CORSO BASE
DI
ASTROLOGIA
INTRODUZIONE E CENNI STORICI
Reimpaginato by Jalina
DISPENSA
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INTRODUZIONE
Negli ultimi trenta secoli l’uomo, ha tentato l’interpretazione del mondo che lo
circondava (microcosmo e macrocosmo) attraverso la divinazione dei fenomeni
naturali. La paura dell’ignoto, l’angoscia ed il timore della punizione divina lo
conducevano alla ricerca “dei perché”, per meglio individuare ed interpretare le
forze che muovevano il mondo.
Dalla scoperta scientifica degli elementi che ci circondano si è passati via via
dalla paura alla consapevolezza di regole ben precise che muovono sia le
piccole che le grandi cose.
Proviamo ad immaginare la crescita storica dell’uomo, fatta dalla vita di tutti i
giorni, come un cammino di scoperte associate inizialmente al mito, perché
l’uomo ha sempre avuto bisogno di credere nell’esistenza dei Dei, o comunque
in qualcuno che sta al di sopra di lui e può punirlo se non rispetta le regole
(nella tradizione cristiana, Adamo ed Eva sono scacciati dall’Eden perché non
avevano rispettato “le regole”), ma cosa sarebbe il paradiso se l’uomo non
avesse fatto il suo percorso, se non un mondo sconosciuto dove la conoscenza
spetta ad un solo potere.
La mente regolatrice però va oltre e senz’altro non avrebbe desiderato un
paradiso privo di Conoscenza, di Amore e di Verità.
Big-Ben, e dallo scoppio di Uno si ottiene il Tutto ma Uno e Tutto sono
secondo me la stessa cosa, l’insieme di tante piccole particelle (più tardi
chiamate atomi) che scorrono e creano inizio e fine, vita e morte.
Ed eccoci arrivati su questo pianeta, forse visto l’immenso Universo, non
l’unico abitato da esseri intelligenti, si formano i piccoli nuclei familiari, si
creano i primi utensili ed ecco che dallo strofinio di due pietre l’uomo scopre il
Dio Fuoco.
Ricordiamoci che i miti sono innanzitutto un racconto che tenta di spiegare le
contraddizioni della Natura che ci circonda.
E così l’interpretazione di tutti gli altri Elementi, che inizialmente venivano
identificati con Dio, trascorsi i secoli gradualmente veniva ricondotta ad una
interpretazione vera e propria dell’Essenza che ci circonda sino ad arrivare alla
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spiegazione graduale dei vari perché ma sempre con una funzione limite che è
innata nell’uomo.
Proprio nell’umiltà i valori e le conoscenze dell’uomo devono trovare il proprio
percorso fatto si di interpretazione, di comprensione ma soprattutto di fede non
per forza in un Dio ma in qualcuno che ha regolato il tutto con grande armonia
e soprattutto con grande conoscenza.
Penso che il mistero non sia alla portata dell’uomo e non debba condurlo
come più volte è successo a costruire le piramidi delle illusioni, le torri di
Babele anche perché la conoscenza è piena consapevolezza e dal momento in
cui l’uomo sarà in grado di raggiungerla esso stesso sarà il Dio della sua terra.
Così l’Astrologia passò dall’interpretazione mitologica all’analisi reale del
movimento dei corpi celesti e della loro influenza sull’essere umano e
sull’Universo intero.
CENNI STORICI
Si può parlare di Astrologia in senso stretto dall’età ellenistica in poi, periodo in
cui questa scienza assunse il significato di una sorta di religione con indirizzo
astrale.
Secondo alcuni addirittura questa dottrina era già praticata da caste
sacerdotali mesopotamiche, sembra quindi scaturisca da una rielaborazione di
conoscenze tramandate oralmente agli adepti ed ai nuovi iniziati.
Le credenze nel periodo ellenistico erano che l’influsso dei corpi celesti
determinavano la causa degli eventi umani e terreni. Vaste testimonianze si
trovano nel periodo dell’Impero Romano, fase in cui la classe aristocratica e
soprattutto i pitagorici rivolsero studi astrologici associandoli all’Esoterismo ed
all’Occultismo.
