OCCIDENTE N°60

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OCCIDENTE N°60 Powered By Docstoc
					    In arrivo uno Tsunami di sfiducia totale e di caos sociale (Pag.3)


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“Se l’Occidente si alza per difendersi, sotto un altro nome, con un altro viso e con
niente che sia la proiezione del Passato, rinascerà l’Ordine di Sparta.” -M Bardèche-

 Palermo-----------------n° 60------------18 Gennaio 2012

                                                                                             Dopo l’ignominia di Tangentopoli parte
                                                                                             una storia lunga e a tratti surreale di
                                                                                             tentavi riformisti in materia elettorale .
                                                                                             Sta di fatto che tanto ardore ha prodotto
                                                                                             prima il Mattarellum (all’epoca
                                                                                             spernacchiato, oggi ricordato come età
                                                                                             aurea) e poi l’orrendo Porcellum, nonché
                                                                                             una quantità di leggi elettorali (nei
                                                                                             Comuni, nelle Province, nelle Regioni)
                                                                                             ciascuna ben diversa dall’altra. Sarebbe
                                                                                             da idioti mettere in conto tanti disastri ai
                                                                                             politologi e ai referendari. Ma non è
                                                                                             intelligentissimo nemmeno far finta di
                                                                                             non vedere che l’idea di surrogare la
                                                                                             politica con la politologia, i contenuti del
                                                                                             confronto elettorale con le norme che lo
                                                                                             regolano, il merito con il metodo, non
                                                                                             stava e non sta in piedi. La sensazione
                                                                                             più sconfortante, in questi giorni, è di
                                                                                             ritrovarsi grosso modo nella stessa
                                                                                             situazione di vent’anni fa. Con una
                                                                                             politica altrettanto cieca e sorda, e
                                                                                             vittima in primo luogo per colpe proprie,
                                                                                             proprio come allora, di una crisi di
                                                                                             rigetto da parte delle stragrande
                                                                                             maggioranza degli italiani, di quella
Ci avviamo verso un periodo di libero disordine. Nessuno troverà mai la                      stessa maggioranza di italiani che fino a
proporzione, la calibratura perfetta,in fatto di liberalizzazioni. Non la troverà il         ieri ci era stata rappresentata come
governo con i suoi imminenti decreti legge, non la troveranno le categorie che già           divisa in due gigantesche curve
parlano di serrate e manifestazioni ed elaborano un manifesto dell’interdetto e della        contrapposte, di qua i tifosi di Berlusconi
protesta dura, i sindacati che sono alle prese con la flessibilità in uscita dal lavoro e    (milanista sì, ma fidanzato d’Italia, come
altre vie per ridurre l’inoccupazione e la precarizzazione abusiva, la Confindustria         la Juve dei tempi andati), di là i suoi fieri
che non è proprio un soggetto innovatore per sua natura, l’amministrazione pubblica          nemici, divisi tra loro, ma tutti uniti
da sempre tenutaria dello status quo, le banche in bilico sull’abisso ,e i molti altri       nell’avversione al tiranno . Ma, a
poteri in gioco. Sarà un periodo agitato, con fenomeni di rivolta in nome di interessi       guardar bene, la situazione è persino
minacciati, di posizioni anche di piccola rendita rese all’inizio più insicure, e            peggiore. Perché allora una speranza di
comunque il cambiamento del già noto, del già sperimentato, è qualcosa che                   cambiamento, per quanto ingenua, per
produce ansia sociale, agitazione, rabbia, riflessi di tipo chiuso e arcigno. Ciascuno       quanto rozza, per quanto mal riposta
