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12/25/2011
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12
CORSO BASE

DI



ASTROLOGIA

INTRODUZIONE E CENNI STORICI









Reimpaginato by Jalina

DISPENSA

1







INTRODUZIONE



Negli ultimi trenta secoli l’uomo, ha tentato l’interpretazione del mondo che lo

circondava (microcosmo e macrocosmo) attraverso la divinazione dei fenomeni

naturali. La paura dell’ignoto, l’angoscia ed il timore della punizione divina lo

conducevano alla ricerca “dei perché”, per meglio individuare ed interpretare le

forze che muovevano il mondo.



Dalla scoperta scientifica degli elementi che ci circondano si è passati via via

dalla paura alla consapevolezza di regole ben precise che muovono sia le

piccole che le grandi cose.



Proviamo ad immaginare la crescita storica dell’uomo, fatta dalla vita di tutti i

giorni, come un cammino di scoperte associate inizialmente al mito, perché

l’uomo ha sempre avuto bisogno di credere nell’esistenza dei Dei, o comunque

in qualcuno che sta al di sopra di lui e può punirlo se non rispetta le regole

(nella tradizione cristiana, Adamo ed Eva sono scacciati dall’Eden perché non

avevano rispettato “le regole”), ma cosa sarebbe il paradiso se l’uomo non

avesse fatto il suo percorso, se non un mondo sconosciuto dove la conoscenza

spetta ad un solo potere.

La mente regolatrice però va oltre e senz’altro non avrebbe desiderato un

paradiso privo di Conoscenza, di Amore e di Verità.



Big-Ben, e dallo scoppio di Uno si ottiene il Tutto ma Uno e Tutto sono

secondo me la stessa cosa, l’insieme di tante piccole particelle (più tardi

chiamate atomi) che scorrono e creano inizio e fine, vita e morte.



Ed eccoci arrivati su questo pianeta, forse visto l’immenso Universo, non

l’unico abitato da esseri intelligenti, si formano i piccoli nuclei familiari, si

creano i primi utensili ed ecco che dallo strofinio di due pietre l’uomo scopre il

Dio Fuoco.

Ricordiamoci che i miti sono innanzitutto un racconto che tenta di spiegare le

contraddizioni della Natura che ci circonda.



E così l’interpretazione di tutti gli altri Elementi, che inizialmente venivano

identificati con Dio, trascorsi i secoli gradualmente veniva ricondotta ad una

interpretazione vera e propria dell’Essenza che ci circonda sino ad arrivare alla



2

spiegazione graduale dei vari perché ma sempre con una funzione limite che è

innata nell’uomo.

Proprio nell’umiltà i valori e le conoscenze dell’uomo devono trovare il proprio

percorso fatto si di interpretazione, di comprensione ma soprattutto di fede non

per forza in un Dio ma in qualcuno che ha regolato il tutto con grande armonia

e soprattutto con grande conoscenza.

Penso che il mistero non sia alla portata dell’uomo e non debba condurlo

come più volte è successo a costruire le piramidi delle illusioni, le torri di

Babele anche perché la conoscenza è piena consapevolezza e dal momento in

cui l’uomo sarà in grado di raggiungerla esso stesso sarà il Dio della sua terra.



Così l’Astrologia passò dall’interpretazione mitologica all’analisi reale del

movimento dei corpi celesti e della loro influenza sull’essere umano e

sull’Universo intero.









CENNI STORICI



Si può parlare di Astrologia in senso stretto dall’età ellenistica in poi, periodo in

cui questa scienza assunse il significato di una sorta di religione con indirizzo

astrale.



Secondo alcuni addirittura questa dottrina era già praticata da caste

sacerdotali mesopotamiche, sembra quindi scaturisca da una rielaborazione di

conoscenze tramandate oralmente agli adepti ed ai nuovi iniziati.

Le credenze nel periodo ellenistico erano che l’influsso dei corpi celesti

determinavano la causa degli eventi umani e terreni. Vaste testimonianze si

trovano nel periodo dell’Impero Romano, fase in cui la classe aristocratica e

soprattutto i pitagorici rivolsero studi astrologici associandoli all’Esoterismo ed

all’Occultismo.