L’Astrologia si può dire che prese vita inizialmente in Oriente fra il delta del
Tigri e dell’Eufrate (due fiumi).
Anche Platone nei suoi vari scritti cita concetti religiosi e pitagorici con lo
sfondo astrologico.
Dal primo al terzo secolo dopo Cristo molti Re fecero coniare monete con
corrispondenze astrologiche rappresentati la loro nascita (vedi l’Imperatore
Augusto che fece pubblicare il proprio Oroscopo e coniare monete con il
simbolo del Capricorno).
Quest’arte si sviluppò talmente che dal secondo al decimo secolo tutti
credevano al culto dei Caldei (gli antichissimi astrologi mesopotamici) e sia
nella letteratura che nella scienza venivano fatte continue citazioni. Comunque
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con l’avvento del Cristianesimo iniziarono le prime persecuzioni contro quei
sacerdoti che istruivano gli adepti verso questa cultura che allontanava dal
vero Credo sino ad arrivare al dodicesimo/tredicesimo secolo, periodo in cui
l’astrologia iniziò ad essere messa alla sbarra ed i loro seguaci perseguitati
dalla casta dell’Inquisizione (l’uomo ha sempre adoperato il Credo per
utilizzare e manovrare le masse sia con scopi benefici che tutt’altro).
Si può notare però come nel XV secolo un Papa fece calcolare da astrologi il
giorno propizio alla sua incoronazione (addirittura Leone X fonda una cattedra
di Astrologia alla Sapienza).
Quindi arrivando ai nostri giorni l’Astrologia è divenuta una tendenza, chi di
mattino non si alza e anche se scettico non legge il suo oroscopo? E’
comprensibile che la solitudine, la speranza in una nuova opportunità, il nostro
mondo che diventa sempre più stretto, il bisogno di credere in qualcosa ci
portino ad affidarci all’astratto, ad una parola di conforto trovata nelle pagine
dei quotidiani come se ci indicassero il percorso della giornata.
Futili ed inconfutabili bisogni umani quasi vicini alla realtà se realizzati (le
previsioni e gli oroscopi) con amore e criterio.
Fate attenzione perché essi sono generali e anche se personalizzati (data,
ora di nascita ecc.) bisogna sempre tenere presente l’Arbitrio ossia la
possibilità data all’uomo di percorrere l’Una o l’Altra strada, quindi bisogna
attenersi ai responsi non trascurando il limite umano.
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DISPENSA
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LA MITOLOGIA E I SEGNI DELLO ZODIACO:
ARIETE, TORO, GEMELLI
ARIETE
Il 21 marzo il Sole entra nella costellazione dell’Ariete dando inizio all’equinozio di
primavera.
La natura si risveglia con una forza creativa che si diffonde in ogni direzione senza un
ordine preciso. L’Ariete è il primo segno dello Zodiaco, è maschile ed è un segno di
fuoco. Il suo geroglifico, stilizza l’animale rappresentandone le corna. In questo primo
segno si identifica l’inizio, dove tutto è allo stadio indifferenziato, la materia da ordinare.
Data la sua valenza di inizio, nell’anatomia umana viene associato alla testa.
“ … Il verbo dell’Ariete è, nella dominante cromatica, il rosso e l’oro, cioè Marte e
Sole…” (André Barbault).
Probabilmente l’associazione tra l’animale e la costellazione nasce nelle popolazioni
antiche che si dedicavano alla pastorizia, dove l’Ariete era il simbolo maschile della
fecondazione; ma anche nel Medioevo si ritrova l’associazione simbolica alla violenza
penetrante con la nota “testa d’Ariete”.
Nella mitologia greca, tuttavia, nella storia del Vello d’Oro e l’impresa degli Argonauti
troviamo la rappresentazione più significativa dell’archetipo.
