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OCCIDENTE N°55 - 29/12/2011

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OCCIDENTE N°55 - 29/12/2011 Powered By Docstoc
					     L’anno del centocinquantenario è stato l’anno del collasso dei Partiti


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  /informazioni- commenti-opinioni –immagini /
  / informazioni - commenti- opinioni –immagini /
 “

  “Se l’Occidente si alza per difendersi, sotto un altro nome, con un altro viso e con
  niente che sia la proiezione del Passato, rinascerà l’Ordine di Sparta.” -M Bardèche-

  Palermo----------------n° 55------------29 Dicembre 2011


                                                                                          La fine di quest’anno solare, che
                                                                                          doveva essere memorabile per essere
                                                                                          quello del 150° dell’Unità Nazionale,
                                                                                          ci impone in termini di coscienza di
                                                                                          abbozzare un minimo di “bilanci”
                                                                                          specie per quanto attiene ai nostri
                                                                                          sforzi. Perché continuare a seguire,
                                                                                          “da Destra”, gli eventi grami di
                                                                                          questa Italietta finita in mano a
                                                                                          Tecnici “alieni”? In questa Italia in
                                                                                          cui la caricatura nostrale del
                                                                                          Bipolarismo s’è risolta nella più
                                                                                          grande ammucchiata della nostra
                                                                                          storia parlamentare ? Francamente
                                                                                          non abbiamo avuto esitazioni a
                                                                                          rispondere ai nostri dubbi
                                                                                          avvertendo il dovere di esternare le
                                                                                          nostre conclusioni. E’ da un bel pezzo
                                                                                          ormai che continuiamo a “gridare”
                                                                                          con l’idea precisa che sia utile e
                                                                                          doveroso lasciare una traccia non
                                                                                          effimera di un Popolo, per ora
                                                                                          disperso, che ha dato tanto alla Storia
                                                                                          d’Italia.. Per lasciare inciso un
                                                                                          graffito profondo in un muro di
                                                                                          roccia. Per tenere alto , come una
                                                                                          fiaccola nella notte, il concetto che la
                                                                                          Destra Italiana ha avuto ed ha
Il 26 Dicembre il Movimento Sociale Italiano avrebbe compiuto i 65 anni dalla sua         sempre tenuto a mente, a mo’ di
fondazione avvenuta in Roma.Potremmo scriverne solo col cuore. Ma ci appare               stella polare precisi riferimenti e
doveroso e più conducente parlarne con la mente. Per raccontare e spiegare a chi          “ragioni forti” di natura ideale e
non visse quella stagione. Soprattutto perchè si prenda coscienza che la nascita del      culturale che affondavano e
MSI rappresentò la scelta, non obbligata, di una classe dirigente che risparmiò           riscoprono le loro radici nel cuore
all’Italia una nuova e più lunga stagione di Guerra Civile. Gli uomini che “fecero”       stesso della Tradizione italiana ed
il Msi non solo erano in larga parte ufficiali e, comunque erano freschi di servizio      europea. Per far rilevare che
in armi,ma per la loro posizione erano in grado di poter contare su una massa di          un’Italia senza Destra è oggi una
consenso “fresco” e di simpatia in larghi strati di una popolazione che, checchèse        Anomalia politica nel contesto di una
ne dica era stata educata, cresciuta e promossa dal Fascismo, dagli strati popolari       Europa “identitaria” che quasi
più umili fino alle gerarchie portanti dello Stato. Quegli uomini avevano                 ovunque invece si va ritrovando,
                                                                                          mietendo lusinghieri successi. Ed in
sicuramente “l’opzione militare”, specie se il resto dell’Occidente avesse
                                                                                          questa Italia smagata, Noi abbiamo
percepito una minaccia partigiana comunista (come poi accadde in Grecia). Ma
                                                                                          accettato il ruolo di coloro che
essi scelsero la Politica, superando anche un aspro dibattito interno. Finchè non
                                                                                          seminano per chi verrà dopo….
rimbombò sempre più forte, non solo il più recente ammonimento mussoliniano di
rimanere comunque “buoni cittadini italiani”, ma anche la “sentenza” del
giornalista e dirigente nazionale Pietro Caporilli che proprio nel ’46 tagliò corto su
questa diatriba affermando il suo, a lungo famoso, “QUESTA ITALIA CI
INTERESSA”. Lì ci fu il crinale, lo snodo. . Il popolo che s’era riconosciuto nella
causa dell’Italia fascista accettava d’entrare a capo chino ed in risalita nella nuova
Storia della nostra Nazione. “Sporcandosi le mani” con la Politica. Accettando di
competere in posizione di svantaggio. Chinandosi dinanzi alle forche caudine dei
partiti che iniziavano avvantaggiati per la posizione di governo e per la protezione
visibilissima delle potenze straniere che s’erano spartita l’Europa. Fu una scelta
civile di portata storica. Che guardava all’interesse della Nazione ed al suo
Domani. Che ragionava in termini di “energia di riserva” della Patria, da polo
riequilibratore. Ma anche da fattore di pacificazione. Con la convinzione che,
passato il tempo dell’odio, il nostro Popolo si sarebbe “ritrovato” per riprendere il
suo posto nel concerto delle Nazioni civili. Senza più complessi di colpa.
                                                                  Tutta gongolante la sinistra per la
                                                               cacciata di Minzolini (il “berlusconide”)
                                                                   dalla direzione del Tg 1. La stessa
                                                              sinistra che ululava alla luna in difesa del
                                                                martire Santoro. E’ la vecchia brutale
                                                               legge di Brenno del “Guai ai Vinti”. La
                                                                   questione è una sola : se si hanno
                                                                  davvero dei Princìpi e li si applica
                                                               rigorosamente agli Eventi; oppure se si
                                                                 applica la Doppia Morale, piegando i
                                                                 Princìpi agli interessi di parte ed alle
                                                              “necessità tattiche” del Partito. Per cui il
                                                                criterio di Valutazione può addirittura
                                                                capovolgersi ed una Sopraffazione può
                                                               essere definita un “atto liberatorio” e di
                                                                 “superiore Giustizia. Vecchia storia.



