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Document Sample
scope of work template
							La valutazione delle posture e dei
movimenti ripetitivi in ambiente
  lavorativo: metodi di misura,
  standardizzazione e Direttive
            Europee


     Prof. Francesco S. Violante
       Università di Bologna
             INAIL 2000
MP da WRMSD accolte in SMG (incidenza per patologie)




MP da WRMSD pervenute in SMG (distribuzione per regioni)
     Bureau of Labor Statistics
           (USA, 2000)

• 34,7% di tutti i casi di disturbi
  occupazionali sono associati
  all’effettuazione di movimenti ripetitivi o di
  sforzi cospicui
      European Foundation

• Lavoratori esposti ad attività che
  comportano l’esecuzione di movimenti
  ripetitivi:
• 1995  33%
• 2000  31%
      European Foundation 2000
                      Dolore muscolare      Dolore muscolare
                     regione collo/spalla    arto superiore

Effettuazione di            37 %                 24 %
movimenti
ripetitivi
Nessun                      11 %                  4%
movimento
ripetitivo
Tutti i lavoratori          23 %                 13 %
    European Foundation 2000
                            Dolore muscolare
                           regione collo/spalla
Lavorare continuamente            35 %
ad alta velocità
Non lavorare mai ad alta          15 %
velocità
Lavorare con ritmi                31%
pressanti
Lavorare senza ritmi              17%
pressanti
• E’ nota da tempo la relazione tra
  l’insorgenza di disturbi dell’apparato
  muscoloscheletrico e l’esposizione
  lavorativa a fattori di rischio biomeccanico
• 1975 istituzione del Committee on
  Ergonomics (ISO): promuovere
  l’adattamento delle condizioni di lavoro
  all’uomo
• Dal 1975 ISO ha pubblicato numerosi
  standard in tema di Ergonomia
   Patologie e disturbi muscoloscheletrici
   dell’arto superiore correlati al lavoro
• Definiti Work Related Musculoskeletal Disorders
  (WRMSDs)
• Possono manifestarsi con una patologia ben
  definita (tendinite, epicondilite, sindrome del
  tunnel carpale, sindrome di De Quervain) oppure
  mediante sintomi più o meno specifici, talora non
  accompagnati da segni clinici (“disorders”)
• Colpiscono diverse regioni dell’arto superiore
  (dita, mano, polso, avambraccio, gomito, spalla)
  Patologie e disturbi muscoloscheletrici
  dell’arto superiore correlati al lavoro

• Genesi multifattoriale: fattori di rischio
  lavorativi di tipo biomeccanico e
  fattori non professionali (“work-
  related”)
• Insorgenza graduale come
  conseguenza di una prolungata
  esposizione a fattori biomeccanici
  Evidenza di relazione tra fattori di
   rischio biomeccanico e WMSDs
               NIOSH (Bernard, 1997)
Mano/Polso       Evidenza Evidenza     Evidenza
STC               Forte              Insufficiente
                  (+++)     (++)         (+/0)
Ripetitività                 X
Forza                        X
Postura                                   X
Vibrazioni                   X
Combinazione        X
  Evidenza di relazione tra fattori di
   rischio biomeccanico e WMSDs
               NIOSH (Bernard, 1997)

Mano/Polso       Evidenza Evidenza     Evidenza
Tendiniti         Forte              Insufficiente
                  (+++)     (++)         (+/0)
Ripetitività                 X
Forza                        X
Postura                      X
Combinazione        X
  Evidenza di relazione tra fattori di
   rischio biomeccanico e WMSDs
               NIOSH (Bernard, 1997)

Gomito           Evidenza Evidenza     Evidenza
                  Forte              Insufficiente
                  (+++)     (++)         (+/0)
Ripetitività                              X
Forza                        X
Postura                                   X
Combinazione        X
  Evidenza di relazione tra fattori di
   rischio biomeccanico e WMSDs
               NIOSH (Bernard, 1997)

