il vero natale

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					 Il natale, storia e nascita di uno dei riti più conosciuti.


Lettura: Efesini 5:15-17 – I Pietro 1:14


Introduzione:
Dicembre, un mese particolare per la cristianità, un periodo di
tempo nel quale, apparentemente, la gente è più buona, più
unita, più cristiana.
Tutte le persone accorrono festosi tra le luci delle città con
aria gioiosa...ma sopratutto, a loro detta, più buona!

Oltre a questo,vediamo un altro scenario, i genitori credenti,
fanno fatica a spiegare ai loro figli, l'assenza nella loro
casa dell'albero di Natale, del presepe e di addobbi vari.
Le stesse difficoltà che incontrano gli adolescenti parlando
con i loro amici o le loro amiche di scuola.

Come ci si deve porre, da veri cristiani, di fronte a tale
festa, e sopratutto alle incessanti domande che, ogni anno, ci
fanno I così detti: “cristiani”?

Una domanda per iniziare: Cosa sappiamo sulle origini
dell'albero di Natale, di Babbo Natale e del costume di
scambiarsi dei doni, del presepio, e di tutto quello che c'è
dietro a questa festa, che puzza di...pagano? Io credo ben
poco considerando la leggerezza di tanti credenti che si
adeguano al sistema. (Romani 12:2)



La nostra autorità è la Parola di Dio e non la tradizione!
Spesso ci nascondiamo dietro la frase: Che male c’è! Per noi
nulla di male, ma la gente ci guarda e ci giudica e si fa
un’idea    di    noi   cristiani   (alla       fine   siamo   tutti   uguali).
Le pecore seguono il gregge al macello, ma gli esseri
umani     dovrebbero       fermarsi        e    controllare   dove     stanno
andando!!! (Salmo 46:10 – Marco 7:8)




                Le origini della festa del natale.


Il Natale ha origine nella Roma pagana e imperiale!
Il 17 dicembre si festeggiavano i Saturnalia (feste in onore
del “dio” Saturno), mentre il 25 dicembre si festeggiava
“Dies natalis Solis invicti” (giorno della nascita del “dio” invitto
o festa al “dio” sole), festa istituita dall'imperatore Aureliano nel 274
d.C.

Roma seguiva la religione del mitraismo, antica religione persiana, così
festeggiava il 25 dicembre la nascita del suo “dio”. La sera del 24 Dicembre
si accendevano dei fuochi per aiutare il sole a salire più in alto sopra
l'orizzonte.

Il 7 marzo 321 d.C. l'imperatore Costantino si battezza e accetta la fede
cristiana e stabilisce che il primo giorno della settimana, il
dies Solis invicti, doveva essere dedicato al riposo.

La religione del Sol Invictus restò in auge fino al celebre
editto di Tessalonica di Teodosio I del 27 febbraio 380,
in cui l'imperatore stabilisce che l'unica religione di stato era
il Cristianesimo, ogni altro culto era fuori legge.

(la stessa cosa fu usata dal cattolicesimo romano, per far
entrare tra le dottrine cattoliche, anche che la chiesa è il
popolo di Dio, unica chiesa di Dio, e che fuori dal
cattolicesimo romano non c'è salvezza.)(Galati 1:14)

Così il “Dies natalis Solis invicti” viene trasformato in “Dies
natalis domini”, cioè giorno della nascita del Signore. Fu
così che il Natale s'infiltrò gradatamente nel mondo
occidentale.

E nel 534 d. C. il vescovo di Roma proclamò il 25 Dicembre
anniversario della nascita di Cristo. Possiamo chiamarla o
definirla come vogliamo, ma rimane sempre la vecchia festa
pagana in onore del Sole!

L'unico cambiamento sta nel fatto che lo chiamiamo il Natale
di Gesù anziché “natale dell'invincibile Sole”. Noi possiamo
chiamare un coniglio con il nome di leone, ma sempre un
coniglio rimane.




                Origini dell'albero di natale.


L’origine risale al protestantesimo germanico, l’albero sempre
verde     compare   per     la   prima   volta   nel    1510   a    Riga,   nella
Lettonia. Mentre nel 1570 fu piantato nella piazza decorato con
frutta.

L’albero   entrò    nelle   case   nel   1600    in    tutte   le   città   della
Renania, mentre nel 1700 nasce la tradizione di addobbare i
rami. Per    molto tempo, la tradizione dell'albero di Natale
rimase tipica delle regioni del nord della Germania. I cattolici
la   consideravano        un    uso     protestante       e   quindi      la
rifiutarono.

