Via Crucis 2008

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Via Crucis 2008 Powered By Docstoc
					                            Via Crucis

V. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
R. Amen.


La Via della Croce è la via della vita. Essa è al centro del mistero della
salvezza, del grande amore di Dio, il quale amandoci ha dato per noi il
suo Figlio. Seguendo Cristo, percorriamo l'itinerario del dolore che
sboccia in gioia, della crocifissione che prepara la risurrezione, della
morte che si muta in vita.


Percorriamo e meditiamo questo cammino di salvezza in comunione
con tutta la Chiesa, che rivive in ogni momento il dono di amore del
suo Salvatore.


Preghiamo
O Dio, che hai redento l’uomo col sangue prezioso del tuo Figlio
unigenito concedi a tutti noi la sapienza della croce per celebrare con
fede i misteri della passione del tuo Figlio e gustare la dolcezza del tuo
perdono.
Per Cristo nostro Signore.
Amen




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PRIMA STAZIONE                        (Forania Amiata - Montalcino)

Gesù è condannato a morte
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 10-19

[Pilato] sapeva che i sommi sacerdoti gli avevano consegnato [Gesù]
per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli
rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò:"Che farò dunque di
quello che voi chiamate il re dei Giudei?". Ed essi di nuovo
gridarono:"Crocifiggilo!". Ma Pilato diceva loro:"Che male ha
fatto?". Allora essi gridarono più forte:"Crocifiggilo!". E Pilato,
volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e,
dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e
convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver
intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono
poi a salutarlo:"Salve, re dei Giudei!". E gli percuotevano il capo con
una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si
prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora
e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

Talvolta la debolezza ci impedisce di difendere la nostra fede, preferiamo
affidarci alla sicurezza che la società ci offre; scegliamo, come Pilato, “di
soddisfare la moltitudine” invece di testimoniare con coerenza e coraggio la
scelta di seguire la strada tracciata da Gesù.

Signore, aiutaci a superare le debolezze e l’invidia per trovare il coraggio di
difendere la nostra fede, che ha origine da una croce illuminata dalla
risurrezione. Preghiamo.


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SECONDA STAZIONE                               (Azione Cattolica)

La croce è caricata sulle spalle di Gesù
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 12-16

Pilato cercava di liberare Gesù; ma i Giudei gridarono:"Se liberi
costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette
contro Cesare". Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù
e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico
Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato
disse ai Giudei: "Ecco il vostro re!". Ma quelli gridarono:"Via, via,
crocifiggilo!". Disse loro Pilato:"Metterò in croce il vostro re?".
Risposero i sommi sacerdoti:"Non abbiamo altro re all'infuori di
Cesare". Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Nonostante la sofferenza, Gesù, seguendo la volontà del Padre, si fa carico dei
peccati dell’umanità. Allo stesso modo noi dovremmo riuscire ad affrontare con
coraggio le nostre croci quotidiane, ricordandoci dell’immenso amore
dimostrato da Cristo nei nostri confronti.

Signore fa che sappiamo affrontare le situazioni difficili con la stessa forza di
tuo Figlio.
Ti preghiamo affinché riusciamo ad assumerci le nostre responsabilità con
coerenza, essendo certi della Tua presenza al nostro fianco.




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TERZA STAZIONE                     (Comunione e Liberazione)

Gesù cade per la prima volta
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Dal libro del profeta Isaia. 53, 4-8

Egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo.

Il Signore ha voluto in tutto essere vicino e simile all’uomo, anche nella
sofferenza, nell’umiliazione, nella paura e nell’angoscia.
Egli non si è sottratto al suo destino, rimanendo fedele al disegno di Dio.

Aiutaci a non arrenderci per le tante cadute e i troppi sbagli; fa’ che
ripartiamo costantemente dal nostro amore per Te, rinnovando sempre il nostro
“sì”, come Pietro, che ebbe il coraggio di ricominciare dopo averti tradito.



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QUARTA STAZIONE                       (Rinnovamento nello Spirito)

Gesù incontra Sua madre
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca. 2, 34-35. 51

Simeone parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la
risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano
svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà
l'anima" ... Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

Vergine Maria, il tuo grembo di madre dilaniato dai colpi inferti a tuo Figlio,
la tua anima trafitta da una spada che rappresenta il peccato degli uomini.
O Madre del mondo, Tu ci insegni che non si può amare veramente Cristo
senza condividere con Lui quell'immenso sacrificio d'Amore.
Nonostante siano passati duemila anni, il tuo esempio di Donna e di Madre è
ancora un prezioso modello di amore e dedizione. Vogliamo ispirarci a te per
imparare ad affiancare Cristo affrontando con forza e con fede le difficoltà
della nostra vita.

