P.O. SACRO CUORE DI GESU’ GALLIPOLI
U.O. DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
DIRETTORE: DOTT. WALTER MEGA
L’USO DEL FALENA
NELLE PATOLOGIE LOMBARI
( W. Mega, V. Perrone )
Aploto 2011
LA TERAPIA CHIRURGICA NELLE FRATTURE
NON VERTEBRALI
I dispositivi interspinosi sono stati
introdotti per ottenere una
decompressione dinamica
alternativa alla fusione rigida
chirurgica, con i vantaggi di una
ridotta invasività, minore
degenerazione dei segmenti
vertebrali adiacenti e il vantaggio
di un intervento di più breve
durata e con minori complicanze
Esistono diverse tipologie di dispositivi interspinosi che si differenziano
per le modalità d'inserimento e materiali di costruzione, tutti con in
comune il meccanismo di distrazione dei processi interspinosi che
determina la riduzione della libertà di movimento in estensione dei corpi
vertebrali trattati, mantenendo tuttavia le normali capacità di rotazione e
flessione dell’asse rachideo
Tale azione permette la distensione della porzione posteriore della colonna
con riduzione dell'eventuale protrusione discale e dello spessore dei legamenti
gialli. Questi effetti determinano un aumento delle dimensioni del canale
vertebrale con riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa
associata.
INDICAZIONI
• Stenosi centrale e foraminale
• -Sindrome di Bastrup
• -Sindrome delle faccette
• -Ernia del disco
• -Discopatia degenerativa
• Instabilità
STENOSI CENTRALE
DOPO IMPIANTO
STENOSI FORAMINALE
FACCETTE ARTICOLARI
Articolazioni sinoviali
Riccamente innervate da fibre nervose
sensitive
Affette dalle stesse patologie che affliggono le
grosse articolazioni sinoviali
Su di esse si scaricano il 18% delle forze di
carico che gravano sul rachide
INSTABILITA’
principalmente su
base degenerativa
ma anche congenita
o traumatica, si
perde la proprietà di
coesione elastica tra
una vertebra e l’altra
PATOLOGIA DISCALE
• Dopo discectomia parziale
per assistenza al disco
residuo
• nel bulging discale
• per ridurre il rischio di
recidiva di ernia del disco
DISCOPATIA DEGENERATIVA
FALENA
perno portante con due ali alle estremitá ed un
cappuccio per consentire l’attraversamento
atraumatico del legamento interspinoso
“molla a C” in PEEK OPTIMA per la
distensione con rigidità ed elasticità simile a
quella dell’osso e con un’elevata compatibilità
e resistenza all’usura
VANTAGGI
- Preserva la mobilitá del tratto vertebrale sintomatico
- Le altezze della “molla a c” sono diverse al fine di
consentire al chirurgo di adattare al meglio la “molla”
alla distanza voluta dei due processi spinosi adiacenti
- La procedura viene effettuata in regime mininvasivo
e anestesia locale
VANTAGGI
- La “molla” centrale in peek dona al dispositivo
un’elasticitá intrinseca considerevole.
- Consente di preservare il legamento
sovraspinoso.
- Cinematica: limita l’estensione della colonna
nel tratto sintomatico; non limita la flessione, la
rotazione assiale, il lateral bending.
VANTAGGI
Aumenta l’altezza del disco.
Migliora il sagittal balance
Riduce il rischio di NIC
(neurogenic intermittent claudication)
Tutte le alternative chirurgiche restano aperte:
l’anatomia segmentale non viene alterata
Strumentario
• Dilatatore Tagliente
• Impugnatura per impianti di prova
• Impianti di prova (8,10,12,15,18
mm)
• Distrattore/Misuratore
• Pinza di inserimento
Tecnica Chirurgica 1/6
-Preparazione del sito anatomico (incisione di circa 3 cm)
-Creazione spazio nel legamento interspinoso con dilatatore
Posizionare il paziente in decubito prono o laterale in base al tipo di anestesia e alle
preferenze del chirurgo. Praticare un’incisione di circa 3 cm nella cute incidendo le
fasce muscolari da ambo i lati. Divaricare i tessuti e forare il legamento interspinoso
mediante il dilatatore a punta tagliente.
