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12/19/2011
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23
S

E

T

Setting

T

Informativo Ideativo Riflessivo I

N

Setting - Luciano Cerioli

G

1

Non vi è un rapporto diretto fra la realtà

esterna e la realtà mentale

S

?B? Z? E

A ? ? T

T

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 2

Ogni situazione esterna è parzialmente

categorizzata oggettivamente, ma per lo più

“vissuta” insieme con ciò che questa realtà evoca

nella mente del soggetto

S

Volevo solo chiedervi E

come mai non eravate

presenti alla scorsa

T

riunione… T

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 3

La realtà esterna è variamente interpretata,

vissuta e percepita

S

E

T

T

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 4

Ogni persona non comunica solo informazioni,

ma comunica anche il suo rapporto con le

informazioni che dà

S

E

Non dobbiamo giudicare gli altri,

ma essere sempre disponibili e

T

rispettosi… T

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 5

Le più comuni difese

o Negare e rimuovere ciò che prova, ovvero collocare in latenza ciò che avverte come

mentalmente faticoso. Una sorta di spegnimento mentale, analogo allo svenimento.

o Razionalizzare l’evento e le personali risonanze (darvi cioè una “spiegazione” razionale in

grado di tacitare e isolare gli aspetti emotivamente problematici). S

o Isolare componenti della situazione, rompendone l’unità e neutralizzandone la portata

E

emotiva. Si tratta di una specie di lettura dell’evento limitata, circoscritta, che facilmente espone a

fraintendimenti, letteralizzazioni, banalizzazioni, semplificazioni, parcellizzazioni.

o Proiettare sulla situazione e sui protagonisti coinvolti propri sentimenti negativi (ansia, paura, T

rabbia, timori, invidia), così da rendere se stessi più accettabili. L’attribuzione all’esterno di

personali aspetti che non si riesce ad integrare, ovviamente, rende la situazione ancora più T

negativa di quanto non sia.

o Compensare e invertire proprie difficoltà con comportamenti e atteggiamenti opposti I

(esibendo forza ove si avverte fragilità, ad esempio, oppure svalorizzare perché non si è sicuri del

proprio valore...). N

o Identificarsi con persone, ideologie, modi di fare e di essere ritenuti più validi del proprio

modo di essere e di pensare. G

o Spostare propri sentimenti negativi nei confronti di persone o idee che non si possono

attaccare su altre persone o idee che appaiono più deboli (è uno dei meccanismi difensivi alla base

del burn-out nelle organizzazioni).

Setting - Luciano Cerioli 6

Realtà 1: due persone parlano di un problema

Realtà 2: Più presenze vivono eventi (anche passati)



S

E

T

T

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 7

In un incontro si raccolgono le molteplici “voci”

individuali e la personalità del gruppo (cultura

organizzativa)



S

E

T

T

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 8

La “cultura organizzativa” di un gruppo è la sua personalità collettiva. Essa

funge da “seconda pelle” all’interno della quale le persone possono trovare

rifugio, soddisfazione, gratificazione, identità. Oppure serve da copertura e

“deposito” degli irrisolti individuali. Inoltre nella dimensione collettiva si

attivano maggiormente peculiari atteggiamenti soprattutto nei confronti: della

distribuzione e dell’uso del potere e dell’appartenenza o meno al gruppo.

S

Gli individui possono reagirvi attraverso diverse modalità, così riassumibili: E

Identificarsi col leader o con la mission del gruppo. In questo caso il soggetto si T

e mal sopporterà altrui forme di resistenza. Il prezzo della sua fedeltà, però, T

muoverà nel gruppo come un “affiliato” o “fidelizzato”. Sarà schierato con la leadership

potrà

consistere anche in una generale deresponsabilizzazione ideativa e/o operativa.

I

§ Opporsi alla leadership e al gruppo, tramite attacchi e fughe, fomentazione di

conflitti, alleanze scismatiche, ridicolizzazioni, ironie, colpevolizzazioni, lamentele. N

Controdipendere, ponendosi o come alternativa alla leadership e alla mission del G

gruppo, o semplicemente rifiutandole e contrastandole.

§ Collaborando con la leadership e il gruppo, condividendo in modo non passivo

decisioni e attività.