tirerà fuori il suo argomento, e il principe degli argomenti è stato già anticipato da       c’era. E adesso non c’è. O, se c’è, di
posizioni arroganti di “destra storica” conservatrice di stampo ottocentesco più o           sicuro non si affida alla politica,
meno dottrinarie, che parlano di criminalizzazione della ricchezza e di “intollerabile       considerata nel migliore dei casi un peso
invadenza” dello Stato, quando si tratti di lotta all’evasione fiscale; e di nuovi penosi    morto, nel peggiore un prezzo
sforzi richiesti ai piccoli quando invece ai grandi campioni dell’economia di semi-          intollerabilmente esoso. Qualcosa da
monopolio è riservata un’attesa in certi casi anche troppo prudente, sottraendo i            abolire, o comunque da ridurre al
colossi da liberalizzare e forse privatizzare dalla lista delle priorità    .                lumicino, piuttosto che da riformare.Non
La battaglia delle liberalizzazioni insomma procederà a singhiozzo. Si farà un passo         sappiamo come i partiti, o questi
avanti, poi mezzo passo indietro, e poi a zig zag si cercherà di introdurre mobilità,        ectoplasmi che ci ostiniamo a chiamare
variabilità, concorrenza, competizione e nuovi modelli di business in molti campi.           partiti, occuperanno il tempo che ci
Questa, almeno, è la strategia che promettono i professori al governo e il signor            separa dalle elezioni. Come tutti
Preside. Ed è la strategia dubitabile soprattutto se si partirà con un fronte troppo         crediamo poco alla loro capacità di
                                                                                             accettare o produrre Cambiamenti: ma
allargato di adesioni finte. Perché la Gente dovrebbe percepire Una Prospettiva.,
                                                                                             speriamo che, giusto per non esser
Alla pubblica opinione italiana, ad oggi non certo omogenea in sentimenti, Valori e
                                                                                             travolti dagli Eventi, provvedano a
speranze bisognerebbe far sentire e toccare coi fatti, coi risultati che non si tratta di
                                                                                             cambiare una legge elettorale, il
piccole rivalse o di rancorosi tentativi di penalizzazione ai danni di questi o di quelli,
                                                                                             Porcellum, che, anche se molti non se ne
ma di un piano per rilanciare il lavoro, l’investimento, i consumi e alla fine il
                                                                                             accorgono, si è tramutato in strumento
generale sistema di produzione della ricchezza in una Nazione che da anni produce
                                                                                             potente della loro ulteriore
soprattutto spesa e debiti, con conseguenze amare per tutti. Quel che è certo è che          delegittimazione. Se, con un soprassalto
andiamo incontro ad una fase di nuove turbolenze. E non è detto affatto che l’abbiano        di responsabilità lo facessero, si
vinta i Tecnici. Che, in fin dei conti, sono lì solo per “conto terzi” e che non             tratterebbe di un atto (dovuto) di
dispongono certo di Armate “fedeli”.                                                         decenza.
                                                                                          Segnaletica attorno a Palazzo Chigi
                                                            Adriano Sofri è tornato in
                                                              libertà. L'ex leader di
                                                                  Lotta Continua,
                                                             condannato a 22 anni
                                                                 per l'omicidio del
                                                                commissario Luigi
                                                              Calabresi, ha finito di
                                                              scontare la pena che
                                                                stava scontando ai
                                                            domiciliari. Peggio per la
                                                               "libertà". Da oggi si
                                                                ritrova in pessima
                                                              compagnia. In questi
                                                                 casi l'intelligenza
                                                                acclarata dovrebbe
                                                            essere UN'AGGRAVANTE.
                                                                                              PERICOLO
                                                      Dissidi forti e grossi in casa
                                                    ”padana”. Verso una Scissione ?
                                                                                               CADUTA
                                                                                              GOVERNI