Furono gli ufficiali prussiani, dopo il Congresso di Vienna, e
la   duchessa    di   Orleans   in    Francia   a   contribuire   alla   sua
diffusione negli anni successivi. Solo agli inizi del 1900, l’albero
venne a rappresentare il simbolo del Natale e fu presente in
tutte le case.




                 Storia del presepio natalizio.


L’origine del presepe affonda le sue radici nell’antica Roma.
Nella famiglia romana c’erano i “lares famaliares”, persone
defunte che proteggevano la famiglia. Ogni familiare morto
veniva rappresentato con una statuetta, latino “sigillum”.
Queste statuette venivano custodite.

In prossimità del Natale si svolgeva la festa detta Sigillaria
(20 dicembre), durante la quale si faceva un piccolo
presepe con tutti i parenti deceduti e per invocare la
loro protezione. La mattina seguente i bambini trovavano
regali vicino al presepe.

Questa tradizione fu ripresa da San Francesco(famoso santo
amato dai cattolici), che dopo un viaggio in Palestina, nel
1223 realizzò nel convento di Greccio, provincia di Rieti, la
prima rappresentazione vivente della Natività.

È evidente che questa rappresentazione, pur avendo un
valore artistico e folcloristico è in contrasto con
l'insegnamento divino espresso nella Bibbia al secondo
comandamento, oltre al fatto che il presepe era un culto
ai morti.

@@ Fare solo un accenno a Babbo natale.



Confutazione delle false dottrine del natale.
Gesù non è nato il 25 dicembre
La venuta nel mondo di Gesù é stata la realizzazione delle
promesse fatte da Dio nell’A.T. La Bibbia ci informa che la
Parola è diventata carne ed ha abitato un tempo fra gli
uomini (Giovanni 1:1-5,14), ma gli uomini hanno preferito le
tenebre.

La nascita di Gesù non é dunque una festa gratuita ma
umiliazione e morte perché l'uomo ha respinto la grazia.

Inoltre Gesù non è nato il 25 dicembre, non c’è nessuna data
nella Bibbia se non nella pienezza dei tempi (Galati 4:4). Gli
apostoli parlarono della resurrezione di Gesù e del Suo ritorno
ma mai della sua nascita.

La Bibbia ci dice solo il periodo in cui è nato Gesù e non è
nato in inverno, ma in primavera, infatti lo storico Luca ci
informa che: “In quella stessa regione c'erano dei pastori
che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al
loro gregge” (Luca 2:8). Nessun pastore al mondo pascola il
gregge nelle notti d’inverno, ma dalla primavera alla fine
dell’estate.
Dove non troverete mai il Natale
 Nei luoghi dove gli uomini lo hanno portato: fra le feste, in
  mezzo a candeline colorate o sotto gli alberi carichi di doni.

 Sulle tavole imbandite, per le strade piene di presepi
  artificiali o nelle musiche che colpiscono la nostra coscienza.

 Non lo troverete neppure dentro le cattedrali rifulgenti nei
  loro ornamenti e non lo troverete neppure nelle chiese
  evangeliche.



Il vero Natale nella Bibbia
Il Natale della Bibbia viene definito da Paolo, il mistero della
pietà, anzi questo mistero è grande e non può essere
compreso dalla mente umana.

La Parola fatta carne è un mistero anche per noi, non
capiremo mai il grande amore che Dio ha avuto per ognuno di
noi. Perché Gesù mi ha amato? Non sappiamo rispondere.

Così abbiamo imparato dei concetti biblici come: Dio è amore,
ma non capiremo mai perché proprio io e te siamo stati tanti
amati.

Questa è la sintesi paolina del Natale: Gesù è venuto, Gesù è
morto e risorto, Gesù è stato predicato e creduto, Gesù è
tornato al Padre.

Il Natale parte dal cielo per arrivare sulla terra: “Quando
giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, per
riscattare quelli che erano sotto la legge” (Galati 4:4-5).
Così mentre ancora una volta siamo circondati dallo sfarzo del
consumismo, dobbiamo fermarci e riflettere su questo grande
mistero dell’amore di Dio(salmo 46:10). Il Natale è certo una
festa, ma è la celebrazione dell’umiliazione, dell’abbassamento,
del rifiuto.

Dove troverete il Natale
 Noi possiamo trovare e rivivere il Natale soltanto li, dove è
  stato per la prima volta: nella stalla di una locanda di
  Betlemme

 Il primo culto si è tenuto all’aria aperta (gli angeli danno
  gloria a Dio) e la prima adorazione in una stalla (i magi
  adorano il Re).