Frisso, figlio di Atamante, perseguitato dalla matrigna, chiese aiuto alla madre Nefele,
dea delle nubi, che inviò al figlio un Ariete dal Vello d’Oro con cui avrebbe potuto
fuggire. Insieme alla sorella Elle, Frisso intraprese il volo, ma durante il tragitto la sorella
si addormentò e precipitò nel mare. In questo mito la sorella di Frisso rappresenta
l’immagine dell’Anima, il suo femminile da salvare durante la separazione dalla madre.
Quindi Frisso si salva ma perde la propria anima e con lei la componente femminile
inflazionando il tratto maschile egoico. Nel suo volo troviamo il lato istintuale tipico di
questo segno, l’ardore irriflessivo che lo porterà poi a morire sulla rupe di Eea; le facili
illusioni che inducono alla spontaneità istintuale senza la certezza del risultato, con un
vissuto di panico. Così nei tipi Ariete, quella che apparentemente si evidenzia come
espressione totale del coraggio in realtà è un istinto incontrollato accompagnato
inevitabilmente da paure e angosce, poiché manca l’elemento razionale.
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La stessa simbologia emerge dalla prosecuzione della storia di Frisso: il mito di Giasone
e l’impresa degli Argonauti. Frisso come Giasone pagano il fatto di vivere la spontaneità
dell’evento per la propria auto-conservazione. Infatti le loro vittorie implicano sempre
una perdita di libertà e da qui nasce la paura. L’aspetto tormentato e passionale
dell’Ariete risiede proprio nel tema del sacrificio: la realizzazione delle cose esprime il
sacrificio dell’energia, e l’Ariete è il sacrificio mediante l’applicazione dell’energia. Così
il tipo Ariete tende a consumare il suo patrimonio vitale in un susseguirsi di esperienze
che nel tempo lo stancano e logorano.
Le patologie del segno riguardano la testa e i suoi organi.
TORO
La grande carica energetica impressa dall’Ariete prende forma nel secondo segno
zodiacale, il Toro, simbolo della fertilità e dell’iniziale ordine armonico nel regno
naturale. Segno di terra, il Toro rappresenta l’animale che genera (simbolo di fertilità) e
quindi la sua valenza è femminile, archetipo del materno protettivo. Il suo geroglifico
rappresenta una testa di bue stilizzata. Nello stesso è possibile evidenziare un Sole
sormontato da una mezzaluna che rappresenta il connubio tra il principio femminile e
quello maschile nel senso della fertilità; nella mitologia egizia il Toro era dominato da
Osiride e Iside, Sole e Luna appunto.
Il mito del sacrificio del Toro nel culto di Mithra sottende a tutta la struttura psicologica
e inconscia del tipo astrologico taurino, spiegando come questi soggetti che dovrebbero,
governati da Venere, esprimerne le emanazioni ed essere mansueti come gli ovini, siano
in realtà spesso afflitti da turbamenti e squilibri tali da condurli a sublimare le pulsioni
istintuali. Mithra, divinità orientale e Dio solare, uccide il Toro per simbolizzare il
superamento degli istinti oscuri. Quindi Mithra sacrifica l’istintuale, la sessualità che si
identifica con l’animale per realizzare la sua natura trascendente. Trionfando sul proprio
lata animale, il figlio può essere pari al padre, al Sole, a Dio e così accedere alla Madre o
alla dimensione eterna. Nel Toro, l’eroe sacrifica parte di sé ma si unisce al genitore, c’è
la sconfitta della natura umana animale senza regressione.
Ecco perché molti soggetti Toro lamentano il conflitto, ma spesso ne vengono assorbiti
consapevolmente sublimando in modo solo parziale. Freud, ad esempio, ha sacrificato il
suo Toro trasponendo l’investimento libidico nelle sue ricerche scientifiche.
Analogie mitologiche del mito del sacrificio del Toro nel culto di Mithra sono rinvenibili
con il mito di Teseo e l’uccisione del Minotauro di Minosse nel Labirinto.