                                      L’Italia è divenuta una Gabbia di Matti.
                                    Bastonatori alle Stelle, Bastonati nelle Stalle




                                                                               Cardarelli-
                                                                     -di Luigi Cardarelli-
  Natale deprimente e triste per davvero, quasi in stile dura penitenza francescana; a
 parte per i consiglieri e gli assessori esterni della regione Lazio che si sono regalati il
 vitalizio due giorni appena prima delle feste, forse per rassomigliare ai favolosi
 Magi. O per fare un pò di "spread". Ogni giorno che passa, previsioni economiche
 sempre più funeste e continue buffonate alla tardo-impero, col popolo tanto
 rassegnato invece d'essere incacchiato. I berluscones addirittura dicono che davvero
 scenderanno in lotta con Alemanno e la Meloni, ma a me pare che cerchino
 "pagnotta". Magari sfileranno in piazza assieme a Massimo D'Alema con le sue belle
 scarpe da mille euro il paio. Esclusivi privilegi da radicalproletari. Mentre
 superMario fatti gli auguri e gli chapò a tutti i i banchieri potentati del mondo, studia
 le misure per la grande fase 2, tal quale il new deal roosveltiano: speriamo non sia
 piuttosto quella con la letal puntura nel braccio della morte texana.
 Promette serio che ci darà la crescita agognata, forse quella all'autovelox,meno
 edulcorante e suggestiva dell'altra promessa da Silvio al poker online. Manca solo
 chep faccia sentire il Niki delle Murge a riproporre la sua fides incrollabile nel
      si
 mitico sol dell'avvenire. A questo punto non ci meraviglia proprio niente, neanche
            ai
 che alla Rai o ai ministeri s'alzino per il nuovo anno gli stipendi! E pensare che
 per secoli e secoli l'uomo ha creduto nel Salvatore nato al freddo di una mangiatoia,
 ma adesso ahimè tapino, crede ciecamente a quelli dentro le lussuose ed usuraie
 culle di Goldman&Sachs, di Banca Intesa e Mediolanum.