Setting - Luciano Cerioli 9

ATTEGGIAMENTI RELAZIONALI







S

E

T

T

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 10

RELAZIONE PROFESSIONALE

Finalizzata a uno o più obiettivi da perseguire

Temporanea, transitoria

Strumentale, contrattuale, non fine a se stessa

Eterocentrata, focalizzate su “oggetti” esterni alle persone S

Secondaria rispetto alle relazioni d’amicizia, d’amore, d’affetto

Asimmetrica e dissimmetrica (non si è sullo stesso piano) E

T

T

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 11

Dinamica del gruppo Possibile modulazione del conduttore

Svalorizzazione dell’incontro tramite Atteggiamenti consapevolmente

simmetrizzazioni amicali

Esercizi depressivi (proposte impossibili,

responsabilizzanti e insediamento nel ruolo

Riorganizzare la speranza, aderire alla S

fomentazione d’ansia, evocazione di divieti

e nemici, auto e eterosvalutazione, …)

realtà, evidenziare possibilità

E

Idealizzazioni e sopravalutazioni Richiamo alla realtà e alle effettive

possibilità T

Atteggiamenti di timore, preoccupazione,

freddezza, sospetto

Rassicurare, contenere, incoraggiare,

sostenere, offrire calore ed empatia T

Clima formalistico, esteriore,

conformistico, routinario

Coinvolgere, spiazzare, far partecipare,

incoraggiare I

Impulsività, iperattività, reattività,

superficialità

Riflessività, profondità, aiuto ad un

pensiero più verticale

N

Passività, impotenza, demotivazione,

inattività

Proporre ipotesi di lavoro, delegare,

incoraggiare, responsabilizzare

G

Colpevolizzazioni, lamentele, critiche, Dare fiducia, offrire possibilità,

aggressività scommettere su fattibilità, non giudicare

Mors tua, vita mea – Mors mea, vita tua Mors tua, mors mea – vita tua, vita mea

Setting - Luciano Cerioli 12

STRATIFICAZIONI DEL SETTING PROFESSIONALE







Area di azione e lavoro

Area strutturale

S

Area degli atteggiamenti E

T

T

I

N

Struttura topologica,

G

Obiettivi, scansioni,

organizzativa, Registri mentali

tecniche e strategie,

ambientale,

ruoli e regole



Setting - Luciano Cerioli 13

SETTING E’

mmodo di stare con

ddisposizione e l’atteggiamento mentale

S

mmodo di pensare e di relazionarsi

ccornice, lo sfondo, lo scenario mentale e fisico

E

iinsieme di condizioni mentali, di modalità comunicative e relazionali, di

elementi concreti (il luogo, la disposizione delle persone, l’ambiente, gli orari,

T

le regole, i rituali…) che permette di sviluppare una forma di relazione

emancipativa.

T

ccondizione necessaria e indispensabile per comprendere e orientare le

persone ai traguardi professionali e personali definiti

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 14

SET INFORMATIVO



Indica-

Ac- zione de-

co- gli obiet- Discussione e/o Riformu Chiu

S

glie tivi, dei

nza tempi, e

Informazioni rilevazione dei lazione sura

feedback

E

delle a-

zioni

T

t e m p o

T

Reperibilità Puntualità (in/out) Affidabilità I

Condivisione cambiamenti (mai troppi) Trasparenza N

Buona organizzazione

coerenza al progetto

Essenzialità

Chiarezza

Costanza, fedeltà

Giusta distanza

G



Setting - Luciano Cerioli 15

SET INFORMATIVO

Assertività

Partecipazione, coinvolgimento, proattività

S

Comunicazione diretta, chiara, non generica o ambigua

Capacità di esprimere incoraggiamento, sostegno, ascolto, stimolazione

E

Capacità di esprimere dissenso, sapere e potere dire di no, affermare i T

propri punti di vista senza negare, attaccare o cercare di vincere sugli altri

T

Utilizzo di un registro positivo rispetto a quello negativo

I

Comunicazione razionale, realistica, mai aggressiva o minacciosa

Saper chiedere chiarimenti, motivazioni, punti di vista

N

Saper difendere e tutelare con fermezza il proprio e altrui ruolo, funzioni, G

diritti delle persone e dell’organizzazione





Setting - Luciano Cerioli 16

SET INFORMATIVO

Sono un gruppo di persone demotivate e  Tendenza a controllare, dominare,

irresponsabili aggredire, difendersi o infantilizzare

gli interlocutori

Sono persone che non accetteranno il

mio ruolo, la mia supremazia, l’esercizio

 Tendenza a sottomettersi al gruppo, a

farsi autorizzare l’esercizio del potere, S

E

del potere a farsi sedurre o a sedurre

 Tendenza a esibire la propria

superiorità (rifugiarsi nell’espertese,

enfatizzare il proprio impegno,

sottolineare le proprie qualità e T

T

possibilità)

