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A chi affidarci_

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Shared by: Ruben De Finis
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2/7/2012
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Proverbi 18:11

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Salomone nella sua infinita saggezza e nella sua somma

ricchezza (infatti sappiamo era uno tra i più grandi e ricchi

re mai esistiti) capì però una cosa molto interessante,

quanto attuale, e che può farci riflettere e servire per noi

credenti di oggi.

Salomone capì che le ricchezze e le cose materiali di questo

mondo non servivano a nulla, erano piaceri ed utilità

momentanee destinate a sparire con il tempo.

Arriva a dire che le ricchezze possono diventare una

roccaforte, ma è una roccaforte che sarà solo

apparentemente utile alla difesa della propria vita.

Infatti con una allegoria, un po' una presa in giro,

Salomone conclude il versetto dicendo “...nella sua

immaginazione”.

Proprio come la Parabola descritta da Gesù delle 2 case,

l'una costruita sulla roccia (ovvero costruita sull'unico

basamento forte e vero: Gesù) l'altra sulla sabbia

(costruita sulle cose materiali e mondane).(Matteo 7:24-

27)

Così anche per la nostra vita, dobbiamo imparare a fare

come predicherà Paolo, quando scrivendo ai Corinzi dirà:

“Poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a

quello già posto, cioè Cristo Gesù.” (ICorinzi 3:11-12).





Ancora lo stesso Davide, padre di Salomone, anch'egli

grandissimo Re, ricchissimo e molto intelligente sopratutto

nelle guerre, capì durante la sua esperienza da guerriero

una cosa importantissima, che le altre nazioni non avevano

ancora capito.

Davide come sua personale strategia di guerra usava:

Salmo 20:7-8: “Gli uni confidano nei carri, gli altri nei

cavalli; ma noi invocheremo il nome del Signore, del

nostro Dio. Quelli si piegano e cadono; ma noi restiamo

in piedi e siamo saldi.”





Davide aveva capito che non servivano a nulla avere

numerosi carri, confidare nelle armi, o spiritualmente

parlando, nelle cose materiali; ma aveva invece capito che

doveva confidare solo in Dio, perché solo facendo così

avrebbe potuto scrivere: “noi restiamo in piedi e siamo

saldi”.

Davide aveva messo davanti, al primo posto nella propria

vita Dio, così facendo lui era al sicuro quando doveva fare

una guerra, sapeva che Dio lo avrebbe reso forte e saldo.





Lo stesso grandissimo e profondissimo concetto lo

ritroviamo In questi passi di Isaia:

– Isaia 40:18-20 (Idolo che vacilla)

– Isaia 40:22 (Dio assiso sulla terra)

– Isaia 41:7 (L'idolo inchiodato per non muoversi)

– Isaia 46:1-2 (Nebo e Baal crollano)





Anche lo stesso Paolo aveva capito questo fondamentale

comandamento da attuare per la propria vita.

Sappiamo benissimo che nei suoi mille viaggi fatti in giro tra

l'oriente e l'Italia ebbe contro molte persone, dovette

subire molte cose tra cui ricordiamo: IICorinzi 11:23-28 ;

pericolo di morte, lapidato, al freddo, nudo, nella fame,

tra le angosce, con il peso delle chiese sulle spalle.

Ma come detto, proprio vivendo questo, Paolo capì che

doveva mettere al primo posto Dio, doveva permettere allo

Spirito Santo di agire nella sua vita; lo stesso insegnamento

che migliaia di anni prima avevano dato Davide e il Figlio

Salomone.

II Corinzi 12:9-10 “Quando sono debole, allora sono

forte”.

O ancora quando parlando ai Filippesi arrivò a dire la famosa

frase: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica”

(Filippesi 4:11-13).

Mettere al primo posto Dio, confidare solo in Lui, usare la

potenza che arriva dallo Spirito Santo, aggrapparsi

fedelmente a questa “Boa” spirituale, affinché anche noi

possiamo arrivare a dire: “Possiamo ogni cosa in colui che

ci fortifica”.

Paolo aveva un concetto di Dio molto alto, nel suo lavoro

di apostolo, dottore ed evangelista, ogni giorno riceveva la

spinta, la forza da Dio per affrontare ogni pericolo.

Come anche scrivendo ai Santi di Roma disse: Romani 8:35-

39.

Paolo non aveva paura di nulla, sapeva che ogni giorno

sarebbe potuto morire, ma sapeva anche che Nulla lo

avrebbe separato dall'amore di Dio, dal suo aiuto, dalla sua

forza;

sapeva anche che avrebbe potuto soffrire, farsi uccidere,

avrebbe potuto vedere morire dei suoi amici e collaboratori,

forse sarebbe rimasto solo...ma tutto questo non fermò

Paolo, che arrivò quindi a dire che noi: “siamo più che

vincitori!”.

Ecco quello che dobbiamo fare, abbassare il nostro “io” e

far lavorare lo Spirito Santo, mettere al primo posto, ed

usare la forza che arriva da Dio.

Anche lo stesso Giovanni battista capì, durante la sua

missione, che Gesù era la pietra angolare, era colui a cui le

persone dovevano affidarsi, infatti leggiamo: “Bisogna che

egli cresca e io diminuisca” (Giovanni 3:30).





Come mai?

Galati 4:9-11

“Ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete

stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo

ai deboli e poveri elementi, di ci volete rendervi schiavi

di nuovo? Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Io

temo di essermi faticato invano per voi.”





Le persone di questo mondo oramai si affidano ad ogni

cosa, qualunque dottrina, invenzione, idea, oggetto, tutto

diventa per l'uomo una cosa a cui aggrapparsi fedelmente e

basare la propria vita.

E purtroppo vediamo nelle nostre assemblee, che spesso

anche gli stessi credenti arrivano ad accettare strane

dottrine, o ad affidarsi a qualche “portafortuna” o cose

simili...e questo è molto triste!!!

Noi abbiamo più di un oggetto, abbiamo qualcosa di più dei

soldi, o di qualche religione o statua o portafortuna.

Noi abbiamo la vera pietra angolare, su cui poggia non solo

tutto il cristianesimo, ma anche tutto l'universo e le sue

leggi.(IPietro 2:4)

E ancora, anche lo scrittore della lettera agli Ebrei disse:

“La vostra condotta non sia dominata dall'amore del

denaro...” (Ebrei 13:5-6)

o ancora: Salmo 118:5-7.

Per questo noi siamo chiamati ad affidarci solo a Dio,

sapendo che da Lui arriverà ogni benedizione e forza e

potenza per affrontare il nostro servizio quotidiano.

E se anche pur lavorando, non vediamo inizialmente dei

frutti o delle “conversioni” non preoccupiamoci, perché Dio

è buono ed amoroso, da poter raccogliere dove noi

seminiamo.

Che questo possa essere una nostra bandiera nella nostra

vita, così che possiamo dire: Siamo più che vincitori!!!


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