poesie classe quarta

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					SETTEMBRE 2009 - CHE COSA RIMANE DELL’ESTATE?

Finita l’estate ,restano alcuni oggetti che hanno dentro di sé tanti ricordi. La poetessa elencandoli rivive in loro
i bei giorni passati, i luoghi e i tempi della vacanza.


Che cosa c’è rimasto
di questa lunga estate ?

Un mazzo di bellissime
cartoline illustrate
con il porto, il moletto,
la pineta, il laghetto,

un pugno di conchiglie,
uno zoccolo rotto,
un sasso levigato
che l’acqua ha modellato

tante foto ricordo
con i monti alle spalle
e le casette alpestri
serene nella valle;

granelli di sabbia in fondo
alla borsa del mare
e una macchia di more
che non si può lavare.


Da Trecentosessantacinque storie una per ogni giorno
di Vicini Noemi – ed.Fabbri - 1984
     Il treno elastico


Per chi vuole partire,
ma anche un po' restare
c'è il treno elastico:
il primo vagone
giunge a destinazione,
ma I'ultimo rimane alla stazione.
Per chi vuole partire,
ma anche un po' tornare
c'è il treno elastico:
si siede in testa al treno
e va lontano
e poi se ha nostalgia
attraversa i vagoni fino in coda
e torna alla partenza piano piano.


     Roberto Piumini
SAN MARTINO

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci – 1883
Autunno
Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l'inverno ormai vicino.
Il bosco scherza con le foglie gialle
benché l'inverno senta ormai alle spalle.
Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benché senta nell'onda il primo gelo.
é sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore a ombrello, un fungo.

Marino Moretti
Quattro poesie sulla personificazione

Canzonetta d’amore per il vento

È beffardo e curioso
va sui monti e sul mare
è svelto e generoso
nulla lo può fermare.

Sinsinua dappertutto
vola insieme agli uccelli
riesce a sapere tutto
e scompiglia i capelli.

È libero e sorride
entra in ogni avventura
compie mille magie
non ha alcuna paura.

Fa parlare le foglie
porta voci e canzoni
non si cura del tempo
ed è senza padroni.

Giuseppe Pontremoli
Ballata per tutto l’anno e altri canti.
Nuove Edizioni Romane

Testa Calda

Spunta
all’alba
Testa Calda.
Si affaccia
in luminoso silenzio
e beve la rugiada.
Tutti sono contenti
di rivederlo.
Gli fanno sbadigli sorridenti
gli squillano saluti
fra le foglie. Poi
Testa Calda sale
e con immensa simpatia
rende chiara la vita
e d’oro verde il mondo.
A mezzogiorno ride un poco di noi
col gioco delle ombre corte.
Poi con un lento lento
volo rovente
scende. Gli piace
il pomeriggio.
Lavora a lungo i fiori
parla con l’acqua
insegna l’Est e l’Ovest
alle montagne. Poi
Testa Calda cala
tra rosse bellezze
all’orizzonte.
E ancora un momento
guarda le alte rondini
Che con strilli d’argento
frugano in fretta il cielo.

Roberto Piumini
Quieto Patato

Una bottiglia

Una bottiglia d’acqua minerale
Si sentì male.
Disse al dottore
(un cavatappi blu):
“Ho come
Un cerchio stretto sulla testa
E non ne posso più”.

Il medico la prese
Si appoggiò
Con una mossa lesta la stappò.

La bottigli stappata
Subito
Si sentì
Tutta gasata
E appoggiata all’orlo dei bicchieri
Che ascoltavano attenti
Disse mille parole effervescenti
E lunghissime frizzanti risate
Fin quando si sentì
Tutta vuotata
E si rimise
Dritta
Un po’ orgogliosa.

Una lacrima lenta
Scivolava
Sul’etichetta rosa.

Roberto Piumini
Quieto Patato

Nell’attimo che libera

Nell’attimo che libera
la farfalla si leva
il fiore l’ama
e svelto
batte nell’aria i petali
per volare con lei.

Ma duro stelo
alla terra lo tiene.
Il fiore è un aquilone
col filo breve.

Là e lassù lei vola
con ali rosse e gialle
alta e lontana.
Qui e quaggiù lui solo
legato nella valle
muto chiama.

Roberto Piumini
Quieto Patato
L'ABETE DI NATALE

Chi abita sull'abete
tra i doni e le comete?

C'è un Babbo Natale
alto quanto un ditale.
Ci sono i sette nani,
gli indiani, i marziani.
Ci ha fatto il suo nido
perfino Mignolino.

C'è posto per tutti,
per tutti c'è un lumino
e tanta pace per chi la vuole
per chi sa che la pace
scalda anche più del sole.

Gianni Rodari
                                           Haiku
Alcuni haiku di Matsuo Basho (1644-1694)


         Nel vecchio stagno
         una rana si tuffa.
         Tonfo nell'acqua.