Maria, Luce dell'umanità,
sostieni ogni mamma nell'impegnativo compito
di affiancare i propri figli lungo il cammino della vita
donando se stesse come Tu hai fatto con tuo Figlio.
Signore Gesù, insegnaci a riscoprire il valore dell'umiltà e della fede
per far conoscere ad altri giovani il mistero del Vangelo.
Invochiamo su di noi il Tuo Santo Spirito
affinchè ci dia la forza di combattere senza timore
le insidie del maligno.



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QUINTA STAZIONE                                (Scout)

Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 21-22

Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che
veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la
croce.
Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del
cranio.

Moltissime volte capita che ci venga chiesto di aiutare altre persona a portare
croce. Noi ci scansiamo e rifiutiamo l’aiuto che ci è chiesto, incapaci di capire
che accettando di prendere quel peso abbiamo l’opportunità di partecipare
all’evento più importante della storia.

Donaci la fede e la generosità, Signore, per condividere ed aiutare i drammi
delle persone che ci metti accanto. Perché in quel dolore convissuto scopriamo
la gioia dell’amore.




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SESTA STAZIONE                      (Cammino Neocatecumenale)

La Veronica asciuga il volto di Gesù
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal libro del profeta Isaia. 53, 2-3

Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per potercene compiacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia.

Non abbiamo occhi per ciò che abbaglia,
che in un attimo sa agganciare la nostra attenzione
e consumare l’emozione.
Eppure in ogni volto,
anche in quello dell’uomo sfigurato dal dolore
hai nascosto una bellezza profonda
che è un richiamo ad amare, a condividere.

Aiutaci, Signore, a fermare lo sguardo.
Fa che la distrazione non ci impedisca di incontrare
la vera bellezza che tu hai posto in ogni persona.
Fa’ che non ci sfugga la profonda dignità di ogni essere umano.




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SETTIMA STAZIONE                                (Shalom)

Gesù cade per la seconda volta
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal libro delle Lamentazioni. 3, 1-2. 9. 16

Io sono l'uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira.
Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare
nelle tenebre e non nella luce...
Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra,
ha ostruito i miei sentieri...
Mi ha spezzato con la sabbia i denti, mi ha steso nella polvere.

Gesù cade per la seconda volta, esausto per lo sforzo di portare la croce e delle
tante ferite, causate dei nostri peccati… Ma perché cade Gesù? Lui non è
Dio?! Cade per amore! Si fa uomo per amore di ognuno di noi. Lui,
l’Onnipotente si fa debole… Per farci capire che siamo stati creati per il cielo,
per amare, per essere felici, anche se ora noi, tristi peccatori, siamo stesi nella
polvere. Lui ha voluto sperimentare quello che oggi proviamo noi… ci è vicino
quando cadiamo più di una volta negli stessi peccati… è caduto anche Lui,
nonostante non avesse peccato. Lui non aveva colpa, ma noi sì… e cosa
dobbiamo fare???... Rimanere per terra???... no! La virtù del santo non sta nel
non cadere, ma nel rialzarsi ad ogni caduta e ricominciare… con più coraggio
e con più voglia di essere santo, ossia, felice! Dobbiamo ricorrere a Colui che ci
può aiutare con la sua Forza, lo Spirito Santo che è capace di rialzare chi è
caduto, dare forza a chi è debole…

O Gesù, tu che conosci la nostra debolezza manda su di noi la Forza del tuo
Spirito. Da soli non riusciamo a fare i passi giusti… rendici forti, affinché
non cadiamo sempre negli stessi errori; e quando questo succederà, aiutaci a
rialzarci e a cantare sempre la Tua misericordia. Amen.

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OTTAVA STAZIONE                     (Forania Maremma - Val di Merse)

Gesù incontra le donne di Gerusalemme
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca. 23, 28-31

Gesù , voltandosi verso le donne, disse:
"Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me,
ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.
Ecco, verranno giorni nei quali si dirà:
Beate le sterili e i grembi che non hanno generato
e le mammelle che non hanno allattato.
Allora cominceranno a dire ai monti:
Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci!
Perché se trattano così il legno verde,
che avverrà del legno secco?".

