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OCCIDENTEn°59 - 15/01/2012

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OCCIDENTEn°59 - 15/01/2012 Powered By Docstoc
					Niente Referendum sulla Legge Elettorale. Si resta inchiodati al Porcellum.


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  /informazioni- commenti-opinioni –immagini /
  / informazioni - commenti- opinioni –immagini /
 “

  “Se l’Occidente si alza per difendersi, sotto un altro nome, con un altro viso e con
  niente che sia la proiezione del Passato, rinascerà l’Ordine di Sparta.” -M Bardèche-

  Palermo-------------------n° 59------------15 Gennaio 2012

                                                                                                   Per un attimo Tutti s’è fatto finta che
                                                                                                   la Riforma della attuale legge
                                                                                                   elettorale fosse davvero tornata a farsi
                                                                                                   sentire come una oggettiva necessità.
                                                                                                   Qualcuno ci ha pure sprecato qualche
                                                                                                   distratta riflessione, ma poco di più. In
                                                                                                   realtà tutto il perverso , intrecciato
                                                                                                   meccanismo è funzionale alla auto-
                                                                                                   conservazione dell’attuale casta
                                                                                                   bramina di politicastri senza meriti ; e,
                                                                                                   già di primo acchito, appariva
                                                                                                   improbabile che qualcuno si ponesse
                                                                                                   seriamente il problema del nostro
                                                                                                   criterio di rappresentanza in cui il
                                                                                                   cosiddetto “popolo” ha, di fatto, solo il
                                                                                                   diritto di ratifica d’accettazione in
                                                                                                   calce di ciò che in altre sedi è stato per
                                                                                                   lui deciso. Così a cavare le castagne
                                                                                                   dal fuoco ai “politici” è arrivato il
                                                                                                   taglio netto della Consulta che ha
                                                                                                   dichiarato inammissibili i referendum
                                                                                                   mirati ad abrogare il Porcellum. E, a
                                                                                                   seguire il solito appello di Napolitano
                                                                                                   per dire che “adesso toccherebbe alla
                                                                                                   Politica fare il suo dovere”. Una sorta
                                                                                                   di ossimoro, di contraddizione in
                                                                                                   termini, parlando della “politica”
                                                                                                   italiana che molto raramente ha fatto
                                                                                                   il suo dovere e quasi mai ha ragionato
                                                                                                   ponendosi sul terreno del Bene
                                                                                                   Comune e meno che mai da quando
                                                                                                   s’è avviata la sciagurata stagione del
Quello che si chiede a gran voce è solo sicurezza. E la sicurezza è il primo dovere di             Bipolarismo, alimentata nel
uno Stato: pago le tasse per essere protetto, fisicamente, da un aggressore. E’ una                laboratorio parlamentare, a suon di
richiesta, non solo legittima, ma doverosa. Non la si deve confondere con il                       riforme elettorali e non di innovazioni
razzismo, se chi aggredisce la mia persona o le mie proprietà è un cittadino                       di rango costituzionale. Perché
straniero, o appartiene a un’altra etnia: quello è un fattore incidentale. Fra gli                 l’attuale sistema elettorale non solo
immigrati clandestini (dunque meno controllabili) ci saranno anche tante brave                     fotografa esattamente gli interessi
persone disposte a lavorare, ma è innegabile che tra essi si celino criminali di tutti i           della Casta ma né è il cemento, il
tipi, gente in fuga dalla polizia del proprio paese, fanatici che vogliono esportare la            collante indispensabile, il presupposto
Jihad in Europa, personaggi senza arte né parte che, non riuscendo ad integrarsi,                  non eludibile poiché la pone
sono i primi a finir reclutati dai gruppi criminali. La richiesta di limitare questo tipo          formalmente e sostanzialmente al
di immigrazione è dunque una legittima richiesta di sicurezza. E’ la richiesta di chi              riparo dalle intrusioni del cosiddetto
pensa: “prima di accettare un nuovo vicino di casa, almeno controlliamo che                        popolo sovrano, costretto ad una
intenzioni ha”. Parlando in termini di diritti naturali, non esiste alcun diritto di               “scelta” semplificata al massimo e
emigrare. Non esiste alcun diritto a prender nuova casa in un Paese straniero. Non                 che,nelle varie liste, non concede
esiste alcun diritto a farsi ospitare. Esiste il diritto di proprietà dei cittadini italiani, il   nemmeno di affidarsi a candidati
che comporta anche il diritto di escludere gli ospiti sgraditi. Un governo, che tuteli             considerati decenti, attendibili pur in
realmente il diritto di proprietà dei suoi cittadini, non può permettersi di lasciar               partiti in cui sta tutto ed il contrario di
approdare sulle coste italiane ogni tipo di imbarcazione non identificata, non                     tutto sia sulla sponda”moderata” che
invitata, non registrata, così come non può permettersi (sempre per ragioni di                     su quella “sinistra”. E con
sicurezza) di far attraversare il proprio spazio aereo da apparecchi non identificati.             l’aggravante d’uno “sbarramento” che
                                                                                                   arriva al punto di negare
Non c’è alcun razzismo in questo discorso: chiunque sia uno sconosciuto
                                                                                                   rappresentanza ad un partito che non
(indipendentemente dalla sua etnia, sesso o religione) deve palesare le sue
                                                                                                   dovesse superare la soglia dei due
intenzioni prima di entrare e stabilirsi sul suolo altrui. Questo è un principio
                                                                                                   milioni di voti. Un quadro generale
comunemente accettato dai privati cittadini, quando controllano allo spioncino
                                                                                                   desolante in cui spazi per proteste
prima di aprire la porta. Non si capisce proprio perché non debba essere capito o
                                                                                                   efficaci e cambiamenti sostanziali non
condiviso quando lo si applica ad una Nazione intera alle prese con l’immigrazione.                se ne scorgono davvero molti.
                                        Una legge elettorale concepita per togliere
                                        potere vero e diritto di scelta ai Cittadini e
                                           lasciarlo in mano solo ai Signori dei
                                             Partiti.Una Tirannia malamente
                                         mascherata. Un trucco che ha scavato un
                                         fossato Tra Paese Reale e Paese Legale.

