Billè su turismo e lavoro: “Necessario riformare le regole del mercato”
Si è tenuto oggi a Roma, presso la sede della Confcommercio, il convegno “Il mercato, le
regole, la qualità: quale lavoro nel turismo”, organizzato dalla Fipe e da Confturismo alla
presenza del Sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi, il Presidente della Commissione
Lavoro del Senato Domenico Zanoletti e il Sen. Tiziano Treu. Ad aprire i lavori è stato il
Presidente di Confcommercio Sergio Billè, che ha sottolineato come nel futuro contratto
del settore, nel quale lavorano 1.300.000 persone e che sta purtroppo ancora scontando
le conseguenze dell’11 settembre, “si debba guardare avanti”. “Ci auguriamo – ha detto
Billè – un sereno e costruttivo confronto tra le parti quando concluderemo il contratto.
Non sarà facile trovare un accordo, ma l’importante è che tra imprese e sindacati
prevalga la logica del buonsenso”. Per il Presidente di Confcommercio è necessario che al
settore del turismo venga riconosciuta una sua specificità che dunque necessita di
contratti di lavoro differenti e decentrati territorialmente. “Maggiore flessibilità dei
contratti non vuol dire però – ha ricordato Billè – lavoro precario. Il punto è che senza
riformare le regole del mercato del lavoro non si va da nessuna parte”. A proposito di
mercato del lavoro, Billè ha accennato anche al problema dell’Art 18: “ E' sbagliato – ha
detto Billè - utilizzare l’articolo 18 come merce di scambio dando 750 milioni di euro in
più al pubblico impiego. E’ un conto salato da far pagare a chi ha fatto dell’articolo 18
un’inutile crociata”.
Billè ha quindi analizzato alcune delle figure contrattuali più significative per il settore dei
servizi: apprendistato e part time. “L’apprendistato e il part time devono avere una
regolamentazione più precisa ma soprattutto più snella per consentire alle imprese di fare
maggiormente ricorso a queste soluzioni. Per il part time ad esempio – ha ricordato Billè-
scontiamo ancora i danni fatti dal Ministro Salvi che ci fece tornare indietro nel tempo.
Invece, questo è un istituto che se meglio strutturato potrebbe offrire tante possibilità”.
Altro punto fondamentale toccato dal Presidente della Confederazione è stato quello
dell’orario di lavoro: “Un settore come il nostro, nel quale a picchi molto alti di domanda
si succedono periodi di stanca, avrebbe bisogno di orari più flessibili”. Quindi Billè ha
concluso il suo intervento ricordando che se “potremo contare su riforme strutturali che
chiediamo da tempo, il settore potrà dare lavoro in futuro a circa 40000 persone
all’anno”.
Il Presidente della Commissione Lavoro Zanoletti, ha sottolineato come in materia di
turismo e lavoro il governo non abbia intenzione di “fare attendismo legislativo”. Per l’ex
Ministro del Lavoro Tiziano Treu, “non si può più pensare ai contratti collettivi prendendo
a modello quelli dei metalmeccanici. Il futuro dell’organizzazione economica sta nei
servizi alle imprese e alle persone”. Secondo Treu “serve una contrattazione territoriale e
regole chiare”. Infine il Sottosegretario Sacconi ha ricordato come il mercato italiano del
lavoro sia il “peggiore d’Europa” e come tuttavia il Libro Bianco sul mercato del lavoro,
elaborato dall’esecutivo sia stato “tranne che per una sola parte” una buona base di
partenza per avviare il dialogo sociale. Resta comunque fondamentale per Sacconi
“dotare il mercato di alcune forme di lavoro flessibile”.