                                                 Cosentino in galera! Su Cosentino
libertà di coscienza! Cosentino libero! Cosentino in galera! Su Cosentino libertà di
coscienza! E’ la cronaca delle giravolte leghiste sull’arresto (alla fine negato)
dell’azzurro Cosentino Nicola, nato a Casal di Principe, accusato di legami con la
camorra. Silvio Berlusconi l’ha scelto da anni come leader regionale campano. Era
pure sottosegretario. Uno che conta, insomma. Un po’ come l’amico di Tremonti
Marco Milanese, che infatti è stato salvato dal gabbio. Alfonso Papa, no. Lui è lo
sfigato spedito in cella anche coi voti dei padani e senza troppi complimenti.
Pensare che il Carroccio, con l’arrivo del governo Monti, ha avuto una
straordinaria botta di fortuna: poter divorziare da Berlusconi senza staccare la
spina al Cav. E prosciugare i serbatoi elettorali degli azzurri facendo opposizione
p e pura. Provando a rifarsi la verginità. Nulla da fare. La Lega sta in minoranza
dura
ma dà l’impressione di cedere ai compromessi. Cosentino l'ha scampata anche
grazie a pezzi di Udc e Pd. Ma tutta la colpa (se di colpa si può parlare) è finita sul
groppone del Carroccio. D'altronde cambia idea ogni due minuti. Brancola nel
buio. Fa infuriare la base. In altre parole, si sta suicidando. Ed il duello Bossi-
Maroni ne è il sintomo più evidente. Come la punta d’un iceberg. Al punto che
nessuno oggi si sentirebbe di scommettere contro una divisione della Lega in due
tronconi. Una scissione del Gruppo Maroni , in vista di assetti italiani futuri,
farebbe pendere il piatto della bilancia molto più decisamente dal lato del
centrosinistra. Una prospettiva che preoccupa non poco Silvio Berlusconi.




                                    CONCORDIA:          L’unica cosa che sarebbe
                                    intollerabile, perché tutto dipende da quello, è
                                    la fuga, la messa in sicurezza di un capitano
quando le operazioni di soccorso sono in pieno e traumatico fervore. C’è del
romanticismo, pensano tutti, nell’idea di un comandante che lascia per ultimo la
nave. Forse. Ma c’è sopra tutto il segno semplice e archetipico, che riguarda poi
tutti gli aspetti della vita umana associata, della responsabilità personale: quella è
la garanzia dell’attenzione, della cura tecnica e della perizia con cui si esercita un
potere. Il senso più sacro della Gerarchia. Dovrebbe valere per tutti, anche a terra,
ma in mare è il carattere decisivo, la condizione a cui tutto il resto della meraviglia
mdella tragedia potenziale della navigazione è sempre appeso. In mare, con la tua
e
Nave, può affondare anche il Tuo Onore e la bella Tradizione d’una Nazione intera.
                                               basteranno stavolta i rituali soliti della
                                          NON basteran
                                          nostra “politichetta” a superare questa Crisi           Maledetta mano
                                                                                                  destra !Quanti
                                                                                                  saluti fascisti ti
                                                                                                  sono scappati ??