L’83% degli italiani si dichiara favorevole ad una modifica dell’attuale legge elettorale
con le liste di partito bloccate, scritta dall’ex ministro Calderoli ed introdotta dal Governo
Berlusconi nel 2005. È uno dei dati che emerge da una indagine realizzata dall’Istituto
Nazionale di Ricerche Demopolis.
Ad auspicare un differente sistema elettorale è una maggioranza netta e trasversale:
dall’87% di chi si colloca nel Centro Sinistra a tre elettori su quattro del Centro Destra; ma
anche l’82% di chi non ha oggi una chiara collocazione politica. Un consenso molto largo
nell’opinione pubblica, che – prescindendo dal sistema di voto – vorrebbe riappropriarsi
pienamente della scelta dei candidati, oggi di fatto designati dalle classi dirigenti dei
   p
partiti. Ragione prevalente dell’esigenza di una nuova legge elettorale, secondo quasi nove
italiani su dieci intervistati da Demopolis, è proprio quella di restituire ai cittadini la
possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento; il 40% sottolinea pure
l’esigenza di poter eleggere candidati che siano reale espressione del territorio.


                                        Su una eventuale riforma elettorale PD e PDL
                                      stanno cercando l’Inciucio per tener tutto fermo


                                    OBIETTIVO “STATU QUO”
                                             Che le necessità di dare segnali forti sia avvertita
dalla classe politica nella quasi interezza è pacifico. Non lo è, però, la concretezza che si
vuol dare a queste riflessioni urgenti. È il caso delle grandi manovre occulte in atto tra Pdl e
Pd, manovre che nessuno è riuscito a negare. Gli incontri tra i rappresentanti dei due
partiti si susseguono, finalizzati a salvare il salvabile. Come quelli tra il Pd Luigi Zanda e il
super pidiellino Quagliariello in merito alle modifiche dei regolamenti parlamentari. Nel
progetto comune c’è il desiderio di resistere a un cambiamento deciso, conservando il pi ù
possibile una posizione di privilegio politico.Si parla di un’idea di creare delle piccole
circoscrizioni elettorali per penalizzare le formazioni più piccole. Nel disegno c’è, ancora, il
ricorso alle liste bloccate, sebbene combinandole con liste a livello provinciale per
mascherare l’inganno. Perché di inganno si tratta non voler recepire i rilievi incavolati
dell’opinione pubblica, considerando come gli italiani si sono espressi firmando a valanga
per il referendum sulle norme elettorali. Un obiettivo certo è quello di ostacolare la nascita
d’uno schieramento nuovo, voglioso di creare un sistema più rappresentativo, cancellando
l’arroganza dei più “grandi e grossi” che ha portato a questo bipolarismo “muscolare”,
    m
incapace di uscire da una situazione di stallo. È questo, allora, il vero grande inciucio tra i
nemici-amici, e non serve nemmeno andarlo a cercare in un Sì collettivo ed ipocrita al
glaciale, cinico tentativo di Mario Monti
                                                                           Su taxi e farmacie il
                                                                           governo rischia un
                                                                          clamoroso “indietro
                                                                      tutta”. Numeri alla mano,
                                                                      infatti, in Parlamento non
                                                                          c’è una maggioranza
                                                                        favorevole alle misure.
                                                                            Monti ha dovuto
                                                                        prenderne atto quando
                                                                              ha ricevuto la
                                                                         delegazione del Terzo
                                                                        Polo. Anche loro, come
                                                                        Pdl e Lega, consigliano
                                                                             di rimandare o
                                                                       accantonare l’intervento
                                                                         sulle due categorie in
                                                                       rivolta. Monti ha perduto
                                                                       il taxi col rischio pure di
                                                                        restare senza farmaci.
                                                                       Anche Il Liberismo, ogni
                                                                         tanto, prende batoste.