L’Astrologia si può dire che prese vita inizialmente in Oriente fra il delta del

Tigri e dell’Eufrate (due fiumi).



Anche Platone nei suoi vari scritti cita concetti religiosi e pitagorici con lo

sfondo astrologico.



Dal primo al terzo secolo dopo Cristo molti Re fecero coniare monete con

corrispondenze astrologiche rappresentati la loro nascita (vedi l’Imperatore

Augusto che fece pubblicare il proprio Oroscopo e coniare monete con il

simbolo del Capricorno).



Quest’arte si sviluppò talmente che dal secondo al decimo secolo tutti

credevano al culto dei Caldei (gli antichissimi astrologi mesopotamici) e sia

nella letteratura che nella scienza venivano fatte continue citazioni. Comunque

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con l’avvento del Cristianesimo iniziarono le prime persecuzioni contro quei

sacerdoti che istruivano gli adepti verso questa cultura che allontanava dal

vero Credo sino ad arrivare al dodicesimo/tredicesimo secolo, periodo in cui

l’astrologia iniziò ad essere messa alla sbarra ed i loro seguaci perseguitati

dalla casta dell’Inquisizione (l’uomo ha sempre adoperato il Credo per

utilizzare e manovrare le masse sia con scopi benefici che tutt’altro).



Si può notare però come nel XV secolo un Papa fece calcolare da astrologi il

giorno propizio alla sua incoronazione (addirittura Leone X fonda una cattedra

di Astrologia alla Sapienza).



Quindi arrivando ai nostri giorni l’Astrologia è divenuta una tendenza, chi di

mattino non si alza e anche se scettico non legge il suo oroscopo? E’

comprensibile che la solitudine, la speranza in una nuova opportunità, il nostro

mondo che diventa sempre più stretto, il bisogno di credere in qualcosa ci

portino ad affidarci all’astratto, ad una parola di conforto trovata nelle pagine

dei quotidiani come se ci indicassero il percorso della giornata.

Futili ed inconfutabili bisogni umani quasi vicini alla realtà se realizzati (le

previsioni e gli oroscopi) con amore e criterio.

Fate attenzione perché essi sono generali e anche se personalizzati (data,

ora di nascita ecc.) bisogna sempre tenere presente l’Arbitrio ossia la

possibilità data all’uomo di percorrere l’Una o l’Altra strada, quindi bisogna

attenersi ai responsi non trascurando il limite umano.









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DISPENSA

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LA MITOLOGIA E I SEGNI DELLO ZODIACO:

ARIETE, TORO, GEMELLI







ARIETE

Il 21 marzo il Sole entra nella costellazione dell’Ariete dando inizio all’equinozio di

primavera.

La natura si risveglia con una forza creativa che si diffonde in ogni direzione senza un

ordine preciso. L’Ariete è il primo segno dello Zodiaco, è maschile ed è un segno di

fuoco. Il suo geroglifico, stilizza l’animale rappresentandone le corna. In questo primo

segno si identifica l’inizio, dove tutto è allo stadio indifferenziato, la materia da ordinare.

Data la sua valenza di inizio, nell’anatomia umana viene associato alla testa.

“ … Il verbo dell’Ariete è, nella dominante cromatica, il rosso e l’oro, cioè Marte e

Sole…” (André Barbault).

Probabilmente l’associazione tra l’animale e la costellazione nasce nelle popolazioni

antiche che si dedicavano alla pastorizia, dove l’Ariete era il simbolo maschile della

fecondazione; ma anche nel Medioevo si ritrova l’associazione simbolica alla violenza

penetrante con la nota “testa d’Ariete”.

Nella mitologia greca, tuttavia, nella storia del Vello d’Oro e l’impresa degli Argonauti

troviamo la rappresentazione più significativa dell’archetipo.