Non ce ne rendiamo neanche più conto, ci abbiamo ci siamo assuefatti, ma
l’uomo ogni giorno è umiliato, deriso, maltrattato, abbandonato,
calunniato,insultato, ucciso. Anzi, a volte abbiamo quasi sete di violenza, per
il bisogno di sfogarci, oppure perché nel vederla scaricata contro un’altra
vittima ci sembra più lontana da noi. Eppure è sempre più vicina, perché
quando si chiudono gli occhi di fronte alla verità, alla bellezza e alla
giustizia, lentamente si smette di avvertire il valore della vita umana e il
mondo si imbarbarisce. Ogni offesa ad ogni uomo ci riguarda.

Signore, dacci lacrime per piangere il dolore di ogni uomo. Orecchie, per
ascoltare ogni ingiustizia. Voce, per difendere i più deboli. Mani per offrire
aiuto a chi ha bisogno.



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NONA STAZIONE                       (Forania Poggibonsi)

Gesù cade per la terza volta
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal libro delle Lamentazioni. 3, 27-32

È bene per l'uomo portare il giogo fin dalla giovinezza.
Sieda costui solitario e resti in silenzio,
poiché egli glielo ha imposto;
cacci nella polvere la bocca,
forse c'è ancora speranza;
porga a chi lo percuote la sua guancia,
si sazi di umiliazioni.
Poiché il Signore non rigetta mai...
Ma, se affligge, avrà anche pietà
secondo la sua grande misericordia.

Gesù cade come Vero Uomo, perché dopo la flagellazione e le angherie subite
quella croce è veramente pesante e come Vero Dio, perché grande è il dolore
per tutti i peccati con cui l’umanità ha rotto l’alleanza col Padre. Ma non per
questo è perduto! Anzi, non solo si rialza, ma fa della sua croce il suo trono
dal quale scende tutte le volte che siamo noi a cadere e non per deriderci, ma
per darci la forza necessaria per affrontare il nostro Calvario.

Signore, se cadiamo perché i nostri problemi, le ansie, o addirittura le
disgrazie della nostra vita sono pesanti da sopportare, tu sei accanto a noi
perché sai cosa vuol dire cadere sotto un grande peso: i peccati di tutto il
mondo erano certamente molto pesanti! Tu sei qui che ci tendi la mano e ci
rialzi.
Grazie Signore Gesù


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DECIMA STAZIONE                      (Forania Colle – San Gimignano)

Gesù è spogliato delle vesti
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 24

I soldati si divisero le sue vesti,
tirando a sorte su di esse
quello che ciascuno dovesse prendere.


L’unica cosa che sappiamo fare degli altri, spesso, è spogliarli. Non facciamo
caso alle loro difficoltà, alle loro sofferenze, ma sappiamo bene cosa ci può far
comodo di loro. Usiamo non solo le loro cose, ma strumentalizziamo perfino le
persone, accaparrandoci la loro attenzione, il loro tempo, il loro affetto, senza
considerazione per quello che sono e per quello che provano.

Donaci occhi per dare attenzione alle persone e alle loro necessità. Facci
comprendere che la cosa più preziosa che possiamo ricevere dai fratelli è il
condividere con loro.
 La loro compagnia, nella quale Tu sei presente, è tutto ciò di cui abbiamo
veramente bisogno, più di qualsiasi cosa che possiamo accaparrarci.




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UNDICESIMA STAZIONE                             (Forania Siena Centro)

Gesù è inchiodato sulla croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 25-27
Erano le nove del mattino quando lo crocifissero.
E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva:
"Il re dei Giudei".
Con lui crocifissero anche due ladroni,
uno alla sua destra e uno alla sinistra.

Quanto è vicina a noi la croce di Cristo? Sembra lontanissima, eppure ogni
giorno troviamo qualche carnefice pronto ad inchiodare la nostra anima. E
quante volte diventiamo carnefici di noi stessi e degli altri? In una società in
cui siamo obbligati a standardizzarci a dei canoni, a sottomettere ciò che
siamo, a ciò che abbiamo per essere accettati, è molto più semplice fuggire
davanti al Cristo che sentiamo dentro, piuttosto che affrontarlo. Spesso ci
rifugiamo in paradisi artificiali senza nemmeno sapere il motivo, finchè non
troviamo qualcuno che ci mostra la realtà. Allora troviamo il coraggio di
affrontare quelle tenebre, consapevoli che dopo averle superate troveremo per
sempre la luce.