                                                In grave difficoltà anche sul “fronte morale,
                                                    Bersani alza i toni, strepita, minaccia




                                          Quando Bersani difende a badilate l’onorabilità
e la “diversità “ del PD pare di assistere a un film horror berlusconiano con sottotitoli
in sovietico”. Infatti il Bersy ha messo in campo la minaccia di attivare (nientemeno!)
una class action con gli iscritti e forse gli elettori per trascinare subito in tribunale i
giornali che criticano il Pd sulla questione morale e raccontano le indagini su alcuni
suoi esponenti. Che cosa colpisce di più nell’annuncio di Bersani?
Oltre e forse più ancora del merito dell’iniziativa, colpisce il linguaggio di Bersani.
Intanto quell’insistere sulla ‘macchina del fango’, quale che sia lo scandalo che un
giornale denuncia, quali che siano i reati scoperti dalla magistratura, quali che siano i
                                                                                     scrive
giornali chiamati in causa e le loro proprietà. Non se ne può più: se qualcuno scri il
falso, attribuendoti reati mai commessi, fatti mai accaduti, cose mai dette, allora sì è
macchina del fango. Ma se uno ti critica anche duramente per comportamenti veri, per
inchieste vere, per accuse vere, allora non c’è nessun fango, a parte quello prodotto da
chi tiene quei comportamenti. Non certo dai giornali che li raccontano. Bersani pensa
di denunciare i giornali che “aggrediscono”, coinvolgendo quadri e iscritti al Pd in una
“class action”. Non è dato notare alcuna differenza tra il linguaggio usato da Marina
Berlusconi per minacciare Il Fatto Quotidiano e quello usato da Bersani per
minacciare azioni giudiziarie contro i giornali che a suo dire lo attaccano. Che vuol
                                                                         diritto di criticare,
dire ‘le critiche le accettiamo, le aggressioni no’? Che la stampa ha il di
ma senza fare riferimento alle gravissime imputazioni che pendono sul capo di alti
                                                                  tosta…Che arroganza !
esponenti del suo partito? E poi questa class action, che faccia tosta…



                                                      LEI-
        -FRANCIA DECLASSATA ANCHE LEI All’Europa servirebbe una vera politica
comunitaria, economie coordinate, unità di vedute, revisione dei trattati che non sono da
considerare tavole della legge, ma regole da rinnovare in base ai mutamenti della realtà. Dunque è
      sario
necessario scendere sul terreno della vita quotidiana che riserva sempre qualche sorpresa.
L’ultima, in ordine di tempo, è il declassamento della Francia (dell’Italia, della Spagna e del
Portogallo) che ha perso la tripla A, come a suo tempo la perse l’Italia s     suscitando lo scherno di
molti osservatori, a dire il vero poco neutrali e niente affatto sereni. Sissignori. L’agenzia di rating
Standard & Poor’s,a mercati aperti e in prossimità del week end, ha pensato bene di prendere a
                                  alpini,
calci anche gli spocchiosi transalpini, retrocedendoli senza riguardo insieme con noi. Inutile dire
che la notizia ha provocato un terremoto nelle BorseBorseeuropee. Con le inevitabili conseguenze: un
                                                                   risparmiatori..
attacco di panico non solo tra i finanzieri, ma anche fra i risparmiatori La botta rifilata ai
francesi non stupisce. Il declassamento era nell’aria da settimane, ma tardava a venire e a Parigi si
                                                    .
erano illusi che il pericolo fosse ormai superato. A uno a uno, i Paesi boriosi che guardavano il
                                                  re
nostro dall’alto al basso sono destinati a subire il medesimo trattamento subi  subito dall’Italia.
                              Il 2012 sarà un anno decisivo per l’Europa, sul piano
                              politico e finanziario. Ci salveremo con gli eurobond ?