La simbologia dei miti, in Astrologia va riportata nel caso del Toro, al rapporto che ogni
individuo, nella prima infanzia ha con l’ambiente domestico e familiare e le figure
protettive più vicine. Il segno zodicale del Toro identifica la fase della “oralità”, espressa
dal calore dei genitori e dall’allattamento. Per cui in questo soggetto la soddisfazione o la
privazione frustrante di questo desiderio avrà ripercussioni nella fase adulta, in quei
settori di vita dove l’individuo nell’oroscopo ha il segno del Toro.
Il tipo Toro ha una costituzione robusta, ossatura e muscolatura molto sviluppate. Dal
temperamento nervoso e facilmente irritabile ha una risposta agli stimoli molto lenta.
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Vero ruminante psichico, nasconde le inquietudini e si spaventa facilmente, è un
abitudinario.
Le patologie del segno sono collegate alla gola ed ai suoi organi.
GEMELLI.
Il segno zodiacale dei Gemelli (dal 21 maggio al 21 giugno) conclude la primavera.
Dall’archetipo del segno si può dedurre che l’energia che nell’Ariete era indifferenziata, e
che nel Toro veniva ricevuta dalla terra, nei Gemelli dà origine a un ciclo di
differenziazione e individuazione. Il fuoco originario della sorgente di vita (Ariete) si
condensa nella materia e si cristallizza nell’Uovo (Toro) che si suddivide in maschile e
femminile con il segno dei Gemelli. Infatti il geroglifico rappresenta due unità parallele
unite in basso e in alto da due linee orizzontali: si tratta di due opposti complementari
uniti come in un matrimonio, dove le due line orizzontali rappresentano il tempo e lo
spazio.
La storia biblica come quella mitologica è ricca di racconti di coppie gemellari come
simbolo di dualità in una continua tensione dinamica (Yin e Yang). La separazione dalla
coppia genitoriale comporta la realizzazione del mondo dei contrari, la personalità si
organizza in parte conscia (Io) e inconscia (Non-Io) e quindi in contrari che si
oppongono. E’ la divisione fra interno e esterno che conduce all’individualità, per cui il
simbolo dei Gemelli è essenzialmente quello della presa di coscienza dell’intelligenza.
Infatti il dominatore del segno è Mercurio, il messaggero degli Dei, che gli conferisce
grandi doti di eloquio e comunicazione.
La scissione interna tra le forze evolutive e involutive dell’uomo, che si risolve nel
sacrificio di una a vantaggio dell’altra, è ben rappresentata dal mito di Polluce e Castore.
Nati dallo stesso uovo, Polluce è divino Castore è mortale i gemelli protetti ed educati da
Mercurio. Nel duello per la contesa delle proprie amanti, gli avversari Ida e Linceo
uccidono Castore, che Polluce vendica uccidendo a sua volta Linceo. Polluce allora,
dilaniato dal dolore, invoca il padre chiedendo che a Castore venga concessa la divinità
per poter dividere con lui il regno eterno. Accolta la preghiera del figlio, Giove fulmina
Ida e concede ai due fratelli di trascorrere l’immortalità uniti, ma sei mesi negli Inferi e
sei mesi nell’Olimpo.
Il gemelli porta sempre con sé l’archetipo della scissione e tende ad avere diverse fasi
nella sua vita che spesso sono delle alternanze. E di fronte alle prove della vita può
abbandonarsi all’angoscia della separazione o della perdita. Come i gemelli mitologici,
anche il nato sotto il segno zodiacale vive nella dannazione e nella beatitudine in modo
alterno e in senso esistenziale.
Dotato di una grande intelligenza ha il desiderio innato di conoscere, e quindi esperisce il
dolore dell’esperienza ma ragiona troppo per abbandonarsi.
In genere riesce ad imporsi verso gli altri con un grande estro e simpatia ma spesso la sua
fragilità e la sua tendenza ad eccedere gli causa inimicizie che alle volte per invidia
arrivano alla violenza.