Sono persone che evitano di assumersi  Tendenza a colpevolizzare,

le responsabilità minacciare, criticare, lamentarsi.

Sono persone critiche, che non danno

fiducia

 Tendenza a sedurre, fare i

“beneducati”, deresponsabilizzarli,

I

assumersi incarichi e impegni.

 Tendenza al formalismo, al mettersi N

G

“in una botte di ferro”, allo

schiacciarli in strade senza uscita, al

non lasciare spazi di critica, al risultare

“senza peccati”.

Sono persone deboli, fragili, infantili,  Tendenza alla disconferma degli

incapaci interlocutori, al paternalismo, alla loro

svalorizzazione, al loro controllo

Setting - Luciano Cerioli 17

SET IDEATIVO





Indica

zione

Acco degli Event Riformu Chi

S

glienz obietti

a vi, dei

uali

ipotesi

Ideazione e co-costruzione lazione usu

conclusi ra

E

tempi,

e delle

(semila

vorati)

va T

azioni

t e m p o

T

I

N

Definire e custodire il setting, Aiutare ad accorgersi

Facilitare la riflessione e l’espressione Aiutare ad analizzare e a chiarire

Ascoltare attivamente Rispecchiare, riformulare G

Amplificare Spiazzare

Sollecitare indirettamente Non re-agire

Apparire un po’ ignoranti

Setting - Luciano Cerioli 18

SET RIFLESSIVO







Rappresentazioni,

S

risonanze, percezioni

indotte dallo E

T

stimolo-pretesto





Cue

T

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 19

SET RIFLESSIVO





Obie

ttivo, Cue S

Acco regol (pretest Riformu Chi

glienz e, o Elaborazione lazione usu E

a temp stimolati conclusiv ra

i vo) a T

t e m p o T

Avalutatività - Non omissione - Astinenza - Auto/Eterocentratura I

Intransitività conoscenze - Discrezione - Rispetto N

Definire e custodire il setting - Facilitare la riflessione e l’espressione - G

Ascoltare attivamente – Amplificare - Aiutare ad accorgersi - Aiutare

indirettamente ad analizzare e a chiarire - Rispecchiare, riformulare -

Spiazzare - Sollecitare indirettamente - Non re-agire - Apparire un po’

ignoranti -

Setting - Luciano Cerioli 20

SET RIFLESSIVO







CAPACITA’ POSITIVE

S

E

 Incoraggiare (individuare, sviluppare le “isole di capacità”)

• Rilevare e comprendere i sintomi collettivi e individuali (non at-

T

taccarli) T

• Predisporre viabilità allo sviluppo I

• Agire pensando e imparando dall’esperienza

• Inventare, immaginare, creare mondi N

• Deletteralizzare, non giudicare G

• Spendere i propri talenti “gratuitamente”



Setting - Luciano Cerioli 21

SET RIFLESSIVO

CAPACITA’ NEGATIVA

CAPACITA’ NEGATIVE

•Contenere S

• Rispettare (guardare un’altra volta) – rispettarsi E

• Saper stare mentalmente soli

• Non sedurre, non farsi sedurre T

• Saper stare nell’incertezza, nelle domande, nel vuoto T

• Non cercare conferme, non pagare debiti

• Potere e sapere dire di no e di sì I

• Non dare risposte dirette, aiutare a pensare N

• Non fare al posto di

• Accogliere, comprendere, amplificare, rispecchiare, riformulare G

• Astenersi dal prescrivere, giudicare, convincere

• Let it be (non “voler” cambiare gli altri)

Setting - Luciano Cerioli 22

S

E

T

T

I

N

G



Setting - Luciano Cerioli 23



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