Frisso, figlio di Atamante, perseguitato dalla matrigna, chiese aiuto alla madre Nefele,

dea delle nubi, che inviò al figlio un Ariete dal Vello d’Oro con cui avrebbe potuto

fuggire. Insieme alla sorella Elle, Frisso intraprese il volo, ma durante il tragitto la sorella

si addormentò e precipitò nel mare. In questo mito la sorella di Frisso rappresenta

l’immagine dell’Anima, il suo femminile da salvare durante la separazione dalla madre.

Quindi Frisso si salva ma perde la propria anima e con lei la componente femminile

inflazionando il tratto maschile egoico. Nel suo volo troviamo il lato istintuale tipico di

questo segno, l’ardore irriflessivo che lo porterà poi a morire sulla rupe di Eea; le facili

illusioni che inducono alla spontaneità istintuale senza la certezza del risultato, con un

vissuto di panico. Così nei tipi Ariete, quella che apparentemente si evidenzia come

espressione totale del coraggio in realtà è un istinto incontrollato accompagnato

inevitabilmente da paure e angosce, poiché manca l’elemento razionale.



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La stessa simbologia emerge dalla prosecuzione della storia di Frisso: il mito di Giasone

e l’impresa degli Argonauti. Frisso come Giasone pagano il fatto di vivere la spontaneità

dell’evento per la propria auto-conservazione. Infatti le loro vittorie implicano sempre

una perdita di libertà e da qui nasce la paura. L’aspetto tormentato e passionale

dell’Ariete risiede proprio nel tema del sacrificio: la realizzazione delle cose esprime il

sacrificio dell’energia, e l’Ariete è il sacrificio mediante l’applicazione dell’energia. Così

il tipo Ariete tende a consumare il suo patrimonio vitale in un susseguirsi di esperienze

che nel tempo lo stancano e logorano.

Le patologie del segno riguardano la testa e i suoi organi.







TORO

La grande carica energetica impressa dall’Ariete prende forma nel secondo segno

zodiacale, il Toro, simbolo della fertilità e dell’iniziale ordine armonico nel regno

naturale. Segno di terra, il Toro rappresenta l’animale che genera (simbolo di fertilità) e

quindi la sua valenza è femminile, archetipo del materno protettivo. Il suo geroglifico

rappresenta una testa di bue stilizzata. Nello stesso è possibile evidenziare un Sole

sormontato da una mezzaluna che rappresenta il connubio tra il principio femminile e

quello maschile nel senso della fertilità; nella mitologia egizia il Toro era dominato da

Osiride e Iside, Sole e Luna appunto.

Il mito del sacrificio del Toro nel culto di Mithra sottende a tutta la struttura psicologica

e inconscia del tipo astrologico taurino, spiegando come questi soggetti che dovrebbero,

governati da Venere, esprimerne le emanazioni ed essere mansueti come gli ovini, siano

in realtà spesso afflitti da turbamenti e squilibri tali da condurli a sublimare le pulsioni

istintuali. Mithra, divinità orientale e Dio solare, uccide il Toro per simbolizzare il

superamento degli istinti oscuri. Quindi Mithra sacrifica l’istintuale, la sessualità che si

identifica con l’animale per realizzare la sua natura trascendente. Trionfando sul proprio

lata animale, il figlio può essere pari al padre, al Sole, a Dio e così accedere alla Madre o

alla dimensione eterna. Nel Toro, l’eroe sacrifica parte di sé ma si unisce al genitore, c’è

la sconfitta della natura umana animale senza regressione.

Ecco perché molti soggetti Toro lamentano il conflitto, ma spesso ne vengono assorbiti

consapevolmente sublimando in modo solo parziale. Freud, ad esempio, ha sacrificato il

suo Toro trasponendo l’investimento libidico nelle sue ricerche scientifiche.

Analogie mitologiche del mito del sacrificio del Toro nel culto di Mithra sono rinvenibili

con il mito di Teseo e l’uccisione del Minotauro di Minosse nel Labirinto.