Spalla           Evidenza Evidenza     Evidenza
                  Forte              Insufficiente
                  (+++)     (++)         (+/0)

Ripetitività                 X
Forza                                     X
Postura                      X
Vibrazioni                                X
  Fattori di rischio professionali
Fisici
• Movimenti ripetitivi ad alta frequenza
• Movimenti che richiedono l’applicazione di
  forza
• Posture incongrue
• Compressioni localizzate
• Vibrazioni
• Altri: basse temperature, mancanza di idonei
  periodi di recupero
  Fattori di rischio professionali
Non fisici
Fattori psicosociali
• Organizzazione del lavoro (ritmi produttivi,
  orari, sistemi di controllo e verifica)
• Rapporti coi colleghi e i superiori
       Movimenti ripetitivi


• Movimenti identici o molto simili
  eseguiti ad elevata frequenza
       Misura della Ripetitività
              Silverstein 1986
• Stima della durata del tempo necessario per
  completare un compito (cycle time) e della
  percentuale di tempo impiegato per
  compiere lo stesso tipo di movimenti
  all’interno del ciclo (fundamental cycle)
• Bassa ripetitività:
  cycle time > 30 sec e fundamental cycle < 50%
• Alta ripetitività:
  cycle time < 30 sec o fundamental cycle > 50%
     Misura della Ripetitività
       Armstrong e Ulin 1995


• Valutazione della ripetitività in
  rapporto alla capacità del
  lavoratore di svolgere il lavoro
         Misura della Ripetitività
            Armstrong e Ulin 1995
 Molto alta: i segmenti corporei compiono movimenti
  rapidi e regolari, il lavoratore fa fatica a mantenere il ritmo
  di lavoro
 Alta: i segmenti corporei compiono movimenti regolari,
  qualsiasi imprevisto implica un ritardo rispetto al ritmo di
  lavoro
 Media: i segmenti corporei compiono movimenti regolari;
  il lavoratore mantiene comodamente il ritmo e può
  permettersi brevi pause
 Bassa: il lavoratore non ha nessuna difficoltà a mantenere
  il ritmo, le pause sono frequenti per attendere il lavoro
  successivo
 Molto bassa: il lavoratore è fermo per la maggior parte del
  tempo, occasionalmente usa le mani
       Misura della Ripetitività
        Latko e Armstrong 1997

• Scala analogica per valutare il livello di
  attività manuale
• Considera la durata e la frequenza dei
  periodi di riposo e la velocità dei movimenti
  delle mani
             Misura della Ripetitività
                Latko e Armstrong 1997




    0              2             4             6             8              10


   Mani      Lunghe pause;   Movimenti/    Movimenti/                  Movimenti
                                                         Movimenti/
“inattive”    o movimenti       sforzi        sforzi                   continui e
                                                            sforzi
   per la      molto lenti    regolari,     regolari;                      rapidi
                                                          continui e
 maggior                        lenti;     pause non                      o sforzi
                                                        rapidi; pause
parte del                     frequenti     frequenti                    continui,
                                                             non
  tempo;                     brevi pause                              difficoltà nel
                                                          frequenti
 nessuno                                                               mantenere
  sforzo                                                               il ritmo e
 regolare                                                               l’attività
                 Forza
Azione meccanica necessaria per compiere
 uno specifico movimento, mantenere una
 postura, movimentare un carico
                   Forza
Fattori che influenzano lo sviluppo di
forza:
• Postura
• Coefficiente di attrito
• Rapidità di esecuzione dello sforzo
• Caratteristiche dell’individuo
         Misura della Forza

• Misura diretta: dinamometro o sensori
  di pressione posti nella sede di contatto
  tra la mano e l’oggetto
• Stima (analisi del compito): peso
  sollevato, collocazione dell’oggetto
  nella postazione di lavoro, distanza
  percorsa mantenendo l’oggetto
  sollevato e il tempo impiegato per
  compiere l’azione
        Misura della Forza