                                  Quello passato è stato un annus horribilis che ha visto sommosse
popolari anche sanguinose e shock finanziari in tutta l'area del Mediterraneo, la culla vetusta
delle più grandi civiltà. Le scosse maggiori hanno investito le nazioni latine dell'europa ed i paesi
nordafricani e maghrebini, ma continuano tuttora nel limitrofo medio-oriente. Non sono rimasti
                                                                nordici
immuni dal contagio della crisi neanche stati tipicamente nord o iperborei come Islanda ed
Irlanda:vieppiù neppure le classiche plutocrazie di Gallia ed Albione.Le quali mostrano a lor
                            istituzionali
difesa dei sistemi politici-istituzionali più forti e collaudati, insieme ad una maggiore omogeneità
etnica e popolare. L'anno presente ci dirà se tali sommovimenti abbiano superato la fase più
                                                 cambiamento epocale, che vede ahimè l'Europa
acuta e critica, oppure sia solo l'inizio di un cambiam
tutta non già ridimensionata sotto il profilo economico ma oramai vera terra di conquista.
In questo fatidico periodo di interminabile campagna elettorale americana, la sponda nostra
sentirà magari un pò di solitudine per l'assenza dell'invadente ed imperiale alleato yankee, così
tanto preoccupato dai suoi molti problemi gravi ed irrisolti. Il continente mitico sarà chiamato
ad una prova decisiva se vorrà continuare a competere, dovrà tornare allora a pensare con la
testa propria, a darsi una sua strategia, sapendo bene ordunque di non potere sempre campare a
                 i                                  classico"God bless America".
debito. Invece di fare affidamento sine die, sul classico
                        le
Vedremo in specie nelle tornate elettorali, sopratutto in Francia, se i popoli di "casa nostra"
sapranno infine liberarsi dei loro ridicoli e corrotti presidenti, patinati burattini nelle avide mani
delle lobbies usuroglobali.
L'ultima spiaggia di questa morente unione è di far ingoiare alla recalcitrante Cancelliera gli
abba
eurobond pure con il diktat di Goldman&Sachs, con la promessa poco affidabile di ridurre i
             ni
debiti sovrani dei paesi a rischio nei prossimi 20 anni. Il gigante tedesco sospettoso penserà di
dover digerire quasi un nuovo duro trattato di Versailles, come dopo la sconfitta del 1919.
La prussiana Merkel non rappresenta certo il mio ideale, ma in questa angusta fase forse è

vittima anche lei dello strapotere delle cricche finanziarie .           -di Luigi Cardarelli -


                              All’ombra della Reggenza Monti, ristagna anche la Sicilia




                                                                      -di Giuseppe Bianca-
                                                                                   Bianca-
                              L’anno bisestile è arrivato minaccioso, ma rischia di trasformarsi
                               ,
nell’ennesimo colossale bluff, come il nostro governo.. Il 2011 che fu è stato bello sisignificativo.
Non sono crollati Muri di Berlino, ma pezzi sostanziali delle nostre convinzioni sì. Sappiamo
adesso inequivocabilmente che dobbiamo darci una profonda regolata e che lo spread tra la
nostra coscienza e quello che cercheremo fiscalmente di eva   evadere non può scendere sotto i 500
punti. A Cortina un caffè costa un’ira di Dio e lo ha scoperto con i suoi tempi l’Agenzia delle
Entrate con il supporto magnifico e mirato della guardia di Finanza. Meglio tardi che mai.
   rsino
Persino l’abbuffata dei messaggini telefonici è stata sostituita dalle pagine dei social network e
dalle più opportune e riverenti mail d’augurio.. Più austerity di questa…Gambizzare un post    post-
fascista non è reato e pazienza che si deve dare pure spazio alla c cronaca, mentre Monti continua
imperterrito nelle sue scampagnate tra Bruxelles e dintorni. La criminalità svaria per tutto lo
Stivale e vuoi vedere che Palermo è diventata più sicura delle altre città città…, mentre i giornali
                                       bibbia,
locali vanno a trovare Cuffaro a Rebibbia, in una giornata qualunque di ordinaria tristezza da
scontare. Anche la Sicilia dove non ci si bacia più è triste e sconta l’attuale legislatura con
altrettanta dignità. I direttori regionali sono stati sospesi dal Governatore; se si comporteranno
bene verranno riconfermati, mentre in molti inguaribili scommettitori, si giocano cifre
sproporzionate su quante possibilità avrà un catanese nei prossimi cinquant’anni di rifare il
                                                                        prossima volta parleremo di
Presidente della Regione Sicilia. L’anno è tosto e di quelli giusti. La pr
chi NON vuole fare il sindaco di Palermo,tanto per tenerci allegri.


   -DISOCCUPAZIONE AL 10% - La Cgia di Mestre ha ''definito'' un nuovo
 indicatore: ai disoccupati censiti dall'Istat sono stati aggiunti anche i cosiddetti
''sfiduciati''; ovvero coloro che hanno deciso di non cercare piu' attivamente un'
  occupazione. Pertanto, le persone realmente senza un lavoro, secondo questa
  stima, sono pari a 2.580.000 unita'. Se per l'Istat il tasso di disoccupazione ha
  raggiunto nel novembre scorso la soglia dell'8,6%, quello effettivo, invece, ha
                                                         civile.
                         superato il 10%''. Un disastro civile

				
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