                      Avviato verso il cedimento strutturale il Carro di Tespi del PDL
                                                                                                             Pillola rossa, vi tenete il Governo Monti




                                           elfino
No, non è tempo per cetacei :il Nuovo Delfino non convince, a sentire gli umori pidiellini. Tanto che -
                                         tata
segnale di nervosismo - appena depositata ad Arcore la lista degli incarichi interni, si è già scatenata
una gazzarra a via dell’Umiltà: «Tutti i futuri capi dei dipartimenti - dice un azzurro che lavora al
partito - hanno già chiesto prima della nomina un ufficio in sede, ma non c’è posto nei cinque piani,
soprattutto da quando Alfano si è preso il terzo. Si sta scatenando la guerra per una targa sulla
porta». Argomenti oggettivamente ridicoli.
              Problemi
Ma, nel PdLProblemi serissimi, perché dietro c’è ben altro. Non solo l’assetto non piace a molti
                                    ra
pidiellini che contano. Come Mara Carfagna, che con Angelino ha un rapporto ottimo, ma non ha
voglia di dividere l’incarico come una comparsa qualunque dopo essere stata una protagonista. O
come Giorgia Meloni, ancora presidente dei giovani del Pdl, che dopo l’esperienza ministeriale si è
messa a pensare in grande, anche se in molti - tra gli ex An - sussurrano addirittura il suo nome per
il dopo Alemanno. La verità, al netto della guerra delle ambizioni e del criterio del Cencelli, è che
                                                  ,
scricchiola Alfano: la sua linea, la sua politica, ammesso che ci sia: «Se Alfano - sbotta un ex ministro
di peso - continua a presentare libri, a corteggiare Casini senza criterio, a lavorare al suicidio con la
Lega qua noi ce ne andiamo». Il “qua” è ovunque. È in parlamento: «Non funziona niente - dice uno
scajoliano di ferro - perché Berlusconi è finito, ma sta fallendo pure la successione. Dovevamo
diventare un partito vero e invece si è scatenata la guerra tra bande: gli ex An senza Fini non
     m
contano nulla e vogliono mezzo partito, il Giornale vale il due per cento della curva sud, non
parliamo né a Casini né ai nostri, i congressi locali sono delle risse e infatti vengono rimandati». La
                                             Berlusconi
statua del PdL, messa di lato la testa-Berlusconi si sta rivelando un fantoccio carnevalesco di
cartapesta che tende a decolorarsi ed a squagliarsi sotto la pioggia.
                                                        *Guarda guarda, si è scoperto che anche gli
                                                        imam islamici hanno il vizietto e applicano il
                                                        celebre motto “Lasciate che i pargoli vengano
                                                        a me…”. ma non proprio nel senso strettamente
                                                        evangelico. Numerosi imam sono stati scoperti e
                                                        denunciati per abusi sessuali, in moschee e
                                                        scuole coraniche, nei confronti di minori. Ecco i
                                                        dettagli: “Anche gli islamici lo fanno“. A quanto
                                                        pare il problema, di cui solitamente non si parla
                                                        (mai criticare l’islam, sono molto suscettibili), è
                                                        talmente diffuso e preoccupante che il governo
                                                        del Marocco ha deciso, come misura per
                                                        salvaguardare i minori dalle attenzioni degli
                                                        imam, di modificare le regole sulla scuola e di
                                                        chiudere alcune moschee a rischio. Questi sono
                                                        quelli che predicano la guerra santa contro gli
                                                        infedeli ed accusano l’Occidente di essere
                                                        corrotto. Su questi religiosi Non si trovano in
                                                        tutta internet vignette “allusive” né di Vauro né
                                                        dei suoi Kompagni così severi sulla Chiesa.


