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Comunicato Stampa
Spett.le
Redazione
Oggetto: Pubblicità SpacciOcchiali - Il Comune di Firenze ha agito Violando Gli articoli 36 e 39
del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria e la Costituzione Italiana
Pur rispettando le considerazioni fatte dall’Amministrazione di Firenze, e pur avendo espresso il
massimo della collaborazione con L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, per verificare se nella
progettazione della campagna SpacciOcchiali siano stati fatti da parte nostra degli errori di
valutazione,
siamo costretti a comunicare che
il Comune di Firenze, contattando la ditta da noi utilizzata per le affissioni in oggetto, ha fatto
oscurare tutti i mezzi senza nemmeno attendere una lettera di opposizione (Da inviare entro 10gg
come scritto dal Gran Giurì), che è, invece. prevista dal codice di Autodisciplina Pubblicitaria .
Si parla Tanto di Pari Opportunità, e si utilizza la pubblicità altrui per fare campagna politica, senza
preoccuparsi del fatto che anche noi dobbiamo avere Pari Opportunità di spiegare le motivazioni
che ci hanno spinto a scegliere questa campagna, che ha portato i cittadini a risparmiare, l’azienda
ad affrontare la crisi e 110 famiglie a mantenere il loro posto di lavoro.
A questo proposito ricordiamo che l’articolo 21 della Costituzione Italiana difende i nostri diritti.
Per cui l’atto disposto dall’Amministrazione Comunale è ad dir poco anticostituzionale e non
rispetta l’iter previsto dallo I.A.P. e nello specifico gli articoli 37 e 39 del codice di Autodisciplina
Pubblicitaria che riteniamo, quindi, ampiamente Violato dall’Amministrazione di Firenze, alla
quale intimiamo di ripristinare a proprie spese i mezzi impropriamente coperti.
Si verificherà, altresì, se esistono i presupposti per attivare eventuali procedure legali.
Costituzione italiana (1947)
Art. 21. - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni
altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali
la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa
prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il
tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da
ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia
all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende
revocato e privo d'ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i
mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte
le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a
reprimere le violazioni.
Noi ci opponiamo alle disposizioni date dal l’Amministrazione di Firenze perché:
A) Non riteniamo assolutamente che l'abbinamento tra l’immagine proposta e l’headline sia
gratuito. Facciamo infatti notare che la modella indossa la montatura che è a tutti gli effetti oggetto
della promozione. Possiamo fare indossare una montatura ad una donna?
B)Si afferma che l'headline non lascia spazio all'immaginazione.
Al contrario, quando dico “te la do gratis”, anche se non aggiungo altro, non sono spinto per forza a
pensare ad una sola cosa, qualunque essa sia, ma si lascia spazio all’immaginazione e
all’interrogazione. Che cosa? Ed il che cosa, è presto svelato: “la montatura”.
Scritto a caratteri più piccoli, ma assolutamente leggibili dopo pochi millesimi di secondo. proprio
per attirare l’attenzione del consumatore, soffermarlo sul testo e verificare: “Che cosa?”.
Questo lo ammettiamo era il nostro scopo. E pare che sia stato raggiunto.
C) Si afferma che "La struttura dei messaggi è tale da ridurre la donna a mero oggetto di desiderio e
di profferta." Sfidiamo chiunque a pensare realmente che vendiamo donne anziché montature!
Persino il marchio SpacciOcchiali indica da subito che cosa vendiamo.
D) Si afferma che il messaggio porta il pubblico ad un'unica decodifica, e su questo siamo
d’accordo. L’unica decodifica è che vendiamo occhiali!.
Alla fine della lettura dell’headline e dell’abbinamento con l’immagine il messaggio è
INEQUIVOCABILE.
Se si dice “Vado a Sanremo” non significa che io vada al Festival di Sanremo, potrei andare “in
vacanza”, “a cantare” “a presentare” “a ballare”. L’affermazione lascia spazio a qualsiasi
interpretazione, anche “a fare l’amore” o a “giocare a calcio”.
E) I termini scurrili, volgari, offensivi della dignità della persona o della religione o della moralità,
quali sono? Fidati? Te la do? Gratis? Montatura? SpacciOcchiali?
Nell’immagine vi sono parti del corpo femminile che potrebbero indurre ad altri pensieri?
Abbiamo scelto un’immagine nella quale fosse coperta persino la spalla. Di tre quarti per non
mettere in evidenza neppure il seno.
F) Non vi è sostituibilità tra la donna e la montatura, perché è scritto a caratteri cubitali anche cosa
offriamo. Ricordo che nelle affissioni “la montatura” arriva precisamente a 120 cm di larghezza
pari a esattamente 1/5 di tutto lo spazio lineare della comunicazione. E’ Poco?
Cordiali Saluti
La Direzione
SpacciOcchiali Group
Oriago di Mira li 25 marzo 2009
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