Metodi psicofisici:
• Valutazione della percezione
  dell’individuo del limite di sforzo
  accettabile (scala di Borg)
• Scala analogica che esprime la
  percezione dello sforzo compiuto
  (Armstrong e Ulin 1995)
                  Posture
Per ciascuna articolazione esiste un’area
  ottimale nell’ambito della quale è possibile
  compiere uno sforzo con la minima fatica e
  il minimo sovraccarico dei tessuti
                  Posture
• Allontanandosi da questo ambito (posture
  incongrue o estreme) si ha:
•  sovraccarico legamenti articolari
    compressione strutture vascolari/nervose
    variazione geometria dei muscoli
    riduzione delle capacità funzionali
                       
  Il compito lavorativo risulta più affaticante
    Effetto della postura sulla capacità di
               sviluppare forza
Postura del polso   Presa di Forza
                         (%)
Neutra                   100
45° Flessione            60
65° Flessione            45
45° Estensione           75
60° Estensione           63
45° Deviazione           75
ulnare
25° Deviazione           80
radiale
               Posture
• Evitare l’assunzione di posture
  estreme/incongrue durante
  l’esecuzione di attività manuali
  ripetitive
• Evitare il mantenimento di posture
  estreme/incongrue per periodi
  prolungati
     Posture estreme/incongrue

• Collo: evitare flessioni anteriori ≥20°
• Spalla: evitare flessioni o abduzioni ≥30°
  oppure estensioni e rotazione interna




         Abduzione                 Estensione


 Sanders, 1997 – Armstrong, 2002
      Posture estreme/incongrue


       Flessione      Supinazione   Pronazione
        Estrema




• Gomito: evitare la flessione estrema del gomito, la
  massima supinazione e la pronazione
  contemporanea alla presa

Sanders, 1997 – Armstrong, 2002
      Posture estreme/incongrue



           Flessione/              Deviazione
           Estensione             Radiale/ulnare


• Polso: evitare flesso-estensioni estreme oppure
  deviazioni ulnari o radiali associate a presa
• Dita: evitare di afferrare o premere con la punta
  delle dita, evitare l’estensione del pollice

Sanders, 1997 – Armstrong, 2002
     Valutazione della Postura
• Metodi osservazionali diretti
• Videoripresa
• Applicazione di sensori di posizione,
  acquisizione ed elaborazione dei
  rispettivi segnali
                     Standard
• ISO 11226 Ergonomics-Evaluation of static
  working postures
• EN 1005 Safety of machinery-Human physical
  performance
  – Part 1: Terms and definitions
  – Part 2: Manual handling of machinery and component
    parts of machinery
  – Part 3: Raccomended force limits for machinery
    operation
  – Part 4: Evaluation of working postures in relation to
    machinery
  – Part 5: Risk assessment for repetitive handling at high
    frequency
ISO 11226: Ergonomics - Evaluation
     of static working postures
• Stabilisce valori di riferimento
  relativamente a posture lavorative fisse che
  non prevedono lo sviluppo di forza o
  implicano sforzi minimi
• Tali limiti derivano da studi sperimentali
  (endurance data) e possono essere
  considerati protettivi per una popolazione
  lavorativa adulta “normale”
ISO 11226: Ergonomics - Evaluation
     of static working postures
• Stabilisce criteri di accettabilità di una
  determinata postura che si basano
  sull’angolo articolare
• Posture che si discostano da questo
  ambito possono essere ancora accettabili
  purché mantenute solo per determinati
  intervalli di tempo
ISO 11226: Ergonomics - Evaluation
     of static working postures
• I massimi tempi accettabili sono calcolati
  nella misura del 20% del tempo massimo
  di mantenimento di una postura
• Viene raccomandata una alternanza di tempi
  mantenimento postura/recupero tale che al
  termine del ciclo lavorativo la rimanente
  capacità di mantenimento dello sforzo
  (remaining endurance capacity) non sia
  inferiore all’80%
   Distribuzione tempi di
mantenimento postura/recupero