La simbologia dei miti, in Astrologia va riportata nel caso del Toro, al rapporto che ogni

individuo, nella prima infanzia ha con l’ambiente domestico e familiare e le figure

protettive più vicine. Il segno zodicale del Toro identifica la fase della “oralità”, espressa

dal calore dei genitori e dall’allattamento. Per cui in questo soggetto la soddisfazione o la

privazione frustrante di questo desiderio avrà ripercussioni nella fase adulta, in quei

settori di vita dove l’individuo nell’oroscopo ha il segno del Toro.

Il tipo Toro ha una costituzione robusta, ossatura e muscolatura molto sviluppate. Dal

temperamento nervoso e facilmente irritabile ha una risposta agli stimoli molto lenta.





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Vero ruminante psichico, nasconde le inquietudini e si spaventa facilmente, è un

abitudinario.

Le patologie del segno sono collegate alla gola ed ai suoi organi.









GEMELLI.

Il segno zodiacale dei Gemelli (dal 21 maggio al 21 giugno) conclude la primavera.

Dall’archetipo del segno si può dedurre che l’energia che nell’Ariete era indifferenziata, e

che nel Toro veniva ricevuta dalla terra, nei Gemelli dà origine a un ciclo di

differenziazione e individuazione. Il fuoco originario della sorgente di vita (Ariete) si

condensa nella materia e si cristallizza nell’Uovo (Toro) che si suddivide in maschile e

femminile con il segno dei Gemelli. Infatti il geroglifico rappresenta due unità parallele

unite in basso e in alto da due linee orizzontali: si tratta di due opposti complementari

uniti come in un matrimonio, dove le due line orizzontali rappresentano il tempo e lo

spazio.

La storia biblica come quella mitologica è ricca di racconti di coppie gemellari come

simbolo di dualità in una continua tensione dinamica (Yin e Yang). La separazione dalla

coppia genitoriale comporta la realizzazione del mondo dei contrari, la personalità si

organizza in parte conscia (Io) e inconscia (Non-Io) e quindi in contrari che si

oppongono. E’ la divisione fra interno e esterno che conduce all’individualità, per cui il

simbolo dei Gemelli è essenzialmente quello della presa di coscienza dell’intelligenza.

Infatti il dominatore del segno è Mercurio, il messaggero degli Dei, che gli conferisce

grandi doti di eloquio e comunicazione.

La scissione interna tra le forze evolutive e involutive dell’uomo, che si risolve nel

sacrificio di una a vantaggio dell’altra, è ben rappresentata dal mito di Polluce e Castore.

Nati dallo stesso uovo, Polluce è divino Castore è mortale i gemelli protetti ed educati da

Mercurio. Nel duello per la contesa delle proprie amanti, gli avversari Ida e Linceo

uccidono Castore, che Polluce vendica uccidendo a sua volta Linceo. Polluce allora,

dilaniato dal dolore, invoca il padre chiedendo che a Castore venga concessa la divinità

per poter dividere con lui il regno eterno. Accolta la preghiera del figlio, Giove fulmina

Ida e concede ai due fratelli di trascorrere l’immortalità uniti, ma sei mesi negli Inferi e

sei mesi nell’Olimpo.

Il gemelli porta sempre con sé l’archetipo della scissione e tende ad avere diverse fasi

nella sua vita che spesso sono delle alternanze. E di fronte alle prove della vita può

abbandonarsi all’angoscia della separazione o della perdita. Come i gemelli mitologici,

anche il nato sotto il segno zodiacale vive nella dannazione e nella beatitudine in modo

alterno e in senso esistenziale.

Dotato di una grande intelligenza ha il desiderio innato di conoscere, e quindi esperisce il

dolore dell’esperienza ma ragiona troppo per abbandonarsi.

In genere riesce ad imporsi verso gli altri con un grande estro e simpatia ma spesso la sua

fragilità e la sua tendenza ad eccedere gli causa inimicizie che alle volte per invidia

arrivano alla violenza.





