Docstoc

A chi affidarci_

Document Sample
A chi affidarci_ Powered By Docstoc
					                       Proverbi 18:11
   <<”I beni del ricco sono la sua roccaforte; sono come
        un'alta muraglia...nella sua immaginazione.”>>


Salomone nella sua infinita saggezza e nella sua somma
ricchezza (infatti sappiamo era uno tra i più grandi e ricchi
re mai esistiti) capì però una cosa molto interessante,
quanto attuale, e che può farci riflettere e servire per noi
credenti di oggi.
Salomone capì che le ricchezze e le cose materiali di questo
mondo non servivano a nulla, erano piaceri ed utilità
momentanee destinate a sparire con il tempo.
Arriva a dire che le ricchezze possono diventare una
roccaforte, ma è una roccaforte che sarà solo
apparentemente utile alla difesa della propria vita.
Infatti con una allegoria, un po' una presa in giro,
Salomone conclude il versetto dicendo “...nella sua
immaginazione”.
Proprio come la Parabola descritta da Gesù delle 2 case,
l'una costruita sulla roccia (ovvero costruita sull'unico
basamento forte e vero: Gesù) l'altra sulla sabbia
(costruita sulle cose materiali e mondane).(Matteo 7:24-
27)
Così anche per la nostra vita, dobbiamo imparare a fare
come predicherà Paolo, quando scrivendo ai Corinzi dirà:
“Poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a
quello già posto, cioè Cristo Gesù.” (ICorinzi 3:11-12).


Ancora lo stesso Davide, padre di Salomone, anch'egli
grandissimo Re, ricchissimo e molto intelligente sopratutto
nelle guerre, capì durante la sua esperienza da guerriero
una cosa importantissima, che le altre nazioni non avevano
ancora capito.
Davide come sua personale strategia di guerra usava:
Salmo 20:7-8: “Gli uni confidano nei carri, gli altri nei
cavalli; ma noi invocheremo il nome del Signore, del
nostro Dio. Quelli si piegano e cadono; ma noi restiamo
in piedi e siamo saldi.”


Davide aveva capito che non servivano a nulla avere
numerosi carri, confidare nelle armi, o spiritualmente
parlando, nelle cose materiali; ma aveva invece capito che
doveva confidare solo in Dio, perché solo facendo così
avrebbe potuto scrivere: “noi restiamo in piedi e siamo
saldi”.
Davide aveva messo davanti, al primo posto nella propria
vita Dio, così facendo lui era al sicuro quando doveva fare
una guerra, sapeva che Dio lo avrebbe reso forte e saldo.


Lo stesso grandissimo e profondissimo concetto lo
ritroviamo In questi passi di Isaia:
  – Isaia 40:18-20 (Idolo che vacilla)
  – Isaia 40:22 (Dio assiso sulla terra)
  – Isaia 41:7 (L'idolo inchiodato per non muoversi)
  – Isaia 46:1-2 (Nebo e Baal crollano)


Anche lo stesso Paolo aveva capito questo fondamentale
comandamento da attuare per la propria vita.
Sappiamo benissimo che nei suoi mille viaggi fatti in giro tra
l'oriente e l'Italia ebbe contro molte persone, dovette
subire molte cose tra cui ricordiamo: IICorinzi 11:23-28 ;
pericolo di morte, lapidato, al freddo, nudo, nella fame,
tra le angosce, con il peso delle chiese sulle spalle.
Ma come detto, proprio vivendo questo, Paolo capì che
doveva mettere al primo posto Dio, doveva permettere allo
Spirito Santo di agire nella sua vita; lo stesso insegnamento
che migliaia di anni prima avevano dato Davide e il Figlio
Salomone.
II Corinzi 12:9-10 “Quando sono debole, allora sono
forte”.
O ancora quando parlando ai Filippesi arrivò a dire la famosa
frase: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica”
(Filippesi 4:11-13).
Mettere al primo posto Dio, confidare solo in Lui, usare la
potenza che arriva dallo Spirito Santo, aggrapparsi
fedelmente a questa “Boa” spirituale, affinché anche noi
possiamo arrivare a dire: “Possiamo ogni cosa in colui che
ci fortifica”.
Paolo aveva un concetto di Dio molto alto, nel suo lavoro
di apostolo, dottore ed evangelista, ogni giorno riceveva la
spinta, la forza da Dio per affrontare ogni pericolo.
Come anche scrivendo ai Santi di Roma disse: Romani 8:35-
39.
Paolo non aveva paura di nulla, sapeva che ogni giorno
sarebbe potuto morire, ma sapeva anche che Nulla lo
avrebbe separato dall'amore di Dio, dal suo aiuto, dalla sua
forza;
sapeva anche che avrebbe potuto soffrire, farsi uccidere,
avrebbe potuto vedere morire dei suoi amici e collaboratori,
forse sarebbe rimasto solo...ma tutto questo non fermò
Paolo, che arrivò quindi a dire che noi: “siamo più che
vincitori!”.
Ecco quello che dobbiamo fare, abbassare il nostro “io” e
far lavorare lo Spirito Santo, mettere al primo posto, ed
usare la forza che arriva da Dio.
Anche lo stesso Giovanni battista capì, durante la sua
missione, che Gesù era la pietra angolare, era colui a cui le
persone dovevano affidarsi, infatti leggiamo: “Bisogna che
egli cresca e io diminuisca” (Giovanni 3:30).


                          Come mai?
                          Galati 4:9-11
“Ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete
 stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo
ai deboli e poveri elementi, di ci volete rendervi schiavi
di nuovo? Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Io
         temo di essermi faticato invano per voi.”


Le persone di questo mondo oramai si affidano ad ogni
cosa, qualunque dottrina, invenzione, idea, oggetto, tutto
diventa per l'uomo una cosa a cui aggrapparsi fedelmente e
basare la propria vita.
E purtroppo vediamo nelle nostre assemblee, che spesso
anche gli stessi credenti arrivano ad accettare strane
dottrine, o ad affidarsi a qualche “portafortuna” o cose
simili...e questo è molto triste!!!
Noi abbiamo più di un oggetto, abbiamo qualcosa di più dei
soldi, o di qualche religione o statua o portafortuna.
Noi abbiamo la vera pietra angolare, su cui poggia non solo
tutto il cristianesimo, ma anche tutto l'universo e le sue
leggi.(IPietro 2:4)
E ancora, anche lo scrittore della lettera agli Ebrei disse:
“La vostra condotta non sia dominata dall'amore del
denaro...” (Ebrei 13:5-6)
o ancora: Salmo 118:5-7.
Per questo noi siamo chiamati ad affidarci solo a Dio,
sapendo che da Lui arriverà ogni benedizione e forza e
potenza per affrontare il nostro servizio quotidiano.
E se anche pur lavorando, non vediamo inizialmente dei
frutti o delle “conversioni” non preoccupiamoci, perché Dio
è buono ed amoroso, da poter raccogliere dove noi
seminiamo.
Che questo possa essere una nostra bandiera nella nostra
vita, così che possiamo dire: Siamo più che vincitori!!!

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Tags:
Stats:
views:19
posted:2/7/2012
language:
pages:5