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Quando vi sono aspetti sfavorevoli, è portato alla bugia, alla maldicenza e alle truffe,
negli altri casi si avrà un soggetto tendente alla superficialità. Mentre l’Ariete
rappresentava la testa, il toro la gola, i gemelli rappresentano nella patologia del soggetto
le vie respiratorie, le braccia e le mani e sono probabili patologie alla vescica e alla pelle.
La grande capacità del soggetto di assimilare lo conduce ad un nervosismo perché spesso
non riesce a scaricare gli eccessi di cui gli stesso si crede capace di poter contenere. Il
suo corpo è agile, braccia e gambe lunghe e svelto nei movimenti spesso è ossuto
difficilmente riesce a nascondere i propri stati d’animo e la sua curiosità. Il gemelli è
l’unico segno dello zodiaco che riesce ad eludere gli ostacoli tirandosi indietro prima che
l’evento si realizzi. In genere un gemelli con molti aspetti positivi nel suo tema diventa
famoso e popolare, nei casi contrari spreca energie e perde occasioni economiche
interessanti.
Nella sfera affettiva il tipo Gemelli è tendente a cercare dei soggetti che frenino la sua
esuberanza opposti al suo carattere proprio perché avvertono l’esigenza di non sprecare
e di piantare i piedi in terra.
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DISPENSA
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LA MITOLOGIA E I SEGNI DELLO ZODIACO:
CANCRO, LEONE, VERGINE
CANCRO
Con il solstizio d’estate, il 22 giugno, viene annunciato il quarto segno zodiacale. In
questo periodo trionfano le forze generatrici materne nella natura. E il geroglifico del
Cancro rappresenta proprio il processo della gestazione prima della nascita, ma anche un
immagine molto simile al Tao. Il Cancro porta dentro di sé il grande archetipo della
Madre, il suo elemento è l’Acqua limpida e profonda dei mari e dei laghi, ma anche
l’acqua originaria, il liquido amniotico del ventre materno.
Si può dire che il Cancro è il segno che lega il presente al passato con nostalgia, così
come la madre è il punto di passaggio tra la generazione precedente e il figlio che la
continua. L’immagine del Cancro è quella del crostaceo al riparo nella sua corazza che
vive nascosto sia nell’acqua che fuori.
Il tipo Cancro presenta di solito un carattere ricettivo, dotato di grande intuito, passivo e
con una sviluppata tendenza al sogno ma generalmente non ama condividere il proprio
intimo e in genere i suoi rapporti sono connotati da freddezza attenuata dalla cordialità.
Nella simbologia antica il Cancro rappresenta una delle porte dello Zodiaco da cui
dovevano passare le anime che erano pronte ad incarnarsi. Dopo aver bevuto dalla coppa
del Dio Bacco che gli cancellava la memoria materna diminuendo così la sofferenza del
distacco, erano pronte per la vita. Oltre a rappresentare il Karma dei genitori e il ciclo
vitale, il Cancro rappresenta bene anche il mito di Edipo, e quindi riassume tutta la
tematica dell’instabilità, della tensione fra reale e immaginario, ma di un desiderio che è
sempre superiore alle proprie possibilità e che inevitabilmente conduce alla sconfitta.
Dall’amara delusione nasce la regressione che porta alla nostalgia dei bei momenti passati
favorendo ulteriormente la chiusura. Quindi, passivo molto ricettivo, alieno al
coinvolgimento diretto e responsabile, a causa della costante presenza materna spesso
ritarda o addirittura nei casi più gravi impedisce il processo di maturazione, realizzando
unicamente un mondo interiore. Nei casi di forti afflizioni natali il soggetto può soffrire
di forme di autismo o rifiuto della socialità.
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Notoriamente lunatico, il Cancro può variare il suo umore più volte nella stessa giornata,
il che lo conduce facilmente a mutare i suoi stessi principi. Possiamo riscontrare nel
Cancro il tipo inibito, meditativo e indeciso così come in altri casi la tipologia può
manifestare aspetti del tutto contraddittori, e facilmente si avranno soggetti in continuo
cambiamento e alla ricerca esasperata di sensazioni, con una sfera affettiva molto
complessa e instabile.