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Quando vi sono aspetti sfavorevoli, è portato alla bugia, alla maldicenza e alle truffe,

negli altri casi si avrà un soggetto tendente alla superficialità. Mentre l’Ariete

rappresentava la testa, il toro la gola, i gemelli rappresentano nella patologia del soggetto

le vie respiratorie, le braccia e le mani e sono probabili patologie alla vescica e alla pelle.

La grande capacità del soggetto di assimilare lo conduce ad un nervosismo perché spesso

non riesce a scaricare gli eccessi di cui gli stesso si crede capace di poter contenere. Il

suo corpo è agile, braccia e gambe lunghe e svelto nei movimenti spesso è ossuto

difficilmente riesce a nascondere i propri stati d’animo e la sua curiosità. Il gemelli è

l’unico segno dello zodiaco che riesce ad eludere gli ostacoli tirandosi indietro prima che

l’evento si realizzi. In genere un gemelli con molti aspetti positivi nel suo tema diventa

famoso e popolare, nei casi contrari spreca energie e perde occasioni economiche

interessanti.

Nella sfera affettiva il tipo Gemelli è tendente a cercare dei soggetti che frenino la sua

esuberanza opposti al suo carattere proprio perché avvertono l’esigenza di non sprecare

e di piantare i piedi in terra.









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DISPENSA

3



LA MITOLOGIA E I SEGNI DELLO ZODIACO:

CANCRO, LEONE, VERGINE







CANCRO



Con il solstizio d’estate, il 22 giugno, viene annunciato il quarto segno zodiacale. In

questo periodo trionfano le forze generatrici materne nella natura. E il geroglifico del

Cancro rappresenta proprio il processo della gestazione prima della nascita, ma anche un

immagine molto simile al Tao. Il Cancro porta dentro di sé il grande archetipo della

Madre, il suo elemento è l’Acqua limpida e profonda dei mari e dei laghi, ma anche

l’acqua originaria, il liquido amniotico del ventre materno.

Si può dire che il Cancro è il segno che lega il presente al passato con nostalgia, così

come la madre è il punto di passaggio tra la generazione precedente e il figlio che la

continua. L’immagine del Cancro è quella del crostaceo al riparo nella sua corazza che

vive nascosto sia nell’acqua che fuori.

Il tipo Cancro presenta di solito un carattere ricettivo, dotato di grande intuito, passivo e

con una sviluppata tendenza al sogno ma generalmente non ama condividere il proprio

intimo e in genere i suoi rapporti sono connotati da freddezza attenuata dalla cordialità.

Nella simbologia antica il Cancro rappresenta una delle porte dello Zodiaco da cui

dovevano passare le anime che erano pronte ad incarnarsi. Dopo aver bevuto dalla coppa

del Dio Bacco che gli cancellava la memoria materna diminuendo così la sofferenza del

distacco, erano pronte per la vita. Oltre a rappresentare il Karma dei genitori e il ciclo

vitale, il Cancro rappresenta bene anche il mito di Edipo, e quindi riassume tutta la

tematica dell’instabilità, della tensione fra reale e immaginario, ma di un desiderio che è

sempre superiore alle proprie possibilità e che inevitabilmente conduce alla sconfitta.

Dall’amara delusione nasce la regressione che porta alla nostalgia dei bei momenti passati

favorendo ulteriormente la chiusura. Quindi, passivo molto ricettivo, alieno al

coinvolgimento diretto e responsabile, a causa della costante presenza materna spesso

ritarda o addirittura nei casi più gravi impedisce il processo di maturazione, realizzando

unicamente un mondo interiore. Nei casi di forti afflizioni natali il soggetto può soffrire

di forme di autismo o rifiuto della socialità.



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Notoriamente lunatico, il Cancro può variare il suo umore più volte nella stessa giornata,

il che lo conduce facilmente a mutare i suoi stessi principi. Possiamo riscontrare nel

Cancro il tipo inibito, meditativo e indeciso così come in altri casi la tipologia può

manifestare aspetti del tutto contraddittori, e facilmente si avranno soggetti in continuo

cambiamento e alla ricerca esasperata di sensazioni, con una sfera affettiva molto

complessa e instabile.