Non crediamo affatto che i partiti oggi presenti sulla scena italiana abbiano un minimo di
requisiti per affrontare e superare questa immane Crisi italiana ed europea.. Oggi la Casta
                                                                        passati
piange disperata perché si rende conto che milioni di cittadini sono passa dalla sfiducia
al disprezzo. Ma come dice un vecchio adagio, chi è colpa del suo mal pianga se stesso. Che
cosa accadrebbe se in primavera, per dar credito alla promessa del Cavaliere al Senatur, si
                                                    elettorale? Una legge che in una manciata
ritornasse in anticipo alle urne, con questa legge ele
di mesi non potrebbe essere cambiata, visto lo stato comatoso della classe politica e della
sua proiezione parlamentare.
Vediamo i probabili schieramenti. Un blocco moderato, costituito dal Pdl e da una parte
         ga,
della Lega, il pezzo rimasto fedele a Bossi. Uno riformista, composto dal Pd, dai centristi di
Casini e, forse, dai leghisti di Maroni. Uno radicale o estremista, che vede insieme Di
Pietro, Vendola, le schegge della sinistra post comunista e, forse, il movimento di Grillo.
Chiunque riesca a vincere, dovrebbe formare un governo di coalizione. Ossia un esecutivo
frutto di un’alleanza fra diversi. Un marchingegno che, come dimostrano le esperienze più
                                                         Berlusconi-Bossi, risulta sempre più
recenti, dal secondo governo Prodi all’ultimo governo Berlusconi
difficile da manovrare e tenere unito. Anche la domanda su chi vincerebbe, non ha
                  to                      sfiducia
risposta. Di certo si sa dell’ondata di sfiduci in crescita contro l’affannato fronte dei
                                                  raggiungerà
Moderati. Meno facile indovinare il livello che raggiunger lo Sdegno che sta erodendo i
Democratici di Bersani. Ma nessuno , con certezza, può sapere quale sbocco avrà il
sentimento anticasta oggi prevalente. Né quale peso avranno i nuovi strumenti di
                                                          Internet.
comunicazione politica che ogni giorno trionfano su Internet Idem per i mini gruppi di
pressione che emergono sul web e nelle piazze virtuali, del tutto insondabili. Di sicuro la
campagna elettorale prossima ventura non è facile immaginarla. Però possono constatarsi
                                              storica
due realtà. La prima è che un’altra epoca storic è finita. Siamo alle prese con la Terza
repubblica, ma ci stiamo entrando con tutti i nostri vecchi difetti. Egoismi personali e di
categoria. Fastidio per le norme che regolano la vita pubblica. Evasione fiscale al massimo.
                                 rire.
Abitudini dannose e dure a morire. Un menefreghismo aggressivo e diffuso per le sorti di
un Paese che una volta chiamavamo Patria. Il tutto accompagnato dall’assenza di una
Destra visibile e conclamata. La seconda realtà riguarda il comportamento dei media. Dar
vita a campagne contro Monti e i Professori non serve a far chiarezza. Le responsabilità
                                    iti
evidenti sono dei principali partiti italiani, con tutte le loro inadeguatezze. Se e quando
Monti cadrà, andrà gambe all’aria per circostanze ben più grandi di mille polemiche della
         ampata
carta stampata ci troveremo tutti nudi di fronte ad una realtà fatta di squallore e
Decadenza civile. Con i Soliti Noti che, come nulla fosse accaduto, si ripresenteranno a
chiederci voti e fiducia. Che sanno di non meritare affatto. Perché verrà, tumultuoso, il
 iorno
giorno di un Signornò generalizzato. Furente come un mare in tempesta.

                                                                  Con la “Concordia” è andato     Scure di Monti sulle Auto Blu
                                                                     a picco anche il lontano
                                                                  ricordo-luogo comune della
                                                                  eccellenza italiana in campo
                                                                  nautico. Non un problema di
                                                                  Cantieri ma una questione di
                                                                       senso del Dovere. Di
                                                                  coscienza. Di Etica anche sul
                                                                   terreno delle professioni di
                                                                  Elite. Non se n’è andata una
                                                                     Nave, ma un altro pezzo
                                                                         della Bella Italia
                                                                         delle eccellenze.


 Se devi salire per una rampa di scale e sei al primo gradino, non guardare
  e non preoccuparti della incrinatura al sedicesimo in alto; concentrati sul
           secondo; perchè se inciampi lì, il sedicesimo te lo scordi.
 Se hai di fronte in prima linea dei Nemici, non ti preoccupare dell'Obiettivo
 Ultimo che si sono prefissi, FERMALI LI' d  dove ci sei tu ; così il problema del
      "DOVE IN EFFETTI" volevano arrivare NON SI PORRA' NEMMENO.
  E non stare a preoccuparti del loro Stato Maggiore e dei suoi Piani Ultimi.
   Perchè per ammazzarti è buono l'ultimo dei fantaccini che hai davanti.
                          n
             Se ti perdi in fantasticherie, ti distrai e SEI PERDUTO
                                                                               Dopo lo schiaffo
                                                                       ricevuto da Sarkozy
                                                                       (che ha annullato il
                                                                     vertice trilaterale sulla
                                                                       crisi), Monti incassa
                                                                     quello di Berlino. Il suo
                                                                     appello a fare di più per
                                                                         ridurre i costi di
                                                                        finanziamento sul
                                                                        mercato è andato a
                                                                        vuoto. La risposta
                                                                          tedesca persino
                                                                      beffarda: “L’Italia può
                                                                         farcela da sola” !