Signore Gesù Cristo, Ti sei fatto inchiodare sulla croce, accettando la terribile
crudeltà di questo dolore, la distruzione del tuo corpo e della tua dignità. Hai
sofferto senza fughe e senza compromessi. Rimani vicino a coloro che soffrono,
dona coraggio ai fratelli perseguitati e condannati ingiustamente. Tu che ci
sei vicino nell'ora della tristezza e dell'oscurità del peccato, illumina il nostro
cammino verso di Te. Liberaci da tutto quello che ci rende schiavi e donaci la
libertà di riconoscerci tuoi figli.



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DODICESIMA STAZIONE                           (Forania Siena Nord)

Gesù muore sulla croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 33-34. 37. 39

Venuto mezzogiorno,
si fece buio su tutta la terra,
fino alle tre del pomeriggio.
Alle tre Gesù gridò con voce forte:
Eloì , Eloì , lema sabactà ni?,
che significa:
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?...
Ed egli, dando un forte grido, spirò ...
Allora il centurione che gli stava di fronte,
vistolo spirare in quel modo, disse:
"Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!"

Di fronte alla Tua morte, Gesù, le nostre parole si fermano. Il nostro silenzio
segna il dolore di questo momento. Ma è proprio nel silenzio che vogliamo
pensare a Te, al bene che ci vuoi e a ciò che ci hai insegnato. E vogliamo dirti
GRAZIE. Gesù, Ti raccomandiamo tutti coloro che in questo momento stanno
morendo e tutti coloro che hai già chiamato a Te

Sentiamo di volerti ringraziare, Signore, per tutti questi bei momenti con gli
amici, per i momenti di serenità che passiamo con le nostre famiglie anche se si
fanno cose semplici, ti ringraziamo perchè ci alziamo ogni mattina in buona
salute e così possiamo aiutare chi è stato più sfortunato di noi, come la sera
che abbiamo fatto volontariato per l'Associazione contro la Sclerosi Multipla.



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TREDICESIMA STAZIONE                         (Forania Val d’Arbia)

Gesù è deposto dalla croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 42-43. 46

Sopraggiunta ormai la sera,
Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio,
che aspettava anche lui il Regno di Dio,
comprato un lenzuolo,
calò il corpo di Gesù giù dalla croce.

Il momento in cui il corpo di Gesù viene deposto dalla Croce ci ricorda che
anche noi, come Giuseppe d’Arimatea, siamo degli strumenti attraverso cui
Dio realizza il suo progetto. Così come Giuseppe nel compiere un atto come
quello della deposizione, ha nel suo cuore la speranza della venuta del regno
di Dio, anche noi dobbiamo tenere sempre in mente che anche nei momenti più
gravi, ci dobbiamo lasciar guidare da quella stessa Speranza.

Signore fa che con la risurrezione del tuo Figlio possiamo giungere alla meta
delle nostre speranze.

Signore fa che riusciamo, in ogni occasione che la vita ci offre, a cogliere i
segni del Tuo progetto su di noi.




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QUATTORDICESIMA STAZIONE
                    (Forania Amiata - Montalcino)

Gesù è deposto nel sepolcro

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 46-47

Giuseppe d'Arimatea, avvolto il corpo di Gesù in un lenzuolo,
lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.
Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro.
Intanto Maria di Magdala e Maria madre di Joses
stavano ad osservare dove veniva deposto.

Il sepolcro appare nel mondo come un luogo di domande e di dolore. Si sono
sempre seppelliti i morti e si sono sempre fatti dei rituali, delle forme,
potremmo dire di saluto. La sofferenza che associamo al sepolcro ha sempre
spaventato gli uomini. E’ Gesù che per primo ha stravolto il significato di
questo luogo e i gesti ad esso legati, è da Lui che la sepoltura non è più origine
di disperazione, ma di speranza non più fine di un percorso, ma inizio di una
vita nuova. Se ci si pensa bene infatti quest’ultima stazione non è che il ponte
di collegamento tra la morte e la resurrezione, tra il prima di un’umanità
avvolta nel peccato e il dopo di un mondo che inizia un percorso di salvezza
che ci porta fino a noi e a questa sera.

Signore fa che non ci fermiamo davanti alla pietra del sepolcro,
 ma che riusciamo a prepararci al significato glorioso della resurrezione,
alla gioia e alla forza della missione che ci hai affidato donandoci la vita
eterna.

Fa che questa serata sia il seme di un percorso
che ci faccia camminare tutti insieme verso di te.

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CONCLUSIONE

Meditazione dell’arcivescovo Antonio

Preghiamo
Scenda, Signore, la tua benedizione su noi che hai riscattato con la
morte del tuo Figlio; venga il perdono e la consolazione, si accresca la
fede, si rafforzi la certezza della redenzione eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Benedizione con la Croce




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