                       Tutta da ridimensionare la leggenda degli Scienziati miracolosi…




Attenzione, non sarebbe la prima volta che governi tecnici, o simil tecnici, fanno guai molto più grossi
di quelli provocati dalla litigiosità della politica. L’Italia di fatto ha smesso di crescere dalla manovra di
Amato del 1992, un colpo di mano che impose tasse sulle case, balzelli sui consumi, una intrusione nei
    i
conti in banca. Da allora, neppure Bin Laden e l’attacco all’America riuscirono a spaventarci come il
          Passera.
duo Monti-Passera. Era il 2001, scoppiarono le Torri Gemelle e saltò pure in aria la bolla della new
                                                     dalle
economy che trascinò giù la Borsa. Eppure, si deduce dall prime cifre sui consumi, quel Natale non
andò peggio di quello che stiamo vivendo oggi. Qualcuno adesso ci spiegherà che è meglio così, meglio
un Paese dove la gente non corre a vedere il cinepanettone con De Sica, non spreca euro in regali
             i
futili, non si abbuffa in cenoni che fanno male al portafoglio e alla salute. La nuova regola è che
                                                                                                 Bocconi.
dobbiamo soffrire, espiare, affidare la vita e il conto in banca ai professori di economia della Bocco
           ,
Quei “Geni”, per intenderci, che non avevano previsto la crisi del 2007, che non si erano accorti che le
banche di cui erano consulenti si erano riempite di titoli spazzatura rifilati a ignari risparmiatori.


                                Se smarriamo le regole della civile convivenza
                              continueremo ad esser risucchiati dal Grande Nulla




Alcuni anni fa quando per la prima volta il dibattito sulle bestemmie dei calciatori era
diventato serrato, Marcello Lippi e Josè Mourinho , quasi all’unisono dichiarano di non
avere mai sentito un calciatore bestemmiare dentro il campo. Probabilmente il difetto
all’udito che li accomuna è più frequente in chi ama parlarsi addosso ed ha, come in
                                               uando
questo caso, una bassa soglia d’ascolto. Quando morì Gaetano Scirea, Tony Damascelli
scrisse un articolo straordinario, un elogio oltre a tutto il resto, andava al fatto che non lo
aveva mai sentito bestemmiare entro un campo d calcio. Oggi le cose sono un po’
cambiate. Per evitare le reticenti bugie prive di dignità di Lippi e Mourinho, si è deciso di
dar conto alle immagini televisive. Chi viene beccato a santiare, sconta la squalifica. Il
dibattito che si apre sulla bestemmia o meno del calciatore svedese Ibraimovic è fuori
                  e,
luogo, inesistente, forzato, oltremodo banale. Ha sbagliato e deve pagare. A scanso di
                                                 facili, ho la bandiera del Milan nell’armadio
equivoci e di strumentalizzazioni di tifo facili f
                                                                                         regole
dal 1978 e l’ho sventolata con grande gioia in questi trent’anni. Ma i principi e le regol
vanno al di là degli uomini, delle appartenenze e delle convenienze. Il mondo del calcio è
                                         aese
un expo interessantissima del nostro Paese in crisi, Cristiano Doni ha fatto moltissimo per
confermarlo, diamoci una regolata, tutti insieme, seriamente. (-di Giuseppe Bianca-)
                                   La partita politica che Monti sta giocando non ha affatto
                                   coperture illimitate e garanzie di durata. Finito il lavoro
                                       sporco la “Politica” potrebbe anche buttarlo giù




                                      A partire dalle elezioni anticipate non sarebbe difficile
                                     descrivere gli scenari politici che si potrebbero verificare
                                     qualora Monti, stanco delle critiche e degli attacchi che gli
                                     muovono amici e nemici, si presentasse in Parlamento per
                                     dimettersi. Abbiamo, però, adesso, la netta impressione che
                                                    possano divenire realtà.
                                     quegli scenari p