         •1 Tempo, %
         •2 REC (%)
                      ISO 11226
                Esempio: abduzione spalla
Abduzione       Accettabile Step    Non
spalla                       2 raccomandato
> 60°                               X


Tra 20° e 60°              X
senza
supporto
Tra 0° e 60°       X
con supporto

Tra 0° e 20°       X
senza
supporto
                       ISO 11226
     Esempio: abduzione spalla - Step 2 -
Tempo massimo di mantenimento                   20°: 4 minuti
accettabile                                     30°: 3 minuti
                                                60°: 1 minuto

                                        Accettabile        Non
                                                      raccomandato
Postura mantenuta per un tempo                             X
maggiore del tempo massimo
accettabile
Postura mantenuta per un tempo minore       X
o uguale al tempo massimo accettabile
Norma EN 1005-4: Evaluation of working
    postures in relation to machinery

• Fornisce raccomandazioni (per i diversi
  segmenti corporei) relativamente
  all’assunzione di posture e all’effettuazione
  di movimenti in attività lavorative che
  implicano sforzi minimi
• Tali raccomandazioni possono essere
  considerate protettive per una popolazione
  lavorativa adulta “normale”
  Norma EN 1005-4
Esempio: arto superiore
                    Norma EN 1005-4
                   Esempio: arto superiore
     Posture statiche          Movimenti           Movimenti
                                  < 2/min             > 2/min
I    Accettabile             Accettabile        Accettabile
II   Accettabile se è         Accettabile       Non accettabile se la
     presente un supporto,                      frequenza è > 10/min
     altrimenti valutare la                     e/o se la macchina è
     durata della postura e i                   usata per lungo
     periodi di recupero                        tempo
III Non accettabile          Non acc. se la     Non accettabile
                             macchina è usata
                             per lungo tempo
IV Non accettabile           Non acc. se la     Non accettabile
                             macchina è usata
                             per lungo tempo
 Norma EN 1005-3: Raccomended force
    limits for machinery operation

Descrive una metodologia per il calcolo della
 massima forza isometrica esercitabile
 durante l’uso di apparecchi meccanici (sia
 in ambito professionale che domestico)
Il valore di forza è ottenuto partendo da valori
   calcolati, per diverse attività, nella popolazione
   generale (FB)
          Norma EN 1005-3
• Tale valore viene poi moltiplicato per una
  serie di coefficienti (mv, mf, md) che
  tengono conto della velocità, frequenza e
  durata dell’azione
• Il risultato è un valore di forza (FBr) che
  rappresenta il limite massimo applicabile in
  quelle condizioni
          Norma EN 1005-3
La Norma indica inoltre un metodo che
permette di classificare il rischio per
l’apparato muscoloscheletrico correlato allo
sviluppo della forza richiesta per svolgere la
specifica attività

Area di rischio                     mr
Raccomandata                       <0.5
Non raccomandata                 >0.5 – 0.7
Da evitare                         >0.7
 Norma EN 1005-5: Risk assessment for
  repetitive handling at high frequency