Questa duplicità trae le sue origini dal vissuto edipico del soggetto.

Le due nature presenti nel Cancro rendono questo segno tra i più enigmatici di tutto lo

Zodiaco. Indubbiamente nel cancro si esprime l’archetipo della famiglia e il soggetto ha

per sua natura una fortissima tendenza al legame con la casa e la famiglia, valori che

esaspera sino ad arrivare alla testardaggine. Terrorizzato dalla solitudine preferisce

morire nel passato che nascere nel nuovo, per la paura di crescere ed evitare la fatica di

rendersi diverso e quindi individuale.

Il tipo Cancro ha caratteristiche fisiche non proporzionate: in genere la parte superiore ha

una configurazione robusta e carnosa mentre la parte inferiore risulta essere debole e

sottile. La statura è media e gli occhi in genere sono piccoli e incavati.

Le patologie del segno sono spesso collegate allo stomaco.



LEONE



Dal 23 luglio al 22 agosto, si entra nel segno del Leone, secondo segno di fuoco che

segna per il mondo vegetale il culmine della maturazione e dell’esplosione dei colori, e

per il mondo umano la maturità intellettuale. In questo segno il Sole ha il suo domicilio,

Marte è in esaltazione con Saturno in esilio e Urano in caduta.

Il geroglifico rappresenta la stilizzazione della coda di un leone, il cui termine oltre che

dal latino ha una derivazione di origine greca che significa staccare. Se con il Cancro

avveniva la nascita dell’uomo, con il Leone si produce un distacco da intendersi come

presa di coscienza di sé.

Infatti, in tutte le mitologie, il Leone simboleggia l’affermazione dell’individualità, ma

contiene anche il simbolo divino del principio della vita poiché l’astro dominante è il

Sole. Così nelle religioni (ma anche nelle iconografie araldiche delle monarchie) il Leone

ricorre nella simbologia dei testi e delle raffigurazioni a rappresentare il principio di

Legge, di giustizia, di forza e di dominio. Nella Genesi Gesù viene descritto come il

Leone della tribù di Giuda. Se il Leone è il simbolo del Cristo, tuttavia, quando la

simbolica Leone-Sole esprime un valore negativo e cioè l’ombra, allora diventa il

simbolo dell’Anticristo.

Il mito che meglio spiega e rappresenta questa tematica è quello della prima fatica di

Eracle (l’Ercole romano): l’uccisione del Leone di Nemea. Identificandosi con il ruolo

dell’eroe Eracle inflaziona l’Io e mette in pericolo il processo di individuazione, infatti

dopo aver vinto con i Mini diventa un flagello per tuta la Grecia. L’intervento di Era che

lo fa impazzire gli consente di congiungersi con la sua “ombra” della quale prende

coscienza. L’incontro a Delfi con l’oracolo (e quindi il ricongiungimento con il divino)

gli permette di elaborare l’aggressività egoica per deflazionare l’Io. A questo punto

l’Oracolo infligge a Eracle la penitenza delle dodici fatiche famose, che altro non sono se





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non un processo terapeutico analitico in cui egli incontra a livello psichico la sua

aggressività inconscia e l’affronta per integrarla.

Quindi per il tipo Leone la fatica consiste nel prendere coscienza di sé

allontanando le innate tendenze megalomaniacali.

Barbault divide i soggetti leonini in due grandi categorie: il tipo erculeo,

concreto, realista, che fa affidamento soltanto sulle proprie energie e con una

spiccata tendenza ad imporsi, più orientato sul piano fisico che intellettuale; e il

tipo Apollineo, che corrisponde ad Eracle dopo aver compiuto le dodici fatiche

e quindi disciplinato da un’energia solare interiorizzata, più portato per le

esperienze creative, artistiche e religiose.

In genere i nati in questo segno possiedono grande coraggio e orgoglio infusi

da Marte e sono molto portati per le realizzazioni. Sono trascinatori di uomini

per il raggiungimento di un loro ideale ed ottengono nel corso della loro vita

grande prestigio nel settore lavorativo. Quando però il Leone non riesce a

raggiungere i suoi obiettivi si fa sopraffare dalla depressione con conseguenti

abbattimenti nella personalità.