. Il Cavaliere muove attacchi pesanti alla manovra e tenta di rivalutare così anche l’opera non certo
brillante del suo governo.       Non solo, ma ai suoi fedeli, alludendo a possibili elezioni, ha
comunicato che è sempre “in pista”. E i La Russa, i Gasparri e altri gridano che il governo, o fa quel
che decide il Pdl o va a casa. L’opposizione, dura e visibile non la fa solo la Lega di Bossi che in
Parlamento vota contro. I comportamenti dei parlamentari leghisti alla Camera e al Senato sono
violenti e spesso stupidi, ma l’opposizione dichiarata è pur sempre nelle regole. Berlusconi, invece,
                                                  a.
giuoca su due tavoli e lo fa in maniera scoperta. I suoi giornali conducono una campagna violenta
contro il governo per cui votano. Un esempio? Il titolo de il Giornale di ieri: «Effetto Monti, va tutto
                                                                                                 partito
peggio». La stessa litania recita Di Pietro, il quale però in Parlamento vota contro. Anche il parti
                           Un
di Vendola è all’attacco.Un discorso a parte va fatto sul comportamento dei sindacati. Che debbono
fare il loro mestiere. Con la Cgil che, così, tenta anche, in qualche modo di “lavare la coscienza al
PD. abba stupisce il fatto che, nel valutare anche criticamente le misu adottate dal governo,
      Tuttavia                                       nche                misure
non ci sia mai un’analisi della gravità della situazione già all’atto della chiamata di Monti.. C’è
                                                 prescindere,
invece un eccesso nella denuncia che sembra prescindere volutamente, dalle ragioni per cui è nato
questo esecutivo. A questo punto, però, si pone un problema, anche perché lo spread ci dice che non
c’è una significativa ripresa di fiducia da parte dei mercati: può esistere un governo senza una
maggioranza certa? Un governo è tale di fronte al mondo, con una maggioranza che c’è in
parlamento, quando si vota la fiducia, ma non c’è quando bisogna sostenere le misure adottate e
votate dai partiti che lo sostengono? Il pericolo di uno sfilacciamento, della perdita del senso
dell’emergenza, del rappezzamento, del rinvio, è ormai evidente. A questo punto dovrebbe essere lo
stesso Monti a mettere tutte le carte in tavola: dire in Parlamento quel che vuole fare con nettezza,
                                                                                         assumersi tutte
senza mediazioni e costringere tutti, Berlusconi e i suoi soci, ma anche la sinistra, ad assum
le responsabilità. Insomma o c’è un indirizzo dichiarato, una linea di marcia chiara oppure è meglio
andare a votare. Saranno gli elettori a dire se il tentativo di Monti andava incoraggiato e sostenuto,
o svilito e seppellito. I tempi sono duri , durissima la “terapia” messa in campo e ormai giuochi e
giochetti non sono consentiti. A nessuno.



             Abbiamo passato un Anno insieme e lo abbiamo passato stilando una sorta
di Album Rosso di tutti i protagonisti negativi della nostra vita collettiva. Abbiamo
evidenziato la fine della “spinta in avanti” del berlusconismo, l’incertezza e
l’ambiguità ormai cronicizzata del Pd, il nullismo concettuale che domina l’arcipelago
               olo”
d’un “terzo polo” ancora avvolto dalle nebbie. Ma non siamo riusciti a individuare
quella che avrebbe dovuto essere la controparte positiva, il “contrappeso” naturale,
l’anticorpo specifico, cioè la Destra. O almeno “qualcosa” che, premesse culturali a
                  e
parte, le potesse assomigliare in relazione alle cosiddette “scelte qualificanti”. In
questo momento, ad esempio, contro Monti, sono in prima linea la Lega ed il partito di
Di Pietro.Ma è evidentissimo che le loro analisi e le loro riposte alla Crisi politica
italiana le troviamo inaccettabili ed inudibili già nelle premesse. D’altronde la Destra
continua a serpeggiare come stato d’animo, come attesa tra milioni di Italiani. E
tuttavia le “destrine” oggi in circolazione non si provano nemmeno a schiodarsi dai
                i
loro minuscoli orticelli per “questioni” che nessuno osa esporre alla luce del sole.
Eppure il momento sarebbe QUESTO. Il grande Inciucio che lega attualmente PD e
PDL attorno al trono di Monti ha sicuramente aperto gli occhi a moltissimi sui limiti
                    liano
del Bipolarismo italiano e sulla poca o nulla caratura politica, ideale e morale dello
schieramento centrista e moderato. Concludiamo, dunque, il 2011 con tanto amaro in
bocca. Per la Grande Assente. Confidando tuttavia che il 2012 sia l’anno della
“riapertura degli occhi” e del Risveglio per tanti e tanti Italiani.
Possibilmente PRIMA che scatti contro di noi la Profezia Finale dei Maya.

				
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posted:12/29/2011
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