• Stabilisce limiti di riferimento per la
  frequenza delle azioni degli arti superiori
  durante l’utilizzo professionale di macchine
• Si basa sulla valutazione dei seguenti
  fattori: frequenza, forza, postura, periodi di
  recupero e presenza di eventuali fattori
  complementari
               Norma EN 1005-5
Condizioni ottimali:
• Frequenza < 60 azioni/minuto
• Forza: assente oppure rispettati i limiti riportati
  nella Norma EN1005-3
• Posture incongrue sono assenti o tali che:
   – Abduzione spalla < 20° (oppure Norma EN1005-4)
   – Movimenti articolari di gomito e polso non superino il
     50% del max range articolare (Drury, 1987)
   – Tipo di presa: presa di forza o in “pinch” per non oltre
     1/3 del ciclo di lavoro
             Norma EN 1005-5
• Adeguati periodi di recupero: almeno una pausa
  per ogni ora di lavoro se sono compiuti movimenti
  ripetitivi e il rapporto tra periodi di lavoro e
  periodi di recupero sia almeno di 5:1
• Ripetitività bassa (Silverstein, 1987) :
   – tempo per completare un ciclo maggiore di 30 secondi
   – gli stessi tipi di azione non devono essere ripetuti per
     più del 50% del tempo necessario a completare un ciclo
• Fattori addizionali (vibrazioni, compressioni
  localizzate, esposizione a basse temperature…)
  assenti o presenti per non oltre 1/3 del ciclo di
  lavoro
           Norma EN 1005-5

• Assenza di rischio significativo per
  esposizione a movimenti ripetitivi ad alta
  frequenza
• Sono possibili due livelli di accettabilità:
  – Area verde: 30 azioni tecniche/minuto
  – Area gialla: 31-60 azioni tecniche/minuto
            Norma EN 1005-5
• Se una o più condizioni non sono soddisfatte
  procedere ad una valutazione più dettagliata dei
  fattori critici
• Calcolare i moltiplicatori per ciascun fattore di
  rischio (Fp, Ff, Fa, Fr, Fd)
• Calcolare il numero di azioni tecniche/minuto
  accettabili nella specifica condizione:
  (30 o 60 azioni) x Fp x Ff x Fa x Fr x Fd
  IEA TG 2001 exposure assessment of
    upper limb repetitive movements
         a consensus document
• Pubblicato nel 2001 dall’ International
  Ergonomic Association Technical
  Group
• Contiene linee guida per la descrizione
  e, dove possibile, la valutazione del
  rischio biomeccanico in lavori che
  espongono a movimenti ripetitivi
 IEA TG 2001 consensus document
• La valutazione si basa sulla scomposizione
  dell’attività lavorativa in compiti semplici e
  considera quattro principali fattori di rischio
  che vengono analizzati separatamente poi
  valutati nel loro insieme
   – ripetitività
   – forza
   – movimenti e posture incongrui
   – mancanza di periodi di recupero
 Kilbom 1994 Guidelines: repetitive
     work of the upper extremity
• Linee guida per l’attività pratica:
  lavoro ripetitivo degli arti superiori-
  parte 1
• Step 1 - Ricerca di elementi di rischio:
  - lavoro ripetitivo (cycle time inferiore
  a 30 sec) eseguito per almeno 1 ora
  - caso di patologia muscoloscheletrica
  nei lavoratori
Kilbom 1994 Guidelines: repetitive
    work of the upper extremity
• Step 2 - Valutazione dell’esposizione ai
  seguenti fattori:
   – ripetitività
   – forza
   – posture incongrue
   – frequenza
• La ripetitività è considerata il fattore più
  importante per definire il rischio (è il fattore per il
  quale sono maggiori le conoscenze scientifiche
  sulla relazione esposizione/risposta)
 Kilbom 1994 Guidelines: repetitive
     work of the upper extremity
• Identificazione qualitativa del rischio
  biomeccanico
• Riduzione del rischio ai livelli minimi
  tecnicamente raggiungibili seguendo le
  seguenti priorità:
   – ridurre la ripetitività
   – ridurre i tempi di esposizione
   – ridurre l’esposizione agli altri fattori quali
     posture incongrue, sviluppo di forza ecc…
       OSHA 2000 Ergonomics
         Program Standard
• Da applicare in caso di rilievo di patologia
  muscoloscheletrica nei lavoratori e presenza
  di fattori di rischio biomeccanico
• Informazione e formazione dei lavoratori
• Valutazione del rischio secondo OSHA
  checklist (A, B, C)
• Applicazione di misure preventive e
  sorveglianza sanitaria
    American National Standards
     Institute ANSI -Z 365 1996
• Descrive un processo per il controllo del
  rischio biomeccanico e della patologia
  muscoloscheletrica:
  – analisi qualitativa, valutazione e monitoraggio
    dei fattori di rischio
  – sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti
• Non definisce limiti di esposizione “sicuri”
• Contiene indicazioni per la gestione di
  interventi ergonomici volti a ridurre il
  rischio
 California State Standard 1997

