Embed
Email

Mangialardi-Strumentazioni elastiche

Document Sample

Shared by: ffantasia
Categories
Tags
Stats
views:
61
posted:
12/20/2011
language:
pages:
38
STRUMENTAZIONI

ELASTICHE

(DINAMICHE)





CONGRESSO APLOTO 2011

RAFFAELE MANGIALARDI





Cbh –Clinica SANTA RITA - BARI Clinica SAN CAMILLO - TARANTO

Filosofia delle strumentazioni dinamiche

La “cascata degenerativa” discale : “clinica”

Stadio 1 : disfunzione caratterizzata da una lombalgia acuta

( in media verso i 35 anni )





Stadio 2 : lunga fase di relativa instabilità di un segmento

vertebrale : il paziente è soggetto a intermittenti attacchi di

lombalgia e/o sciatalgia

( Tra i 35 e i 65 anni ): paziente candidato alla chirurgia





Stadio 3: il segmento tende a ristabilizzarsi : il paziente ha

episodi minori di lombalgia, ma ha STENOSI VERTEBRALE.

(dai 65 anni ed oltre)

Tra i trattamenti più usati in caso di stenoinstabilità v’è

l’artrodesi vertebrale, che può essere strumentata o no.

L’artrodesi blocca il movimento del tratto vertebrale operato ,

creando le premesse di una sindrome giunzionale, con

potenziale rischio di reinterventi.



Di qui l’utilizzo di stabilizzazioni vertebrali con strumentazioni

che riducono e guidano i movimenti rachidei, aiutando a

combattere i sintomi della stenoinstabilità.



Tali stabilizzazioni sono utili in caso di: instabilità con stenosi,

ernie del disco associate a discopatia, revisioni chirurgiche

delle EDD.

Chiaramente si usano più nei giovani.

Filosofia del sistema

Clinical Application of the Panjabi Neutral Zone Hypothesis:

‘The Stabilimax NZ Posterior Lumbar Dynamic Stabilization System’

James J. Yue, M.D.; Jens P. Timm, B.S.; Manohar M. Panjabi, PH.D.;

Jorge Jaramillo-De La Torre, M.D.



Il fulcro dell’utilità dei sistemi elastici è :



Neutral zone (NZ) : è la regione del movimento

intervertebrale, in cui (in postura neutra) c’è una

minima resistenza, offerta passivamente dalla

colonna vertebrale.



Questa zona è una misura clinicalmente

importante della funzione di stabilità della colonna

vertebrale.

Stabilizzazione dinamica

Dolore causato da Dolore causato da

Dolore causato da Spasmi muscolari ROM abnormale

ROM abnormale









Normale 8

Ext. NZ Flex.

6







Degenerata4

2





0 NZ

aumentata

Stabilizzazione

-2

~30-50% ~30-50%

Dinamica -4

-6

“Zona Attiva"

-8



-12 -9 -6 -3 0 3 6 9 12



]

ROM [°

Nel 1988 SENEGAS introdusse un sistema per stabilizzare

il rachide evitando fusione, seguito nel 1992 da Graf.



Nel 1994 DUBOIS introdusse il Dynesys, un sitema con

viti peduncolari e due corde posteriori, che permette:

ripristino dell’altezza discale,

Tensione di : capsule articolari,

legamenti posteriori + allineamento

delle articolazioni posteriori.

Permette una

NEUTRALIZZAZIONE DINAMICA:

riduce i carichi del segmento motorio,

evitando le sindromi giunzionali.

Il Dynesis non necessita di artrodesi: il tempo chirurgico è

inferiore.

Vari studi hanno dimostrato un ripristino di altezza e

morfometria dei dischi trattati .



SI Può ASSOCIARE ad atrodesi di un segmento vicino.



Allineandosi le articolazioni posteriori con giusta tensione delle

parti molli si ha un movimento controllato del segmento, in tutti

i piani, inducendo stabilità.



Successivamente si può sempre convertire in artrodesi.

Nella vastissima letteratura, con le giuste indicazioni, v’è una

percentuale di risultati buoni dell’ 86 %.

45 aa. St.Inst. L4-5

Rmn Post Op, con

miglioramento discale









Rmn pre Op Post Op con

Dynesys

Altra possibilità di movimento controllato la si ottiene usando

viti semirigide a livello del passaggio testa-vite.

Ad es. il Sistema BCM Seriflex BRICON ha viti che

permettono (per un particolare aggancio delle teste) movimenti

°

di flesso-estensione rispetto la barra o addirittura a 360°.

Paradigm Spine: DSS

Caratteristiche generali

Il sistema DSS è composto da viti

peduncolari che possono essere

connesse tra loro da barre dinamiche.



Le barre dinamiche, grazie ad un

meccanismo interno, consentono al

livello trattato una mobilità in flesso

estensione e lateral bending entro i

limiti fisiologici.



Questa mobilità garantisce un

assorbimento dei carichi di

compressione assiale che

risulterebbero gravosi per il disco e le

faccette articolari.