Questa duplicità trae le sue origini dal vissuto edipico del soggetto.
Le due nature presenti nel Cancro rendono questo segno tra i più enigmatici di tutto lo
Zodiaco. Indubbiamente nel cancro si esprime l’archetipo della famiglia e il soggetto ha
per sua natura una fortissima tendenza al legame con la casa e la famiglia, valori che
esaspera sino ad arrivare alla testardaggine. Terrorizzato dalla solitudine preferisce
morire nel passato che nascere nel nuovo, per la paura di crescere ed evitare la fatica di
rendersi diverso e quindi individuale.
Il tipo Cancro ha caratteristiche fisiche non proporzionate: in genere la parte superiore ha
una configurazione robusta e carnosa mentre la parte inferiore risulta essere debole e
sottile. La statura è media e gli occhi in genere sono piccoli e incavati.
Le patologie del segno sono spesso collegate allo stomaco.
LEONE
Dal 23 luglio al 22 agosto, si entra nel segno del Leone, secondo segno di fuoco che
segna per il mondo vegetale il culmine della maturazione e dell’esplosione dei colori, e
per il mondo umano la maturità intellettuale. In questo segno il Sole ha il suo domicilio,
Marte è in esaltazione con Saturno in esilio e Urano in caduta.
Il geroglifico rappresenta la stilizzazione della coda di un leone, il cui termine oltre che
dal latino ha una derivazione di origine greca che significa staccare. Se con il Cancro
avveniva la nascita dell’uomo, con il Leone si produce un distacco da intendersi come
presa di coscienza di sé.
Infatti, in tutte le mitologie, il Leone simboleggia l’affermazione dell’individualità, ma
contiene anche il simbolo divino del principio della vita poiché l’astro dominante è il
Sole. Così nelle religioni (ma anche nelle iconografie araldiche delle monarchie) il Leone
ricorre nella simbologia dei testi e delle raffigurazioni a rappresentare il principio di
Legge, di giustizia, di forza e di dominio. Nella Genesi Gesù viene descritto come il
Leone della tribù di Giuda. Se il Leone è il simbolo del Cristo, tuttavia, quando la
simbolica Leone-Sole esprime un valore negativo e cioè l’ombra, allora diventa il
simbolo dell’Anticristo.
Il mito che meglio spiega e rappresenta questa tematica è quello della prima fatica di
Eracle (l’Ercole romano): l’uccisione del Leone di Nemea. Identificandosi con il ruolo
dell’eroe Eracle inflaziona l’Io e mette in pericolo il processo di individuazione, infatti
dopo aver vinto con i Mini diventa un flagello per tuta la Grecia. L’intervento di Era che
lo fa impazzire gli consente di congiungersi con la sua “ombra” della quale prende
coscienza. L’incontro a Delfi con l’oracolo (e quindi il ricongiungimento con il divino)
gli permette di elaborare l’aggressività egoica per deflazionare l’Io. A questo punto
l’Oracolo infligge a Eracle la penitenza delle dodici fatiche famose, che altro non sono se
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non un processo terapeutico analitico in cui egli incontra a livello psichico la sua
aggressività inconscia e l’affronta per integrarla.
Quindi per il tipo Leone la fatica consiste nel prendere coscienza di sé
allontanando le innate tendenze megalomaniacali.
Barbault divide i soggetti leonini in due grandi categorie: il tipo erculeo,
concreto, realista, che fa affidamento soltanto sulle proprie energie e con una
spiccata tendenza ad imporsi, più orientato sul piano fisico che intellettuale; e il
tipo Apollineo, che corrisponde ad Eracle dopo aver compiuto le dodici fatiche
e quindi disciplinato da un’energia solare interiorizzata, più portato per le
esperienze creative, artistiche e religiose.
In genere i nati in questo segno possiedono grande coraggio e orgoglio infusi
da Marte e sono molto portati per le realizzazioni. Sono trascinatori di uomini
per il raggiungimento di un loro ideale ed ottengono nel corso della loro vita
grande prestigio nel settore lavorativo. Quando però il Leone non riesce a
raggiungere i suoi obiettivi si fa sopraffare dalla depressione con conseguenti
abbattimenti nella personalità.