• Lo standard impone ai datori di lavoro
  lo sviluppo di un programma di
  prevenzione basato su:
   – valutazione del luogo di lavoro
   – controllo dell’esposizione
   – formazione dei lavoratori
 California State Standard 1997
• Si applica alle attività lavorative in cui sono
  stati rilevate patologie muscoloscheletriche da
  traumi ripetitivi in più di un lavoratore secondo
  le seguenti condizioni:
   – la patologia da movimenti ripetitivi è stata
     correlata in maniera preponderante (per oltre
     il 50%) ad attività comportanti movimenti
     ripetitivi
   – i lavoratori affetti erano addetti a compiti
     lavorativi monotoni
   – la patologia è stata diagnosticata da un
     medico
         Metodi di valutazione
           dell’esposizione

• Checklist OSHA
• Strain Index
• Indice OCRA
• TLV - ACGIH
                Checklist OSHA
• Checklist A (arto superiore)
• Metodo qualitativo/semiquantitativo
• L’impiego della Checklist è subordinato alla
  presenza di segnalatori di rischio per un definito
  tempo nell’arco del turno:
   1. Movimenti ripetitivi
   2. Posture di lavoro fisse non supportate o incongrue
   3. Uso di strumenti vibranti
   4. Uso di forza delle mani
            Checklist OSHA
• Fattori di rischio: Ripetitività, Forza,
  Postura, Deformazione da contatto,
  Vibrazioni, Ambiente, Ritmo di lavoro
• In base a presenza e durata dell’esposizione
  a ciascun fattore viene attribuito un
  punteggio
• Se il punteggio totale è superiore a 5, il
  lavoro è giudicato a rischio
               Strain Index
• Metodo semiquantitativo
• Proposto sulla base delle conoscenze
  fisiologiche, biomeccaniche ed
  epidemiologiche dei disturbi mano/polso
• Studi preliminari indicano che il metodo è
  in grado di discriminare tra lavori associati
  al verificarsi di disturbi delle estremità
  superiori e lavori che non lo sono
            Strain Index

Stima 6 variabili lavorative
Assegnazione di una valutazione su
 scala ordinale a ciascuna variabile
Calcolo dell’indice secondo valori
 moltiplicativi attribuiti a ciascuna
 variabile
                                Strain Index
                         Calcolo dello Strain Index
Intensità       Durata       Azioni/    Postura         Velocità         Ore        Strain
 sforzo         sforzo       minuto    mano/polso        lavoro        lavoro       Index
            X            X             X            X              X            =


                         Interpretazione del risultato

SI <=3              Lavori probabilmente sicuri

3<SI<7              Lavori di incerta valutazione rispetto al rischio

SI>=7               Lavori probabilmente pericolosi
      Modello di analisi OCRA

Analisi applicabile a lavori ripetitivi per gli
 arti superiori che prevedono lo svolgimento
 consecutivo, per almeno 1 ora al giorno, di
 cicli lavorativi fra loro similari, di durata
 relativamente breve (pochi minuti) che
 richiedono azioni meccaniche degli arti
 superiori
          Modello di analisi OCRA
• Metodo quantitativo
• Stima 5 variabili lavorative:
   1.   Ripetitività
   2.   Forza
   3.   Postura
   4.   Periodi di recupero
   5.   Fattori complementari (Lavori di precisione, Vibrazioni,
        Compressioni localizzate, Movimenti a strappo…)
• Valutazione di ciascuna variabile
• Calcolo del numero di azioni tecniche
  raccomandate secondo valori moltiplicativi
  attribuiti a ciascuna variabile
  Calcolo dell’Indice di Esposizione
                           I.E.
                            =
      N ° complessivo azioni tecniche svolte nel turno
   N° complessivo azioni tecniche raccomandate nel turno