Tecnica Chirurgica 2/6
-Determinazione della dimensione dell’impianto grazie
all’apposito distrattore
Distrarre il foro tramite il distrattore e scegliere la dimensione dell’impianto visibile sulla
scala graduata posizionata all’estremità superiore del manico.
Tecnica Chirurgica 3/6
-Utilizzo impianti di prova per verifica corretta dimensione protesi
É possibile utilizzare gli impianti di prova per verificare la correttezza nella scelta della
dimensione appropriata.
Tecnica Chirurgica 4/6
-Posizionamento della protesi (perno + molla)
-Eventuale utilizzo di leve per facilitare l’inserimento della protesi
Avvitare la parte del dispositivo che presenta l’aletta premontata sulla pinza di
inserimento e posizionarla all’interno del sito chirurgico preparato.
Tecnica Chirurgica 5/6
-Accoppiamento al perno portante e fissazione controprotesi
Procedere all’allineamento del dispositivo montando la leva di inserimento sulla pinza e
connettere l’asta di chiusura. Tramite il meccanismo di avvitamento inferiore si
movimentano vite e cacciavite, mediante quello superiore si avvita la vite di sicurezza
che blocca la 2° aletta.
Tecnica Chirurgica 6/6
-Rimozione pinza di inserimento protesi
Retrarre l’asta di chiusura e il resto della pinza di inserimento svitando il primo blocco
di aggancio al perno.
Simulazione Impianto
MATERIALI E METODI
• periodo febbraio 2009 – agosto 2011
• pazienti 44: 26♂ 18♀
• età media 52 anni (25-76)
• Follow-Up medio 16 mesi (min. 1 – max 31)
MATERIALI E METODI
Livelli 61 D11 – D12 1
D12 – L1 1
L2-L3 1
L3-L4 3
L4/L5 19
L5/S1 2
L2-L3 – L3-L4 1
L3/L4 – L4/L5 9
L4/L5 – L5-S1 7
MATERIALI E METODI
SCALA ANALOGICA DI VAS
scala analogica visiva
0 10
1-4 lieve
4-6 moderato-lieve
6-10 moderato-grave
MATERIALI E METODI
Oswestry Disability Index (0-100)
(lombalgia persistente ad alta disabilità, lombalgia
specifica)
questionario elaborato per darci delle informazioni
su quanto problemi alla schiena (o alla gamba)
influenzino la capacità di cavarsela nella vita di tutti i
giorni
(star seduti, stare in piedi, camminare, dormire,
viaggiare, …)
La
chirurgia
ANESTESIA
- Anestesia generale
- Anestesia locale: xilocaina 10 cc insuperficie
- naropina 10 cc in profondità
- Tempo medio 20 minuti
CASO CLINICO 1 (B. V.)
♂ 67 anni Discectoma L4-L5, L5-S1 + Falena
CASO CLINICO 2 (De C. G.)
♂ 60 anni Retrolistesi L3-L4 + Falena
CASO CLINICO 3 (C. L.)
F-U + 9 mesi
♂ 53 anni ED D12-L1: discectomia + Falena
CASO CLINICO 4 (C. S.)
♂ 43 anni ED L5-S1: Discectomia + Falena 2 livelli
RISULTATI
Riduzione del VAS
e Incremento dell’ODI
COMPLICANZE
• Errore di livello: 2
• Fratture spinose: 0
• Malposizionamento: 0
• Rimozioni 3 + altra chirurgia: 3
CONCLUSIONI
L’interspinoso dimostra la sua validità se utilizzato
con la giusta indicazione in quanto
• in estensione riduce la pressione sul disco
• In estensione riduce gli stress sulle faccette
articolari
• Riduce la flesso-estensione
• Aumenta il diametro del canale e del forame
• Migliora l’outcome di una discectomia
• Non modifica sostanzialmente la biomeccanica
dei livelli adiacenti
GRAZIE