Il Natale quindi ci richiama ad una profonda umiltà, alla
sobrietà più sana, lì c’è il vero Natale, lì c’è il glorioso
Re.

Il natale è ogni giorno nei cuori di chi ha creduto
realmente al messaggio di salvezza di Gesù!

Cosa c’è di male? Nulla! Ma se vogliamo festeggiare il vero
Natale allora dobbiamo digiunare, forse Maria e Giuseppe,
quando è nato Gesù, non avevano che un tozzo di pane
da consumare in quella gelida stalla.

Dunque tutto quello che un giorno è stato respinto ritorna
trionfalmente   nel   mezzo   di   un   popolo   che   vuole   essere
cristiano e che si vanta di esserlo

Ma i Vangeli ci presentano Gesù, il Signore della gloria
fattosi povero per noi. Che differenza fra il Natale dei
nostri giorni ed il Natale dei Vangeli. Il consumismo dei
nostri giorni è in antitesi con il Cristo che si è fatto
povero.

Purtroppo      tutto         questo        è    stato          smarrito,           ecco      allora
presepi,     alberi     illuminati,        baldoria,             tutto           nel   nome      di
Gesù. (Matteo 7:22-23)

Vivere il Natale come credenti
Come   credenti        siamo       coinvolti         in        questi      giorni      di    feste
religiose e anche in questo caso dobbiamo tener presente ciò
che disse Paolo: (Filippesi 4:8).

 Auguri:    Sicuramente           tutti       coloro          che        non     conoscono      la
  nostra    fede,      ci     faranno          degli      auguri.          Approfittiamo         di
  questi momenti per presentare il Vangelo.

 Preparativi: Ricchi e poveri si affaticano in mille modi per la
  buona     riuscita    di    quel     giorno.            Il    ricco       stolto     fece     dei
  preparativi,     ma        non     gli       servirono.            Il     credente          deve
  prepararsi per qualcosa di più grande:                                        all'incontro col
  Signore. Noi lo preghiamo per il suo ritorno, non per la
  sua nascita.

 Regali:    Anche      in     questo          caso        ricordiamo            che    il    dono
  maggiore è Gesù che ha dato se stesso per noi. Un regalo
  senza Cristo non serve a nulla!

 Spreco     economico:        Durante          le     feste         si    dimenticano        tanti
  problemi, poi passata la sbornia, i problemi ritornano. Ciò
  testimonia chiaramente che il Natale, in realtà, non è un
  giorno in cui viene ricordato il dono di Dio all'umanità
  per la sua redenzione, l’unico vero Natale fu segnato dalla
  povertà e dal rifiuto (Non c’era posto).

 Problema con i parenti: Ogni anno si ripete la stessa storia,
  non      vogliamo        scandalizzare     i     parenti,    ma        non   ci
  preoccupiamo        di   quello   che    pensa    il   Signore!   Il    Natale,
  essendo una festa pagana (perché la chiesa che lo festeggia
  è pagana) rientra nelle opere infruttuose delle tenebre,
  siamo chiamati a denunciare non a partecipare. Ognuno
  comunque si faccia guidare dalla propria coscienza.

Per festeggiare il Natale guardiamo cosa hanno fatto i
pastori     (
 Uno spirito di gioia: “Vi annunzio una grande gioia che tutto
  il popolo avrà”. La nascita di Cristo porta gioia.

 Uno spirito di lode: “Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace
  in terra”. Gesù porta pace nel cuore.

 Uno     spirito di cercare Cristo: “Andiamo fino a Betlemme,
  per vedere ciò che è avvenuto”. Dobbiamo cercare Gesù
  non festeggiarlo.

 Uno spirito di testimonianza: “E i pastori se ne ritornarono,
  glorificando e lodando Dio per tutte le cose che avevano
  udito e visto”. Bisogna parlare Gesù non usare il suo
  nome.

Ancora una volta il mondo vive un grande controsenso: Si
festeggia, ma senza il festeggiato! Per noi invece è festa
tutti i giorni perché Gesù è venuto, ha percorso le nostre
strade, ha parlato la nostra lingua ed ha abitato in noi,
egli è veramente Dio con noi!

E sopratutto, non teniamo, come fanno i cattolici, quel
“Gesù   bambino”   sempre   nella   mangiatoia,   Gesù   è   anche
cresciuto, e sopratutto morto per noi!!!

				
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