Quando il Sole è in aspetto armonico con Venere si ha un equilibrio familiare e

affettivo, mentre nei casi di dissonanza si hanno dei soggetti portati alle manie

di potere incoerenti.

Da un punto di vista patologico questo segno è associato al cuore, non a caso

il Leone soffre spesso di patologie di circolazione, di aritmie sino ad arrivare

addirittura a problematiche al cuore.

I soggetti Leone hanno una statura vigorosa e robusta, la fronte larga e spesso

gli occhi sporgenti.

In conclusione possiamo dire che se un soggetto Leone in un tema presenta

parecchi aspetti armonici risulterà essere un ottimo capo, un buon padre ed un

trascinatore in tutti i settori del quotidiano, se presenta delle afflizioni queste

caratteristiche assumono un aspetto negativo e predispongono il soggetto

verso un orgoglio eccessivo e la ponderatezza diventa presunzione.







VERGINE.



Il 23 agosto il Sole entra nella costellazione della Vergine, segno di terra,

domicilio notturno di Mercurio con Giove e Nettuno in esilio. Con questo sesto

segno si chiude il primo ciclo evolutivo come materia dell’uomo per cominciare

il ciclo di ritorno verso l’essenza. Il livello razionale si arricchisce a discapito di

quello istintivo portando a considerare il segno della Vergine come

l’espressione della ragione imperniata sulla logica. Il geroglifico è la lettera M

stilizzata che viene associata alla Madre e quindi alla Vergine fino al simbolo

divino della Madonna che esprime il concetto della sterilità/fecondità. Ecco

perché a questo segno si attribuisce l’archetipo della madre.

Alla Vergine viene associato il mito di Demetra, Dea delle messi dorate, la cui

figlia Persefone viene rapita dal Dio degli Inferi Ade che ne fa la sua sposa. La



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disperazione di Demetra la porta ad abbandonare il rapporto con la

vegetazione e le messi che si disseccano e inaridiscono. (In questa fase risulta

chiaro il passaggio dalla fecondità alla sterilità.) Mosso a compassione

Mercurio trova Persefone la quale però preferisce rimanere nel nuovo mondo

con il suo sposo. Quindi interviene Giove che stabilisce che Persefone

trascorra la stagione invernale agli Inferi e la stagione estiva con la madre.

Dal mito si evince che la madre deve saper accettare che la figlia si distacchi

da lei, tollerando il sacrificio per l’iniziazione della vita differenziata. Nella

conclusione troviamo espressa la fusione dell’istinto con la ragione, per cui

con questo segno si conclude la visione individuale dell’esistenza per aprirsi

ad una concezione più altruistica.

Nella personalità il tipo Vergine ha una grande tendenza alla precisione, non

vuole apparire e addirittura alle volte mostra segni di timidezza, ha una grande

capacità di interpretazione di ciò che lo circonda e la sua intelligenza è

analitica; in genere è portato per i lavori di precisione e minuziosità, dall’alta

finanza al commercio ecc.

L’intelligenza orientata sul piano razionale porta la Vergine ad avere un grande

senso pratico. E a volte la prevalenza della sfera psichica su quella fisica la

conduce a rifiutare in toto l’istintuale provocando il complesso dell’analità

trattenuta, che nella quotidianità si traduce in avarizia. D’altro canto, proprio

per questo motivo, sa amministrare il suo patrimonio, ha tendenze maniacali

nel suo habitat ed il suo amore è più intellettuale che sentimentale. Le

patologie di questo segno sono collegate all’intestino e alle malattie

psicosomatiche, il suo fisico risulta essere fragile, in età giovanile solitamente è

molto magro e questo gli conferisce una certa agilità fisica.

Spesso è portato alla contraddizione e all’egoismo.

Quando si è in presenza di aspetti negativi in un tema il tipo Vergine può

diventare meschino e malizioso e diventa quasi asociale.









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