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Stabilizzazionie e cifoplastica - mega 2

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12/20/2011
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50
GESU’

P.O. SACRO CUORE DI GESU’ GALLIPOLI

U.O. DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA

DIRETTORE: DOTT. WALTER MEGA







STABILIZZAZIONE E CIFOPLASTICA









LA TERAPIA CHIRURGICA NELLE FRATTURE

NON VERTEBRALI

PREMESSE

Le fratture vertebrali •Le conseguenze di

nel tratto dorso- queste lesioni

lombare sono una (ospedalizzazione

patologia di prolungata, deficit

frequente riscontro.

neurologici transitori o

In tutto il mondo permanenti) hanno un

oltre 100 Milioni di costo elevato sia in

individui sono a

rischio di incorrere termini economici

nell'arco della vita in che sociali.

una frattura

vertebrale in

compressione (FVC)

TRATTAMENTO

“… la frattura vertebrale deve essere ridotta e

contenuta, di più e meglio delle altre, in quanto la

vertebra è un osso piccolo e inserito in una catena

articolare che si sottrae e sfugge a … quella quiete,

quella stabilità che sono condizioni indispensabili al

ripristino della forma e delle funzioni”

L.GUI

1









TRATTAMENTO

Il trattamento delle fratture vertebrali amieliche ha

subito numerose revisioni in relazione all’acquisizione,

nel corso del tempo, di nuovi concetti di biomeccanica

del rachide e nuove possibilità tecnologiche.









SEGMENTO VERTEBRALE DI TEORIA DELLE TRE COLONNE

MOTO ( F.DEVIS )

( JUNGANS )

Diapositiva 4



1 walter mega; 09/10/2011

TEORIA DELLE TRE COLONNE



Se l'evento traumatico

ha coinvolto più di una

delle colonne

longitudinali, la frattura

verrà giudicata instabile

e quindi dovrà essere

sottoposta a

trattamento chirurgico.

GIUDIZIO DI STABILTA’

E’ DI FONDAMENTALE IMPORTANZA PER

NON INCORRERE NELL’INSUCCESSO

TRATTANDO CON MEZZI INCRUENTI UNA

FRATTURA INSTABILE E PER NON ESPORRE A

RISCHI CHIRURGICI INGIUSTIFICATI UN

PAZIENTE CON FATTURA STABILE

INSTABILITA’

Per una completa comprensione dei meccanismi che determinano instabilità

a livello della colonna vertebrale è opportuno ricordare la classificazione

biomeccanica di Magerl.

Essa raggruppa le fratture vertebrali in 3 tipi,

ognuno dei quali contiene tre gruppi.

I tre tipi di frattura si differenziano per la forza che agisce sulla colonna:



compressione, distrazione, torsione assiale.

Classificazione di F. P. Magerl

Classificazione di F. P. Magerl



IPERESTENSIONE

Lesione del disco



+ sublussazione



+ spondilolisi



Lussaz. posteriore









LEGAMENTOSA O OSSEA

Classificazione di F. P. Magerl



Taglio-rotazione





Slice



Oblique





Complete Burst







MULTIDIREZIONALE CON TRASLAZIONE

EVOLUZIONE DEL TRATTAMENTO

La scelta del trattamento si basa

Quando queste due condizioni

sull’immobilizzazione del rachide

non sono soddisfatte, bisogna

con corsetti allorquando la frattura

prendere in considerazione il

si colloca fra T11 ed L5, non vi sono

trattamento chirurgico.

significativi deficit neurologici e

segni di instabilità.

IL TRATTAMENTO CHIRURGICO

SI RENDE NECESSARIO NELLE FRATTURE

INSTABILI



• A3 : burst fracture :

si caratterizzano per la deformazione in compressione del soma

ev.

vertebrale nonchè la ev. comminuzione del muro anteriore e

coinvolgimento del muro posteriore, con la possibile invasione di

tessuto osseo all'interno del canale midollare e la conseguente

compressione delle strutture nervoso

• B

• C

INDICAZIONI AL TRATTAMENTO CHIRURGICO





• Lesioni instabili

• Deficit neurologici

• Stenosi = 50% o più

• Cifosi = 25% o più

• Riduzione in altezza del corpo vertebrale di oltre

il 50%

• Politrauma

FINALITA’ DEL TRATTAMENTO

CHIRURGICO





• LIBERARE IL CANALE MIDOLLARE IN CASO DI

DISTURBI NEUROLOGICI



• RIDURRE LE DEFORMAZIONI DELLA COLONNA

VERTEBRALE



• STABILIZZARE LE FRATTURE

OBIETTIVO

Il recupero dell’integrità anatomica e

strutturale della vertebra è il presupposto

fondamentale per il ripristino dell’assetto

sagittale anatomo-posturale della colonna

vertebrale onde evitare la lombalgia cronica

invalidante da deformità post-traumatica.

TECNICA CHIRURGICA



Tuttavia, la strategia chirurgica

ottimale per raggiungere questi

obiettivi rimane ancora oggetto di

discussione.

TECNICA CHIRURGICA



La tecnica chirurgica più

comunemente usata per raggiungere

questi obiettivi è quella della

strumentazione spinale posteriore.

SISTEMA DI HARRINGTON

RICHIEDEVA CHE GLI UNCINI FOSSERO POSTI SU LE TRE VERTEBRE

CRANIALI E SULLE DUE CAUDALI A QUELLA FRATTURATA









LE BARRE DI HARRINGTON PERMETTONO UNA DISTRAZIONE E UNA

RIDUZIONE DEI GRANDI SPOSTAMENTI, MA INDUCONO UN EFFETTO

CIFOTIZZANTE

VITI PEDUNCOLARI

• ESSE PERMETTONO UNA EFFICACE

STABILIZZAZIONE DELLA VERTEBRA

LESIONATA COINVOLGENDO UN

BASSO NUMERO DI SEGMENTI DI

MOVIMENTO.