                                                  Tutti parlano di “fondi” dalla Banca
                                               Centrale Europea, ma la Germania sa che
                                               sarebbe la prima esborsatrice” dinanzi ad
                                                  una serie di Nazioni invece “deboli”




  abba

In Europa, è chiaro , ormai una torma di “poveri eccellenti” bussa alla porta della Germania,
perché si decida a “sganciare”. L’oculata e sospettosa cancelliera Merkel, dopo aver detto di
avere fiducia nei paesi come Italia e Spagna che hanno intrapreso la duplice strada
rigorista e riformatrice, ha fatto sapere attraverso il portavoce che “la sua posizione sul
ruolo della Banca centrale europea non cambia dopo il declassamento dell’Italia”.
Una risposta pubblica a pressioni diplomatiche sempre più forti da parte di tutte quelle
cancellerie che ora chiedono con decisione un intervento più deciso della Bce, come unica
soluzione possibile per cambiare le sorti del continente. Subito prima che il presidente
francese Nicolas Sarkozy annunciasse il rinvio del ververtice di questa settimana a Roma con
la stessa Merkel e il premier Mario Monti, anche il ministro delle Finanze di Berlino,
Wolfgang Schäuble, è intervenuto sul tema, precisando che il modello americano di
                                                 funziona sicuramente in Europa”.
immettere liquidità a sostegno degli stati “non fun
Nel frattempo, però, proprio la Bce ha comunicato che la scorsa settimana ha triplicato gli
acquisti di titoli di stato dell’area euro sul mercato secondario rispetto ai sette giorni
precedenti, portandoli a 3,77 miliardi. E soprattutto la posizione rigorista tedesca,
contraria all’ipotesi che l’Istituto centrale guidato da Draghi finanzi il debito degli Stati, è
respinta da un numero crescente di paesi. Nell’Eurozona aumenta il numero di paesi che si
sono espressi a favore di una Bce prestatore di ultima istanza e diminuiscono quanti la
pensano come Berlino. Tra i 17 paesi che adottano la moneta unica, i maggiori a schierarsi
per una Banca centrale che sia garante della moneta unica, sul modello della Federal
                   a                                                  Spagna.
Reserve americana o della Bank of England, sono finora Francia e Spagna Per Parigi, oltre
alle parole sempre calibrate del presidente Sarkozy, contano le dichiarazioni del ministro
                                                                                        assuma
delle Finanze, François Baroin, che in una recente intervista ha suggerito che la Bce assu
un ruolo “attivo” come quello della Fed a sostegno dei titoli del debito dei paesi in difficoltà.
Il premier neo eletto di Madrid, il conservatore Mariano Rajoy, ha utilizzato il suo discorso
                                                                   da
di insediamento alle Camere per chiedere un cambio di passo d parte della Bce, affinché
essa diventi prestatore di ultima istanza. Poi c’è l’Italia: il premier Mario Monti, in
un’intervista di oggi al Financial Times, sostiene di attendersi una Bce più “rilassata” una
                                            .
volta che il Patto fiscale sarà approvato. Come dire “vista la buona volontà che abbiamo
manifestata….bè adesso facciamo arrivare un po’ di soldi”……


Libero Sofri,
l’assassino
 del comm.
 Calabresi

				
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Description: Agenzia di informazione diretta da Guido Virzi Bisettimanale di formazione e controinformazione.