IE<0,75      piena accettabilità

0,75<IE<4    zona di incertezza (attivare la sorveglianza
             dei possibili effetti indotti)
IE>4         non accettabile (introdurre miglioramenti
             delle condizioni di lavoro e sorveglianza
             sanitaria)
      ACGIH - TLV per attività
      manuali a compito unico
• Metodo quantitativo
• È riferito al distretto mano-polso-avambraccio
• È ricavato da studi epidemiologici, psicofisici e
  biomeccanici
• È applicabile ad attività lavorative che comportano
  l’esecuzione di azioni o movimenti ripetitivi e
  simili per almeno 4 ore al giorno
      TLV – Fattori di rischio
• Sono valutati su scale graduate da 0 a 10:
  1. Livello di attività manuale media (HAL)
  2. Picco di forza normalizzato (Pf)
• La combinazione di HAL e Pf su apposito
  grafico permette di individuare il livello
  (TLV) oltre al quale vi è evidente
  prevalenza di disturbi muscoloscheletrici e
  per il quale è indicata l’applicazione di
  provvedimenti ergonomici
               TLV




_____ TLV
- - - Limite di Azione
           Validazione del metodo




Latko W, Armstrong T, Franzblau A, Ulin S, Werner R, Albers J.
A cross-sectional study of the relationship between repetitive work and the prevalence of
upper limb musculoskeletal disorders. Am J. Ind. Med. (1999) Aug;36(2):248-59.
Esempi
         10

          8

          6




   PF
          4

          2

          0
                  0   2   4         6   8   10
                              HAL




    •HAL = 1 Pf = 1
          10

              8

              6

    PF        4

              2

              0
                  0   2   4         6   8   10
                              HAL




    •HAL = 4 Pf = 6
Esempi
         10

          8

          6




    PF
          4

          2

          0
              0   2   4         6   8   10
                          HAL


     •HAL = 9 Pf = 2
         10

          8

          6

    PF    4

          2

          0
              0   2   4         6   8    10
                          HAL



     •HAL = 5 Pf = 5
               Conclusioni
• Esiste una chiara evidenza scientifica della
  relazione tra esposizione a movimenti
  ripetitivi e insorgenza di WMSDs dell’arto
  superiore
• In letteratura sono stati proposti diversi
  metodi per la valutazione del rischio
  biomeccanico in attività ripetitive
               Conclusioni
• Nel 2000 l’American Conference of
  Governmental of Industrial Hygienists ha
  definito il limite di riferimento (TLV) per il
  controllo delle patologie
  muscoloscheletriche dell’arto superiore
  approvando, come metodo di analisi del
  rischio, il calcolo del livello di attività
  manuale (HAL) e del picco di forza
               Conclusioni

• Esiste sufficiente evidenza scientifica della
  relazione tra assunzione di posture estreme
  o incongrue e insorgenza di WMSDs solo
  per alcuni distretti dell’arto superiore
  (tendiniti mano/polso, spalla)
• In letteratura sono stati proposti diversi
  metodi per la valutazione del rischio
  biomeccanico in attività che implicano
  l’assunzione di tali posture
               Conclusioni
• Attualmente esistono indicazioni di Norme
  di organismi internazionali
• Si fondano su processi di consenso di
  gruppi di esperti nel settore dell’ergonomia
• Non sono stati ancora fissati dei valori
  limite per le posture e non è stato
  identificato un metodo di riferimento per la
  loro valutazione

						
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