         Inverno desolato
         nel mondo dì un solo colore
         il suono del vento

         É primavera:una collina
         che non ha nome
         velata nel mattino

         Il mare si oscura
         il grido delle oche selvatiche
         qualcosa di bianco

         Il profumo dell'orchidea
         penetra come incenso
         le ali di una farfalla.
Prendiamo spunto dal nonsense di Nico Orengo che riporta il libro. Ogni animale è abbinato ad una città o
paese. Cerchiamo di cogliere l'ironia che si crea per il solo accostamento di un animale insolito che fa
qualcosa che a volte è insolito e a volte no. Li abbiamo messi in bella mostra sul blog della classe.

La triglia di Camogli                 La foca di Trieste                L'orso di Torino
sbadiglia sugli scogli.               fa solo delle gran feste          guida il camioncino
La triglia di Zoagli                  La foca di Siena                  L'orso di Livorno
piange ancora i propri sbagli.        va in prigione come pena          mangia le bistecche al forno

Nico Orengo                           Christian                         Paolo Mirò
L'alice di Torino                     Il picchio di Verona              Il cavallo di Foggia
va a bere un cappuccino               porta sempre la corona            sta sotto la pioggia
L'alice di Perugia                    Il picchio di Bologna             Il cavallo di Bari
taglia il formaggio sulla grattugia   suona anche la zampogna           prende i cocktail amari

Alice M                               Martina                           Alfonso
La formica di Pavia                   La formica di Ancona              Alla tigre di Firenze
se ne va in panetteria                dorme in poltrona                 piacciono le scienze
La formica del Marocco                La formica di Latina              La tigre di Potenza
se ne va mangiando il cocco           impasta la farina                 se ne sta meglio senza

Davide                                Marco                             Maurizio
La volpe di Torino                    La lepre di Ravenna               Il pavone di Crotone
va a casa in motorino                 incontra una renna                si crede un faraone
La volpe di Crotone                   Alla lepre di Verona              Il pavone di Verona
dà un bacino al cagnone               piace avere una corona            guarda la tivù in poltrona

Matteo                                Antonello                         Alice G
Il pulcino di Torino                  Il gufo di Pisticci               Il leone di Crotone
beve il suo vino                      combina sempre pasticci           mangia il suo melone
Il pulcino di Bari                    Il gufo di Latina                 Il leone di Ravenna
legge i dizionari                     non beve latte alla mattina       gioca a carte con la renna

Francesca                             Eleonora                          Caterina
L'anatra di Piombino                  La scimmia di Matera              Il pipistrello di Bologna
abita sotto il pino                   si brucia con la cera             guarda sempre la cicogna
L'anatra di Bolzano                   La scimmia di Lucca               Il pipistrello di Bolzano
mangia lo zafferano                   saluta una mucca                  sembra proprio un marziano

Gabriela                              Luca                              Niccolò
Il leone di Agrigento                 L'anatra di Torino
vola via tutto contento               beve sempre del buon vino
Al leone di Assisi                    L'anatra di Bari
viene una crisi                       conta quanti sono i numeri pari

Adelaide                              Nabil
POESIA DI CARNEVALE

(poco sforzo, una di Gianni Rodari; insistere nel ripasso e recupero di quelle degli anni passati che si
perdono nella memoria)




                                                      Pranzo e cena

                                                      Pulcinella ed Arlecchino
                                                      cenavano insieme in un piattino:
                                                      e se nel piatto c’era qualcosa
                                                      chissà che cena appetitosa.

                                                      Arlecchino e Pulcinella
                                                      bevevano insieme in una scodella,
                                                      e se la scodella vuota non era
                                                      chissà che sbornia quella sera.

                                                      Gianni Rodari
PRIMA DI PRIMAVERA

Prima di primavera ci sono dei giorni
in cui alita già sotto la terra il prato,
e sussurrano i rami disadorni,
e c’è un vento tenero / ed alato.

Il tuo corpo si muove senza pena,
la tua casa non ti pare più quella,
tu ricanti una vecchia cantilena
e ti sembra / ancora tanto bella.

( Anna Achmatova )
Stanco della dolce giornata
di primavera,
nel sonno
l’albero di magnolia
apre le bianche mani.

Riposa nel raggio lunare
lo splendore dei fiori,
pipistrelli
saettano muti
tra i rami blu.

Li Po, poeta cinese vissuto tra il 701 e il 762 ( dal libro Canti e poesie di ogni terra)
Se nel solaio un giorno un gatto nero
vede un filo di luce e con la zampa
lo acchiappa e lo tira e lo
aggroviglia e lo
ammassa
in confusa matassa
speriamo davvero
che quel filo di luce si strappi
prima che disfi il sole il gatto nero.

Roberto Piumini (da Quieto patato)
LA BICICLETTA

Bicicletta
due ruote
leggere
due pensieri
rotondi
pieni di luce
per capire la strada
e sapere
dove conduce.

Bicicletta
due ruote
sottili
due idee
rotonde
piene di vento
per pensare discese
e sapere
la gioia e lo spavento.

Bicicletta
due ruote
leggere
due parole
rotonde
piene di festa
per parlare col mondo
e sapere
quanto ne resta.

Roberto Piumini (da Io mi ricordo)
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