• OFFRONO LA POSSIBILITÀ DI

APPLICARE CONTEMPORANEAMENTE

FORZE DIVERSE COME LA

COMPRESSIONE, LA DISTRAZIONE E

LA TRASLAZIONE.

VITI PEDUNCOLARI

Tuttavia, alcuni studi clinici retrospettivi segnalano la

possibilità di un

PROGRESSIVO DECADIMENTO

DEL RISULTATO

sotto forma di perdita di correzione nel piano sagittale

nel 20-50% dei pazienti trattati con fissazione trans-

peduncolare breve

VITI PEDUNCOLARI

• Cho DY riporta che circa 6,2° di correzione

della cifosi viene persa in quei pazienti trattati

con sola strumentazione peduncolare breve.

• Kramer DL e Cho DY registrano che la perdita

di altezza del corpo vertebrale fratturato varia

dall’11 al 14%, sempre nei pazienti trattati con

sole viti peduncolari

PROBLEMATICHE

BIOMECCANICA

• il cedimento che si può

verificare sarà proporzionale

al grado di cifosi angolare.

• Il centro di gravità si sposta

in avanti e si produce un

importante momento

flettente che tende ad

essere controbilanciato dai

muscoli posteriori e dai

legamenti; in queste

circostanze la colonna

vertebrale anteriore deve

sopportare maggiori

sollecitazioni in

compressione.

PROBLEMATICHE

La ROTTURA o l’affaticamento della strumentazione

posteriore riconoscono,

fra le cause principali, un

INSUFFICIENTE SUPPORTO MECCANICO

DELLA COLONNA ANTERIORE

che non viene nè ricostruita nè rinforzata dalla

strumentazione posteriore

RISOLUZIONE

Una estensione della

stabilizzazione peduncolare a

due segmenti sopra e sotto il

livello di frattura può ridurre

la probabilità che la

strumentazione stessa ceda

ma col sacrificio di due

ulteriori segmenti di

movimento …

RISOLUZIONE

Se la cifosi è dovuta ad un

difetto della colonna

anteriore, questo significa

difetto di supporto della

stessa, quindi occorrerebbe

ripristinare la capacità della

colonna anteriore di resistere

alle sollecitazioni delle forze

di carico in compressione

RISOLUZIONE

RICOSTRUZIONE DELLE

TRE COLONNE





Chirurgia impegnativa,

giustificata in caso di

somatectomia,

somatectomia,

da praticare in centri

specializzati

CIFOPLASTICA



Il miglioramento delle performance di una

stabilizzazione peduncolare breve può essere

raggiunta con la cifoplastica (CP).

CIFOPLASTICA

Introdotta nel 1998 da Mark Reiley in California

SI DIMOSTRA ESTREMAMENTE VALIDA NEL

MIGLIORAMENTO DELLE PERFORMANCE DI

UNA STABILIZZAZIONE PEDUNCOLARE BREVE,

attraverso il risollevamento dei piatti vertebrali

contrapposti e la cementazione del soma fratturato.

PERMETTE UNA BUONA CORREZIONE DELLA

CIFOSI SEGMENTARIA.

CIFOPLASTICA CON PALLONCINO

TEMPI CHIRURGICI



• viti peduncolari a monte ed a valle della

vertebra fratturata.

• laminectomia - decompressione.

• cifoplastica diretta della vertebra fratturata.

• raccordo barre – viti:

• sistema in distrazione.

CASO CLINICO 1

CP ♂ 62 anni Frattura L1, L3, L4

Post-operatorio Controllo ad 1 anno

Controllo ad 1 anno

CASO CLINICO 2

SR ♂ 77 anni Frattura L4









Post-operatorio Controllo a 9 Mesi

CASO CLINICO 3

PD ♂ 76 anni Frattura L3









Rx e RM dopo 1 mese

1° tempo: stabilizzazione peduncolare con viti in L2 ed L4,e distrazione attraverso le viti

2° tempo; laminectomia;

3° tempo: cifoplastica ed ulteriore incremento di altezza del CV.

Controllo a 3 anni

CASO CLINICO 4

MC ♂ 72 anni Frattura L1







Microcitoma.



Metastasi L1sottoposta a

vertebroplastica

Post-operatorio

DISCUSSIONE

Allorquando la cifosi è oltre

il 50%, per un importante

difetto della colonna

anteriore, occorrerebbe

pensare alla ricostruzione

delle tre colonne, in

particolare sarebbe

necessario ripristinare la

capacità di quella anteriore

di resistere alle

sollecitazioni delle forze di

carico in compressione.

L’accoppiamento CP con palloncino e

stabilizzazione peduncolare breve

permette di preservare le capacità

meccaniche della seconda metodica:

l’effetto della legametotaxis

secondario alla distrazione del

sistema viti-barre è maggiorato (o

aumentato) dalla distrazione fatta

direttamente dall’interno del corpo

vertebrale attraverso la CP,

risultando così un maggiore

incremento di altezza del supporto

della colonna anteriore.

La colonna anteriore,

non viene più

completamente

scaricata come nel caso

della strumentazione

posteriore applicata

come sistema alone,

ma viene messa sotto

carico assiale con la

riduzione delle forze

tensili agenti sulla sola

strumentazione

posteriore.

IN CONCLUSIONE

La cifoplastica permette alla stabilizzazione

peduncolare breve di agire con maggiore

efficacia e per un periodo di tempo più lungo,

perché in tal modo viene ridotta la fatica

sulla strumentazione stessa e permette il

recupero di un migliore balance sagittale.

GRAZIE


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