm) e “ultrafini” (<0.1mm) nelle aree urbane.

Il particolato autoveicolare è di matrice carboniosa
sulla quale vengono adsorbiti centinaia di composti
tossici mutageni e/o cancerogeni (es. IPA, benzene,
formaldeide).
Tra i combustibili per autotrazione il metano
non genera particelle ultrafini, mentre gasolio
e biodisel (miscela di gasolio e olio vegetale)
producono il 20% del particolato totale.
EFFETTI INQUINAMENTO ATMOSFERICO

      CRONICI (a medio e lungo termine):
difficili da valutare in quanto gli effetti si hanno
dopo molti anni a causa delle basse dosi assunte.
        Si ipotizzano tumore del polmone e
     broncopneumopatie croniche (enfisema
               polmonare ostruttivo).

						
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