Quando il Sole è in aspetto armonico con Venere si ha un equilibrio familiare e
affettivo, mentre nei casi di dissonanza si hanno dei soggetti portati alle manie
di potere incoerenti.
Da un punto di vista patologico questo segno è associato al cuore, non a caso
il Leone soffre spesso di patologie di circolazione, di aritmie sino ad arrivare
addirittura a problematiche al cuore.
I soggetti Leone hanno una statura vigorosa e robusta, la fronte larga e spesso
gli occhi sporgenti.
In conclusione possiamo dire che se un soggetto Leone in un tema presenta
parecchi aspetti armonici risulterà essere un ottimo capo, un buon padre ed un
trascinatore in tutti i settori del quotidiano, se presenta delle afflizioni queste
caratteristiche assumono un aspetto negativo e predispongono il soggetto
verso un orgoglio eccessivo e la ponderatezza diventa presunzione.
VERGINE.
Il 23 agosto il Sole entra nella costellazione della Vergine, segno di terra,
domicilio notturno di Mercurio con Giove e Nettuno in esilio. Con questo sesto
segno si chiude il primo ciclo evolutivo come materia dell’uomo per cominciare
il ciclo di ritorno verso l’essenza. Il livello razionale si arricchisce a discapito di
quello istintivo portando a considerare il segno della Vergine come
l’espressione della ragione imperniata sulla logica. Il geroglifico è la lettera M
stilizzata che viene associata alla Madre e quindi alla Vergine fino al simbolo
divino della Madonna che esprime il concetto della sterilità/fecondità. Ecco
perché a questo segno si attribuisce l’archetipo della madre.
Alla Vergine viene associato il mito di Demetra, Dea delle messi dorate, la cui
figlia Persefone viene rapita dal Dio degli Inferi Ade che ne fa la sua sposa. La
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disperazione di Demetra la porta ad abbandonare il rapporto con la
vegetazione e le messi che si disseccano e inaridiscono. (In questa fase risulta
chiaro il passaggio dalla fecondità alla sterilità.) Mosso a compassione
Mercurio trova Persefone la quale però preferisce rimanere nel nuovo mondo
con il suo sposo. Quindi interviene Giove che stabilisce che Persefone
trascorra la stagione invernale agli Inferi e la stagione estiva con la madre.
Dal mito si evince che la madre deve saper accettare che la figlia si distacchi
da lei, tollerando il sacrificio per l’iniziazione della vita differenziata. Nella
conclusione troviamo espressa la fusione dell’istinto con la ragione, per cui
con questo segno si conclude la visione individuale dell’esistenza per aprirsi
ad una concezione più altruistica.
Nella personalità il tipo Vergine ha una grande tendenza alla precisione, non
vuole apparire e addirittura alle volte mostra segni di timidezza, ha una grande
capacità di interpretazione di ciò che lo circonda e la sua intelligenza è
analitica; in genere è portato per i lavori di precisione e minuziosità, dall’alta
finanza al commercio ecc.
L’intelligenza orientata sul piano razionale porta la Vergine ad avere un grande
senso pratico. E a volte la prevalenza della sfera psichica su quella fisica la
conduce a rifiutare in toto l’istintuale provocando il complesso dell’analità
trattenuta, che nella quotidianità si traduce in avarizia. D’altro canto, proprio
per questo motivo, sa amministrare il suo patrimonio, ha tendenze maniacali
nel suo habitat ed il suo amore è più intellettuale che sentimentale. Le
patologie di questo segno sono collegate all’intestino e alle malattie
psicosomatiche, il suo fisico risulta essere fragile, in età giovanile solitamente è
molto magro e questo gli conferisce una certa agilità fisica.
Spesso è portato alla contraddizione e all’egoismo.
Quando si è in presenza di aspetti negativi in un tema il tipo Vergine può
diventare meschino e malizioso e diventa quasi asociale.
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