Filosofia del sistema





Flessione Estensione









NEUTRAL ZONE

normale

±

Distraction Compression





patologico







dolore dolore



Limite Aumento rigidità segmentaria Limite

ROM ROM

Biomeccanica

Le basi del sistema Stabilizzazione della

“zona attiva”

•Riduce il range of

1. Aumentà la rigidezza segmentale motion

•Mantiene il fisiologico

centro di rotazione



Stabilizzazione segmentale

•Restringe la

traslazione



2. Limita il range of motion •Ripristina l’altezza

•Permette montaggi

ibridi

Prove biomeccaniche

Modello a elementi finiti L4/L5









Validated FE Model: Coupler Design Parameters



Rigidità

•Rigidità assiale

•Range di Dislocazione Dislocazione

•Rigidità ai Bending

Riduzione del Range of Motion









Prof. H.-J. Wilke: Finite Elemente Analyses DSS

Centro di rotazione - “Qualità del movimento”





Gli impianti devono

permettere che la

A2

distanza

interpeduncolare A1

del segmento

trattato B2



(dalla flessione B1



all’estensione) C1



sia mantenuta C1

entro termini

fisiologici.

Estensione Flessione





Cunningham et. al (2006) Lumbar Spine Kinematics. SAS 6, Montreal.

Biomeccanica

Cinematica: Centro di rotazione fisiologico



Sagittal view

Top view

Extension Flexion

8

Intact

c = 19.2 N/mm



4









Range of Motion in °

0









-

4





-

8

- - -2.5 0 2.5 5.0 7.5

7. 5

5 Applied Moment in Nm









CENTRO DI ROM - 40%

ROTAZIONE

Intact Flesso/ Estensione

Vicino alla Rotatione

With Coupler

posizione In Bending

fisiologica

SPOSTAMENTO LONGITUDINALE

Spostamento Posteriore in Flesso-estensione (Cunningham et al)

Paradigm Spine: DSS

Le barre dinamiche del sistema

DSS consentono un effettivo

controllo in flesso estensione

limitando i movimenti entro il

range of motion fisiologico (4°).





Le barre sono altresì in grado di

elongarsi permettendo alla

distanza interpeduncolare di

variare durante la flesso

estensione come avviene

fisiologicamente.

Primo intervento chirurgico, con DSS

DSS: Soluzioni ibride

La modularità del sistema permette la combinazione di stabilizzazioni

dinamiche e rigide.



I livelli vertebrali adiacenti sono protetti.









Segmento Dinamico









Segmento rigido

COMPONENTI DEL SISTEMA

Posizionamento barra dinamica : HIGH / LOW





HIGH



LOW









HIGH







LOW

Casi clinici

Caso 1



• Maschio, 38 anni

• Low back pain per 8 anni con dolore occasionale alle gambe durante la

deambulazione.

• ODI 64%, VAS: back pain 7 e leg pain 3





• Diagnosi: lombalgia cronica dovuta a DDD ed a protrusione mediale.

• Terapia precedente: terapia conservativa, fisioterapia e infiltrazioni alle

faccette : fallite.





• Scelta chirurgica: Stabilizzazione dinamica con DSS a livello L4-L5

Casi clinici

Caso 1 – Immagini preoperatorie

Casi clinici

Caso 1 – Immagini preoperatorie

Casi clinici

Caso 1 – Immagini postoperatorie

Rx dinamiche

Casi clinici

Caso 1 – Immagini postoperatorie







Follow-up a sei mesi:





• Riduzione dell’ODI al 25 %





• Miglioramento dell’indice VAS:





Back pain 3

Leg pain 1

Casi clinici

Caso 2

• Maschio, 52 anni

• Lombalgia per 6 anni

• ODI 63%, VAS: back pain 7 e leg pain 3





• Diagnosi: Severa degenerazione discale dovuta a DDD con instabilità

rotazionale a livello L4-L5. Osteofiti a sinistra mostrano segni di instabilità

rotazionale e iniziale degenerazione al livello L3-L4 con ipermobilità.

• Terapia precedente: terapia conservativa fallita. Da due anni fisioterapia

senza miglioramento dei sintomi.





• Scelta chirurgica: Stabilizzazione dinamica con DSS a livello L3-L4 e

fusione con DSS a livello L4-L5 con utilizzo di TLIF a livello L4-L5

Casi clinici

Caso 2 – Immagini preoperatorie

Casi clinici

Caso 2 – Immagini preoperatorie



Flessione / estensione

Casi clinici

Caso 2 – Immagini postoperatorie









Sistema

ibrido

Casi clinici

Caso 2 – Immagini postoperatorie







Follow-up a sei settimane:





• Riduzione dell’ODI al 34 %





• Miglioramento dell’indice VAS:





Back pain 4

Leg pain 1

L.D. U. anni 42









STENOINSTABILITA’

LOMBARE,

TRATTATA CON DSS

II gen. a L4-5 e CON

COFLEX a L3-4.

Le stabilizzazioni dinamiche, raggiungono lo scopo che si prefiggono:

guidare un giusto movimento del rachide, creando

STABILITA’.



I pazienti stanno bene subito e non

Lamentano il senso di strana rigidità

Tipica degli artrodesizzati.



Soprattutto, al momento, non sono

comparse sindromi giunzionali, quindi

prevengono realmente situazioni poi

Catastrofiche a catena.

Le aziende propongono sempre più

strumentazioni elastiche, a seconda dei casi

agenti sulle viti o sulle barre.

Da un punto di vista biomeccanico

è importante salvaguardare i

Normali centri di rotazione dei

Segmenti Motori vertebrali.

Come al solito, vanno seguite le

Indicazioni specifiche, che vanno

ultimamente aumentando

persino in casi di scoliosi !

A

DISPOSIZIONE

PER

LA

DISCUSSIONE





www.mangialardiraffaele.it


By registering with docstoc.com you agree to our
privacy policy

You are almost ready to download!

You are almost ready to download!